L’Ice uccide ancora: un morto in una sparatoria nel Maine

A pochi giorni di distanza dall’uccisione dell’immigrato messicano Lorenzo Salgado Araujo a Houston, in Texas, l’Immigration and Customs Enforcement ha fatto un’altra vittima. Una persona è infatti morta nel corso di una sparatoria che ha coinvolto agenti dell’Ice a Biddeford, nel Maine.

«La polizia e il dipartimento di Pubblica sicurezza sono attualmente sul posto, atteso l’intervento dell’Fbi per le indagini», ha fatto sapere sui social Ryan Fecteau, speaker della Camera dei rappresentati dello Stato, il più a nord-est degli Usa.

La morte di Salgado Araujo ha riacceso le polemiche attorno all’Ice, che avevano raggiunto l’apice all’inizio di quest’anno dopo le uccisioni di Rene Good e Alex Pretti durante due operazioni condotte a Minneapolis. Nel caso di Houston gli agenti coinvolti nella sparatoria non indossavano bodycam e i loro veicoli non erano dotati di telecamere di bordo. Adesso un nuovo episodio.

Il governo Meloni tra Macron e Trump: la politica estera bicefala dell’Italia

Un’Italia un po’ bicefala. In soli quattro giorni il nostro Paese mostrerà plasticamente come la sua politica estera tentenni tra due vertici: da una parte il Quirinale, dall’altra Palazzo Chigi. Sono sfumature, nulla di definitivo, i fondamenti sono salvi. Siamo sempre ancorati all’Onu, all’Occidente, alla Nato e alla Ue. Epperò sul parallelo Washington-Parigi tra lunedì e mercoledì le cancellerie di mezzo mondo si segneranno sulle agende chi c’era di qua e chi c’era di là. E sono agende che restano. A volte, per convenienza, vengono chiuse temporaneamente nei cassetti, anche se chi apre poi quei cassetti cambia alle prossime elezioni.

Il governo Meloni tra Macron e Trump: la politica estera bicefala dell’Italia
Giorgia Meloni (Ansa).

Tajani a Parigi e Mattarella alla parata del 14 luglio

Dunque, per fare un breve riassunto, nelle agende sarà segnato che lunedì al vertice dei volenterosi a sostegno dell’Ucraina voluto da Emmanuel Macron a Parigi, il governo Meloni ha mandato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il governo Meloni tra Macron e Trump: la politica estera bicefala dell’Italia
Emmanuel Macron e Antonio Tajani (Ansa).

Politica estera al massimo livello e vicepremier, ma non premier. Mentre martedì alla parata del 14 luglio sugli Champs-Élysées ci sarà Sergio Mattarella, il capo dello Stato.

Il governo Meloni tra Macron e Trump: la politica estera bicefala dell’Italia
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente francese Emmanuel Macron (Ansa).

L’invito di Rubio al vertice delle polemiche

Cambio di continente: il 16 luglio a Washington, il Segretario di Stato Marco Rubio ha convocato un vertice internazionale di contrasto al terrorismo di sinistra, i cosiddetti Antifa, sono invitati 60 Paesi ma gli europei nicchiano. L’Italia manderà (salvo cambi di programma) il viceministro all’Interno Nicola Molteni (apriti cielo dalle opposizioni). Non il ministro, ma un gradino di sotto, sulla falsariga della partecipazione italiana da osservatori al nascente e poi fallimentare Board of peace

Il governo Meloni tra Macron e Trump: la politica estera bicefala dell’Italia
Marco Rubio (Ansa).

È obbligatorio fare la tara alle due diverse occasioni. Sia Macron sia Trump amano le autocelebrazioni e i trionfalismi, il primo è a fine mandato e sente il fiato sul collo del Rassemblement National di Marine Le Pen; il secondo tra quattro mesi scarsi passerà sotto le forche caudine delle elezioni di midterm mentre i sondaggi crollano. È ovvio che i loro inviti vogliano dare segnali agli elettori e siano un messaggio per rappresentare se stessi al meglio. È altrettanto ovvio che Mattarella abbia accettato l’invito di Macron: sarà seduto accanto ad altri 25 capi di Stato per celebrare un Paese amico e cofondatore della Ue. Da lui mai nessuno dubbio sul sostegno all’Ucraina, alla Ue e a un legame sano e paritario con gli Usa. Più da decifrare l’ok del governo all’invito di Rubio. Per alcuni è un tentativo di non tagliare i ponti con Trump dopo lo scontro delle settimane scorse, per altri è un tentativo di mostrarsi sensibili al tema della sicurezza cavalcato da Roberto Vannacci. Di certo il governo tiene ma a fatica nel suo sostegno all’Ucraina, ha una visione critica della Ue e sta cercando una nuova via per relazionarsi all’America di Trump. L’idea se non di fare da ponte, almeno di non farlo saltare, resiste in attesa di vedere l’effetto che fa. Son sfumature, si sa, ma a volte una sfumatura rende il quadro più nitido. 

