Ridimensionato l’allarme terrorismo per il presunto attacco alla base Raf

Non è stato trovato materiale esplosivo sui tre furgoni fermati nei pressi della base della Raf di Fairford, potenziale obiettivo di un presunto piano di attacco terroristico per il quale erano stati fermati cinque uomini, poi rilasciati su cauzione. Lo scrivono diverse testate britanniche.

Resta al vaglio un possibile collegamento con l’Iran

L’indiscrezione arriva sullo sfondo delle contraddizioni e dei dubbi emersi sull’accaduto e, soprattutto, dopo il rilascio a sorpresa di tutti e cinque i cittadini britannici – tra i 23 e i 25 anni di età – che erano stati fermati per sospetta «pianificazione di un attacco terroristico».
La loro scarcerazione su cauzione suggerisce che gli inquirenti ritengano improbabile che stessero per compiere un attentato con numerose vittime facendo esplodere una bomba nei pressi della base, usata da decenni anche dalle forze Usa. Sarebbe ancora al vaglio un possibile collegamento con l’Iran (che ha smentito ogni coinvolgimento), così come l’eventualità che i cinque siano stati pagati – da capire a che pro – per inscenare una minaccia terroristica.

San Marino Rtv, nel nuovo palinsesto Myrta Merlino e Morgan

San Marino Rtv ha presentato il nuovo palinsesto 2026/2027. Una stagione ricca di produzioni inedite, conferme e volti noti della televisione e della musica italiana con l’obiettivo di rafforzare l’identità dell’emittente e, allo stesso tempo, ampliare il pubblico oltre i confini della Repubblica. La programmazione è stata illustrata nel corso di una diretta tra gli studi di San Marino e Roma.

Myrta Merlino, Morgan e il ritorno di Roxy Bar

Tra le principali novità del palinsesto spicca l’arrivo di Myrta Merlino, che il venerdì sera condurrà Myrta Confidential, un nuovo programma di interviste dedicato a personalità delle istituzioni, dell’economia, della scienza e della cultura. Grande spazio anche alla musica. Morgan sarà alla guida di Il libertario della musica, un viaggio attraverso la canzone d’autore e i grandi cantautori italiani. Torna poi Roxy Bar, lo storico programma di Red Ronnie, che andrà in onda la domenica sera sul canale 550.

Informazione e geopolitica

Il nuovo palinsesto punta anche sul rafforzamento dell’informazione e dell’approfondimento. Mauro Mazza e Silvia Pelliccioni presenteranno Titano globale, mentre Dario Fabbri e Gianmarco Morosini saranno protagonisti de Il grande gioco, programma dedicato alla geopolitica. Confermato Point Break – Il punto di rottura, condotto da Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti, con il coinvolgimento degli studenti della Scuola di Giornalismo della Luiss Guido Carli. Giovanni Terzi condurrà invece Il colibrì – Spazio di libertà, uno programma che attraverserà politica, cultura e spettacolo.

Il docufilm sulla visita di Papa Leone XIV

Tra le produzioni più significative figura anche il docufilm Papa Leone XIV nell’antica terra della libertà, realizzato da Roberto Giacobbo e dedicato alla visita del Pontefice a San Marino del 22 agosto. Un appuntamento che si inserisce nella volontà dell’emittente di valorizzare la Repubblica e le sue peculiarità, raccontandole anche a un pubblico internazionale.

Verso l’Eurovision 2027

Resta inoltre strategico il percorso verso l’Eurovision song contest 2027, con una serie di appuntamenti che accompagneranno San Marino verso la prossima edizione della manifestazione a partire dal Junior Eurovision song contest di ottobre, passando per Dreaming San Marino song contest da ottobre a febbraio, fino alle tre serate del San Marino song contest di marzo e all’Eurovision song contest di maggio 2027.

Morto Andrea Tempestini, vicedirettore di Libero

È morto Andrea Tempestini, vicedirettore di Libero e digital editor della versione online del quotidiano. Le prime indagini parlano di un gesto volontario: il corpo del giornalista è stato ritrovato dai vigili del fuoco e dai carabinieri nella cantina del palazzo dove viveva a Milano, in zona Maciachini. A dare l’allarme era stata la sorella, perché il fratello non le rispondeva al telefono da due giorni. Nessun segno di colluttazione né in casa né in cantina, così come nessun segno di effrazione: Tempestini avrebbe lasciato dei biglietti di addio nella sua abitazione.

Chi era Andrea Tempestini

Tempestini era digital editor di liberoquotidiano.it, oltre che essere vicedirettore della testata fondata nel da Vittorio Feltri insieme con Massimo Massano, dove era approdato nel 2010 dopo precedenti esperienze a il Sole 24 Ore e Rai Corporation. A Libero si occupava anche di strategie Seo e del comparto podcast.

