Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo

Sopravvivere alle Crociate è stato relativamente semplice. Sopravvivere a sé stessi è un’altra faccenda. Il Sovrano Ordine di Malta – fondato a Gerusalemme nel XI secolo, espulso da Rodi, cacciato da Malta, rifugiatosi a Roma – ha attraversato assedi, dispersioni e rivoluzioni geopolitiche senza mai perdere il filo della propria identità. Oggi quell’identità è messa a rischio non da un esercito nemico, ma da una gestione interna che i suoi stessi membri definiscono, con un eufemismo già fin troppo benevolo, «personalistica».

Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Fra’ John T. Dunlap, Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta (foto Imagoeconomica).

Una gestione sempre più distante dallo spirito evangelico

Al centro della crisi ci sono due figure: il Gran Maestro Fra’ John T. Dunlap (nei corridoi dell’Ordine lo chiamano Fra’ Jet, per la sua passione per i viaggi intercontinentali) e soprattutto il Gran Cancelliere, il conte Riccardo Paternò di Montecupo. È Paternò il vero motore di questa stagione travagliata: le sue nomine, la sua fondazione, il suo stile di governo. Un governo che ambienti diplomatici e volontari hanno raccontato, attraverso segnalazioni formali indirizzate alla Santa Sede, come sempre più distante dallo spirito evangelico che dovrebbe animare un Ordine cavalleresco cattolico.

Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Il Gran Cancelliere Riccardo Paternò di Montecupo (foto Imagoeconomica).

Rimborsi spese di ogni tipo, con cui ci si paga anche la colf

Partiamo dai soldi, che è sempre il modo più rivelatore per capire qualsiasi istituzione. Esiste, nell’Ordine, uno strumento chiamato Solvea: un rimborso spese forfettario in contanti, destinato ai membri del Sovrano Consiglio. Non è una novità di questo governo, ma è con l’attuale che si è trasformata in qualcosa di difficile da giustificare. Il Gran Cancelliere Paternò e il Gran Maestro Dunlap percepiscono diverse migliaia di euro all’anno. Il problema è che, oltre a ciò, i consiglieri godono già di rimborsi di ogni tipo, compreso – secondo chi ha denunciato la situazione – il pagamento della colf. Dunque la Solvea, invece di essere ridotta o eliminata, è rimasta in piedi: inadeguata, ingiusta e sempre meno difendibile.

Le dimissioni “spintanee” di De Franciscis

L’unico membro del Sovrano Consiglio ad averla rifiutata è stato il Gran Ospedaliere Fra’ Alessandro De Franciscis. Un gesto di coerenza che gli è costato caro: all’inizio del 2025, De Franciscis si è dimesso o, più probabilmente, si è trattato di dimissioni “spintanee”, come vuole il copione di certi addii istituzionali. Le ragioni sarebbero due: il no alla Solvea e l’opposizione alla creazione di una nuova fondazione voluta fortemente da Paternò, denominata Omdp.

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Fra’ Alessandro De Franciscis (foto Imagoeconomica).

Perché registrare una fondazione a Londra?

Quest’ultima meriterebbe un capitolo a sé. Non per le sue attività – che restano oscure, il che è già un problema – ma per la sua architettura. Per rendere il tutto ancora meno trasparente, la fondazione ha costituito un’ulteriore entità con lo stesso nome nel Regno Unito, registrata presso la Charity Commission britannica. Un dettaglio che suggerisce almeno una domanda: perché registrare una fondazione a Londra, se l’Ordine di Malta non ha un ambasciatore accreditato nel Regno Unito, e il Regno Unito non ha un ambasciatore presso l’Ordine a Roma? La risposta più ottimistica sarebbe: per motivi di efficienza filantropica internazionale. La risposta che circola negli ambienti interni è considerevolmente meno ottimistica.

Il sistema delle nomine tra amici e fratelli: nepotismo in purezza

Il Gran Cancelliere ha un metodo non complicato da descrivere. Si chiama nepotismo, ed è praticato con una disinvoltura che tradisce una certa sicurezza di sé. Il fratello Maurizio Paternò è stato nominato Consigliere presso l’ambasciata dell’Ordine all’Unesco, con relativo passaporto diplomatico. Un ruolo sulla cui funzione molti si interrogano, ma che comporta incarichi di rappresentanza per gli amici fraterni. Tra questi figura anche il Principe Lorenzo Borghese, nominato sia ministro Consigliere in Giordania (il numero due dell’ambasciata) sia presidente di Acismom, l’associazione sanitaria dell’Ordine.

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Lorenzo Borghese (foto Imagoeconomica).

Quando le incompatibilità diventano dettagli trascurabili

Il problema è che il Codice dell’Ordine, all’articolo 118, è esplicito: diplomatico e presidente di associazione sono cariche incompatibili. Per gli amici di Paternò, evidentemente, le incompatibilità sono dettagli. E i conti di Acismom, sotto la guida di Borghese, sono in condizioni tali che se si trattasse di un’impresa privata avrebbero già suggerito il ricorso al tribunale fallimentare. Per non rischiare una non rielezione imbarazzante, l’assemblea prevista per il 28 ottobre è stata rinviata a data da destinarsi.

Gli intrecci al Circolo della caccia di Roma

Non meno interessante è il criterio di selezione che orienta le nomine. Secondo fonti interne, Paternò privilegia persone legate al Circolo della caccia di Roma, il salotto aristocratico nel quale si tiene, guarda caso, la cena di gala che ha aperto la Conferenza dei Tesorieri nel Mondo, mercoledì 18 febbraio. Giorno che, sul calendario liturgico, è il mercoledì delle ceneri. Austerità proclamata, cena d’apertura all’esclusivo Circolo della caccia: il contrasto simbolico non è sfuggito a nessuno dentro l’Ordine. E ha alimentato ulteriormente il disagio.

Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo

Il consiglio personale di 13 persone (che sarebbe anticostituzionale)

Per consolidare il suo potere, Paternò si è inventato un consiglio personale di 13 persone. Alcune, va detto, di ottimo livello professionale. Peccato che questo organo non esista nella Costituzione dell’Ordine né nel suo Codice. È, per usare la definizione diffusa tra i giuristi interni, sostanzialmente anticostituzionale. La sua funzione reale, secondo gli osservatori, è quella di offrire una parvenza di collegialità a decisioni già prese, trasformando il volere del Gran Cancelliere in qualcosa che possa sembrare, almeno formalmente, legittimato da un consenso più ampio.

