Angelini Pharma ha siglato un accordo per l’acquisto dell’americana Catalyst per 4,1 miliardi di dollari. L’azienda è focalizzata sull’in-licensing, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare e difficili da trattare. Il closing è previsto nel terzo trimestre dell’anno. L’operazione segna l’ingresso di Angelini nel mercato americano, rafforzando il suo impegno di lungo periodo nel brain health e confermando la vicinanza alle persone che convivono con malattie rare. In dettaglio, il Gruppo si è impegnato ad acquistare tutte le azioni di Catalyst per 31,50 dollari per azione, con un premio del 28 per cento rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi 30 giorni dell’azienda al 22 aprile 2026.
Angelini intende sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle malattie rare
L’operazione viene realizzata con la partecipazione di fondi gestiti da Blackstone e di selezionati partner internazionali, e sarà finanziata con il supporto di Bnp Paribas, che agisce in qualità di unico coordinatore globale e sottoscrittore del pacchetto di finanziamento. «La cura dei pazienti resta sempre al centro della nostra visione, e continuiamo a guardare avanti con determinazione forti di una strategia chiara e della volontà di continuare a crescere su scala globale. Siamo orgogliosi di una operazione che dimostra, ancora una volta, il dinamismo dell’industria farmaceutica italiana», si legge in una nota di Angelini. Fondata nel 2002 e quotata al Nasdaq dal 2006, Catalyst ha costruito un portafoglio di prodotti incentrati sul trattamento di malattie neuromuscolari e neurologiche rare. A seguito del completamento dell’acquisizione, Angelini ne intende integrare il portafoglio e l’infrastruttura commerciale con le proprie competenze e i propri prodotti in brain health per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle malattie rare.
Unicredit ha sottoscritto un accordo non vincolante per la cessione di una parte delle attività della propria controllata russa Ao Bank. L’acquirente è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti, con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e l’imprenditoriale locale, in relazione al quale Unicredit ha effettuato le previste verifiche di conformità. Le parti collaboreranno per finalizzare la struttura dell’operazione, gli accordi correlati e la comunicazione al mercato nei tempi opportuni.
Verranno create due banche distinte, una detenuta da Unicredit e una dall’acquirente
L’accordo accelera il processo di rifocalizzazione delle attività di Unicredit in Russia principalmente sui pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari Usa, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni. L’operazione è stata strutturata e sarà eseguita in modo da garantire continuità e stabilità per clienti e dipendenti. I clienti che utilizzano le soluzioni di pagamento di Unicredit da e verso la Russia manterranno l’accesso all’attuale gamma di operazioni durante tutto il processo. I dipendenti di Ao Bank beneficeranno di una transizione accelerata che porterà alla creazione di due banche distinte con strategie e obiettivi chiaramente definiti. L’operazione prevede infatti lo spin-off di una parte delle attività di Ao Bank in una nuova entità separata (New Bank), seguito dalla cessione di Ao Bank con le restanti attività (Remaining Bank) all’acquirente. Al completamento dell’operazione, Unicredit deterrà il 100 per cento della New Bank, mentre l’acquirente deterrà il 100 per cento della Remaining Bank.
Previsto un beneficio sul capitale di 35 punti base
Si prevede che l’operazione generi un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 punti base. Un impatto negativo al closing di circa 20-25 punti base sarà più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo a circa 30-40 punti base rispetto ai circa 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026 ed escludendo le soglie regolamentari. Si prevede inoltre che l’operazione comporti un impatto negativo cumulato a conto economico di circa 3,0-3,3 miliardi di euro, inclusi circa 1,6-1,8 miliardi di euro derivanti dall’effetto della riserva cambi (voce non monetaria senza impatto sul capitale) sul conto economico. Il perfezionamento dell’operazione è atteso nel primo semestre del 2027 ed è subordinato alla sottoscrizione degli accordi vincolanti, all’attuazione dello spin-off e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità regolamentari competenti. L’operazione non avrà impatti sulla distribuzione agli azionisti, in quanto i relativi effetti saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi.
SpaceX ha adottato politiche di governance aziendale che eroderanno in maniera sostanziale le tipiche tutele degli azionisti, conferendo al fondatore Elon Musk un’autorità esecutiva praticamente illimitata quando – entro la fine dell’anno – l’azienda produttrice di razzi verrà quotata in Borsa.
Le “precauzioni” adottate da Musk con SpaceX
Alcuni estratti del prospetto informativo per l’offerta pubblica iniziale di SpaceX, forniti alla Securities and Exchange Commission e esaminati da Reuters, mostrano che la società sta combinando azioni con diritto di voto plurimo, arbitrato obbligatorio, norme più severe sulle proposte degli azionisti e la legge societaria del Texas per conferire a Musk e altri dirigenti un ampio controllo. Allo stesso tempo, è prevista una drastica limitazione della facoltà degli investitori di contestare il management, intentare cause legali e imporre votazioni su questioni di governance. Insomma, l’unica persona che potrà licenziare Musk sarà Musk stesso, visto che manterrà il controllo della maggioranza.
Componenti di un razzo realizzato da SpaceX (Imagoeconomica).
