Lagarde lascerà la presidenza della Bce il 7 febbraio

Christine Lagarde, attuale presidente della Banca centrale europea, porrà fine al suo mandato il 7 febbraio 2027, data in cui lascerà ufficialmente l’incarico alla guida dell’istituzione monetaria. «È stato un grande orgoglio servire questa istituzione. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito, sostenuto e realizzato la missione che abbiamo in Europa: essere una roccia, essere solidi, garantire la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria», ha detto Lagarde in un messaggio pubblicato su X dopo che la stessa Bce aveva reso noto in un comunicato la sua decisione di lasciare l’incarico in anticipo rispetto alla scadenza naturale a ottobre.

L’erede di Lagarde verrà nominato dal Consiglio europeo

La decisione di Lagarde, che aveva assunto la carica di presidente della Bce il primo novembre 2019 (la scadenza naturale del suo mandato sarebbe stata a ottobre 2027) era stata resa pubblica poco prima anche da Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo. La procedura per la nomina del successore sarà avviata immediatamente: l’erede di Lagarde verrà nominato dal Consiglio europeo, secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Tfue). Per Lagarde, che aveva smentito un suo addio anticipato e anche il possibile coinvolgimento nella corsa all’Eliseo, si è anche parlato di un futuro alla guida del World Economic Forum: sarebbe la prima donna al timone di Davos.

Lagarde lascerà la presidenza della Bce il 7 febbraio
Christine Lagarde (Ansa).

Elezioni in Israele, scatta un’indagine su presunte interferenze del Qatar

Il giudice Noam Sohlberg, presidente della Commissione elettorale centrale israeliana, ha chiesto a David Zini, direttore dello Shin Bet, di indagare sul presunto «trasferimento di ingenti somme di denaro» da parte di soggetti arabi, «allo scopo di aumentare l’affluenza alle urne nella comunità araba attraverso mezzi illegali». Lo riporta Channel 12, spiegando che il capo dell’intelligence interna ha presentato informazioni «eccezionalmente gravi». Rompendo con la tradizione di sfiducia e astensionismo, i palestinesi con cittadinanza israeliana si sono recati in masse alle urne: alla fine dello scrutinio delle urne (mancano le cosiddette ‘doppio buste’), i partiti arabi si sono aggiudicati 19 seggi alla Knesset.

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Le accuse al Qatar

«Anche se non posso comprovare la veridicità di questi sospetti, dato che coinvolgono entità straniere, ritengo che vi sia l’obbligo di indagare a fondo», ha spiegato Sohlberg senza citare il Qatar, anche se tutti gli indizi portano all’emirato. Il Likud del primo ministro Benjamin Netanyahu, che aveva parlato di «elezioni rubate dai partiti arabi attraverso gravi reati penali di corruzione, minacce, violenze, falsificazioni e l’uso di software illegali per mobilitare gli elettori», ha fatto sapere di ritenere il Qatar la principale fonte dei finanziamenti che sarebbero stati inviati a gruppi impegnati a mobilitare i cittadini arabi. E, allo stesso tempo, non ha escluso il coinvolgimento della Turchia.

Elezioni in Israele, scatta un’indagine su presunte interferenze del Qatar
Benjamin Netanyahu al seggio elettorale (Ansa).

Secondo il Times of Israel, il Qatar avrebbe trasferito fondi per incentivare la partecipazione alle elezioni del 27 ottobre nella comunità araba attraverso canali «molto simili a quelli impiegati in passato per finanziare attività terroristiche», come cambiavalute e istituzioni locali. Intanto, dopo i tre arresti avvenuti il 27 ottobre, sono stati fermati altri sospettati nell’ambito dell’inchiesta sul presunto pagamento di denaro in cambio di voti a favore del partito Ra’am. Le informazioni raccolte non si limitano ai materiali presentati dal Likud, ma comprendono anche ulteriori elementi individuati dallo Shin Bet.

