Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»

Fasce protette, gusti invertiti, gusti normali, propaganda gender. Va in scena il duello a distanza tra Roberto Vannacci e Tommaso Cerno. Secondo l’ex generale, il direttore de Il Giornale «si è inventato che Futuro Nazionale voglia proibire a chi ha gusti omosessuali di comparire in tv», ha sbottato all’AdnKronos. «Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità, ma le regole in televisione saranno uguali per tutti: in fascia protetta, quando ci sono i bambini davanti allo schermo, la propaganda gender e omosessualista non deve poterla fare né chi ha gusti omosessuali né chi ha gusti eterosessuali».

Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il casus belli: 2 Di Picche e le fasce protette invocate da FN

Ma da cosa nasce l’attacco? Lunedì Cerno aveva criticato le posizioni di FnV sulle fasce protette in tv. «Pensate che meraviglia, in Rai c’è il pluralismo, e nel pluralismo ci vuole anche Cerno ogni tanto, perché non si capisce perché chiunque può dire tutto e io no», aveva detto il giornalista al debutto della seconda stagione di 2 Di Picche su Rai2. «Ci provano in tutte le maniere: ho sentito dire pure che siccome sono omosessuale dovrei andare in fascia protetta, l’ha detto il generale Vannacci. Io credo che la fascia più protetta di così non possa essere, perché le 14 è protetta dalla democrazia dalle famiglie, dalle persone normali a cui ti rivolgi. E se vogliono ribellarsi si ribellano, la loro protezione viene dalla libertà, caro generale». Anche perché, aveva fatto notare, «se togli tutti i gay dalla televisione dopo non ci resta nessuno, devono mandare la pubblicità praticamente dalle otto di mattina a mezzanotte». Una punzecchiatura, quella del direttore, che non stupisce e che suona come una provocazione per mandare in tilt Vannacci. A metà settembre infatti il quotidiano degli Angelucci aveva sganciato in prima pagina un’inchiesta sui conti che non tornano del «generale super fetecchia» firmata dall’ex Espresso Lirio Abbate. Un modo forse per proteggere Giorgia Meloni dalla minaccia elettorale proveniente da destra.

Vannacci: «Cerno di spazio ne ha dappertutto. Di che si lamenta?»

L’ex generale non ci sta. «Cerno che dichiara di avere una preferenza erotica per i maschietti, di spazio ne ha dappertutto: ha fatto il senatore del Partito Democratico, è stato dirigente di Arcigay, oggi è direttore de Il Giornale e fa il guru del centrodestra, ha addirittura una trasmissione in Rai». «Ma di cosa si lamenta?», ha concluso Vannacci. «A me, per esempio, son sempre piaciute le donne e ciò non mi ha garantito né una citazione eterna nella Commedia di Dante né il patentino di ‘sparare minchiate’, come dice lui, tantomeno sulla pelle dei bambini».

Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Il giornalista: «Faccia come crede, decideranno gli italiani»

Cerno non perde tempo e da Il Giornale risponde al generalissimo: «Chi non argomenta ma insulta non ha contenuti, d’altra parte conosco bene questo problema perché è quello che la sinistra ha da sempre. Mi insulta perché non ha nulla da dire nel merito, faccia come crede, decideranno gli italiani».

Vannacci contro Cerno sulle fasce protette in tv: «Ha gusti invertiti»
Tommaso Cerno (Imagoeconomica).



Austria, le fibrillazioni della Spö favoriscono l’estrema destra di Kickl

Un’uscita di scena a tappe, da qui al prossimo anno. È quella annunciata dal vicecancelliere della Spö Andreas Babler, che lo scorso fine settimana ha così messo fine alle speculazioni che da tempo giravano nei palazzi viennesi. Babler è diventato il capro espiatorio alla fine di una lunga lotta interna alla socialdemocrazia austriaca, ormai in caduta libera, secondo un modello che fa scuola un po’ in tutta Europa, a partire dalla vicina Germania. La Spö di Babler è al governo insieme con i conservatori della Övp del cancelliere Christian Stocker e i liberali di Neos, una coalizione a tre che sta subendo la pressione dell’estrema destra. I sondaggi danno la Fpö di Herbert Kickl come primo partito con quasi il 40 per cento, più di Övp e Spö messe insieme. Babler è stato sostanzialmente spinto alle dimissioni alla luce di un quadro che per i partiti tradizionali moderati è alquanto buio. 

