In attesa di un volo Ita Airways nella lounge dell’aeroporto di Fiumicino, il senatore meloniano Roberto Menia si è scagliato contro una coppia omosessuale che, durante una videochiamata con amici, si era lasciata andare – a suo modo di vedere – a qualche carezza e abbraccio di troppo. «Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete», ha urlato l’esponente di Fratelli d’Italia alla coppia, formata da due uomini sulla quarantina: «Le effusioni fatevele a casa vostra, non qui». Vista l’ira di Menia, che non accennava a calmarsi, la coppia è stata costretta a chiamare una hostess di Ita Airways per chiedere aiuto.
Menia non si pente: «Sono stati poco civili»
«Sono stati poco civili. Si abbracciavano, si accarezzavano, ma si possono fare queste cose in un aeroporto? Non cambio idea. Questi signori non possono fare quello vogliono. È cattiva educazione», ha detto Menia raggiunto da Repubblica, senza dimostrare alcun pentimento. Il senatore ha poi smentito di aver aggredito verbalmente la coppia perché omosessuale: «Vale anche per un uomo e una donna, vale per tutti. Non c’è una categoria superiore a un’altra. E dopo tutto questo si sono permessi di fare un’altra videochiamata e hanno ricominciato a toccarsi». Sul posto era presente anche il senatore del M5s Luca Pirondini: «Ho detto a Menia che non doveva permettersi, l’omofobia nel nostro Paese non è ammessa».
È morta a 89 anni Vania Traxler, Signora del cinema d’autore italiano. Milanese cresciuta a Bologna, di origine ebraica, erede di una importante famiglia di esercenti, produttori e distributori, nel 1976 fondò la società di distribuzione Academy Pictures, con la quale iniziò a distribuire film d’essai facendo conoscere al grande pubblico importanti registi come Peter Greenaway, Wim Wenders, Éric Rohmer, Jim Jarmusch, Atom Egoyan, Pedro Almodóvar, Krzysztof Kieślowski e Spike Lee. La metodologia di lavoro consisteva nella fidelizzazione del pubblico attraverso la promozione del film e l’attivazione di un rapporto di fiducia con gli esercenti, i quali finivano per dare spazio anche ai film considerati più deboli del loro listino. Negli anni successivi ha continuato il lavoro di distributrice di cinema d’autore internazionale fondando prima la Lady Film e poi la Archibald Enterprise Film.
«Punto di svolta per la distribuzione indipendente del miglior cinema d’autore in Italia»
«Addio indimenticabile Vania, donna forte, bellissima e dal temperamento inimitabile. Autentica donna di cinema e abile cuoca». Così la casa editrice Edizioni Sabinae con cui aveva pubblicato Sognavamo al cinema, che raccontava la sua avventura imprenditoriale. «Con lei se ne va un punto di svolta per la distribuzione indipendente del miglior cinema d’autore in Italia», ha aggiunto la Federazione italiana cinema d’essai. «La sua Academy Pictures, fondata assieme al marito, ha contribuito allo sviluppo del cinema d’essai in Italia, a partire da Il matrimonio di Maria Braun di Fassbinder nel 1978, proseguendo con Il cielo sopra Berlino, il cinema di Eric Rohmer, Peter Greenaway e una miriade di altri autori, maestri ed esordienti che hanno impreziosito la programmazione di un numero sempre crescente di sale che hanno creduto nella qualità autoriale e nella diffusione della cultura cinematografica. A lei, che oggi ci ha lasciati, va la nostra gratitudine per una vita di amore per il cinema».
Un drone navale è stato individuato nel porto di Costanza, sulla costa romena del Mar Nero, provocando l’immediata evacuazione dell’area da parte delle autorità. Pochi minuti dopo il ritrovamento, una forte esplosione è stata avvertita nella zona portuale. Il ministero della Difesa, confermando i fatti, ha reso noto che non ci sono feriti. Il mezzo senza equipaggio era stato localizzato presso una banchina utilizzata dall’Agenzia romena per il salvataggio della vita umana in mare (Arsvom). Simile a quelli usati nella guerra in Ucraina, è esploso autonomamente e non è chiaro a chi appartenesse. L’episodio arriva a pochi giorni da un altro incidente avvenuto nella Romania orientale, quando un drone russo di tipo Geran-2 si è schiantato contro un edificio residenziale a Galați, provocando un’esplosione, un incendio e il ferimento lieve di due persone.
Romania's Constanța Port cordoned off after an explosion. A naval drone was reportedly discovered nearby earlier this morning. pic.twitter.com/Hscd7XxzLF
Nel governo sono in corso riflessioni su come rimodulare gli aiuti contro il caro energia. Allo studio c’era l’ipotesi di un voucher per le fasce più fragili della popolazione, il cosiddetto bonus anti-rincari che nelle prime settimane della guerra in Medio Oriente era stato archiviato in favore del taglio generale delle accise, che però non sarebbe piaciuto per niente alla Lega. La misura non convincerebbe troppo nemmeno Fratelli d’Italia, nonostante uno degli sponsor di questo strumento fosse stato il ministro Adolfo Urso. Per il momento quindi, non se ne fa nulla, e in Cdm non sono arrivati provvedimenti per ovviare al caro energia. Si proseguirà dunque per qualche altra settimana con un nuovo taglio delle accise.