La lista delle epurazioni è significativa

Non stupisce che in questo contesto alcuni dipendenti abbiano trovato nel Marchese del Grillo l’etichetta più adatta per descrivere il loro superiore. «Io so’ io, e voi non siete un c…». la celeberrima battuta del film è diventata, nelle anticamere dell’Ordine, una sintesi non troppo esagerata dello stile di governo. La lista delle epurazioni è significativa: il Segretario generale Stefano Ronca, il responsabile delle comunicazioni Eugenio Ajroldi, i consiglieri Fra’ De Franciscis e Fabrizio Colonna, oltre a diversi ambasciatori.

Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo

La vicenda di Ajroldi merita un approfondimento. Il responsabile delle comunicazioni aveva tentato di opporsi a una linea editoriale che privilegiava la copertura dei viaggi e delle visite ufficiali di Gran Maestro e Gran Cancelliere, con le relative onorificenze accumulate, a scapito delle attività umanitarie, che sono la missione statutaria dell’Ordine.

Le inchieste del Fatto e la lettera di smentita che non smentiva nulla

Rimosso lui, è arrivata Marianna Balfour (oggi al Wwf), poi anche lei sostituita da Martina D’Onofrio. Per supportarne l’operatività è stata ingaggiata l’influente agenzia di comunicazione Comin & Partners. Risultato concreto: quando Il Fatto Quotidiano ha pubblicato, nell’ottobre del 2025, una serie di articoli documentati sulle criticità dell’Ordine (8, 12, 14 e 20 ottobre), la risposta ufficiale è stata una lettera di smentita che, di fatto, non smentiva nulla. Scritta pare contro il parere di Comin stesso, che aveva suggerito un approccio diverso.

Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo

Il Gran Maestro Fra’ John Dunlap non è una figura marginale in questa storia, anche se tende a presentarsi come tale. Il Codice dell’Ordine, agli articoli 106-108, è chiaro: il Gran Maestro deve risiedere nella sede dell’Ordine, dedicarsi pienamente alle opere melitensi ed essere esempio di vita cristiana autentica. Secondo quanto pubblicato dal Fatto, i suoi frequenti viaggi negli Stati Uniti per seguire il suo (ex?) studio legale sollevano più di un dubbio sul rispetto di queste prescrizioni.

Fra’ Jet va ghiotto di lumache, anche al Cairo

In compenso, l’obiettivo dichiarato del tandem Dunlap-Paternò sembra essere soprattutto uno: visitare capi di Stato e di governo in giro per il mondo, raccogliere onorificenze, farsi fotografare con i potenti. La testimonianza è sul sito istituzionale dell’Ordine: basta confrontare quante notizie riguardano questi incontri rispetto a quante riguardano le attività umanitarie sul campo. E quando, in novembre, il viaggio ha toccato Il Cairo – accompagnato, come di consueto, da Gran Cancelliere e Segretario generale Giampaolo Cantini, tutti alloggiati in hotel di lusso – il Gran Maestro ha chiesto che gli venissero portate delle lumache al ristorante. Piatto che, come probabilmente sa chiunque non sia ospite fisso del Circolo della Caccia, non appartiene esattamente alla tradizione culinaria egiziana. La stessa richiesta è stata avanzata nel successivo viaggio in Austria. Un particolare minore, in sé. Ma sintomatico di un’attitudine complessiva.

Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Giampaolo Cantini (foto Imagoeconomica).

Le riforme volute da papa vengono sistematicamente disattese

Il papa ha un suo rappresentante nell’Ordine: il Cardinal Patrono, attualmente Gianfranco Ghirlanda, gesuita. Chi lo conosce dice che per farlo parlare non basterebbero le pinze. Eppure, secondo fonti accreditate e convergenti, il suo disappunto verso l’attuale governo sarebbe profondo. La ragione principale: le riforme volute da papa Francesco nel 2022 (e richiamate da papa Leone XIV in una lettera del 24 giugno all’Ordine) vengono sistematicamente disattese. La riforma prevedeva un rafforzamento della dimensione religiosa, una maggiore trasparenza nella gestione dei beni e il rilancio della vita comunitaria dei membri Professi. La casa destinata a ospitare questi ultimi, i cosiddetti Fra’, continua però a non essere disponibile.

Come l’Ordine di Malta ha perso l’anima tra viaggi, lusso e nepotismo
Il cardinale Gianfranco Ghirlanda (foto Imagoeconomica).

Ghirlanda vede l’Ordine trasformarsi in una brutta copia di una Organizzazione non governativa, senza nemmeno la trasparenza contabile che le Ong vere sono tenute a garantire. Una struttura tutta orientata, ai livelli apicali, alla coltivazione di relazioni private e al collezionismo di onorificenze. La rete diplomatica, intanto, continua a operare senza stipendi né rimborsi: gli ambasciatori e i membri delle ambasciate sostengono i costi di tasca propria, con il risultato prevedibile di selezionare i rappresentanti dell’Ordine in base al patrimonio personale piuttosto che alla competenza diplomatica.

Crollano fede e fiducia, i due pilastri su cui si reggono le donazioni

Il motto dell’Ordine “Difesa della fede e servizio ai poveri” non è una formula araldica decorativa. È il cuore di otto secoli di storia. Fede e fiducia sono anche i due pilastri su cui si reggono le donazioni: le grandi famiglie cattoliche internazionali che finanziano le opere melitensi lo fanno perché credono in quel carisma. Quando la fede non viene rispettata, perché le riforme papali si trasformano in carta straccia, e la fiducia si erode perché i donatori cominciano a ricevere segnalazioni su come vengono gestiti i fondi, il problema smette di essere gestionale. E diventa esistenziale.

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L’ambulatorio medico del Sovrano militare Ordine di Malta (foto Imagoeconomica).

Va detto che l’Ordine di Malta continua a svolgere un lavoro prezioso sul terreno: ospedali da campo in zone di guerra, assistenza umanitaria in contesti di povertà estrema, volontari che operano con risorse proprie in decine di Paesi. Il problema non è l’Ordine in quanto tale. Il problema è la concentrazione di potere in un ristrettissimo gruppo apicale, la distanza crescente tra le parole e i fatti, tra il carisma proclamato e lo stile di governo praticato.

L’Ordine può sopravvivere a questo inesorabile logoramento?