Austria, le fibrillazioni della Spö favoriscono l’estrema destra di Kickl
Il cancelliere Christian Stocker e il vice Andreas Babler (Ansa).

La mossa di Zeiler e le resistenze della Spö

La fronda intestina alla Spö, con gli oppositori interni che considerano il leader del partito il principale responsabile dei pessimi risultati al governo, ha subito un’accelerazione quando qualche giorno fa è uscito allo scoperto Gerhard Zeiler – membro del partito, ma soprattutto top manager di successo in patria e all’estero – annunciando di voler imprimere una nuova rotta. Zeiler si è dunque candidato alla successione. Con una lunga intervista rilasciata domenica scorsa alla Kronen Zeitung, il quotidiano popolare più letto e venduto in Austria, Zeiler ha annunciato la sua discesa in campo, anche se all’interno del partito incontra parecchia resistenza. Così, invece di un’incoronazione per acclamazione, la Spö ha approvato il piano di Babler, con una transizione meno traumatica e spettacolare: il passaggio di consegne a Markus Marterbauer, l’attuale ministro delle Finanze, è previsto infatti solo per l’inizio del 2027. La data esatta rimane tuttavia da definire a causa delle cure oncologiche a cui il successore designato si sta sottoponendo. È probabile che Marterbauer raccoglierà anche l’eredità di Babler alla guida del partito, nonostante le ambizioni di Zeiler, che hanno suscitato più di qualche malumore.

Austria, le fibrillazioni della Spö favoriscono l’estrema destra di Kickl
Gerhard Zeiler (da LinkedIn).

L’estrema destra si appella al presidente Van der Bellen

Il 71enne Zeiler, attivo nella Spö sin dagli Anni 80 e successivamente affermatosi nel settore dei media prima in Germania e poi negli Stati Uniti, oggi è presidente della Warner Bros. Discovery International, e potrebbe in teoria dare nuovo slancio e un tocco di respiro internazionale alla sonnecchiante socialdemocrazia austriaca. Dopo aver sfidato apertamente Babler però sembra aver già esaurito la spinta. Quel che è certo è che il governo austriaco si trova nel mezzo di una nuova burrasca che la Fpö di Kickl cerca di cavalcare: l’estrema destra ha infatti chiesto l’intervento del presidente Alexander Van der Bellen, mettendo in evidenza come le turbolenze del partito di coalizione mettano a rischio i meccanismi governativi. Per la Fpö il progetto della coalizione a tre è di fatto fallito e c’è bisogno di un intervento della Hofburg – il Quirinale austriaco – per aprire la strada a nuove maggioranze, più stabili.

Austria, le fibrillazioni della Spö favoriscono l’estrema destra di Kickl
Il Presidente Federale della Repubblica d’Austria, Alexander Van der Bellen con Sergio Mattarella (Ansa).

L’esempio della AfD in Germania

In sostanza, l’opposizione chiede elezioni anticipate che potrebbero portare Kickl alla cancelleria, dopo il fallito tentativo del 2024. In teoria il voto è previsto nel 2029, ma gli austriaci potrebbe essere chiamati alle urne prima della scadenza naturale. La Fpö anche due anni fa era uscita vincitrice dalle elezioni con quasi il 29 per cento, davanti a Övp e Spö, senza riuscire però a formare un governo a causa dell’ostracismo dei conservatori, che avevano preferito l’alleanza con socialdemocratici e liberali. Il prossimo anno si terranno due elezioni regionali, in Tirolo e Alta Austria, oltre a vari appuntamenti locali amministrativi, che potranno ulteriormente scuotere le già fragili basi della coalizione moderata a Vienna. Come in Germania, dove Alternative für Deutschland ha messo in scacco i partiti tradizionali, per ora solo a livello di Länder, cioè di regioni (martedì è stato eletto in Sassonia Anhalt Tobias Rausch, il primo presidente dell’AfD in un parlamento regionale) la Fpö di Herbert Kickl sta allargando il proprio potenziale elettorale grazie all’inefficienza altrui, cavalcando il populismo sovranista: per il futuro prossimo non sembra che né il cancelliere Stocker né i suoi alleati, da Babler a Marterbauer passando per lo stesso Zeiler, potranno ridimensionarne il consenso, per lo meno senza cambiare le politiche di governo.

