Esselunga, Claude Sarrailh nuovo ceo e dg

A partire dai primi di novembre Claude Sarrailh, attualmente ceo di Ahold Delhaize per Europa e Indonesia, assumerà il ruolo di amministratore delegato e direttore generale di Esselunga. Lo ha reso noto l’azienda in una nota. Nel primo incarico Sarrailh sostituirà Marina Caprotti, la più giovane delle figlie del fondatore Bernardo, mentre nel secondo prenderà il posto di Gabriele Villa, che lascerà in vista del pensionamento.

Esselunga, Claude Sarrailh nuovo ceo e dg
Un superstore Esselunga (Imagoeconomica).

Sarrailh dal 2014 al 2018 ha guidato Metro Italy

Sarrailh vanta oltre 30 anni di esperienza nel retail business, maturata in gruppi globali come Carrefour, Metro e, appunto, Ahold Delhaize. «Dopo quasi 10 anni dalla scomparsa di mio padre, si apre per Esselunga una nuova fase di evoluzione e rafforzamento della governance», ha dichiarato Caprotti (che resterà presidente esecutivo): «Siamo convinti che il contributo di Sarrailh porterà nuovo slancio allo sviluppo dell’azienda e al rafforzamento del nostro brand, in continuità con il nostro piano strategico e con i valori che da sempre ci contraddistinguono». Sarrailh conosce direttamente anche il mercato italiano: dal 2014 al 2018 ha infatti guidato Metro Italy, prima di assumere la responsabilità di Metro China fino al 2021.

Antitrust, istruttoria nei confronti di società del gruppo Glovo e di Deliveroo

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società del gruppo Glovo (Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy) e una nei confronti di Deliveroo Italy per possibili condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. Le società avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (come il codice etico e le sezioni “chi siamo” sui loro siti web), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponderebbe al vero. In particolare, ciò è accaduto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità nella gestione dei rider, con riferimento anche al modello operativo e all’algoritmo utilizzato dalle due società. I funzionari dell’Autorità, con l’ausilio della Guardia di finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy e nella sede di Deliveroo Italy.

Colpita una portacontainer francese in transito nello Stretto di Hormuz: ci sono feriti

La nave portacontainer francese San Antonio è stata colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato in un comunicato CMA CGM, colosso francese delle spedizioni (è la terza compagnia al mondo), spiegando che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti e che l’imbarcazione ha subito danni. I feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: si tratterebbe di cittadini filippini.

L’attacco nel giorno della sospensione del Project Freedom

La San Antonio è stata attaccata lo stesso giorno in cui Donald Trump ha sospeso in via temporanea il Project Freedom, cioà l’operazione lanciata il 3 maggio per facilitare l’uscita delle navi dallo Stretto di Hormuz. Il presidente Usa ha dichiarato di aver ordinato la sospensione per verificare se «per verificare se l’accordo con l’Iran possa essere finalizzato e sottoscritto».

La Corte dei conti boccia la nomina di Mattei, capo di gabinetto di Schillaci

Il consiglio di presidenza della Corte dei conti ha bocciato la nomina di Marco Mattei, capo di gabinetto del ministro Orazio Schillaci, a consigliere della stessa Corte. A chiedere il parere era stata l’Associazione magistrati della Corte dei conti, che aveva domandato formalmente al Consiglio di presidenza di valutare rigorosamente i requisiti professionali che la legge richiede per poter essere nominati consiglieri. Secondo l’Associazione, Mattei aveva un profilo carente sul fronte della preparazione giuridica in quanto è un «professionista con formazione specialistica in ambito medico, e non un giurista o un avvocato» (ndr è un ginecologo). Era stato proposto in quota governo – vicino a Fratelli d’Italia, è stato sindaco ad Albano Laziale e assessore regionale presso la giunta Polverini – e sulla sua nomina era stata presentata anche un’interrogazione da parte del Movimento 5 stelle. Il deputato Alfonso Colucci l’aveva definito «amico di Giorgia e Arianna Meloni», ritenendo la sua nomina «il più classico dei provvedimenti improntati ad amichettismo». Il parere negativo dell’organo di autogoverno della Corte non è comunque vincolante, anche se ha un peso rilevante. Ora la palla passa al governo, che dovrà valutare come procedere.

Stretto di Hormuz, Trump sospende il Project Freedom

Donald Trump ha sospeso temporaneamente il Project Freedom, ovvero l’operazione lanciata per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz duramente condannata dall’Iran, «al fine di verificare se l’accordo» con Teheran «possa essere finalizzato e sottoscritto». La decisione, ha spiegato Trump su Truth, è stata presa «su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l’Iran» e anche perché «sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani». Il blocco navale imposto dalla Marina Usa ai porti della Repubblica Islamica resterà in vigore, ha precisato il presidente Usa.

È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi

È morto a 69 anni Evaristo Beccalossi, ex calciatore ricordato soprattutto per la militanza nell’Inter e molto amato dai tifosi nerazzurri. Lottava da oltre un anno contro le conseguenze di un’emorragia cerebrale che lo aveva colpito a gennaio del 2025.

È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi

La carriera di Evaristo Beccalossi, bandiera dell’Inter

Trequartista mancino molto dotato tecnicamente ma discontinuo nel rendimento, Beccalossi era cresciuto nel Brescia – squadra della sua città – per poi passare all’Inter nel 1978. In sei anni di permanenza a Milano collezionò 217 presenze in tutte le competizioni e mise a segno 37 reti, tra cui una doppietta nel derby con Milan vinto per 2-0 il 28 ottobre 1979. Vinse da protagonista lo scudetto nel 1980 e poi la Coppa Italia nel 1982.

