Il gossip Berrettini-Musetti, gli amori di Sinner e tutti i bollori intorno al tennis

Dopo aver passato tutta l’estate a inseguire le indiscrezioni sullo stato di salute del ginocchio di Jannik Sinner, i tifosi di tennis stanno sollevando il sopracciglio per i gossip – indiscrezioni, voci, allusioni, ma nulla di confermato – che vedrebbero coinvolti Matteo Berrettini, la sua ex fidanzata Vanessa Bellini e Lorenzo Musetti, teoricamente accoppiato con Veronica Confalonieri, da cui ha già avuto due figli.

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A prescindere da quello che ci possa essere di vero o di falso nella storia di sussurrati tradimenti e rotture di amicizie, va tuttavia detto che nel circus del tennis questo genere di situazioni accade da sempre. E d’altronde è abbastanza comprensibile, visto che parliamo di un caravanserraglio di 300-400 persone che stanno sempre insieme e girano il mondo per tutto l’anno…

Senza andare troppo indietro, come non ricordare la campionessa Chris Evert, fidanzata col tennista Jimmy Connors e poi moglie dell’altro mago della racchetta John Lloyd. Oppure la clamorosa frequentazione di Guillermo Vilas con la principessa Carolina di Monaco, all’epoca fresca di divorzio da Philippe Junot. O, ancora, la cantante Loredana Bertè che soffia Adriano Panatta all’attrice Mita Medici, ma poi sposa Bjorn Borg.

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In tempi più recenti ecco Flavia Pennetta fidanzata del campione spagnolo Carlos Moya (metà Anni 2000), salvo poi scoprire i suoi tradimenti sfogliando una rivista di gossip e rompere la relazione, per legarsi successivamente al tennista italiano Potito Starace e, infine, fare famiglia con Fabio Fognini.

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Gli Anni 2000 sono anche quelli di Grigor Dimitrov con Maria Sharapova o di Ana Ivanovic in coppia fissa con Fernando Verdasco.

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Uno dei momenti più imbarazzanti nelle storie rosa sul circuito tennistico avvenne alla fine di un incontro tra lo svizzero Stan Wawrinka e l’esuberante australiano Nick Kyrgios. Wawrinka, in quei giorni, aveva ufficializzato sia la separazione dalla moglie sia l’inizio della sua relazione con la avvenente tennista croata Donna Vekic. Ebbene, Kyrgios, stringendo la mano a Stan al termine del match, pensò fosse una buona idea informare il tennista elvetico che «Donna Vekic è andata a letto con Thanasi Kokkinakis (altro tennista australiano, ndr), mi spiace ma dovevo dirtelo».

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E in effetti Kyrgios è sempre stato piuttosto informato su quanto accadesse tra tennisti sotto le lenzuola, essendo uno tra i più intraprendenti: famose le sue storie (quelle, almeno, conosciute) con Kristyna Pliskova e con Anna Kalinskaya (che poi si fidanzerà per qualche tempo proprio con Sinner).

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Kristyna Pliskova (foto Ansa).
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Anna Kalinskaya (foto Ansa).

Cuori infranti e popolo francese in lacrime per l’ultima vicenda rosa sul circuito, ossia il divorzio, dopo otto anni di relazione (poi matrimonio a luglio 2021 e la nascita di una figlia nell’ottobre 2022) tra il tennista francese Gael Monfils e la tennista ucraina Elina Svitolina. Una dolorosa rottura avvenuta a fine ottobre 2026, proprio quando Monfils, pronto al ritiro, avrebbe dovuto giocare i suoi ultimi incontri di addio da enfant du pays a Lione e a Parigi Bercy. E invece nulla, fiaccato dalla delusione.

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Gael Monfils con Elina Svitolina (foto Ansa).

Con chi fossero fidanzati Andreas Seppi, Filippo Volandri o Davide Sanguinetti, obiettivamente, non interessava nulla a nessuno. Ma appena il tennis italiano è tornato al centro delle cronache sportive, ecco che anche la parte più romantica è finita di nuovo sotto i riflettori.

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L’ambitissimo Matteo Berrettini ha avuto relazioni, per ricordarne solo alcune, con la tennista Ajla Tomljanovic, con la showgirl Melissa Satta, con la ex ballerina di Amici Vanessa Bellini (fino al mese di giugno del 2026) e attualmente pare essere impegnato con la dj e producer musicale Peggy Gou.

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Lorenzo Musetti, classe 2002, ha conosciuto Veronica Confalonieri nel 2020, a 18 anni. Nel 2024 e nel 2025 dalla relazione sono nati due figli. E questa estate, in base ai pettegolezzi, ci sarebbe stata qualche incrinatura nel rapporto. Piuttosto tranquillo pare Flavio Cobolli, pure lui classe 2002, che dal 2020 frequenta Matilde Galli.

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Flavio Cobolli e Matilde Galli.

