Decreto scuola, multa fino a mille euro per il volto coperto in aula

Nella bozza del decreto scuola atteso all’esame del Cdm si legge che «salvo che ricorrano specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza, è fatto divieto di partecipare alle attività curriculari e extracurriculari delle istituzioni scolastiche e a quelle previste nell’ambito dei rapporti scuola famiglia con il volto coperto o con qualsiasi altra modalità atta a non consentire il riconoscimento del volto». Prevista una sanzione amministrativa da 200 euro a 1.000 euro: in caso di violazione commessa da un minore, si applica al genitore.

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Tetto del 30 per cento agli stranieri nelle classi prime

Detto del divieto di presentarsi in classe col volto coperto, per quanto riguarda il tetto agli studenti stranieri, si legge che nella scuola primaria «il numero degli alunni con cittadinanza non italiana e che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia» non deve superare il 30 per cento del totale in ciascuna classe prima. Nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, il tetto del 30 per cento nelle classi prime riguarda gli «studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno tre anni scolastici, il sistema nazionale di istruzione». Il decreto prevede poi che, in caso di gravi difficoltà linguistiche, debba essere supportato il nucleo familiare. Ma se questo si sottrae, allora può essere previsto il collocamento del minore fuori dalla famiglia. Il decreto legge sulla scuola inoltre stanzia 17,5 milioni di euro per le istituzioni scolastiche in cui non sia possibile assicurare il rispetto del tetto del 30 per cento di alunni stranieri in classe.

Sondaggi politici, la Supermedia: il confronto con le Politiche del 2022

L’ultima Supermedia Agi/Youtrend, realizzata sulla base di 13 sondaggi sulle intenzioni di voto condotti realizzati dal 10 al 23 settembre da otto istituti, mette in evidenza anche lo scostamento rispetto al risultato delle elezioni Politiche del 2022 per la Camera dei deputati. Fratelli d’Italia si conferma saldamente il primo partito italiano, restando di un punto sopra il livello di quattro anni fa. Rispetto ad allora, è la Lega ad avere ceduto maggiormente terreno.

I dati sulle intenzioni di voto e il confronto col 2022

FdI arriva al 27 per cento: +1 rispetto alle elezioni del 2022. Avanza (+1,8) anche il Partito democratico, ora al 20,8 per cento. Giù invece quello che era ed è il terzo partito del Paese, cioè il Movimento 5 stelle, arretrato di quasi tre punti al 12,6 per cento (-2,8).

Sondaggi politici, la Supermedia: il confronto con le Politiche del 2022
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Futuro Nazionale, che allora non esisteva, è dato al 7,8 per cento. Segue Forza Italia al 7,4 per cento e in leggero calo (-0,7). Alleanza Verdi e Sinistra ha invece quasi raddoppiato i consensi, arrivando al 6,5 per cento (+2,9). Netto passo indietro del Carroccio, ora al 5,6 per cento (-3,2). Azione e Italia Viva, che corsero assieme nel 2022, sono date al 3,4 e al 2,2 per cento. Netto balzo all’indietro di +Europa, ora all’1,5 per cento (-1,3). Tutto sommato stabile Noi Moderati all’1,1 per cento (+0,2).

Banca Ifis, il conto di illimity arriva dopo la due diligence 

C’è una domanda piuttosto semplice che comincia ad aleggiare dalle parti di Piazza Affari. Se Banca Ifis sente oggi il bisogno di passare al setaccio la precedente gestione di Illimity, per capire chi abbia fatto cosa e soprattutto da dove arrivino le voragini emerse nei conti, che cosa aveva guardato prima di comprarsi la banca fondata da Corrado Passera? Una due diligence, peraltro, c’è stata. E non una ricognizione fatta in casa con qualche foglio Excel e molta fiducia nel prossimo. Banca Ifis l’aveva affidata a PwC e nel dicembre del 2025 aveva annunciato al mercato che l’analisi si era conclusa con risultati «in linea con le attese preliminari». Erano emerse rettifiche per 75 milioni di euro, da aggiungere ai 290 milioni di svalutazioni già effettuate da Illimity nel corso del 2025. Nonostante ciò, Ifis aveva confermato le sinergie previste dall’operazione, a regime circa 75 milioni l’anno. 

Banca Ifis, il conto di illimity arriva dopo la due diligence 
Ernesto Fürstenberg Fassio (Imagoeconomica).

La vecchia gestione di Illimity finisce sotto esame

Nove mesi dopo il paesaggio appare diverso. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, la banca presieduta da Ernesto Fürstenberg Fassio ha avviato verifiche sulla precedente gestione di Illimity per quantificare eventuali danni riconducibili alle decisioni dei vecchi vertici. Gli accertamenti, iniziati ad aprile, riguardano svalutazioni che lo scorso anno hanno raggiunto un ammontare di circa 400 milioni. Naturalmente una due diligence non è una polizza assicurativa contro le sorprese e nel credito le valutazioni possono cambiare. Resta però il paradosso nel quale si trova oggi Ifis: da una parte cerca di capire che cosa sia successo prima del suo arrivo, dall’altra deve spiegare che cosa avesse visto quando decise di procedere con l’operazione. 

Banca Ifis, il conto di illimity arriva dopo la due diligence 
Il logo di Illimity (Imagoeconomica).

