Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver colpito «diversi siti di lancio di Hezbollah in varie aree del Libano meridionale». Su X l’Idf ha spiegato che gli attacchi «hanno smantellato le strutture militari e leinfrastrutture da cui i terroristi avevano recentemente operato», di fatto «in violazione degli accordi tra Israele e Libano».
STRUCK: Several Hezbollah launch sites in several areas in southern Lebanon.
The strikes dismantled Hezbollah military structures and terrorist infrastructure from which Hezbollah terrorists had recently operated, in violation of the understandings between Israel and Lebanon.
L’ex commissario europeo Thierry Breton, al quale è stato vietato l’ingresso negli Usa, ha rilasciato un’intervista a Le Figaro, insieme all’ex ministro francese Arnaud Montebourg. Breton ha affermato come «L’Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco. La storia ci insegna che quando un Paese dichiara chiaramente cosa si aspetta dai suoi alleati – o vassalli – e cosa intende fare per rafforzare questa dipendenza, va preso sul serio». Secondo l’ex commissario, il contesto globale è dominato da potenze che ragionano «con una logica imperiale. La Russia è un grande impero declinante, lo stesso vale per la Turchia, e anche gli Stati Uniti hanno tentazioni imperialistiche».
Breton: «L’Europa non deve farsi vassallizzare»
Poi sul futuro dell’Unione: «Per quanto ci riguarda, la questione è sapere cosa costituisce il nostro progetto, il progetto di noi europei». Un progetto che, precisa, non può avere come obiettivo la subordinazione: «In ogni caso, la sua finalità non è certamente quella di farci vassallizzare, di farci dare lezioni sul miglior modo di distruggere le nostre istituzioni, ancor meno farci dettare il nostro modo di pensare o di votare». Secondo Breton, l’attuale strategia americana non mira a una rottura formale con l’Unione, ma a un approccio selettivo verso i singoli Paesi: «Favorire relazioni bilaterali amichevoli con alcuni Stati membri». Una linea che, avverte, rischia di minare la coesione europea e si inserisce in una narrativa già sostenuta dal Cremlino: «Non sbagliamoci, il ragionamento Stato per Stato è concepito per indebolire l’Europa. Fa il paio con la narrazione di Vladimir Putin che non vuole un’Europa forte alle sue frontiere ma preferisce un’Europa divisa delle nazioni»
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non autorizzare il dispiegamento della Guardia Nazionale nell’area di Chicago, infliggendo una battuta d’arresto significativa alla strategia di Donald Trump di inviare truppe federali nelle grandi città contro il parere delle autorità locali e statali. La Corte, che attualmente è a maggioranza conservatrice, ha chiarito che il governo non è riuscito a indicare una base giuridica che gli consenta di prendere il controllo della Guardia Nazionale per dispiegarla nella città. La forza di riservisti, infatti, è sotto il controllo dei singoli Stati: il presidente può assumerne il controllo solo in presenza di una ribellione o di un fallimento delle autorità locali nel mantenere l’ordine.
Donald Trump (Ansa).
Trump vuole dispiegare la Guardia Nazionale a sostegno dell’ICE
La decisione della Corte Suprema nasce dal ricorso presentato dal governo contro il blocco imposto a ottobre dalla giudice federale April Perry, che aveva vietato l’impiego operativo dei soldati in Illinois. Al centro della disputa c’è l’uso delle truppe per proteggere dalle proteste gli agenti dell’ICE impegnati in controverse operazioni anti-immigrazione, avviate a Chicago con l’operazione “Midway Blitz”. Il dipartimento di Giustizia ha descritto le proteste dei cittadini contro l’ICE come una «ribellione contro l’autorità federale», tesi respinta dalle autorità dello Stato dell’Illinois, secondo cui le manifestazioni non hanno mai impedito l’applicazione della legge e sono state gestite dalle forze di polizia locali. Il verdetto è temporaneo, perché la Casa Bianca può ancora dimostrare la necessità di dispiegare la Guardia Nazionale, ma segna la prima presa di posizione della Corte Suprema sui tentativi di Trump di allargare le maglie dei poteri presidenziali, e potrebbe pesare sui contenziosi ancora aperti in altre città, come Portland, Washington e Los Angeles.