Finita l’esperienza nerazzurra giocò una stagione alla Sampdoria (con cui vinse un’altra Coppa Italia) e poi una nel Monza, in B. Successivamente tornò a Brescia dove rimase per due stagioni, di cui la prima in Serie A ma conclusa con la retrocessione. Terminò la carriera da professionista al Barletta, in Serie B. Successivamente giocò nei dilettanti prima nel Pordenone e poi nel Breno. Nonostante il talento, Beccalossi non giocò mai in Nazionale maggiore, fermandosi a 3 presenze nell’under 21 e in 4 nell’Olimpica. Dopo il ritiro dal calcio, divenne molto popolare come commentatore in tivù.

Il monologo di Paolo Rossi sui due rigori sbagliati

Curiosità: nel 1992 l’attore e tifoso nerazzurro Paolo Rossi portò in scena il monologo intitolato Lode a Evaristo Beccalossi, nella quale ricordava la partita di Coppa delle Coppe del 1982 Inter-Slovan Bratislava, in cui il fantasista sbagliò due calci di rigore a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro.

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano

Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, è atteso per giovedì 7 maggio in Vaticano. Lo scopo dell’incontro con Leone XIV, in agenda per le 11.15 del mattino, è raffreddare il clima fin troppo acceso dello scontro fra Casa Bianca e Santa Sede delle scorse settimane. Il presidente Donald Trump, seguito da esponenti della sua Amministrazione – dal vice JD Vance al segretario della Difesa Pete Hegseth – ha infatti preso di mira Prevost per aver espresso la sua netta contrarietà all’intervento militare degli Usa in Iran. Dopo giorni di attacchi personali rilanciati anche da canali tv e media del mondo MAGA, sembrava però che la strategia fosse cambiata. Inviare Rubio in Italia anche per riportare il conflitto pubblico con la Chiesa di Roma in un abito istituzionale sembrava la scelta giusta per spegnere uno dei focolai politici che incendiano la scena politica americana.

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano
Marco Rubio e alle sue spalle Pete Hegseth (Ansa).

Il nuovo attacco di Trump e la risposta di Leone

Tuttavia, rispondendo a un istinto profondo, e forse a malumori crescenti verso le istituzioni cattoliche a stelle e strisce che si sono schierate compatte con Leone, Trump non ha mollato la presa e, conversando con il conduttore Hugh Hewitt della rete conservatrice Salem News Channel, ha rincarato la dose: «Penso che il Papa stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Lui pensa che sia giusto che l’Iran abbia un’arma nucleare. Beh, è di Chicago, deve imparare parecchie cose…». Un nuovo attacco frontale al Pontefice, che dimostra ancora una volta come il capo della Casa Bianca si muova calpestando costantemente la grammatica istituzionale.

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano
Donald Trump (Imagoeconomica).

Dal canto suo Leone ha replicato che «la missione della Chiesa è predicare il Vangelo, predicare la pace». «Chi mi critica per annunciare il Vangelo», ha aggiunto, «lo faccia con la verità. La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio». Il tutto è avvenuto alla vigilia della visita di Rubio in Italia e in Vaticano. Così la missione del segretario di Stato (cattolico e con ambizioni presidenziali) rischia di essere azzoppata in partenza. Certo non mancheranno le buone maniere diplomatiche, ma è chiaro che rimarrà una certa freddezza nelle relazioni fra Casa Bianca e Santa Sede.

«L’influenza normativa» del Papa va oltre la religione

Un osservatore attento delle vicende vaticane come il gesuita padre Antonio Spadaro, ex direttore di Civiltà cattolica, in un commento scritto per l’agenzia cattolica asiatica Ucanews, descrivendo il ruolo del Papa nell’attuale scenario internazionale in relazione alla visita di Rubio, ha sottolineato: «La Santa Sede è un attore diplomatico singolarmente peculiare: non dispone di una forza militare, non esercita una significativa influenza economica, eppure esercita una sorta di influenza normativa – una capacità di rimodellare la grammatica morale del conflitto – enormemente sproporzionata rispetto al suo peso materiale». Così «quando Papa Leone XIV dichiara che la guerra è impensabile, o moralmente indifendibile, non sta semplicemente esprimendo un’opinione religiosa. Sta ridefinendo i confini di ciò che si può dire nella vita pubblica, con reali ripercussioni sulle alleanze, sull’opinione pubblica globale e sulla legittimità percepita di qualsiasi potenza che aspiri a presentarsi come forza di stabilità».

Gli attacchi di Trump a Leone XIV rischiano di azzoppare la visita di Rubio in Vaticano
Papa Leone XIV (Imagoeconomica).

I nuovi vescovi Usa anti-Trump

Forse il tentativo di Trump è quello di intimorire il Pontefice a suon di interventi imbarazzanti e attacchi personali, ma difficilmente Prevost cederà di fronte a tutto questo. Di certo, gli ultimi segnali arrivati dal Vaticano non vanno in questa direzione. Si consideri, infatti, che fra i nuovi vescovi americani nominati dal Papa ci sono il nuovo ausiliario di Washington, il reverendo 46enne Robert Paul Boxie III, cappellano di Harvard, che aveva duramente criticato lo smantellamento dei programmi sulla diversità, equità e inclusione (DEI), e un difensore degli immigrati come monsignor Evelio Menjivar-Ayala. Nato in El Salvador, il nuovo vescovo di Wheeling-Charleston, West Virginia, arrivò da clandestino negli Usa nel 1990 e ha ottenuto la cittadinanza nel 2006. Una scelta che rafforza il messaggio del Papa sull’immigrazione: i nuovi arrivati, quando accolti e integrati, possono contribuire alla crescita del nuovo Paese in cui vivono. D’altro canto, il pontefice sta nominando vescovi originari dell’America Latina e del Sud-Est asiatico, Paesi dai quali è forte l’immigrazione diretta negli Stati Uniti, segno inequivocabile di una visione opposta a quella dell’amministrazione repubblicana protagonista di una violenta campagna di espulsioni accompagnata da una chiusura ermetica delle frontiere.

