Il gossip Berrettini-Musetti, gli amori di Sinner e tutti i bollori intorno al tennis

Dopo aver passato tutta l’estate a inseguire le indiscrezioni sullo stato di salute del ginocchio di Jannik Sinner, i tifosi di tennis stanno sollevando il sopracciglio per i gossip – indiscrezioni, voci, allusioni, ma nulla di confermato – che vedrebbero coinvolti Matteo Berrettini, la sua ex fidanzata Vanessa Bellini e Lorenzo Musetti, teoricamente accoppiato con Veronica Confalonieri, da cui ha già avuto due figli.

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A prescindere da quello che ci possa essere di vero o di falso nella storia di sussurrati tradimenti e rotture di amicizie, va tuttavia detto che nel circus del tennis questo genere di situazioni accade da sempre. E d’altronde è abbastanza comprensibile, visto che parliamo di un caravanserraglio di 300-400 persone che stanno sempre insieme e girano il mondo per tutto l’anno…

Senza andare troppo indietro, come non ricordare la campionessa Chris Evert, fidanzata col tennista Jimmy Connors e poi moglie dell’altro mago della racchetta John Lloyd. Oppure la clamorosa frequentazione di Guillermo Vilas con la principessa Carolina di Monaco, all’epoca fresca di divorzio da Philippe Junot. O, ancora, la cantante Loredana Bertè che soffia Adriano Panatta all’attrice Mita Medici, ma poi sposa Bjorn Borg.

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In tempi più recenti ecco Flavia Pennetta fidanzata del campione spagnolo Carlos Moya (metà Anni 2000), salvo poi scoprire i suoi tradimenti sfogliando una rivista di gossip e rompere la relazione, per legarsi successivamente al tennista italiano Potito Starace e, infine, fare famiglia con Fabio Fognini.

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Gli Anni 2000 sono anche quelli di Grigor Dimitrov con Maria Sharapova o di Ana Ivanovic in coppia fissa con Fernando Verdasco.

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Uno dei momenti più imbarazzanti nelle storie rosa sul circuito tennistico avvenne alla fine di un incontro tra lo svizzero Stan Wawrinka e l’esuberante australiano Nick Kyrgios. Wawrinka, in quei giorni, aveva ufficializzato sia la separazione dalla moglie sia l’inizio della sua relazione con la avvenente tennista croata Donna Vekic. Ebbene, Kyrgios, stringendo la mano a Stan al termine del match, pensò fosse una buona idea informare il tennista elvetico che «Donna Vekic è andata a letto con Thanasi Kokkinakis (altro tennista australiano, ndr), mi spiace ma dovevo dirtelo».

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E in effetti Kyrgios è sempre stato piuttosto informato su quanto accadesse tra tennisti sotto le lenzuola, essendo uno tra i più intraprendenti: famose le sue storie (quelle, almeno, conosciute) con Kristyna Pliskova e con Anna Kalinskaya (che poi si fidanzerà per qualche tempo proprio con Sinner).

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Kristyna Pliskova (foto Ansa).
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Anna Kalinskaya (foto Ansa).

Cuori infranti e popolo francese in lacrime per l’ultima vicenda rosa sul circuito, ossia il divorzio, dopo otto anni di relazione (poi matrimonio a luglio 2021 e la nascita di una figlia nell’ottobre 2022) tra il tennista francese Gael Monfils e la tennista ucraina Elina Svitolina. Una dolorosa rottura avvenuta a fine ottobre 2026, proprio quando Monfils, pronto al ritiro, avrebbe dovuto giocare i suoi ultimi incontri di addio da enfant du pays a Lione e a Parigi Bercy. E invece nulla, fiaccato dalla delusione.

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Gael Monfils con Elina Svitolina (foto Ansa).

Con chi fossero fidanzati Andreas Seppi, Filippo Volandri o Davide Sanguinetti, obiettivamente, non interessava nulla a nessuno. Ma appena il tennis italiano è tornato al centro delle cronache sportive, ecco che anche la parte più romantica è finita di nuovo sotto i riflettori.

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L’ambitissimo Matteo Berrettini ha avuto relazioni, per ricordarne solo alcune, con la tennista Ajla Tomljanovic, con la showgirl Melissa Satta, con la ex ballerina di Amici Vanessa Bellini (fino al mese di giugno del 2026) e attualmente pare essere impegnato con la dj e producer musicale Peggy Gou.

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Lorenzo Musetti, classe 2002, ha conosciuto Veronica Confalonieri nel 2020, a 18 anni. Nel 2024 e nel 2025 dalla relazione sono nati due figli. E questa estate, in base ai pettegolezzi, ci sarebbe stata qualche incrinatura nel rapporto. Piuttosto tranquillo pare Flavio Cobolli, pure lui classe 2002, che dal 2020 frequenta Matilde Galli.

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Flavio Cobolli e Matilde Galli.

Il più irrequieto di tutti, come già scritto in passato da Lettera43, è proprio Jannik “Il Peccatore” Sinner. Il classe 2001, pur gelosissimo della sua privacy, dal 2020 al 2025 è già svolazzato qua e là di fiore in fiore, con relazioni mai troppo lunghe. Quelle note sono almeno cinque. La prima è nata nel 2020, quando Sinner aveva 19 anni, con Maria Braccini, modella e influencer di Montevarchi. Tutto però è finito nel 2021. Nei mesi successivi Sinner è stato paparazzato con Laura Margesin, modella altoatesina. Il 2024 è stato l’anno della tennista russa Anna Kalinskaja (ex di Nick Kyrgios), a cui è seguita la modella russa Lara Leito e poi quella danese Laila Hasanovic. Ma, sempre secondo il gossip, anche quest’ultima relazione si sarebbe interrotta nell’estate 2026, per fare spazio a un corteggiamento alla modella Greta Galassi. E intanto il ginocchio non guarisce…

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Taxi, sciopero nazionale il 15 dicembre

Le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del settore taxi, riunitesi oggi a Firenze e già sul piede di guerra per il caro-carburanti, hanno proclamato uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 15 dicembre, accompagnato da una manifestazione a Roma, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà economiche e operative. Oltre allo sciopero, le sigle che rappresentano il comparto hanno annunciato tre manifestazioni: a Milano (11 novembre), Napoli (17 novembre) e Firenze (25 novembre).

