Armani si sta preparando a incontrare nelle prossime settimane LVMH, L’Oréal ed EssilorLuxottica per discutere una possibile vendita di una quota di minoranza del 15 per cento. Lo ha scritto il Financial times, spiegando che tra le opzioni discusse informalmente c’è quella di una suddivisione della quota tra i tre gruppi. Giorgio Armani, scomparso a settembre 2025, aveva stabilito nel suo testamento che una prima vendita del 15 per cento dell’azienda dovesse avvenire tra i 12 e i 18 mesi dopo la sua morte, seguita dalla cessione di una quota maggiore o dalla quotazione in Borsa. Aveva indicato il gruppo francese del lusso LVMH, il produttore di cosmetici L’Oréal e il gruppo dell’occhialeria EssilorLuxottica come acquirenti privilegiati. Secondo Reuters, EssilorLuxottica sarebbe interessata soltanto a una partecipazione limitata e potrebbe valutare un’operazione insieme ad altri investitori. L’Oréal, legata ad Armani da un accordo nel beauty fino al 2050, ha indicato che valuterà l’opportunità quando sarà formalmente avviato il processo. LVMH avrebbe invece esaminato la possibilità di un investimento autonomo.
Acea Perù, società controllata da Acea International (100 per cento Acea Acqua), si è aggiudicata la gara per la gestione e la manutenzione di otto impianti di trattamento delle acque reflue a Lima per un valore complessivo di 4,5 milioni di dollari. Questo contratto con la società idrica di Lima Sedapal è il quarto assegnato all’azienda negli ultimi due anni per un valore complessivo di 145 milioni di euro. Acea rafforza così la sua presenza nel Sud della Capitale sudamericana, gettando le basi per un’ulteriore crescita nel Paese.
Gli impianti svolgono una funzione essenziale nel sistema di depurazione della zona Sud di Lima
Nel dettaglio, le attività previste comprendono la manutenzione e la conservazione degli impianti di San Bartolo, San Juan, Huáscar, José Gálvez, Julio C. Tello, San Pedro de Lurín, Pucusana e Santa María. Il perimetro del servizio include inoltre il sistema di pretrattamento e la stazione di pompaggio Nuevo Lurín. Queste infrastrutture svolgono una funzione essenziale nel sistema di depurazione della zona Sud di Lima. La loro corretta conservazione contribuisce a garantire la continuità e l’efficienza del trattamento delle acque reflue, a ridurre l’inquinamento e gli impatti sulle comunità circostanti oltre a favorire il riutilizzo delle acque trattate.
La presenza di Acea in America Latina
Oggi Acea serve circa 10 milioni di abitanti in America Latina nel settore idrico, con un impegno di oltre 1.400 dipendenti concentrato prevalentemente in Perù, Honduras e Repubblica Dominicana. In particolare, in Perù Acea gestisce già i servizi idrici e di fognatura nell’area Nord di Lima attraverso i contratti promossi da Sedapal per le zone di Comas (primo lotto) e Callao (secondo lotto) a beneficio di circa 4 milioni di persone, oltre che di Lima Centro. Acea è inoltre azionista di maggioranza del consorzio Agua Azul, responsabile delle attività di captazione e potabilizzazione dell’acqua nella capitale peruviana.
I nuovi collegamenti del Frecciarossa con la Germania e l’Austria saranno attivi dall’estate 2027. In occasione di InnoTrans, la principale fiera internazionale del settore ferroviario, Trenitalia (Gruppo Fs) ha presentato il progetto delle nuove tratte ad alta velocità che realizzerà insieme alle tedesche Deutsche Bahn e austriache Öbb per collegare Milano e Roma con Monaco di Baviera. Le prime corse commerciali inizieranno al termine dell’iter di omologazione internazionale dei nuovi treni. L’offerta partirà sulle direttrici Milano–Monaco di Baviera e Roma–Monaco di Baviera, aprendo una nuova fase della crescita del Frecciarossa oltre i confini nazionali. L’annuncio è arrivato a Berlino alcuni giorni dopo l’avvio delle corse prova in Germania e Austria.
Si inizierà con quattro collegamenti da Milano e Roma
I test si stanno svolgendo sulla rete ferroviaria tedesca, lungo la linea Berlino-Monaco di Baviera-Kufstein. In Austria, invece, il Frecciarossa sta circolando tra Kufstein e il Brennero e sulla tratta Salisburgo–Vienna. L’offerta commerciale iniziale prevederà quattro collegamenti sulle rotte Milano-Monaco di Baviera e Roma-Monaco di Baviera. Il viaggio da Milano durerà circa sei ore e mezza, con fermate a Brescia, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck. Da Roma il tempo previsto sarà di circa otto ore e mezza, con fermate a Firenze, Bologna, Verona, Rovereto, Trento, Bolzano e Innsbruck. L’apertura del tunnel di base del Brennero consentirà di ridurre i tempi di viaggio di circa un’ora. Da dicembre 2028 l’offerta completa salirà a 10 collegamenti tra Italia e Germania, sulle direttrici che uniranno Milano, Roma e Monaco di Baviera, con estensioni verso Napoli e Berlino.
Verranno operati con il Frecciarossa 1000
Il servizio sarà operato con il Frecciarossa 1000, il treno ad alta velocità di Trenitalia conforme alle specifiche tecniche europee di interoperabilità e progettato per circolare sulle reti ferroviarie di Italia, Francia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio, superando le differenze nei sistemi di alimentazione elettrica e segnalamento. Dopo Francia e Spagna, il Frecciarossa si prepara così ad arrivare anche in Germania, proseguendo verso l’obiettivo di una metropolitana d’Europa ad alta velocità capace di collegare alcune delle principali città del continente. Il nuovo collegamento potrà inoltre intercettare la domanda di trasporto verso altre destinazioni europee, tra cui Francoforte e Cracovia, rafforzando l’integrazione ferroviaria tra Italia, Germania e Austria.