Il messaggio di Prevost alle Charities americane

La Casa Bianca ha inoltre cancellato anche i programmi tradizionalmente confermati dai presidenti Usa – democratici e repubblicani – di accoglienza verso un certo numero di richiedenti asilo ogni anno, con particolare attenzione a chi proveniva da Paesi in guerra. Programmi storicamente finanziati dalla Casa Bianca, che vedevano le istituzioni cattoliche in prima fila nella gestione dei rifugiati. Non a caso il Pontefice ha ricevuto in Vaticano, un paio di giorni fa, il Consiglio Direttivo di Catholic Charities Usa, l’articolata e forte rappresentanza delle organizzazioni caritative cattoliche che svolgono un ruolo centrale nella rete dell’assistenza sociale negli States. Rivolgendosi dunque alle Charities americane, il Papa ha affermato che nell’esercizio del loro ministero è necessario cercare «di trovare soluzioni a situazioni disumane, di alleviare la sofferenza di individui e famiglie e di alleggerire il fardello di quanti sono oppressi da difficoltà e conflitti. In tutte queste circostanze deve essere la carità di Cristo a spingervi nel vostro lavoro quotidiano». «Vale a dire», ha aggiunto, «il desiderio di portare ad altri aiuto materiale con l’amore e il cuore di Gesù, perché è in quell’amore che troveranno sollievo autentico e rispetto della loro dignità». Un messaggio chiaro per chi, alla Casa Bianca e dintorni, gioca a sostituirsi a Cristo in qualche meme, improvvisa lezioni di teologia e brandisce la Bibbia come fosse un randello. 

Il campione paralimpico Matteo Bonacina arrestato per abusi e stalking

L’atleta paralimpico Matteo Bonacina, arciere della Nazionale azzurra, è stato arrestato per abusi sessuali e stalking. Lo riporta Repubblica, spiegando che la procura di Roma ha aperto un’indagine su di lui partendo dalle denunce delle presunte vittime. Secondo le accuse, tra il 2019 e il 2024 avrebbe molestato cinque atlete e un’allenatrice. In occasione delle Paralimpiadi del 2024, avrebbe tentato di violentare una giovane azzurra dopo essersi introdotto nella sua camera. «Si è buttato verso di me con il fisico. Io gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva “Sul pulmino eri così bella, mi ecciti”», ha raccontato lei. Negli anni precedenti avrebbe inviato foto intime corredate da messaggi a sfondo sessuale e preteso da una collega Nazionale un perizoma rosso come portafortuna. Bonacina, 41 anni e campione di tiro con l’arco, è stato posto agli arresti domiciliari.

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema

Insieme a te non ci sto più, guardo le nuvole lassù… Il riformismo italiano è in cerca d’autore, di leadership, di direzione. Nel frattempo però si limita a togliere il disturbo. Dal Pd, tendenzialmente. Marianna Madia lunedì ha lasciato il partito di Elly Schlein, non una sorpresa a dire il vero. I riformisti delle chat riformiste aspettavano questo annuncio riformista da tempo. Questione di giorni, di mesi, di anni, ma alla fine l’ex ministra dei governi Renzi e Gentiloni si è congedata, ha spiegato che proseguirà la battaglia altrove, dentro Italia viva ma da indipendente (una definizione invero assurda, ma tant’è), per liberare l’Italia da Giorgia Meloni e i suoi. 

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Marianna Madia (Imagoeconomica).

I tentennamenti di Delrio e il futuro di Comunità Democratica

E ora? Ora potrebbero andarsene altri; quello di “indiziato speciale a lasciare il Pd” da qualche tempo è diventato una professione. Il primo che viene in mente è Graziano Delrio, che punterebbe a far crescere Comunità Democratica, l’associazione nata per dare sfogo e spazio ai cattolici del centrosinistra che non sanno che farsene dello schleinismo. Il passo in avanti potrebbe essere quello di dare vita a una Cosa Centrista, ma Delrio – pur molto presente nel dibattito pubblico, con le sue idee che non convergono con quelle della segreteria – ha fin qui sempre evitato di fare la mossa successiva, quella che conduce fuori dal partito. Forse perché fuori dalla chiesa democratica non v’è salvezza e anche il più scazzato fra i riformisti sa che lo spettro del 2 per cento è sempre in agguato.

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Graziano Delrio (Imagoeconomica).

La solita Pina nel fianco

Ma ci sono anche altri nomi che vengono in mente. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, quasi quotidianamente evidenzia i limiti della segreteria del Pd, in uno scontro continuo che come minimo le potrebbe costare l’esclusione dalle liste al prossimo giro. Anche lunedì ha sferzato il Nazareno, parlando all’Ansa, dopo l’uscita di Madia: «È un silenzio preoccupante e onestamente inspiegabile quello del Nazareno su una ferita dolorosissima per il Pd: l’addio di una delle fondatrici del partito, Marianna Madia. L’uscita di Madia non può essere derubricata a fatto personale, racconta un disagio che riguarda la natura del partito e per questo non meriterebbe affatto il silenzio come risposta». In fondo è lo stesso silenzio che viene riservato anche a Picierno, quando parla di Russia e viene attaccata dai filo putiniani eccetera eccetera.

