Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera

Ampio spazio sui media internazionali al trionfo di Kimi Antonelli nel mondiale di Formula 1, diventato a soli 20 anni il campione iridato più giovane della storia grazie al terzo posto nel Gran Premio del Messico. L’Équipe titola «L’avvento» e «Un gigante così giovane», definendo poi Antonelli «un eterno Peter Pan che possiede già i riflessi e la maturità di un campionissimo». Per Le Figaro questo Mondiale di F1 ha visto «l’incoronazione di un prodigio di precocità». Per la BBC la vittoria del pilota italiano è «un incredibile ventata di aria fresca per la Formula 1». La tedesca Bild, che lo incorona «re», nel racconto dei festeggiamenti in Messico scrive di «lacrime, champagne, tequila», esaltando poi anche la vittoria nel campionato piloti della Mercedes. Il Frankfurter Allgemeine, mettendo l’accento sulla precocità di Antonelli, lo definisce «campione bambino».

Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera
Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera
Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera
Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera
Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera
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Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera
Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera
Antonelli campione del mondo di F1: i titoli della stampa estera

«Il bambino che si addormentava sulle piste ha realizzato il suo sogno»: è questa l’immagine scelta da Marca per celebrare la vittoria di Antonelli: «Bravissimo Kimi», titola poi in italiano il giornale sportivo spagnolo. Anche il Mundo Deportivo applaude al successo del «re più giovane».

Sinner, Antonelli e la doppia morale sulle residenze fiscali all’estero

Andrea Antonelli, detto Kimi, ha compiuto 20 anni il 25 agosto 2026. E diventerà presto campione del mondo di Formula 1 (solo una questione di tempo, primo match point già nel Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, a fine ottobre), un risultato che a un italiano aveva ottenuto per l’ultima volta con Alberto Ascari nel 1953. Antonelli è nato a Bologna. Però dal 2024, guarda caso l’anno in cui la scuderia Mercedes ha ufficializzato che nel 2025 sarebbe diventato un pilota del Mondiale di Formula, ha trasferito la sua residenza nella Repubblica di San Marino.

Sinner, Antonelli e la doppia morale sulle residenze fiscali all’estero
Antonelli festeggia il terzo posto al Gran premio di Formula 1 di Singapore (foto Ansa).

Eppure, mentre la residenza di Jannik Sinner a Montecarlo ha fatto sollevare tante sopracciglia all’intellighenzia dei commentatori nazionali, nessuno ha invece eccepito nulla sull’Antonelli sammarinese. Questioni di pregiudizio: il tennista è italiano quando vince, ma diventa subito un insopportabile tirolese–austriaco quando i suoi comportamenti piacciono poco. E anche di percepito: Montecarlo è un paradiso fiscale pieno di ricchi evasori, San Marino un simpatico paesello romagnolo dove al massimo comprare una balestra.

I montepremi vinti dai tennisti sono tassati alla fonte nei Paesi dei tornei

Il Principato di Monaco assicura la tassazione a zero per i redditi delle persone fisiche. Ma i montepremi vinti da un tennista come Sinner, in giro per il mondo, sono tassati alla fonte nei vari Paesi in cui si giocano i tornei. Sinner risiede a Monaco dove ha le sue società che seguono i suoi diritti d’immagine (il campione italiano è testimonial di tantissimi brand, da Allianz a Rolex, da Gucci a De Cecco, da Enervit a Fastweb, da Lavazza a La Roche-Posay fino a Nike e Head, per citarne solo alcuni), ma nel Principato le società vengono tassate.

Sinner, Antonelli e la doppia morale sulle residenze fiscali all’estero
Jannik Sinner col presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto Imagoeconomica).

Perciò Sinner lo possiamo considerare certamente residente monegasco, ma contribuente del mondo. Paga tanto. E di sicuro più di molti altri. Peraltro l’Italia, con la flat tax per i super ricchi, sarebbe attraente più o meno come il Principato di Monaco dal punto di vista fiscale. E allora perché i tennisti non vengono a risiedere a Genova o a Milano?

