E se i partiti riuscissero a litigare pure sull’eclissi solare?

Un fenomeno eccezionale e suggestivo che si registra poche volte in un secolo e lascia il pubblico a bocca aperta. No, non stiamo parlando dell’eclissi solare prevista per il 12 agosto, ma del fatto che fino a oggi le forze (si fa per dire) politiche italiane non abbiano ancora trovato motivi per scannarsi anche riguardo all’eclissi. Diciamo “fino a oggi” perché, proprio come l’eclissi, anche questa inusitata concordia è di breve durata, e inevitabilmente nelle prossime ore i partiti sentiranno il bisogno di marcare la loro posizione rispetto allo straordinario evento astronomico. Anzi, stanno già trapelando indiscrezioni sui vari orientamenti.

Sánchez approfitta della nostra distrazione per mandarci i marocchini

«Un’altra emergenza nazionale cui il governo saprà rispondere con tempestività e serietà»: con queste parole Giorgia Meloni annuncerà sui suoi canali social un’ulteriore riscrittura del decreto sicurezza per neutralizzare la minaccia rappresentata dall’eclissi. La premier ipotizza che dietro il fenomeno ci sia un diabolico piano della Spagna, decisa a vendicarsi per la sospensione di Schengen disposta dalla premier dopo i fatti di Ceuta: il suo omologo Pedro Sánchez vuole approfittare della distrazione degli italiani, tutti col naso in su, per scaricare sulle nostre coste vagonate di migranti marocchini. Per scongiurare il pericolo incombente, Meloni è pronta a sospendere oggi stesso la legge di gravitazione universale di Newton, appena sarà riuscita a capirla dal disegno che le ha fatto Giovanbattista Fazzolari.

E se i partiti riuscissero a litigare pure sull’eclissi solare?
Meloni attrezzata per l’eclissi (foto modificata con l’IA).

Salvini non gestisce il traffico dei treni, figuriamoci quello dei corpi celesti

«A Matteo Salvini non basta più incasinare il traffico ferroviario, ora incasina anche quello del sistema solare»: per Matteo Renzi l’eclisse è lo spunto per l’ennesimo attacco al ministro dei Trasporti. Per il fondatore di Italia viva sarà già molto se la luna non andrà a schiantarsi contro il sole, provocando ingorghi nella circolazione cosmica e un blackout nella Via Lattea. «Durante il mio governo avevo lanciato l’idea di costruire rotatorie nello spazio per impedire ai corpi celesti di incrociarsi», ha sottolineato polemicamente Renzi. «Invece Salvini per quattro anni non ha fatto che vaneggiare di irrealizzabili ponti sullo Stretto. Se avesse solo un briciolo di dignità, il primo a doversi eclissare sarebbe lui».

E se i partiti riuscissero a litigare pure sull’eclissi solare?
Renzi e l’eclissi (foto modificata con l’IA).

Questa destra vuole privatizzare anche il sole

«Dimissioni subito»: per i dem, l’eclissi è solo l’ultimo fallimento del governo Meloni. «Con questa destra, nemmeno la luce solare è più una certezza», è il pensiero di Elly Schlein, convinta che il parziale e temporaneo oscuramento sia solo la prova generale di un progetto di privatizzazione del sole, che da bene pubblico universale diventerà una prestazione per cui dovremo pagare una bolletta salata. Secondo la leader del Partito democratico, presto gli italiani, già tartassati su tutti i fronti, dovranno prenotare i raggi solari come oggi prenotano le radiografie, con uguali ritardi e liste d’attesa: «Già bisogna aspettare otto mesi per una gastroscopia, dovremo aspettarne altrettanti per un po’ di tintarella».

E se i partiti riuscissero a litigare pure sull’eclissi solare?
Schlein pronta a guardare l’eclissi (foto modificata con l’IA).

Non è la luna a oscurare, ma un micidiale drone ucraino

«L’ultimo trucco per ingigantire la presunta minaccia russa». Questa la lettura dell’eclissi solare che Giuseppe Conte darà in un’intervista su Il Fatto Quotidiano. La sua spiegazione del fenomeno è decisamente controcorrente: a oscurare il disco del sole non sarà la luna, ma un micidiale drone ucraino di ultima generazione, finanziato da quei fresconi degli europei. Il guerrafondaio Volodymyr Zelensky, non contento di avere scatenato il conflitto contro la pacifica e inoffensiva Russia, ora si preparerebbe a invadere il cosmo con una flotta spaziale pagata con i nostri soldi. «Me l’ha detto Maria Zakharova, la portavoce di Vladimir Putin», afferma Conte, «quindi non c’è ragione di dubitarne».

E se i partiti riuscissero a litigare pure sull’eclissi solare?
Conte con gli occhialini per l’eclissi (foto modificata con l’IA).

Un pallido satellite, come la flaccida ideologia Lgbtq+

«Ennesima follia provocata dalla cultura woke»: così il generale Roberto Vannacci intende bollare il transito della luna davanti al sole. Nella visione del leader di estrema destra, la parziale copertura della maschia e possente stella da parte del piccolo e pallido satellite caro ai poeti non è una conseguenza dei moti astrali, ma un’imposizione della flaccida ideologia Lgbtq+ che sta rammollendo l’Occidente. «La luna è gobba a ponente e a levante, ha un colorito malsano e una superficie butterata, e ha un ciclo di 28 giorni», sottolinea Vannacci. «Non è colpa sua, poveretta, è nata così. Ma permetterle di oscurare il sole in considerazione delle sue disabilità è una degenerazione buonista e radical chic. Con Futuro nazionale certe pagliacciate non si vedranno più né in cielo né in terra».

E se i partiti riuscissero a litigare pure sull’eclissi solare?
Vannacci osservatore di eclissi solare (foto modificata con l’IA).

Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza

È morto a 98 anni l’ex premier cinese Zhu Rongji, che guidò la Repubblica Popolare dal 1998 al 2003: nel corso del suo mandato mise in atto una dura guerra alla corruzione e contribuì – assieme all’allora presidente Jiang Zemin – a innescare il boom economico che negli anni a venire avrebbe portato il Paese asiatico nel club delle superpotenze mondiali. «Un eccellente membro del Partito, un combattente comunista fedele, un eccezionale rivoluzionario proletario, leader dello Stato». Così lo ha ricordato il Comitato Centrale del Pcc.

Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza
Morto Zhu Rongji, il premier che trasformò la Cina in una superpotenza

Fu anche Governatore della Banca Popolare Cinese

Nato nel 1928 a Changsha, nella provincia dello Hunan, Zhu aveva aderì al Partito comunista nel 1949, anno di fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Diventato membro della Commissione statale per la pianificazione, cadde in disgrazia durante la Rivoluzione culturale perché in disaccordo con Mao Zedong. Riabilitato alla morte del leader cinese, scalò le gerarchie degli incarichi pubblici e nel 1987 divenne sindaco di Shanghai, incarico ricoperto fino al 1991. Due anni dopo divenne Governatore della Banca Popolare Cinese e anche vicepremier con Li Peng alla guida del governo, avviando ambiziose riforme poi implementate una volta diventato primo ministro. Nelle vesti di premier (che in Cina è la figura tradizionalmente incaricata della gestione dell’economia), Zhu condusse le trattative per far entrare il Paese nell’Organizzazione mondiale del commercio, cosa che avvenne nel 2001.

Ranucci fa il martire: il post in cui si paragona a Moro, Falcone e Borsellino

Nel giorno dell’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola, arrestato in quanto ritenuto il mandante dell’attentato nei suoi confronti, Sigfrido Ranucci ha pubblicato su Facebook un post intitolato “La voce che spaventa”, in cui ha implicitamente accostato in modo improvvido la sua figura a quelle dei martiri civili Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Il post di Ranucci

«Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza», ha scritto Ranucci. «Muoiono tutti nello stesso identico modo. Non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta».

Migranti, la Germania conferma le espulsioni in Italia

La portavoce del ministero dell’Interno della Germania ha affermato che «siamo un po’ sorpresi dell’agitazione» di Roma riguardo le espulsioni verso l’Italia dei cosiddetti dublinanti. Si tratta di richiedenti asilo che sono sbarcati sulle coste del nostro Paese e, anziché fermarsi nella Penisola, hanno varcato le Alpi e sono andati in Germania. «Germania e Italia già da tempo collaborano bene sulla questione migratoria e sull’implementazione del sistema di asilo comune», ha detto la portavoce, ricordando che nell’autunno 2025 «abbiamo chiuso accordi bilaterali con Italia e Grecia stabilendo che le norme di Dublino sarebbero state nuovamente applicate dall’entrata in vigore del sistema europeo comune di asilo a giugno 2026». E questo significa che «le espulsioni saranno eseguite anche verso l’Italia». Al momento si tratta principalmente dei casi successivi all’entrata in vigore del nuovo Patto Ue. La questione riguarda poche decine di persone.

Eruzione dell’Etna, caos a Catania: scalo bloccato fino alle 16 del 13 agosto

Voli in arrivo e in partenza sospesi fino alle 16 di domani (giovedì 13 agosto) all’aeroporto di Catania, a causa della continua attività eruttiva dell’Etna e della conseguente emissione di cenere. Lo ha reso noto la Sac, società che gestisce lo scalo siciliano, sui propri canali social.

È invece di nuovo operativo lo scalo di Comiso (Ragusa), che era rimasto bloccato per qualche ora a causa dell’emergenza cenere. L’aeroporto assorbirà parte dei voli deviati da Catania. Intanto, le ceneri dell’Etna si stanno spostando dalla Sicilia verso la parte orientale di Malta e il nord della Libia, ma con concentrazioni minori.

Eruzione dell’Etna, caos a Catania: scalo bloccato fino alle 16 del 13 agosto
Frame da un video dell’Etna in eruzione della Forestale della Regione Siciliana.

Musumeci: «Fuori posto l’aeroporto, non l’Etna»

Dall’8 agosto all’11 agosto, a causa dell’eruzione dell’Etna, all’aeroporto di Catania sono saltati – tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni – circa 700 voli. «Quanto sta accadendo, con pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo», ha detto l’attuale ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, governatore siciliano dal 2017 al 2022, sottolineando che «ad essere fuori posto» non è «il vulcano ma l’aeroporto». Musumeci ha ricordato di aver evidenziato già nel 1999, quando era presidente della Provincia, «i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna» e di aver proposto all’epoca la delocalizzazione dello scalo.

Eruzione dell’Etna, caos a Catania: scalo bloccato fino alle 16 del 13 agosto
Passeggeri in attesa all’aeroporto di Catania (Ansa).

Assoesercenti: «Persi fino a 24 milioni di euro»

Assoesercenti ha stimato tra i 12,8 e i 24 milioni il danno in termini di mancata spesa turistica da quanto (ormai cinque giorni fa) è stata fortemente ridotta l’attività dell’aeroporto di Catania. L’associazione ha auspicato la creazione di una cabina di regia permanente tra Regione Sicilia, Enac, Enav, Protezione civile, vettori e scali dell’isola, con sistemi di allerta e comunicazioni in tempo reale, collegamenti straordinari via bus e treno verso gli aeroporti alternativi, protocolli certi di riprotezione e aiuti economici alle imprese in caso di interruzioni prolungate. «Occorre una risposta non improvvisata, ma organica e strutturata», ha spiegato presidente di Salvo Politino.

