Flop clamorosi e successi inattesi, l’inspiegabile stagione autunnale al cinema
Per fortuna nessuno ha ancora capito bene gli ingredienti di un successo al cinema. È una magia che a volte avviene e altre no. E non c’è nulla di più inutile di ascoltare quelli che, ma solo ex post, sciorinano la ricetta magica. Nella stagione autunnale 2026, in effetti, i casi di flop clamorosi e successi insperati sono diversi. E allo stesso modo inspiegabili.
The social reckoning, gli ingredienti per funzionare c’erano tutti
The social reckoning, cioè quello che veniva presentato come sequel di The social network, aveva tutti i crismi per sfondare al botteghino: critica feroce al mondo delle piattaforme e al potere dell’algoritmo; un regista famoso e di culto come Aaron Sorkin (che, peraltro, aveva sceneggiato proprio The social network); cast formato dalle stelle giuste della nuova Hollywood, ossia Jeremy Allen White (quello della serie The Bear, il novello Sean Penn del cinema americano), Mikey Madison (l’attrice di Anora, premio Oscar 2025), Jeremy Strong (già visto in Succession e The Apprentice – Alle origini di Trump).
Eppure: uscito in Italia l’8 ottobre, con una notevole promozione un po’ ovunque, il film da noi ha incassato 286 mila euro, una miseria. Nel mondo il box office è arrivato a malapena a 17 milioni di dollari complessivi, nonostante la sola produzione della pellicola fosse costata 40 milioni, a cui poi bisogna sempre aggiungere i costi di marketing e promozione.
Iñárritu voleva regalare a Tom Cruise l’Oscar, e invece…
Qualcosa di analogo è accaduto a Digger, diretto dal messicano Alejandro González Iñárritu e interpretato da Tom Cruise. Arrivato nelle sale il primo ottobre, doveva essere il film che finalmente avrebbe portato l’attore di Top Gun ad aggiudicarsi un Oscar. Ed era stato scelto Iñárritu proprio perché in passato aveva sfornato capolavori come 21 grammi, Babel, Birdman e Revenant: il regista era stato premiato con Oscar a raffica e aveva anche rotto l’incantesimo che non portava mai la statuetta a Leonardo DiCaprio, facendogliela invece vincere con Revenant.
Al pubblico, però, il mix di Digger non è piaciuto molto: 1,6 milioni di euro al box office in Italia, 17,8 milioni di dollari negli Stati Uniti, 28,8 milioni nel resto del mondo. Insomma, poco più di 46 milioni di dollari per un film costato circa 300 milioni tra produzione e promozione. Nessuno probabilmente voleva vedere Tom Cruise conciato così, e in pochi avevano voglia di un film grottesco e di denuncia della società capitalista occidentale.
A chi interessa L’assurda storia della Gialappa’s Band?
Più di recente, venendo alla industry italiana, ecco il documentario L’assurda storia della Gialappa’s Band: pure qui gli ingredienti sembravano perfetti, con la regia di Walter Veltroni, intervistato ovunque, soggetti popolari come i tre della Gialappa’s (pure loro ospitati dappertutto), gran tappeto rosso e battage alla Festa del cinema di Roma, distribuzione Medusa film in 300 sale. E invece: dopo il debutto al cinema il 22 ottobre, nel primo fine settimana, fino cioè a domenica 25, ha incassato appena 80 mila euro. Gli esercenti, perciò, lo hanno liquidato abbastanza velocemente, con un flop colossale al botteghino.
Lo stesso è successo a La città dei vivi, il film tratto dall’omonimo romanzo di Nicola Lagioia sull’omicidio di Luca Varani. La pellicola, presentata in pompa magna alla Mostra del cinema di Venezia, con interviste a ripetizione a Valerio Mastandrea, è poi arrivata in sala il primo ottobre, incassando appena 350 mila euro.
Eppure c’è chi, senza promozioni, ha sbancato
Al contrario, ecco documentari e film che quasi per caso, e senza particolari promozioni, sono entrati nel famoso circuito del passaparola, diventando dei benchmark al botteghino: per esempio Je so’ pazzo, opera biografica su Pino Daniele, uscita in sala il 15 ottobre e già arrivata a 3,2 milioni di euro al box office.
Ancor più incredibili i risultati del documentario Naza, premiato a Venezia e poi esploso dal 28 settembre nelle sale, con oltre 5,3 milioni di euro di incassi.
E infine L’estranea, grazie soprattutto alla candidatura per l’Italia alla corsa degli Oscar 2027, sta arrivando a 3 milioni di euro al botteghino. È in sala dall’8 ottobre. La ricetta magica? Rassegnatevi, non esiste.