Il più irrequieto di tutti, come già scritto in passato da Lettera43, è proprio Jannik “Il Peccatore” Sinner. Il classe 2001, pur gelosissimo della sua privacy, dal 2020 al 2025 è già svolazzato qua e là di fiore in fiore, con relazioni mai troppo lunghe. Quelle note sono almeno cinque. La prima è nata nel 2020, quando Sinner aveva 19 anni, con Maria Braccini, modella e influencer di Montevarchi. Tutto però è finito nel 2021. Nei mesi successivi Sinner è stato paparazzato con Laura Margesin, modella altoatesina. Il 2024 è stato l’anno della tennista russa Anna Kalinskaja (ex di Nick Kyrgios), a cui è seguita la modella russa Lara Leito e poi quella danese Laila Hasanovic. Ma, sempre secondo il gossip, anche quest’ultima relazione si sarebbe interrotta nell’estate 2026, per fare spazio a un corteggiamento alla modella Greta Galassi. E intanto il ginocchio non guarisce…

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L’annuncio di Sinner: quando tornerà in campo

Jannik Sinner, ai box per un problema al ginocchio destro che l’ha costretto a saltare praticamente tutta la seconda metà di stagione, tornerà in campo al Six Kings Slam, il ricchissimo torneo-esibizione a Riad posticipato a fine dicembre (27-30) per la crisi in Medio Oriente. Il tennista azzurro ha infatti repostato sui suoi canali social la locandina del torneo arabo, in cui è stata annunciata anche la sua presenza.

Sinner non scende in campo dal 12 luglio

L’ultima partita disputata da Sinner, ovvero la finale di Wimbledon vinta sul tedesco Alexander Zverev (che gli soffierà la prima posizione del ranking), risale al 12 luglio. Il Six Kings Slam si sarebbe dovuto tenere a fine ottobre e il fenomeno altoatesino aveva dato forfait per colpa dell’infortunio al ginocchio: gli organizzatori lo avevano sostituito con lo statunitense Learner Tien. Ma, visto che il torneo è stato posticipato, potrà invece prendervi parte assieme a Carlos Alcaraz, Novak Djokovic, Zverev, Alex De Minaur e Taylor Fritz.

Mondiale 2030, Netflix acquisisce i diritti per trasmettere le partite in Spagna e Andorra

Netflix ha acquistato i diritti esclusivi per trasmettere in Spagna e Andorra tutte le 104 partite dei Mondiali del 2030. La competizione si giocherà tra Spagna, Portogallo e Marocco, con alcuni match celebrativi anche in Sud America (Argentina, Uruguay e Paraguay) per il centenario del torneo. La prima Coppa del mondo venne infatti disputata in Uruguay nel 1930. La piattaforma streaming non è nuova al mondo del calcio. Ha già acquisito i diritti dei Mondiali femminili del 2027 e del 2031 negli Stati Uniti e in Canada, ma l’accordo per il 2030 rappresenta un ulteriore passo nella sua strategia sportiva, con l’ingresso in una delle competizioni più seguite al mondo.

Tra calcio e Nba c’è aria di vera Superlega: benvenuti nel turbocapitalismo sportivo

Una fase di stallo. Il primo passaggio del negoziato tra la National basketball association (Nba) e l’Eurolega si è concluso con un mancato accordo. Ma le parti riprenderanno il dialogo: devono farlo per forza, se vogliono evitare un conflitto che avrebbe conseguenze dannose per entrambe le parti. Soprattutto per l’Eurolega, che nei fatti è un esperimento europeo di Nba e che rischierebbe di pagare il confronto in casa propria con l’originale. Ma ciò che più inquieta la lega d’élite del basket continentale è la prospettata saldatura d’intenti e interessi tra la Nba (e la Fiba, la federazione internazionale del basket) e i colossi del calcio europeo: un’alleanza che aprirebbe una fase inedita del turbocapitalismo sportivo, nel segno di un superleghismo al cui confronto lo sgangherato tentativo di Superlega calcistica europea di aprile 2021 è roba da tornei aziendali.

A Cernobbio rigettata la proposta avanzata dalla Nba

Il primo tentativo di giungere a un’intesa è dunque andato a vuoto. È stato il 5 ottobre, quando i rappresentanti di Eurolega si sono ritrovati a Cernobbio, sul lago di Como. Un luogo quanto mai appropriato, vista la lunga consuetudine di ospitare l’annuale Forum Ambrosetti e di misurarsi con gli scenari della finanza globale. Ma il contesto non è bastato a favorire la coincidenza d’interessi. Sicché i 13 soci permanenti dell’Eurolega (Anadolu Efes Istanbul, Baskonia Vitoria-Gasteiz, Cska Mosca che però è attualmente sospeso per la guerra in Ucraina, Olimpia Milano, Barcellona, Bayern Monaco, Fenerbahçe Istanbul, Asvel Villeurbanne, Maccabi Tel Aviv, Olympiacos Pireo, Real Madrid, Panathinaikos Atene e Žalgiris Kaunas) hanno rigettato la proposta avanzata dalla Nba. Nella quale, fra le altre cose, è stata espressa la richiesta di fermare l’espansione dell’Eurolega ad altri membri permanenti.

Tra calcio e Nba c’è aria di vera Superlega: benvenuti nel turbocapitalismo sportivo
Una partita di Eurolega tra Real Madrid e EA7 Emporio Armani (foto Ansa).

È questo uno degli aspetti che maggiormente hanno provocato malumori tra i partecipanti al meeting di Cernobbio, poiché proprio il progetto di allargare i ranghi dei soci permanenti (fino a 24) è quello sul quale si è maggiormente speso di recente Chus Bueno, che da gennaio 2026 è l’amministratore delegato di Eurolega.