L’emittente russa RT (ex Russia Today) ha “festeggiato” il Natale mandando in onda uno spot che prende in giro l’Europa, elencando tutti i problemi che affliggono il Vecchio Continente – dall’immigrazione incontrollata al caro bollette – e individuando ironicamente Vladimir Putin come causa per ogni disagio.
Nel frattempo la propaganda russa di RT persevera nel creare video epici che poi, puntualmente, le si ritorceranno contro. Tipo quello del criceto. E niente, risate assicurate per un altro quinquennio. Grazie di esistere. pic.twitter.com/pHmwHhPJbU
Nello spot dell’emittente, finanziata direttamente dal Cremlino tramite l’agenzia statale Ria Novosti, trovano spazio (realizzati con l’intelligenza artificiale) anche Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky, quest’ultimo in versione Babbo Natale con i colori ucraini: la presidente della Commissione europea spiega che se i burocrati non danno tregua alle famiglie la colpa è, ovviamente, di Putin. Per gli europei, infine arriva il consiglio: «Continuate ad avere fede in Babbo Natale».
Il piano elaborato dagli Stati Uniti per la fine del conflitto tra Russia e Ucraina non impone a Kyiv una «rinuncia formale all’ingresso nella Nato». A chiarirlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro con la stampa nella capitale ucraina. «Spetta alla Nato decidere se accogliere o meno l’Ucraina tra i suoi membri. La nostra scelta è stata fatta. Abbiamo rinunciato a modificare la Costituzione per includere una clausola che stabilisca che il Paese non aderirà alla Nato», ha dichiarato il capo dello Stato, ricordando che una precedente bozza statunitense prevedeva un impegno giuridico in tal senso, in linea con le richieste avanzate dalla Russia.
Zelensky: «Disaccordo con gli Usa su Zaporizhzhia»
Zelensky ha poi sottolineato che restano forti divergenze con Washington su alcuni nodi centrali del piano, in particolare sui territori e sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia: «Non abbiamo raggiunto un consenso con la parte americana riguardo al territorio della regione di Donetsk e alla centrale nucleare di Zaporizhzhia», ha affermato, precisando che Kyiv è disponibile a un confronto diretto: «Siamo pronti per un incontro con gli Stati Uniti a livello di leader per affrontare questioni delicate». Secondo il progetto americano, l’impianto di Zaporizhzhia dovrebbe essere amministrato congiuntamente da Ucraina, Stati Uniti e Russia, un’ipotesi che Zelensky ha giudicato problematica: «Questo ci sembra molto inappropriato e non del tutto realistico».
Zelensky: «Elezioni dopo la firma di un accordo di pace»
Nel quadro dell’ultima versione del piano Usa-Ucraina, Zelensky ha anche spiegato che è prevista l’organizzazione delle elezioni presidenziali subito dopo la firma di un accordo che metta fine all’invasione russa. Un passaggio del documento, già trasmesso a Mosca, stabilisce infatti: «L’Ucraina deve tenere le elezioni il prima possibile dopo la firma dell’accordo». Il presidente ha aggiunto che la proposta americana contempla inoltre il congelamento delle operazioni militari lungo le attuali linee del fronte e l’apertura di un dialogo sulle zone demilitarizzate. «La linea di dispiegamento delle truppe alla data dell’accordo è la linea di contatto de facto riconosciuta», ha spiegato, annunciando la creazione di un tavolo tecnico: «Un gruppo di lavoro si riunirà per determinare il ridispiegamento delle forze necessario per porre fine al conflitto, nonché per definire i parametri di possibili future zone economiche speciali».
È stato arrestato nel quartiere Barra di Napoli il latitante Ciro Andolfi: era ricercato dal 2022, in quanto destinatario di un ordine di carcerazione per una una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione, per i reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e corruzione.
