Hantavirus, non ha sintomi il 25enne in isolamento in Calabria

Il marittimo 25enne Federico Amaretti, che si trova in quarantena in Calabria per aver viaggiato sul volo KLM sul quale era stata per pochi minuti la passeggera olandese della MV Hondius poi deceduta, non ha sintomi riconducibili all’hantavirus. A smentire la notizia, riportata da alcune testate, sono stati lo stesso Amaretti e Giusy Caminiti, sindaca di Villa San Giovanni (Reggio Calabria), città dove risiede il giovane. «Federico non ha mai avuto sintomi riconducibili all’hantavirus; domani sarà sottoposto come gli altri italiani presenti su quel volo ad esami disposti in via precauzionale dal ministero della Salute e i campioni prelevati verranno trasferiti allo Spallanzani. Ci teniamo a rassicurare i nostri concittadini in merito all’allarmismo che si è creato», ha spiegato Caminiti. Campioni biologici verranno inviati allo Spallanzani di Roma: uan procedura questa, che riguarderà anche le altre persone in isolamento in Italia.

Negativo l’uomo in isolamento in Veneto

«È negativo il test della persona in isolamento» a Padova perché sullo stesso volo Johannesburg-Amsterdam della donna olandese morta poi di hantavirus. Lo ha riferito questa mattina Maria Rosaria Campitello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute: «Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze». L’uomo in quarantena in Veneto è un cittadino sudafricano. In Italia sono in tutto quattro le persone poste in isolamento: gli altri casi (asintomatici) in Toscana e Campania.

La circolare del ministero della Salute

Il ministero della Salute ha diffuso una circolare che prescrive una serie di comportamenti adatti a evitare il contagio e assegna compiti specifici a Regioni e aziende sanitarie. Il documento prevede una quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l’hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di «aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo sei ore» rispetto a un caso confermato di contagio. I contatti ad alto rischio dovrebbero «utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non usare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione». Vietati mezzi pubblici e voli commerciali. Per chi ha avuto contatti brevi o occasionali, è previsto l’automonitoraggio di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento e sintomi respiratori, sempre per 42 giorni. In caso di sintomi isolamento immediato e segnalazione alle autorità sanitarie per test e valutazione medica. Il rischio di diffusione dell’Hantavirus Andes in Italia, sottolinea il ministero della Salute, «è molto basso».

Salgono a nove i casi confermati

I casi confermati sono intanto saliti a nove. Agli otto già segnalati si è infatti aggiunto un crocerista spagnolo, risultato positivo al test per l’hantavirus cui è stato sottoposto all’arrivo ieri all’ospedale della Difesa Gomez Ulla di Madrid assieme ad altri 13 connazionali, tutti asintomatici al momento dello sbarco dalla nave. Il paziente è ritenuto «positivo in maniera provvisoria» in attesa dell’esito di un secondo test a cui sarà sottoposto nelle prossime ore, riferiscono fonti del ministero della Sanità.

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno

Genny è quasi magia. Sangiuliano pare essere riuscito nell’impresa di mettere d’accordo un centrodestra spaccato. Dopo l’affaire Boccia, l’addio forzato al ministero della Cultura, il ritorno al giornalismo come corrispondente Rai da Parigi e la seconda vita politica da consigliere regionale in Campania per Fratelli d’Italia, ora sul suo nome è arrivata la tanto agognata convergenza politica: farà il capo dell’opposizione in Campania, ruolo ereditato da Edmondo Cirielli, che dopo la sconfitta si è dimesso da consigliere regionale ed è tornato a fare il viceministro degli Esteri a tempo pieno. Alla fine anche Forza Italia si è convinta, come ha detto il segretario regionale degli azzurri, Fulvio Martusciello, dopo l’incontro alla Farnesina proprio con Cirielli: «C’è un accordo nazionale e intendiamo rispettarlo. Prendiamo atto dell’indicazione di Fratelli d’Italia». Non proprio un’adesione entusiasta. Anche perché i forzisti rivendicavano per loro questo ruolo e avevano già individuato il nome giusto, quello del consigliere Massimo Pelliccia, mister preferenze (17 mila): «Il capo dell’opposizione deve essere chi ha ricevuto più voti», aveva detto Martusciello. Poi evidentemente si è fatto convincere. La Lega, invece, si è schierata da subito con Sangiuliano. Alla fine tutti più o meno d’accordo, con qualche sorriso tirato. L’intesa era delicata anche perché ci sono da giocare le partite in programma tra fine maggio e inizio giugno ad Avellino e soprattutto a Salerno, dove Gherardo Maria Marenghi deve sfidare un pezzo da novanta come Vincenzo De Luca. L’obiettivo realistico? Puntare al ballottaggio. E non ci si poteva permettere di rimanere spaccati. Se al Sud le frizioni sono state superate, a Milano, con prospettiva 2027, su Maurizio Lupi ancora non c’è unità. Il leader di Noi Moderati è appoggiato da Ignazio La Russa, ma la Lega è contraria e Forza Italia resta divisa. Forse dovranno chiedere a Genny qualche consiglio per andare d’amore e d’accordo…

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno

Dalla prima lettera di Buttafuoco ad Avvenire

Ha fatto molto discutere la lettera vergata dal musulmano Pietrangelo Buttafuoco e apparsa in prima pagina sul quotidiano della Cei, Avvenire. I vescovi italiani sembrano aver fatto una scelta di campo, dando spazio al presidente della Biennale di Venezia: Buttafuoco, onoratissimo, in realtà ha risposto all’intervento di padre Antonio Spadaro, teologo e sicilianissimo come Pietrangelo (il religioso si chiama in realtà Antonino ed è di Messina), e ha gettato la bomba, incurante del pericolo. Ricordando che «alla Biennale Arte del 1997 viene attribuito il Leone d’oro a Marina Abramovic per la performance Balkan Baroque, ispirata alla tragedia della guerra dei Balcani, partecipante della mostra centrale curata dal compianto Germano Celant». E ancora: «Più di una volta abbiamo letto o sentito appelli rivolti alla “denazionalizzazione” della mostra, auspicando l’abbandono della formula ottocentesca che prevede le partecipazioni nazionali. Ma se la Biennale di Venezia ha assunto nel tempo e ancora riveste – come clamorosamente in questi mesi si è visto – un valore simbolico riconosciuto nel mondo, ciò lo si deve proprio alla dialettica poc’anzi ricordata fra le sue due componenti originarie, la mostra centrale e le mostre proposte dalle nazioni». Non una parola sul ministro della Cultura Alessandro Giuli, completamente assente nei ragionamenti di Buttafuoco. L’unico impegno del presidente della Biennale di Venezia era quello di applaudire il conterraneo padre Antonino Spadaro.

