Eni Award 2026, premiate le eccellenze della ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente

Si è svolta giovedì 29 ottobre 2026 al Palazzo del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Consiglio di amministrazione di Eni Giuseppina di Foggia e dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, la cerimonia di premiazione degli Eni Award. Giunto alla sua 18esima edizione, il premio è riconosciuto a livello internazionale nel mondo della ricerca e si contraddistingue per il focus sull’energia e sull’ambiente, argomenti su cui è sempre più necessario e urgente promuovere la collaborazione all’interno della comunità scientifica. Dall’istituzione di Eni Award nel 2008 ad oggi, la commissione scientifica, che valuta le ricerche candidate, ha visto la partecipazione di scienziati che appartengono ai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale, tra cui anche sei premi Nobel.

Transizione Energetica

Il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali, che valorizza le migliori innovazioni per la decarbonizzazione dell’attuale sistema energetico, è stato assegnato alla professoressa Véronique Gouverneur della University of Oxford (Regno Unito). Il suo lavoro pionieristico ha aperto nuove prospettive nella chimica del fluoro, sviluppando processi più sicuri e sostenibili per produrre composti utilizzati nelle batterie, ma anche nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura. Queste tecnologie consentono infatti di evitare la produzione di acido fluoridrico, una sostanza altamente critica, riducendo i consumi energetici e l’impatto ambientale. Gouverneur ha inoltre dimostrato che è possibile recuperare il fluoro dai rifiuti industriali, in un’ottica di economia circolare.

Frontiere dell’energia

Il premio Frontiere dell’energia, per ricerche che rivoluzioneranno il paradigma energetico del futuro, è stato assegnato alla professoressa Laura Gagliardi della University of Chicago (Stati Uniti).  La ricerca di Laura Gagliardi ha sviluppato modelli matematici avanzati, basati sulla meccanica quantistica, che permettono di prevedere le proprietà dei materiali prima ancora di realizzarli in laboratorio, accelerando la sperimentazione. Il suo lavoro si concentra sulla progettazione di materiali innovativi per l’energia e l’ambiente, tra cui le strutture reticolari, vere e proprie “spugne molecolari” capaci di catturare l’anidride carbonica direttamente dall’aria e raccogliere acqua dall’umidità atmosferica. Questi studi contribuiscono inoltre a migliorare l’efficienza dei processi catalitici, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di tecnologie energetiche più sostenibili.

Soluzioni ambientali avanzate

Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato assegnato a John F. Hartwig della University of California, Berkeley (Stati Uniti). Il suo contributo rivoluzionario al riciclo della plastica si basa sullo sviluppo di un processo catalitico scalabile e sostenibile, che consente di scomporre il polietilene e il polipropilene, tra le plastiche più diffuse al mondo, nei loro componenti fondamentali, riutilizzabili per produrre nuovi materiali senza perdita di qualità. Un’innovazione che favorisce il riciclo circolare della plastica, riducendo i rifiuti, il consumo di materie prime fossili e le emissioni, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.

Giovane ricercatore dell’anno

Il premio Giovane ricercatore dell’anno è rivolto a ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane; i due riconoscimenti sono stati assegnati a Leonardo Magherini e Filippo Trevisi. Leonardo Magherini, del Politecnico di Torino, nella sua tesi di dottorato, ha studiato i meccanismi di trasporto di diverse tipologie di particelle presenti nell’acqua, che possono avere una duplice natura: rappresentare una potenziale criticità per l’ambiente oppure costituire potenti strumenti per la bonifica. Filippo Trevisi, del Politecnico di Milano, ha esplorato una nuova classe di tecnologia eolica, i ventoplani, velivoli vincolati a terra da un cavo, che volano velocemente lungo traiettorie circolari ad alta quota, utilizzabili anche laddove non è possibile installare turbine eoliche tradizionali.

Giovani talenti dall’Africa

La sezione Giovani talenti dall’Africa, istituita nel 2017 in occasione del decennale di Eni Award e dedicata ai giovani talenti dal continente africano, conferisce, in questa edizione, due premi, assegnati a Nosakhare Jeremiah Aigbedion della Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation (Kenya) e a Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo della University of South Africa (Sud Africa). I dottorandi vincitori ricevono un premio per potenziare e arricchire la loro attività di ricerca durante il corso di dottorato che stanno frequentando presso le università di appartenenza. La ricerca di Nosakhare Jeremiah Aigbedion punta a sviluppare nuove leghe metalliche più resistenti e durature per migliorare l’accumulo di energia da impianti solari a concentrazione e consentire la produzione di elettricità anche dopo il tramonto, favorendo un approvvigionamento energetico più stabile e sostenibile in Africa. La ricerca di Sedikelo sviluppa un metodo innovativo e sostenibile che utilizza gli ultrasuoni per recuperare metalli preziosi, come litio, nichel e cobalto, dalle batterie esauste, consentendone il riutilizzo nella produzione di nuove batterie e riducendo l’impatto ambientale.

Eni for Innovation

Per la sezione Eni for Innovation, che elegge i progetti più innovativi sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici Eni, sono stati premiati:

  • Mario Baldassarre, Mauro Burattini, Rosa Carbone, Davide Chianetta, Davide Deriu (Eni) per aver sviluppato un processo innovativo per la valorizzazione degli scarti alimentari, massimizzando la resa a prodotti energetici (categoria: soluzione tecnologica);
  • Fabio Assandri, Francesco Bonacini, Angelo Ferrando, Ilic Formigoni, Marzia La Barbera, Mirco Nodari, Nicola Vecchini (Versalis) per aver sviluppato una tecnologia avanzata di pirolisi per il riciclo di rifiuti plastici misti a composizione altamente variabile (categoria: soluzione tecnologica);
  • Francesco Cannarile, Aurora Cerabolini, Roberto Grandi, Lorenzo Lancia, Debora Parisi, Gianmaria Tarantino (Eni) per aver sviluppato una metodologia per la specializzazione efficiente di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) applicabili ai domini aziendali (categoria: soluzione digitale).

Menzione speciale Eni Joule for entrepreneurship

Anche quest’anno Eni, attraverso Joule, la sua Scuola per l’Impresa, ha conferito la Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, un riconoscimento rivolto a team, spin off universitari, startup e finalizzato a sostenere l’applicazione, la valorizzazione e il trasferimento delle tecnologie per lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sostenibile.

Tre le startup che si sono distinte:

  • Alkelux produce un nanopolimero ecosostenibile impiegato come additivo nel packaging alimentare, valorizzando gli scarti di lavorazione agricola e rendendo la filiera più sostenibile.
  • Hypermeteo raccoglie, elabora e distribuisce dati e indici meteo-climatici certificati ad alta risoluzione unendo dati osservativi globali a intelligenza artificiale e algoritmi proprietari per trasformare l’informazione meteorologica in valore digitale.
  • Algae Scope propone alternative sostenibili ai PFAS (sostanze chimiche tossiche e inquinanti) sviluppando e trasformando le alghe marine in una polvere naturale e atossica in grado di rendere i tessuti e i materiali idrorepellenti e ignifughi.