Sace, l’export credit agency partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, lancia Export in rete, un nuovo roadshow territoriale per portare alle imprese italiane una lettura concreta degli scenari internazionali, individuare nuove opportunità di crescita e offrire strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza sfide e opportunità sui mercati esteri. Il percorso coinvolgerà le principali filiere e distretti, grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria di riferimento, partner istituzionali e champion territoriali, rafforzando il dialogo con i territori, il tessuto produttivo e l’intero ecosistema dell’export.
Export italiano in crescita nei primi sei mesi del 2026
L’iniziativa vuole sostenere ulteriormente la fase positiva dell’export italiano. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni italiane di beni hanno raggiunto 337,2 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,5 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento sia verso i mercati dell’Unione europea (+4,6 per cento) sia verso quelli extra-Ue (+4,4 per cento). Una dinamica che conferma la capacità di tenuta del sistema produttivo italiano e il ruolo dell’export come motore di crescita, in uno scenario internazionale caratterizzato da incertezza, conflitti, barriere commerciali e vulnerabilità delle catene di approvvigionamento.
Sace conferma la propria presenza sul territorio
Il roadshow si inserisce nel percorso di accompagnamento delineato dal rapporto Export Sace 2026, che invita le imprese a reagire in un contesto globale in trasformazione combinando capacità di lettura degli scenari, diversificazione geografica, presidio delle filiere e gestione strutturata dei rischi. Il percorso sarà dedicato in particolare alle pmi e mid-cap esportatrici, alle imprese con potenziale di internazionalizzazione e alle filiere strategiche del Paese. Ogni tappa sarà progettata in collaborazione con il partner territoriale ospitante e sarà costruita sulle caratteristiche del tessuto produttivo locale, con un focus su settori, filiere e mercati di maggiore interesse per le imprese partecipanti. Con questa iniziativa, Sace conferma la propria presenza sul territorio e il dialogo con il sistema produttivo italiano, contribuendo ad accompagnare le imprese verso nuove rotte di crescita, sostenendone la competitività e favorendone l’ingresso e il consolidamento sui mercati internazionali.
L’ad Pignotti: «Vogliamo accompagnare la crescita del Made in Italy nel mondo»
«L’export italiano continua a dimostrare capacità di tenuta, nonostante lo scenario internazionale volatile e incerto», ha dichiarato Michele Pignotti, amministratore delegato di Sace. «Oggi reagire ed esportare significa molto più che raggiungere nuovi mercati. Significa individuare nuove rotte, nuovi partner e opportunità di espansione. Diversificare le destinazioni, rafforzare le filiere e presidiare i rischi sono leve fondamentali per sostenere la competitività delle nostre imprese. Con il roadshow Export in rete vogliamo essere sempre più vicini alle associazioni di categoria e a tutto l’ecosistema dell’export, per accompagnare la crescita del Made in Italy nel mondo».
Marco Tronchetti Provera, Camfin, Camfin alternative assets (Caa) e Longmarch Holding hanno reso noto che si è perfezionato l’acquisto del 3,34 per cento del capitale di Pirelli da parte di Caa da un primario istituto bancario. In seguito all’operazione, la catena di controllo che fa capo a Marco Tronchetti Provera detiene quindi una quota complessiva pari a circa il 29,9 per cento di Pirelli, rinsaldando così il ruolo di Camfin e Mtp quali azionisti stabili e ribadendo la fiducia e l’impegno nel sostenere i progetti industriali di Pirelli. L’acquisto è stato effettuato a completamento di quanto deliberato dai consigli di amministrazione delle società, come comunicato al mercato a ottobre 2024, in merito all’autorizzazione ad acquisti fino a una partecipazione massima complessiva del 29,9 per cento del capitale di Pirelli nel corso dei 24 mesi successivi alla delibera.
Nuovo assetto per l’area economica del Corriere della Sera. Daniele Bellasio lascia il Sole 24 Ore (dov’era vicedirettore) e passa ufficialmente al quotidiano diretto da Luciano Fontana, di cui dal primo ottobre sarà caporedattore della sezione economia. Bellasio verrà affiancato da Paola Pica, che passerà da vicecaporedattrice a caporedattrice vicaria, e da Paolo Ligammari, caporedattore e responsabile del digitale della redazione economica.
Nicola Saldutti (Imagoeconomica).
Bellasio subentra Saldutti, che diventa responsabile editoriale di Corriere Economia
Bellasio prenderà il posto di Nicola Saldutti, che dopo 17 anni lascerà il ruolo di caporedattore della redazione economia del Corsera per diventare responsabile editoriale (dal primo novembre) del settimanale Corriere Economia: guiderà sia l’edizione cartacea che quella digitale, subentrando a Massimo Fracaro. Saldutti manterrà inoltre il ruolo di editorialista, proseguendo l’attività di analisi e commento all’interno del sistema editoriale del Corriere. La riorganizzazione coinvolge anche Giuditta Marvelli, promossa vicecaporedattrice del settimanale.
Sky lancia il nuovo Sky Mobile e rafforza la sua offerta per migliorare l’esperienza dei clienti. Come operatore mobile virtuale, Sky gestirà direttamente la propria offerta mobile consolidando la propria strategia di crescita e il suo ruolo come partner delle famiglie, grazie al suo ecosistema unico di contenuti tv esclusivi e connettività. Il nuovo Sky Mobile dà ai nuovi clienti un’opportunità in più per scegliere Sky e offre ulteriore valore a chi ha scelto Sky negli anni, grazie a condizioni particolarmente vantaggiose. L’offerta mobile si potrà combinare sia con l’ultrabroadband di Sky Wifi sia con la ricchissima offerta di contenuti di sport, cinema e intrattenimento. Tutto con la qualità che da sempre contraddistingue Sky e un ottimo rapporto qualità-prezzo. La combinazione che prevede tv, mobile e Wifi partirà infatti da 35,90 euro al mese per 18 mesi.
