Hamas minaccia Israele: «Pronto un nuovo 7 ottobre»

Hamas è pronta a compiere un altro attacco simile a quello del 7 ottobre 2023 e potrebbe colpire ovunque, anche in Cisgiordania e all’estero. Lo hanno riferito alti funzionari del gruppo islamista a Ramiz Alakbarov, coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, nel corso di un incontro avvenuto la scorsa settimana nella Striscia di Gaza. Lo scrive Ynet, spiegando che Alakbarov ha poi trasmesso il messaggio al generale Yoram Halevy, che è a capo del Cogat (Coordinator of Government Activities in the Territories).

Perché Hamas sarebbe pronta a colpire ancora

Stando a quanto riportato da Ynet, gli esponenti di Hamas hanno detto ad Alakbarov che le operazioni dell’IDF a Gaza, lo spostamento della Linea gialla e l’annullamento delle elezioni da parte dell’Autorità nazionale palestinese stanno facendo perdere al gruppo il controllo sull’exclave palestinese: una situazione ritenuta inaccettabile. Funzionari israeliani sentiti da Ynet hanno descritto la comunicazione di Hamas «una minaccia straordinaria, senza precedenti per la sua schiettezza e immediatezza».

Sondaggio Swg, autostrade protagoniste della storia del Paese

Le autostrade hanno scritto parte della storia contemporanea del Paese, sono nei ricordi degli italiani e nelle abitudini quotidiane e saranno centrali anche nel futuro. È quanto emerge da uno studio realizzato da Swg, presentato nell’ambito dell’iniziativa di Orizzonte Italia Le autostrade nel sistema del Paese, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età compresa tra i 18 e gli 80 anni che ha avuto modo di esprimersi sul ruolo del sistema autostradale e sulle prospettive di futuro.

La rete al centro, dai ricordi personali all’economia

I dati attribuiscono al sistema autostradale un ruolo centrale nelle modalità di spostamento degli italiani. Nove italiani su 10 (88 per cento) viaggiano in autostrada almeno ogni tanto e uno su quattro lo fa ogni settimana. Anche nei ricordi personali, il viaggio su strada o autostrada occupa una posizione dominante. Il 49 per cento del campione lega la memoria dei viaggi più importanti a un tragitto su strada o autostrada, superando l’aereo che si ferma al 30 per cento. Se il loro peso nella vita quotidiana è assodato, il contributo del trasporto su gomma all’economia è più grande di quanto la popolazione percepisca. Sette italiani su 10 lo collocano al di sotto del valore reale, eppure sulla gomma viaggia tra l’80 e il 90 per cento delle merci. Grande consapevolezza emerge invece dalle cause dell’incidentalità su strada. Per il campione intervistato, la sicurezza in autostrada dipende soprattutto dai comportamenti di guida. Sei italiani su 10 indicano distrazione e velocità tra le principali cause degli incidenti, quasi quattro su 10 la stanchezza, mentre appena uno su 10 chiama in causa lo stato della strada.

Le prospettive future

Nell’immaginario degli italiani la rete è destinata a restare centrale nel futuro. Per l’80 per cento degli intervistati, infatti, l’autostrada resta necessaria ma declinata ai nuovi standard della mobilità. La richiesta più netta è quella della sicurezza, sia in chiave di tecnologie a supporto del viaggio (l’87 per cento indica tra le priorità infrastrutture in grado di segnalare situazioni pericolose) sia soprattutto in termini rigenerazione e modernizzazione della rete esistente (l’86 per cento crede che la priorità sia l’ammodernamento). Nella percezione delle persone non risulta essere un paradosso il concetto di mobilità su gomma sostenibile, anzi. Il 67 per cento del campione ritiene che rete autostradale e green siano conciliabili. I dati disegnano un sistema di mobilità sempre più intermodale, in cui l’autostrada diventa l’asset portante.

Sicurezza: per Nordio servono più carceri minorili, Salvini “manda” i blindati a Milano

In vista delle nuove mobilitazioni annunciate per questo sabato (e quelli successivi), il governo torna a cavalcare i temi della sicurezza e della criminalità minorile. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ospite di Start su Sky TG24, ha evidenziato che «non era mai avvenuta una serie di arresti massicci nei confronti di minori» come quella registrata dopo i disordini dello scorso fine settimana. Il Guardasigilli ha poi affermato che «ci sono dei momenti in cui è necessario purtroppo mandare dietro le sbarre i minori violenti» e che, a tal proposito, occorrerebbe «ampliare la capienza delle carceri giovanili». Non pago, Nordio ha dichiarato inoltre che «non sarebbe blasfemo pensare di abbassare l’età per l’imputabilità», anche se al momento il governo non ha nei piani di farlo.

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Sulla questione della sicurezza si è espresso anche Matteo Salvini. La città di Milano, com’è noto, sarà presidiata da 500 parà della Folgore (il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto sicurezza): parlando con i cronisti fuori dalla prefettura, il vicepremier ha affermato che, per contrastare eventuali nuovi saccheggi, potranno intervenire «anche con mezzi, coi Lince, coi droni». Blindati per le strade di Milano: possibile? «Saranno preparati a fare quello che un militare deve e può fare, rispettando la normativa vigente», ha tagliato corto Salvini incalzato dai cronisti, aggiungendo che a essere presidiata non sarà solo Milano, «ma anche le stazioni di partenza, perché io gli incidenti di sabato scorso sono stati causati in stragrande maggioranza da ragazzi che venivano da fuori». Gli uomini della Folgore, ha assicurato il vicepremier, «sono militari, rispettano la legge, non è che andranno in giro a fare cose strane».

Autotrasporto, agricoltura e pesca: le misure del Decreto aiuti

Dopo giorni di proteste e disagi alla circolazione il Consiglio dei ministri ha approvato, come previsto, il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Lo ha annunciato Giorgia Meloni sui social, sottolineando che il governo «ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete».

«L’accordo è stato firmato, i pagamenti sono già partiti, oggi si è svolto il Cdm. Questo è il metodo con cui questo governo lavora in un tempo sicuramente complesso per cercare di dare risposte immediate soprattutto ai lavoratori, alle persone che sono in difficoltà, alle famiglie», ha detto Meloni in conferenza stampa, ringraziando «le associazioni che hanno scelto il confronto, revocando i fermi e le manifestazioni».

Autotrasporto, agricoltura e pesca: le misure del Decreto aiuti
Protesta dei pescatori della Marineria di Manfredonia contro il caro gasolio (Ansa).