Confermate le indiscrezioni degli ultimi giorni: Xi Jinping incontrerà Kim Jong-un a Pyongyang la prossima settimana, l’8 e il 9 giugno. Da quando è salito al potere, il presidente cinese ha visitato la Corea del Nord una sola volta finora, nel 2019. Ma, dopo anni di rapporti tiepidi, i due Paesi stanno rafforzando i loro rapporti, come aveva già dimostrato il viaggio di Kim a Pechino dello scorso settembre. Inoltre, ad aprile aveva viaggiato a Pyongyang il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. In più, da qualche tempo sono ripartiti i collegamenti aerei e ferroviari tra le due nazioni asiatiche.
Kim Jong-un (Ansa).
Perché Xi volerà da Kim in Corea del Nord
Negli ultimi anni, la Corea del Nord si è avvicinata alla Russia, stringendo accordi che prevedono la fornitura di petrolio, derrate alimentari e tecnologia in cambio di truppe e munizioni per la sua guerra intrapresa da Vladimir Putin in Ucraina. I due Paesi hanno anche siglato, nel 2024, un patto di difesa reciproca. Con il viaggio alle porte, Xi punta a riaffermare la propria influenza sulla Corea del Nord, anche (e soprattutto) per creare deterrenza contro un eventuale aumento della presenza militare Usa nella penisola coreana (dunque vicino alla Cina) e, in generale, nell’Asia-Pacifico. Inoltre, in uno scenario globale caratterizzato dal caos, Xi punta a presentare la Repubblica Popolare come una grande potenza in grado di dialogare con tutti, a differenza del grande rivale rappresentato dagli Stati Uniti.
Trump nel secondo mandato non ha ancora visto KIm
Durante il suo primo mandato, Donald Trump ha incontrato tre volte Kim in Corea del Nord per discutere del programma nucleare del Paese eremita, ma da quando il tycoon è stato rieletto alla Casa Bianca i due leader non si sono ancora rivisti di persona, nonostante la disponibilità – almeno a parole – a un nuovo bilaterale. Nel frattempo Xi è passato da una posizione intransigente sul nucleare nordcoreano a una più morbida, riavvicinandosi pertanto a Kim.
L’addio di Pina Picierno al Pd è stato salutato persino con gioia dagli schleiniani, che evidentemente non vedevano l’ora di liberarsene. Era già accaduto di recente con Elisabetta Gualmini e con Marianna Madia. Festeggiamenti sui social e nelle chat di partito; insomma viva e vibrante soddisfazione per essersi tolti un peso. Come se Picierno stesse bloccando il dibattito pubblico del Pd, ne impedisse lo svolgimento. Come se l’immagine del centrosinistra fosse stata fin qui appesantita dalla vicepresidente del Parlamento europeo.
L’intervento di Pina Picierno all’Assemblea Nazionale del Pd, 14 dicembre 2025 (Ansa).
Il renzismo di Schlein
Ragionevolmente non cambierà niente nel Pd, dove il dibattito pubblico è stato normalizzato con l’arrivo di Elly Schlein, la segretaria inclusiva che non sa ben gestire il dissenso politico; in questo ricorda alcuni aspetti deteriori di Matteo Renzi, anche se a nessuno verrebbe di ammettere che la leadership schleiniana è settaria quanto muscolare era quella dell’ex presidente del Consiglio.
È da quando Schlein ha vinto il congresso che la nuova maggioranza brinda e festeggia. Prima per aver ribaltato il risultato nelle primarie nel 2023, poi per aver azzerato la discussione in un partito litigioso nel quale la linea del segretario di turno è sempre stata impallinata sui giornali, in tv, sui social, un giorno sì e l’altro pure. Il risultato principale di Schlein è dunque quello di aver evitato il logoramento quotidiano che i suoi predecessori hanno sperimentato sulla loro pelle. L’assenza di un’alternativa politica forte – lo sconfitto Stefano Bonaccini si è presto unito al coro schleiniano – ha senz’altro aiutato.
Elly Schlein con Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).
Ciaoni progressisti anche a un pezzo di elettorato
Epperò, fra tutti questi festeggiamenti e brindisi e stelle filanti e giochi di luce stroboscopici, insomma fra tutti questi “ciaoni” in versione progressista non verrà il dubbio a qualcuno che un pezzo dell’elettorato forse non sarà felice del trattamento ricevuto per interposta Madia, per interposta Picierno?
Percularne uno per educarne cento non sembra essere la soluzione migliore per trattenere elettori che forse faticano a stare nel Pd di oggi e che avrebbero bisogno di incentivi a rimanere.
Non manca poi molto alle elezioni politiche e gli scenari di conflitto politico suffragati dai sondaggi testimoniano una vivace polarizzazione in vista del 2027, quando non ci sarà spazio – è vero – per cose centriste, ma ci sarà sempre tutto lo spazio per restare a casa.
Elly Schlein, Maurizio Landini e Roberto Speranza (Imagoeconomica).
La trappola identitaria della segretaria
La trappola identitaria di Schlein non è dunque solo programmatica – la solita patrimoniale – ma insiste su un desiderio di autosufficienza politica. Altro che campo largo, insomma, dove tutti coesistono nella pacifica competizione. Pluralismo è infatti cosa decido io, un po’ come capotavola è dove si siede Max D’Alema. Fin qui il Pd ha scambiato il risultato referendario di marzo per una proiezione politica sul 2027, ma già le elezioni di Venezia – con la vittoria del centrodestra al primo turno – hanno riacceso qualche pensiero funesto, come Fantozzi fu colpito da un leggerissimo sospetto: non è che Giorgia Meloni è tutt’altro che morta politicamente?