Legge elettorale, depositati oltre 200 emendamenti: cosa prevede quello di FdI sulle preferenze

È scaduto alle 14 il termine per la presentazione degli emendamenti alla nuova legge elettorale, il cui esame alla Camera riprenderà martedì 14 luglio. In tutto ne sono stati depositati oltre 200. Tra essi anche la proposta di modifica, firmata da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Unione di Centro, ma non da Forza Italia e Lega, che prevede il capolista bloccato e a seguire la possibilità di mettere fino a tre preferenze di cui una di genere tra i sei nomi già scritti sulla scheda che saranno alternati in ordine di genere.

Cosa prevede la proposta di FdI, Noi Moderati e Udc

Nella proposta di Fratelli d’Italia, Noi moderati e Unione di Centro (Lega e Forza Italia si sono presi del tempo per riflettere), il comma 4 ex articolo 1 viene sostituito con il seguente: «Ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’eventuale attribuzione del premio di governabilità». E poi: «Ogni elettore, inoltre, può esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista». I seggi ottenuti dalla lista nel collegio sarebbero quindi assegnati partendo dal capolista, mentre per quelli successivi verrebbe seguita la graduatoria determinata dai voti di preferenza. In caso di parità tra due candidati prevarrà l’ordine di presentazione della lista. Quanto alla parità di genere, in caso di più preferenze espresse, «queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista». Sulla scheda, il primo nome dopo il capolista potrà essere dello stesso genere di quest’ultimo. Ma i sei candidati sottoposti alle preferenze dovranno poi seguire un ordine alternato.

Ranucci sporge denuncia per diffamazione aggravata e rivelazione di segreto di ufficio

Mentre continuano le indagini, la vicenda dell’attentato a Sigfrido Ranucci si arricchisce di un nuovo capitolo. Come ha fatto sapere il suo legale Roberto De Vita, il conduttore di Report «ha presentato denuncia e querela per diffamazione pluriaggravata e altri reati» in relazione «alla diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni che hanno trasformato, mediante esplicite allusioni, la vittima del grave attentato nel suo presunto beneficiario, attraverso espressioni che affermano o suggeriscono di un “finto attentato” e altre analoghe formulazioni e di vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di inaudita gravità».

L’esposto della redazione di Report per rivelazione di segreto di ufficio

Non solo: De Vita ha inoltre reso noto che Ranucci, assieme ai giornalisti Daniele Autieri, Giorgio Mottola, Paolo Mondani, Giulio Valesini Luca Chianca e altri della redazione di Report hanno sporto denuncia e querela per rivelazione del segreto di ufficio e del segreto investigativo per la pubblicazione su alcune testate di «notizie ed estratti di atti, coperti dal segreto di indagine ed in particolare di contenuti di intercettazioni telefoniche, di brogliacci e di verbali di sommarie informazioni testimoniali, relative all’indagine ancora in corso» sull’attentato dinamitardo di ottobre 2025. La denuncia, ha spiegato il legale, «non riguarda la pubblicazione da parte dei giornalisti, ma la rivelazione fatta da soggetti tenuti al segreto».

FS, l’assemblea nomina il nuovo cda e indica Strisciuglio come ceo

L’assemblea degli azionisti di Ferrovie dello Stato Italiane ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione composto da Tommaso Tanzilli, Gianpiero Strisciuglio, Daniela Rota, Silvia Marzot, Pietro Bracco, Franco Fenoglio e Loredana Ricciotti. Il board rimarrà in carica per il triennio 2026-2028. L’assemblea ha quindi confermato Tanzilli presidente (ricopre l’incarico da giugno 2024) e ha invitato il nuovo consiglio di amministrazione a nominare Gianpiero Strisciuglio come nuovo ceo.