Attualmente sono aperti i bandi per l’edizione 2027 di Eni Award. Il termine per presentare le candidature è fissato al 20 novembre 2026.

Crédit Agricole in Italia, i risultati dei primi nove mesi del 2026: utile netto a 1,5 miliardi

Sono stati presentati i risultati dei primi nove mesi del 2026 del gruppo Crédit Agricole in Italia, che ha conseguito un utile netto pari a 1,526 miliardi di euro, confermando l’Italia come secondo mercato domestico per Crédit Agricole, con una crescita dei ricavi pari a 4 miliardi di euro (+4,5 per cento a/a). La performance del Gruppo guidato da Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e senior country officer, si riflette nel sostegno all’economia reale con un totale finanziamenti pari a 105 miliardi di euro (+3,9 per cento a/a) e una raccolta complessiva stabile a 348 miliardi di euro. Il Gruppo ha in Italia oltre 6 milioni di clienti e 16 mila collaboratori.

Utile netto di Crédit Agricole Italia a 708 milioni

Anche Crédit Agricole Italia ha presentato i risultati relativi ai primi nove mesi del 2026. L’utile netto consolidato si attesta a 708 milioni di euro, in crescita del 2,1 per cento su base annua. La banca ha continuato ad affiancare famiglie e imprese con un’offerta di prodotti e servizi ampia e completa, facendo leva sulle sinergie con tutte le società del Gruppo presenti in Italia. Il dinamismo commerciale è confermato dall’espansione della base clienti (+3 per cento a/a), con 152 mila nuove acquisizioni, risultato sostenuto dal costante contributo del canale digitale (38 per cento). La patrimonializzazione si conferma solida. Common equity tier 1 e total capital ratio si attestano, rispettivamente, a 13,3 per cento e 18,1 per cento, mantenendo un ampio margine rispetto ai requisiti minimi assegnati dalla Bce. A livello globale, il Gruppo Crédit Agricole ha ottenuto nei primi nove mesi del 2026 un utile netto di 8,302 miliardi, con ricavi pari a 31,378 miliardi di euro.

Acea, Riviera: «Tecnologie elemento per accelerare la trasformazione delle città»

«Roma ha davanti a sé una straordinaria opportunità, trasformare il proprio patrimonio immobiliare in una leva strategica di sviluppo sostenibile. I fondi del Giubileo 2025, integrati con le risorse del Pnrr, hanno costituito un pilastro strategico per la riqualificazione urbana. In questo percorso, l’innovazione tecnologica è il fattore che può accelerare la trasformazione». Così il presidente di Acea Alessandro Rivera, intervenendo al Green building forum Italia. «Sensori, piattaforme digitali e intelligenza artificiale consentono di monitorare i consumi, individuare sprechi, ottimizzare gli impianti e programmare la manutenzione», ha spiegato. «La stessa visione deve guidare la gestione dell’acqua. I contatori idrici intelligenti di seconda generazione, attraverso la telelettura e il monitoraggio dei consumi, consentono di individuare più tempestivamente anomalie e possibili perdite, migliorando l’efficienza del servizio».

Premio Minerva 2026, riconosciuto l’impegno di Enel sulla parità di genere

Enel ha ricevuto il premio come azienda d’eccellenza nell’ambito del Premio Minerva 2026, promosso da Unindustria e Federmanager Roma. Il riconoscimento valorizza le imprese che si distinguono per buone pratiche e impegno concreto nella promozione della parità di genere, dell’occupazione femminile, dell’empowerment e della sostenibilità sociale. Un risultato che premia l’impegno di Enel nell’accompagnare la crescita professionale delle persone, sostenere la genitorialità condivisa e rafforzare la presenza femminile nei percorsi di leadership.

Dalla formazione al sostegno alla genitorialità

L’impegno del Gruppo si traduce in un insieme di iniziative che accompagnano le persone lungo tutto il percorso professionale. Per rafforzare la leadership femminile e la presenza delle donne nei piani di successione, Enel ha sviluppato programmi come WomEnel, Women empowerment academy e You First, a cui si affiancano il mentoring intergenerazionale e i percorsi di crescita dedicati alle donne Stem. Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni, per superare gli stereotipi di genere e avvicinare più ragazze alle discipline tecnico-scientifiche. Con Back to School, nell’anno scolastico 2025/2026 Enel ha coinvolto 5.800 studenti e 2.567 studentesse in attività di orientamento e mentoring, con colleghe Stem nel ruolo di role model. L’iniziativa è affiancata da Stem2Enel, che offre borse di studio, coaching e orientamento. Un altro pilastro è la genitorialità condivisa, considerata una leva fondamentale per la parità di genere. Enel ha introdotto misure che vanno oltre la normativa nazionale, tra cui 20 giorni aggiuntivi di congedo per i padri ai 10 previsti dalla legge, la maternità retribuita al 100 per cento, un trattamento economico migliorativo dei congedi parentali e permessi dedicati ai momenti più significativi della vita dei figli. Completano il sistema i servizi di supporto a genitori e caregiver tra cui il Parental program, la piattaforma dedicata Me parents, il Parental focal point, il counseling gratuito, gli asili nido aziendali, lo smart working e i percorsi di accompagnamento prima e dopo il congedo. 

Più donne nei ruoli di responsabilità

I risultati del percorso sono visibili anche nella crescita della rappresentanza femminile nei ruoli di responsabilità del Gruppo. La presenza di donne manager e middle manager, a livello globale, è passata dal 32,5 per cento nel 2023 al 33,9 per cento nel 2025, con un obiettivo nel Piano di sostenibilità 2026-2028 di superare il 34 per cento entro il 2027. La crescita della leadership femminile trova conferma anche nei piani di successione, dove le donne rappresentano quasi la metà dei candidati individuati per i ruoli manageriali ed executive (rispettivamente 49,1 e 50,2 per cento), con risultati superiori ai target definiti dall’azienda.

Società Benefit, fatturato più alto del 13 per cento e filiere più stabili

Si è tenuto lunedì 26 ottobre 2026 a Milano l’evento Società Benefit: dalla competitività all’interdipendenza, durante il quale è stata presentata la nuova edizione della ricerca nazionale sulle Società Benefit 2026. Attraverso gli interventi dei partner del progetto – Nativa, il Research department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – è emerso un quadro aggiornato su competitività, relazioni di filiera e rapporto con i territori. Si ricorda che Società Benefit è uno status giuridico adottato da imprese che, oltre allo scopo di distribuire gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, ambiente e stakeholder, impegnandosi a valutare in maniera trasparente il proprio impatto.

