Vigilanza Rai, lasciano anche i componenti di centrodestra

Dopo il passo indietro della presidente Barbara Floridia e degli altri componenti provenienti dall’opposizione, si sono dimessi dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai anche i componenti di centrodestra. La senatrice del M5s ha parlato di un organo di garanzia «tenuto in ostaggio da chi governa»: ebbene, i membri provenienti dalla maggioranza denunciano qualcosa di analogo. Ma da parte del centrosinistra.

I componenti di centrodestra: «Commissione occupata dalla sinistra»

«Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare». È quanto hanno dichiarato i membri del centrodestra dimissionari, definendo «anomalo» che «il presidente della Rai dopo un certo numero di votazioni non possa essere eletto a maggioranza, eventualità che invece è prevista perfino per la carica di Presidente della Repubblica». L’opposizione, spiegano, ha «sfruttato in maniera vergognosa» questa legge, impedendo alla tv di Stato di avere un presidente nonostante sia stato designato già da tempo» dal suo cda.

«Siamo dinanzi a una vergognosa pantomima inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il Servizio pubblico, dopo aver perso il governo della Nazione per volontà degli italiani. E proprio l’avidità di poltrone della sinistra ha prodotto lo stallo in Commissione», affermano poi i componenti della maggioranza: «Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai e riprendere il ciclo di audizioni che le dimissioni della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni in Vigilanza hanno interrotto. Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista».

Usa-Iran, quando riprenderanno i colloqui indiretti

Il prossimo round di negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran inizierà il 18 luglio. Lo riferisce l’emittente saudita Al-Hadath, citando una fonte di alto livello. Al momento non è stato indicato dove si terranno i nuovi colloqui. Ma è altamente probabile che la sede sia ancora Doha, in Qatar. In alternativa c’è il Pakistan, l’altro Paese mediatore. Come riferito dal portavoce del ministero degli Esteri qatariota, Majed al-Ansari, le discussioni indirette tra Usa e Iran, che proseguiranno dopo i funerali di Ali Khamenei, hanno permesso alle due parti di avanzare su alcune questioni relative al memorandum d’intesa di Islamabad, basandosi sui risultati del vertice del Lago di Lucerna.

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci continua a correre

L’ultima Supermedia Agi/Youtrend, realizzata sulla base di nove sondaggi sulle intenzioni di voto condotti dal 18 giugno al primo luglio da sei istituti, evidenzia un ulteriore balzo di Futuro Nazionale, che ha guadagnato un punto netto in due settimane, portandosi così al 5,9 per cento. Bene anche il Movimento 5 stelle, mentre perdono consensi Fratelli d’Italia e Partito democratico.

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci continua a correre
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Stavolta a perdere terreno è soprattutto Fratelli d’Italia

A differenza delle indagini precedenti, a fare le spese dell’ascesa di Roberto Vannacci non è principalmente la Lega, bensì FdI: il partito di Giorgia Meloni perde infatti lo 0,6 e scende a 27,6 per cento. Male anche il Pd, che cala al 21,3 per cento (-0,4). Buona la performance del M5s, che sale al 13,4 per cento (+0,7). Forza Italia è stabile al 7,9 per cento. Lieve calo (-0,1) per Alleanza Verdi e Sinistra, data al 6,3 per cento. Appena sotto la Lega (6,2 per cento, -0,3). Oltre a FI sono stabili anche Azione (3 per cento) e Italia Viva (2,3 per cento). Seguono +Europa all’1,5 per cento (+0,1) e Noi Moderati all’1,1 per cento (-0,1). Da prendere con le molle il dato del Partito Liberal Democratico, rilevato solo da due istituti sui sei e dato all’1,5 per cento.

Sondaggi politici, la Supermedia: Vannacci continua a correre
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra cala al 42,8 per cento (record negativo dall’insediamento del governo), mentre continua ad aumentare il vantaggio il campo largo, dato avanti di due punti (44,8 per cento).

Mastella: «Pregate per me, sono malato»

Davanti ai fedeli che assiepavano la basilica gremita per la ricorrenza della festività della Madonna delle Grazie, patrona del Sannio, il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha annunciato di essere malato, chiedendo ai presenti a pregare per lui. «Spero di farcela», ha detto con la voce rotta per l’emozione. Dopo qualche attimo di silenzio è scoppiato un applauso di incoraggiamento per l’ex ministro.