Elly Schlein con Marta Bonafoni (Imagoeconomica).
Il duello con Conte tornato in casacca gialloverde
In ogni caso, c’è da aspettarsi – come già sta succedendo a destra per via di Roberto Vannacci – che l’offerta politica del Pd si radicalizzi per rispondere alle fuoriuscite riformiste. D’altronde se la prospettiva è quella delle primarie di coalizione, con il duello fra Schlein e Giuseppe Conte, bisogna già acconciarsi alla singolar tenzone. Conte ancora una volta cerca di buttare la palla in tribuna, prima proponendo le primarie dopo aver appena vinto il referendum, poi rispolverando vecchie tematiche gialloverdi sulla sicurezza dopo il primo turno delle Amministrative.
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).
Il Pd rischia di non potersi tirare indietro nella gara al rialzo (o al ribasso, dipende dai punti di vista) con il M5s e non avrà molta pietà dei riformisti superstiti, nemmeno di quelli che si sono uniti armi e occhiali a goccia alla causa dello schleinismo, nella composizione delle liste elettorali.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto una lettera indirizzata a Vladimir Putin proponendo un incontro per «porre fine a questa guerra attraverso un dialogo diretto tra noi e voi». «Oggi, la linea della guerra è la linea da cui deve partire la diplomazia. L’Ucraina è pronta per un cessate il fuoco completo per tutta la durata dei negoziati», ha aggiunto nella missiva. «Questa è la prassi consolidata e gli attuali sviluppi relativi all’Iran non fanno che rafforzare questo concetto. Il tentativo di instaurare un vero silenzio è il modo migliore per iniziare a dialogare». E ancora: «Dato che la guerra si sta svolgendo in Europa, e dato che l’Ucraina necessita di garanzie di sicurezza, mentre anche voi cercate garanzie di sicurezza per voi stessi, sarebbe logico coinvolgere coloro che possono autenticamente fungere da garanti. Riteniamo che l’Europa debba far parte di questo processo, coloro che hanno realmente la capacità di influenzare la situazione. Riteniamo inoltre che gli Stati Uniti debbano far parte del processo. Questo è ciò che potrebbe aiutare a plasmare una nuova architettura di sicurezza per la nostra parte di mondo».
La replica di Mosca: «Zelensky è benvenuto per incontrare Putin in ogni momento»
Il Cremlino ha risposto alla lettera dicendo che Zelensky è benvenuto per incontrare Putin a Mosca «in qualsiasi momento». Lo hanno riportato i media statali citando il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che al presidente russo non era ancora stata mostrata la lettera di Zelensky. In un incontro con i massimi dirigenti delle agenzie di stampa internazionali, Putin ha detto che «non è necessario sospendere le ostilità per avviare i negoziati».
Un addio ampiamente previsto, raccontato, annunciato, costruito nel corso dei mesi. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, ha lasciato il Pd, dunque il gruppo dei Socialists and Democrats, per passare al Partito Democratico Europeo, di cui è segretario Sandro Gozi, e che fa parte del gruppo Renew. In questo modo peraltro la delegazione del Pd in S&D si riduce ulteriormente, dopo l’addio di Elisabetta Gualmini a febbraio di quest’anno. Finora i deputati erano 20, come la Spagna, ora diventano 19. Il Pd dunque non è più la delegazione più numerosa dentro il gruppo socialista. Non solo. Il partito di Elly Schlein, garantisce Picierno sbattendo la porta, non è nemmeno più la casa dei riformisti, dunque meglio sloggiare. Prima di lei, a inizio maggio, Marianna Madia aveva salutato la curva per aderire a Italia viva, seppur con toni meno ruvidi.
Pina Picierno all’Assemblea Nazionale del Pd all’Auditorium Antonianum, dicembre 2025 (Ansa).
Guerini punge Schlein ma resta al suo posto
Ma adesso? Magari ci saranno altri addii, anche se qualche allarme è già rientrato, peraltro da tempo. Lorenzo Guerini, che pure non ha condiviso il passaggio alla maggioranza schleiniana di Stefano Bonaccini, saluta cordialmente la compagna di battaglie riformiste ma rimane al suo posto: «Mi spiace molto che Pina Picierno abbia deciso di lasciare il Pd», dice. «Abbiamo fatto tante battaglie insieme e ne ho sempre apprezzato determinazione e coraggio. Anche quando, come in questo passaggio, avevamo una visione diversa. Le auguro davvero il meglio. Spero che la sua uscita sia valutata con attenzione e con rispetto. Il valore del pluralismo del Pd credo sia una delle sue fondamenta, se si impoverisce ne risente in negativo tutto il partito. Mi auguro che lo si abbia tutti presente». Lui presente lo ha di sicuro visto che nello stesso giorno dell’addio di Picierno, in un’intervista al Corriere della sera, non ha risparmiato stilettate alla segreteria, dai «necessari» investimenti nella difesa che «non possono essere subordinati alle ragioni di un’alleanza», perché «l’unità è importante, ma non può essere l’unica stella polare. Servono responsabilità e visione, non una confusa demagogia», alla patrimoniale recentemente rispolverata da Schlein. «La priorità delle priorità è la crescita», sottolinea Guerini. «E gli stipendi degli italiani, ben sotto la media europea. E gli affanni della produzione industriale. Ce n’è abbastanza, direi, per lavorare a dare risposta su questi fronti».
Lorenzo Guerini (Imagoeconomica).