Le risorse stanziate dal Decreto aiuti

La misura principale riguarda il credito d’imposta riconosciuto alle imprese di autotrasporto per compensare l’aumento del prezzo del gasolio. Le risorse racimolate arrivano a 126,4 milioni di euro. «Vengono stanziati ulteriori 45,2 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio, destinato alle spese sostenute da marzo ad agosto 2026», spiega una nota del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le nuove risorse «si aggiungono ai 21,2 milioni già previsti dal decreto sul bollo e sono integrate con ulteriori 60 milioni per le spese dal primo settembre al 5 ottobre». Inoltre «è prevista la possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 i canoni di leasing dei veicoli in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027, per alleggerire la pressione finanziaria sulle imprese». Il decreto stanzia poi 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo per le spese sostenute tra il primo giugno e il 15 ottobre, «che nei fatti si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri», ha spiegato Meloni. Inoltre, per le imprese del settore ittico è previsto un finanziamento di 10 milioni, sempre per le spese extra per il gasolio sostenute nel periodo sopra citato.

Opa su Recordati, le incognite su Isturisa rafforzano il peso dell’offerta da 53 euro

Per settimane il confronto sull’offerta di Cvc e Gbl per comprare le quote di minoranza di Recordati si è concentrato sul presunto passaggio della società da un fondo Cdv a un altro. Una chiave di lettura che rischia di restituire un’immagine parziale dell’operazione e non soltanto perché accanto a Cvc, azionista di controllo, entra in gioco Groupe Bruxelles Lambert, affiancata da grandi investitori istituzionali internazionali e dallo stesso presidente Andrea Recordati. A pochi giorni dalla chiusura dell’offerta è infatti arrivata una notizia destinata a pesare assai di più sui destini della società. In particolare, Recordati ha reso noto che un produttore di farmaci generici ha chiesto alle autorità sanitarie americane l’autorizzazione a vendere negli Stati Uniti una copia di Isturisa, mettendo in discussione i brevetti che lo tutelano fino al 2031, al 2033 e al 2035. La società ha assicurato che difenderà i propri diritti e ha ribadito la convinzione che nessun generico potrà raggiungere il mercato prima del 2033.

Sul tavolo ci sono 53 euro per azione

Isturisa, impiegato nella cura della sindrome di Cushing, rappresenta uno dei prodotti rilevanti per le prospettive di crescita del gruppo. Meno di un anno fa il management ne ha più che raddoppiato le ambizioni commerciali, indicando vendite annue potenziali circa 1,2 miliardi di euro. Proprio su di esso si fonda l’argomento di chi oggi giudica insufficiente il prezzo offerto. Una contestazione dei brevetti non segna di per sé un esito, ma introduce un elemento di incertezza nel cuore di quella valutazione. E lo fa in una stagione in cui i tassi sono tornati a salire e i mercati appaiono più inquieti. Sul tavolo ci sono 53 euro per azione, che riconoscono un premio del 16,6 per cento rispetto alle quotazioni di fine marzo, quando il titolo valeva intorno ai 46 euro e l’operazione non era ancora stata annunciata. Il consiglio di amministrazione ha accolto all’unanimità il miglioramento dell’offerta, che si colloca all’interno della forchetta di valutazione indicata dall’advisor degli amministratori indipendenti. Le adesioni hanno già superato il 60 per cento e i promotori hanno escluso ulteriori rilanci.

C’è tempo per aderire fino al 23 ottobre

È qui che la vicenda di Isturisa si rivela, in qualche modo, emblematica. La prossima stagione di Recordati richiederà investimenti importanti per affermare il farmaco negli Stati Uniti, la gestione di un confronto legale che per sua natura si annuncia lungo, scelte industriali dal respiro pluriennale. È un cammino che si percorre meglio lontano dai riflettori della Borsa, al riparo dall’esame trimestrale dei mercati e dalla sensibilità del titolo a ogni notizia. La finestra per aderire si chiude venerdì 23 ottobre.

Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice di Huffpost Italia

Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice di HuffPost Italia, che fino a fine agosto era stato diretto da Mattia Feltri. A comunicarlo Mirja Cartia d’Asero, presidente e amministratrice delegata di Gedi, il gruppo editoriale che possiede la testata: «Annalisa porta a HuffPost una solida esperienza giornalistica e una profonda conoscenza della politica e delle istituzioni. Le affidiamo la guida della testata con fiducia, certi che saprà valorizzarne l’identità e accompagnarne lo sviluppo, insieme alla redazione». 52 anni, Cuzzocrea è stata editorialista e inviata di Repubblica e vicedirettrice de La Stampa.

Fedez denunciato da quattro fan: «Aggrediti da lui e dai suoi bodyguard per un selfie»

Quattro ragazzi hanno denunciato Fedez per minacce e lesioni personali sostenendo di essere stati aggrediti dal rapper e dai suoi bodyguard dopo aver chiesto un selfie. Lo riporta il Corriere della sera, spiegando che l’episodio contestato risale al 16 ottobre 2026 fuori dal The club in Largo La Foppa a Milano, dove Fedez stava festeggiando il compleanno con alcuni amici. Oltre alla denuncia sono stati depositati dei video che documenterebbero gli atti. Nel testo si legge che i ragazzi sarebbero stati «spintonati violentemente dalle guardie del corpo, sotto le direttive di Fedez». «Se rimani qua le prendi», avrebbe detto quest’ultimo prima di avvicinarsi a uno di loro e «colpirlo violentemente al volto con un pugno». Il rapper e la sua squadra, secondo quanto scritto nella denuncia, avrebbero inseguito i ragazzi per alcuni metri in corso Garibaldi, continuando ad aggredirli, fermandosi solo di fronte alle chiamate al 112 fatte dagli amici del giovane preso di mira. All’arrivo della polizia, il rapper e il suo seguito si erano già dileguati. Il ragazzo colpito è stato poi soccorso dal 118 e accompagnato al Policlinico, dove i medici gli avrebbero riscontrato una «perdita di coscienza di qualche secondo con amnesia retrograda», oltre a «un taglio nella zona alta della fronte a destra» e una «contusione all’altezza dello zigomo sinistro e una sulla tempia destra», per un prognosi di quattro giorni. Per gli altri qualche escoriazione, qualche taglio e per uno una «perdita di coscienza di qualche secondo associata a nausea».

La replica dei legali del rapper

Gli avvocati di Fedez, Gabriele Minniti e Andrea Petrolucci, «in merito alle notizie diffuse su un presunto pestaggio ai danni di alcuni ragazzi», hanno precisato che il loro assistito «ha reagito a un’aggressione subita da alcuni giovani in evidente stato di alterazione e non ha preso parte ad alcun pestaggio». «Chiunque riporti ricostruzioni difformi dai fatti realmente accaduti se ne assumerà le responsabilità innanzi all’autorità giudiziaria», hanno aggiunto.

Proteste contro il caro carburanti, nell’Adriatico si fermano anche i pescherecci

Nonostante gli interventi messi in campo dal governo (in arrivo dal Cdm) e la parziale revoca dei blocchi, la protesta contro il caro carburanti si allarga, estendendosi anche alla pesca. In numerosi porti lungo l’Adriatico (in Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia), molti pescherecci sono rimasti fermi per i costi ritenuti insostenibili.