Trump torna ad attaccare la Nato: «Usa spendono più di tutti»

Donald Trump torna ad attaccare la Nato. «Gli Stati Uniti spendono più di qualsiasi altro Paese, e con un ampio margine, per garantirne la protezione, senza trarne alcun vantaggio», ha affermato il presidente sul suo social Truth elencano le spese per gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi, fra cui l’Italia. «Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi, Francia 66,5 miliardi, Italia 48,8 miliardi, Polonia 44,3 miliardi. Le cifre degli altri Paesi, inclusa la Germania, sono molte più basse», ha evidenziato.

Vigilanza Rai, dimissioni della presidente Floridia e di tutti i membri di opposizione

Tutti i componenti di opposizione, compresa la presidente Barbara Floridia, si sono dimessi dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. «È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari», ha scritto su Facebook Floridia, senatrice del M5s.

«Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore», ha aggiunto Floridia. «Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari».

Vigilanza Rai, dimissioni della presidente Floridia e di tutti i membri di opposizione
Barbara Floridia (Imagoeconomica).

Floridia: «Vigilanza Rai ostaggio dal governo»

Nel suo lungo post, la senatrice pentastellata ha scritto anche di «boicottaggio sistematico» della commissione di vigilanza, «tenuta in ostaggio da chi governa» e «artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone». E poi: «La misura è colma. Manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo. Io non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai».

La dichiarazione dei capigruppo di opposizione

«Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza». Lo dichiarano i capigruppo di opposizione nella Commissione di Vigilanza Rai Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs): «Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista».

La marcia dei tifosi laziali contro Lotito e le altre pillole del giorno

Giovedì pomeriggio lo zoccolo duro dei tifosi della Lazio torna a scendere in piazza contro la gestione Lotito. L’appuntamento è alle 17.30 a Ponte Milvio. Il corteo si dirigerà verso piazzale Ankara, proprio sotto la curva Sud dello Stadio Flaminio, al grido dello slogan: «La libertà è una conquista». La giornata si concluderà con interventi e musica fino a notte inoltrata. Chissà se sul palco o in strada si scorgerà qualche tifoso vip oltre a Tommaso Paradiso, la cui presenza è già stata confermata – come Angelo Mellone o Pino Insegno. L’obiettivo degli organizzatori è superare le 20 mila presenze per quella che si preannuncia come la più grande manifestazione di dissenso della storia delle tifoserie italiane.

LEGGI ANCHE: Le mire di Lotito sulla Reggina, un’operazione più politica che calcistica

Lotito ha di che preoccuparsi, perché si sa il consenso dei tifosi è strettamente legato a quello elettorale. E lui eletto al Senato con Forza Italia (e per di più in vista delle Politiche del 2027) dovrebbe saperlo bene…

A Villa Taverna Giorgia Meloni manda Arianna

L’unica brutta sorpresa potrebbe arrivare dal cielo. Nel senso di rovesci. Dopo il gelo tra Palazzo Chigi e Donald Trump, al ricevimento per l’Independence Day organizzato a Villa Taverna, residenza ufficiale dell’ambasciatore Usa Tilman Fertitta, alla fine parteciperà mezzo governo: i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, il ministro della Difesa Guido Crosetto e quello del Made in Italy Adolfo Urso. Giorgia Meloni no, non è attesa. Qualcuno però scommette che potrebbe affacciarsi al party con il favore delle tenebre, al ritorno da Padova dove interverrà al congresso della Uil. La premier però ha inviato la sorella Arianna e da Palazzo Chigi il sottosegretario Alfredo Mantovano. Diserteranno invece il barbecue a stelle e strisce i leader delle opposizioni, a partire da Elly Schlein (ci sarà però una mini-delegazione del Pd) che nella tarda mattinata di giovedì si è presentata al convegno di Federmanager. Forfait anche per Giuseppe Conte, Bonelli & Fratoianni, Carlo Calenda e pure Roberto Vannacci. Matteo Renzi deve ancora sciogliere la riserva. Vedremo…

La marcia dei tifosi laziali contro Lotito e le altre pillole del giorno
La festa dell’Independence Day del 2025 (Ansa).

