Fastweb chiede a Iliad di ritirare la pubblicità con Megan Gale

La nuova pubblicità di Iliad con Megan Gale, che gioca apertamente sul richiamo nostalgico agli storici spot Omnitel e Vodafone andati in onda dal 1999 al 2008, è finita al centro di uno scontro con Fastweb, che ha intimato «l’immediata cessazione della diffusione della campagna su qualsiasi mezzo» (sarà trasmessa in tv dal 10 maggio ma è già visibile sui social), chiedendo una risposta entro 24 ore e riservandosi, altrimenti, di agire «nelle sedi competenti».

Lo spot Iliad con Megan Gale per le vie di Milano

Come spiega la lettera di diffida inviata da Fastweb e diffusa da Benedetto Levi, ceo di Iliad Italia, la modella e attrice australiana «mentre cammina per le vie di Milano viene riconosciuta dalla gente come protagonista di un’altra pubblicità (“Megan, cosa ci fai in questo spot?”, le chiede un passante; “Ho deciso di cambiare”, risponde lei)», poi «inaspettatamente entra in un negozio Iliad (“Megan, anche tu qui!” esclama l’addetto) e sceglie Iliad, “perché è per sempre, quindi…”», inoltre «i commenti della gente non si fermano: “Ma hai visto chi è passata?” chiede un uomo alla donna che è con lui; “Eh sì, è passata in Iliad anche lei”, risponde la donna». Megan Gale, peraltro, è vestita di rosso, «il colore che identifica Vodafone fin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003».

Fastweb:«Effetti denigratori nei confronti di Vodafone»

Secondo Fastweb, licenziataria del marchio Vodafone, la campagna di Iliad «si pone con ogni evidenza in contrasto con numerose norme del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale e del codice civile». Lo spot, si legge nella lettera, «realizza infatti un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oggi Fastweb S.p.A., con effetti denigratori nei confronti del marchio Vodafone, abbandonato persino dalla sua storica testimonial, ed effettua una comparazione meramente suggestiva fra Vodafone e Iliad a tutto vantaggio di quest’ultima».

Inoltre, prosegue Fastweb, «l’uso strumentale che viene fatto dello storico testimonial Vodafone contrasta inoltre con obbligo di correttezza codificato nell’art. 1 c.a.». Questo il commento di Levi: «Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace».

Hantavirus, negativa al test l’assistente di volo KLM

È risultata negativa al test l’assistente di volo di KLM che presentava lievi sintomi di hantavirus e che per questo era stata ricoverata in ospedale ad Amsterdam. La hostess era entrata in contatto con una passeggera olandese che aveva cercato di imbarcarsi il 25 aprile per lasciare Johannesburg per i Paesi Bassi, dopo essere scesa dalla nave da crociera MV Hondius a bordo del quale si è sviluppato il focolaio dell’infezione. L’equipaggio, date le sue condizioni di salute, aveva rifiutato il trasporto: la donna è poi morta in ospedale in Sudafrica.

Nuovo caso sospetto sull’isola di Tristan da Cunha

L’attenzione resta però massima, anche perché a bordo della MV Hondius si è verificata una trasmissione da uomo a uomo: l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria ha segnalato un nuovo caso sospetto in un cittadino del Regno Unito sull’isola di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale, dove erano sbarcati i passeggeri della nave da crociera.

Hantavirus, negativa al test l’assistente di volo KLM
L’ospedale di Amsterdam dove è stata ricoverata l’assistente di volo KLM (Ansa).

L’Oms al lavoro per capire le origini del focolaio

L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce basso il rischio a livello globale legato al focolaio, ma gli esperti vogliono ricostruirne la dinamica. I coniugi olandesi morti sulla nave dopo aver contratto l’hantavirus avevano viaggiato tra Cile, Uruguay e Argentina prima di imbarcarsi, facendo birdwatching nella discarica a cielo aperto all’entrata di Ushuaia: è qui che potrebbero aver contratto l’infezione. Il virus, infatti, si trasmette all’uomo attraverso roditori selvatici, come topi o ratti, che lo eliminano con la saliva, l’urina e le feci.

L’infettivologo Galli: «Complimentoni a Trump».

«Val la pena di ricordare che nel 2025 l’amministrazione Trump ha sospeso i finanziamenti ai Centers for Research in Emerging Infectious Diseases (Creid), una rete che studiava virus con potenziale pandemico che possono passare dagli animali all’uomo. Uno studio in particolare riguardava il passaggio degli hantavirus dai roditori serbatoio alla nostra specie. Grande tempestività, complimentoni». Lo ha scritto su Facebook l’infettivologo Massimo Galli: «In un momento in cui l’Oms risulta ulteriormente indebolita dall’irresponsabile abbandono da parte degli Usa, questo virus rappresenta un ulteriore campanello d’allarme su quanto possano costare all’umanità intera falle aperte nella sorveglianza e nella prevenzione, come la pandemia da SARS-CoV-2 avrebbe dovuto insegnare».

Le rassicurazioni di Weissman, Nobel per la Medicina

«Alla luce di quello che sta succedendo con l’hantavirus e dell’importanza di interventi coordinati da parte di tutti i paesi del mondo, spero che il governo italiano voglia rivedere la sua posizione sul Piano pandemico Oms. E spiegare agli italiani perché non ha votato a favore dell’accordo pandemico globale: uno strumento per migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta a future pandemie su scala mondiale. Una posizione imbarazzante. Soprattutto in questo momento». Lo ha scritto su X l’infettivologo Matteo Bassetti. Intervistato da La Stampa, l’immunologo Drew Weissman, che ha vinto il Premio Nobel per la Medicina nel 2023 per i vaccini contro il Covid-19, ha detto: «L’hantavirus si trasmette tra uomini ma non si diffonde velocemente come il Covid. Sono casi sporadici, da monitorare, ma non siamo sull’orlo di una nuova pandemia. Anche se ce ne saranno di sicuro, in futuro».

La Corte Usa boccia i dazi globali al 10 per cento di Trump

I dazi del 10 per cento imposti da Donald Trump a febbraio sono stati dichiarati illegali dalla Corte per il commercio americana, che ha sottolineato che le tariffe globali generalizzate imposte dal presidente (per sostituire almeno temporaneamente quelle già bocciate dai giudici) non trovano giustificazione nella legge a cui egli ha fatto ricorso, la Section 122 del Trade Act del 1974. Secondo quanto riportato dai media americani, il tribunale ha deciso con due voti a favore e uno contrario.