Il piano d’uscita dagli Npl

Nel frattempo si è aperto un altro cantiere: l’uscita dagli Npl, business che per anni è stato uno dei marchi di fabbrica della banca. A giugno il cda aveva annunciato l’avvio del processo competitivo per la vendita delle attività Npl e il loro deconsolidamento. Nella stessa occasione sono arrivati 30 milioni di accantonamenti su alcune esposizioni creditizie e altri 40 milioni relativi a esposizioni cartolarizzate nel comparto Npl di Illimity. Contemporaneamente la guidance sull’utile 2026 è stata ridotta a 100-110 milioni di euro dai precedenti 170-190 milioni. Il mercato non l’ha presa benissimo. Nella seduta successiva all’annuncio il titolo arrivò a perdere oltre il 40 per cento. Il 24 settembre Banca Ifis ha segnato un ulteriore calo di quasi il 5 per cento, chiudendo appena sopra i 14 euro in Borsa, contro i massimi di 27,72 toccati il 5 febbraio. In sei mesi ha lasciato sul terreno circa un terzo del proprio valore. Quanto agli Npl, ad agosto la banca ha parlato di «forte interesse» da parte di investitori italiani e internazionali. Siamo alla fine di settembre e si continua ad aspettare di sapere chi comprerà, che cosa comprerà e soprattutto a quale prezzo. Tre dettagli non proprio marginali quando si vende un’attività. Anche perché dalla cessione passa una parte importante della nuova Banca Ifis immaginata dall’amministratore delegato Frederik Geertman: meno Npl e maggiore concentrazione su commercial e corporate banking, servizi finanziari alle imprese e private banking. Per cambiare mestiere, però, bisogna prima riuscire a uscire da quello precedente. 

Banca Ifis, il conto di illimity arriva dopo la due diligence 
Frederik Geertman (Imagoeconomica).

Più che le brutte notizie, la Borsa non digerisce l’incertezza

Poi ci sono i conti. Il primo semestre 2026 si è chiuso con appena 8 milioni di utile netto. Il Cet1, al 13,4 per cento, rimane ampiamente sopra i requisiti regolamentari e la banca continua a indicare per l’intero esercizio un utile tra 100 e 110 milioni. Ma la guidance non comprende gli effetti del previsto deconsolidamento degli Npl e nel secondo semestre devono essere contabilizzate ulteriori rettifiche per circa 36 milioni. Il numero, dunque, c’è. Quello che ancora manca è una visibilità piena su come ci si arriverà e su che cosa resterà una volta venduti gli Npl e completata la pulizia di Illimity. È probabilmente questa incertezza che la Borsa continua a scontare. Il mercato può digerire una brutta notizia, anche due. Quello che sopporta molto meno è non sapere se la seconda sia davvero l’ultima. Banca Ifis definisce il 2026 un «anno di transizione» e conferma 75 milioni di sinergie annue dal 2027. Prima del 2027, però, bisogna chiudere il 2026. E capire quanto costerà davvero Illimity, a quanto verranno venduti gli Npl e quale sarà, alla fine della fiera, l’utile della banca. 

Acea Perù si aggiudica la gara per il trattamento delle acque reflue a Lima

Acea Perù, società controllata da Acea International (100 per cento Acea Acqua), si è aggiudicata la gara per la gestione e la manutenzione di otto impianti di trattamento delle acque reflue a Lima per un valore complessivo di 4,5 milioni di dollari. Questo contratto con la società idrica di Lima Sedapal è il quarto assegnato all’azienda negli ultimi due anni per un valore complessivo di 145 milioni di euro. Acea rafforza così la sua presenza nel Sud della Capitale sudamericana, gettando le basi per un’ulteriore crescita nel Paese.

Gli impianti svolgono una funzione essenziale nel sistema di depurazione della zona Sud di Lima

Nel dettaglio, le attività previste comprendono la manutenzione e la conservazione degli impianti di San Bartolo, San Juan, Huáscar, José Gálvez, Julio C. Tello, San Pedro de Lurín, Pucusana e Santa María. Il perimetro del servizio include inoltre il sistema di pretrattamento e la stazione di pompaggio Nuevo Lurín. Queste infrastrutture svolgono una funzione essenziale nel sistema di depurazione della zona Sud di Lima. La loro corretta conservazione contribuisce a garantire la continuità e l’efficienza del trattamento delle acque reflue, a ridurre l’inquinamento e gli impatti sulle comunità circostanti oltre a favorire il riutilizzo delle acque trattate.

La presenza di Acea in America Latina

Oggi Acea serve circa 10 milioni di abitanti in America Latina nel settore idrico, con un impegno di oltre 1.400 dipendenti concentrato prevalentemente in Perù, Honduras e Repubblica Dominicana. In particolare, in Perù Acea gestisce già i servizi idrici e di fognatura nell’area Nord di Lima attraverso i contratti promossi da Sedapal per le zone di Comas (primo lotto) e Callao (secondo lotto) a beneficio di circa 4 milioni di persone, oltre che di Lima Centro. Acea è inoltre azionista di maggioranza del consorzio Agua Azul, responsabile delle attività di captazione e potabilizzazione dell’acqua nella capitale peruviana.

