Partiti gli avvisi di cassa integrazione a zero ore per i dipendenti ex Ilva

Gruppo Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria sta comunicando a un numero crescente di dipendenti la sospensione dal lavoro, con collocamento in cassa integrazione a zero ore. Lo riferiscono fonti sindacali: le prime comunicazioni hanno riguardato la sede di Milano, a seguire poi quelle per il personale di Taranto. Dove il personale del centro ricerche di AdI è in ferie forzate da una settimana.

L’attuale autorizzazione riguarda 4.500 addetti

La misura potrebbe essere il preludio a un nuovo ricorso alla cassa integrazione straordinaria: l’attuale autorizzazione riguarda 4.500 addetti del gruppo, 3.800 dei quali a Taranto. Ma giorni fa Acciaierie d’Italia ha trasmesso ai sindacati una nuova procedura di cassa per 38 dei 40 dipendenti del sito di Salerno. Sul piano industriale, l’altoforno 2 di Taranto è stato portato al regime minimo, mentre l’acciaieria 2 risulta ferma: da qualche giorno di fatto non c’è più produzione. Tutta l’area a caldo, parte centrale del siderurgico, è bloccata: l’azienda si è preparata al decreto di fermata della Corte d’Appello di Milano, oltre a non avere più materie prime e risorse economiche. Le prospettive occupazionali restano limitate anche con l’arrivo di 350 mila tonnellate di bramme acquistate, in parte già arrivate.

Rientrato il caos voli nei cieli italiani

È rientrato il caos voli nei cieli italiani causato da un’avaria al sistema di controllo dell’Enav, necessario per governare il traffico degli aeromobili in Italia. Lo ha reso noto la stressa azienda pubblica, che opera come fornitore di servizi alla navigazione aerea civile in Italia, spiegando che l’operatività è stata ripristinata al 100 per cento. In tarda mattinata Enav aveva fatto sapere di aver fatto ricorso alla rete secondaria satellitare per supplire a quella fisica in avaria e di aver avviato «un lavoro approfondito e costante con i fornitori esterni, a partire da Tim», chiamata in causa per il guasto alla rete fisica.

Numerosi i voli cancellati e i ritardi registrati

I problemi erano stati già registrati nella notte, ma Enav era riuscita a garantire il normale servizio fino alle 6 del mattino. Poi nel corso della mattina, di fronte all’aumentare dei decolli e degli atterraggi previsti, di fronte «al persistere delle anomalie, per continuare a garantire la massima sicurezza delle operazioni», la società aveva ridotto la capacità di gestione del traffico aereo di circa il 50 per cento. Numerosi i voli cancellati e i ritardi registrati in vari scali del Paese: Enav ha fin da subito escluso che si sia trattato di un attacco hacker o di un sabotaggio.

Le richieste di Zelensky al Consiglio europeo

«L’anno prossimo la guerra costerà 155 miliardi di euro. E abbiamo bisogno di almeno altri 70 miliardi di euro da parte vostra: per la difesa, per le armi e per la nostra resilienza. Si tratta di una cifra realistica. E vi chiedo di trovare questo sostegno. Ci aiuterà a tenere a bada la Russia». Lo ha detto Volodymyr Zelensky nel discorso rivolto al Consiglio europeo a Bruxelles.

Le richieste di Zelensky al Consiglio europeo
Antonio Costa, Volodymyr Zelensky e Ursula von der Leyen (Ansa).

Zelensky: «L’Ue ha i Patriot per farci superare l’inverno»

«La Russia non smetterà di essere pericolosa», ha spiegato Zelensky: «Ed è proprio la nostra forza, quella ucraina, il nostro esercito e le nostre tecnologie a contribuire a garantire anche la sicurezza europea, la vostra sicurezza. Queste garanzie non trovano ancora riscontro, a nostro avviso, nel vostro bilancio a partire dal 2028». E poi: «Prendiamo la questione sul serio. Cerchiamo di definire esattamente in che modo le capacità di difesa dell’Ucraina debbano essere incluse in quel bilancio». Zelensky ha inoltre affrontato il tema specifico degli intercettori Patriot, spiegando che l’Europa, ha detto, ha il numero di missili «necessario per permettere all’Ucraina di superare l’inverno». Tuttavia, ha aggiunto, Kyiv andrà avanti con il progetto Freja per arrivare a una propria difesa missilistica.

Le richieste di Zelensky al Consiglio europeo
Volodymyr Zelensky (Ansa).