Società Benefit, fatturato più alto del 13 per cento e filiere più stabili
Presentazione della ricerca sulle Società Benefit (Intesa Sanpaolo).

L’adozione del modello Benefit concorre a una migliore performance delle imprese

L’analisi sulla competitività abbina circa 2 mila Società Benefit ad altrettante imprese non-benefit con profili il più possibile omogenei per dimensione, settore, territorio e coorte di età. L’analisi evidenzia un’associazione positiva tra qualifica Benefit e crescita d’impresa, con uneffetto stimato risulta pari a circa +13 per cento per il fatturato, +17 per cento per il costo del lavoro e +12 per cento per il valore aggiunto. L’adozione del modello Benefit risulta quindi uno degli elementi che concorrono alla migliore performance delle imprese. Il vantaggio si rafforza quando l’identità Benefit si accompagna a strategie orientate alla qualità, alla sostenibilità ambientale e all’apertura internazionale.

Filiere più stabili

Le filiere delle Società Benefit sono più stabili. Il 27,4 per cento degli acquisti è destinato a fornitori con cui esiste un rapporto continuativo negli ultimi nove anni, contro il 21,8 per cento delle non-benefit. Questo dato offre uno spunto di riflessione sulla tenuta delle supply chain. In una fase caratterizzata da elevata volatilità dei mercati e da frequenti tensioni nelle catene di fornitura globali, la capacità di mantenere relazioni stabili con i fornitori potrebbe rappresentare un elemento di forza. La stabilità delle relazioni può tradursi in un vantaggio competitivo, favorendo non solo l’efficienza e la continuità degli scambi, ma anche la diffusione di conoscenze, pratiche e valori condivisi tra le imprese coinvolte e la gestione delle criticità. L’ecosistema include anche le imprese più piccole. Quando l’impresa ordinante è una microimpresa Società Benefit, la quota di fornitori Benefit di pari dimensioni è pari al 57 per cento, quasi il doppio rispetto a quanto osservato quando gli acquirenti sono le società non-benefit. Il dato indica un ecosistema diffuso, in cui anche le realtà più piccole riescono a consolidare relazioni commerciali con imprese che condividono valori simili.

Sondaggio Swg, autostrade protagoniste della storia del Paese

Le autostrade hanno scritto parte della storia contemporanea del Paese, sono nei ricordi degli italiani e nelle abitudini quotidiane e saranno centrali anche nel futuro. È quanto emerge da uno studio realizzato da Swg, presentato nell’ambito dell’iniziativa di Orizzonte Italia Le autostrade nel sistema del Paese, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età compresa tra i 18 e gli 80 anni che ha avuto modo di esprimersi sul ruolo del sistema autostradale e sulle prospettive di futuro.

La rete al centro, dai ricordi personali all’economia

I dati attribuiscono al sistema autostradale un ruolo centrale nelle modalità di spostamento degli italiani. Nove italiani su 10 (88 per cento) viaggiano in autostrada almeno ogni tanto e uno su quattro lo fa ogni settimana. Anche nei ricordi personali, il viaggio su strada o autostrada occupa una posizione dominante. Il 49 per cento del campione lega la memoria dei viaggi più importanti a un tragitto su strada o autostrada, superando l’aereo che si ferma al 30 per cento. Se il loro peso nella vita quotidiana è assodato, il contributo del trasporto su gomma all’economia è più grande di quanto la popolazione percepisca. Sette italiani su 10 lo collocano al di sotto del valore reale, eppure sulla gomma viaggia tra l’80 e il 90 per cento delle merci. Grande consapevolezza emerge invece dalle cause dell’incidentalità su strada. Per il campione intervistato, la sicurezza in autostrada dipende soprattutto dai comportamenti di guida. Sei italiani su 10 indicano distrazione e velocità tra le principali cause degli incidenti, quasi quattro su 10 la stanchezza, mentre appena uno su 10 chiama in causa lo stato della strada.

Le prospettive future

Nell’immaginario degli italiani la rete è destinata a restare centrale nel futuro. Per l’80 per cento degli intervistati, infatti, l’autostrada resta necessaria ma declinata ai nuovi standard della mobilità. La richiesta più netta è quella della sicurezza, sia in chiave di tecnologie a supporto del viaggio (l’87 per cento indica tra le priorità infrastrutture in grado di segnalare situazioni pericolose) sia soprattutto in termini rigenerazione e modernizzazione della rete esistente (l’86 per cento crede che la priorità sia l’ammodernamento). Nella percezione delle persone non risulta essere un paradosso il concetto di mobilità su gomma sostenibile, anzi. Il 67 per cento del campione ritiene che rete autostradale e green siano conciliabili. I dati disegnano un sistema di mobilità sempre più intermodale, in cui l’autostrada diventa l’asset portante.

Poste italiane, superate le 300 mila richieste di passaporto negli uffici postali

Superate le 300 mila richieste di rilascio e rinnovo del passaporto presentate presso gli uffici postali italiani. Il mese di agosto 2026 ha fatto registrare il record di 16.947 passaporti erogati. Il precedente massimo era stato raggiunto nel mese di febbraio dello stesso anno con 15.940 passaporti rilasciati, segnando quindi un aumento delle richieste dallo scorso primato del 6 per cento. Il servizio di rilascio e rinnovo del passaporto è disponibile in 6.932 uffici postali Polis (situati in Comuni con meno di 15 mila abitanti) e in 431 uffici postali di grandi città come Bologna, Verona, Roma, Cagliari, Firenze, Vicenza, Monza, Venezia, Perugia, Ferrara, Milano e Napoli. Oltre a semplificare la burocrazia, l’iniziativa contribuisce a ridurre il divario tra aree urbane e territori meno serviti, portando un contributo rilevante agli abitanti delle località più isolate d’Italia. Ne è un esempio Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, dove i cittadini erano costretti a percorrere fino a 150 chilometri per ottenere il passaporto.

I dati in dettaglio

Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare la capillarità della rete degli uffici postali per rendere i servizi pubblici più vicini e accessibili ai cittadini. A oggi sono state presentate 300.154 richieste di rilascio e rinnovo del passaporto, di cui 236.531 presso gli uffici Polis attivi nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, e 63.623 negli altri uffici postali presenti nei grandi centri urbani. Tra i Comuni che fanno parte del progetto Polis spiccano per numeri di richieste quelli della provincia di Bergamo (18.555), Verona (18.418), Vicenza (16.712) e Monza (11.833).