Taxi, sciopero nazionale il 15 dicembre
Rifornimento di carburante per un taxi (Imagoeconomica).

I motivi dello sciopero: concorrenza sleale, prezzi ad asta e caro-carburanti

Il motivo dello sciopero risiede nella «totale inerzia del governo», spiegano i tassisti. «Il taxi è un servizio pubblico che si regge su pilastri tra loro integrati e coordinati al fine della tutela dell’utenza e del lavoro», si legge nel comunicato diffuso dopo la riunione da organizzazioni sindacali e associazioni di categoria: «Se questi pilastri vengono minati da un’inaccettabile concorrenza sleale di alcune piattaforme multinazionali e Ncc che violano le normative, da prezzi ad asta e pratiche di scelta dell’utenza, ed infine dall’esplosione dei costi di gestione, allora qualcuno ha deciso di favorirne la morte in favore di giganteschi interessi privati. Noi a tutto questo non ci stiamo». E poi: «Nonostante il preavviso di mobilitazione, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il ministero dell’Economia e delle Finanze, il ministero dell’Interno e il ministero delle Imprese e del Made in Italy non hanno fornito ad oggi alcun riscontro».

Manovra, salta l’ipotesi del taglio Irpef oltre i 50 mila euro

Sfuma per il momento l’ipotesi di inserire nella Manovra un taglio dell’Irpef per i redditi sopra i 50 mila euro. È quanto filtra da fonti della maggioranza, secondo cui la misura al momento non troverebbe posto nel testo del disegno di legge di bilancio atteso domani – mercoledì 28 ottobre – in Consiglio dei ministri, perché mancherebbero le coperture.

L’idea, inizialmente congelata, era tornata d’attualità

L’idea di un intervento era stata congelata nelle scorse settimane, ma poi era tornata d’attualità negli ultimi giorni, con l’ipotesi di estendere l’aliquota al 33 per cento almeno fino a 55 mila euro, per poi arrivare a 60 mila euro nel 2028. Una misura che potrebbe coinvolgere circa tre milioni di contribuenti, ma subordinata all’esito del negoziato con Bruxelles sulla flessibilità di bilancio. Dal vertice di maggioranza di ieri sera sarebbe però emerso un nuovo orientamento.

Un nuovo arrivo all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Movimenti dalle parti di via Goito. Lucilla Perrone, la fedelissima di Roberto Garofoli ai tempi in cui era capo di gabinetto al Mef, viene distaccata da Cassa Depositi e Prestiti dove ricopriva il ruolo Senior expert, Direzione relazioni esterne, comunicazione, arte e cultura per entrare in ACN, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale diretta da Andrea Quacivi, in carica dallo scorso giugno. Perrone lavorerà sotto il direttore della Comunicazione e Rapporti Istituzionali dell’Agenzia Marco Lodovico, con un passato in Anas.

Fakir, per i periti della Procura lo schiacciamento fu «concausa della morte»

La perizia medico-legale definitiva sul caso di Abderrahim Fakir, il 42enne marocchino deceduto il 19 luglio 2026 a Bologna durante un intervento di due agenti delle volanti della polizia, ha stabilito che lo schiacciamento e la compressione toracica in posizione prona sono stati una concausa della morte, assieme alla presenza di cocaina nell’organismo.

LEGGI ANCHE: La morte di Fakir, l’inadeguatezza dello Stato e l’avanzare della barbarie

Il fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo

La prima autopsia aveva evidenziato la presenza di sangue vivo nei polmoni e schiacciamento. La Procura ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, iscrivendo nel registro delle annotazioni preliminari i due agenti della polizia intervenuti nel fermo e i quattro soccorritori della Croce Rossa, tutti non formalmente indagati. I pm si riuniranno il 28 ottobre per stabilire come procedere nell’inchiesta: dovranno decidere se archiviare o formalizzare l’accusa di omicidio colposo per i due poliziotti responsabili del fermo e per i quattro soccorritori.

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole

Ratti, non parole! Dopo il gioco dell’Opa sul Fatto Quotidiano e una nuova intervista biascicata, questa volta in radio, a Rtl 102.5, un confuso Leonardino Maria Del Vecchio ha fatto una retromarcia. Anche se ormai era tardi. Consigliato finalmente da qualcuno (chissà se è stato il suo ufficio stampa oppure Fedez, che sembra curargli sempre di più la comunicazione), il rampollo ha cancellato il tweet in cui dava dei «ratti del giornalismo» a Marco Travaglio & co. Lo stesso Travaglio che lui «stima» (pensa cosa avrebbe detto se non l’avesse stimato) anche se «non ci devo andare fuori a cena», col quale però adesso si è messo in testa di voler fare «un confronto pubblico».

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
Il tweet cancellato da Del Vecchio.