Coni, commissariata la Federazione italiana pesistica

La 1176esima Giunta nazionale del Coni, riunitasi al Foro Italico, ha esaminato la situazione determinatasi all’interno della Federazione italiana pesistica a seguito delle dimissioni del presidente federale Alberto Miglietta e di sette consiglieri federali su 10. Dopo ampia e approfondita discussione, preso atto dell’impossibilità di garantire il regolare funzionamento degli organi direttivi federali, la Giunta ha deliberato all’unanimità il commissariamento della Federazione. È stato pertanto nominato, in via d’urgenza e con effetto immediato, quale commissario straordinario della Federazione Italiana Pesistica il dottor Luciano Buonfiglio. Avrà il compito di assicurare la continuità amministrativa e gestionale della Federazione, garantendo al contempo il regolare svolgimento dell’attività sportiva e tecnica, e di accompagnare la Federazione verso la celebrazione dell’Assemblea elettiva, che dovrà tenersi nel più breve tempo possibile.

La Lega verso il congresso straordinario il 24 e 25 ottobre a Milano

La Lega tornerà a congresso a ottobre. L’annuncio del segretario Matteo Salvini dal palco di Pontida aveva spiazzato tutti, ma sarà così e adesso ci sono anche le date. «Questa mattina si sono conclusi i lavori della Commissione Statuto e Regolamento della Lega, presieduta dal responsabile organizzativo Maurizio Bosatra, per definire la proposta di regolamento del Congresso straordinario», ha dichiarato il ministro Roberto Calderoli, segretario organizzativo del Carroccio, spiegando che è stata raggiunta all’unanimità l’intesa anche «sulla data del 24-25 ottobre e su Milano come sede». La proposta sarà ora sottoposta all’approvazione del Consiglio Federale, ma si tratta di una formalità. Lo scenario più gettonato porta verso una candidatura unica di Salvini: l’annuncio a sorpresa del congresso ha fatto sì che, al momento, non ci sia al momento nessuno sfidante interno per l’incarico di segretario federale della Lega.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno

Giorgia Meloni ha deciso: nessuna alleanza con Roberto Vannacci. «Mai e poi mai», ribadiscono a Lettera43 fonti autorevoli di Fratelli d’Italia. Seconde e terze file del centrodestra, disposte anche ad accordarsi con Futuro Nazionale pur di avere la certezza di rivincere le elezioni, possono mettersi il cuore in pace. La premier è infatti convinta che il centrosinistra, una volta individuato il leader della coalizione (la vera mina politica inserita nella nuova legge elettorale) andrà in frantumi. Meloni così punta tutto sul voto utile: in campagna elettorale tratterà Vannacci come se fosse “alleato” di Conte e Schlein. Rincorrendolo a destra, se necessario. E se senza il booster futurista dovesse accontentarsi di un pareggio, allora potrebbe sempre optare per un governo di scopo, almeno fino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica (che, secondo i maligni, potrebbe essere l’unico vero collante del campo largo). Due anni di limbo e poi di nuovo al voto, magari senza zavorre.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno
Giorgia Meloni (Ansa).

Il muro della Rai contro un eventuale reintegro di Ranucci

Tanto rumore per nulla. Intorno alla decisione del giudice del lavoro di Roma sul reintegro a Report di Sigfrido Ranucci si sta scatenando una bagarre mediatica sostanzialmente senza senso. Anche nel caso in cui la decisione fosse favorevole al giornalista, infatti, la Rai pare non aver alcuna intenzione di consentire il ritorno dell’ex conduttore a Report. Si annunciano, nel caso, altre mosse legali.

Meloni chiude a Vannacci, le mosse Rai su Ranucci e le altre pillole del giorno
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

Fedez alla Leopolda ma gli occhi sono puntati sullo sceriffo De Luca

È partito il conto alla rovescia per la Leopolda. Quest’anno la kermesse renziana ha un titolo evocativo: «Riprenderci Itaca». E il Kraken ha cominciato a snocciolare i primi ospiti big, tra cui spiccano Vincenzo De Luca, lo “sceriffo” di Salerno (un colpo basso sia al Pd schleiniano sia al M5s di Giuseppe Conte) e Mario Calabresi, considerato candidato in pectore a Milano per il dopo Sala.

Ma sabato salirà sul palco pure Fedez. Il rapper ormai è un habitué degli eventi di partito, dopo la partecipazione alla convention dei Giovani di Forza Italia. E pare sempre più attratto dalla politica visto le ospitate a Pulp Podcast di Giorgia Meloni e, recentemente, di Beppe Grillo. A Firenze, Federico Leonardo Lucia sarà intervistato dai giovani di Italia viva sui nuovi media e sul successo del suo podcast. È passata un’eternità da quando, mano nella mano con l’allora moglie Chiara Ferragni, attaccava Renzi per l’affossamento del ddl Zan. «Ma il Renzi che si proclamava paladino dei diritti civili è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il ddl Zan?», twittava nel 2021 il rapper ancora in versione attivista.

Tutto perdonato. Del resto Fedez ci ha abituati a capriole e cambi di prospettiva. Venerdì però i riflettori della Leopolda saranno tutti puntati su De Luca chiamato a parlare di sicurezza, tema scivoloso su cui Renzi cerca di mettere con le spalle al muro i dem e i cinquestelle e, in generale, chi non lo vuole nel campo largo. Il giorno dopo, invece, sarà la volta di Calabresi, aspirante candidato sindaco del fronte progressista a Milano.