Un’istituzione millenaria può sopravvivere agli eserciti. Può sopravvivere alle dispersioni territoriali, alle rivoluzioni, ai trattati di pace che ignorano la sua esistenza. Non è detto, però, che possa sopravvivere al lento logoramento che nasce quando chi è chiamato a incarnarne i valori ne diventa, invece, la smentita vivente. Per un Ordine cavalleresco fondato sulla fede e sul servizio, perdere l’anima è la sconfitta che nessun assedio ha mai inflitto.

L’ultima di Petrecca: si paragona a Gesù e punta il dito contro chi l’ha tradito

Paolo Petrecca alla fine si è dimesso da direttore di Rai Sport o, per meglio dire, è stato costretto a rinunciare alla direzione della testata sportiva della tv pubblica. Il passo indietro sembrava inevitabile dopo la disastrosa telecronaca della cerimonia di apertura di Milano-Cortina, diventata un caso politico e una figuraccia internazionale. Ma Petrecca si è sentito tradito. E lo ha fatto intendere su Instagram, accostando la sua figura a quella di Gesù Cristo.

La storia pubblicata su Instagram

Petrecca ha infatti pubblicato su Instagram una storia con il dipinto “San Matteo e l’Angelo” di Guido Reni, accompagnato dalla scritta “Mt 26, 20-29”: il riferimento è a un passo del Vangelo secondo Matteo (capitolo 26, versetti 20-29). E per la precisione a quello iniziale dell’Ultima Cena, quando Gesù annuncia agli apostoli: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Com’è noto fu Giuda Iscariota a “vendere” Gesù alle autorità del Tempio di Gerusalemme per 30 denari, identificandolo con un bacio nell’orto degli ulivi. Resta da capire chi sia il Giuda di Petrecca, ammesso che esista.

L’ultima di Petrecca: si paragona a Gesù e punta il dito contro chi l’ha tradito
La storia pubblicata da Paolo Petrecca su Instagram.

I versetti citati da Petrecca

Ecco di seguito i versetti del Vangelo secondo Matteo citati da Petrecca.

Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà». Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: «Tu l’hai detto». Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».

A Washington la prima riunione del Board of Peace

«Credo non ci sia mai stato niente di più potente e prestigioso». Donald Trump ha aperto così la prima riunione del Board of Peace a Washington, dopo aver fatto alcuni accenni all’economia americana. «Quello che stiamo facendo è molto semplice, pace. Si chiama Consiglio della Pace, e si basa su una parola facile da dire ma difficile da produrre. Noi la realizzeremo. Stiamo facendo un ottimo lavoro e alcuni dei leader che sono con noi mi hanno aiutato molto già in questo primo anno», ha aggiunto. Al Board aderiscono una ventina di Paesi e poi ci sono i Paesi osservatori, tra cui l’Italia che è rappresentata dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. «Non c’è nulla di più importante della pace e non c’è nulla di meno costoso della pace. Sapete, quando si va in guerra, costa cento volte di più di quanto costi fare la pace», ha continuato Trump.

Su cosa si focalizza la riunione

La prima riunione formale del Board è l’occasione per un aggiornamento sull’attuazione del Piano di pace in 20 punti dell’amministrazione americana e sui progetti d’investimento e di ricostruzione della Striscia. Vi partecipano il Capo del comitato tecnocratico palestinese, Ali Sha’at, l’Alto rappresentante per Gaza, Nickolay Mladenov, e la larga maggioranza dei membri del Board e degli osservatori, inclusi rappresentanti della presidenza cipriota dell’Ue e della Commissione Europea. La riunione si concentrerà sull’attrazione di investimenti per la ricostruzione di Gaza e sull’attuazione della seconda fase dell’accordo di pace.

Vannacci passerà al gruppo Europa delle Nazioni Sovrane

Dopo l’addio alla Lega e la fondazione di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci è in procinto di entrare nel gruppo dell’Europa delle Nazioni Sovrane (Esn). Secondo quanto filtra da Strasburgo, l’annuncio ufficiale arriverà il 24 febbraio, nel corso di una conferenza stampa a cui dovrebbero partecipare anche il tedesco René Aust (presidente del gruppo) e il polacco Stanislaw Tyszka.

Aust lo aveva definito «un ottimo politico»

Proprio Aust il 4 febbraio aveva definito Vannacci «un ottimo politico», rispondendo a una domanda riguardo il possibile ingresso dell’ex generale nella sua famiglia politica dopo l’esclusione dai Patrioti, di cui peraltro aveva già perso la vicepresidenza per volontà dei francesi del Rassemblement National a causa delle tesi esposte ne Il mondo al contrario.

Con Vannacci salgono a 28 gli eurodeputati sovranisti

Il gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane, di estrema destra nazionalista, si è formato al Parlamento Ue il 10 luglio 2024, a seguito delle elezioni europee di giugno dello stesso anno. Conta 27 eurodeputati, la maggior parte dei quali (15) appartengono al partito tedesco Alternative für Deutschland. Ne fanno inoltre parte (tra gli altri) i francesi di Reconquête, i polacchi di Nowa Nadzieja, gli slovacchi di Repubblica e i bulgari di Rinascita. Con Vannacci i deputati di Esn diventeranno dunque 28.

Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino

Nella Lega post Vannacci ormai è guerra totale. Nei corridoi dei palazzi romani a incrociare le armi non sarebbero più solo le varie fazioni: salviniani del Sud contro nordisti, lombardi fedeli al segretario contro dirigenti vicini al ‘partito dei governatori’, pasionarie anti-Islam contro ex vannacciani, veneti zaiani contro veneti del nuovo corso. Dai gruppi parlamentari la balcanizzazione pare essersi trasferita anche sui collaboratori. Ed è così che l’ufficio stampa della Lega, dal Mit al gruppo alla Camera e al Senato, è da tempo uno dei luoghi più infuocati della Roma leghista. L’arrivo dell’ex direttore del Tempo di Antonio Angelucci, Davide Vecchi, avrebbe aumentato le tensioni.

Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino
Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino
Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino
Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino
Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino
Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino
Lega, guerra anche nell’ufficio stampa: Vecchi nel mirino

Le accuse della vecchia guardia all’ex direttore del Tempo

Ritenuto vicino alla fidanzata di Matteo Salvini, Francesca Verdini, Vecchi sarebbe accusato dalla vecchia guardia dell’ufficio stampa di aizzare i parlamentari l’uno contro l’altro, favorire i pasdaran come Domenico Furgiuele e Claudio Borghi e cercare di danneggiare i capigruppo di Camera a Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. Le accuse sarebbero pesanti e il clima incandescente, tanto che si parla di minacce di rese dei conti ‘fisiche’ tra una fazione e l’altra dell’ufficio stampa. A Montecitorio si attendono il redde rationem per la prossima settimana, quando finalmente il capo tornerà da Milano-Cortina e trascorrerà qualche giorno a Roma prima di tornare fisso sulle piste fino alla conclusione delle Paralimpiadi. 