FS, l’assemblea nomina il nuovo cda e indica Strisciuglio come ceo
Tommaso Tanzilli (Imagoeconomica).

Strisciuglio subentra a Donnarumma

Strisciuglio, che subentra a Stefano Donnarumma, sarà chiamato a scegliere i nuovi amministratori delegati delle società controllate Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. Le nomine sono attese dopo l’estate.

FS, l’assemblea nomina il nuovo cda e indica Strisciuglio come ceo
Gianpiero Strisciuglio (Imagoeconomica).

Per il ruolo di ceo di Trenitalia, lasciata vacante appunto dal nuovo ceo di FS, è in pole Sabrina De Filippis, che dal 2023 ricopre gli incarichi di amministratrice delegata e direttrice generale di FS Logistix e di responsabile del Polo Logistica del Gruppo FS.

Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole

Nessuno se l’aspettava: il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana che attacca il “suo” ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E lo fa per ragioni tecniche, denunciando con i numeri le poche risorse umane dedicate alla sicurezza che per decisione del Viminale arriveranno nella sua regione: «Politicamente è un segno ulteriore di sottovalutazione delle necessità del Nord produttivo, della Lombardia, di Milano: l’assegnazione del 6 per cento dei nuovi agenti a una regione che rappresenta il 17 per cento della popolazione e il 23 per cento del Pil appare penalizzante e rischia di non rispondere alle crescenti richieste di sicurezza di un territorio così nevralgico per il Paese. Questa scelta riflette una logica che non sa leggere il territorio». Piantedosi, che si fa notare nelle sue visite a Benevento e nel sud del Lazio, a Fondi, ormai è nel mirino della Lega del nord, dove si deve anche cercare un posto alternativo per Matteo Salvini, dato che il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture è solo una “grana” che certo non porta popolarità, ma solo gli improperi dei viaggiatori. «Al Viminale mai più un cosiddetto tecnico, ci deve essere un politico», ripetono, uno dopo l’altro, i comandanti leghisti che vogliono evitare il tracollo del partito, specie adesso che il generale Roberto Vannacci si rafforza con la sua campagna sulla sicurezza. E uno come Fontana, quando parla, non può non essere ascoltato, specie se vuole coltivare l’idea di “scalare” la Lega e trovare un posto a Salvini, al Viminale.

Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Attilio Fontana con Matteo Salvini e Matteo Piantedosi (foto Imagoeconomica).

L’appoggio leghista a Buttafuoco: fibrillazioni alla Cultura

Ennesima divisione all’interno del ministero della Cultura, per colpa di Pietrangelo Buttafuoco: dopo che l’Europa ha sanzionato la Biennale di Venezia per la partecipazione russa alla kermesse, tagliando il finanziamento già concesso e pari a 2 milioni di euro, ecco che l’intellettuale siculo ha trovato la sponda di due partiti, i pentastellati e i leghisti. Ma se i primi sono all’opposizione, i secondi si trovano nella maggioranza governativa, e per di più con la sottosegretaria Lucia Borgonzoni proprio nel dicastero di via del Collegio Romano. Giusto per creare un altro problema al ministro Alessandro Giuli. Queste le parole di Borgonzoni: «Quanto sta accadendo con il caso Biennale è semplicemente inaccettabile. Un organismo politico, l’Unione europea, raccomanda a un ente tecnico, l’agenzia Eacea, di interrompere i contributi. Prima ancora che venga trovato, nell’eventualità ci fosse, un elemento concreto per giustificare questa decisione. Questa è la fine del diritto, una sentenza prettamente politica che danneggia chi da anni porta avanti un lavoro straordinario a Venezia. L’Italia e i suoi luoghi d’arte sono liberi e democratici, non c’è spazio per i ricatti economici di Bruxelles». La sottosegretaria ha trovato anche come alleato Luca Zaia, l’ex governatore della Regione Veneto, oltre al capogruppo dei cinque stelle al Senato, Luca Pirondini. Che è uno dei più battaglieri oppositori di Giuli…

Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole

Federcasse copia l’Abi

Si sa, a Roma le sedi per ospitare gli eventi non sono tantissime quando è previsto l’afflusso di tanti partecipanti. Occorre fare un’analisi dei costi e dei benefici, con frasi ripetute all’infinito come «no, la Nuvola di Fuksas no, è troppo cara», oppure, «sì, quel centro congressi andrebbe bene, ma è troppo lontano». E allora che si fa? Si va nell’Auditorium della Tecnica di Confindustria, all’Eur, ma meglio di giorno, perché al calar delle tenebre la zona pullula di presenze poco raccomandabili. Quindi, mercoledì 15 luglio, ecco che arriva l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, con il presidente Antonio Patuelli, per la classica assemblea dove partecipano il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. Due giorni dopo, il 17 luglio, stessa sede per “Generare futuri. 135 anni della Rerum Novarum, 80 anni di Repubblica, 10 anni dalla Riforma delle Bcc”, ossia il titolo al centro dell’assemblea annuale di Federcasse, l’associazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen. Qui non ci sarà Panetta, ma la “Lectio Cooperativa 2026” verrà affidata a Piero Cipollone, componente del comitato esecutivo della Banca centrale europea e presidente della Task Force di alto livello dell’Eurosistema per l’euro digitale.

Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole

Quelle pellicce di Fendi che non piacciono: Mazzantini nel mirino

I problemi alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea (Gnamc) di Roma non mancano mai: le proteste dei dipendenti contro la direttrice Renata Cristina Mazzantini, innanzitutto, e poi le mostre che fanno discutere. L’ultima è quella di Fendi, con annessa sfilata: per evocare la storia del brand è stata riproposta un’esposizione di una quarantina d’anni fa, dove protagoniste erano anche le pellicce della casa di moda. Pellicce che, se una volta venivano elogiate da quasi tutto il pubblico, ora sono viste come nemiche della sostenibilità: così, ecco che alcune reti televisive non hanno potuto parlare della mostra perché «la policy aziendale non lo permette», per il sostegno alle cause animaliste e per non avere noie con i movimenti green. Qualcuno evoca interrogazioni parlamentari per denunciare la presenza delle pellicce. Fatto sta che l’evento modaiolo non ha permesso di valorizzare il restauro di un giardino della galleria, anche perché tutti erano impegnati a passeggiare con calici di champagne tra le mani…

Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Alessandro Giuli e Renata Cristina Mazzantini (foto Imagoeconomica).

De Niro a Roma, tra film e alberghi

Robert De Niro nella Capitale. Lunedì 13 luglio l’attore è presente per gustarsi la versione restaurata di Novecento di Bernardo Bertolucci, nel 50esimo anniversario del film, uscito nel 1976. A dialogare con De Niro – che di Novecento è protagonista, nei panni del possidente terriero Alfredo Berlinghieri, assieme a Gérard Depardieu, che interpreta invece il contadino Olmo Dalcò – sono stati chiamati Antonio Monda e Valerio Carocci. Ma De Niro deve anche controllare il “suo” albergo di via Veneto, Nobu Hotel, di cui è socio proprietario, e valutare le prossime mosse.

Fontana e l’asse leghista anti-Piantedosi, l’appoggio a Buttafuoco e altre pillole
Robert De Niro (Ansa).

Persol, quanti occhiali al premio Strega…

Se a Roma vedete un “vip” con dei nuovi occhiali da sole griffati Persol, li ha presi alla cena del premio Strega. Sì, perché in occasione dell’evento mondan-letterario che si è svolto in Campidoglio, nel desco riservato ai personaggioni capitolini al tavolo c’erano degli oggetti, ossia appunto gli occhiali da sole Persol e le agendine Pineider. Ovviamente sono spariti tutti i “gift”, con approcci leggendari per dissimulare la “presa di possesso”, come quella signora che ha utilizzato tovagliolo per occultare all’interno gli occhiali e riporli lentamente nella borsa. Sui siti delle vendite online si trova qualcosa, comunque, di quella razzia “culturale”…

La Commissione Ue nomina Fitto rappresentante speciale per Cipro

La Commissione europea ha nominato il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto rappresentante speciale della Commissione per Cipro. In tale veste, contribuirà al processo di risoluzione della questione cipriota nel quadro delle Nazioni Unite, in stretta collaborazione con l’inviata personale del segretario generale dell’Onu per Cipro, María Ángela Holguín Cuéllar. «Questa nomina riflette il forte impegno della Commissione a favore della riunificazione di Cipro, con l’obiettivo di raggiungere una soluzione globale, funzionale e sostenibile», spiega l’esecutivo Ue.

Attentato a Ranucci: i soldi agli esecutori materiali e la foto con l’uomo di Lavitola

Secondo la Procura di Roma, i quattro presunti esecutori materiali dell’attentato compiuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci hanno ricevuto una somma compresa tra 5 e 10 mila euro, versata in contanti o attraverso viaggi pagati. È quanto emerge dalle indagini.

I pagamenti ai bombaroli e le intercettazioni

I presunti membri del commando sono stati arrestati il 30 giugno 2026: Pellegrino D’Avino (indicato come colui che avrebbe procurato l’esplosivo), Antonio Passariello e Saverio Mutone sono in carcere, mentre per Marika De Filippis (compagna di D’Avino) sono stati disposti i domiciliari. Quest’ultima avrebbe partecipato a un sopralluogo davanti alla casa del conduttore di Report. Ai quattro vengono contestati i reati di detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di un ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante di avere agito con modalità mafiose. Come riporta Il Messaggero, Passariello ha riferito di aver ottenuto circa 300 euro e Mutone 1.000 euro. Per D’Avino e De Filippis è stato documentato un viaggio in Sicilia interamente pagato. In alcune conversazioni intercettate, uno dei presunti esecutori materiali avrebbe parlato delle istruzioni ricevute dai mandanti.

Attentato a Ranucci: i soldi agli esecutori materiali e la foto con l’uomo di Lavitola
Valter Lavitola (Ansa).

Resta ancora da invidivuare il movente

La Procura di Roma ha individuato in Valter Lavitola il mandante dell’attentato: secondo la ricostruzione investigativa, il faccendiere (molto amico di Ranucci) avrebbe organizzato l’operazione attraverso il collaboratore Gomes Clesio Tavares, che avrebbe svolto il ruolo di intermediario coi bombaroli. Nei giorni scorsi è stata effettuata una perquisizione nell’abitazione del cittadino camerunense, che al momento si trova in Africa. Stando a quanto emerso, anche Lavitola si preparava a partire per il Camerun: da qui l’accelerata all’operazione da parte degli investigatori. Resta ancora da individuare il movente.

Attentato a Ranucci: i soldi agli esecutori materiali e la foto con l’uomo di Lavitola
La foto di Clesio Tavares con D’Avino e Passariello (TikTok).

La foto di Clesio Tavares con D’Avino e Passariello

A proposito di Gomes Clesio Tavares e i suoi rapporti con i presunti esecutori materiali dell’attentato dinamitardi, Il Fatto Quotidiano ha individuato, tra i contenuti pubblicati su TikTok da Passariello, una fotografia del 22 luglio 2024 in cui compare assieme a D’Avino e allo stesso collaboratore di Lavitola.

Attentato a Ranucci: i soldi agli esecutori materiali e la foto con l’uomo di Lavitola
Valter Lavitola lascia la procura di Roma da un’uscita secondaria (Ansa).

Comtel International, nuovo cda: Mattia Conti nominato presidente

È stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione di Comtel International (società del gruppo Comtel). Mattia Conti è stato nominato presidente, mentre Stefano Asperti assumerà il ruolo di amministratore delegato. Completano il cda Carlo Nardello e Francesca Furiato. Una nuova struttura societaria dettata dalla particolare importanza delle attività internazionali per l’intero Gruppo, rafforzandone così la governance e ponendo le basi per una crescita più rapida. Comtel, infatti, è già presente su diversi mercati esteri quali Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico con Voice, soluzione di unified communications (app voce, messaggistica, videoconference) dedicata a istituzioni e realtà private in settori strategici quali finance, infrastrutture, hotellerie e sanità.