Le limitazioni non scoraggeranno gli investimenti
Secondo gli esperti di corporate governance, Musk sta strutturando SpaceX in modo da proteggere l’azienda dalle critiche degli azionisti, come successo con Tesla. Gli investitori del marchio di veicoli elettrici hanno contestato Musk su diverse questioni, ad esempio per il suo pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari all’acquisizione della sua azienda di energia solare SolarCity. Per gli analisti, queste limitazioni non dovrebbero scoraggiare i potenziali investitori, disposti ad accettare di rinunciare ad alcuni dei loro diritti come il prezzo da pagare per partecipare a quella che si preannuncia come la più grande offerta pubblica iniziale della storia. SpaceX punta a incassare fino a 75 miliardi di dollari e raggiungere una capitalizzazione di 1.750 miliardi di dollari.
A partire dai primi di novembre Claude Sarrailh, attualmente ceo di Ahold Delhaize per Europa e Indonesia, assumerà il ruolo di amministratore delegato e direttore generale di Esselunga. Lo ha reso noto l’azienda in una nota. Nel primo incarico Sarrailh sostituirà Marina Caprotti, la più giovane delle figlie del fondatore Bernardo, mentre nel secondo prenderà il posto di Gabriele Villa, che lascerà in vista del pensionamento.
Un superstore Esselunga (Imagoeconomica).
Sarrailh dal 2014 al 2018 ha guidato Metro Italy
Sarrailh vanta oltre 30 anni di esperienza nel retail business, maturata in gruppi globali come Carrefour, Metro e, appunto, Ahold Delhaize. «Dopo quasi 10 anni dalla scomparsa di mio padre, si apre per Esselunga una nuova fase di evoluzione e rafforzamento della governance», ha dichiarato Caprotti (che resterà presidente esecutivo): «Siamo convinti che il contributo di Sarrailh porterà nuovo slancio allo sviluppo dell’azienda e al rafforzamento del nostro brand, in continuità con il nostro piano strategico e con i valori che da sempre ci contraddistinguono». Sarrailh conosce direttamente anche il mercato italiano: dal 2014 al 2018 ha infatti guidato Metro Italy, prima di assumere la responsabilità di Metro China fino al 2021.
Oddo Bhf, gruppo finanziario franco-tedesco con una forte presenza a livello europeo, ha pubblicato uno studio su Acea avviando la copertura sul titolo con la raccomandazione Outperform e il target price di 27 euro per azione (potenziale upside +21 per cento rispetto al prezzo del 30 aprile 2026). L’analista ritiene che Acea abbia completato con successo la trasformazione in operatore infrastrutturale quasi completamente regolato, con elevata visibilità sui flussi di cassa e un profilo di crescita in linea – se non superiore – a quello dei principali player regolati europei, a fronte di multipli ancora a sconto. Il broker evidenzia, in particolare, che con la cessione diAcea Energia, perfezionata ad aprile 2026, l’esposizione alle attività regolate è diventata quasi totale. Il 96 per cento dell’Ebitda deriva da attività regolate, disciplinate dai frameworks tariffari di Arera con un’elevata visibilità fino al 2029. L’elevato fabbisogno di investimenti – legato all’obsolescenza delle reti idriche e all’obiettivo di una maggiore elettrificazione – rappresenta un importante driver strutturale di crescita degli investimenti che sono riconosciuti in tariffa e sostengono l’aumento della Rab.
La partnership strategica tra Intesa Sanpaolo ed Ellen MacArthur Foundation, principale promotore a livello internazionale della transizione verso l’economia circolare, compie 10 anni e si rinnova con la firma di un nuovo contratto di collaborazione quadriennale. Intesa Sanpaolo Innovation center continuerà a coordinare la collaborazione in qualità di centro di competenza del Gruppo Intesa Sanpaolo sulla circular economy, leva strategica per orientare innovazione, investimenti e creazione di valore.
I modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese
Il modello economico-produttivo circolare slega lo sviluppo economico e sociale dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribilied è universalmente riconosciuto come fattore strategico di competitività industriale, sicurezza delle risorse e resilienza economica. La circular economy riduce la dipendenza da materie prime vergini e attenua l’esposizione agli shock dei prezzi delle commodity, un fattore che assume una rilevanza strategica in un contesto segnato da volatilità energetica e tensioni geopolitiche. Ricerche internazionali, tra cui quelle promosse da Intesa Sanpaolo Innovation center e dall’Università Bocconi, evidenziano come i modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese e al miglioramento del profilo rischio-rendimento degli investimenti. L’Unione europea ha riconosciuto l’economia circolare tra gli elementi chiave nelle politiche industriali e di sostenibilità e punta a diventare circular global leader entro il 2030.
Dal 2022 al 2025 Intesa ha erogato finanziamenti per 15,9 miliardi di euro a sostegno della circular economy
Intesa Sanpaolo è la prima banca al mondo a tradurre l’economia circolare in strumenti finanziari concreti. La collaborazione con Ellen MacArthur Foundation, di cui è il primo network financial services strategic partner dal 2016, ha contribuito alla definizione dei criteri di validazione nell’ambito delle linee di credito dedicate alla circular economy. Grazie a questi strumenti, nell’arco del Piano d’impresa 2022–2025, il Gruppo Intesa ha sostenuto la trasformazione dei modelli produttivi da lineari – basati sull’approccio take-make-waste (prendi-produci-spreca) – a circolari e quindi rigenerabili e rigenerativi del capitale naturale per definizione, erogando finanziamenti per 15,9 miliardi di euro, che si vanno ad aggiungere ai 7,7 miliardi di euro erogati nel Piano 2018-2021. Il nuovo Piano 2026-2029 conferma l’impegno sulla circular economy nel più ampio ambito del credito sostenibile, che sarà pari al 30 per cento delle nuove erogazioni a medio-lungo termine.