Attivista ucciso a Lione, Macron contro Meloni: «Non commenti gli affari francesi»

Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto alla premier Giorgia Meloni di smettere di «commentare ciò che sta accadendo altrove», con riferimento alla vicenda di Quentin Deranque, l’attivista ucciso in Francia su cui la leader di Fdi si era espressa il giorno prima. «Lasciate che tutti restino a casa e le pecore saranno ben custodite», ha ironizzato Macron da Nuova Delhi, a margine di una visita ufficiale in India. «Sono sempre colpito dal fatto che i nazionalisti, che non vogliono essere disturbati nel proprio Paese, siano i primi a commentare ciò che accade altrove», ha aggiunto. La premier Meloni aveva scritto su X che «la morte di un giovane di poco più di 20 anni, attaccato da gruppi legati all’estremismo di sinistra in un clima di odio ideologico diffuso in diversi Paesi, è una ferita per tutta l’Europa». Quentin è stato picchiato a morte da almeno sei persone di cui alcune riconducibili al movimento di sinistra radicale La Jeune Garde, che ha collegamenti diretti con La France Insoumise di Jean-Luc Melenchon.

Palazzo Chigi: «Stupore per le parole di Macron»

Fonti di Palazzo Chigi hanno manifestato «stupore» per le parole di Macron, sottolineando che la presidente del Consiglio «ha espresso il suo profondo cordoglio e la sua costernazione per la drammatica uccisione del giovane Quentin Deranque e ha condannato il clima di odio ideologico che sta attraversando diverse nazioni europee». Dichiarazioni che, hanno aggiunto le stesse fonti «rappresentano un segno di vicinanza al popolo francese colpito da questa terribile vicenda e che non entrano in alcun modo negli affari interni della Francia».

Tajani: «L’omicidio di Quentin non ha confini e va condannato»

Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando come una simile vicenda non abbia confini e vada condannata indipendentemente da dove sia accaduta: «L’uccisione di un giovane attivista francese, per lo più in un contesto universitario, è un fatto grave che riguarda tutti, un episodio che va condannato senza esitazioni. Un omicidio che non ha confini, un monito a chi usa odio e violenza, a chi insulta e professa un linguaggio offensivo. Ci sono stati tanti Quentin in Italia. Alcuni nei periodi più bui della Repubblica. Ecco, condannare episodi come quello di Lione serve anche a questo, a far sì che non si ritorni ad un brutto passato anche in Italia. Perché la politica è soprattutto dialogo e confronto, anche con chi non la pensa come noi».

Trump vuole costruire una base per 5 mila soldati a Gaza: come sarà

Donald Trump sta pianificando di costruire nella Striscia di Gaza una base militare di oltre 1,5 chilometri quadrati e capace di ospitare fino a 5 mila soldati della futura Forza di stabilizzazione internazionale. Lo riporta il Guardian, che ha visionati documenti di appalto emessi dal Board of Peace. Il sito, secondo i progetti, sarà circondato da circondato da 26 torri di guardia blindate montate su rimorchi. Avrà poi un poligono di tiro e un magazzino per l’equipaggiamento militare. I piani prevedono inoltre la realizzazione di una rete di bunker, con elaborati sistemi di ventilazione, dove i soldati potranno ripararsi.

Trump vuole costruire una base per 5 mila soldati a Gaza: come sarà
Donald Trump in visita a una base militare Usa (Imagoeconomica).

La base dovrebbe sorgere nella parte sud della Striscia

La base dovrebbe sorgere in una «distesa arida» nella parte meridionale della Striscia, un’area pesantemente colpita da bombardamenti dell’Idf: gran parte di questa porzione del territorio palestinese è attualmente sotto il controllo israeliano. Il Guardian scrive che un consorzio internazionale di imprese edili (con esperienza in zone di guerra) ha già visitato l’area. Nei documenti visionati dal giornale britannico c’è anche un “Protocollo sui resti umani”: nel caso venissero scoperti durante la costruzione della base, «tutti i lavori nelle immediate vicinanze devono cessare immediatamente, l’area deve essere messa in sicurezza e il responsabile degli appalti deve essere immediatamente informato per ricevere istruzioni», si legge.

Cosa farà la Forza internazionale di stabilizzazione

La Forza internazionale di stabilizzazione, secondo le Nazioni Unite, avrà il compito di proteggere il confine di Gaza e mantenere la pace all’interno della Striscia. Dovrebbe anche addestrare e supportare le forze di polizia palestinesi. Non è tuttavia chiaro quali sarebbero le regole di ingaggio in caso di nuovi bombardamenti da parte di Israele o di attacchi di Hamas. E nemmeno quale sarebbe il ruolo di questo contingente nel disarmo della milizia islamista, condizione posta da Tel Aviv per procedere con la ricostruzione di Gaza.

Ex principe Andrea arrestato, le reazioni in Uk da Re Carlo a Starmer

Da Re Carlo al premier Keir Starmer, sono molte le figure della famiglia reale e del governo britannico che hanno commentato l’arresto dell’ex principe Andrea, fratello minore del sovrano, con l’accusa di cattiva condotta in pubblico ufficio. Il sospetto è che abbia diffuso al finanziere pedofilo Jeffrey Epstein alcune informazioni riservate mentre era emissario per il Commercio per conto del governo inglese.

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Re Carlo: «La giustizia faccia il suo corso»

Così re Carlo III in un comunicato rilasciato dopo il fermo: «Ho appreso con profonda preoccupazione la notizia riguardante Andrew Mountbatten-Windsor e il sospetto di cattiva condotta nell’esercizio della sua carica pubblica. Quello che segue è un processo completo, equo e corretto attraverso il quale questa questione verrà indagata nel modo appropriato e dalle autorità competenti. In questo, come ho già detto, hanno il nostro pieno e sincero sostegno e la nostra cooperazione.Voglio dirlo chiaramente, la giustizia deve fare il suo corso. Poiché questo processo è in corso, non sarebbe opportuno per me commentare ulteriormente la questione. Nel frattempo, la mia famiglia e io continueremo a svolgere il nostro dovere e a servire tutti voi».