A ogni modo, il post su X non ci sarà più, ma l’insulto riecheggia ancora. Tanto che qualcuno l’ha rispedito nella metà campo di Lmdv. «Non possiamo lasciare i giornali da soli in pasto ai ratti del capitalismo: quelli che possono approfittare della crisi dell’editoria per mettere le mani sulle testate compromettendone la linea editoriale nonostante le promesse e le parole di facciata», ha detto Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 stelle e già presidente della commissione di Vigilanza Rai. L’erede di Luxottica intanto ha dichiarato di voler chiudere tutte le cause contro i fratelli: «Basta guerre fratricide». L’unico a non salvarsi è Francesco Milleri: «Ha tradito il mandato di mio padre». Fino al prossimo dietrofront via social.

Vannacci al monastero, ma senza benedizione

Questa volta Roberto Vannacci e i suoi dovranno rinunciare alla benedizione. Nel pomeriggio di martedì 27 ottobre il coordinamento campano di Futuro Nazionale ha organizzato un evento nel complesso monumentale vincenziano di Napoli, con guest star Gianni Alemanno. Ma i religiosi si sono affrettati a prendere le distanze dagli arditi. Con tanto di nota ufficiale: «La nostra realtà non ha preso parte all’organizzazione dell’iniziativa, né ne condivide i contenuti o le finalità, contrariamente a quanto emerso da recenti comunicazioni che potrebbero accostarci al movimento politico». Insomma con i futuristi non vogliono avere nulla a che fare. «La concessione degli spazi», ricorda il comunicato, «è avvenuta secondo la prassi con cui il Complesso accoglie da anni iniziative culturali, civiche e associative nel cuore del Rione Sanità. Tale concessione non costituisce in alcun modo adesione, patrocinio o condivisione dei contenuti dell’evento, né dei suoi promotori. L’uso della denominazione “Monastero dei Vincenziani” nella comunicazione dell’iniziativa non implica alcun coinvolgimento della comunità religiosa». Tra l’altro, l’impegno sociale dei Padri Missionari Vincenziani «si fonda sulla dignità inviolabile di ogni persona, sull’accoglienza dello straniero e del migrante, sulla solidarietà verso chi è fragile, senza distinzione di origine, cultura o religione. Ogni visione che contrapponga le persone, escluda o selezioni chi è degno di essere accolto è lontana dal nostro modo di intendere la carità». E buona remigrazione a tutti.

Le priorità di Sangiuliano in Campania? Le donne col velo

La camorra? La crisi economica? Il divario Nord-Sud che continua ad ampliarsi? La disoccupazione? No: per Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura e coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Campania, il problema di Napoli sono le donne col burqa e col niqab. Non si sa dove siano, non si sa quante siano, ma Sangiuliano, uno che ha il fiuto politico di una volpe, ha deciso su quale argomento puntare per risollevare un partito che in Italia svetta al primo posto della classifica delle forze politiche, mentre a Napoli e in Campania langue. E così Genny ha organizzato un flash mob in Piazza Garibaldi contro le donne col volto coperto. «C’è stata una grande partecipazione», ha scritto l’ex ministro, che ha già prenotato un posto da capolista bloccato al Senato, «abbiamo unito due battaglie che Fratelli d’Italia porta avanti con decisione: quella contro il velo integrale nei luoghi pubblici e la riappropriazione di piazza Garibaldi che deve tornare a essere suolo della Repubblica italiana e non un’enclave afroislamica». La grande partecipazione dalle foto proprio non si vede. Si vede invece Sara Kelany, responsabile immigrazione del partito, arrivata da Roma a dar manforte a Sangiuliano. E si vede pure, sorriso e occhiali da sole, Marco Nonno, coordinatore cittadino di FdI a Napoli, con sul groppone una condanna definitiva a due anni di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale. Niente male, per un partito «sempre dalla parte delle forze dell’ordine»…

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
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La Russa contro Ponzani? Per lei c’è la Camera, da Fontana

Da una parte c’è il presidente del Senato Ignazio La Russa che annuncia la querela contro la storica Michela Ponzani, dall’altra c’è il leghista presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana che ospita la stessa Ponzani per la presentazione del libro Ventotene. Le radici della nostra libertà di Federico Fornaro, dialogando insieme ad Anna Ascani, Chiara Braga e Nicola Zingaretti. Ponzani è stata accolta con molta gioia dai parlamentari del Partito democratico, specie dopo il duello con La Russa su quanto accaduto nel 1973 per colpa delle dichiarazioni della professoressa nel corso di Otto e mezzo, la trasmissione di La7, in relazione alla morte dell’agente Antonio Marino.

Il tema dell’incontro alla Camera è stato proprio quel manifesto di Ventotene che già fece arrabbiare Giorgia Meloni, protagonista nel 2025, secondo Ascani, di un commento «sorprendente e scomposto». La vicepresidente della Camera ha parlato poi di «un’Europa federale e di pace», con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni protagonisti. Cosa ha detto invece Ponzani? «L’Italia è un Paese assai smemorato e smarrito», che spesso «ha molta difficoltà a fare i conti con il passato». Citazione (non di merito) pure per Silvio Berlusconi che nel 2003 aveva definito «le isole di relegazione come dei luoghi di villeggiatura, perché da lì si vedeva il mare».

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
Michela Ponzani (foto Imagoeconomica).