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Pina Picierno (Imagoeconomica).

Gori pronto a un congresso che forse non ci sarà

Giorgio Gori, europarlamentare del Pd, sembra essere pronto a tutto, ha passato gli ultimi mesi a costruire un dialogo tra il Pd e quei mondi che l’attuale segreteria non sembra voler affatto presidiare (gli imprenditori). Pronto a tutto, persino a un congresso se ci dovesse mai essere, anche se lo stesso ex sindaco di Bergamo non pensa che effettivamente ci sarà; d’altronde l’unica competizione che Schlein stavolta condivide, avalla, accetta è una in cui non c’è partita. Una non-partita, insomma, che peraltro non danneggi troppi chi è appena passato – occhiali a goccia e bagagli – nelle file della maggioranza, vale a dire Stefano Bonaccini, il cui ruolo di presidente del Pd regge finché gli viene garantito lo spazio di alfiere riformista. Un ruolo su cui in diversi ex compagni di Energia Popolare, a cominciare da Lorenzo Guerini, hanno qualcosa da ridire. 

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Giorgio Gori (Imagoeconomica).

Il vero problema dei riformisti è la modalità del dissenso

Ma il problema più grosso dei riformisti, oggi, è la modalità di dissenso. Se ne vanno alla spicciolata, prima Elisabetta Gualmini (verso Azione), ora Madia (verso Italia viva), quasi per caso, a distanza di molte settimane, senza una prospettiva organica. Rompono ma non del tutto, perché rimangono comunque nell’alveo del campo largo, specie ora che Renzi è diventato il primo tifoso, novello portavoce, dell’alleanza di centrosinistra per provare a battere Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. Traslocano, semmai, senza fare troppi danni. Il rischio di questa spicciolata è che diventi sterile, non produca niente se non altro spaesamento, in attesa che le Politiche si compiano. La vittoria referendaria ha senz’altro rinvigorito Schlein, spingendo la notte più in là. Ma i riformisti sembrano ipotizzare che l’anno prossimo per Schlein, alle elezioni, quando non ci saranno (forse) magistrati a far campagna elettorale con l’opposizione, arriverà una secchiata d’acqua gelida. 

Il Pd e i riformisti in fuga: anatomia di una diaspora che non fa sistema
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Meloni e l’immagine in lingerie generata dall’IA: «I deepfake colpiscono tutti»

«Girano in questi giorni diverse mie foto false, generate con l’intelligenza artificiale e spacciate per vere da qualche solerte oppositore. Devo riconoscere che chi le ha realizzate, almeno nel caso in allegato, mi ha anche migliorata parecchio. Ma resta il fatto che, pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa». Lo ha scritto Giorgia Meloni sui social pubblicando un’immagine che la ritrae in lingerie, rintracciata online e generata con l’IA, precedentemente condivisa e criticata da un utente di Facebook, che l’aveva ritenuta reale. La premier ha poi aggiunto: «Il punto, però, va anche oltre me. I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no. Per questo una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque».

Borsa Italiana rinnova il cda, Testa confermato amministratore delegato

L’assemblea di Borsa Italiana, che ha come unico socio Euronext, ha rinnovato il consiglio di amministrazione, che ha poi confermato Fabrizio Testa come amministratore delegato e Claudia Parzani nel ruolo di presidente. Il rinnovo senza una procedura di valutazione e selezione è arrivato nonostante la contrarietà di Cassa depositi e prestiti, che si era rivolta alla Corte di Amsterdam contro la gestione delle nomine dei vertici da parte di Euronext, ottenendo però una sentenza sfavorevole.

Borsa Italiana rinnova il cda, Testa confermato amministratore delegato
Claudia Parzani (Imagoeconomica).

Il contenzioso tra Euronext e Cdp

Cdp, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (che ne detiene l’82,77 per cento del capitale), sostiene che la presentazione delle candidature per il cda di Borsa Italiana debba sempre avvenire previa procedura di valutazione e selezione dei candidati. Euronext, invece, sostiene che in base al Transaction Cooperation Agreement firmato nel 2020 assieme a Cdp e Intesa Sanpaolo, questo iter non sia previsto se i vertici vengono confermati. Oltre che alla Corte di Amsterdam, Cdp – azionista di Borsa Italiana – si è rivolta anche al Tribunale di Milano, vedendosi però respingere l’istanza presentata.

Rinnovati anche i vertici di MTS

Dopo il rinnovo, il board di Borsa Italiana oltre a Testa e Parzani ha confermato Gianluca Garbi come vicepresidente e Giorgio Modica (cfo del gruppo Euronext) consigliere con delega alla finanza. Il contenzioso tra Cassa Depositi e Prestiti e Euronext riguarda non solo Piazza Affari, anche il rinnovo dei vertici di MTS, che a sua volta si è riunito per confermare Maria Cannata presidente e Angelo Proni amministratore delegato.

