Paolo Petrecca, chi è il direttore di RaiSport al centro delle polemiche per le Olimpiadi

Le sue gaffe durante la telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2026 stanno facendo il giro del web e non solo, e gli sono costate lo stop alla conduzione della cerimonia di chiusura oltre a polemiche e critiche. Paolo Petrecca, giornalista, autore televisivo, conduttore e dirigente, dal 2025 dirige RaiSport e in passato ha diretto Rai News 24, Televideo e Rainews.it. Romano classe 1964, lavora nella tv di Stato dal 2001.

Da Rtl alla Rai

Dopo aver iniziato la carriera come insegnante, nel 1990 ha cominciato a lavorare in televisione presso alcune emittenti locali laziali, occupandosi prevalentemente di sport, cronaca e politica. Nel 1999 è entrato nella redazione romana di Rtl 102.5, divenendo conduttore, coordinatore di corrispondenti e speaker dei notiziari. Due anni dopo è approdato in Rai come redattore presso il Tg2. Nel 2007 si è trasferito a Rai News 24, dove nel 2012 ha assunto il ruolo di capo servizio nella redazione Coordinamento delle edizioni. Quasi 10 anni dopo, nel 2021, ne è diventato direttore, dirigendo al contempo Televideo e Rainews.it. Dal 12 ottobre 2024 fino al 15 maggio 2025 ha condotto Filo diretto – Il Sabato di Rainews, per poi diventare direttore di RaiSport e della divisione Sport dell’azienda.

È morto il fisico delle particelle elementari Antonino Zichichi

È morto a 96 anni il fisico e divulgatore scientifico Antonino Zichichi. Specializzato nel campo della fisica delle particelle elementari, a cui ha dato preziosi contributi, era stato l’ideatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, costruiti a partire dal 1980. Si deve inoltre a lui la scoperta dell’antideutone, osservato per la prima volta nel 1965.

È morto il fisico delle particelle elementari Antonino Zichichi
Antonino Zichichi (Imagoeconomica).

Aveva lavorato presso il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra

Nato a Trapani nel 1929, Zichichi nel corso della carriera ha lavorato presso il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra. Ha anche guidato il gruppo dell’Università di Bologna (dove era professore emerito) durante i primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i Laboratori Nazionali di Frascati. Dal 1977 al 1982 è stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Nel 1978 era stato eletto presidente della Società Europea di Fisica. Negli stessi anni, come detto, aveva promosso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, oggi tra i importanti centri di ricerca del mondo. Dal 1986 è stato a capo del World Lab, un’associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata assieme al collega statunitense Isidor Isaac Rabi. Nel suo curriculum anche una breve esperienza politica: tra novembre 2012 e marzo 2013, con Rosario Crocetta governatore, era stato Assessore ai beni culturali della Regione Sicilia.

È morto il fisico delle particelle elementari Antonino Zichichi
Antonino Zichichi (Ansa).

Le critiche all’evoluzionismo e la battaglia contro le superstizioni

Zichichi, va detto, era però una figura controversa all’interno della comunità scientifica: fortemente cattolico, aveva messo in dubbio la teoria darwiniana dell’evoluzionismo, a suo modo di vedere non supportata dalla matematica. E si era anche detto scettico riguardo al riscaldamento globale. Al tempo stesso, Zichichi viene ricordato anche per il suo impegno contro l’astrologia e, più in generale, contro le superstizioni. Diventato volto noto per le sue frequenti apparizioni televisive, il fisico era stato anche imitato con successo sul piccolo schermo: prima da Ezio Greggio, che aveva proposto all’interno di Drive In il personaggio di Zichichirichì, e poi da Maurizio Crozza.

Petrecca, la decisione della Rai dopo la disastrosa telecronaca dell’apertura di Milano-Cortina

Dopo l’imbarazzante telecronaca della cerimonia di apertura, infarcita di gaffe di ogni genere, il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca non sarà la voce di quella di chiusura. L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha convocato Petrecca a Roma, per un faccia a faccia: la decisione è però già stata presa dai vertici di Viale Mazzini. Anche se qualcuno in Rai gli aveva consigliato diversamente, Petrecca aveva deciso personalmente di sostituire il suo vice Auro Bulbarelli, atteso al microfono ma saltato per aver svelato che lo spettacolo avrebbe coinvolto pure Sergio Mattarella.

Morta Patrizia de Blanck, una vita tra tv e jet set

È scomparsa a 85 anni Patrizia de Blanck. Lo ha reso noto su Instagram la figlia Giada. «Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità», ha ricordato nel lungo post. «Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me. Ringrazio chi l’ha amata. Riposa in pace, mamma, per sempre nel mio cuore».

La carriera come ospite tv

Nota al grande pubblico per aver partecipato come ospite a numerosi programmi tv nei primi Anni 2000, in realtà aveva debuttato nel piccolo schermo nel 1958 come valletta del Musichiere di Mario Riva. Dopo 40 anni fuori dai riflettori, nel 2002, venne “riscoperta” da Piero Chiambretti che la volle come ospite nella trasmissione Chiambretti c’è. L’anno successivo fu presenza fissa de L’Isola dei famosi, edizione a cui partecipava come concorrente la figlia Giada. Nel 2008, invece, fu lei a partire per l’Honduras e nel 2020 entrò nella casa del Grande Fratello VIP. Partecipò in seguito come opinionista ai programmi di Barbara D’Urso su Canale 5.

Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico

Già si parla di «figuraccia olimpica». Il commento della cerimonia delle Olimpiadi Milano Cortina affidato al direttore di RaiSport – ipermeloniano – Paolo Petrecca sta diventando un caso politico. Nonostante il successo di pubblico: hanno seguito la diretta 9 milioni e 272 mila spettatori, per uno share del 46,2 per cento pari.