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito

Le elezioni locali britanniche del 7 maggio si sono risolte in una disfatta per il Partito laburista e con un boom di Reform UK. I risultati al momento sono relativi solo all’Inghilterra, in attesa dello spoglio in Galles e Scozia, ma tant’è: il partito del premier Keir Starmer vede dimezzati i consiglieri che aveva in precedenza, superato come primo partito dalla formazione di destra guidata da Nigel Farage. Male anche i Conservatori. Guadagnano invece seggi sia i Liberaldemocratici centristi che i Verdi.

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito
Nigel Farage (Ansa).

«Reform sta conquistando un terzo dei seggi in tutto il Paese. Siamo un partito veramente nazionale», ha scritto Farage su X.

Assumendosi la responsabilità della disfatta laburista, Starmer ha dichiarato: «Giornate difficili come queste non indeboliscono la mia determinazione a realizzare il cambiamento che ho promesso. Anzi, rafforzano la mia determinazione a farlo».

Elezioni locali in Gran Bretagna: disfatta laburista, Reform UK primo partito
Keir Starmer e la moglie Victoria all’uscita dal seggio elettorale (Ansa).

Tensione a Hormuz, attacchi incrociati tra Usa e Iran

Torna la tensione nello Stretto di Hormuz, dove nella tarda serata di giovedì 7 maggio Usa e Iran si sono scambiati attacchi incrociati. Gli Stati Uniti hanno inizialmente preso di mira una petroliera iraniana che si spostava dalle acque costiere iraniane nella regione di Jask verso lo Stretto di Hormuz, così come un’altra nave che entrava nello Stretto di fronte al porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. Teheran ha reagito immediatamente attaccando tre cacciatorpediniere americane con missili e droni. Il presidente Usa Donald Trump ha minimizzato gli scambi di colpi dichiarando che si è trattato solo di «un’energica carezza (love tap)» e che «il cessate il fuoco resta in vigore». Anche la tv iraniana ha affermato che la situazione è tornata alla normalità. «In futuro li colpiremo con molta più forza e molta più violenza, se non firmeranno il loro accordo, e in fretta», ha aggiunto Trump.

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini

Il lavoro di ricucitura di Marco Rubio, segretario di Stato americano da giovedì in Italia per un denso giro diplomatico fra Vaticano e Roma, potrebbe essere parecchio complicato, forse persino insufficiente, dopo le ultime sortite di Donald Trump. O meglio, precisiamo: il Papa vive secondo altre coordinate e altri canoni, poco gli importa se Trump continuerà a insultarlo e ad attaccarlo; il dialogo, almeno da parte del Vaticano, non si fermerà. Sarebbe ontologicamente impossibile il contrario. Il che non significa che il Papa smetterà di intervenire a favore della pace (si è parlato, durante l’udienza, anche di Cuba, proprio mentre gli Stati Uniti adottavano nuove sanzioni). 

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Marco Rubio in udienza da Papa Leone XIV (Imagoeconomica).

Meloni ha capito che di Trump non ci si può fidare del tutto

Diverso il discorso per quanto riguarda il governo italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sembra aver raggiunto la consapevolezza che di Trump non ci si può fidare del tutto. D’altronde il presidente degli Stati Uniti, nei fatti, cerca di indebolire sistematicamente il progetto europeo, nonostante a parole rivendichi l’interesse ad avere un’Unione Europea più forte.

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Giorgia Meloni e Donald Trump (Ansa).

Il problema è che per Trump l’Ue è forte se gli dà ragione, se sostiene acriticamente le sue sortite. Anche a Palazzo Chigi, sponda Fratelli d’Italia, paiono averlo compreso molto bene. Così come sembrano aver compreso il giochino in corso da parte del mondo MAGA nei confronti dell’Italia. 

L’intervista di Salvini a BreitBart rilanciata da Trump

Qualche giorno fa è uscita su BreitBart News, quotidiano estremista di destra co-fondato da Steve Bannon – principe delle tenebre del trumpismo ed ex stratega della Casa Bianca durante il primo mandato – un’intervista a Matteo Salvini realizzata a febbraio. Un’intervista in cui il capo della Lega s’acconcia a primo tifoso di Trump e della sua amministrazione. Grandi elogi per come l’amministrazione americana affronta la questione dell’immigrazione, grandi elogi per la battaglia culturale di Trump, un’evoluzione, dice Salvini, rispetto al primo mandato. Merito anche di J.D. Vance, dice Salvini, esaltato da BreitBart e dallo stesso Trump che su Truth Social ha rilanciato la sua intervista. Per Bannon e soci, Meloni non è l’alleata più affidabile, è troppo europeista, troppo mainstream e il mondo MAGA cerca altri alleati. 

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
da Truth Social.

Dopo la caduta di Orbán, Donald cerca altri alleati europei

D’altronde la rotta trumpiana era stata individuata nell’ultima strategia sulla sicurezza nazionale pubblicata l’anno scorso. Le questioni più importanti che l’Europa deve affrontare «includono le attività dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità, le politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando conflitti, la censura della libertà di parola e la repressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita delle identità nazionali e della fiducia in se stessi. Se le tendenze attuali dovessero continuare, il continente sarà irriconoscibile entro 20 anni o meno».  L’amministrazione Trump, convinta com’è di poter esportare il trumpismo all’estero, è particolarmente interessata a «coltivare la resistenza alla traiettoria attuale dell’Europa all’interno delle nazioni europee». Un vero peccato che Viktor Orbán, sostenuto da Trump e Vance in prima persona, non possa più essere la quinta colonna del trumpismo in Europa. Sicché servono altri alleati. Alleati disponibili a rivedere i canoni europei riadattandoli all’ideologia MAGA.

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Viktor Orbán e JD Vance (Imagoeconomica).