Arrestato Riccardo Bossi: deve scontare 5 anni e 9 mesi

Riccardo Bossi, primogenito di Umberto fondatore della Lega, è stato arrestato a Busto Arsizio (Varese) in esecuzione di un provvedimento di cumulo pene per complessivi 5 anni e 9 mesi: le condanne, relative ai reati di appropriazione indebita aggravata, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza, riguardano fatti avvenuti tra il 2011 e del 2023. Esclusa dal conto la pena a un anno e 4 mesi inflitta per maltrattamenti alla madre Gigliola Guidali, risalenti al 2016. La notizia dell’arresto di Riccardo Bossi arriva nel giorno in cui, presso la Sala della Regina di Montecitorio, si tiene la presentazione del volume Umberto Bossi – Discorsi politici e parlamentari.

Arrestato Riccardo Bossi: deve scontare 5 anni e 9 mesi
Riccardo Bossi (Imagoeconomica).

Una parte della vicenda giudiziaria, cioè quella relativa all’appropriazione indebita aggravata, risale allo scandalo sui fondi della Lega: a marzo del 2016 Bossi, che aveva usato per spese personali denaro proveniente dalle casse del Carroccio, era stato condannato con rito abbreviato a un anno e 8 mesi. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, Bossi è stato ritenuto colpevole di aver ricevuto – in 43 mensilità tra il 2020 e il 2023 – circa 12.800 euro, che però non gli spettavano: il contributo era infatti collegato al pagamento dell’affitto di un appartamento dal quale, però era già stato sfrattato per morosità. In questo caso il primogenito del Senatur è stato condannato a 2 anni e 6 mesi e al pagamento di una provvisionale di 15 mila euro all’Inps.

Trump dice no: Cnn e Politico ancora esclusi dalla Casa Bianca

Il giudice Timothy Kelly ha ordinato all’Amministrazione Trump di sospendere per 14 giorni il divieto di accesso alla Casa Bianca imposto a Cnn, MS Now e Politico, dopo che erano stati banditi dalla struttura dal presidente Donald Trump, in quanto la revoca dei pass stampa dei giornalisti è avvenuta in assenza di un giusto processo costituzionalmente adeguato. Ma l’Amministrazione Usa non sembra aver esattamente recepito l’ordine del giudice federale. Politico riferisce infatti che, questa mattina, a una giornalista è stato impedito di entrare alla Casa Bianca e che alla cronista è stato ritirato l’accredito stampa. Stesso trattamento per la giornalista della Cnn Betsy Klein e per un fotoreporter dell’emittente. In tutti i casi non è stata fornita alcuna spiegazione. La Cnn ha anche precisato che uno dei suoi produttori è riuscito a entrare alla White House utilizzando il proprio pass.

Trump dice no: Cnn e Politico ancora esclusi dalla Casa Bianca
Donald Trump (Imagoeconomica).

Gruppo Fs, al via dal 2027 i Frecciarossa per Monaco di Baviera

I nuovi collegamenti del Frecciarossa con la Germania e l’Austria saranno attivi dall’estate 2027. In occasione di InnoTrans, la principale fiera internazionale del settore ferroviario, Trenitalia (Gruppo Fs) ha presentato il progetto delle nuove tratte ad alta velocità che realizzerà insieme alle tedesche Deutsche Bahn e austriache Öbb per collegare Milano e Roma con Monaco di Baviera.
Le prime corse commerciali inizieranno al termine dell’iter di omologazione internazionale dei nuovi treni. L’offerta partirà sulle direttrici Milano–Monaco di Baviera e Roma–Monaco di Baviera, aprendo una nuova fase della crescita del Frecciarossa oltre i confini nazionali. L’annuncio è arrivato a Berlino alcuni giorni dopo l’avvio delle corse prova in Germania e Austria.

Si inizierà con quattro collegamenti da Milano e Roma

I test si stanno svolgendo sulla rete ferroviaria tedesca, lungo la linea Berlino-Monaco di Baviera-Kufstein. In Austria, invece, il Frecciarossa sta circolando tra Kufstein e il Brennero e sulla tratta Salisburgo–Vienna. L’offerta commerciale iniziale prevederà quattro collegamenti sulle rotte Milano-Monaco di Baviera e Roma-Monaco di Baviera. Il viaggio da Milano durerà circa sei ore e mezza, con fermate a Brescia, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck. Da Roma il tempo previsto sarà di circa otto ore e mezza, con fermate a Firenze, Bologna, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck. L’apertura del tunnel di base del Brennero consentirà di ridurre i tempi di viaggio di circa un’ora. Da dicembre 2028 l’offerta completa salirà a 10 collegamenti tra Italia e Germania, sulle direttrici che uniranno Milano, Roma e Monaco di Baviera, con estensioni verso Napoli e Berlino.

Verranno operati con il Frecciarossa 1000

Il servizio sarà operato con il Frecciarossa 1000, il treno ad alta velocità di Trenitalia conforme alle specifiche tecniche europee di interoperabilità e progettato per circolare sulle reti ferroviarie di Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio, superando le differenze nei sistemi di alimentazione elettrica e segnalamento. Dopo Francia e Spagna, il Frecciarossa si prepara così ad arrivare anche in Germania, proseguendo verso l’obiettivo di una metropolitana d’Europa ad alta velocità capace di collegare alcune delle principali città del continente. Il nuovo collegamento potrà inoltre intercettare la domanda di trasporto verso altre destinazioni europee, tra cui Francoforte e Cracovia, rafforzando l’integrazione ferroviaria tra Italia, Germania e Austria.