Starmer: «Chiunque abbia informazioni si faccia avanti»

Il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato che Andrea dovrebbe parlare con le autorità nel Regno Unito e negli Stati Uniti in merito allo scandalo Epstein, accusato di pedofilia e traffico, aggiungendo che «chiunque abbia delle informazioni dovrebbe testimoniare». Intervistato dalla Bbc, ha sottolineato che chi possieda elementi su «qualsiasi aspetto della violenza contro donne e ragazze» ha «il dovere di farsi avanti, chiunque egli sia». Il premier ha poi ribadito che «tutti sono uguali davanti alla legge e nessuno è al di sopra della legge, un principio di lunga data che deve applicarsi in questo caso allo stesso modo in cui si applicherebbe in qualsiasi altro caso».

William e Kate appoggiano la dichiarazione del re

Il principe e la principessa di Galles, William e Kate, sostengono la dichiarazione del re in seguito all’arresto di Andrea, secondo quanto appreso dalla Bbc.

La famiglia di Virginia Giuffre: «Non è mai stato un principe»

Sulla vicenda è intervenuta anche la famiglia di Virginia Giuffre, una delle vittime di Epstein, che in una nota ha scritto: «Finalmente, oggi i nostri cuori spezzati sono stati sollevati dalla notizia che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno la famiglia reale. A nome di nostra sorella, esprimiamo la nostra gratitudine alla polizia del Regno Unito per le indagini e l’arresto di Andrew Mountbatten-Windsor. Non è mai stato un principe. Per tutte le sopravvissute nel mondo, Virginia ha fatto questo per voi». Va ricordato che Andrea non è stato arrestato per nulla che riguardi Virginia Giuffre. Ciò che ha portato al suo arresto sono le attività svolte mentre era un inviato commerciale.

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno

Alla fine, nel gioco delle tre carte della Rai, sono arrivate le attese dimissioni di Paolo Petrecca da Rai Sport: una decisione che da giorni sembrava inevitabile, dopo la fallimentare telecronaca durante la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. «Roba da far accapponare la pelle», come dicono i “vecchi” del servizio pubblico radiotelevisivo. Un caso che era diventato ben presto politico, con tanto di fragorosa protesta dei giornalisti. E la figuraccia aveva superato i confini italiani, trasformandosi in spernacchiata internazionale. Non è bastato togliergli il commento della serata di chiusura: è stata decisa proprio la defenestrazione, prevista per la fine dei Giochi (inizialmente sembrava che la questione sarebbe stata affrontata dopo Sanremo). L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi avrebbe fatto volentieri a meno di tutto questo caos, e ha dovuto rimuoverlo obtorto collo, anzi obtorto Lollo, visto che al posto di Petrecca arriva il 54enne Marco Lollobrigida come f.f. ossia facente funzione. “Lollo”, come lo chiamano tutti, «fa parte del giro di Arianna Meloni», e infatti è anche «amico delle sue amiche», con una forte predilezione per la gastronomia (come l’altro Lollo, il ministro dell’Agricoltura, nonché ex di Arianna). La sua era una classica carriera da vice, senza mai esporsi troppo (è in azienda dal 2001): ora però è arrivato in cima, al vertice di Rai Sport, per harakiri altrui.

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
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Gianni Letta abbandona il premio Carli/Liuzzo

Il mondo si evolve, progredisce, migliora, dicono gli ottimisti: e infatti Gianni Letta non è più il presidente onorario del premio Guido Carli, quello curato da Romana Liuzzo. Il nome dell’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio non appare più nel sito del premio: un abbandono di peso, per il premio. Il “garante” non c’è, e per tanti investitori ha un significato importante, questa scelta di andarsene. Alla pagina web ora ci sono solamente la presidente (Liuzzo) e il vicepresidente (Guido Massimo Dell’Omo, figlio della presidente): sparito Letta. Come sede appare ancora la Luiss (sulla questione c’era stata aria di tempesta), nella Capitale, anche se in viale Romania 32, non certo nella villa, sempre dell’ateneo confindustriale, che era stata scelta anche come set per i servizi fotografici e televisivi. A proposito, sulle reti Mediaset sono ricominciati gli spot con la presidente protagonista assoluta, pubblicità di cui però nello stesso gruppo berlusconiano nessuno riesce a capire il contenuto e la finalità, tranne che a promuovere la stessa Liuzzo appena uscita dal “trucco e parrucco”, in stile star di Hollywood. E, soprattutto, se vengono diffusi gratuitamente, tipo “pubblicità progresso”, come accadeva una volta nel servizio pubblico radiotelevisivo: anche perché i bilanci della fondazione appartengono al mondo dei misteri, dato che sono totalmente sconosciuti e non sono mai apparsi, nonostante le normative sul tema e le minime, elementari, regole di trasparenza, nemmeno sul sito internet. In qualche salotto capitolino dicono che Liuzzo potrebbe essere candidata alle elezioni politiche 2027 nelle liste di Forza Italia. Ma senza Gianni Letta al suo fianco, nelle vesti di “garante”, come si fa…

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
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Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno

Amato superstar con Cartabia

Pomeriggio di incontri al vertice, a Roma, per parlare di norme e magistrati, nel Centro Studi Americani: mercoledì 18 febbraio, proprio nel giorno della visita molto simbolica del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Csm, in via Caetani l’ex ministro della Giustizia Maria Cartabia ha presentato il suo libro Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico. Sul palco c’erano Giuliano Amato, presidente emerito della Corte costituzionale, vera star dell’incontro, Francesco Clementi, professore ordinario di Diritto pubblico comparato alla Sapienza Università di Roma, Luca Antonini, vicepresidente della Corte costituzionale, oltre all’autrice. In sala, ad assistere all’evento, Giovanni Amoroso, presidente della Corte costituzionale, assieme a giudici costituzionali e magistrati. E l’immancabile Gianni Letta. Chi conduceva? «La fedelissima di Marta Cartabia», ossia la giornalista Donatella Stasio.

Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno
Un Lollo tira l’altro, Letta lascia il premio Carli: le pillole del giorno

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio

L’ex principe Andrea, fratello di Re Carlo III, è stato arrestato a Sandringham dalla polizia britannica per cattiva condotta in pubblico ufficio, proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno: avrebbe condiviso informazioni riservate con Jeffrey Epstein quando era emissario commerciale del governo di Londra. Com’è noto, Andra da tempo è sotto accusa per i suoi legami con il finanziere, condannato per reati sessuali e morto suicida in carcere nel 2019. Ecco le tappe del suo declino.

