Boomerang Rai sul governo: Telemeloni diventa la clava elettorale della sinistra
Nel centrodestra ne sono convinti in tanti. E infatti qualcuno, in maniera anonima, dà segni di pentimento: «Sulla Rai ora la sinistra ci farà la campagna elettorale. La nostra resistenza su Simona Agnes alla presidenza ci si ritorcerà contro», sussurra un senatore della maggioranza della commissione di Vigilanza Rai. L’Aventino delle opposizioni che ha poi portato alle dimissioni anche dei parlamentari di centrodestra nella commissione che vigila sulla tivù di Stato, infatti, renderà sempre più tesi i rapporti tra le coalizioni.

Nel governo sono convinti che dietro le dimissioni di Barbara Floridia & co. ci sia una mossa studiata a tavolino, soprattutto da parte di Giuseppe Conte. Perché ora sulla Rai, su Telemeloni e sul fatto di esser stati costretti a lasciare la Vigilanza per non subire il ricatto della destra, il campo largo imposterà un bel pezzo di campagna elettorale da qui al 2027. Con scenari che ricordano quelli dell’editto bulgaro di Silvio Berlusconi da Sofia nel 2002 contro Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi, che poi scatenò girotondi e proteste di piazza, rivitalizzando una sinistra che sembrava morta.
Ecco, ora potrebbe accadere la stessa cosa: uno dei temi più caldi su cui il campo largo darà battaglia sarà proprio la Rai: l’occupazione di Telemeloni, i volti di sinistra lasciati scappare, la normalizzazione di Rai 3, la Vigilanza bloccata e la riforma della tivù chiesta dall’Europa ancora al palo, con il rischio dell’infrazione Ue. Tutti in campo con l’elmetto, così come sarà sulla legge elettorale.
L’abbiamo visto già con la maratona oratoria di costituzionalisti, giuristi e politici sul Melonellum: le parole d’ordine sono già quelle dell’allarme democratico, dell’attacco ai valori della Costituzione, del tentativo di far rientrare il premierato dalla finestra, dato che non era riuscito a passare dalla porta. Venerdì 10 luglio andrà in scena un altro appuntamento con parecchia società civile e associazioni.
Copione già scritto per il campo largo
La terza gamba su cui verterà la campagna elettorale delle opposizioni sarà un mix tra la politica estera (dai rapporti con Donald Trump in giù) e la politica economica (il governo in questi anni non ha fatto nulla, anzi l’Italia è più povera e sfiduciata). Insomma, il campo largo, o «alleanza per la Costituzione» come la vorrebbe chiamare Conte, si ritrova la sceneggiatura già scritta. Basterà seguire il copione, fin troppo facile.
Vannacci si lamenta per il poco spazio
Con un’unica novità, rispetto al passato: anche il centrodestra avrà problemi di alleanze, visto che a un certo punto dovrà decidere se imbarcare o meno Roberto Vannacci, scelta niente affatto facile per Giorgia Meloni. Vannacci che, oltretutto, risulta per ora a zero presenze in termini di visibilità proprio sui canali Rai, dai telegiornali all’approfondimento. I vannacciani hanno messo in scena un flash mob davanti a Viale Mazzini, forse ignorando che il palazzo ora è vuoto per ristrutturazione e che i vertici si sono trasferiti all’Eur.
Qui Roma, presidio sotto la sede Rai per protestare contro la censura della tv di Stato nei confronti di Futuro Nazionale, orchestrata dal centrodestra moderato.
— Rossano Sasso (@roxsasso) June 25, 2026
Un partito che in 3 mesi può contare su 112.000 iscritti e che sta cambiando gli equilibri politici nazionali, secondo… pic.twitter.com/2t8mkhOVv8
Ma da settembre, se le cose non cambieranno, arriveranno altre proteste. Anche le truppe del generalissimo hanno capito l’importanza di avere uno strapuntino nel servizio pubblico. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi alla presentazione dei palinsesti ad Ancona ha provato a ribaltare la narrazione: «TeleMeloni? È solo un’operazione di marketing, a furia di ripeterlo lo si dà per vero, ma la realtà è che la Rai oggi è molto più pluralista che in passato». Intanto i due arcinemici delle ultime settimane, Antonio Marano e Roberto Sergio, non si rivolgono più la parola. Questo è il clima all’interno di mamma Rai. La campagna elettorale è iniziata e anche nella televisione di Stato ci si prepara alla battaglia.





























