Legge elettorale, arriva l’emendamento sulle preferenze

Alle ore 14 di oggi, lunedì 13 luglio, scade il termine per la presentazione degli emendamenti alla nuova legge elettorale, il cui esame alla Camera riprenderà martedì 14 luglio. Secondo quanto filtra da fonti di maggioranza, Fratelli d’Italia assieme a Noi Moderati e all’Unione di Centro depositerà un emendamento che prevede il capolista bloccato e a seguire la possibilità di mettere fino a tre preferenze di cui una di genere tra i sei nomi già scritti sulla scheda che saranno alternati in ordine di genere. Una proposta, questa, volta anche a raccogliere precedenti proposte delle attuali opposizioni, ma – in attesa di ulteriori interlocuzioni nei partiti e tra alleati – non sottoscritta da Forza Italia e Lega. Per quanto riguarda il Carroccio, dopo l’apertura mostrata nei giorni scorsi da Matteo Salvini, il vicecapogruppo alla Camera Riccardo Molinari ha affermato che «incaponirsi sulle preferenze non ha molto senso». FdI continua però a lavorare per una mediazione. Non è escluso che, in assenza di un accordo, si arrivi a un voto palese in Aula, che metterebbe in evidenza le divisioni sia nella maggioranza che nelle opposizioni.

L’emendamento per la riduzione delle circoscrizioni Estero

Il centrodestra ha però presentato un emendamento unitario alla legge elettorale che riduce le circoscrizioni Estero: diventano così due circoscrizioni per la Camera e una per il Senato. Attualmente le circoscrizioni sono: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Nuovi attacchi Usa, l’Iran risponde con missili sulle basi americane in Medio Oriente

Nuovi attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran, per una tregua nel Golfo che ormai davvero sembra saltata. I raid americani sono iniziati poco dopo la mezzanotte iraniana e sono andati avanti per cinque ore. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha rivendicato di aver colpito «sistemi di difesa aerea iraniani, i radar costieri, le capacità missilistiche e dei droni e piccole imbarcazioni», il tutto per favorire la riapertura dello stretto di Hormuz, la cui recente nuova chiusura da parte di Teheran ha fatto impennare ancora i prezzi del petrolio.

Teheran minaccia di ritirarsi dal memorandum d’intesa

Secondo i media statali iraniani, gli attacchi aerei Usa hanno colpito vaste aree nelle porzioni occidentale e meridionale della Repubblica Islamica, tra cui l’isola di Qeshm e Bandar Abbas, vicino allo stretto di Hormuz, nonché la provincia del Khuzestan, al confine con l’Iraq. Il Ministero degli Esteri iraniani ha dichiarato che, qualora gli Stati Uniti non rispettassero gli impegni assunti nel recente memorandum d’intesa siglato tra i due Paesi, Teheran smetterà di attenervisi: «Il nostro impegno sarà adempiuto in relazione a quello della controparte: laddove essi abbiano violato l’accordo con vari pretesti, neppure noi lo abbiamo attuato e continueremo a comportarci di conseguenza. Sono stati gli americani a violare il Memorandum d’intesa e a fare a pezzi l’accordo composto da 14 articoli»

L’Iran ha lanciato attacchi in Giordania, Bahrein e Kuwait

Accusando gli Stati Uniti di aver «vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi» per la pace nella regione, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica hanno reso noto di aver bombardato in Giordania, Bahrein e Kuwait alcune basi militari utilizzate dall’esercito Usa in Medio Oriente. Nel mirino in particolare la base aerea Prince Hassan in Giordania e quelle di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait, nonché il centro di comando dei droni statunitensi in Bahrein.

Ucraina, Zelensky annuncia un rimpasto di governo e sostituisce il primo ministro

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso X ha annunciato un rimpasto di governo proponendo la sostituzione del primo ministro Yulia Svyrydenko. «L’Ucraina sta cambiando la sua strategia politica. A ciascuna area prioritaria della politica estera verrà affidata una persona specifica con una solida esperienza, in grado di attuare quanto concordato a livello di leadership e quanto auspicato dal popolo ucraino. Le aree più importanti includono gli Stati Uniti e i nostri accordi sulle licenze per la produzione dei sistemi Patriot, nonché altre forme di cooperazione bilaterale in materia di sicurezza, che devono tradursi in vantaggi concreti per i nostri Paesi e per le aziende ucraine e americane. Lo stesso vale per il nostro lavoro interno. Ci sono nuove sfide e nuovi compiti e, di conseguenza, in Ucraina inizieranno i cambiamenti di personale per garantire l’attuazione della strategia politica aggiornata», ha scritto. E ancora: «Ho discusso i dettagli con il primo ministro ucraino Yulia Svyrydenko. Abbiamo stabilito che questi cambiamenti richiedono un rinnovo del Consiglio dei ministri. Sono grato a Yulia per il suo lavoro chiaro, costante ed efficace, per i suoi anni di servizio proficuo nella squadra ucraina, e le ho offerto l’opportunità di guidare un nuovo e importante settore di relazioni con un partner chiave. Mi aspetto che, insieme ai parlamentari, apporteremo i corrispondenti cambiamenti al governo ucraino. Ci saranno cambiamenti anche tra i vertici delle forze dell’ordine».

Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici

È morto a 78 anni l’attore Sam Neill, famoso aver interpretato il paleontologo Alan Grant nella saga di Jurassic Park. «La perdita è stata improvvisa e inaspettata, ma confortata dal fatto che Sam fosse libero dal cancro», si legge in un comunicato della famiglia pubblicato su Instagram. L’attore, nato in Irlanda del Nord e cresciuto in Nuova Zelanda, aveva annunciato ad aprile di essere guarito da un tumore del sangue al terzo stadio.

Non solo Alan Grant: i ruoli più importante della carriera di Sam Neill

Come detto, Neill è noto al grande pubblico soprattutto per il personaggio del paleontologo Grant, apparso in Jurassic Park nel 1993, ripreso in Jurassic Park III e poi, quasi due decenni più tardi, in Jurassic World – Il dominio. Interprete versatile, Neill nel corso della sua lunga carriera, oltre che in blockbuster ha recitato anche in film indipendenti e varie serie televisive. Nel 1981, al fianco di Isabelle Adjani, fu il protagonista maschile di Possession, pellicola tra l’horror psicologico e il dramma sentimentale, diretta da Andrzej Żuławski e diventata cult anni dopo la sua uscita nelle sale. Nel 1988 recitò accanto a Meryl Streep in Un grido nella notte, dramma ispirato a una nota vicenda di cronaca australiana: la scomparsa della neonata Azaria Chamberlain, che durante un campeggio con la famiglia fu uccisa da un cane selvatico nel deserto. Nel 1990 aveva interpretato il capitano Vasily Borodin, “secondo” del comandante Marko Ramius alias Sean Connery in Caccia a Ottobre Rosso. Nel 1993 uscì Lezioni di piano, film vincitore della Palma d’oro a Cannes, che lo vede nel ruolo del marito della protagonista Ada McGrath. L’anno successivo Neill fu John Trent, paziente in un ospedale psichiatrico e investigatore assicurativo, protagonista dell’horror Il seme della follia. Tra i suoi film più celebri c’è poi L’uomo bicentenario, in cui fu il papà della famiglia Martin, che acquista un androide (interpretato da Robin Williams) inaspettatamente capace di provare emozioni. Più di recente, Neill era tornato alla ribalta nei panni dell’investigatore Chester Campbell, principale nemico della famiglia Shelby nelle prime due stagioni della serie Peaky Blinders.

Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici
Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici
Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici
Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici
Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici
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Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici
Morto a 78 anni l’attore Sam Neill: i suoi ruoli più iconici

Stefano Cappellini nominato direttore ad interim di Repubblica

Il Gruppo Gedi ha nominato Stefano Cappellini direttore responsabile ad interim di Repubblica con effetto immediato. L’ha annunciato l’editoe spiegando che «forte della sua profonda conoscenza del giornale, della sua redazione e dei suoi valori, Cappellini assumerà la piena responsabilità della direzione editoriale della testata fino al completamento definitivo del processo di nomina del direttore responsabile». La nomina segue le dimissioni di Mario Orfeo.

È stato direttore de Il Riformista e caporedattore de Il Messaggero

Entrato nel giornale nel 2016, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, affermandosi come una delle firme di riferimento nell’analisi politica e nell’attualità. In precedenza ha diretto Il Riformista ed è stato caporedattore de Il Messaggero. «Desidero rivolgere a Stefano Cappellini i miei migliori auguri per questa nuova responsabilità», ha dichiarato Mirja Cartia d’Asero, amministratore delegato del Gruppo Gedi. «Sono certa che la sua solida esperienza, il suo lungo impegno nel giornale e le sue straordinarie qualità professionali gli consentiranno di guidare Repubblica con autorevolezza durante questa fase di transizione».