Vigilanza Rai: l’attacco dei cinquestelle

Le gaffe, le battute fuori luogo e le “censure” – leggi Ghali – non sono sfuggite al pubblico dei social. Ma nemmeno agli esponenti del M5s in commissione di Vigilanza Rai. «Se la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina è stata spettacolare», sottolineano i cinque stelle, «la telecronaca Rai è sembrata la parodia dell’evento che avrebbe dovuto raccontare. Alla guida del racconto il direttore di RaiSport Paolo Petrecca, protagonista di una sequenza di errori e gaffe culminate con lo scambio tra lo Stadio Olimpico e San Siro, tra Matilda De Angelis e Mariah Carey e quello tra la presidente del Cio e la figlia di Mattarella, momento che riassume perfettamente il livello di preparazione mostrato in diretta». Insomma, per i cinque stelle la prima medaglia d’oro di questi giochi diffusi va proprio a Petrecca. Specialità? «Sciatteria televisiva». «Come tutti sanno in azienda, sarebbe bastato non prepensionare Franco Bragagna per avere un commento all’altezza dello spettacolo», continuano i 5s. «In un’Olimpiade organizzata in casa, il servizio pubblico riesce nell’impresa di essere l’anello più debole dello spettacolo. D’altronde Petrecca non è nuovo alle polemiche ed è stato destinatario di proteste prima dalla relazione di RaiNews e poi proprio da quella di RaiSport. In un Paese normale si sarebbe già dimesso, purtroppo invece Giampaolo Rossi continuerà a difendere Petrecca demolendo la reputazione della Rai. Quand’è che questo amministratore delegato deciderà di assumersi la responsabilità dei suoi errori? L’amichettismo è lo strumento per dimostrare che il privato sia meglio del pubblico. Noi la pensiamo diversamente, che il servizio pubblico, la principale azienda culturale del Paese, vada affidato ai migliori».

Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico
Paolo Petrecca (Imagoeconomica).

Usigrai: «Petrecca ci metta la faccia fino in fondo»

Un’indignazione condivisa da Usigrai. «L’importante è partecipare, ma fino a un certo punto. Petrecca e vertici aziendali sono responsabili della figuraccia Rai alla cerimonia di apertura dei Giochi», commentano il sindacato, il CdR e il fiduciario di Milano di RaiSport. «Ai vertici dell’azienda non sarà sfuggita l’impressione generale offerta dalla telecronaca della cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a portarlo a termine è solo l’ultima fallimentare iniziativa di un Direttore sfiduciato dalla sua precedente testata e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell’importantissimo appuntamento olimpico affidandogli la guida di RaiSport, dove è stato sfiduciato altre due volte» si legge nella nota. Insomma il motto “l’importante è partecipare”, secondo l’Usigrai, non può valere per chi «invece di premiare il merito, con la sua iniziativa ha causato una bruciante sconfitta per l’immagine del Servizio Pubblico e di chi ci lavora. I vertici aziendali, che da tempo continuano a difenderlo nonostante le ripetute mobilitazioni delle redazioni, sono consapevoli dei danni causati alla reputazione della Rai da questa iniziativa? Alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi, a fronte dei dubbi del Cdr per la sua auto assegnazione dell’incarico di telecronista, Petrecca ha risposto ‘io ci metto sempre la faccia’. Sarebbe ora di farlo fino in fondo».

«Mi sembra di aver riconosciuto Egonu»: le gaffe di Petrecca

Ma vediamo l’elenco parziale degli strafalcioni inanellati da Petrecca & Co durante la cerimonia di apertura.

Calma olimpica. «Buonasera dallo Stadio Olimpico». Tecnicamente anche la pagina ufficiale dei Giochi definisce il Meazza «San Siro Olympic Stadium», ma detta così pareva l’Olimpico di Roma. Per dovere di cronaca, “Stadio Olimpico” era già stato usato dalla TgR nell’edizione delle 19 e 30.

Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico
dal profilo Instagram Milano Cortina.

Scambi di persona. «Ecco Mariah Carey», mentre la telecamera inquadra Matilda De Angelis. «Inquadrati ora Sergio Mattarella con la figlia», ma l’obiettivo è su Kirsty Conventry, presidente del Cio.

Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico
Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico
Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico

Indovina il tedoforo. Uno degli ultimi passaggi della fiaccola olimpica a San Siro è stato affidato ai campioni del volley tra cui la capitana della nazionale femminile Anna Danesi e il capitano della maschile Simone Giannelli. Entrambi campioni del mondo in carica. Ma l’unica a essere riconosciuta (e a malapena: «Mi sembra di aver riconosciuto…») è Paola Egonu mentre Danesi e Giannelli sono liquidati con «alcuni tedofori».

Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico
Il passaggio della fiaccola a Simone Giannelli.

Sul palco anche i non citati Carlotta Cambi, Simone Anzani e Luca Porro. E per fortuna che Petrecca dirige RaiSport. Giannelli ha reagito con ironia: «Grazie ai telecronisti, solo Paola Egonu è famosa. Ma non prendiamocela… è stato bello lo stesso», ha commentato sotto un post Instagram. Non per essere esterofili a tutti i costi ma la telecronaca della Bbc ha nominato correttamente tutti e sei i nostri campioni.

Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico
Il commento di Simone Giannelli.

Figli delle stelle. Toccante l’omaggio durante la cerimonia a Margherita Hack con Samantha Cristoforetti. L’astrofisica «ci sta guardando», il commento. Una cosa è certa: la signora delle stelle si è sempre dichiarata atea e non le avrebbe fatto piacere essere evocata sotto forma di spirito immortale o angelo. Forse invece le avrebbe strappato una risata la somiglianza che molti commentatori hanno con il “mascherone’ di Gioacchino Rossini. Del resto Puccini pareva Massimo D’Alema e Verdi Beppe Vessicchio.

Battute cringe. Restando ai su citati mascheroni, non è sfuggita la freddura cringe: «Se Puccini si fosse chiamato Bianchini avremmo avuto Rossini, Bianchini e Verdi a rappresentare i colori della nostra bandiera». Nemmeno all’asilo.