La sintonia tra il presidente Usa e il segretario della Lega

D’altronde secondo Trump l’Europa sta sbagliando tutto. La Casa Bianca lo ha detto anche nella “strategia antiterrorismo degli Stati Uniti” pubblicata due giorni fa: «I Paesi europei restano i nostri partner principali e di lunga data nella lotta al terrorismo. Il mondo è più sicuro quando l’Europa è forte, ma l’Europa è fortemente minacciata ed è sia un obiettivo del terrorismo sia un terreno fertile per le minacce terroristiche. I terroristi spesso cercano di attaccare le nazioni europee per minare le loro istituzioni democratiche e i loro legami con gli Stati Uniti. Eppure, un conglomerato di attori malvagi – al-Qaeda, l’ISIS, i cartelli e attori statali – ha sfruttato liberamente le frontiere deboli dell’Europa e le risorse antiterrorismo ridotte per trasformare l’Europa in un ambiente operativo permissivo dove tramare contro europei e americani». È inaccettabile che i «ricchi alleati della NATO» possano «fungere da centri finanziari, logistici e di reclutamento per i terroristi. L’Europa ha ancora la possibilità di cambiare il proprio destino individuale e collettivo in materia di antiterrorismo se riconosce la minaccia reale e agisce subito». L’amministrazione Trump ha individuato il responsabile di questa situazione? Ovviamente sì: «L’immigrazione di massa incontrollata è stata il motore che ha alimentato il terrorismo». Che poi è quello che dice Salvini nella sua intervista a BreitBart e nelle sue rinnovate battaglie sovraniste. Tutto si tiene, tutto torna. Meloni è avvisata.  

Trump, la delusione Meloni e la carta Salvini
Trump nei panni di Zio Sam e Matteo Salvini.

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano

Ai David di Donatello ogni tanto succede un piccolo incidente diplomatico: vince il film inatteso, facendo restare a bocca asciutta chi già pregustava la festa. Non lo avevano visto arrivare, e forse proprio per questo Le città di pianura ha sbancato. Otto statuette, comprese quelle che contano davvero, e la sensazione di una piccola insubordinazione consumata in diretta televisiva. Un film laterale, refrattario alle liturgie del nostro cinema, che dopo Cannes 2025 si è fatto strada eludendo il rumore di titoli annunciati nonché i confini dell’entroterra veneziano dentro cui svolge la sua trama. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Francesco Sossai premiato come miglior regia ai David di Donatello (Ansa).

Carlo e Doriano non inseguono più nulla, se non l’ultimo bicchiere

Francesco Sossai è nato a Feltre. Lontanissimo da quella geografia morale che da decenni coincide con il cinema ufficiale: Roma, le sue terrazze, attori che interpretano attori che interpretano crisi esistenziali in interni borghesi. E già questo suona come una dichiarazione di intenti. Il regista arriva dal Veneto di montagna e scende con la macchina da presa verso la pianura, come uno che sa benissimo dove cercare i suoi fantasmi. Non trova cartoline, ma capannoni. Non la regione da brochure industriale, tutta eccellenze, prosecco e imprenditoria paternalista, ma quella del giorno dopo che ha conosciuto la brutalità dello sviluppo e adesso si piega tristemente al suo declino. Ci sono fabbriche chiuse, parcheggi vuoti, bar che resistono come piccoli segnali di un’umanità residua. Ed è lì che si muovono Carlo Bianchi (Sergio Romano, premio al miglior attore) e Doriano (Pierpaolo Capovilla), due amici che sembrano fuoriusciti dalla grande epopea produttiva del Nord Est: uomini che non inseguono più niente, se non l’ultimo bicchiere

Il vuoto geografico che diventa vuoto morale

È un road movie minimo, e proprio per questo feroce. Ci si muove molto, si arriva poco. C’è qualcosa del Wim Wenders di Nel corso del tempo, film di iniziazione per una generazione che ha preceduto quella dei due protagonisti de Le città di pianura: stesso vuoto geografico che diventa vuoto morale, stesso paesaggio che la cinepresa non accompagna ma osserva. Solo che lì era la Germania del Dopoguerra in bianco e nero, qui è il Veneto a colori della crisi di un modello, una terra che è passata dalla fame alla fabbrica e da questa al cartello “affittasi”. Più capannoni che case, si diceva ai tempi del miracolo economico e del Nord Est locomotiva. Quello che sembrava un vanto adesso si è trasformato in un atto d’accusa. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano

L’eco di Vitaliano Trevisan

Chi ha letto Vitaliano Trevisan riconosce subito il paesaggio mentale, più che quello fisico. La provincia come sistema nervoso. Il lavoro come ossessione e il denaro come unica religione capace di svuotare le chiese e riempire i conti correnti. Trevisan lo faceva con una scrittura tagliente e quasi disturbante nella sua precisione. Sossai prende quella stessa poetica e la sposta sullo schermo senza trasformarla in folklore. Ed è questo il punto decisivo. Non cerca la provincia pittoresca, non fa antropologia sentimentale che lascia intravedere un possibile riscatto, né indulge alla nostalgia del passato. C’è invece una constatazione più scomoda: il benessere è arrivato, ma si è portato via una parte cospicua dell’educazione sentimentale. I patrimoni sono cresciuti, le anime molto meno. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Vitaliano Trevisan.

Un film senza ansia di piacere si è mangiato i titoli più pettinati

Ed è forse per questo che il successo ai David dice qualcosa anche del sistema che lo premia. Un sistema che da anni umilia il cinema riducendolo a una dependance del piccolo schermo (possibile che non si trovi mai un presentatore che non sembri uscito da una riunione di palinsesto?) e che vive spesso nella convinzione che il Paese coincida con il raccordo anulare. Per una volta, invece, si è guardato altrove. Così un film piccolo, quasi dimesso, girato spesso in grana grossa e senza ansia di piacere, ha dato la polvere ai titoli più attesi dei registi più pettinati. Si dispiega tra bar, distributori, tangenziali e autogrill, ultima comfort zone di un’umanità che ha smesso di cercarsi. Si chiude alla Tomba Brion, a San Vito, davanti ai due cerchi intrecciati di Carlo Scarpa: un’idea di perfezione così perfetta da risultare ormai estranea alle vite slabbrate dei protagonisti. 

Le città di pianura di Sossai e il sovvertimento del cinema italiano
Il mausoleo Brion.