Austria, le fibrillazioni della Spö favoriscono l’estrema destra di Kickl
Il leader della Fpö, Herbert Kickl (Ansa).

Legge elettorale, ok della Camera alla fiducia sull’articolo 1

Con 226 sì, 147 no e tre astenuti, la Camera ha dato il via libera alla fiducia posta dal governo sull’articolo 1 del testo di riforma della legge elettorale, che disciplina l’elezione della Camera con il nuovo sistema proporzionale con premio di maggioranza e l’introduzione delle preferenze. Si procederà ora a votare, con la stessa modalità, l’articolo 2 (che riguarda analogamente l’elezione del Senato).

Braga (Pd): «Schiaffo al Parlamento e tradimento delle donne»

Le tre fiducie poste dal governo «sono uno schiaffo al Parlamento» secondo la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga. «Le istituzioni non sono proprietà della maggioranza, sono la casa di tutti. Questa é una legge che sfida la Costituzione e, quindi, l’Italia libera e democratica», ha detto annunciando un no convinto. Ha poi parlato di «tradimento sulla pelle delle donne»: «Già oggi nessuna donna guida una commissione e nessuna donna guida gruppi di maggioranza, perché gli uomini scelgono altri uomini. E con questa legge il quadro sarà ancora più buio».

Baldino (M5s): «Fiducia prova di debolezza del governo»

«Se non vi fidate dei vostri parlamentari perché gli italiani si dovrebbero fidare di voi?». Così Vittoria Baldino, vicepresidente del Movimento 5 stelle, rivolgendosi alla maggioranza durante le dichiarazioni di voto. «Mettete la fiducia perché abbiamo visto cosa succede quando i vostri parlamentari si sentono liberi di votare. Questa fiducia non è una prova di forza ma di un’estrema debolezza politica, è la paura del Parlamento, dei franchi tiratori e dei vostri parlamentari».

Crans-Montana, Jessica Moretti chiede l’indennità per infortunio nell’incendio

Jessica Moretti, proprietaria del locale di Crans-Montana teatro della strage di Capodanno (41 morti e 115 feriti), potrebbe percepire un’indennità giornaliera per la «perdita di guadagno causata dai danni alla salute» conseguenti all’incendio. La pratica, secondo la legge svizzera per gli infortuni sul lavoro, è al vaglio dell’assicurazione Zurich che, in una lettera riportata nel dossier dell’indagine, ha chiesto alla procura del Cantone del Vallese il nulla osta per l’eventuale versamento, che è stato accordato. Jessica e il marito Jacques sono i principali indagati nell’inchiesta sul rogo del Constellation. Lei è sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di firma e deve rimanere nella sua abitazione di Lens. Suo marito si trova in carcere con l’accusa di averla picchiata e ci rimarrà, secondo quanto disposto dal tribunale, almeno fino all’11 novembre. In un rapporto della polizia cantonale, incaricata di sorvegliare sul rispetto delle restrizioni, la donna avrebbe espresso «timori», in vista delle festività di fine anno e dell’anniversario del rogo, «ritenendo che i media saranno di nuovo attivi su questa vicenda» e temendo «eventuali atti isolati da parte di parenti delle vittime».

