C’è la data dell’assemblea nazionale del Pd

L’assemblea nazionale del Partito Democratico si terrà domenica 18 ottobre al centro congressi La Nuvola, nel quartiere romano dell’Eur. Lo riporta Agi citando fonti parlamentari dem che, spiega l’agenzia, in attesa della convocazione formale hanno ricevuto la comunicazione di prendere nota dell’appuntamento.

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C’è la data dell’assemblea nazionale del Pd
La Nuvola dell’Eur (Imagoeconomica).

La Casa Bianca esclude ancora la CNN dal press pool

Per la seconda volta in pochi giorni, la Casa Bianca ha rimosso unilateralmente la CNN dall’incarico di principale emittente televisiva del press poll al seguito di Donald Trump: è successo in occasione della visita del presidente Usa allo stabilimento della società costruttrice di autocarri Peterbilt a Denton, in Texas, seguita da un comizio a Durant, in Oklahoma. Sabato la CNN era stata esclusa dal gruppo di giornalisti a bordo dell’Air Force One, nonostante la decisione di un giudice distrettuale di annullare il divieto imposto dalla Casa Bianca.

Continua il braccio di ferro tra Trump e la CNN

Tutto è iniziato con la revoca dei pass di accesso per la Casa Bianca decisa per i giornalisti dell’emittente, di Politico e di MS Now, dopo una serie di articoli non graditi al tycoon, che li aveva accusati di diffondere fake news. Le tre testate avevano avviato un’azione legale contro Trump e tre suoi stretti collaboratori (la capo di gabinetto Susie Wiles, il direttore della comunicazione della Casa Bianca Steven Cheung e il direttore del Secret Service Sean Curran), accusandoli di aver violato il Primo emendamento della Costituzione Usa, che prevede la libertà di stampa. A quel punto un giudice federale aveva ordinato all’Amministrazione Usa di ripristinare per 14 giorni l’accesso. Nonostante ciò, Trump aveva di nuovo escluso dalla Casa Bianca i cronisti delle tre testate, adottando poi la stessa misura per la CNN sull’Air Force One. Tuttavia, domenica – in quello che sembrava un allentamento delle tensioni – la Casa Bianca aveva pubblicato l’elenco delle assegnazioni per il press pool al seguito di Trump, indicando la CNN come responsabile della copertura delle attività di oggi in Texas e Oklahoma e l’emittente conservatrice Real America’s Voice come secondo membro. Poi, mercoledì sera, la White House ha improvvisamente escluso la CNN, lasciando dunque Real America’s Voice come unica emittente tv del gruppo stampa al seguito di Trump.

Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro

Il 29 settembre 2026 Silvio Berlusconi avrebbe compiuto 90 anni. Un anniversario che una bella fetta della famiglia ha deciso di celebrare con una messa e un ultimo pranzo a Villa Certosa, in Sardegna, prima che l’immobile venga ceduto definitivamente ai reali del Qatar per 350 milioni di euro.

Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Villa Certosa (Ansa).

Proprio il 29 settembre un’altra festa a sorpresa?

In molti, tuttavia, sono rimasti piuttosto spiazzati nel notare il comportamento di uno degli assenti più illustri, cioè Pier Silvio Berlusconi. Il figlio del Cavaliere e numero uno di Mfe–Mediaset non soltanto quel giorno è rimasto al lavoro a Cologno Monzese, ma ha anche impegnato risorse e tempo per organizzare, proprio il 29 settembre, una festa di compleanno a sorpresa per i 70 anni di Giorgio Restelli, direttore delle risorse artistiche di Mediaset. Ma come? Sembra quasi uno sgarbo nei confronti del resto dei Berlusconi.

La storia, tuttavia, va raccontata bene. Innanzitutto, le celebrazioni del 29 settembre a Porto Rotondo erano state volute soprattutto da Luigi Berlusconi, il più giovane dei figli dell’ex presidente del Consiglio: a Villa Certosa sono arrivate anche la sorella Eleonora, la mamma Veronica Lario e poi l’ultima compagna del Cavaliere, Marta Fascina. Assieme a loro Paolo Berlusconi, Fedele Confalonieri, Adriano Galliani, Gianni Letta, Marcello Dell’Utri, Matteo Perego di Cremnago. Insomma, un gruppo vacanze che, di questi tempi, non potrebbe essere più lontano da Marina e Pier Silvio, figli di primo letto del Cavaliere.

Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro

Villa Certosa non è mai stata un luogo del cuore per Marina e Pier Silvio

Una lettura un po’ più superficiale mette in evidenza che Villa Certosa non è un luogo del cuore per i due fratelli. Marina, molto riservata, si è creata i suoi ritiri di vacanza in Svizzera e in Costa Azzurra, mentre Pier Silvio vive tra Arcore e Portofino e non ha mai amato la Sardegna, tanto da aver detto pubblicamente: «Trovo proprio terribili posti tipo Porto Rotondo o Porto Cervo, dove la gente sta a guardare come sei vestito. Insomma, la vacanza deve essere vacanza. Conosco poco la Sardegna, ma di sicuro preferisco andare in Corsica. Lì ci sono solo motociclisti, campeggiatori, gente sportiva che non se la tira. Ho visitato tanti paesi corsi bellissimi, un mix tra la Liguria e un respiro internazionale che invece in Sardegna non c’è. E poi in Corsica fai una corsetta di 40 minuti e passi dal mare alla spiaggia, alle fortezze della Legione straniera, alla pineta fino al deserto, meraviglioso. Sono luoghi eccezionali, non capisco proprio quelli che per fare le vacanze vanno fino ai Caraibi».

Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
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Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro

Villa Certosa, peraltro, evoca pure le estati folli del Cavaliere, le serate, le feste, le cene eleganti. E anche il 2020, l’anno del Covid, non ha lasciato buoni ricordi. Allo scoppiare della pandemia a marzo, infatti, Marina si era premurata di portare il papà a Châteauneuf-Grasse (località sulle alture vicino a Cannes e Nizza), all’interno della sua villa di proprietà, dove Silvio Berlusconi trascorse l’intero periodo di isolamento preventivo sotto stretto controllo medico.

Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

Tutti questi riguardi, però, vennero meno quando il Cavaliere, in vacanza a settembre in Sardegna a Villa Certosa, prese il virus: qualcuno ipotizzò fosse colpa della figlia Barbara, passata a salutare il papà dopo alcuni giorni trascorsi a Capri. Versione che però venne smentita dallo stesso Berlusconi. Fatto sta che il Covid debilitò pesantemente il fisico del fondatore di Forza Italia, che dopo alcuni giorni di ricovero al San Raffaele di Milano fece nuovamente ritorno nella tenuta provenzale di Marina per trascorrervi la convalescenza al sicuro da ulteriori rischi e visite.

Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Barbara Berlusconi.

Tornando al video dei festeggiamenti organizzati da Pier Silvio per Restelli, proprio il 29 settembre, e reso pubblico sulle piattaforme Mediaset Infinity e su YouTube, ecco che questo lascia tuttavia spazio a interpretazioni un po’ più profonde e intime, che hanno a che fare anche con quello che gli psicologi incasellano nella definizione di distacco definitivo dalla figura paterna, che prima o poi tutti i figli compiono per costruire la propria identità autonoma (e per qualcuno evidentemente ci possono volere anche 57 anni, a tre anni dalla morte di Silvio).

Resto a Cologno perché qui sono quello che comanda

Io, Pier Silvio, decido chi festeggiare e quando farlo. Non vado a Villa Certosa e neppure all’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a mio padre, perché lì sono il figlio di Berlusconi. Mentre qui a Cologno, come a Portofino, sono il Berlusconi originale, quello che adesso comanda e che convoca tutto il management per celebrare il mio collaboratore fidato.

Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro
Pier Silvio snobba la festa al Cav e celebra il dirigente Mediaset: cosa c’è dietro

E festeggio i 70 anni di Giorgio Restelli con una cerimonia (chi avrà la pazienza di vedere il video lo potrà constatare) in cui io, capo azienda, lo ringrazio per quelle telefonate all’una di notte grazie alle quali si è preso il toro per le corna e si è deciso di chiudere Striscia la notizia.

Un’ombra da scacciare con tutti i mezzi

Non banali gli stacchi di camera su Gerry Scotti, che con La ruota della fortuna ha rilanciato gli ascolti di Canale 5 in access prime time, e l’intervento di Ezio Greggio, ossia colui che è stato privato del suo programma di punta, Striscia, ma che da scaltro uomo di business è già salito sul carro del vincitore, abbandonando Antonio Ricci al suo destino. D’altronde pure Ricci intravedeva in Pier Silvio l’ombra ingombrante del padre. Un’ombra che negli ultimi anni il capo azienda di Mediaset sta provando a scacciare con tutti i mezzi.

Torna FrecciaRosa, l’iniziativa del Gruppo Fs per la prevenzione oncologica

Gruppo Fs e Fondazione IncontraDonna rinnovano l’impegno per la prevenzione con FrecciaRosa, il progetto che nel 2026 raggiunge la 16esima edizione. L’iniziativa, realizzata con il supporto dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) torna a bordo delle Frecce, degli Intercity e dei treni del Regionale di Trenitalia. Dal lunedì al venerdì, per tutto il mese di ottobre, i viaggiatori potranno ricevere gratuitamente informazioni e consulenze sulla prevenzione oncologica dai professionisti messi a disposizione da Aiom. Sarà inoltre possibile prenotare teleconsulti per ottenere chiarimenti da approfondire successivamente nelle strutture del servizio sanitario nazionale. Medici e volontari di Fondazione IncontraDonna distribuiranno inoltre il Vademecum della salute, realizzato con il ministero della Salute. La guida sarà disponibile in formato digitale e in più lingue.