Andolfi era in un nascondiglio in muratura
Andolfi figurava nell’elenco dei primi 100 latitanti più pericolosi, stilato dal ministero dell’Interno: ritenuto parte del clan di camorra ‘Andolfi Cuccaro’, operante nell’area orientale di Napoli, è stato rintracciato all’interno di un nascondiglio in muratura ricavato all’interno di un appartamento sottoposto a perquisizione.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha disposto una misura cautelare nei confronti di Meta al termine di un’istruttoria avviata nel luglio 2025 per un presunto abuso di posizione dominante. Al centro dell’indagine c’è l’integrazione di Meta AI all’interno di WhatsApp, collocata in modo privilegiato rispetto alle soluzioni offerte da operatori concorrenti. Il procedimento è stato poi esteso il 25 novembre, quando l’Antitrust ha avviato anche un sub-procedimento cautelare legato alle nuove condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre e destinate a diventare pienamente operative entro il 15 gennaio 2026. Secondo l’Autorità, tali clausole impediscono di fatto alle imprese che competono con Meta AI nel settore dei chatbot di intelligenza artificiale di accedere alla piattaforma WhatsApp.
Il logo di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).
Nella comunicazione ufficiale, l’Antitrust spiega che, dopo l’esame delle memorie difensive e l’audizione delle parti, «ha ritenuto che sussistano i requisiti necessari per l’adozione della misura cautelare in relazione agli effetti della condotta sul territorio italiano». L’Autorità osserva che il comportamento di Meta appare potenzialmente abusivo perché idoneo a comprimere lo sviluppo e l’innovazione nel mercato dei servizi di chatbot AI, con possibili ricadute negative sui consumatori, oltre a determinare «un danno grave e irreparabile» alle dinamiche concorrenziali durante lo svolgimento dell’istruttoria.
Meta: «Decisione senza fondamento, faremo ricorso»
Meta ha replicato così: «La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è infondata. L’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business API ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di IA sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso».
Tre persone sono state uccise mercoledì a Mosca dall’esplosione di un ordigno, in un’area vicina al luogo in cui due giorni prima è stato ucciso il generale russo Fanil Sarvarov. Lo riporta Reuters, citando le autorità della Federazione Russa. Secondo il Comitato investigativo russo, due agenti di polizia si erano avvicinati a un uomo che mostrava un comportamento sospetto quando è esploso un dispositivo. Nell’esplosione sono morti entrambi i poliziotti e una terza persona, la cui identità non è stata resa nota. Alcuni canali Telegram russi non ufficiali hanno riferito che l’uomo fermato sarebbe stato l’attentatore e che avrebbe fatto detonare la bomba al momento del controllo. Reuters precisa di non essere stata in grado di verificare in modo indipendente queste informazioni. La Russia ha indicato l’intelligence ucraina come responsabile dell’omicidio di Sarvarov, senza che da Kyiv sia arrivato un commento ufficiale.
Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha imposto un divieto di ingresso nel paese a cinque cittadini europei, tra cui Thierry Breton, ex commissario europeo per il Mercato interno. La decisione è stata annunciata dal segretario di Stato Marco Rubio, che ha accusato i destinatari del provvedimento di aver esercitato pressioni sulle grandi piattaforme tecnologiche americane per limitare o sopprimere contenuti e opinioni statunitensi. La notizia arriva dopo che, il 5 dicembre, la Commissione europea ha sanzionato la piattaforma X (ex Twitter) con una multa di 120 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act (DSA), la normativa europea entrata in vigore nel 2023 e fortemente sostenuta da Breton.
La vicepresidente della Commissione europa per i valori e la trasparenza Vera Jourova e il logo di X (Ansa).
Il Dsa impone alle grandi aziende digitali obblighi stringenti contro la disinformazione e i contenuti d’odio, prevedendo sanzioni fino al 6 per cento del fatturato globale in caso di violazioni. L’amministrazione Trump considera però questa legge uno strumento di censura che colpisce soprattutto le aziende tecnologiche americane. Oltre a Breton, il divieto riguarda Imran Ahmed, Anna-Lena von Hodenberg, Josephine Ballon e Clare Melford, tutti attivi in organizzazioni che contrastano odio e notizie false online. I nomi sono stati resi pubblici dalla sottosegretaria Sarah Rogers, che ha parlato di una presunta strategia coordinata per influenzare il dibattito pubblico americano.