Sondaggi politici, la Supermedia: il campo largo allunga sul centrodestra

La Supermedia Agi/Youtrend del 7 maggio evidenzia un consistente allungo del campo largo sul centrodestra, con un margine che adesso sfiora i due punti percentuali. Per la maggioranza pesa la brusca flessione della Lega, che perde lo 0,7 per cento rispetto a due settimane fa. Scricchiola anche Fratelli d’Italia, che scende sotto il 28 per cento.

Sondaggi politici, la Supermedia: il campo largo allunga sul centrodestra
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

I dati dell’ultima Supermedia Agi/Youtrend

FdI è ancora saldamente il primo partito del Paese, ma in base alla Supermedia scende al 27,8 per cento (-0,4). Piccolo passo avanti del Partito democratico, dato al 22,3 per cento (+0,1), mentre il Movimento 5 stelle sale al 13,2 per cento (+0,4). Perde qualcosa Forza Italia, che si attesta all’8,2 per cento (-0,1), ma il tonfo è della Lega che scende al 6,6 per cento: il Carroccio è tallonato da Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 6,5 per cento (+0,3). Seguono Futuro Nazionale al 3,6 per cento (+0,1) e Azione, stabile al 3 per cento. Italia Viva scende al 2,4 per cento (-0,2) e +Europa all’1,4 per cento (-0,1). Chiude Noi Moderati, che guadagna qualcosa e sale all’1,2 per cento (+0,1). Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra nel complesso scende al 43,9 per cento: si tratta del valore più basso dall’insediamento del Governo Meloni. Il campo largo, invece, è dato al 45,8 per cento.

Poste italiane, i risultati del primo trimestre 2026: ricavi record a 3,5 miliardi

Poste italiane ha reso noti i risultati del primo trimestre del 2026. I ricavi del Gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante e dal dg Giuseppe Lasco si attestano a 3,5 miliardi di euro, in crescita dell’8 per cento anno su anno, mentre il risultato operativo (ebit) adjusted ha raggiunto un livello record pari a 905 milioni di euro, in crescita del 13,6 per cento anno su anno, come conseguenza di un’attenta razionalizzazione dei costi. L’utile netto risulta pari a 617 milioni di euro, in crescita del 3,3 per cento anno su anno. Le attività finanziarie investite dei clienti hanno raggiunto 606 miliardi di euro, in crescita di 5,3 miliardi da dicembre 2025. A seguito dei numeri raggiunti, Poste Italiane è in grado di annunciare la revisione al rialzo del risultato operativo di fine anno, che sale da 3,3 a 3,4 miliardi. Il nuovo piano industriale stand alone verrà presentato il prossimo 24 luglio. «È il quarto trimestre consecutivo concluso con risultati record», ha sottolineato Del Fante.

Unicredit finanzia lo sviluppo di un immobile residenziale a Roma

Unicredit ha concesso un finanziamento ipotecario bilaterale, di 32,5 milioni di euro, a Wonder Spv, veicolo di cartolarizzazione ai sensi dell’art.7.2 L.130/99, finalizzato a supportare l’acquisto e lo sviluppo residenziale di Pacifico Living, a Roma, nel prestigioso quartiere dell’Eur. In una prima fase del progetto saranno realizzati 120 appartamenti, di cui 35 volti a promuovere l’accesso alla casa quale generatore simbolico di coesione sociale, per poi procedere alla realizzazione di ulteriori 150 unità immobiliari. Un intervento che coniuga qualità architettonica ed estetica, con un progresso tecnologico volto al risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e una capacità di ospitare il verde non semplicemente come complemento estetico ma come frammento della natura. Unicredit Re Services, la società di intermediazione immobiliare del Gruppo, sarà partner commerciale dello sviluppo immobiliare mettendo a disposizione la propria piattaforma tecnologica di consulenza e promozione e il network nazionale di consulenti immobiliari per contribuire al successo dell’iniziativa.

Plafoni: «Sosteniamo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana»

Queste le dichiarazioni di Marianna Plafoni, Regional manager Centro Italia di Unicredit: «La banca finanzia attivamente lo sviluppo immobiliare attraverso una serie di soluzioni destinate sia alle imprese del settore delle costruzioni che ai clienti privati, sostenendo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana. Il nostro Gruppo offre supporto finanziario, leasing immobiliare e servizi di consulenza specialistica per operazioni di sviluppo, ristrutturazione e gestione del patrimonio».

La giornalista Manila Gorio: «Esclusa dalla cena con Vannacci perché transessuale»

Manila Gorio, presidente dell’associazione Transgender Italia e direttrice editoriale di Political TV, ha raccontato di essere stata esclusa da una cena con Roberto Vannacci in quanto presenza non gradita, con ogni probabilità a causa della sua transessualità.

La giornalista Manila Gorio: «Esclusa dalla cena con Vannacci perché transessuale»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il racconto di Gorio

«Diverse settimane fa Vannacci era venuto in Puglia per un incontro con i giornalisti», ha spiegato Gorio, nota a livello locale anche per aver lavorato a Antennasud. Dopo il comizio dedicato a Futuro Nazionale, era in programma una cena, ma a quel punto Gorio si è vista sbarrare la strada: «Mi è stato detto che non avrei potuto partecipare vista la mia “situazione”», ha spiegato a Repubblica, facendo intendere che il problema per l’ex generale risiedesse nella sua transessualità. Gorio ha raccontato di aver poi rivisto il responsabile barese del partito al supermercato: «Mi ha guardato, ma non mi ha nemmeno salutata». La giornalista ha poi continuato sui social: «Se questo è il loro metodo di esclusione e di non inclusione, ho paura che migliaia di imbecilli faranno peggio. Incitare odio e discriminazione mi sembra davvero eccessivo in un modo dove oramai ci sono solo guerre».

Biennale, Giuli vs Salvini: «Pensavo che il suo post fosse un’autocritica per il suo assenteismo»

Scontro tra i ministri Alessandro Giuli e Matteo Salvini sulla Biennale, da settimane al centro di polemiche intorno al padiglione russo. Nel mirino è finito un post in cui il vicepremier criticava velatamente (ma neanche troppo) il titolare della Cultura per la sua decisione di non partecipare all’inaugurazione dell’evento il 9 maggio. «Gli assenti hanno sempre torto. Viva l’arte libera e coraggiosa», aveva scritto Salvini.