Mundys presenta la nuova stagione del podcast Fly me to the moon

Torna Fly me to the moon – Futuri in arrivo, il podcast ideato e promosso da Mundys e condotto dal giornalista Riccardo Luna, con una seconda stagione dedicata alle persone, alle tecnologie e alle idee che stanno già cambiando il nostro modo di vivere e immaginare il futuro. Prodotta da MoST, la nuova stagione amplia lo sguardo su alcune delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo, dall’intelligenza artificiale alla robotica, dalla cybersecurity alla salute mentale, dalla sovranità tecnologica al futuro del lavoro e della scuola. Al centro, ancora una volta, non ci sono soltanto le tecnologie, ma soprattutto le persone che le stanno progettando, studiando e utilizzando per affrontare le sfide del presente.

Ospiti e temi delle puntate

Le nove puntate, registrate all’interno dell’Innovation hub dell’aeroporto di Roma Fiumicino, primo acceleratore di startup in Europa nel cuore di un aeroporto, affrontano così alcuni dei temi più importanti del dibattito contemporaneo.

Mundys presenta la nuova stagione del podcast Fly me to the moon
Innovation hub a Fiumicino (Mundys).

Silvia Wang, cofondatrice di Serenis, racconta il rapporto tra psicoterapia, nuove generazioni e intelligenza artificiale. Daniele Pucci, ricercatore e imprenditore, porta la robotica umanoide dalla ricerca all’industria e riflette sulla sfida europea. Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia, immagina il mondo del 2100 tra robot, medicina, AI e trasformazione del lavoro. La stagione affronta anche la sovranità tecnologica e la cybersecurity, con l’imprenditore Gianni Cuozzo, e il rapporto tra tecnologia, impresa e umanesimo con Andrea Pezzi. La prima chief information officer del Cern, Enrica Porcari, riflette invece sul futuro dell’AI, sulla condivisione della conoscenza e sul ruolo delle competenze umanistiche nell’innovazione. Francesca Cavallo, autrice di Storie della buonanotte per bambine ribelli, sposta il focus sull’educazione dei maschi e sulla costruzione dell’identità nell’era dei social e degli algoritmi. Tra gli ospiti anche Andrea Colamedici, che parte da un sorprendente esperimento editoriale costruito con l’AI per interrogarsi sul passaggio dalla post-verità alla post-realtà.

Dove ascoltare il podcast

Con la seconda stagione, Fly me to the moon prosegue il suo viaggio attraverso i futuri in arrivo, mettendo in dialogo scienza, tecnologia, impresa e cultura e cercando, attraverso storie personali e prospettive originali, di trasformare l’innovazione da tema per specialisti a una conversazione che riguarda tutti. I nuovi episodi, della durata di circa 30-50 minuti, sono disponibili sulle principali piattaforme di ascolto e sui canali digitali (Spotify, Apple podcast e YouTube), sulla pagina web del Corriere della Sera e sul sito e i social di Mundys.

Commissariamento Figc, Malagò commissario all’unanimità per la Giunta Coni

La Giunta esecutiva del Coni ha votato all’unanimità il commissariamento della Federcalcio, affidando l’incarico di commissario all’attuale presidente Giovanni Malagò. La nomina dovrà essere ratificata dal Consiglio nazionale, convocato per le 14. La scelta è frutto dell‘intesa di mediazione tra due “schieramenti”, contrapposti al voto alla vigilia della Giunta, raggiunta nell’incontro che ha preceduto la riunione dell’esecutivo tra il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e quello della Figc Giovanni Malagò. L’ultimo commissario Figc fu nel 2018 Roberto Fabbricini, nominato dalla Giunta Coni presieduta dallo stesso Malagò.

Il caso del mancato tesseramento di Malagò

Il Coni era chiamato a valutare se la Figc avesse violato le regole fondamentali ammettendo la candidatura di Malagò. La vicenda riguardava il mancato tesseramento di Malagò al momento dell’elezione. L’articolo 29 dello statuto Figc stabilisce infatti che alle cariche federali possono essere eletti o nominati soggetti «in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura». La Figc sostiene che essere in regola non voglia dire essere già tesserati, mentre la procura generale dello Sport ha ritenuto che il requisito presupponga l’esistenza di un tesseramento.