A rischio la sostenibilità economica del settore

Come spiega Confcooperative Agroalimentare e Pesca la mobilitazione, nata autonomamente nelle marinerie e con epicentro nell’Alto Adriatico, denuncia una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica del settore: a pesare è soprattutto il costo del carburante che, in alcuni casi, supera il 60 per cento dei costi operativi. Nel mirino anche le regole Ue, che incidono sia sul numero di giornate in cui è possibile pescare (e dunque spalmare i costi fissi), sia sull’insieme di adempimenti richiesti alle aziende.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno

Uno, nessuno e centomila. Giovedì mattina Salvatore Bella, leader del Cts, Il Comitato trasportatori siciliani costituitosi solo qualche giorno fa, ha diffuso un bel comunicato stampa per annunciare «la fine della vertenza» sul caro-gasolio. Bella si è sperticato in ringraziamenti «alla Polizia di Stato e, in modo particolare, alla Digos per la costante e preziosa disponibilità dimostrata nel corso dell’intera mobilitazione». Tutto meraviglioso. Ma chi è Salvatore Bella? Oltre a guidare questo comitato di autotrasportatori, è pure un dirigente della Lega: lo scorso agosto è stato incaricato dal commissario regionale della Lega Sicilia, Nino Germanà, di costituire il nuovo direttivo comunale del partito a Campobello di Licata, in provincia di Agrigento. Bella a dirla tutta aveva già annunciato la fine della protesta dopo aver partecipato all’incontro di pochi giorni fa con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Che poi sarebbe il leader del suo partito. Pirandello vive e lotta insieme a noi.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Salvatore Bella (da Youtube).

Giambruno firma carte

Piazza Colonna, mercoledì, mancano pochi minuti alle 16: a pochi passi dalla ringhiera che circonda Palazzo Chigi, sul lato opposto alla Presidenza del Consiglio e davanti alla chiesa dei Santi Bartolomeo e Alessandro dei Bergamaschi c’è Andrea Giambruno, il giornalista Mediaset e già compagno di Giorgia Meloni, oltre che padre della piccola Ginevra. Nel frattempo alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine lo salutano. Fatto sta che dopo una decina di minuti di attesa gli viene incontro un funzionario presidenziale elegantissimo che consegna a Giambruno una grande busta, come quelle di una volta del Rischiatutto di Mike Bongiorno. Giambruno la apre con lentezza, estrae dei fogli e si appoggia alla mensola dell’edicola automatica del quotidiano Il Tempo, quella che era stata voluta da Tommaso Cerno per le interviste ai “vip”. Dopo un’attenta lettura ed aver estratto una penna dalla tasca, Giambruno si mette a scrivere sui fogli. «Documenti di famiglia da condividere», spiffera qualcuno. Terminata l’operazione, il funzionario torna sui suoi passi. Missione compiuta, evidentemente. Certo, sembrava il set di un film.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno

Lollobrigida e la pasta che «costa poco»

All’incontro con Unione Italiana Food, nel ristorante romano Antica Pesa, quello dell’ormai televisivo Francesco Panella, il ministro Francesco Lollobrigida ha detto la sua: «La pasta costa poco». Il tema era «dare valore economico al prodotto»: davanti a Paolo Barilla, il re della pasta che è presidente di Unione Italiana Food, Lollo si è scatenato tra aneddoti familiari, accuse velate contro la filiera – «anche nel settore del grano ci sono gli extraprofitti» – e accostamenti degni di trapezisti circensi – «non capisco perché un etto di pasta deve costare meno di una bottiglia d’acqua minerale». In modalità unchained, Lollobrigida ha pure assicurato che «il vino è un integratore di felicità». Insomma, più di un quarto d’ora di monologo. Quando qualcuno ha annunciato la lettura di un messaggio del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’esponente meloniano si è dileguato con un forte «devo andare via». Rapida uscita, quindi via sull’Alfa ministeriale, in vista di un altro convegno.

Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno
Il “conflitto di interessi” del portavoce dei trasportatori siciliani, una busta per Giambruno: le pillole del giorno

Meloni e la battaglia del guano

Allarme volatili a Palazzo Chigi. Piccioni e gabbiani bella entrano e scagazzano in piena libertà, anche sullo scalone d’onore che utilizzato da Giorgia Meloni e dalle varie autorità. Per contrastare il fenomeno è stato dato l’ok all’acquisto di un sistema elettromagnetico di dissuasori per volatili per un costo di poco più di 22 mila euro. Insomma, dalla battaglia del grano di mussoliniana memoria, ora Meloni è alle prese con la battaglia del guano ripulire l’edificio

Bancarotta e truffa allo Stato, la procura di Milano chiede il processo per Santanchè

Nuova richiesta di rinvio a giudizio per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha infatti chiesto il processo per l’ex ministra del Turismo e altre 14 persone, più una società (Bioera), ipotizzando i reati di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato, in relazione ai casi dei fallimenti delle aziende Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Al centro del fascicolo d’inchiesta le presunte irregolarità nella gestione contabile e le condotte che avrebbero portato al progressivo e irreversibile svuotamento patrimoniale delle società.

Le indagini erano state chiuse a luglio

Tra gli altri indagati l’ex compagno di Santanchè, Canio Mazzaro, la sorella Fiorenza e il figlio Lorenzo. Nel lungo elenco di contestazioni che compongono la notifica di chiusura delle indagini (avvenuta a luglio) si legge di truffe per accaparrarsi «ingiusti profitti», di «fittizi aumenti di capitale» e di «condotte dissipatrici e distrattive». Solo una posizione minore di un indagato è stata stralciata per la richiesta di archiviazione. La palla passa ora al gup del Tribunale di Milano, che dovrà fissare la data dell’udienza preliminare.

Bancarotta e truffa allo Stato, la procura di Milano chiede il processo per Santanchè
Daniela Santanchè (Imagoeconomica).

L’ipotesi di truffa aggravata riguarda Invitalia

Secondo gli inquirenti i vertici delle società avrebbero truccato i conti al fine di occultare le perdite. Per quanto riguarda Ki Group Holding, si legge che gli amministratori «cagionavano il dissesto» con la spartizione dei dividendi: a fronte di un risultato netto in rosso, nel 2015 sono stati distribuiti oltre 4 milioni di euro. Per Bioera contestati compensi agli amministratori «del tutto sproporzionati» (oltre 2 milioni) distribuiti dal 2018 e al 2023. L’ipotesi di truffa aggravata riguarda Invitalia e risale al periodo della pandemia di Covid: KI Group ottenne nel 2021 un prestito di 2,7 milioni di euro e un credito di imposta per 600 mila euro dall’agenzia, che aveva il compito di distribuire alle imprese in difficoltà finanziamenti messi in campo dallo Stato. Ma tali somme non sarebbero dovute finire nelle tasche della società.