Le prime accuse all’ex principe da parte di Virginia Giuffre

Le prime accuse a Andrea risalgono al 2011, quando la Bbc parò dell’amicizia con Epstein, già condannato per reati sessuali, chiedendo che il principe si dimettesse dal suo ruolo di inviato commerciale. Nel 2014, un tribunale della Florida rese noto che Andrea era una delle figure di spicco ad aver partecipato ad attività sessuali con una minorenne, poi identificata con Virginia Giuffre. Quest’ultima, in un’intervista del 2019 al programma Panorama della Bbc, raccontò di essere stata vittima di tratta e di essere stata costretta da Epstein a rapporti sessuali con il principe Andrea in tre occasioni, di cui una quando era ancora minorenne.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
Il memoir di Virginia Giuffre (Ansa).

L’intervista che segnò il crollo dell’immagine di Andrea

Il 16 novembre di quell’anno, Andrea si fece intervistare dal programma Newsnight sulla sua amicizia Epstein, mostrando totale assenza di empatia mostrata verso le vittime. Travolto ormai dallo scandalo-Epstein, Andrea – che aveva volato spesso a bordo del suo jet “Lolita Express” – si era di fatto ritirato dalla vita pubblica.

La decisione di Elisabetta II: via il titolo di “Altezza Reale”

La battaglia legale con Giuffre (che si sarebbe poi suicidata nel 2025), si è conclusa a inizio 2022 con un accordo extragiudiziale, che ha visto Andrea versare alla donna una somma non divulgata. Negli stessi giorni, la regina Elisabetta II revocò al figlio il trattamento pubblico di “Altezza Reale”. Contestualmente, Andrea aveva rinunciato a tutti i titoli militari tranne quello di viceammiraglio della Royal Navy. Il fratello minore di Carlo aveva passato 22 anni nella Marina Reale, prestando servizio come pilota di elicotteri durante la guerra delle Falkland.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
Andrea e l’ex moglie Sarah Ferguson (Ansa).

La revoca del titolo di principe e lo sfratto da Windsor

A fine ottobre il fratello maggiore Carlo, nel frattempo diventato re Carlo III, lo ha privato dei titoli di principe e duca di York, costringendolo a lasciare la sua residenza reale a Windsor, nota come Royal Lodge. Sempre per desiderio del sovrano britannico, l’ex principe, ormai “solo” Andrea Mountbatten-Windsor, ha poi perso anche l’ultimo grado militare onorifico che gli era rimasto, quello di viceammiraglio. Assieme a lui, pure l’ex moglie Sarah Ferguson (molto amica di Epstein) ha dovuto rinunciare al titolo di duchessa di York.

La foto spuntata negli ultimi file relativi al caso-Epstein

Tra gli ultimi file sul caso-Epstein diffusi dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti è spuntata anche una foto senza data, scattata in una località segreta, che mostra Andrea a quattro zampe su una donna sdraiata a terra. Un’accusatrice di Epstein ha affermato che il finanziere la mandò nel Regno Unito per un rapporto sessuale con Andrea. Un avvocato della donna ha dichiarato alla Bbc che l’incontro è avvenuto nel Royal Lodge nel 2010, quando la sua assistita aveva poco più di 20 anni.

Le tappe della caduta dell’ex principe Andrea, arrestato per abuso d’ufficio
La foto di Andrea a quattro zampe su una ragazza (Ansa).

L’arresto a Sandrigham: il primato dell’ex principe Andrea

Già primo figlio di una regina e fratello di un re britannico ad essere privato di ogni titolo ed onorificenza, Andrea il 19 febbraio 2026 è diventato anche il primo membro di alto rango della famiglia reale nella storia moderna ad essere arrestato. «La giustizia faccia il suo corso», ha commentato seccamente Carlo.

Marco Lollobrigida, chi è il nuovo direttore ad interim di Rai Sport

Dopo le dimissioni di Paolo Petrecca da direttore di Rai Sport, l’incarico passa temporaneamente al suo vice Marco Lollobrigida. Giornalista, telecronista sportivo e conduttore televisivo, quest’ultimo lavora nella tivù pubblica dal 2001 e, nel corso della sua carriera, ha raccontato diverse olimpiadi e campionati di calcio.

Ha condotto trasmissioni storiche come La Domenica Sportiva e 90° minuto

Nato a Roma nel 1971, Lollobrigida ha cominciato a 21 anni a lavorare per l’emittente regionale Rete Oro, per poi arrivare in Rai nel 2001. Come conduttore e telecronista ha seguito cinque Olimpiadi, quattro Campionati mondiali di calcio, tre Campionati europei di calcio e per quattro anni ha condotto, su Radio 2, Campioni del Mondo, programma dedicato al calcio e agli sport olimpici. Nel 2016 ha presentato, il sabato in seconda serata su Rai 2, Calcio Champagne, format dedicato all’analisi e alle interviste ai protagonisti degli anticipi della Serie A con ospite fisso Mario Sconcerti. A maggio 2017, insieme a Massimiliano Rosolino, è stato il volto de La Grande Corsa sul centesimo Giro d’Italia, in onda sempre su Rai 2. Sua è stata anche la conduzione di trasmissioni storiche come La Domenica Sportiva e 90° minuto. Ha vinto numerosi premi tra cui il Premio di Cultura Sportiva Beppe Viola (2017), il Premio giornalistico Nicolò Carosio (2021), Il Premio Federico i per la comunicazione e il giornalismo sportivo (2023) e il Premio nazionale Pratola (2024).

Bill Gates ha disertato il summit sull’IA in India

Bill Gates ha disertato il summit sull’Intelligenza artificiale in India. Giovedì il fondatore di Microsoft era atteso come relatore principale, ma ha annullato la sua partecipazione all’ultimo senza addurre alcuna motivazione. «Dopo un’attenta considerazione e per garantire che l’attenzione rimanga sulle priorità principali del summit sull’IA, il signor Gates non terrà il suo discorso principale», ha comunicato la Gates Foundation in una nota. Il sospetto è che dietro all’improvvisa rinuncia del miliardario – proprio nel giorno dell’arresto dell’ex principe Andrea – ci sia la pubblicazione di nuovi file del caso Epstein in cui appare il suo nome. In due bozze di e-mail indirizzate a se stesso risalenti al 2013, Epstein affermava di aver organizzato incontri per il miliardario e di averlo aiutato a ottenere farmaci per nascondere un’infezione sessualmente trasmissibile alla moglie. Gates dal canto suo ha respinto con forza queste accuse definendole «false». «A quanto pare Jeffrey ha scritto un’email a sé stesso. Quell’email non è mai stata inviata, l’email è, sapete, falsa. Quindi non so cosa pensasse. Mi ricorda solo che ogni minuto passato con lui lo rimpiango e chiedo scusa per averlo fatto», ha detto Gates alla Cnn. «Sono stato solo a cene, non sono mai andato sull’isola. Non ho mai incontrato donne».