Zelensky: «Se cadiamo ci saranno 20 milioni di profughi»

Nel suo discorso, Zelensky ha insistito sul fatto che a Vladimir Putin non basterà il Donbass. «Allora perché l’invasione è iniziata con l’attacco a Kyiv? Un Paese non esiste senza capitale. Ci vuole annichilire, ci vuole distruggere, non rispetta la nostra sovranità né la nostra integrità territoriale», ha affermato il capo della Bankova spiegando che, in caso di sconfitta, «20 milioni di ucraini verranno in Europa».

Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein

Le aree della maggioranza Pd a Montepulciano. Prima ancora i riformisti a Prato. E il gruppo dem della Camera che si dà appuntamento nei pressi di Arezzo. Un attivismo che, come insegna la storia del Partito democratico, spesso anticipa un tornante insidioso, un «momento di chiarimento politico».

Il rischio assenteismo

In questo caso si tratta dell’assemblea nazionale chiamata a prorogare il mandato di Elly Schlein da segretaria. Un passaggio che nel Pd, tanto nella maggioranza quanto nella minoranza, viene dato per acquisito. Al punto che in Transatlantico, alla Camera dei deputati, tra una chiacchiera e l’altra sui divanetti rossi c’è chi manifesta il timore del flop di partecipazione. La formula ibrida, in presenza e da remoto, introdotta nel periodo della pandemia, ha decimato di volta in volta i partecipanti all’assise che si tiene, o si dovrebbe tenere, due volte l’anno. Domenica 18 ottobre l’appuntamento è alla Nuvola dell’Eur, una sala da oltre 1.700 posti, per un organismo che conta circa 1.200 delegati. Il rischio di lasciare larghi spazi vuoti è concreto. Non a caso la convocazione ufficiale è stata preceduta da una mail di pre-convocazione per allertare i componenti del parlamentino dem.

Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein
La Nuvola dell’Eur (Imagoeconomica).

Schlein e il correntone di sicurezza

Nessuno, comunque, si aspetta eventi traumatici, considerando i numeri di cui gode la segretaria. Dal suo insediamento, Schlein ha visto la maggioranza interna allargarsi ai lettiani e a un pezzo di riformisti che hanno seguito Stefano Bonaccini. Ma soprattutto ha visto la nascita del “correntone” di Montepulciano, creato alla fine del 2025 per rafforzare la posizione di Schlein alla testa del partito. Almeno sulla carta.

Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein
Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein
Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein

In molti hanno guardato con sospetto la scelta dei capi area, da Andrea Orlando a Dario Franceschini per arrivare fino a Roberto Speranza. L’idea dei maligni è che si trattasse di un modo per formare un cordone sanitario attorno a una leader che agiva troppo in autonomia. E forse anche per influenzarne le scelte in vista della scrittura delle liste elettorali.

Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein
Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein
Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein

Al di là dei sospetti, i membri del correntone si rivedranno nella stessa cittadina toscana dal 23 al 25 ottobre. L’idea era quella di incontrarsi prima dell’assemblea, che era inizialmente attesa per novembre. La convocazione ottobrina ha quindi spiazzato gli organizzatori. Niente paura, però: l’assemblea non si svolgerà “al buio”.

L’incontro a Rondine per serrare le fila

Prima di essa si vedranno vicino ad Arezzo i deputati e le deputate del Pd per una due giorni a Rondine, «luogo simbolico dove si lavora per promuovere la pace, il dialogo e la trasformazione dei conflitti attraverso il ruolo dei giovani», spiegano i dem alla Camera. L’obiettivo della due giorni, ufficialmente, è serrare le fila in vista della stesura del programma e della legge di bilancio.

Pd in fermento prima dell’assemblea: le manovre delle correnti e i rischi per Schlein
Graziano Delrio (Imagoeconomica).

Ma sembra evidente che, alla vigilia dell’assemblea, ci sia anche la necessità di compattare la maggioranza pro-Schlein per evitare che l’appuntamento si trasformi in uno sfogatoio, come avvenuto l’ultima volta, all’inizio del 2026. In quel caso riformisti e maggioranza se ne dissero di ogni sul disegno di legge contro l’antisemitismo presentato dal senatore Graziano Delrio.