Retrogusto colonialista e quella sorta di superiority complex

In linea generale, l’offerta della Nba è stata giudicata colonialista, cioè segnata da una sorta di superiority complex alimentato dalla lega del big business rispetto alla sua versione europea (ed europeizzata). E tuttavia, al di là delle posizioni unitarie di facciata, emerge che non tutti i 13 soci di Eurolega sono stati d’accordo nel respingere la proposta proveniente dagli Usa. Anzi, c’è stato parecchio malumore cui ha dato voce il proprietario del Panathinaikos Atene, Dimitris Giannakopoulos, che ha accusato la maggioranza sfavorevole di non avere interesse verso lo sviluppo del basket.

Tra calcio e Nba c’è aria di vera Superlega: benvenuti nel turbocapitalismo sportivo
Il proprietario del Panathinaikos Dimitris Giannakopoulos (foto Ansa).

Inoltre, club come il Real Madrid dell’eterno Florentino Pérez potrebbero dare una sgradita sorpresa mollando l’organizzazione europea per trasferirsi in Nba Europe.

Tra calcio e Nba c’è aria di vera Superlega: benvenuti nel turbocapitalismo sportivo
Florentino Perez, presidente del Real Madrid (Ansa).

Patto sempre più solido coi grandi del calcio europeo

Dal canto suo, la Nba continua a manifestare un atteggiamento flemmatico. Il commissioner Adam Silver insiste a dire che le trattative proseguono. Può contare sul fatto che un accordo fra le due parti dovrà per forza essere trovato, oltreché sull’appoggio della Fiba, che non vede l’ora di chiudere definitivamente i conti con la lega europea degli scissionisti. Ma la vera carta vincente nelle mani della Nba è un’altra. E riguarda il patto sempre più solido che si sta costruendo coi grandi del calcio europeo.

Tra calcio e Nba c’è aria di vera Superlega: benvenuti nel turbocapitalismo sportivo
Adam Silver (foto Ansa).

Il potere di Nasser Al-Khelaïfi arriva fin qui

L’evoluzione dei fatti è stata ben raccontata da alcuni articoli apparsi su The Athletic e The Guardian che mettono in evidenza il gran lavoro diplomatico che sul versante europeo viene svolto dal vice commissioner della Nba, Mark Tatum. Che il 30 settembre è stato ospite a Copenaghen di un meeting di altro genere: la 33esima assemblea generale dell’European Football Club (Efc, l’ex Eca).

Tra calcio e Nba c’è aria di vera Superlega: benvenuti nel turbocapitalismo sportivo
Mark Tatum (foto Ansa).

Ospite di Nasser Al-Khelaïfi (presidente Efc), che nell’occasione ha lanciato un progetto di riforma mondiale del calcio di club che è una sua Opa personale sul potere calcistico globale. In questo quadro si consumano gli abboccamenti con la Nba: che sta guardando ai grandi club europei come possibili titolari di franchigie Nba Europe, in un mix tra calcio e basket che è una mossa quantomeno audace e sottrarrebbe ai club del grande basket europeo ampio margine di manovra.

Tra calcio e Nba c’è aria di vera Superlega: benvenuti nel turbocapitalismo sportivo
Nasser Al-Khelaifi (foto Ansa).

I club recalcitranti dell’Eurolega si troverebbero improvvisamente nell’angolo, a rischio di essere sostituiti da altri club allocati nella loro stessa città o area metropolitana. È proprio il motivo del patto tra grande calcio europeo e grande basket nordamericano, che ha possibilità di essere stretto a scapito del basket d’élite europeo, a dare il senso dell’operazione: a contare sono innanzitutto gli affari, l’ortodossia di disciplina sportiva passa in secondo piano. Si sta preparando la Superlega del big business. E nessuno le sbarrerà la strada.

L’ex arbitro Gianluca Rocchi diventa opinionista su Dazn

L’ex arbitro Gianluca Rocchi, fino ad aprile responsabile della Can per la Serie A e la Serie B, diventa opinionista ed entrerà a far parte della squadra di Dazn per il programma Fuoriclasse, lo show della domenica sera condotto da Diletta Leotta. Un nuovo ruolo per lui dopo i mesi trascorsi al centro dell’inchiesta sul sistema arbitrale italiano. Il debutto è previsto per l’11 ottobre 2026 in occasione di Cagliari-Juventus delle 20:45. «Non vedo l’ora di ripartire e di mettermi alla prova in un ruolo diverso da quello a cui sono abituato, accompagnando i tifosi anche nella lettura più tecnica delle dinamiche di gioco che possono influenzare le decisioni arbitrali», ha commentato.

L’indagine per frode sportiva conclusasi con l’archiviazione

Qualche mese fa, Rocchi è rimasto coinvolto in un’indagine della procura di Milano per frode sportiva in concorso con l’ipotesi che, in qualità di designatore arbitrale, avesse influenzato sia le designazioni sia l’attività del Var, anche attraverso interventi nella sala di Lissone. Gli episodi contestati riguardavano partite di Serie A e Coppa Italia della stagione 2024/25 e avrebbero potuto produrre vantaggi sportivi indebiti. In particolare, la procura aveva ipotizzato che Rocchi potesse aver favorito l’Inter, evitando di assegnargli l’arbitro Daniele Doveri nelle gare più importanti. Dopo l’emersione dell’inchiesta, Rocchi si è autosospeso. L’inchiesta si è poi conclusa con un’archiviazione.