È morto il fotografo Umberto Pizzi

È morto il fotografo Umberto Pizzi, che con i suoi scatti ha raccontato 60 anni di storia italiana, documentando a lungo anche la mondanità delle feste romane. Avrebbe compiuto 89 anni il 7 ottobre. Lo ha annunciato il sito del Fatto Quotidiano, con cui collaborava da più di un decennio.

Aveva iniziato come fotoreporter di guerra

Nato a Zagarolo (Roma) nel 1937, Pizzi aveva iniziato a fotografare nel 1968. Nel corso della sua lunga carriera ha immortalato gli anni della Dolce Vita, documentato i vizi e i costumi della società italiana e in particolare dell’aristocrazia romana, ma anche la discesa in campo di Silvio Berlusconi. Le sue foto vennero pubblicate dai magazine Time e People. Pizzi, che all’inizio della carriera era stato fotoreporter di guerra per la FAO in Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania, negli Anni Duemila ha collaborato con Dagospia, pubblicando i libri Cafonal e Ultracafonal. Enorme l’archivio delle sue fotografie, composto da circa due milioni di fotografie: una parte è visibile sul suo sito.

Pirelli, governo adotta Golden power sull’accordo con Abet Hts

Pirelli torna all’attenzione del governo che applica il Golden power all’accordo nel campo della difesa con la piemontese Abet Hts per lo sviluppo congiunto di tecnologie finalizzate alla realizzazione di veicoli elettrici terrestri a guida remota da impiegare come mezzi di soccorso in superfici e ambienti particolarmente impervi ed estremi. Il decreto della Presidenza del Consiglio ha disposto prescrizioni di carattere tecnico-organizzativo per salvaguardare i diritti di proprietà industriale, il know-how, i prodotti e i relativi dati di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale e per garantire la continuità e lo standard delle attività di ricerca e sviluppo di Pirelli e Abet Hts. Un provvedimento che le due società hanno accolto positivamente, come precisato in una nota.

Sentenza per l’omicidio di Regeni, l’opposizione attacca Tajani: cosa è successo

Dopo l’uscita sulla lunghezza delle gonne delle donne, Antonio Tajani è finito di nuovo al centro delle polemiche, questa volta per il suo commento alle sentenze emesse della Corte d’Assise di Roma per la morte di Giulio Regeni nei confronti di tre uomini dei servizi segreti egiziani. «Sono state condannate tre persone in primo grado. Vedremo cosa succederà nel secondo e terzo grado. Ci sono tre persone colpevoli, ma non è l’Egitto a essere condannato in quanto tale», ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri: parole definite «vergognose» dal Partito democratico e «indecenti» da Alleanza Verdi e Sinistra, con Italia Viva che è arrivata a chiedere le sue dimissioni. A inizio settembre Tajani era volato per una visita istituzionale in Egitto, dove aveva incontrato il presidente Abdel Fattah al-Sisi.

Sentenza per l’omicidio di Regeni, l’opposizione attacca Tajani: cosa è successo
Antonio Tajani ricevuto da Abdel Fattah al-Sisi (Imagoeconomica).

L’opposizione contro Tajani: chiesta un’informativa urgente

«Tajani ha scelto le parole peggiori tra tutte quelle che poteva usare per commentare la storica sentenza sull’assassinio di Regeni», ha detto Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri e deputato del Pd. Per Debora Serracchiani, Tajani «rischia di frenare, sminuire, di assolvere di fatto l’Egitto e di far fare all’Italia un grave passo indietro nella ricerca della verità». Critici anche Francesco Boccia, presidente dei senatori dem («Dire che “sono state condannate tre persone, non l’Egitto”, significa eludere la questione») e il collega Filippo Sensi («Mi vergogno come cittadino italiano per le parole pelose di Tajani»). Molto duro Davide Faraone di Italia Viva: «Tajani palesa per l’ennesima volta la sua inadeguatezza culturale, lessicale, valoriale. Deve dimettersi, imbarazza l’Italia nel mondo». Così Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana: «Se in altri episodi e in altre gaffe eravamo ben oltre la farsa o l’avanspettacolo di infima categoria, qui siamo all’indecenza pura e semplice». Secondo Riccardo Magi, segretario di +Europa, quelle di Tajani sono parole che «fanno rabbrividire e trapelare un certo negazionismo del governo rispetto alle responsabilità degli apparati del Cairo». Pd, M5s, Avs e Azione hanno chiesto al titolare della Farnesina un’informativa urgente per sapere cosa intende fare il governo per dare attuazione alla sentenza della Corte d’Assise di Roma e quali rapporti vorrà intrattenere d’ora in poi con l’Egitto.

Sentenza per l’omicidio di Regeni, l’opposizione attacca Tajani: cosa è successo
Manifesti e cartelli per la verità sul caso Regeni (Imagoeconomica).

La sentenza della Corte d’Assise di Roma: le condanne per sequestro di persona

La Corte d’Assise di Roma ha condannato in primo grado a 10 anni di carcere tre dei quattro agenti dei servizi di sicurezza egiziani che erano alla sbarra per l’omicidio di Regeni: il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi. Il quarto imputato, il generale Tariq Sabir, è stato invece assolto. I tre condannati sono stati riconosciuti colpevoli di sequestro di persona, ma non di omicidio: le motivazioni della sentenza dovranno essere depositate entro 90 giorni. La Corte ha inoltre condannato gli imputati a pagare una provvisionale complessiva di 500 mila euro alla famiglia Regeni e di 150 mila euro allo Stato italiano, che si era costituito parte civile. La condanna a 10 anni di carcere difficilmente sarà eseguita: l’Italia dovrebbe infatti chiederne l’esecuzione all’Egitto, che però si è sempre rifiutato anche solo di comunicare il domicilio degli imputati, che risultano ancora irreperibili.