La risposta di Giuli è arrivata a Sky Tg24 Live in Roma: «La verità, quando ho visto il post, è che l’ho frainteso e ho pensato che lui facesse autocritica. Ho detto: “Vedi, Salvini che fa un post per scusarsi del fatto che frequenta poco il suo ministero“. Dopodichè ho capito che invece non era un’autocritica sul suo assenteismo, e rispetto la sua posizione che è condivisa da tante altre persone».

Inchiesta arbitri, indagini su un presunto incontro tra Rocchi e Schenone

La Procura di Milano sta lavorando all’ipotesi che, nell’incontro del 2 aprile presso lo stadio di San Siro, in cui sarebbero state decise le designazioni di due incontri dell’Inter contestate a Gianluca Rocchi, abbia preso parte anche Giorgio Schenone, club referee manager della società nerazzurra. Rocchi, indagato per frode sportiva, si è autosospeso (al suo posto come designatore ad interim c’è Dino Tommasi), mentre Schenone non risulta iscritto nel registro: dovrebbe essere ascoltato l’8 aprile dai magistrati e dalla Guardia di Finanza.

Inchiesta arbitri, indagini su un presunto incontro tra Rocchi e Schenone
Giorgio Schenone (LinkedIn).

Perché Rocchi è indagato per frode sportiva

Rocchi è indagato dal pm della Procura di Milano Maurizio Ascione perché avrebbe “combinato” le designazioni di due gare dell’Inter nel 2025: quella in trasferta a Bologna in campionato e il derby di ritorno di Coppa Italia col Milan, assegnandole rispettivamente a Andrea Colombo (gradito al club nerazzurro) e Daniele Doveri (sgradito). Nel secondo caso la designazione sarebbe avvenuta per «assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A»). Rocchi avrebbe inoltre violato il protocollo Var durante Udinese-Parma, sempre nella stagione 204/25: ma questo è un altro filone dell’inchiesta. Agli atti, tra le intercettazioni ce n’è una – sempre dell’aprile 2025 – tra Rocchi e Andrea Gervasoni, supervisore Var (anche lui indagato e autosospeso), su sospette pressioni e sul presunto incontro allo stadio “Giuseppe Meazza”, in cui si faceva riferimento a tale “Giorgio”.

Inchiesta arbitri, indagini su un presunto incontro tra Rocchi e Schenone
Gianluca Rocchi (Ansa).

Sentiti in procura Pinzaini e Butti: chi sono

Come è emerso dalle audizioni in Procura, nell’inchiesta sul sistema arbitrale ci sono intercettazioni, risalenti a poco più di un anno fa, tra Rocchi e Riccardo Pinzani (non indagato), oggi club referee manager della Lazio che fino alla scorsa stagione era l’incaricato Figc per i rapporti tra Aia e club, e pure tra lo stesso ex designatore e Andrea Butti (non indagato), responsabile ufficio Competizioni della Lega Serie A. Entrambi sono stati sentiti oggi in Procura a Milano come persone informate sui fatti. Il filone dell’inchiesta per frode arbitrale si concentra proprio su eventuali rapporti diretti tra Rocchi e le società e sull’influenza che le ‘pretese’ di quest’ultime avrebbero avuto nella scelta degli arbitri.

Perché la giustizia sportiva ancora non si è mossa

Insomma, la Procura intende capire se l’incontro allo stadio è avvenuto e su cosa verteva, oltre a fare luce sulla partecipazione di Schenone e dunque dell’Inter. L’indagine, ovviamente, punta anche stabilire se le ‘pretese’ avanzate nei confronti di Rocchi possano configurare la frode sportiva. Per quanto riguarda la giustizia sportiva, visto che l’indagine della Procura di Milano è ancora coperta da segreto investigativo, Ascione non può trasmettere gli atti alla Procura della Figc.

Enel lancia la ricarica elettrica Plug&Charge: basta collegare il cavo per trasferire energia

La ricarica delle auto elettriche in Italia compie un ulteriore passo verso la semplicità e la velocità grazie a Enel. Con il sistema Plug&Charge disponibile sulle stazioni Fast abilitate della rete del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo, basterà collegare il cavo alla colonnina per avviare automaticamente il rifornimento di energia, senza utilizzare app, card Rfid o procedure manuali. Una soluzione pensata per rendere l’esperienza di ricarica ancora più facile, immediata e pratica per gli e-driver.

Il sistema elimina passaggi intermedi e rende il rifornimento di energia ancora più fluido

La funzionalità Plug&Charge consente infatti di automatizzare completamente il processo di autenticazione tra veicolo e infrastruttura. Una volta inserito il connettore, auto e stazione di ricarica comunicano direttamente tra loro e autorizzano l’operazione in pochi secondi. La colonnina riconosce immediatamente il veicolo compatibile e avvia la ricarica in modo sicuro grazie alla tecnologia basata sul protocollo internazionale ISO 15118. Il principale vantaggio è proprio la rapidità. Soprattutto durante le ricariche veloci, il sistema elimina passaggi intermedi e rende il rifornimento di energia ancora più fluido. Niente apertura di app, scansione di QR Code o utilizzo di tessere fisiche. Sarà necessario semplicemente collegare il cavo e la sessione parte automaticamente.

La configurazione avviene tramite l’app Enel On Your Way

Alla base del Plug&Charge c’è un certificato digitale installato sul veicolo, una sorta di carta d’identità elettronica che contiene tutte le informazioni necessarie per associare l’auto all’account di ricarica dell’utente. Nel caso del servizio Enel, la configurazione avviene tramite l’app Enel On Your Way, dove il proprietario deve inserire il proprio Pcid, ovvero il codice identificativo univoco del veicolo elettrico. Una volta completata la procedura, bisogna abilitare sul display dell’auto o sull’app del costruttore l’identificativo Enel on Your Way, riconoscibile dal codice che inizia con “It Elx”.