Acea, Oddo Bhf assegna Outperform e target price di 27 euro per azione

Oddo Bhf, gruppo finanziario franco-tedesco con una forte presenza a livello europeo, ha pubblicato uno studio su Acea avviando la copertura sul titolo con la raccomandazione Outperform e il target price di 27 euro per azione (potenziale upside +21 per cento rispetto al prezzo del 30 aprile 2026). L’analista ritiene che Acea abbia completato con successo la trasformazione in operatore infrastrutturale quasi completamente regolato, con elevata visibilità sui flussi di cassa e un profilo di crescita in linea – se non superiore – a quello dei principali player regolati europei, a fronte di multipli ancora a sconto. Il broker evidenzia, in particolare, che con la cessione di Acea Energia, perfezionata ad aprile 2026, l’esposizione alle attività regolate è diventata quasi totale. Il 96 per cento dell’Ebitda deriva da attività regolate, disciplinate dai frameworks tariffari di Arera con un’elevata visibilità fino al 2029. L’elevato fabbisogno di investimenti – legato all’obsolescenza delle reti idriche e all’obiettivo di una maggiore elettrificazione – rappresenta un importante driver strutturale di crescita degli investimenti che sono riconosciuti in tariffa e sostengono l’aumento della Rab.

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta

Il Partito democratico ha chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di ex membri della Cia negli Election Operations Center di Meta, struttura attivata dall’azienda di Mark Zuckerberg in occasione delle varie tornate elettorali per monitorare contenuti, campagne e flussi informativi.

Meta ha attivato questo ufficio in occasione delle Europee del 2024

Meta, ad esempio, ha attivato questa struttura in occasione delle Europee del 2024, anche in Italia. Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti, annunciando un’interrogazione al Parlamento europeo, hanno chiesto: «È accettabile che i flussi informativi durante le elezioni europee possano essere influenzati da strutture opache gestite da piattaforme private, nelle quali operano figure con un passato nei servizi di intelligence di Paesi terzi?». Già nel corso del 2022 era emerso il massiccio impiego da parte di Meta di ex membri della Cia, della National Security Agency, dell’Fbi e di altre agenzie governative americane, tutti assunti dal colosso di Menlo Park con l’obiettivo di controllare le policy di gestione dei contenuti e garantire formalmente scrutini di sicurezza più elevati.

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta
Palazzo Berlaymont (Ansa).

I nomi degli ex agenti dell’intellicence negli Election Operations Center

Sono peraltro usciti i nomi di alcune figure con esperienze in ambiti di intelligence Usa, coinvolti negli Election Operations Center: Aaron Berman, Hagan Barnett, Bryan Weisbard e Mike Bradow. Il primo, in Meta dal 2019 dove guida il team globale che definisce le policy sulle elezioni, in passato ha lavorato per 15 anni nella Cia occupandosi di influenza e analisi delle campagne informative in grado di incidere sui processi politici. Barnett, che in Meta opera nell’area legata all’IA, è un ex contractor della Cia, con un passato anche al Dipartimento del Tesoro nel settore del controterrorismo. Anche Weisbard, che fino a poco tempo fa in Meta guidava la strategia sulla privacy e sull’uso dei dati, è stato nell’intelligence Usa, oltre che nel Dipartimento di Stato. Bradow, che in Meta si occupa di fact-checking, viene invece da Usaid, ovvero l’agenzia americana che fornisce assistenza allo sviluppo economico, aiuto umanitario e sostiene il settore dell’informazione in molti Paesi.

Economia circolare, Intesa Sanpaolo rinnova la partnership con Fondazione Ellen MacArthur

La partnership strategica tra Intesa Sanpaolo ed Ellen MacArthur Foundation, principale promotore a livello internazionale della transizione verso l’economia circolare, compie 10 anni e si rinnova con la firma di un nuovo contratto di collaborazione quadriennale. Intesa Sanpaolo Innovation center continuerà a coordinare la collaborazione in qualità di centro di competenza del Gruppo Intesa Sanpaolo sulla circular economy, leva strategica per orientare innovazione, investimenti e creazione di valore.

I modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese

Il modello economico-produttivo circolare slega lo sviluppo economico e sociale dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili ed è universalmente riconosciuto come fattore strategico di competitività industriale, sicurezza delle risorse e resilienza economica. La circular economy riduce la dipendenza da materie prime vergini e attenua l’esposizione agli shock dei prezzi delle commodity, un fattore che assume una rilevanza strategica in un contesto segnato da volatilità energetica e tensioni geopolitiche. Ricerche internazionali, tra cui quelle promosse da Intesa Sanpaolo Innovation center e dall’Università Bocconi, evidenziano come i modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese e al miglioramento del profilo rischio-rendimento degli investimenti. L’Unione europea ha riconosciuto l’economia circolare tra gli elementi chiave nelle politiche industriali e di sostenibilità e punta a diventare circular global leader entro il 2030.

Dal 2022 al 2025 Intesa ha erogato finanziamenti per 15,9 miliardi di euro a sostegno della circular economy

Intesa Sanpaolo è la prima banca al mondo a tradurre l’economia circolare in strumenti finanziari concreti. La collaborazione con Ellen MacArthur Foundation, di cui è il primo network financial services strategic partner dal 2016, ha contribuito alla definizione dei criteri di validazione nell’ambito delle linee di credito dedicate alla circular economy. Grazie a questi strumenti, nell’arco del Piano d’impresa 2022–2025, il Gruppo Intesa ha sostenuto la trasformazione dei modelli produttivi da lineari – basati sull’approccio take-make-waste (prendi-produci-spreca) – a circolari e quindi rigenerabili e rigenerativi del capitale naturale per definizione, erogando finanziamenti per 15,9 miliardi di euro, che si vanno ad aggiungere ai 7,7 miliardi di euro erogati nel Piano 2018-2021. Il nuovo Piano 2026-2029 conferma l’impegno sulla circular economy nel più ampio ambito del credito sostenibile, che sarà pari al 30 per cento delle nuove erogazioni a medio-lungo termine.