Porro cede a Cerno l’intervista a Messina

In tutte le agende era stato scritto che l’intervista al numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, sarebbe stata condotta da Nicola Porro. Ma qualcosa deve essere successo, perché alla fine chi è stato chiamato a porgere le domande al banchiere è stato il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, nello scenario di Palazzo Colonna, nel pomeriggio di martedì 27 ottobre. Che poi la mega kermesse romana, il “Forum Economico Moneta”, alla sua prima edizione e intitolata “Competere nel nuovo scenario globale”, era nata dalla mente di Osvaldo De Paolini, quando ancora si trovava al Giornale, prima di concludere in maniera burrascosa e improvvisa la sua avventura giornalistica con il gruppo Angelucci e tornare a lavorare per Francesco Gaetano Caltagirone alla guida del veneziano Il Gazzettino. I nomi dei partecipanti al forum, che ha il “cappello” di Ambrosetti, sono quelli di Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, e di una sfilza di amministratori delegati: Claudio Descalzi di Eni, Arrigo Giana di Aspi, Pasqualino Monti di Terna, Dario Scannapieco di Cdp, Agostino Scornajenchi di Snam, Gianpiero Strisciuglio del Gruppo Fs, Marco Troncone di Adr, Fabrizio Palermo di Acea, Flavio Cattaneo di Enel, Matteo Del Fante di Poste Italiane. Invitati anche Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, Emanuele Orsini, presidente Confindustria, Antonio Patuelli, presidente di Abi. Alla fine, ma non ditelo a nessuno, è in programma una cena di gala con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ma c’è una partita di calcio, allo stadio Olimpico, nella serata: la Roma gioca contro il Cagliari. Guarda caso non è previsto l’arrivo del numero uno di Unipol, il cagliaritano Carlo Cimbri.

I ratti cancellati da Del Vecchio, il flash mob anti-burqa di Sangiuliano e le altre pillole
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Del Vecchio propone a Travaglio un confronto pubblico sul Fatto

Leonardo Maria Del Vecchio conferma e rilancia il proprio interesse per il Fatto Quotidiano, proponendo al direttore Marco Travaglio un confronto pubblico sulle prospettive della testata. «Nel contesto che preferisce, per parlare di piani industriali e avere l’opportunità di chiarire la mia posizione in merito all’offerta d’acquisto», ha scritto su X.

L’annuncio arriva dopo che il cda della sua società di investimento personale, la LMDV, ha annunciato di aver autorizzato un’attività di due diligence sulla Seif, società editrice del giornale, per promuovere successivamente un’offerta per l’acquisto. La due diligence è l’analisi preliminare sulla situazione economica e finanziaria di una società che si vuole acquisire, per verificare i suoi conti e prospettive. Nel comunicato, LMDV ha spiegato che in questo caso intende svolgere «analisi più approfondite» per valutare «il fabbisogno operativo e di cassa di Seif nei prossimi 24 mesi» e verificare se la società, come risulta da alcune stime preliminari fatte sulla base di documenti pubblici, «necessiti di un apporto di ulteriori mezzi finanziari non superiore a 4 milioni di euro, per supportarne la continuità aziendale ed editoriale». Se il fabbisogno del Fatto non superasse effettivamente i 4 milioni e la due diligence avesse un esito positivo, verrebbe avviata un’opa.

Salvini apre a Garavaglia nella segreteria della Lega

«Se Massimo Garavaglia è d’accordo, entrerà in segreteria. Lui si è esposto, al contrario di altri che hanno parlato per mesi e che poi alla fine non si sono esposti». Lo dice Matteo Salvini nel libro di Bruno Vespa Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, in uscita lunedì 2 novembre. Al congresso straordinario della Lega Salvini è stato riconfermato segretario con i voti di 465 delegati su un totale di 619 registrati (su 705 aventi diritto): il 76 per cento dei votanti. Circa il 24 per cento (146 voti) è andato appunto allo sfidante Garavaglia, ex ministro del Turismo e senatore del Carroccio, sostenuto dai malpancisti del Nord.

Salvini apre a Garavaglia nella segreteria della Lega
Massimo Garavaglia e Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Salvini: «Farò una segreteria territorialmente equilibrata»

Il congresso ha certificato l’addio alla dicitura ‘Salvini premier’ nel simbolo e l’esistenza della prima minoranza interna, così come la nascita della segreteria politica della Lega, tramite un emendamento allo statuto che ha ricevuto l’ok per acclamazione. Massimo nove membri, nominati e revocati dal segretario federale (fino al 2030 Salvini), che dovranno essere espressione dei livelli nazionale, regionale e locale. «Farò una segreteria territorialmente equilibrata con almeno un sindaco e almeno il rappresentante di una Regione. Poi, come sempre avvenuto nella storia della Lega, chi ha preso un voto in più decide, sempre ascoltando tutti gli altri», ha spiegato Salvini.

Vittorio Sgarbi trasferito in terapia sub-intensiva

Vittorio Sgarbi è uscito dalla terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, dove è stato ricoverato il 30 settembre a causa di una grave crisi respiratoria. Come riporta l’Adnkronos Salute, il 74enne critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura è stato trasferito nel reparto di terapia sub-intensiva. I medici hanno rilevato un miglioramento della funzione respiratoria, anche se permane la tracheostomia che era stata praticata nelle scorse settimane. Sgarbi inizierà la riabilitazione respiratoria.

Banco Bpm diserta l’assemblea di Monte dei Paschi di Siena

Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm, prendendo «preso atto dei vincoli legali connessi alla posizione di socio di Monte dei Paschi di Siena e al relativo conflitto di interesse», ritiene «opportuno» non partecipare all’assemblea di Mps in programma il 29 ottobre». Lo ha reso noto un portavoce dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna. Secondo quanto filtra da fonti finanziarie, la decisione è stata presa all’unanimità.

LEGGI ANCHE: Lovaglio, Mps e quella metafora calcistica che proprio non regge

Banco Bpm detiene il 3,7 per cento di Mps

Banco Bpm da un lato possiede circa il 3,7 per cento del capitale di Mps, dall’altro è oggetto di una delle due offerte pubbliche di scambio (l’altra è su Banca Generali) annunciate da Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Rocca Salimbeni. Il board di Piazza Meda – dove si rafforza l’ipotesi di un merger con Crédit Agricole – era chiamato a stabilire quale posizione assumere sulle proposte presentate da Lovaglio (dunque anche sulla fusione con Mediobanca) e stava valutando due possibilità: astenersi oppure non partecipare all’assemblea. Alla fine ha prevalso la seconda.