OpenAI annulla il lancio del suo ultimo modello di intelligenza artificiale

OpenAI ha rinunciato al lancio del suo ultimo modello di intelligenza artificiale di nuova generazione, GPT-6.1 Astra, a causa dei timori sulla sicurezza sollevati dai ricercatori durante i test. Lo riporta il Wall Street Journal, citando il responsabile della sicurezza informatica dell’azienda, Saachi Jain, il quale ha spiegato che il modello ha ottenuto risultati scadenti nella capacità di attenersi alle aspettative degli umani, mostrando una «propensione all’inganno», in quanto poco trasparente nel dire le azioni che aveva o non aveva intrapreso. La startup di Sam Altman intendeva integrare 6.1 Astra nel chatbot ChatGPT e in Codex nel mese di ottobre.

LEGGI ANCHE: Paradosso IA: così ti frigge il cervello aumentando fatica cognitiva e burnout

Le criticità rilevate durante i test condotti da OpenAI

«Pur rappresentando un miglioramento rispetto ai modelli precedenti sotto alcuni aspetti», ha spiegato Jain, GPT-6.1 Astra «non ha raggiunto gli standard richiesti per quanto riguarda il rispetto dei limiti operativi e delle autorizzazioni, nonché le modalità di comunicazione all’utente in merito al lavoro svolto». Sono state in particolare due le criticità che hanno portato OpenAI a stoppare il lancio di Gpt-6.1 Astra: Jain ha segnalato «passi indietro» rispetto alla versione precedente nell’allineamento con quello che gli esseri umani ordinano di fare al modello di IA, inoltre il modello procedeva in un compito senza chiedere il permesso all’utente, usando in alcune occasioni strumenti e servizi esterni anche se ciò poteva risultare pericoloso.

OpenAI annulla il lancio del suo ultimo modello di intelligenza artificiale
Sam Altman, ceo di OpenAI (Imagoeconomica).

Aumentano le preoccupazioni sulla sicurezza dell’IA

Le preoccupazioni riguardo alla sicurezza dell’IA si sono intensificate negli ultimi mesi, dopo che alcuni modelli sviluppati da OpenAI e dall’azienda rivale Anthropic hanno rilevato incidenti di sicurezza durante la fase di test: di recente gli amministratori delegati delle principali società del settore si erano allineati nella richiesta di rallentare e imporre maggiori controlli. Dopo il semaforo rosso a GPT-6.1 Astra, OpenAI ha affermato di volersi concentrare nel miglioramento dei protocolli di sicurezza dei modelli futuri.

LEGGI ANCHE: Intelligenza artificiale in ufficio: tutti la usano, ma a cosa serve davvero?

Anthropic verso ipo da oltre 2 mila miliardi di dollari

Il prospetto ipo di Anthropic indica una perdita netta di 42 miliardi di dollari nel 2025 e prevede di spendere 518 miliardi di dollari in cloud, calcolo e infrastrutture nei prossimi anni. Il documento, riportato da Reuters, mostra anche che i ricavi sono cresciuti di 12 volte a circa 4,6 miliardi, mentre la perdita operativa, esclusi gli oneri contabili legati a precedenti round di finanziamento, ha superato gli 8 miliardi, salendo a 8,06 miliardi da 2,98 miliardi nel 2024. La spesa per calcolo e infrastrutture è arrivata a 7,33 miliardi, quasi il triplo del 2024, oltre metà dei 12,65 miliardi di spese operative totali. La quotazione potrebbe valutare la società oltre 2 mila miliardi di dollari, più del doppio dei 965 miliardi stimati a maggio. Il prospetto ha sollevato alcune perplessità: circa un quarto dei ricavi 2025 proviene da due soli clienti e molti dei clienti non hanno contratti a lungo termine. Secondo fonti citate in precedenza da Reuters, il debutto potrebbe slittare a dopo le elezioni di midterm di novembre.

Trump smentisce di aver offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi

Replicando ad Axios, che aveva ipotizzato possibili concessioni in cambio di proposte concrete da parte dell’Iran in merito al programma nucleare, Donald Trump ha messo in chiaro su Truth di non aver offerto a Teheran né la revoca delle sanzioni né lo sblocco dei fondi congelati.

Trump smentisce di aver offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi
Il post di Trump su Truth contro Axios.

«Axios ha appena pubblicato un articolo in cui si afferma che “Trump” avrebbe offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi. Non è vero. Non ho offerto loro nulla!», ha scritto il presidente degli Stati Uniti sulla sua piattaforma social. E poi: «La storia di Axios, come la maggior parte delle altre, è una bufala, usata solo per soddisfare la loro “sindrome da ossessione patologica per Trump”. Dovrebbero ritirare questa storia falsa, immediatamente!».

Trump smentisce di aver offerto all’Iran la revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi
Abbas Araghchi (Imagoeconomica).

Araghchi ha incontrato a New York mediatori del Qatar

La smentita di Trump arriva in un momento in cui i mediatori del Qatar e del Pakistan stanno tentando, nuovamente, di favorire un accordo tra i due Paesi in conflitto. Gli Stati Uniti e l’Iran, però, continuano ad aver posizioni molto distanti su questioni chiave: Teheran vuole che i colloqui si concentrino sullo stretto di Hormuz e sul blocco navale statunitense, mentre Washington esige che i pasdaran cedano sul nucleare. In questi giorni sono in corso colloqui indiretti e l’Iran ha escluso la possibilità di negoziati diretti con gli Usa. Abbas Araghchi, che si trova a New York dove ha incontrato i mediatori qatarioti, ha dichiarato di attendersi per oggi una risposta ufficiale dall’Amministrazione Usa alla proposta di Teheran sull’apertura di Hormuz. In tutto questo, il segretario di Stato americano Marco Rubio, intervistato da Fox News, ha definito l’Iran «un Paese con grande potenziale ma ora esausto dal blocco americano», che «ormai nel caos si sta avviando rapidamente verso la bancarotta».

Anche Q8 mette un tetto ai prezzi dei carburanti

Dopo Eni e Ip, anche Q8 Italia applicherà un tetto ai prezzi di benzina e gasolio. L’ha annunciato in una nota il Gruppo che gestisce una rete di circa 2.900 stazioni di servizio distribuite sull’intero territorio nazionale. Il price cap avrà una durata di 30 giorni a partire dall’1 ottobre e «si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’azienda». Q8 Italia, continua la nota, «supporterà opportunamente i gestori ed i partner per garantire la sostenibilità economica dell’intera filiera».

Garlasco, Sempio verso il processo: «Su Stasi nascoste prove a favore»

Dopo che la procura di Pavia ha chiuso, per la seconda volta, le nuove indagini a suo carico, sembra sempre più vicino un rinvio a giudizio per Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco nel 2007. Un delitto per cui è stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato della vittima, Alberto Stasi, per il quale invece potrebbe concretizzarsi una richiesta di revisione della sentenza. I pm hanno infatti depositato nuovi atti, tra cui alcune consulenze, per rafforzare le accuse a carico di Sempio, e hanno notificato un altro avviso di conclusione dell’inchiesta che prelude alla richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio. Uno degli elementi principali emersi dall’analisi dei consulenti tecnici della procura è che l’impronta che fu attribuita a Stasi è compatibile con le misure del piede di Sempio.

Chiara Poggi potrebbe essere sopravvissuta anche 60 minuti

Inoltre, i risultati delle nuove analisi depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti. Cosa che escluderebbe, secondo la finestra temporale ormai nota nei processi, la presenza di Stasi sulla scena del crimine.

Il Dna sui pedali «che poteva scagionare Stasi 19 anni fa»

Emerso anche un elemento inedito a favore di Alberto Stasi. Sempre secondo le nuove analisi, il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 ricavato dai pedali della bicicletta dell’ex bocconiano e attribuito all’epoca dai consulenti dei pm a Chiara Poggi, «era risultato totalmente negativo il giorno successivo», ma di queste «due contro-analisi non si è rivenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Alberto Stasi». Contro-analisi idonee, In altri termini, scrive la Procura di Pavia, «il profilo genetico determinato il 19.09.2007 dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta e attribuito dal consulente tecnico del pm dell’epoca oltre ogni ragionevole dubbio alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo, allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi». «Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto», scrive le procura.

Tangenti e caporalato nei lavori dell’alta velocità Napoli-Bari, arresti e sequestri

Nell’ambito delle indagini sui lavori per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari, la Guardia di Finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari personali nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali, accusati a vario titolo di corruzione, caporalato e emissione di fatture per operazioni. Per 10 persone sono scattati gli arresti domiciliari. Per altre sette è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza e per tre la misura interdittiva della sospensione totale dell’esercizio di un pubblico servizio per un anno. Su richiesta del pm Henry John Woodcock, il gip ha disposto anche il sequestro preventivo del profitto dei reati di corruzione.

Le svariate irregolarità emerse durante le indagini

Nel corso delle indagini sono emerse varie irregolarità. Innanzitutto, in cambio di favori sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità, come orologi o telefoni cellulari, nascosti nelle scatole dei panettoni regalati a Natale. Ricostruito inoltre un sistema di fatture per operazioni inesistenti utilizzato per creare disponibilità di denaro contante, parte del quale sarebbe poi confluito anche nelle mazzette. Secondo gli inquirenti sarebbe stato usato per una tratta calcestruzzo di scarsa qualità, circostanza di straordinaria gravità. Le indagini hanno riguardato anche la gestione dei materiali di scavo: sarebbero stati smaltiti come rifiuti non pericolosi materiali nei quali erano presenti tracce di amianto. Un altro filone dell’inchiesta sui lavori della Tav Napoli-Bar ha riguardato lo sfruttamento dei lavoratori, in particolare extracomunitari, costretti a turni di lavoro che duravano anche 20 ore. Contestate anche retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e violazioni delle disposizioni in materia di igiene e sicurezza. Sarebbero inoltre emerse irregolarità nei permessi di soggiorno e nella documentazione relativa alla formazione sulla sicurezza.

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati

Stretta tra i riformisti, che in vista dell’assemblea hanno intensificato il pressing sulla segretaria, e gli alleati del centrosinistra, che chiedono di convocare il tavolo del programma, Elly Schlein chiama il “signor Wolf“, quello che risolve i problemi. Nel Pd oggi si tratta di Igor Taruffi che non avrà la faccia losca di Harvey Keitel in Pulp Fiction, ma che di mine alla segretaria ne ha disinnescate non poche.

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati
Igor Taruffi (Imagoeconomica).

L’attendismo di Gori e il nodo delle regole

Questa volta interviene per dire che per le primarie il Partito Democratico ha un solo nome, ed è quello di Schlein. Lo dice lo statuto del partito, all’articolo 5 comma 1. Ma lo stesso articolo, al comma 3, prevede che sia l’Assemblea a fissare le regole per altre, eventuali candidature alternative a quella del leader. E qui si parla dei riformisti. Se dall’incontro di Prato non è arrivata la consacrazione di Giorgio Gori come ‘cavallo’ della minoranza dem è solo perché il centrosinistra non si è ancora accordato sulle regole delle primarie di coalizione. Anzi, al momento non ci ha nemmeno provato. Lui, europarlamentare ed ex sindaco di Bergamo, rimpalla i giornalisti, svicola, attende. Ma non dice mai di no. Nel frattempo, tra le fila riformiste c’è chi avverte: «Non si sognassero di fissare un numero di firme per la candidatura esorbitante al solo scopo di far fuori Giorgio». Il signor Wolf frena e ricorda: «Da questo punto di vista non vedo particolari elementi di discussione. La segretaria ha la grandissima maggioranza all’interno del partito, non vedo elementi diversi». 

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati
Giorgio Gori (Imagoeconomica).

I punti cardine di Schlein (ma non c’è l’Ucraina)

Alla finestra restano gli alleati del campo progressista. A cominciare da Giuseppe Conte. Il tavolo del programma può partire anche subito ripetono, consapevoli però che i nodi sono tutti sul tavolo, specie sull’Ucraina. I riformisti sulle armi a Kyiv hanno tracciato una linea rossa oltre la quale non si va: «Il tema non è in discussione», ribadiva Lorenzo Guerini a Prato. Schlein, fino a questo momento, non ha dato indicazioni temporali, ma da Ventotene ha citato alcuni punti cardinali – non l’Ucraina, non Gaza – dal salario minimo e la riduzione dell’orario a parità di retribuzione alla sanità da rilanciare con 5 miliardi di investimenti per abbattarere le liste, per assumere nuovi medici e per le case di comunità.

Primarie: Taruffi blinda Schlein ma cresce il pressing degli alleati
Elly Schlein (Ansa).

Taruffi, anche in questo caso, è categorico: «Noi lavoriamo al programma dai primi mesi dell’anno, quando abbiamo messo in campo una campagna di ascolto per il Paese. Siamo pronti da aprile» 2025. «È arrivato il momento di sedersi tutti insieme, mettere alcuni punti che sono quelli su cui abbiamo lavorato in questi anni, compreso il tema della politica estera», dice. «Per quanto importante sia il conflitto russo-ucraino, non si riassume tutto nel conflitto russo-ucraino». Ah, no?

LEGGI ANCHE: Schlein e la trappola del «testardamente unitari»

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra

È una vittoria di Marina Berlusconi e di Roberto Occhiuto, che hanno voluto fortemente la sua candidatura. Parliamo di Fabio Roscioli – tesoriere di Forza Italia, avvocato di Fininvest e quindi molto vicino alla famiglia Berlusconi ma anche al governatore calabrese – che lunedì si è imposto alle elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria con oltre il 52 per cento, diventando deputato al posto di Francesco “Ciccio” Cannizzaro, che aveva lasciato Montecitorio a seguito della sua elezione a sindaco di Reggio Calabria.

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Fabio Roscioli (Ansa).

Meloni tira un sospiro di sollievo

In parte è pure una vittoria per Giorgia Meloni, che dopo tante parole e sondaggi, ha visto circoscritto il successo di Roberto Vannacci. Anche se il candidato dell’ex generale, l’ex forzista Domenico Giannetta, non è andato affatto male, toccando la soglia del 10 per cento. Il grande timore del centrodestra era che Futuro Nazionale facesse il botto tanto da provocare la sconfitta di Roscioli in favore del candidato del campo largo, Frank Benedetto, che partiva in netto svantaggio e poi arrivato a oltre il 36 per cento. Un grande risultato di Vannacci poteva davvero compromettere la vittoria del candidato berlusconiano. A fare da quarto incomodo c’era poi Francesco Toscano (1,37 per cento) di Democrazia sovrana e popolare, fresco di rottura con Marco Rizzo.

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Domenico Giannetta (Ansa).