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa).

Melandri entra nella moschea

La grande moschea di Roma è vicina al Maxxi. La distanza è di poche centinaia di metri. Sarà anche per questo che Giovanna Melandri, già ministra dei Beni culturali, poi sempre in quota Partito democratico diventata presidente del Maxxi, nella giornata di mercoledì sarà nella moschea per il convegno “Architetture di pace” assieme ad Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia-Grande Moschea di Roma, Nader Akkad, imam della Grande Moschea di Roma e direttore generale del Dipartimento di Studi Islamici Cuirif e Paolo Cancelli, direttore sviluppo della Pontificia Università Antonianum e presidente Cuirif, per parlare di politiche urbane e scenari geopolitici, «ponendo al centro il ruolo delle città come piattaforme relazionali capaci di generare coesione, costruire pace e attivare nuove forme di cittadinanza». Vasto programma.

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Giovanna Melandri (foto Imagoeconomica).

Il riso non abbonda sulla bocca degli italiani

Il vicepresidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio, che voleva fare il ministro dell’Agricoltura al posto del meloniano Francesco Lollobrigida, “spara” sull’Europa che ha deciso di non tutelare il settore del riso dalle massicce importazioni di prodotto a dazio zero, in particolare da Myanmar e Cambogia. Per Centinaio, gli squilibri del mercato negli scambi commerciali tra i produttori di riso dell’Unione europea e quelli dei Paesi meno avanzati (Pma), stanno venendo al pettine: per il settore del riso, di cui l’Italia è primo produttore europeo con oltre il 50 per cento dei quantitativi, viene messa a rischio la tenuta delle imprese e dei territori rurali, visto che è sempre più complicato competere in un mercato globale così instabile. Non solo riso, comunque: Centinaio sottolinea che «il giorno dopo l’entrata in vigore provvisoria dell’accordo tra Ue e Mercosur, il Brasile ha fatto arrivare in Grecia tre tonnellate di carne di pollo che è risultata per l’80 per cento contaminata da salmonella. Per fortuna, almeno in questo caso, i controlli sono riusciti a bloccarla prima che arrivasse nei supermercati. Ma sarà sempre così?».

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Gian Marco Centinaio (Imagoeconomica).

Cazzullo nel mirino della Gialappa’s

GialappaShow su Tv8, dove protagonista è il mago Forest, ha messo nel mirino Aldo Cazzullo. Il giornalista del Corriere della sera e di La7 è stato “puntato” da Edoardo Ferrario, che ha creato un nuovo programma, Una giornata di merda. Anche Maurizio Crozza sul Nove aveva creato un personaggio terribile, sempre evocando Aldo Cazzullo, ma presto ha smesso di prenderlo in giro: lì era stata inventata Una ca**ata particolare. Peccato perché il pezzo dedicato a Paolo Petrecca, con Cazzullo che spiegava la carriera del giornalista Rai, era straordinario. E pure quello sulla nascita del Partito democratico, con Walter Veltroni sotto tiro: ma “Uolter” è sempre stato una preda amatissima da Crozza.

Ci sarà ancora la finta Toffanin?

Al GialappaShow la brava Brenda Lodigiani ha debuttato con un personaggio originale, Bereguarda, «una cantante un po’ naïf che si lamenta sempre delle sue sfortune sentimentali, e ha lo sguardo triste per non aver ancora raggiunto il successo tanto agognato». E poi eccola nei panni della finta Silvia Toffanin, protagonista delle nuove puntate di Vererrimo. Ma alcuni dicono che non durerà tanto, questo sketch, anche perché la famiglia è già all’attenzione del pubblico con Ubaldo Pantani nei panni di Pier Silvio Berlusconi.

A Chiocci non piace il calcio a “colazione”

“Un titolo vale più di un lungo articolo”, dice una massima del giornalismo: e al Tg1 diretto da Gian Marco Chiocci accade ogni giorno. Nella mattina di martedì 12 maggio ecco che il suo telegiornale spara “calcio a colazione di domenica”, una sintesi mirabile per condannare la scelta di giocare il derby Roma-Lazio il 17 maggio alle 12.30, quando di domenica, nella Capitale, i vip si sono appena alzati. Tra l’altro poi la prefettura ha spostato il match alla giornata di lunedì 18 maggio, ore 20.45, per la concomitanza con gli Internazionali Bnl d’Italia al Foro Italico. Che poi tutti con la primavera di solito a mezzogiorno vanno a un bel brunch negli alberghi di lusso con terrazza spettacolare. Pezzo impeccabile, quello del Tg1, ma quelle impronte digitali sul titolo…

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Gian Marco Chiocci (Imagoeconomica).

La7, Sardoni scivola sull’editore

«Ma che fa, mi scivola sull’editore?». Per Alessandra Sardoni è stato come cadere su una buccia di banana, appena iniziata la trasmissione su La7, Omnibus. Doveva trattare con i guanti bianchi il corrierista Goffredo Buccini, pronto a parlare del suo libro Tyrannis. Il secolo delle nuove autocrazie e l’ultima reazione democratica, ma Sardoni, dopo aver pronunciato il titolo, ha detto che è stato pubblicato «da Guanda». Orrore! Buccini subito l’ha corretta, dicendo «Neri Pozza», ma ormai la frittata era stata fatta. La prossima volta Buccini farà bene a pubblicare con Solferino, sempre sotto l’ombrello di Urbano Cairo, editore sia del Corriere della Sera sia di La7.

L’intesa della destra su Sangiuliano in Campania e le altre pillole del giorno
Goffredo Buccini (foto Imagoeconomica).

