Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, l’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato l’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026. Alla presentazione hanno preso parte Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo), Gregorio De Felice (chief economist della banca), Giuseppe Russo e Stefano Firpo (rispettivamente direttore e membro del comitato direttivo del Centro Einaudi). La ricerca, condotta su un campione di 1.800 capifamiglia titolari di un conto corrente, analizza le dinamiche degli investimenti finanziari delle famiglie italiane e ne mette in luce i comportamenti e le opinioni.

Risparmi, rischi e investimenti

Più della metà degli intervistati (56 per cento) risparmia, con una propensione media dell’11,9 per cento del reddito. Il risparmio è ritenuto indispensabile dal 28 per cento degli intervistati, ai massimi della serie storica. Tra le motivazioni dichiarate prevale la prevenzione (40 per cento) ma cresce, pur con piccoli numeri, anche il risparmio destinato a investire (6 per cento). Volatilità, scenari tariffari, inflazione inattesa e tensioni geopolitiche hanno inciso sul livello di allerta dei risparmiatori. Il ratio di avversione al rischio ha infatti raggiunto nel 2026 il record di 33,6 (era 20,5 nel 2025 e 8,1 nel 2017). I più restii sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (84,0), per le cicatrici degli shock vissuti negli anni della formazione. Nonostante la volatilità, nel 2026 gli intervistati che dichiarano di aver acquistato obbligazioni, azioni e fondi negli ultimi 12 mesi superano i venditori. Il risparmio gestito registra la soddisfazione più alta tra le asset class.

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, l’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026
Presentazione dell’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026 (Intesa Sanpaolo).

Casa, previdenza e assicurazione

La casa rimane il fulcro della ricchezza familiare – pesa due terzi del patrimonio medio, stimato in circa 320 mila euro. Il 79 per cento degli intervistati vive in abitazioni di proprietà. La previdenza complementare resta ferma al 22 per cento del campione. L’assicurazione è la «gamba più corta» della protezione familiare, con coperture sanitarie al 16,9 e long-term care al 13,9 per cento.

Siae, al via la nuova edizione di Per chi crea: pubblicati i bandi

Riparte Per chi crea, il programma promosso dal ministero della Cultura e gestito da Siae che ogni anno investe il 10 per cento dei compensi derivanti dalla copia privata per sostenere la creatività e la crescita professionale delle nuove generazioni. Per l’edizione 2026 sono stati pubblicati i nuovi bandi, che mettono a disposizione oltre 13 milioni di euro a favore di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori under 35, residenti in Italia o cittadini italiani residenti all’estero. Negli ultimi anni l’iniziativa si è affermata come uno dei più significativi strumenti di sostegno alla produzione culturale giovanile nel nostro Paese. Nell’edizione precedente sono stati assegnati 331 contributi per altrettanti progetti nei settori delle arti visive, cinema, danza, libro e lettura, musica e teatro, contribuendo alla nascita di nuove opere, percorsi formativi e occasioni di promozione in Italia e all’estero.

Quattro bandi per altrettante linee di intervento

Per il 2026 le risorse saranno destinate a quattro linee di intervento:

  • Nuove opere: il bando finanzia progetti di produzione artistica volti alla realizzazione e promozione di opere inedite di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana;
  • Formazione e promozione culturale nelle scuole: il bando finanzia progetti volti al rafforzamento della formazione e della promozione culturale nelle scuole italiane statali e paritarie, eventualmente in collaborazione con altri soggetti specializzati e con le scuole di musica, d’arte, di danza, di scrittura. Un’attenzione particolare verrà riservata alle scuole situate nelle “periferie urbane” per portare l’arte e la cultura tra i banchi;
  • Professionalizzazione degli artisti: il bando finanzia progetti di professionalizzazione artistica (ad es. masterclass, residenze artistiche, corsi di formazione, seminari) volti al rafforzamento delle conoscenze e delle capacità creative di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana;
  • Live e promozione nazionale e internazionale: il bando finanzia progetti finalizzati alla realizzazione di iniziative (tour/circuitazioni, festival/rassegne) di esecuzione live o promozione in ambito nazionale e internazionale – anche mediante l’eventuale traduzione delle opere in altre lingue – di opere di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 14.00 del 29 ottobre 2026. Bandi, regolamenti e tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito Per chi crea.

Poste italiane, Del Fante: «Mercato ha capito e ci darà ampio controllo su Tim»

Poste italiane sta valorizzando Tim in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un’intervista al Tg Poste l’amministratore delegato Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’opas, conclusa con Poste al 66,6 per cento del Gruppo di telecomunicazioni. «Se siamo arrivati a questo numero è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire. Gli investitori hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori». E ancora: «C’è stata una presa di coscienza, i mercati la chiamano Fomo. Fear of missing out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa Fomo ci sarà anche dal 21 al 25 settembre». Al termine dell’opas, ha concluso Del Fante, «ci troveremo a una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende».

Lasco: «Su Tim un’operazione storica per il Paese»

Anche Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste italiane, ha commentato al Tg Poste la chiusura della prima fase dell’offerta su Tim, ritenendola un’operazione storica per il nostro Paese. «Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale». Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo: «Poste italiane e Tim saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. Anche se l’IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni». «Proviamo orgoglio», ha concluso, «perché daremo un futuro alle nuove generazioni».

Intesa Sanpaolo, Fabio Spagnuolo a capo della Direzione Comunicazione e Immagine

Fabio Spagnuolo, che dal 2018 era responsabile della Comunicazione e Pubblicità di Intesa Sanpaolo, assume l’incarico di Executive Director Comunicazione e Immagine del gruppo bancario. Subentra a Paola Musso, che guidava la Direzione Comunicazione e Immagine da dicembre del 2024 (dove era subentrata a Fabrizio Paschina): per lei il nuovo ruolo di Chief of Staff del ceo Carlo Messina.

Chi è Fabio Spagnuolo

Torinese classe 1977, Spagnuolo ha iniziato la carriera nelle Relazioni esterne e nell’ufficio stampa di Sanpaolo IMI, passando poi nello staff del Presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo. Dal 2008 al 2013 è stato poi responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Aeroporto di Torino. Successivamente, per circa un anno ha assunto la responsabilità di Comunicazione e Fundraising dell’Istituto di Candiolo e della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Nel 2014 il rientro in Intesa Sanpaolo, dove si è occupato inizialmente di partnership e comunicazione dell’Innovation Center. Dal 2018, come detto, era responsabile della Pubblicità del gruppo.