Vicino a Monaco ci sono numerosi centri di allenamento

Il motivo, in realtà, è piuttosto semplice: perché manca un ambiente ideale per i tennisti, lo sport, gli sportivi e le loro famiglie. Anche nel Regno Unito esiste un regime fiscale simile, con la possibilità di non pagare le tasse per quattro anni sui redditi prodotti all’estero. Ma nessun tennista si trasferisce in Inghilterra. Perché? Perché a Monaco ci sono numerose strutture di allenamento nel giro di pochi chilometri, tra Francia e Italia.

Sinner, Antonelli e la doppia morale sulle residenze fiscali all’estero
Jannik Sinner e Kimi Antonelli in un selfie pubblicato sulla pagina Instagram del pilota.

A Monaco, 39 mila abitanti di cui il 20 per cento è di nazionalità italiana, c’è una sicurezza assoluta nella vita di tutti i giorni, c’è la tutela della privacy, non ci sono tifosi o giornalisti assillanti. A Monaco ci sono le scuole internazionali per i figli. E ai tennisti l’ambiente internazionale piace, perché sono abituati a stare in giro per il mondo 11 mesi all’anno.

San Marino non ha certo infrastrutture ad hoc per piloti di Formula 1

Tutto questo non si può certo dire di San Marino: non ha infrastrutture ad hoc per piloti di Formula 1, non si percepisce un’atmosfera internazionale, è semplicemente un paesello di 34 mila abitanti, di cui circa il 10 per cento è di nazionalità italiana, a pochi chilometri dal mare romagnolo.

Sinner, Antonelli e la doppia morale sulle residenze fiscali all’estero
Kimi Antonelli (foto Ansa).

E allora per quale motivo Antonelli ha lasciato i portici di Bologna per risiedere sul Monte Titano nella Repubblica di San Marino? Beh, intanto il papà, Marco Antonelli, ha una scuderia automobilistica, la Antonelli Motorsport, che ha sede a San Marino dal 2019. Inoltre, grazie alle norme di San Marino, un ragazzo giovane come Kimi può comunque guidare su strada automobili molto potenti, mentre non potrebbe farlo con la patente italiana.

Il bottino del prossimo campione del mondo si moltiplicherà presto

Ma, alla fin fine, si arriva sempre alle agevolazioni fiscali che San Marino assicura rispetto all’Italia. Tenendo conto che nel 2025 Antonelli ha guidato la Mercedes di Formula 1 con uno stipendio al minimo (1 milione di euro), che nel 2026 il tutto è salito a circa 3 milioni di euro di fisso, 10 di bonus e 3 milioni dagli sponsor (per un totale di 15 milioni) e che, da campione del mondo, il bottino si moltiplicherà per due o tre volte. Giusto per dare un’idea, Max Verstappen ha attualmente incassi complessivi annui per 100 milioni di euro, Lewis Hamilton per 70, Charles Leclerc per 50, il campione del mondo in carica Lando Norris per 40 milioni, il compagno di scuderia di Antonelli, George Russell, per 34 milioni.

Sinner, Antonelli e la doppia morale sulle residenze fiscali all’estero
Il pilota italiano della Mercedes Andrea Kimi Antonelli (foto Ansa).

Risiedendo a San Marino il buon Kimi Antonelli potrà godere di una tassazione ordinaria sulle persone fisiche con aliquote progressive dal 9 al 35 per cento; nessuna imposta patrimoniale, su successioni o donazioni; aliquota del 3 per cento su dividendi di fonte estera percepiti da persone fisiche, e del 10 per cento su interessi su titoli e capital gain.

Le imposte sammarinesi sono molto attraenti per le aziende

Ma San Marino risulta particolarmente attraente per chi unisce la residenza personale a quella della propria azienda: l’imposta sulle società è infatti al 17 per cento, e per i primi cinque anni di profitto si riduce all’8,5 per cento o al 5 per cento in caso di start up innovative; i dividendi distribuiti da una società sammarinese a un socio residente a San Marino sono tassati al 5 per cento. Insomma, ci sono tanti buoni motivi per respirare l’aria buona di San Marino pur sfrecciando su una Mercedes di Formula 1. E quando poi ti riesci a comprare anche una balestra o uno spadone medievale, beh, che dire, la vita ti sorride.