Guido Stazi si insedia alla presidenza della Consob

Guido Stazi si è insediato alla presidenza della Consob. Il passaggio delle consegne tra il presidente vicario Chiara Mosca e il presidente entrante è avvenuto mercoledì 12 agosto 2026 nel corso di una riunione di commissione tenutasi a Roma. L’organo torna così a operare nella sua composizione completa di cinque membri. Oltre al neo-presidente Stazi, ne fanno parte i commissari Chiara Mosca (che, in quanto componente del collegio con la maggiore anzianità di istituto, ha svolto dal 9 marzo scorso le funzioni di presidente vicario), Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli.

Campo largo, Renzi lancia Silvia Salis: «Nome più forte per le primarie»

Silvia Salis «è il nome più forte per guidare questa scommessa, perché somma al nostro voto organizzato una sua forza personale rilevante». Lo ha detto Matteo Renzi, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato delle primarie del campo largo (di cui Italia Viva per ora non fa parte) e delle tensioni tra Giuseppe Conte e Elly Schlein, tra i quali «c’è solo una guerra di posizione».

Campo largo, Renzi lancia Silvia Salis: «Nome più forte per le primarie»
Silvia Salis (Ansa).

Renzi: «Salis deve essere aiutata, non strattonata»

La sindaca di Genova, ha sottolineato Renzi sottraendosi al ruolo di candidato delle primarie del centrosinistra, «deve essere aiutata, non strattonata». Il leader di Italia Viva ha poi aggiunto: «Quando sarà il momento di fare le liste vedremo la migliore formazione possibile. Per vincere». Prima però c’è da superare divisioni e ostracismi: «La matematica dice che senza di noi non ce la fanno: quando sono andati da soli, come in Liguria, hanno perso. Quando hanno rimosso i veti abbiamo vinto insieme, come a Genova. Se vogliamo vincere serve l’unità. Altrimenti Giorgia Meloni fa il bis e si prende altri cinque anni di Palazzo Chigi e soprattutto sette anni di Quirinale». Quanto alla “guerra” tra i leader di Movimento 5 stelle e Partito democratico, l’ex premier ha detto: «Conte non può che stare in coalizione. Anche perché se dovesse rompere l’alleanza si spacca il M5s e saltano i suoi presidenti di Regione in Sardegna e Campania. La scelta di Schlein di lasciare ai Cinque stelle qualche governatore non è stata generosità, ma un investimento intelligente sul futuro. Il campo largo non salta, ma le tre liste di Pd, M5s, Alleanza Verdi e Sinistra, insieme, fanno il 38 per cento. Non basta per vincere. Serviamo noi, anche noi».

Campo largo, Renzi lancia Silvia Salis: «Nome più forte per le primarie»
Matteo Renzi (Ansa).

Tram deragliato a Milano, per i medici della difesa l’autista ebbe un malore

Secondo la perizia medico legale redatta dagli specialisti Andrea Alfonso Finzi e Massimo Levratti, consulenti nominati dai difensori dell’autista alla guida del tram deragliato il 27 febbraio a Milano, «non sussistono elementi per ricondurre l’accaduto a comportamento illecito, negligente o imprudente» da parte del conducente. Nella relazione si legge che Pietro Montemurro, indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, perse coscienza in maniera imprevedibile e non prevenibile. Per gli specialisti il malore è riconducibile, con «elevatissimo grado di probabilità, prossimo alla certezza», a una sindrome vaso-vagale di tipo misto, vasodepressivo e cardioinibitorio. In sostanza, uno svenimento. L’incidente, avvenuto in viale Vittorio Veneto, aveva provocato due morti e più di 50 feriti. Il tram, della linea 9, aveva saltato la fermata prevista e aveva affrontato lo scambio senza che questo si attivasse, deragliando e finendo contro un edificio. Secondo i consulenti, la perdita di conoscenza non sarebbe stata causata da una malattia già presente, ma da una combinazione di fattori – una procedura odontoiatrica stressante effettuata nella mattinata del 27 febbraio, il digiuno e un senso di malessere già nelle ore precedenti il turno, e il trauma all’alluce subito poco dopo l’inizio del servizio.

L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno

«Niente rimpasto», ha detto al settimanale Chi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Con il caldo dell’estate, così, sembrano essere evaporate definitivamente le ambizioni del leghista Matteo Salvini di riconquistare la poltrona di ministro dell’Interno, che gli servirebbe – e tanto – per cercare di arginare la valanga creata dal generale Roberto Vannacci, pronto ogni giorno a togliere eletti ed elettori alla Lega. Il ritorno al Viminale è destinato a restare soltanto uno slogan. Ridotto nel suo cul-de-sac, Salvini, ricordandosi di essere ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, si è messo ad ammirare, quasi come un umarell, il cantiere romano della metropolitana, al Pigneto, con tanto di dichiarazioni. «Due quartieri da sempre divisi si uniranno a lavori ultimati», ha affermato Salvini, e detto a Roma da uno che voleva dividere l’Italia fa sempre il suo effetto.

L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno

Non è mancata la fluviale ed entusiastica dichiarazione nei confronti del ministro pronunciata da Davide Bordoni, stavolta nei panni di segretario della Lega nel Lazio, lasciando per un attimo da parte le cariche ottenute grazie a Salvini, come quella di “esperto per i rapporti con gli enti territoriali” proprio nel Mit, con retribuzione di 40 mila euro, o il ruolo per il triennio 2026-28 di amministratore unico di Ram S.p.A. Logistica-Infrastrutture-Trasporti, società in house del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
Davide Bordoni e Matteo Salvini (foto Imagoeconomica).

Che poi al dicastero di Porta Pia le malelingue amano commentare, quando vedono insieme Salvini e Bordoni: «Almeno Davide è laureato, anche se in Sociologia, a differenza del ministro che non ha mai completato gli studi di Scienze politiche prima e Lettere poi». E Salvini, durante la visita al cantiere, si è messo a scherzare con il project manager: «Pm? Forse è meglio che cambiate acronimo».