Il rinnovo dell’accordo rafforzerà il dialogo con regolatori e policy maker

La partnership con Ellen MacArthur Foundation ha consentito al Gruppo Intesa Sanpaolo di rafforzare relazioni strategiche con istituzioni europee e organizzazioni internazionali, contribuire al dibattito sulle politiche industriali e finanziarie nazionali ed europee e promuovere ecosistemi di innovazione e collaborazione tra imprese, startup, università e centri di ricerca per accelerare la transizione circolare. In 10 anni la collaborazione ha contribuito a integrare i principi della circular economy nel settore finanziario italiano ed internazionale. Il rinnovo dell’accordo coinvolgerà la banca in nuove iniziative a livello internazionale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con regolatori e policy maker italiani ed europei e contribuire al dibattito sull’attuazione del Circular economy act della Commissione europea e su altre iniziative normative. Intesa continuerà inoltre a promuovere attività di formazione e divulgazione sull’economia circolare a livello nazionale e internazionale, favorendo il dialogo e attivando iniziative concrete.

Hantavirus, sulla nave da crociera «possibile trasmissione da uomo a uomo»

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sospetta che sulla nave da crociera MV Hondius ci sia stata una trasmissione da uomo a uomo dell’hantavirus. L’imbarcazione, sulla quale si sono verificati tre decessi, batte bandiera dei Paesi Bassi e al momento è ancorata al largo delle coste di Capo Verde con a bordo circa 150 persone. Non è ancora chiaro quando e dove verrà fatta approdare.

Ci sarebbe stata una trasmissione interumana sulla nave

Considerata la durata del periodo di incubazione (che può variare da una a sei settimane), per l’Oms l’ipotesi più plausibile è che le infezioni che hanno dato origine al focolaio di hantavirus si siano verificate all’esterno della nave, durante il viaggio in Sud America dei primi due croceristi deceduti. Successivamente ci sarebbe stata una trasmissione interumana del patogeno all’interno della imbarcazione. Tutto questo dovrà essere confermato dalle indagini in corso. «Al 4 maggio 2026 sono stati identificati sette casi: due casi di Hantavirus confermati in laboratorio e cinque casi sospetti. Tra i sette casi ci sono tre decessi, un paziente in condizioni critiche e tre persone che hanno riportato sintomi lievi», si legge in una nota dell’Oms.

Cos’è l’hantavirus e come si trasmette: le cose da sapere

«Sebbene raro, l’hantavirus può essere trasmesso da persona a persona e causare gravi malattie respiratorie. Richiede un attento monitoraggio dei pazienti, un supporto adeguato e una gestione appropriata», spiega l’Oms. Si trasmette all’uomo attraverso roditori selvatici infetti, come topi o ratti, che eliminano il virus con la saliva, l’urina e le feci. Un morso, il contatto con questi roditori o con i loro escrementi, così come l’inalazione di polvere contaminata, possono causare l’infezione.

Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno

Riccardo Cocciante alla corte di Romana Liuzzo. «Cocciante ha attraversato il tempo e le generazioni senza smarrire autenticità e forza espressiva, trasformando la musica in racconto universale», ha detto la presidente della Fondazione Guido Carli, Romana Liuzzo, annunciando un riconoscimento all’interprete «tra i più intensi della scena italiana e internazionale, con milioni di dischi venduti, che ha dato forma a emozioni profonde, incidendo nell’immaginario collettivo con pagine indimenticabili come Poesia e Bella senz’anima, citandone solo due tra mille». È l’edizione numero 17 del Premio Carli, e andrà in scena nella sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, nel pomeriggio di venerdì 8 maggio, con la conduzione di Veronica Gentili. Inutile come ogni premio, anche questo prospera sull’industria della vanità, settore portante del Pil italiano. Alla stregua di tutte le industrie, una volta all’anno dovrebbe presentare un bilancio, giusto per avere un’idea di come vengono spesi i soldi degli sponsor, e soprattutto chi sono. Ma di bilancio, ahinoi, non c’è mai stata pubblica traccia. Dunque non possiamo nemmeno sapere se, come si sospetta, molti degli investitori sono anche “investiti”, cioè… premiati. Per la cronaca, i riconoscimenti di quest’anno vanno all’amministratore delegato di Armani Giuseppe Marsocci, al comandante generale dell’Arma dei carabinieri Salvatore Luongo, all’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, alla conduttrice Lorella Cuccarini, alla giornalista Francesca Fagnani, all’attrice Anna Ferzetti (quella del film La grazia di Paolo Sorrentino), con il cantante Leo Gassmann che porterà Naturale sul palco. Annunciati in platea giurati come Nico Acampora, fondatore di PizzAut, e Urbano Cairo, presidente di Rcs, oltre a un parterre di stelle e a parenti ed estimatori dei premiati…

Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno

La Cia unisce Schlein, Lollo e Paolo Mieli

Tutti a rapporto dalla Cia. Ma sono solo gli agricoltori, non le spie americane: giovedì 6 maggio a Roma nell’Auditorium Antonianum va in scena l’assemblea della Cia-Agricoltori italiani sul tema “Agricoltori custodi di territorio, custodi di futuro”. Parterre imperdibile: prima il videomessaggio della presidente del parlamento Ue Roberta Metsola, poi il collegamento con la vicepresidente Antonella Sberna, più i video del commissario Ue all’Agricoltura Christophe Hansen e di quello alla Salute e al Benessere animale Olivér Várhelyi, quindi ecco sul palco, in presenza, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, la segretaria nazionale del Pd Elly Schlein e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Previsti anche un monologo di Stefano Massini e tre focus tematici: “Radici” con Paolo Mieli; “Futuro” con Carlo Cottarelli; “Leadership” con Fabio Capello (che ripete da mesi, se non da anni, le stesse ricette stantie per salvare il derelitto calcio italiano, ma quello è un altro discorso). Una giornata davvero campale.