Migliorano le condizioni del Papa, ha celebrato la messa

Nella mattinata di venerdì 16 ottobre, Papa Leone XIV ha eseguito esami del sangue e radiografia del torace, che hanno confermato il costante miglioramento delle sue condizioni generali. Ha proseguito le sedute di fisioterapia respiratoria e il recupero post operatorio gli permette di svolgere le normali attività quotidiane in completa autonomia. Lo si legge nel bollettino medico diffuso dal vaticano. Alle 12 ha anche celebrato la messa nella sala allestita al decimo piano del Policlinico Gemelli. Erano presenti personale medico e infermieristico dell’ospedale, in quel momento libero dal servizio, e del Corpo della gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Nella sua omelia, il Papa ha ringraziato il personale dell’ospedale, medici, infermieri, inservienti, «per il lavoro che svolgono ogni giorno prendendosi cura dei malati e della loro fragilità e, in modo particolare, per quanto hanno fatto e fanno per lui». Ai cronisti che chiedevano se domenica l’Angelus ci sarà, la sala stampa vaticana ha detto di sì, non precisando però dove e in quale forma.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno

Mostre dedicate alla fotografia di scena, mostre su Jacques Perrin e su Luchino Visconti. E poi iniziative di ogni tipo tra una proiezione e l’altra, con degustazioni di caffè e pacchi di pasta. «Ma la Festa del Cinema non ricorda un protagonista dell’immagine come Umberto Pizzi che nella sua carriera ha immortalato tante star», lamentano i professionisti che lavorano all’Auditorium Parco della Musica. Alla kermesse, però, si parla eccome di Pizzi. Che poi il patron dell’Auditorium, Raffaele Ranucci, aveva più volte detto allo stesso Pizzi, scomparso lo scorso 29 settembre, che gli sarebbe piaciuto allestire una sua mostra fotografica, con gli scatti del mondo del cinema e non solo, celebrandolo con un grande evento. Fatto sta che senza Pizzi la Festa del Cinema è molto più povera.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Raffaele Ranucci con Roberto Gualtieri (Imagoeconomica).

Nella serata della quarta giornata, quella di venerdì, calcherà il red carpet Jovanotti per la presentazione del documentario Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti di Dario Zonta e Carlo Zoratti, in Sala Sinopoli alle 21.30. Tocca accontentarsi, perché un’ora prima, presso il Teatro Studio Gianni Borgna, è in programma Un jeu dangereux di Karine Silla. L’ennesimo film con protagonista Valeria Bruni Tedeschi e gli immancabili francesi plaudenti.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Jovanotti in concerto (Ansa).

L’incrocio delle Marie Rosarie

Maria Rosaria Campitiello, moglie del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, ha lasciato la guida del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute (affidato ad anterim a Sergio Iavicoli) per dirigere l’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria. Negli stessi giorni un’altra Maria Rosaria, che di cognome fa Boccia, è stata avvistata in zona Lungotevere Ripa, sede del ministero della Salute, dove regna il sottosegretario Marcello Gemmato, fedelissimo di Giorgia Meloni e presente in passato a iniziative con l’imprenditrice-scrittrice di Pompei sulla dieta mediterranea e a Sanremo. Si mormora che le due Marie Rosarie si sarebbero incrociate lo scorso giugno sulla partita delle nomine all’ospedale Ruggi di Salerno: per l’incarico di direttore generale, Campitiello avrebbe sostenuto Giuseppe Gambale, ma alla fine l’ha spuntata Nicola Cantone, molto vicino a Boccia.

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Maria Rosaria Boccia (Imagoeconomica).

Sosta per i rider in biblioteca

I rider, a furia di pedalare tutto il giorno, spesso non hanno tempo nemmeno per un caffè. Così a Roma il Campidoglio ha pensato di promuovere il progetto Sos Rider, con l’apertura di 10 spazi di sosta e ristoro dedicati ai lavoratori del delivery per offrire riparo dal maltempo, ricarica dei dispositivi e servizi essenziali. Ma dove si trovano i primi quattro punti attivati? Nelle biblioteche: per ora sono stati attivati a Villa Leopardi, presso la Laurentina, all’Arcipelago e alla Vaccheria Nardi. Insomma, oltre agli zaini degli studenti in biblioteca si vedranno anche quelli termici brandizzati. Ma obbligare questi colossi planetari a tirare finalmente fuori qualche spicciolo, obbligandoli ad affittare locali per i propri fattorini, non si può?

La Festa del Cinema senza Pizzi e le altre pillole del giorno
Riders Glovo (Imagoeconomica).

 

Le parole di Salvini sulla non ricandidatura di Giorgetti

«Faccio fatica a commentare le fantasie, le bugie e le falsità». Lo ha detto Matteo Salvini da Sala Comacina, sul lago di Como, rispondendo a una domanda dei giornalisti sull’indiscrezione secondo cui Giancarlo Giorgetti rischierebbe l’esclusione dalle liste della Lega alle elezioni politiche del 2027.

