Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte

La vicenda che nelle ultime settimane ha coinvolto Enav parla molto più di semplici nomine. Racconta piuttosto un meccanismo che nel capitalismo pubblico italiano è diventato quasi una prassi non scritta. Da una parte l’Ente nazionale per l’assistenza al volo, società quotata, che ha affidato a una primaria società di executive search, Antal Italy, la ricerca dei due responsabili delle relazioni esterne e della comunicazione. Dall’altra una serie di manager e professionisti contattati, selezionati, convocati per colloqui con le risorse umane e, secondo diverse testimonianze, perfino con l’amministratore delegato Igor De Biasio. Nel frattempo, però, il nome di Alberto Mina, ex capo di gabinetto di Roberto Formigoni, e quello di Matteo Pandini, storico portavoce di Matteo Salvini al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che controlla Enav, hanno iniziato a circolare con sempre maggiore insistenza nei corridoi romani e sulle testate specializzate.

Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Alberto Mina con Roberto Formigoni nel 2011 (foto Imagoeconomica).

La notizia data da L43 e poi uscita un po’ ovunque

Noi di Lettera43 siamo stati i primi a dare conto dei movimenti in corso. Poi è arrivata anche Prima Comunicazione, successivamente la notizia è rimbalzata su Policy Maker, iMille, Professione Reporter, AVIONEWS e altre pubblicazioni di settore, fino alla conferma arrivata attraverso dichiarazioni dello stesso Pandini, riportate da Il Foglio, e di Mina che ha pubblicato il suo nuovo incarico su LinkedIn.

Nulla di illegittimo, naturalmente. Professionisti che cambiano ruolo e passano dalla politica alle aziende esistono da sempre. Il punto, semmai, è ciò che accade quando un mercato intero sembra conoscere il nome del vincitore mentre la selezione è ancora formalmente aperta.

Più che una caccia al migliore, si legittimano solo scelte politiche

Nessuno può dire con certezza che la scelta fosse stata presa in anticipo. Sarebbe una conclusione che richiederebbe prove che oggi non esistono. Anche se i sospetti sono tanti. Ma che percezione si genera tra i candidati coinvolti? Come ci rimarreste di fronte a una procedura che formalmente continua mentre giornali, addetti ai lavori e ambienti istituzionali danno ormai per acquisito un esito? Hai voglia a considerare quella selezione come una vera competizione. Addio caccia al migliore, siamo di fronte a una ricerca di legittimazione di scelte politiche e non meritocratiche.

Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte

Così i cacciatori di teste diventano notai di un rituale burocratico

Ma allora gli head hunter che ci stanno a fare? Dovrebbero rappresentare il mercato, il merito, la competizione tra competenze. Solo che così questi cacciatori di teste finiscono per essere percepiti come i notai di decisioni già maturate altrove. Eppure non stanno certo con le mani in mano: chiamano professionisti qualificati, raccolgono candidature, organizzano colloqui, producono report, costruiscono shortlist. Solo che l’intero esercizio rischia di ridursi a un sofisticato rituale burocratico.

De Biasio e Pandini, si vede lo zampino della Lega

Poi il caso Enav è anche politico. Pandini proviene direttamente dall’ufficio del ministro Salvini. De Biasio è da anni considerato vicino all’universo leghista, e del resto nel 2019 il Capitano celebrò personalmente il suo matrimonio civile, come ampiamente documentato dai giornali dell’epoca. Nessuno di questi elementi è una prova di interferenza politica, però unendo i puntini…

Enav, gli head hunter di Antal e il grande casting di nomine già scritte
Igor De Biasio (foto Imagoeconomica).

La credibilità del sistema non ne esce rafforzata…

Alla fine, chi ottiene l’incarico “si sistema” con comodi ritmi aziendali invece degli stress totalizzanti della politica. Però la credibilità del sistema ne esce malconcia. Se un manager investe giorni di lavoro per partecipare a una selezione che – sotto sotto – potrebbe essere già orientata, la fiducia nel mercato evapora. E al prossimo giro sarà dura convincere i migliori professionisti a partecipare. Che finaccia, quella degli head hunter: dovevano essere cacciatori di talenti, si sono ridotti a fare i direttori di casting di una rappresentazione dal finale già scritto.