Attività anche a terra

Le attività di prevenzione si estendono anche “a terra”, per la prima volta nella stazione Rfi di Cosenza e nello scalo Fs Logistix di Sampierdarena, Genova, affiancando l’appuntamento già previsto presso lo scalo di San Lorenzo a Roma. Quest’anno, inoltre, Rfi sarà protagonista di una speciale “accensione” di 40 stazioni, illuminate di rosa nelle serate del 30 settembre e del 1° ottobre, a partire dalle 20.00, per richiamare l’attenzione sull’importanza della prevenzione. La stazione di Cosenza tornerà ad accendersi di rosa anche nelle serate del 19 e del 20 ottobre.

I numeri della prevenzione

In Italia vengono diagnosticati ogni anno oltre 390 mila nuovi casi di tumore, circa 176 mila dei quali riguardano le donne. Secondo i dati riportati nel progetto, più di 70 mila casi potrebbero essere evitati attraverso stili di vita sani e una maggiore adesione ai programmi di prevenzione e diagnosi precoce. Nel 2025 il carcinoma mammario, la neoplasia più frequentemente diagnosticata nella popolazione femminile, ha interessato oltre 53 mila donne.

Anche Tamoil limiterà i prezzi dei carburanti

Anche Tamoil Italia, società appartenente al gruppo petrolifero Oilinvest, con sede nei Paesi Bassi e siti estrattivi in Libia, ha deciso di adottare «una serie di misure volte a mitigare il prezzo dei carburanti commercializzati presso la propria rete di distributori a marchio». L’iniziativa resterà in vigore fino al 31 ottobre. Tamoil non ha specificato l’ammontare dello sconto e nemmeno se la riduzione dei prezzi sarà graduale, come per IP e Q8, oppure simultanea in tutti i distributori come per Eni. Ieri Palazzo Chigi aveva anticipato le trattative con Oilinvest e il governo libico per favorire l’adesione del marchio all’appello sul price cap dei carburanti.

Casa a Montecarlo, il pg della Corte di Appello chiede la prescrizione per Fini e i Tulliani

Il pg della Corte di Appello di Roma ha chiesto di dichiarare il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini, della compagna Elisabetta Tulliani, del fratello Giancarlo Tulliani e del padre Sergio Tulliani accusati di riciclaggio nell’ambito del processo sulla compravendita dell’appartamento di Montecarlo. In primo grado, nell’aprile del 2024, Fini venne condannato a due anni e otto mesi, la compagna Elisabetta Tulliani e il padre Sergio a cinque anni, il fratello Giancarlo a sei anni. Per il procuratore generale Roberto Felici «la sentenza di primo grado è condivisibile mentre non condivido le censure proposte con gli atti di Appello proposti dai difensori degli imputati. Va preso atto dell’intervenuta prescrizione per i reati contestati». Dal canto loro i difensori di Fini, gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, hanno chiesto in via prioritaria l’assoluzione «perché il fatto non sussiste» e in via subordinata di dichiarare la prescrizione. La sentenza è attesa a febbraio.

Legge elettorale, la Camera respinge le pregiudiziali di incostituzionalità

La Camera dei deputati ha rigettato con 229 voti contrari e 151 a favore le pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale presentate dalle opposizioni. La votazione si è svolta a scrutinio segreto. Secondo i tabulati, ci sono stati sette voti favorevoli in più rispetto agli esponenti dei partiti di maggioranza presenti, che erano 222 (al netto delle assenze ed escludendo quelli del gruppo misto).

Le prossime tappe

Tre voti di fiducia sui primi tre articoli, che verranno richiesti alle 14 di lunedì 5 ottobre. La prima e la seconda fiducia sul primo e secondo articolo verranno votate martedì 6 ottobre. Mercoledì, invece, al mattino inizieranno le dichiarazioni di voto e votazione della fiducia sull’articolo 3. Al termine i deputati saranno chiamati a esprimersi sull’articolo 8. Sempre il 7 ottobre, dopo il question time, verranno votati gli ordini del giorno. Il voto finale è in programma giovedì 8 ottobre: sarà trasmesso in diretta televisiva.

Neva Sgr, Intesa Sanpaolo connette l’innovazione alla crescita con il venture capital

Neva Sgr, la società di venture capital del Gruppo Intesa Sanpaolo controllata al 100 per cento da Intesa Sanpaolo Innovation center, ha tenuto a Torino l’annual meeting intitolato Connettiamo l’innovazione alla crescita. Ha riunito alle Officine Grandi riparazioni investitori, imprenditori, manager, istituzioni e rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione da tutto il mondo per presentare i risultati di sei anni di attività e confrontarsi sulle soluzioni innovative alle grandi sfide globali che il venture capital può supportare, dal cambiamento climatico all’efficienza energetica, dalle nuove frontiere delle scienze della vita alla trasformazione digitale, dalle opportunità della space economy alle tecnologie produttive più evolute.