Attacchi hacker alla Camera, prese di mira caselle mail

I sistemi informatici della Camera hanno subito un attacco hacker che ha coinvolto anche le caselle postali di numerosi parlamentari, tra cui quella da deputata di Giorgia Meloni. Un’operazione che ha riguardato tutto il sistema ma comunque tenuta sotto controllo dai tecnici della Camera. In particolare, per quanto riguarda la casella della premier, fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che non è quella che viene utilizzata dalla presidente del Consiglio per le comunicazioni di governo. Da Montecitorio alcune fonti hanno comunicato che «si tratta di una questione che non ha carattere di emergenza e che si presenta quotidianamente». Le stesse hanno evidenziato che sono state messe in campo tutte le misure di protezione, anche in collaborazione con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale con cui è attivo un protocollo specifico. Le misure possono prevedere anche la temporanea disattivazione di alcune funzionalità dei sistemi informatici, secondo prassi. Da alcuni giorni si sono intensificati analoghi tentativi di attacco e pressioni sui sistemi informatici anche verso altre istituzioni nazionali, europee e internazionali.

I leader di Finlandia e Norvegia sentono Putin: i temi sul tavolo

Il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Store hanno avuto una conversazione telefonica con Vladimir Putin. Lo ha fatto sapere Helsinki, spiegando che la chiamata, «legata al prossimo round di colloqui previsto ad Abu Dhabi», ha avuto l’obiettivo di portare un messaggio diretto allo zar in relazione ai futuri negoziati sull’Ucraina. Stub e Store, ha precisato la presidenza finlandese, hanno parlato «in veste di leader dei rispettivi Paesi e non a nome dell’Europa». Stubb e Store, assieme al presidente ceco Petr Pavel, alla premier danese Mette Frederiksen e a Giorgia Meloni, figurano tra i possibili negoziatori che secondo il Telegraph sarebbero in lizza per confrontarsi con Putin a nome dell’Europa nei colloqui volti a porre fine alla guerra in Ucraina.

I leader di Finlandia e Norvegia sentono Putin: i temi sul tavolo
Vladimir Putin (Ansa).

Di cosa hanno discusso Stubb e Store con Putin

La conversazione è stata definita «franca e utile». Della telefonata ha riferito anche Mosca: nel corso della conversazione con i leader di Finlandia e Norvegia, Putin ha valutato la situazione attuale nella zona di conflitto in Ucraina «ricordandone le cause profonde», ha dichiarato l’ufficio stampa del Cremlino, aggiungendo che secondo lo zar «una pace giusta e duratura è possibile solo se si tiene conto degli interessi della Russia». Putin, viene spiegato, ha anche discusso con le controparti delle garanzie di sicurezza nel Mar Baltico e nell’Europa settentrionale. I tre leader hanno ribadito l’importanza di sostenere il diritto marittimo internazionale e il principio della libertà di navigazione. Dopo la conversazione con Putin, Stubb e Store hanno parlato al telefono anche col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha fatto sapere Kyiv.

I leader di Finlandia e Norvegia sentono Putin: i temi sul tavolo
Alexander Stubb, Volodymyr Zelensky e Jonas Gahr Store (Ansa).

Scontri a Milano, Youssef Siher non risponde al gip

Youssef Siher, il creatore dei canali social del Movimento 17 ottobre, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio con la gip Tiziana Landoni nel carcere milanese di San Vittore. Il ricercatore 30enne, legato sia a gruppi ProPal che all’antagonismo milanese, è stato fermato il 24 ottobre per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, perché ritenuto l’amministratore degli account del Movimento 17 ottobre da lui creati subito dopo la guerriglia urbana in pieno centro a Milano. Dopo l’udienza, la gip dovrà decidere sulla richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere avanzata dal procuratore Marcello Viola e dalla pm Francesca Crupi.

Elezioni in Israele per il rinnovo della Knesset: le cose da sapere

Israele al voto per il rinnovo della Knesset e per definire il prossimo governo. Chiamati al voto circa 7,3 milioni di cittadini: sono 36 le liste che si contendono i 120 seggi del parlamento monocamerale dello Stato ebraico, ma solo 13 vengono rilevati nei sondaggi perché in grado di superare la soglia di sbarramento del 3,25 per cento. Atteso un testa a testa tra il premier uscente Benjamin Netanyahu, che si gioca il futuro politico dopo tre anni di guerra, e lo sfidante Gadi Eisenkot. Le cose da sapere su questa importante tornata elettorale, la prima nel Paese dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Elezioni in Israele per il rinnovo della Knesset: le cose da sapere
Benjamin Netanyahu contro Gadi Eisenkot (Ansa).

Seggi aperti dalle 7 alle 22, con qualche eccezione

Il voto è iniziato alle ore 7 locali (le 6 in Italia) e terminerà alle 22 (le 21 da noi). Nelle piccole località con un massimo di 350 elettori, i seggi rimarranno però aperti meno a lungo: dalle 8 alle 20. Lo stesso orario si applica ad alcuni seggi speciali come ospedali, case di riposo e carceri.

Elezioni in Israele per il rinnovo della Knesset: le cose da sapere
Voto in Israele (Ansa).