Il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya ha reso noto che sono stati rinvenuti i resti dell’aereo scomparso dai radar che aveva a bordo il generale Mohammed Ali Ahmed Al-Haddad, capo di stato maggiore delle forze armate libiche. Il jet, che partito dall’aeroporto di Ankara Esenboğa era diretto a Tripoli, è precipitato a un paio di chilometri dal villaggio di Kesikkavak, nel distretto di Haymana, poco dopo il decollo e aver chiesto di poter effettuare un atterraggio di emergenza. A bordo c’erano in tutto cinque persone: nessun sopravvissuto. Incerte le cause del disastro, su cui è stata aperta un’inchiesta.
Ankara Esenboğa Havalimanı’ndan Trablus’a (Tripoli’ye) gitmek üzere havalanan uçağın enkazına Haymana ilçesi Kesikkavak Köyü’nün 2 km. güneyinde Jandarmamız tarafından ulaşılmıştır.
Il tribunale distrettuale Zamoskvoretsky di Mosca ha ordinato l’arresto in contumacia di Garry Kasparov «per due mesi dalla data della sua detenzione in Russia o l’estradizione in Russia». L’ex campione di scacchi e attivista politico dell’opposizione, definito agente straniero, è accusato di apologia pubblica del terrorismo per il sostegno dato all’Ucraina: si tratta di un reato punito con pene detentive da cinque a sette anni dal Codice penale russo. Kasparov vive all’estero da una decina di anni.
Mattia Missiroli, sindaco di Cervia (Ravenna), ha annunciato le proprie dimissioni dopo le accuse di maltrattamenti nei confronti della moglie, da cui si sta separando. L’ormai ex primo cittadino ha comunicato la decisione con una lunga lettera che ha anticipato la seduta del 23 dicembre del Consiglio comunale.
La lettera di Missiroli
Missiroli, che ha ceduto alle molte pressioni arrivate da parte delle opposizioni e dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, nella lettera ha ribadito «la totale estraneità a qualsiasi episodio di maltrattamenti», motivando il passo indietro con l’impossibilità di affrontare «una situazione così complessa con la necessaria lucidità» e di garantire «la serenità che l’istituzione comunale merita». Nella lettera, Missiroli ha inoltre denunciato «giudizi pubblici formulati prima degli accertamenti giudiziari», ribadendo di non aver ricevuto comunicazioni formali, né di aver potuto visionare atti dell’indagine sui fatti, che si sarebbero verificati a partire dal 2009.
Dopo il blocco ricevuto in estate, la Lazio potrà tornare a operare liberamente durante la sessione invernale del calciomercato. Il club biancoceleste ha infatti rispettato i parametri richiesti dalla Commissione indipendente che monitora i conti delle squadre italiane, ovvero un rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi inferiore allo 0,8, e dunque non avrà alcuna limitazione. Anche il Como potrà operare senza restrizioni, dopo aver sistemato una situazione difficile con aumento di capitale.
Antonio Conte, allenatore del Napoli (Ansa).
Il Napoli potrà invece operare solo a saldo zero
Brutte notizie, invece, per Napoli e Pisa: i due club, che sono finite oltre il valore dello 0,8, dovranno operare a saldo zero: per ogni giocatore acquistato deve esserci un’uscita equivalente. In estate l’indicatore che diventerà ancora più restrittivo: il limite passerà infatti a 0,7.
Sergio Mattarella nei giorni scorsi ha telefonato alla madre di Alberto Trentini, il cooperante veneto detenuto da oltre un anno in Venezuela. Lo scrive l’Ansa, citando fonti vicine alla famiglia dell’operatore umanitario. Il presidente della Repubblica ha manifestato vicinanza ad Armanda Colusso e solidarietà a nome di tutto il Paese: a metà novembre la donna aveva puntato il dito contro il Governo Meloni.
Tragedia nel mondo degli sport invernali. È morto per un malore a soli 27 anni Sivert Guttorm Bakken, biatleta della nazionale norvegese. L’atleta è stato trovato senza vita nella camera dell’albergo di Passo Lavazè, in Trentino, dove stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza assieme a dei compagni di squadra. Bakken, quattro vittorie in Coppa del Mondo tra 2021 e 2022, due anni fa era stato costretto a fermarsi dall’attività agonistica a causa di una pericardite. Ma dopo lo stop forzato durato un biennio, era tornato protagonista in Coppa del mondo con la Norvegia.
