Eni Award 2026, premiate le eccellenze della ricerca nei campi dell’energia e dell’ambiente

Si è svolta giovedì 29 ottobre 2026 al Palazzo del Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del presidente del Consiglio di amministrazione di Eni Giuseppina di Foggia e dell’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, la cerimonia di premiazione degli Eni Award. Giunto alla sua 18esima edizione, il premio è riconosciuto a livello internazionale nel mondo della ricerca e si contraddistingue per il focus sull’energia e sull’ambiente, argomenti su cui è sempre più necessario e urgente promuovere la collaborazione all’interno della comunità scientifica. Dall’istituzione di Eni Award nel 2008 ad oggi, la commissione scientifica, che valuta le ricerche candidate, ha visto la partecipazione di scienziati che appartengono ai più avanzati istituti di ricerca a livello mondiale, tra cui anche sei premi Nobel.

Transizione Energetica

Il premio Transizione Energetica, uno dei tre riconoscimenti principali, che valorizza le migliori innovazioni per la decarbonizzazione dell’attuale sistema energetico, è stato assegnato alla professoressa Véronique Gouverneur della University of Oxford (Regno Unito). Il suo lavoro pionieristico ha aperto nuove prospettive nella chimica del fluoro, sviluppando processi più sicuri e sostenibili per produrre composti utilizzati nelle batterie, ma anche nei farmaci e nei prodotti per l’agricoltura. Queste tecnologie consentono infatti di evitare la produzione di acido fluoridrico, una sostanza altamente critica, riducendo i consumi energetici e l’impatto ambientale. Gouverneur ha inoltre dimostrato che è possibile recuperare il fluoro dai rifiuti industriali, in un’ottica di economia circolare.

Frontiere dell’energia

Il premio Frontiere dell’energia, per ricerche che rivoluzioneranno il paradigma energetico del futuro, è stato assegnato alla professoressa Laura Gagliardi della University of Chicago (Stati Uniti).  La ricerca di Laura Gagliardi ha sviluppato modelli matematici avanzati, basati sulla meccanica quantistica, che permettono di prevedere le proprietà dei materiali prima ancora di realizzarli in laboratorio, accelerando la sperimentazione. Il suo lavoro si concentra sulla progettazione di materiali innovativi per l’energia e l’ambiente, tra cui le strutture reticolari, vere e proprie “spugne molecolari” capaci di catturare l’anidride carbonica direttamente dall’aria e raccogliere acqua dall’umidità atmosferica. Questi studi contribuiscono inoltre a migliorare l’efficienza dei processi catalitici, aprendo nuove prospettive per lo sviluppo di tecnologie energetiche più sostenibili.

Soluzioni ambientali avanzate

Il premio Soluzioni Ambientali Avanzate, dedicato a ricerche per la salvaguardia e l’uso sostenibile delle risorse naturali, è stato assegnato a John F. Hartwig della University of California, Berkeley (Stati Uniti). Il suo contributo rivoluzionario al riciclo della plastica si basa sullo sviluppo di un processo catalitico scalabile e sostenibile, che consente di scomporre il polietilene e il polipropilene, tra le plastiche più diffuse al mondo, nei loro componenti fondamentali, riutilizzabili per produrre nuovi materiali senza perdita di qualità. Un’innovazione che favorisce il riciclo circolare della plastica, riducendo i rifiuti, il consumo di materie prime fossili e le emissioni, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.

Giovane ricercatore dell’anno

Il premio Giovane ricercatore dell’anno è rivolto a ricercatori che hanno conseguito il dottorato di ricerca in università italiane; i due riconoscimenti sono stati assegnati a Leonardo Magherini e Filippo Trevisi. Leonardo Magherini, del Politecnico di Torino, nella sua tesi di dottorato, ha studiato i meccanismi di trasporto di diverse tipologie di particelle presenti nell’acqua, che possono avere una duplice natura: rappresentare una potenziale criticità per l’ambiente oppure costituire potenti strumenti per la bonifica. Filippo Trevisi, del Politecnico di Milano, ha esplorato una nuova classe di tecnologia eolica, i ventoplani, velivoli vincolati a terra da un cavo, che volano velocemente lungo traiettorie circolari ad alta quota, utilizzabili anche laddove non è possibile installare turbine eoliche tradizionali.

Giovani talenti dall’Africa

La sezione Giovani talenti dall’Africa, istituita nel 2017 in occasione del decennale di Eni Award e dedicata ai giovani talenti dal continente africano, conferisce, in questa edizione, due premi, assegnati a Nosakhare Jeremiah Aigbedion della Pan African University Institute for Basic Sciences, Technology and Innovation (Kenya) e a Gosego Keotshepile Mapula Sedikelo della University of South Africa (Sud Africa). I dottorandi vincitori ricevono un premio per potenziare e arricchire la loro attività di ricerca durante il corso di dottorato che stanno frequentando presso le università di appartenenza. La ricerca di Nosakhare Jeremiah Aigbedion punta a sviluppare nuove leghe metalliche più resistenti e durature per migliorare l’accumulo di energia da impianti solari a concentrazione e consentire la produzione di elettricità anche dopo il tramonto, favorendo un approvvigionamento energetico più stabile e sostenibile in Africa. La ricerca di Sedikelo sviluppa un metodo innovativo e sostenibile che utilizza gli ultrasuoni per recuperare metalli preziosi, come litio, nichel e cobalto, dalle batterie esauste, consentendone il riutilizzo nella produzione di nuove batterie e riducendo l’impatto ambientale.