In sei anni Neva Sgr ha raccolto 600 milioni di euro di capitale

Dall’agosto del 2020 a oggi, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia nei primi due anni e dal mutamento dello scenario geopolitico, Neva Sgr ha raccolto complessivamente 600 milioni di euro di capitale, gestiti con i sei fondi di venture capital Neva First, Neva First Italia, Fondo Sei (Sviluppo ecosistemi di innovazione), Neva II, Neva II Italia e Fondo Neva II Parallelo Lombardia. Tramite i propri fondi, Neva Sgr ha finora investito 273 milioni di euro in oltre 50 tra società altamente innovative in Italia e all’estero e fondi italiani dedicati allo sviluppo dell’innovazione, incassando dalle exit (vendite di quote societarie a seguito della loro valorizzazione) circa 55 milioni di euro. Il resto dei capitali raccolti consente a Neva Sgr di partecipare a nuovi investimenti sia nelle società già investite più promettenti sia in nuove realtà selezionate a livello globale. Nei portafogli dei propri fondi, Neva Sgr annovera già da tempo aziende che hanno precorso i tempi e oggi sono considerate dal mercato come nuovi punti di riferimento nella trasformazione di interi settori strategici. Nella seconda parte dell’evento, investitori e partner industriali hanno potuto ascoltare le testimonianze dirette di founder e ceo di alcune di queste realtà, tra gli imprenditori più innovativi a livello globale.

Proteste degli studenti in Francia, preside aggredito e cosparso di benzina a Marsiglia

Situazione molto tesa in Francia, soprattutto a Marsiglia, nel quadro delle proteste degli studenti ai quattro angoli del Paese per reclamare la sostituzione dei professori assenti e più mezzi per l’istruzione pubblica. Il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un dipendente del Lycée Victor Hugo di Marsiglia sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina. Nella stessa città, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry. Nel Nord della Francia, a Pas-de-Calais, un altro preside è rimasto ferito dal lancio di un razzo da mortaio per fuochi d’artificio.

Sospesi i mezzi pubblici, annullati i viaggi dei ministri

Dinanzi a questa situazione, il governo ha deciso di annullare, almeno fino a lunedì, tutti i viaggi e gli spostamenti previsti nell’agenda dei ministri. Sospesa anche la circolazione di autobus, tram e metropolitane a Marsiglia, oltre che il servizio tram ad Aubagne. Intanto, il ministro dell’Educazione Edouard Geffray ha denunciato violenze «di estrema gravità» e ha chiesto che, in caso di occupazione di istituti o gravi danneggiamenti agli edifici, le lezioni si svolgano a distanza per poter andare avanti con i programmi in totale sicurezza. «Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava. Le violenze commesse da questa mattina nei pressi dei licei sono di estrema gravità. Esse vanno ben oltre la sola questione della scuola. Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti», ha scritto in un lungo messaggio pubblicato su X. Quindi l’avvertimento ai facinorosi: «Coloro che commettono queste violenze devono essere perseguiti e sanzionati. Ciascuno deve comprendere la responsabilità delle proprie parole e dei propri appelli alla mobilitazione».

Salone Nautico di Genova: chi ha escluso Silvia Salis dal taglio del nastro inaugurale?

Non la vuole Elly Schlein. La evita Giorgia Meloni. Silvia Salis pare essere criptonite per la sinistra e per la destra. Mancava solo l’esclusione della sindaca di Genova dal taglio del nastro inaugurale del Salone Nautico, “incidente” che sta diventando un caso politico. La premier è apparsa puntuale sul palco insieme con il presidente di Confindustria Nautica Pietro Formenti e con il presidente della Liguria Marco Bucci, ma della sindaca nemmeno l’ombra. Salis è arrivata in un secondo momento per i saluti istituzionali. La situazione ha creato un certo imbarazzo, tanto che da Palazzo Chigi hanno descritto una Meloni «sorpresa e dispiaciuta» dell’assenza. Nel corso della cerimonia, la premier avrebbe addirittura chiesto lumi a Formenti, «apprendendo in quel momento che si era trattato di un errore dell’organizzazione del Salone». L’organizzazione però ha assicurato che il cerimoniale prevedeva la sindaca sul palco insieme con la presidente del Consiglio e il governatore. Dunque chi ha deciso di tagliare fuori Salis?

Salone Nautico di Genova: chi ha escluso Silvia Salis dal taglio del nastro inaugurale?
Pietro Formenti, Giorgia Meloni e Marco Bucci al Salone Nautico di Genova (Imagoeconomica).

Centrosinistra sulle barricate

Immediate le reazioni da parte del centrosinistra. Italia Viva parla di uno «sgarbo istituzionale senza precedenti». Anche perché «non era mai accaduto in 66 edizioni». E, ancora: «Non si tratta di una questione di forma. Il Salone è uno dei simboli di Genova nel mondo, e la presenza del suo sindaco al taglio del nastro è sempre stata un segno di rispetto verso la città e verso le istituzioni che la rappresentano. Escludere Silvia Salis significa ignorare le tradizioni, il galateo istituzionale e, prima ancora, i genovesi». Sulle barricate anche il dem Andrea Orlando: «Siamo a un livello di arroganza che conduce alle vette del ridicolo. Ci sarebbe da ridere se fatti come questo non fossero l’ennesimo segno di degrado istituzionale, un degrado che parte dalla rimozione del fatto che il venir meno di ogni dovuto riguardo per una carica pubblica equivale ad un’offesa nei confronti di tutti i cittadini che democraticamente rappresenta», ha postato su Facebook l’ex ministro.

Salis: «Se l’obiettivo era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto»

Poi è intervenuta direttamente la diretta interessata. «Se l’obiettivo, come si vocifera, e spero che non sia così, era quello di levarmi attenzione, non credo sia stato raggiunto», ha commentato secca Salis. «Io rappresento la città di Genova, non voglio fare polemica, vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni, non sono nostre, gli incarichi che abbiamo li serviamo, non servono a noi, noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votate».

Musk torna a lavorare con l’Amministrazione Trump: il nuovo ruolo

Elon Musk, che era apparso al fianco di Donald Trump dopo il vertice alla Casa Bianca con i leader del settore tecnologico (incentrato sull’IA), dopo un passato come capo del dipartimento per l’Efficienza governativa (Doge) e lo strappo col presidente Usa torna a collaborare con l’attuale Amministrazione statunitense. Il magnate fornirà infatti consulenza ufficiale e co-guiderà il Project Meridian appena annunciato da Pete Hegseth, capo del Pentagono.

Musk torna a lavorare con l’Amministrazione Trump: il nuovo ruolo
Pete Hegseth (Ansa).

Di cosa si occuperò il Project Meridian

In un discorso nella base militare di Quantico, in Virginia, Hegseth ha definito il Project Meridian «un’iniziativa guidata dalle migliori menti americane per studiare il futuro della guerra». Il progetto è stato descritto come lo strumento per garantire agli Stati Uniti una superiorità militare di lungo periodo, attraverso l’individuazione delle capacità necessarie a raggiungere un «dominio tecnologico assoluto» sul campo di battaglia della prossima generazione.

Musk torna a lavorare con l’Amministrazione Trump: il nuovo ruolo
Elon Musk (Ansa).

L’iniziativa, insomma, lo scopo di individuare le tecnologie da introdurre nelle forze armate a stelle e strisce: il lavoro si estenderà all’intero spettro degli ambiti operativi del futuro, dalle profondità del sottosuolo fino alla frontiera cislunare, cioè lo spazio compreso tra l’orbita terrestre e quella della Luna.

Musk torna a lavorare con l’Amministrazione Trump: il nuovo ruolo
Newt Gingrich (Ansa).

Chi sono gli altri co-leader del progetto

Musk guiderà il progetto assieme al 34enne Palmer Luckey, co-fondatore dell’azienda di tecnologie per la difesa Anduril Industries, e all’83enne Newt Gingrich, repubblicano ex presidente della Camera dei Rappresentanti. «Stiamo sfruttando una fonte unica di vantaggio americano, che i nostri avversari non possiedono: i nostri innovatori, i nostri leader di alto livello e i nostri esperti di tecnologia», ha detto il segretario alla Difesa Usa, spiegando che le analisi e i risultati del Project Meridian saranno presentati entro 120 giorni.

Musk torna a lavorare con l’Amministrazione Trump: il nuovo ruolo
Palmer Luckey (Ansa).

La guerra interna a Forza Italia colpisce anche la comunicazione

La guerra interna a Forza Italia tra tajanei e arcoriani è tracimata anche nella comunicazione. Secondo i ben informati, il capo ufficio stampa e responsabile dei Rapporti con i media del partito, Marco Ventura, sarebbe in odore di commissariamento. Ventura – con alle spalle una lunga esperienza da cronista parlamentare e già capo ufficio stampa esteri di Silvio Berlusconi – era stato nominato lo scorso giugno da Antonio Tajani e, per assumere il nuovo incarico, aveva lasciato Diario del giorno su TgCom24, dove i maligni prevedono possa far ritorno a breve. Al capo ufficio stampa si imputa una gestione troppo schierata a favore del leader a scapito delle altre anime (scalpitanti) del partito e a Milano si starebbe cercando un sostituto più in linea con la visione della Family. Caso vuole che mercoledì sera, alla presentazione della sua ultima fatica letteraria Il coraggio di governare, il presidente della Calabria e vice di Tajani Roberto Occhiuto avesse consigliato, tra le altre cose, di rivedere la comunicazione del partito e del segretario (soprattutto dopo i recenti scivoloni, dalle gonne alla sentenza Regeni). Una coincidenza?

Investì e uccise un 18enne guidando oltre il limite: Andrea Stroppa verso il processo

La procura di Roma ha chiuso le indagini sull’incidente in cui morì a Roma il 18enne Mirko Garofano, investito da Andrea Stroppa, referente di Elon Musk in Italia, che viaggiava sulla sua auto quasi al doppio del limite di velocità consentito. Stroppa rischia ora di dover affrontare un processo per omicidio stradale.