Stazione di terra di Starlink a fuoco in Polonia: sospetto sabotaggio russo

Nella serata del 23 settembre una stazione di terra per le comunicazioni satellitari Starlink ha preso fuoco nel villaggio di Wole Krobowska, a una quarantina di chilometri da Varsavia: i servizi di sicurezza polacchi ritengono che dietro al rogo, di origine dolosa (sarebbe stata rinvenuta una bottiglia contenente un liquido infiammabile, simile a una molotov), ci sia la mano di Mosca.

Stazione di terra di Starlink a fuoco in Polonia: sospetto sabotaggio russo
Krzysztof Gawkowski (Ansa).

In Europa orientale l’unica altra stazione di questo tipo si trova in Lituania

Krzysztof Gawkowski, ministro della Digitalizzazione, ha affermato che ci sono numerosi indizi che l’incendio sia stato un tentativo deliberato di sabotare la stazione che fornisce servizi Internet in Ucraina. La struttura interessata dall’incendio è di proprietà dell’operatore di telecomunicazioni statale Exatel e, appunto, viene usata per la trasmissione di servizi Internet sia in Polonia che in Ucraina. È inoltre utilizzato dai sistemi SpaceX che forniscono connettività tramite terminali Starlink, il servizio di Internet satellitare di Elon Musk. L’unica altra stazione in Europa orientale di questo tipo è localizzata a Kaunas, in Lituania. «Difficile immaginare che in casi del genere tutto accada per caso», ha detto il ministro degli Interni Marcin Kierwiński, annunciando l’apertura di un’indagine. «La Russia ha raggiunto un nuovo livello di guerra ibrida contro tutta l’Europa», ha poi osservato. Cezary Tomczyk, viceministro della Difesa, ha affermato che Mosca «utilizza metodi piuttosto semplici: commette incendi dolosi e atti di sabotaggio, provocando instabilità sociale in tutta Europa».

Stazione di terra di Starlink a fuoco in Polonia: sospetto sabotaggio russo
Marcin Kierwiński (Ansa).

In Fdi corsa a due per sfidare Gualtieri e Malpensa in festa per il Cav: le pillole del giorno

«Chi andrà a perdere la partita contro Roberto Gualtieri? Tanto sanno tutti che vincerà il sindaco uscente», si sente dire a via della Scrofa, quartier generale di Fratelli d’Italia. Le Comunali a Roma, come del resto quelle di Milano, sono una bella gatta da pelare e Arianna Meloni lo sa bene. Gualtieri forte del suo “campo largo” pare aver in tasca la riconferma. Il “gabbiano” Fabio Rampelli è l’eterno aspirante alla fascia tricolore. Questa volta pareva cosa fatta visti gli endorsement di Arianna Meloni e di Francesco Rocca. Ma la guerra interna a destra è imprevedibile e ora pare essere in vantaggio Roberta Angelilli, già Fronte della Gioventù, quindi Alleanza Nazionale, e più volte parlamentare europea con passaggi anche nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano e Forza Italia. Alla fine, nel 2023 è tornata nella destra-destra, diventando vicepresidente della Regione Lazio, nominata da Rocca anche grazie alle tante preferenze ottenute, quasi 30 mila. Insomma nella Fiamma si preannuncia una corsa a due per il Campidoglio. E l’occasione giusta per sciogliere le riserve potrebbe essere la kermesse di Atreju, il prossimo dicembre.

In Fdi corsa a due per sfidare Gualtieri e Malpensa in festa per il Cav: le pillole del giorno
Arianna Meloni con Fabio Rampelli (Ansa).

Malpensa in festa: diventa l’aeroporto Berlusconi

Ci siamo, il grande giorno sta arrivando: a Ferno, in provincia di Varese, venerdì mattina l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa verrà intitolato ufficialmente a Silvio Berlusconi. Alle 11, nell’area Arrivi del Terminal 1, sbarcheranno il presidente del Senato Ignazio La Russa, il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il collega dei Trasporti Matteo Salvini – che qualche giorno fa ha annunciato la data dell’evento – il governatore lombardo Attilio Fontana (già ci si aspettano tra i due sorrisi gelidi) e alcuni rappresentanti della famiglia Berlusconi. E qui fioccano le scommesse, specie da parte dei forzisti: vista la presenza di Tajani, ci sarà Marina Berlusconi? Giorgia Meloni si guarda bene dal partecipare all’evento, spifferano a Palazzo Chigi, anche perché per Fratelli d’Italia c’è già in lista La Russa, che avrà il ruolo di più alta carica dello Stato presente. Grande assente il sindaco Beppe Sala, contrario all’intitolazione dell’aeroporto al Cav.