Come sono nate le voci sull’esclusione di Giorgetti

La voce sulla non ricandidatura di Giorgetti nasce dal “grande freddo” che ormai caratterizza il rapporto con Salvini: il capo di via Bellerio sarebbe convinto – a torto o a ragione – che ministro dell’Economia e delle Finanze abbia avuto un ruolo nella fronda nordista assieme al governatore lombardo Attilio Fontana e al segretario regionale Massimiliano Romeo, che gli hanno chiesto di farsi da parte. Alla base dell’indiscrezione c’è, soprattutto, una lista di possibili candidature che sta girando sulle chat leghiste, riferita da una persona molto vicina a Salvini, in cui appunto non compare il nome di Giorgetti. Il quale, peraltro, non presiederà il congresso straordinario della Lega del 24 e 25 aprile, come invece aveva fatto un anno e mezzo fa a Firenze: Salvini ha infatti incaricato Lorenzo Fontana, presidente della Camera.

Flotilla, indagato a Roma anche il ministro della difesa israeliano Katz

Sono una dozzina gli indagati dalla procura di Roma nell’ambito delle indagine sulle due missioni della Global Sumud Flotilla, la flotta di attivisti bloccata e arrestata dalle forze israeliane. Nel procedimento è indagata la catena di comando delle autorità israeliane tra cui il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir e quello della Difesa Israel Katz. L’indagine parla di abbordaggi navali avvenuti in violazione del diritto internazionale, condizioni di detenzione e trattamenti degradanti e il mancato rispetto dei diritti basilari e di difesa. La procura ha evidenziato che «sono state accertate a danno di numerosi partecipanti percosse, lesioni, minacce di morte, epiteti offensivi ed accuse di terrorismo, privazioni primarie e la mancata assistenza medica». Emerso inoltre il reiterato diniego di somministrazione di generi alimentari essenziali, la deliberata assenza di cure mediche, anche a fronte di evidenti necessità fisiche ed emergenze, le precarie condizioni ambientali e igienico-sanitarie imposte ai fermati, la privazione del sonno inflitta ai partecipanti detenuti a Kzi’ot, la mancanza del rispetto dei diritti basilari e di difesa, la totale assenza di adeguata assistenza legale e l’impossibilità di comunicare tempestivamente con le rappresentanze diplomatiche o con i difensori durante l’intero periodo di fermo.

Inflazione al 4,2 per cento a settembre, ai massimi da tre anni

Vola l’inflazione a settembre, ai massimi da tre anni. Nel mese scorso l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,7 per cento sul mese e a +4,2 per cento sull’anno (da +3,3 di agosto). Lo ha reso noto l’Istat, confermando la stima preliminare.

Pesano soprattutto i rincari sull’energia

L’accelerazione dell’inflazione è dovuta perlopiù alla crescita dei prezzi dei Beni energetici, sia regolamentati (da +18,6 per cento a +25,8) che non (da +17 per cento a +22,5), e degli Alimentari non lavorati (da +3,8 per cento a +5,5). Crescono a ritmo più sostenuto anche i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,6 per cento a +2,9) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,8 per cento a +1,6).

Carrello della spesa: +1,5 per cento

A settembre il carrello della spesa (che comprende i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona) è aumentato dell’1,5 per cento su base annua (da +0,9 di agosto). Si accentua anche la crescita tendenziale dei prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,3 per cento a +5,2). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +3,1 per cento per l’indice generale e a +1,9 per la componente di fondo.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo

C’è chi al cinema va per dimenticare i problemi e chi, forse, per dimenticare quelli della propria banca. Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, ha scelto la Festa del Cinema di Roma, di cui il suo istituto è main partner fino al 2028, per celebrare il valore della cultura, dell’empatia e dello spirito critico. Tutto molto nobile. Peccato che, lontano dai riflettori dell’Auditorium Parco della Musica, la sceneggiatura sia decisamente meno rassicurante.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Gli stand di Banca Ifis alla Festa del Cinema di Roma (foto L43).