OpenAI pronta a rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale più avanzata

Di fronte alle crescenti preoccupazioni sui rischi legati a un’intelligenza artificiale fuori controllo, espresse peraltro da alcuni ricercatori di Anthropic, OpenAI – l’azienda che ha lanciato la corsa globale ai chatbot – sta valutando di rallentare il ritmo di sviluppo dei suoi sistemi di IA più avanzati. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, citando una riunione interna in cui l’amministratore delegato Sam Altman ha parlato della possibilità di coordinarsi su un’eventuale frenata con altre realtà del settore. Pochi giorni fa, il ricercatore britannico Jacob Coxon ha annunciato le proprie dimissioni da Anthropic (in precedenza aveva lavorato proprio per OpenAI), lanciando l’allarme riguardo ai pericoli di un’intelligenza artificiale fuori controllo, capace di distruggere l’umanità nel corso di un decennio.

Enel, raggiunto l’accordo con i sindacati sulla nuova organizzazione della rete

Enel e le organizzazioni sindacali di categoria hanno firmato un intesa sul nuovo modello organizzativo della rete con l’obiettivo di consolidare un approccio innovativo di relazioni industriali e rafforzare il dialogo con i sindacati in vista delle nuove sfide che il settore elettrico affronterà nei prossimi anni per garantire energia competitiva, sicura e sostenibile a beneficio di tutto il Paese. Si tratta di un passo significativo nel percorso di evoluzione del modello operativo delle reti di distribuzione, considerate dal Gruppo un asset strategico per la transizione energetica. Il nuovo accordo, approvato dalla maggioranza dei lavoratori, si inserisce infatti in un quadro caratterizzato da un piano di investimenti particolarmente rilevante, con circa il 55 per cento delle risorse destinate all’Italia, in continuità con gli interventi già realizzati nel biennio 2024–2025.

Si punta a una gestione dei disservizi più rapida ed efficiente

L’accordo abilita l’adozione di un modello di funzionamento della rete capace di garantire maggiore flessibilità, efficienza e rapidità nella gestione dei disservizi, assicurando al contempo una migliore pianificazione delle attività programmate e una maggiore prevedibilità dell’impegno lavorativo. Per sostenere questo percorso, Enel ha avviato contestualmente un importante piano di assunzioni nella rete, con circa 3 mila ingressi tra il 2024 e il 2026. Parallelamente sono state introdotte nuove figure di coordinamento operativo (vicecapi Blue team) e misure di welfare aggiuntive, tra cui il servizio di baby-sitting, sviluppate anche grazie ai contributi emersi dai momenti di ascolto con il personale.

Il settore elettrico è al centro di una profonda trasformazione

In uno scenario internazionale attraversato da nuove competizioni tecnologiche, industriali ed energetiche, il settore elettrico è al centro di una profonda trasformazione e di un consistente sviluppo. Secondo lo studio L’elettricità per un’Italia più sicura e competitiva realizzato da Teha Group in collaborazione con Elettricità futura, recentemente presentato al Forum di Cernobbio, quello elettrico è già oggi il primo settore industriale per investimenti, ed è pronto a investire ulteriormente fino a 200 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.

Il ruolo di primo piano di Enel

In questo contesto, Enel si conferma un attore di primo piano. Nel biennio 2026-2028, la multinazionale energetica guidata da Flavio Cattaneo prevede di realizzare ben 53 miliardi di nuovi investimenti, di cui 20 miliardi destinati alle energie rinnovabili, con un incremento di 8 miliardi rispetto al precedente Piano strategico. Un percorso di crescita che passa attraverso la valorizzazione del capitale umano, delle competenze e delle nuove assunzioni e che testimonia il concreto impegno dell’azienda nel garantire un servizio sempre più efficiente e capillare, assicurando al contempo condizioni di lavoro sostenibili e in linea con i più elevati standard di sicurezza.

Acea e Polimi, accordo per promuovere ricerca, formazione e innovazione

Acea e il Politecnico di Milano hanno sottoscritto un accordo quadro triennale finalizzato a promuovere attività congiunte di formazione, ricerca e innovazione nei settori dell’energia, dei sistemi idrici e dell’economia circolare. L’intesa nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra il mondo accademico e quello industriale, valorizzando competenze complementari e creando nuove opportunità di sviluppo scientifico e tecnologico. Attraverso l’accordo, le due organizzazioni intendono ideare, sviluppare e implementare iniziative comuni in grado di generare conoscenza, innovazione e impatto concreto sui principali ambiti della transizione sostenibile.

Progetti di ricerca, dottorati e iniziative per valorizzare i talenti

In qualità di partner industriale, Acea metterà a disposizione la propria esperienza nei settori della produzione, distribuzione e management dell’energia, della gestione del servizio idrico integrato e dei servizi ambientali, condividendo le tematiche di ricerca di particolare rilevanza strategica. Nel dettaglio, l’accordo prevede diverse aree di collaborazione strategica, tra cui lo sviluppo di progetti di ricerca nell’ambito dei sistemi idrici ed energetici, il finanziamento di percorsi di dottorato di ricerca e la promozione di iniziative dedicate all’orientamento, all’inserimento professionale e alla valorizzazione dei talenti, attraverso le attività del Career service del Politecnico di Milano. La collaborazione consentirà inoltre di favorire il trasferimento tecnologico e la formazione di nuove competenze, contribuendo a preparare professionisti e ricercatori capaci di affrontare le sfide della trasformazione digitale e della sostenibilità.

L’intesa per costruire infrastrutture e servizi più sostenibili…

«L’inizio della collaborazione con il Politecnico di Milano», ha dichiarato Marco Pastorello, chief Transformation officer di Acea, «rappresenta un’importante opportunità per rafforzare il nostro impegno nella ricerca applicata e nella formazione nei settori infrastrutturali. Attraverso questo accordo vogliamo mettere a sistema l’esperienza industriale di Acea e l’eccellenza accademica del Politecnico per contribuire concretamente alla costruzione di infrastrutture e servizi sempre più sostenibili, resilienti e orientati al futuro».