Investì e uccise un 18enne guidando oltre il limite: Andrea Stroppa verso il processo
Andrea Stroppa (Imagoeconomica).

Cosa è successo la sera del 31 dicembre 2025

I fatti risalgono alla serata del 31 dicembre 2025. Stroppa (che non era seguito dalla scorta), dopo aver investito Garofano che stava attraversando la strada sulle strisce ma con il semaforo pedonale rosso in via Filippo Fiorentini, nel quartiere Collatino, aveva subito chiamato il 118. Ma i soccorsi si erano rivelati inutili. Dalle indagini è però emerso la Smart guidata da Stroppa – dotata di un dispositivo satellitare – viaggiava a una velocità di 94 chilometri orari, in un tratto dove il limite è di 50. L’ipotesi è che ci sia stato un «concorso di colpa». Il mezzo, inoltre, non era coperto dalla revisione (scaduta il mese prima) e aveva i vetri degli sportelli oscurati: un’altra violazione del codice della strada.

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La possibile scure Rai su Ranucci e la scalata di Occhiuto a Forza Italia: le pillole del giorno

Visto e considerato che delle decisioni dei giudici è meglio non fidarsi del tutto – come dimostrano gli attacchi preventivi arrivati dai giornali di centrodestra alla giudice del Tribunale del Lavoro Donatella Casari che ha sulla scrivania il ricorso di Sigfrido Ranucci per il reintegro alla conduzione di Report – la Rai si sarebbe assicurata un’uscita (di Sigfrido) di sicurezza. Nelle prossime ore, si apprende, potrebbe arrivare il parere del famoso Comitato Etico e il conseguente licenziamento di Ranucci. Una decisione drastica che sarebbe motivata in particolare dall’invio a soggetti esterni (ovvero a Valter Lavitola) di mail interne, come la circolare inviata a Ranucci dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini.

La possibile scure Rai su Ranucci e la scalata di Occhiuto a Forza Italia: le pillole del giorno
Paolo Corsini (Ansa).

Due settimane fa a Ranucci è stata inviata una lettera di contestazione sulla scorta, appunto, della relazione del Comitato Etico. Ora saremmo arrivati al punto: via con la procedura di licenziamento e tanti saluti al Tribunale del Lavoro. Qualcuno, anche nella redazione di Report, potrebbe così tirare un sospiro di sollievo. E non solo Giorgio Mottola, con cui Ranucci ha ingaggiato un duro botta e risposta dopo le dichiarazioni dell’inviato andate in onda a Filorosso.

«Ha sostenuto che il mio doppio ruolo, di autore e conduttore, avrebbe creato problemi», ha attaccato Ranucci su Facebook. Ma «di certo non a lui», che «è andato in onda liberamente più volte, anche con inchieste che mi sono costate attacchi durissimi da parte della politica. Non gli è andata male nemmeno sul piano economico, visto che è arrivato a incassare circa 330 mila euro l’anno vendendo le sue inchieste (costi di montaggio e trasferte compresi nel prezzo): la cifra più alta tra tutti gli inviati».

Forza Italia, Occhiuto in Azione

È il momento di Roberto Occhiuto. Galvanizzato dalla “vittoria” di Fabio Roscioli alle Suppletive di Reggio Calabria, il governatore azzurro sta presentando urbi et orbi Il coraggio di governare, la sua ultima fatica letteraria e Manifesto della Forza Italia che verrà. Così tra un’intervista e l’altra, il vicesegretario di FI non perde l’occasione di rifilare stilettate ad Antonio Tajani, invitandolo a rinnovare un partito «ingiallito». Ospite a Start su SkyTg24, parlando di alleanze ha invitato a guardare più che a Vannacci a «Calenda, a Marattin, a tutti quelli che nel centrosinistra hanno fatto esperienza della impossibilità di produrre un pensiero liberale e riformista. Forse questo estenderebbe il campo della coalizione di centrodestra e restringerebbe il cosiddetto campo largo». Un piano che però presenta un ostacolo: Carlo Calenda, che secondo alcuni non vede l’ora di imbarcarsi con i moderati di centrodestra, accetterebbe di entrare in una coalizione con la Lega di Matteo Salvini? Togliere il nome dal simbolo, decisione che potrebbe essere annunciata al Congresso straordinario, e candidare Luca Zaia, all’Azionista di minoranza forse potrebbe non bastare.

La possibile scure Rai su Ranucci e la scalata di Occhiuto a Forza Italia: le pillole del giorno
Roberto occhiuto (Imagoeconomica).

Strappo Usa-Iran: l’ordine di Rubio alla delegazione di Teheran a New York

Visto lo stallo nei negoziati, il segretario di Stato Marco Rubio ha ordinato alla delegazione iraniana giunta a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite di lasciare subito gli Usa, cosa che sarebbe poi successa. Lo hanno riferito ad Axios un funzionario statunitense e una seconda fonte a conoscenza della vicenda, che però sono stati smentiti da Teheran.