Le offerte Sky Mobile
Dal 23 settembre, per chi non ha ancora scelto Sky, saranno disponibili due diversi piani, entrambi in 5G, con minuti illimitati, 200 SMS e un prezzo particolarmente competitivo:
Sky Mobile Maxi con 150 GB a 7,90 euro al mese
Sky Mobile Ultra con 250 GB a 9,90 euro al mese
Per i già clienti Sky, le offerte sono ancora più vantaggiose. Sky Mobile Maxi passerà infatti a 250 GB, mentre Sky Mobile Ultra avrà giga illimitati e fino a sei mesi in regalo, a seconda degli anni trascorsi con Sky. Anche gli attuali clienti Sky Mobile powered by Fastweb avranno la possibilità di scegliere il nuovo Sky Mobile. Sky Mobile si baserà sulla qualità e la capillarità dell’infrastruttura di rete Fastweb + Vodafone, grazie al rafforzamento della partnership tra le due aziende. Sono inoltre previste offerte combinate – tutte con giga e minuti illimitati – anche per chi non è ancora cliente Sky:
Sky Mobile + Sky Wifi + Sky Tv a 35,90 euro al mese per 18 mesi
Sky Tv + Sky Mobile a 25,99 euro al mese per 18 mesi
Sky Mobile + Sky Wifi a 29,90 euro al mese per 12 mesi
Acea partecipa alla European water academy in qualità di primo champion. Il Gruppo ha accolto con favore questa importante iniziativa della Commissione europea, sviluppata nell’ambito della European water resilience strategy, ed è onorata di contribuire all’academy fin dalla sua primissima fase. Crede fermamente che il rafforzamento delle conoscenze, delle competenze e delle capacità professionali sia essenziale per affrontare le sfide del settore idrico europeo e per sostenere la transizione verso servizi idrici più resilienti, sostenibili e innovativi. In qualità di principale operatore di infrastrutture idriche in Italia, Acea investe da tempo nell’istruzione, nella formazione professionale e nel trasferimento di competenze. Attraverso i propri programmi di formazione aziendale e le collaborazioni con università, business school ed enti di ricerca, l’azienda promuove lo sviluppo continuo di competenze tecniche, gestionali e di leadership lungo l’intera catena del valore dell’acqua.
Enrico Pezzoli (Acea).
I percorsi offerti da Acea
Nell’ambito della European water academy, Acea è lieta di contribuire con le seguenti attività di sviluppo delle competenze:
Executive master in Water management(italiano e Inglese): un programma executive sviluppato con 24Ore Business school, pensato per professionisti del settore idrico, manager e specialisti tecnici, focalizzato su servizi idrici integrati, sostenibilità, trasformazione digitale, innovazione, gestione degli asset ed evoluzioni normative. A partire da gennaio 2027.
Learning path: water treatment, water quality and environmental sustainability (italiano): un programma di formazione tecnica per formatori interni ed esperti di materia sui temi del trattamento delle acque, della qualità dell’acqua, della sostenibilità ambientale, dell’economia circolare e dei contaminanti emergenti. A partire da gennaio 2027.
Learning path: water networks, infrastructure and operational excellence (italiano): un programma dedicato alla gestione delle infrastrutture idriche, all’asset management, all’eccellenza operativa e alla qualità del servizio, rivolto a istruttori interni ed esperti tecnici. A partire da gennaio 2027.
Le forme dell’acqua (italiano): una serie di cicli formativi multidisciplinari che riunisce esperti internazionali e professionisti Acea per esplorare gli aspetti strategici, ambientali, tecnologici e normativi del settore idrico. Il programma si svolgerà da settembre 2026 a luglio 2027.
Water education(italiano): un’iniziativa educativa volta a promuovere la consapevolezza e la sostenibilità idrica tra gli studenti delle scuole superiori attraverso contenuti di e-learning e il coinvolgimento degli esperti Acea. Il programma prenderà il via a gennaio 2027.
Post-graduate Water education (Italiano) :attività a supporto di studenti post-laurea e dottorandi attraverso progetti di tesi, tirocini di ricerca e collaborazioni con università e programmi di ricerca. L’iniziativa è attualmente in corso.
Le eccellenze quotate del mercato italiano tornano protagoniste negli Stati Uniti grazie alla nuova edizione della conferenza Italian equity champions, l’iniziativa promossa dalla divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo, guidata da Mauro Micillo, per favorire il dialogo tra investitori internazionali e società italiane ad alto potenziale di crescita. Ospitato a New York, uno dei principali hub finanziari mondiali, l’evento ha riunito 15 aziende italiane quotate che hanno incontrato oltre 50 tra i maggiori investitori istituzionali statunitensi rappresentanti di 39 case d’investimento, per un totale di circa 150 meeting. L’iniziativa ha visto la partecipazione di Acea, Ariston, Azimut Holding, Banca Ifis, Brembo, Cnh, De Longhi, Eni, Maire, Officina stellare, Ovs, Piaggio, Reply, Sanlorenzo e Technogym, offrendo un’importante occasione di confronto diretto sulle prospettive di crescita di Gruppi italiani con vocazione internazionale e sulle opportunità offerte dal mercato italiano per gli investitori americani.
Intesa conferma l’impegno a favorire il dialogo tra capitale internazionale ed eccellenze italiane
La conferenza conferma il ruolo della divisione IMI CIB come piattaforma di connessione tra il sistema imprenditoriale italiano e i mercati finanziari internazionali, mettendo a disposizione delle aziende competenze specialistiche, relazioni consolidate con la comunità finanziaria globale e una presenza diretta nei principali centri economici mondiali. L’iniziativa rappresenta l’evoluzione naturale del percorso avviato dalla divisione attraverso le conferenze Italian stock market opportunities, che negli ultimi anni hanno coinvolto numerose società quotate nelle principali piazze finanziarie europee, confermando l’impegno del Gruppo nel favorire il dialogo tra capitale internazionale ed eccellenze imprenditoriali italiane.