Bianca Berlinguer e il libro sulla Flotilla

Bianca Berlinguer che presenta un libro nella sala Berlinguer, quella intitolata al padre Enrico, è già una notizia. Ma oltretutto sarà bene far sapere al ministro della Giustizia Carlo Nordio che nella giornata di mercoledì, in quello spazio romano, tutto politico, del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera, in via degli Uffici del Vicario, “Bianchina” nei panni della moderatrice partecipa al battesimo del libro Flotilla, in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta di Arturo Scotto. E a dialogare con l’autore sono attesi padre Ibrahim Faltas, Roberto Speranza ed Elly Schlein. Scotto poi nei giorni successivi porterà in giro per l’Italia il suo libro dedicato alla Flotilla: per esempio, il 7 maggio andrà a Empoli, dove interverrà Ottavia Viti, assessora di Montespertoli, che con la Rete degli enti locali per i diritti del popolo palestinese ha partecipato alla missione in Cisgiordania a novembre 2025. Nordio, dopo aver perdonato Sigfrido Ranucci che si è cosparso il capo di cenere per quella notizia non ancora verificata sul caso Minetti e sul ministro, deve ancora decidere se fare un’azione contro Bianca Berlinguer e Mediaset, visto che proprio durante È sempre Cartabianca il conduttore di Report aveva pronunciato le frasi sull’Uruguay e i suoi dintorni…

Amato pensa anche al Mezzogiorno. E all’amico Reichlin

Per il libro Il Mezzogiorno del Formez, nella sede di Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, oltre a Gian Paolo Manzella, vicepresidente Svimez, ci sarà anche l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, in qualità di presidente dell’Istituto Reichlin. Un’antica amicizia, quella tra Amato e Alfredo Reichlin, tanto che il “dottor Sottile” aveva partecipato alle iniziative ideate dal Comune di Barletta e da UniCredit, con le giornate di studi dedicate a Reichlin e alla sua vita passata nel Pci. Che poi l’economista Lucrezia Reichlin è figlia di Alfredo e di Luciana Castellina, giornalista, parlamentare comunista e co-fondatrice de il manifesto

Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno

Alfano e D’Alema a Palazzo Grazioli

Sono stati insieme nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, Angelino Alfano e Massimo D’Alema, per parlare dei massimi sistemi universali, nel pomeriggio di lunedì 4 maggio. Alfano conosceva bene questi luoghi, frequentati ai tempi di Silvio Berlusconi. Certo, a uno come Angelino mancava il quid, sosteneva il Cavaliere pur di non consegnargli Forza Italia: e comunque lui rimane il recordman di permanenza al governo, cambiando ogni volta casella, anzi ministero.

Il ritorno del Premio Carli tra vanità e mancanza di bilancio: le pillole del giorno
Angelino Alfano e Massimo D’Alema assieme (foto L43).

Mps, Vivaldi dichiarato decaduto

Il consiglio di amministrazione di Mps, riunitosi sotto la presidenza di Cesare Bisoni, ha dichiarato Carlo Vivaldi decaduto dalla carica di consigliere in quanto ricopre, al contempo, l’incarico di consigliere di amministrazione di Banca Mediolanum. L’articolo 15 comma 1 dello Statuto prevede infatti l’immediata decadenza di coloro che siedano nel cda di una banca concorrente. Il posto di Vivaldi dovrebbe andare al primo dei non eletti nella lista dei cda, ovvero Gianluca Brancadoro. Se anche l’ex vicepresidente di Mps declinasse l’invito, la poltrona andrebbe di diritto ad Alessandro Caltagirone, secondogenito del costruttore romano.

Costituiti i comitati endoconsiliari

Il board ha poi deliberato di procedere alla costituzione dei comitati endoconsiliari, nominandone i relativi componenti:

  • Comitato Rischi e sostenibilità, formato da cinque membri: Carlo Corradini (presidente), Livia Amidani Aliberti, Antonella Centra, Paola De Martini e Massimo Di Carlo;
  • Comitato Remunerazione, formato da tre membri: Livia Amidani Aliberti (presidente), Antonella Centra e Paola Leoni Borali;
  • Comitato per le Operazioni con le parti correlate, formato da tre membri: Flavia Mazzarella (presidente), Patrizia Albano e Fabrizio Palermo;
  • Comitato IT e digitalizzazione, formato da tre membri: Paolo Boccardelli (presidente), Carlo Corradini e Paola Leoni Borali.

È stato inoltre integrato il Comitato Nomine, formato da cinque membri, con la nomina del consigliere Corrado Passera. Il Comitato Nomine risulta pertanto costituito da quest’ultimo e da Patrizia Albano (presidente), Massimo Di Carlo, Paola Leoni Borali e Flavia Mazzarella, nominati in data 23 aprile 2026. È stato, da ultimo, costituito l’organismo di vigilanza con compiti di presidio composto da due professionisti esterni, Romina Guglielmetti (presidente) e Gianluca Tognozzi, nonché dal consigliere Nicola Maione.