In Fdi corsa a due per sfidare Gualtieri e Malpensa in festa per il Cav: le pillole del giorno
Antonio Tajani e Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Ex Ilva, la Corte Ue: «Non può ricevere gli aiuti per l’energia»

La Corte di giustizia europea nega ad Acciaierie d’Italia, ex Ilva, la possibilità di beneficiare delle agevolazioni previste per le aziende energivore, cioè con alto consumo di elettricità o di gas. Nel 2024 le autorità italiane avevano respinto le domande del gruppo siderurgico per l’accesso ai benefici nel 2025, richiamando l’amministrazione straordinaria e lo stato di insolvenza. Per la Corte, una procedura concorsuale subordinata all’accertamento dell’insolvenza rende l’impresa «in difficoltà» ai sensi delle norme sugli aiuti di Stato. Spetta al giudice italiano verificare il presupposto e decidere. Le regole europee che escludono le imprese in difficoltà dagli aiuti destinati alle aziende ad alto consumo di energia non possono essere derogate, anche quando la procedura concorsuale mira a riportare l’impresa alla redditività. Secondo i giudici di Lussemburgo, adottando gli orientamenti sugli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione, la Commissione europea ha «volontariamente autolimitato il proprio potere discrezionale» sulla compatibilità degli aiuti di Stato. Una deroga alle regole fissate in tali orientamenti violerebbe quindi principi generali del diritto Ue, in particolare quelli di parità di trattamento e tutela del legittimo affidamento.

La controversia dovrà ora essere definita dal giudice amministrativo italiano

La Corte osserva inoltre che l’Italia ha allineato la propria normativa sulle agevolazioni energetiche alla disciplina europea sugli aiuti per clima, ambiente ed energia, che esclude espressamente dagli incentivi le imprese considerate in difficoltà secondo gli orientamenti Ue sugli aiuti al salvataggio. Il fatto che le procedure concorsuali previste dalle legislazioni nazionali possano avere l’obiettivo di ripristinare la redditività dell’impresa, sottolinea la Corte, non modifica la sua qualificazione come impresa in difficoltà ai fini delle norme europee. I giudici precisano infine che gli aiuti concessi alle imprese energivore non possono essere assimilati agli aiuti al salvataggio, trattandosi di strumenti che perseguono obiettivi diversi. La controversia dovrà ora essere definita dal giudice amministrativo italiano sulla base dell’interpretazione fornita dalla Corte di giustizia.

Convocata per il 2 ottobre la riunione della direzione del Pd

Elly Schlein ha rotto gli indugi: la riunione della direzione del Partito Democratico si terrà il 2 ottobre al Nazareno, con inizio alle 11. Il primo punto all’ordine del giorno sarà la relazione della segretaria dem. Sul tavolo anche la ratifica della nomina di Claudio Stefanazzi a commissario della federazione di Cosenza del partito.

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Convocata per il 2 ottobre la riunione della direzione del Pd
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Occorre definire la proroga del mandato di Schlein

Nelle scorse settimane Stefano Bonaccini, presidente del Pd, aveva annunciato che ci sarebbero state prima una direzione e poi un’assemblea (si terrà a fine ottobre o al più tardi entro la prima decade di novembre) per modificare le regole interne del partito. Innanzitutto occorrerà prorogare oltre i quattro anni previsti il mandato da segretaria di Schlein, che scade a marzo del 2027, dunque quando sarà già iniziata la campagna elettorale per le Politiche. Poi tra i vertici dem c’è chi spinge per varare la cosiddetta “norma anti-Gori”, modifica statutaria pensata per escludere da un’eventuale corsa alle primarie di coalizione altri candidati del Pd oltre al segretario del partito.

Putin al G20, il Cremlino non esclude la possibilità

La Russia «apprezza l’invito rivolto al presidente Vladimir Putin a partecipare al vertice del G20 negli Stati Uniti»: lo ha dichiarato a Izvestia il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: «Sarà certamente preso in considerazione e, a tempo debito, discuteremo con le nostre controparti americane, attraverso i canali competenti, la possibilità di accettarlo». Il summit si terrà il 14 e 15 dicembre al Trump National Doral Golf Club, nei pressi di Miami: si tratterebbe del primo importante vertice con la presenza di Putin dall’invasione dell’Ucraina nel 2022.

Putin al G20, il Cremlino non esclude la possibilità
Dmitry Peskov (Imagoeconomica).

Rubio: «Per risolvere i problemi bisogna incontrarsi di persona»

A rivelare dell’invito statunitense a Putin è stato ieri il Segretario di Stato americano Marco Rubio, nel corso di una conferenza stampa televisiva dopo l’incontro a New York con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. «Per risolvere i problemi è necessario incontrare le persone con cui si è in disaccordo o con cui potrebbero esserci delle divergenze. Per questo abbiamo invitato il presidente Putin al G20. Riteniamo che sia un’opportunità per lui di confrontarsi non solo con il presidente, ma anche con altri leader mondiali. Ci auguriamo che accetti», ha dichiarato il capo della diplomazia Usa.

Putin al G20, il Cremlino non esclude la possibilità
Sergej Lavrov e Marco Rubio (Imagoeconomica).

Dal 2023 Putin rischia di essere arrestato al di fuori della Russia

La Russia rimane membro del G20, ma Putin non partecipa a un vertice dell’organismo dal 2019. E dall’invasione dell’Ucraina ha solo preso parte da remoto alla sessione del 2023: il 17 marzo di quell’anno la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d’arresto contro lo zar per crimini di guerra e, dunque, da allora rischia di essere arrestato al di fuori dei confini russi.

Putin al G20, il Cremlino non esclude la possibilità
Volodymyr Zelensky e Donald Trump (Imagoeconomica).

Zelensky auspica un trilaterale con Putin e il padrone di casa Trump

Sulla questione ha detto la sua anche Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino, che già nei giorni scorsi si era detto disposto a partecipare al vertice di Miami se ci sarà anche l’omologo russo, è tornato a ipotizzare un incontro a tre con Putin e Donald Trump a margine del G20: «Credo che questa sia una potenziale opportunità». Il formato a 20 con Paesi del Medio Oriente, Cina, India e altri Stati che hanno posizioni diverse sulla guerra e mantengono legami economici con Mosca, ha affermato Zelensky, creerà «un’atmosfera che potrà portare a un risultato».