Il rinnovo dell’accordo rafforzerà il dialogo con regolatori e policy maker
La partnership con Ellen MacArthur Foundation ha consentito al Gruppo Intesa Sanpaolo di rafforzare relazioni strategiche con istituzioni europee e organizzazioni internazionali, contribuire al dibattito sulle politiche industriali e finanziarie nazionali ed europee e promuovere ecosistemi di innovazione e collaborazione tra imprese, startup, università e centri di ricerca per accelerare la transizione circolare. In 10 anni la collaborazione ha contribuito a integrare i principi della circular economy nel settore finanziario italiano ed internazionale. Il rinnovo dell’accordo coinvolgerà la banca in nuove iniziative a livello internazionale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con regolatori e policy maker italiani ed europei e contribuire al dibattito sull’attuazione del Circular economy act della Commissione europea e su altre iniziative normative. Intesa continuerà inoltre a promuovere attività di formazione e divulgazione sull’economia circolare a livello nazionale e internazionale, favorendo il dialogo e attivando iniziative concrete.
Telepass chiude il 2025 con risultati solidi e prospettive di ulteriore espansione, confermando la traiettoria di crescita delineata dal piano industriale. Il dato simbolo è il superamento dei 10 milioni di dispositivi di telepedaggio attivi (Obu, On board unit), per una rete complessiva servita di oltre 200 mila km in 19 Paesi, compresa la recente aggiunta dell’Olanda. Introdotti in Italia negli Anni 90, i dispositivi elettronici installati a bordo dei veicoli, che consentono il pagamento automatico del pedaggio senza fermarsi al casello, hanno progressivamente trasformato l’esperienza di viaggio, diventando uno standard di riferimento per milioni di automobilisti e operatori. Il traguardo dei 10 milioni di apparati attivi rafforza la leadership dell’azienda in un mercato dove la digitalizzazione è comunque ancora una sfida aperta. In Italia, infatti, circa il 70 per cento delle transazioni autostradali avviene tramite sistemi di telepedaggio, mentre il restante 30 per cento è ancora gestito con contanti e carte (15 per cento ciascuno). Una quota significativa che evidenzia un potenziale di sviluppo rilevante per operatori e concessionarie, in un contesto di evoluzione del settore sempre più orientato verso interoperabilità e pagamenti digitali.
Ricavi in crescita e dividendo di 115 milioni
Sul piano economico-finanziario, il 2025 si è chiuso con ricavi pari a 506 milioni di euro, in crescita del 16 per cento rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato l’incremento della redditività. L’Ebitda è aumentato del 45 per cento, raggiungendo un’incidenza sui ricavi del 51 per cento. L’utile netto si attesta a 89 milioni di euro, quasi triplicato rispetto al 2024, mentre il patrimonio netto sale a 147 milioni. La società prevede inoltre un dividendo di circa 115 milioni di euro, a conferma del percorso di rafforzamento intrapreso. La dinamica positiva prosegue anche nel 2026. Nel primo trimestre, i ricavi consolidati hanno segnato un +22 per cento su base annua, mentre l’Ebitda è cresciuto del 33 per cento. A trainare sono soprattutto l’aumento della base clienti, l’utilizzo dei servizi digitali in app e lo sviluppo del comparto assicurativo. In particolare, Telepass Assicura ha superato i 200 mila clienti a fine marzo 2026, con ricavi in crescita del 172 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Cresce l’espansione dei servizi nelle grandi città
Cresce anche la presenza nei servizi di mobilità urbana. Nel 2025 la piattaforma ha esteso la copertura a circa 100 città, tra parcheggi e strisce blu, all’interno di un network che raggiunge oltre 5.400 comuni. Un’espansione che coinvolge sempre più i grandi centri, con 44 città sopra i 150 mila abitanti già incluse nel perimetro dei servizi.
Si svolgerà il 7 maggio 2026 allo Yacht Club di Porto Rotondo, con inizio alle ore 18,30, l’incontro Navigare il futuro, organizzato da Unicredit con l’obiettivo di realizzare un dialogo con gli imprenditori dell’economia del mare. Il talk è inserito all’interno della Fiera nautica di Sardegna, in programma dal 7 al 10 maggio.
Un’occasione per rafforzare il dialogo tra la banca e le imprese
L’economia del mare in Sardegna è un asset economico strutturale e sostiene settori chiave come il turismo costiero, la logistica portuale, la cantieristica, la pesca e le nuove energie rinnovabili marine. I lavori saranno aperti da Corrado Fara, presidente del Circolo nautico Yacht club porto, e da Enrico Batini, responsabile Corporate business Centro Italia di Unicredit. A seguire si svolgerà un dialogo tra alcuni imprenditori della filiera nautica e Unicredit. In dettaglio interverranno Matteo Molinas, imprenditore Marina di Porto Rotondo, Paolo Manca, imprenditore e vicepresidente Federalberghi ed Enrico Gaia, commercialista e presidente Garanzia etica. Le conclusioni saranno effettuate daBatini, che ha così illustrati l’evento: «Sarà l’occasione per ascoltare gli imprenditori della filiera nautica del territorio e comprendere come la finanza può sostenere le esigenze connesse agli investimenti, alla transizione green e alla crescita dimensionale. La nostra banca pone una grande attenzione all’economia del mare e crede che questi incontri siano estremamente utili per rafforzare il dialogo tra imprese e banca e per far crescere la collaborazione reciproca».