Eni for Innovation

Per la sezione Eni for Innovation, che elegge i progetti più innovativi sviluppati da ricercatori ed esperti tecnici Eni, sono stati premiati:

  • Mario Baldassarre, Mauro Burattini, Rosa Carbone, Davide Chianetta, Davide Deriu (Eni) per aver sviluppato un processo innovativo per la valorizzazione degli scarti alimentari, massimizzando la resa a prodotti energetici (categoria: soluzione tecnologica);
  • Fabio Assandri, Francesco Bonacini, Angelo Ferrando, Ilic Formigoni, Marzia La Barbera, Mirco Nodari, Nicola Vecchini (Versalis) per aver sviluppato una tecnologia avanzata di pirolisi per il riciclo di rifiuti plastici misti a composizione altamente variabile (categoria: soluzione tecnologica);
  • Francesco Cannarile, Aurora Cerabolini, Roberto Grandi, Lorenzo Lancia, Debora Parisi, Gianmaria Tarantino (Eni) per aver sviluppato una metodologia per la specializzazione efficiente di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) applicabili ai domini aziendali (categoria: soluzione digitale).

Menzione speciale Eni Joule for entrepreneurship

Anche quest’anno Eni, attraverso Joule, la sua Scuola per l’Impresa, ha conferito la Menzione speciale Eni Joule for Entrepreneurship, un riconoscimento rivolto a team, spin off universitari, startup e finalizzato a sostenere l’applicazione, la valorizzazione e il trasferimento delle tecnologie per lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione sostenibile.

Tre le startup che si sono distinte:

  • Alkelux produce un nanopolimero ecosostenibile impiegato come additivo nel packaging alimentare, valorizzando gli scarti di lavorazione agricola e rendendo la filiera più sostenibile.
  • Hypermeteo raccoglie, elabora e distribuisce dati e indici meteo-climatici certificati ad alta risoluzione unendo dati osservativi globali a intelligenza artificiale e algoritmi proprietari per trasformare l’informazione meteorologica in valore digitale.
  • Algae Scope propone alternative sostenibili ai PFAS (sostanze chimiche tossiche e inquinanti) sviluppando e trasformando le alghe marine in una polvere naturale e atossica in grado di rendere i tessuti e i materiali idrorepellenti e ignifughi.

Attualmente sono aperti i bandi per l’edizione 2027 di Eni Award. Il termine per presentare le candidature è fissato al 20 novembre 2026.

Stellantis riorganizza la comunicazione in Italia

Riorganizzazione del team di comunicazione di Stellantis in Italia, diretto da Claudio D’Amico, tramite la redistribuzione degli incarichi tra cinque manager (operativi dal primo novembre) e l’accorpamento della gestione delle relazioni con la stampa di diversi marchi del gruppo.

I movimenti nel team di comunicazione di Stellantis in Italia

Dal primo novembre Marco Freschi, finora PR Manager di Fiat, Abarth, Fiat Professional, Stellantis Pro One, Stellantis Fleet & Business, assumerà l’incarico di PR Manager di Citroen e DS Automobiles. Andrea Gualano, già PR Manager di Jeep, Dodge e Ram, assumerà lo stesso ruolo per Fiat, Abarth, Fiat, Fiat Professional e Lancia. Marco Pontida entrerà in carica come PR Manager di Peugeot, mantiene lo stesso ruolo per Alfa Romeo. Stefano Virgilio diventerà PR Manager di Pro One e di Stellantis B2B, mantenendo l’incarico per Opel. Erika Camelin, che resterà PR Manager di Leapmotor, assumerà pure l’incarico di PR Manager di Parts & Service.

Crédit Agricole in Italia, i risultati dei primi nove mesi del 2026: utile netto a 1,5 miliardi

Sono stati presentati i risultati dei primi nove mesi del 2026 del gruppo Crédit Agricole in Italia, che ha conseguito un utile netto pari a 1,526 miliardi di euro, confermando l’Italia come secondo mercato domestico per Crédit Agricole, con una crescita dei ricavi pari a 4 miliardi di euro (+4,5 per cento a/a). La performance del Gruppo guidato da Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e senior country officer, si riflette nel sostegno all’economia reale con un totale finanziamenti pari a 105 miliardi di euro (+3,9 per cento a/a) e una raccolta complessiva stabile a 348 miliardi di euro. Il Gruppo ha in Italia oltre 6 milioni di clienti e 16 mila collaboratori.

Utile netto di Crédit Agricole Italia a 708 milioni

Anche Crédit Agricole Italia ha presentato i risultati relativi ai primi nove mesi del 2026. L’utile netto consolidato si attesta a 708 milioni di euro, in crescita del 2,1 per cento su base annua. La banca ha continuato ad affiancare famiglie e imprese con un’offerta di prodotti e servizi ampia e completa, facendo leva sulle sinergie con tutte le società del Gruppo presenti in Italia. Il dinamismo commerciale è confermato dall’espansione della base clienti (+3 per cento a/a), con 152 mila nuove acquisizioni, risultato sostenuto dal costante contributo del canale digitale (38 per cento). La patrimonializzazione si conferma solida. Common equity tier 1 e total capital ratio si attestano, rispettivamente, a 13,3 per cento e 18,1 per cento, mantenendo un ampio margine rispetto ai requisiti minimi assegnati dalla Bce. A livello globale, il Gruppo Crédit Agricole ha ottenuto nei primi nove mesi del 2026 un utile netto di 8,302 miliardi, con ricavi pari a 31,378 miliardi di euro.

Acea, Riviera: «Tecnologie elemento per accelerare la trasformazione delle città»

«Roma ha davanti a sé una straordinaria opportunità, trasformare il proprio patrimonio immobiliare in una leva strategica di sviluppo sostenibile. I fondi del Giubileo 2025, integrati con le risorse del Pnrr, hanno costituito un pilastro strategico per la riqualificazione urbana. In questo percorso, l’innovazione tecnologica è il fattore che può accelerare la trasformazione». Così il presidente di Acea Alessandro Rivera, intervenendo al Green building forum Italia. «Sensori, piattaforme digitali e intelligenza artificiale consentono di monitorare i consumi, individuare sprechi, ottimizzare gli impianti e programmare la manutenzione», ha spiegato. «La stessa visione deve guidare la gestione dell’acqua. I contatori idrici intelligenti di seconda generazione, attraverso la telelettura e il monitoraggio dei consumi, consentono di individuare più tempestivamente anomalie e possibili perdite, migliorando l’efficienza del servizio».