Consolidata la presenza negli Stati Uniti
Italian equity champions si inserisce nella più ampia strategia della divisione IMI CIB volta a sostenere la crescita dimensionale e l’apertura internazionale delle imprese italiane, grazie a una rete estera articolata e a una presenza consolidata nei principali mercati globali. Il Gruppo Intesa Sanpaolo vanta una presenza storica negli Stati Uniti e la filiale di New York rappresenta uno degli hub strategici del network internazionale della divisione IMI CIB a supporto dei clienti corporate e istituzionali nelle Americhe. Negli ultimi anni la divisione ha inoltre avuto un ruolo di primo piano in alcune delle più rilevanti operazioni infrastrutturali ed energetiche del mercato statunitense, tra cui il progetto solare Cider nello Stato di New York, il finanziamento del sistema di accumulo energetico a batteria Roccasecca in Nevada, e l’impianto solare Big Muddy in Illinois.
La mobilità elettrica si sta facendo strada nella quotidianità degli italiani e rappresenta uno dei tasselli della transizione energetica. È in questo contesto che si inserisce la European mobility week, la principale campagna di sensibilizzazione della Commissione europea sulla mobilità urbana, in programma dal 16 al 22 settembre 2026 e dedicata quest’anno al tema Mobility for everyone. Un appuntamento che richiama l’obiettivo di costruire sistemi di trasporto più sostenibili, accessibili e inclusivi.
La situazione in Italia tra punti di ricarica e mercato delle auto elettriche
In Italia la rete di ricarica continua ad ampliarsi. Secondo i dati di Motus-E, al 30 giugno 2026 i punti di ricarica pubblici erano 84.564, con 6.311 nuove installazioni nel solo secondo trimestre e oltre 17 mila nell’arco degli ultimi 12 mesi. La crescita riguarda anche le autostrade, dove le infrastrutture sono salite a 1.516, rispetto alle 1.159 di giugno 2025. Il 59 per cento offre potenze superiori a 150 kW e più della metà delle aree di servizio autostradali dispone ormai di sistemi di ricarica. Parallelamente cresce il mercato delle auto elettriche. A fine agosto il parco circolante italiano di vetture completamente elettriche ha raggiunto 444.863 unità. Nei primi otto mesi dell’anno sono state immatricolate 90.381 Bev, il 68,2 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con una quota di mercato salita a circa l’8 per cento.
Enel protagonista della transizione
In questo scenario, Enel è tra i principali protagonisti. Il Gruppo guidato da Flavio Cattaneo gestisce una rete di circa 28 mila punti di ricarica pubblici distribuiti sul territorio nazionale, dai centri urbani alle principali direttrici extraurbane. Di questi, 5 mila sono stati installati nell’ambito dei bandi Pnrr. Oltre 1.200 nuovi punti veloci ultimati lo scorso giugno si sono aggiunti ai 3.730 completati entro la fine del 2025, rafforzando la presenza in nove regioni, dalla Lombardia alla Sicilia, con particolare attenzione al Mezzogiorno e alle principali aree metropolitane. A questa infrastruttura si affianca la rete ad alta potenza, con oltre 1.800 punti HPC da 100 a 400 kW in più di 500 stazioni. L’impegno comprende anche la mobilità pesante, con due siti dedicati anche agli e-truck a Piacenza e Noceto. Ewiva, controllata del Gruppo Enel, si è inoltre aggiudicata tre lotti del bando Autostrade per l’Italia per nuove stazioni di ricarica da realizzare entro il 2027 lungo alcune delle principali direttrici autostradali. I nuovi siti prevedono anche sistemi di accumulo, pensiline fotovoltaiche, illuminazione intelligente e soluzioni progettate per facilitare l’accesso alle persone con mobilità ridotta.
Flavio Cattaneo (Enel).
Le soluzioni per una ricarica semplice e integrata
La strategia di Enel, però, non riguarda soltanto il numero delle colonnine. L’obiettivo è costruire un ecosistema che renda l’esperienza di ricarica semplice e integrata. Con Enel on your way, l’app del Gruppo dedicata alla mobilità elettrica, è possibile localizzare i punti disponibili, verificarne in tempo reale lo stato, avviare e interrompere la ricarica, effettuare il pagamento e pianificare gli itinerari. Grazie al roaming interoperabile, l’app consente di accedere a oltre 55 mila punti in Italia e a più di 60 mila complessivamente. La tecnologia Plug&Charge permette invece di iniziare la ricarica collegando direttamente il veicolo alla colonnina abilitata, senza autenticazione manuale, mentre i POS integrati consentono di pagare direttamente con carta. Per la casa, Waybox permette di programmare le ricariche e gestire in maniera intelligente i consumi. A questa si aggiunge Enel Drive, la soluzione che integra veicolo elettrico, tariffa luce dedicata e Waybox con installazione inclusa.
Verso un nuovo modo di muoversi più semplice e accessibile
La prossima sfida sarà accompagnare l’espansione della rete con procedure autorizzative e connessioni alla rete elettrica sempre più rapide, soprattutto nelle aree ancora meno servite. Perché alla crescita del numero di infrastrutture dovrà corrispondere anche una maggiore facilità di utilizzo. Una rete capillare, interoperabile e veloce può contribuire a ridurre le barriere percepite dagli automobilisti e rendere l’auto elettrica una soluzione sempre più concreta per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. È anche questo il senso della European mobility week: fare dell’elettrificazione non soltanto una questione tecnologica, ma un nuovo modo di muoversi, più semplice e accessibile nella vita di tutti i giorni. Un percorso nel quale Enel punta a rafforzare il proprio ruolo attraverso l’espansione della rete, le soluzioni digitali e i servizi dedicati alla ricarica, contribuendo alla trasformazione della mobilità nel quadro della transizione energetica italiana.
Aquanexa, piattaforma integrata di servizi per l’industria idrica acquisita da Acea, ha annunciato il perfezionamento delle acquisizioni di Danphix ed Ecoris, due realtà italiane d’eccellenza specializzate nelle tecnologie trenchless per la riabilitazione delle condotte. Le due società entrano a far parte del Gruppo confluendo nella nuova business unit Trenchless Technologies, che concentra sotto un’unica regia industriale — insieme a Dinamica Project — tutte le competenze di Aquanexa dedicate al rinnovo infrastrutturale senza scavo, dando vita a uno dei poli più solidi del panorama nazionale nelle tecnologie di relining con un fatturato aggregato 2025 che supera i 20 milioni di euro. Il Gruppo Aquanexa conta 14 aziende e un ecosistema di collaborazioni strategiche che copre l’intero ciclo dell’acqua, con circa 350 professionisti e oltre 140 milioni di euro di fatturato, unendo infrastruttura, IoT, ingegneria di rete e piattaforme digitali al servizio dei gestori idrici.