Ghali e dispari. Qui non si tratta di gaffe o di errore, ma di una scelta editoriale. Durante la performance di Ghali su Promemoria di Gianni Rodari, il rapper (che aveva animato le polemiche della vigilia), non solo non è stato citato ma nemmeno inquadrato a dovere (a differenza di Sabrina Impacciatore, incensata come star internazionale ma a detta di molti assolutamente fuori luogo nel musical revival dei Giochi che furono).

Olimpiadi Milano Cortina: le gaffe di Petrecca diventano un caso politico
La performance di Ghali (Ansa).

Logorrea: Petrecca ha ben pensato di parlare pure sopra l’esibizione di Andrea Bocelli. Mentre Fabio Genovesi, suo compagno di sventura, raccontava dei suoi problemi cervicali. Lo stesso è accaduto per il delizioso momento di Brenda Lodigiani. Un bel tacer…

L’ultima di Corona: Falsissimo diventa uno spettacolo teatrale

Bloccato sui social a seguito dopo la causa intentata da Mediaset e impossibilitato a fare ospitate nei locali visti i problemi legati a cui andrebbero incontro i gestori, Fabrizio Corona tenta ora la strada del palcoscenico: su Ticketone sono infatti partite le prevendite di Falsissimo a Teatro (sottotitolo “Scacco matto al potere dei media”). Cinque le date di maggio già messe in cartellone: Milano il 7 maggio (all’Eco Teatro), Catania il 14, Napoli il 21, Roma il 22 e Padova il 23, con biglietti che vanno da 30 a 45 euro. «Nel 2026 Falsissimo sale sul palco. Fabrizio Corona porterà in scena un racconto senza filtri. Potere mediatico, informazione, gossip, intoccabili. Falsissimo espone ciò che resta nascosto. Disturba. Divide. Ma rimane. La libertà di parola non si chiede. Si esercita», si legge nella descrizione dell’evento.

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Continua la guerra Mediaset-Corona

Il 3 febbraio gli account ufficiali di Corona su Instagram, Facebook e YouTube sono stati rimossi dopo una serie di diffide dell’ufficio legale di Mediaset, che ha segnalato violazioni riguardanti il copyright, contenuti diffamatori e messaggi di odio diffusi tramite il format Falsissimo. Sui social sono poi ricomparsi nuovi profili riconducibili a Corona, poi chiusi di nuovo a seguito di altre segnalazioni. Per quanto riguarda le ospitate nei locali, Mediaset ha invitato i gestori «a presidiare adeguatamente i contenuti contumeliosi oggetto di diffusione da parte degli ospiti, diretti nei confronti delle Società, dei loro manager, dei soci e dei volti più rappresentativi, proprio al fine di evitare di concorrere nelle predette condotte quali organizzatori e promotori dei citati eventi». Insomma, a vietare qualsiasi critica a Mediaset, ai suoi manager e ai suoi programmi durante gli eventi con Corona.

Scontro tra Salvini e Gruber: «Deve occuparsi di treni, non di casa»

Acceso botta e risposta tra Matteo Salvini e Lilli Gruber a Otto e mezzo. Durante la puntata del 5 febbraio 2026, i due si sono scontrati sulla puntualità dei treni, con il ministro dei Trasporti che ha sciorinato l’indice di puntualità del 2024-2025, intorno al 90 per cento, e la giornalista che gli ha fatto notare come, nella quotidianità, gli italiani debbano fare i conti con «ritardi spaventosi». «Sarà sfortunata, mi spiace per lei» la chiosa del leader leghista. Ma vediamo le tappe dello scontro.

Gruber a Salvini: «Chieda scusa agli italiani che hanno ritardi spaventosi»

«Lei ha trovato uno più a destra e filo-russo di lei ed è Vannacci», ha esordito Gruber. «Io non sono filo-russo, sono filo-pace», ha risposto Salvini. «Senta, filo-pace, lei quindi vuole tornare al ministero degli Interni?». «No, io sto benissimo a occuparmi di casa perché stiamo per sistemare 60 mila case popolari». La giornalista insorge: «Ma lei deve occuparsi di treni, ministro». La replica: «Al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ci occupiamo anche di casa». Salvini ha quindi mostrato l’indice di puntualità dei treni regionali nel 2024/2025, al 90 per cento. A sua volta, Gruber ha sventolato un foglio con i dati di Trenitalia evidenziati in giallo: «Sì, vada a spiegarlo agli italiani che viaggiano sui treni. Guardi qua che bei dati ho io. Ha un’occasione straordinaria. Vuole chiedere scusa ai tanti italiani che viaggiano su questi treni, che hanno ritardi spaventosi? Sarebbe carino se lei chiedesse scusa, perché quando succede l’apocalisse, lei si occupa di altro».

Salvini insiste: «È il mio lavoro, saprò quello di cui sto parlando?»

Il vicepremier ha risposto snocciolando numeri: «Ci sono 1.300 cantieri aperti sulla rete ferroviaria italiana perché chi c’era prima di me non ce l’aveva come priorità. C’è il massimo dei treni circolanti, 10 mila al giorno, c’è il massimo dei passeggeri circolanti, la puntualità sta crescendo tanto che l’anno scorso è arrivata al 90 per cento. C’è il 10 per cento di treni in ritardo? Sì, me ne dolgo e me ne pento». «Tutti noi prendiamo i treni e tutti noi ogni volta abbiamo ritardi, 9 volte e mezzo su 10», ha risposto Gruber. «Sarà sfortunata lei», ha detto Salvini, «però da un giornalista mi aspetto precisione e numeri, non 9 volte e mezzo in ritardo su 10. Mi faccia vedere i suoi dati. È il mio lavoro, saprò di quello che sto parlando? Il tasso di puntualità dei treni nel 2025 è 90,1 per cento. Mi smentisce?». Quando Gruber ha provato a riportare il confronto sul caso Vannacci, il ministro ha commentato: «Ma io stavo bene sui treni». «Meglio che vada via dai treni», ha ribattuto lei. «Un milione e mezzo di persone al giorno prende il treno. Lei sarà sfortunata, mi spiace per lei», ha insistito Salvini. «Evidentemente ci saranno ritardi dei treni solo per quelli di sinistra».