Caro carburanti, da Enel buoni benzina da 40 euro e sconti sulle colonnine

Le tensioni geopolitiche internazionali mettono sotto pressione i prezzi dei carburanti, mentre il settore elettrico si dimostra molto più stabile. Enel, in questo contesto, arriva in soccorso dei consumatori: per i clienti partono nuovi sconti sulle ricariche elettriche pubbliche e sull’acquisto delle Waybox (colonnine domestiche per la ricarica da casa), ma anche un aiuto concreto sul fronte delle spese per gasolio e benzina. Per chi ancora non è passato all’elettrico c’è un buono carburante da 40 euro. La nuova offerta abbraccia la mobilità privata nel suo insieme, guardando sia ai possessori di auto elettriche, sia a chi ancora si muove con un veicolo endotermico.

Sconti per la ricarica pubblica e Waybox scontate del 50 per cento

Nel settore della mobilità, l’auto elettrica permette di dimezzare le spese di rifornimento. Si può calcolare che per percorrere 100 km si spendono circa 7,8 euro in elettrico (che scendono a 6,3 ricaricando a casa), contro i 15,5 euro della benzina e i 12,9 euro del diesel. Considerato un tragitto di 500 km, il risparmio può arrivare a 38 euro a viaggio. Su una percorrenza annua di 10 mila km, una famiglia può così risparmiare tra i 750 e gli 800 euro all’anno, quota che sale a ben 920 euro se si ricarica esclusivamente tra le mura domestiche. La convenienza, inoltre, non riguarda solo il carburante. I prezzi d’acquisto dei modelli elettrici sono ormai vicini a quelli tradizionali (-4 per cento per le auto grandi) e i costi di manutenzione risultano inferiori di circa il 10 per cento nell’arco di otto anni. In questo contesto si inserisce l’offerta di Enel. Dal 16 ottobre all’11 novembre il Gruppo ridurrà fino al 20 per cento il costo della ricarica pubblica elettrica e offrirà la Waybox (colonnina domestica per la ricarica da casa) al prezzo promozionale di 199 euro, con una riduzione dal valore iniziale del 50 per cento.

Buoni benzina per i nuovi clienti

Alle iniziative dedicate alla e-mobility si aggiunge un’offerta che coinvolge anche chi ha una macchina a motore termico e sceglie Enel per la propria fornitura energetica a casa. Dal 16 ottobre al 4 novembre, tutti i nuovi clienti luce e gas che aderiranno alle offerte dedicate potranno ricevere un buono da 40 euro (corrisponde a 57 KWh calcolato sul costo medio della ricarica pubblica) da utilizzare per ricarica pubblica dei veicoli elettrici tramite l’app Enel on your way oppure, in alternativa, per il rifornimento di benzina o diesel presso le stazioni Q8.

Autostrade e Webuild firmano contratto per il Lotto B del tunnel subportuale di Genova

È stato firmato, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contratto da 803 milioni di euro tra Autostrade per l’Italia e Webuild per la realizzazione del Lotto B del tunnel subportuale di Genova, progetto del Gruppo Aspi che ridisegna la mobilità e l’aspetto paesaggistico dell’intera area portuale e del capoluogo ligure. La firma segue l’aggiudicazione dello scorso luglio ed è avvenuta alla presenza del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, del subcommissario per la ricostruzione di Genova Carlo De Simone, dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana e dell’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini.

Un’opera sostenibile che riqualifica l’area metropolitana

Il tunnel subportuale è un’opera unica nel Paese per complessità ingegneristica. L’infrastruttura, progettata da Tecne, società di ingegneria del Gruppo Autostrade per l’Italia, prevede un tracciato di circa 4,2 chilometri, di cui oltre 3 costituiti da due gallerie separate, una per ogni direzione di marcia. Il tunnel, che collegherà il ponente e il levante cittadino, è stato concepito come un approccio altamente sostenibile sia in termini ambientali che sociali, configurandosi come un intervento di ricucitura e riqualificazione dell’area metropolitana e restituendo alla città 6 ettari di verde grazie al nuovo parco della Lanterna. Il Lotto B comprenderà la realizzazione della parte centrale del tracciato, sviluppata sotto il porto e il tessuto urbano cittadino. Si tratta della sezione più complessa dell’intervento, che fa del tunnel subportuale una delle opere sotterranee più impegnative da realizzare in Italia. Per lo scavo, Webuild impiegherà una TBM con un diametro di circa 16 metri, tra le più grandi mai utilizzate nel Paese. È prevista la creazione di oltre 700 posti di lavoro tra diretti e di terzi. La firma del contratto apre una nuova fase di lavorazioni, in continuità con le attività partite nel 2024 e affidate ad Amplia, società di costruzione del Gruppo Aspi. Nell’ambito del cosiddetto Lotto A sono state infatti completate, oltre alle opere di demolizione e preparazione dell’area, anche una galleria ferroviaria di 410 metri, la nuova viabilità portuale e lo scolmatore del Fosso San Bartolomeo.

Giana: «Impegno per consegnare l’infrastruttura nei tempi previsti»

Queste le dichiarazioni di Arrigo Giana, ad di Autostrade: «Il tunnel subportuale è un’opera in cui si esprime al meglio la sinergia tra le varie competenze del nostro Gruppo. Da quella ingegneristica e progettuale di Tecne, fino alla capacità realizzativa di Amplia che ha completato in linea con il cronoprogramma e con la previsione di spesa tutte le attività della prima fase. Consegnare nei tempi previsti alla città di Genova un’infrastruttura unica nel Paese per complessità e visione paesaggistica è stato e continua a essere per noi una priorità. Confidiamo che, con questa nuova fase, si proceda con la stessa determinazione che ci ha accompagnati fin dalla nascita di questo progetto, segno tangibile del nostro impegno verso la città».

Salini: «Sfida ingegneristica di altissimo livello»

Gli ha fatto eco Pietro Salini, ad di Webuild. «Portiamo a Genova il meglio dell’ingegneria italiana per realizzare il primo tunnel sottomarino del Paese, un’opera che rappresenta una sfida ingegneristica di altissimo livello. È la stessa eccellenza che abbiamo già messo al servizio della Liguria contribuendo a realizzare alcune delle opere più importanti per il futuro del Paese, destinate a cambiare strutturalmente la competitività del sistema logistico italiano. Dal Ponte Genova San Giorgio, nato da una straordinaria sfida collettiva, alla nuova diga foranea, fino al terzo valico dei Giovi–Nodo di Genova e da oggi al tunnel subportuale, continuiamo a investire in competenze ingegneristiche, innovazione e capacità esecutiva per creare infrastrutture che generano valore duraturo per il territorio e rafforzano il ruolo di Genova quale porta strategica di accesso dell’Europa meridionale».
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Autostrade celebra il primo prestito obbligazionario quotato sul Mot

Mercoledì 14 ottobre 2026 Autostrade per l’Italia ha celebrato, alla presenza dei rappresentanti di Consob e Borsa italiana, la sua prima emissione obbligazionaria quotata sul Mot (Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di stato) con la tradizionale cerimonia del “ring the bell”. L’emissione per 750 milioni di euro, conclusa a settembre 2026, ha registrato una forte domanda da parte della comunità finanziaria. Gli ordini hanno raggiunto un picco di 2,6 miliardi di euro, pari a circa 3,5 volte l’offerta. I proventi rafforzano la liquidità disponibile e sostengono il piano di investimenti di Aspi per rendere la rete autostradale sempre più sicura e moderna.