Usa-Iran, annullata la cerimonia di firma dell’accordo

È stata annullata la cerimonia per la firma del memorandum d’intesa tra gli Stati Uniti e l’Iran, che si sarebbe dovuta svolgere venerdì 19 giugno al Bürgenstock Resort, nei pressi di Lucerna, in Svizzera. Lo ha reso noto Ishaq Dar, ministro degli Esteri del Pakistan (Paese mediatore): il testo, che nei suoi 14 punti prevede lo stop alla guerra, la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati è già stato firmato digitalmente a distanza dalle parti ed è già in vigore. Pertanto la firma non risulta più necessaria nella sua forma fisica.

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole

“Furti di cavi da parte di ignoti”: niente da fare, a Matteo Salvini non ne va bene una, né come capo della Lega (mentre i sondaggi registrano i primi sorpassi da parte di Futuro nazionale di Roberto Vannacci) e nemmeno come ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Poche ore dopo aver sgominato il gruppo di anarchici che metteva a rischio la circolazione ferroviaria, ecco che qualche ladruncolo di rame ha messo in ginocchio i treni. Federconsumatori ha rigirato il coltello nella piaga sciorinando gli impietosi dati del 2026: «In quattro mesi, ogni mese, sei giorni su 30 il servizio funziona regolarmente, mentre nei restanti 24 giorni si registrano disagi di varia entità che ricadono sistematicamente sui cittadini, in particolare su lavoratori, pendolari e soggetti con minore flessibilità negli spostamenti». Non solo, ci mancavano le frasi scritte su Il Foglio e nate da una conversazione tra Carmelo Caruso e Simonetta Matone, con l’esponente leghista che ha detto chiaramente cosa succede tra Luca Zaia e Salvini. La voglia di scappare è tanta, da parte di deputati e senatori eletti nelle liste del Carroccio, e Caruso ha riportato queste parole di Matone: «Io sono stata eletta anche grazie a Fratelli d’Italia che mi ha fatto votare in un seggio gioiello». Un messaggio per chi vuole capire quale potrebbe essere la destinazione…

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
Simonetta Matone con Matteo Salvini (foto Imagoeconomica).

Calta ordina, Il Messaggero esegue

Francesco Gaetano Caltagirone lo aveva detto chiaramente, nel suo discorso a Villa Miani, che a Roma vale come quello del “predellino” fatto da Silvio Berlusconi: parlando di tasse, con la voce bene impostata, Calta ha sentenziato lentamente, davanti al sindaco di Roma Roberto Gualtieri seduto accanto ad Azzurra Caltagirone: «Faccio un esempio, piazza Navona. I ristoratori occupano lo spazio pubblico con tavolini all’aperto. Quello spazio è il più ambito. Il cliente lo preferisce. Il canone che il ristoratore versa non riflette questo valore. La collettività sovvenziona un vantaggio privato. La misura è semplice: il canone di occupazione del suolo pubblico deve essere fissato dal valore di mercato. Se un posto al coperto vale 100, quello all’aperto vale 100». È passato solo qualche giorno, giusto il tempo per fare un’inchiesta approfondita, ed ecco che giovedì 18 giugno sulla prima pagina de Il Messaggero è apparso un titolone: “Centro di Roma, giungla dehors. Evasione e anarchia dei tavolini: 4 su 10 non pagano il (poco) dovuto”, con la firma tra l’altro del neo caporedattore dell’economia. Sembra quasi uno “sbobinato”, come si diceva una volta, delle parole dell’editore, fatto sta che il diktat caltagironiano ora è diventato notizia. Il testo? «Il suolo è pubblico. Come pure il disagio. Il profitto, invece, è privato. Uno scandalo che si consuma impunito tra un pranzo e una cena, con l’intermezzo di uno spritz o di un gin tonic». Pare molto difficile scoprire le differenze tra l’articolo giornalistico e le frasi della proprietà…

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
L’inchiesta del Messaggero sui dehors.