Lo strano caso del “penisgate” nel salto con gli sci

Nel corso dei suoi 26 anni di storia, l’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) ne ha viste di tutti i colori: anche se l’importante è partecipare, andare a medaglia lo è decisamente di più e questo ha indotto molti atleti all’assunzione di sostanze illecite. Ebbene, secondo la Bild alcuni saltatori con gli sci starebbero facendo ricorso a iniezioni di acido ialuronico nel pene, in modo da falsare le misure delle loro tute. E dunque migliorare le prestazioni.

Nel salto con gli sci ogni millimetro fa la differenza

Il “penisgate” di cui scrive la Bild può sembrare follia, ma se c’è una certezza, è che nel salto con gli sci anche un millimetro può la differenza. Secondo uno studio pubblicato su Frontiers, per ogni due centimetri in più di circonferenza della tuta la resistenza scende del 4 per cento, mentre sale del 5 per cento la portanza, con un risultato di 5,8 metri di lunghezza in più nel salto. Nel 2025 i due medagliati olimpici norvegesi Marius Lindvik e Johann André Forfang sono stati sospesi per tre mesi per aver “truccato” le tute durante i Mondiali, con cuciture allargate nella zona del cavallo per aumentarne la superficie. Con loro sono stati squalificati anche allenatori e staff.

C’è chi avrebbe fatto ricorso a iniezioni, chi all’argilla

Ebbene, come scrive (o meglio insinua) la Bild, alcuni saltatori hanno adottato metodi ancora più fantasiosi per aumentare le misurazioni ufficiali delle tute, che avvengono tramite scanner 3D partendo dal punto più basso dei genitali: tra essi appunto l’iniezione di acido ialuronico o paraffina nel pene. Altri avrebbero fatto ricorso all’applicazione di argilla nella biancheria intima. Sempre con lo stesso obiettivo: allargare temporaneamente le loro misure, così da poter gareggiare con tute più larghe. Interpellato sulle voci Olivier Niggli, direttore generale della Wada, ha dichiarato: «Non sono a conoscenza dei dettagli del salto con gli sci e di come questo lo possa migliorare, ma prenderemo in considerazione qualsiasi situazione effettivamente correlata al doping». Così Witold Banka, presidente della Wada: «Il salto con gli sci è molto popolare da noi in Polonia, quindi prometto che daremo un’occhiata».

Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente

Poco attese, le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono arrivate in città. Anzi, nelle città. E si è scoperto, con sommo rammarico degli organizzatori, che ai milanesi dell’evento importa il giusto, tendente al poco. Stesso andazzo a Cortina, cui il New York Times ha dedicato un articolo con quella curiosità un po’ antropologica che anima gli stranieri quando trattano le cose dell’Italia: la perla delle Dolomiti non vibra, non scalpita, quasi si annoia. Figurarsi Milano.

Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
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Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente
Le Olimpiadi e lo snobismo di Milano, città anestetizzata e insofferente

Qualcuno ha tirato in ballo lo snobismo della sua borghesia, che il vertiginoso schizzare in alto del tasso di ricchezza dei suoi abitanti (indigeni o fiscalmente acquisiti) ha accentuato. È uno snobismo che sconfina nell’insofferenza, che al primo sentore di disagio raccoglie armi e bagagli e si ritira nelle seconde case. Milano funziona così: celebra gli eventi con l’identico approccio che si ha verso le ristrutturazioni dei palazzi: «Bellissimo. Ma fate pure, io torno quando è finito».

Alla fine, per gli organizzatori, sarà un bagno di sangue?

Peraltro questa è una faccia dello snobismo. L’altra consiste nella malcelata soddisfazione di vedere le strade del centro mezze vuote (ma non sarà perché piove a dirotto o perché un cappuccino costa 10 euro?), i B&B col lucchetto non così pieni, il tutto esaurito nei teatri delle gare un’ottimistica chimera. Da lì alla profezia-anatema il passo è breve: alla fine, per gli organizzatori, sarà un bagno di sangue. Ipotesi che certo riguarda le tasche di tutti, un po’ meno quelle di chi per orrore del caos si è rifugiato nelle dimore vista lago.

La Milano performante non tollera più il minimo fastidio

Ma ridurre tutto a una posa chic sarebbe consolatorio. Il problema è più complesso. La Milano urbana, performante, metropoli iper organizzata, non tollera più anche il minimo fastidio. Il disagio è diventato una colpa, il rallentamento un’offesa. La variegata agenda di apertura e chiusura di vie e quartieri, effimera quanto il tempo dei Giochi, è vissuta come una violazione dei diritti civili, l’olimpico eccesso di movida come un attentato alla qualità della vita. Abbiamo interiorizzato l’idea che la città debba funzionare come un’app: veloce, fluida, invisibile, senza intoppi. E soprattutto senza sorprese, nemmeno quella di una strada chiusa per qualche ora.

L’indifferenza è diventata una forma di superiorità

C’è poi un altro elemento, più sottile e molto milanese: l’indifferenza come forma di superiorità. Milano non si oppone certo alle Olimpiadi, ma le guarda con l’aria di chi ha già visto tutto: Expo, Fashion Week, Design Week, Salone, Fuorisalone, settimane a raffica di qualcosa che non le lasciano un attimo di respiro. Da tempo la capitale economica è diventata uno show room permanente che ha anestetizzato l’eccezione. E quando ogni cosa viene venduta come straordinaria, finisce che niente più lo è. Olimpiadi comprese, che invece una loro eccezionalità ce l’hanno davvero, visto che da noi le ultime datano 2006 e le prossime, se il mondo ancora ci sarà, chissà quando.