Il finanziamento delle infrastrutture rappresenta un motore essenziale per la crescita economica del Paese

La quotazione delle emissioni sul Mot di Borsa Italiana rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato con il reshoring del Programma Emtn di Aspi. Autostrade conferma così il proprio sostegno all’iniziativa di Borsa italiana e Consob volta a rafforzare il mercato obbligazionario nazionale e la competitività del Paese. Il finanziamento delle infrastrutture rappresenta un motore essenziale per la crescita economica del Paese poiché rende possibili gli investimenti che favoriscono la mobilità di persone e merci, accrescono produttività e sicurezza, rafforzano la competitività del sistema nazionale e generano occupazione. In questa prospettiva, Autostrade continuerà a far riferimento al mercato dei capitali con nuovi prestiti obbligazionari che, insieme alle linee di finanziamento messe a disposizione da Cdp e Bei, sosterranno l’importante piano di Aspi per la manutenzione, l’ammodernamento e il potenziamento della rete autostradale italiana.

Standard Ethics premia la strategia di Acea e migliora il rating prospettico

Standard Ethics ha migliorato il long term expected rating di Acea a EEE- (excellent), confermando contestualmente il corporate standard ethics rating (SER) a EE+ (very strong). Il miglioramento del giudizio prospettico rappresenta il riconoscimento della capacità del Gruppo di integrare la sostenibilità nelle strategie industriali e di tradurre gli impegni Esg in risultati concreti e duraturi nel tempo.

Riconosciuto l’impegno per la sostenibilità di Acea

Nel report, Standard Ethics riconosce i progressi compiuti da Acea nell’attuazione del Piano di sostenibilità e sottolinea la centralità degli investimenti destinati alla tutela della risorsa idrica, alla resilienza e sicurezza delle infrastrutture e al percorso di transizione energetica. Vengono inoltre evidenziati il rafforzamento dei presidi di governance, l’attenzione ai temi sociali lungo la catena del valore e il focus sull’innovazione tecnologica e sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto dell’efficienza operativa e della sicurezza degli operatori. Particolare rilievo viene attribuito all’approccio integrato adottato dal Gruppo nella gestione dei temi ambientali, sociali e di governance e alla crescente capacità di coniugare sviluppo industriale, innovazione e creazione di valore per i territori serviti. Con il nuovo giudizio prospettico, Acea consolida il proprio posizionamento tra le principali utility europee impegnate nell’integrazione della sostenibilità nei processi decisionali, nella governance e nella strategia industriale.

Latini: «Conferma della credibilità del nostro percorso»

Queste le dichiarazioni di Pierfrancesco Latini, chief Risk management, Sustainability & International officer di Acea: «Il miglioramento del long term expected rating rappresenta un riconoscimento particolarmente significativo perché esprime una valutazione sulla credibilità del nostro percorso futuro. È il riconoscimento della coerenza con cui stiamo portando avanti una strategia che mette al centro la tutela della risorsa idrica, la resilienza delle infrastrutture, l’innovazione tecnologica e la generazione di valore condiviso. In un contesto in cui la sostenibilità è sempre più un fattore competitivo, questo risultato conferma la solidità delle scelte compiute e la nostra capacità di affrontare le sfide della transizione con una visione di lungo periodo».

Enel protagonista nello sviluppo della geotermia avanzata

L’innovazione come alleata principale della risorsa geotermica, con Enel a fare da capofila. Dalla Toscana all’Islanda, passando dal cuore della Terra, il Gruppo ha infatti rafforzato ulteriormente il proprio ruolo internazionale nello sviluppo della geotermia avanzata, portando competenze e tecnologie sulle nuove frontiere della cosiddetta “geotermia superhot”. Il nuovo progetto del Gruppo è stato protagonista nel corso della celebrazione del 25esimo anno di fondazione dell’Unione geotermica italiana, occasione per sottolineare una volta di più la crescente rilevanza della geotermia, ormai riconosciuta unanimemente come tecnologia strategica per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come da traguardi europei fissati nel Net-zero industry act.

Il progetto Shift per ampliare il potenziale della geotermia

Nel corso del congresso si è discusso delle opportunità e delle prospettive del settore, a partire dalla semplificazione normativa dei processi autorizzativi, i modelli finanziari e l’esigenza di un’azione coordinata e condivisa dell’intero settore nazionale, si è aggiunta la disamina delle nuove tecnologie in sperimentazione per la geotermia profonda, che permetteranno di valorizzare risorse geotermiche che fino a pochi anni fa non erano considerate utilizzabili. Capofila di questo settore è Enel, che già aveva conquistato i riflettori nell’ottobre 2025 al Superhot geothermal summit di Reykjavik, nell’ambito dell’Assemblea del Circolo polare artico 2025, dove sono stati condivisi i risultati del progetto europeo Descramble dedicato alla perforazione in ambienti geotermici ad altissima temperatura.

Enel protagonista nello sviluppo della geotermia avanzata
Geotermia (Enel).

Tra il 19 e il 20 maggio Enel ha ospitato a Larderello, capitale mondiale della geotermia, il Kick-off meeting tecnico del progetto Shift (Superhot geothermal – Integrated demonstration and flow testing). Il programma, guidato da Reykjavík Energy e finanziato dal programma Horizon Europe con 10 milioni di euro su un investimento complessivo di 28 milioni, coinvolge 17 partner europei e punta a sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C, attraverso pozzi più profondi e performanti, con l’obiettivo di ampliare in modo significativo il potenziale della geotermia. Già Descramble, guidato da Enel come capofila, aveva segnato un passaggio chiave per lo sviluppo delle tecnologie nelle superhot rocks, raggiungendo temperature fino a 515°C, tra le più alte registrate a livello mondiale in sistemi idrotermali, e contribuendo ad aprire orizzonti innovativi di ricerca e sviluppo per materiali e attività di perforazione in condizioni estreme.