Putin al G20, il Cremlino non esclude la possibilità
Vladimir Putin (Imagoeconomica).

Sace lancia Export in rete, roadshow per la crescita delle imprese italiane all’estero

Sace, l’export credit agency partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, lancia Export in rete, un nuovo roadshow territoriale per portare alle imprese italiane una lettura concreta degli scenari internazionali, individuare nuove opportunità di crescita e offrire strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza sfide e opportunità sui mercati esteri. Il percorso coinvolgerà le principali filiere e distretti, grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria di riferimento, partner istituzionali e champion territoriali, rafforzando il dialogo con i territori, il tessuto produttivo e l’intero ecosistema dell’export.

Export italiano in crescita nei primi sei mesi del 2026

L’iniziativa vuole sostenere ulteriormente la fase positiva dell’export italiano. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni italiane di beni hanno raggiunto 337,2 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento sia verso i mercati dell’Unione europea (+4,6 per cento) sia verso quelli extra-Ue (+4,4 per cento). Una dinamica che conferma la capacità di tenuta del sistema produttivo italiano e il ruolo dell’export come motore di crescita, in uno scenario internazionale caratterizzato da incertezza, conflitti, barriere commerciali e vulnerabilità delle catene di approvvigionamento.

Sace conferma la propria presenza sul territorio

Il roadshow si inserisce nel percorso di accompagnamento delineato dal rapporto Export Sace 2026, che invita le imprese a reagire in un contesto globale in trasformazione combinando capacità di lettura degli scenari, diversificazione geografica, presidio delle filiere e gestione strutturata dei rischi. Il percorso sarà dedicato in particolare alle pmi e mid-cap esportatrici, alle imprese con potenziale di internazionalizzazione e alle filiere strategiche del Paese. Ogni tappa sarà progettata in collaborazione con il partner territoriale ospitante e sarà costruita sulle caratteristiche del tessuto produttivo locale, con un focus su settori, filiere e mercati di maggiore interesse per le imprese partecipanti. Con questa iniziativa, Sace conferma la propria presenza sul territorio e il dialogo con il sistema produttivo italiano, contribuendo ad accompagnare le imprese verso nuove rotte di crescita, sostenendone la competitività e favorendone l’ingresso e il consolidamento sui mercati internazionali.

L’ad Pignotti: «Vogliamo accompagnare la crescita del Made in Italy nel mondo»

«L’export italiano continua a dimostrare capacità di tenuta, nonostante lo scenario internazionale volatile e incerto», ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace. «Oggi reagire ed esportare significa molto più che raggiungere nuovi mercati. Significa individuare nuove rotte, nuovi partner e opportunità di espansione. Diversificare le destinazioni, rafforzare le filiere e presidiare i rischi sono leve fondamentali per sostenere la competitività delle nostre imprese. Con il roadshow Export in rete vogliamo essere sempre più vicini alle associazioni di categoria e a tutto l’ecosistema dell’export, per accompagnare la crescita del Made in Italy nel mondo».

Usa-Cina, tregua commerciale prorogata di due mesi

Usa e Cina hanno raggiunto un accordo per estendere di due mesi la tregua commerciale, spostandone la scadenza dal 10 novembre al 10 gennaio. L’annuncio è stato dato dal segretario al Tesoro americano Scott Bessent a margine dell’arrivo del presidente cinese Xi Jinping alla Joint Base Andrews per l’inizio della sua visita di Stato di tre giorni negli Usa. La proroga intende garantire maggiore margine di manovra ai due Paesi per negoziare le prossime intese economiche e valutare l’ipotesi di un accordo di più ampia portata. L’intesa prolunga il cosiddetto Accordo di Busan, il quadro di distensione economica siglato lo scorso anno dai presidenti Donald Trump e Xi Jinping in Corea del Sud. Il patto aveva congelato le escalation tariffarie, riducendo i dazi reciproci, estendendo alcune esenzioni Usa e sospendendo le contromisure americane sull’indagine sul settore cantieristico cinese.

Trump accoglie Xi alla base Andrews

Intanto Trump ha ricevuto il presidente cinese Xi direttamente alla Join Base Andrews dove è atterrato. I due si sono stretti la mano alla presenza delle rispettive first lady, Melania Trump e Peng Liyuan, con intorno lo schieramento di un composito picchetto d’onore per la cerimonia di benvenuto. Sulla pista sono schierati anche una serie di jet militari Usa. «I nostri due Paesi devono essere partner più che rivali», ha affermato Xi secondo le dichiarazioni scritte pubblicate dall’agenzia di stampa statale Xinhua. Il presidente cinese ha aggiunto che «i popoli cinese e statunitense vantano da tempo scambi amichevoli e i nostri interessi sono profondamente intrecciati».

OpenAI ha violato il portale sanitario del governo australiano

Dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il primo ministro australiano Anthony Albanese ha denunciato che un agente di intelligenza artificiale sviluppato da OpenAI ha violato il sito web del sistema sanitario nazionale Medicare a giugno, aggiungendo che il colosso tecnologico di Sam Altman – resosi conto ad agosto di quanto accaduto – ha informato il governo di Canberra solo il 10 settembre, perdipiù tramite una email inviata a una casella di posta pubblica (publicdisclosures@servicesaustralia.gov.au): l’Australian Cyber Security Centre è venuto poi a conoscenza dei fatti il 15 settembre.