In Borsa il titolo Ifis, che a febbraio aveva toccato i 27,72 euro, è scivolato sotto quota 10, lasciando sul terreno quasi due terzi del suo valore. Un andamento che riflette le preoccupazioni del mercato per una banca impegnata in una complicata riorganizzazione, alle prese con i rilievi della vigilanza e con un’acquisizione, quella di Illimity, che si sta rivelando assai più impegnativa del previsto. Insomma, mentre Fassio si concede il tappeto rosso, agli azionisti è toccato finora uno spettacolo di tutt’altro genere.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo

Il rapporto di Bankitalia e i 215 milioni di possibili rettifiche

La parte meno cinematografica della vicenda è contenuta nel rapporto ispettivo consegnato il 23 settembre da Bankitalia, al termine degli accertamenti condotti tra gennaio e giugno. Il giudizio è stato «parzialmente sfavorevole», con rilievi che spaziano dall’antiriciclaggio ai controlli interni, dalla gestione del credito alle cartolarizzazioni, fino al governo societario e alla sostenibilità del modello di business. Un elenco sufficientemente ampio da suggerire che i problemi non si esauriscano in qualche dettaglio amministrativo.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia (Imagoeconomica).

Non solo. In un’integrazione informativa richiesta dalla Consob, Ifis ha precisato che l’eventuale recepimento delle risultanze ispettive comporterebbe rettifiche sui crediti per complessivi 215 milioni di euro, di cui 157 relativi ai deteriorati e 58 ai finanziamenti in bonis. Su questi ultimi, 45 milioni erano già stati contabilizzati al 30 giugno. La banca ha annunciato piani di intervento per rispondere alle richieste della vigilanza e confermato l’intenzione di cedere il business dei crediti deteriorati. Una revisione profonda di un’attività che ne aveva caratterizzato il modello industriale.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, con Frederik Geertman (foto Imagoeconomica).

Il cambio dell’amministratore delegato e il rating rivisto da Moody’s

Nel frattempo è cambiato anche l’amministratore delegato. Il 24 settembre Frederik Geertman ha lasciato l’incarico, sostituito da Raffaele Zingone. Sullo sfondo, un primo semestre nel quale l’utile è sceso da 88 a 8 milioni e una previsione di risultato netto per il 2026 ridimensionata a 100-110 milioni, rispetto ai 170-190 milioni precedentemente indicati. A completare il quadro è arrivata Moody’s, che il 5 ottobre ha rivisto i rating della banca, mantenendo un outlook negativo.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Raffaele Zingone (foto Imagoeconomica).

Illimity, l’acquisizione che presenta il conto

Poi c’è Illimity, la banca fondata da Corrado Passera e acquisita da Ifis nel luglio 2025. Un’operazione nata con l’ambizione di creare un gruppo più forte e diversificato, ma accompagnata da svalutazioni e problemi ereditati dalla precedente gestione. La due diligence affidata a PwC aveva individuato la necessità di ulteriori rettifiche per 75 milioni, da aggiungere ai 290 milioni già contabilizzati da Illimity nel corso del 2025. E il conto non si è fermato lì: secondo quanto ricostruito da Repubblica, tra il 2025 e il 2026 le rettifiche e gli accantonamenti riferiti a Illimity hanno raggiunto complessivamente 405 milioni.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Corrado Passera (foto Imagoeconomica).

A rendere la vicenda ancora più delicata è la prospettiva di un’azione di responsabilità contro gli ex amministratori della banca di Passera. Al centro degli approfondimenti figurano alcuni accordi tecnologici e i trattamenti economici riconosciuti a dirigenti usciti dopo l’acquisizione. In particolare, un audit interno avrebbe individuato la retrodatazione di cinque accordi relativi a liquidazioni particolarmente generose. Il consiglio di Illimity ha avviato ulteriori accertamenti per quantificare gli eventuali danni e verificare le responsabilità.

Si punta a completare la fusione entro la fine dell’anno

Una situazione che solleva anche un interrogativo sulla capacità dell’acquirente di valutare fino in fondo ciò che stava comprando. Non significa che la due diligence abbia necessariamente mancato il suo obiettivo, ma la successione delle rettifiche e delle criticità emerse dopo l’operazione rende legittimo chiedersi quanto fosse effettivamente visibile prima dell’acquisizione. Per il momento Ifis conferma le sinergie attese, pari a 75 milioni annui dal 2027, e punta a completare la fusione entro la fine dell’anno.

Il cinema, la musica e quello «sguardo critico»…

In questo scenario, la banca ha trovato anche il tempo e le risorse per diventare protagonista della 21esima Festa del Cinema di Roma. Non una semplice sponsorizzazione, ma una partnership triennale con la Fondazione Cinema per Roma, corredata da una Banca Ifis Lounge destinata a incontri, interviste e attività di networking. C’è anche un premio musicale, il Banca Ifis Music Award, assegnato per la prima volta al compositore Nicola Piovani, premio Oscar per La vita è bella, al quale Fassio ha consegnato il riconoscimento durante la serata inaugurale.

Fassio tra cinema e red carpet mentre Banca Ifis offre tutt’altro spettacolo
Il compositore Nicola Piovani (foto Imagoeconomica).

Naturalmente, non c’è nulla di censurabile nel fatto che una banca sostenga la cultura. E nemmeno che il suo presidente partecipi agli eventi che finanzia. Semmai colpisce il contrasto tra l’immagine che Ifis propone di sé e le difficoltà che sta attraversando. Da una parte le fotografie con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, gli incontri con i protagonisti del cinema e le dichiarazioni sulla responsabilità sociale dell’impresa. Dall’altra i conti da rimettere in ordine, i rilievi di Bankitalia, gli azionisti alle prese con il crollo del titolo e un’acquisizione di cui si stanno ancora misurando le conseguenze.

No Meloni Day, studenti in piazza in tutta Italia

Decine di migliaia di studenti sono scesi in piazza in diverse città italiane per il No Meloni day, una protesta per chiedere più soldi alla scuola e non alla guerra, meno armi e più diritti. Da Roma a Genova, da Venezia a Cagliari fino a Torino e Firenze, i ragazzi hanno intonato cori contro il governo, la presidente del Consiglio Meloni, il ministro dell’Istruzione Valditara e il leader di Futuro nazionale Vannacci.

A Roma bruciate bandiere di Usa e Palestina

A Roma, lungo il percorso del corteo, alcuni manifestanti incappucciati hanno lanciato bombe carta e petardi e fatto rotolare i cassonetti in mezzo alla strada per bloccarla. Una volta raggiunto il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, hanno poi lanciato petardi contro l’edificio. Bruciate poi una bandiera degli Stati Uniti e una di Israele, sullo sfondo di cori che invitavano a boicottare lo Stato ebraico. Nel corteo sono state notate decine di bandiere palestinesi.

Tensioni a Bologna tra studenti e polizia

Momenti di tensione in stazione a Bologna. Qui il corteo è stato fermato dalle forze dell’ordine in tenuta anti sommossa. Gli studenti hanno acceso fumogeni e lanciato bottiglie, poi c’è stato un momento di contatto quando sono stati respinti dagli agenti della questura con gli scudi. Il corteo è poi ripartito in direzione di via Irnerio.

Sospensione di Schengen, Italia e Spagna al lavoro per una soluzione

A seguito di un confronto tra Roma e Madrid, l’Italia ha scelto di prorogare di sette giorni i controlli temporanei sui collegamenti con la Spagna, in modo da allinearli alla scadenza della sospensione di Schengen adottata dal Paese iberico. Si tratta di un passo importante verso la fine del braccio di ferro iniziato dopo la crisi migratoria di Ceuta. Come filtra da Palazzo Chigi, infatti, nel corso della prossima settimana i rispettivi ministri dell’Interno lavoreranno assieme per valutare misure di cooperazione. A confermare che i due Paesi «lavoreranno nei prossimi giorni per procedere all’eliminazione dei controlli» istituiti reciprocamente è stata anche la delegazione spagnola a Bruxelles.

A2A cede la partecipazione in Retragas a Dolomiti Energia

A2A, attraverso la capogruppo e la controllata Unareti, ha sottoscritto un accordo con Dolomiti Energia per la cessione della partecipazione complessiva del 91,6 per cento detenuta in Retragas, società attiva nel trasporto regionale di gas naturale. La partecipazione oggetto dell’accordo comprende la quota dell’87,27 per cento detenuta da A2A e quella del 4,33 per cento detenuta da Unareti. Retragas gestisce una rete di trasporto regionale di gas naturale di circa 394 chilometri, di cui circa 350 in Lombardia nell’area bresciana e 44 in Trentino-Alto Adige, attraverso la quale vengono movimentati annualmente oltre 390 milioni di metri cubi di gas.

A2A punta a rafforzare le attività di distribuzione elettrica

L’operazione si inserisce nel percorso delineato dal Gruppo – guidato dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini – orientato a una progressiva riduzione della presenza nelle reti gas e al rafforzamento delle attività di distribuzione elettrica, in linea con gli obiettivi del piano industriale. La cessione consentirà ad A2A di focalizzare ulteriormente le proprie risorse sulle reti elettriche, il cui potenziamento costituisce una leva fondamentale per accompagnare la transizione ecologica del Paese. L’elettrificazione dei consumi, insieme alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, richiede infatti reti sempre più moderne, bilanciate e flessibili, capaci di sostenere l’evoluzione del sistema energetico. L’enterprise value di Retragas si attesta a circa 64,4 milioni di euro. Il perfezionamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026, subordinatamente all’avveramento delle condizioni sospensive previste dall’accordo, tra cui gli adempimenti relativi alla normativa Golden power.