La F1 cancella i GP di Bahrein e Arabia Saudita

Il Gran Premio del Bahrein e quello dell’Arabia Saudita verranno cancellati dal calendario del Campionato mondiale di Formula 1 a causa della guerra, che dall’Iran si è ormai allargata a buona parte del Medio Oriente. Manca solo l’annuncio ufficiale, che probabilmente arriverà nel fine settimana in Cina, dove è in programma il GP di Shanghai.

I due GP sono tra i più redditizi della F1

I due gran premi sono tra i più redditizi per la F1: quello del Bahrein vale 45 milioni di euro e quello dell’Arabia Saudita addirittura 70. Come priorità ha però prevalso la sicurezza del Circus. La Bild riporta che Riad avrebbe tentato fino all’ultimo di evitare la cancellazione del GP, offrendo voli charter per tutti i soggetti che sarebbero stati coinvolti. Tuttavia, senza la gara in Bahrein sarebbe stato praticamente impossibile spedire in tempo l’attrezzatura in Arabia Saudita.

La F1 cancella i GP di Bahrein e Arabia Saudita
Un momento dell’ultimo GP di Abu Dhabi (Ansa).

Pausa di quattro settimane tra il Giappone e Miami

Il Gran Premio del Bahrein era in programma il 12 aprile e quello dell’Arabia Saudita una settimana dopo. La tempistica è molto stretta: impossibile sostituite i due GP con gare da correre su altri circuiti. Il calendario dovrebbe quindi ridursi a 22 gare, con una pausa di quattro settimane tra il Giappone e Miami. Improbabile l’inserimento di altri GP in seguito, per tornare al numero originario di 24 gare. La Formula 1 comunque tornerà (o meglio dovrebbe tornare) nel Golfo Persico nel 2026: gli ultimi due GP in programma sono quelli di Qatar (29 novembre) e Abu Dhabi (6 dicembre).

Ferrari, svelata la nuova monoposto SF-26

Scuderia Ferrari ha svelato la SF-26, monoposto che gareggerà in Formula 1 nel 2026 e sulla quale sono riposte molte speranze, dopo un 2025 avaro di soddisfazioni. La nuova Rossa di Charles Leclerc e Lewis Hamilton è stata presentata sui social e con i primi giri sulla pista di Fiorano: a mettersi per primo al volante è stato il sette volte campione del mondo per un installation lap ad andatura ridotta, sull’asfalto umido per la pioggia.

Per quanto riguarda il “look”, la SF-26 sfoggia il classico rosso Ferrari, sostituito però nell’area dell’abitacolo e del cofano motore dal bianco, dove campeggia il blu del title sponsor HP, presente anche sull’alettone. La linea più bassa della monoposto e alcuni elementi delle ali sono invece neri. Curiosità: inizialmente, nella sezione per i media del sito ufficiale, Ferrari aveva pubblicato le immagini della monoposto del 2025. A Maranello si sono poi corretti subito dopo.

Red Bull Racing, scelto il nuovo direttore al posto di Helmut Marko

Red Bull Racing ha ufficialmente chiuso il rapporto con Helmut Marko. Lo storico super consulente austriaco, oggi 82enne, ha rassegnato le dimissioni dopo 20 anni in azienda, in cui ha contribuito ai successi in Formula 1 e al debutto di campioni come Max Verstappen e Sebastian Vettel. Al suo posto, nel ruolo di direttore statutario del team, arriva Alistair David Rew, attuale Chief Financial Officer di Red Bull. Poco prima dell’addio di Marko, la scuderia aveva optato per Stefan Salzer, che però ha lasciato l’incarico proprio nei giorni delle dimissioni dell’ormai ex consulente e responsabile del Red Bull Junior Team. La transizione, come spiegano fonti di GPblog che ha anticipato la notizia poi confermata dal Daily Express, segna l’inizio di una nuova fase per il team di Milton Keynes che si prepara ad affrontare la stagione 2026 di Formula 1 per riprendersi il trono mondiale.

Red Bull Racing, scelto il nuovo direttore al posto di Helmut Marko
Max Verstappen al volante della Red Bull (Ansa).