OpenAI ha violato il portale sanitario del governo australiano
Anthony Albanese (Ansa).

La violazione: cosa è successo

Come ha spiegato Albanese, che ha definito «inaccettabile» quanto successo, l’IA «stava conducendo una ricerca sanitaria, quando ha tentato di accedere a un lotto di dati riservati», a disposizione di ricercatori e accademici. E, «quando è stata bloccata, ha cercato modi per aggirare le barriere». Riuscendoci. Stando a quanto emerso, la violazione da parte dell’IA non ha comportato l’accesso a informazioni sanitarie personali, ma “solo” ai dati delle spese assicurative. «Ho parlato con Altman per esprimere la profonda preoccupazione dell’Australia per questo incidente», ha detto Albanese ai giornalisti a New York, esprimendo anche disappunto per il fatto che l’azienda abbia impiegato troppo tempo per informare il governo di quanto accaduto, così come per le modalità.

OpenAI ha violato il portale sanitario del governo australiano
Sam Altman (Ansa).

OpenAI ammette, Canberra valuta azioni legali

Da parte sua, OpenAI ha ammesso di aver «identificato attività che coinvolgono diversi siti web e dipartimenti del governo australiano». Oltre al portale del sistema sanitario nazionale, sarebbero stati violati i portali dell’Australian Institute of Health and Welfare, del Victorian Department of Health e del New South Wales Bureau of Crime Statistics and Research. L’azienda di Altam ha poi confermato i suoi modelli non hanno avuto accesso a cartelle cliniche. Il governo di Canberra ha avviato un’indagine sull’accesso non autorizzato e sta valutando azioni legali contro OpenAI.

L’allarme della Cia: «Russia pronta a colpire Italia, Francia e Spagna con droni dal mare»

La Russia si sta preparando a nuovi attacchi con droni in Europa. Ma questa volta è pronta a prendere di mira i Paesi del Mediterraneo: Spagna, Francia e anche Italia. Lo scrive il quotidiano iberico El Mundo, spiegando che la Cia ha raccolto informazioni sui piani di escalation del Cremlino e le ha condivise con diversi governi europei.

Ipotizzato il lancio di droni Gerbera

I servizi statunitensi ipotizzano il lancio di droni Gerbera da navi mercantili in navigazione nel Mediterraneo: si tratta di velivoli a pilotaggio remoto lunghi circa due metri e dal peso di 18 chilogrammi, dunque facili da nascondere in un container trasportato su un’imbarcazione. I Gerbera, che di fatto sono una versione più piccola dello Shahed, spesso usata dai russi per fare sprecare munizioni alla contraerea, sono in grado comunque trasportare un carico esplosivo di quattro-cinque chili: non sufficiente a distruggere una grande struttura, ma abbastanza per provocare un incendio, danneggiare attrezzature o far chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto.

Quasi tutta l’Italia sarebbe a rischio

I Gerbera sono in grado di raggiungere una velocità di 160 km/h e hanno con un’autonomia dichiarata di 600 chilometri: se scagliati dal Mar Tirreno – la Cia ipotizza da petroliere della flotta fantasma russa – a una distanza di circa 200 chilometri della costa, l’intera Italia sarebbe alla loro portata fatta eccezione per il Friuli-Venezia Giulia e la provincia di Lecce.

Campo largo: Schlein e la trappola del «testardamente unitari»

Aspettando Godot, cioè il programma. «Bisogna accelerare sul programma comune», continua a ripetere Elly Schlein. «Prima il programma e poi il leader». Andando avanti così, però, si rischia di arrivare se non alle Politiche, quantomeno alle possibili primarie contro Giuseppe Conte (se non si presenteranno altri candidati) con slogan vari ma idee vaghe.

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Schlein affetta dal maanchismo veltroniano

Del resto è un po’ nelle cose. Se il principale pilastro, forse l’unico, dei tre anni e mezzo di segreteria Schlein è stato l’essere «testardamente unitaria», va da sé che lo scontro non è ben visto, a favore di un farsi concava e convessa che trova echi politici un po’ nella vecchia Dc, e un po’ nel maanchismo di un suo predecessore alla guida del Pd, Walter Veltroni. Di contro, gli alleati i programmi invece ce li hanno, e li marcano ben stretti, come è successo quando Schlein dalle colonne di Repubblica ha inviato una lettera aperta a Giorgia Meloni per costruire insieme un patto su energia e clima. Mossa che ha fatto imbufalire sia Conte sia il rossoverde Angelo Bonelli, spiazzato dall’iniziativa solitaria della leader dem. «Questa mano tesa a lavorare insieme è incomprensibile», ha tagliato corto.

Campo largo: Schlein e la trappola del «testardamente unitari»
Elly Schlein e Walter Veltroni.