Sindrome da Bourlot

È uno «del giro di Raffaele Ranucci», il potentissimo braccio destro di Francesco Gaetano Caltagirone: e così ecco un nuovo acquisto in Campidoglio, che risponde al nome di Giuseppe Cornetto Bourlot, che ha ricevuto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri l’incarico di collaborazione, a titolo gratuito, «a supporto delle attività di sviluppo economico, attrazione degli investimenti e promozione del mecenatismo». Gualtieri sta allargando la sua schiera di amici anche nel mondo dell’economia, e questa nomina è stata voluta fortemente, con l’obiettivo di rafforzare «il posizionamento internazionale di Roma Capitale», per promuovere la capacità della città di attrarre investimenti, innovazione e opportunità di sviluppo economico. Non solo: tra i compiti di Cornetto Bourlot c’è la promozione e il coordinamento di progetti di fundraising, mecenatismo e partenariato pubblico-privato destinati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, musicale e architettonico della città. Classe 1960, Cornetto è stato presidente dell’agenzia di stampa Askanews, cara alla famiglia Abete, e siede nel cda della casa editrice di Internazionale, nel ruolo di vicepresidente.

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
Giuseppe Cornetto Bourlot (foto Imagoeconomica).

Ruini e quel filo diretto con Letta

È morto il cardinale Camillo Ruini, e con lui se ne va un pezzo della storia italiana, quella della Seconda Repubblica. Con tanto di funerale nella basilica di San Pietro, celebrato da papa Leone XIV. «Quel prete di Sassuolo che si chiamava don Camillo»: una coincidenza straordinaria, perfetta, per ricordare la serie fortunata di film con protagonisti Peppone e don Camillo, che deve aver ispirato anche Silvio Berlusconi e il centrodestra, contribuendo a schierare gran parte dell’elettorato cattolico verso Forza Italia, e non solo, pur di «combattere i comunisti». I contatti personali con Berlusconi erano pochi, perché Ruini il filo diretto lo aveva con Gianni Letta: due super mediatori, che potevano dialogare avendo alle spalle due big, perché uno parlava a nome di papa Giovanni Paolo II, e l’altro era il plenipotenziario del Cavaliere. Ruini esercitava il potere senza averne paura, una sorta di Richelieu che aveva la fortuna di essere italiano con un pontefice straniero, polacco, anti-comunista. Per uno come Ruini «la gioiosa macchina da guerra» evocata da Achille Occhetto da segretario del Pds bisognava solo combatterla.

Salvini sotto un treno, i diktat di Calta diventati inchieste e le altre pillole
Camillo Ruini con Silvio Berlusconi e Gianni Letta (foto Imagoeconomica).

Sondaggi politici, primo sorpasso di Vannacci su Salvini

Dopo l’aggancio, infine è arrivato anche il sorpasso di Roberto Vannacci su Matteo Salvini. L’ultimo sondaggio Youtrend per Sky TG24 sulle intenzioni di voto vede infatti Futuro Nazionale al 5,9 per cento (+1,5 punti rispetto al 29 maggio) e la Lega al 5,8 per cento (in calo di un decimo percentuale). Per il resto, Fratelli d’Italia resta primo partito con il 27,8 per cento (+0,1). In crescita di mezzo punto il Partito democratico, che sale al 22,2 per cento. Male il Movimento 5 stelle, che perde l’1,4 per cento e scende dal 12,1. Bene invece Forza Italia all’8,2 per cento e Alleanza Verdi Sinistra al 6,8: in entrambi i casi il sondaggio registra un +0,4. Lieve calo (-0,1) poi per Azione, che si attesta al 3,1 per cento, e per Italia Viva, al 2,1 per cento.