Cultura, nominati i nuovi direttori di 14 musei statali: chi sono

La Direzione generale musei del ministero della Cultura ha comunicato l’esito della selezione pubblica internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore di 14 musei italiani di seconda fascia. Di seguito l’elenco dei nomi designati.

I 14 nuovi direttori di musei italiani

Si tratta di:

  • Guido Comis per il Museo storico e Parco del Castello di Miramare di Trieste/Direzione regionale Musei nazionale Friuli-Venezia Giulia;
  • Denis Ton per il Complesso monumentale della Pilotta di Parma;
  • Luigi Gallo per i Musei Nazionali di Bologna/Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia Romagna;
  • Maria Elena Motisi per i Musei nazionali di Lucca;
  • Luca Mercuri per il Pantheon e Castel Sant’Angelo/Direzione Musei nazionali della città di Roma;
  • Luigi Scaroina per il Parco Archeologico dell’Appia Antica di Roma;
  • Alberto Samonà per Villa Adriana e Villa D’Este;
  • Alessandro Mascherucci per le Ville monumentali della Tuscia, in Lazio;
  • Alessandra Necci per il Palazzo Reale di Napoli;
  • Almerinda Padricelli per i Musei nazionali del Vomero;
  • Luca Di Franco per i Musei e parchi archeologici di Capri;
  • Federica Colaiacomo per il Parco archeologico di Ercolano;
  • Anita Guarnieri per il Castello Svevo di Bari-Direzione regionale Musei nazionali Puglia;
  • Raffaella Bonaudo per i Musei nazionali di Matera- Direzione regionale Musei nazionali Basilicata.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha fatto gli auguri di buon lavoro ai neo direttori, ringraziando la commissione di valutazione e il direttore generale Musei Massimo Osanna «per aver tempestivamente selezionato le nuove figure».

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina

Saranno la biatleta Lisa Vittozzi e il pattinatore di velocità Davide Ghiotto i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura dei Giochi di Milano-Cortina, che si svolgerà domenica 22 febbraio a partire dalle 20 all’Arena di Verona. La scelta di una coppia mista per la sfilata conclusiva sottolinea i valori di equilibrio e rappresentatività che hanno caratterizzato la delegazione azzurra, protagonista di una rassegna a cinque cerchi di altissimo livello.

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina
Lisa Vittozzi (Ansa).

Chi è Lisa Vittozzi

Vittozzi, friulana classe 1995, è stata protagonista di un’Olimpiade di altissimo livello coronata con il primo oro olimpico individuale nella storia del biathlon italiano, primeggiando nell’inseguimento senza alcun errore al poligono. Si è aggiudicata inoltre l’argento nella staffetta mista, confermandosi, tra le grandi interpreti internazionali della disciplina, peraltro dopo un grave infortunio le aveva fatto saltare l’intera stagione 2024/2025. Nel 2018 a Pyeongchang aveva vinto il bronzo nella staffetta mista.

Annunciati i portabandiera dell’Italia alla cerimonia di chiusura di Milano-Cortina
Davide Ghiotto (Ansa).

Chi è Davide Ghiotto

Ghiotto, classe 1993, con Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha formato il terzetto tricolore che ha conquistato l’oro nell’inseguimento a squadre dello speed skating. Per l’atleta vicentino è stata la seconda medaglia olimpica della carriera dopo il bronzo nei 10.000 metri vinto a Pechino 2022.

Petrecca si è dimesso da direttore di Rai Sport

Il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi: lascerà l’incarico al termine delle Olimpiadi di Milano-Cortina, evento a cinque cerchi di cui ha commentato in modo disastroso la cerimonia di apertura. La responsabilità di Rai Sport sarà affidata in via transitoria a Marco Lollobrigida. Oggi era in programma il consiglio di amministrazione della Rai. All’ordine del giorno ufficiale la policy aziendale sull’intelligenza artificiale, i piani di trasmissione e produzione per il 2026, la relazione del 2025 e il piano per l’internal audit. Ma sul tavolo c’era anche il dossier Petrecca. Dalla Rai era filtrato che la questione sarebbe stata affrontata solo dopo il Festival di Sanremo. Ma alla fine il nodo è stato sciolto in anticipo.

José Maria Balcázar, chi è il nuovo presidente ad interim del Perù

Nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio 2026, il Congresso del Perù ha eletto José Maria Balcázar come nuovo presidente dopo che José Jerí era stato rimosso dall’incarico per un caso di presunta corruzione. Ex giudice vicino alla sinistra, Balcázar è il nono presidente a ricevere l’incarico in 10 anni. Il suo mandato sarà tuttavia molto breve. Dovrà infatti guidare il governo fino alle prossime elezioni presidenziali che si terranno il 12 aprile e dovrà lasciare l’incarico il 28 luglio, giorno in cui si festeggia l’indipendenza del Paese e in cui, per tradizione, si insedia il nuovo governo.

Si è assunto la sfida di «garantire una transizione elettorale pacifica»

José Maria Balcázar, chi è il nuovo presidente ad interim del Perù
José Maria Balcázar (Ansa).

Balcázar è stato eletto dai parlamentari al secondo scrutinio. Nel primo aveva ottenuto 46 voti, tre in più della candidata di centrodestra che inizialmente era data per favorita, l’ex presidente del parlamento Maria del Carmen Alva. Nel secondo è riuscito a ottenerne 60, la maggioranza relativa dei votanti (i membri del parlamento sono 130, ma al momento dell’ultima votazione erano diventati 113 perché il partito di sinistra Juntos por el Perú aveva deciso di boicottare il voto). Nel suo primo messaggio dopo aver ricevuto la fascia presidenziale, ha stabilito come priorità per i suoi mesi di governo «garantire al popolo peruviano una transizione elettorale pacifica e trasparente» e «affrontare il problema dell’insicurezza dei cittadini».

Dalla vicinanza a Cerrón alla denuncia per scambio di favori

José Maria Balcázar, chi è il nuovo presidente ad interim del Perù
José Maria Balcázar (Ansa).