Il Tribunale di Milano ha respinto l’istanza presentata da Cassa Depositi e Prestiti per bloccare il rinnovo del consiglio di amministrazione di Borsa Italiana, società controllata da Euronext. Lo riporta Radiocor, spiegando che il giudice non ha ravvisato i requisiti per un intervento d’urgenza.
Uffici di Euronext (Imagoeconomica).
La contesa Cdp-Euronext su Borsa Italiana
Cdp, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (che ne detiene l’82,77 per cento del capitale), sostiene che – in base agli accordi tra i soci – la presentazione delle candidature per il cda di Borsa Italiana debba sempre avvenire previa procedura di valutazione e selezione dei candidati. Euronext, invece, sostiene che in base al Transaction Cooperation Agreement firmato nel 2020 assieme a Cdp e Intesa Sanpaolo, questo iter non sia previsto se i vertici vengono rinnovati. Alle 9 di martedì 5 maggio è prevista la nuova riunione degli azionisti, che potrà dunque trattare l’ordine del giorno sulla nomina del cda: Euronext propone come amministratore delegato ancora Fabrizio Testa. Alla presidenza di Borsa Italiana è invece candidata per un secondo mandato Claudia Parzani.
Fabrizio Testa (Imagoeconomica).
Le frizioni tra Cassa Depositi e Prestiti e Euronext per la governance di Borsa Italiana, iniziate nel corso del 2025, sono sfociate lo scorso febbraio in un contenzioso legale quando il gruppo francese ha comunicato l’intenzione di rinominare Testa quale ceo, senza appunto avviare una procedura di valutazione e selezione. Oltre che al Tribunale di Milano, Cdp si è anche rivolta alla Corte di Amsterdam, ottenendo però una sentenza sfavorevole (riguardante pure la nomina di Angelo Proni alla guida di MTS), che ha poi impugnato.
Prende il via nel Sud del Cile un nuovo progetto di riforestazione di Neya, società benefit di Mundys per il contrasto al cambiamento climatico, con l’obiettivo di rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera, ripristinare ecosistemi degradati e generare benefici economici per le comunità locali. L’iniziativa, che segue il primo progetto avviato da Neya in Madagascar per la riforestazione di 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola, si sviluppa nella Foresta Valdiviana, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità e minacciati al mondo. La riforestazione riguarderà 170 ettari, l’equivalente di 240 campi da calcio, e coinvolgerà lavoratori attivi sul territorio, come piccoli e medi proprietari terrieri che saranno coinvolti nella creazione di foreste native miste.
In 40 anni verranno rimosse circa 80 mila tonnellate di Co2
Il piano prevede la piantumazione di specie arboree autoctone come Rauli, Coigüe e Roble, su terreni degradati o marginali, spesso utilizzati in passato per il pascolo. Sul piano sociale, sono diverse decine le famiglie di agricoltori coinvolte nel progetto. L’iniziativa include programmi di formazione tecnica, la creazione di opportunità di lavoro a livello locale e un sistema di condivisione dei benefici economici derivanti dai crediti di carbonio. È inoltre previsto il potenziamento dei vivai comunitari. Il progetto – della durata di 40 anni – consentirà di rimuovere circa 80 mila tonnellate di Co₂, di cui 55 mila saranno impiegate direttamente da Mundys per compensare una quota delle emissioni delle proprie infrastrutture presenti a livello globale. L’intervento è certificato secondo lo standard internazionale Verified carbon standard (Vcs).
Grazie al progetto verrà anche tutelata la biodiversità
Oltre ai benefici sul clima, l’iniziativa si distingue anche per l’impegno nella tutela della biodiversità. La Foresta Valdiviana, infatti, rappresenta un ecosistema straordinario che ospita specie uniche al mondo – con il 76 per cento degli anfibi e il 45 per cento dei vertebrati presenti esclusivamente in quest’area. Inoltre, svolge un ruolo fondamentale nella conservazione delle risorse idriche del Paese. Partner locale dell’iniziativa è l’Agrupación de ingenieros forestales por el bosque nativo (Aifbn), un’organizzazione non governativa senza fini di lucro fondata nel 1993 a Valdivia. Riunisce oltre 200 soci— in prevalenza ingegneri forestali, ma anche biologi, agronomi, economisti e avvocati — accomunati dall’obiettivo della conservazione e della gestione sostenibile delle foreste native cilene.
Poli: «Impatto concreto su clima e comunità locali»
Queste le dichiarazioni di Ruggero Poli, amministratore delegato di Neya: «Questo progetto dimostra come la riforestazione con specie native possa generare un impatto concreto sia sul clima che sulle comunità locali. Non si tratta solo di rimuovere Co₂, ma di ricostruire ecosistemi resilienti e creare opportunità economiche durature per i territori coinvolti. Proprio in Cile, non molto distante da una delle autostrade gestite da una società del nostro Gruppo, Costanera».
Francesco De Dominicis, finora capo ufficio stampa della Federazione autonoma bancari italiani, assume la guida delle relazioni esterne di Simest. Lo riporta Dagospia. Qualche mese fa era stato sospettato di essere la “talpa” che aveva rivelato a La Veritàil presunto piano per ostacolare l’eventuale rielezione di Giorgia Meloni tramato dal Quirinale, carpito dalla bocca di Francesco Saverio Garofani – consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – durante una cena tra tifosi romanisti sulla terrazza Borromini: l’evento era stato organizzato da Luca Di Bartolomei, figlio della bandiera giallorossa Agostino.