Nyt: «Usa e Israele stanno elaborando piani di attacco all’Iran dopo le midterm»

Stati Uniti e Israele stanno elaborando «piani specifici» per riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato americane, che si terranno il 3 novembre: lo riporta il New York Times, citando funzionari Usa e altre fonti. Il giornale scrive poi che in queste settimane, nonostante i movimenti diplomatici, Washington sta radunando in Medio Oriente un «enorme arsenale», che dovrebbe essere pienamente operativo a breve. Tuttavia, sottolinea il Nyt, non è certo che Donald Trump autorizzerà nuovi raid contro la Repubblica islamica. Tra gli obiettivi della potenziale offensiva ci sarebbero infrastrutture energetiche, impianti nucleari, arsenali di missili e droni.

Netanyahu avrebbe già voluto riprendere gli attacchi: l’alt di Trump

Nei giorni scorsi il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha incontrato Benjamin Netanyahu in Israele: al centro dell’incontro ci sarebbe stata proprio la ripresa di una campagna militare attiva contro l’Iran. Secondo il Financial Times, il primo ministro israeliano aveva pianificato di riprendere i raid contro l’Iran il 10 ottobre, ma Trump si sarebbe messo di traverso in quanto non voleva intensificare la guerra con l’Iran prima delle elezioni di midterm.

Washington richiama il personale dalle ambasciate in Medio Oriente

Intanto, a testimonianza di tensioni tutt’altro che sopite, gli Stati Uniti hanno ordinato a tutto il personale della propria ambasciata in Arabia Saudita e ai rispettivi familiari di lasciare il Paese (bersaglio degli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen). Washington ha inoltre disposto l’evacuazione dei familiari del personale delle sedi diplomatiche in Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

Cedu: «Nessuna violazione dei diritti dell’uomo nel processo per frode sui diritti Mediaset»

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo. Silvio Berlusconi fece ricorso contro l’Italia alla Corte di Strasburgo il 28 dicembre 2013. Dopo la sua morte, gli eredi hanno deciso di continuare la causa. Nella sentenza, la Cedu ha esaminato approfonditamente la questione relativa all’imparzialità del collegio giudicante della Corte di Cassazione, spiegando che il ricorso alla Corte di Strasburgo è manifestamente infondato. Nella sentenza con cui hanno dichiarato equo il processo, i giudici hanno esaminato l’imparzialità del collegio giudicante che ha confermato la condanna del ricorrente per complicità in dichiarazioni fiscali fraudolente, e quella sulle dichiarazioni fatte dal presidente del collegio Antonio Esposito. Sia per l’una che per l’altra, la Cedu ha stabilito che non hanno violato il diritto a un equo processo. Per quanto riguarda gli altri punti su cui l’ex premier aveva fatto ricorso, come il non aver potuto partecipare ad alcune udienze, la Cedu non ha rilevato alcuna apparente violazione.

A Palazzo Chigi manca la carta igienica? Meloni smentisce il Fatto Quotidiano

Tramite un comunicato Giorgia Meloni ha smentito il Fatto Quotidiano, che ha riportato in prima pagina la notizia della (presunta) mancanza di carta igienica a Palazzo Chigi, dovuta alla protesta degli autotrasportatori che avrebbe provocato difficoltà anche alla ditta (Romeo Gestioni) detentrice dell’appalto di fornitura della presidenza del Consiglio.

A Palazzo Chigi manca la carta igienica? Meloni smentisce il Fatto Quotidiano
La notizia sulla prima pagina del Fatto Quotidiano.

Cosa ha scritto il Fatto Quotidiano e la replica di Meloni

«Nel Sud manca tutto. A Chigi la carta igienica», si legge sulla prima pagina dell’edizione odierna del Fatto Quotidiano. Una notizia assolutamente falsa, priva di qualsiasi fondamento e ridicola», ha però precisato Meloni, aggiungendo che aggiunge che i magazzini di Palazzo Chigi «sono regolarmente riforniti e dispongono di scorte ampie e sufficienti per mesi». Secondo il Fatto Quotidiano, ai “frequentatori” di Palazzo Chigi sarebbe stato consigliato addirittura di portarsi la carta igienica da casa. Circostanza, questa, negata dalla presidente del Consiglio.

A Palazzo Chigi manca la carta igienica? Meloni smentisce il Fatto Quotidiano
Palazzo Chigi (Imagoeconomica).

«Quanto riportato è l’ennesimo esempio di disinformazione strumentale diffusa ad arte», ha scritto Meloni: «Nessun giornalista ha ritenuto di dover effettuare una telefonata all’ufficio stampa per verificare la notizia prima di pubblicarla. Nessuna telefonata è stata effettuata neppure alla società che si occupa delle forniture per le sedi istituzionali, che avrebbe potuto immediatamente smentire». E poi «Invitiamo quindi gli autori di questo capolavoro di disinformazione a venire questa mattina a Palazzo Chigi: potranno verificare personalmente le scorte nei magazzini e magari scoprire quanto sia ridicolo l’allarme che hanno lanciato».

Italia e Spagna concordano lo stop alla sospensione di Schengen

I ministri dell’Interno di Italia e Spagna Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska, dopo un colloquio telefonico seguito all’incontro, a margine del Consiglio europeo, tra i premier Giorgia Meloni e Pedro Sanchez, hanno concordato che le sospensioni di Schengen in vigore nei due Paesi non verranno prolungate ulteriormente. Lo ha reso noto il Viminale che spiega come la decisione, maturata dopo un’attenta analisi della situazione, sarà accompagnata dal potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune Schengen.

Sospesi i blocchi dei tir in Sicilia e Calabria

Dopo l’incontro andato in scena nella serata del 21 ottobre in Prefettura a Catania, i camionisti dell’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che ancora mantenevano i blocchi dei tir in diversi punti dell’autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane, hanno deciso di sospendere la protesta. «Abbiamo deciso di revocare il blocco dei tir perché abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte del prefetto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto», ha dichiarato il presidente dell’Aias Giuseppe Richichi.

Revocato il blocco anche in Calabria

Un’analoga decisione è stata presa in Calabria. Lo ha reso noto la Federazione regionale della (Federlog) , che aveva proclamato la protesta, parlando di «decisione sofferta ma meditata, presa con profondo senso di responsabilità verso la collettività, le imprese, i cittadini e per la tutela della sicurezza nazionale». Federlog ha «deciso di sospendere l’astensione per dare fiducia al governo e al ministero dei Trasporti». In mancanza di «risposte adeguate» nell’incontro del 27 ottobre con Matteo Salvini, Federlog è pronta a «organizzare un corteo verso Roma con tutti i mezzi».