Un infermiere è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Legnano per maltrattamenti e violenza sessuale ai danni due anziane ospiti di una Rsa di Parabiago (Milano), che avrebbe palpeggiato. L’uomo, dipendente della struttura, è stato fermato al termine di indagini scattate dopo una denuncia presentata a ottobre dai familiari di una delle due vittime, che avevano notato sul corpo dell’anziana segni di violenza: telecamere installate all’interno della struttura hanno ripreso l’infermiere, un peruviano di 46 anni residente appunto a Parabiago, avvicinare in più occasioni le due donne sole a letto. Il comando provinciale dei carabinieri di Milano, in un comunicato stampa, spiega che sono stati raccolti «forti elementi indiziari». L’infermiere è stato posto agli arresti domiciliari.
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, intervenendo al brindisi di Natale con la stampa, si è espresso sulla manovra, a poche ore dalla sua approvazione in Senato: «Ancora una volta devo dire che Milano non è esattamente nel cuore del governo». Secondo il primo cittadino, le scelte adottate penalizzano il capoluogo lombardo, in particolare con il taglio di 15 milioni di euro destinati alla linea M4. Un intervento che, a suo avviso, conferma come «il trasporto pubblico è sempre il grande penalizzato in ogni manovra, ed è un servizio che i cittadini sentono come il più necessario».
Il sindaco di Milano Beppe Sala (Imagoeconomica).
Sala ha poi richiamato l’attenzione sulla questione delle risorse per la polizia locale, collegata al decreto anticipi che ha previsto un fondo per coprire gli straordinari dei vigili durante le Olimpiadi. Un fondo che, però, «non è attingibile da Milano», ha spiegato il sindaco, sottolineando le difficoltà operative che la città potrebbe affrontare in quel periodo. Da qui la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale: «Noi chiediamo o fondi o di derogare perché in quel periodo ci sarà bisogno di fare tanti straordinari».
Sulla candidatura di Scavuzzo: «Logico che pensi di fare il sindaco»
Sulla possibile candidatura a sindaca della vicesindaca Anna Scavuzzo, Sala ha detto: «ne penso bene e penso anche che sia legittimo», aggiungendo che «è molto probabile che ci saranno» le primarie. Ha poi precisato che «Scavuzzo ha non solo il diritto, ma è logico che ci pensi anche perché ha fatto il vicesindaco per 11 anni» e che il suo «ci sono» equivale a dire «ci sono per le primarie», ribadendo però che «devono essere primarie di coalizione». Guardando al confronto tra schieramenti, ha osservato che «nel centrosinistra c’è qualcuno che si fa avanti e nel centrodestra no», pur auspicando «che ci sia un candidato forte nel centrodestra».
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha diffuso oltre 11 mila nuovi file provenienti dall’inchiesta su Jeffrey Epstein. Il ‘pacchetto’ include numerosi documenti dell’Fbi, comunicazioni interne alla Giustizia, citazioni in giudizio, altri documenti legali e registrazioni audio/video relative alla morte del finanziere, che si è suicidato in cella nel 2019. Ma non solo: nei documenti appena rilasciati spunta un’email in cui si legge che «Donald Trump ha viaggiato sul jet privato di Epstein molte più volte di quanto precedentemente riportato».
Trump volò con Epstein almeno otto volte
L’attuale presidente Usa, come si legge nell’email del 7 gennaio 2020 da titolo “RE: Registri di volo di Epstein”, è elencato come passeggero su almeno otto voli tra il 1993 e il 1996, inclusi almeno quattro su cui era presente anche Ghislaine Maxwell. Su un volo del 1993, Trump ed Epstein sono gli unici due passeggeri registrati. Su un altro, i passeggeri registrato sono Epstein, Trump e una ventenne.