Il protocollo garantisce una comunicazione crittografata e sicura tra veicolo e colonnina

La compatibilità con il Plug&Charge è in costante crescita, è già utilizzata da Ewiva (sempre Gruppo Enel) e coinvolge già numerosi modelli elettrici oggi in commercio, anche grazie agli aggiornamenti software OTA introdotti da diverse case automobilistiche. Tra i veicoli compatibili figurano modelli Audi, Bmw, Polestar e Renault di ultima generazione. Anche le infrastrutture devono essere abilitate alla tecnologia. Le colonnine compatibili possono essere individuate direttamente sempre sull’app Enel On Your Way filtrando le stazioni che supportano il Plug&Charge, in particolare quelle fast e ultrafast. Dal punto di vista tecnico, il protocollo garantisce una comunicazione crittografata e sicura tra veicolo e colonnina, gestendo automaticamente autenticazione, avvio della sessione e pagamento. Il costo della ricarica viene infatti addebitato direttamente sul metodo di pagamento associato all’account dell’utente, senza ulteriori conferme.

Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno

Nicole Minetti resta in stato di grazia. Secondo fonti della Procura Generale di Milano, le risposte arrivate dall‘Interpol in questi giorni sono in linea col parere positivo per il provvedimento di clemenza concesso all’ex consigliera regionale lombarda per i gravi problemi di salute del figlio adottato con il compagno Giuseppe Cipriani. Insomma, il quadro per ora non cambia. Gli accertamenti dell’Interpol, in particolare in Uruguay, si concentrano sulla regolarità dell’iter di adozione del bambino e sull’«effettiva volontà di riscatto sociale» di Minetti. Le indagini non sono ancora concluse ma nei giorni scorsi una prima informativa escludeva precedenti penali, denunce, o indagini in corso per favoreggiamento della prostituzione in Uruguay né in Spagna. Quando in Procura generale avranno un quadro preciso, si saprà se il parere, che dovrà essere inviato al ministero della Giustizia con destinazione finale il Colle, sarà una confermato o se cambierà le carte in tavola.

Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno

Foti in versione anti-Trump mentre Rubio incontra Leone

Tommaso Foti, ministro meloniano per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, in videocollegamento da Firenze con la romana Villa Torlonia, che giovedì ospita l’evento Live in promosso da SkyTg24, si toglie un sasso dalla scarpa: «La presidenza degli Stati Uniti non sono gli Stati Uniti». Può bastare? «Sotto il profilo delle osservazioni e delle affermazioni non condivido per nulla quelle del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Noi abbiamo sempre detto che gli Stati Uniti sono un interlocutore importante, ma proprio perché sono importanti abbiamo anche il dovere di far notare quando sbagliano».

Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Tommaso Foti (Imagoeconomica).

Perché «un conto è avere dei rapporti che possono essere ottimi sotto il profilo degli scambi economici e quant’altro. Un altro è ritenere che l’amicizia sia sudditanza», ha aggiunto Foti ricordando che «esiste una dignità nazionale dalla quale non si può prescindere». Nel frattempo Oltretevere è terminata l’udienza del segretario di Stato Marco Rubio da Papa Leone XIV. Seguirà l’incontro con il suo omologo vaticano, il cardinale Pietro Parolin. Poi il dignitosamente trumpiano e cattolico Rubio venerdì vedrà Giorgia Meloni.

Francesco Boni, da Telemarket al Palaexpo

Francesco Boni, volto storico di Telemarket, l’uomo capace di vendere qualsiasi quadro grazie alla sua capacità di “bucare” il piccolo schermo e spingere i telespettatori a telefonare per comprare un’opera vista solo qualche secondo in tv, mercoledì si trovava a Palazzo delle Esposizioni. Lui, il televenditore classe 1944 diventato famosissimo anche grazie ai formidabili sketch di un Corrado Guzzanti impegnato a vendere croste inguardabili, è sempre uguale: Franco, come lo chiamano molti, era concentratissimo. Mentre al piano superiore il numero uno dell’istituzione museale Marco Delogu partecipava alla presentazione del World Press Photo, Boni con estrema attenzione si avvicinava a ogni opera di Mario Schifano, soffermandosi soprattutto nella “stanza” dipinta per l’appartamento romano di Gianni Agnelli. Uno spettacolo.

Mps e le guarentigie dei parlamentari

Nei palazzi romani del potere il clima è incandescente dopo le richieste provenienti dai magistrati milanesi impegnati nelle indagini sulla scalata a Mps. E così «la decisione della sospensione della giunta delle elezioni della Camera dei deputati, su richiesta dei componenti di Fratelli d’Italia, conferma la necessità che riguardo l’istanza della Procura di Milano di accedere alla corrispondenza contenuta sui dispositivi informatici dell’ex direttore del ministero dell’Economia e delle Finanze, Marcello Sala, e che riguarderebbe anche parlamentari, si agisca nel pieno rispetto di quelle che sono le guarentigie previste dalla nostra Costituzione tanto per i senatori e tanto per i deputati», ha detto il senatore di Fratelli d’Italia, Sergio Rastrelli, capogruppo nella Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari sulla vicenda Mps. Quanti e soprattutto quali sono i parlamentari che hanno parlato con Sala di temi delicatissimi? 

Guarda che Luna (Berlusconi)

«Guarda che luna…». Da un paio di settimane il brano di Fred Buscaglione viene canticchiato nel giro di Antonio Tajani. La Luna in questione, con la maiuscola, di cognome però fa Berlusconi. La figlia di Paolo e nipote di Silvio è stata omaggiata con un lungo servizio sul numero del primo aprile di Chi, il settimanale “di famiglia”. Diretto da Massimo Borgnis, dopo l’uscita di Alfonso Signorini, il periodico ha sempre un occhio di riguardo per le vicende della casata: Luna Berlusconi appare in un pezzo tutto milanese che ha come protagonista l’uomo che ha sposato lo scorso luglio, lo chef Vittorio Vaccaro, che con il progetto “Cucino per te” apre il suo ristorante «una volta al mese per chi non può permetterselo», per «pranzare fuori in famiglia». Il locale si chiama Bettola Siciliana, perché lo chef è nato a Calascibetta, in provincia di Enna. Vaccaro, già attore di tv e fiction, ora cucina pure su Discovery e il suo ristò in Porta Romana in poco più di un anno è entrato nella guida del Gambero Rosso, e ne parla benissimo Edoardo Raspelli. Lui, Vaccaro, dice che ha conquistato Luna «con uno spaghettino», e di lei elogia «la sua lucidità, la sua visione, il coraggio di cambiare». Un’operazione innocua che però nei romani di Forza Italia, già assediati dagli eredi di B, solleva i soliti sospetti…

Le ultime sulla grazia a Nicole Minetti e le altre pillole del giorno
Il servizio su Vittorio Vaccaro su Chi.