Perché De Dominicis è stato additato come presunta talpa
De Dominicis, romani classe 1976, era stato giornalista di Libero ai tempi della direzione di Alessandro Sallusti e poi anche durante quella di Belpietro. Da qui la convinzione che fosse stato lui a rivelare tramite una email al suo ex direttore – oggi alla guida de La Verità – le confidenze del consigliere di Mattarella. «Non scherziamo, non sapevo nemmeno chi fosse Garofani», si era difeso De Dominicis. «C’era gente strana che ci osservava, i ristoranti di Roma sono tappezzati di cimici», era arrivato a dire al Corriere della Sera per cercare di allontanare le attenzioni da sé, pur ammettendo la presenza quella sera nello stesso locale della confidenza scappata (e poi pompata ad arte dai media) a Garofani.
Meloni aveva tentato di stemperare le tensioni col Quirinale
Garofani, da parte sua, aveva ammesso di essersi lasciato andare a qualche parola di troppo in una conversazione tra amici, anche se non avrebbe mai parlato di «provvidenziale scossone», come riportato inizialmente. In quei frangenti Giorgia Meloni aveva tentato di stemperare le tensioni con il Quirinale, che aveva reagito con «stupore» alla richiesta del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami di smentire quanto riportato da La Verità.
La delicata situazione fu molto discussa dentro la Fabi
La delicata situazione aveva fatto parecchio discutere dentro la Fabi, timorosa di essere additata come politicamente schierata (a sinistra), con il segretario generale Lando Sileoni che si era trovato in difficoltà. Nei giorni concitati del Garofani-gate, Sileoni aveva smentito a Lettera43 il licenziamento di De Dominicis, così come le sue dimissioni da capo ufficio stampa della Federazione autonoma bancari italiani. Ma alla fine, dopo cinque mesi, De Dominicis ha fatto le valigie.
GameStop ha lanciato un’offerta da circa 56 miliardi di dollari in contanti e azioni per acquisire eBay. Lo ha annunciato l’amministratore delegato del rivenditore di videogiochi Ryan Cohen, spiegando al Wall Street Journal che l’obiettivo dell’operazione è rafforzare il posizionamento competitivo di eBay nei confronti di Amazon.
Punto vendita GameStop (Ansa).
L’operazione presenta criticità rilevanti
Cohen ha spiegato che la sua società ha presentato una proposta non vincolante di 125 dollari per azione, composta per metà da contanti e per metà da quote di GameStop. L’operazione, sottolinea il Wsj, presenta tuttavia criticità rilevanti: eBay vale circa 46 miliardi di dollari, mentre GameStop ha una capitalizzazione attorno ai 12 miliardi e circa 9 di liquidità. Cohen ha spiegato al giornale di aver già ottenuto un impegno per un prestito di circa 20 miliardi di dollari da TD Bank per la fusione.
Simest, società del Gruppo Cdp, ha inaugurato il nuovo ufficio di Torino, rafforzando ulteriormente la propria presenza sul territorio e il supporto alle imprese italiane nei processi di crescita e internazionalizzazione. Alla cerimonia di apertura ha preso parte il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nell’ambito delle tappe di avvicinamento alla Conferenza nazionale dell’export 2026 in corso nel capoluogo piemontese. Presenti all’evento il presidente di Simest Vittorio de Pedys e l’amministratore delegato Regina Corradini D’Arienzo, insieme al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, alla vicesindaca di Torino Michela Favara e a rappresentanti del mondo istituzionale, confindustriale e imprenditoriale. L’apertura del nuovo presidio torinese rappresenta un passo concreto nella strategia di Simest volta a consolidare la propria vicinanza alle imprese, sostenendone lo sviluppo economico per creare impatto sulla comunità locale, promuovendo la competitività del sistema produttivo italiano sui mercati internazionali.
De Pedys: «Radicamento sui territori leva strategica per valorizzare le eccellenze locali»
«L’inaugurazione dell’ufficio di Torino rappresenta un ulteriore passo nel percorso di rafforzamento del nostro accompagnamento, grazie anche alla vicinanza dei territori, con l’obiettivo di consolidare un modello operativo sempre più di partner strategico», ha dichiarato il presidente Vittorio De Pedys. «Il radicamento sui territori non è solo una scelta organizzativa, ma una leva strategica per intercettare bisogni, valorizzare le eccellenze produttive locali e sostenere in modo mirato e duraturo la crescita dell’export italiano. In questo senso, Torino e il Nord-Ovest costituiscono un contesto particolarmente dinamico e ricco di potenziale».
Corradini D’Arienzo: «Presidio per garantire prossimità, ascolto e rapidità di intervento»
«Con l’apertura del nuovo ufficio, Simest rafforza concretamente il proprio supporto al tessuto imprenditoriale, con un’attenzione particolare alle pmi, che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo», ha aggiunto l’amministratore delegato Regina Corradini D’Arienzo. «La sede di Torino sarà un presidio operativo strategico per Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, pensato per garantire prossimità, ascolto e rapidità di intervento. Vogliamo accompagnare le imprese lungo tutto il percorso di internazionalizzazione, offrendo ancor prima degli strumenti finanziari, competenze specialistiche e affiancamento anche per far crescere le comunità locali. Il nostro impegno è rendere questi percorsi sempre più accessibili, efficaci e di valore di lungo termine, contribuendo alla crescita sostenibile del Paese all’interno del Sistema Italia, con la regia della Farnesina, e in coordinamento con Cdp, Sace, Ice e le associazioni imprenditoriali».