… e sviluppare soluzioni con un impatto positivo sulla società

«La collaborazione tra università e impresa è fondamentale per trasformare la ricerca e le competenze in innovazione capace di incidere concretamente sulle grandi sfide della transizione sostenibile e digitale», ha sottolineato Daniele Rocchi, vicerettore per il Trasferimento tecnologico e i rapporti con le imprese del Politecnico di Milano. «L’accordo nasce dalla condivisione di valori e obiettivi centrali per il Politecnico di Milano e per Acea: investire nella conoscenza, formare nuove competenze e sviluppare soluzioni innovative in grado di generare un impatto positivo sulla società. L’eccellenza della ricerca accademica, unita all’esperienza del mondo industriale, crea nuove opportunità di crescita e contribuisce allo sviluppo sostenibile del Paese».

Enel inaugura l’impianto eolico di Impofu in Sudafrica

Enel ha completato e attivato l’impianto eolico di Impofu (336 MW), nella provincia dell’Eastern Cape, uno dei più grandi progetti eolici privati mai realizzati in Sudafrica. Al taglio del nastro era presente l’ad del Gruppo Flavio Cattaneo. Con l’entrata in esercizio della struttura, Enel consolida la propria posizione di primo operatore privato nelle energie rinnovabili in Sudafrica, dove è presente nella generazione dal 2011. Attualmente il Gruppo gestisce 15 impianti (10 eolici e cinque fotovoltaici) per una capacità totale di circa 1,6 GW (1,3 GW eolico e 0,3 GW solare), che rappresenta circa il 10 per cento dell’intero parco rinnovabile del Paese, e vanta una pipeline di progetti superiore ai 2 GW.

La struttura eviterà l’immissione di oltre 1,1 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno

L’impianto comprende tre parchi eolici con 57 turbine da 5,9 MW ciascuna, installate su torri alte 120 metri con pale lunghe 81 metri. A completamento dell’infrastruttura è stata realizzata una linea di trasmissione aerea di circa 120 km – la più lunga linea ad alta tensione costruita da privati nel Paese – per connettere direttamente la produzione alla rete nazionale. Impofu è in grado di produrre circa 1,2 TWh all’anno, soddisfacendo il consumo di circa 490 mila famiglie ed evitando l’emissione di oltre 1,1 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno.

Sostenibilità e attenzione al territorio

Il progetto è in linea con l’impegno del governo italiano e con il Piano Mattei per lo sviluppo infrastrutturale ed energetico dell’area e rappresenta un punto di riferimento per il processo di decarbonizzazione industriale del Paese. Per la sua rilevanza strategica, è stato ufficialmente riconosciuto come Strategic integrated project dal governo sudafricano, posizionandosi come infrastruttura prioritaria per la trasformazione economica, l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale. Durante la fase di costruzione, Impofu ha impiegato fino a 2 mila lavoratori nei periodi di picco, generando circa 800 ulteriori posti di lavoro nelle comunità locali e coinvolgendo oltre 20 imprese del territorio. Nell’ottica di creazione di valore condiviso, Enel ha integrato nel progetto iniziative innovative a favore dell’ambiente e della comunità. In particolare, il progetto è stato premiato dall’Università di Cape Town per l’innovativa tecnica di blade painting (colorazione e verniciatura di sicurezza delle pale), studiata per ridurre l’impatto sul volo dei volatili. In collaborazione con noti street artist sudafricani e gli alunni delle scuole locali, tre aerogeneratori sono stati trasformati in opere d’arte a cielo aperto con murales dedicati, valorizzando l’area anche dal punto di vista turistico.

Opas su Tim, Poste italiane incrementa la componente cash

Il consiglio di amministrazione di Poste italiane ha deliberato di incrementare il corrispettivo dell’opas su Tim mediante il riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro pari a 0,30 euro per ciascuna azione Tim portata in adesione all’offerta. Pertanto, al perfezionamento di quest’ultima, per ciascuna azione Tim portata in adesione il corrispettivo sarà incrementato della componente aggiuntiva in denaro e sarà complessivamente costituito da 0,218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione e dalla componente in denaro pari a 1,97 euro per azione (1,67 euro già previsti + 0,30 aggiuntivi). Il corrispettivo integrato sarà riconosciuto a tutti gli aderenti alla data di pagamento.

Confermata la politica di dividendi di Poste relativa all’esercizio 2026

Con l’incremento del corrispettivo, il cda di Poste intende confermare la rilevanza strategica e industriale dell’offerta. I benefici economici e finanziari per gli azionisti del Gruppo abilitati dall’offerta rimarranno sostanzialmente immutati a seguito del riconoscimento del corrispettivo unitario Incrementato, con un impatto positivo confermato sull’utile per azione di Poste a partire dall’esercizio 2027 e previsto a doppia cifra nel 2028. La leva finanziaria pro-forma del nuovo Gruppo, inclusiva dell’impatto della componente aggiuntiva in denaro, è prevista attestarsi su 1,5×1 a fine 2026. Si conferma, altresì, la politica di dividendi di Poste relativa all’esercizio 2026 su base stand-alone e l’impegno ad una politica di dividendi accrescitiva a partire dal 2027. Gli azionisti di Tim che aderiranno all’offerta riceveranno l’acconto sul dividendo di Poste relativo all’esercizio 2026, che sarà corrisposto in data 25 novembre 2026.

Byd lancia il suo decreto: fino a 11.600 euro per spingere il Super ibrido in Italia

Se gli incentivi tardano, Byd prova a fare da sé. Il gruppo automobilistico cinese ha lanciato in Italia il Decreto Byd, una campagna commerciale che per tutto settembre 2026 mette sul piatto vantaggi fino a 11.600 euro per chi sceglie un modello della gamma Super ibrida DM-i. Il claim scelto dal marchio non lascia molto spazio alle interpretazioni: «Il futuro della mobilità non aspetta i decreti. Byd nemmeno». Una formula volutamente provocatoria, che intercetta uno dei nodi più evidenti del mercato automobilistico europeo: l’incertezza degli incentivi e la difficoltà, per i consumatori, di orientarsi tra bonus, requisiti, finestre temporali e politiche differenti da Paese a Paese. Byd prova invece a trasformare quell’incertezza in un’opportunità commerciale. E, soprattutto, a rendere più semplice il messaggio: uno sconto immediato per accelerare il passaggio verso vetture elettrificate.