Il governo si riunisce per varare un nuovo decreto

Il governo, che teme infiltrazioni criminali, ha intanto scelto la linea dura contro le proteste, con identificazioni e denunce per blocco stradale. Il Viminale, poi, fa sapere di essere «attivo per decongestionare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare le merci di prima necessità, assicurando la distribuzione dei generi alimentari e anche la consegna dei farmaci»: le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. In attesa dell’incontro del 27 ottobre, Giorgia Meloni ha poi convocato oggi il Cdm: in arrivo un decreto da 560 milioni di euro con interventi sull’autotrasporto e risorse per l’agricoltura.

Ricostruzione post sisma 2016, otto arresti e 51 indagati

Otto misure di custodia cautelare in carcere, 51 indagati e un sequestro di beni per oltre 57 milioni di euro. È il bilancio dell’operazione Ricostruzione della Guardia di Finanza di Ancona, coordinata dalla Dda, su un sistema illecito in commesse per la ricostruzione privata post-sisma 2016 e appalti banditi da Regione Marche, Erdis Marche e Università di Camerino, per accuse di truffa aggravata, infiltrazioni di criminalità organizzata di stampo mafioso, e corruzione. Oltre 50 perquisizioni nelle province di Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Fermo, Roma, Caserta, Napoli, Reggio Calabria, Modena, Terni, Chieti, Treviso e Piacenza. L’operazione si è articolata in più filoni, tra i quali uno relativo alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate alla ricostruzione privata nei territori colpiti dagli eventi sismici, i cui lavori sono stati subappaltati anche a soggetti collegati alla criminalità organizzata calabrese e campana, e un altro concernente condotte di corruzione poste in essere da pubblici ufficiali e imprenditori. Gli accertamenti, tra esecuzione delle misure cautelari, perquisizioni e acquisizioni di documenti, hanno impegnato circa 230 militari della Finanza.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia

«Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò per alzata di mano». Sfuma il piano annunciato da Matteo Salvini dal palco di Pontida. Il congresso lampo, ‘cotto e mangiato’ nel giro di un mese (20 settembre l’annuncio, 24 ottobre l’apertura dell’assise), non sarà il plebiscito che immaginava per sé il segretario leghista. Massimo Garavaglia da Marcallo con Casone, ex ministro del Turismo di Mario Draghi, già potente assessore all’Economia e braccio destro di Bobo Maroni negli anni a Palazzo Lombardia, ha rovinato i piani del fu capitano.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Per Garavaglia raccolta firme a ostacoli

Garavaglia è riuscito a raccogliere le firme necessarie a candidarsi alla segreteria e correrà contro Salvini nell’assise in programma sabato e domenica al MiCo. Lo sfidante ha presentato 81 firme entro il termine fissato (mercoledì alle 13) dopo giorni di tensioni, minacce e dati forniti a singhiozzo. In via Bellerio si racconta, per esempio, che allo “Sgara”, come viene chiamato il senatore lombardo, la segreteria leghista abbia fornito una lista con i nomi dei delegati riportati rigorosamente in ordine alfabetico per cognome, senza numeri di telefono e senza la divisione per provenienza (le firme dovevano essere raccolte in almeno quattro regioni diverse). Su 706 delegati, 81 firme non sono tantissime, ma, visto il tempo limitato tra l’annuncio della candidatura e la scadenza congressuale (una settimana), lo scoglio non era facile da superare. Oltretutto si parla degli stessi delegati del congresso che ha riconfermato Salvini per alzata di mano alla guida della Lega un anno fa e mezzo fa a Firenze. E quindi tutti in un qualche modo legati all’attuale segretario.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Massimo Garavaglia (Imagoeconomica).

Fontana e Romeo per lo sfidante

A differenza del voto sulle mozioni congressuali, che sarà palese, quello per il segretario è segreto. La speranza dei critici di Salvini è che il malcontento sia tenuto in considerazione dai delegati che, nel segreto dell’urna scelgano di votare Garavaglia o di esprimere le loro perplessità lasciando bianca la scheda. Data per scontata la vittoria del segretario, i ‘nordisti’ sperano che Garavaglia prenda intorno al 25-30 per cento, più dell’ultimo sfidante di Salvini, l’ex assessore lombardo Gianni Fava (che nel 2017 a Parma arrivò al 17 per cento). Allora Fava ottenne il sostegno di due pesi massimi come Maroni e Umberto Bossi. Invece, per Garavaglia, tra i dirigenti di rilievo, hanno firmato il governatore lombardo Attilio Fontana e il segretario regionale Massimiliano Romeo.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Massimiliano Romeo e Attilio Fontana alla Versiliana (Ansa).

Per Salvini le firme di Valditara, Locatelli e Calderoli

I ministri – Giuseppe Valditara, Alessandra Locatelli e Roberto Calderoli – hanno tutti firmato per Salvini, tranne Giancarlo Giorgetti. Ritenuto vicino a Garavaglia, il titolare dell’Economia non ha sottoscritto alcuna candidatura. Lo stesso ha fatto Luca Zaia, che, a detta dei ‘ribelli’, ha però promesso di collaborare promuovendo la scelta di votare scheda bianca. «Ma vatti a fidare di Zaia», è però il commento dei lombardi, i cui rapporti con il veneto non sono mai stati così gelidi come ora.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia

Lo strappo di Gianna Gancia

Anche il governatore del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga non avrebbe contribuito granché alla raccolta di Garavaglia. Mentre tra le 50 firme lombarde ci sono anche gli assessori Massimo Sertori e Claudia Terzi, il segretario provinciale bergamasco Fabrizio Sala, e dovrebbe esserci la consigliera regionale ed ex deputata Silvana Snider. Tra i parlamentari, ha fatto outing pro Garavaglia il deputato umbro Virginio Caparvi, e sono ritenuti vicini a lui il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, la senatrice Daisy Pirovano, i deputati Simona Bordonali, Silvana Comaroli e Dimitri Coin. Dal Veneto sarebbero arrivate in tutto una decina di firme. Alcune sarebbero giunte dal Trentino e dalla Valle d’Aosta, tra cui quella della segretaria regionale Marialice Boldi. In Piemonte si è spesa la moglie di Calderoli, Gianna Gancia. Frattura in famiglia.

Congresso della Lega: i piani dei ‘ribelli’ che appoggiano Garavaglia
Gianna Gancia (Imagoeconomica).

Il botta e risposta tra Iezzi e Fagioli

Il clima è veramente rovente. E c’è già aria di resa dei conti. Fuori dai taccuini sono diversi i ‘salviniani’ che chiedono la testa di Romeo, il lombardo che più si è esposto nell’estate delle critiche a Salvini. «Da lombardo sono orgoglioso di poter dire che la Lega Lombarda sostiene in larga maggioranza Matteo Salvini con 120 delegati su circa 170 eletti all’ultimo congresso quando Romeo è stato scelto come segretario regionale», mette nero su bianco per esempio un ultras come Igor Iezzi, compagno di ‘scorribande’ politiche milanesi che Salvini considera come un fratello. Il sottotesto di Iezzi è che Romeo ha fallito nella raccolta firme per Garavaglia. Un leghista di lungo corso come Elio Fagioli – prototipo del “militante ignoto“, neologismo inventato da Giorgetti – lo ha infatti subito rimbrottato: «Complimenti Igor, quindi i 50 delegati per te non contano niente, roba da matti». Insomma, che le danze abbiano inizio.

