Me Contro Te, non buttiamo il bouquet con l’acqua sporca
«E una diretta Twitch della prima notte di nozze, no?». Difficile risparmiarsi un pizzico di malignità, all’indomani del matrimonio-show di Luì e Sofì, alias Me Contro Te, celebrato sabato scorso all’Unipol Dome di Milano davanti a 6 mila spettatori paganti ed esultanti, specie quelli che avevano comprato i biglietti più economici e si sono visti spostare nelle prime file più costose, dove c’erano molti antiestetici vuoti da riempire.
Ma la frecciata nasce già spuntata. Innanzitutto, perché i due giovani content creator per bambini emanano la sensualità di un set di pentolini giocattolo, e la fantasia più sfrenata che può suggerire la loro prima notte è una battaglia a cuscinate. E poi perché il matrimonio dei Me Contro Te è stato effettivamente consumato, non in pubblico, ma dal pubblico, intendendo per “consumo” l’acquisto e l’uso di beni e servizi: oltre al biglietto, il meet-and-greet e il merchandising a tema, magliette, fermagli, cerchietti luminosi con velo andati letteralmente a ruba fra le piccole “Trote” (così si chiamano i loro fan).
L’età berlusconiana e lo sdoganamento delle nozze farsa
Quanto a validità, queste nozze ne avevano meno dello sposalizio di mia figlia quattrenne con il “morosino” dell’asilo, celebrato 20 anni fa nel giardinetto della scuola con un fazzoletto in testa al posto del velo e un bouquet di pratoline spelacchiate. Ma lo scimmiottamento dei sacri riti matrimoniali è l’ultima cosa che si può rimproverare a Luì e Sofì, in un Paese che ha innalzato a padre della patria uno specialista in sponsali-farsa, Silvio Berlusconi. Resta ancora un mistero l’identità della sua pseudo-sposa nella finta cerimonia officiata nel giardino di Villa Certosa nel 2008 e immortalata dal fotoreporter Antonello Zappadu; anche troppo nota è un’altra “fortunata”, Marta Fascina, impalmata per finta dal Cav a Villa Gernetto nel 2022 e oggi stipendiata per davvero da noi contribuenti come parlamentare di Forza Italia, con un tasso di assenze che sfiora l’88 per cento.

Solo un’operazione commerciale?
Qualcuno insinua che il matrimonio sia solo un’operazione commerciale per rinfocolare l’interesse intorno ai Me Contro Te, il cui successo comincia ad appannarsi, dopo un decennio di splendore in cui Luigi Calagna e Sofia Scalia, i due sconosciuti fidanzatini di Partinico, né belli né brutti, che postavano su YouTube le loro sfide a chi metteva più schifezze sulla sua pizza, hanno costruito un impero tentacolare, con un canale YouTube da quasi 7 milioni di iscritti, film campioni d’incassi, spettacoli in teatro, serie tv, podcast, libri, gadget e corredi scolastici, tutto firmato Luì e Sofì. E se l’Unipol Dome non era pieno come un uovo, la diretta Twitch del The Wedding Show ha registrato 100 mila contatti. «La mia infanzia si sposa», era il commento più frequente al video in cui i due piccioncini confidavano le loro “emozioni” alla vigilia del grande giorno (in realtà, da come ci ridevano su, sembravano i primi a considerarlo una pagliacciata, atteggiamento molto sano e lucido che andrebbe adottato dai nubendi in genere).
I Me Contro Te come spunto per l’educazione affettiva
C’è chi ci è cresciuto, con i Me Contro Te, in anni in cui le tivù generaliste avevano smesso di produrre contenuti per l’infanzia e si limitavano a trasmettere paccate di Masha e Orso e Peppa Pig. Luì e Sofì erano come due baby-sitter che avrebbero avuto bisogno loro stessi di una baby-sitter: allegri, sciocchini, giocavano con il cibo, paciugavano con lo slime, smentendo tutti i cliché sui siciliani scettici, fatalisti, fissati con sesso e morte. L’escapismo perfetto per la sparuta generazione post-2008, rari figli unici di adulti sempre più tristi, arrabbiati e sfiduciati. Col tempo, i maschietti si sono disamorati dei Me Contro Te, forse per quel Luì troppo poco sbruffone e testosteronico che non “comanda” abbastanza e non dice parolacce. Per lo stesso motivo, le bambine continuano ad amarli anche da più grandi, vagheggiando in loro una possibilità di coppia eterosessuale giocosa, spensierata, insolitamente paritaria, lontana dalla trita dinamica “immaturo-versus-saccentella” tipica di cartoni, film e telefilm per ragazzi (e non solo).
Un modello tutt’altro che tradizionale e che, a pensarci bene, potrebbe essere spendibile anche come spunto per l’educazione affettiva: i Me Contro Te ci mostrano un uomo e una donna che sono migliori complici e compagni di giochi, che sanno fantasticare e progettare insieme e dividersi equamente le responsabilità. E, facendolo, guadagnano un sacco di soldi, il che non guasta.

Adesso manca solo il baby shower a base di slime
Tutto vero (soldi a parte), o vero per finta, come il matrimonio milanese? In rete si vocifera che Calagna e Scalia in realtà non stiano più insieme da tempo, e che la coppia resista solo per difendere il marchio. Altri invece ipotizzano che le loro nozze siano solo il primo passo di un upgrade che, con la nascita di un figlio, trasferirà i Me contro Te nella categoria dei “family vlogger”. In questo caso, organizzati e previdenti come sono, Luì e Sofì avranno già opzionato l’Unipol Dome per il baby shower. A base di slime, naturalmente.




















(@andrii_sybiha)