Corte Ue, Meta dovrà pagare gli editori per i contenuti online

Sì della Corte di giustizia europea all’equo compenso agli editori per l’utilizzo online dei contenuti giornalistici. La pronuncia è arrivata nella causa avviata da Meta contro l’Italia e, in particolare, i criteri delineati dall’Agcom per la corresponsione di un equo compenso per l’utilizzo digitale di contenuti editoriali. Per Meta la normativa italiana violava il quadro europeo relativo ai diritti degli editori nel mercato unico digitale. La Corte Ue era dunque stata incaricata di verificare la compatibilità della disciplina italiana con il diritto comunitario e ha espresso parere positivo. Ha infatti dichiarato che il diritto a un’equa remunerazione per gli editori è compatibile con il diritto dell’Unione, a condizione che la remunerazione costituisca il corrispettivo economico dell’autorizzazione all’utilizzo online delle loro pubblicazioni. Agli editori deve inoltre essere permesso il rifiuto dell’autorizzazione o, al contrario, la sua concessione a titolo gratuito.

Panetta eletto presidente della Banca dei regolamenti internazionali

Il consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) ha eletto come nuovo presidente Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia. Succederà all’omologo transalpino François Villeroy de Galhau, che aveva annunciato la decisione di lasciare la Banca di Francia.

Cos’è la Banca dei regolamenti internazionali

La Bri, fondata nel 1930 e con sede a Basilea in Svizzera, funge da “banca centrale delle banche centrali”, promuovendo la cooperazione tra 63 istituti nazionali. Il cda, che si riunisce regolarmente durante l’anno, è responsabile è responsabile della definizione degli orientamenti strategici e politici della Bri, della supervisione della sua gestione e dell’adempimento dei compiti specifici previsti dallo Statuto.

eBay respinge l’offerta di acquisizione da 56 miliardi dollari di GameStop

eBay ha respinto l’offerta di acquisizione da 56 miliardi di dollari da parte di GameStop, affermando che la proposta del ceo di GameStop Ryan Cohen «non è né credibile né attraente». eBay, i cui headquarters sono a San Jose, California, ha dichiarato che il consiglio di amministrazione e i consulenti indipendenti hanno esaminato attentamente la proposta di 125 dollari per azione e hanno deciso di respingerla, citando le prospettive di crescita dell’azienda di e-commerce come entità indipendente, l’incertezza relativa alla proposta di finanziamento di GameStop e la leva finanziaria, i rischi operativi e la struttura di leadership previsti per la nuova entità combinata. Analisti e investitori nutrivano dubbi sulla possibilità che l’offerta potesse andare a buon fine.

Migranti, l’Albania non estenderà oltre il 2030 l’accordo con l’Italia

L’Albania non estenderà l’accordo sull’immigrazione con l’Italia oltre il 2030. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Ferit Hoxha in un’intervista a Euractiv, spiegando che entro quella data l’Albania conta di essere membro dell’Unione europea e, dunque, non sarà più territorio extraterritoriale rispetto all’Ue. «Tutti hanno fatto lo stesso calcolo», ha aggiunto Hoxha riferendosi alla scadenza dell’intesa Roma-Tirana.

Migranti, l’Albania non estenderà oltre il 2030 l’accordo con l’Italia
Il ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha (Imagoeconomica).

La famiglia Agnelli crea una fondazione per restare socio di minoranza de La Stampa

La famiglia Agnelli ha creato una fondazione senza scopo di lucro per restare socio di minoranza con una quota del 20 per cento del quotidiano La Stampa, recentemente ceduto al gruppo Sae. Il nome scelto è Fondazione 9 febbraio 1867: un riferimento alla data di pubblicazione del primo numero della Gazzetta Piemontese, poi diventata La Stampa il 31 marzo 1895.

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La famiglia Agnelli crea una fondazione per restare socio di minoranza de La Stampa
La sede del gruppo Gedi a Torino (Ansa).

La quota di minoranza non implica responsabilità di gestione

La decisione, scrive l’Ansa, è emersa in occasione dell’incontro tra il nuovo editore Alberto Leonardis, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il presidente di Gedi Paolo Ceretti e le organizzazioni sindacali. La quota di minoranza non implicherà responsabilità di gestione: la famiglia Agnelli parteciperà però al nuovo progetto editoriale con due obiettivi: garantire l’identità e il posizionamento della testata e consolidare il rapporto col territorio.

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La famiglia Agnelli crea una fondazione per restare socio di minoranza de La Stampa
Alberto Leonardis (Imagoeconomica).

Lufthansa eserciterà un’opzione per salire al 90 per cento di Ita a giugno

Lufthansa ha fatto sapere che a giugno eserciterà un’opzione per acquisire un ulteriore 49 per cento di Ita Airways, portando la propria quota dal 41 al 90 per cento per un corrispettivo di 325 milioni di euro concordato al momento della firma dell’accordo con il Mef nel 2023. Il completamento dell’operazione è atteso nel primo trimestre del 2027, subordinato alle autorizzazioni regolamentari della Commissione europea e del Dipartimento di Giustizia americano. A seguito del closing, Ita sarà pienamente integrata nel Gruppo Lufthansa come quinta compagnia aerea di rete, sia sul piano organizzativo che finanziario. Il Mef manterrà inizialmente il restante 10 per cento, con possibilità per Lufthansa di acquisire anche questa tranche nel 2028.

Israele istituisce un tribunale militare speciale per i crimini del 7 ottobre

La Knesset, il Parlamento israeliano, ha approvato una legge per istituire un tribunale militare speciale incaricato di processare i 300 presunti terroristi palestinesi accusati di aver commesso atrocità il 7 ottobre 2023, con 93 voti a favore e nessuno contrario. In base al provvedimento, il tribunale potrà accusare gli aggressori di tutti i reati pertinenti, tra cui il genocidio. Coloro che venissero condannati per genocidio rischierebbero la pena di morte. La legge stabilisce inoltre che chiunque sia sospettato, accusato o condannato per i crimini del 7 ottobre non può essere rilasciato tramite accordi di liberazione dei detenuti. Tuttavia, l’attuazione del testo potrebbe essere ritardata da disaccordi tra i ministeri della Difesa e delle Finanze in merito ai costi previsti per l’istituzione del tribunale speciale.