Premio Minerva 2026, riconosciuto l’impegno di Enel sulla parità di genere

Enel ha ricevuto il premio come azienda d’eccellenza nell’ambito del Premio Minerva 2026, promosso da Unindustria e Federmanager Roma. Il riconoscimento valorizza le imprese che si distinguono per buone pratiche e impegno concreto nella promozione della parità di genere, dell’occupazione femminile, dell’empowerment e della sostenibilità sociale. Un risultato che premia l’impegno di Enel nell’accompagnare la crescita professionale delle persone, sostenere la genitorialità condivisa e rafforzare la presenza femminile nei percorsi di leadership.

Dalla formazione al sostegno alla genitorialità

L’impegno del Gruppo si traduce in un insieme di iniziative che accompagnano le persone lungo tutto il percorso professionale. Per rafforzare la leadership femminile e la presenza delle donne nei piani di successione, Enel ha sviluppato programmi come WomEnel, Women empowerment academy e You First, a cui si affiancano il mentoring intergenerazionale e i percorsi di crescita dedicati alle donne Stem. Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni, per superare gli stereotipi di genere e avvicinare più ragazze alle discipline tecnico-scientifiche. Con Back to School, nell’anno scolastico 2025/2026 Enel ha coinvolto 5.800 studenti e 2.567 studentesse in attività di orientamento e mentoring, con colleghe Stem nel ruolo di role model. L’iniziativa è affiancata da Stem2Enel, che offre borse di studio, coaching e orientamento. Un altro pilastro è la genitorialità condivisa, considerata una leva fondamentale per la parità di genere. Enel ha introdotto misure che vanno oltre la normativa nazionale, tra cui 20 giorni aggiuntivi di congedo per i padri ai 10 previsti dalla legge, la maternità retribuita al 100 per cento, un trattamento economico migliorativo dei congedi parentali e permessi dedicati ai momenti più significativi della vita dei figli. Completano il sistema i servizi di supporto a genitori e caregiver tra cui il Parental program, la piattaforma dedicata Me parents, il Parental focal point, il counseling gratuito, gli asili nido aziendali, lo smart working e i percorsi di accompagnamento prima e dopo il congedo. 

Più donne nei ruoli di responsabilità

I risultati del percorso sono visibili anche nella crescita della rappresentanza femminile nei ruoli di responsabilità del Gruppo. La presenza di donne manager e middle manager, a livello globale, è passata dal 32,5 per cento nel 2023 al 33,9 per cento nel 2025, con un obiettivo nel Piano di sostenibilità 2026-2028 di superare il 34 per cento entro il 2027. La crescita della leadership femminile trova conferma anche nei piani di successione, dove le donne rappresentano quasi la metà dei candidati individuati per i ruoli manageriali ed executive (rispettivamente 49,1 e 50,2 per cento), con risultati superiori ai target definiti dall’azienda.

Un nuovo arrivo all’Agenzia per la cybersicurezza nazionale

Movimenti dalle parti di via Goito. Lucilla Perrone, la fedelissima di Roberto Garofoli ai tempi in cui era capo di gabinetto al Mef, viene distaccata da Cassa Depositi e Prestiti dove ricopriva il ruolo Senior expert, Direzione relazioni esterne, comunicazione, arte e cultura per entrare in ACN, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale diretta da Andrea Quacivi, in carica dallo scorso giugno. Perrone lavorerà sotto il direttore della Comunicazione e Rapporti Istituzionali dell’Agenzia Marco Lodovico, con un passato in Anas.

Società Benefit, fatturato più alto del 13 per cento e filiere più stabili

Si è tenuto lunedì 26 ottobre 2026 a Milano l’evento Società Benefit: dalla competitività all’interdipendenza, durante il quale è stata presentata la nuova edizione della ricerca nazionale sulle Società Benefit 2026. Attraverso gli interventi dei partner del progetto – Nativa, il Research department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, l’Università di Padova, la Camera di commercio di Brindisi-Taranto e Assobenefit – è emerso un quadro aggiornato su competitività, relazioni di filiera e rapporto con i territori. Si ricorda che Società Benefit è uno status giuridico adottato da imprese che, oltre allo scopo di distribuire gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, ambiente e stakeholder, impegnandosi a valutare in maniera trasparente il proprio impatto.

Società Benefit, fatturato più alto del 13 per cento e filiere più stabili
Presentazione della ricerca sulle Società Benefit (Intesa Sanpaolo).

L’adozione del modello Benefit concorre a una migliore performance delle imprese

L’analisi sulla competitività abbina circa 2 mila Società Benefit ad altrettante imprese non-benefit con profili il più possibile omogenei per dimensione, settore, territorio e coorte di età. L’analisi evidenzia un’associazione positiva tra qualifica Benefit e crescita d’impresa, con uneffetto stimato risulta pari a circa +13 per cento per il fatturato, +17 per cento per il costo del lavoro e +12 per cento per il valore aggiunto. L’adozione del modello Benefit risulta quindi uno degli elementi che concorrono alla migliore performance delle imprese. Il vantaggio si rafforza quando l’identità Benefit si accompagna a strategie orientate alla qualità, alla sostenibilità ambientale e all’apertura internazionale.

Filiere più stabili

Le filiere delle Società Benefit sono più stabili. Il 27,4 per cento degli acquisti è destinato a fornitori con cui esiste un rapporto continuativo negli ultimi nove anni, contro il 21,8 per cento delle non-benefit. Questo dato offre uno spunto di riflessione sulla tenuta delle supply chain. In una fase caratterizzata da elevata volatilità dei mercati e da frequenti tensioni nelle catene di fornitura globali, la capacità di mantenere relazioni stabili con i fornitori potrebbe rappresentare un elemento di forza. La stabilità delle relazioni può tradursi in un vantaggio competitivo, favorendo non solo l’efficienza e la continuità degli scambi, ma anche la diffusione di conoscenze, pratiche e valori condivisi tra le imprese coinvolte e la gestione delle criticità. L’ecosistema include anche le imprese più piccole. Quando l’impresa ordinante è una microimpresa Società Benefit, la quota di fornitori Benefit di pari dimensioni è pari al 57 per cento, quasi il doppio rispetto a quanto osservato quando gli acquirenti sono le società non-benefit. Il dato indica un ecosistema diffuso, in cui anche le realtà più piccole riescono a consolidare relazioni commerciali con imprese che condividono valori simili.