Il testa a testa previstio dai sondaggi

Gli ultimi sondaggi diffusi prima dell’apertura dei seggi indicano un testa a testa tra lo schieramento del primo ministro Netanyahu (leader di Likud) e il blocco dell’opposizione guidato da Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle IDF, oggi presidente del partito Yashar. Secondo le previsioni, nessuna delle due coalizioni (rispettivamente di estrema destra e destra) sarebbe in grado di raggiungere la maggioranza di 61 seggi alla Knesset. Potrebbe quindi essere decisivo il terzo blocco, quello formato dai partiti arabi. Attesa un’affluenza particolarmente alta: i sondaggisti rilevano che il 74 per cento della popolazione ha espresso la volontà di andare a votare.

Elezioni in Israele per il rinnovo della Knesset: le cose da sapere
Voto in Israele (Ansa).

Subito gli exit poll, poi l’attesa per i risultati definitivi

In Israele vige un sistema proporzionale puro a collegio unico. I primi exit poll verranno pubblicati immediatamente con la chiusura delle urne. I risultati finali saranno però ufficializzati solo otto giorni dopo il voto, ovvero il 4 novembre. Questo perché il conteggio delle “buste doppie” (ossia di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, come soldati, diplomatici, persone ospedalizzate) richiede più tempo.

Le tensioni e il ruolo dei partiti arabi

Le elezioni si svolgono in un clima di tensione: il partito Haredi Public, ad esempio, ha denunciato alla polizia che i suoi attivisti hanno subito aggressioni e che i gazebo allestiti fuori dai seggi sono stati oggetto di atti di vandalismo nelle città ultraortodosse di Bnei Brak, Beit Shemesh e Beitar Illit. Non solo: le forze di sicurezza israeliane hanno imposto un rigido cordone attorno alla Cisgiordania. In un video girato nell’insediamento dei coloni di Peduel, Netanyahu ha ribadito il suo slogan elettorale secondo cui «il vero tema di queste elezioni è o la destra o la Palestina», affermando poi che il suo principale rivale Eisenkot avrà bisogno del sostegno dei partiti arabi per governare. Il blocco di destra, tuttavia, ha escluso qualsiasi alleanza con qualsiasi formazione guidata da cittadini arabi.

L’aumento di Unipol per Mps sottoscritto al 98,4 per cento

Si è concluso con successo il periodo di offerta in opzione dell’aumento di capitale di Unipol finalizzato all’acquisto degli sportelli di Mps, con la sottoscrizione del 98,42 per cento del totale delle azioni offerte, per un ammontare complessivo di 2,46 miliardi di euro. I diritti di opzione non esercitati, si legge in una nota, saranno offerti in Borsa il 28 e il 29 ottobre 2026, salvo chiusura anticipata dell’asta. Restano inoptate solo 1,92 milioni di azioni, per un valore di circa 39,45 milioni di euro. L’operazione, deliberata il 7 ottobre dal consiglio di amministrazione della compagnia, è finalizzata all’acquisto da Intesa Sanpaolo di 635 filiali di Mps in caso di successo dell’opas sulla banca di Siena. Filiali che saranno poi trasferite a Bper, con Unipol che vedrà crescere la sua partecipazione nel polo bancario. I principali azionisti – il patto delle cooperative guidato da Coop Alleanza 3.0 – titolari complessivamente del 50,27 per cento del capitale, hanno rispettato integralmente gli impegni di sottoscrizione.

Ucraina: scatta la tregua a Oleshky, nuovi raid russi su Kyiv

È entrata in vigore alle ore 2 italiane (le 3 locali) la tregua tra Ucraina e Russia volta a consentire l’accesso degli aiuti umanitari alla città di Oleshky, cittadina sulla riva meridionale del fiume Dnipro nella regione di Kherson occupata dalle forze di Mosca. L’annuncio del cessate il fuoco temporaneo era stato dato dalla Casa Bianca, che aveva attribuito il merito alla first lady Melania Trump.

Missili russi su Kyiv e Kharkiv

Non si fermano però gli attacchi russi nel resto del Paese. Missili balistici russi hanno colpito il complesso universitario di Kyiv e l’area circostante: un morto e otto feriti. Le bombe di Mosca, ha spiegato il sindaco Vitaliy Klitschko, hanno danneggiato «edifici residenziali pluripiano e privati, strutture sanitarie, una stazione della metropolitana, un dormitorio universitario, un centro commerciale, un edificio amministrativo, tram e automobili», così come il ponte Pivdennyi sul fiume Dnipro. La Russia ha inoltre lanciato attacchi nella notte su Kharkiv, uccidendo due persone.

Brasile, il partito di Bolsonaro riconosce la vittoria di Lula (ma lui no)

Il Partito liberale del Brasile ha riconosciuto i risultati delle elezioni presidenziali che hanno visto la vittoria al ballottaggio del presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva, distanziandosi così dalle posizioni del proprio candidato Flávio Bolsonaro che ha dichiarato di non accettarla, continuando a esprimere dubbi sulla regolarità del voto. Il Partito ha comunque fatto sapere che questi ultimi dovranno essere chiariti. Il riferimento è al fatto che la chiusura di alcuni seggi è stata posticipata di due ore per permettere di votare anche alle persone che stavano avendo difficoltà a spostarsi a causa delle forti piogge. La proroga era stata chiesta sia da Lula sia dallo stesso Bolsonaro, che dopo l’esito del voto l’ha ritenuta inaccettabile chiedendo l’annullamento della votazione e accusando Lula di abuso di potere politico ed economico. Ha infatti sostenuto che abbia impiegato miliardi di euro in denaro pubblico per comprare voti e favorire la propria rielezione, senza fornire prove.

Bolsonaro: «La polizia mi ha tolto il passaporto»

In un video pubblicato sui social, Bolsonaro aveva anche detto che la polizia federale brasiliana gli aveva ordinato di consegnare il passaporto, sostenendo così che gli fosse stato proibito di lasciare il Paese. Secondo lui la decisione era legata a un commento del fratello Eduardo, che vive negli Stati Uniti, e che due giorni prima delle elezioni aveva auspicato che, qualora non eletto, Flávio lasciasse il Brasile. «Non ho mai pensato di andare via dal Paese», ha detto Bolsonaro, descrivendo il provvedimento come un tentativo di intimidazione.