Il ministro della Giustizia: «Uno dei momenti più importanti»

La legge è stata presentata congiuntamente dal deputato del partito Sionismo Religioso Simcha Rothman, della coalizione di governo e dalla deputata di Yisrael Beytenu Yulia Malinovsky dell’opposizione. Il ministro della Giustizia Yariv Levin ha definito l’approvazione della legge «uno dei momenti più importanti dell’attuale Knesset». «Si percepisce che stiamo facendo la cosa giusta trovando un modo per unirci in questo momento, anche se siamo alla vigilia delle elezioni e nonostante tutti i disaccordi esistenti», ha aggiunto.

Giuli sceglie Donato Luciano come nuovo capo della segreteria tecnica

Sarà il giudice contabile Donato Luciano, finora capo dell’ufficio legislativo del MiC, a prendere il posto di Emanuele Merlino, il capo della segreteria tecnica silurato dal ministro Alessandro Giuli. Lo riporta Il Foglio, sottolineando che Luciano è molto stimato al Quirinale.

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Giuli sceglie Donato Luciano come nuovo capo della segreteria tecnica
Alessandro Giuli (Imagoeconomica).

Chi è Luciano, che prenderà il posto di Merlino

Luciano era stato scelto come capo dell’ufficio legislativo del MiC a gennaio del 2024 dall’allora ministro Gennaro Sangiuliano: consigliere della Corte dei conti con funzioni di Vice Procuratore Generale, ricopriva già il ruolo di vice capo di gabinetto vicario del ministero. Avvocato nato a Potenza nel 1972, Luciano è anche giudice della Corte di Giustizia Tributaria di appello del Lazio, Presidente del Comitato di sorveglianza di grandi imprese in amministrazione straordinaria, Presidente del Collegio dei Revisori dei conti di Università e Componente della Cabina di Regia per il Codice dei Contratti pubblici.

Giuli sceglie Donato Luciano come nuovo capo della segreteria tecnica
Emanuele Merlino (Imagoeconomica).

Il futuro di Merlino e quello della capo di gabinetto

Per quanto riguarda Merlino – uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari – Repubblica riporta che inizialmente è stato valutato per lui un ruolo di coordinamento nel gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati. Difficile però liberare questa casella: possibile che gli venga assegnato anche un secondo incarico, che integri l’appannaggio nel gruppo a Montecitorio, ma c’è anche l’opzione di un “trasloco” ai vertici di un altro ministero. Il “salvataggio” di Merlino permetterebbe a Giuli di rimuovere anche la capo di gabinetto Valentina Gimignani, con cui non è mai entrato in sintonia.

Trump in Cina da Xi con 17 ceo di grandi aziende tra cui Musk e Cook

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato 17 dirigenti di grandi aziende americane ad accompagnarlo nel suo viaggio in Cina dove incontrerà il suo omologo cinese Xi Jinping e in cui spera di sbloccare una serie di accordi commerciali. Nella lista diffusa dalla Casa Bianca figurano rappresentanti di importanti realtà finanziarie, tecnologiche e aerospaziali tra cui Elon Musk (Tesla), Tim Cook (Apple), Kelly Ortberg (Boeing), David Solomon (Goldman Sachs), Stephen Schwarzman (Blackstone), Larry Fink (BlackRock), Jane Fraser (Citigroup), Dina Powell McCormick (Meta Platforms), Larry Culp (General Electric), Brian Sikes (Cargill), Chuck Robbins (Cisco Systems), Sanjay Mehrotra (Micron Technology), Cristiano Amon (Qualcomm), Ryan McInerney (Visa), Michael Miebach (Mastercard), Jacob Thaysen (Illumina) e Jim Anderson (Coherent). Un portavoce di Cisco ha detto alla Cnbc che l’ad Chuck Robbins era stato invitato dalla Casa Bianca a partecipare al viaggio ma non potrà essere presente a causa di altri impegni.

I grandi assenti

Secondo una fonte a conoscenza dei fatti, il gruppo non includerà Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, l’azienda di maggior valore al mondo e produttrice dei chip avanzati che alimentano il boom globale dell’intelligenza artificiale. La sua esclusione rappresenta una potenziale battuta d’arresto per la società nel suo tentativo di esportare i suoi processori per l’AI in Cina. Anche General Motors, Disney e Alphabet sono gruppi con interessi significativi a Pechino i cui top manager, tuttavia, non figurano nell’elenco. Trump arriverà in Cina mercoledì 13 maggio e il vertice con Xi Jinping si terrà tra giovedì 14 e venerdì 15. È il primo presidente americano a visitare Pechino in quasi 10 anni. È stato anche l’ultimo, nel novembre 2017, quando fu accolto nella Città Proibita con i canonici colpi di cannone.

Hantavirus: negativo l’uomo in isolamento a Padova, finita l’evacuazione della Hondius

La MV Hondius, dove si è sviluppato un focolaio di hantavirus, è ripartita dalle Canarie dopo aver fatto sbarcare tutti i passeggeri. A bordo rimangono solo 26 membri dell’equipaggio. La nave da crociera è diretta verso Rotterdam, nei Paesi Bassi: l’arrivo è previsto per domenica 17 maggio. Per quanto riguarda l’Italia https://www.lettera43.it/hantavirus-quarantena-quattro-persone-italia-come-stanno/, è arrivata la notizia della negatività del cittadino sudafricano in isolamento a Padova.

Negativo l’uomo in isolamento in Veneto

«È negativo il test della persona in isolamento» a Padova perché sullo stesso volo Johannesburg-Amsterdam della donna olandese morta poi di hantavirus. Lo ha riferito questa mattina Maria Rosaria Campitello, capo del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute: «Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze». L’uomo in quarantena in Veneto è un cittadino sudafricano. In Italia sono in tutto quattro le persone poste in isolamento: gli altri casi in Calabria, Toscana e Campania.

Hantavirus: negativo l’uomo in isolamento a Padova, finita l’evacuazione della Hondius
L’arrivo dei croceristi nei Paesi Bassi (Ansa).

Terminati i rimpatri dei croceristi

L’evacuazione della MV Hondius, come detto, è terminata. Gli ultimi due aerei che trasportavano passeggeri, membri dell’equipaggio e medici (in totale 28 persone) sono atterrati ieri sera a Eindhoven, nei Paesi Bassi, dove è stata disposta la quarantena anche per 12 dipendenti di un ospedale che ha in cura un positivo, a causa di errori di procedura nel trattare urina e sangue.

Salgono a nove i casi confermati

I casi confermati sono però saliti a nove. Agli otto già segnalati si è aggiunto un crocerista spagnolo, risultato positivo al test per l’hantavirus cui è stato sottoposto all’arrivo ieri all’ospedale della Difesa Gomez Ulla di Madrid assieme ad altri 13 connazionali, tutti asintomatici al momento dello sbarco dalla nave. Il paziente è ritenuto «positivo in maniera provvisoria» in attesa dell’esito di un secondo test a cui sarà sottoposto nelle prossime ore, riferiscono fonti del ministero della Sanità.

Hantavirus: negativo l’uomo in isolamento a Padova, finita l’evacuazione della Hondius
Un crocerista dopo lo sbarco a Tenerife (Ansa).

La circolare del ministero della Salute

Il ministero della Salute ha diffuso una circolare che prescrive una serie di comportamenti adatti a evitare il contagio e assegna compiti specifici a Regioni e aziende sanitarie. Il documento prevede una quarantena fiduciaria di sei settimane per i contatti ritenuti ad alto rischio di aver contratto l’hantavirus, non solo i passeggeri della nave da crociera ma quelli di «aerei seduti nella stessa fila, e entro due file in tutte le direzioni in un volo lungo sei ore» rispetto a un caso confermato di contagio. I contatti ad alto rischio dovrebbero «utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non usare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione». Vietati mezzi pubblici e voli commerciali. Per chi ha avuto contatti brevi o occasionali, è previsto l’automonitoraggio di febbre, mialgie, cefalea, affaticamento e sintomi respiratori, sempre per 42 giorni. In caso di sintomi isolamento immediato e segnalazione alle autorità sanitarie per test e valutazione medica. Il rischio di diffusione dell’Hantavirus Andes in Italia, sottolinea il ministero della Salute, «è molto basso».

Trump sta valutando di riprendere gli attacchi in Iran

Il presidente americano Donald Trump sta incontrando in queste ore la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l’Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate. Il tycoon sarebbe irritato dalla continua chiusura dello Stretto di Hormuz, dal rifiuto di Teheran di fare concessioni significative a Washington e dalle divisioni interne alla leadership iraniana che ostacolano i colloqui sulla questione nucleare. I funzionari del Pentagono sono divisi sui prossimi passi. Alcuni sono favorevoli a una maggiore pressione militare, compresi attacchi mirati, mentre altri preferiscono ancora perseguire la via diplomatica.

Teheran: «Se Usa tornano ad attaccare un’opzione è arricchire l’uranio al 90 per cento»

Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale e la politica estera iraniana, ha affermato che l’Iran potrebbe arricchire l’uranio fino al 90 per cento di purezza se il Paese subisse un altro attacco. «Ne discuteremo in parlamento», ha scritto su X. Mentre le centrali nucleari utilizzano uranio arricchito al 3-5 per cento, le armi nucleari richiedono in genere un arricchimento del 90 per cento.

Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi

The devil wears Zaia 2. Come per il celebre film che ha mostrato i segreti del mondo della moda al grande pubblico, anche in Veneto tutti gli occhi sono puntati sul più atteso sequel della storia degli ultimi anni. E se per Il diavolo veste Prada il tema resta l’industria fashion e quella dell’editoria, tra sfilate e giochi di potere, a Venezia e Treviso si parla ancora del destino del Doge. Dominus incontrastato della politica regionale dal 2010, Luca Zaia sta girando il secondo tempo della sua carriera, dettando temi e agenda a livello nazionale, malgrado lo stop alla sua rielezione imposto dalla coalizione di centrodestra. E nel ruolo che si è ritagliato, quello di presidente del Consiglio regionale veneto, sta ad Alberto Stefani come la 76enne global editor di Vogue Anna Wintour sta a Chloe Malle (40 anni), che dal 2025 l’ha sostituita alla guida dell’edizione americana della rivista.

Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Il segretario della Lega Matteo Salvini con Alberto Stefani e Luca Zaia (foto Ansa).

L’ex governatore è in prima fila a ogni taglio di nastro

Allo stesso modo di Wintour, che ha ispirato la figura di Miranda Priestly, protagonista del film, l’ex governatore è in prima fila a ogni taglio di nastro che si rispetti, pronto per la photo opportunity, a fare ombra al nuovo arrivato. Per le Olimpiadi invernali è arrivato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Cortina, e Zaia era lì prima di Stefani (in ritardo) a stringergli la mano. Sui giornali nazionali compare solo il Doge, con le sue mire a fare il referente del Nord per la Lega, i dissidi con Matteo Salvini e le strizzate d’occhio ai figli di Silvio Berlusconi su diritti civili e fine vita.

Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Luca Zaia con Alberto Stefani e il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini (foto Ansa).

L’autoinvito a colloquio da Marina Berlusconi

Dopo i giorni trascorsi al Vinitaly, Zaia ha fatto tappa anche al Salone del Mobile di Milano e ne ha approfittato per autoinvitarsi a colloquio dalla primogenita del Cav, Marina, che conosce dai tempi dei “caminetti” con Umberto Bossi, organizzati dal padre a Villa San Martino, ad Arcore. Congelati i rapporti con Giorgia Meloni dopo il boom di preferenze alle Regionali che ha “asciugato” Fratelli d’Italia, Zaia-prezzemolino dispensa consigli ai Berlusconi jr, preoccupati che Antonio Tajani possa soffiar loro il partito di mano, gonfiando tessere e organizzando congressi con candidati unici.

Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

Lui non è mica il sostituto del “ragazzetto”

I giornali danno enfasi alle mosse del Doge. Qualcuno pensa che voglia fare il leader di Forza Italia (c’è chi addirittura ricorda che Silvio aveva parlato di lui come possibile candidato premier). Ma la verità è che, coi suoi, Zaia si lamenta di Salvini che gli ha proposto di fare il vicesegretario al posto di Stefani. E lui ha rifiutato. Perché non è mica il sostituto del “ragazzetto”. Racconta, tra l’altro, che Matteo non lo può più vedere, quel “ragazzetto”. Poi, da quando Stefani ha postato solo foto del Vinitaly con Meloni e nessuna con lui, il segretario leghista non ne vuole più neanche sentir parlare, dice il Doge. E il racconto prosegue con altre lamentele sullo stato del partito in Veneto, con Stefani e Salvini che lo avrebbero circondato nominando commissario regionale Andrea Tomaello, consigliere della Lista Stefani.