Per la prima volta la maggioranza ha dovuto vedersela con un competitor di destra

Sono le prime elezioni in cui la maggioranza di governo ha dovuto vedersela con un competitor alla sua destra. Non solo. Roscioli da queste parti era un perfetto sconosciuto: si è trattata di una candidatura calata dall’altro per volere della famiglia, si è più volte fatto notare, con l’obiettivo di avere più occhi e orecchie possibili tra i parlamentari. Roscioli ha però beneficiato del sostegno sia di Occhiuto sia del sindaco Cannizzaro, che nelle ore di chiusura della campagna è stato protagonista di un acceso scontro verbale con l’ex generale a colpi di «curnutu sarai tu e chi non te lo dice!».

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Francesco Cannizzaro (Imagoeconomica).

Anche Lotito presente ai festeggiamenti

Il primo dato però significativo è l’affluenza, bassissima (una tendenza comune a tutte le Suppletive): ha votato solo il 22,34 per cento degli aventi diritto (702 mila persone), mentre alle Politiche 2022 votò il 49,40 per cento, anche se in una sola giornata. Con la chiusura dei seggi alle 15 e senza exit poll, si è rimasti col fiato sospeso fino a oltre le 16, anche se fonti dal centrodestra davano già dal primo pomeriggio per certa la vittoria di Roscioli. E a ufficializzarla è stato proprio Occhiuto con un post su X alle 16.20, con tanto di bottiglia stappata: «Vittoria!», ha esultato il governatore. In un video postato poco dopo si vedono gioire lo stesso Occhiuto, l’infaticabile Cannizzaro, Roscioli, Stefania Craxi e pure Claudio Lotito, senatore forzista nonché patron della Lazio e della Reggina che milita in serie D. In molti si sono chiesti che ci facesse in prima fila, e i più maliziosi sostengono che sia stato un modo per garantirsi una rielezione, magari proprio in Calabria. Occhiuto poi ha rincarato la dose: «Vannacci voleva la sua Sassonia? A Reggio Calabria ha preso sassate…».

La soddisfazione di Ronzulli… e di Tajani

La prima a esultare sulle agenzie è un’altra esponente della cosiddetta minoranza anti-Tajani, Licia Ronzulli, che proprio nei giorni scorsi aveva avvisato che al partito «serve una svolta». «La vittoria di Roscioli alle Suppletive di Reggio Calabria è motivo di grande orgoglio e soddisfazione. È un successo di Fabio ma è anche il frutto del lavoro importante del presidente Occhiuto e del sindaco Cannizzaro», ha sottolineato la senatrice azzurra. «Grande affermazione di Roscioli. Non c’è stato alcun effetto Vannacci e i consensi avuti da Giannetta sono per lo più suoi…», le ha fatto eco la capogruppo al Senato, Stefania Craxi.

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Licia Ronzulli (Ansa).

Dopo le 17, a vittoria ultra-acquisita, arrivano anche le parole di Tajani. «È la conferma della forza del nostro partito sul territorio, del suo radicamento tra la gente e della capacità di attrarre cittadini e categorie su idee serie, condivise e popolari. Ci confermiamo, anche in queste elezioni, un pilastro di quel centrodestra», ha commentato il vicepremier azzurro (insidiato però da Occhiuto nella corsa alla leadership azzurra). Seguito poi da Giorgia Meloni. «Il centrodestra si conferma unito anche nelle Suppletive di Reggio Calabria, imponendosi sul campo larghissimo delle opposizioni. Un voto che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori», le parole della premier.

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Marina B ora vorrà dire la sua sulle liste elettorali

La netta vittoria di Roscioli porterà a due conseguenze, in FI e nel governo. Il successo del tesoriere, infatti, rafforzerà la linea di rinnovamento chiesta da Marina, visto che Roscioli è un suo fedelissimo. Naturalmente anche Antonio Tajani ci metterà il cappello, sta di fatto che il nuovo deputato è una pura emanazione della famiglia e il ministro degli Esteri, nelle sue prossime mosse, dovrà farci i conti. Anche perché il vicepremier negli ultimi giorni è stato messo sotto accusa su più fronti: il calo nazionale nei sondaggi, ma pure alcune sue gaffe, come quella sulle donne con le gonne corte o lunghe, tanto da ricevere un “cazziatone” dalla primogenita del Cavaliere, che lo avrebbe indotto a scusarsi. Ma anche il ritardo nel bonifico della famiglia al partito di cui è avuta notizia negli ultimi giorni ha contribuito ad accentuare un clima poco sereno intorno al leader. E la vittoria di Roscioli verrà fatta pesare soprattutto in fase di compilazione delle liste elettorali, dove la famiglia vorrà contare per due terzi e avere l’ultima parola sui sui capilista.

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

I futuri equilibri del centrodestra in vista delle Politiche

Ma anche per Meloni la giornata non è nera. Intendiamoci: il 10 per cento di Giannetta è tanta roba. Ma il fatto che il partito di Vannacci non sia risultato decisivo sul risultato finale consente alla premier di ragionare più a mente fredda sia sull’atteggiamento da tenere nei confronti di Futuro Nazionale, sia anche sulla data del voto. La premier non ha ancora deciso se imbarcare o meno l’ex generale nell’alleanza: dipendesse da lei lo lascerebbe fuori, ma con un Fn a oltre 10 per cento, Meloni sarebbe quasi obbligata ad aprire una trattativa. Sempre che l’obiettivo sia quello di vincere subito e non di mirare a un pareggione per poi tornare più agguerrita di prima dopo un governo di larghe intese o tecnico che dir si voglia. Una domanda resta: ma se invece dello Stabilicum si fossero lasciati più collegi uninominali, non sarebbe stato meglio per tutti (tranne che per Vannacci)? 