Al convegno Aepi c’è Alma Manera, e alla cena il marito Petrecca

Mercoledì, nella cornice della Terrazza Caffarelli in Campidoglio, sontuosa serata della Confederazione Aepi (Associazioni Europee di Professionisti e Imprese), guidata da Mino Dinoi, per il premio Le Eccellenze del Made in Italy. Iniziativa nata «con l’obiettivo di valorizzare personalità, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e protagonisti del mondo produttivo che, nei rispettivi ambiti, contribuiscono a diffondere i valori del Made in Italy, simbolo riconosciuto di qualità, cultura, innovazione e tradizione».

La cerimonia di premiazione è stata condotta da Alma Manera, attrice, cantante e conduttrice di Rai Radio 1. Presente anche il marito Paolo Petrecca, ex direttore di Rai Sport.

La marcia dei tifosi laziali contro Lotito e le altre pillole del giorno
Paolo Petrecca e Alma Manera (da Instagram).

Colosseo, si ride da morire con Dario Argento

Ridere con Dario Argento. L’idea è venuta a Csc – Cineteca Nazionale e Parco archeologico del Colosseo, con la rassegna “Morire dal ridere. Classici dell’orrore tra paura e parodia”. Ecco il vampiro scheletrico e perturbante di Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau, la creatura tragica di Frankenstein (1931) di James Whale e poi Freaks (1932) di Tod Browning. A chiudere questo itinerario sarà Opera (1987) di Dario Argento, definito come «vertice visionario del thriller horror italiano, dove lo sguardo stesso diventa strumento di ossessione e violenza». E Argento introdurrà la proiezione nella serata di martedì 14 luglio.

A Cinevillage c’è Rocco Siffredi

Parlare di cultura con Rocco Siffredi? A Roma si può: dal 6 luglio al 6 settembre Villa Lazzaroni ospita la terza edizione di Cinevillage, la rassegna estiva organizzata da Agis Lazio che, anno dopo anno, si è ritagliata un ruolo sempre più centrale nella programmazione culturale della Capitale. Nel parco del VII Municipio la manifestazione sarà aperta da un incontro con Rocco Siffredi, in occasione della proiezione di Blue, film di Eleonora Puglia.

Nuovi guai per Bandecchi, accusato di corruzione e perquisito

Perquisizioni personali, informatiche e locali tra Terni, Roma e Orvieto a carico di Stefano Bandecchi, sindaco del capoluogo umbro e della relativa Provincia, dell’imprenditore Roberto Biagioli e di un funzionario provinciale. Ipotizzati i reati di corruzione propria e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: le perquisizioni avvengono nel contesto di un’indagine riguardante un appalto per la manutenzione stradale e la compravendita dell’Orvietana Calcio.

L’affidamento dei lavori e la vendita dell’Orvietana

Nello specifico, le perquisizioni di cui sono stati oggetto il fondatore di Alternativa Popolare e le altre due persone riguardano la procedura di affidamento dei lavori pubblici di messa in sicurezza e ripristino della strada provinciale n. 12-Bagnorese, che era stata interessata da una frana. I lavori sono stati concessi dalla Provincia di Terni in affidamento diretto al Gruppo Biagioli perché l’importo (150 mila euro) è inferiore alla soglia oltre la quale il codice degli appalti impone lo svolgimento di una gara.

Nuovi guai per Bandecchi, accusato di corruzione e perquisito
Stefano Bandecchi (Imagoeconomica).

A distanza di quattro giorni dall’affidamento dell’appalto, Biagioli ha ceduto l’Orvietana Calcio a Unicusano (dunque a Bandecchi). Una circostanza ritenuta sospetta, considerata anche la tempistica. L’ipotesi è che, in sostanza, la ditta di Biagioli abbia ottenuto i lavori in cambio della cessione della società calcistica a Bandecchi: l’Orvietana è stata poi fusa con Ternana Futsal per la creazione della Nuova Ternana 1925, club che chiederà alla Figc l’iscrizione al campionato di Serie D.

Bandecchi è già a processo per evasione fiscale

Nuovi guai quindi per Bandecchi, già a processo a Roma per evasione fiscale in quanto accusato di non avere pagato imposte per circa 20 milioni di euro come amministratore di fatto dell’università telematica Unicusano. Il mancato versamento risalirebbe al periodo 2018-2022. Sfruttando le tariffe agevolate riservate agli istituti didattici, avrebbero fatto acquisti non esattamente riconducibili all’attività universitaria, tra cui quelli di una Ferrari e una Rolls Royce, comprate per 550 mila euro.

Come la Russia ha sorvegliato con droni i siti nucleari e militari europei

Utilizzando droni lanciati da navi della cosiddetta flotta ombra, negli ultimi 18 mesi la Russia ha condotto una campagna di sorveglianza dei siti nucleari e militari di diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito e Francia. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’International Institute for Strategic Studies, che ha rilevato 144 episodi verificatisi a partire dalla fine del 2024.

La Russia ha agito con «sostanziale impunità»

Secondo i ricercatori del think tank, Mosca ha agito con «sostanziale impunità», cogliendo alla sprovvista e disorientando le autorità di tutta Europa. Droni russi sono stati ripetutamente avvistati droni sopra numerose basi militari del Vecchio Continente, tuttavia nessun velivolo a pilotaggio remoto è stato catturato o abbattuto dalle forze armate occidentali, rivelando una falla strategica nelle difese aeree della Nato.

Regno Unito, Francia e non solo: i principali episodi

Tra i siti che sono stati sorvegliati dai droni russi figurano la base britannica della Raf a Lakenheath, nel Suffolk (che si stava predisponendo per ospitare armi nucleari statunitensi), e la base francese per sottomarini nucleari di Île Longue, in Bretagna. Incursioni di droni si sono verificate poi nei mesi di novembre e dicembre 2025 sopra le basi aeree di Kleine-Brogel, in Belgio, e di Volkel, nei Paesi Bassi, dove sono stoccate armi nucleari Usa aviolanciabili. Altri incidenti includono una serie di avvistamenti di droni avvenuta in Danimarca nel settembre 2025, che hanno costretto alla chiusura dell’aeroporto di Copenaghen e di altri scali del Paese. A dicembre del 2025 quattro droni sono stati avvistati mentre sorvolavano una nave della Marina irlandese in direzione della costa del Paese, la sera successiva alla visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Numerosi gli incidenti registrati in Germania. Come sottolinea l’International Institute for Strategic Studies, gli avvistamenti sono diminuiti da quando, nel corso di quest’anno, le marine europee hanno iniziato a sequestrare le navi della flotta ombra di Mosca.

La Corte Ue respinge il ricorso e conferma la maxi multa da 4,1 miliardi a Google

La Corte di giustizia dell’Ue (Curia) ha respinto l’impugnazione proposta da Google e dalla sua società madre Alphabet contro la maxi multa di circa 4,1 miliardi di euro per abuso di posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android.

Perché Google è stata multata

Nel 2018, la Commissione aveva adottato una decisione in cui aveva concluso che la società aveva imposto, segnatamente con accordi di preinstallazione e condizioni di licenza di talune applicazioni, la precedenza del suo motore di ricerca Google Search e del suo browser Chrome sui dispositivi mobili funzionanti con il sistema operativo Android, anch’esso proposto da Google. La società aveva quindi presentato ricorso, che ora la Curia ha respinto stabilendo che il tribunale che ha comminato l’ammenda non ha commesso alcun errore di diritto nel valutare gli effetti anti concorrenziali delle condizioni di preinstallazione previste dagli accordi Android.

Lefebvriani, il papa scomunica i quattro neo-vescovi e i consacranti

Il Vaticano ha scomunicato latae sententiae i quattro vescovi lefebvriani Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier e Alfonso de Galarreta, che li ha consacrati a Écône, in Svizzera, in assenza di mandato pontificio e «contro la volontà del Sommo Pontefice», così come Bernard Fellay, che ha partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come co-consacrante.

La nota del Dicastero per la Dottrina della Fede

«Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 1 CIC 2021», si legge in una nota del Dicastero per la Dottrina della Fede, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández. Fellay, avendo aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica prevista dal can. 1364 1 CIC 2021. Il Vaticano poi avverte: «Per quanto concerne i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X». Questo vale anche per i chierici. La nota sottolinea inoltre che i sacramenti amministrati «illecitamente», penitenza e matrimonio «sono invalidi». Nella comunicato si legge anche: «La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi. Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X».