Fifa, Ramon Vega sfida Infantino e si candida per la presidenza

Ramon Vega, ex difensore del Cagliari e del Tottenham, ha annunciato l’intenzione di candidarsi alle elezioni per la presidenza della Fifa in programma nel 2027. È il primo a sfidare il presidente uscente Gianni Infantino, in carica dal 2016 e che punta al quarto mandato. Vega ci aveva già provato sia nel 2015, in seguito alla sospensione dell’ex presidente Sepp Blatter, sia quattro anni più tardi, ma non riuscì a ottenere il sostegno necessario per essere inserito nella lista dei candidati. Non aveva infatti raggiunto la quota richiesta di cinque federazioni affiliate su un totale di 211. Ex nazionale svizzero, 55 anni, dal suo ritiro dal calcio giocato nel 2004 lavora nel settore finanziario.

«Mi candido per ripristinare credibilità, l’attuale dirigenza ha demoralizzato il mondo del calcio»

«Mi candido per riunire la famiglia del calcio mondiale, attuare riforme autentiche e durature, modernizzare la Fifa per il XXI secolo, ripristinare stabilità e credibilità e ricostruire la fiducia di cui il nostro sport ha urgente bisogno», ha dichiarato in una nota. «Mi candido perché la mia vita mi ha preparato a servire questo sport. Il calcio non appartiene a presidenti, confederazioni o dirigenti. Il calcio è lo sport della gente e appartiene a tutti. Giocatori, allenatori, arbitri, tifosi, volontari, club, leghe, associazioni e comunità». E ancora: «L’attuale dirigenza ha demoralizzato il mondo del calcio. Una governance debole ha compromesso la credibilità della Fifa e incrinato la fiducia all’interno della famiglia calcistica globale. Dobbiamo impedire che questo conflitto degeneri. Non si deve mai permettere che lotte di potere tra i vertici danneggino coloro che contano di più: giocatori, allenatori, arbitri e tifosi di tutto il mondo. Loro non sono responsabili di questi conflitti. Meritano di meglio. Il calcio è in rianimazione, attaccato alle macchine per la sopravvivenza».

Commissariamento Figc, Malagò commissario all’unanimità per la Giunta Coni

La Giunta esecutiva del Coni ha votato all’unanimità il commissariamento della Federcalcio, affidando l’incarico di commissario all’attuale presidente Giovanni Malagò. La nomina dovrà essere ratificata dal Consiglio nazionale, convocato per le 14. La scelta è frutto dell‘intesa di mediazione tra due “schieramenti”, contrapposti al voto alla vigilia della Giunta, raggiunta nell’incontro che ha preceduto la riunione dell’esecutivo tra il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e quello della Figc Giovanni Malagò. L’ultimo commissario Figc fu nel 2018 Roberto Fabbricini, nominato dalla Giunta Coni presieduta dallo stesso Malagò.

Il caso del mancato tesseramento di Malagò

Il Coni era chiamato a valutare se la Figc avesse violato le regole fondamentali ammettendo la candidatura di Malagò. La vicenda riguardava il mancato tesseramento di Malagò al momento dell’elezione. L’articolo 29 dello statuto Figc stabilisce infatti che alle cariche federali possono essere eletti o nominati soggetti «in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura». La Figc sostiene che essere in regola non voglia dire essere già tesserati, mentre la procura generale dello Sport ha ritenuto che il requisito presupponga l’esistenza di un tesseramento.

Stagione finita per Sinner: «Ginocchio necessita di ulteriore trattamento»

Su consiglio del suo staff medico, Jannik Sinner non gareggerà più nel corso della stagione 2026 per sottoporsi a un trattamento per un’infiammazione al ginocchio. Ad annunciarlo è stato lo stesso tennista in un video condiviso sui social: «La stagione è ufficialmente conclusa, con il mio staff abbiamo deciso che il mio ginocchio ha bisogno di un ulteriore trattamento». Niente Atp Finals, dunque. «Il finale delle ultime stagioni, specialmente a Torino, mi ha regalato bellissime emozioni e sentimenti, ma quest’anno andrà diversamente visto che devo pensare alla mia carriera a lungo termine. Farò tutto il possibile per tornare al 100 per cento», ha spiegato ringraziando tutti per il supporto.

Binaghi: «Tutela dell’integrità fisica viene prima degli impegni»

Questo il commento del presidente della Fitp Angelo Binaghi: «La tutela dell’integrità fisica di Jannik viene prima di qualsiasi risultato e di qualsiasi impegno agonistico. È una priorità assoluta, che deve guidare ogni scelta. In questo momento la cosa più importante è che possa recuperare pienamente e affrontare con serenità il percorso che lo attende. Lo aspettiamo a braccia aperte, con la stima e l’affetto di sempre, e con la certezza che tornerà in campo quando sarà nelle condizioni migliori per farlo. La Federazione sarà al suo fianco, come sempre».