Stagione finita per Sinner: «Ginocchio necessita di ulteriore trattamento»

Su consiglio del suo staff medico, Jannik Sinner non gareggerà più nel corso della stagione 2026 per sottoporsi a un trattamento per un’infiammazione al ginocchio. Ad annunciarlo è stato lo stesso tennista in un video condiviso sui social: «La stagione è ufficialmente conclusa, con il mio staff abbiamo deciso che il mio ginocchio ha bisogno di un ulteriore trattamento». Niente Atp Finals, dunque. «Il finale delle ultime stagioni, specialmente a Torino, mi ha regalato bellissime emozioni e sentimenti, ma quest’anno andrà diversamente visto che devo pensare alla mia carriera a lungo termine. Farò tutto il possibile per tornare al 100 per cento», ha spiegato ringraziando tutti per il supporto.

Binaghi: «Tutela dell’integrità fisica viene prima degli impegni»

Questo il commento del presidente della Fitp Angelo Binaghi: «La tutela dell’integrità fisica di Jannik viene prima di qualsiasi risultato e di qualsiasi impegno agonistico. È una priorità assoluta, che deve guidare ogni scelta. In questo momento la cosa più importante è che possa recuperare pienamente e affrontare con serenità il percorso che lo attende. Lo aspettiamo a braccia aperte, con la stima e l’affetto di sempre, e con la certezza che tornerà in campo quando sarà nelle condizioni migliori per farlo. La Federazione sarà al suo fianco, come sempre».

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno

Giorgia Meloni è ormai in modalità aspirapolvere: per raggiungere il famigerato 42 per cento che le permetterebbe di accomodarsi per altri cinque anni a Palazzo Chigi (salvo trasferimento a edificio più prestigioso, e ci siamo intesi) ha bisogno di ogni zerovirgola disponibile, per compensare il calo di Lega e Forza Italia. Così guarda al centro.

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
Giorgia Meloni (Ansa).

In quest’ottica va letta la benedizione di FdI alla nascita di Sindaci d’Italia, una sorta di listone civico di centrodestra battezzato domenica scorsa ad Assisi. L’operazione non è piaciuta troppo ai centrini sparsi per l’Italia e soprattutto a Carlo Calenda. Il più fedele degli avversari di Meloni teme infatti che questo listone – sempre che riesca a correre – finisca per andare a pescare nel suo elettorato, ma pure nel suo ceto politico. La scommessa di Calenda è che Meloni, senza l’alleanza con Roberto Vannacci, non riuscirà a ottenere il premio di maggioranza e avrà bisogno di lui per formare il governo dopo le elezioni. Se però Giorgia inizia a pescare nel suo stesso stagno elettorale, per Calenda si mette male…

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Futuro Nazionale ha già bisogno di un ritocchino?

Roberto Vannacci cresce ancora in Campania: martedì ufficializza il passaggio a Futuro Nazionale l’ex sindaco di Torre del Greco Ciro Borriello. Già parlamentare di Forza Italia, Borriello sarà responsabile provinciale di FnV a Napoli. L’uomo non è nuovo ai cambi di casacca: ha militato nella Dc, in FI, nell’Udeur e pure in Italia dei Valori. Vannacci prosegue così nell’acquisizione di esponenti politici dal voto strutturato sui territori, da unire a quello di opinione che lui stesso intercetta in prima persona. In Campania l’ex generale sta puntellando la sua rete: si va dal vicario regionale Antonio Ambrosio al responsabile agli Enti locali, Attilio Pierro (deputato ex FI); dal responsabile Organizzazione con delega alla provincia di Avellino Sabino Morano alla responsabile per l’Amministrazione Lucia Abagnale. E ancora: per la provincia di Salerno il punto di riferimento è Franco Cardiello, per quella di Caserta è Paolo Santulli mentre per il Beneventano è confermato il coordinatore regionale Catello Di Capua. Curiosità: Borriello è un chirurgo plastico di primissimo piano, evidentemente Fn ha già bisogno di un ritocchino…