Palazzo Balbi di nuovo nel mirino nel 2030?

Insomma, Zaia-Wintour ha il suo Met gala sui giornali, nelle foto con Mattarella e il suo podcast, Il fienile, realizzato con gli amici famosi conosciuti durante i 15 anni di governo di una Regione prospera. Ma poi, a osservarlo da vicino, è tutto veneto (proprio come nel famoso sketch coi Journalai sullo spritz che va fatto solo con prosecco e Aperol, entrambi prodotti veneti). E l’immagine rimanda all’intervista al New York Times in cui Wintour gela Malle, scuote la testa mentre quest’ultima parla, quindi sorride e la corregge. Ecco, non resta che attendere The devil wears Zaia 3, quando forse il Doge realizzerà il suo sogno e si ricandiderà di nuovo per Palazzo Balbi, nel 2030, soffiando la candidatura al “ragazzetto”, dopo il breve giro in parlamento al quale sarà costretto nel 2027 per far crescere il partito, in picchiata nei consensi a causa del leader che tanto critica, ma al cui volere quasi sempre si adegua.

Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
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Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi
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Zaia oscura Stefani, tra dissidi con Salvini e strizzate d’occhio ai Berlusconi

L’Ue approva sanzioni contro i coloni israeliani per le violenze in Cisgiordania

I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno trovato un accordo politico per sanzionare esponenti dei coloni israeliani che attaccano le comunità palestinesi in Cisgiordania: l’Ungheria di Péter Magyar, appena subentrato a Viktor Orban, ha tolto il veto contro le misure, sulle quali era necessaria l’unanimità. Si parla di congelamento dei beni in Europa e di divieto di ingresso nell’Ue. L’intesa era stata preannunciata da Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Ue, prima di una riunione dei ministri degli Esteri dei Ventisette. Adottati provvedimenti anche contro dirigenti di Hamas. Non è stata invece raggiunta l’intesa su eventuali dazi sui prodotti degli insediamenti illegali nei Territori occupati: manca ancora la necessaria maggioranza qualificata.

Tajani: «Importante passo avanti»

Le sanzioni che verranno comminate dall’Ue ad alcuni esponenti del movimento dei coloni che attaccano le comunità palestinesi in Cisgiordania sono «un importante passo avanti». Lo ha detto Antonio Tajani, aggiungendo che, per quanto riguarda gli aspetti commerciali, «arriverà una proposta della Commissione su possibili iniziative commerciali per sanzionare i coloni più violenti attraverso un blocco doganale dei loro prodotti».

«L’estremismo e la violenza comportano delle conseguenze», ha scritto Kallas su X.

La reazione di Israele: «Decisione arbitraria»

«Israele respinge fermamente la decisione di imporre sanzioni a cittadini e organizzazioni israeliane. L’Ue ha scelto in modo arbitrario a causa delle sue opinioni politiche e senza alcun fondamento», ha scritto su X il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, definendo inoltre «oltraggioso» il «paragone che l’Ue ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas, equivalenza morale completamente distorta». Ad aprile del 2024 erano stati sanzionati quattro coloni e due organizzazioni di estrema destra. In questo caso i coloni colpiti dovrebbero essere sette.

Profanò una statua della Madonna in Libano: tre settimane di carcere per un soldato dell’Idf

Le forze armate israeliane hanno condannato a 21 giorni di carcere il soldato che nel sud del Libano aveva profanato una statua della Madonna, mettendole una sigaretta in bocca. Il gesto, ripreso da un collega, era avvenuto nel villaggio di Debel e le immagini, venute alla luce e circolate sui social la settimana scorsa, avevano suscitato durissime polemiche. Anche perché, ancora prima, un soldato dell’Idf aveva profanato un crocifisso prendendolo a bastonare. Il militare che ha ripreso l’autore del vilipendio è stato condannato a 14 giorni di carcere.

L’Idf aveva affermato che «la condotta del soldato si discosta completamente dai valori che ci si aspetta» dal personale dell’esercito di Tel Aviv, aggiungendo: «A seguito di una prima verifica, l’immagine in questione è stata scattata diverse settimane fa». Le forze armate israeliane avevano poi preannunciato eventuali «provvedimenti disciplinari nei confronti del soldato». Il militare protagonista del precedente episodio di vilipendio e il collega che lo aveva ripreso erano stati rimossi dal servizio operativo e condannati a 30 giorni di carcere.

Merz spinge sulla svolta militare ma non convince i giovani tedeschi

La Germania sta vivendo la più profonda trasformazione militare dalla fine della Guerra fredda. Il conflitto in Ucraina ha ribaltato gli equilibri continentali e, sia con il governo passato di Olaf Scholz sia con quello attuale di Friedrich Merz, l’approccio tedesco è cambiato: dopo decenni di prudenza strategica, Berlino ha avviato una vasta riforma della Bundeswehr, cioè l’esercito, sotto il segno della Zeitenwende, la “svolta epocale” annunciata appunto da Scholz in seguito all’invasione russa del 2022. Merz, al governo dal 2025, ha assunto una postura ancora più aggressiva e si è posto l’obiettivo di creare entro il 2030 la più grande armata continentale: nella nuova strategia militare nazionale, resa nota alla fine di aprile, la Russia è considerata il nemico principale.

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Merz spinge sulla svolta militare ma non convince i giovani tedeschi
Friedrich Merz durante un’esercitazione delle forze armate tedesche (foto Ansa).

L’obiettivo: rafforzare la capacità difensiva entro il 2030

Al centro della nuova riforma della Bundeswehr ci sono tre obiettivi fondamentali: il riarmo, l’aumento del personale e l’accelerazione burocratica. Il volto di questa trasformazione è diventato il ministro della Difesa Boris Pistorius, che ha promosso una revisione strutturale dell’apparato militare, definendo le forze armate kriegstüchtig, cioè pronte a sostenere un conflitto ad alta intensità: l’obiettivo è rafforzare la capacità difensiva, anche in risposta alle richieste della Nato, prima del 2030, anno in cui secondo alcune analisi di intelligence occidentali potrebbe diventare possibile un attacco di Mosca a Berlino. Poco importa che nella realtà al Cremlino nessuno pensi davvero di marciare verso la Porta di Brandeburgo, che a questo ritmo si sposterebbe dal Donbass alla Sprea in circa un centinaio d’anni.