L’assemblea degli azionisti di Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese italiane del Gruppo Cdp, riunitasi sotto la presidenza di Vittorio de Pedys, ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025. Nel corso dell’anno, la società gestita da Regina Corradini D’Arienzo ha proseguito l’attività in supporto della crescita estera del Made in Italy, generando un forte impatto sull’internazionalizzazione delle imprese e sull’export nazionale. Le risorse impegnate hanno infatti raggiunto circa 8,7 miliardi di euro (+9 per cento rispetto al 2024), in favore di 2.300 imprese, per il 90 per cento pmi, attivando oltre 10 miliardi di euro di investimenti, con il potenziale di generare un impatto sul tessuto economico e sociale pari allo 0,5 per cento del pil del Paese e circa 140 mila posti di lavoro creati o mantenuti. L’impatto stimato sull’export è dell’1,3 per cento. I volumi gestiti in portafoglio sono superiori ai 30 miliardi, con circa 15.400 clienti attivi in 124 Paesi. L’utile lordo è stato pari a 10,3 milioni di euro, in crescita del 7 per cento rispetto al 2024. L’utile netto si è attestato a 11,3 milioni.
La Commissione europea ha accertato in via preliminare che Instagram e Facebook, di proprietà di Metadi Mark Zuckerberg, hanno violato la legge sui servizi digitali (Dsa) per non aver identificato, valutato e mitigato con la dovuta diligenza i rischi legati all’accesso ai servizi da parte di minori di età inferiore ai 13 anni, limite minimo di accesso ai due social.
Mark Zuckerberg (Ansa).
Possibili sanzioni fino al 6 per cento del fatturato annuo
Secondo le autorità di regolamentazione dell’Ue, un bambino su dieci sotto i 13 anni usa Facebook o Instagram, in contrasto con le valutazioni interne di Meta. Questo perché, sostanzialmente, non ci sarebbe alcun controllo: i minori possono infatti inserire una data di nascita falsa in fase di registrazione e non c’è nessun meccanismo per verificare che le informazioni siano corrette. Se confermate, le violazioni potrebbero portare a sanzioni fino a un massimo del 6 per cento del fatturato annuo di Meta.
Le app di Facebook e Instagram (e WhatsApp) su uno smartphone (Ansa).
La replica di Meta alle constatazioni preliminari dell’Ue
Annunciando «misure aggiuntive che saranno introdotte a breve», Meta ha contestato le constatazioni preliminari dell’esecutivo Ue: «Abbiamo sempre chiarito che Instagram e Facebook sono destinati a persone di 13 anni o più e disponiamo di misure per individuare e rimuovere gli account di chi ha meno di questa età». Intanto, in diversi Stati membri dell’Ue sono sul tavolo piani per introdurre divieti di accesso ai social media per i minori di 15 anni.
Nell’assemblea di Delfin, che si è svolta in Lussemburgo, i soci a maggioranza (sei su otto) hanno dato il via libera al trasferimento delle quote di Luca e Paola Del Vecchio nella LMDV di Leonardo Maria, salirà così al 37,5 per cento del capitale della holding di famiglia. Si tratta di un’operazione da 10 miliardi di euro. A votare contro sono stati Claudio e Rocco Basilico. Ok degli eredi di Leonardo del Vecchio anche alla politica di distribuzione delle cedole, sempre a maggioranza: per il triennio 2025-2027 dovrebbe quindi poter essere erogato ai soci l’80 per cento degli utili. In questo caso solo Basilico ha votato contro.
Il capitale di Delfin era detenuto in quote uguali da otto eredi
Dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, il capitale di Delfin era detenuto in parti uguali (12,5 per cento) da otto eredi: i sei figli dell’imprenditore (ai quattro già citati vanno aggiunti Marisa e Clemente), la moglie Nicoletta Zampillo e il primo figlio di lei, Basilico. Delfin detiene le quote di EssilorLuxottica, Mps (17,5 per cento), Generali (10 per cento) e Unicredit (2,7 per cento).
Le autorità di Pechino hanno annunciato lo stop all’accordo che avrebbe portato Meta ad acquisire per 2 miliardi di dollari la piattaforma cinese di intelligenza artificiale Manus. In un breve comunicato pubblicato sul proprio sito web, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (ossia il principale organo di pianificazione economica della Repubblica Popolare) si è limitata a spiegare di aver «vietato l’investimento straniero» in Manus e di aver richiesto alle parti coinvolte di annullare l’operazione.
Il lancio di Manus è avvenuto a marzo 2025
Progettato per operare come un “dipendente digitale” capace di pianificare e portare a termine compiti complessi seguendo pochi input iniziali, Manus è stato lanciato a marzo del 2025 dalla startup Butterfly Effect (parte di Beijing Butterfly Effect Technology), con sede a Singapore. Nel giro di pochissimo tempo l’IA agentica era “esplosa” grazie a un video dimostrativo diventato virale sui social cinesi. Alla fine dell’anno scorso Meta aveva annunciato l’acquisizione di Manus per integrarne le capacità nei propri prodotti, incluso Meta AI, mantenendo anche il servizio come offerta separata. Ora lo stop da parte di Pechino.
In occasione del business forum Italia-Kenya, organizzato dal ministero degli Esteri e da Agenzia Ice, Sace, Simest (Gruppo Cdp) e Assomac – Associazione nazionale dei costruttori italiani di tecnologie per calzature, pelletteria e conceria – hanno firmato un accordo volto a promuovere iniziative congiunte a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, con un focus sulle aziende attive nelle tecnologie e nei componenti per i settori della calzatura, pelletteria e conceria. La firma si inserisce nel quadro dei lavori del forum, dedicato in particolare ai comparti infrastrutture, energia e connettività, agroindustria e pelle, innovazione e finanza.
La collaborazione è finalizzata a realizzare attività ed eventi promozionali congiunti
L’intesa nasce con l’obiettivo di accompagnare la crescita internazionale delle imprese italiane della filiera, favorendo nuove opportunità di export e investimento in Kenya e in altri Paesi africani di comune interesse. L’accordo punta a mettere a sistema competenze, strumenti e capacità di filiera per sostenere i processi di internazionalizzazione del comparto e valorizzare il contributo delle tecnologie italiane allo sviluppo di filiere produttive sempre più strutturate e competitive. Nel dettaglio, la collaborazione sarà finalizzata a promuovere sinergie tra strumenti e iniziative, realizzare attività ed eventi promozionali congiunti e favorire un costante scambio di informazioni attraverso incontri periodici di formazione, informazione e approfondimento. L’obiettivo comune è rafforzare la competitività internazionale delle imprese italiane e sostenerne l’accesso a nuovi mercati, anche attraverso un’azione coordinata sui territori e lungo le filiere di riferimento.
Pignotti: «Kenya mercato strategico per le imprese italiane»
Queste le dichiarazioni di Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace: «Il Kenya rappresenta per le imprese italiane un mercato di crescente interesse strategico e un punto di accesso rilevante all’Africa orientale. Con questo accordo vogliamo accompagnare la crescita internazionale delle nostre imprese, mettendo a sistema competenze, strumenti e capacità di filiera in un settore di eccellenza del Made in Italy. L’iniziativa si inserisce pienamente nello spirito del Piano Mattei, di cui il Kenya è uno dei Paesi prioritari, e conferma il nostro impegno nel sostenere percorsi di crescita condivisa e duratura con il continente africano, rafforzato dal lancio della task force Africa di Sace».
De Pedys: «Gli investimenti guardano anche allo sviluppo dei territori»
Gli ha fatto eco il presidente di Simest Vittorio De Pedys: «L’Africa rappresenta oggi uno dei principali motori di crescita a livello globale, un continente dinamico e in forte evoluzione, che offre opportunità significative per le imprese italiane pronte a investire in innovazione, sostenibilità e sviluppo di filiere produttive locali. In questo scenario, il Kenya si conferma un hub strategico per l’Africa orientale, grazie al suo ruolo chiave nei processi di sviluppo industriale e alla crescente attrattività per investimenti internazionali. In questo contesto, Simest è già attivamente impegnata attraverso la misura Africa del Piano Mattei, con l’obiettivo di supportare concretamente i progetti di internazionalizzazione e rafforzare la presenza del sistema produttivo italiano nei mercati africani. Un impegno che si fonda su un approccio responsabile e di lungo periodo. Gli investimenti italiani guardano infatti non solo alla crescita economica, ma anche allo sviluppo dei territori, al rafforzamento delle competenze e alla valorizzazione delle forze lavoro locali. L’accordo siglato si inserisce pienamente in questa direzione. Una collaborazione istituzionale che mette a sistema competenze e strumenti per accompagnare le imprese in un percorso di crescita strutturata, contribuendo allo sviluppo di uno dei territori con il più alto potenziale a livello globale».
Bergozza: «Modello di riferimento per l’evoluzione del settore»
Così infine Mauro Bergozza, presidente di Assomac: «Con questa intesa rafforziamo un modello di collaborazione che integra tecnologie, competenze dell’impresa italiana e strumenti finanziari a supporto dei processi di internazionalizzazione. Il nostro impegno è contribuire allo sviluppo di filiere produttive strutturate e competitive, valorizzando il ruolo delle tecnologie e dei macchinari made in Italy nella trasformazione industriale e nella creazione di valore aggiunto lungo l’intera catena di valore della pelle. In Kenya proseguiamo la nostra azione, avviata attraverso un intenso lavoro congiunto con istituzioni e organizzazioni di settore nazionali e keniane, per favorire l’avanzamento industriale del comparto, riconoscendo nella tecnologia un asset strategico essenziale per lo sviluppo dei sistemi produttivi. Guardando a un orizzonte più ampio, il percorso intrapreso può rappresentare un modello di riferimento concreto per l’evoluzione del settore pelle nel continente africano, contribuendo alla crescita di filiere locali sempre più all’avanguardia e al potenziamento delle opportunità di presenza sui mercati internazionali».
Dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all’arte digitale, dalla performance al design e alla moda, Acea e Valore Italia lanciano il premio Acea contemporanea, un progetto che mette al centro l’arte e la cultura come leve strategiche per generare impatti concreti e duraturi sui temi Esg. Fulcro dell’iniziativa è l’acqua, risorsa vitale ma non infinita. Il premio nasce per attivare un dialogo autentico tra impresa e creatività artistica, valorizzando il talento delle nuove generazioni e arricchendo la collezione corporate di Acea con opere capaci di interpretare in chiave contemporanea uno dei temi più cruciali per il nostro futuro. Il concorso è rivolto a studentesse, studenti e neodiplomati dell’Accademia di Belle arti di Roma, di Accademia italiana e di Sae Institute, chiamati a riflettere sul valore dell’acqua come bene prezioso, oggi al centro di profonde criticità ambientali, sociali ed economiche. Le opere saranno una sintesi del rapporto tra uomo, natura e risorsa idrica, esplorando temi come la scarsità, l’inquinamento, il cambiamento climatico, la gestione responsabile e le disuguaglianze nell’accesso all’acqua.