Musk vuole comprare una città in Mississippi per i suoi data center IA

Elon Musk vuole acquistare un’intera città per i suoi data center. L’obiettivo è Southaven, in Mississippi, dove sorge una centrale elettrica fondamentale per sviluppare i suoi ambiziosi piani per l’intelligenza artificiale. La proposta che il patron di Tesla ha fatto agli abitanti di questo piccolo centro, già ribattezzato Elonville dai media americani, è quella di vendergli le loro case e trasferirsi altrove. Il piano prevede l’acquisto di 418 abitazioni e 18 proprietari avrebbero già accettato di vendere. Secondo quanto riferito dal sindaco della città, le case serviranno ad accogliere il personale di xAI, la società di intelligenza artificiale di Musk confluita in SpaceX a febbraio che sta vivendo una fase di espansione rapidissima nell’area. Negli ultimi due anni, infatti, l’azienda ha realizzato tre data center tra Southaven e la vicina Memphis, in Tennessee. Non si può dire che i residenti siano entusiasti. Per quanto alcuni abitanti di Southaven siano propensi ad accettare l’offerta dell’uomo più ricco del mondo e lasciare la città, altri intendono dare battaglia. A giugno tre residenti della zona, esasperati dal frastuono causato dai lavori di espansione dell’impianto di xAI, hanno intentato una causa, lamentando rumori costanti, vibrazioni e altri disagi.

Scontro tra treni in Spagna, disperse tre italiane

Le autorità spagnole hanno indicato alla Farnesina una terza cittadina italiana dispersa dopo lo scontro tra due treni avvenuto nei pressi di Toledo. Lo comunica il ministero degli Esteri in una nota. La situazione dei connazionali coinvolti è quindi la seguente: cinque passeggeri italiani sono stati recuperati in condizioni stabili dai due treni coinvolti. Un sesto, fratello di una delle disperse, è ricoverato in ospedale a Toledo. Di altre tre, invece, al momento non si ha notizia. Su richiesta del ministro Antonio Tajani una squadra del Consolato Generale continuerà a far visita agli ospedali della zona e ai centri di raccolta dei superstiti per acquisire ulteriori informazioni e prestare assistenza.

L’incidente: cosa è successo

Il treno alta velocità di Renfe, che stava viaggiando a circa 200 chilometri orari, ha tamponato il convoglio Iryo (compagnia partecipata da FS Internacional), che – su indicazione del gestore dell’infrastruttura Adif – si era fermato pochi minuti prima a causa di un guasto del sistema di controllo della stazione di Urda. L’impatto ha provocato il deragliamento di due vagoni del treno Iryo, che sono precipitati lungo un terrapieno. Con il sistema principale fuori servizio, il centro di controllo di Adif nella stazione madrilena di Atocha aveva assunto la gestione del traffico ferroviario. In questa fase sarebbe maturato l’errore umano decisivo: al treno Renfe sarebbe stata infatti autorizzata la ripartenza, nonostante l’Iryo fosse ancora fermo.

L’ultima di Trump: «Lo Stretto di Hormuz prima o poi sarà lo Stretto di Trump»

Donald Trump ha evocato la possibilità di rinominare lo Stretto di Hormuz a suo nome, ribadendo al contempo che l’Iran non avrà mai l’arma nucleare. «Abbiamo dato un nome al Golfo d’America. Abbiamo dato un nome a un lago incantevole, il lago Ontario, che ora si chiama lago America. E c’è lo Stretto di Hormuz… prima o poi lo chiameremo Stretto di Trump», ha dichiarato durante un comizio in Ohio, assicurando che il petrolio è tornato a scorrere «come non mai» attraverso lo stretto. Ha poi promesso di «mettere fine molto rapidamente» alla guerra all’Iran. «Adesso devo solo portare a termine, cosa che farò molto rapidamente, la guerra con l’Iran. Sono stati duramente sconfitti».