I Giochi vissuti solo come un problema logistico

Alla fine ne esce una narrazione scoraggiante. I Giochi, che dovrebbero essere racconto, epica, identità condivisa, vengono vissuti dai milanesi solo come un problema logistico. La città che si vanta di essere capitale morale e locomotiva del Paese si scopre fragilissima sul piano simbolico. Prevale l’irritazione di perdere tempo per qualcosa che come ritorno immediato porta solo fastidi.

Futuro da metropoli efficientissima. E mortalmente noiosa

Seppellita la chimera della città a misura d’uomo, non ci garba che il trambusto olimpico intralci quella a misura Duomo. La Milano in cui viviamo assume sempre più le sembianze di uno stentoreo luna park dove il copioso avvento di capitali lascia intravedere, per chi se lo potrà permettere, un futuro vissuto in una città efficientissima. E insieme mortalmente noiosa.

Perché Fabrizio Corona ha denunciato Mediaset

Fabrizio Corona ha denunciato Mediaset per tentata estorsione «o per qualunque altro reato che la Procura vorrà ravvisare». L’ha annunciato Ivano Chiesa, legale di fiducia dell’ex re dei paparazzi, dopo che l’azienda avrebbe inviato delle missive ad alcune discoteche avvertendo i gestori che potrebbero essere corresponsabili nel caso invitassero come ospite Corona. In sostanza, se quest’ultimo accusasse e diffamasse Mediaset e chi ne fa parte durante le serate nei locali, anche i gestori dovrebbero risponderne legalmente. In un intervento registrato su Instagram, l’avvocato Chiesta ha spiegato che l’iniziativa di Mediaset «è una cosa molto grave e non ha fondamento», perché «un gestore di una discoteca non ha nessun dovere se non di garantire la sicurezza, ma non impedire che qualcuno dica quello che vuole perché non siamo in Corea». Le missive, però, potrebbero avere come effetto di impedirgli di lavorare. «Hanno tentato di silenziare Fabrizio Corona sui social, adesso vogliono silenziarlo negli esercizi pubblici, domani cosa faranno? Gli impediranno di parlare a casa sua?», ha aggiunto il legale. Nei giorni scorsi

Università di Brescia, il pasticcio del concorso finisce con un auto-sabotaggio

La riunione di mercoledì 4 febbraio – un “sequestro di persona” di quattro ore – si è conclusa con un esisto scontatissimo. Cioè l’auto-sabotaggio. Il capo di dipartimento dell’Università di Brescia avrebbe deciso di non convocare entro 45 giorni (limite il 15 febbraio) la commissione del concorso in Malattie respiratorie. Dunque, come stabilito da commi e cavilli del regolamento, per due anni l’ateneo non potrà chiedere un altro concorso per la stessa fascia, lo stesso gruppo e lo stesso settore scientifico e disciplinare. Perché questa scelta lecita ma autolesionista? L’abbiamo già spiegato con il condizionale: il motivo sarebbe la non vittoria – per oltre 50 punti di scarto, cinquanta! – del plenipotenziario primario degli Spedali Civili di Brescia, candidato “predestinato”.

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Michele Pinto nuovo presidente dell’Associazione nazionale stampa online

L’Assemblea nazionale di Anso – Associazione nazionale stampa online, ha eletto Michele Pinto nuovo presidente per i prossimi tre anni. Pinto succede a Marco Giovannelli, che ha guidato l’Anso negli ultimi nove anni, per tre mandati consecutivi. Un lungo periodo nel quale l’ente è cresciuto, si è strutturato e ha ottenuto la sottoscrizione del contratto di lavoro giornalistico Anso–Fisc. «La presidenza di Marco Giovannelli e il lavoro del direttivo uscente hanno costruito basi solide. Il mio impegno sarà quello di proseguire su questo percorso, affrontando una nuova fase di crescita e di sfide per l’editoria locale online», ha detto Pinto. «L’editoria vive una fase complessa, ma l’informazione resta essenziale. Anso deve continuare a fornire agli editori strumenti concreti per crescere e rafforzarsi. Editori più solidi significano anche condizioni di lavoro più stabili e serene per chi fa informazione ogni giorno», ha aggiunto. Fondata nel 2003, Anso ha l’obiettivo di rappresentare e tutelare gli interessi degli editori di testate giornalistiche online a carattere locale.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni

Alla fine non ce l’ha fatta più e ha cancellato il volto di Giorgio Meloni dall’affresco situato nella cappella del Crocifisso della basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma. Una decisione che Bruno Valentinetti, restauratore fai-da-te, pare aver preso dopo una «richiesta del Vaticano». La storia, ovviamente, non finisce qui, perché una buona parte è ancora da scrivere.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Bruno Valentinetti (Ansa).

Per il restauro sono stati stanziati (ma non spesi) 2,6 milioni del Pnrr

I lavori di restauro conservativo di San Lorenzo in Lucina sono inseriti nei progetti del Pnrr, anche se la somma risulta non spesa. Sul sito si sottolinea che la basilica beneficia di un finanziamento totale di 2,64 milioni di euro dal ministero della Cultura, mentre il soggetto attuatore è il Fondo Edifici di Culto (Fec). Il progetto (codice CUP F89C22000410006) riguarda interventi di riqualificazione. La basilica in questione è di fatto di proprietà del ministero dell’Interno, gestito dal Fec, braccio esecutivo del Viminale per i beni acquisiti dallo Stato Italiano dopo la caduta dello Stato Pontificio per opera dei piemontesi, ovvero i Savoia. L’unico legittimato a parlare sarebbe il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che però sul tema non ha pronunciato una parola, impegnato poi com’era sui fatti accaduti a Torino.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
La facciata di San Lorenzo in Lucina a Roma (Ansa).