La favola della Cosa centrista e la lezione di Renzi
Da parecchio si favoleggia di una Cosa centrista, un ircocervo – per metà libdem, per metà cattolico – che vada in doppia cifra e certifichi l’esistenza in vita di un punto di riferimento istituzionale che dia risposte ai delusi di entrambi gli schieramenti. Eppure quell’epoca è finita da tempo, le ambizioni terzopoliste sono state incenerite dalle elezioni politiche del 2022, quando Matteo Renzi e Carlo Calenda entrarono insieme in Parlamento, ma solo per separarsi. Un’alleanza di scopo durata quanto uno yogurt. Un’esperienza che ha segnato dirigenti ed elettori, convinti di non volerla più ripetere. D’altronde questa è un’epoca polarizzante e polarizzata. L’indicatore maggiore dell’assenza di una prospettiva centrista lo fornisce sempre Renzi, che da mesi è entrato saldamente dentro il campo largo e ripete in ogni dove che non ci sono spazi oggi per partitini di centro o esperimenti analoghi. D’altronde la sua Italia viva non si schioda dal 2 per cento (ultimo sondaggio Ipsos di 20 giorni fa) nonostante l’iperattivismo del caro leader.
Matteo Renzi (Imagoeconomica).
Picierno sembra seguire la logica calendiana
È dentro la coalizione di centrosinistra che si deve restare, come ha anche detto Madia andandosene dal Pd, quasi a spiegare che niente in fondo è cambiato: sì, me ne vado, ma tanto resto in un partito del campo largo, è soltanto un travaso parlamentare, che volete che sia. È il progetto di chi, bettinianamente parlando, vuole costruire una coalizione in cui c’è la sinistra, autorevolmente rappresentata dal Pd, e poi c’è la “gamba” (non s’è mai capito se terza o quarta, dipende dalle convenienze) riformista. Secondo questo schema, i riformisti sono legittimati a essere inseriti in una quota di rappresentanza, una fascia politico-sociale protetta. Picierno, per come si è mossa e per quello che ha detto in questi mesi, sembra ambire a restare fuori dallo schema Bettini-Franceschini, aderendo alla logica della corsa in splendida solitudine di Carlo Calenda, che non vuole fare un altro Terzo Polo ma andare dritto da solo con Azione. Non a caso, il leader azionista si è subito scapicollato su X, invitando la vicepresidente del parlamento europeo a unirsi alla causa. Così come Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico, pronto ad accogliere Picierno. Per ora, insomma, l’europarlamentare ex Pd ha risolto il problema della collocazione a livello europeo. Ha trovato una casa, Renew. Quello che le manca è però una sistemazione italiana.
Violenza sessuale, concussione e maltrattamenti nei confronti di diversi allievi, almeno sette. Sono questi i reati di cui è accusato un insegnante della scuola militare Teulié di Milano, che è stato arrestato. Secondo le pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo, che coordinano le indagini condotte dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, il docente avrebbe minacciato di ostacolare gli allievi agli esami di maturità se non avessero soddisfatto le sue richieste.
La Procura: «Assoggettamento psichico degli studenti»
L’inchiesta è nata dalla denuncia di una delle sette vittime maggiorenni, allievi dell’istituto di formazione dell’Esercito Italiano che ha sede in Corso Italia. Come si legge nella nota della procura guidata da Marcello Viola l’uomo, 48enne, da ottobre del 2024 avrebbe creato un «assoggettamento psichico degli studenti, sottoposti a un regime di sopraffazione, vessazione, umiliazione e manipolazione», attraverso il quale avrebbe costretto gli allievi «a subire abusi sessuali e a condividere particolari intimi della loro vita».
Il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza che nomina Barbara Marinali come membro del consiglio di amministrazione e presidente di Atac, l’azienda che gestisce in concessione buona parte del trasporto pubblico locale oltre che i parcheggi a pagamento e di interscambio di Roma. «Abbiamo scelto una figura autorevole e preparata, di cui ho imparato ad apprezzare competenze e professionalità già alla guida di Acea», ha dichiarato Gualtieri. Con Mariali, capace col suo curriculum di mettere d’accordo le varie anime della maggioranza capitolina, si completa così il valzer delle nomine in Campidoglio.
Roberto Gualtieri e Barbara Marinali (Imagoeconomica).
Il curriculum di Marinali: dal 2023 era presidente di Acea
Marinali, che dal 2023 era a capo di Acea, ha di fatto scambiato il posto con Alessandro Rivera, il quale ha appena lasciato la presidenza di Atac per assumere la guida dell’azienda pubblica attiva nei settori idrico, ambientale ed energetico. Prima di Acea (di cui ora è diventata vicepresidente), Marinali è stata membro del cda di Webuild e presidente di Open Fiber, oltre che consigliera per sette anni consigliera dell’ART, l’autorità di regolazione dei trasporti. Prima ancora è stata direttore generale per le infrastrutture stradali presso il MIT. Attualmente è anche nel board di ATM – Azienda Trasporti Milanesi, nonché vicepresidente vicaria di Utilitalia e componente del Consiglio di indirizzo del Teatro dell’Opera di Roma.
Come sarà il futuro? A raccontarcelo, paradossalmente, sono due “ex giovani”: papa Leone XIV e Sergio Mattarella, 70 anni il primo, 84 il secondo. Sono stati loro, nel giro di una settimana, a parlare di quali saranno le sfide dei prossimi decenni, dall’intelligenza artificiale alla robotica fino alla nuova conquista dello Spazio. Ponendo dubbi sui rischi, pur non negando le opportunità, e proponendo qualche soluzione.