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Se la mostra di Keith Haring irrita il Vaticano…

Roberto Gualtieri avrebbe irritato qualcuno in Vaticano. Tutta colpa della mostra su Keith Haring, retrospettiva che raccoglie più di 140 opere dell’artista statunitense inaugurata il 6 ottobre al museo di Palazzo Braschi. Sede museale dal 1952, il Palazzo venne realizzato per volontà di Pio VI e poi venduto dalla famiglia Braschi al Regno d’Italia nel 1871. Eppure qualcuno Oltretevere, osservando alcune opere esposte, tra falli e scene hard, ha avuto da ridire rispolverando le origini papali dell’edificio. «Se avessero allestito la mostra in un museo di costruzione recente e quindi ‘senza una storia’ legata al passato, come per esempio il Maxxi, tanto per dirne uno, nessuno avrebbe avuto qualcosa da obiettare», si mugugna tra i sacri palazzi. E c’è già chi si preoccupa per lo shock che alcune opere e dettagli potrebbero provocare ai bambini che visiteranno l’esposizione. Per il momento, però, l’unica vera polemica capitolina legata al celebre artista newyorkese risale a qualche decennio fa e fu innescata dalla distruzione di due suoi murales. Il primo, realizzato da Haring sulla facciata sinistra del Palazzo delle Esposizioni, venne cancellato dal Comune nel 1992 in occasione della visita di Mikhail Gorbachev. Il secondo, dipinto sulle barriere trasparenti del Ponte Pietro Nenni lungo la linea A della metro, fece la stessa fine nel 2001.

I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
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I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
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I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
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I piani centristi di Meloni preoccupano Calenda, un chirurgo plastico per Vannacci e le altre pillole del giorno
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60 under 30, all’Università Link l’evento che unisce giovani talenti e leader politici

Si rinnova l’appuntamento con i giovani che stanno cambiando il Paese grazie all’evento 60 under 30, la cui quarta edizione andrà in scena venerdì 9 ottobre 2026 dalle ore 14.00 presso gli spazi dell’Università degli Studi Link di Roma. Il riconoscimento vedrà anche la partecipazione di leader istituzionali protagonisti della scena politica contemporanea, pronti ad alternarsi sul palco con i 60 giovani premiati. Ad assistere agli speech saranno centinaia di ragazzi che ogni anno prendono parte all’evento gratuito, ideato e promosso da POLITICA e La Giovane Roma. Per partecipare basterà registrarsi online su eventi.politicamag.it.

Tra gli ospiti attesi Salvini, Tajani, Renzi e Schlein

L’edizione 2026 di 60 under 30 si aprirà con i saluti di Federico Lobuono, presidente dell’associazione organizzatrice La Giovane Roma che ha dichiarato: «Siamo grati alle personalità politiche che hanno deciso di prendere parte alla nostra iniziativa, dimostrando che il dialogo con le nuove generazioni è fondamentale per disegnare l’Italia di domani». Tra gli ospiti attesi ci sono Angelo Bonelli, Carlo Calenda, Roberto Gualtieri, Maurizio Lupi, Alessandro Onorato, Matteo Renzi, Francesco Rocca, Matteo Salvini, Elly Schlein e Antonio Tajani. La giornata si chiuderà tra musica e djset – prima il live del cantautore romano Eddie Brock e poi, a seguire, le selezioni musicali dei dj resident di Room26.

Mercoledì 7 ottobre l’inaugurazione del nuovo anno accademico

L’evento arriva a due giorni dall’inaugurazione del nuovo anno accademico 2026/2027 previsto per mercoledì 7 ottobre presso l’Aula Magna Franco Frattini in Via del Casale di San Pio V. Un momento centrale per la vita dell’ateneo che, dopo il passaggio del corteo accademico, vedrà la presenza del presidente Pietro Luigi Polidori, del magnifico rettore Carlo Alberto Giusti, del presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti e del prorettore Francesco Paolo Tronca. A conferire ulteriore valore alla giornata, la presenza tra gli ospiti d’eccezione di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati.