La risposta di Byd al caro carburante

Il contesto aiuta a capire la strategia. Il costo dei carburanti continua a rappresentare una voce importante nel bilancio degli automobilisti italiani, mentre il rinnovo del parco circolante procede lentamente. L’Italia resta infatti un mercato caratterizzato da un’età media elevata delle vetture in circolazione e da una transizione verso l’elettrificazione ancora meno lineare rispetto ad altri grandi Paesi europei. È su questo terreno che Byd sta cercando di costruire il proprio spazio. Con il Decreto, il costruttore non punta soltanto sul prezzo, ma sulla tecnologia DM-i, il sistema ibrido plug-in proprietario che mette al centro la trazione elettrica e utilizza il motore termico anche come supporto all’efficienza complessiva. A seconda del modello e della configurazione, la casa dichiara oltre 1.300 chilometri di autonomia complessiva e consumi che possono arrivare fino a 71 chilometri con un litro. Numeri che servono soprattutto ad affrontare uno degli ostacoli culturali ancora presenti nella transizione automobilistica, la cosiddetta ansia da autonomia. Byd prova cioè a proporre il plug-in hybrid come una tecnologia ponte, capace di offrire parte dei vantaggi della guida elettrica senza imporre agli automobilisti un cambiamento radicale delle proprie abitudini.

Non solo sconti: Byd vuole educare il mercato

La mossa è interessante anche sotto il profilo del posizionamento. Byd non presenta infatti l’iniziativa come una semplice promozione di settembre, ma come parte di un percorso di educazione verso la mobilità elettrica ed elettrificata. Un approccio che riflette una fase precisa dello sviluppo del marchio in Europa. Dopo essere diventato uno dei grandi protagonisti mondiali dell’auto elettrica, il Gruppo sta cercando di conquistare rapidamente credibilità anche nei Paesi dove il passaggio al full electric procede più lentamente. L’Italia è uno di questi. Ed è proprio qui che la tecnologia Super ibrida DM-i può diventare una leva particolarmente efficace. Per molti automobilisti italiani il plug-in rappresenta infatti un compromesso più facilmente accettabile rispetto a un’elettrica pura: permette di effettuare una parte degli spostamenti quotidiani in modalità elettrica, mantenendo al tempo stesso la flessibilità garantita dal motore termico nei tragitti più lunghi. Byd punta, dunque, a togliere dal tavolo due delle principali obiezioni all’acquisto, ovvero prezzo e autonomia.

Il Gruppo accelera mentre l’Europa discute

Dietro la campagna c’è però una strategia più ampia. Il mercato europeo dell’auto sta attraversando una fase complessa, con Bruxelles che spinge sulla decarbonizzazione, i governi nazionali che modulano gli incentivi con logiche differenti e i costruttori che sono chiamati a sostenere investimenti molto elevati nell’elettrificazione, mentre la domanda resta difficile da prevedere. In questo scenario Byd si sta muovendo con grande velocità. Il Decreto Byd è, in fondo, una piccola rappresentazione della strategia del gruppo: meno attesa e più iniziativa commerciale. Dove la politica pubblica procede con tempi inevitabilmente lunghi, il costruttore prova a intervenire direttamente sul prezzo e sulla percezione del prodotto. La sfida sarà capire quanto questa impostazione riuscirà a incidere sulle scelte degli automobilisti italiani. Ma il segnale è già evidente: Byd non vuole limitarsi a partecipare alla transizione dell’auto europea, vuole provare ad accelerarla.

A2A e Teha, lo studio sul contributo delle utility a sviluppo e occupazione del Paese

Con la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) nel giugno 2026, si chiude il più importante programma di sostegno agli investimenti pubblici dal secondo dopoguerra. Si apre ora una nuova fase, nella quale le risorse del settore Energy & Utility e la capacità industriale delle aziende che ne fanno parte possono rappresentare il principale motore di sviluppo e competitività del Paese. Secondo lo studio Investire per competere. Il contributo delle utility a sviluppo e occupazione del Paese, realizzato da Teha Group in collaborazione con A2A e presentato al Forum di Cernobbio, le aziende di questo comparto possono attivare investimenti privati complessivi per 315 miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050, pari a circa 33 miliardi di euro all’anno. Le risorse riguardano nove ambiti strategici: generazione elettrica da fonti rinnovabili e nucleare, soluzioni per la flessibilità del sistema elettrico, infrastrutture elettriche, infrastrutture gas, data center, teleriscaldamento, ciclo idrico integrato, trattamento dei rifiuti – trasformati in risorsa attraverso riciclo e recupero energetico – e biometano.

Nuovi posti di lavoro, risparmio energetico, rafforzamento dell’economia circolare

Ogni euro investito, spiega l’analisi, genera ricadute economiche complessive superiori a quattro volte il valore iniziale e potrebbe contribuire per circa il 10 per cento alla crescita annua del Pil fino al 2050. Gli investimenti cumulati al 2050 potrebbero abilitare fino a 300 mila nuovi posti di lavoro diretti. Una maggior efficienza dei consumi energetici (elettrici e combustibili fossili), sostenuta dagli investimenti del settore Energy & Utility, consentirebbe poi a una famiglia di diminuire il proprio consumo energetico con un risparmio che potrebbe raggiungere circa mille euro all’anno nell’ipotesi full electric. Nel settore industriale, la riduzione del costo dell’energia elettrica generato dall’incremento delle rinnovabili si tradurrebbe in circa 80 miliardi di euro di risparmi cumulati al 2050. I suddetti investimenti contribuirebbero ad aumentare progressivamente il livello di autonomia energetica italiana, portandola dall’attuale 26 per cento al 49 per cento nel 2035, fino a raggiungere l’81 per cento nel 2050, riducendo strutturalmente la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e l’esposizione alla volatilità delle commodity internazionali. Le risorse attivate favorirebbero inoltre la riduzione delle emissioni nazionali di Co2 del 36 per cento al 2050, con un risparmio di 31 miliardi di euro di costo sociale del carbonio. Parallelamente, gli investimenti nel trattamento dei rifiuti e nel ciclo idrico integrato favorirebbero il rafforzamento dell’economia circolare, consentendo l’azzeramento del conferimento in discarica dei rifiuti urbani e il superamento di criticità infrastrutturali.