Leonardo Maria Del Vecchio vuole anche il Fatto Quotidiano

Dopo aver rilevato QN, cioè i quotidiani degli eredi Riffeser, ed essere salito al 30 per cento del Giornale, Leonardo Maria Del Vecchio ha messo nel mirino pure il Fatto Quotidiano: la società LMDV Media (società di investimento dedicata all’editoria riconducibile al family office LMDV Capital) ha avviato un’attività di due diligence su SEIF (Società Editoriale Il Fatto) al fine di promuovere un’offerta pubblica di acquisto finalizzata al delisting. Una mossa a sorpresa, quella dell’erede di EssilorLuxottica, considerando che solo pochi giorni fa aveva pubblicato via social un durissimo attacco ai «ratti del giornalismo» del Fatto Quotidiano dopo la pubblicazione di una serie di intercettazioni riguardanti l’indagine su un’estorsione ai suoi danni. Lo stesso giornale ha poi ripreso un’inchiesta del New York Times che riguarda le accuse dell’ex fidanzata di Del Vecchio nei suoi confronti.

Pronto un investimento complessivo di oltre 7 milioni

Come spiega una nota di LMDV Capital l’offerta – subordinata all’esito positivo della due diligence l’offerta – verrebbe promossa al prezzo di 0,286 euro per azione per un controvalore complessivo di 7.152.860 euro per il 100 per cento delle azioni di SEIF: l’ultimo prezzo fatto segnare sul mercato è stato 0,22 euro. L’offerta è subordinata anche a precise condizioni di efficacia, tra cui il raggiungimento di una partecipazione complessiva almeno pari o superiore all’82,9 per cento del capitale votante nell’assemblea ordinaria. Tale soglia è ritenuta indispensabile per rendere inoperante il limite statutario interno che vieta a un singolo azionista di possedere più del 17 per cento del capitale sociale della società.

I soci fondatori fanno sapere di non essere interessati

Le quote di SEIF sul mercato sono pari al 40 per cento del totale. Il resto è invece detenuto da giornalisti e manager: Antonio Padellaro e Cinzia Monteverdi hanno il 16,25 per cento a testa, Francesco Aliberti possiede il 5 per cento, mentre Marco Travaglio, Peter Gomez, Luca D’Aprile e Marco Lillo hanno meno del 5 per cento. Tramite un comunicato, SEIF ha fatto già sapere che le persone in possesso della maggioranza del capitale sociale «hanno manifestato l’intenzione di non cedere la propria quota» e, dunque, di non voler aderire all’eventuale offerta di acquisto.

Sondaggio Swg, autostrade protagoniste della storia del Paese

Le autostrade hanno scritto parte della storia contemporanea del Paese, sono nei ricordi degli italiani e nelle abitudini quotidiane e saranno centrali anche nel futuro. È quanto emerge da uno studio realizzato da Swg, presentato nell’ambito dell’iniziativa di Orizzonte Italia Le autostrade nel sistema del Paese, su un campione rappresentativo della popolazione italiana di età compresa tra i 18 e gli 80 anni che ha avuto modo di esprimersi sul ruolo del sistema autostradale e sulle prospettive di futuro.

La rete al centro, dai ricordi personali all’economia

I dati attribuiscono al sistema autostradale un ruolo centrale nelle modalità di spostamento degli italiani. Nove italiani su 10 (88 per cento) viaggiano in autostrada almeno ogni tanto e uno su quattro lo fa ogni settimana. Anche nei ricordi personali, il viaggio su strada o autostrada occupa una posizione dominante. Il 49 per cento del campione lega la memoria dei viaggi più importanti a un tragitto su strada o autostrada, superando l’aereo che si ferma al 30 per cento. Se il loro peso nella vita quotidiana è assodato, il contributo del trasporto su gomma all’economia è più grande di quanto la popolazione percepisca. Sette italiani su 10 lo collocano al di sotto del valore reale, eppure sulla gomma viaggia tra l’80 e il 90 per cento delle merci. Grande consapevolezza emerge invece dalle cause dell’incidentalità su strada. Per il campione intervistato, la sicurezza in autostrada dipende soprattutto dai comportamenti di guida. Sei italiani su 10 indicano distrazione e velocità tra le principali cause degli incidenti, quasi quattro su 10 la stanchezza, mentre appena uno su 10 chiama in causa lo stato della strada.

Le prospettive future

Nell’immaginario degli italiani la rete è destinata a restare centrale nel futuro. Per l’80 per cento degli intervistati, infatti, l’autostrada resta necessaria ma declinata ai nuovi standard della mobilità. La richiesta più netta è quella della sicurezza, sia in chiave di tecnologie a supporto del viaggio (l’87 per cento indica tra le priorità infrastrutture in grado di segnalare situazioni pericolose) sia soprattutto in termini rigenerazione e modernizzazione della rete esistente (l’86 per cento crede che la priorità sia l’ammodernamento). Nella percezione delle persone non risulta essere un paradosso il concetto di mobilità su gomma sostenibile, anzi. Il 67 per cento del campione ritiene che rete autostradale e green siano conciliabili. I dati disegnano un sistema di mobilità sempre più intermodale, in cui l’autostrada diventa l’asset portante.

Opa su Recordati, le incognite su Isturisa rafforzano il peso dell’offerta da 53 euro

Per settimane il confronto sull’offerta di Cvc e Gbl per comprare le quote di minoranza di Recordati si è concentrato sul presunto passaggio della società da un fondo Cdv a un altro. Una chiave di lettura che rischia di restituire un’immagine parziale dell’operazione e non soltanto perché accanto a Cvc, azionista di controllo, entra in gioco Groupe Bruxelles Lambert, affiancata da grandi investitori istituzionali internazionali e dallo stesso presidente Andrea Recordati. A pochi giorni dalla chiusura dell’offerta è infatti arrivata una notizia destinata a pesare assai di più sui destini della società. In particolare, Recordati ha reso noto che un produttore di farmaci generici ha chiesto alle autorità sanitarie americane l’autorizzazione a vendere negli Stati Uniti una copia di Isturisa, mettendo in discussione i brevetti che lo tutelano fino al 2031, al 2033 e al 2035. La società ha assicurato che difenderà i propri diritti e ha ribadito la convinzione che nessun generico potrà raggiungere il mercato prima del 2033.

Sul tavolo ci sono 53 euro per azione

Isturisa, impiegato nella cura della sindrome di Cushing, rappresenta uno dei prodotti rilevanti per le prospettive di crescita del gruppo. Meno di un anno fa il management ne ha più che raddoppiato le ambizioni commerciali, indicando vendite annue potenziali circa 1,2 miliardi di euro. Proprio su di esso si fonda l’argomento di chi oggi giudica insufficiente il prezzo offerto. Una contestazione dei brevetti non segna di per sé un esito, ma introduce un elemento di incertezza nel cuore di quella valutazione. E lo fa in una stagione in cui i tassi sono tornati a salire e i mercati appaiono più inquieti. Sul tavolo ci sono 53 euro per azione, che riconoscono un premio del 16,6 per cento rispetto alle quotazioni di fine marzo, quando il titolo valeva intorno ai 46 euro e l’operazione non era ancora stata annunciata. Il consiglio di amministrazione ha accolto all’unanimità il miglioramento dell’offerta, che si colloca all’interno della forchetta di valutazione indicata dall’advisor degli amministratori indipendenti. Le adesioni hanno già superato il 60 per cento e i promotori hanno escluso ulteriori rilanci.

C’è tempo per aderire fino al 23 ottobre

È qui che la vicenda di Isturisa si rivela, in qualche modo, emblematica. La prossima stagione di Recordati richiederà investimenti importanti per affermare il farmaco negli Stati Uniti, la gestione di un confronto legale che per sua natura si annuncia lungo, scelte industriali dal respiro pluriennale. È un cammino che si percorre meglio lontano dai riflettori della Borsa, al riparo dall’esame trimestrale dei mercati e dalla sensibilità del titolo a ogni notizia. La finestra per aderire si chiude venerdì 23 ottobre.

Perché Musk spinge per la fusione SpaceX-Tesla

Elon Musk, che più volte ha citato potenziali sinergie tra gruppi e non ha fatto mistero di voler mettere un po’ di ordine nella sua galassia di aziende, ha definito una «buona idea», la possibile fusione tra SpaceX e Tesla, rivelando che i consigli di amministrazione delle due società hanno costituito comitati speciali per studiare l’integrazione, già ipotizzata nei mesi scorsi. https://www.lettera43.it/fusione-tesla-spacex-musk/. Il magnate – che a fine luglio aveva smentito il Wall Street Journal – ha sottolineato che non c’è alcuna garanzia che una fusione si realizzi e che non è stato ancora concordato nulla, inoltre un eventuale accordo dovrebbe comunque essere approvato dagli azionisti. Ma l’ipotesi della nascita di un nuovo colosso da oltre 3 trilioni di dollari, a questo punto, è tutt’altro che campata in aria.

Perché Musk spinge per la fusione SpaceX-Tesla
Elon Musk (Imagoeconomica).

Con la fusione nascerebbe un colosso da 3,5 trilioni di dollari

La fusione tra SpaceX e Tesla darebbe origine a una delle società di maggior valore al mondo. L’azienda aerospaziale di Musk ha una capitalizzazione di mercato di 2 trilioni di dollari, mentre il marchio di auto elettriche vale quasi 1,5 trilioni. Sulla carta, con la loro integrazione nascerebbe un conglomerato da 3.500 miliardi, che avrebbe davanti solo Microsoft, Alphabet, Apple e Nvidia come valore di mercato.

Perché Musk spinge per la fusione SpaceX-Tesla
La presentazione di Tesla Roadster (Imagoeconomica).

Musk ha parlato delle possibili sinergie tra le due aziende

Nella visione di Musk, ceo di entrambe le aziende, unire SpaceX e Tesla sarebbe vantaggioso dato il lavoro che ciascuna di esse svolge nell’ambito dei chip, dell’intelligenza artificiale e di altri progetti tecnologici. Nello specifico, l’operazione combinerebbe le auto, i robot e la tecnologia di guida autonoma di Tesla con i razzi, i data center, i satelliti e le attività di telecomunicazione di SpaceX. Reuters scrive che Starlink potrebbe servire robotaxi e robot umanoidi Optimus; mentre le batterie Tesla potrebbero supportare i fabbisogni energetici di SpaceX. Come sottolinea il Financial Times, le due aziende collaborano già su diversi fronti: i thruster a gas freddo del nuovo Roadster, presentato di recente, sono stati realizzati da SpaceX. Inoltre, la fusione conferirebbe a Musk un maggiore controllo sui diritti di voto nella società risultante rispetto a quello che detiene attualmente in Tesla: un’unica società, insomma, consentirebbe all’uomo più ricco del mondo di gestire la strategia nel campo dell’IA secondo le proprie intenzioni e con pochi compromessi.

Rai, la scelta di Ranucci dopo l’addio forzato a Report

«Ho scelto di tornare a Rai News, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report». Lo ha scritto Sigfrido Ranucci sui social, ufficializzando il passo successivo della sua carriera in Rai dopo l’addio forzato alla trasmissione che lo ha visto alla conduzione dal 2017 al 2026. La tv di Stato, ha ricordato, gli aveva proposto tre possibilità: la sede del Cairo in qualità di corrispondente, l’assegnazione al Tg3 oppure Rai News 24 con delega agli approfondimenti. Ed è stata quest’ultima, appunto, la sua scelta: avrà il ruolo di vicedirettore del canale all-news.

Ranucci: «Torno con il sorriso, che nessuna ingiustizia riuscirà a togliermi»

Per Ranucci si tratta di un ritorno, avendo già lavorato a Rai News dal 1999 al 2006, venendo nominato nel 2001 inviato speciale. «All’epoca il mio direttore era Roberto Morrione, il mio maestro. Insieme realizzammo molte inchieste: sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito, sulla vera natura della missione militare a Nassiriya e, soprattutto, quella che nel 2000 portò al ritrovamento dell’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino», ricorda Ranucci. E poi: «Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia. Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per 20 lunghi anni al successo di una trasmissione come Report. Torno con il sorriso, che nessuna ingiustizia riuscirà a togliermi». Ranucci aveva presentato ricorso d’urgenza chiedendo il reintegro alla conduzione di Report, ma il Tribunale del lavoro di Roma ha respinto l’istanza, sostenendo che la Rai aveva deciso la rimozione per risolvere le tensioni interne sorte dal clamore mediatico intorno all’inchiesta sull’attentato.

Poste italiane, superate le 300 mila richieste di passaporto negli uffici postali

Superate le 300 mila richieste di rilascio e rinnovo del passaporto presentate presso gli uffici postali italiani. Il mese di agosto 2026 ha fatto registrare il record di 16.947 passaporti erogati. Il precedente massimo era stato raggiunto nel mese di febbraio dello stesso anno con 15.940 passaporti rilasciati, segnando quindi un aumento delle richieste dallo scorso primato del 6 per cento. Il servizio di rilascio e rinnovo del passaporto è disponibile in 6.932 uffici postali Polis (situati in Comuni con meno di 15 mila abitanti) e in 431 uffici postali di grandi città come Bologna, Verona, Roma, Cagliari, Firenze, Vicenza, Monza, Venezia, Perugia, Ferrara, Milano e Napoli. Oltre a semplificare la burocrazia, l’iniziativa contribuisce a ridurre il divario tra aree urbane e territori meno serviti, portando un contributo rilevante agli abitanti delle località più isolate d’Italia. Ne è un esempio Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, dove i cittadini erano costretti a percorrere fino a 150 chilometri per ottenere il passaporto.

I dati in dettaglio

Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare la capillarità della rete degli uffici postali per rendere i servizi pubblici più vicini e accessibili ai cittadini. A oggi sono state presentate 300.154 richieste di rilascio e rinnovo del passaporto, di cui 236.531 presso gli uffici Polis attivi nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, e 63.623 negli altri uffici postali presenti nei grandi centri urbani. Tra i Comuni che fanno parte del progetto Polis spiccano per numeri di richieste quelli della provincia di Bergamo (18.555), Verona (18.418), Vicenza (16.712) e Monza (11.833).

La Commissione Ue contesta a Kkr informazioni fuorvianti su operazione Tim

La Commissione europea ha informato Kkr in merito alla sua valutazione preliminare secondo cui la società avrebbe fornito informazioni inesatte e/o fuorvianti durante l’indagine condotta nel 2024 dalla Commissione stessa sull’acquisizione di NetCo. Il 19 aprile 2024, Kkr aveva notificato all’ente europeo un’operazione che prevedeva l’acquisizione del controllo esclusivo sulla società, che comprende le attività relative alla rete fissa primaria e dorsale di Tim – ovvero l’infrastruttura a banda larga che collega la centrale agli armadi stradali – nonché FiberCop. Prima dell’operazione, FiberCop era una joint venture tra Tim e Kkr che includeva la rete fissa secondaria di Tim, ossia l’infrastruttura a banda larga che collega gli armadi stradali alle sedi degli utenti finali. L’operazione ha riunito le reti primaria e secondaria di Tim all’interno di FiberCop, conferendo a KKR il controllo esclusivo su quest’ultima.

I dubbi di operatori terzi e della stessa Commissione

Nel corso dell’indagine, la Commissione ha approfondito i timori espressi da diversi operatori terzi secondo i quali, in seguito all’operazione, FiberCop avrebbe potuto limitare l’accesso ai servizi passivi (ovvero all’infrastruttura). Alla luce di tali rischi, la Commissione ha sollevato seri dubbi in merito all’operazione e chiesto informazioni a Kkr. Il fondo americano ha spiegato che gli accordi a lungo termine già in essere – attraverso i quali FiberCop forniva servizi all’ingrosso a operatori terzi – sarebbero rimasti in vigore, garantendo che Kkr non potesse né peggiorare le condizioni di accesso all’ingrosso né porre fine a tale accesso. Il 30 maggio 2024, la Commissione ha autorizzato l’operazione senza condizioni.

La contestazione di aver fornito informazioni inesatte e/o fuorvianti

Nella comunicazione degli addebiti del 19 ottobre 2026, la Commissione esprime l’avviso preliminare che Kkr, quantomeno per negligenza, abbia fornito informazioni inesatte e/o fuorvianti in merito alle condizioni dei suoi accordi a lungo termine già in essere per l’accesso all’ingrosso. Tra queste, l’indicazione che le condizioni esistenti avrebbero continuato a trovare applicazione, dato che avrebbero potuto essere modificate solo previo accordo reciproco con gli operatori terzi. Tali informazioni, fondamentali ai fini della valutazione dell’operazione da parte della Commissione, sono state fornite in risposta a richieste di informazioni avanzate dalla Commissione stessa.