BaxEnergy presenta il Piano industriale 2026–2028

Con oltre 140 GW di capacità rinnovabile connessa – tra le più ampie basi installate nel software energetico in Europa -, una presenza in più di 30 Paesi e 15 anni di esperienza, BaxEnergy, società del Gruppo Yokogawa, colosso industriale giapponese globale quotato alla borsa di Tokyo, presenta il Piano industriale 2026 – 2028, che punta all’evoluzione da azienda di alta ingegneria a piattaforma industriale globale scalabile, integrata e sicura. La strategia poggia su una crescita organica sostenibile e su una possibile accelerazione per linee esterne. «Abbiamo definito un modello che coniuga disciplina operativa, crescita sostenibile e flessibilità strategica», ha evidenziato il ceo Roberto Tundo. Il piano fissa per il 2028 un obiettivo di ricavi pari a circa 33 milioni di euro (+39 per ceto medio annuo rispetto al 2025) e un Ebitda in forte rafforzamento a circa 14 milioni di euro (+81 per cento medio annuo). Gli investimenti complessivamente programmati nel triennio, al netto di eventuali operazioni per linee esterne, ammontano a circa 17 milioni di euro, con un organico in crescita da 140 a 210 persone.

La strategia di crescita passa da internazionalizzazione e innovazione

Fondata ad Acireale nel 2010, BaxEnergy ha costruito in 15 anni un patrimonio di competenze nei settori software ed energetico che oggi supporta progetti in oltre 30 Paesi. L’azienda conta attualmente 140 persone, prevalentemente ingegneri e sviluppatori, e continua a mantenere in Sicilia il proprio centro di sviluppo strategico. L’ingresso nel Gruppo Yokogawa ha rafforzato la dimensione internazionale della società, grazie anche alla rete commerciale globale del gruppo. Il piano di sviluppo prevede un significativo incremento dell’organico, con l’obiettivo di consolidare un polo di innovazione tecnologica del Sud specializzato nell’energia digitale. La strategia di crescita dell’azienda si fonda su quattro direttrici principali. La prima riguarda l’espansione dei ricavi ricorrenti attraverso servizi e modelli destinati alla capacità installata. La seconda è rappresentata dalla forza commerciale del Gruppo Yokogawa, che apre nuove opportunità di accesso ai mercati internazionali. La terza leva è l’industrializzazione della delivery alla clientela, che permette di sostenere la crescita mantenendo sotto controllo i costi grazie a processi standardizzati e a una rete di partner certificati. Infine, l’azienda punta su segmenti ad alto potenziale come cybersecurity, gestione delle risorse energetiche distribuite, intelligenza artificiale e mercati a forte intensità energetica. Nei prossimi tre anni, le maggiori prospettive di espansione sono attese nelle rinnovabili ibride utility-scale, nella cybersecurity per gli ambienti operativi e nei servizi ricorrenti lungo l’intero ciclo di vita degli impianti.

Il piano Usa per il disimpegno in Europa e una «Nato 3.0»

Rivolgendosi ai ministri della Difesa presso il quartier generale della Nato a Bruxelles, il Segretario alla Guerra statunitense Pete Hegseth ha annunciato una nuova revisione del dispiegamento delle truppe americane in Europa, minacciando di sospendere parte dei contributi Usa all’Alleanza atlantica in caso di mancato rispetto degli impegni dei Pesi del Vecchio Continente: «Gli Usa non possono preoccuparsi della difesa europea, né pagare di più di quanto facciano i nostri alleati».

Il piano Usa per il disimpegno in Europa e una «Nato 3.0»
Pete Hegseth (Ansa).