E gli altri? I politici italiani di ogni colore? Qualche frasetta, alcuni allarmi, ogni tanto una rassicurazione. Eppure il tema è in agenda, come si dice in politica, cioè se ne parla in famiglia, sugli autobus, nei luoghi di lavoro, i ragazzi ne discutono animatamente perché sanno che la loro vita quotidiana ne sarà condizionata e stravolta. E nel 2027 in Italia si vota. Insomma, ci sarebbero tutte le condizioni ideali per avere un dibattito pubblico su questi temi. Che infatti nel resto del mondo tengono banco.
Gli unici a porre con forza il tema all’esame dell’opinione pubblica
E invece, nell’attesa che nei programmi elettorali spunti qualche ideuzza, gli unici a porre con forza il tema all’esame dell’opinione pubblica sono stati il Pontefice con la sua enciclica Magnifica humanitas e il capo dello Stato che, celebrando i primi 80 anni della Repubblica, si è fatto intervistare da alcuni giovani studenti e operatori di diversi settori del sapere. Va da sé che nessuno dei due ha poteri esecutivi: il primo esercita un magistero morale in tutto il mondo, il secondo rappresenta l’unità nazionale dell’Italia, ma entrambi non possono fare leggi. La speranza è che la loro moral suasion, nei rispettivi diversi ambiti, sortisca qualche effetto.
Perché mentre negli Stati Uniti si dibatte dei limiti all’uso dell’IA nel campo militare, mentre Elon Musk sta per sbarcare in Borsa con SpaceX, mentre nel Regno Unito il confronto pubblico su tutela del lavoro e proprietà intellettuale è tanto acceso da aver già riempito le piazze di proteste, mentre a Bruxelles ci si divide tra sprone alla competitività e regolamentazione, in Italia tutto langue.
Padre Paolo Benanti (foto Imagoeconomica).
Tanti convegni, poca concretezza politica
Convegni tanti – encomiabile l’impegno del presidente della Commissione AI padre Paolo Benanti -, ma ancora manca lo scatto dei partiti. Un altro non politico, il governatore di Bankitalia Fabio Panetta, ha suonato la sveglia: l’Italia è indietro, solo il 16 per cento delle aziende la usa, molto meno rispetto agli standard europei. E pensare che l’IA, se ben governata, può essere anche un acceleratore di Pil.
Fabio Panetta (Imagoeconomica).
Allora non resta che sperare che i politici, di destra, di centro e di sinistra, si chiariscano le idee, studino i dossier, elaborino una strategia, propongano ricette. Magari aiuterebbe anche a recuperare un po’ di quella disaffezione che pesa ogni elezione di più sull’affluenza al voto. Perché al netto di come la si pensi, papa Prevost e il presidente Mattarella dall’alto della loro visione hanno centrato il punto: IA, robotica e Spazio determineranno le nostre condizioni di vita nei prossimi decenni. I ragazzi lo sanno già. Si attende (con calma) anche la politica nostrana.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva chiesto al Ministero della Giustizia di far disporre nuovi accertamenti sulla grazia concessa a Nicole Minetti, «ha preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano», in base alle quali «non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato». È quanto si legge in una nota del Quirinale.
Nicole Minetti (foto Ansa).
La nota del Quirinale
«Si ricorda – per corretta e autentica informazione – che, da oltre 11 anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia, senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia», si legge poi nella nota, in un passaggio dal tono polemico. E poi «Per opportuna informazione va aggiunto che, per il decreto di grazia in questione, il Quirinale non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza». Nella maggior parte dei casi di concessione di grazia, infatti, il Quirinale non emette comunicati, a causa della presenza di dati sensibili (malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati) che non devono diventare pubblici. Nel corso del suo secondo mandato, Mattarella ha firmato 42 grazie e in 30 casi non è stata data alcuna notizia in merito.
Dopo l’inchiesta sulla famiglia nel bosco disposta dal ministro della Giustizia, non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati. «Le decisioni di merito in ossequio all’indipendenza e all’autonomia della magistratura non sono oggetto di valutazione», ha riferito il ministero della Giustizia sottolineando che il Guardasigilli Carlo Nordio ha disposto l’archiviazione del procedimento sul caso. L’ispezione era stata avviata per verificare possibili violazioni dei doveri di imparzialità, correttezza e riservatezza rispetto alle misure adottate dal tribunale per i minorenni dell’Aquila (allontanamento e collocamento dei figli) e alle modalità dell’indagine. Gli ispettori del ministero della Giustizia si sono recati al tribunale, hanno acquisito atti e ascoltato i magistrati coinvolti, senza appunto riscontrare illeciti.
Terna, il gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente rafforza il proprio impegno per la tutela della biodiversità partecipando al progetto Life PolliNetwork, coordinato da Wwf Italia e cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Life Natura & Biodiversità, con il contributo del ministero dell’Ambiente e della Fondazione Cariplo.
Un modello innovativo di restauro della natura
Il declino degli insetti impollinatori rappresenta una minaccia concreta per la biodiversità, la resilienza degli ecosistemi e la sicurezza alimentare. Per rispondere a questa sfida, Life PolliNetwork propone un modello innovativo di restauro della natura, capace di integrare tutela ambientale, infrastrutture e partecipazione dei territori. All’interno del progetto, il Gruppo guidato da Pasqualino Monti mette a disposizione le proprie competenze e alcuni asset della rete di trasmissione nazionale come luoghi di sperimentazione ambientale. Anche le infrastrutture, infatti, possono contribuire attivamente alla conservazione del capitale naturale, se progettate e gestite secondo criteri di sostenibilità.
Le prime regioni coinvolte nel progetto saranno Piemonte, Lazio e Sicilia
La biodiversità rappresenta una componente essenziale del patrimonio naturale del Paese e Terna studia attivamente, in collaborazione con associazioni di settore e mondo scientifico, l’interazione tra elettrodotti e ambiente, con l’obiettivo di sviluppare e adottare soluzioni di mitigazione sempre più efficaci ed evolute. Nell’ambito del progetto Life PolliNetwork, le aree verdi di pertinenza delle stazioni elettriche e la base dei sostegni delle linee aeree si configurano come aree di connessione ecologica (stepping stones), spazi puntuali che possono favorire la presenza di api selvatiche, farfalle e sirfidi. Inoltre, nelle aree di progetto è prevista anche l’installazione di nidi artificiali per i diversi gruppi di insetti impollinatori trattati nel progetto, al fine di aumentare la disponibilità di siti idonei per il rifugio e la riproduzione. Le prime regioni coinvolte saranno Piemonte, Lazio e Sicilia. Particolare attenzione è dedicata anche al monitoraggio scientifico degli interventi e alla raccolta di dati, anche attraverso iniziative di citizen science che coinvolgono tecnici, studenti e cittadini, contribuendo a diffondere conoscenza e consapevolezza sul valore degli insetti impollinatori e della biodiversità
Così sicurezza ed efficienza del servizio elettrico si coniugano con la tutela dell’ambiente
Complessivamente, Life PolliNetwork prevede interventi di ripristino e gestione della vegetazione in 32 siti distribuiti in 10 regioni italiane, per una superficie complessiva di circa 88 ettari. Le azioni si concentrano su aree naturali, aree agricole e lungo le infrastrutture lineari – tra cui strade, ferrovie e linee elettriche – considerate elementi chiave per rafforzare la connettività ecologica. Per Terna, Life PolliNetwork rappresenta un esempio concreto di come la gestione delle infrastrutture possa evolvere, integrando la sicurezza e l’efficienza del servizio elettrico con la tutela della biodiversità e contribuendo alla resilienza dei territori.
Con 78 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl sul consenso informato in ambito scolastico, che così diventa legge. Il testo, conosciuto anche come ddl Valditara dal nome del ministro dell’Istruzione, si compone di tre articoli e introduce disposizioni volte a garantire il consenso informato delle famiglie e degli studenti maggiorenni per le attività scolastiche ed extra-curriculari riguardanti l’educazione alla sessualità.
Cosa prevede il testo sul consenso informato in ambito scolastico
Innanzitutto, il testo dispone per le istituzioni scolastiche l’obbligo di richiedere il consenso scritto dei genitori o degli studenti se maggiorenni per attività didattiche sulla sessualità: a tal fine, gli istituti dovranno mettere a disposizione, per opportuna visione, il materiale didattico che intendono utilizzare. La nuova legge richiede poi il consenso preventivo scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni anche la partecipazione alle iniziative extracurriculari eventualmente previste dal piano triennale dell’offerta formativa (Ptof). Anche in tal caso l’adesione è subordinata alla previa visione del materiale didattico. Il testo prevede la presenza di un docente durante lo svolgimento delle lezioni extracurriculari e di ampliamento dell’offerta formativa che coinvolgano minorenni. Ed è fatto divieto di svolgere qualunque progetto o attività didattica avente ad oggetto l’ambito della sessualità nelle scuole dell’infanzia o primarie.
Le critiche da parte delle opposizioni e la posizione della maggioranza
I senatori della maggioranza hanno votato a favore del consenso informato in ambito scolastico, mentre il testo ha raccolto una pioggia di critiche da parte delle opposizioni, che hanno votato contro. Secondo Daniela Sbrollini di Italia Viva, il ddl approvato dal Senato è «anacronistico e antiscientifico». Peppe De Cristofaro di Avs parla di «provvedimento ipocrita che riflette un’ossessione ideologica della maggioranza». Fermamente contrario anche il M5s. Cecilia D’Elisa del Pd ha affermato che, con il via libera al ddl, la coalizione al governo «si assume una grave responsabilità». Secondo la maggioranza «la libertà educativa dei genitori è un principio cardine: spetta a loro l’ultima parola su temi delicati e personali come la sfera affettiva e sessuale».
Un altro addio nella Lega. Erik Pretto, deputato vicentino ha deciso di lasciare il partito, a cui era iscritto dal 2009 e di cui era parlamentare dal 2018. «Me ne vado perché ho ricevuto un affronto personale e politico che mai avrei immaginato. Mi ribello ad un tentativo evidente di colpire la mia reputazione. Un tentativo meschino», ha detto in un’intervista al Giornale di Vicenza riferendosi alla richiesta di espulsione per presunte inadempienze rispetto agli obblighi di versamento della quota mensile in favore del Carroccio. «Le modalità di questa vicenda hanno rappresentato un’insanabile rottura del rapporto di fiducia. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma il mio disagio, come sa bene chi mi conosce, non nasce oggi», ha aggiunto. «È tanto tempo che sono perplesso. La Lega è sempre stato il partito dei militanti, invece è diventato il partito delle rendite di posizione degli eletti. Non abbiamo una linea politica su quasi nulla. Si rincorrono le tendenze social per sperare di recuperare qualche voto, si urlano slogan senza che questi vengano concretizzati in serie azioni di governo. Si è perso di vista il dna del partito, non siamo più il sindacato del territorio, non riusciamo a dare risposte ai nostri territori».
Sarebbe pronto all’addio anche Furgiuele
Secondo quanto riporta Repubblica, Pretto non sarebbe il solo a volersene andare dalla Lega. Sarebbe infatti pronto a seguirlo il deputato Domenico Furgiuele, che potrebbe dire addio al Carroccio per poi lasciare il ruolo di relatore al disegno di legge per la riforma dei porti in commissione Trasporti.
Grande evento nel tardo pomeriggio di giovedì a Roma, nella libreria Feltrinelli di largo di Torre Argentina: Elly Schlein incontra Maurizio Landini. La segretaria del Partito democratico e il numero uno della Cgil saranno protagonisti di un dibattito per presentare il volume L’Italia che non arriva a fine mese, edito dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, con gli autori Mimmo Carrieri, professore della Luiss e con un passato a La Sapienza, Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro, e Agostino Megale, uno che è stato a capo della segreteria nazionale Cgil e della segreteria generale Fisac, assumendo anche la presidenza dell’Ires-Cgil. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Conte: Valentina, non certo Claudia, la donna coinvolta nell’affaire Piantedosi. Una scelta che comunque, per colpa del cognome, «sembra quasi voler evocare il presidente Giuseppe Conte», si sente commentare ironicamente dai pentastellati. Si parlerà di “Lavoro e salari: una questione di sinistra”, come suggerisce il sottotitolo del libro. E magari, chissà, anche di patrimoniale, tema sul quale – guarda caso – Schlein e Landini sono favorevoli, mentre Conte è contrario. Comunque un’altra libreria Feltrinelli, quella in via Appia Nuova, alla stessa ora ha in programma un evento che rischia di battere quello proposto nel centro storico romano: c’è Luca Carboni che incontra i suoi fan e si prepara a un firmacopie per la sua “fatica letteraria” Luca non parlava mai. Imperdibile…
Maurizio Landini con Elly Schlein (foto Imagoeconomica).
La marcia su Roma di Vannacci (ma occhio a non sbandare come Pozzolo)
«Ci vediamo il 4 giugno a Roma», ha detto il generale Roberto Vannacci girando l’Italia. Il giorno è arrivato: giovedì all’Eur, nel salone delle Fontane, arriva Futuro Nazionale. Partecipa all’evento Francesco Biava, già deputato nella XVI legislatura, che secondo i vannacciani «vanta un excursus e un curriculum politico di prim’ordine», anche come «capo della segreteria del ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno». Il partito del generale «non potrà che registrare una grande crescita testimoniata dal grandissimo numero di tesserati e dall’entusiasmo che si rinnova in ogni incontro. Una nuova stella della politica italiana con la quale tutti dovranno confrontarsi e non solo la coalizione del centrodestra». La strada insomma è tracciata, l’importante è non sbandare, come ha fatto Emanuele Pozzolo, deputato che militava in Fratelli d’Italia e che ha traslocato in Futuro Nazionale dopo le note vicende biellesi della pistola a Capodanno del 2024: «Essere positivi all’alcoltest non significa essere ubriachi», ha provato a dire lui, giustificandosi. «Con le attuali leggi bastano due bicchieri di vino per raggiungere il valore che sarebbe risultato dai controlli effettuati dalla polizia stradale». Può sempre recriminare col ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il suo inasprito codice della strada…
Per Mattarella si copre anche il cantiere Webuild
L’allestimento della festa del 2 giugno non è stato facile: tutta colpa del cantiere di piazza Venezia, con Webuild che sta scavando per realizzare la nuova linea della metropolitana romana. Come fare per migliorare lo spettacolo agli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel momento della discesa dalle scale dell’Altare della Patria dopo aver reso omaggio al Milite Ignoto? Ecco l’idea geniale: collocare in mezzo ai “lavori in corso” una gigantesca gru capace di tenere in piedi un altrettanto enorme telo con lo stellone della Repubblica Italiana. E così è stato fatto: lo stendardo taglia XXL ha praticamente coperto anche quelli che i romani chiamano “i mammozzoni”, ossia i silos collocati per le esigenze di cantiere, e che per una “operazione artistica” sono stati ornati con teli d’autore che però non piacciono per niente a turisti e indigeni. Almeno così alla più alta carica dello Stato è stato evitato il colpo d’occhio alla piazza, oggi occupata da Pietro Salini con il suo cantiere.
La copertura del cantiere Webuild.
Zingaretti: uno al Quirinale, l’altro a Bruxelles a silurare Pina
Nicola Zingaretti lo aveva detto: «Il 2 giugno sarò al parlamento europeo». Mica alla festa della Repubblica, a Roma. Che poi la stessa cosa era stata annunciata dal generale Roberto Vannacci: «Sarò a Bruxelles, a lavorare». Sì, ma lo Zingaretti politico aveva una missione da compiere: “silurare” Pina Picierno, che ha lasciato il suo posto prezioso da vicepresidente del parlamento europeo a beneficio di… Zingaretti. E infatti “la Pina” piange, su Il Foglio, accusa, strepita, dicendo che abbandona il Partito democratico. Alla fine la destinazione potrebbe essere tra le braccia di Carlo Calenda, che spinge molto, anche se lei per ora nega. Il leader di Azione del resto è un altro super tifoso della causa ucraina. Invece l’altro Zingaretti, Luca, stava al cospetto del capo dello Stato Mattarella, per gli 80 anni della Repubblica.
Nicola Zingaretti con Pina Picierno al parlamento europeo (foto Imagoeconomica).
La Camera dei Deputati ha approvato ha approvato con voti 155 favorevoli, 86 contrari e otto astensioni il disegno di legge delega Pichetto in materia di energia nucleare sostenibile. Il provvedimento passa adesso al Senato per la seconda lettura: il governo conta sull’approvazione definitiva prima della pausa estiva del Parlamento, in modo da poter emanare i decreti attuativi entro la fine del 2026. Tra gli astenuti figura il gruppo di Italia Viva. Oltre alla maggioranza, si sono espressi a favore del disegno di legge delega anche Azione e la componente Pld-Misto.
Cosa prevede il disegno di legge sul nucleare
Il disegno di legge, di cinque articoli, delega il governo ad adottare entro un anno dalla sua entrata in vigore uno o più decreti legislativi per disciplinare la produzione e l’utilizzo in Italia di energia da fonte nucleare sostenibile; la fabbricazione e il riprocessamento del combustibile nucleare; la disattivazione e lo smantellamento degli impianti esistenti; la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare esaurito e la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione. La delega viene collocata nel quadro delle politiche europee per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione entro il 2050 ed è volta a perseguire, al tempo stesso, la sicurezza e l’indipendenza energetica del Paese, il contenimento dei costi dell’energia per i clienti finali domestici e non domestici, nonché la competitività del sistema produttivo nazionale. Dal punto di vista prettamente industriale, il testo fa riferimento a Small Modular Reactors (SMR), Advanced Modular Reactors (AMR) e micro-reattori.
In Albania si stanno intensificando le proteste contro un progetto di resort di lusso sostenuto da Jared Kushner, genero di Donald Trump, attraverso la sua società di investimento Affinity Partners. Mercoledì 3 giugno migliaia di persone sono scese in piazza a Tirana per il terzo giorno consecutivo, dopo che gli oppositori hanno respinto l’offerta del primo ministro Edi Rama di «discutere soluzioni».
Jared Kushner (Ansa).
Rama difende il resort finanziato dal genero di Trump
Proteste sono previste anche nel sud del Paese, dove sono recentemente iniziati i lavori di costruzione del complesso da 1,4 miliardi di euro, che dovrebbe sorgere in un’area considerata una delle più sensibili dal punto di vista ambientale del Mediterraneo. Rama, che ha difeso il progetto come una pietra miliare nel percorso di trasformazione del Paese balcanico in meta turistica di lusso, ha proposto un incontro con i manifestanti nel tentativo di sbloccare la situazione. Ribadendo però la sua posizione: «Non c’è assolutamente alcuna possibilità che gli investimenti si fermino finché sarò qui».
Edi Rama (Ansa).
I timori della più antica organizzazione ambientalista d’Albania
Protection and Preservation of Natural Environment in Albania, la più antica organizzazione ambientalista del Paese, ha lanciato l’allarme quando sono emersi rischi sulla distruzione di una regione caratterizzata da un’enorme biodiversità e da un importante patrimonio culturale. «Non c’è stata alcuna consultazione pubblica in merito ai permessi e non sono stati diffusi documenti in merito. Se rimuovono i bulldozer, la recinzione e ripristinano gli habitat allo stato precedente, allora possiamo iniziare a parlarne», ha detto il direttore esecutivo Aleksandr Trajce, denunciando la «totale mancanza di trasparenza» da parte del governo di Tirana.
Scontri tra manifestanti e polizia a Tirana (Ansa).
Il resort dovrebbe sorgere su un’area che comprende non solo l’isolotto disabitato di Sazan (l’unica isola albanese), ma anche zone umide e habitat costieri all’interno del parco nazionale marino che la circonda. Queste acque rappresentano uno degli ultimi rifugi per la foca monaca del Mediterraneo e ospitano oltre 200 specie di uccelli, molte delle quali a rischio di estinzione, tra cui fenicotteri e pellicani dalmati. La speculazione immobiliare potrebbe riguardare anche ampie zone a nord del villaggio di Zvërnec, tra la laguna di Narta e il mare.
Il gip del Tribunale di Firenze Patrizia Martucci ha disposto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Marcello Dell’Utri, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993. Secondo il giudice, mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore dell’ex premier. Per questo motivo, il 15 gennaio 2026 ha firmato il decreto di archiviazione. Dopo 30 anni di indagini si tratta della sesta archiviazione.
Dell’Utri era accusato di aver istigato il boss Graviano a organizzare le stragi
L’ipotesi degli inquirenti nell’inchiesta della Dda fiorentina sulle stragi di Firenze, Milano e Roma, era che la campagna stragista fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa di Berlusconi. Dell’Utri, in particolare, era indagato per aver istigato e sollecitato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare le stragi. Avrebbe svolto, secondo l’accusa, un ruolo di «indicatore dei luoghi» dove effettuare gli attentati, con l’obiettivo di creare un clima di terrore utile al nuovo progetto politico. La difesa di Dell’Utri ha sempre definito queste ipotesi “fantasiose”, contestando l’attendibilità dei collaboratori di giustizia e sottolineando la mancanza di riscontri, ora confermata dal giudice che ha disposto l’archiviazione del procedimento.