Red Bull Racing, la gestione operativa resta in mano a Mekies

Pur prendendo ufficialmente il posto di Helmut Marko, Rew assumerà un incarico più marginale nel team Red Bull Racing. Secondo quanto emerge dalle dinamiche interne della scuderia, la sua nomina è principalmente formale e amministrativa piuttosto che in funzione di una reale guida tecnica. La gestione operativa resterà infatti in mano al team principal Laurent Mekies, subentrato a stagione in corso nel 2025 al posto di Christian Horner.

Ferrari, sarà Sainz il sostituto di Vettel

Il pilota tedesco e la scuderia di Maranello hanno ufficializzato il divorzio. La collaborazione non andrà oltre la naturale scadenza del 2020. Poi lo spagnolo farà coppia con Leclerc.

Sarà Carlos Sainz il sostituto di Sebastian Vettel alla Ferrari, a partire dal 2021. Lo spagnolo farà coppia con il monegasco Charles Leclerc. La Ferrari e Vettel hanno ufficializzato comunicano la decisione «di non prolungare il rapporto di collaborazione tecnico-sportiva oltre la sua naturale scadenza, prevista al termine della stagione sportiva 2020».

«Abbiamo preso questa decisione insieme a Sebastian», ha affermato in una nota Mattia Binotto, il team principal della Ferrari, subito dopo aver ufficializzato il divorzio fra la scuderia di Maranello e il pilota tedesco. «Riteniamo», ha aggiunto Binotto, «che sia la miglior soluzione per entrambe le parti. Non è stato un passo facile da compiere, considerato il valore di Sebastian, come pilota e come persona. Non c’è stato un motivo specifico che ha determinato questa decisione bensì la comune e amichevole constatazione che è arrivato il momento di proseguire il nostro cammino su strade diverse per inseguire i nostri rispettivi obiettivi». Secondo Binotto «Sebastian è già entrato nella storia della Scuderia – con 14 Gp conquistati è il terzo pilota più vittorioso ed è già quello che ha ottenuto il maggior numero di punti iridati – e nelle cinque stagioni fin qui disputate con noi è salito tre volte sul podio del Campionato Piloti, contribuendo in maniera decisiva alla costante presenza della squadra tra le prime tre della classifica Costruttori». Insieme, ha aggiunto Binotto, «non siamo ancora riusciti a vincere un titolo iridato che per lui sarebbe il quinto ma siamo convinti che in questa anomala stagione 2020 riusciremo a toglierci ancora tante soddisfazioni»

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Cosa sappiamo di Michael Schumacher sei anni dopo Meribel

Le condizioni del sette volte campione del mondo di Formula 1 sono ancora avvolte nel riserbo assoluto. Ma la speranza cresce.

Il 29 dicembre 2013 Michael Schumacher finiva contro un sasso a Meribel, sulle Alpi francesi, mentre sciava fuori pista col figlio Mick, e la sua vita cambiava per sempre. cambiò per sempre. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 rimase in condizioni critiche e coma indotto per mesi e mesi e impiegò 254 giorni prima di lasciare l’ospedale per fare ritorno nella sua dimora a Gland, nel cantone di Vaud, sul lago di Ginevra. Da allora la famiglia si è chiusa nel riserbo totale, circondandolo di affetto e centellinando le informazioni date ai media.

NIENTE È RIMASTO INTENTATO

Da quel poco che si è saputo in questi anni, sono circa 10 gli esperti di riabilitazione, tra fisioterapisti, infermieri e accompagnatori, che aiutano la famiglia Schumacher nell’assistere Michael. «Niente è rimasto intentato per velocizzare la guarigione di Schumacher», ha scritto la Bild, riportando, tra le altre cose, come gli venga fatto ascoltare il rombo del motore della sua Ferrari. Dopo anni di silenzio e blackout, nel 2019 ci sono state però grandi novità: Schumi avrebbe visitato l’ospedale George Pompidou di Parigi in diverse occasioni e la scorsa estate sarebbe stato sottoposto a un trattamento sperimentale con cellule staminali. Secondo la testimonianza di un’infermiera riportata da Le Parisien, l’ex pilota sarebbe «cosciente».