Tasca: «Investimenti concreti possono generare crescita duratura»

«Giugno 2026 non ha segnato solo la fine del Pnrr, ma l’inizio di una prova di maturità per il nostro Paese», ha commentato Roberto Tasca, presidente del Gruppo A2A. «Per alcuni anni abbiamo potuto contare su una leva straordinaria che ha sostenuto crescita e investimenti, oggi il compito è trasformare quell’eccezionalità in un metodo, dando continuità alla modernizzazione e orientando i capitali verso le infrastrutture strategiche e i servizi che incidono sulla qualità della vita. È la condizione per non disperdere la spinta degli anni scorsi e per rafforzare il sistema economico e produttivo del Paese». E ancora: «In uno scenario internazionale attraversato da nuove competizioni tecnologiche, industriali ed energetiche, la sfida non è tornare a crescere, ma scegliere come farlo. Il settore Energy & Utility è il punto in cui la just transition incontra la politica industriale: qui gli obiettivi europei possono diventare investimenti concreti capaci di generare crescita duratura».

Tavazzi: «Benefici concreti per cittadini e territori»

«Oltre agli stimoli alla crescita economica e alla transizione energetica, gli investimenti nel settore Energy & Utility sarebbero in grado di generare benefici concreti e diffusi per cittadini, imprese e territori», ha aggiunto Lorenzo Tavazzi, senior partner e board member di Teha. «La progressiva elettrificazione dei consumi, accompagnata dallo sviluppo delle infrastrutture energetiche necessarie alla transizione, potrebbe consentire ad una famiglia italiana media di ridurre la propria spesa energetica al 2050 del 20 per cento rispetto a quella attuale. Inoltre, la riduzione del costo dell’energia abilitato dalla transizione energetica genererebbe per le imprese italiane risparmi cumulati, che, se reinvestiti, potrebbero generare fino a circa 260 miliardi di Euro di valore aggiunto per l’economia nazionale». Gli impatti degli investimenti nel settore Energy & Utility si estenderebbero anche alla dimensione ambientale e territoriale. «Il rafforzamento dell’economia circolare consentirebbe di azzerare il conferimento in discarica dei rifiuti urbani e di ridurre i costi di smaltimento per oltre 500 milioni di euro nel 2050», ha spiegato Tavazzi. «Allo stesso tempo, gli investimenti nel ciclo idrico contribuirebbero a colmare ritardi infrastrutturali storici del Paese, evitando fino a 1,5 miliardi di euro di sanzioni europee che l’Italia dovrebbe sostenere entro il 2050 in assenza di adeguamenti del sistema fognario e di depurazione».

America’s Cup 2027, Frecciarossa sponsor ufficiale di Luna Rossa

Due eccellenze italiane si incontrano in vista di uno dei più importanti appuntamenti sportivi internazionali. Frecciarossa, brand di Trenitalia (Gruppo Fs), è sponsor ufficiale di Luna Rossa, il team velico italiano protagonista della storia dell’America’s Cup. La partnership è stata annunciata giovedì 3 settembre 2026 al Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa, alla presenza dell’amministratore delegato di Luna Rossa, Max Sirena, del vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs, Giuseppe Inchingolo, e del direttore Marketing e Revenue management di Trenitalia, Mario Alovisi.

Frecciarossa gestirà i flussi di visitatori durante l’evento

L’accordo nasce dall’incontro tra due realtà simbolo del Made in Italy che condividono la stessa visione – tecnologia d’avanguardia, velocità, performance e innovazione – e segna l’avvio di una collaborazione che accompagnerà Frecciarossa e Luna Rossa verso la 38esima America’s Cup, in programma per la prima volta in Italia, a Napoli, nel 2027. L’evento rappresenterà una vetrina di risalto mondiale per il capoluogo partenopeo e per l’intero Paese, con ricadute positive su turismo e mobilità. In questo scenario, Frecciarossa, insieme a Trenitalia e al Gruppo Fs, svolgerà un ruolo chiave nella gestione dei flussi di visitatori, collegando la Napoli con le principali città e integrando mobilità, sport e promozione del territorio.

Sirena: «Condividiamo gli stessi valori basati su competenza, prestazioni e tecnologia»

«Siamo felici di avere Frecciarossa al nostro fianco nella sfida alla 38esima America’s Cup», ha detto Max Sirena, amministratore delegato di Luna Rossa. «Si tratta di un nome simbolo dell’eccellenza italiana, con cui condividiamo gli stessi valori fondati su competenza, prestazioni, stile e tecnologia. In un team sportivo l’attenzione al dettaglio, la precisione assoluta e la competenza si traducono nella capacità di competere ai massimi livelli. Per Frecciarossa gli stessi principi si esprimono in una mobilità veloce, affidabile, puntuale. In entrambi i casi, l’eccellenza nasce dalla capacità di guardare avanti, innovare e alzare costantemente i propri standard. Siamo certi che la loro presenza darà un grande contributo alla nostra campagna».

Inchingolo: «Così rafforziamo la nostra presenza internazionale»

«La collaborazione con Luna Rossa va oltre la sponsorizzazione sportiva. Accompagnare il team velico verso uno storico appuntamento come l’America’s Cup ci permette di rafforzare la presenza internazionale di Frecciarossa e di valorizzare l’eccellenza italiana in un contesto globale», ha aggiunto Giuseppe Inchingolo, vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs. «Allo stesso tempo, attraverso questa partnership, vogliamo contribuire concretamente alla riuscita di un grande evento, mettendo a disposizione la nostra esperienza nel trasporto. È anche attraverso una mobilità sempre più integrata ed efficiente che possiamo sostenere la crescita dei territori e accompagnare il Paese nei grandi appuntamenti che lo vedono protagonista sulla scena internazionale».

Alovisi: «Valorizziamo la nostra identità e parliamo a un pubblico globale»

«Frecciarossa di Trenitalia sta vivendo una fase di profonda evoluzione, definita dal nuovo logo e dal progressivo ingresso in circolazione dei treni ad alta velocità di nuova generazione. Unire il nostro percorso a quello di Luna Rossa significa valorizzare la nostra identità e parlare a un pubblico globale attraverso una vetrina d’eccezione, condividendo gli stessi valori di italianità, eccellenza e gioco di squadra», ha concluso Mario Alovisi, direttore Marketing e Revenue management di Trenitalia.

Enel apre al pubblico le centrali di Santa Barbara e Venaus

Dalla bicicletta all’energia, passando per il cuore dei territori. In Toscana e Piemonte, due appuntamenti sulle due ruote diventano l’occasione per andare oltre il percorso e varcare le porte di luoghi dove l’energia prende forma. Enel apre in via straordinaria al pubblico le centrali di Santa Barbara, nel Valdarno, e di Venaus, in Val di Susa, invitando cittadini e visitatori a scoprire da vicino il funzionamento degli impianti e il loro ruolo nella transizione energetica.

Il 6 settembre tour della centrale di Santa Barbara in occasione della Marzocchina

Il primo appuntamento è in Toscana, domenica 6 settembre 2026, in occasione della Marzocchina, la ciclostorica che attraversa borghi, strade bianche e campagne del Valdarno aretino e fiorentino. La partenza è da piazza Cavour a San Giovanni Valdarno, con tre percorsi da 27, 43 e 78 chilometri pensati per diversi livelli di preparazione. In parallelo alla manifestazione, dalle 9 alle 12, sarà possibile visitare la centrale di Santa Barbara attraverso tour guidati dal personale tecnico. Un’occasione per conoscere il funzionamento dell’impianto a ciclo combinato, che dispone di una potenza installata di 392 MW, e approfondire il ruolo delle diverse fonti energetiche nella transizione ecologica. Le visite, della durata di circa un’ora, saranno gratuite e organizzate per due gruppi, con prenotazione obbligatoria. L’apertura si inserisce inoltre nel più ampio percorso di valorizzazione dell’area mineraria circostante, oltre 1.600 ettari al centro di un progetto di riqualificazione orientato alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare.

Il 12 settembre visite all’impianto di Venaus durante la Pellegrina Legends 4

La seconda tappa sarà invece in Piemonte, sabato 12 settembre 2026, in occasione della Pellegrina Legends 4, la manifestazione cicloturistica che si svolge in Val di Susa e di cui Enel è sponsor. Nell’ambito del Progetto Territorio, l’azienda aprirà eccezionalmente le porte della centrale idroelettrica di Venaus, offrendo ai partecipanti l’opportunità di scoprirne da vicino il funzionamento e il ruolo nella produzione di energia rinnovabile. Le visite guidate, in programma dalle 11.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 15.00, sono gratuite con prenotazione obbligatoria e saranno condotte dal personale tecnico di Enel. Entrata in servizio nel 1967 e automatizzata nel 1986, la centrale in caverna è alimentata dalle acque del lago artificiale del Moncenisio e rappresenta uno degli impianti strategici del sistema idroelettrico piemontese. Con una potenza installata di 260 MW e una produzione media annua di circa 273 GWh, contribuisce al fabbisogno energetico di oltre 100 mila famiglie. Il sito rappresenta inoltre un esempio di integrazione tra diverse fonti rinnovabili. Nel 2023, infatti, sulla vasca di scarico della centrale è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico galleggiante di Enel, successivamente ampliato fino a raggiungere una capacità installata di 2 MW.

Dallo sport alla consapevolezza sulla transizione energetica

Due regioni, due centrali e due occasioni per avvicinare il pubblico del ciclismo al mondo dell’energia. Attraverso queste aperture straordinarie, Enel rafforza il legame tra impianti, comunità e territorio, trasformando una giornata dedicata allo sport in un’opportunità per scoprire da vicino le infrastrutture che accompagnano la transizione energetica.

Barilla acquista Goodles, il marchio americano dei maccheroni al formaggio

Barilla, colosso italiano della pasta, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Goodles, marchio statunitense di maccheroni al formaggio in scatola ad alta densità nutrizionale. I termini dell’intesa non sono stati resi noti. Goodles era stata valutata 88 milioni di dollari dopo un round di finanziamento del 2023, secondo dati PitchBook. Fondata nell’ottobre 2020 come Gooder Foods e con sede a Santa Cruz, in California, il brand è nato dall’idea che il comfort food preferito da tutti, i maccheroni al formaggio, potesse essere più nutriente. I suoi prodotti sono distribuiti negli Stati Uniti presso i principali rivenditori e catene di distribuzione indipendenti. L’accordo prevede che Goodles mantenga la propria sede centrale a Santa Cruz e continui a operare in modo indipendente come marchio autonomo, libero di prendere le proprie decisioni in merito a prodotto, ricette, qualità, ingredienti, fornitori, marketing e altro ancora. L’intero team verrà mantenuto senza modifiche gerarchiche e la cofondatrice e ceo Jen Zeszut continuerà a guidare il team.

Zeszut: «L’accordo può aiutarci a crescere a livello internazionale»

«Abbiamo scelto il Gruppo Barilla perché ci può aiutare a innovare e crescere a livello internazionale, permettendoci al contempo di prendere decisioni migliori e di mantenere la nostra qualità», ha dichiarato Zeszut. «Ho capito che il Gruppo Barilla era il partner perfetto quando, scherzando, ho offerto al presidente un adesivo Goodles per la sua nuova auto con la scritta “Io e i miei amici adoriamo i maccheroni” e lui l’ha accettato davvero. Sono entusiasta di vedere come i nostri due mondi continueranno a incontrarsi».

Barilla: «Colpiti dalla qualità dei prodotti e dalla visione lungimirante di Goodles»

«Oggi è un giorno importante per il nostro Gruppo», le ha fatto eco Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla. Seguivamo Goodles da tempo e siamo rimasti sempre più colpiti dalla forza del marchio, dalla qualità dei suoi prodotti e dalla dinamica della sua crescita. Conoscendo il team dirigenziale, guidato da Jen Zeszut, siamo rimasti altrettanto colpiti dalla solidità dell’organizzazione, dalla sua unità e dalla sua visione lungimirante. Insieme, queste qualità ci hanno convinto che Goodles fosse la scelta giusta e rappresenti un’entusiasmante opportunità per il futuro».

Gruppo Fs, al via le corse prova in Germania e Austria per i Frecciarossa di Trenitalia

Compie un nuovo passo avanti il progetto dei collegamenti in Frecciarossa tra Italia, Germania e Austria che il Gruppo Fs realizzerà in collaborazione con le ferrovie tedesche Deutsche Bahn e austriache Öbb. Sono infatti iniziate le corse prova dei convogli di Trenitalia – appositamente predisposti e dotati della necessaria strumentazione – in Germania e Austria, nell’ambito della fase di omologazione internazionale. Il lancio dei collegamenti fra Milano e Monaco di Baviera e Roma e Monaco di Baviera è previsto per l’estate del 2027 a seguito del completamento, con esito positivo, dell’iter di omologazione dei nuovi treni. Le corse prova si svolgono sulla rete ferroviaria tedesca Berlino-Monaco di Baviera -Kufstein. In Austria, il Frecciarossa sta circolando in prova tra Kufstein e il Brennero e tra Salisburgo e Vienna.

Dal 2028 i collegamenti saranno estesi a Napoli e Berlino

L’intesa tra Trenitalia e Deutsche Bahn permetterà anche di condividere le competenze tecniche affinché i treni siano in grado di adattarsi a differenti sistemi di alimentazione elettrica e segnalamento, accelerando il necessario processo tecnico e contenendo i relativi costi. Contestualmente alla realizzazione dei prototipi, sono stati avviati anche percorsi di formazione rivolti al personale di guida tedesco e austriaco. L’offerta commerciale prevede quattro collegamenti sulle rotte Milano – Monaco di Baviera e Roma – Monaco di Baviera. Per il Milano – Monaco di Baviera, con un tempo di viaggio di circa sei ore e mezza, le principali fermate intermedie saranno a Brescia, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck. Per quanto riguarda Roma – Monaco di Baviera, con un tempo di viaggio di circa otto ore e mezza, le principali fermate saranno a Firenze, Bologna, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck. L’apertura del Tunnel di Base del Brennero ridurrà i tempi di viaggio di circa un’ora. Da dicembre 2028 l’offerta completa consisterà in 10 collegamenti tra l’Italia e la Germania che copriranno le tratte tra Milano, Roma e Monaco di Baviera e saranno estesi a Napoli e Berlino.

Un nuovo passo verso l’obiettivo della “Metropolitana d’Europa” ad alta velocità

Il nuovo servizio sarà operato con il Frecciarossa, il treno ad alta velocità di Trenitalia, che è conforme alle specifiche tecniche europee di interoperabilità. È stato inoltre progettato e realizzato per viaggiare in Italia e sulle reti ferroviarie europee di Francia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio, essendo in grado di superare le differenze di alimentazione elettrica e segnalamento dei vari Paesi. Con i collegamenti Roma/Milano – Monaco di Baviera – Berlino, Frecciarossa, dopo Francia e Spagna, arriverà anche in Germania, continuando a perseguire l’obiettivo della “Metropolitana d’Europa” ad alta velocità, collegando le città più nevralgiche del Vecchio continente. Il nuovo collegamento avrà un impatto anche sulle connessioni ferroviarie con altri Paesi, poiché intercetterà la domanda di trasporto per altre destinazioni, come ad esempio Francoforte e Cracovia.

L’ad Strisciuglio: «Vogliamo rendere il treno mezzo di riferimento per la mobilità europea»

Queste le dichiarazioni di Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs: «L’avvio delle corse prova in Germania e Austria è un passaggio verso la realizzazione di un progetto che conferma la nostra ambizione di rendere il treno il mezzo di riferimento per la mobilità europea. Grazie alla collaborazione con Deutsche Bahn e Öbb, andiamo verso la realizzazione della “Metropolitana d’Europa” ad alta velocità, mettendo a disposizione dei passeggeri un servizio capace di avvicinare territori, persone ed economie. Il Frecciarossa continua così il suo percorso di crescita internazionale, portando all’estero l’eccellenza tecnologica e industriale del Gruppo Fs e contribuendo allo sviluppo di una rete ferroviaria europea sempre più integrata».

Lottomatica, accordo per la fusione con la spagnola Cirsa

Lottomatica, gruppo quotato su Euronext Milan, e Cirsa Enterprises, società spagnola attiva nel settore dei giochi, hanno raggiunto un accordo sulla struttura e i principali termini di una possibile fusione interamente basata su scambio azionario. La proposed combination sarà implementata mediante fusione transfrontaliera per incorporazione di Cirsa in Lottomatica, in forza della quale Cirsa cesserà di esistere come entità giuridica distinta, e Lottomatica proseguirà quale società risultante dalla fusione. L’operazione darà vita al secondo operatore quotato in borsa a livello globale nel settore del gaming e delle scommesse sportive, con un adjusted Ebitda pro forma di circa 2 miliardi di euro. Sono previste 115 milioni di euro annui di sinergie di cassa pre-imposte, chiaramente identificabili, derivanti da risparmi sui costi operativi e sugli oneri finanziari, il cui conseguimento è atteso entro il terzo esercizio completo successivo al perfezionamento dell’operazione. Stimata una crescita complessiva e distribuzioni agli azionisti in linea rispetto allo scenario standalone di Lottomatica, con una remunerazione per gli azionisti fino a 4 miliardi di euro nei tre anni successivi al perfezionamento, oltre a un flottante pro forma più ampio e ad una maggiore liquidità del titolo.

Gli azionisti di Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione di Cirsa detenuta

La combined company manterrà l’attuale denominazione sociale di Lottomatica, con sede legale, sede centrale e domicilio fiscale a Roma, in Italia, e sede secondaria per Cirsa nella provincia di Barcellona, in Spagna. Le azioni Lottomatica, comprese quelle di nuova emissione che saranno assegnate agli azionisti di Cirsa nell’ambito dell’operazione, rimarranno quotate su Euronext Milan e, al perfezionamento, saranno ammesse alla negoziazione anche sulle Borse spagnole. Gli azionisti di Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione di Cirsa detenuta. Il perfezionamento della proposed combination è previsto per il secondo trimestre del 2027.

Prima della fusione, Cirsa distribuirà ai propri azionisti un dividendo straordinario

Immediatamente prima dell’efficacia della fusione, Cirsa distribuirà ai propri azionisti un dividendo straordinario pari a 262 milioni di euro (1,56 euro per azione Cirsa). Inoltre, una volta espletate tutte le formalità societarie e/o normative del caso, il cda di Lottomatica sottoporrà all’approvazione degli azionisti della combined company una distribuzione di capitale pari a 744 milioni di euro, da attuare tramite la distribuzione di un dividendo straordinario, un’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su azioni proprie, o una combinazione di entrambe le alternative, come verrà stabilito al momento opportuno. A seguito del perfezionamento dell’operazione, si prevede che gli attuali azionisti di Lottomatica detengano circa il 67,5 per cento del capitale sociale della combined company, mentre gli attuali azionisti di Cirsa deterranno la quota restante, pari a circa il 32,5 per cento. Blackstone, il maggiore azionista di Cirsa, diventerà il maggiore azionista della combined company con circa il 24 per cento del capitale sociale.