Perché Diana Bianchedi si è dimessa da capo delegazione della Nazionale maschile di calcio

L’ex schermitrice e vicepresidente del Coni Diana Bianchedi si è dimessa da capo delegazione della Nazionale maschile di calcio, ruolo che aveva assunto ad agosto. La decisione è seguita ad alcune critiche che le erano state rivolte dal ministro dello Sport Andrea Abodi. I fatti risalgono a martedì 30 settembre, quando la giunta del Coni aveva votato all’unanimità il commissariamento della Fipe, la Federazione italiana pesi. Durante la riunione, Bianchedi e l’altro vicepresidente Marco Di Paola avrebbero però espresso alcune perplessità, salvo poi votare a favore con tutti gli altri membri di Giunta, Malagò incluso. Di qui la reazione di Abodi che, a margine di un evento, ha fatto intendere di non averla presa bene: «Il vicepresidente vicario e il vicepresidente del Coni hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se questa è sempre contraria (a quella del presidente, ndr) dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è nell’ambito di un rapporto fiduciario. Normalmente rapporti così non durano molto, nel ruolo e nella funzione». Un invito nemmeno troppo velato a lasciare l’incarico.

Il passo indietro

E così, in tarda serata, Biana Bianchedi ha affondato il suo, di colpo, dimettendosi non dalla Giunta del Coni ma dal ruolo di capo delegazione in Figc «a seguito delle dichiarazioni del ministro Abodi e delle polemiche negli organi di stampa, con una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta e della Figc, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente».

Coni, commissariata la Federazione italiana pesistica

La 1176esima Giunta nazionale del Coni, riunitasi al Foro Italico, ha esaminato la situazione determinatasi all’interno della Federazione italiana pesistica a seguito delle dimissioni del presidente federale Alberto Miglietta e di sette consiglieri federali su 10. Dopo ampia e approfondita discussione, preso atto dell’impossibilità di garantire il regolare funzionamento degli organi direttivi federali, la Giunta ha deliberato all’unanimità il commissariamento della Federazione. È stato pertanto nominato, in via d’urgenza e con effetto immediato, quale commissario straordinario della Federazione Italiana Pesistica il dottor Luciano Buonfiglio. Avrà il compito di assicurare la continuità amministrativa e gestionale della Federazione, garantendo al contempo il regolare svolgimento dell’attività sportiva e tecnica, e di accompagnare la Federazione verso la celebrazione dell’Assemblea elettiva, che dovrà tenersi nel più breve tempo possibile.

Ancora problemi al ginocchio, Sinner salta anche Pechino

Jannik Sinner, che sembrava pronto a tornare a giocare, salterà anche il torneo Atp 500 di Pechino, che inizierà il 30 settembre e dove avrebbe dovuto difendere il titolo conquistato un anno fa. Lo ha annunciato lui stesso con un video in inglese sui social: la decisione è stata presa a causa del perdurare del problema al ginocchio destro.

«Mi dispiace molto annunciare che quest’anno non potrò giocare a Pechino. Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per competere. Ma farò tutto il possibile per tornare in campo il prima possibile», ha detto Sinner. E poi: «Quello che mi manca di più è naturalmente il torneo, i tifosi e l’atmosfera. Negli anni scorsi sono stato davvero benissimo qui e ho anche vinto il titolo l’anno scorso. Sono molto deluso di non poterlo difendere quest’anno, ma sono felice di poter tornare l’anno prossimo. Auguro a tutti un grande torneo e ci vediamo molto presto di nuovo in campo».

Sinner non gioca una partita dal 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon

L’ultimo match giocato da Sinner è la finale di Wimbledon, vinta contro Alexander Zverev il 12 luglio. Poi l’infiammazione al ginocchio destro, che ha costretto il fuoriclasse azzurro a saltare tutta la stagione sul cemento americano. Il prossimo in cui potrebbe scendere in campo è il Masters 1000 di Shanghai, che comincerà il 7 ottobre e al quale è già iscritto. Ma l’opzione più credibile è un rientro tra Vienna e Parigi, due tornei che un anno fa aveva vinto. Con il forfait di Pechino si assottiglierà ancora il vantaggio nel ranking Atp su Zverev, secondo in classifica: con un doppio successo in Cina il tennista tedesco lo supererebbe.

Maccarani nuova capoallenatrice della Nazionale russa di ginnastica ritmica

Emanuela Maccarani, che era stata alla guida della nazionale italiana dal 1996 al 2025 prima di finire sotto inchiesta per presunti abusi psicologici su alcune ex ginnaste, è la nuova capoallenatrice della Nazionale russa di ginnastica ritmica per gli esercizi di gruppo. La notizia, annunciata dalla federazione di Mosca, è stata poi confermata su Facebook dal marito, Moreno Buccianti.

Maccarani nuova capoallenatrice della Nazionale russa di ginnastica ritmica
Emanuela Maccarani (Imagoeconomica).