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche

Se il campo largo piange, pure il centro non ride. Per lo meno quello che guarda a sinistra, dove le sigle aumentano, ma sarà dura per ognuna di loro arrivare all’agognato 3 per cento, ovvero la soglia di sbarramento della legge elettorale targata Meloni. E così qualcuno propone di federarsi in una lista unitaria, non solo per le elezioni, ma anche in vista delle primarie, con un unico candidato di centro a sfidare Elly Schlein e Giuseppe Conte. Ma è un percorso niente affatto facile.

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche
Giuseppe Conte con Elly Schlein (Imagoeconomica).

Tabacci tende la mano a +Europa e a Più Uno

Innanzitutto, molti di questi centrini avranno il grosso problema di raccogliere le firme: per presentare una nuova lista se ne devono racimolare 450 mila in tutta Italia e 6 mila in ogni collegio. Per aggirare lo scoglio, molti stanno cercando di agganciarsi a mini-gruppi già presenti in Parlamento, per fare scendere l’asticella a 1500 firme a collegio. L’abbiamo visto in queste ore con +Europa (di Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova, Luca Pastorino) che ha prenotato il “taxi” di Bruno Tabacci e Aboubakar Soumahoro per formare il gruppo +Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d’Europa.

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche
Bruno Tabacci (Ansa).

Tabacci è pronto ad aiutare anche Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli. I due giovedì scorso hanno presentato il loro programma nella sede della stampa estera: 43 proposte per il governo del Paese, ognuna corredata dal corrispettivo di spesa. Per Ruffini e Gabrielli le primarie dovrebbero essere aperte a più candidati (e non limitate una corsa a due) e a doppio turno. Ma se si riuscissero ad evitare, sarebbe pure meglio. E qui si spera nella Consulta e nella possibilità che venga bocciata la parte dello Stabilicum che prevede l’indicazione del premier. Se così fosse, le primarie non sarebbero più così necessarie. Più Uno, che si rifà nei valori all’Ulivo di Romano Prodi, è fermamente nel centrosinistra. E Ruffini ha lanciato l’appello ai centristi per presentarsi con una lista unica alle elezioni.

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche
Ernesto Maria Ruffini, Franco Gabrielli e Bruno Tabacci (Imagoeconomica).

La rete di Alessandro Onorato e di Enzo Maraio

Matteo Renzi e la sua Casa riformista è pronto a raccogliere l’invito e a fare da collante per le varie anime centriste. Chi invece sembra svicolare è Alessandro Onorato col suo Progetto Civico che non solo vorrebbe candidarsi alle primarie, ma non sembra esaltato dall’idea di correre tutti insieme sotto un unico simbolo. «No alle ammucchiate», ha detto l’assessore romano nella kermesse di Progetto Civico all’Eur nello scorso fine settimana. E del resto perché mai Progetto Civico, nato su input di Goffredo Bettini con la benedizione di Giuseppe Conte, che ha accolto al suo interno anche ControCorrente di Ismaele La Vardera e ha stretto un accordo con i socialisti di Enzo Maraio (sfumato il passaggio di Tabacci, a dare manforte è arrivato il senatore del M5s Luigi Nave che ha traslocato nel Misto) dovrebbe mai mescolarsi con l’acerrimo nemico Renzi o con Ruffini e Gabrielli? In politica mai dire mai, e se la legge elettorale poi obbligherà all’unione tutto potrà succedere, ma al momento le posizioni e le ambizioni sembrano distinte e distanti. Anche perché Progetto Civico sta trovando sempre più la sua identità come movimento dei sindaci, cosa assai diversa dalla creatura di Gabrielli e Ruffini, «lo sbirro e l’esattore», come li ha ribattezzati Salvatore Merlo sul Foglio.

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche
Alessandro Onorato (Imagoeconomica).

Gli appelli all’unità di Spadafora

Completa il quadro Primavera, l’associazione del redivivo Vincenzo Spadafora, ex pentastellato ed ex ministro delle Politiche giovanili, che decise di seguire Luigi Di Maio nella sfortunata scissione dal M5s. Spadafora da tempo invita i centristi a unirsi: «Concretamente ci vuole un bel bagno di realtà», ha ricordato in una recente intervista al Corriere della sera. «Noi realtà del centro nate di recente abbiamo percentuali simboliche dello zero virgola. A stento si arriva all’1 per cento. Nessuna ha scaldato i cuori a tal punto da pensare che da sola può farcela. Non c’è stato a sinistra “l’effetto Vannacci”. Non si può continuare ad andare ognuno per la sua strada, se vogliamo bene al Paese». L’aiuto di Schlein a Rifondazione comunista.

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche
Vincenzo Spadafora (Imagoeconomica).

Tra i “piccoli”, anche se lontanissimo dal centro, c’è anche Rifondazione comunista di Maurizio Acerbo, a cui Elly Schlein ha di recente “prestato” il senatore dem Andrea Crisanti, passato al Misto in modo da consentire al partito di raccogliere “solo” 1500 firme per collegio. Insomma, gruppi, listini e movimenti che da soli hanno percentuali da prefisso telefonico, ma insieme possono fare numero insieme alle forze principali del campo largo (Pd, M5S e Avs) per raggiungere l’agognato 42 per cento che farebbe scattare il premio di maggioranza.

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche
Andrea Crisanti (Imagoeconomica).