L’impegno di Enel

Il contributo di Enel si fonda sulla consolidata esperienza industriale dell’azienda a livello internazionale. In Toscana è attivo il più antico e innovativo complesso geotermico al mondo con 34 centrali che, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, producono ogni anno quasi 6 miliardi di kWh, pari al 33 per cento del fabbisogno elettrico regionale e utili a riscaldare 13 mila utenti nonché 26 ettari di serre grazie ai teleriscaldamenti geotermici, alimentando anche un’importante filiera turistica con oltre 60 mila visite annue. La partecipazione al summit islandese e l’impegno nel progetto Shift confermano il valore della collaborazione europea tra industria, ricerca e istituzioni per accelerare lo sviluppo della “geotermia supercalda” e il suo ruolo chiave nella transizione energetica.

Le sfide per l’Italia

L’Italia è uno dei Paesi Europei con le maggiori potenzialità entro i primi 5 km di profondità, tali da rendere la geotermia una risorsa strategica chiave del Paese per accelerare la transizione. Diversi strumenti normativi e misure specifiche sono attualmente in vigore ed in itinere, ma è assolutamente urgente un ulteriore sforzo per mettere a terra un piano d’azione nazionale per la geotermia e una roadmap al 2030 e 2050 che permettano di ridurre il divario che ci divide dagli altri Paesi Europei e, allo stesso tempo, di offrire un’opportunità di crescita ed innovazione agli investitori, alla filiera nazionale di settore e al contesto socioeconomico dell’Italia.

Intesa Sanpaolo sigla un patto per la crescita delle pmi di commercio, artigianato e turismo

Intesa Sanpaolo, attraverso la divisione Banca dei Territori, ha lanciato un piano dedicato alle piccole e piccolissime imprese di commercio, artigianato e turismo per favorire ricadute economiche e stabilità occupazionale nelle diverse aree del Paese. Un’iniziativa in linea con la missione del Gruppo di dare vicinanza e attenzione ai territori, sostenere l’economia di prossimità e le famiglie lavoratrici, compiere azioni a tutela dell’occupazione, e stringere relazioni con il mondo associativo e imprenditoriale verso una strategia comune che risponda alle esigenze di crescita e alle preoccupazioni per il futuro. In particolare, Intesa Sanpaolo mette a disposizione 20 miliardi di euro per nuovi finanziamenti in innovazione, digitalizzazione e riqualificazione, oltre ad agevolazioni sui sistemi di pagamento digitali con l’azzeramento delle commissioni per importi fino a 20 euro effettuati con il pos fisico. Misure con cui la banca punta a rispondere ai bisogni reali del tessuto produttivo, offrendo un sostegno concreto agli imprenditori che nel corso del tempo hanno ridefinito priorità ed esigenze, trasformando il proprio approccio culturale al fare impresa.

Nuovo patto di sistema con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato

Le misure nascono dal confronto e dalla continua collaborazione con le principali associazioni di categoria dei settori commercio, artigianato e turismo. Sono infatti stati rinnovati gli accordi con Confcommercio, Federalberghi e Confartigianato ed è stato consolidato un nuovo patto di sistema per rafforzare la competitività e affrontare alcune tra le attuali sfide, dai costi energetici agli strumenti digitali fino alla formazione specializzata e alla difesa dell’occupazione. I nuovi interventi sono destinati al segmento delle piccole e piccolissime aziende che alimentano l’economia di prossimità con negozi, servizi, strutture ricettive, laboratori. Un bacino di circa 800 mila imprese clienti della divisione Banca dei Territori, che sostiene quotidianamente il tessuto economico delle comunità locali in cui opera, ascoltando da vicino le varie esigenze grazie ad un presidio costante del territorio. Un’attenzione che dal 2020 al giugno 2026 si è tradotta in oltre 20 miliardi di euro di finanziamenti erogati alle aziende di questo segmento.

Webuild sale al 27,69 per cento del capitale di Trevi, l’ad Salini: «Solido progetto industriale»

Le grandi opere dei prossimi anni, dalle metropolitane alle dighe, dalle ferrovie ad alta velocità alle infrastrutture idriche ed energetiche, chiedono all’Italia di fare sistema. È la logica dell’operazione su Trevi, che Webuild ha rafforzato salendo al 27,69 per cento del capitale e diritti di voto, diventando il primo azionista della società cesenate davanti a Cdp Equity, che detiene il 21,3 per cento. Alla base c’è, ha spiegato l’amministratore delegato Alessandro Salini, un solido progetto industriale. «L’obiettivo è valorizzare Trevi, darle accesso a una piattaforma da 13,6 miliardi di ricavi e 54 miliardi di portafoglio ordini, far crescere l’occupazione in Italia e all’estero e costruire una soluzione integrata, più competitiva nelle grandi gare». L’idea è integrare le competenze di Trevi nelle fondazioni speciali con la scala, i mercati e la capacità realizzativa del Gruppo Webuild, per offrire una soluzione completa dove oggi le fasi di lavoro a maggior valore aggiunto sono spesso affidate anche a soggetti terzi. Le due realtà hanno peraltro già lavorato insieme su opere come la diga di Rogun in Tagikistan e la Linea C della metropolitana di Roma.

Il corrispettivo offerto agli azionisti sale a 5,165 euro per azione

Un progetto di lungo periodo che risponde alle attese dei territori, a partire da Cesena, su occupazione e sviluppo. Webuild ha infatti indicato l’obiettivo di far crescere l’occupazione, mantenendo la sede e l’identità di Trevi, a beneficio dei suoi lavoratori e della filiera. Sul progetto si sono espressi anche gli analisti di Intermonte, che hanno giudicato «solido» il razionale per Webuild e Trevi. Sempre secondo Intermonte, le valutazioni del consiglio di Trevi sul precedente prezzo di 4,50 euro sono superate dall’aumento del corrispettivo offerto, ora pari a 5,165 euro per azione. La cifra è riconosciuta a tutti gli aderenti, anche a chi ha aderito in precedenza. Rientra nell’intervallo di valori indicato dagli advisor del Consiglio di Trevi, equivale a un premio di circa il 49 per cento sul prezzo ufficiale del 26 giugno 2026 ed è sostenuto da linee di credito già attivate. Il periodo di adesione resta aperto fino al 20 novembre 2026, e la soglia di efficacia è ridotta al 50 per cento+1 dei diritti di voto.

Mundys presenta la nuova stagione del podcast Fly me to the moon

Torna Fly me to the moon – Futuri in arrivo, il podcast ideato e promosso da Mundys e condotto dal giornalista Riccardo Luna, con una seconda stagione dedicata alle persone, alle tecnologie e alle idee che stanno già cambiando il nostro modo di vivere e immaginare il futuro. Prodotta da MoST, la nuova stagione amplia lo sguardo su alcune delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo, dall’intelligenza artificiale alla robotica, dalla cybersecurity alla salute mentale, dalla sovranità tecnologica al futuro del lavoro e della scuola. Al centro, ancora una volta, non ci sono soltanto le tecnologie, ma soprattutto le persone che le stanno progettando, studiando e utilizzando per affrontare le sfide del presente.

