Forza Italia e l’amara rivincita della vecchia guardia: la rivoluzione di Marina ha fallito?
La riscossa della “porchetta magica”. Da qualche tempo in Forza Italia gli uomini vicini al segretario Antonio Tajani hanno ricominciato a rialzare la testa. La famosa “porchetta magica”, così chiamata perché si parla di esponenti quasi tutti del basso Lazio, con qualche sconfinamento in Umbria e Campania. L’ultimo colpo è stato piazzato con la vittoria di Fulvio Martusciello al congresso campano, dopo una spaccatura che ha generato liti e malumori. Ma a far gonfiare il petto alla vecchia guardia è la caduta del partito nei sondaggi. «Dall’inizio dell’estate abbiamo perso l’1,5 per cento nelle rilevazioni e ora siamo stabilmente sotto Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Peggio di così…», fa notare un fedelissimo del ministro degli Esteri.
La rivoluzione imposta da Marina dopo la sconfitta al referendum
Il ragionamento è il seguente. Dopo il referendum perso malamente, Marina Berlusconi ha imposto la sua rivoluzione, con il cambio dei capigruppo alla Camera e al Senato (via Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, dentro Enrico Costa e Stefania Craxi), più potere ai suoi fedelissimi – in primis Mario Occhiuto e Paolo Zangrillo – e rinnovamento totale dei volti da mandare in tivù.
In televisione i “vecchi” sono completamente spariti
«Nei talk show non voglio più vedere Gasparri e compagnia. Largo ai giovani!», fu l’input giunto direttamente da Arcore. E così è stato, non senza frizioni e malumori. L’ex capogruppo a Montecitorio Barelli non ha affatto gradito la sostituzione e ha reagito in modo ruvido («i partiti si guidano da dentro», ebbe a dire, quasi a sfidare i Berlusconi). Comunque il rinnovamento del partito azzurro è ormai inarrestabile e l’approdo finale sarà il cambio alla guida, dopo le elezioni: Tajani dovrà lasciare in favore di Zangrillo oppure di Occhiuto, si vedrà. Ma intanto in televisione i vecchi sono completamente spariti e imperversano le “nuove” leve, da Alessandro Cattaneo a Giorgio Mulè (che però ha quasi 60 anni, altro che “nuova” leva…).

Vannacci cresce, Forza Italia crolla
Tutto bene? Neanche per sogno. Perché da quando Vannacci ha iniziato a crescere, la curva forzista si è arrestata, e anzi ha preso a deflettere. E ora è arrivato pure il sorpasso. Insomma, secondo le rilevazioni delle intenzioni di voto non sono soltanto la Lega e Fratelli d’Italia a cedere elettori al generale, ma pure i “berluscones”.

«Quando c’eravamo noi si viaggiava verso il 10 per cento…»
Se infatti a luglio, secondo Nando Pagnoncelli, Forza Italia viaggiava sull’8,3 per cento con Futuro Nazionale al 6, la rilevazione di Swg del 7 settembre ha dato il partito azzurro al 6,9 per cento mentre Vannacci è salito al 7,7. Una discesa che nessuno finora aveva previsto. Per l’esultanza della vecchia guardia, che si sta godendo la sua amara rivincita. «Quando c’eravamo noi si viaggiava verso il 10 per cento, adesso siamo al 7 e continuiamo a scendere. Qualcuno ad Arcore dovrebbe porsi il problema e fare qualche ragionamento. Forse non eravamo tanto male», ragiona un altro scudiero del segretario.
L’avanzata della candidatura di Matteo Perego di Cremnago
Tajani, naturalmente, sul tema tace. Anche perché vuole mantenere un buon rapporto con Marina e Pier Silvio. Ma anche lui un filo di soddisfazione lo sta provando. E il successo di Martusciello in Campania rappresenta una sua vittoria. Questo non significa che la tendenza verrà invertita. Il rinnovamento del partito andrà avanti, come dimostra l’avanzata della candidatura per Milano di Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa, amico personale di Luigi Berlusconi, il più giovane dei figli del Cavaliere.

«Se continuiamo così facciamo la fine della Lega»
Una mossa subito benedetta da Cattaneo: «Perego è un milanese doc, ha una storia parlamentare e di governo, ha le caratteristiche giuste per rappresentare esperienza e novità». Però, ecco, qualche riflessione in più sul modus operandi tra Arcore, corso Venezia e Roma dovrà essere elaborata. La vecchia guardia sta rialzando la testa. «Anche perché se continuiamo così facciamo la fine della Lega», dicono i laziali, e non solo, vicini a Tajani. “Porchetta magica” alla riscossa.








