Il Ponte sullo Stretto e i sospetti sulle nomine di Salvini: le pillole del giorno
In campagna elettorale non si butta via niente. Figuriamoci un cavallo di battaglia come il Ponte sullo Stretto. Matteo Salvini, in calo di consensi dentro e fuori la Lega, tra un tweet di esultanza per la sospensione di Schengen e un “bravo” al leader di Vox Santiago Abascal, trova il tempo di occuparsi della grande opera. Come scrive La Repubblica, con un decreto ministeriale, il ministro dei Trasporti ha rinnovato in anticipo rispetto alla scadenza naturale del dicembre 2026 il Consiglio superiore dei lavori pubblici. La tempistica, però, ha destato qualche sospetto visto che l’organo consultivo è chiamato in questi giorni a pronunciarsi proprio su alcuni dei passaggi più delicati del progetto Ponte. Due le new entry che hanno fatto storcere il naso al co-leader di Avs Angelo Bonelli: Mauro Dolce, professore di tecnica delle costruzioni alla Federico II e già assessore della prima Giunta Occhiuto, e Giuseppe Roberto Tomasicchio, professore di costruzioni idrauliche e marittime all’università del Salento. Non solo due esperti: il primo fa parte del comitato scientifico della società Stretto di Messina Spa e il secondo è iscritto al comitato Ponte subito.

Bonelli, parlando di «blitz inaccettabile», ha annunciato un’interrogazione durante il question time di Salvini alla Camera previsto per mercoledì. Sulle barricate anche il Pd con Anthony Bargallo, capogruppo in Commissione Trasporti alla Camera. «Il Consiglio superiore dei lavori pubblici non può essere trasformato in un organismo chiamato soltanto a ratificare le decisioni del ministro Salvini, in una sorta di struttura ‘yes man’ pronta a dire sempre sì alle sue scelte», ha tuonato il segretario regionale del Pd siciliano. Mentre per il 5 stelle Agostino Santillo, inserire nel Consiglio superiore dei lavori pubblici figure vicine alla società Stretto di Messina e ai comitati del “Sì” «significa trasformare un organo super partes in una cassa di risonanza della propaganda di governo». Salvini dal canto suo tira dritto. Lo scorso giugno insieme con l’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci aveva annunciato che l’iter approvativo del Ponte sarà completato entro la fine di questa estate. Il progetto, come ricorda Repubblica, dovrà essere poi esaminato dall’Assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dalla Commissione speciale chiamata a valutare gli approfondimenti richiesti dopo le osservazioni della Corte dei conti e recepite dal Mit e dalla società Stretto di Messina. Il tutto poi passerà al nuovo esame da parte del Cipess e infine al controllo della magistratura contabile che il governo ha fretta di riformare…

Pier Silvio, che reputation!
Sta scalando tutte le classifiche immaginabili, roba da Guinness dei primati. Secondo l’ultima rilevazione di Top Manager Reputation, Pier Silvio Berlusconi è il primo della lista, superando di un soffio personaggi del calibro di Andrea Orcel, Carlo Messina, Claudio Descalzi, ovvero i “classici detentori” del titolo.

Un gioiello di giornalista
«Una collezione fatta di forme materiche ispirate alla terra e ai suoi orizzonti senza tempo. La sua forza discreta, il carattere unico e riconoscibile hanno conquistato attrici, giornaliste, presentatrici tv e persino la Famiglia Reale inglese». Così Giulia Barela pubblicizza i suoi gioielli, un brand che “piace alla gente che piace”, soprattutto a Roma, mostrando le immagini di conduttrici del piccolo schermo che indossano le sue creazioni durante le dirette. E tra le giornaliste ecco Alessandra Viero, di Mediaset, che si aggiunge alle tante che in passato hanno esibito ciondoli, orecchini e altre gioie a beneficio dei telespettatori (e non solo), tra le ire dei consumatori. Nella newsletter estiva inviata dalla maison ai clienti si legge: «C’è chi riconosce la bellezza a prima vista e la sceglie nel tempo. Le creazioni Giulia Barela, negli anni, hanno saputo conquistare sguardi diversi, dalla vita di ogni giorno ai palcoscenici più illuminati, tra tv, cinema e non solo».
Renzi, addio allo storico braccio destro
Si chiamava Bruno Cavini, democristianissimo, storico sindaco di Palazzuolo sul Senio e per tanti anni “braccio destro” di Matteo Renzi. Cavini, scomparso il 3 agosto a 84 anni, fu a lungo presidente nazionale di Uncem, l’Unione nazionale delle Comunità Montane e indimenticabile capo di gabinetto, portavoce e braccio destro di Renzi quando “il Bomba” era presidente della Provincia e poi sindaco di Firenze.
Parla Foti
È agosto, il caldo a Roma è infernale ma le commissioni parlamentari lavorano a pieno ritmo, Se martedì è saltata l’audizione del capo del M5s Giuseppe Conte nella commissione Covid, dato che in aula sono in programma le votazioni, mercoledì il ruolo di protagonista spetterà a Tommaso Foti. Le Commissioni riunite Bilancio e Politiche Ue di Camera e Senato svolgono l’audizione del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione sulle prospettive del negoziato sul Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034. Sarà inevitabile un passaggio su quanto accaduto a Ceuta un tema che scalda parecchio il governo italiano, impegnato in una guerra senza quartiere contro il premier spagnolo Pedro Sanchez.




































