Assegnato il Nobel per la Fisica 2026 

Il Nobel per la Fisica 2026 è stato assegnato al belga Francis Louis Halzen «per il contributo decisivo all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica». Professore ordinario presso l’Università del Wisconsin-Madison, Halzen è principal investigator di IceCube presso la stazione Amundsen-Scott South Pole in Antartide, il più grande rivelatore di neutrini al mondo operativo dal 2010.

Sondaggi Swg 5 ottobre 2026, Fdi torna a crescere mentre Vannacci cala

Prima battuta d’arresto per Futuro nazionale che, secondo il sondaggio realizzato da Swg per il TgLa7 del 5 ottobre 2026, perde lo 0,2 per cento rispetto alla settimana precedente e scende sotto l’8 per cento. Di riflesso salgono invece gli altri partiti di maggioranza, soprattutto Fratelli d’Italia che guadagna lo 0,3 per cento. Sul fronte dell’opposizione torna a crescere, seppure di poco, il Partito democratico (+0,1), mentre subisce una lieve flessione il Movimento 5 stelle. Di seguito le percentuali dei singoli partiti con la differenza rispetto alla rilevazione del 29 settembre:

  • Fratelli d’Italia: 27,7% (+0,3%)
  • Partito Democratico: 20,7% (+0,1%)
  • Movimento 5 Stelle: 12,6% (-0,2%)
  • Futuro Nazionale: 7,8% (-0,2%)
  • Forza Italia: 7,1% (+0,2%)
  • Verdi e Sinistra (AVS): 6,6% (invariato =)
  • Lega: 5,2% (+0,1%)
  • Azione: 3,1% (-0,1%)
  • Italia Viva: 2,3% (-0,1%)
  • +Europa: 1,6% (-0,1%)
  • Noi Moderati: 1,0% (invariato =)
  • Avanti PSI: 1,0% (invariato =)
  • Altre liste: 3,3% (invariato =)
  • Non si esprime (astensione/indecisi): 29,0% (+3,0%)

Trump approva la fucilazione per l’autore della strage nella base di Fort Hood

Donald Trump ha approvato la fucilazione per Nidal Hasan, ex psichiatra dell’esercito condannato a morte nel 2009 per l’attacco nella base militare di Fort Hood nel quale uccise 13 persone e ne ferì 32. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva raccomandato la fucilazione da parte di un plotone d’esecuzione dell’esercito statunitense, cosa che il presidente americano ha approvato. L’uomo aveva urlato Allah Akbar durante l’attacco. Tutti i morti tranne uno erano soldati, tra cui una soldatessa incinta che si era buttata per terra implorando perché fosse risparmiato il figlio ancora non nato. La sparatoria finì solo quando Hasan fu colpito alla schiena da un militare che aveva reagito al fuoco. L’ex psichiatra, musulmano di origini palestinesi, aveva detto di aver agito per proteggere ribelli islamici all’estero dall’aggressione degli Stati Uniti. Aveva ammesso di aver aperto il fuoco in un’affollata sala d’aspetto dove decine di soldati aspettavano l’ultima visita medica prima del dispiegamento al fronte in Iraq e Afghanistan.

Massiccio attacco ucraino sulla regione di Mosca, due morti

Nella notte tra lunedì 5 e martedì 6 ottobre 2026 la regione di Mosca è stata bersaglio di un massiccio attacco ucraino che ha coinvolto 650 droni, causando almeno due vittime e nove feriti secondo quanto dichiarato dal governatore della regione Andrey Vorobyov. Si tratta di un uomo di 71 anni, rinvenuto senza vita sotto le macerie di un’abitazione privata, e di un ragazzo di 20 anni. Il sindaco moscovita Sergej Sobjanin ha precisato che la maggior parte dei droni è stata abbattuta dalla difesa antiaerea. I velivoli ucraini sono entrati simultaneamente nella regione russa da diverse direzioni e in più ondate. Secondo quanto riportato dai canali di monitoraggio, avrebbero preso di mira un grande impianto petrolifero. Un drone ucraino avrebbe colpito il centro di produzione e distribuzione lineare di Volodarsk, vicino al villaggio di Konstantinov.