Biennale, l’Ue invia una seconda lettera contro la partecipazione della Russia

Continuano le polemiche intorno al padiglione russo alla Biennale di Venezia. A pochi giorni dall’apertura dell’esposizione – prevista il 9 maggio -, la Commissione europea ha inviato una seconda lettera alla Fondazione per condannare la decisione di far partecipare Mosca. L’ha confermato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, finlandese del Ppe, durante un punto stampa. «Posso confermare», ha detto, «che abbiamo inviato una seconda lettera alla Biennale di Venezia, sulla base di ulteriori prove». «Sono stata molto chiara nel condannare fermamente la decisione della Biennale di permettere alla Russia di partecipare alla mostra d’arte. Oltretutto apre ufficialmente sabato che, ironia della sorte, è la Giornata dell’Europa. E la Giornata dell’Europa dovrebbe essere un giorno per celebrare la pace, non un giorno in cui la Russia può brillare alla Biennale», ha aggiunto. «Se la violazione della sovvenzione da 2 milioni di euro verrà confermata, non esiteremo a sospenderla o revocarla, perché il denaro dei contribuenti europei dovrebbe salvaguardare i valori democratici e la diversità. E sappiamo bene che questi valori non sono rispettati nella Russia di oggi», ha concluso.

L’Ue chiede più dettagli per verificare il rispetto delle sanzioni

Nelle settimane precedenti, la Commissione Ue aveva avvisato il governo italiano dell’intenzione di bloccare i 2 milioni di euro che l’Europa dovrebbe erogare alla Biennale entro il 2028. In particolare, vuole sapere che tipo di controlli stiano facendo gli italiani per verificare il rispetto delle sanzioni internazionali contro la Russia. L’esecutivo aveva risposto che «allo stato attuale non appaiono emergere violazioni della normativa vigente» e «non si ravvisano elementi che possano consentire (…) di bloccare la partecipazione» di Mosca. Ma all’Ue non è bastato, motivo per cui ha inviato una seconda missiva per sollecitare più dettagli e capire che misure siano state prese. L’Italia ha una settimana per replicare. Prima ancora, l’11 maggio, scadrà invece il tempo a disposizione della Biennale per inviare in Europa la propria difesa e non perdere i 2 milioni di sovvenzioni.

Trump attacca ancora il papa: «Sta mettendo in pericolo molti cattolici»

Durante un’intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo Salem News Channel, Donald Trump è tornato a criticare duramente papa Leone XIV. «Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare», ha affermato il tycoon con un tempismo non proprio perfetto: il segretario di Stato Usa Marco Rubio sarà a Roma dal 6 all’8 maggio per un viaggio che ha tra gli obiettivi (non dichiarati) quello di ricucire i rapporti con la Santa Sede dopo lo scontro dialettico che si era verificato a Pasqua.

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Le tappe dello scontro tra The Donald e il pontefice

Indispettito dalla parole di Prevost contro la guerra all’Iran, Trump lo aveva definito «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera», aggiungendo che non sarebbe in Vaticano senza di lui alla Casa Bianca. Il pontefice aveva replicato di non aver paura dell’Amministrazione Trump, aggiungendo che avrebbe continuato a «parlare del Vangelo e quindi ad alta voce contro la guerra». Il presidente Usa a quel punto aveva rincarato la dose: «Qualcuno può per favore dire a papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42 mila manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile?». Al fianco del capo della Casa Bianca si era schierato il vicepresidente JD Vance, cattolico convertito (e pure ricevuto dal papa in Vaticano), il quale era arrivato a dire che «il papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia», aggiungendo poi: «Come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada? Non era forse dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento?». Successivamente, durante il suo viaggio apostolico in Africa, Leone XIV ha lanciato (senza citarlo) una frecciata a Trump: «Guai a coloro che manipolano la religione nel nome stesso di Dio per il loro guadagno militare, economico o politico, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia».

Trump attacca ancora il papa: «Sta mettendo in pericolo molti cattolici»
Papa Leone XIV (Imagoeconomica).

L’ambasciatore Usa: «Tra il papa e Rubio incontro franco»

«Le nazioni hanno dei disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico. Credo che il Segretario venga qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo». Lo ha detto a Reuters Brian Burch, ambasciatore americano presso la Santa Sede.

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Ipotesi di danno erariale: indagini sull’Arena Santa Giulia, costruita per le Olimpiadi invernali

La Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia sta indagando con un’istruttoria per ipotesi di danno erariale sull’Arena Santa Giulia, impianto sportivo polivalente di Milano che – inaugurato a gennaio – ha ospitato i tornei maschile e femminile di hockey su ghiaccio ai Giochi olimpici invernali e quello di hockey su slittino ai successivi Giochi paralimpici invernali. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti gli extra costi per la realizzazione dell’impianto, coperti da finanziamenti pubblici: il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza si è presentato negli uffici del Comune di Milano per acquisire le carte.

Ipotesi di danno erariale: indagini sull’Arena Santa Giulia, costruita per le Olimpiadi invernali
Il cantiere dell’Arena Santa Giulia (Imagoeconomica).

Eventim ha quantificato in 134 milioni di euro gli extra costi rispetto al budget iniziale

Eventim, la multinazionale proprietaria dell’arena (al momento ribattezzata Unipol Dome), aveva chiesto 134 milioni di euro di costi extra rispetto a quanto preventivato. Alla base del massiccio sforamento del budget il rincaro dei materiali da costruzione, l’aumento dei costi energetici e l’accelerazione per rispettare i tempi. Successivamente, un’analisi tecnica di MM e Amat aveva ridimensionato la cifra, quantificando in 53 milioni gli extra costi.