Hegseth: «Il Pentagono condurrà una revisione entro sei mesi»

«La Nato 3.0 è il riconoscimento, dopo la Guerra Fredda, della necessità di tornare a una vera alleanza militare intransigente, dotata di reali capacità militari in grado di esercitare un’influenza deterrente proprio qui sul continente e di assumere la guida della difesa convenzionale dell’Europa», ha affermato Hegseth, senza quantificare l’eventuale riduzione del dispiegamento delle forze americane in Europa: «Alcuni devono ancora fare di più, e lo diremo apertamente, sia in privato che in pubblico. Credo che tra amici ci debba essere onestà». Hegseth ha spiegato che il Pentagono condurrà una revisione della propria presenza militare in Europa entro i prossimi sei mesi. Il processo includerà consultazioni con il Congresso degli Stati Uniti, che ha stabilito per legge un numero minimo di forze da mantenere in Europa. La revisione, ha sottolineato Hegseth senza escludere un’accelerata, «potrebbe durare anche meno».

Il piano Usa per il disimpegno in Europa e una «Nato 3.0»
Alexus Grynkewich (Ansa).

Crescono gli interrogativi in vista del vertice Nato di Ankara

A maggio Washington ha comunicato ai propri alleati la decisione di ridurre il numero di capacità militari statunitensi a disposizione dell’alleanza in caso di crisi, sollevando interrogativi urgenti in vista del vertice Nato di Ankara del 7-8 luglio. Secondo il generale dell’aeronautica statunitense Alexus Grynkewich, a capo del Comando europeo degli Stati Uniti (Eucom) e Comandante supremo delle forze alleate in Europa (Saceur), la mossa mira a porre fine gradualmente a una «malsana codipendenza» dalle forze statunitensi, in un momento in cui Washington si trova ad affrontare la possibilità di conflitti simultanei in più teatri operativi.

Alta Velocità ancora in tilt: «Furto di cavi da parte di ignoti»

Dopo la difficile giornata di ieri, che ha visto forti ritardi – anche di quattro ore – per un guasto tra Milano e Piacenza, anche giovedì 18 giugno è caratterizzato da disagi lungo l’Alta Velocità. Questa volta lungo il tratto Napoli-Roma, dove la circolazione è fortemente rallentata per «danneggiamenti alla linea da parte di ignoti nei pressi di Tora e Piccilli», in provincia di Caserta: c’è stato un furto di cavi. I treni alta velocità «possono essere instradati da Napoli a Roma sulla linea convenzionale via Formia e registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 90 minuti», si legge su Infomobiltà, sito di Trenitalia. Tra i treni AV direttamente coinvolti ci sono quello partito alle 6 da Firenze Santa Maria Novella e diretto a Napoli Centrale e quello partito dal capoluogo campano alle 7:45, con destinazione Milano.

Puglia, si dimette l’assessora Starace indagata per concussione

L’assessora pugliese al Turismo Grazia Maria Starace, indagata per concussione ai danni dell’ex marito e imputata per abusi edilizi, si è dimessa. «Ringrazio il presidente per la fiducia nei miei confronti, tuttavia ritengo sia giusto rimettere nelle sue mani le mie deleghe assessorili, con l’impegno di continuare a lavorare per la mia terra dai banchi del Consiglio regionale, per l’estremo valore che io ho sempre attribuito alle istituzioni e che riconosco in questo momento all’istituzione di cui faccio parte, la Regione Puglia», ha dichiarato. «Ho sempre vissuto il mio impegno politico ispirandomi ai principi di legalità, trasparenza e rispetto delle regole. E sono certa di essermi sempre comportata correttamente nello svolgimento delle mie funzioni pubbliche», ha aggiunto. «Tuttavia, in questo momento devo essere libera di raccontare le mie verità e di tutelare la mia famiglia dall’esposizione mediatica che ha assunto la vicenda, che mio malgrado mi vede coinvolta. Oggi sento il dovere di difendere il mio nome, la mia storia e la storia della mia famiglia, e posso farlo solo avendo la possibilità di dimostrare la correttezza del mio operato».