Lo stallo e l’ordine di Rubio

La delegazione del Qatar aveva tentato di mediare una svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran: quando è diventato evidente che le trattative erano in una fase di stallo, la missione statunitense presso l’Onu – su ordine di Rubio – nella serata del 28 ottobre ha comunicato agli iraniani che dovevano lasciare immediatamente New York, in quanto si erano trattenuti in territorio statunitense «oltre il periodo consentito». Tra i diplomatici ai quali è stato chiesto di lasciare gli Usa figurava anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi (mentre all’assemblea ha parlato il presidente Masoud Pezeshkian).

Strappo Usa-Iran: l’ordine di Rubio alla delegazione di Teheran a New York
Abbas Araghchi (Imagoeconomica).

La smentita di Teheran

La circostanza (almeno nel merito del rientro anticipato) è stata però smentita da Teheran. «La partenza da New York è avvenuta lunedì sera, secondo il programma comunicato anche al Dipartimento di Stato degli Usa il 17 settembre», ha precisato la stessa delegazione iraniana su X. Il gruppo ha preso un volo diretto per Doha all’1:20 di martedì, ha spiegato Axios. Secondo alcune fonti citate da Associated Press, la delegazione iraniana aveva invece intenzione di fermarsi negli Stati Uniti fino a mercoledì.

ITA Airways, l’ex deputata Benedetta Fiorini alla guida di marketing e comunicazione

Benedetta Fiorini, già parlamentare e con una lunga esperienza nelle relazioni istituzionali e nella comunicazione strategica, ha assunto l’incarico di Chief Marketing & Communication Officer di ITA Airways.

ITA Airways, l’ex deputata Benedetta Fiorini alla guida di marketing e comunicazione
Benedetta Fiorini (Imagoeconomica).

Chi è Benedetta Fiorini

Nata a Reggio Emilia nel 1976, Fiorini è laureata in Scienze della comunicazione all’Università di Modena e Reggio Emilia e ha conseguito un master in Comunicazione integrata d’impresa. Dopo gli inizi in Max Mara e Fineco, tra il 2012 e il 2014 ha lavorato prima presso l’Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministro dell’Interno e poi come vice portavoce del Ministro della Giustizia. Eletta deputata con Forza Italia e poi passata alla Lega durante la sua permanenza a Montecitorio (2018-2022), nel corso del mandato parlamentare è stata segretaria della commissione Attività produttive della Camera. Dal 2017 al 2023 ha lavorato nell’area Institutional & Regulatory Affairs di UniCredit e in seguito è stata, fino a fine 2024, consulente per lo sviluppo delle Relazioni Istituzionali, Culturali ed Economiche presso Cinecittà SpA. Di recente il suo percorso professionale si è incrociato direttamente col settore dell’aviazione civile: dal 2024 al 2026 ha fatto parte del cda di Enac. Da maggio siede nel board di Eni come amministratore non esecutivo indipendente.

Borsa,T-Bond ai massimi dal 2002

Il rendimento del Treasury a 10 anni, parametro di riferimento globale per i costi di finanziamento, ha toccato il 5,34 per cento, superando il picco del 2007 e tornando ai massimi dal 2002, sulla scia dei rialzi del petrolio (WTI sopra 92 dollari e Brent a quasi 100 dollari). Secondo i dati LSEG citati da Reuters, il rendimento del Treasury Usa a 10 anni ha registrato un rialzo di 87,1 punti base nel trimestre terminato a settembre, segnando l’aumento trimestrale più marcato dal 1994. La pressione sull’obbligazionario – con un’inflazione persistente a causa dei rincari energetici e le preoccupazioni sugli ingenti debiti pubblici a varie latitudini – si sente anche in Europa, dove la Francia continua ad essere il paese più colpito per una incertezza politica maggiore.

Via libera alla maxi acquisizione di Warner da parte di Paramount

Approvando l’accordo transattivo tra Paramount Skydance e un gruppo di Stati americani, che guidati dal procuratore generale della California Rob Bonta avevano fatto causa sostenendo che l’acquisizione di Warner Bros. Discovery avrebbe concentrato nelle mani di un’unica società un potere eccessivo nel settore della televisione via cavo e dei grandi film, il giudice distrettuale Araceli Martínez-Olguín ha dato via libera alla maxi operazione da 111 miliardi di dollari.

Via libera alla maxi acquisizione di Warner da parte di Paramount
Logo di Warner Bros. (Ansa).