Acea, Riviera: «Tecnologie elemento per accelerare la trasformazione delle città»

«Roma ha davanti a sé una straordinaria opportunità, trasformare il proprio patrimonio immobiliare in una leva strategica di sviluppo sostenibile. I fondi del Giubileo 2025, integrati con le risorse del Pnrr, hanno costituito un pilastro strategico per la riqualificazione urbana. In questo percorso, l’innovazione tecnologica è il fattore che può accelerare la trasformazione». Così il presidente di Acea Alessandro Rivera, intervenendo al Green building forum Italia. «Sensori, piattaforme digitali e intelligenza artificiale consentono di monitorare i consumi, individuare sprechi, ottimizzare gli impianti e programmare la manutenzione», ha spiegato. «La stessa visione deve guidare la gestione dell’acqua. I contatori idrici intelligenti di seconda generazione, attraverso la telelettura e il monitoraggio dei consumi, consentono di individuare più tempestivamente anomalie e possibili perdite, migliorando l’efficienza del servizio».

Premio Minerva 2026, riconosciuto l’impegno di Enel sulla parità di genere

Enel ha ricevuto il premio come azienda d’eccellenza nell’ambito del Premio Minerva 2026, promosso da Unindustria e Federmanager Roma. Il riconoscimento valorizza le imprese che si distinguono per buone pratiche e impegno concreto nella promozione della parità di genere, dell’occupazione femminile, dell’empowerment e della sostenibilità sociale. Un risultato che premia l’impegno di Enel nell’accompagnare la crescita professionale delle persone, sostenere la genitorialità condivisa e rafforzare la presenza femminile nei percorsi di leadership.

Dalla formazione al sostegno alla genitorialità

L’impegno del Gruppo si traduce in un insieme di iniziative che accompagnano le persone lungo tutto il percorso professionale. Per rafforzare la leadership femminile e la presenza delle donne nei piani di successione, Enel ha sviluppato programmi come WomEnel, Women empowerment academy e You First, a cui si affiancano il mentoring intergenerazionale e i percorsi di crescita dedicati alle donne Stem. Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni, per superare gli stereotipi di genere e avvicinare più ragazze alle discipline tecnico-scientifiche. Con Back to School, nell’anno scolastico 2025/2026 Enel ha coinvolto 5.800 studenti e 2.567 studentesse in attività di orientamento e mentoring, con colleghe Stem nel ruolo di role model. L’iniziativa è affiancata da Stem2Enel, che offre borse di studio, coaching e orientamento. Un altro pilastro è la genitorialità condivisa, considerata una leva fondamentale per la parità di genere. Enel ha introdotto misure che vanno oltre la normativa nazionale, tra cui 20 giorni aggiuntivi di congedo per i padri ai 10 previsti dalla legge, la maternità retribuita al 100 per cento, un trattamento economico migliorativo dei congedi parentali e permessi dedicati ai momenti più significativi della vita dei figli. Completano il sistema i servizi di supporto a genitori e caregiver tra cui il Parental program, la piattaforma dedicata Me parents, il Parental focal point, il counseling gratuito, gli asili nido aziendali, lo smart working e i percorsi di accompagnamento prima e dopo il congedo. 

Più donne nei ruoli di responsabilità

I risultati del percorso sono visibili anche nella crescita della rappresentanza femminile nei ruoli di responsabilità del Gruppo. La presenza di donne manager e middle manager, a livello globale, è passata dal 32,5 per cento nel 2023 al 33,9 per cento nel 2025, con un obiettivo nel Piano di sostenibilità 2026-2028 di superare il 34 per cento entro il 2027. La crescita della leadership femminile trova conferma anche nei piani di successione, dove le donne rappresentano quasi la metà dei candidati individuati per i ruoli manageriali ed executive (rispettivamente 49,1 e 50,2 per cento), con risultati superiori ai target definiti dall’azienda.

Via libera del Consiglio dei ministri alla Manovra

Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio per il 2027. La Manovra, ha spiegato Giorgia Meloni nella conferenza stampa successiva al Cdm, «vale complessivamente circa 26 miliardi di euro». Rinviato invece per la necessità di modifiche tecniche l’esame del decreto legge per ridurre il costo dell’energia elettrica e del gas per famiglie e imprese, che era all’ordine del giorno.

Meloni: «Abbiamo lavorato con grande compattezza»

«Abbiamo lavorato con grande serenità, con buon senso, con compattezza, guardando solo a quello che era meglio per i cittadini», ha dichiarato Meloni dicendosi soddisfatta per la coesione del centrodestra, aggiungendo che «sono stati confermati tutti gli interventi inseriti nella scorsa Manovra». La premier ha spiegato che 5 miliardi di euro arriveranno da banche e compagnie assicurative, 700 milioni da società energetiche e un miliardo da tagli alle spese dei ministeri.

Via libera del Consiglio dei ministri alla Manovra
Giorgia Meloni e il sottosegretario Alfredo Mantovano durante il Cdm (Imagoeconomica).

Taglio dell’Irpef per i redditi fino a 55 mila euro

«La Manovra rende inoltre strutturale il bollo auto, secondo come lo avevamo licenziato in uno degli ultimi consigli di ministri», ha aggiunto Meloni: «Quindi niente bollo auto sulle auto di piccola e media potenza, fino a 80 kilowatt, e sulle moto. Parliamo di circa il 70 per cento dei veicoli in circolazione». Per quanto riguarda l’Irpef, alla fine è arrivata l’estensione del taglio dell’aliquota al 33 per cento per i redditi fino a 55 mila euro, ha annunciato la premier. Inserita inoltre una misura per cui «sugli affitti a canone concordato la cedolare scende al 5 per cento ma per chi affitta a canone concordato a giovani fino a 35 anni è all’1 per cento». La legge di bilancio prevede poi un fondo nuovi nati, che prevede a partire dal 2027 il versamento da parte dello Stato di 100 euro all’anno per ogni neonato, fino al raggiungimento della maggiore età. anno. La misura parte da una proposta del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Strage del bus di Mestre, patteggiamento per sette tra dirigenti e funzionari comunali

La gup di Venezia Benedetta Vitolo ha ratificato i patteggiamenti concordati con i pm veneziani Laura Cameli e Giorgio Gava dalle difese dei sette dirigenti e funzionari comunali indagati per la strage del bus di Mestre, che precipitò dal cavalcavia superiore il 3 ottobre 2023. Patteggiate pene inferiori a due anni per omicidio stradale plurimo: alcune sono sospese e altre convertite con lavori di pubblica utilità. Nello schianto morirono 22 persone e altre 14 rimasero ferite. Stando a quanto ricostruito nell’inchiesta l’autobus della società La Linea andò a sbattere contro la barriera di sicurezza per circa 50 metri fino a quando, «trovando un varco di circa 2,40 metri», precipitò dal cavalcavia. Gli indagati sono stati accusati dalla Procura veneziana, appunto, per il varco. I familiari delle vittime sono stati risarciti con oltre 20 milioni di euro da Allianz, la compagnia assicurativa de La Linea.

Francesco Viganò nuovo presidente della Corte costituzionale

La Corte costituzionale ha eletto all’unanimità come nuovo presidente Francesco Viganò. Assumerà l’incarico il 14 novembre, al termine del mandato di Giovanni Amoroso. Viganò ricoprirà il ruolo di presidente della Consulta fino all’8 marzo 2027, giorno in cui scadrà il suo mandato di giudice costituzionale, iniziato nel marzo 2018 con la nomina da parte del presidente della Repubblica.

Francesco Viganò nuovo presidente della Corte costituzionale
Francesco Viganò (Imagoeconomica).

Chi è Francesco Viganò

Viganò era vicepresidente della Corte costituzionale da gennaio del 2025. Nato a Milano nel 1966, ha iniziato la carriera accademica presso l’Università degli Studi di Brescia, dove è stato ricercatore dal 1995 al 2001 e poi professore associato dal 2001 al 2004, insegnando diritto penale italiano e comparato. Dal 2004 è stato professore straordinario e poi ordinario di diritto penale all’Università degli Studi di Milano, dove si era laureato in giurisprudenza nel 1989. Nel 2016 era stato chiamato dall’Università Bocconi, dove ha insegnato diritto penale italiano e transnazionale fino alla nomina a giudice costituzionale.

Israele, scrutinio delle urne terminato: al blocco di Netanyahu 53 seggi

Terminato in Israele lo scrutinio del voto ai seggi, che rappresenta l’86 per cento del totale. A questo punto dello spoglio, 53 seggi alla Knesset vanno al blocco di Benjamin Netanyahu e 48 alla coalizione guidata da Gadi Eisenkot, che si rafforza nell’ultima parte dello spoglio. Confermato il boom dei partiti arabi, che al momento si aggiudicano 19 seggi in parlamento. Ora mancano da scrutinare circa 650 mila ‘buste doppie’ (ossia di chi vota lontano dal proprio luogo di residenza, come soldati, diplomatici, persone ospedalizzate). I risultati finali saranno però ufficializzati solo il 4 novembre: se nessuno formerà una maggioranza (di 61 seggi), potrebbero tenersi nuove elezioni a inizio 2027.

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Netanyahu si conferma forte nelle aree colpite da Hamas e al confine col Libano

Secondo i dati della Commissione elettorale centrale, emerge l’ampio sostegno al primo ministro Netanyahu e al suo partito, il Likud, nelle aree colpite dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e in quelle al confine con il Libano, a lungo nel mirino di Hezbollah. Il Likud, ad esempio, si è mantenuto il primo partito nella città meridionali di Sderot e Ofakim, dove Hamas fece rispettivamente 53 e 25 vittime. Nella parte settentrionale di Israele, Netanyahu ha ottenuto le percentuali di voto più elevate nelle località Kiryat Shmona, Shlomi, Avivim e Dovev, tutte a breve distanza dal Libano.

Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole

C’è la riforma della Rai, pronta per il Senato il 26 novembre. E nella maggioranza c’è chi scommette che «la velocità del provvedimento sarà assicurata, nonostante la legge di Bilancio e altre noie da approvare». Fatto sta che, mentre per il ruolo di amministratore delegato tutti, a cominciare ovviamente dai meloniani, fanno il nome dell’attuale direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, per la carica di presidente si scatenano le scommesse. Anche perché per quell’incarico deve esserci, in base alla teoria delle quote rosa, una donna. Dopo l’assemblea della Lega che ha visto la riconferma di Matteo Salvini c’è stata un’uscita di peso, che a Roma ha fatto clamore nonostante fosse attesa da mesi: Simonetta Matone ha lasciato i leghisti per aderire a Forza Italia. Il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani è da sempre un amico di famiglia, stima tantissimo Matone, e il partito berlusconiano potrebbe indicare senza alcun problema il nome dell’ex magistrata (una sempre in prima fila quando si parla di poltrone: era circolata la sua candidatura anche per l’Anticorruzione) alla presidenza della Rai. Nei palazzi del servizio pubblico radiotelevisivo poi Matone conosce tutti: il suo consorte Emilio Albertario è stato una delle colonne giornalistiche prima della radio e poi del Tg2…

Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole

Vespa, un vaccino è per sempre

Era il 2014: Bruno Vespa, in diretta a Porta a porta, su RaiUno, si fece iniettare il vaccino antinfluenzale Flaud di Novartis per rassicurare il popolo. Negli anni, il colosso farmaceutico non ha fatto mancare la sua presenza ai “Forum in Masseria” allestiti da Vespa, nella parte del padrone di casa interrogante. E adesso accade qualcosa di simile pure nella giornata di mercoledì 28 ottobre, data che nella Capitale viene ancora abbinata da molti alla storica “marcia su Roma” di mussoliniana memoria: appuntamento a La Lanterna di via Tomacelli, dove Vespa è protagonista del “Forum salute e innovazione: rafforzare la competitività in Italia e in Europa”, evento promosso – indovinate un po’ – dall’azienda farmaceutica Novartis, con la conduzione e il supporto organizzativo del format “Forum in Masseria”. Attese figure istituzionali di primo piano della politica italiana, tra cui i ministri Orazio Schillaci (Salute), Antonio Tajani (Esteri) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy). Oltre naturalmente ai vertici globali e nazionali di Novartis: il presidente del consiglio di amministrazione Giovanni Caforio e il presidente di Novartis Pharma International Patrick Horber. Tra gli invitati anche il numero uno di Farmindustria Marcello Cattani.

Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Bruno Vespa si fa vaccinare a Porta a porta nel 2014.

Meloni fa l’artigiana

Cotta e mangiata: annunciata nella mattina da Giorgia Meloni all’assemblea di Confartigianato, la riforma dell’artigianato verrà approvata nel pomeriggio a Palazzo Chigi, nel Consiglio dei ministri. Davanti alla platea plaudente, in via della Conciliazione, con Meloni vestita di bianco come il pontefice, ecco la promessa: «Aziende nate artigiane, e così per sette anni, mantengono la qualifica anche con più lavoratori. Finché ci sono botteghe artigiane, l’Italia avrà futuro. Crescere non è snaturarsi». Non solo: «Daremo risposte sui salari dei giovani». Sì, le elezioni politiche si stanno avvicinando…

Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Giorgia Meloni (foto Imagoeconomica).

Liverani, il pianto degli assicuratori a Palazzo Taverna

C’è un convegno intitolato “Previdenza universale: un salvadanaio per le nuove generazioni” a Roma, nei saloni meravigliosi di Palazzo Taverna, per l’Ania, l’associazione delle assicurazioni. E Giovanni Liverani, presidente di Ania, non si è tirato indietro, “piangendo” a nome di tutto il sodalizio davanti ai politici che chiedono contributi spacciati come extraprofitti: «Noi siamo pronti a fare la nostra parte, per dare ai giovani e alle famiglie italiane non già interventi che rischiano di sembrare pannicelli caldi che si ripetono ogni anno ma non risolvono i problemi, ma progetti di sistema, contributi a politiche industriali e sociali che generano certezze e fiducia nel futuro». Non solo: «L’anno scorso abbiamo risarcito 18 milioni di cittadini e imprese per un totale di 42 miliardi, ed erogato prestazioni previdenziali e assicurative per oltre 93 miliardi». E nel conto sono finiti anche i vandalismi di Milano ai danni delle attività commerciali.

Matone per la presidenza Rai, Vespa con Novartis e le altre pillole
Giovanni Liverani con Ignazio La Russa (foto Imagoeconomica).

Il caso della foto di Landini con Lula con Camusso cancellata

È diventata un caso la foto comparsa sul sito della Cgil dopo la vittoria di Lula alle elezioni in Brasile. A corredo del messaggio di congratulazioni del sindacato c’è infatti uno scatto risalente al 13 febbraio 2020, quando Lula arrivò in Italia in visita dal Papa e alla Cgil dopo 580 giorni di detenzione. L’immagine mostra Maurizio Landini che stringe la mano al riconfermato presidente del Brasile. Fin qui niente di strano, se non fosse che nella foto originale c’era anche Susanna Camusso, che lo aveva preceduto alla guida della Cgil e che ora è stata cancellata. Il caso di censura è stato rivelato da Il Foglio, confermando gli attriti tra i due. «Non è stato certo un incidente. Quando si cancella una persona da una foto lo si fa in maniera deliberata e ben ponderata. Per questo ritengo sia meglio seppellire sotto un “no comment” questa pessima vicenda», ha commentato Camusso al Corriere della sera.

Il caso della foto di Landini con Lula con Camusso cancellata
Il confronto tra la foto originale e quella modificata (X).

Scontri a Milano, il gip rimette in libertà Youssef Siher

È ritornato libero Youssef Siher, il ricercatore italiano di origini marocchine fermato in qualità di amministratore del canale Telegram Movimento 17 ottobre aperto dopo gli scontri e le devastazioni di Milano. L’ha deciso, secondo fonti legali, la gip Tiziana Landoni rigettando la richiesta di convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere proposta dalla pm Francesca Crupi, titolare dell’inchiesta con il procuratore Marcello Viola. Nel colloquio con la giudice, Siher si era avvalso della facoltà di non rispondere.

Meloni: «Decisione vergognosa»

La premier Giorgia Meloni ha così commentato la notizia: «Lo dirò senza mezzi termini, considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram Movimento 17 ottobre, cioè la pagina che incitava all’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano. Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali. E davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura».

Spionaggio e repressione su dissidenti cinesi: 10 indagati a Milano

La Procura di Milano ha chiuso le indagini in vista della richiesta di processo a carico di 10 indagati, tra cui quattro cittadini cinesi «in continuo contatto» con le autorità di Pechino, accusati di associazione per delinquere finalizzata ad «azioni repressive e coercitive nei confronti» di connazionali «dissidenti» nel capoluogo lombardo. Tra le vittime principali di stalking, monitoraggio, pressioni e minacce figura Li Ying, artista e attivista cinese residente in Italia, noto soprattutto per il suo account X ‘Teacher Li Is Not Your Teacher’.

Chi è ‘Teacher Li’

Li è diventato un punto di riferimento globale durante la pandemia, quando ha documentato – aggirando la censura di Pechino – le proteste contro le misure della politica ‘zero Covid’ che hanno scosso l’intera Repubblica Popolare, diffondendo sul web migliaia di video. A seguito della sua crescente popolarità, Li ha subito intimidazioni, sorveglianza e minacce da parte delle autorità cinesi. A marzo del 2026 l’Italia aveva espulso otto cittadini cinesi coinvolti in un’attività di monitoraggio di polizia nei suoi confronti. La storia di Li e il suo impatto sono al centro del documentario interattivo in realtà mista All I Know About Teacher Li, che è stato presentato alla Biennale di Venezia nel 2024.

Adinolfi torna ai domiciliari: accolta l’istanza di scarcerazione

Mario Adinolfi torna agli arresti domiciliari: il gip di Roma ha infatti accolto la nuova istanza di scarcerazione presentata dalla difesa del fondatore del Popolo della Famiglia, arrestato a luglio in quanto accusato di aver truffato decine di risparmiatori attraverso un falso sistema di investimenti online.

Era stato trasferito in carcere il 21 settembre

Adinolfi, che già si trovava agli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico) con l’accusa di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario ed omessa dichiarazione dei redditi, era stato trasferito in carcere a Regina Coeli il 21 settembre. La gip aveva deciso di aggravare la misura cautelare perché il leader del Popolo della Famiglia dalla sua abitazione aveva pubblicato numerosi articoli e post su Internet, quando invece era stato obbligato, al momento della concessione dei domiciliari, a «non utilizzare in alcun modo, salvo che per contatti con il difensore, i dispositivi telefonici, informatici e telematici».

La ‘scommessa collettiva’: perché è stato arrestato

Adinolfi è stati arrestato l’8 luglio nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma sulla cosiddetta ‘scommessa collettiva‘, un circuito di raccolta fondi da privati – decine le persone coinvolte – ai quali venivano prospettati rendimenti (fino al 40 per cento annuo) legati al betting sportivo. Ipotizzato un danno vicino ai cinque milioni di euro. A Adinolfi viene inoltre contestata anche una presunta evasione fiscale da 400 mila euro. Nelle 20 pagine di ordinanza di custodia cautelare, la gip aveva evidenziato il «concreto rischio di recidiva rispetto a nuove condotte di truffa, raccolta abusiva di capitali, delitti tributari, verosimilmente già in atto». Il 31 luglio il Tribunale del Riesame aveva rigettato l’istanza della difesa che aveva chiesto l’annullamento della misura cautelare o quantomeno affievolirla con misure meno afflittive, come l’obbligo di dimora nel Comune di residenza o l’obbligo di firma. Poi il trasferimento il carcere e infine il ritorno ai domiciliari.