Gianni Cervetti, storico dirigente del Pci, è morto a 92 anni

Addio a Gianni Cervetti, deputato ed esponente storico del Pci, morto all’età di 92 anni. Iscritto al partito sin da giovanissimo, venne mandato da quest’ultimo a studiare Economia a Mosca durante la stagione dell’Unione sovietica di Nikita Chruščëv. Qui incontrò Franca Canuti, una compagna di partito anche lei inviata dal Pci a studiare in Russia, che diventò il grande amore della sua vita. Mosca è stata una città chiave nel suo percorso di vita. Lì è nato Andrea, il suo unico figlio, e ha avuto l’occasione di incontrare importanti personalità politiche e culturali come lo stesso Nikita Chruščëv, Michail Suslov, Dmítrij Šostakóvič e Aram Chačaturjan. Rientrato a Milano, assunse incarichi di direzione della Cgil milanese e lombarda e successivamente nel Pci, dove venne eletto prima segretario cittadino e poi provinciale a Milano nei primi Anni 70. Negli anni successivi, Enrico Berlinguer lo propose per la segreteria nazionale del partito, come responsabile dell’organizzazione. Parlamentare europeo e nazionale negli Anni 80 e 90, è stato anche “ministro della difesa” del governo ombra del Pci. Finita l’esperienza politica si è dedicato all’editoria, ai libri antichi e all’archeologia, collezionando una delle maggiori raccolte italiane di opere di Dante e Machiavelli.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa

I due ex ministri cinesi della Difesa Wei Fenghe e Li Shangfu, già membri della Commissione militare centrale e consiglieri di Stato, sono stati condannati da un tribunale militare alla pena di morte con sospensione dell’esecuzione per due anni. Entrambi erano accusati di aver intascato tangenti. La stretta anticorruzione lanciata da Xi Jinping dentro l’esercito di Pechino ha colpito dunque con la massima durezza, anche se Wei e Li non verranno giustiziati: in Cina, una condanna a morte con sospensione condizionale della pena viene solitamente commutata in ergastolo.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa
Xi Jinping (Ansa).

LEGGI ANCHE: Xi, le purghe nell’esercito e gli equilibri interni al Partito comunista cinese

Chi sono i due ex ministri della Difesa condannati

Li, generale dell’esercito e fin lì responsabile del Dipartimento per lo sviluppo degli equipaggiamenti, era stato nominato ministro della Difesa a marzo del 2023 per scelta diretta di Xi, anche come segnale di irriducibilità nei confronti degli Stati Uniti: era infatti da anni sotto sanzioni americane per l’acquisto di armi dalla Russia. Ad agosto dello stesso anno era però sparito dalla circolazione e poi rimosso ufficialmente a causa di un’indagine per corruzione, risalente a quando si occupava delle forniture militari.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa
Li Shangfu (Ansa).

Wei, con un passato come comandante delle Forze missilistiche dell’Esercito Popolare di Liberazione, era stato il predecessore di Li come ministro della Difesa: nominato a ottobre 2018, era stato poi sostituito all’inizio del 2023. Li è stato riconosciuto colpevole sia di aver accettato tangenti sia di averle offerte, mentre Wei solo di corruzione passiva, cioè di aver intascato mazzette. Dopo che la condanna a morte sarà commutata in ergastolo in base alla legge, entrambi gli ex ministri saranno sottoposti a detenzione a vita, senza possibilità di commutazione ulteriore né di libertà condizionale.

Cina, condannati a morte con pena sospesa due ex ministri della Difesa
Wei Fenghe (Ansa).

Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella

Secret Sauce Studio ha annunciato il lancio di Casi Umani, format multipiattaforma condotto da Martina Stella distribuito su YouTube, Instagram e TikTok. Il progetto nasce da un’idea dell’attrice e della sua manager Carolina Savino: raccontare le storie che tutti hanno vissuto, quelle che non finiscono sui giornali ma che pesano nella vita vera. Amicizie che cambiano, scelte difficili, relazioni che non tornano come le ricordavi. Casi Umani le porta in scena con leggerezza e precisione, senza la retorica di chi osserva dall’esterno grazie alla capacità naturale di Martina di entrare in contatto con le persone, metterle a proprio agio, far emergere il vero. A dare profondità a ogni episodio è la presenza fissa dello psicologo Michele Mezzanotte, che interviene in ogni puntata per offrire una lettura delle situazioni raccontate. Non una diagnosi, ma uno sguardo che aiuta a capire cosa succede davvero sotto la superficie di esperienze apparentemente ordinarie.

Una produzione Secret Sauce, Carlo Fumo regista e produttore esecutivo

«Casi Umani è un progetto ambizioso nato da esperienze personali condivise tra me, mia sorella, la mia manager e un gruppo di amiche. Per questa prima edizione abbiamo scelto di concentrarci su un tema universale e sempre attuale: il corteggiamento, l’amore e le dinamiche relazionali», ha affermato Martina Stella. «Il format prende forma come una conversazione leggera e spontanea tra me e l’ospite. Tutte i partecipanti – che ringrazio tantissimo per essersi aperti e aver condiviso con noi le loro esperienze di vita – sono stati selezionati attraverso un casting. Io e la mia manager ci tenevamo tantissimo che in questa avventura ci fossero persone comuni, estranee tra loro e lontane dal mondo dei vip», ha aggiunto. «Abbiamo ascoltato tante storie, ognuna degna di essere raccontata. Ognuno di noi porta con sé esperienze che fanno soffrire, sorridere e riflettere. L’obiettivo è creare uno spazio autentico in cui riconoscersi, senza giudizi».