L’email inviata dal principe Andrea a Maxwell
Come riporta il Guardian, nei documenti figura anche un’email inviata da un uomo indicato come “A”, in cui vengono discusse le modalità con cui Maxwell poteva facilitare i suoi incontri con «amiche inappropriate». L’uomo misterioso sarebbe il principe Andrea.
Il tribunale di Tempio Pausania ha chiarito nei dettagli le motivazioni che hanno portato alla condanna di Ciro Grillo, figlio di Beppe, e di tre amici genovesi per lo stupro di gruppo denunciato da un’allora 18enne nel luglio del 2017 a pochi passi da Porto Cervo. Il collegio giudicante ha sottolineato come la vittima «deve essere ritenuta pienamente attendibile. Le sue dichiarazioni hanno trovato, infatti, significativi riscontri. Non può revocarsi in dubbio che l’assunzione del “beverone”, contenente anche una quantità di vodka, abbia provocato nella stessa una condizione di inferiorità fisica e psichica che ha agevolato l’operato criminoso degli imputati». I giudici hanno evidenziato come la giovane non potesse in alcun modo dare consenso, «dato che si sono consumati in un contesto di costrizioni ed impossibilità di reagire, che denotano la particolare brutalità del gruppo, coeso fin da principio, e che ha agito in un contesto predatorio e prevaricatorio non tenendo in considerazione alcuna lo stato di fragilità in cui versava la ragazza».
Il tribunale: «Lesa la libertà sessuale della ragazza»
La ricostruzione del tribunale ripercorre anche la serata del 16 luglio 2017, iniziata al Billionaire e proseguita fino al giorno successivo nell’appartamento di Beppe Grillo al Pevero. Il collegio ha ricordato come la giovane sia stata costretta a bere alcool, trovandosi in uno stato di alterazione psicofisica e ridotta lucidità: «non vi è alcun dubbio che gli imputati abbiano, con la loro azione, consapevolmente leso la libertà sessuale della ragazza, approfittando, a tal fine, delle condizioni di minorata difesa di quest’ultima, e dunque ben consci dello stato di ubriachezza della vittima». Per quanto riguarda il consenso, i giudici chiariscono che «nel caso in parola è palese l’inesistenza di positive manifestazioni di volontà» e ricordano che «un siffatto consenso non è libero consenso bensì consenso coatto». Infine, i magistrati sottolineano come «la deposizione resa dalla teste appare dunque dimostrativa dell’assenza di profili di animosità e astio della ragazza nei confronti degli imputati; da essa, piuttosto, traspare la rappresentazione di una ragazza profondamente incisa dall’esperienza subita».
L’Aula del Senato ha approvato la quarta legge di bilancio del Governo Meloni, che vale 22 miliardi di euro come ha spiegato il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, con 110 voti a favore, 66 contrari e 2 astenuti. Approvata anche la Nota di variazione. Poco prima il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla Manovra: i voti favorevoli in questo caso sono stati 113, i contrari 70, gli astenuti 2. «Siamo intervenuti su questioni che sembravano quasi impossibili. La tassazione solo al 5 per cento degli aumenti contrattuali era qualcosa che veniva chiesto da sempre dai sindacati e l’abbiamo fatto per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi. La tassazione all’1 per cento dei salari di produttività credo anche che sia sintomatica della direzione verso cui si deve andare. Quindi davvero un bilancio positivo che dimostra ancora una volta come tutto il governo sostiene questa linea che abbiamo impostato tre anni fa», ha dichiarato Giorgetti. La legge di bilancio passa ora alla Camera.
Stralciate cinque norme dal maxiemendamento dopo i dubbi del Quirinale
Prima del nuovo round nell’emiciclo di Palazzo Madama, la Commissione Bilancio del Senato – dopo i dubbi del Quirinale – ha stralciato dal maxiemendamento sulla Manovra cinque misure: la norma che consentiva agli imprenditori condannati per aver sottopagato i propri dipendenti ma che si erano comunque attenuti agli standard di alcuni contratti collettivi di non pagare gli arretrati; di due norme sulle porte girevoli nella pubblica amministrazione; di una sulla disciplina del collocamento fuori ruolo dei magistrati; di una sulla revisione della disciplina del personale della Covip.