L’assemblea degli azionisti Warner aveva approvato la vendita ad aprile

L’assemblea straordinaria degli azionisti di Warner Bros. Discovery ha approvato ad aprile la vendita a Paramount Skydance, che a febbraio in extremis aveva fatto pervenire un’offerta che aveva sopravanzato quela di Netflix. A quel punto la piattaforma di streaming aveva deciso di non rilanciare, dopo aver siglato già a dicembre 2025 un accordo da 83 miliardi con Warner per rilevare buona parte del suo business. L’offerta di Paramount Skydance è stata sostenuta da Donald Trump: l’amministratore delegato della società, David Ellison, è figlio di quel Larry imprenditore e magnate della tecnologia, noto principalmente come cofondatore di Oracle e amico di vecchia data del presidente Usa.

Dopo la causa Paramount Skydance aveva minacciato di lasciare la California

Ricevuto tutte le autorizzazioni normative richieste dall’accordo, l’operazione – una delle più grandi fusioni nel settore di sempre – ha poi dovuto affrontare la causa antitrust intentata dai 12 Stati: alla base dell’azione legale i timori di danni per la distribuzione cinematografica e televisiva e di una riduzione dei posti di lavoro nel settore dei media e dell’intrattenimento. Paramount Skydance aveva minacciato di trasferirsi fuori dalla California, se il procuratore generale Bonta non avesse ritirato la causa. Infine è arrivato l’accordo transattivo.

Closing atteso il 6 giugno, David Ellison e Ynon Kreiz saranno co-ceo

Il closing a questo punto è atteso per il 6 ottobre. Per quanto riguarda la governance della nuova azienda, che riunirà anche importanti realtà come HBO Max, CBS e CNN, l’ex amministratore delegato di Mattel Ynon Kreiz assumerà l’incarico di Co-Chief Executive Officer affiancando David Ellison. Krezi avrà la responsabilità di seguire la gestione quotidiana e il processo di integrazione operativa delle attività di Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery., mentre Ellison si concentrerà sulla strategia di lungo periodo.

Christa Pike, fallita l’esecuzione con iniezione letale in Tennessee

L’esecuzione della pena capitale nei confronti di Christa Pike in Tennessee è fallita e la condannata è stata portata in ospedale per ricevere le cure. L’hanno reso noto i suoi avvocati, segnalando la «difficoltà di accesso alle vene, vene rotte, pentobarbital degradato e assenza di assistenza medica di emergenza». Anche alcuni testimoni sentiti dai media americani avevano riferito dell’episodio, spiegando che Pike continuava a respirare anche dopo l’iniezione letale. La donna è stata condannata a morte per l’omicidio, commesso nel 1995, di Colleen Slemmer, 19 anni, una sua compagna nel programma di formazione professionale Job Corps di Knoxville. Pike aveva allora 18 anni e il delitto era legato a una rivalità sentimentale. I suoi due complici, anch’essi adolescenti — il suo fidanzato dell’epoca, 17 anni, e un’altra ragazza di 18 anni — hanno evitato la pena di morte. Il primo è stato condannato all’ergastolo, mentre la seconda ha ricevuto una pena sospesa in cambio della sua testimonianza contro gli altri due.

L’esecuzione prevedeva la somministrazione di due iniezioni di pentobarbital

La Corte suprema aveva dato luce verde all’esecuzione dopo che un tribunale federale aveva ordinato di sospendere in extremis l’iniezione letale per esaminare possibili circostanze attenuanti non prese in considerazione all’epoca del processo. I funzionari del Dipartimento penitenziario del Tennessee non hanno confermato pubblicamente l’esito dell’esecuzione, che prevedeva la somministrazione di due iniezioni di pentobarbital, né hanno risposto a una richiesta di informazioni dell’Afp.

Perché Diana Bianchedi si è dimessa da capo delegazione della Nazionale maschile di calcio

L’ex schermitrice e vicepresidente del Coni Diana Bianchedi si è dimessa da capo delegazione della Nazionale maschile di calcio, ruolo che aveva assunto ad agosto. La decisione è seguita ad alcune critiche che le erano state rivolte dal ministro dello Sport Andrea Abodi. I fatti risalgono a martedì 30 settembre, quando la giunta del Coni aveva votato all’unanimità il commissariamento della Fipe, la Federazione italiana pesi. Durante la riunione, Bianchedi e l’altro vicepresidente Marco Di Paola avrebbero però espresso alcune perplessità, salvo poi votare a favore con tutti gli altri membri di Giunta, Malagò incluso. Di qui la reazione di Abodi che, a margine di un evento, ha fatto intendere di non averla presa bene: «Il vicepresidente vicario e il vicepresidente del Coni hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se questa è sempre contraria (a quella del presidente, ndr) dovrebbero fare una scelta, perché quel ruolo è nell’ambito di un rapporto fiduciario. Normalmente rapporti così non durano molto, nel ruolo e nella funzione». Un invito nemmeno troppo velato a lasciare l’incarico.

Il passo indietro

E così, in tarda serata, Biana Bianchedi ha affondato il suo, di colpo, dimettendosi non dalla Giunta del Coni ma dal ruolo di capo delegazione in Figc «a seguito delle dichiarazioni del ministro Abodi e delle polemiche negli organi di stampa, con una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta e della Figc, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente».