Poste Italiane e Ipzs perfezionano l’acquisizione di PagoPa

L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs) e Poste Italiane hanno perfezionato l’acquisizione del capitale sociale di PagoPa, rispettivamente con il 51 per cento e il 49 per cento delle quote. Lo hanno reso noto le due aziende con una nota: negli scorsi giorni l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva deliberato di autorizzare l’acquisizione e di non procedere all’avvio della relativa istruttoria. L’operazione era stata annunciata il 19 dicembre, giorno in cui le due società avevano accettato l’offerta ricevuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, esercitando l’opzione di acquisto.

All’Ipzs il controllo esclusivo su PagoPA

Il corrispettivo complessivo per l’acquisto delle partecipazioni è pari a un importo massimo di circa 500 milioni di euro, composto da una componente fissa e da alcune componenti differite e variabili. Sarà l’Ipzs, socio di maggioranza, ad esercitare il controllo esclusivo su PagoPA, che gestisce l’omonimo sistema dei pagamenti a favore delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi in Italia.

Poste Delivery Web, il servizio per spedire i bagagli e viaggiare leggeri

Estate tempo di ferie, relax e… per alcuni anche bisogno di spedire. Poste italiane ha pensato a chi vuole viaggiare libero dai bagagli e preferisce far recapitare le proprie valigie direttamente nel luogo di villeggiatura. Con il servizio Poste Delivery Web si possono infatti spedire bagagli e pacchi fino a 70 kg in Italia e 30 kg all’estero, scegliendo di farli ritirare da casa, da un indirizzo diverso, da un ufficio postale o da un punto di ritiro della rete Punto Poste. La spedizione si può creare e acquistare online dal sito web poste.it o dall’app P di Poste italiane, per un’esperienza semplice e veloce. Un ulteriore opzione è rappresentata dall’acquisto attraverso il Borsellino Spedizioni che consente, tramite credito ricaricato, di velocizzare il pagamento e di risparmiare. Per ogni ricarica è riconosciuto fino al 15 per cento di bonus, da utilizzare da subito per acquistare spedizioni. Il servizio offre il monitoraggio dello stato della spedizione, dalla partenza fino all’arrivo a destinazione, sul sito poste.it o App P di Poste Italiane. Basta inserire il numero di tracking sul “Cerca spedizione” o attivare le notifiche via e-mail o sms.

Per vacanze “on the road” c’è 2ruotExpress

Tanti italiani e non solo scelgono la libertà delle vacanze on the road, chi in sella alla moto per percorrere lunghe distanze nella natura, chi sgusciando con lo scooter nelle viuzze di suggestivi paesini o chi ancora preferisce il silenzio e la pedalata della bicicletta. È a tutti loro che Poste italiane offre il servizio 2ruotExpress, una comoda iniziativa per spedire moto, scooter o bici in Italia e a Barcellona. I clienti possono poi ritirare i loro mezzi a due ruote approfittando della celerità di Sda, il corriere espresso di Poste per il trasporto dei veicoli a motore o pedali, e scegliendo il punto di ritiro più vicino tra le 90 filiali in Italia. I veicoli affidati al servizio 2ruotExpress sono assicurati contro incendio, furto e danneggiamenti. La motocicletta, lo scooter o la bicicletta viaggiano in totale sicurezza in speciali gabbie metalliche e con apposite cinghie di ancoraggio progettate per proteggere dagli urti. Un sistema di rilevazione satellitare ne consente inoltre il tracciamento in tempo reale per monitorare lo stato della spedizione. Il mittente deve semplicemente recarsi presso la sede Sda di partenza per assistere alle manovre di carico e ancoraggio del mezzo all’interno dell’apposita gabbia.

Gruppo Fs, l’ad Strisciuglio nominato vicepresidente della Uic

Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo FS, è stato nominato nuovo vicepresidente della UicUnion internationale des chemins de fer -, organizzazione internazionale che riunisce le ferrovie e i principali stakeholder del settore ferroviario a livello mondiale. Il manager è stato inoltre confermato presidente della Regione Europa della Uic per un mandato di due anni. In questo ruolo, guiderà l’impegno della Uic Europa sulle principali aree strategiche del programma di lavoro regionale, con un’attenzione particolare alle priorità immediate del prossimo periodo. Si tratta di FRMCS, il futuro sistema europeo di comunicazione mobile per il settore ferroviario, Railway ontologies, volto a favorire l’interoperabilità e la condivisione strutturata dei dati tra operatori e sistemi ferroviari, e Capacity and operational performance, dedicato al miglioramento della capacità della rete e delle prestazioni operative. Nel duplice incarico, Strisciuglio lavorerà a stretto contatto con gli altri membri della Uic per sostenere, a livello regionale e globale, un trasporto ferroviario più competitivo, sicuro e sostenibile.

Amazon supera per la prima volta i 3 mila miliardi di capitalizzazione

Amazon, grazie a un rialzo del 5,6 per cento all’inizio delle contrattazioni a Wall Street, ha superato per la prima volta nella sua storia i 3 mila miliardi di dollari di capitalizzazione, unendosi così alla ristretta cerchia di colossi della Borsa capaci di superare tale soglia: Nvidia, Alphabet, Microsoft e Apple. Dopo aver raggiunto per la prima volta una valutazione di 2 mila miliardi di dollari a giugno del 2024, Amazon ha impiegato poco più di due anni per superare questa nuova soglia. E lo ha fatto al termine di alcuni mesi caratterizzati soprattutto da vendite, dovute allo scetticismo riguardante le società che avevano annunciato investimenti miliardari nell’intelligenza artificiale. Il titolo aveva perso quasi il 18 per cento tra il massimo storico registrato il 6 maggio e il minimo trimestrale toccato a luglio. Poi una nuova accelerata, grazie a un’ondata di rinnovato ottimismo sull’IA, che ha spinto i titoli tecnologici a nuovi massimi.

Enav, al ceo De Biasio anche la carica di direttore generale

Il consiglio di amministrazione di Enav, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera come fornitore in esclusiva di servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo di competenza italiana, ha attribuito all’amministratore delegato Igor De Biasio, nominato a maggio, anche la carica di direttore generale, appositamente istituita. Visto che l’operazione è coerente con la politica di remunerazione della di Enav, ricade nei casi di esclusione della disciplina sulle operazioni con parti correlate adottata dalla società in esecuzione del regolamento Consob (De Biasio non detiene quote dell’azienda). Al dirigente, che viene da tre anni come presidente di Terna, restano attribuiti nel complesso poteri e compensi in linea con l’assetto precedente.

Mundys, Neya avvia la seconda fase del progetto Ma Honko in Madagascar

Neya, società benefit del Gruppo Mundys per il contrasto al cambiamento climatico, avvia la seconda fase del progetto Ma Honko in Madagascar, dedicata al ripristino delle mangrovie lungo le coste del Paese. Obiettivo della società è ripristinare ecosistemi degradati, migliorare la biodiversità e rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera, coinvolgendo le comunità locali. Dopo il lancio della prima fase a dicembre 2025, il progetto entra ora in una nuova fase di sviluppo che porterà l’area di intervento da 500 ettari – dove sono state avviate attività di riforestazione di aree costiere degradate con mangrovie nelle regioni di Sofia e Melaky – a oltre 2.400 ettari, estendendo il progetto al Nord del Madagascar.

Si stima una rimozione di oltre 750 mila tonnellate di CO₂ in 20 anni

Le mangrovie, tra gli ecosistemi più efficaci nella cattura e nello stoccaggio del carbonio, trattengono significative quantità di CO₂ nella biomassa e nei suoli costieri. L’ampliamento a 2.400 ettari, l’equivalente di 3.300 campi di calcio, consentirà di incrementare la capacità di assorbimento e stoccaggio del carbonio delle aree interessate, con una rimozione totale stimata di circa 755 mila tonnellate di CO₂ nell’arco di 20 anni. Accanto agli impatti climatici, Ma Honko favorisce la protezione delle coste dall’erosione, sostiene la conservazione degli habitat naturali e crea opportunità economiche per le comunità coinvolte attraverso attività di vivaio, piantumazione, pesca e apicoltura. Dalla nascita di Neya, nell’ambito della prima fase del progetto, sono già stati ripristinati 272 ettari, pari a oltre il 54 per cento dell’obiettivo iniziale, attraverso la messa a dimora di mangrovie nelle regioni di Sofia e Melaky. A supporto delle attività di riforestazione sono stati realizzati 847 vivai e piantate quasi 1,8 milioni di piante. Gli interventi seguono una metodologia basata sui cicli di marea, che consente alle giovani piante di beneficiare di un’irrigazione naturale, favorendone l’attecchimento e la crescita.

Il progetto contribuisce agli obiettivi del Climate action plan del Gruppo…

Il progetto integra agli obiettivi climatici, una forte componente di tutela della biodiversità. Le attività di monitoraggio hanno infatti confermato la presenza, nell’area, di specie endemiche e minacciate, tra cui l’ibis sacro malgascio e l’airone del Madagascar, entrambe classificate come “in pericolo” nella Lista rossa Iucn (International union for conservation of nature). Realizzato in collaborazione con partner locali, il piano di ripristino è sviluppato secondo i requisiti dello standard internazionale Gold standard. I benefici ambientali generati dall’iniziativa si inseriscono nel percorso di decarbonizzazione e nella strategia di sostenibilità del Gruppo Mundys. In questo contesto, il progetto contribuisce agli obiettivi del Climate action plan del Gruppo, tra i primi adottati nel settore delle infrastrutture di trasporto, che promuove la transizione energetica e la progressiva decarbonizzazione delle attività lungo l’intera catena del valore, con il traguardo della rimozione delle emissioni nette dirette (Scope 1 e 2) entro il 2040.

… e sostiene le comunità locali

In continuità con la prima fase, il progetto prevede il reinvestimento di parte dei benefici economici sul territorio a sostegno delle comunità locali. Le attività coinvolgono personale e lavoratori provenienti dalle aree interessate, contribuendo alla creazione di competenze e opportunità di reddito. Le attività di riforestazione proseguiranno per tutto il 2026 e 2027, con nuove piantumazioni previste nel corso dell’anno compatibilmente con le condizioni stagionali e climatiche locali, fino al completamento delle aree interessate dalla nuova fase di sviluppo del progetto.

Enel e Conio lanciano ebitts: così le rinnovabili entrano nelle case senza impianti

Tutti i vantaggi dell’energia green direttamente a casa, senza possedere fisicamente un impianto. Dopo il successo del progetto pilota arriva ora il debutto sul mercato di ebitts, la soluzione di Enel e Conio che porta su blockchain l’energia da fotovoltaico ed eolico, rendendo le rinnovabili concretamente accessibili a tutti e offrendo maggiore stabilità. Ebitts, tra i primi utility token energetici al mondo, consente ai clienti di autoprodurre energia 100 per cento pulita senza dover installare pannelli o impianti fisici nella propria abitazione. La piattaforma ebitts consente ai clienti di acquistare capacità produttiva di due impianti Enel presenti sul territorio italiano, nello specifico il parco fotovoltaico di Piani della Marina (VT) e l’eolico di Barile Venosa (PZ) sotto forma di token. Chi acquista i token può ottenere i benefici della produzione di energia rinnovabile, mediante un risparmio diretto in bolletta. L’eventuale energia prodotta in eccesso viene valorizzata e accreditata al cliente.

Una soluzione per attenuare i costi ed essere più sostenibili

Questo meccanismo si rivela particolarmente interessante considerando il progressivo innalzamento delle temperature e il relativo incremento dei consumi dovuti alla climatizzazione domestica. Il vantaggio di ebitts è duplice. In termini di costi attenua l’impatto dei consumi durante tutto l’anno, in particolare nei picchi estivi. Sul fronte ambientale offre una risposta concreta al surriscaldamento globale attraverso l’uso di energia rinnovabile. Si tratta di un’alternativa pensata soprattutto per chi risiede nei centri urbani e vuole farsi partecipe della transizione energetica, pur non disponendo di spazi idonei per un impianto privato. Una condizione ampiamente diffusa se si considera che – secondo gli ultimi dati Eurostat – il 48 per cento dei cittadini dell’Unione europea vive in appartamento, quota che raggiunge il 73 per cento nelle città, dove non è possibile o è molto complesso installare un impianto di energia solare.

La tecnologia blockchain garantisce tracciabilità e trasparenza

Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha ideato e lanciato il progetto, mentre Conio si occupa della tokenizzazione degli asset e della messa a disposizione del wallet per la custodia dei token e gestisce la vendita delle Token Box nel pieno rispetto della normativa MiCAR. In questo ecosistema, la tecnologia blockchain garantisce la tracciabilità dei token e la corrispondenza tra ogni porzione digitale e l’energia prodotta dagli impianti fisici, assicurando in tempo reale trasparenza e verificabilità. L’obiettivo è proseguire nello sviluppo di un modello capace di coniugare produzione rinnovabile, innovazione digitale e semplicità di accesso, mettendo le persone sempre più al centro della transizione energetica.

Poste italiane, superate le 256 mila richieste di rilascio e rinnovo passaporti

Hanno superato quota 256 mila le richieste di rilascio e rinnovo dei passaporti negli uffici postali, un risultato che consolida il ruolo di Poste italiane come punto di riferimento per i cittadini. Il servizio è disponibile in 6.932 uffici postali Polis e in 431 uffici postali di grandi città distribuiti in centri urbani come Bologna, Verona, Roma, Cagliari, Firenze, Vicenza, Monza, Venezia, Perugia, Ferrara, Milano e Napoli.

Così si riduce il divario tra aree urbane e interne

Il servizio di rilascio e rinnovo del passaporto è stato avviato nei piccoli centri e nelle aree più remote nell’ambito del progetto Polis, l’iniziativa che prevede la trasformazione di quasi 7 mila uffici postali, situati in Comuni con meno di 15 mila abitanti, in sportelli unici di prossimità in grado di offrire numerosi servizi della pubblica amministrazione. Successivamente, grazie all’estensione dell’accordo con il ministero dell’Interno, il rinnovo e il rilascio dei passaporti è stato reso disponibile anche nelle grandi città. Oltre a semplificare la burocrazia, l’iniziativa contribuisce a ridurre il divario tra aree urbane e territori meno serviti, portando un contributo rilevante agli abitanti delle località più isolate d’Italia. Ne è un esempio Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, dove i cittadini erano costretti a percorrere fino a 150 chilometri per ottenere il passaporto.

I dati in dettaglio

Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare la capillarità della rete degli uffici postali per rendere i servizi pubblici più vicini e accessibili ai cittadini. I risultati confermano il successo dell’iniziativa. Al 31 luglio 2026 sono state presentate 256.487 richieste di rilascio e rinnovo del passaporto, di cui 198.429 presso i 6.932 uffici Polis attivi nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, e 58.058 negli altri 431 uffici postali presenti nei grandi centri urbani. Tra i Comuni che fanno parte del progetto Polis spiccano per numeri di richieste quelli della provincia di Verona (17.123), Bergamo (15.637), Vicenza (15.412) e Monza (10.860).

Crédit Agricole in Italia, nel primo semestre 2026 utile netto a 1,5 miliardi

Il Gruppo Crédit Agricole in Italia chiude il primo semestre 2026 con un utile netto di 1,053 miliardi di euro, confermando l’Italia come secondo mercato domestico del Gruppo Crédit Agricole. Guidate da Hugues Brasseur, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e senior country officer, le diverse linee di business hanno fatto registrare un totale dei finanziamenti pari a circa 104 miliardi di euro e una raccolta complessiva a 344 miliardi di euro. Confermato il sostegno a famiglie e imprese italiane, con masse complessive a 448 miliardi di euro (+1,7 per cento a/a).

I risultati di Crédit Agricole Italia

Anche Crédit Agricole Italia ha presentato i risultati semestrali. L’utile netto consolidato è aumentato del +2,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo i 478 milioni di euro. In crescita la base clienti, con 106 mila nuove acquisizioni (+ per cento a/a), con il canale digitale che continua a rappresentare un importante motore di sviluppo commerciale. Prosegue anche il sostegno al tessuto economico e sociale. Le erogazioni di mutui residenziali si confermano su livelli solidi, con erogazioni pari a 1,8 miliardi di euro (+1,4 per cento a/a), mentre i finanziamenti verso clientela si attestano a 67 miliardi di euro. L’aggregato risulta in aumento del +2,4 per cento a/a grazie alla performance positiva sia dei finanziamenti alle aziende (+4,9 per cento a/a) che del comparto mutui casa (+3,9 per cento a/a). La raccolta diretta ammonta a 79 miliardi di euro (+1,6 per cento a/a) e il risparmio gestito supera i 59 miliardi di euro. Rafforzato infine il supporto alle imprese, con nuovi finanziamenti a medio-lungo termine a 3,1 miliardi di euro nel semestre, in forte progressione nel confronto annuo (+17 per cento). Rilevante il sostegno nel campo degli investimenti sostenibili, con circa 960 milioni di euro di erogazioni dedicate, affiancato dall’attività del Desk Energy.

Le voci su una possibile fusione tra Tesla e SpaceX

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, ad alcuni dirigenti Tesla sarebbe stato chiesto di preparare una separazione delle attività in Cina, in modo da spianare la strada alla fusione dell’azienda con SpaceX. Il patron Elon Musk, che più volte ha citato potenziali sinergie tra i due gruppi e non ha fatto mistero di voler mettere un po’ di ordine nella sua galassia di aziende, viste le persistenti frizioni geopolitiche avrebbe strutturato le attività cinesi della casa automobilistica in modo da poterle facilmente separare da quelle Usa.

Le voci su una possibile fusione tra Tesla e SpaceX
Tesla (Ansa)

La Gigafactory di Shanghai è cruciale per Tesla

Il Wsj scrive che ci sono piani per la creazione di un’entità di vendita indipendente per gestire le esportazioni all’estero dalla Gigafactory di Shanghai – lo stabilimento più grande e produttivo di Tesla – nonché l’implementazione di rigide barriere interne per limitare l’accesso dei dipendenti con sede in Cina ad altre unità aziendali. Nonostante la concorrenza di Byd, la Repubblica Popolare resta per Tesla il secondo mercato al di fuori degli Stati Uniti e Shanghai, con una capacità produttiva annua di oltre 950 mila veicoli, rappresenta uno snodo chiave per le esportazioni verso l’Europa e la regione Asia-Pacifico. Tesla, peraltro, produce in Cina oltre il 95 per cento dei componenti destinati alle Model 3 e Model Y grazie a una rete di più di 400 fornitori nazionali, senza affidarsi a una joint venture locale.

Tesla e Musk smentiscono il Wsj: «Fake news»

L’indiscrezione del Wall Street Journal secondo cui Musk starebbe valutando la possibilità di scorporare, vendere o chiudere le sue attività in Cina di Tesla per agevolare una fusione con SpaceX è stata definita «priva di fondamento» sia della filiale cinese del marchio che dallo stesso magnate, il quale su X ha scritto di «fake news».

Autostrade, attesi 16 milioni di veicoli nei due weekend di esodo

Entra nel vivo l’esodo dell’estate 2026. A partire dal primo fine settimana di agosto è infatti atteso un progressivo aumento dei flussi di traffico lungo la rete di Autostrade per l’Italia. In particolare, a partire dalla mattinata di sabato 1° agosto, inizieranno a intensificarsi gli spostamenti in uscita dai principali centri urbani verso le località di villeggiatura. Il picco degli spostamenti si registrerà nel fine settimana del 7 e il 9 agosto. Complessivamente, nei due weekend più intensi dell’esodo, secondo le stime di Autostrade saranno circa 16 milioni i veicoli in transito lungo i 3 mila km di rete gestiti dal Gruppo. Le direttrici maggiormente interessate saranno, come di consueto, l’A1 Milano-Napoli e l’A14 Bologna-Taranto. A partire dalla seconda metà di agosto, inizieranno invece a registrarsi i rientri verso i grandi centri urbani, concentrati prevalentemente nelle giornate di sabato e domenica.

Sospesi i cantieri più impattanti e potenziati i presidi di uomini e mezzi

Per accompagnare gli spostamenti estivi, Autostrade per l’Italia ha predisposto un piano straordinario per la gestione della viabilità che prevede, tra le principali misure, la sospensione dei cantieri maggiormente impattanti lungo le principali direttrici autostradali. Il piano punta a garantire la massima disponibilità delle corsie possibile nei periodi caratterizzati dai maggiori volumi di traffico. Le attività riprenderanno progressivamente entro la prima metà di settembre, una volta esauriti anche i flussi legati al controesodo. A supporto della viabilità sono stati inoltre potenziati i presidi di uomini e mezzi nei punti strategici della rete, pronti a intervenire in caso di necessità e a fornire assistenza agli utenti, e il rafforzamento dei servizi di pronto intervento e dei presidi meccanici e sanitari lungo le tratte gestite da Aspi.

Monitoraggio in tempo reale dalla Control room

Anche per l’esodo estivo 2026, un ruolo centrale nella gestione dei flussi sarà svolto dalla tecnologia e dal monitoraggio in tempo reale della rete. Il cuore del sistema è la Control room di Autostrade, il centro per il monitoraggio del traffico, degli impianti e delle infrastrutture con sede nella direzione generale di Roma. La struttura, disegnata e realizzata da Movyon, polo tecnologico del Gruppo, ha raccolto e gestito nell’ultimo anno oltre 3,5 miliardi di dati provenienti dalla rete – dal funzionamento della viabilità, alla gestione delle emergenze, anche in caso di eventi meteorologici significativi, oltre al monitoraggio costante dello stato delle infrastrutture. Informazioni, dati e immagini arrivano in tempo reale, 24 ore su 24, dalle nove direzioni di tronco distribuite lungo tutti gli asset autostradali. All’interno della Control room opera il Centro operativo viabilità, attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, nel quale confluiscono le informazioni relative agli eventi in corso e a quelli previsti sull’intera rete. In un anno il Centro ha registrato e gestito circa 400 mila eventi legati alla viabilità, assicurando la diffusione delle informazioni attraverso i diversi canali di infomobilità. A supporto del monitoraggio della rete sono attive quasi 5 mila telecamere, di cui circa 3 mila installate nelle gallerie, oltre 900 sensori per la rilevazione dei flussi di traffico e 400 centraline meteorologiche. Un sistema tecnologico diffuso che consente di seguire costantemente l’evoluzione della viabilità e supportare la gestione tempestiva di eventuali criticità.

Tornano le iniziative dedicate all’assistenza dei viaggiatori

Oltre alla tecnologia, a favorire gli spostamenti per le vacanze tornano le iniziative dedicate all’assistenza ai viaggiatori e alla promozione della sicurezza stradale. Autostrade per l’Italia, in collaborazione con la Polizia di Stato e altri enti e associazioni, attiverà presidi medici e veterinari in quattro aree di servizio situate lungo le principali direttrici dell’esodo e del contro esodo, come Teano Ovest e Casilina Est in A1 e La Pioppa Ovest e Sillaro Est in A14. Sarà inoltre possibile informarsi sulle condizioni del traffico, oltre che verificare le regole inderogabili per un viaggio in sicurezza. Per tutta l’estate sarà inoltre potenziato il sistema di infoviabilità di Autostrade, attraverso aggiornamenti costanti sull’app e sul sito autostrade.it, oltre al numero unico 803.111.

Webuild lancia un’opa su Trevi da 295 milioni di euro

Il cda di Webuild ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Trevi Finanziaria Industriale, quotate su Euronext Milan. L’opa si qualificherà come offerta concorrente rispetto all’offerta pubblica di scambio sulle azioni Trevi annunciata da Icop il 28 giugno 2026. Webuild riconoscerà un corrispettivo interamente in contanti di euro 4,50 per ciascuna azione di Trevi portata in adesione all’offerta, corrispondente a una valorizzazione complessiva di Trevi pari a circa 295 milioni di euro, superiore a quella sottesa all’offerta Icop. Il corrispettivo, infatti, incorpora un premio pari al +29,8 per cento rispetto al prezzo di Trevi rilevato alla chiusura del 26 giugno 2026 (ultimo giorno di Borsa aperta anteriore alla data di annuncio al mercato dell’offerta Icop) pari a 3,5 euro.

Le motivazioni dell’offerta

Il successo dell’offerta consentirà al Gruppo Webuild di:

  • valorizzare Trevi come soggetto specializzato capace di accrescere la propria presenza sul mercato nei settori della progettazione e realizzazione di fondazioni speciali e nell’ingegneria del sottosuolo, che rivestono un ruolo critico per i grandi progetti infrastrutturali, core business di Webuild;
  • garantire un maggiore controllo dell’esecuzione — in termini di processo, qualità e rischi di consegna — sul portafoglio ordini del Gruppo, pari a circa 54 miliardi di euro;
  • rafforzare il posizionamento competitivo nelle gare per i grandi progetti complessi e ad alto contenuto geotecnico, differenziandosi attraverso una soluzione integrata end-to-end, più efficiente e competitiva anche in termini di pricing;
  • generare rilevanti sinergie industriali e commerciali, articolate su più direttrici, sia di ricavo sia di costo.

Per Trevi, si legge in un comunicato di Webuild, l’ingresso nel Gruppo aprirebbe un nuovo percorso di crescita per la società, per le sue persone e per il suo know-how. L’azienda manterrebbe la propria identità italiana, con il centro direzionale saldamente radicato in Italia, e conserverebbe il patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali al servizio sia dei progetti del Gruppo, sia del mercato terzo. L’appartenenza a uno dei principali operatori mondiali delle grandi infrastrutture, continua la nota, ne amplierebbe il perimetro commerciale e l’accesso a nuove geografie, clienti e gare di maggiore dimensione e complessità, valorizzando l’eccellenza italiana nei mercati internazionali. Complessivamente, Webuild ha identificato un potenziale di sinergie pari a circa 80-90 milioni di euro di Ebitda all’anno a regime, tale da rendere l’operazione accrescitiva sull’Ebitda di Webuild per 150-170 milioni (incluse le sinergie).

Tempistiche e condizioni di efficacia dell’offerta

L’offerta è subordinata al verificarsi di condizioni di efficacia secondo la prassi di mercato, tra cui:

  • l’ottenimento delle autorizzazioni di natura regolamentare da parte delle autorità competenti;
  • il conseguimento da parte di Webuild di una partecipazione almeno pari al 66,7 per cento dei diritti di voto;
  • l’assenza di eventi straordinari che comportino mutamenti significativamente negativi nella situazione di Webuild, di Trevi o del mercato.

L’obiettivo dell’offerta è acquisire l’intero capitale dell’emittente e, ove ricorrano le condizioni, conseguire la revoca delle azioni di Trevi dalla quotazione su Euronext Milan nell’ottica di favorire gli obiettivi di creazione di sinergie tra Webuild e Trevi e di crescita dei due Gruppi. Il periodo di adesione all’offerta – che sarà concordato con Borsa Italiana e avrà una durata compresa tra un minimo di 15 e un massimo di 40 giorni di Borsa aperta, salvo proroga – sarà avviato successivamente alla data di pubblicazione del documento d’offerta. Il perfezionamento dell’opa è previsto nel corso del secondo semestre 2026, subordinatamente all’avveramento delle predette condizioni di efficacia.

Banca Generali, primo semestre 2026 da record: utile netto in crescita del 39 per cento

Semestre record per Banca Generali, chiuso con un utile netto e un utile ricorrente ai livelli più elevati di sempre grazie alla leva operativa e ai mercati favorevoli. Nei primi sei mesi dell’anno, il primo dato è stato pari a 278,7 milioni di euro, in crescita del 39 per cento sullo stesso periodo del 2025, mentre il secondo a 291,9 milioni (+15 per cento), sostenuto dalla normalizzazione delle dinamiche operative, dal distintivo posizionamento della banca e da un modello di business diversificato ed ulteriormente rafforzato dalle più recenti
iniziative strategiche. Il margine di intermediazione è salito del 28,4 per cento su base annua a 606,8 milioni di euro, spinto dal contributo di tutte le sue voci, tra cui le commissioni nette ricorrenti (291,9 milioni) e il margine finanziario (189 milioni). Il margine d’interesse è aumentato a 167,4 milioni (+3,5 per cento), trainato dalla spinta dei volumi dei depositi da clientela retail. I primi sei mesi del 2026 hanno visto anche una netta accelerazione della raccolta netta, che ha raggiunto i 4,4 miliardi di euro. Alla luce di questi risultati, Banca Generali ha deciso di rivedere al rialzo i propri obiettivi di crescita puntando a realizzare una raccolta netta per l’anno in corso a circa 7,5 miliardi.

L’ad Mossa: «Miglior semestre della nostra storia»

Queste le dichiarazioni di Gian Maria Mossa, amministratore delegato di Banca Generali: «Chiudiamo il miglior semestre della nostra storia, con una crescita a doppia cifra delle principali voci operative, una raccolta record e masse ai nuovi massimi. Un risultato che conferma la solidità del nostro modello e la capacità di creare valore attraverso la crescita della clientela, l’evoluzione dell’offerta e il continuo rafforzamento della qualità dei ricavi».

Terna, i risultati del primo semestre 2026: oltre 1,5 miliardi di investimenti

Il consiglio di amministrazione di Terna, riunitosi sotto la presidenza di Stefano Cuzzilla, ha approvato i risultati del primo semestre 2026. Un periodo caratterizzato da un contesto macroeconomico incerto, con tensioni geopolitiche che hanno aumentato la volatilità dei mercati energetici e delle materie prime, rallentato la crescita globale e alimentato pressioni inflazionistiche in Europa. Pur in questo scenario, il Gruppo ha registrato una crescita dei principali indicatori economico-finanziari e, in particolare, ha accelerato gli investimenti a favore della decarbonizzazione, dell’indipendenza energetica e della competitività del Paese.

2,1 miliardi di ricavi, utile netto a 591 milioni

Da gennaio a giugno del 2026, infatti, Terna ha investito oltre 1,58 miliardi di euro, con una crescita del 19,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi, pari a 2,1 miliardi, hanno registrato un aumento dell’+11,6 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2025. Tale risultato è dovuto, in parte, alla crescita delle attività regolate, sostenuta dall’incremento della base asset regolata a seguito delle nuove entrate in esercizio e dell’ampliamento del perimetro di consolidamento dopo l’acquisizione della società Rete 2 a fine settembre 2025. L’Ebitda del primo semestre 2026 si attesta a 1,4 miliardi di euro, in crescita del 7,9 per cento rispetto al dato dei primi sei mesi del 2025. L’Ebit, a valle di ammortamenti e svalutazioni pari a 505,6 milioni di euro, è invece pari a 961,4 milioni di euro (+5,3 per cento). L’utile netto di Gruppo del periodo è pari a 591,2 milioni di euro, in crescita dello 0,6 per cento rispetto al primo semestre del 2025.

L’ad Monti: «Conferma dell’impegno e della solidità del Gruppo»

Queste le dichiarazioni di Pasqualino Monti, amministratore delegato e direttore generale di Terna: «I risultati del primo semestre ribadiscono la solidità di Terna e la capacità del Gruppo di generare valore per il Paese attraverso investimenti, innovazione e competenze distintive, a conferma del nostro ruolo fondamentale di abilitatori della trasformazione energetica e digitale del sistema elettrico. Sono risultati che nascono dall’impegno e dalla professionalità delle nostre persone, il patrimonio più prezioso dell’azienda. In un contesto energetico e tecnologico in rapida evoluzione, continuiamo a investire con determinazione in infrastrutture che consentiranno all’Italia di affrontare con successo le sfide dei prossimi decenni. Stiamo realizzando una rete elettrica sempre più moderna, resiliente e digitale, capace di integrare quote crescenti di energia rinnovabile. In questo modo potremo favorire la riduzione del costo delle bollette per famiglie e imprese, sostenere l’elettrificazione dei consumi e garantire sicurezza, qualità ed efficienza del servizio di trasmissione, supportando l’indipendenza energetica, la crescita e la competitività del Paese».

Poste italiane, record di pacchi consegnati nel primo semestre 2026

Sei mesi da primato per la logistica di Poste italiane, che da gennaio a giugno 2026 ha consegnato la cifra record di 179 milioni di pacchi, segnando una crescita anno su anno del 12,5 per cento. Aumenta anche il numero di pacchi recapitati dai portalettere, pari a 81 milioni (+22,6 per cento rispetto al primo semestre 2025). Un dato che cresce trimestre dopo trimestre. Tra aprile e giugno, infatti, i portalettere di Poste Italiane hanno effettuato quasi la metà delle consegne totali in tutto il Paese. Un risultato che riflette il nuovo assetto della logistica avviato con la nascita della nuova rete corriere a gestione diretta che potrà contare, grazie ad un nuovo accordo sindacale, su un modello di distribuzione a zone capace di garantire maggiore flessibilità ed efficienza per milioni di clienti.

Continua l’impegno green del Gruppo

Portalettere, dunque, sempre più centrali nella logistica di Poste italiane legata all’e-commerce, secondo una strategia ogni giorno più green costruita su una flotta di 30 mila veicoli a basse emissioni, 6.200 dei quali full green. Nell’ottica di avere consegne sempre più sostenibili, prosegue anche lo sviluppo del progetto Green delivery, che offre ai clienti una gran varietà di punti di ritiro. La rete dei circa 12.700 uffici postali a cui si aggiungono i circa 20 mila punti, tra Rete Punto poste e Locker, offre una nuova soluzione flessibile che, accentrando la consegna, permette una consistente riduzione delle emissioni di Co2. Una soluzione, questa, che gode del doppio vantaggio di rispondere alla domanda di consegne flessibili e alle esigenze di tutela dell’ambiente.

Fincantieri, i risultati del primo semestre 2026: utile netto a 102 milioni

Il consiglio di amministrazione di Fincantieri, riunitosi sotto la presidenza di Biagio Mazzotta, ha approvato i risultati del primo semestre 2026. Il periodo si è chiuso con un balzo dell’utile netto a 102 milioni, circa tre volte superiore al dato del primo semestre 2025 pari a 35 milioni. Questa performance consente al Gruppo di avvicinarsi già a fine giugno all’utile netto record registrato nell’intero esercizio 2025, pari a 117 milioni di euro.

Ebitda a 350 milioni

Il risultato riflette l’andamento positivo del business e una forte espansione dei margini. Al 30 giugno 2026, i ricavi risultano stabili su base annua a circa 4,6 miliardi di euro, registrando al contempo una significativa accelerazione nel secondo trimestre, coerente con il previsto incremento dei volumi di produzione per lo sviluppo del backlog già acquisito. L’Ebitda ha raggiunto 350 milioni di euro, in aumento del 12,5 per cento rispetto al primo semestre 2025, con un Ebitda margin del 7,6 per cento, in crescita di circa 0,8 punti percentuali rispetto al periodo corrispondente del 2025.

Folgiero: «Numeri che testimoniano l’efficacia del percorso intrapreso»

Queste le dichiarazioni di Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri: «I risultati del primo semestre 2026 confermano che la crescita del Gruppo è sempre più accompagnata da una forte espansione della redditività e della capacità di generare valore. L’utile netto, quasi triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, testimonia l’efficacia del percorso intrapreso e la nostra capacità di tradurre la profonda visibilità del portafoglio ordini in risultati concreti. Il contributo sempre più rilevante del business Underwater, insieme al costante rafforzamento delle attività che rappresentano il cuore del Gruppo, sta rendendo il nostro profilo industriale ancora più solido, equilibrato e distintivo. Con un backlog di 74 miliardi e una visibilità sulle consegne estesa fino al 2039, possiamo guardare ai prossimi anni facendo leva su una piattaforma industriale e commerciale di assoluta solidità».

ViViBanca, Michele Saponara nominato vicedirettore generale e cfo

ViViBanca ha annunciato la nomina di Michele Saponara in qualità di vicedirettore generale e cfo del Gruppo. Il suo ingresso segna un passo fondamentale nel percorso di rafforzamento della governance e del management, finalizzato a sostenerne lo sviluppo dimensionale, consolidarne la solidità patrimoniale e assicurarne la rispondenza con l’indirizzo imprenditoriale unitario del Gruppo. Nel suo duplice ruolo, Saponara avrà la responsabilità di curare l’attuazione operativa degli indirizzi strategici e delle politiche di governo dei rischi deliberate dal cda, sovrintendendo e coordinando le attività di redazione e revisione dei piani strategici e dei budget sia della capogruppo sia delle società controllate.

Ha lavorato in Solution Bank e Mediobanca

Con oltre 14 anni di esperienza nel settore bancario e finanziario, Saponara porta in ViViBanca un percorso professionale maturato in primarie istituzioni finanziarie italiane. Negli ultimi otto anni ha lavorato in Solution Bank come cfo, guidando la creazione e lo sviluppo dell’intera funzione Finance, coordinando pianificazione strategica, reporting, tesoreria, contabilità, fiscalità e segnalazioni di vigilanza. In precedenza, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità presso il Fondo interbancario di tutela dei depositi, Kpmg Advisory, Banca IMI, Rothschild e Mediobanca.