Maccarani, una delle allenatrici più titolate al mondo degli esercizi di gruppo, da commissaria tecnica della squadra nazionale italiana di ginnastica ritmica aveva raccolto risultati di enorme prestigio, come la medaglia d’argento ai Giochi olimpici di Atene 2004 e quelle di bronzo a Londra 2012, Tokyo 2020 e Parigi 2024. A marzo dell’anno scorso la Federazione Ginnastica d’Italia – dopo una sospensione di tre mesi – aveva però interrotto i rapporti con Maccarani dopo le denunce di maltrattamenti a livello psicologico da parte di due ex ginnaste, Anna Basta e Nina Corradini, arrivate nell’autunno del 2022. L’ex allenatrice delle “Farfalle” ed ex direttrice tecnica dell’Accademia Internazionale di ginnastica ritmica di Desio, in passato anche membro della giunta del Coni, è stata rinviata a giudizio per i presunti abusi: il processo a suo carico è iniziato a febbraio del 2026.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse

Il mondo del tennis italiano, da quasi tre anni, ha alzato la voce contro il calcio, brandendo il vessillo di Jannik Sinner, le sue vittorie, i suoi primati, le masse di tifosi che affollano le arene, i palazzetti e ingrossano le audience televisive. E non è un caso che, per esempio, in concomitanza con le prossime Atp Finals di Torino in novembre, il calendario della Serie A di calcio abbia spostato la partita in casa della Juventus a lunedì, per evitare sovrapposizioni con i match del torneo di tennis.

Le polemiche per le sovrapposizioni con il calcio

Tutto ciò è stato fatto ascoltando le lamentele del presidente della Federtennis e padel, Angelo Binaghi, che aveva parlato di un mondo del calcio quasi intenzionato a ostacolare la cavalcata in popolarità del tennis, sia piazzando la finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, proprio di fianco al Foro Italico e in concomitanza delle partite di tennis, sia per gli incontri di Torino e Juventus durante le Atp finals sotto la Mole.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Angelo Binaghi, presidente della Fitp (foto Ansa).

Binaghi ha spesso usato ironia e anche presunzione, quando si parlava di eventi sovrapposti, come il derby di Roma e le partite di tennis degli Internazionali: «Oggi, in Italia, dobbiamo spostarci noi o il calcio? Chiediamolo all’opinione pubblica. Noi ci siamo spostati per 25 anni». E poi ancora, la stilettata velenosa durante il Mondiale americano senza l’Italia: «A che ora gioca la Nazionale? Mi sono distratto con Wimbledon…».

Ok la cultura sportiva multidisciplinare, ma…

È obiettivamente giusto, per la Fitp, rivendicare più spazio, lungo un percorso che intende accrescere la cultura sportiva multidisciplinare in Italia, dove invece il calcio, per tradizione, la fa sempre da padrone. Ma è altrettanto doveroso ricordare al mondo del tennis che tutta la forza contrattuale del momento gli deriva esclusivamente dal fattore Sinner. Appena Jannik scompare, il mondo di racchette e palline, mediaticamente, evapora. Insieme ai tifosi.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Il post su Instagram di Sinner, infortunato e costretto a saltare gli Us Open.

I dati di ascolto dell’ultimo Us Open di tennis, senza Sinner, sono lì a dimostrarlo: su Sky -46 per cento di audience media giornaliera nella prima settimana del torneo rispetto all’edizione 2025; su Supertennis, in chiaro, -58 per cento.

Gli altri tennisti non scaldano i cuori degli italiani

Purtroppo i vari Flavio Cobolli, Lorenzo Musetti, Luciano Darderi (quello che ha resistito di più agli Us Open, eliminato agli ottavi da Alexander Zverev), Matteo Berrettini o Jasmine Paolini non scaldano i cuori degli italiani, che si emozionano solo per chi vince, non per chi arriva in finale, o in semifinale, o comunque lotta alla pari con i più forti. Senza Sinner, che sperando di riprendersi dall’infortunio al ginocchio è andato a Monza a godersi il Gran Premio di F1 (e lì c’era il fenomeno tutto italiano Kimi Antonelli che sta spingendo gli ascolti tivù della F1 su Sky e Tv8 a vette che da tempo non si vedevano), lo spazio riservato al tennis sulla stampa, nei notiziari e nella cosiddetta talkability sui social è stato davvero minimo.

Dite a Binaghi che il tennis senza Sinner ha perso audience e interesse
Luciano Darderi, eliminato da Alexander Zverev agli ottavi degli Us Open (foto Ansa).

Nel frattempo, l’Italia sta sistemando lo scacchiere geografico dei tornei: dopo il torneo Atp 1000 di Roma, le Atp Finals di Torino e le Finali di Coppa Davis a Bologna, dal 2028 debutterà un torneo Atp 250 a Ca’ Tron di Roncade (Treviso): sarà in programma in giugno, subito dopo il Roland Garros, in preparazione a Wimbledon su campi in erba costruiti da privati con soldi privati sui terreni del campus di H-Farm (gruppo veneto specializzato in formazione, start-up, consulenze e sviluppo tecnologico), alle porte della laguna di Venezia.