Atm, in otto sulla chat sessista: anche un “tranviere dell’anno”

Emergono nuovi particolari sulla vicenda che vede al centro alcuni dipendenti dell’Atm, “pizzicati” a scambiarsi in chat foto delle passeggere rubate dalle telecamere di sorveglianza dei mezzi pubblici e a commentare le immagini con frasi sessiste. È di ieri la notizia dell’iscrizione di un 58enne nel registro degli indagati per accesso abusivo a sistema informatico. Come spiega Il Giorno tra conducenti (due, più uno in pensione), controllori (uno) e impiegati (quattro), sono in tutto otto i partecipanti accertati alla chat di WhatsApp “Staff Ticinese”. Tra essi, oltre all’unico indagato, anche un suo coetaneo in servizio da quasi tre decenni, premiato tempo fa agli “Atm Awards” su segnalazione dei colleghi, che ne hanno sempre apprezzato professionalità, abnegazione e capacità di fare squadra.

Alcuni dei dipendenti Atm coinvolti hanno cercato di cancellare le tracce della chat

Alcuni dei dipendenti Atm coinvolti hanno cercato di cancellare le tracce del gruppo subito dopo lo scoppio del caso. In cinque hanno subito perquisizioni e tre di essi, riporta Repubblica, si sono presentati in deposito per provare a chiarire, chiedendo scusa e dicendosi pronti a collaborare. Uno di loro ha anche fornito l’elenco dei componenti del gruppo Whatsapp finito nella bufera. Da parte sua, Atm ha disposto la sospensione dei dipendenti coinvolti.

Maturità, le tracce della prima prova

Primo giorno di esami di Stato per i 527.747 maturandi d’Italia. Si parte, come sempre, con il tema. Le tracce, comuni a tutti gli indirizzi di studio, sono in tutto sette, divise in tre tipologie diverse: due analisi del testo (uno poetico e l’altro in prosa), tre di testo argomentativo e due di attualità. Eccole.

Le analisi del testo (poesia e prosa)

Una delle due analisi del testo proposte ai maturandi riguarda la poesia Passerò per Piazza di Spagna di Cesare Pavese, che parla dell’amore non ricambiato per l’attrice statunitense Constance Dowling. L’altro brano proposto, in prosa, è tratto da I piaceri di Vitaliano Brancati, diario nel quale lo scrittore espresse riflessioni, fantasie, nostalgie e ricordi di esperienze anche dolorose.

Maturità, le tracce della prima prova
Studenti pronti a sostenere l’esame di Stato (Ansa).

Le tracce di tipo argomentativo

Le tracce di tipo argomentativo sono tre. La prima riguarda l’Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del presidente Giuseppe Saragat, pronunciato il 26 giugno 1946 a Montecitorio. Agli studenti viene chiesto di individuare gli «altri doveri» che per Saragat sovrastavano l’Assemblea costituente e di spiegare per quale motivo la democrazia «è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo» e a quali eventi si riferiva Saragat con l’espressione «pesante eredità di miserie e di dolori». Un’altra traccia di tipo argomentativo è un brano tratto dal libro Alzarsi all’alba di Mario Calabresi. C’è poi un passaggio dal libro Te lo dico con parole tue di Piero Bianucci, volume che passa in rassegna le diverse forme giornalistiche e affronta argomenti delicati come la scelta delle fonti e l’etica professionale di chi scrive.

Le proposte legate all’attualità

Per quanto riguarda le tracce di attualità, uno di due temi proposti ruota attorno al concetto di “incanto”. La fonte è un articolo della giornalista Wenke Husmann, intitolato “Funziona a meraviglia” e apparso su Internazionale a gennaio. Tra le proposte ai maturandi per la prima prova scritta, infine, c’è un brano tratto da I confini contano: Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere di Frank Furedi.

Trump: «Ho firmato il memorandum d’intesa con l’Iran»

«Il memorandum of understanding è firmato, l’ho firmato a Versailles». Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg. La Cnn ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno inviato una foto dell’accordo firmato dal tycoon agli iraniani. «Domenica il memorandum è stato firmato digitalmente da Vance e Ghalibaf alla presenza di Trump. Ora è stato firmato da Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian», ha spiegato un funzionario. Il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ospiterà venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma.