Caro carburanti, ora minacciano di fermarsi anche i tassisti

In vista del presidio di protesta del comparto previsto per lunedì 26 ottobre a Roma davanti al Ministero dell’Economia e della Finanze, Loreno Bittarelli, presidente della Cooperativa Radiotaxi 3570 di Roma e del Consorzio itTaxi, ha scritto in un editoriale sull’Economista che, «senza risposte urgenti, il rischio concreto è il blocco del servizio per l’impossibilità materiale di coprire i costi di gestione».

La categoria chiede l’estensione del gasolio professionale

«Chi conosce itTaxi sa che non abbiamo mai ceduto a proteste ideologiche, ma oggi siamo di fronte a un’emergenza economica non più sostenibile», si legge nell’editoriale: «Con le tariffe amministrate dai Comuni, non possiamo scaricare sui clienti i rincari record di benzina e gasolio: i costi li pagano interamente i lavoratori, i cui margini sono azzerati». Bittarelli ha poi spiegato che, per non creare disagi, i tassisti scenderanno in piazza «a piedi, fuori turno e senza vetture». Ma, appunto, l’ipotesi di uno stop del servizio è tutt’altro che campata in aria: la categoria chiede al governo l’estensione del “gasolio professionale”, agevolazione fiscale che permette alle imprese di autotrasporto di recuperare parte delle accise pagate sul carburante attraverso un rimborso o un credito d’imposta.

«Ratti del giornalismo»: lo sguaiato attacco di Leonardo Maria Del Vecchio al Fatto Quotidiano

«Continua la campagna diffamatoria nei miei confronti da parte del Falso quotidiano, li vedo molto restii invece a dare spiegazioni sulle intercettazioni che hanno coinvolto il direttore del Fatto online Peter Gomez, colto con le mani nella marmellata trattare articoli su commissione per un grande colosso che a sua volta si troverà a restituire il favore pagando fior di quattrini allo stesso Fatto Quotidiano. Ratti del giornalismo». Lo ha scritto su X Leonardo Maria Del Vecchio, attaccando duramente il giornale che oggi ha pubblicato una serie di intercettazioni riguardanti l’indagine su un’estorsione ai suoi danni, fascicolo stralcio dell’inchiesta Equalize. A corredo del duro post un’immagine di Marco Travaglio, direttore del FQ, con le orecchie da Topolino.

Le intercettazioni pubblicate dal Fatto Quotidiano

Nel filone d’inchiesta in questione risultano indagati a vario titolo Mario Cella, tutor di Del Vecchio, l’ex spia Vincenzo De Marzio e l’hacker Samuele Calamucci. Nelle intercettazioni riportate dal Fatto Quotidiano parlano invece soprattutto Marco Talarico, amministratore delegato di LMDV Capital, e Gabriele Benedetto, consigliere di Del Vecchio e già ceo di Telepass. In un’intercettazione del 4 maggio Talarico e Benedetto discutono delle elezioni politiche del 2027. L’advisor di Del Vecchio, che spiegano i carabinieri è «in possesso di informazioni riservate acquisite tramite i suoi canali romani che condivide per poter vagliare diverse opzioni di politica economica e imprenditoriale il più possibile vantaggiose per LMDV Capital», prospetta al ceo della società l’opportunità “politica” di reclutare Mario Orfeo per la direzione di Quotidiano Nazionale (cosa poi effettivamente è accaduta). «Stavo pensando una roba. Prima che ne parliamo o chiudiamo con Fabio Tamburini (che era direttore del Sole 24 Ore e Radio 24, ndr). E se gli rubiamo Orfeo?», dice a un certo punto Benedetto: «E ci siamo messi la sinistra in mano? E se vince la Meloni gli diciamo che gli abbiamo preso Orfeo al guinzaglio?». Nelle intercettazioni anche un riferimento ai 500 milioni di penale da pagare in caso di mancata finalizzazione dell’accordo per l’acquisizione, da parte di Del Vecchio, delle quote Delfin di due dei suoi fratelli.

«Ratti del giornalismo»: lo sguaiato attacco di Leonardo Maria Del Vecchio al Fatto Quotidiano
Peter Gomez (Imagoeconomica).

Il riferimento a Gomez «colto con le mani nella marmellata»

Nel suo post, nonostante la foto di Travaglio, Del Vecchio attacca in particolare Gomez «colto con le mani nella marmellata». Si tratta di un riferimento a un’indagine della Procura di Napoli, che ha ipotizzato l’esistenza di un sistema finalizzao a ottenere una copertura favorevole per UniPegaso attraverso rapporti con editori, concessionarie e direttori. Tra i 22 indagati figura appunto anche Gomez, così come il già citato Orfeo, in qualità di direttore di Repubblica, ruolo ricoperto fino a luglio.

Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice di Huffpost Italia

Annalisa Cuzzocrea è la nuova direttrice di HuffPost Italia, che fino a fine agosto era stato diretto da Mattia Feltri. A comunicarlo Mirja Cartia d’Asero, presidente e amministratrice delegata di Gedi, il gruppo editoriale che possiede la testata: «Annalisa porta a HuffPost una solida esperienza giornalistica e una profonda conoscenza della politica e delle istituzioni. Le affidiamo la guida della testata con fiducia, certi che saprà valorizzarne l’identità e accompagnarne lo sviluppo, insieme alla redazione». 52 anni, Cuzzocrea è stata editorialista e inviata di Repubblica e vicedirettrice de La Stampa.

Cedu: «Nessuna violazione dei diritti dell’uomo nel processo per frode sui diritti Mediaset»

La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo. Silvio Berlusconi fece ricorso contro l’Italia alla Corte di Strasburgo il 28 dicembre 2013. Dopo la sua morte, gli eredi hanno deciso di continuare la causa. Nella sentenza, la Cedu ha esaminato approfonditamente la questione relativa all’imparzialità del collegio giudicante della Corte di Cassazione, spiegando che il ricorso alla Corte di Strasburgo è manifestamente infondato. Nella sentenza con cui hanno dichiarato equo il processo, i giudici hanno esaminato l’imparzialità del collegio giudicante che ha confermato la condanna del ricorrente per complicità in dichiarazioni fiscali fraudolente, e quella sulle dichiarazioni fatte dal presidente del collegio Antonio Esposito. Sia per l’una che per l’altra, la Cedu ha stabilito che non hanno violato il diritto a un equo processo. Per quanto riguarda gli altri punti su cui l’ex premier aveva fatto ricorso, come il non aver potuto partecipare ad alcune udienze, la Cedu non ha rilevato alcuna apparente violazione.

Report Onu sul clima: «Verso +2,6°C entro fine secolo»

Nel 2025 le emissioni globali di gas serra si sono mantenute su livelli record, secondo un report dell’Onu. Il documento avverte che la Terra è avviata verso un riscaldamento compreso tra 2,6°C e 2,8°C entro il 2100, anche nell’ipotesi in cui i governi rispettino i recenti impegni climatici assunti. Si tratta di proiezioni più cupe rispetto a quelle dello scorso anno – che indicavano un riscaldamento compreso tra 2,3°C e 2,5°C – dovute, tra l’altro, al ritiro degli Stati Uniti (il secondo maggior inquinatore al mondo) dall’Accordo di Parigi e alla revisione delle stime sulle emissioni storiche. Tra i sei maggiori emettitori, i dati preliminari per il 2025 indicano un aumento delle emissioni negli Stati Uniti, in Indonesia e in Cina, a fronte di una diminuzione in India, Russia e Unione Europea.

Per raggiungere un picco entro 1,8°C occorre diminuire le emissioni del 69 per cento entro il 2040

La possibilità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C è svanita, sentenzia il rapporto, dopo decenni di un’azione climatica insufficiente, in particolare da parte dei paesi ricchi del G20, responsabili di tre quarti delle emissioni. Il rapporto delinea tuttavia uno scenario più favorevole, in cui il riscaldamento globale raggiungerebbe un picco compreso tra 1,7°C e 1,8°C, per poi scendere nuovamente al di sotto di 1,5°C entro il 2100. Per riuscirci, le emissioni globali dovrebbero ridursi del 18 per cento entro il 2030, del 45 per cento entro il 2035 e del 69 per cento entro il 2040, rispetto ai livelli del 2025. Per fare un confronto, secondo l’Onu, il rispetto degli attuali impegni climatici porterebbe a una riduzione di appena il 5-8 per cento entro il 2030 e dell’11-15 per cento entro il 2035.

Fabrizio Corona attaccato da Ben: il video-denuncia del suo ex braccio destro

Come ha scritto qualcuno nei commenti, «si sta ribaltando la situazione». Ben, ex braccio destro di Fabrizio Corona, ha pubblicato un video di 15 minuti, registrato dallo studio di Coronasland, in cui, tramite alcune registrazioni fatte in segreto, mostrerebbe «tutta la verità» sui metodi adottati dall’ex re dei paparazzi per i suoi “scoop”, proponendo la sua versione dei fatti e mettendo in discussione tutto il sistema di Falsissimo. Nel filmato, postato su YouTube e rilanciato tramite una storia dall’account Instagram di Coronasland proprio nel giorno in cui Corona si è presentato in tribunale di Milano per la prima udienza della maxi causa intentata contro di lui dal gruppo Mediaset, Ben si rivolge a più riprese direttamente al volto di Falsissimo, accusandolo – tra le altre cose – di dire bugie e di non pagare compensi pattuiti. Come risponderà Corona?

Revolut down, pagamenti digitali e prelievi bloccati: cosa è successo

Revolut ha registrato un problema tecnico che ha paralizzato l’accesso ai conti, i pagamenti con le carte, i bonifici e le conversioni di valuta sull’app e i prelievi agli sportelli in diversi Paesi europei, compresa l’Italia, dove la banca digitale ha da poco raggiunto i 5 milioni di clienti. Numerose le segnalazioni: Revolut ha confermato le anomalie e ha comunicato che i tecnici sono al lavoro per ripristinare il servizio.

I servizi Revolut sono fuori uso a causa di un problema legato a Google Cloud

I servizi Revolut non sono utilizzabili per via di un problema legato a Google Cloud, a cui si appoggia la banca digitale, che ha subito una grave interruzione di rete presso il data center europeo situato a Londra. I problemi hanno coinvolto anche altre aziende del settore finanziario con sede nel Regno Unito, come Lloyds Bank, HSBC e Halifax. «Stiamo lavorando alla soluzione del problema da quando è stato identificato questa mattina. Possiamo confermare che i dati e i soldi di tutti i nostri clienti sono al sicuro», ha detto all’Afp un portavoce di Revolut.

Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo

Dopo i saccheggi e i disordini di questi giorni, “arrivano i nostri”. Tra le misure anti-devastazioni che verranno approvate martedì in Consiglio dei ministri, una è destinata ad avere un impatto immediato. Il ministro della Difesa Guido Crosetto infatti ha dato il via libera all’invio immediato di 500 militari a Milano, che andranno ad aggiungersi ai contingenti già impegnati nell’operazione Strade sicure. Ma la novità più importante è il cambio delle regole di ingaggio: finora, i soldati che vediamo nei pressi delle stazioni o nei centri storici, servivano per lo più come “deterrente” e non potevano infatti intervenire con le funzioni di pubblica sicurezza. Ora cambia tutto: i militari impegnati a Milano potranno infatti procedere a identificazioni, fermi e anche arresti, in caso di necessità. L’esperimento di Milano naturalmente potrà anche essere ripetuto in altre città.

Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo
Dopo i saccheggi a Milano arrivano i militari: la stretta del governo

Le altre misure sul tavolo

«Abbiamo necessità che il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito», ha spiegato su X Crosetto.

Esulta Matteo Salvini che mette il cappello sulla stretta definendola una «Vittoria della Lega».

Sempre dalla Lega, il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni e quello alla Giustizia Andrea Ostellari hanno anticipato alcuni contenuti del decreto come l’estensione del fermo preventivo fino a 24 ore, il rafforzamento delle misure di prevenzione, a partire dall’avviso orale di competenza del questore, l’introduzione del reato di danneggiamento aggravato e l’arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni, con la possibilità di arresto differito entro 48 ore. Misure in parte già contenute nel ddl sicurezza approvato lo scorso luglio e ora all’esame in Senato.

Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente

E se qualcuno dei miei figli tornasse a casa da una manifestazione con una bicicletta da 3 mila euro, sneakers ultimo modello e giubbotti firmati? Gli direi: «Accidenti, qualcosina per la mamma, no?». E mentre lo scrivo, mi chiedo se la battuta è solo un attacco scanzonato per questo pezzo o se, sotto sotto, lo penserei veramente, mentre copro il figlio o la figlia di improperi e tremo all’idea che la polizia venga a prenderlo. Proprio io, che restavo impietrita quando, alla fine del giro in centro il sabato pomeriggio, qualche mia amica esibiva il lucidalabbra sgraffignato nel giro al supermercato dove io mi ero limitata a guardare sospirando.

L’unico diritto ancora sacro è quello di proprietà

Così, prima di domandarmi cos’hanno in testa i ragazzi che hanno devastato il centro di Milano saccheggiando i negozi in sprezzo all’unico diritto considerato ancora sacro, quello di proprietà, mi interrogo su cosa passa per la testa a me, adulto e genitore. E a quelli – non pochi, credetemi, anche italianissimi e non diseredati – che pur fra lo sdegno, la rabbia, i timori e il dispiacere, non schiumano di rancore contro i ragazzini e non invocano manganelli e prigione. Magari vanno a riprenderseli e li riportano a casa per un orecchio, come hanno fatto alcuni genitori a Milano, ma sentono che, al di là dei metodi, i pargoli hanno maledettamente ragione. Le stesse forze sovrastanti che hanno stritolato il nostro potere, non solo d’acquisto, hanno distrutto le loro opportunità di costruirsi un avvenire. Non migliore di quello dei loro padri, semplicemente un futuro. Finiti i tempi in cui «anche l’operaio vuole il figlio dottore», come lamentava la Contessa di Paolo Pietrangeli, l’operaio di oggi è in cassa integrazione perché l’industria di Aldo vuole delocalizzare, e spera che il figlio si tenga stretto il lavoro precario da rider.

Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente
Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente
Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente
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Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente
Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente
Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente

Dall’esproprio proletario all’esproprio giovanile

Quando apocalisse climatica e fine del mondo a causa dell’IA sono diventati argomenti di conversazione quotidiana, c’è da stupirsi che alcuni giovanissimi, derubati del futuro, cerchino di sgraffignare almeno qualche spicciolo di presente, sotto forma di oggetti costosi che non potrebbero permettersi né ora né mai? Negli Anni 70 rubare nei supermercati (e mica pane e stracchino, ma caviale e champagne) era chiamato esproprio proletario; oggi impossessarsi di bici e scarpe di lusso potrebbe definirsi esproprio giovanile, perché la classe che si sente oppressa, sfruttata, condannata più di altre dalle ineguaglianze provocate da decenni di non-redistribuzione della ricchezza è quella degli under-20.

Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente
Scontri tra polizia e casseur a Milano (Ansa).

Un movimento tutto social e challenge ma senza strutture

Poi, certo, il web, le challenge, i video sui social, dove a darti diritto di cittadinanza basta uno smartphone, e non il “sangue” o una burocrazia insensata e più aderente all’agenda sovranista che alla realtà. La tragica ironia è che il traffico generato sui social dalle proteste dei giovani consolida il potere dei tecnomiliardari globali che hanno ridotto i governi in stato di vassallaggio. Anche perché le chiamate via social che in poche ore radunano in piazza migliaia di ragazzi creano sì masse imponenti in grado di paralizzare e devastare le città, ma politicamente inconsistenti. I giovani pagano facilità e rapidità nel riempire le piazze con la difficoltà di dare al loro movimento una struttura durevole e dei portavoce in grado di sostenere un dialogo con la politica, se questa avesse davvero voglia di ascoltarli.

Casseur a Milano, ragazzi senza futuro che saccheggiano il presente
Scontri a Milano (Ansa).

Alla politica interessa solo l’effetto della rivolta sul voto

Disgraziatamente, siamo alla vigilia di un anno elettorale (non solo in Italia), e ciò che interessa ai partiti è l’effetto delle proteste sulle intenzioni di voto. Dialogare con quella che i media generalisti presentano invariabilmente come un’orda di «maranza» e «teppisti» fa perdere consensi, e non solo nell‘elettorato di destra, che vorrebbe una gioventù irreggimentata, umile e disposta a dare presto figli (bianchi) alla patria. Nemmeno la sinistra vuole inorridire le sue contesse della Ztl, appoggiando quelli che gli incendiano la macchina sotto casa. Ma i giovani aspettano che qualcuno dal campo largo risponda alla domanda: «State dalla parte di chi ruba nei supermercati, o di chi li ha costruiti rubando?». Sono versi di una vecchia canzone di De Gregori, ma starebbero bene anche nel brano di un trapper contemporaneo.

Partiti gli avvisi di cassa integrazione a zero ore per i dipendenti ex Ilva

Gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria sta comunicando a un numero crescente di dipendenti la sospensione dal lavoro, con collocamento in cassa integrazione a zero ore. Lo riferiscono fonti sindacali: le prime comunicazioni hanno riguardato la sede di Milano, a seguire poi quelle per il personale di Taranto. Dove il personale del centro ricerche di AdI è in ferie forzate da una settimana.

L’attuale autorizzazione riguarda 4.500 addetti

La misura potrebbe essere il preludio a un nuovo ricorso alla cassa integrazione straordinaria: l’attuale autorizzazione riguarda 4.500 addetti del gruppo, 3.800 dei quali a Taranto. Ma giorni fa Acciaierie d’Italia ha trasmesso ai sindacati una nuova procedura di cassa per 38 dei 40 dipendenti del sito di Salerno. Sul piano industriale, l’altoforno 2 di Taranto è stato portato al regime minimo, mentre l’acciaieria 2 risulta ferma: da qualche giorno di fatto non c’è più produzione. Tutta l’area a caldo, parte centrale del siderurgico, è bloccata: l’azienda si è preparata al decreto di fermata della Corte d’Appello di Milano, oltre a non avere più materie prime e risorse economiche. Le prospettive occupazionali restano limitate anche con l’arrivo di 350 mila tonnellate di bramme acquistate, in parte già arrivate.

Rientrato il caos voli nei cieli italiani

È rientrato il caos voli nei cieli italiani causato da un’avaria al sistema di controllo dell’Enav, necessario per governare il traffico degli aeromobili in Italia. Lo ha reso noto la stressa azienda pubblica, che opera come fornitore di servizi alla navigazione aerea civile in Italia, spiegando che l’operatività è stata ripristinata al 100 per cento. In tarda mattinata Enav aveva fatto sapere di aver fatto ricorso alla rete secondaria satellitare per supplire a quella fisica in avaria e di aver avviato «un lavoro approfondito e costante con i fornitori esterni, a partire da Tim», chiamata in causa per il guasto alla rete fisica.

Numerosi i voli cancellati e i ritardi registrati

I problemi erano stati già registrati nella notte, ma Enav era riuscita a garantire il normale servizio fino alle 6 del mattino. Poi nel corso della mattina, di fronte all’aumentare dei decolli e degli atterraggi previsti, di fronte «al persistere delle anomalie, per continuare a garantire la massima sicurezza delle operazioni», la società aveva ridotto la capacità di gestione del traffico aereo di circa il 50 per cento. Numerosi i voli cancellati e i ritardi registrati in vari scali del Paese: Enav ha fin da subito escluso che si sia trattato di un attacco hacker o di un sabotaggio.

Migliorano le condizioni del Papa, ha celebrato la messa

Nella mattinata di venerdì 16 ottobre, Papa Leone XIV ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle sue condizioni generali. Ha proseguito le sedute di fisioterapia respiratoria e il recupero post operatorio gli permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia. Lo si legge nel bollettino medico diffuso dal vaticano. Alle 12 ha anche celebrato la messa nella sala allestita al decimo piano del Policlinico Gemelli. Erano presenti personale medico e infermieristico dell’ospedale, in quel momento libero dal servizio, e del Corpo della gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Nella sua omelia, il Papa ha ringraziato il personale dell’ospedale, medici, infermieri, inservienti, «per il lavoro che svolgono ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità e, in modo particolare, per quanto hanno fatto e fanno per lui». Ai cronisti che chiedevano se domenica l’Angelus ci sarà, la sala stampa vaticana ha detto di sì, non precisando però dove e in quale forma.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno

Mostre dedicate alla fotografia di scena, mostre su Jacques Perrin e su Luchino Visconti. E poi iniziative di ogni tipo tra una proiezione e l’altra, con degustazioni di caffè e pacchi di pasta. «Ma la Festa del Cinema non ricorda un protagonista dell’immagine come Umberto Pizzi che nella sua carriera ha immortalato tante star», lamentano i professionisti che lavorano all’Auditorium Parco della Musica. Alla kermesse, però, si parla eccome di Pizzi. Che poi il patron dell’Auditorium, Raffaele Ranucci, aveva più volte detto allo stesso Pizzi, scomparso lo scorso 29 settembre, che gli sarebbe piaciuto allestire una sua mostra fotografica, con gli scatti del mondo del cinema e non solo, celebrandolo con un grande evento. Fatto sta che senza Pizzi la Festa del Cinema è molto più povera.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Raffaele Ranucci con Roberto Gualtieri (Imagoeconomica).

Nella serata della quarta giornata, quella di venerdì, calcherà il red carpet Jovanotti per la presentazione del documentario Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti di Dario Zonta e Carlo Zoratti, in Sala Sinopoli alle 21.30. Tocca accontentarsi, perché un’ora prima, presso il Teatro Studio Gianni Borgna, è in programma Un jeu dangereux di Karine Silla. L’ennesimo film con protagonista Valeria Bruni Tedeschi e gli immancabili francesi plaudenti.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Jovanotti in concerto (Ansa).

L’incrocio delle Marie Rosarie

Maria Rosaria Campitiello, moglie del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, ha lasciato la guida del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute (affidato ad anterim a Sergio Iavicoli) per dirigere l’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria. Negli stessi giorni un’altra Maria Rosaria, che di cognome fa Boccia, è stata avvistata in zona Lungotevere Ripa, sede del ministero della Salute, dove regna il sottosegretario Marcello Gemmato, fedelissimo di Giorgia Meloni e presente in passato a iniziative con l’imprenditrice-scrittrice di Pompei sulla dieta mediterranea e a Sanremo. Si mormora che le due Marie Rosarie si sarebbero incrociate lo scorso giugno sulla partita delle nomine all’ospedale Ruggi di Salerno: per l’incarico di direttore generale, Campitiello avrebbe sostenuto Giuseppe Gambale, ma alla fine l’ha spuntata Nicola Cantone, molto vicino a Boccia.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Maria Rosaria Boccia (Imagoeconomica).

Sosta per i rider in biblioteca

I rider, a furia di pedalare tutto il giorno, spesso non hanno tempo nemmeno per un caffè. Così a Roma il Campidoglio ha pensato di promuovere il progetto Sos Rider, con l’apertura di 10 spazi di sosta e ristoro dedicati ai lavoratori del delivery per offrire riparo dal maltempo, ricarica dei dispositivi e servizi essenziali. Ma dove si trovano i primi quattro punti attivati? Nelle biblioteche: per ora sono stati attivati a Villa Leopardi, presso la Laurentina, all’Arcipelago e alla Vaccheria Nardi. Insomma, oltre agli zaini degli studenti in biblioteca si vedranno anche quelli termici brandizzati. Ma obbligare questi colossi planetari a tirare finalmente fuori qualche spicciolo, obbligandoli ad affittare locali per i propri fattorini, non si può?

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Riders Glovo (Imagoeconomica).

 

Inflazione al 4,2 per cento a settembre, ai massimi da tre anni

Vola l’inflazione a settembre, ai massimi da tre anni. Nel mese scorso l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,7 per cento sul mese e a +4,2 per cento sull’anno (da +3,3 di agosto). Lo ha reso noto l’Istat, confermando la stima preliminare.

Pesano soprattutto i rincari sull’energia

L’accelerazione dell’inflazione è dovuta perlopiù alla crescita dei prezzi dei Beni energetici, sia regolamentati (da +18,6 per cento a +25,8) che non (da +17 per cento a +22,5), e degli Alimentari non lavorati (da +3,8 per cento a +5,5). Crescono a ritmo più sostenuto anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6 per cento a +2,9) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,8 per cento a +1,6).

Carrello della spesa: +1,5 per cento

A settembre il carrello della spesa (che comprende i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona) è aumentato dell’1,5 per cento su base annua (da +0,9 di agosto). Si accentua anche la crescita tendenziale dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,3 per cento a +5,2). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +3,1 per cento per l’indice generale e a +1,9 per la componente di fondo.

Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi

Manca poco all’8 novembre, data della prima puntata del nuovo Report de-ranuccizzato. E la tensione in redazione sale alle stelle. A quanto apprende Lettera43, i vertici Rai avrebbero pensato a una conferenza stampa di presentazione, ma potrebbe rivelarsi un trappolone. Immaginate il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini seduto fianco a fianco con i neoconduttori Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, con in platea Giorgio Mottola e tutti gli altri: se i giornalisti presenti volessero fare il loro lavoro, le domande imbarazzanti fioccherebbero. Detto ciò, è mistero fitto sull’auto-inchiesta di Report: ci sarà o non ci sarà il servizio su Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e tutto quello che è successo in questi due mesi, fino alla rimozione dell’ex conduttore? E se ci sarà, chi lo curerà e con quale linea? E cosa succederà se Ranucci dovesse intervenire live sui social durante o dopo la conferenza stampa oppure dopo la messa in onda della puntata per dire la sua? Insomma, un gran casotto… (di Carlo Tarallo)

Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi

Studentati e tende, il trasformismo di Manzi

Il piede in due staffe, per cavalcare la protesta degli studenti ma anche per presenziare alla presentazione degli interventi politici che provano a trovare una soluzione all’emergenza. È il curioso caso della 49enne Irene Manzi, deputata del Partito democratico e responsabile Scuola della segreteria di Elly Schlein. Bionda e con una vistosa montatura nera degli occhiali, a luglio 2026 è stata facilmente riconosciuta dietro la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini a Macerata (non a caso città natale di Manzi), durante l’inaugurazione di uno studentato realizzato con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Neanche tre mesi dopo però rieccola davanti a Montecitorio con la segretaria dem e Virginia Libero dei Giovani Pd (quella dei «disertori») per sostenere la protesta delle tende, al presidio organizzato dall’Unione degli Universitari che chiedono alloggi sostenibili a suon di slogan come «Senza casa nessuna dignità» e «Non rimarremo a guardare mentre viene smantellato il nostro futuro». Probabilmente studia talmente bene il dossier da saltare con una certa disinvoltura da una parte all’altra della barricata. Chi ha orecchie per intendere… in tenda.

Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Irene Manzi dietro la ministra Bernini al taglio del nastro dello studentato a Macerata.
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Nel cerchio rosso, Irene Manzi.
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi
Il rischio trappolone per il nuovo Report, il piede in due staffe di Manzi e gli altri spifferi

L’ultima del Comune di Roma? Il “non compleanno” nelle scuole

Finora era solo una categoria letteraria, unbirthday, inventata da Lewis Carroll, traslata in una festa e in una celebre canzone nel cartone animato Disney Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma il Comune di Roma ha compiuto il miracolo di trasformare l’immaginifico in realtà. Da quest’anno, nelle scuole dell’infanzia capitoline si festeggerà il “non compleanno”. Niente cappellaio matto, lepre marzolina o ghiro a cantare gli auguri – non illudetevi -, ma la trovata di fissare un solo giorno utile per festeggiare i bambini che compiono gli anni in quel mese. La decisione è stata presa per evitare l’ingresso di cibi (nello specifico torte) dall’esterno, a tutela della salute dei bambini. La torta, un ciambellone, verrà fornita dalla mensa scolastica, ma solo in una data prestabilita con anticipo. E quel giorno si festeggeranno tutti i bambini che compiono gli anni nell’arco del mese solare. La commissione mensa ha già stabilito le date fino a Natale: 26 ottobre, 27 novembre e 21 dicembre. E quindi chi ha compiuto gli anni a inizio ottobre dovrà aspettare il 26; chi li compie dopo deve invece anticipare la festa, e farla condivisa. Una delusione per bambini e famiglie. E qualcuno sta pensando di comprare torte finte per mantenere la festa il giorno (giusto) del compleanno. Malgrado Carroll, caro sindaco, meglio la torta finta piuttosto che il “non compleanno” collettivo.

Assoambiente, Chicco Testa confermato presidente per altri due anni

Chicco Testa è stato confermato alla presidenza di Assoambiente, l’associazione che rappresenta le imprese che operano nei settori dell’igiene urbana, del riciclo, del recupero, dell’economia circolare, dello smaltimento dei rifiuti e delle bonifiche. La conferma è arrivata dall’assemblea dell’associazione che ha rinnovato all’unanimità il mandato per i prossimi due anni. Nel corso del nuovo mandato Assoambiente sarà impegnata a rafforzare ulteriormente la rappresentanza, a livello nazionale ed europeo, di un comparto chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale nelle politiche ambientali, industriali ed energetiche del Paese.

Ha ricoperto ruoli di vertice in aziende come Enel, Acea e Wind

Nato a Bergamo e laureato in Filosofia, Chicco Testa è attualmente amministratore delegato di Telit Spa e presidente di Sorgenia Spa, Energie Valsabbia Spa e Proger Spa, oltre che di Assoambiente. Ha ricoperto ruoli di vertice in aziende come Enel, Acea, Wind ed è stato Presidente di Cispel. Dal 1987 al 1994 è stato eletto parlamentare alla Camera dei Deputati, dopo essere stato per sette anni segretario nazionale e poi presidente di Legambiente. È stato anche professore universitario incaricato presso le Università di Roma (Luiss), Macerata e Napoli.

Ex Ilva, gli operai occupano la Prefettura di Genova

Nel terzo giorno di mobilitazione degli operai dell’ex Ilva di Cornigliano, un gruppo di tute blu ha fatto irruzione nell’edificio della Prefettura di Genova dal presidio fisso allestito, con tende, in Largo Eros Lanfranco, occupando l’atrio e parte del secondo piano. Gli operai in sciopero attendono garanzie dal governo sulla continuità produttiva dello stabilimento di Cornigliano, che finora non sono arrivate: perciò hanno deciso di dare un ulteriore segnale a Acciaierie d’Italia e al governo. L’idea dei manifestanti (una cinquantina) è di trascorrere la notte in Prefettura.

Gli operai chiedono garanzie sulla continuità produttiva

Al question time alla Camera il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha accennato alla possibilità di avviare un confronto con Acciaierie d’Italia per scongiurare lo stop agli impianti di Genova e Novi, tramite l’acquisto di coils per rifornire gli stabilimenti. Ma gli operai chiedono garanzie scritte: «Vogliamo tutto nero su bianco». Questa mattina i lavoratori avevano marciato in corteo coi mezzi della fabbrica lungo le vie del centro di Genova.

Fabrizio Alfano pronto a lasciare la comunicazione di Palazzo Chigi

Movimenti pre-elettorali nella comunicazione di Palazzo Chigi. Secondo fonti attendibili, il capo ufficio stampa Fabrizio Alfano starebbe per lasciare Giorgia Meloni per tornare in casa Eni. Già capo del Politico dell’Agi, l’agenzia di stampa del Cane a sei zampe, Alfano aveva chiesto l’aspettativa per passare alla comunicazione della Presidenza del Consiglio e, nel settembre 2023, era stato promosso a capo ufficio stampa in sostituzione di Mario Sechi.

Fabrizio Alfano pronto a lasciare la comunicazione di Palazzo Chigi
Fabrizio Alfano (Imagoeconomica).

Ora sarebbe pronto a “tornare” in Eni. Classe 1969, Alfano è stato per cinque anni portavoce di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera dei deputati. Il passaggio di Alfano, se confermato, rinfocolerebbe le voci sull’arrivo di Gian Marco Chiocci alla guida della comunicazione di Chigi.

Fabrizio Alfano pronto a lasciare la comunicazione di Palazzo Chigi
Gianmarco Chiocci (foto Imagoeconomica).