Le mosse interne al centrodestra

Dall’altra parte, nel centrodestra, il centrino è meno affollato. C’è Noi Moderati di Maurizio Lupi, che nacque su ispirazione di Ignazio La Russa per “svuotare” Forza Italia, fallendo l’obiettivo (è inchiodato da anni all’1 per cento). Ora subirà pure la concorrenza di Sud chiama Nord di Cateno De Luca e dell’ex viceministra conque stelle all’Economia Laura Castelli, che punta al 2 per cento su scala nazionale e in Parlamento ha avuto l’aiutino di Giorgia Meloni, che gli ha prestato un suo deputato, Luca Sbardella, sempre in chiave anti-firme. Cateno De Luca sarà a Roma col suo movimento nei prossimi tre giorni per una kermesse dove si alterneranno ministri e giovedì ci sarà pure la premier. Meloni è stata generosa anche nei confronti di Marco Rizzo, prestandogli il senatore di Fdi Antonio Guidi, che ha fondato a Palazzo Madama la componente del nuovo partitino Italia Domani, nato dalle ceneri di Democrazia Sovrana Popolare. «Escludo di candidarmi col centrosinistra», ha assicurato l’ormai rossobruno Rizzo, ormai sempre più bruno e sempre meno rosso. E per la Meloni tutto fa brodo.   

Da Ruffini a Onorato: le mosse dei centrini per correre alle Politiche
Cateno De Luca (Imagoeconomica).

Società Benefit, fatturato più alto del 13 per cento e filiere più stabili

Si è tenuto lunedì 26 ottobre 2026 a Milano l’evento Società Benefit: dalla competitività all’interdipendenza, durante il quale è stata presentata la nuova edizione della ricerca nazionale sulle Società Benefit 2026. Attraverso gli interventi dei partner del progetto – Nativa, il Research department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – è emerso un quadro aggiornato su competitività, relazioni di filiera e rapporto con i territori. Si ricorda che Società Benefit è uno status giuridico adottato da imprese che, oltre allo scopo di distribuire gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, ambiente e stakeholder, impegnandosi a valutare in maniera trasparente il proprio impatto.

Società Benefit, fatturato più alto del 13 per cento e filiere più stabili
Presentazione della ricerca sulle Società Benefit (Intesa Sanpaolo).

L’adozione del modello Benefit concorre a una migliore performance delle imprese

L’analisi sulla competitività abbina circa 2 mila Società Benefit ad altrettante imprese non-benefit con profili il più possibile omogenei per dimensione, settore, territorio e coorte di età. L’analisi evidenzia un’associazione positiva tra qualifica Benefit e crescita d’impresa, con uneffetto stimato risulta pari a circa +13 per cento per il fatturato, +17 per cento per il costo del lavoro e +12 per cento per il valore aggiunto. L’adozione del modello Benefit risulta quindi uno degli elementi che concorrono alla migliore performance delle imprese. Il vantaggio si rafforza quando l’identità Benefit si accompagna a strategie orientate alla qualità, alla sostenibilità ambientale e all’apertura internazionale.

Filiere più stabili

Le filiere delle Società Benefit sono più stabili. Il 27,4 per cento degli acquisti è destinato a fornitori con cui esiste un rapporto continuativo negli ultimi nove anni, contro il 21,8 per cento delle non-benefit. Questo dato offre uno spunto di riflessione sulla tenuta delle supply chain. In una fase caratterizzata da elevata volatilità dei mercati e da frequenti tensioni nelle catene di fornitura globali, la capacità di mantenere relazioni stabili con i fornitori potrebbe rappresentare un elemento di forza. La stabilità delle relazioni può tradursi in un vantaggio competitivo, favorendo non solo l’efficienza e la continuità degli scambi, ma anche la diffusione di conoscenze, pratiche e valori condivisi tra le imprese coinvolte e la gestione delle criticità. L’ecosistema include anche le imprese più piccole. Quando l’impresa ordinante è una microimpresa Società Benefit, la quota di fornitori Benefit di pari dimensioni è pari al 57 per cento, quasi il doppio rispetto a quanto osservato quando gli acquirenti sono le società non-benefit. Il dato indica un ecosistema diffuso, in cui anche le realtà più piccole riescono a consolidare relazioni commerciali con imprese che condividono valori simili.

L’ultima di Gedi? Un team building a colpi di padel

Non si vive solo di piani industriali. Dopo l’arrivo della nuova proprietà e il rilancio editoriale, c’è tempo persino per un po’ di team building a tema sportivo. E se sei a Roma, cosa c’è di più praticato e popolare del padel? Così il Gruppo Gedi ha deciso di organizzarci un torneo per dipendenti. Appuntamento nella Capitale domenica 29 novembre, in un centro sportivo dedicato. La nuova gestione delle Risorse umane ci tiene. E ha chiamato a raccolta tutti: «L’obiettivo? Passare qualche ora insieme, divertirci e fare squadra. Non serve essere campioni, né aver mai preso in mano una racchetta: si gioca in coppia e, se vuoi partecipare ma non hai un partner, pensiamo noi agli abbinamenti».

Partecipazione gratuita, iscrizione entro il 15 novembre

Dunque, dopo la trasferta ad Atene del cdr di Repubblica a caccia del piano strategico di Theo Kyriakou, ecco un’altra iniziativa del nuovo corso greco che travalica i confini del Gruppo e diventa una curiosità dal magico mondo dei giornali. La partecipazione è gratuita e aperta a chiunque. Per le iscrizioni c’è tempo fino al 15 novembre. Con tanto di messaggio motivazionale finale: «Che tu sia un giocatore esperto o alla prima partita, l’importante è esserci. Ci farebbe davvero piacere incontrarvi in campo. Ci vediamo a padel!». Allora che fa, batti lei?