José María Balcázar Zelada, ex magistrato e attuale deputato di Lambayeque, ha 83 anni. In passato è stato giudice della Corte Suprema ed è anche stato oggetto di indagini per presunto traffico di influenze. I media peruviani lo presentano come un uomo vicino a Vladimir Cerrón, fondatore del partito di sinistra Perù Libre, condannato per corruzione e attualmente latitante. Questa sua vicinanza lo fa considerare un rappresentante della sinistra peruviana più conservatrice dal punto di vista sociale. Politico finora poco conosciuto, è ricordato per la sua opposizione alla legge contro i matrimoni infantili in Perù e per i commenti controversi che fece all’epoca. Attualmente deve affrontare una denuncia costituzionale per aver presumibilmente scambiato favori con l’ex procuratore generale Patricia Benavides, con la quale, secondo l’accusa, avrebbe organizzato votazioni parlamentari in cambio dell’archiviazione dei suoi casi penali a Lambayeque.

Board of Peace, la Casa Bianca risponde al no del Vaticano

Il gelo tra Casa Bianca e Santa Sede non accenna a sciogliersi, anzi. Motivo del contendere è stavolta la mancata partecipazione del Vaticano al Board of Peace. Uno “no” all’iniziativa di Donald Trump definito «spiacevole» in un briefing con la stampa da Karoline Leavitt, portavoce della White House. «La pace non dovrebbe essere di parte, politica o controversa», ha dichiarato, ribadendo che l’obiettivo del Board of Peace è quello di coordinare la ricostruzione della Striscia di Gaza dopo «spargimenti di sangue e povertà».

Board of Peace, la Casa Bianca risponde al no del Vaticano
Donald Trump (Ansa).

Parolin aveva parlato di «perplessità» da parte della Santa Sede

«Ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni», aveva detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, motivando la mancata partecipazione del Vaticano al Board of Peace. Aveva poi aggiungendo che a livello globale le situazioni di crisi andrebbero «discusse e risolte a livello dell’Onu». E non dunque, con il consiglio ideato da Trump. Nella lettura americana, il Board è invece legittimo, perché già partecipato da decine di Paesi. Era stato proprio Parolin, che già nel recente passato aveva chiesto a più riprese ai leader mondiali di rispettare il diritto internazionale e di non rinunciare al multilateralismo, a rivelare il 21 gennaio che il Vaticano era stato invitato a partecipare.

Board of Peace, la Casa Bianca risponde al no del Vaticano
Il cardinale Piero Parolin (Ansa).

L’Italia invece partecipa al Board of Peace come Paese osservatore

Perplessità in merito erano state espresse anche dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, che aveva parlato di «operazione colonialista». Mentre la maggior parte dell’Europa ha detto no – come il Vaticano – a Trump, l’Italia ha invece deciso di partecipare alla prima riunione a Washington come «Paese osservatore» e in nome dell’obiettivo più alto della pace, ha spiegato Antonio Tajani in Parlamento.

Gli attriti tra Vaticano e Stati Uniti preoccupano i repubblicani

Gli attriti crescenti tra Vaticano e Stati Uniti sono motivo di preoccupazione per i repubblicani in vista delle elezioni di midterm, in cui la religione potrebbe giocare un ruolo importante. La Santa Sede ha infatti assunto posizioni molto critiche nei confronti della politica estera Usa (papa Leone XIV si è espresso sulla crisi con Cuba), su quella migratoria e sui tagli agli aiuti internazionali, al settore sanitario e ai servizi sociali. Il voto cattolico favorì in modo determinante Trump nella corsa elettorale del 2024: adesso le frizioni col Vaticano potrebbero costare consensi ai candidati del suo Gop.

Condannato all’ergastolo l’ex presidente sudcoreano Yoon

Il tribunale distrettuale di Seul ha condannato all’ergastolo l’ex presidente Yoon Suk-yeol: era finito a processo con l’accusa di insurrezione per aver tentato di proclamare la legge marziale il 3 dicembre 2024. I procuratori speciali avevano chiesto per Yoon la pena di morte, presente in Corea del Sud, ma bloccata da una moratoria dal 1997.

Condannato all’ergastolo l’ex presidente sudcoreano Yoon
Il processo a Yoon sulla tv sudocoreana (Ansa).

Yoon nel corso del processo non ha mai mostrato pentimento

I pubblici ministeri sudcoreani avevano avanzato la richiesta di pena capitale nei confronti di Yoon in quanto «capofila dell’insurrezione con il chiaro obiettivo di rimanere al potere a lungo prendendo il controllo della magistratura e del parlamento», tramite l’invio di truppe dopo aver dichiarato la legge marziale. L’ordine fu revocato dopo sole tre ore, quando la maggioranza dei deputati, dopo aver forzato il blocco dei militari, entrò in parlamento e votò all’unanimità per annullarlo. Yoon ha sempre sostenuto la legittimità costituzionale della misura, affermando di voler «salvaguardare libertà e sovranità»: l’ergastolo, hanno spiegato i giudici, è dovuto anche al suo mancato pentimento.

Condannato all’ergastolo l’ex presidente sudcoreano Yoon
Sostenitori di Yoon Suk-yeol (Ansa).

L’ex ministro della Difesa è stato condannato a 30 anni di carcere

Il processo coinvolgeva complessivamente otto imputati ritenuti promotori della legge marziale, tra essi anche l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, condannato a 30 anni di carcere, l’ex primo ministro Han Duck-soo, al quale è stata inflitta una pena di 23 anni, e l’ex ministro dell’Interno Lee Sang-min, che ha ricevuto 7 anni di reclusione.

Era già stato condannato a cinque anni per ostruzione alla giustizia

In un precedente procedimento, terminato il 16 gennaio, Yoon era già stato condannato a cinque anni di carcere per aver tentato di ostacolare il proprio arresto dopo la sua messa in stato d’accusa, culminata nel 2025 con la sua destituzione dopo l’impeachment approvato dalla Corte costituzionale su iniziativa del Parlamento. Le successive elezioni anticipate sono state poi vinte da Lee Jae-myung.

Scelte le date delle elezioni comunali 2026: quando e dove si vota

Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha informato il Consiglio dei ministri di aver individuato le date per lo svolgimento delle elezioni comunali 2026. Si voterà il 25 e il 26 maggio per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di 626 comuni delle regioni a statuto ordinario. Tra questi ci sono 15 capoluoghi di provincia, ovvero Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno. Il successivo eventuale turno di ballottaggio avrà luogo il 7 e l’8 giugno.