Opas Mps, la Bce dà il via libera a Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha ricevuto dalla Bce, nell’ambito all’opas promossa su Mps, l’autorizzazione preventiva all’acquisizione della partecipazione diretta di controllo nella banca e all’acquisizione delle partecipazioni indirette di controllo in Wise dialog bank, Mediobanca – Banca di credito finanziario, Mediobanca premier e Compass banca – nonché all’acquisizione di una partecipazione indiretta qualificata in Banca progetto. La Bce, si legge in una nota, ha contestualmente rilasciato l’autorizzazione ad acquisire una partecipazione in Mps e nelle sue partecipate il cui valore supera complessivamente il 10 per cento dei fondi propri consolidati del Gruppo bancario Intesa Sanpaolo.

Nuovo taglio delle accise sul gasolio: durerà fino al 7 novembre

Un decreto interministeriale Mef-Mase, pubblicato in Gazzetta ufficiale, ha reintrodotto per il periodo dal 28 ottobre al 7 novembre un nuovo taglio delle accise sul gasolio: sconto di 4 centesimi al litro, che diventano circa 4,9, iva compresa. L’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio, usato come carburante «è rideterminata nella misura di 632,90 euro per mille litri». La misura verrà finanziata con 38,7 milioni derivanti dall’extragettito Iva di settembre.

Spagna, scontro tra due treni sulla linea ad alta velocità: decine di morti e feriti

Incidente ferroviario in Spagna, dove due treni ad alta velocità si sono scontrati nei pressi di Toledo. Secondo quanto riferito dal quotidiano spagnolo El País, secondo le prime stime del governo ci sarebbero almeno 10 morti, ma la cifra è destinata a salire. Due carrozze sarebbero uscite dai binari e precipitate lungo una scarpata. L’incidente è avvenuto poco dopo le 9 di mercoledì 28 ottobre 2026, tra le località di Los Yébenes e Urda. Nello scontro sono rimasti coinvolti un treno AVE, partito da Madrid e diretto a Siviglia, e un convoglio della compagnia Iryo che viaggiava nella direzione opposta. La circolazione è stata sospesa sulla linea ad alta velocità che collega Madrid all’Andalusia.

Indagini in corso sulla dinamica

La dinamica dei fatti non è ancora chiara. Secondo le prime analisi, il treno ad alta velocità di Iryo era fermo a un segnale nei pressi di Toledo, su indicazione del gestore dell’infrastruttura ferroviaria Adif. Per questo motivo, Adif stava impartendo ai treni in circolazione sulla linea l’obbligo di procedere con la cosiddetta «marcia a vista», a una velocità di 40 chilometri orari. In quel momento, un treno ad alta velocità di Renfe avrebbe urtato a velocità elevata il convoglio fermo, provocando il deragliamento di alcune carrozze di entrambi i treni. «Sono costernato per il grave incidente ferroviario a Toledo. Il mio affetto, solidarietà e sostegno a tutte le vittime e alle loro famiglie» ha scritto su X il premier Pedro Sanchez.

Padoan lascerà la presidenza di UniCredit al termine del mandato

UniCredit ha annunciato che Pier Carlo Padoan lascerà l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione al termine del suo mandato. La notizia arriva con circa sei mesi di anticipo sul rinnovo del consiglio e apre il percorso per individuare il successore.

Padoan lascerà la presidenza di UniCredit al termine del mandato
Pier Carlo Padoan (Ansa).

Padoan lascia per motivi personali

Padoan, ministro dell’Economia dal 22 febbraio 2014 al primo giugno 2018 nei governi Renzi e Gentiloni, lascia per motivi personali: la transizione è stata concordata tra le parti e Padoan collaborerà strettamente con Jeffrey Edberg, in qualità di responsabile del Comitato Nomine della banca, per individuare un successore adeguato, assicurando un passaggio di consegne ordinato e senza discontinuità. «Desidero ringraziare personalmente Pier Carlo per la sua leadership e il suo supporto sin dall’inizio del mio mandato. È stato per me una fonte costante di saggi consigli e di grande esperienza, e ho molto apprezzato la nostra collaborazione», ha dichiarato il ceo Andrea Orcel.