L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
Matteo Salvini e Matteo Piantedosi (foto Imagoeconomica).

Fatto sta che il blocco del turnover ministeriale imposto da Meloni sta facendo deragliare sempre di più la linea salviniana: ecco così bloccata pure l’idea di portare Matteo Piantedosi alla guida dell’Anac, l’Anticorruzione. Un’idea, stavolta buona, pare si stia facendo strada nella Lega salviniana: proporre per l’autorità che è stata governata da Giuseppe Busia il nome di Simonetta Matone, parlamentare e magistrata di lungo corso, che potrebbe ottenere un consenso bipartisan. Basta solo non farla parlare di femminicidi o ricordarle di controllare sempre a quale pubblico si sta rivolgendo quando si lascia andare a dichiarazioni fuori dai denti contro ministri del suo governo

L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno

Crosetto apre le caserme agli sportivi e fa un favore a Vannacci

«È il passo falso, dell’oca, di Guido Crosetto». Cosa ha combinato il ministro? Mentre era impegnato sul tema della Difesa a livello continentale, ecco che ha aperto le porte delle strutture militari ai seguaci del generale Roberto Vannacci per… fare sport. In che senso? Nel “Decreto sport” è stato inserito l’accesso libero alle palestre e agli impianti sportivi delle caserme alle associazioni sportive dilettantistiche, per «promuovere i valori della sana attività sportiva». L’enfasi sembra un po’ quella del “sabato fascista”, con Benito Mussolini che obbligava tutti i lavoratori e gli studenti a fare sport in nome della “sana e robusta costituzione”, portando qualcuno persino a saltare nel cerchio di fuoco, in quelle Olimpiadi in sedicesimo che erano i “littoriali”, dove anche i gerarchi dovevano esibirsi con risultati spesso comici. In sostanza, ora le Forze armate dovranno aprire le caserme «consentendo di accedere, senza oneri a carico dell’amministrazione, alle palestre, agli impianti sportivi e ad altri spazi interni», per «utilizzare le relative attrezzature» avvalendosi «del supporto dei propri tecnici». Un’iniziativa ben vista da tante associazioni che, tradizionalmente, fanno riferimento alla destra, e in particolare a Fratelli d’Italia, fortissima nello “sport di base”: Crosetto evidentemente è all’oscuro, però, che Futuro nazionale del generale Vannacci sta reclutando molti proseliti proprio nel settore sportivo, con il risultato, possibile, di consegnare le caserme proprio al partito più temuto dallo stesso ministro, oltre che dalla maggioranza di governo. D’altronde il generalissimo a luglio aveva lanciato persino il triathlon futurista, con prove di nuoto, corsa campestre e ciclismo «per tutti i politici», che «dovrebbero dare l’esempio anche nello sport», anziché «ballare sui carri del Gay Pride». Ennesima conferma della sempre valida frase di Karl Marx sulla storia che si presenta la prima volta come tragedia e la seconda come farsa. Ma tornando al Decreto sport, va inoltre considerato che adesso basterà creare un’associazione sportiva dilettantistica per “esigere” l’apertura di una caserma, per allenamenti e gare. La somma di militari e atleti può diventare ingestibile, politicamente, e pare strano che a sinistra nessuno se ne sia accorto. Un gran pasticcio…

L’ipotesi Matone all’Anac, l’assist di Crosetto a Vannacci sullo sport: le pillole del giorno
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (foto Ansa).

Frederiksen: «Danimarca pronta a chiudere le frontiere»

Dopo aver ufficializzato la nascita della strana coppia con Giorgia Meloni, la premier socialdemocratica danese Mette Frederiksen è tornata ad affrontare la questione-migranti davanti al Folketing, il Parlamento di Copenaghen, nel corso del dibattito urgente convocato a seguito della crisi di Ceuta.

Le parole di Frederiksen in parlamento

La Danimarca, ha affermato Frederiksen, è pronta a rafforzare i controlli alle frontiere e, «in ultima istanza», anche a chiuderle del tutto nel caso di una nuova ondata migratoria attraverso l’Europa. «La cosa importante, per quanto riguarda Schengen, è che se sorgono problemi in un Paese, che si tratti di criminalità o di profughi, l’arma più efficace di cui disponiamo in Danimarca è il controllo delle frontiere. Grazie a questo strumento siamo riusciti a fermare dei criminali. Sono una sostenitrice molto convinta dei controlli alle frontiere», ha detto Frederiksen, sottolineando che «una politica migratoria rigorosa è fondamentale per la Danimarca e per l’Europa» e definendo «inquietanti» le immagini provenienti dall’enclave spagnola di Ceuta.

Spin Time, la proprietà stanzia 500 mila euro per l’emergenza abitativa

Investire Sgr, società proprietaria dell’edificio sede di Spin Time in via Santa Croce in Gerusalemme 55, darà un contributo di 500 mila euro al Comune di Roma per aiutarlo a risolvere l’emergenza abitativa degli ex occupanti del palazzo, rimasti senza casa dopo l’incendio che ha colpito lo stabile il 29 luglio. Lo ha reso noto la stessa Investire Sgr in una nota: il contributo di mezzo milione di euro «sarà messo a disposizione di Roma Capitale mediante delegazione di pagamento, contribuendo così alle spese necessarie per il reperimento di soluzioni alloggiative temporanee». Saranno privilegiate, «per quanto possibile, le strutture situate nel quartiere Esquilino così da tutelare in particolare le situazioni di maggiore fragilità e favorire la continuità scolastica ed educativa dei minori, preservando il radicamento territoriale dei nuclei interessati».