Le opere finaliste faranno parte di una mostra collettiva permanente presso Acea Heritage
Gli studenti selezionati vivranno esperienze immersive con visite guidate agli acquedotti romani e a una centrale idroelettrica, luoghi simbolo della storia e dell’innovazione legate alla gestione dell’acqua. Questi momenti costituiranno una fonte diretta di ispirazione per la realizzazione delle opere. I vincitori del concorso riceveranno da Acea un premio in denaro, assegnato da una giuria composta da rappresentanti di Acea, curatori e critici d’arte, a sostegno delle spese universitarie e di formazione dei giovani artisti. Le opere finaliste, selezionate attraverso bandi interni delle istituzioni coinvolte, entreranno a far parte di una mostra collettiva permanente presso Acea Heritage, il nuovo spazio espositivo nella storica sede di Piazzale Ostiense – un luogo in cui visione, innovazione e memoria dialogano per costruire il futuro. L’apertura della mostra, con la premiazione dei vincitori, si svolgerà martedì 19 maggio 2026 nell’ambito delle Giornate del Made in Italy, iniziativa promossa del ministero delle Imprese e del Made in Italy per valorizzare l’eccellenza produttiva, la creatività e l’innovazione delle imprese italiane. Nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 maggio 2026 sarà possibile visitare la mostra presso lo spazio espositivo di Acea Heritage con la guida di alcuni degli studenti che hanno realizzato le opere.
Sede Acea (Acea).
Amura: «Così i giovani vengono connessi con il mondo produttivo»
«Questo progetto conferma quanto la formazione sia oggi un motore fondamentale per lo sviluppo culturale e professionale dei giovani», ha dichiarato Salvatore Amura, amministratore delegato di Valore Italia. «Le accademie rappresentano luoghi privilegiati in cui talento, creatività e competenze si incontrano e si trasformano in valore concreto. Il nostro impegno è accompagnare questi percorsi, offrendo ai giovani artisti opportunità reali di crescita e connessione con il mondo produttivo, affinché possano esprimere pienamente il proprio potenziale e contribuire in modo attivo al futuro del Paese».
Accurso: «La creatività diventa uno strumento per condividere cultura e responsabilità»
«Per Accademia italiana, la partecipazione al premio Acea contemporanea è la conferma di un approccio didattico che ha sempre cercato il contatto con i territori e con le eccellenze che questi esprimono», ha dichiarato Nicola Accurso, managing director di Ad Education Italy. «Portare la ricerca e la sperimentazione artistica a confrontarsi con temi impattanti e attuali, come il ruolo dell’acqua per le comunità e per il futuro del pianeta, è esattamente il tipo di tema in cui la creatività diventa strumento di condivisione di cultura e di responsabilità. Siamo orgogliosi che anche gli studenti di Sae Institute siano parte di questa iniziativa. È la dimostrazione di come le istituzioni del gruppo Ad Education sappiano essere protagoniste sulla scena della creatività contemporanea, ciascuna con la propria identità, tutte con una visione condivisa».
Sede Acea (Acea).
Casorati: «L’arte stimola il dibattito e la riflessione collettiva»
«Nel panorama contemporaneo, l’arte si afferma in maniera sempre più chiara come uno strumento di conoscenza e di riflessione sul mondo e sulle questioni più urgenti del presente», ha dichiarato Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di Belle arti di Roma. «L’arte è uno strumento di ricerca e un linguaggio di relazione, capace di evidenziare temi complessi e controversi e di stimolare il dibattito e la riflessione collettiva. Gli studenti dell’Accademia, con entusiasmo, hanno aderito all’eccellente iniziativa di Acea, dimostrando con le loro opere come la formazione artistica sia un percorso di crescita personale ma soprattutto un metodo che contribuisce a accrescere la consapevolezza di tutti».
Un pool di banche formato da BofA Securities, BNL BNP Paribas, Crédit Agricole Italia, Crédit Agricole Corporate and Investment Bank Milan Branch, Intesa Sanpaolo (IMI CIB), Mediobanca e Rabobank – che hanno agito in qualità di finanziatori e congiuntamente a BNP Paribas Italian Branch, anche in qualità di mandated lead arrangers – ha sottoscritto un contratto di finanziamento con il Gruppo Lavazza, fra le aziende leader a livello globale nel mercato del caffè. Nell’ambito dell’operazione, hanno agito in qualità di sustainability coordinator BNP Paribas Italian Branch e Intesa Sanpaolo (IMI CIB) che ha svolto anche il ruolo di agent.
Il finanziamento è legato a specifici obiettivi Esg di Lavazza
L’importo complessivo di 900 milioni di euro è articolato in una linea di credito Term Loan e una linea di credito Revolving, entrambe con durata di cinque anni, ed è finalizzato a generiche esigenze del Gruppo. Il finanziamento è legato a specifici obiettivi Esg di Lavazza, con la previsione di un meccanismo premiante collegato al raggiungimento di determinati parametri di sostenibilità. Le banche sono state assistite dallo studio legale Hogan Lovells, mentre Lavazza è stata assistita dallo studio legale Eversheds Sutherland.