Reggio Calabria, le conseguenze della vittoria di Roscioli su Forza Italia e sul centrodestra
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Delitto di Garlasco, chiuse le indagini: Sempio verso il processo per omicidio aggravato

La Procura di Pavia ha chiuso le nuove indagini a carico di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. L’avviso di conclusione dell’inchiesta, visto quanto emerso, prelude alla richiesta di processo per omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima. La Procura dovrà lasciare il tempo alla difesa di poter ribattere con i suoi accertamenti: serviranno almeno altri 20 giorni.

L’impronta 33 è compatibile con le misure del suo piede

Dopo aver disposto accertamenti integrativi a fine maggio (dopo una prima chiusura e le consulenze difensive), i pm hanno depositato nuovi atti, tra cui consulenze, come quella sulla nota impronta della scarpa e un’altra sul Dna. Come ha spiegato il procuratore Fabio Napoleone, i consulenti tecnici della Procura di Pavia «hanno depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 che risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio». Le osservazioni formulate dalla difesa non hanno dunque introdotto elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche sull’impronta numero 33. Secondo quanto sostiene la Procura di Pavia, Sempio avrebbe ucciso Poggi «per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale».

La pesante accusa della Procura di Pavia al Ris di Parma

La nuova inchiesta si è chiusa con una pesante accusa relativa alle prime indagini del 2007: secondo la Procura di Pavia, il Ris di Parma eseguì due test di controllo sul materiale prelevato dai pedali della bicicletta di Alberto Stasi, condannato a 16 anni in via definitiva e ormai in semilibertà. Entrambi i test, si legge, diedero esito negativo riguardo alla presenza di sangue di Poggi: i risultati però non finirono nel fascicolo e non furono nemmeno comunicati ai magistrati, che pochi giorni dopo disposero il fermo dell’allora fidanzato della vittima. Stasi starebbe pensando di chiedere la revisione del processo.

Strage di Ustica, la Francia collaborerà con la Procura di Roma

La Procura di Roma va verso il ritiro della richiesta di archiviazione del procedimento sulla strage di Ustica del 27 giugno 1980, costata la vita nel 1980 alle 81 persone a bordo del DC9 Itavia che, partito da Bologna e diretto a Palermo, precipitò invece nel mar Tirreno. L’ambasciata francese ha infatti inviato nei giorni scorsi una nota alla Farnesina in cui annuncia la disponibilità del trasferimento all’Italia di tutta la documentazione relativa alla strage Ustica in possesso del Ministero della Difesa transalpino, come era stato richiesto dal Governo Meloni che si era formalmente opposto alla richiesta di archiviazione presentata originariamente dai pubblici ministeri, unendosi alla storica battaglia dell’Associazione Parenti delle Vittime.

Dopo 46 anni e numerose rogatorie la Francia si è decisa a collaborare

Nel corso dei decenni, la magistratura italiana ha inviato numerose rogatorie internazionali a diverse nazioni (tra cui appunto la Francia) per ottenere i tracciati radar e i registri di volo di quella notte. Finora, i tentativi di ottenere piena collaborazione si erano scontrati con forti reticenze. Dopo 46 anni, però la Francia si è finalmente decisa a collaborare. Il Ministero degli Esteri, tramite Presidenza del Consiglio, ha trasmesso l’incartamento a quello della Giustizia che, a sua volta, l’ha inviato alla Procura di Roma. Le autorità di Parigi si sono dette inoltre disponibili ad assecondare ulteriori richieste che arrivassero dall’Italia sul caso. La nuova inchiesta sulla strage di Ustica è stata avviata nel 2008, dopo le dichiarazioni dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che indicava nei francesi i responsabili dell’abbattimento del DC9.

Stefania Nobile e Wanna Marchi premiate in Campidoglio, è polemica

È polemica per la premiazione in Campidoglio di Stefania Nubile e della madre Wanna Marchi, insignite del Premio internazionale della cultura per i rispettivi libri Vendere… cara la pelle e La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore. La manifestazione, ideata dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri insieme al presidente Silvestro Mucillo, è giunta alla seconda edizione e ha coinvolto personalità della letteratura, dell’arte e dello spettacolo oltre che istituzioni. Si è trattato, dunque, di un’iniziativa privata non riconducibile a Roma Capitale o al Campidoglio. Ma la premiazione delle regine delle televendite ha comunque suscitato non poca indignazione sui social. A destare clamore è la convivenza, nella stessa frase, dei loro nomi e dell’espressione “premio della cultura” oltre che di una location istituzionale come il Campidoglio.

Le polemiche sui social

«Deve essere per forza una bufala. Mi rifiuto di credere a una cialtronata del genere», ha scritto un utente su X. «Ecco il livello che abbiamo raggiunto in fatto di cultura in Italia. Complimenti soprattutto alle istituzioni che l’hanno accolta», ha fatto eco un altro. Pronta la replica di Nubile: «Fattene una ragione».