Don Pintus, il parroco «picconatore»vicino ai monarchici

Facciamo ancora un passo indietro. In quella chiesa in qualità di parroco fu don Piero Pintus, amico del fu presidente della Repubblica Francesco Cossiga, a voler dedicare una cappellina a Umberto di Savoia, con tanto di monumento. Pintus nel 1992 venne “licenziato” dall’allora presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini. Il parroco «picconatore» (cit. L’Unità) aveva infatti accusato Ruini di essere affiliato alla massoneria. Ma dietro la decisione del capo dei vescovi c’era la preoccupazione che quella basilica diventasse punto di riferimento per quell’aristocrazia nera che non era proprio a lui amica. Pintus, inoltre, era solito inviare lettere in cui dileggiava i politici di sinistra per difendere il suo vecchio amico Cossiga.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
L’articolo dell’Unità sul ‘licenziamento’ di don Pintus.

A questo quadro già rocambolesco, si aggiunsero poi le polemiche dei monarchici, che volevano trasferire i resti dell’ultimo sovrano italiano nel Pantheon e, dopo essersi “accontentati” del busto in San Lorenzo in Lucina, difendevano la chiesa come se fosse cosa loro.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Una messa in suffragio di Maria di Savoia Borbone Parma in San Lorenzo in Lucina (Ansa).

La famiglia Memmo e il restauro del 2003

Di fronte alla chiesa si trova il complesso che fu dei Ruspoli, in parte acquistato dai Memmo, famiglia di origini leccesi. Il salotto di Daniela Memmo è caro da sempre alla destra romana. Alle sue cene spesso è presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sempre attento ai problemi della chiesa nel mondo. Si dice che Valentinetti lavori anche per loro, i Memmo, oltre che per la basilica. Al Corriere della Sera, Daniela Memmo ha dichiarato di aver finanziato personalmente i lavori della cappella nel 2003: «Fu un omaggio a mio suocero Carlo, ministro della Real Casa», cioè Carlo d’Amelio (1902-1996), gentiluomo e cameriere segreto di cappa e spada di Sua Santità, che nel 1983 sostituì Falcone Lucifero nel ruolo di ministro della Real Casa di Savoia durante l’esilio. Storie d’altri tempi che sono riemerse nel 2026 per colpa di un angelo al quale è stato dato il volto di Giorgia Meloni.

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Daniela Memmo con Gianni Alemanno, Dino Gasperini, Mario de Simoni nel 2012 (Ansa).

L’obolo delle fondazioni

Ma non è finita. Nel 2005 per il restauro «delle coperture della Chiesa di San Lorenzo in Lucina e di due cappelle interne a essa», come si legge nei documenti della Camera, fu proposto di utilizzare la destinazione dell’8 per mille del gettito Irpef per un importo di 190 mila euro. Non è specificato di quali cappelle si trattasse ma la firma era dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel corso degli anni, come mecenate, nella basilica è intervenuta anche la Fondazione Camillo Caetani. Di fondi di Santa Romana Chiesa, direttamente, non se ne parla. Sono sempre girati tramite l’8 per mille. E per le emergenze c’è sempre stato il Fec. L’attuale parroco, don Cesare Micheletti, aveva parlato di due fondazioni. Esiste anche la Fondazione Memmo, che organizza iniziative culturali e gestisce lo spazio espositivo di via di Fontanella di Borghese. Il cerchio è chiuso (o quasi). Mancava solo l’apparizione, nella puntata di mercoledì de La pennicanza, su Radio2, di Fiorello con la maglietta nera con l’angelo Meloni…

I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
Fiorello con la t-shirt del cherubino-Meloni alla Pennicanza (da RaiPlay).
I restauri di San Lorenzo in Lucina tra Pnrr, salotti buoni e fondazioni
La maglietta di Fiorello con l’angelo-Meloni (da RaiPlay).

Il ruolo della Lombardia nell’industria chimica europea

La Lombardia ha consolidato il proprio ruolo di regione leader nell’industria chimica a livello europeo, guidando dal 2024 l’European chemical regions network (Ecrn), l’alleanza continentale dei territori più rappresentativi del settore. Durante la presidenza affidata all’assessore regionale Guido Guidesi, la rete si è ampliata da 10 a 21 membri diventando un interlocutore diretto della Commissione europea nei tavoli per il rilancio del comparto e offrendo alle aziende, allo stesso tempo, un sostegno per accedere alle opportunità di finanziamento europee attraverso la partecipazione a sei progetti comunitari che hanno generato stanziamenti per circa 19 milioni di euro. Rilevanti anche gli sforzi per agevolare le connessioni tra i diversi distretti industriali rafforzando la capacità di fare sistema. La presidenza lombarda cederà ora il testimone a quella catalana, anche se la Regione manterrà comunque un ruolo da protagonista con la vicepresidenza dell’associazione con delega alla Critical chemicals alliance, il gruppo di lavoro che contribuisce allo sviluppo e alla concretizzazione del piano di azione europeo per l’industria chimica.

Il ruolo della Lombardia nell’industria chimica europea
Riunione dell’Ecrn.

Guidesi: «Continuare a supportare il settore per renderlo più efficiente e sostenibile»

Il passaggio di consegne è avvenuto a Rotterdam, dove l’assessore Guidesi è intervenuto ribadendo che, senza la chimica, l’economia europea non ha futuro: «È nostro compito continuare a supportare il settore per renderlo più efficiente e sostenibile, ma è anche nostro dovere difenderne la presenza e migliorare la competitività delle nostre imprese. Siamo riusciti, attraverso un importante lavoro di squadra, a far sì che l’Unione europea sia tornata a occuparsi con attenzione di un comparto fondamentale, che non può e non deve essere abbandonato». Nel settore, la Lombardia è tra le prime cinque regioni europee per numero di addetti (45 mila) e la terza per la chimica fine e specialistica a uso industriale. Ecrn comprende 17 regioni di otto Stati, oltre a quattro membri associati. Le regioni sono Drenthe, Groningen, Limburg, Zuid-Holland, Zeeland (Paesi Bassi), Catalogna (Spagna), Fiandre (Belgio), Emilia-Romagna, Sassonia-Anhalt, Baviera (Germania), Lombardia, Masovia (Polonia), Ústí (Cechia), Liguria, Abruzzo, Piemonte, Valencia (Spagna). I membri associati sono Polish chamber of chemical industry (Pipc), Confapi, Hungarian chemical industry association (Mavesz) e Green chemistry cluster.

Picierno attacca il Pd sul referendum: cosa è successo

«La linea comunicativa del Partito Democratico che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente. Da fondatrice e militante del Pd sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista». Lo ha scritto Pina Picierno in un duro post su X contro l’ultimo passo falso del suo partito, avvenuto sui social.

L’infelice accostamento tra chi voterà “Sì” e i neofascisti

L’amarezza di Picierno nasce dalla clip pubblicata sulla pagina Instagram del Partito democratico, con i saluti romani dei neofascisti ad Acca Larentia e il messaggio in sovrimpressione: «Loro votano sì. Ricordagli che la Costituzione è antifascista». E si legge anche: «CasaPound annuncia il sostegno alla riforma del governo Meloni. Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione: il 22 e il 23 marzo VOTA NO!».

Il messaggio di FdI: stessi toni (al contrario) di quello dem

La campagna del Pd ha ricalcato, al contrario, quella di Fratelli d’Italia, che ha pubblicato sui social un video degli scontri di Torino per Askatasuna, con il messaggio: «Noi non siamo come loro e voteremo sì».

Picierno: «Voterò sì, come molti elettori e militanti del Pd»

Chiedendo di non trasformare il referendum sulla riforma della giustizia «in una contesa politica sul governo in carica», perché «per quello ci saranno le elezioni politiche», Picierno ha poi scritto: «Io voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti. Basta con una campagna che sembra ricalcare, al contrario, i toni e lo stile di Fratelli d’Italia, anche loro impegnati in una penosa linea comunicativa per cui chi vota no è assimilabile ai violenti degli scontri di Torino». Poi: «So bene che esiste una linea maggioritaria nel mio partito, e sono sicura che esistono molti modi per argomentare sulle ragioni del “No”. In tutta onestà mi pare che quelle osservate e ascoltate fin qui non siano quelle più giuste e quelle più convincenti».

Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina

Il restauratore Bruno Valentinetti ha cancellato il volto di Giorgia Meloni sull’angelo (o vittoria alata) della chiesa di San Lorenzo in Lucina (Roma). «A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato», ha detto, confermando che è stata direttamente la Santa Sede ad avanzare la richiesta di ripristinare l’opera, realizzata nel 2000, nella sua forma originaria. Sul caso si è mossa anche la Sovrintendenza di Roma, che ha aperto un’indagine dei Beni Culturali e avviate ricerche d’archivio sull’affresco. Ospite di Fiorello a La Pennicanza, Valentinetti aveva scherzato: «Ero posseduto. Dormivo e mi è apparsa la Meloni in sogno, vestita di bianco. Sembrava la Madonna di Fatima! Mi diceva: “Bruno, dipingi l’angelo a mia immagine; mettigli la mia faccia”. La mano andava da sola!». Ecco i migliori meme sul caso dell’angelo-Meloni.

Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina
Cancellato il volto dell’angelo-Meloni dall’affresco della chiesa di San Lorenzo in Lucina

Live Nation ha acquisito il Gruppo ForumNet

Live Nation ha firmato un accordo per l’acquisizione del Gruppo ForumNet, uno dei principali operatori di venue in Italia, da Bastogi Spa, rafforzando il proprio impegno a investire nel dinamico ecosistema dell’intrattenimento dal vivo italiano. Fulcro dell’operazione è l’Unipol Forum, una delle arene più iconiche del Paese per musica e sport che, dalla sua inaugurazione nel 1990, accoglie ogni anno circa 2 milioni di spettatori e ha ospitato superstar internazionali e grandi protagonisti della musica italiana come Vasco Rossi, Cesare Cremonini, Tiziano Ferro e Marco Mengoni. Oltre alla musica, l’Unipol Forum è la casa dell’Olimpia Milano di basket e ospiterà le competizioni di pattinaggio di figura e short track alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.

Previsti investimenti sull’Unipol Forum

Live Nation prevede un piano di investimenti significativi sull’Unipol Forum per migliorare ulteriormente la partecipazione del pubblico, potenziare le infrastrutture dedicate ad artisti e produzioni e introdurre interventi orientati alla sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbone. Gli interventi valorizzeranno il lascito olimpico della venue, assicurandone il ruolo di riferimento nel lungo periodo per l’intrattenimento di livello internazionale e lo sport d’élite. L’accordo include, inoltre, Teatro Repower e la gestione della venue open-air Carroponte.

L’operazione verrà completata entro aprile 2026

Nel loro insieme, queste venue svolgono un ruolo chiave nel settore dell’intrattenimento dal vivo in Italia, che nel 2024 ha generato un valore complessivo di 4,5 miliardi di euro a livello nazionale. L’attuale team ForumNet continuerà a gestire le venue, accogliendo tutti gli organizzatori di eventi. Live Nation proseguirà l’attività di promozione degli spettacoli su tutto il territorio italiano. Il completamento dell’operazione è subordinato alle consuete condizioni di closing ed è previsto entro aprile 2026.

Disney, Josh D’Amaro nuovo ceo

Josh D’Amaro, responsabile della divisione Experiences (parchi a tema, crociere e prodotti), assumerà il ruolo di ceo Walt Disney dal 18 marzo 2026, giorno in cui è in programma l’assemblea annuale della società. Il manager, incoronato da un voto unanime del cda, prenderà il posto di Robert A. Iger, che resterà nel consiglio di amministrazione e come consulente senior fino a fine anno A capo del più grande segmento di attività dell’azienda, con un fatturato annuo di 36 miliardi di dollari nel 2025, D’Amaro è un veterano Disney, in cui ha lavorato negli ultimi 28 anni. La sua divisione ha generato, nell’ultimo anno fiscale, il 38 per cento dei ricavi e il 57 per cento dell’utile operativo. La nomina chiude una corsa interna che ha visto in lizza anche Dana Walden (co-presidente dell’intrattenimento), Alan Bergman e Jimmy Pitaro.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza

Soldi: parecchi. Tempo: almeno un anno e mezzo per organizzare il concorso. Tra riunioni, contro-riunioni e affanni vari dei commissari e dell’unica superstite della cattedra che aspetta rinforzi da troppi mesi. E alla fine? Tutto buttato via. Pare abbiano ragione le serpi: il capo dipartimento dell’Università di Brescia vorrebbe rinunciare all’assunzione di un docente associato in Malattie respiratorie.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Medici degli Spedali Civili di Brescia (Imagoeconomica).

Il motivo l’abbiamo già scritto: non ha vinto il candidato designato, cioè il plenipotenziario primario degli Spedali civili, che ha ottenuto oltre 50 punti in meno rispetto agli altri due aspiranti al posto. Sì, cinquanta punti: un abisso, visto che di solito queste dinamiche si giocano sullo zero virgola.

Quanto è probabile la cancellazione della cattedra?

Tuttavia, dopo l’auto-defenestrazione del vincitore – ha primeggiato anche all’Humanitas di Rozzano e preferisce quella destinazione -, il secondo classificato non avrebbe la minima idea di rassegnarsi a un’eventuale cancellazione della cattedra, nonostante l’ipotesi sia prevista dal regolamento della facoltà. Ed è pronto a spedire una lettera al dipartimento in cui dichiara la volontà di assumere l’incarico a Brescia. Un atto cortese e formale per ribadire la sua disponibilità, che sarà all’ordine del giorno della riunione di dipartimento di mercoledì 4 febbraio. Cosa succederà quindi? Non si sa, ma il secondo classificato spera in un intervento in suo favore da parte del magnifico rettore Francesco Castelli.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Francesco Castelli, rettore dell’Università degli studi di Brescia (foto Imagoeconomica).

L’altra grana: l’apertura di una seconda facoltà di Medicina

Le rogne per il concorso comunque non sono le uniche dell’università. C’è molta, moltissima, preoccupazione – praticamente disperazione – per una voce che gira da mesi: in città viene data ormai per certa l’apertura di una seconda facoltà di Medicina! Il punto esclamativo è più che lecito: come dicono i docenti della Statale, se dovesse succedere «saremmo spacciati».

Dietro questo disegno, secondo gli arcinemici, ci sarebbe l’ex rettore, ex responsabile della conferenza dei rettori delle università italiane, ex papabile candidato a sindaco di Brescia (lisciato dal Partito democratico), nonché commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana Maurizio Tira.

Università di Brescia, il giallo del concorso e l’ombra della Fondazione Poliambulanza
Maurizio Tira (foto Imagoeconomica).

Potenziali conflitti d’interessi? Non segnalati

Oltre a mantenere la cattedra di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Brescia, infatti, il nostro è nel consiglio di amministrazione della Poliambulanza. Il suo incarico triennale, retribuito con 30 mila euro, è stato autorizzato dal direttore di dipartimento che deve valutare anche potenziali conflitti d’interessi. Evidentemente non li ha intravisti. La domanda (lecita) che si fanno in facoltà è la seguente: «Da rettore, Tira ha elaborato il piano strategico della Statale e ora cosa fa? Approva la convenzione fra Poliambulanza e UniCattolica per aprire Medicina?». Lo scopriremo presto.

Dai treni agli aerei, tutti gli scioperi di febbraio 2026

Il mese di febbraio 2026 sarà caratterizzato da una nuova ondata di scioperi che interesseranno diversi settori, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario e aereo. A livello nazionale il picco si avrà in tre date: 6, 16 e 28 febbraio. Di seguito l’elenco completo con le agitazioni giorno per giorno.

Tutti gli scioperi in programma a febbraio 2026

2 febbraio

Dalle 3 di lunedì 2 febbraio alle 2 di martedì 3 febbraio si ferma Trenord. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato Orsa e potrebbe impattare sulla circolazione dei treni in Lombardia. Le fasce orarie garantite vanno dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per la linea RE54 (da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1), e tra Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50.

6 febbraio

Per l’intera giornata di venerdì 6 febbraio è stato proclamato uno sciopero nazionale del settore marittimo e portuale indetto dal sindacato Usb Lavoro privato. Nella stessa giornata sono previste agitazioni che coinvolgeranno il trasporto pubblico locale. A Bari la società Amtab incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 08.30 alle 12.30, mentre a Teramo la società Tua osserverà uno sciopero di 24 ore a livello provinciale.

13 febbraio

Disagi nel trasporto pubblico locale sono previsti anche venerdì 13 febbraio, dove in tre città sono stati programmati degli scioperi. A Termoli ci sarà una mobilitazione di 24 ore dei lavoratori della società Gtm, così come di coloro che lavorano presso la società Sasa di Bolzano. A Udine, invece, lo sciopero del personale della società Arriva sarà di nove ore, dalle 15 alle 24.

16 febbraio

Lunedì 16 febbraio sarà la volta del trasporto aereo. I lavoratori di Ita Airways e gli assistenti di volo di Vueling incroceranno le braccia per l’intera giornata. Sempre nella stessa giornata è previsto lo sciopero, indetto da Ost Cub Trasporti, del personale di terra di Airport Handling e Alha negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. Nonostante la mobilitazione, restano tutelate le fasce di garanzia 7-10 e 18-21 e i voli internazionali in arrivo, così come i collegamenti con le isole già autorizzati dall’Enac.

28 febbraio

Possibili disagi su treni regionali, Frecce e Intercity per il 27 e il 28. A partire dalle 21 di venerdì 27 febbraio fino alle 20.59 di sabato 28 febbraio è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore del personale di macchina e di bordo di Ferrovie dello Stato Italiane. Nella giornata di sabato le fasce di garanzia potrebbero subire variazioni o non essere garantite.