La Bulgaria: «Due navi colpite da droni sulle coste del Mar Nero»

Intanto la Bulgaria ha annunciato che alcuni droni hanno colpito due navi mercantili al largo delle coste del Paese nel Mar Nero, una delle quali è affondata e il suo equipaggio risulta disperso.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole

La farsa è in agguato. Il vertice d’urgenza, convocato per la mattina di martedì 6 ottobre, tra il presidente del Coni e l’ex presidente del Coni potrebbe portare l’attuale presidente della Figc a essere il commissario straordinario della Figc. E che tutto ciò si riduca a due-persone-due è la cosa più prodigiosa dell’intero schema. Ma così è se vi pare.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Luciano Buonfiglio e Giovanni Malagò (foto Imagoeconomica).

Il Signore dell’Aniene esce dalla porta e rientra dalla finestra?

Da una parte c’è Luciano Buonfiglio, capo dello sport italiano da giugno 2025. Dall’altra c’è Giovanni Malagò, il Signore dell’Aniene che nello sport passa da una carica di vertice all’altra come se questo Paese non riuscisse a mettere altro a disposizione. È lui l’uno e trino, quello che da ex capo dello sport italiano è diventato capo del calcio italiano con sospetto di non averne i requisiti, e che per questo motivo potrebbe diventare commissario di sé medesimo. Nel frattempo è stato anche presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026. E da fresco presidente Figc ha firmato il pateracchio che ha portato all’eliminazione della Troika Maldini–Leonardo–Pirlo.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Claudio Ranieri, Roberto Mancini e Giovanni Malagò (foto Imagoeconomica).

Diventato presidente senza essere tesserato

L’incontro precede la riunione della Giunta Coni che nel pomeriggio deve decidere le sorti dell’uno e trino. Che è diventato presidente della Figc senza essere tesserato Figc. Un requisito indispensabile e assente. In un Paese normale il suo nome non sarebbe nemmeno stato iscritto nella lista degli eleggibili. Ma siamo nel Paese del diritto e del rovescio, quello dove una faccenda del genere viene affrontata a partire da ogni possibile aspetto tranne quello che conta davvero: il piano delle regole.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Giovanni Malagò (foto Imagoeconomica).

Sicché, da settimane, si parla di assalto della politica al calcio (come se fosse una novità dell’ultim’ora) o di sabotaggio della rinascita calcistica italiana, persino di invidie suscitate dal malagomane. Tutto pur di non affrontare l’argomento centrale: perché a capo della Figc è stato eletto uno che non poteva esserlo?

Un lavorio tale da mettere in dubbio l’esito della votazione

Sarebbe questo il tema su cui la Giunta Coni dovrebbe essere chiamata a votare, decidendo se disarcionare Malagò o lasciarlo al suo posto di presidente eletto da ineleggibile. Ma le ore che hanno preceduto il voto sarebbero state attraversate da un lavorio tale da mettere in dubbio un esito (negativo per il Signore dell’Aniene) che fino a pochi giorni fa era dato per scontato. E proprio il timore di una spaccatura all’interno della Giunta sarebbe il motivo della riunione mattiniera tra Buonfiglio e Malagò. O almeno questo è ciò che racconta l’esercito di trombettieri che si è schierato dalla parte dell’ineleggibile.

Malagò commissario della Figc di Malagò? La farsa di un Paese senza regole
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio (foto Imagoeconomica).

A questo esercito ha dato ausilio qualche manina sempre abile a trovare le magagne altrui. Come, per esempio, le attività che il figlio del presidente del Coni presta nel mondo del calcio e che sarebbero argomento sufficiente per tirare in ballo il tema del conflitto d’interessi anche per Buonfiglio. Schizzi di fango partiti al momento giusto, come promessa di impiego dei mezzi spargi-letame qualora fosse necessario.