Angelozzi presidente e ad della combined company

Il cda della combined company sarà composto da 13 membri – gli attuali 11 amministratori di Lottomatica e due nuovi amministratori nominati su designazione di Blackstone. È attualmente previsto che Guglielmo Angelozzi ricopra la carica di presidente e amministratore delegato della combined company. Antonio Hostench ricoprirà invece la carica di amministratore delegato di Cirsa.

Massimiliano Carli nuovo ceo di Smart Italia

Massimiliano Carli è stato nominato nuovo ceo di Smart Italia. Nel nuovo incarico sarà responsabile della guida del business italiano, con l’obiettivo di sostenere la crescita strategica del brand e rafforzarne ulteriormente il posizionamento sul mercato. Carli opera nel settore automotive dal 1997 e vanta una profonda conoscenza del mondo Smart e Mercedes-Benz. Dal 2007 al 2017 ha ricoperto il ruolo di direttore Vendite Smart a Roma, per poi assumere la responsabilità di direttore Vendite Mercedes-Benz passenger cars, incarico ricoperto fino al 2024. Negli ultimi due anni e mezzo ha inoltre ricoperto il ruolo di head of Branch Roma Salaria di Autotorino.
Contestualmente alla nomina di Massimiliano Carli, Smart Italia ha ringraziato Lucio Tropea per il lavoro svolto e per il contributo offerto alla crescita e al consolidamento del brand sul mercato italiano nel corso degli ultimi anni, augurandogli il meglio per il prosieguo del suo percorso professionale.

Gian Luca Petrillo in uscita da Deliveroo: passa a Airbnb

Dopo otto anni e mezzo a Deliveroo, in cui è stato a capo della comunicazione per Italia e Belgio e poi direttore delle relazioni esterne per Italia e direttore le politiche pubbliche per l’area dell’Europa meridionale (dove il gruppo è presente con il marchio Wolt), Gian Luca Petrillo è pronto a dire addio alla multinazionale leader nella consegna del cibo a domicilio per passare a Airbnb. Nuova avventura professionale dunque per Petrillo, che dal 2023 siede peraltro nel cda di Rai Way, società quotata in Borsa che gestisce torri di telecomunicazioni, e dal 2024 fa parte del Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Gian Luca Petrillo in uscita da Deliveroo: passa a Airbnb
Gian Luca Petrillo (LinkedIn).

Calabresi pronto a lasciare tutti gli incarichi in Chora & Will Media

Mario Calabresi è pronto a lasciare la direzione editoriale la carica di presidente del consiglio di amministrazione di Chora & Will Media, società leader nel mondo dei podcast. Lo scrive il Sole 24 Ore. Nel futuro dell’ex direttore di La Repubblica e La Stampa c’è la candidatura a sindaco di Milano.

LEGGI ANCHE: Chora, Tether e la candidatura a Milano: gli intrecci di Calabresi tra affari e politica

Calabresi pronto a lasciare tutti gli incarichi in Chora & Will Media
Mario Calabresi (Imagoeconomica).

Gli attuali incarichi di Calabresi

Calabresi, che nel 2020 è stato tra i cofondatori di Chora Media assieme a Guido Maria Brera, Mario Gianani e Roberto Zanco, al momento è anche amministratore delegato e editor in chief a Chora News, e azionista di Be Water, la holding (su cui ha investito molto Tether) che controlla Chora & Will Media, Cronache di spogliatoio, la casa di produzione Be Water Film e molto altro.

Fagnani pronta a lasciare la Rai: dove potrebbe andare

Francesca Fagnani sarebbe pronta a lasciare la Rai. Lo riporta Adnkronos, rivelando che a giugno la giornalista avrebbe formalizzato – tramite una lettera recapitata prima della presentazione dei palinsesti autunnali – l’intenzione di risolvere il contratto di esclusiva valido fino alla primavera del 2027. Alla base della decisione «un rapporto di fiducia compromesso con parte dell’azienda» e la mancata valorizzazione da parte della Rai. Il nome di Fagnani, al timone di Belve dal 2021, era circolato per la conduzione di Chi l’ha visto? dopo l’addio di Federica Sciarelli e di Report in vista del siluramento di Sigfrido Ranucci, ma i vertici della tv pubblica hanno poi optato per altre soluzioni. Inoltre Fagnani non avrebbe digerito il fatto che la Rai non si stia ancora parlando del piano di produzione per Belve, che andrà in onda dal 20 ottobre al primo dicembre.

Fagnani pronta a lasciare la Rai: dove potrebbe andare
Francesca Fagnani (Imagoeconomica).

La Rai: «Fagnani asset fondamentale»

Dopo la notizia del possibile addio data da Adnkronos, nel corso della giornata la Rai ha diffuso un comunicato per precisare che Fagnani «Fagnani è un asset fondamentale e una risorsa preziosa per la Direzione Intrattenimento Prime time ed ha un contratto di esclusiva con l’azienda». Quanto allo stallo sul piano di produzione della nuova edizione di Belve, «durante l’estate ci sono state varie interlocuzioni sugli sviluppi del programma».

Fagnani pronta a lasciare la Rai: dove potrebbe andare
Francesca Fagnani (Imagoeconomica).

Mediaset o La7: il futuro di Fagnani

Al di là delle smentite, quale destinazione potrebbe esserci nel futuro di Fagnani, in caso di addio anticipato alla Rai? La più accreditata sembra essere Mediaset. Pier Silvio Berlusconi e i vertici del Biscione la stimano e la stessa giornalista è in buoni rapporti con diversi personaggi di punta di Mediaset, come Maria De Filippi. C’è poi l’ipotesi La7, dove è di casa il compagno Enrico Mentana, il quale però non è detto rimanga alla corte di Urbano Cairo oltre l’attuale scadenza del contratto a fine anno. Nel futuro dell’attuale direttore del TgLa7 potrebbe esserci infatti un trasloco a Repubblica.