Caro carburanti, da Enel buoni benzina da 40 euro e sconti sulle colonnine

Le tensioni geopolitiche internazionali mettono sotto pressione i prezzi dei carburanti, mentre il settore elettrico si dimostra molto più stabile. Enel, in questo contesto, arriva in soccorso dei consumatori: per i clienti partono nuovi sconti sulle ricariche elettriche pubbliche e sull’acquisto delle Waybox (colonnine domestiche per la ricarica da casa), ma anche un aiuto concreto sul fronte delle spese per gasolio e benzina. Per chi ancora non è passato all’elettrico c’è un buono carburante da 40 euro. La nuova offerta abbraccia la mobilità privata nel suo insieme, guardando sia ai possessori di auto elettriche, sia a chi ancora si muove con un veicolo endotermico.

Sconti per la ricarica pubblica e Waybox scontate del 50 per cento

Nel settore della mobilità, l’auto elettrica permette di dimezzare le spese di rifornimento. Si può calcolare che per percorrere 100 km si spendono circa 7,8 euro in elettrico (che scendono a 6,3 ricaricando a casa), contro i 15,5 euro della benzina e i 12,9 euro del diesel. Considerato un tragitto di 500 km, il risparmio può arrivare a 38 euro a viaggio. Su una percorrenza annua di 10 mila km, una famiglia può così risparmiare tra i 750 e gli 800 euro all’anno, quota che sale a ben 920 euro se si ricarica esclusivamente tra le mura domestiche. La convenienza, inoltre, non riguarda solo il carburante. I prezzi d’acquisto dei modelli elettrici sono ormai vicini a quelli tradizionali (-4 per cento per le auto grandi) e i costi di manutenzione risultano inferiori di circa il 10 per cento nell’arco di otto anni. In questo contesto si inserisce l’offerta di Enel. Dal 16 ottobre all’11 novembre il Gruppo ridurrà fino al 20 per cento il costo della ricarica pubblica elettrica e offrirà la Waybox (colonnina domestica per la ricarica da casa) al prezzo promozionale di 199 euro, con una riduzione dal valore iniziale del 50 per cento.

Buoni benzina per i nuovi clienti

Alle iniziative dedicate alla e-mobility si aggiunge un’offerta che coinvolge anche chi ha una macchina a motore termico e sceglie Enel per la propria fornitura energetica a casa. Dal 16 ottobre al 4 novembre, tutti i nuovi clienti luce e gas che aderiranno alle offerte dedicate potranno ricevere un buono da 40 euro (corrisponde a 57 KWh calcolato sul costo medio della ricarica pubblica) da utilizzare per ricarica pubblica dei veicoli elettrici tramite l’app Enel on your way oppure, in alternativa, per il rifornimento di benzina o diesel presso le stazioni Q8.

A2A cede la partecipazione in Retragas a Dolomiti Energia

A2A, attraverso la capogruppo e la controllata Unareti, ha sottoscritto un accordo con Dolomiti Energia per la cessione della partecipazione complessiva del 91,6 per cento detenuta in Retragas, società attiva nel trasporto regionale di gas naturale. La partecipazione oggetto dell’accordo comprende la quota dell’87,27 per cento detenuta da A2A e quella del 4,33 per cento detenuta da Unareti. Retragas gestisce una rete di trasporto regionale di gas naturale di circa 394 chilometri, di cui circa 350 in Lombardia nell’area bresciana e 44 in Trentino-Alto Adige, attraverso la quale vengono movimentati annualmente oltre 390 milioni di metri cubi di gas.

A2A punta a rafforzare le attività di distribuzione elettrica

L’operazione si inserisce nel percorso delineato dal Gruppo – guidato dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini – orientato a una progressiva riduzione della presenza nelle reti gas e al rafforzamento delle attività di distribuzione elettrica, in linea con gli obiettivi del piano industriale. La cessione consentirà ad A2A di focalizzare ulteriormente le proprie risorse sulle reti elettriche, il cui potenziamento costituisce una leva fondamentale per accompagnare la transizione ecologica del Paese. L’elettrificazione dei consumi, insieme alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, richiede infatti reti sempre più moderne, bilanciate e flessibili, capaci di sostenere l’evoluzione del sistema energetico. L’enterprise value di Retragas si attesta a circa 64,4 milioni di euro. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026, subordinatamente all’avveramento delle condizioni sospensive previste dall’accordo, tra cui gli adempimenti relativi alla normativa Golden power.

Poste, inizia la presa di possesso di Tim: cade un uomo di Labriola

Dopo l’avvio dell’integrazione e l’incontro tra gli amministratori delegati, è partita la presa di possesso di Tim da parte di Poste. Matteo Del Fante avrebbe voluto cambiare subito il consiglio di amministrazione, ma ha incontrato resistenze. Intanto però cominciano a cadere gli uomini di Pietro Labriola.

Poste, inizia la presa di possesso di Tim: cade un uomo di Labriola
Elio Schiavo (foto Imagoeconomica).

A uscire è il suo braccio destro, Elio Schiavo, che era Chief Enterprise & Innovative Solutions Officer di Tim. Aveva iniziato la sua esperienza nel gruppo nel 2022. Al suo posto arriva Mirko Mischiatti, responsabile Digital, Technology & Operations di Poste dal 2020 (ma era in azienda dal 2012). Nato ad Asti nel 1974, è sposato e ha tre figli. La rivoluzione è iniziata?

Poste, inizia la presa di possesso di Tim: cade un uomo di Labriola
Mirko Mischiatti (foto Imagoeconomica).

Autostrade e Webuild firmano contratto per il Lotto B del tunnel subportuale di Genova

È stato firmato, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il contratto da 803 milioni di euro tra Autostrade per l’Italia e Webuild per la realizzazione del Lotto B del tunnel subportuale di Genova, progetto del Gruppo Aspi che ridisegna la mobilità e l’aspetto paesaggistico dell’intera area portuale e del capoluogo ligure. La firma segue l’aggiudicazione dello scorso luglio ed è avvenuta alla presenza del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, del subcommissario per la ricostruzione di Genova Carlo De Simone, dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana e dell’amministratore delegato di Webuild Pietro Salini.