Fine dello sciopero all’ex Ilva di Taranto, rimosso il blocco della raffineria Eni

Le proteste degli operai dell’ex Ilva, con tanto di blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto, hanno causato una vera e propria emergenza-carburanti in Puglia, ma anche in Basilicata e Calabria. Che però è destinata ad attenuarsi: al termine dell’assemblea con i lavoratori, i sindacati metalmeccanici hanno deciso di liberare con effetto immediato la statale 106 davanti all’impianto Eni e di terminare alle 23 lo sciopero all’ex Ilva di Taranto. Stop subito anche al presidio e blocco stradale sulla statale 7, nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva. La decisione è stata presa dopo la convocazione a Palazzo Chigi per il 27 ottobre e il documento condiviso con Regione Puglia, Comune e Provincia di Taranto: ieri la protesta era arrivata anche a Bari, con un presidio davanti alla Regione e un incontro con il governatore Antonio Decaro.

Poste, inizia la presa di possesso di Tim: cade un uomo di Labriola

Dopo l’avvio dell’integrazione e l’incontro tra gli amministratori delegati, è partita la presa di possesso di Tim da parte di Poste. Matteo Del Fante avrebbe voluto cambiare subito il consiglio di amministrazione, ma ha incontrato resistenze. Intanto però cominciano a cadere gli uomini di Pietro Labriola.

Poste, inizia la presa di possesso di Tim: cade un uomo di Labriola
Elio Schiavo (foto Imagoeconomica).

A uscire è il suo braccio destro, Elio Schiavo, che era Chief Enterprise & Innovative Solutions Officer di Tim. Aveva iniziato la sua esperienza nel gruppo nel 2022. Al suo posto arriva Mirko Mischiatti, responsabile Digital, Technology & Operations di Poste dal 2020 (ma era in azienda dal 2012). Nato ad Asti nel 1974, è sposato e ha tre figli. La rivoluzione è iniziata?

Poste, inizia la presa di possesso di Tim: cade un uomo di Labriola
Mirko Mischiatti (foto Imagoeconomica).

Perché Trump ha rimosso Zampolli dall’incarico di inviato per le partnership globali

Donald Trump ha sollevato Paolo Zampolli dall’incarico di inviato speciale per le partnership globali. Il presidente Usa ha silurato il suo amico personale (e della moglie Melania, che aveva introdotto nel mondo della moda), ponendo fine a una faida interna al Dipartimento di Stato tra lo stesso Zampolli e il vicesegretario Christopher Landau: i due, come è emerso in un articolo di Politico, per mesi si sono scambiati dure email in seguito a disaccordi sulle rispettive competenze e sulla catena di comando.

Perché Trump ha rimosso Zampolli dall’incarico di inviato per le partnership globali
Donald Trump (Ansa).

Cosa è successo tra Zampolli e Landau

Landau, in una email del 14 novembre 2025, si era lamentato con Zampolli – che avrebbe dovuto rappresentare gli Stati Uniti agli eventi culturali internazionali – per le sue “invasioni di campo”: «Le ordino, ancora una volta, di cessare immediatamente qualsiasi attività su questioni che non siano direttamente legate alla diplomazia culturale». Secondo quanto ha ricostruito Politico, Zampolli si sarebbe spinto ben oltre i limiti del suo mandato, incontrando funzionari stranieri per discutere questioni estranee alla cultura. Landau lo aveva accusato di «insubordinazione» e lui aveva risposto, sempre tramite email, di «voler distruggere» tutto quello che lui faceva.

Perché Trump ha rimosso Zampolli dall’incarico di inviato per le partnership globali
Christopher Landau (Ansa).

Il commento di Zampolli dopo la decisione di Trump

Dopo l’allontanamento è arrivato il commento dello stesso Zampolli, che – senza citare l’articolo di Politico – ha minimizzato l’accaduto. «Gli incarichi di inviato speciale hanno una durata di un anno. Trump l’ha prorogata per oltre sei mesi», ha spiegato l’imprenditore italoamericano ringraziando The Donald per avergli consentito di servire gli Stati Uniti. «Ha sempre ragione», ha aggiunto poi riferendosi al fatto che negli anni il tycoon gli ha sempre dato i consigli giusti.