LE PAROLE DELLA MOGLIE CORINNA

Poi di nuovo il silenzio, salvo qualche breve parentesi aperta dalla moglie Corinna: «Potete stare certi che è nelle migliori mani possibili», ha detto in un’intervista a She’s Magazine della Mercedes, «e che stiamo facendo di tutto per aiutarlo. Vi preghiamo di comprendere che stiamo seguendo le volontà di Michael nel mantenere riservato un argomento così delicato come la sua salute». Schumacher compirà 51 anni il 3 gennaio 2020 e ad oggi solo pochissime persone e amici hanno avuto la possibilità di avvicinarlo: Tra loro Jean Todt, il presidente della Fia ed ex capo della Ferrari: «Non passa mese, anche nei periodi più fitti di impegni, che io non passi a trovarlo e gli stia vicino a mio modo, nel modo che è ancora possibile», le parole dell’amico che un anno fa fece sapere di «aver visto il Gp del Brasile con lui».

PUBBLICATA UNA NUOVA PAGINA FAN

Proprio il 29 dicembre, nel giorno del sesto anniversario dell’incidente di Meribel, è stata pubblicata una nuova pagina di social media intitolata “KeepFightingMichael”, creata dal fan club della sua cittadina natale, Kerpen, vicino a Colonia. In occasione del lancio della pagina, Corinna Schumacher si è lasciata andare a una dichiarazione in cui molti hanno voluto vedere un segnale di speranza per i miglioramenti delle condizioni di salute del campione: «Le grandi cose iniziano sempre con piccoli passi», ha detto. Il fan club utilizzerà l’hashtag #KeepFighting per aumentare l’interesse sui social media. L’omonima fondazione della famiglia Schumacher sta raccogliendo fondi per la ricerca sulle lesioni cerebrali e del midollo spinale.

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Hamilton ha vinto il Gp di Abu Dhabi di F1

Il pilota Mercedes, già campione del mondo, ha dominato la gara nel circuito di Yas Marina. Secondo Verstappen, terzo Leclerc.

Lewis Hamilton è davvero un cannibale. Ricorda Eddy Merckx che, nel ciclismo, non lasciava nemmeno le briciole agli avversari, cercando di vincere sempre e comunque, qualsiasi gara, a prescindere dalla sua importante. Il britannico è un clone del belga sui pedali perché, pur avendo intascato da poco il sesto Mondiale piloti di una carriera ancora tutta da vivere, pigia sull’acceleratore come non ci fosse un domani e continua a mietere successi. Sarebbe bastato qualche piccolo rischio in meno, a cosa sarebbe servito del resto, invece il pilota della Mercedes non sembra conoscere limiti: va a tutta, sembra disconoscere la parola freno e nessuno riesce a stare in scia della sua Mercedes. Basta un dato per prendere coscienza dell’avidità agonistica del pilota della Mercedes: oltre alla vittoria odierna a Yas Marina – dove la scuderia regina del Mondiale riesce sempre a ottenere risultati esaltanti – Hamilton ha conquistato pure il punto extra del giro veloce. L’olandese Max Verstappen, che ha pure rischiato di perdere il secondo posto a beneficio del rivale Charles Leclerc, si è ripreso il secondo gradino del podio e una piccola soddisfazione, aggiudicandosi l’uno-conto-uno con il monegasco della Ferrari che, alla fine, ha dovuto abbozzare, trovando posto sul terzo gradino del podio degli Emirati Arabi Uniti. Valtteri Bottas è riuscito a rimontare, ma si è fermato al quarto posto, mentre Sebasatian Vettel non è andato oltre la quinta piazza. La Ferrari va incontro a una multa, dal momento che la benzina dichiarata era conforme nei controlli pre-gara per la monoposto numero 16 di Leclerc. Un altro indizio negativo dell’ennesima stagione chiusa a mani vuote. Il Mondiale di F1 tornerà a marzo, con il Gp d’Australia; saranno 22 gli appuntamenti e un paio le new-entry: il 3 maggio 2020 si gareggerà in Olanda, a Zandvoort, e ad inizio aprile ad Hanoi, in Vietnam.

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