Sciopero degli autotrasportatori, Lollobrigida: «Evidenti infiltrazioni criminali»

Per quanto riguarda i disordini avvenuti a Milano e in altre città d’Italia, il governo si è di fatto diviso: due ministri (Guido Crosetto e Antonio Tajani) ritengono che si sia stata una «regia esterna», circostanza invece esclusa da altri due membri dell’esecutivo (Matteo Piantedosi e Matteo Salvini). Un quinto ministro, Francesco Lollobrigida, ha invece detto la sua sulla protesta degli autotrasportatori al Sud, parlando di «evidenti infiltrazioni criminali».

Sciopero degli autotrasportatori, Lollobrigida: «Evidenti infiltrazioni criminali»
Protesta degli autotrasportatori (Imagoeconomica).

«Ci sono dei casi evidenti, che sono stati visibili a tutti», ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, intervistato da Repubblica prima del question time alla Camera. A sostegno della sua tesi, scrive il quotidiano romano, Lollobrigida ha mostrato il “curriculum” di alcuni camionisti protagonisti dei blocchi contro il caro carburante: «Basta leggere qui per capire di chi si sta parlando».

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La protesta andrà avanti almeno fino al 27 ottobre

Intanto continua la protesta di autotrasportatori e agricoltori che ormai da giorni sta paralizzando il Sud Italia: nelle intenzioni proseguirà almeno fino al 27 ottobre, giorno in cui è staro fissati l’incontro col governo. Segnalati sempre più distributori a secco, con lunghe code alle pompe, mentre in diversi supermercati del Meridione gli scaffali sono vuoti. Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha detto al question time alla Camera che il Viminale «sta procedendo alle identificazioni» degli autotrasportatori protagonisti dei blocchi, «anche ai fini di rimuovere i presidi».

I sindaci Bari e Napoli: «Anticipare il confronto col governo»

In una nota congiunta i sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, si sono rivolti al governo e a Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, chiedendo di anticipare il confronto previsto per il 27 ottobre: «Rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti. La situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore». Nei due capoluoghi di regione, assieme agli altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, ma «le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano».

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?

A Milano circola un video di 40 secondi che ha già fatto più chilometri di una “gazzella” in pattuglia. Via Orefici, domenica 18 ottobre, tra scontri e atti di vandalismo. In serata un signore in giubbino blu, jeans e scarpe da skater si pianta davanti a un presidio e detta la linea: «Vergognatevi! La vita è sacra, andatevene a casa!».

Le testate giornalistiche lo chiamano «un passante», «un cittadino indignato». Quando una ragazza lo manda a quel paese, i toni si accendono. Il cittadino indignato accetta il confronto e rilancia: «Vai a cagare tu, stronza!».

Il passante più alto in grado d’Italia

Di chat in chat però circola un’indiscrezione che si fa sempre più insistente: secondo più fonti, quell’uomo sarebbe il generale di brigata Rodolfo Santovito, 53 anni, originario di Pompei, che da agosto del 2025 è il comandante provinciale dei carabinieri di Milano. Se così fosse, saremmo davanti al passante più alto in grado d’Italia. E in effetti anche la somiglianza tra le due foto sembra a prova di smentita.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Un confronto tra la foto del “passante” e quella di Rodolfo Santovito.

Il video così diventerebbe un corso accelerato di comunicazione istituzionale. All’insediamento il generale aveva promesso ai milanesi «un ascolto sensibile e attento»: in via Orefici l’ascolto è durato quanto un semaforo verde pedonale. Aveva detto di voler garantire una «convinta collaborazione» con i cittadini: la ragazza in questione l’ha ricevuta a pieni polmoni, con tanto di indicazioni stradali.

I carabinieri devono dirigere l’ordine pubblico in divisa

Dalle immagini si notano alcuni particolari. Radio non pervenuta, uniforme nemmeno. Nei manuali di base, i membri dell’Arma dei carabinieri che dirigono l’ordine pubblico stanno in divisa, si fanno riconoscere e tengono la radio in una mano e la catena di comando nell’altra.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Rodolfo Santovito, comandante provinciale dei carabinieri di Milano (foto Imagoeconomica).

Resta il quesito da caserma: Santovito era in servizio? Se sì, Milano ha tenuto a battesimo una tecnica inedita, l’ordine pubblico in borghese e a voce: niente reparti, niente funzionario, niente megafono, una sobrietà quasi francescana per un generale. Il comandante provinciale, nelle serate calde, di solito siede in sala operativa, dove arrivano le immagini di tutta la città e si decide chi mandare dove.

Una “gazzella” ridotta a un rottame in piazza del Duomo

Quella sera in piazza del Duomo, nell’epicentro degli scontri, una “gazzella” è stata ridotta a un rottame: parabrezza sfondato, vetri in frantumi, carrozzeria presa a calci. Senza grate sui finestrini, senza un reparto antisommossa a coprirla, è finita in mezzo ai facinorosi. Le foto la mostrano poi chiusa in un recinto di transenne sotto la facciata del Duomo. Per chi l’ha distrutta vale più di cento striscioni, il simbolo dell’Arma consegnato in omaggio alla foto di copertina. Chi l’ha mandata lì? Domanda da sala operativa. Appunto.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
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Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
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Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?

Poco più in là, due uomini portano via un manifestante tenendolo per le braccia. Felpa scura, pantaloni cargo, scarpe da ginnastica e in testa il casco con la visiera, in mano lo sfollagente. Mezzo reparto mobile e mezzo tifoso in trasferta: una divisa a metà, come la serata. Il cittadino che guarda vede due signori col casco che trascinano un ragazzo, a poche vie da un terzo signore senza casco che urla alle passanti. E si chiede, legittimamente, chi siano i buoni.

Milano, un passante insulta i manifestanti: ma è il comandante dei carabinieri?
Rodolfo Santovito (foto Imagoeconomica).

Di solito le piazze si governano con una sola dote, la calma di chi comanda. Sabato 24 ottobre saranno più affollate. E meno educate della ragazza di via Orefici. Se sono bastati 40 secondi e un invito un po’ colorito a far saltare i nervi al passante più alto in grado d’Italia…

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Mettimelo qui, Ben. E Ben questa volta ha deciso di mettere qui il suo racconto. Dopo il video andato virale in cui ha spifferato le ombre del metodo Falsissimo, l’ex stretto collaboratore di Fabrizio Corona ha rilasciato una lunga intervista esclusiva a Lettera43. Dove svela i segreti dell’ex re dei paparazzi. Tra chat artefatte, audio recitati e testimonianze apparecchiate. Altro che “verità”…

Perché hai deciso che è arrivato il momento di raccontare la tua verità?