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Merz spinge sulla svolta militare ma non convince i giovani tedeschi
Il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius (foto Ansa).

Un terzo dei diciottenni maschi non ha risposto al questionario

I piani di Merz e Pistorius non paiono piacere nemmeno ai tedeschi stessi, visto che – secondo i sondaggi condotti in questi mesi – sostengono sì in astratto il rafforzamento della Bundeswehr, ma non mostrano certo entusiasmo nel scendere personalmente sul sentiero di guerra. L’ultimo dato rilevante in questa direzione è che circa un terzo dei diciottenni tedeschi maschi, chiamati a compilare il nuovo questionario sulla partecipazione al servizio di leva, non ha nemmeno risposto; mentre fra le ragazze, per le quali la partecipazione è volontaria, solo il tre per cento si è preso la briga di dare un segnale.

Merz spinge sulla svolta militare ma non convince i giovani tedeschi
Il cancelliere Friedrich Merz con i soldati tedeschi (foto Ansa).

Dall’inizio del 2026 il questionario della Bundeswehr è il primo passo della nuova riforma del servizio militare tedesco. Tutti i diciottenni ricevono una lettera dal governo con un link o Qr code per compilare un modulo online, dove vengono chieste informazioni su salute, forma fisica, studi, patente, competenze tecniche e disponibilità a svolgere un periodo di servizio militare o civile. Chi lo ignora può ricevere richiami amministrativi e multe.

Si vuole portare il numero dei soldati attivi a circa 260 mila unità

In teoria il governo vuole portare il numero dei soldati attivi a circa 260 mila unità, ma l’impresa non è facile, proprio perché i giovani tedeschi non sono particolarmente convinti che riarmo e leva obbligatoria siano la strada giusta che la Germania deve percorrere: secondo uno studio YouGov, il 55 per cento dei giovani tra 16 e 26 anni è contrario a un servizio obbligatorio, mentre solo il 38 per cento è favorevole; un’altra ricerca per Ndr Info ha mostrato un quadro ancora più netto, per cui tra i 18-29enni solo il 29 per cento sostiene il ritorno della Wehrpflicht, la leva obbligatoria, contro il 61 per cento che la respinge apertamente. Anche Greenpeace Germania, in un’indagine del 2025 tra giovani dai 16 ai 25 anni, ha rilevato una forte opposizione: il 57 per cento rifiuta la reintroduzione della coscrizione e il 61 per cento considera la misura una minaccia ai diritti individuali.

Merz spinge sulla svolta militare ma non convince i giovani tedeschi
Militari dell’esercito tedesco (foto Ansa).

Un cancelliere poco popolare va contro le nuove generazioni

A oltre tre anni dall’annuncio della Zeitenwende e dall’avvio della riforma della Bundeswehr, il bilancio a Berlino resta quindi ambiguo: la Germania ha aumentato drasticamente la spesa militare e ridefinito la propria strategia di sicurezza, ma la trasformazione concreta dell’esercito procede più lentamente delle ambizioni politiche. Merz, il cancelliere meno popolare della Germania riunificata, sta cercando di conciliare memoria storica, pressioni geopolitiche e nuove esigenze di difesa europea, andando però contro la grande maggioranza delle nuove generazioni. E rischiando spaccature interne che, unite ai molti problemi sul tappeto ancora irrisolti, mettono a rischio la stabilità del governo.

Giuli a Palazzo Chigi dopo il siluramento di Merlino e Proietti

All’indomani della decisione di cambiare i vertici del proprio staff, con i decreti di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del MiC e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, e per Elena Proietti, a capo della sua segreteria personale, Alessandro Giuli è stato ricevuto a Palazzo Chigi. Il ministro della Cultura è arrivato attorno alle 15:15, pochi minuti prima della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ed è rimasto nella sede del governo per circa un’ora.

Giuli a Palazzo Chigi dopo il siluramento di Merlino e Proietti
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Eurovision 2026, la guida: date, dove vederlo, scaletta, Paesi in gara e quando canta Sal Da Vinci

È tutto pronto a Vienna per l’Eurovision Song Contest 2026. La kermesse musicale, che verrà ospitata nella capitale austriaca per la terza volta (dopo le edizioni del 1967 e del 2015), quest’anno compie 70 anni. La città si è aggiudicata il diritto di organizzare il contest grazie alla vittoria di JJ nel 2025. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno presso la Wiener Stadthalle, una delle arene più importanti d’Europa. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su date, orari, Paesi in gara e canali dove vedere la competizione.

Eurovision Song Contest 2026: quando e dove vederlo

Il calendario segue il format tradizionale articolato in tre serate. La prima semifinale si terrà martedì 12 maggio 2026, la seconda semifinale giovedì 14 maggio 2026, mentre la finale è in programma per sabato 16 maggio 2026. Anche quest’anno la Rai
garantirà una copertura completa dell’evento. Le due semifinali saranno trasmesse in diretta alle 21 su Rai 2, mentre la finale andrà in onda su Rai 1 sempre in prima serata. Sarà inoltre possibile seguire tutte le serate in simulcast su RaiPlay, Rai Radio2 e RaiPlay Sound. La telecronaca italiana sarà affidata a Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini, mentre la conduzione internazionale a Victoria Swarovski e Michael Ostrowski.

Eurovision Song Contest 2026: i Paesi in gara

L’edizione 2026 vedrà la partecipazione di 35 Paesi, un numero inferiore rispetto agli anni precedenti. La riduzione è dovuta ai ritiri annunciati da Spagna, Irlanda, Islanda, Slovenia e Paesi Bassi, in dissenso con la decisione di non escludere Israele dalla competizione. Alla finale accederanno i 20 Paesi qualificati attraverso le due semifinali, ai quali si aggiungeranno i cinque membri storici del Big Five — Italia, Francia, Germania, Regno Unito — e l’Austria, qualificata automaticamente in quanto Paese ospitante.

Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della prima semifinale

Ecco l’elenco dei Paesi in gara durante la prima semifinale, con i rispettivi cantanti e titoli delle canzoni:

  • Moldavia, Satoshi con Viva, Moldova!
  • Svezia, Felicia con My System
  • Croazia, Lelek con Andromeda
  • Grecia, Akylas con Ferto
  • Portogallo, Bandidos do Cante con Rosa
  • Georgia, Bzikebi con On Replay
  • Finlandia, Linda Lampenius & Pete Parkkonen con Liekinheitin
  • Montenegro, Tamara Živković con Nova zora
  • Estonia, Vanilla Ninja con Too Epic to Be True
  • Israele, Noam Bettan con Michelle
  • Belgio, Essyla con Dancing on the Ice
  • Lituania, Lion Ceccah con Sólo quiero más
  • San Marino, Senhit feat. Boy George con Superstar
  • Polonia, Alicja con Pray
  • Serbia, Lavina con Kraj mene

Nel corso della serata si esibiranno anche due dei cinque artisti che sono di diritto in finale, ovvero Sal Da Vinci per l’Italia e Sarah Engels per la Germania.

Eurovision Song Contest 2026: la scaletta della seconda semifinale

Questi invece i Paesi che gareggeranno durante la seconda semifinale:

  • Bulgaria, Dara con Bangaranga
  • Azerbaigian, Jiva con Just Go
  • Romania, Alexandra Căpitănescu con Choke Me
  • Lussemburgo, Eva Marija con Mother Nature
  • Repubblica Ceca, Daniel Žižka con Crossroads
  • Armenia, Simón con Paloma rumba
  • Svizzera, Veronica Fusaro con Alice
  • Cipro, Antigoni con Jalla
  • Lettonia, Atvara con Ēnā
  • Danimarca, Søren Torpegaard Lund con Før vi går hjem
  • Australia, Delta Goodrem con Eclipse
  • Ucraina, Leléka con Ridnym
  • Albania, Alis con Nân
  • Malta, Aidan con Bella
  • Norvegia, Jonas Lovv con Ya Ya Ya

Si esibiranno poi i restanti tre artisti che sono di diritto in finale, ovvero Monroe (Francia), Cosmó (Austria) e Look Mum No Computer (Regno Unito).

Hantavirus, tutti i casi confermati Paese per Paese

Mentre sta per concludersi l’evacuazione della MV Hondius e in Italia quattro persone sono finite in isolamento, restano otto i casi confermati di hantavirus, contratti o trasmessi a bordo della nave da crociera, prossima a ripartire dalle Canarie verso i Paesi Bassi. Ad essi se ne aggiungono due definiti «probabili» dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tre le vittime, sei i Paesi coinvolti.

Paesi Bassi

Tra le vittime ci sono due olandesi, marito e moglie. L’uomo, 70 anni, ha manifestato i sintomi il 6 aprile ed è poi deceduto l’11 aprile: la sua salma è stata recuperata durante la sosta a Sant’Elena della MV Hondius dal 22 al 24 aprile. Visto che non stato effettuato alcun test per l’hantavirus, l’Oms parla di caso probabile. A Sant’Elena erano sbarcati diversi passeggeri: tra essi anche la vedova 69enne dell’uomo, che in seguito ha preso un aereo per il Sudafrica, per poi salire il 25 aprile su un volo KLM da da Johannesburg ad Amsterdam. Ma è stata fatta sbarcare dall’aereo prima del decollo a causa delle sue condizioni di salute: positiva all’hantavirus, è morta poi in ospedale lo stesso giorno. Il terzo caso olandese, confermato, riguarda il medico di bordo della MV Honidus, che ha manifestato i sintomi il 30 aprile. Il 6 maggio è stato evacuato nei Paesi Bassi dopo la sosta a Capo Verde. Le sue condizioni sono stabili.

Hantavirus, tutti i casi confermati Paese per Paese
L’aeroporto militare, dove sono atterrati i cittadini olandesi che erano a bordo della MV Hondius (Ansa).

Germania

La terza vittima dell’hantavirus è una donna tedesca, morta il 2 maggio a bordo della MV Hondius. Aveva la febbre dal 28 aprile e aveva sviluppato una polmonite: test effettuati nei Paesi Bassi hanno confermato l’infezione da hantavirus. La sua salma si trova ancora sulla nave da crociera.

Francia

In Francia sono state rimpatriate cinque passeggere: una di esse, ha fatto sapere la ministra della Salute Stephanie Rist, è risultata positiva all’hantavirus e «le sue condizioni sono peggiorate durante la notte». La donna aveva iniziato a manifestare sintomi durante il volo di rientro e, assieme agli altri quattro connazionali, è stata trasferita all’ospedale Bichat di Parigi.

Hantavirus, tutti i casi confermati Paese per Paese
L’ospedale Bichat di Parigi (Ansa).

Stati Uniti

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi umani degli Stati Uniti ha comunicato che uno dei 17 cittadini americani rimpatriati è risultato lievemente positivo al virus, ma in modo asintomatico, mentre un altro manifesta sintomi del contagio, ma per ora è negativo. Washington, a differenza di Parigi, ha spiegato che i cittadini statunitensi che erano a bordo della MV Hondius non saranno necessariamente sottoposti a quarantena.

Regno Unito

Sono due i cittadini britannici risultati positivi al virus, mentre un terzo è considerato un caso probabile. Il primo contagiato è stato evacuato il 27 aprile dall’isola di Ascensione al Sudafrica, dove è stato ricoverato in terapia intensiva. Il secondo, un membro dell’equipaggio, è stato invece evacuato da Capo Verde nei Paesi Bassi il 7 maggio: le sue condizioni sono stabili. Il caso probabile aveva lasciato la MV Hondius il 14 aprile, quando la nave si trovava nell’arcipelago di Tristan da Cunha.

Svizzera

Un altro contagiato è invece svizzero: l’uomo, sbarcato a Sant’Elena il 22 aprile, è tornato in patria il 27 via Sudafrica e Qatar. Ha iniziato a manifestare sintomi il primo maggio: curato in isolamento, è poi risultato positivo all’hantavirus.