Per il torneo a Ca’ Tron di Roncade versati 27 milioni di dollari

I diritti del torneo, si ricorderà, erano stati comprati dalla Fitp alcuni mesi fa, con il versamento ad Atp di 27 milioni di dollari per rilevare quelli che erano i diritti del torneo di Bruxelles. Insomma, è tutto quasi pronto, come conferma Gianni Milan, vicepresidente della Fitp. E il nuovo torneo italiano dovrà giostrarsi tra i due grandi Atp 500 al Queen’s di Londra o ad Halle (in Germania), facendo a spallate pure con gli altri tornei 250 su erba di Stoccarda, ’s-Hertogenbosch (Paesi Bassi), Maiorca (Spagna) ed Eastbourne (Inghilterra).

Presidenza Fifa, la Figc ritira il sostegno alla candidatura di Infantino

La Figc (Federazione italiana gioco calcio) ha deciso di ritirare il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per le elezioni alla presidenza della Fifa in programma a marzo 2027. Una scelta, spiega la Federcalcio, che intende esprimere in maniera chiara e trasparente la posizione della Federazione, in piena condivisione con la Uefa e con il suo presidente Aleksander Čeferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della Fifa in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali. «Continueremo a lavorare al fianco dell’Uefa e delle altre federazioni europee per promuovere un modello di calcio fondato su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi», ha dichiarato il presidente della Figc Giovanni Malagò. «Ci riconosciamo in un modello di confronto, di ascolto e di corresponsabilità che ha fino ad ora consentito al calcio di crescere, innovare e al tempo stesso difendere i propri principi fondanti».

Sinner rinuncia agli US Open

Jannik Sinner non parteciperà ai prossimi US Open a causa del persistente problema al ginocchio emerso nelle scorse settimane, che lo aveva portato a sottoporsi a controlli assidui tra Milano e il JMedical di Torino. «Nonostante il duro lavoro svolto con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open di quest’anno», si legge nella nota con cui il fuoriclasse azzurro ha sciolto le riserve. New York vedrà invece l’atteso ritorno di Carlos Alcaraz dopo oltre quattro mesi di inattività.

Sinner: «Non vedevo l’ora di tornare a giocare a New York»

«Siamo tornati ad allenarci a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto di aver bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro», ha spiegato Sinner nel comunicato. «Sono ovviamente molto triste e deluso, dato che New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo l’ora di tornare a giocare in quell’atmosfera elettrizzante, davanti a un pubblico fantastico». Il programma di Sinner, vincitore a Flushing Meadows nel 2024, prevede ora la permanenza in Europa e per proseguire il recupero, con l’obiettivo di farsi trovare pronto per la tournée asiatica e i tornei di Pechino e Shanghai.

È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi

Addio al cavallo Varenne, considerato il miglior trottatore di tutti i tempi, morto a 31 anni nell’allevamento LJ di Eboli (Salerno). Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, Varenne – chiamato così per la rue de Varenne di Parigi, dove si trova l’Ambasciata d’Italia in Francia – era nato presso l’allevamento di Zenzalino a Copparo (Ferrara) il 19 maggio 1995. Acquistato da Enzo Giordano per 180 milioni di lire dopo una promettente ma sfortunata prova d’esordio e affidato all’allenatore finlandese Jori Turja, a esclusione della sua prima gara e di sole altre due nel corso della carriera, Varenne è sempre stato guidato dal driver Giampaolo Minnucci. In tutto ha conquistato 62 vittorie su 73 corse disputate, vincendo oltre 6 milioni di euro in premi.

È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi

Tra i suoi principali successi il Derby italiano del trotto (1998), il Gran Premio Lotteria di Agnano (2000, 2001 e 2002), il Prix d’Amérique (2001 e 2002), l’Elitloppet (2001 e 2002) e la Breeders Crown (2001). Nel 2001, dunque, riuscì a imporsi in tutte e tre le prove del Grand Slam del trotto europeo (Amérique, Lotteria, Elitloppet) e anche nella Breeders Crown, la corsa più importante degli Stati Uniti.

È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi
È morto Varenne, addio al cavallo trottatore più forte di tutti i tempi

La sua fama travalicò i confini dell’ippica

Le sue prestazioni gli garantirono l’attenzione dei media, con numerosi articoli e copertine anche sulla stampa non specializzata, in Italia e all’estero. All’apice della sua carriera, la Snai (attraverso l’agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi) commissionò a Enzo Jannacci un inno per il cavallo. Il cantautore milanese, appassionato di ippica, accettò con entusiasmo: «In due giorni ho composto la canzone: Varenne non è un cavallo, è un capolavoro».

Dopo il ritiro dalle corse, avvenuto il 28 settembre del 2002 (anno in cui aveva completato il Grand Slam europeo), Varenne aveva continuato a essere protagonista come stallone: tra i suoi figli (circa 2 mila) figurano già cinque vincitori del Derby.

Malagò ha un nuovo portavoce in Figc: è un altro romano

Giusto per restare in tema di Grande raccordo anulare, alla faccia di chi lo accusa di amichettismo da Circolo Aniene, Giovanni Malagò ha scelto un altro romano. Questa volta è un giornalista, Alessandro Catapano, che dal primo settembre assumerà il ruolo di portavoce del presidente, andando a rafforzare la squadra della comunicazione della Figc.