«La decisione non è arrivata oggi, è stata maturata in tanti mesi di lavoro e semplicemente oggi è il giorno in cui scelgo di uscire allo scoperto, di raccontare un po’ tutto quanto. Dovevano esserci delle coincidenze da rispettare, quindi ho scelto martedì come giorno sfruttando il potere mediatico del processo di Mediaset».

Perché dovremmo credere a te se fino a ieri facevi parte di quello che denunci?

«Beh, quello che pubblico lo provo con delle fonti certe e verificate, quindi questa è la prima distinzione rispetto al lavoro fatto da Fabrizio. Con lui il mio pensiero non aveva alcun tipo di valore, quindi assolutamente mi discosto da tutto quello che è stato pubblicato ed è stato fatto perché è sempre stata una sua scelta, sono sempre state le sue idee. E soprattutto, come specifico nel video, lavorare con lui significa dire di sì, il no non è contemplato. Non c’è possibilità di rivedere le sue idee».

Che rapporti avevi con Corona e qual era il tuo ruolo nel suo lavoro e nella sua vita?

«Il rapporto con Corona nasce tra dicembre 2024 e gennaio 2025, lui aveva dei problemi con YouTube e io sono uno dei migliori in questo campo. Quindi mi chiede un aiuto tramite un’altra persona. Dopodiché con il passare del tempo il rapporto è diventato sempre più stretto, ci si poteva dire quasi amici, ero un po’ la persona a cui faceva riferimento».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Qual è stato il primo episodio che ti ha fatto pensare di doverti proteggere da lui?

«Dal momento in cui l’ho conosciuto ero già consapevole del tipo di personaggio. Ho scelto di tutelarmi da subito. Sicuramente ci sono stati diversi episodi che mi hanno fatto pensare che il suo metodo potesse essere pericoloso anche per me. La consapevolezza è arrivata vedendo anche il rapporto che ha con Francesca Persi, amministratrice delegata di Athena srl (società che gestisce i diritti d’immagine di Corona, ndr), che ha avuto problemi solo perché gli è stata accanto».

Nelle registrazioni che possiedi c’è qualcosa che mette in difficoltà pure te?

«Sicuramente potrebbe esserci qualcosa che, mal interpretato, potrebbe mettermi in cattiva luce. La realtà è che ovviamente il mio ruolo era quello di essere un interprete, recitavo una parte».

Portaci all’origine di Falsissimo: com’è nato il format e qual era il vero scopo di Corona?

«Il format nasce quando io e Fabrizio ancora non ci conoscevamo e serviva per ripulire la sua immagine, per dargli un nuovo volto e per dargli un rilancio dopo l’uscita dal carcere. Il format sicuramente aveva grandi potenzialità, poteva essere un ottimo modo non solo di rilanciare il suo personaggio, ma anche di fare della vera informazione. La realtà è che poi, da sempre, tutto quello che tocca Fabrizio perde un po’ l’anima. E così è stata anche per Falsissimo».

Cos’è quindi in pratica il metodo Falsissimo?

«Ripeto, come ho già specificato ampiamente nel video, il metodo Falsissimo è molto semplice in realtà, è la ricerca di un obiettivo e del raggiungimento di un risultato. C’è sempre la scelta di un nemico da combattere, c’è sempre uno scoop da inseguire, c’è sempre qualcosa da raccontare. Per raggiungere l’obiettivo, per fare visualizzazioni, per fare hype si è disposti ormai a tutto. Quindi anche a falsificare prove e raccontare storie non vere».

Dunque è una sorta di manipolazione della realtà. Hai assistito alla costruzione di una notizia falsa?

«Sarebbe più semplice dire forse quali non sono false. Tutto è mischiato, realtà e finzione, quindi ormai è praticamente indistinguibile. Qualsiasi puntata di Falsissimo viene raccontata e viene narrata con degli aspetti che servono sia a dare colore ma servono anche a fomentare il pubblico. E quindi lì il rischio è che anche una storia vera viene poi ingigantita e viene raccontata in maniera totalmente diversa e distorta semplicemente per accontentare il pubblico».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Un esempio su tutti? Il caso di Lamine Yamal: da questa storia si capisce molto e da qui parte un po’ tutto il racconto. Lui riceve una notizia in cui si dice che questa ragazza di Lecco è rimasta incinta di Lamine Yamal, è rimasta incinta fregandolo. Incontra il presunto ex manager di questa ragazza, il quale racconta di essere in possesso appunto di alcuni audio compromettenti della ragazza. Questi audio non li abbiamo mai sentiti, il manager non li ha mai fatti vedere. Quindi molto semplicemente Corona prende la sua migliore amica, le fa fare un audio, lo fa modificare al montatore e lo inserisce nella puntata. È tutto fatto per portare il pubblico pagante sul suo canale YouTube».

Quindi ci stai dicendo che il pubblico di fatto paga degli abbonamenti per avere delle notizie false?

«Definire falso tutto quello che è stato prodotto in abbonamento sarebbe un errore. Però diciamo che una gran parte del prodotto ovviamente è artefatta».

Com’è nata l’idea di attaccare Mediaset?

«Purtroppo non conosco così a fondo la psiche di Fabrizio Corona per capire da dove sia nata effettivamente quest’idea. La realtà è che Mediaset, come tanti altri, è stato solamente un nemico da attaccare».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Parliamo del caso Signorini. Dunque perché Coppola ha denunciato Corona?

«Perché Vito Coppola abbia deciso di denunciare Fabrizio Corona purtroppo non lo so. La realtà è che sicuramente, rispetto agli accordi che si erano dati quando si sono incontrati la prima volta per fare l’intervista, Fabrizio non rispettandoli potrebbe aver causato un ripensamento di quello che voleva fare Vito Coppola».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Parli di offerta di denaro e di assistenza legale ai testimoni. Che cosa veniva offerto e che cosa veniva chiesto in cambio?

«Allora, offrire denaro è un’abitudine di Fabrizio Corona. La realtà è che poi nel 99 per cento dei casi non paga mai. Nel caso specifico di Vito Coppola erano stati offerti 20 mila euro in contanti e tutto quello che servisse per il gratuito patrocinio».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Vito Coppola con Fabrizio Corona.

Restando sul caso Coppola, che cosa hai visto direttamente tu e che cosa ti è stato riferito?

«Ciò che ho visto con Vito Coppola è tutto quello che riguarda dal primo incontro in ufficio fino alla registrazione dell’ultima puntata, ovviamente passando per tutte le chiamate. Però, come ho già specificato, tutto questo materiale io lo trattengo e lo metto a disposizione di chiunque ne abbia bisogno».