Nuovo Codice della strada approvato dal Cdm, cosa prevede

Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Codice della strada che riscrive numerose disposizioni sulla circolazione, introducendo sanzioni proporzionate alla gravità delle violazioni e maggiori strumenti digitali per controlli e notifiche. Le nuove regole non sono ancora in vigore. Il decreto dovrà infatti completare l’iter previsto dalla legge delega, che prevede i pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata e un passaggio alle commissioni parlamentari competenti. In caso di mancato recepimento dei pareri, è previsto un ulteriore passaggio alle Camere. La delega concessa al governo dura 22 mesi e prevede, in determinate condizioni, ulteriori 150 giorni. Un meccanismo che potrebbe spostare il termine per l’approvazione definitiva fino a marzo 2027.

Multe in base alla gravità delle violazioni

Una delle novità più significative riguarda le multe per eccesso di velocità, che saranno calcolate in base ai chilometri orari di superamento del limite. La bozza prevede, in linea generale, 10 euro per ogni chilometro eccedente, che diventano cinque euro nei contesti urbani con limiti più bassi, come quelli di 30 e 50 km/h. Uu una strada urbana con limite di 50 km/h, per esempio, viaggiare a 61 km/h comporterebbe una sanzione di 55 euro, mentre procedere a 90 km/h costerebbe 200 euro.

Cade l’obbligo di avere con sè patente e libretto cartacei

Altra novità riguarda la decadenza dell’obbligo di avere con sé patente e carta di circolazione in formato fisico. Le informazioni contenute nei documenti saranno consultabili direttamente dalle forze di polizia attraverso le banche dati nazionali. La riforma prevede anche la digitalizzazione dei verbali, che potranno essere redatti dagli agenti e resi disponibili su piattaforme telematiche. Le notifiche avverranno prioritariamente attraverso il Servizio notifiche digitali (Send), mentre quelle tradizionali saranno utilizzate in assenza di un domicilio digitale. Per le violazioni accertate a distanza, il termine ordinario di notificazione passerà da 90 a 45 giorni. Sempre sul tema patente, si allunga la durata del documento per milioni di automobilisti. Secondo la bozza, il rinnovo ordinario decennale delle patenti del gruppo 1, che comprendono quelle per automobili e motocicli, sarà previsto fino ai 65 anni, rispetto agli attuali 50.

Casco e contrassegno adesivo obbligatori per i cicli a propulsione

Per i motociclisti viene contemplata la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza autostradale in caso di scontri o rallentamenti, oltre a un programma di installazione di barriere stradali salva-motociclisti. Per i monopattini, invece, i Comuni potranno individuare con ordinanza aree di sosta riservate anche sui marciapiedi, purché rimanga uno spazio sufficiente a garantire il passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità. Restano al centro del confronto anche le norme per i ciclisti, dalla distanza laterale di sicurezza durante i sorpassi alle modalità di circolazione sul margine destro della carreggiata. Casco e contrassegno adesivo saranno obbligatori per i «cicli a propulsione», distinti dalle comuni bici a pedalata assistita, usati anche dai rider. Il governo ha chiarito che è prevista «l’estensione ai cicli a propulsione dell’obbligo del casco e del contrassegno già previsto per i monopattini elettrici e, per questi ultimi, il divieto di manovre improvvise e a zig-zag e l’obbligo di documentare con una fotografia, al termine di ogni noleggio, il corretto posizionamento del mezzo».

Ranucci dice addio a Report: il giornalista fa gli scatoloni

«Finisce una storia durata 20 anni. Raccolgo i ricordi che mi hanno accompagnato in circa 500 puntate di Report». Lo ha scritto su Facebook Sigfrido Ranucci postando un video che in cui lo si vede mentre racconta l’addio alla redazione del programma di Rai Tre, mostrando ai follower una serie di oggetti tra regali, portafortuna, statue, documenti, premi, e ricordi vari, tutti da riporre negli scatoloni per il trasloco (forzato): «L’avevo messo in conto e ho sempre cercato di immaginare come sarebbe andata. Mi sono figurato tanti scenari, ma mai avrei pensato a modalità così mostruose. Tuttavia non rimpiango nulla di quello che ho fatto». Pochi giorni fa il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso d’urgenza presentato da Ranucci contro la Rai per il suo reintegro alla conduzione di Report.

«A volte scegliere serve a spiazzare, a trasformarsi in pastori maremmani per indicare la strada agli altri. L’amore per la libera informazione, l’amore per lo spirito del servizio pubblico, per la Rai», si legge nel post di Ranucci. Che spiega inoltre così la scelta del brano di accompagnamento al video: «Durante i funerali di Agnès Lassalle, l’insegnante di spagnolo di Saint-Jean-de-Luz uccisa con una coltellata al cuore da un 16enne, il suo compagno, Stéphane Voirin, ha deciso di renderle omaggio ballando da solo davanti alla bara sulle note di L-O-V-E di Nat King Cole, la loro canzone. All’improvviso tutti i presenti hanno cominciato a danzare, trasformando la commozione in condivisione». E poi: «Trasformare il dolore in resilienza: è quello che farò, con la promessa di rivederci prima o poi».