Disagi al traffico aereo per un guasto alla rete di controllo voli

L’Enav, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha reso noto che la capacità di gestione del traffico aereo è ridotta di circa il 50 per cento a causa di anomalie nella rete di trasmissione dati che, dalla notte tra il 15 e il 16 ottobre, sta provocando rallentamenti nello spazio aereo italiano. «A partire dalle ore 6.00, in considerazione del progressivo aumento del traffico aereo e del persistere delle anomalie, per continuare a garantire la massima sicurezza delle operazioni sono state introdotte misure di regolazione dei flussi, che comportano una temporanea riduzione della capacità di gestione degli aeromobili nello spazio aereo italiano», si legge in una nota. L’Enav ha escluso che il malfunzionamento sia riconducibile a un attacco hacker. Le verifiche tecniche hanno individuato l’origine delle anomalie nella rete di trasmissione dati.

Cancellati voli a Fiumicino, ritardi anche a Milano

All’aeroporto di Fiumicino sono stati cancellati quattro collegamenti (Milano Linate, Riyadh, Tirana e Trieste) e una ventina di voli risultano ritardati con un’attesa fino a 60 minuti. Disagi anche negli aeroporti lombardi. A Malpensa il tabellone delle partenze indica ritardi da mezz’ora a oltre due ore, mentre quelli degli arrivi sono più contenuti. Ritardi anche all’aeroporto di Linate, da venti minuti a un’ora per gli arrivi e fino a più di un’ora per le partenze. Situazione simile a Orio al Serio, in provincia di Bergamo.

Lega, i nordisti preparano la scissione: le tre mosse per mettere all’angolo Salvini

Tira aria di scissione nella Lega. Dopo le proteste dell’estate, i ‘nordisti’ cominciano a muovere le loro pedine nella difficile partita a scacchi contro il capo Matteo Salvini. E l’annuncio della candidatura dell’ex ministro Massimo Garavaglia al congresso federale in programma il 24 e 25 ottobre non è l’unica mossa sul tavolo.

Lega, i nordisti preparano la scissione: le tre mosse per mettere all’angolo Salvini
Massimo Garavaglia al Senato (Imagoeconomica).

La battaglia per la Lega Nord di Pini sarebbe sostenuta da alcuni lombardi

La lista dei candidati alle prossime Politiche che circola nelle chat di partito – dalla quale sarebbero esclusi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, come anticipato da L43 – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso del malcontento. Il piano era in cantiere già da mesi.

Lega, i nordisti preparano la scissione: le tre mosse per mettere all’angolo Salvini
Giancarlo Giorgetti (Imagoeconomica).

In primo luogo, ci sono contestazioni giudiziarie in fase di definizione contro la gestione del vecchio partito, la Lega Nord, che Salvini ha dato in ‘gestione’ all’amico fraterno Igor Iezzi. Contro di lui sarebbe pronto un esposto per presunte irregolarità nella percezione delle quote del due per mille. Il movimento fondato da Umberto Bossi è tenuto in vita come ‘bad company’ perché titolare del debito contratto con lo Stato dopo la condanna per i rimborsi irregolari ai tempi del tesoriere Belsito. Alla Lega Nord da fine 2017 è stata sostituita, nell’attività politica, la Lega Salvini premier. I critici di Salvini contestano poi a Iezzi di non celebrare un congresso del movimento da troppo tempo e chiedono una assise straordinaria. La battaglia legale è portata avanti dall’ex deputato romagnolo Gianluca Pini ma il sostegno tra i dirigenti lombardi sarebbe più ampio, anche se finora nessuno è uscito allo scoperto.

Lega, i nordisti preparano la scissione: le tre mosse per mettere all’angolo Salvini
L’ex parlamentare della Lega Gianluca Pini (Imagoeconomica).

L’ipotesi scissione con la formazione di una componente nel Misto

E qui veniamo alla terza mossa: quella più eclatante. Alcuni deputati sarebbero pronti a uscire dal gruppo parlamentare della Lega per dar vita a una componente nel Misto. Per regolamento ne bastano tre, come accaduto con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. E l’uscita dovrebbe avvenire nelle prossime ore, prima del 24 ottobre, quando entrerà in vigore la nuova legge elettorale. In questo modo, per poter correre alle Politiche i fuoriusciti dovrebbero raccogliere 1.500 firme a collegio invece che 6 mila. L’uscita di Vannacci dalla Lega, lo scorso febbraio, non fu una scissione ma una rottura: l’allora vicesegretario fondò ‘semplicemente’ un nuovo partito. Ma l’addio di chi si vuole ricandidare sotto il simbolo della Lega Nord lo può diventare: uno scenario appare assai insidioso per Salvini e per l’attuale maggioranza.