Un’opera sostenibile che riqualifica l’area metropolitana

Il tunnel subportuale è un’opera unica nel Paese per complessità ingegneristica. L’infrastruttura, progettata da Tecne, società di ingegneria del Gruppo Autostrade per l’Italia, prevede un tracciato di circa 4,2 chilometri, di cui oltre 3 costituiti da due gallerie separate, una per ogni direzione di marcia. Il tunnel, che collegherà il ponente e il levante cittadino, è stato concepito come un approccio altamente sostenibile sia in termini ambientali che sociali, configurandosi come un intervento di ricucitura e riqualificazione dell’area metropolitana e restituendo alla città 6 ettari di verde grazie al nuovo parco della Lanterna. Il Lotto B comprenderà la realizzazione della parte centrale del tracciato, sviluppata sotto il porto e il tessuto urbano cittadino. Si tratta della sezione più complessa dell’intervento, che fa del tunnel subportuale una delle opere sotterranee più impegnative da realizzare in Italia. Per lo scavo, Webuild impiegherà una TBM con un diametro di circa 16 metri, tra le più grandi mai utilizzate nel Paese. È prevista la creazione di oltre 700 posti di lavoro tra diretti e di terzi. La firma del contratto apre una nuova fase di lavorazioni, in continuità con le attività partite nel 2024 e affidate ad Amplia, società di costruzione del Gruppo Aspi. Nell’ambito del cosiddetto Lotto A sono state infatti completate, oltre alle opere di demolizione e preparazione dell’area, anche una galleria ferroviaria di 410 metri, la nuova viabilità portuale e lo scolmatore del Fosso San Bartolomeo.

Giana: «Impegno per consegnare l’infrastruttura nei tempi previsti»

Queste le dichiarazioni di Arrigo Giana, ad di Autostrade: «Il tunnel subportuale è un’opera in cui si esprime al meglio la sinergia tra le varie competenze del nostro Gruppo. Da quella ingegneristica e progettuale di Tecne, fino alla capacità realizzativa di Amplia che ha completato in linea con il cronoprogramma e con la previsione di spesa tutte le attività della prima fase. Consegnare nei tempi previsti alla città di Genova un’infrastruttura unica nel Paese per complessità e visione paesaggistica è stato e continua a essere per noi una priorità. Confidiamo che, con questa nuova fase, si proceda con la stessa determinazione che ci ha accompagnati fin dalla nascita di questo progetto, segno tangibile del nostro impegno verso la città».

Salini: «Sfida ingegneristica di altissimo livello»

Gli ha fatto eco Pietro Salini, ad di Webuild. «Portiamo a Genova il meglio dell’ingegneria italiana per realizzare il primo tunnel sottomarino del Paese, un’opera che rappresenta una sfida ingegneristica di altissimo livello. È la stessa eccellenza che abbiamo già messo al servizio della Liguria contribuendo a realizzare alcune delle opere più importanti per il futuro del Paese, destinate a cambiare strutturalmente la competitività del sistema logistico italiano. Dal Ponte Genova San Giorgio, nato da una straordinaria sfida collettiva, alla nuova diga foranea, fino al terzo valico dei Giovi–Nodo di Genova e da oggi al tunnel subportuale, continuiamo a investire in competenze ingegneristiche, innovazione e capacità esecutiva per creare infrastrutture che generano valore duraturo per il territorio e rafforzano il ruolo di Genova quale porta strategica di accesso dell’Europa meridionale».
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Via libera del cda Rai: Sergio resta alla guida di San Marino RTV

Roberto Sergio resterà direttore generale di San Marino RTV fino al termine dell’attuale consiliatura Rai, dunque potenzialmente fino a ottobre 2027. Lo ha deciso a maggioranza il consiglio di amministrazione della televisione pubblica italiana, riunitosi oggi a Roma. Hanno votato contro i consiglieri di maggioranza Antonio Marano, presidente facente funzioni della Rai, e Simona Agnes. Sergio svolgerà l’incarico a titolo gratuito, non ricevendo emolumenti né dalla Rai né da RTV.

L’addio alla Rai e la volontà di rimanere alla guida di San Marino RTV

Ufficializzando l’addio anticipato dopo 22 anni alla Rai, di cui era direttore generale dal primo ottobre 2024, Sergio aveva espresso la volontà di rimanere alla guida dell’emittente sammarinese, precisando inoltre che la decisione era stata presa per scelta personale e che non coincideva col pensionamento, previsto invece per il primo giugno 2027. San Marino RTV è partecipata al 50 per cento dalla Rai: secondo Sergio, l’incarico di direttore generale non era in scadenza in quanto arrivato dal cda dell’emittente del Titano e non dai vertici Rai. La decisione, appunto, era stata affidata a una delibera del cda della tv italiana.

Lufthansa si aggiudica il 44,9 per cento di Tap

La compagnia aerea tedesca Lufthansa è la vincitrice del concorso pubblico per la privatizzazione parziale della portoghese Tap, un’operazione da 1 miliardo e 200 milioni di euro. Lufthansa avrà la responsabilità della gestione esecutiva e operativa. Lo Stato portoghese, detentore dell’intero capitale di Tap dal 2022, aveva avviato il processo di parziale privatizzazione della compagnia nazionale a settembre del 2025. Il 30 settembre scorso 2026, a un anno di distanza e dopo la decisione del governo di Lisbona di prolungare la fase dei negoziati per chiarire meglio le differenze fra le proposte sul tavolo, le due compagnie rimaste in gara, Lufthansa e il gruppo Air France-Klm, avevano presentato l’ultima versione delle loro offerte vincolanti. La proposta tedesca ha prevalso. Con questa privatizzazione, il 44,9 per cento del capitale spetta al nuovo partner privato, mentre un 5 per cento dovrebbe essere riservato ai dipendenti del gruppo Tap. Lo Stato portoghese mantiene il controllo di maggioranza con almeno il 50,1 per cento delle azioni della società.