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)

Oggi 2 luglio è il giorno del party per l’Independence Day a Villa Taverna. Dopo le recenti tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni, nel governo si era fatta strada l’ipotesi – poi accantonata – di disertare l’evento che si terrà (con due giorni di anticipo sulla festività Usa) nella residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, incarico attualmente ricoperto da Tilman J.Fertitta. La presidente del Consiglio non dovrebbe esserci, ma buona parte del suo governo sì, a partire dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato la sua presenza «a testa alta e schiena dritta». Assente invece quasi tutta l’opposizione. Ecco chi ci sarà (e chi no).

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Antonio Tajani (Ansa).

A Villa Taverna ci sarà mezzo governo, ma non la premier Meloni

Al ricevimento di Villa Taverna sarà presente mezzo governo italiano. Oltre a Tajani sono attesi i ministri Matteo Salvini e Guido Crosetto, così come Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Carlo Nordio e Giuseppe Valditara. Ci saranno anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e il presidente del Senato Ignazio La Russa, che prenderà la parola dal palco.

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Matteo Salvini intento a mangiare un hamburger a Villa Taverna durante una festa degli anni passati (Ansa).

Meloni nel pomeriggio sarà a Padova per il congresso della Uil: un buon pretesto per dare forfait. Ma comunque una Meloni a Villa Taverna ci sarà: la sorella Arianna, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia. Restando alla maggioranza, atteso anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati.

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Arianna Meloni (Ansa).

Assenti i leader del campo largo, Renzi invece non mancherà

Assenti tutti i leader del campo largo: la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte (sarà al Circolo Canottieri Napoli a presentare il suo libro), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. I dem manderanno in rappresentanza Francesco Boccia, capogruppo al Senato, mentre Lorenzo Guerini sarà presente come presidente del Copasir. Restando all’opposizione, Carlo Calenda quest’anno non è stato nemmeno invitato. Assente pure il segretario di +Europa Riccardo Magi. Non ci sarà per un impegno familiare Pierferdinando Casini, ex presidente della Camera. Chi, invece, c’è sempre andato – da premier e senatore – è non mancherà neanche nel 2026 è Matteo Renzi. Assieme al leader di Italia Viva parteciperà alla festa la fedelissima Maria Elena Boschi. E Futuro Nazionale? Risultano invitati Roberto Vannacci e Laura Ravetto: l’ex generale sarà impegnato a Bruxelles, mentre l’ex leghista risponderà presente, come l’anno scorso.

Ft: «OpenAi valuta di cedere 5 per cento al governo Usa per avere sostegno»

OpenAI avrebbe proposto al governo degli Stati Uniti di cedere una quota del 5 per cento della società, secondo quanto riportato dal Financial Times. Una mossa che vorrebbe allentare le crescenti pressioni politiche di Washington. La partecipazione avrebbe un valore di circa 42,6 miliardi di dollari, dopo che la startup ha chiuso a marzo un round di finanziamento da record con una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari. Il ceo Sam Altman ha sostenuto che dare al pubblico una partecipazione finanziaria nell’azienda sia il modo migliore per condividere i benefici dell’IA. Avrebbe suggerito una quota di tale entità nei primi colloqui con l’amministrazione Trump nell’ambito di un accordo più ampio in base al quale Washington potrebbe detenere il 5 per ceno in altre delle principali società di sviluppo di IA statunitensi tramite una società veicolo – ma non è chiaro se tali società sarebbero disposte a farlo.

Notte di attacchi russi su Kyiv, almeno 13 morti

Almeno 13 persone sono morte e 86 sono rimaste ferite in una serie di attacchi russi su Kyiv nella notte tra l’1 e il 2 luglio 2026. Lo ha comunicato il servizio statale di emergenza dell’Ucraina e lo riporta Ukrainska Pravda. Degli 86 feriti, 70 sono ricoverati in ospedale. La Russia ha lanciato decine di missili da crociera e balistici sulla capitale durante l’attacco, che ha visto anche massicci attacchi di droni in diverse regioni. Sono stati distrutti edifici residenziali e incendiati palazzi multipiano. È stato anche danneggiato un hotel nel centro della città.