Per 17 anni alla Rosea, poi il passaggio in via del Tritone

Catapano ha lavorato per 17 anni a La Gazzetta dello Sport, prima di passare a Il Messaggero e diventare capo dello sport. Poi il salto della barricata dai giornali agli uffici stampa delle istituzioni sportive, con il lavoro alla Federazione italiana tennis e padel, l’incarico da consulente alla Federazione italiana di atletica leggera, i ruoli di direttore della comunicazione alla Flai-Cgil, alla Federazione ciclistica italiana e a quella della danza sportiva.

Malagò ha un nuovo portavoce in Figc: è un altro romano
Alessandro Catapano.

Il libro sull’amore per la Roma, con Venditti…

Ora è stato scelto per gestire i rapporti con i media e la comunicazione collegata all’attività istituzionale del presidente, tra l’altro alle prese con la grana su Bianchedi capodelegazione della Nazionale. A proposito di Roma, romanismi e romanisti, Catapano ha scritto anche un libro: Ti amo. (La) Roma dritta al cuore. Con prefazione di Antonello Venditti.

Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo

Dopo il caso di Andrea Pirlo “quasi ct” e le dimissioni di Paolo Maldini da direttore tecnico, ecco un altro pasticcio azzurro targato Giovanni Malagò. La nomina di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale italiana di calcio maschile, annunciata dal presidente della Figc, è stata infatti stoppata dal Coni. Il motivo? Secondo il Comitato Olimpico Nazionale Italiano c’è da verificare la legittimità del doppio incarico, in quanto l’ex schermitrice dal 2025 è vicepresidente vicaria della propria struttura.

Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo
Diana Bianchedi (Ansa).

La nota del Coni col richiamo all’articolo 7 dello Statuto

Con un colpo di teatro, Malagò ha scelto come capo delegazione della Nazionale italiana di calcio maschile una donna, proveniente da tutt’altro sport, dove ha vinto l’oro olimpico a Barcellona 92 e Sydney 2000. Il Coni è però intervenuto in gamba tesa contro il suo ex presidente, spiegando che «ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità» riguardanti gli incarichi di Bianchedi. Secondo l’articolo 7, comma 4, dello Statuto del Coni, i componenti della Giunta nazionale (di cui fa parte l’ex schermitrice in quanto vicepresidente) «qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti». A questo si aggiunge un altro aspetto: dopo la nomina a vicepresidente, la stessa Bianchedi ha firmato il modulo Coni per la dichiarazione di assenza di cause di incompatibilità, inconferibilità o conflitto di interessi richieste per incarichi istituzionali, candidature sportive, riconoscimento di professioni o iscrizioni a elenchi e registri del Coni.

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Scontro Coni-Figc su Bianchedi capodelegazione della Nazionale: cosa è successo
Giovanni Malagò (Ansa).

La Figc: «A Bianchedi un ruolo di mera rappresentanza»

La Figc ha rapidamente replicato di non ravvisare «alcun conflitto di interessi» nella nomina di Bianchedi nel ruoloche negli anni è stato di Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gianluigi Buffon: «Non c’è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale; né si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni. Si tratta di un ruolo di mera rappresentanza». Sta ora a Bianchedi decidere il da farsi: la leggenda della scherma, legata al Comitato olimpico italiano da un accordo da 50 mila euro l’anno, deve ancora firmare il contratto in Figc, che prevede un compenso attorno ai 150 mila euro. Altamente improbabile una coesistenza dei due incarichi: in caso di sì a Malagò, dovrà dimettersi dal Coni.

Sinner a Milano per controlli ortopedici prima di Cincinnati: cosa è successo

A pochi giorni dalla partenza per Cincinnati, dove si terrà il prossimo Masters 1000 a cui parteciperà, Jannik Sinner ha raggiunto Milano per svolgere nuovi controlli medici dopo quelli effettuati a giugno all’ospedale San Raffaele, che erano serviti per approfondire sul malore fisico e i problemi avvertiti durante il match del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo.

La visita potrebbe essere legata a un fastidio al ginocchio destro

Stavolta Sinner, che nei giorni scorsi ha effettuato un check-up al J Medical di Torino, si recato presso la clinica privata Physioclinic, per controlli ortopedici e preventivi: l’ipotesi è che ci sia stato un focus sul ginocchio destro – di recente il campione altoatesino è stato fotografato con un cerotto applicato proprio in quella zona – in vista dell’imminente partenza per la stagione sul cemento americano. Gli esami, durati quattro ore, sono stati organizzati su richiesta del suo staff e Sinner è stato visitato dal dottor Piero Volpi (ex medico sociale dell’Inter). Se dagli accertamenti non emergeranno criticità, Sinner – arrivato a Milano in auto da Monte Carlo – decollerà verso l’Ohio domenica 9 agosto.

Il Tribunale dichiara il fallimento del Brescia calcio

Il tribunale di Brescia ha dichiarato il fallimento del Brescia calcio, rigettando la richiesta del club che aveva chiesto un concordato in bianco per evitarlo. La decisione è arrivata nel giorno del 70esimo compleanno del presidente Massimo Cellino in seguito all’esclusione della società dai campionati professionistici per il mancato rispetto delle scadenze economiche e il successivo avvio della procedura concorsuale. «È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione», ha commentato Cellino. Il provvedimento dei giudici fallimentari ha dato atto dell’esposizione complessiva della società per 20 milioni di euro, 10 milioni di finanziamenti e 10 milioni verso creditori privilegiati e altri.