Nell’immobile avevano trovato casa oltre 150 famiglie

Spin Time occupa un grande edificio (10 piani e 21 mila metri quadrati) a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Roma Termini, che in passato è stato sede dell’Istituto nazionale di previdenza e assistenza dei dipendenti dell’amministrazione pubblica (Inpdap), poi confluito nell’Inps. La chiusura degli uffici dell’ente iniziò nel 2003, fino al definitivo abbandono del palazzo nel 2010. Successivamente lo stabile era stato venduto al fondo di investimenti immobiliari Investire Sgr. Poi l’occupazione da parte di Action, a seguito della quale hanno trovato casa nell’immobile oltre 150 famiglie, per un totale di circa 400 persone. A febbraio il Ministero dell’Interno è stato condannato dalla seconda sezione civile del Tribunale di Roma a risarcire oltre 21 milioni di euro a Investire Sgr per il mancato sgombero di Spin Time.

È morta Fiorenza Marchegiani, attrice di Ricomincio da tre di Troisi

È morta a 73 anni Fiorenza Marchegiani, attrice nata a Osimo (Ancona) nel 1953 che si fece conoscere al cinema partecipando al primo film di Massimo Troisi, Ricomincio da tre, dove interpretò Marta. Dopo gli esordi in teatro allo Stabile di Genova, negli Anni 80 fece qualche apparizione in serie televisive Rai prima di ottenere successo sul grande schermo al fianco di Troisi. In seguito, proseguì la carriera prevalentemente in televisione ma alternandosi con cinema e teatro. Dal 1999 al 2006 interpretò Letizia Visconti Gherardi nella soap opera Vivere, per poi recitare in Incantesimo, Distretto di Polizia e Le tre rose di Eva. «Grazie Fiorenza per quanto hai dato alla cultura e al cinema italiano e grazie per aver portato sempre nel cuore le tue origini», ha scritto sui social Michela Glorio, sindaca di Osimo. «A nome mio personale e dell’intera comunità osimana ci stringiamo al dolore dei suoi famigliari e di quanti le hanno voluto bene».

Eclissi solare: come vederla, quando e dove

Oggi 12 agosto la Luna coprirà completamente il Sole durante una rara eclissi totale, la prima visibile nell’Europa continentale dal 2006. In Italia il fenomeno – sebbene parziale – sarà visibile attorno alle 19:30, poco prima del tramonto. Come vederla, quando e dove: le cose da sapere sull’eclissi solare in arrrivo.

Cos’è un’eclissi solare

Un’eclissi solare totale si verifica quando le dimensioni apparenti di Luna e Sole si equivalgono perfettamente nel cielo, permettendo al disco lunare di mascherare del tutto quello solare. È un fenomeno raro, reso possibile da una particolare coincidenza: il Sole è circa 400 volte più grande della Luna, ma si trova anche circa 400 volte più lontano dalla Terra rispetto al suo satellite.

Dove vederls: al Nord copertura attorno al 90 per cento

L’eclissi totale sarà visibile (per circa due minuti) in una fascia larga circa 293 chilometri che attraverserà Russia artica, Groenlandia, Islanda, Spagna e l’estremità nord-orientale del Portogallo. In Italia, come detto, la copertura del Sole sarà solo parziale. E varierà di molto in base al luogo in cui ci si troverà. Questo perché l’eclissi si verificherà con il Sole già prossimo al tramonto: in alcune zone del Nord (dove avviene dopo) sarà possibile osservarla fino alla fine con percentuali di copertura attorno al 90 per cento, mentre il Centro e il Sud potranno seguirla solo nella fase iniziale (con un minimo del 10 per cento nel Salento).

Quando si verificherà in Italia, da Nord a Sud

In Italia l’eclissi inizierà, a seconda della località, poco prima o poco dopo le 19:30: la Luna coprirà progressivamente una porzione sempre maggiore del disco solare, mentre il Sole si avvicinerà all’orizzonte. Procedendo da Nord-Ovest verso Sud-Est, la durata visibile dell’eclissi e la percentuale di disco solare coperto diminuiranno progressivamente. Al Nord l’oscuramento massimo supererà il 90 per cento ed è atteso attorno alle 20:21. Al Centro è previsto un oscuramento massimo del 70 per cento, con il picco verso le 20:11. Al Sud la massima visibilità si verificherà alle 19:56 circa, poi in molte zone il tramonto renderà il fenomeno invisibile.

Come assistere all’eclissi solare in sicurezza

Per godere al massimo dello spettacolo ci si dovrà posizionare in un luogo con l’orizzonte ovest completamente privo di ostacoli, così da poter osservare il Sole fino alla sua scomparsa. Attenzione però: durante un’eclissi non bisogna guardare direttamente il Sole, ma è necessario usare un filtro adatto per evitare danni agli occhi. Gli occhiali per guardare l’eclissi devono avere filtri conformi allo standard internazionale “Iso 12312-2” e – ovviamente – provenire da produttori e rivenditori affidabili. Ogni altro mezzo deve essere evitato: i normali occhiali da sole, al pari di altre soluzioni fai-da-te come pellicole radiografiche, vetri affumicati o filtri fotografici, non garantiscono alcuna protezione dai raggi ultravioletti e infrarossi.

Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti

È morta a 80 anni Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti. Vero cognome Cornacchia, era nata a Bassano del Grappa il 23 gennaio 1946 e, tra la fine la fine degli Anni 60 e a prima metà degli Anni 70 aveva preso parte come attrice a diverse produzioni cinematografiche italiane, con ruoli di primo piano in film come Il corsaro nero, Una lucertola con la pelle di donna e Giornata nera per l’ariete e altri da comprimaria in Sono stato io!, Finché c’è guerra c’è speranza e Milano: il clan dei calabresi, prima dell’improvviso addio alle scene. Aveva sposato in prime nozze Luigi Donà dalle Rose, il fondatore di Porto Rotondo, al quale è rimasta sempre legata. Poi la separazione dopo 25 anni e, nel 1997, il matrimonio con De Benedetti, con cui viveva a Lugano.

Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti
Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti
Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti
Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti
Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti
Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti
Morta Silvia Monti, moglie di Carlo De Benedetti

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta

Nei palazzi romani la voce gira ormai con una certa insistenza. Dopo l’estate Francesco Kamel, capo ufficio stampa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dovrebbe cambiare scrivania e approdare in Leonardo, alla guida delle Relazioni istituzionali. Un trasloco che, trattandosi del gruppo di piazza Monte Grappa, non è esattamente una questione di arredamento. Significa mettere mano a uno dei gangli più delicati dell’azienda, quello dei rapporti con la politica e le istituzioni, mentre alla Comunicazione resta ben saldo Stefano Amoroso. Che, dopo essere stato rudemente accantonato durante la gestione di Roberto Cingolani, è tornato grazie al nuovo amministratore delegato Lorenzo Mariani.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta

Si chiude nettamente una stagione

Il messaggio, per chi sa leggere nelle pieghe degli organigrammi, è chiaro. Comunicazione e Relazioni istituzionali tornano sotto stretto controllo della nuova dirigenza e, soprattutto, si chiude una stagione. Helga Cossu, che Cingolani aveva voluto accanto a sé affidandole, oltre alla Fondazione Leonardo, anche la Comunicazione del gruppo, ha recentemente annunciato sui social la sua uscita. Ora arriva Kamel, 51 anni, gli ultimi tre trascorsi al fianco di Piantedosi. Un profilo che dovrebbe servire a rimettere ordine in una casella diventata negli ultimi tempi piuttosto sensibile.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
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Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta

Del resto Mariani sembra avere altre priorità. Aumentare la capacità produttiva, fare acquisizioni, stringere alleanze e provare a costruire attorno a Leonardo un pezzo sempre più consistente dell’industria europea della Difesa. In questa chiave va letta anche la recentissima acquisizione di Raft negli Stati Uniti, operazione con cui il gruppo rafforza la sua presenza sul mercato americano puntando sullo sviluppo di software di intelligenza artificiale per la Difesa aerea.

Negli ultimi mesi il clima si era fatto irrespirabile

Ma il cambio di passo non riguarda soltanto strategie, alleanze e acquisizioni. A piazza Monte Grappa, raccontano, è cambiata anche l’aria. E non è un dettaglio secondario, visto che negli ultimi mesi il clima interno era stato descritto da più parti come tutt’altro che respirabile. A contribuire alla distensione sarebbe stata anche l’uscita di scena di alcune figure considerate fino a ieri intoccabili perché protette dai precedenti vertici.

Filippo Maria Grasso e le tante attività affidate all’esterno

Una su tutte, Filippo Maria Grasso, capo delle Relazioni istituzionali durante la gestione Cingolani e contemporaneamente presidente esecutivo di Leonardo Global Solutions, la Lgs. Durante la sua presidenza, la società ha visto crescere considerevolmente le attività affidate all’esterno nel campo della comunicazione e dell’organizzazione degli eventi. Tra i beneficiari compare una nota società di lobbying e comunicazione, al cui interno figurano persone con parentele illustri dentro e fuori la galassia leonardiana.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Filippo Maria Grasso (foto Imagoeconomica).

Ma il nome che ricorre più spesso è quello di Ninetynine, società romana che ha curato anche la cerimonia conclusiva del tour mondiale dell’Amerigo Vespucci e la cui proprietà è in ottimi rapporti proprio con l’ex responsabile delle Relazioni istituzionali. Leonardo l’ha utilizzata per parecchie cose: dall’Investor Day alle convention, dagli stand agli spazi espositivi fino alle feste aziendali. Un rapporto intenso anche dal punto di vista economico: per Ninetynine si parla di quasi 10 milioni di euro spesi dal 2024 all’aprile del 2026.

Cambio di registro, a cominciare dai fornitori

I risultati commerciali, naturalmente, hanno una loro vita e andranno giudicati come tali. Ma le indiscrezioni che filtrano da piazza Monte Grappa raccontano soprattutto la determinazione di Mariani, in piena sintonia con il condirettore generale Gian Piero Cutillo, nel tracciare una linea decisamente marcata tra il prima e il dopo.

Riassetto in Leonardo: con l’arrivo di Kamel l’ad Mariani accelera sulla svolta
Gian Piero Cutillo (foto Imagoeconomica).

A cominciare dai fornitori, che dovrebbero tornare a essere valutati secondo criteri il più possibile oggettivi, evitando il ripetersi di situazioni che hanno caratterizzato la precedente gestione. In particolare quelle mono-forniture che, quando diventano troppo frequenti, finiscono inevitabilmente per suscitare qualche domanda. E a Leonardo, evidentemente, è arrivato il momento in cui alle domande si preferisce non dover più rispondere.

Primarie in sei Stati Usa, come sono andate

Martedì 11 agosto 2026 si sono tenute le primarie in sei Stati americani, ovvero Wisconsin, Minnesota, South Carolina, Connecticut, Vermont e Alabama. L’attenzione nazionale era concentrata soprattutto sui primi tre.

I risultati delle primarie in Wisconsin, Minnesota e South Carolina

In Wisconsin la corsa per scegliere il candidato dem alla carica di governatore è stata molto più equilibrata del previsto. La socialista Francesca Hong, ex chef e figlia di immigrati sudcoreani, ha tallonato David Crowley, moderato sostenuto dall’establishment del Partito democratico, ma alla fine è stata sconfitta per pochi voti. Crowley è stato dichiarato vincitore dai media nazionali con il 98 per cento dei voti scrutinati, in vantaggio con il 39,8 per cento contro il 39,4. Per i repubblicani invece non c’è stata partita. Il deputato Tom Tiffany, esponente dell’ala più conservatrice del Gop e sostenuto da Trump, ha trionfato agevolmente con oltre il 90 per cento dei consensi. In Minnesota la nomination dem è stata conquistata dalla senatrice ed ex candidata alla Casa Bianca Amy Klobuchar. Tra i repubblicani Mike Lindell, imprenditore a capo di un’azienda di materassi e cuscini e grande alleato di Trump, è stato sconfitto da Lisa Demuth, prima donna speaker della Camera statale tra i Repubblicani. Quanto al South Carolina, la repubblicana Darline Graham sostenuta dal tycoon è risultata in vantaggio per la nomination al Senato ma non ha superato la soglia del 50 per cento necessaria a evitare il ballottaggio. Dovrà quindi affrontare il secondo turno contro il deputato Ralph Norman.