Ospiti e temi delle puntate

Le nove puntate, registrate all’interno dell’Innovation hub dell’aeroporto di Roma Fiumicino, primo acceleratore di startup in Europa nel cuore di un aeroporto, affrontano così alcuni dei temi più importanti del dibattito contemporaneo.

Mundys presenta la nuova stagione del podcast Fly me to the moon
Innovation hub a Fiumicino (Mundys).

Silvia Wang, cofondatrice di Serenis, racconta il rapporto tra psicoterapia, nuove generazioni e intelligenza artificiale. Daniele Pucci, ricercatore e imprenditore, porta la robotica umanoide dalla ricerca all’industria e riflette sulla sfida europea. Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia, immagina il mondo del 2100 tra robot, medicina, AI e trasformazione del lavoro. La stagione affronta anche la sovranità tecnologica e la cybersecurity, con l’imprenditore Gianni Cuozzo, e il rapporto tra tecnologia, impresa e umanesimo con Andrea Pezzi. La prima chief information officer del Cern, Enrica Porcari, riflette invece sul futuro dell’AI, sulla condivisione della conoscenza e sul ruolo delle competenze umanistiche nell’innovazione. Francesca Cavallo, autrice di Storie della buonanotte per bambine ribelli, sposta il focus sull’educazione dei maschi e sulla costruzione dell’identità nell’era dei social e degli algoritmi. Tra gli ospiti anche Andrea Colamedici, che parte da un sorprendente esperimento editoriale costruito con l’AI per interrogarsi sul passaggio dalla post-verità alla post-realtà.

Dove ascoltare il podcast

Con la seconda stagione, Fly me to the moon prosegue il suo viaggio attraverso i futuri in arrivo, mettendo in dialogo scienza, tecnologia, impresa e cultura e cercando, attraverso storie personali e prospettive originali, di trasformare l’innovazione da tema per specialisti a una conversazione che riguarda tutti. I nuovi episodi, della durata di circa 30-50 minuti, sono disponibili sulle principali piattaforme di ascolto e sui canali digitali (Spotify, Apple podcast e YouTube), sulla pagina web del Corriere della Sera e sul sito e i social di Mundys.

60 under 30, all’Università Link l’evento che unisce giovani talenti e leader politici

Si rinnova l’appuntamento con i giovani che stanno cambiando il Paese grazie all’evento 60 under 30, la cui quarta edizione andrà in scena venerdì 9 ottobre 2026 dalle ore 14.00 presso gli spazi dell’Università degli Studi Link di Roma. Il riconoscimento vedrà anche la partecipazione di leader istituzionali protagonisti della scena politica contemporanea, pronti ad alternarsi sul palco con i 60 giovani premiati. Ad assistere agli speech saranno centinaia di ragazzi che ogni anno prendono parte all’evento gratuito, ideato e promosso da POLITICA e La Giovane Roma. Per partecipare basterà registrarsi online su eventi.politicamag.it.

Tra gli ospiti attesi Salvini, Tajani, Renzi e Schlein

L’edizione 2026 di 60 under 30 si aprirà con i saluti di Federico Lobuono, presidente dell’associazione organizzatrice La Giovane Roma che ha dichiarato: «Siamo grati alle personalità politiche che hanno deciso di prendere parte alla nostra iniziativa, dimostrando che il dialogo con le nuove generazioni è fondamentale per disegnare l’Italia di domani». Tra gli ospiti attesi ci sono Angelo Bonelli, Carlo Calenda, Roberto Gualtieri, Maurizio Lupi, Alessandro Onorato, Matteo Renzi, Francesco Rocca, Matteo Salvini, Elly Schlein e Antonio Tajani. La giornata si chiuderà tra musica e djset – prima il live del cantautore romano Eddie Brock e poi, a seguire, le selezioni musicali dei dj resident di Room26.

Mercoledì 7 ottobre l’inaugurazione del nuovo anno accademico

L’evento arriva a due giorni dall’inaugurazione del nuovo anno accademico 2026/2027 previsto per mercoledì 7 ottobre presso l’Aula Magna Franco Frattini in Via del Casale di San Pio V. Un momento centrale per la vita dell’ateneo che, dopo il passaggio del corteo accademico, vedrà la presenza del presidente Pietro Luigi Polidori, del magnifico rettore Carlo Alberto Giusti, del presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti e del prorettore Francesco Paolo Tronca. A conferire ulteriore valore alla giornata, la presenza tra gli ospiti d’eccezione di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati.

Autostrade, terminato lo scavo della galleria San Donato

Donne e uomini del Gruppo Autostrade per l’Italia hanno lavorato, per un totale di 495 mila ore, per poter portare la luce dentro la nuova galleria San Donato. Con la caduta dell’ultimo diaframma, Uno scavo condotto su due fronti, per 950 metri complessivi, utilizzando tecniche tradizionali. Una scelta realizzativa che risponde anche alla necessità di assicurare la piena fruibilità delle gallerie esistenti che hanno continuato a garantire per la durata dei lavori i collegamenti tra il Sud e il Nord, preservando un nodo strategico per la viabilità del paese che ospita quotidianamente circa il 30 per cento in più di traffico rispetto alla media nazionale.

L’opera rientra nel progetto di potenziamento del tratto tra Firenze Sud e Incisa

La realizzazione della nuova galleria, che a lavori conclusi ospiterà il traffico su tre corsie in direzione Sud, si inserisce nell’ambito del progetto di potenziamento tra Firenze Sud e Incisa per 18 km complessivi, di cui 6,2 km già aperti al traffico nel 2021. Rientrano tra le principali opere del tracciato di circa 12 km i due viadotti Ribuio, già aperti al traffico. Si tratta di infrastrutture composte da due impalcati separati di 150 metri, realizzati in acciaio e calcestruzzo, con solette larghe 14 metri e travi metalliche alte 2,5 metri. In prossimità di Incisa Reggello si trova il nuovo Viadotto Massone anch’esso realizzato in acciaio e calcestruzzo e composto da due strutture separate a tre campate. Nell’intervento di ampliamento è stata prevista anche la demolizione e la ricostruzione di 11 cavalcavia. Nelle prossime settimane verranno inoltre resi transitabili ulteriori 4 km di nuova carreggiata (tra le aree di servizio Chianti e le gallerie San Donato). Lo spostamento del traffico sul nuovo tratto in variante consentirà di poter avviare i lavori di riqualificazione del tracciato originario della A1. Il valore complessivo dell’intero intervento di ampliamento, in cui operano in media 500 persone, è pari a circa 1 miliardo.