Parliamo dell’audio costruito di Fedez. Chi avrebbe deciso la modifica e chi era al corrente prima della pubblicazione?

«Stabilire chi abbia deciso questa modifica purtroppo mi è impossibile perché io in quel momento ancora non lavoravo con Fabrizio. La realtà è che, conoscendolo, probabilmente sarà una sua idea, però non voglio darlo per certo. Prima della pubblicazione sicuramente ne erano a conoscenza i montatori, ne erano a conoscenza gli autori, quindi chiunque faccia parte del team. Però è importante ricordare che chiunque sia con lui nella fase di produzione della puntata non ha alcun tipo di potere decisionale. È lì solamente come visualizzatore che vede tutto quello che va online semplicemente qualche attimo prima».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Su Belén parli di chat finte, puoi spiegarci meglio cosa significa?

«Quelle che vengono mostrate nell’episodio 27 di Falsissimo sono delle chat completamente inventate che solo lui ricorda. Quindi non c’è alcun tipo di fonte, alcun tipo di prova che dimostri che quelle chat siano mai esistite. Vengono utilizzate pure delle grafiche dell’iPhone vecchie per farle sembrare ancora più realistiche».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»

Esistono presunti scoop che Corona aveva lanciato ma sui quali poi ha frenato perché temeva conseguenze?

«Diciamo che ho visto poche volte Fabrizio fermarsi di fronte alla notizia, questa è l’unica cosa che gli devo riconoscere. Però ci sono stati alcuni casi in cui questo è successo. E Garlasco è uno di questi esempi».

Corona parla tanto di Marotta e Lotito per aumentare l’hype, ma perché poi sul calcio non quaglia mai?

«Esattamente come dici tu è per aumentare l’hype, tutto è finalizzato solamente a quello. Parlare di Lotito e Marotta è uno strumento di lancio di comunicazione ed è quello che lui fa benissimo nelle discoteche e nei locali che frequenta. La realtà, come si vede nel video, è che non c’è mai stato un lavoro su Lotito e su Marotta. E quindi nessun tipo di informazione è in suo possesso».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
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Quali rapporti politici hai visto direttamente al di là delle dichiarazioni pubbliche?

«È stata una scoperta negli ultimi mesi, non conosco grandi rapporti fra lui ed esponenti del mondo politico, se non quello con Vannacci che si è visto nell’ultima puntata. Quello che posso dire di certo è che questa collaborazione politica, se così si può chiamare, in realtà è frutto solo della sua immaginazione, non c’è mai stato alcun tipo di accordo scritto o certificato dal generale Vannacci. E quindi diciamo che Fabrizio, esattamente come tutte le altre cose che fa, ha interesse nella politica solo per aiutarsi a monetizzare ancora di più».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il vice segretario di chi?

«Ma come? Il vice segretario di “Corona per la Verità”, il nuovo movimento politico».

Intervista esclusiva a Ben, ex collaboratore di Corona: «Vi svelo il metodo Falsissimo»
Fabrizio Corona (da YouTube).

Cosa succedeva quando qualcuno gli diceva: «Questa cosa non è vera e non possiamo pubblicarla»?

«Diciamo che ormai ultimamente pochissime volte ho sentito qualcuno cercare di fermarlo. E questo semplicemente perché quando trovi sempre qualcuno che dall’altra parte ti intimidisce, ti dice di stare in silenzio, dopo un po’ diventa anche inutile provare a fermarlo. La realtà è che nessuna di queste persone poi è in grado di tenere a bada Fabrizio Corona».

Parliamo un po’ di te. Che accesso avevi a materiali, conversazioni e decisioni?

«Rispondo per punti. Sicuramente avevo accesso a qualsiasi tipo di materiale, quindi sia quello che era registrato in studio, sia tutto quello che ho archiviato personalmente registrando qualsiasi tipo di appuntamento, incontro, videochiamata o chiamata che facessi insieme a lui. Per quanto riguarda le decisioni, io non potevo essere in grado di dare il mio parere, non potevo decidere quello che sarebbe successo poi in puntata. Le uniche persone a cui Corona faceva un po’ di riferimento in ambito decisionale erano Christian Contessa e Massimo Cappello, che sono i due autori del programma Falsissimo. Ma anche loro in realtà potevano solamente dare dei consigli, ma mai prendere delle vere e proprie decisioni».

Perché hai deciso di fare tutto questo?

«Per raccontare la verità, cosa che ormai è sempre più difficile trovare, e soprattutto perché Fabrizio Corona ormai ha raggiunto un potere mediatico impressionante. E girando con lui nei tour dei teatri ho visto decine di migliaia di persone osannarlo ed essere pronte a votare il suo partito in caso di discesa in politica. Quindi diciamo che in quei momenti ti rendi conto di quanto effettivamente sia pericoloso avere un potere così forte nelle mani di una persona che non lo sa gestire. È ovvio che poi tutto questo per me è anche un tornaconto possibilmente economico, ma questo chiaramente l’ho imparato da lui. Perché quando hai la notizia ovviamente raccontala, ma se puoi monetizza anche. La verità è che però avrò delle grandi cause a cui far fronte».

Qual è la prova più forte che puoi mettere a disposizione oggi?

«La prova più forte che ho oggi la tengo nel mio cassetto di sicurezza. Non voglio ancora scoprire tutte le mie carte, sono sicuro che ci sarà un momento in cui dovrò sedermi a tavolino con Fabrizio Corona e i suoi legali e quindi quello forse sarà il momento in cui dimostrerò veramente tutto quello di cui sono in possesso».

Cosa potrebbe dimostrare Corona per smentire la tua ricostruzione?

«Fondamentalmente nulla, perché è tutto vero ed è tutto certificato. L’unica cosa che potrebbe fare e che io gli consiglio di fare è quella di rimescolare tutte le carte, fare un periodo in cui riflette su quello che ha fatto e poi sceglie di tornare sul campo semplicemente con la verità».

Vuoi dirci qualcuno dei segreti nascosti nel tuo archivio? E che cos’è il libro nero di Fabrizio Corona?

«I segreti che nascondo nel mio archivio per il momento rimarranno segreti, poi deciderò quando utilizzarli. Mentre il libro nero di Fabrizio Corona semplicemente racchiude tutti i segreti che lui possedeva fino a oggi, che io ho acquisito. Quindi sì, se ve lo state chiedendo esiste un libro nero di Fabrizio Corona».

Ben, se denunci un sistema che trasforma tutto in attenzione e denaro, perché lanci un merchandising proprio con questo video?

«La scelta di lanciare un merchandising è finalizzata in primis a utilizzare il suo metodo contro di lui, quindi sfruttare la tensione mediatica che ha generato questo video per lanciare un mio prodotto. E soprattutto per appropriarmi di quello che fino a oggi è stato il motto con cui si è parlato di me, quindi “mettimelo qui Ben”».