Camera con vista, rinnovata l’iniziativa di Poste italiane per le vacanze dei dipendenti

Poste italiane conferma anche per il 2026 Camera con vista, l’iniziativa di welfare aziendale che mette a disposizione dei dipendenti e delle loro famiglie soggiorni gratuiti di una settimana in appartamenti situati in rinomate destinazioni turistiche italiane. Il progetto, ideato con l’obiettivo di offrire ai lavoratori dell’azienda l’opportunità di vivere esperienze autentiche in alcuni dei luoghi più affascinanti d’Italia, dal 2019 ad oggi ha coinvolto quasi 4.500 persone tra dipendenti e familiari, accompagnandole alla scoperta delle bellezze del nostro Paese.

21 alloggi disponibili in tutta Italia

Camera con vista prende avvio dal recupero e dalla riqualificazione di appartamenti di servizio di proprietà dell’azienda, trasformati in accoglienti case vacanza moderne e funzionali. Gli alloggi, realizzati con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, rappresentano un esempio concreto di valorizzazione del patrimonio immobiliare aziendale e di utilizzo responsabile delle risorse.
Dal mare alla montagna, passando per le località termali, gli appartamenti si trovano in alcune delle destinazioni più suggestive del Paese tra cui Capri, Favignana, Forte dei Marmi, Lipari, Chianciano Terme, Soverato, Cernobbio. Per l’edizione 2026 l’offerta si amplia ulteriormente con l’introduzione di quattro nuovi alloggi – Aldeno, Ostia Lido, Porto San Giorgio e Vasto Marina – portando a 21 il numero complessivo degli alloggi disponibili.

Come accedere all’iniziativa

L’accesso all’iniziativa è semplice e immediato. Attraverso la sezione dedicata dell’app aziendale NoidiPoste, riservata ai dipendenti del Gruppo, è possibile consultare le caratteristiche degli appartamenti disponibili e accedere alla piattaforma di booking online.
Anno dopo anno, Camera con vista continua a registrare un ampio consenso tra i dipendenti, confermandosi un’iniziativa capace di coniugare welfare, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio aziendale. Un progetto che riflette l’impegno di Poste italiane nel promuovere il benessere delle proprie persone e che si inserisce nel più ampio modello di welfare sviluppato dall’azienda per favorire l’equilibrio tra vita privata e lavoro, attraverso opportunità concrete e accessibili.

Le rivelazioni sui piani dell’Iran per colpire Trump in Turchia

Appena sceso dall’aereo presidenziale dopo il viaggio dall’Ohio a Washington, Donald Trump ha parlato per la prima volta della rocambolesca fuga dal vertice Nato di Ankara: per depistare eventuali attacchi iraniani, ritenuti tutt’altro che improbabili, il tycoon era salito regolarmente a bordo del vecchio Air Force One (non da quello nuovo donato dal Qatar), a favore di telecamera, per poi essere trasferito in gran segreto su un aereo militare più piccolo, un C-32A, transitando all’interno di un container per il catering aeroportuale. Poi, atterrato nel Regno Unito, aveva fatto il percorso inverso, scendendo poi dal velivolo presidenziale. «Ricevo molte minacce. Molte minacce di cui non siete a conoscenza. Chiunque abbia un ruolo di peso le deve affrontare. Chi non conta nulla non viene minacciato. Credo di essere il bersaglio principale», ha dichiarato The Donald. ha aggiunto. «Io mi limito a seguire le indicazioni del Secret Service».

La minaccia di Teheran e chi era rimasto sull’Air Force One

Il New York Times scrive, citando due funzionari statunitensi, che la minaccia iraniana includeva la possibilità di un missile terra-aria contro l’Air Force One e la conoscenza precisa del luogo in cui Trump alloggiava ad Ankara, compreso il piano dell’edificio. Addirittura, qualcuno nelle vicinanze del vertice Nato era stato avvistato con un razzo portatile. Tutto questo è emerso nelle prime ore dell’8 luglio, secondo e ultimo giorno del vertice Nato. Tra chi ha viaggiato sul volo dal quale Trump è stato segretamente fatto scendere c’erano il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario del Tesoro Scott Bessent, ma anche Stephen Miller, principale consigliere del presidente per la politica interna, e Steven Cheung, direttore delle comunicazioni della Casa Bianca. Tutti rimasti sul vecchio Air Force One, aereo-civetta esposto a un potenziale attacco iraniano.

Le rivelazioni sui piani dell’Iran per colpire Trump in Turchia
Donald Trump (Imagoeconomica).

Trump intanto torna a parlare delle presidenziali del 2028

Trump ha anche parlato dell’ipotesi di candidarsi per un terzo mandato presidenziale. «Tutti mi chiedono se correrò nel 2028. Mi piacerebbe, ma la legge in materia è molto chiara e rigorosa». Com’è noto, un terzo mandato presidenziale è di fatto vietato dalla Costituzione Usa che pone il limite a due. E questo vale anche per Trump, sebbene i suoi mandati alla Casa Bianca siano stati intervallati dal quadriennio targato Joe Biden.

Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze

Negli Stati Uniti lo chiamano effetto Nader, in Italia parliamo di guastafeste: alle elezioni politiche 2027 la carambola potrebbe addirittura triplicarsi, creando il neologismo politico di “variabile Vannacci“, o “fattore Di Battista“, oppure “ago della bilancia Calenda“. Da noi la realtà supera spesso di gran lunga la fantasia.

L’ambientalista che fece vincere Bush

Il riferimento americano è dovuto a quando, in occasione delle Presidenziali del 2000, Ralph Nader, ambientalista che si candidò da indipendente, tolse voti al democratico Al Gore e fece vincere il repubblicano George W. Bush. Un trionfo per le idee liberal… Giusto per citare un esempio: in Florida, uno degli Stati chiave (swing state) Bush prevalse con un margine risicatissimo, di soli 537 voti. In quello stesso Stato Nader racimolò 97.488 preferenze.

Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Ralph Nader nel 2004. Oggi ha 92 anni (foto Ansa).

Occhio dunque alle tre schegge impazzite: il generale, il dissidente grillino e il centrista che rischia di essere il peggior nemico di se stesso. Una sorta di Sudoku dell’interdizione che però paradossalmente favorirebbe lo schieramento più lontano, con un bell’harakiri di programmi e valori che ha già suscitato un po’ di perplessità anche tra i follower (futuri papabili elettori) dei tre leader.

Per i sondaggi le coalizioni sono divise da meno di 3 punti

In realtà i veri disturbatori sono soprattutto due: Vannacci e Di Battista. Il primo, che nei sondaggi di inizio agosto ha superato stabilmente il 7 per cento, se si candidasse da solo farebbe svanire il sogno di Giorgia Meloni di ottenere il bis a Palazzo Chigi. Il centrodestra infatti, nelle ultime medie di Pagella politica, per esempio, è attestato al 41,7 per cento, mentre il centrosinistra è dato al 44,2 per cento. Non a caso la premier a Chi ha tagliato corto, definendo Futuro nazionale «un’operazione costruita per favorire la sinistra».

Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
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Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
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Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
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Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
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Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze

Il 3,5 per cento assegnato nei sondaggi di Renato Mannheimer all’ex Movimento 5 stelle in caso di discesa in politica ribalterebbe invece il quadro, portando o a un successo della destra o quantomeno a un pareggio. Agli osservatori politici non è sfuggito l’assist di Beppe Grillo alle intenzioni di Dibba, dopo tanti mesi di silenzio.

Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze

Se dunque si candidassero entrambi gli outsider, l’effetto potrebbe essere quello di annullarsi a vicenda, creando una situazione di stallo post-elettorale in cui sarebbe difficile formare un governo. E molti si chiedono: cui prodest? Mentre altri notano che mentre l’ex M5s sull’argomento è tranchant, le parole di Vannacci lasciano sempre aperto uno spiraglio di dialogo con Meloni: «Le coalizioni e gli accordi si fanno a ridosso delle elezioni», ha detto alla Versiliana, facendo intendere che è pronto a tenere Fratelli d’Italia & co. sul filo fino all’ultimo respiro.

L’effetto: una polarizzazione del discorso pubblico

Nel frattempo la conseguenza immediata della nascita di Futuro nazionale e delle ipotesi di Di Battista in campo è stata un’ulteriore polarizzazione dei due schieramenti. Il centrodestra rincorre il generale sui temi identitari (sicurezza, legittima difesa e immigrazione), il centrosinistra insegue Dibba sulla politica estera (Gaza, no al cosiddetto riarmo e fine degli aiuti all’Ucraina in particolare).

L’incognita sul sistema elettorale

Ovviamente ci sono due variabili di rilievo: la prima è che i sondaggi nelle ultime elezioni hanno spesso dimostrato una forte forbice rispetto ai voti reali; la seconda è che ancora non è certo il sistema elettorale con cui voteremo tra un anno. Non è un caso che proprio per dare meno instabilità parlamentare e più governabilità al Paese, molti costituzionalisti avevano chiesto a gran voce l’introduzione del ballottaggio, ma l’idea non ha sfondato. Il rischio di un potere di ricatto o di interdizione resta quindi molto alto, sia da una parte sia dall’altra.

Vannacci, Di Battista (e Calenda): l’effetto guastafeste dei sabotatori di alleanze
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Per quel che riguarda Calenda, il discorso è diverso: non si candida per far perdere uno dei due schieramenti, ma per far pareggiare entrambi. La sua scommessa è uno stallo che porti a una scomposizione e ricomposizione delle coalizioni, con taglio delle ali estreme e baricentro moderato. Un governo di larghe intese o tecnico, a quel punto, potrebbe essere l’esito. Unica incognita, sia con l’attuale legge elettorale sia con l’eventuale Stabilicum: il 3 per cento. Perché senza il raggiungimento di quella soglia nelle urne, nessun partito che non si aggrega a una coalizione entrerebbe in parlamento, e allora addio sogni di gloria. Vannacci dorme sonni tranquilli, Dibba e Calenda ondeggiano sul filo del rasoio.

Nuovo attacco della Spagna all’Italia: «Su Ceuta logiche elettorali»

Il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares, da Ceuta, torna ad attaccare il governo italiano che, dopo l’ingresso di massa di oltre 70 mila persone dal Marocco il 30 e 31 luglio, ha sospeso Schengen con la Spagna provocando una contro-decisione analoga di Madrid. Per lui quella dell’Italia è stata una ritorsione dettata solo da «esigenze partitiche e elettorali». Roma per ora mantiene la linea dura, decisa a non cambiare decisione almeno fino a Ferragosto. Giovedì 13 il comitato Schengen ha convocato in audizione a San Macuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il quale ribadirà la preoccupazione che ha spinto il governo a sospendere Schengen e ad aprire lo scontro diplomatico con la Spagna. Una decisione che, però, ribadiscono dal Viminale, potrà essere revocata quando la minaccia rientrerà.