Al via i lavori necessari per renderla transitabile

La conclusione dell’attività di scavo della nuova galleria San Donato segna un punto di svolta nella realizzazione dell’ampliamento. Nella nuova San Donato, infatti, potranno essere avviati i lavori necessari per renderla transitabile, a partire dalle finiture strutturali della calotta e del piano viabile, fino all’allestimento delle dotazioni tecnologiche e della creazione dei by-pass di collegamento con le gallerie esistenti. Da qui a un anno il traffico potrà pertanto essere deviato all’interno del nuovo fornice, mentre a partire dal 2028 inizieranno ad essere resi via via disponibili i nuovi tratti a tre corsie.

Torna FrecciaRosa, l’iniziativa del Gruppo Fs per la prevenzione oncologica

Gruppo Fs e Fondazione IncontraDonna rinnovano l’impegno per la prevenzione con FrecciaRosa, il progetto che nel 2026 raggiunge la 16esima edizione. L’iniziativa, realizzata con il supporto dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) torna a bordo delle Frecce, degli Intercity e dei treni del Regionale di Trenitalia. Dal lunedì al venerdì, per tutto il mese di ottobre, i viaggiatori potranno ricevere gratuitamente informazioni e consulenze sulla prevenzione oncologica dai professionisti messi a disposizione da Aiom. Sarà inoltre possibile prenotare teleconsulti per ottenere chiarimenti da approfondire successivamente nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Medici e volontari di Fondazione IncontraDonna distribuiranno inoltre il Vademecum della salute, realizzato con il ministero della Salute. La guida sarà disponibile in formato digitale e in più lingue.

Attività anche a terra

Le attività di prevenzione si estendono anche “a terra”, per la prima volta nella stazione Rfi di Cosenza e nello scalo Fs Logistix di Sampierdarena, Genova, affiancando l’appuntamento già previsto presso lo scalo di San Lorenzo a Roma. Quest’anno, inoltre, Rfi sarà protagonista di una speciale “accensione” di 40 stazioni, illuminate di rosa nelle serate del 30 settembre e del 1° ottobre, a partire dalle 20.00, per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione. La stazione di Cosenza tornerà ad accendersi di rosa anche nelle serate del 19 e del 20 ottobre.

I numeri della prevenzione

In Italia vengono diagnosticati ogni anno oltre 390 mila nuovi casi di tumore, circa 176 mila dei quali riguardano le donne. Secondo i dati riportati nel progetto, più di 70 mila casi potrebbero essere evitati attraverso stili di vita sani e una maggiore adesione ai programmi di prevenzione e diagnosi precoce. Nel 2025 il carcinoma mammario, la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile, ha interessato oltre 53 mila donne.

Neva Sgr, Intesa Sanpaolo connette l’innovazione alla crescita con il venture capital

Neva Sgr, la società di venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100 per cento da Intesa Sanpaolo Innovation center, ha tenuto a Torino l’annual meeting intitolato Connettiamo l’innovazione alla crescita. Ha riunito alle Officine Grandi riparazioni investitori, imprenditori, manager, istituzioni e rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione da tutto il mondo per presentare i risultati di sei anni di attività e confrontarsi sulle soluzioni innovative alle grandi sfide globali che il venture capital può supportare, dal cambiamento climatico all’efficienza energetica, dalle nuove frontiere delle scienze della vita alla trasformazione digitale, dalle opportunità della space economy alle tecnologie produttive più evolute.

In sei anni Neva Sgr ha raccolto 600 milioni di euro di capitale

Dall’agosto del 2020 a oggi, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia nei primi due anni e dal mutamento dello scenario geopolitico, Neva Sgr ha raccolto complessivamente 600 milioni di euro di capitale, gestiti con i sei fondi di venture capital Neva First, Neva First Italia, Fondo Sei (Sviluppo ecosistemi di innovazione), Neva II, Neva II Italia e Fondo Neva II Parallelo Lombardia. Tramite i propri fondi, Neva Sgr ha finora investito 273 milioni di euro in oltre 50 tra società altamente innovative in Italia e all’estero e fondi italiani dedicati allo sviluppo dell’innovazione, incassando dalle exit (vendite di quote societarie a seguito della loro valorizzazione) circa 55 milioni di euro. Il resto dei capitali raccolti consente a Neva Sgr di partecipare a nuovi investimenti sia nelle società già investite più promettenti sia in nuove realtà selezionate a livello globale. Nei portafogli dei propri fondi, Neva Sgr annovera già da tempo aziende che hanno precorso i tempi e oggi sono considerate dal mercato come nuovi punti di riferimento nella trasformazione di interi settori strategici. Nella seconda parte dell’evento, investitori e partner industriali hanno potuto ascoltare le testimonianze dirette di founder e ceo di alcune di queste realtà, tra gli imprenditori più innovativi a livello globale.

Poste italiane, via all’integrazione con Tim

Il consiglio di amministrazione di Poste italiane – come ha riportato il Tg Poste – ha deliberato l’avvio dell’esercizio delle attività di direzione e coordinamento su Tim, approvando anche il relativo Regolamento di governo operativo. Dopo la chiusura dell’opas, che ha portato il Gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco a detenere circa l’86 per cento di Tim, il board ha approvato il documento che disciplina i rapporti e i flussi informativi tra le due aziende, assicurando l’allineamento e il coordinamento di Tim e delle sue controllate, in quanto società appartenenti al gruppo facente capo a Poste italiane. L’ingresso di Tim in Poste prevede la condivisione di obiettivi strategici, il coordinamento delle politiche industriali e gestionali, l’integrazione di attività e competenze per favorire lo sviluppo e la creazione di valore dell’intero Gruppo.

Tracciato il percorso per sviluppare le nuove sinergie tra i due gruppi

L’attività di direzione e coordinamento su Tim saranno disciplinate dal cda, dall’amministratore delegato, dal direttore generale attraverso l’esercizio dei poteri a loro attribuiti, nonché dalle strutture organizzative di Poste italiane negli ambiti di rispettiva competenza. Il regolamento garantisce la gestione accentrata delle attività ovvero il coordinamento funzionale per realizzare economie di scala e migliorare l’efficienza dei processi. Con il nuovo assetto, Poste italiane avrà così piena visibilità sulle principali attività e iniziative di Tim e verrà coinvolta preventivamente nella valutazione delle operazioni di maggiore rilievo strategico – incluse le operazioni rilevanti – ferma restando l’autonomia giuridica di Tim e delle sue controllate, a tutela anche degli azionisti di minoranza. A soli cinque giorni dalla conclusione dell’opas, il board di Poste ha così già tracciato il percorso aprendo una nuova fase destinata a guidare lo sbarco di Tim nel perimetro del Gruppo, con l’obiettivo di mettere a fattor comune infrastrutture, tecnologie e competenze e sviluppare le nuove sinergie industriali tra i due gruppi.