Gli ambiti di azione delle due società
Danphix, fondata nel 2016 e con sede a Reggio Emilia, opera nell’ingegneria civile con specializzazione nella riabilitazione trenchless di condotte idriche, fognarie e in pressione, utilizzando tecnologie avanzate come il Cipp (Cured in place pipe) e il sistema Primus line, e offrendo servizi di videoispezione e prove di tenuta in pressione a clienti pubblici e privati in Italia e all’estero con specifico riferimento anche al settore Oil & Gas. La società può contare su un team di circa 14 professionisti e nel 2025 ha realizzato ricavi per circa 13 milioni di euro, con un Ebitda reported di circa 4,8 milioni di euro. Ecoris, fondata nel 1992 a Viareggio, opera nel relining e nella manutenzione di reti idriche e fognarie, con attività di videoispezione, mappatura delle condotte e risanamento non distruttivo. La società può contare su un team di circa 15 professionisti e nel 2025 ha realizzato ricavi per circa 4,8 milioni di euro, in crescita del 49 per cento rispetto all’anno precedente, con un Ebitda reported di circa 2,0 milioni di euro. Le due aziende si affiancano a Dinamica Project, che entra nella nuova business unit portando 40 anni di esperienza, 16 mezzi allestiti con sistemi di relining, videoispezione e robot, e la divisione North sea project dedicata alle tecnologie no-dig per il risanamento e la ricostruzione non distruttiva di condotte fognarie e idriche.
Il ruolo strategico delle tecnologie no-dig
La nuova business unit nasce per rispondere a una domanda che, in un Paese con reti tra le più vecchie d’Europa, non è più se rinnovare le infrastrutture, ma come farlo con la minore invasività possibile. Dopo la stagione straordinaria del Pnrr, il settore è chiamato a garantire continuità agli investimenti programmati — oltre 21,2 miliardi di euro per il sessennio 2024-2029 secondo i programmi degli interventi approvati dagli enti di governo d’ambito — senza gravare eccessivamente sulle tariffe e senza immobilizzare le città in cantieri aperti per mesi. In questo contesto le tecnologie no-dig assumono un ruolo strategico poiché consentono il recupero funzionale delle condotte interrate esistenti senza scavi a cielo aperto, eliminando demolizioni, ripristini stradali e disagi per cittadini e attività commerciali, con una riduzione significativa di emissioni di CO₂, consumi di carburante, materiali di scarto e rumore rispetto allo scavo convenzionale, come dimostrato dalle analisi del ciclo di vita condotte con le principali utility italiane.
La tecnica del relining
La tecnica principale è il relining. All’interno del “tubo ospite” viene inserito un liner in materiale composito a base di resine termoindurenti che, attraverso processi come il Cipp nelle varianti termica, Uv e Uv-Led, si polimerizza aderendo alle pareti interne e creando un nuovo tubo strutturalmente autonomo, per diametri da DN80 a DN1500, anche in presenza di curve accentuate e accessi difficoltosi. A queste competenze Aquanexa affianca la tecnologia brevettata Talr (Trenchless automated leakage repair) di una società del Gruppo, Pipecare, per la riparazione massiva delle perdite, offrendo ai gestori una copertura completa — oltre 100 mezzi sul territorio e l’intera gamma delle tecnologie di relining — che nessun altro operatore garantisce oggi con la stessa profondità.
Roberto Sergio ha ufficializzato l’addio anticipato alla Rai, di cui era direttore generale dal primo ottobre 2024, lasciando però aperta la porta a una sua permanenza alla guida dell’emittente San Marino RTV. «Come già noto, il prossimo 30 settembre concluderò anticipatamente, per mia scelta personale, il percorso professionale in Rai, dopo oltre 22 anni trascorsi al servizio dell’Azienda in ruoli di crescente responsabilità», ha scritto sui social, spiegando che la decisione è stata presa per scelta personale e che non coincide col pensionamento, previsto invece per il primo giugno 2027. Con l’uscita di Sergio, considerato espressione delle componenti vicine a Fratelli d’Italia e Lega nell’attuale governance, l’interim verrà assunto dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi.
Roberto Sergio (Imagoeconomica).
Sergio è deciso a rimanere alla guida di San Marino RTV
«Valuterò, in piena e totale autonomia, il mio futuro professionale. Deciderò quindi se proseguire il mio impegno alla guida di San Marino RTV, accompagnando il percorso di rilancio e sviluppo avviato in questi anni, oppure se considerare nuove sfide e opportunità professionali», ha poi aggiunto Sergio. Che è direttore generale di San Marino RTV, partecipata al 50 per cento dalla Rai, dal 7 novembre 2024. Secondo il dirigente, quest’ultimo incarico non risulterebbe in scadenza in quanto arrivato dal cda di RTV e non dai vertici Rai.
Roberto Sergio (Imagoeconomica).
La decisione su RTV verrà presa nel prossimo cda Rai
La volontà di Sergio di dire addio alla tv di Stato italiana, mantenendo però contestualmente le redini di quella sammarinese, ha causato tensioni interne. Anche perché si vocifera che il suo piano sarebbe poi di rientrare nel cda Rai con la prossima infornata di nomine. Alla fine ha prevalso la linea che rimetterà la questione a una delibera del consiglio d’amministrazione. Come si legge in un comunicato della Rai, infatti, «il tema della direzione generale di San Marino RTV è stato aggiornato alla prossima seduta consiliare». La prossima seduta del cda, spiega la nota, si svolgerà il 29 settembre a L’Aquila, che in quei giorni ospiterà l’edizione 2026 del Prix Italia, appuntamento annuale per la valorizzazione della produzione radiotelevisiva, digitale e multimediale a livello internazionale.
A2A presenta il Progetto Teti, una tecnologia che, per la prima volta in Italia, ridefinisce la manutenzione degli invasi idroelettrici. Presso la diga di Cancano, in Valtellina, è in corso la sperimentazione pilota di un robot subacqueo in grado di rimuovere i sedimenti dal fondale del bacino senza necessità di svuotarlo, sviluppato in collaborazione con Watertracks, società francese specializzata in soluzioni robotiche avanzate. Una iniziativa che conferma il ruolo di A2A tra le aziende più innovative nella gestione sostenibile delle infrastrutture idroelettriche, in un momento in cui il cambiamento climatico rende sempre più urgente riconsiderare come tutelare l’acqua, risorsa strategica per l’energia, per l’agricoltura e per gli usi potabili.
Una risposta concreta alla doppia sfida del clima
Il cambiamento climatico mette sotto pressione la gestione degli impianti idroelettrici da due direzioni opposte. Da un lato, periodi di siccità sempre più frequenti e prolungati rendono ogni metro cubo d’acqua più prezioso. Dall’altro, gli eventi meteorologici estremi intensificano l’erosione dei versanti montuosi e il conseguente accumulo di sedimenti negli invasi. È da questa duplice sfida – e da un percorso di design thinking sviluppato internamente ad A2A – che nasce il Progetto Teti, una soluzione pensata per tutelare l’acqua e, allo stesso tempo, rendere più efficiente la produzione di energia green.
Come funziona la tecnologia
Il cuore dell’innovazione è un robot cingolato che opera direttamente sul fondale dell’invaso – nel caso di Cancano, a circa 80 metri di profondità – mantenendo l’impianto sempre operativo, senza fermi produttivi legati allo svuotamento del bacino. Due frese rotanti laterali smuovono il sedimento, che viene poi aspirato da una pompa e trasferito in un’area dedicata dell’invaso, lontano dalle prese d’acqua, evitandone l’ostruzione. Il sistema è inoltre dotato di sensori avanzati che permettono, tramite una control room, il monitoraggio da remoto e in tempo reale dei parametri operativi, come portata e concentrazione dei detriti aspirati. Un’innovazione a basso impatto sia sotto il profilo paesaggistico – poiché l’attività si svolge in modo sommerso e con un cantiere dagli spazi contenuti -, sia ambientale – perché evita l’intorbidimento dell’acqua salvaguardando la fauna lacustre – oltre ad essere alimentata interamente a energia elettrica. La sperimentazione ha già portato alla rimozione di oltre 10 mila metri cubi di sedimenti dal bacino di Cancano, un dato che conferma l’efficacia della tecnologia fin dalle prime fasi di test e apre la strada a una sua applicazione su scala più ampia.
Un cambio di paradigma rispetto al passato
Fino ad oggi, la rimozione dei sedimenti è stata affidata prevalentemente alla fluitazione, un’operazione che richiede lo svuotamento dell’invaso e l’utilizzo dell’acqua stessa per trasportare a valle il materiale, con tempistiche spesso lunghe. Un intervento necessario per garantire la funzionalità delle infrastrutture, ma che riduce temporaneamente la disponibilità della risorsa idrica per la produzione di energia e per altri usi fondamentali, come quello idropotabile e agricolo, con ricadute anche sul paesaggio. Il Progetto Teti supera questi limiti, offrendo una gestione degli invasi più efficiente, continua e sostenibile.
Castello Sgr, società leader nella promozione e gestione di prodotti di investimento alternativi, prevalentemente real estate, consolida il proprio impegno nel settore energy e annuncia il secondo closing di Energy Transition Capital Fund che, dopo i 26 milioni di euro raccolti in occasione del primo closing nel 2025, raggiunge circa 45 milioni di euro di commitment, affiancata da Energy Transition Capital in qualità di advisor strategico.
Cresce la platea degli investitori
Il nuovo risultato conferma il crescente interesse degli investitori nei confronti di Energy Transition Capital Fund, fondo di investimento alternativo istituito ex articolo 8 del regolamento UE SFDR e dedicato alla transizione energetica, trainato dall’opportunità per il tessuto industriale italiano di dotarsi di capacità energetica rinnovabile a supporto della competitività. La strategia del fondo si inserisce, all’interno di questo contesto, con un profilo rischio-rendimento distintivo, dando agli investitori la possibilità di investire in asset infrastrutturali senza la necessità di immobilizzare capitali nel lungo termine. Con il secondo closing, la platea dei sottoscrittori sale infatti a oltre 50 investitori e, accanto all’anchor investor che ha accompagnato l’iniziativa fin dalla sua prima fase, registra l’ingresso di un primo investitore istituzionale (cassa previdenziale professionale), ampliando e diversificando ulteriormente la base degli investitori.
Fotovoltaico e Bess al centro della strategia
Alla crescita della raccolta si accompagna, inoltre, il progressivo consolidamento della strategia di investimento. Grazie alle competenze e al posizionamento di Entracap, il Fondo ha infatti identificato e assicurato una pipeline di progetti nei settori fotovoltaico e Bess (Battery energy storage systems), dando concreta attuazione al piano industriale delineato al momento del lancio. I primi risultati di tale strategia si sono già concretizzati nell’avvio dei cantieri per la realizzazione di due impianti fotovoltaici per complessivi 9MWe di potenza installata. A rafforzare ulteriormente le prospettive della strategia contribuisce anche il positivo riscontro del sistema bancario verso questa asset class, con finanziamenti già accordati, unitamente al lancio, nel luglio scorso, di FIEE Storage Platform powered by Entracap, nuova piattaforma industriale dedicata allo sviluppo, alla costruzione e alla gestione di sistemi di accumulo elettrochimico.
Raccolta prorogata fino a settembre 2027
Proprio alla luce dell’interesse riscontrato sul mercato, dell’ampliamento della base degli investitori e delle prospettive di ulteriore sviluppo del portafoglio, il consiglio di amministrazione di Castello Sgr ha deliberato di prorogare di 12 mesi il periodo di collocamento di Energy Transition Capital Fund, fino a settembre 2027, potendo portare la raccolta fino a 100 milioni di euro di dimensione massima del Fondo. L’estensione consentirà di proseguire il percorso di raccolta facendo leva sui risultati raggiunti e sulla crescente attenzione degli investitori sia istituzionali che privati verso strategie capaci di intercettare le opportunità generate dalla transizione energetica.
Intesa Sanpaolo è stata riconosciuta come la società leader in Italia per gli aspetti Esg tra le società italiane a grande capitalizzazione di tutti i settori merceologici. Il riconoscimento si basa sui risultati dell’Extel Survey 2026, che ha coinvolto oltre 1.500 investitori istituzionali e analisti finanziari. Marco Delfrate è risultato il miglior Investor relations professional in Italia nella categoria Large cap, classificandosi al primo posto per il nono anno consecutivo e per la decima volta negli ultimi 11 anni. Sara Pellicanó è stata premiata come IR Rising star nella stessa categoria. Extel è un fornitore di ricerca indipendente con una solida reputazione presso analisti finanziari e investitori istituzionali e una metodologia accurata e trasparente, che opera sul mercato da oltre 50 anni. I premi sono stati consegnati nel corso degli Italian investor relations awards 2026, evento organizzato da Air (Associazione italiana investor relations).
Il cda di Amplifon, in seduta straordinaria, ha deliberato di convocare l’assemblea degli azionisti per approvare l’aumento di capitale – mediante l’emissione di 56 milioni di nuove azioni ordinarie pari a circa 17 per cento del capitale sociale – riservato a Gn Store Nord, in relazione all’acquisizione dell’intera sua divisione Hearing. L’assemblea sarà inoltre chiamata alla nomina, subordinata al perfezionamento dell’acquisizione, di Scott Davis quale rappresentante di Gn nel cda, e alla conferma della nomina per cooptazione di Francesca Fiore. Inoltre, il consiglio proporrà all’assemblea alcune modifiche allo statuto sociale, al fine di adeguarlo alle disposizioni introdotte dalla riforma del Tuf, e di dare approvazione definitiva alla scissione parziale mediante spin-off, annunciata il 30 luglio 2026, finalizzata a rendere più efficiente la struttura societaria del gruppo. La data dell’assemblea verrà determinata in seguito.
La Consob ha dato il via libera definitivo al prospetto informativo dell’offerta pubblica di acquisto (opa) volontaria e totalitaria promossa da Webuild su Trevi. La proposta del big delle grandi opere guidato da Pietro Salini mette sul piatto un corrispettivo interamente in cash di 4,50 euro per azione, per un valore complessivo di circa 295 milioni di euro. La pubblicazione del documento d’offerta è attesa nei prossimi giorni.
L’ops di Icop giudicata non conveniente da Trevi
Il via libera della Consob arriva a due giorni dall’apertura ufficiale dell’offerta pubblica di scambio (ops) concorrente lanciata da Icop, azienda friulana di ingegneria civile e costruzioni specialistiche. L’operazione si inserisce nel confronto sulla governance di Trevi emerso nei giorni scorsi, quando il cda del gruppo di Cesena ha giudicato l’offerta di Icop non conveniente e non congrua dal punto di vista finanziario. Nel proprio parere, il board di Trevi smonta l’impianto industriale dell’ops di Icop sollevando forti dubbi sulla consistenza economica e sulla reale fattibilità delle sinergie operative, commerciali e finanziarie annunciate dall’offerente. Secondo i vertici di Trevi, i benefici indicati da Icop non deriverebbero da un reale valore incrementale portato dalla società friulana, bensì dallo sfruttamento della piattaforma internazionale, della rete clienti e del know-how tecnico già consolidati da Trevi.
I dubbi del cda
Ma è sul fronte finanziario che si concentra la critica più severa del cda. La struttura dell’ops prevede esclusivamente uno scambio azionario (0,133 azioni Icop per ogni titolo Trevi) senza alcuna componente in contante — un’assenza che espone gli azionisti Trevi ai rischi legati all’andamento del titolo Icop e all’esecuzione del piano industriale. Questi ultimi si troverebbero in portafoglio titoli con, storicamente, un flottante ridotto e poca liquidità sul mercato,restando esposti alle incertezze del piano industriale di Icop e al profilo di indebitamento del nuovo aggregato. A questa criticità si aggiunge un ulteriore elemento legato alla disponibilità delle informazioni finanziarie sull’offerente. La decisione degli azionisti deve infatti essere presa sulla base di dati preliminari relativi al primo semestre 2026, non sottoposti a revisione. Le informazioni disponibili su Icop per i primi sei mesi dell’anno si limitano a tre grandezze, dichiarate nella documentazione come “espresse in valori approssimati” e “non comparabili” con il periodo precedente — un aspetto rilevante, perché la relazione semestrale definitiva sarà approvata il 21 settembre 2026, una settimana dopo l’apertura del periodo di adesione all’ops. In altre parole, al momento dell’avvio dell’offerta gli azionisti di Trevi sono chiamati a valutare lo scambio sulla base di una fotografia finanziaria di Icop ancora provvisoria e non revisionata, mentre i dati semestrali definitivi arriveranno solo in seguito. Un disallineamento temporale che pesa proprio nella finestra in cui gli azionisti devono decidere se aderire.
L’ops sarebbe penalizzante anche sul piano dell’assetto proprietario e della governance
Pesano anche le condizioni di efficacia poste da Icop, formulate — secondo gli amministratori di Trevi — nell’interesse esclusivo del compratore e liberamente rinunciabili – un elemento di forte incertezza sul perimetro finale della transazione. A questo si aggiunge lo spettro delle clausole di change of control. Il cambio di controllo potrebbe far scattare l’obbligo di rimborso anticipato di un pacchetto di finanziamenti bancari da 180 milioni di euro in capo a Trevi, un onere che finirebbe per gravare sulla società e, pro quota, sugli stessi azionisti che hanno aderito allo scambio. Anche sul piano dell’assetto proprietario e della governance, lo scenario prospettato da Icop viene giudicato penalizzante. Gli azionisti di Trevi vedrebbero svanire lo status di società a capitale diffuso, scivolando in una posizione di minoranza dentro una galassia controllata di diritto dalla famiglia Petrucco tramite la holding Cifre — il tutto regolato da uno statuto blindato da deroghe sull’opa da consolidamento e dal meccanismo del voto maggiorato. Infine, l’allarme industriale e fiscale: i vertici di Trevi hanno segnalato la totale mancanza di impegni vincolanti da parte di Icop sui livelli occupazionali e sulla tutela delle sedi estere — mercato che genera l’80 per cento dei ricavi del gruppo — oltre all’intenzione di Icop di valutare opzioni strategiche sulla divisione Soilmec. Una separazione di quest’ultima rischierebbe di spezzare la storica integrazione tecnologica di Trevi.
Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato l’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026. Alla presentazione hanno preso parte Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo), Gregorio De Felice (chief economist della banca), Giuseppe Russo e Stefano Firpo (rispettivamente direttore e membro del comitato direttivo del Centro Einaudi). La ricerca, condotta su un campione di 1.800 capifamiglia titolari di un conto corrente, analizza le dinamiche degli investimenti finanziari delle famiglie italiane e ne mette in luce i comportamenti e le opinioni.
Risparmi, rischi e investimenti
Più della metà degli intervistati (56 per cento) risparmia, con una propensione media dell’11,9 per cento del reddito. Il risparmio è ritenuto indispensabile dal 28 per cento degli intervistati, ai massimi della serie storica. Tra le motivazioni dichiarate prevale la prevenzione (40 per cento) ma cresce, pur con piccoli numeri, anche il risparmio destinato a investire (6 per cento). Volatilità, scenari tariffari, inflazione inattesa e tensioni geopolitiche hanno inciso sul livello di allerta dei risparmiatori. Il ratio di avversione al rischio ha infatti raggiunto nel 2026 il record di 33,6 (era 20,5 nel 2025 e 8,1 nel 2017). I più restii sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (84,0), per le cicatrici degli shock vissuti negli anni della formazione. Nonostante la volatilità, nel 2026 gli intervistati che dichiarano di aver acquistato obbligazioni, azioni e fondi negli ultimi 12 mesi superano i venditori. Il risparmio gestito registra la soddisfazione più alta tra le asset class.
Presentazione dell’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026 (Intesa Sanpaolo).
Casa, previdenza e assicurazione
La casa rimane il fulcro della ricchezza familiare – pesa due terzi del patrimonio medio, stimato in circa 320 mila euro. Il 79 per cento degli intervistati vive in abitazioni di proprietà. La previdenza complementare resta ferma al 22 per cento del campione. L’assicurazione è la «gamba più corta» della protezione familiare, con coperture sanitarie al 16,9 e long-term care al 13,9 per cento.
Riparte Per chi crea, il programma promosso dal ministero della Cultura e gestito da Siae che ogni anno investe il 10 per cento dei compensi derivanti dalla copia privata per sostenere la creatività e la crescita professionale delle nuove generazioni. Per l’edizione 2026 sono stati pubblicati i nuovi bandi, che mettono a disposizione oltre 13 milioni di euro a favore di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori under 35, residenti in Italia o cittadini italiani residenti all’estero. Negli ultimi anni l’iniziativa si è affermata come uno dei più significativi strumenti di sostegno alla produzione culturale giovanile nel nostro Paese. Nell’edizione precedente sono stati assegnati 331 contributi per altrettanti progetti nei settori delle arti visive, cinema, danza, libro e lettura, musica e teatro, contribuendo alla nascita di nuove opere, percorsi formativi e occasioni di promozione in Italia e all’estero.
Quattro bandi per altrettante linee di intervento
Per il 2026 le risorse saranno destinate a quattro linee di intervento:
Nuove opere: il bando finanzia progetti di produzione artistica volti alla realizzazione e promozione di opere inedite di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana;
Formazione e promozione culturale nelle scuole: il bando finanzia progetti volti al rafforzamento della formazione e della promozione culturale nelle scuole italiane statali e paritarie, eventualmente in collaborazione con altri soggetti specializzati e con le scuole di musica, d’arte, di danza, di scrittura. Un’attenzione particolare verrà riservata alle scuole situate nelle “periferie urbane” per portare l’arte e la cultura tra i banchi;
Professionalizzazione degli artisti: il bando finanzia progetti di professionalizzazione artistica (ad es. masterclass, residenze artistiche, corsi di formazione, seminari) volti al rafforzamento delle conoscenze e delle capacità creative di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana;
Live e promozione nazionale e internazionale: il bando finanzia progetti finalizzati alla realizzazione di iniziative (tour/circuitazioni, festival/rassegne) di esecuzione live o promozione in ambito nazionale e internazionale – anche mediante l’eventuale traduzione delle opere in altre lingue – di opere di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 14.00 del 29 ottobre 2026. Bandi, regolamenti e tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito Per chi crea.
Poste italiane sta valorizzando Tim in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un’intervista al Tg Poste l’amministratore delegato Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’opas, conclusa con Poste al 66,6 per cento del Gruppo di telecomunicazioni. «Se siamo arrivati a questo numero è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire. Gli investitori hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori». E ancora: «C’è stata una presa di coscienza, i mercati la chiamano Fomo. Fear of missing out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa Fomo ci sarà anche dal 21 al 25 settembre». Al termine dell’opas, ha concluso Del Fante, «ci troveremo a una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende».
Lasco: «Su Tim un’operazione storica per il Paese»
Anche Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste italiane, ha commentato al Tg Poste la chiusura della prima fase dell’offerta su Tim, ritenendola un’operazione storica per il nostro Paese. «Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale». Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo: «Poste italiane e Tim saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. Anche se l’IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni». «Proviamo orgoglio», ha concluso, «perché daremo un futuro alle nuove generazioni».