Acea, cambio della guardia alle relazioni esterne

Cambio della guardia alle relazioni esterne di Acea. Dopo tre anni spesi a rifare l’immagine della municipalizzata romana, portandola anche ai tavoli che contano, come Davos, Virman Cusenza lascia l’azienda. L’ex direttore del Messaggero torna al vecchio e mai sopito amore, l’editoria, con ruoli e progetti in corso di definizione.

Acea, cambio della guardia alle relazioni esterne
Virman Cusenza, a destra, con l’assessore romano Alessandro Onorato (foto Imagoeconomica).

Al suo posto arriva, da Ferrovie, Ivan Dompè, milanese, 51 anni, un passato in grandi gruppi industriali come Pirelli, Luxottica, Terna e Tim, che nel gruppo di Piazza della Croce Rossa è arrivato alla fine del 2025 sotto la gestione di Stefano Donnarumma, e dove attualmente è responsabile Global Strategy & International – Head of Geopolitical Intelligence Unit. Dompè prenderà servizio in Acea dal 15 settembre.

Acea, cambio della guardia alle relazioni esterne
Ivan Dompè (Imagoeconomica).

Riforma Rai, relatori: «Ad nominato dal cda, membri in carica quattro anni»

Gli emendamenti presentati dai relatori della riforma Rai Roberto Rosso e Claudio Fazzone (Fi) in commissione al Senato prevedono un aumento da tre a quattro anni della durata del mandato del cda, che l’amministratore delegato venga nominato dal cda e nessuna riduzione del canone del 5 per cento ogni anno in casi eccezionali (ad esempio se la Rai guadagna più del previsto, o spende meno) come previsto inizialmente. La riforma è necessaria per adeguarsi al regolamento Ue Freedom media act (Emfa) entrato in vigore ormai un anno fa.

Il Mef continuerà a nominare due componenti del cda

«Portiamo il mandato dei componenti del cda a quattro anni perché l’Emfa chiede maggiore tempo per applicare i piani industriali»,ha spiegato Rosso. Trovata la quadra anche sui componenti la cui nomina spetta al ministero dell’Economia: «Il Mef continuerà a nominare due componenti del cda ma non l’amministratore delegato, che viene nominato dal cda, così come il presidente. Che poi deve avere la ratifica della commissione di Vigilanza. Qui le prime due votazioni necessitano del quorum dei 2/3 dei componenti, dalla terza scatta la maggioranza assoluta». Quanto alla norma voluta da Giorgetti sulla riduzione del canone, Rosso ha chiarito: «Qualcuno ha fatto notare che se questa cosa (ndr la riduzione in casi eccezionali) capita per cinque anni, si è ridotto di un quarto il canone». E l’Emfa impone risorse certe per la tv pubblica.

Intesa Sanpaolo, la divisione IMI CIB valorizza le eccellenze italiane e favorisce l’internazionalizzazione

Valorizzare le eccellenze imprenditoriali italiane e accompagnarle nel dialogo con la comunità finanziaria internazionale è uno degli obiettivi che la divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo, guidata da Mauro Micillo, porta avanti attraverso l’Italian stock market opportunities conference. Nata nel 2008, l’iniziativa rappresenta un appuntamento consolidato che offre alle società quotate italiane un’opportunità concreta di confronto con i principali investitori istituzionali europei, contribuendo a rafforzarne il posizionamento sui mercati dei capitali internazionali.

Quattro incontri che hanno coinvolto oltre 25 società italiane

L’edizione 2026 si è articolata nelle quattro piazze finanziarie di Lugano, Milano, Madrid e Parigi, coinvolgendo complessivamente 27 mid & small cap italiane, protagoniste di 240 incontri one-to-one e di gruppo con 106 investitori istituzionali equity. Un percorso che ha consentito alle imprese di presentare direttamente strategie industriali, risultati e prospettive di crescita a una platea qualificata di investitori internazionali, favorendo nuove opportunità di dialogo e relazione con il mercato. Il ciclo di incontri si inserisce nell’impegno della divisione IMI CIB a supporto dell’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano, mettendo a disposizione delle imprese competenze specialistiche, una presenza consolidata nelle principali piazze finanziarie e un network internazionale di investitori.

Mocio: «Così facilitiamo l’incontro tra capitale e imprese»

Queste le dichiarazioni di Massimo Mocio, deputy chief – head of Global banking & markets della divisione IMI CIB di Intesa Sanpaolo: «Le mid & small cap rappresentano una componente essenziale della competitività del sistema produttivo italiano. Si tratta di imprese che esprimono innovazione, capacità industriale e specializzazione, qualità sempre più apprezzate dagli investitori internazionali. Attraverso l’Italian stock market opportunities conference mettiamo il nostro network internazionale al servizio delle aziende italiane, creando occasioni concrete di confronto con la comunità finanziaria e facilitando l’incontro tra capitale e imprenditorialità. Il nostro obiettivo, grazie anche alla collaborazione con la divisione Banca dei territori, è accompagnare le imprese nei loro percorsi di crescita, favorendone la visibilità e l’accesso ai mercati internazionali dei capitali».