Crisi energetica e guerra in Medio Oriente: torna lo spettro dell’austerity Anni 70
Magari non torneranno le carrozzelle, magari non ci saranno le domeniche a targhe alterne, ma la crisi mediorientale, la guerra all’Iran scatenata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz potrebbero far riprecipitare Italia ed Europa in un film già visto e che molti ricordano solo in bianco e nero: l’austerity degli Anni 70.

E allora mentre Bruxelles raccomanda meno voli e più smart working, perché le abitudini e le condizioni materiali di tutti sono cambiate, mentre alla mente di molti tornano i mesi di rigore del Covid e delle prime fasi della guerra in Ucraina, vale la pena sdrammatizzare e ricordarci come eravamo.

La guerra dello Yom Kippur e la fine del boom
Perché nel lento procedere dei corsi e ricorsi della storia, i più anziani hanno ancora in mente quando Giovanni Leone, allora Presidente della Repubblica, lasciò nel garage del Quirinale la Lancia Flaminia 335 e rispolverò una delle carrozze a cavallo della collezione Savoia. La guerra dello Yom Kippur, che vide Egitto e Siria attaccare Israele, portò un rincaro del greggio da parte dell’Opec e infine un vero e proprio embargo agli Stati che appoggiavano Tel Aviv.

Il prezzo del petrolio schizzò da tre a 12 dollari al barile, l’Olanda per prima e a seguire gli altri Stati occidentali adottarono misure di risparmio energetico. L’Italia si unì a loro e il governo Rumor, in una riunione notturna del 23 novembre 1973, varò il decreto legge 304, il decreto austerity, decidendo di vietare l’uso di auto, moto, barche e aerei privati nei giorni festivi e la domenica. «Stiamo entrando in un inverno difficile», spiegò Mariano Rumor in un messaggio tv alla nazione, «dove basta una lampada cerchiamo di non usarne due».
L’invasione delle biciclette per non rinunciare alle gite fuori porta
Nessuno venne escluso. Restarono a piedi presidente del Consiglio e ministri, presidente della Repubblica e nuovi ricchi. Strade e autostrade nei weekend si svuotarono, in un clima surreale dopo la sbornia dei consumi degli Anni 60. Solo mezzi pubblici, di soccorso, medici e parroci potevano circolare, per gli altri la multa era di un milione di lire.

Gli italiani, dopo una fase di stupore e irritazione, si arrangiarono come d’abitudine e si organizzarono col sorriso sulle labbra. Perché l’imperativo era uno solo: non rinunciare alle gite fuori porta a cui un popolo uscito dalla guerra si era abituato negli anni del boom. E così si inventarono le gite di gruppo con amici improvvisati, si ripescarono dalle cantine tandem, monopattini, carrozzelle, oltre 11 milioni di biciclette invasero le strade cittadine, quelle di campagna e quelle che portavano al mare.
L’invenzione di Domenica In per incollare gli italiani sul divano
Qualche anno più tardi, nel 1976, la Rai si inventò Domenica In, condotta da Corrado, per indurre le famiglie a restare in casa di pomeriggio e risparmiare le uscite. Nacque anche un nuovo modo di intendere il tempo libero e fu boom di palestre, stadi, parchi urbani. I ristoranti e i bar dovevano però chiudere a mezzanotte, mentre cinema, teatri e discoteche alle 23, Capodanno compreso, e i negozi alle 19. Si risparmiò sulle luminarie natalizie, sui lampioni accesi (solo uno su due), sulle insegne delle vetrine.
L’orario dell’unico tg anticipato per risparmiare
L’austerity cambiò anche i ritmi quotidiani delle famiglie. Per far anticipare i riti serali di cena e dopocena, la Rai cambiò l’orario del telegiornale, l’unico di quegli anni, spostandolo dalle 20.30 alle 20, ora a cui tutti siamo ormai abituati. I programmi terminavano alle 22.45. Enel e le altre imprese distributrici di elettricità ridussero la tensione del 6-7 per cento dalle 21 alle 7, limitando la possibilità di usare elettrodomestici nelle case. Dopo pochi mesi l’austerity vera e propria non fu più necessaria, a marzo l’embargo terminò, ma ormai i principali dati macroeconomici registravano un trend negativo e l’inflazione schizzò alle stelle, fino al 12,5 per cento.
La ripartenza a scapito del debito pubblico e l’inizio dei ‘favolosi’ Anni 80
Un anno dopo cominciarono le domeniche con targhe alterne. E piano piano tutto fu dimenticato, la tv si fece a colori, nacquero i computer, l’economia ripartì, anche se a scapito del debito pubblico, e cominciarono i vibranti e “favolosi” Anni 80. Oggi la vita di tutti i giorni è fatta anche di voli low cost, car sharing, smart woking, qualcosa potrebbe essere incentivato, qualcosa potrebbe cambiare, ma una cosa è certa: sarà ancora necessaria l’inventiva degli italiani per trovare nuove soluzioni per risparmiare energia.







































































