Video podcast, sulle views domina Fedez: male Gazzoli e Cattelan

In Italia c’è ormai un campionato di podcast, vodcast, chiamiamoli un po’ come si vuole, insomma dei video distribuiti online dove vengono intervistati o messi a confronto personaggi più o meno famosi. E, in chiusura di stagione 2025-26, si possono tirare le somme.

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I picchi con Vannacci vs Renzi e l’intervista a Meloni

Lo scudetto, senza alcun dubbio e in maniera netta, lo vince Pulp Podcast di Fedez e Mr. Marra. Le ultime 10 puntate in chiaro (perché loro fanno anche contenuti extra a pagamento e riservati agli abbonati) hanno raggiunto una media di 884 mila visualizzazioni ciascuna su YouTube, con i picchi del dibattito tra Roberto Vannacci e Matteo Renzi (2,3 milioni), dell’intervista a Giorgia Meloni (1,9 milioni) e dello scontro tra Giuseppe Cruciani e Saverio Tommasi (1,3 milioni).

Video podcast, sulle views domina Fedez: male Gazzoli e Cattelan
Giorgia Meloni ospite di Pulp Podcast, il podcast di Fedez e Mr. Marra: puntata in onda giovedì 19 marzo alle 13 (foto Ansa).

Fedez ha parlato di «una stagione che ci ha dato grandi soddisfazioni, tutta in discesa rispetto alla prima, nella quale io non ero in forma e facevo fatica a stare in piedi. Al nostro tavolo si è seduto un parterre di un certo tipo, ma abbiamo sempre mischiato l’alto e il basso, la politica, i complotti, le sciocchezze e le cose oscene. Peraltro certi abbinamenti, come Cruciani vs Tommasi, ci sono stati suggeriti nei commenti dagli utenti, a noi non erano venuti in mente. Torneremo a settembre con la stagione regolare, ma in estate non ci fermiamo: ci saranno video per i soli abbonati (già prodotti oltre 60 contenuti a pagamento su Pulp podcast, ndr), a partire da Lirio Abbate che ci parla di Massimo Carminati, e poi Paolo Ruffini con i suoi amici, eccetera».

Al secondo posto, molto staccati, Rapone e Tinti con Tintoria

Un dominio assoluto, quello di Fedez. Soprattutto in confronto alla fase di stanca che gli altri podcast di interviste stanno vivendo. Al secondo posto c’è Tintoria, di Stefano Rapone e Daniele Tinti, ma staccatissimi a 257 mila visualizzazioni medie su YouTube per ciascuna delle ultime 10 puntate.

Va male Passa dal Bsmt di Gianluca Gazzoli, a quota 191 mila visualizzazioni a puntata, ma che, senza il recente botto con Alessandro Barbero, sarebbe a una media di 157 mila (e d’altronde ormai i personaggi interessanti da “intervistare”, per modo di dire, scarseggiano).

A 181 mila visualizzazioni medie a puntata è Fuori di Cabello, ultimo arrivato con Victoria Cabello. Mentre One more time di Luca Casadei è a 158 mila visualizzazioni.

Giacomo Poretti (di Aldo, Giovanni e Giacomo) continua a stentare con Poretcast, a 90 mila visualizzazioni medie a puntata per le ultime 10 distribuite su YouTube, e pure Alessandro Cattelan, nonostante ospiti spesso illustri, non si schioda dalle 88 mila visualizzazioni a puntata per Supernova.

È un genere, quello del vodcast con intervista, che continua a venire preso d’assalto un po’ da tutti. C’è per esempio il neonato Tutto in piazza, con Ivan Zazzaroni, che ha circa 31 mila visualizzazioni a puntata.

E che dire del trio dei più potenti giornalisti musicali, Luca Dondoni (La Stampa), Paolo Giordano (il Giornale) e Andrea Laffranchi (Corriere della sera), che ormai da tempo si diletta con il podcast Pezzi dentro la musica, e che nelle ultime 10 puntate con interviste (quelle al Festival di Sanremo non valgono) ha raggiunto ben 1.847 visualizzazioni medie a puntata. Citofonando a qualche condominio, probabilmente, avrebbero avuto audience più alte.