«Casi Umani è nato come un racconto sul tema delle relazioni, ma con uno sguardo aperto al futuro. Il tema potrà evolversi nelle prossime edizioni, toccando altri ambiti della vita quotidiana come il lavoro, l’amicizia e la società, mantenendo sempre lo stesso approccio autentico, leggero e appunto umano», ha dichiarato Carolina Savino. Michele Mezzanotte ha aggiunto: «Siamo tutti, in un modo o nell’altro, dei casi umani. Non nel senso dispregiativo con cui spesso viene usata questa espressione – come se fosse un’etichetta da appiccicare a chi si comporta in modo strano, a chi fatica, a chi non riesce a stare dentro le righe. Ma nel senso più profondo e più onesto: ognuno di noi porta con sé una storia complicata, delle ferite che non sempre si vedono, dei meccanismi che si sono formati molto prima che potessimo sceglierli. Giudicare è facile. È immediato, è rassicurante, ci dà l’illusione di essere “diversi” da chi stiamo guardando. Ma comprendere richiede qualcosa di più coraggioso. Casi Umani vuole essere un modo per comprendere. Un modo per essere più umani in un mondo dove i veri casi sono disumani».

Il vodcast è prodotto da Secret Sauce Studio, casa di produzione con competenze che spaziano dalla produzione video alla strategia di distribuzione digitale, dalla post-produzione alle logiche commerciali che reggono un progetto nell’ecosistema dei nuovi media. La regia è affidata a Carlo Fumo che ha scritto le puntate con Martina Stella. La produzione esecutiva invece alla Italian Movie Award con la co-produzione di OnAir Agency, management della stessa Martina Stella, e di Evolution Group. La tech company leader nel settore digitale curerà la strategia di distribuzione, ottimizzazione e monetizzazione su YouTube, per trasformare il prestigio del talento in una presenza social solida, profittevole e tecnicamente ottimizzata. Un assetto che porta sul progetto esperienza cinematografica e visione industriale, garantendo a Casi Umani un’alta qualità produttiva. «Come partner MCN, Evolution Group consolida il ruolo di ponte tra lo spettacolo tradizionale e il digitale. Progetti come Casi Umani confermano la nostra missione: portare i grandi talenti italiani a dominare l’ecosistema video moderno», ha sottolineato Francesco Califano, Head of Partnerships di Evolution Group.

Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella
Francesco Califano e Carlo Fumo.

Il lancio ufficiale alla Terrazza Regina a Milano

«Volevamo fare qualcosa che fosse pop senza essere superficiale», ha raccontato Marco Ferioli, ceo di Secret Sauce Studio. «Martina porta una presenza e una naturalezza che raramente trovi in questo tipo di format. Carlo ha saputo costruire intorno a lei un linguaggio visivo preciso, riconoscibile. Il risultato è un progetto che funziona su più livelli: emotivo, narrativo, editoriale».

Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella
Marco Ferioli.

Il lancio ufficiale si terrà l’11 maggio a Terrazza Regina, nel cuore di Milano, alla presenza di giornalisti, imprenditori e creator digitali. Partner del progetto è Accademia del Lusso, che ha messo a disposizione le proprie sedi di Milano e Roma come location e ha coinvolto i propri studenti in una partecipazione diretta alle riprese.

Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella
Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella
Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella
Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella
Casi Umani, Secret Sauce Studio produce il nuovo format del vodcast con Martina Stella

Garlasco, la difesa di Sempio al lavoro per smontare le intercettazioni: «Commentava un podcast»

Le intercettazioni inedite che potrebbero riscrivere ancora l’inchiesta sul delitto di Garlasco, raccolte da una cimice messa nella sua auto, sarebbero in realtà dei commenti di Andrea Sempio a un podcast o a ciò «di cui aveva sentito parlare nelle trasmissioni televisive». Lo ha dichiarato la legale Angela Taccia, mentre il collega Liborio Cataliotti ha affermato: «Il mio cliente ritiene di essere in grado di spiegare quelle captazioni». Gli avvocati di Sempio sono al lavoro recuperare la trasmissione che parlava del delitto di Garlasco e per analizzarlo.

LEGGI ANCHE: Lo sciacallaggio su Garlasco, il cold case in pasto a un’Italia mai sazia di omicidi efferati

Il contenuto delle nuove intercettazioni ambientali

Nell’interrogatorio, durante il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, a Sempio sono state contestate delle intercettazioni ambientali, risalenti al 14 aprile 2025, poco più di un mese dopo l’informazione di garanzia che gli era stata notificata nella nuova inchiesta, in cui l’indagato – parlando da solo – avrebbe detto di aver visto il video intimo, così come di aver chiamato Chiara Poggi e di aver tentato un approccio sessuale, respinto. Tanto che lei avrebbe detto di non voler parlare con lui, prima di riattaccare il telefono.

LEGGI ANCHE: Perché il caso Garlasco diventa benzina per il populismo

Per i pm l’audio sconfessa quanto raccontato da Sempio

Per i pm le intercettazioni sconfessano Sempio che ha sempre sostenuto di non aver mai avuto rapporti diretti con Chiara Poggi, pur frequentando casa sua in quanto amico del fratello Marco. Nell’audio, invece, lo si sentirebbe dire (per l’accusa) di aver telefonato proprio alla vittima in quei giorni, di aver tentato un approccio e di essere stato respinto: per i pm sarebbe questo il movente del delitto. Sempre secondo gli inquirenti, Sempio ammetterebbe pure di avere visto un video intimo di Chiara e Alberto Stasi e che lo avrebbe riferito alla ragazza in quella chiamata. Sempio, peraltro, sentito come testimone nella prima indagine del 2007, disse di non essere stato a conoscenza della partenza di Marco Poggi con la famiglia per una vacanza in montagna con i genitori, nonostante all’epoca i due fossero molto amici. Un altro elemento che ora sembra quantomai sospetto.

Il decreto Ponte è legge: via libera definitivo dalla Camera

L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto Ponte recante disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni, che è legge. Il via libera è arrivato con 160 voti favorevoli, 110 contrari e sette astenuti. Il provvedimento è formato da 10 articoli e introduce misure riguardanti l’attività dei commissari straordinari e le concessioni applicate su vari progetti. Al primo articolo si disciplina la prosecuzione dell’iter approvativo per la realizzazione del ponte che collegherà Sicilia e Calabria. Altre norme riguardano la messa in sicurezza e di adeguamento del traforo del Gran Sasso e delle autostrade A24 e A25, la funzionalità dei commissari nominati per la realizzazione delle opere necessarie ai campionati di calcio europei Uefa 2032, i commissari straordinari della società Rete ferroviaria italiana, norme per accelerare la realizzazione della linea C della metropolitana di Roma e altre per la tutela e la salvaguardia della laguna di Venezia.