Ogni paletto manda in fibrillazione il Pd

Vero è che quando la segretaria cerca di mettere un punto fermo, il partito sbanda, si divide, fibrilla. Basti vedere la parabola del ddl sull’antisemitismo nato dall’iniziativa legislativa di Graziano Delrio. Al Senato i dem ufficialmente si sono astenuti (ma con nove voti a favore) e alla Camera voteranno no (con l’annuncio di molte defezioni). Ce n’è di che disorientare l’elettore. E quando la segretaria tiene una linea coerente, come sull’Ucraina, se la deve vedere con un pezzo di partito e con la riottosità granitica del principale alleato Conte. A cui Schlein risponde ribadendo il sostegno netto a Kyiv ‘ma anche’ la richiesta di maggiore impegno diplomatico all’Europa. Il tutto condito da un ottimistico «troveremo un compromesso».

Campo largo: Schlein e la trappola del «testardamente unitari»
Elly Schlein e Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

La vocazione testardamente unitaria può trasformarsi in una trappola

Saranno i prossimi mesi a chiarire man mano se la linea unitaria di Schlein sarà vincente o se si trasformerà nel proverbiale angolo in cui ci si caccia da soli. Il primo banco di prova saranno le primarie, sempre che si tengano e come. Chiamare il popolo progressista ai gazebo senza un programma definito rischia di far restare a casa molti sostenitori. E poi le Politiche. Perché se gli ultimi sondaggi danno il campo largo in leggero vantaggio, è altrettanto vero che sommare mele con pere, per esempio i pro-Kyiv con vuole stoppare l’invio di aiuti militari a Zelensky, è sempre un azzardo. Tradotto: con Conte leader della coalizione quanti dem lo voterebbero? E con Schlein frontwoman per Palazzo Chigi, i 5 stelle accetterebbero di turarsi il naso? Il tempo per stendere un programma in teoria c’è, soprattutto se si votasse in autunno, ma il timore di molti nello stesso Pd è che la vocazione testardamente unitaria finisca per vincere sulla solidità delle scelte politiche. E temono che a pagarne il prezzo sarà proprio il partito più grande della coalizione di centrosinistra.

Stati Uniti, giudice ordina alla Casa Bianca di riammettere i media banditi da Trump

Il giudice federale Timothy Kelly ha ordinato all’amministrazione Trump di ripristinare temporaneamente l’accesso alla Casa Bianca per Cnn, Msnbc e Politico, dopo che erano stati banditi dalla struttura dal presidente Donald Trump. Nella sentenza, Kelly ha stabilito che la revoca dei pass stampa dei giornalisti è avvenuta in assenza di un giusto processo costituzionalmente adeguato. Ha inoltre affermato che le argomentazioni del governo offrono scarso sostegno alla presunta esigenza di sicurezza nazionale. L’ordine del giudice sospende il divieto per 14 giorni, al fine di concedere più tempo per esaminare il caso.

Pezeshkian parla alle Nazioni Unite, la delegazione Usa lascia l’aula

All’indomani del discorso di Donald Trump, oggi all’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha preso la parola il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Che, nel suo intervento, ha replicato al tycoon. «Vengo da un Iran dove la guida suprema è stata assassinata, dove una scuola è stata bombardata causando la morte di bambini che non avevano commesso alcun crimine», ha detto Pezeshkian: «Ieri il presidente degli Stati Uniti ci ha definiti terroristi. Noi siamo stati vittime del terrorismo». La delegazione Usa ha lasciato l’aula non appena il presidente iraniano ha iniziato il suo intervento: ieri, durante il discorso di Trump, erano usciti dalla sala del Palazzo di Vetro tutti i diplomatici di Teheran tranne uno.

Pezeshkian parla alle Nazioni Unite, la delegazione Usa lascia l’aula
I posti lasciati vuoti dalla delegazione Usa (Ansa).

Messa in evidenza la disparità di trattamento con Israele

Pezeshkian nel suo discorso ha insistito molto sulla disparità di trattamento con Israele. «Il tema di questa assemblea è la fiducia reciproca, che non si può ottenere solo a parole, bensì evitando di applicare due pesi e due misure. Le bombe atomiche e nucleari sono nelle mani del regime israeliano, eppure si chiede agli ispettori di recarsi in Iran». Lo Stato ebraico «ha massacrato brutalmente oltre 70 mila innocenti a Gaza», ha insistito Pezeshkian, mentre la Repubblica Islamica «è stata bombardata proprio mentre sedeva al tavolo dei negoziati».

Pezeshkian parla alle Nazioni Unite, la delegazione Usa lascia l’aula
Masoud Pezeshkian (Ansa).

Pezeshkian: «La tecnologia nucleare è un nostro diritto»

Sempre a proposito del nucleare, Pezeshkian – parlando di applicazioni nei settori di energia, sanità e agricoltura – ha ribadito che tale tecnologia è «parte del progresso» iraniano: «Non chiniamo la testa e non rinunciamo a un diritto che è chiaramente un nostro diritto. Diciamo chiaramente, niente armi nucleari, niente limiti a tecnologia nucleare pacifica». E «la resistenza dell’Iran aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli», ha assicurato.

Il presidente iraniano: «Pronti al dialogo e alla diplomazia»

Così sullo stretto di Hormuz: «Non possiamo permettere che alcuni abbiano libero accesso e ne traggano vantaggio, utilizzandolo per aggredirci, per minare la nostra sicurezza e per impedirci l’accesso alle nostre stesse vie d’acqua». L’Iran, ha comunque spiegato, è pronto alla diplomazia: «Non dobbiamo permettere che il XXI secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni. Non dobbiamo costruire un mondo in cui la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia».