È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi

È morta Maria Rita Parsi, nota psicologa e psicoterapeuta, figura di riferimento in Italia e all’estero nel campo della tutela dell’infanzia. Aveva 78 anni. Componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e in passato membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo, nel corso della sua carriera Parsi ha pubblicato più di 100 libri di tipo scientifico, letterario e divulgativo, diventando un volto noto per le sue frequenti apparizioni televisive.

È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi
È morta la psicoterapeuta Maria Rita Parsi

Nel 1992 creò l’odierna Fondazione Movimento Bambino Onlus

Nata a Roma il 5 agosto 1947, nel 1992 fondò l’Associazione Onlus “Movimento per, con e dei bambini”, che dal 2005 è diventata la Fondazione Movimento Bambino Onlus. Sotto la sua guida, l’organizzazione si è affermata come centro di riferimento nella diffusione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, combattendo abusi e maltrattamenti e promuovendo la tutela giuridica e sociale dei bambini. Aveva inoltre fondato la Scuola Italiana di Psicoanimazione (Sipa).

Nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo

Per quanto riguarda gli incarichi istituzionali, Parsi dal 2021 era componente del Gruppo di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato alla Child Guarantee, iniziativa europea per contrastare povertà ed esclusione sociale tra bambini e adolescenti. Dal 2020 era esperta nell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia. A livello internazionale, nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo, organismo dele Nazioni Unite che vigila sull’adozione e il rispetto della Convenzione internazionale sui diritti dei minori.

Negli Anni 80 si era cimentata anche nella sceneggiatrice televisiva

Collaboratrice abituale di varie testate giornalistiche, come detto era diventato un volto noto grazie alle frequenti apparizioni in tivù. Curiosità: a metà degli Anni 80 Parsi si era cimentata anche nella sceneggiatura televisiva collaborando alla realizzazione di Professione vacanze, serie con protagonista Jerry Calà, che era stato in precedenza suo paziente.

Maturità 2026, cambia tutto all’orale: come sarà

Dalla Maturità 2026 cambia in modo sostanziale il colloquio orale, che viene riorganizzato attorno a un impianto più disciplinare e meno aleatorio. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito il nuovo modello insieme alle materie della seconda prova, fissando regole valide per tutti gli indirizzi, con l’obiettivo dichiarato di rendere l’esame più chiaro e valutabile.

Come cambia la maturità: l’orale su quattro discipline

Maturità 2026, cambia tutto all’orale: come sarà
Un esame di maturità (Imagoeconomica).

Il colloquio orale non partirà più da un documento da commentare. Al suo posto, l’esame si svolgerà su quattro discipline, individuate ogni anno dal Ministero entro gennaio, insieme alle materie della seconda prova ed eventualmente della terza prova scritta per alcuni indirizzi.
La prova serve a verificare l’apprendimento in ciascuna materia, ma anche la capacità dello studente di collegare le conoscenze, argomentare in modo critico e dimostrare autonomia e maturità. Nel giudizio complessivo peseranno anche l’impegno scolastico, le attività extracurricolari coerenti con il percorso di studi e le azioni considerate particolarmente meritevoli. Per il Liceo classico le materie sono Italiano, Latino, Storia e Matematica; allo Scientifico Italiano, Matematica, Storia e Scienze naturali; al Linguistico Italiano, prima e seconda lingua straniera e Scienze naturali; alle Scienze umane Italiano, Scienze umane, lingua straniera e Storia dell’arte. Chi arriva allo scrutinio finale con sei in condotta deve discutere anche un elaborato su cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. L’elenco completo delle materie dell’orale è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione.

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Nuova commissione e punteggio

La riforma interviene anche sulla commissione d’esame: una commissione ogni due classi, composta da cinque membri — un presidente esterno, due commissari esterni e due interni — con una formazione specifica prevista per i commissari. Cambiano anche le regole sul punteggio finale: per chi raggiunge almeno 90 punti, la commissione può assegnare un’integrazione fino a tre punti. I Pcto vengono inoltre ridenominati formazione scuola-lavoro, per sottolineare il legame tra scuola e mondo del lavoro.

Maturità 2026, uscite le materie della seconda prova: quali sono

Sono state pubblicate le materie della seconda prova scritta della Maturità 2026. L’esame prenderà il via giovedì 18 giugno, con la prima prova di Italiano comune a tutti gli indirizzi, e proseguirà venerdì 19 giugno con la seconda prova sulle discipline caratterizzanti. Le scelte sono contenute nel decreto n. 13 del 29 gennaio 2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che definisce nel dettaglio le materie per ciascun percorso di studio.

La seconda prova nei Licei

Maturità 2026, uscite le materie della seconda prova: quali sono
Una studentessa del classico durante la seconda prova di maturità (Imagoeconomica).

Al Liceo classico la seconda prova sarà di Latino. Al Liceo scientifico è confermata Matematica, valida anche per l’opzione Scienze applicate e per l’indirizzo sportivo. Per il Liceo linguistico la prova riguarderà Lingua e cultura straniera 1. Al Liceo delle Scienze umane la disciplina scelta è Scienze umane, mentre nell’opzione Economico-sociale la prova sarà su Diritto ed Economia politica. Per il Liceo artistico la seconda prova verterà sulle discipline progettuali proprie di ciascun indirizzo. Al Liceo musicale è prevista Teoria, analisi e composizione, mentre al Liceo coreutico la materia sarà Tecniche della danza.

Le materie negli Istituti tecnici e professionali

Negli Istituti tecnici, l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing affronterà Economia aziendale, comprese le articolazioni Relazioni internazionali per il marketing e Sistemi informativi aziendali. Per l’indirizzo Turismo la seconda prova sarà di Discipline turistiche e aziendali. Per l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio è prevista Progettazione, costruzioni e impianti.
Nell’indirizzo Informatica e telecomunicazioni la prova sarà su Sistemi e reti, sia per Informatica sia per Telecomunicazioni.
Negli Istituti agrari la materia sarà Produzioni vegetali, con Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione Viticoltura ed enologia.

Sospeso l’autista che ha lasciato un bambino a piedi nella neve in Cadore

È stato sospeso il conducente che in Cadore ha fatto scendere dal bus un bambino di 11 anni, che era sprovvisto del biglietto olimpico da 10 euro previsto in occasione dei Giochi di Milano-Cortina, costringendolo a camminare nella neve per sei chilometri fino a casa. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la famiglia del bambino ha sporto querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e l’autista del mezzo, dipendente della società veneziana La Linea che esegue il servizio in subaffidamento: la madre ha spiegato che il figlio «è arrivato a casa con un’ipotermia, una temperatura di 35 gradi e in lacrime». I parenti sostengono che il conducente avrebbe potuto accettare come pagamento alternativo quattro titoli di viaggio dal carnet di biglietti da 2,50 euro che aveva il ragazzino. Evitando così di lasciarlo al freddo, privo tra l’altro di cellulare per contattare qualcuno e farsi venire a prendere.

Milano-Cortina, Bannon: «Non volete l’Ice? Fuck you»

Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump e oggi figura di riferimento dell’area Maga, attacca duramente l’Italia in un’intervista a Repubblica, accusandola di aver fatto entrare nel Paese «terroristi e criminali» e di rifiutare poi il supporto degli agenti dell’Ice per la sicurezza: «Bene, allora non mandiamo nessuno e ritiriamo pure la squadra americana dalle Olimpiadi». Nel colloquio non risparmia Giorgia Meloni: «Era fantastica, ora è diventata una globalista, nessuno la prende più sul serio». Nel corso dell’intervista, Bannon critica anche le esitazioni di Trump sulla gestione della crisi a Minneapolis. Secondo la sua ricostruzione, le autorità locali «sostengono gli antifa, designati come gruppo terroristico, che conducono un’insurrezione», inserita in un modello che accomunerebbe Stati Uniti e Italia: «importare in massa gli immigrati, dando sussidi pagati dai contribuenti, per cambiare società e cultura commettendo frodi elettorali».

Bannon: «Trump a Minneapolis avrebbe dovuto richiamare l’Insurrection Act da tempo»

L’ex consigliere invoca una risposta drastica dello Stato federale, sostenendo che alla prossima conferenza stampa dovrebbero presentarsi Giustizia, Fbi, Tesoro e Pentagono per lanciare un ultimatum: «avete 72 ore per collaborare e rispettare la legge federale, se non lo fate inizieremo ad arrestarvi». A suo avviso, governatore e sindaco dovrebbero finire in carcere «perché stanno violando la legge», mentre Trump avrebbe dovuto richiamare l’Insurrection Act «da settimane», fino a schierare reparti militari per «ripulire Minneapolis da tutti gli insorti professionisti». Sul fronte internazionale e olimpico, Bannon ribadisce la linea dura: «Non è solo l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio aiuto per la sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che vi approfittate di noi», arrivando a concludere con un attacco frontale all’Europa e all’Italia: «Citami letteralmente: fuck you. Questo è il motivo per cui gli americani sono stanchi della Nato».

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro

C’è una domanda che in certi corridoi circola con insistenza. Ed è la seguente: cosa ci ha guadagnato Ita Airways a regalare le tessere Volare con status “Executive”, pari a circa 6 mila euro annui e comprensive di tutti i massimi benefici possibili durante i voli della società, ai quattro commissari del Garante della Privacy? Parliamo del contestato presidente Pasquale Stanzione, di Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia (il primo a finire nel mirino della polemica politica) e Guido Scorza, indagati per peculato e corruzione nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma. Su di loro pesano le accuse di spese pazze lievitate del 46 per cento tra il 2021 e il 2024, tra cui appunto anche le card Ita, con condotte che gli inquirenti hanno definito «disinvolte» e «offensive del decoro dell’ente».

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro

Per capire bene questa storia bisogna partire dall’avvio della procedura di privatizzazione della compagnia di bandiera, iniziata nel 2021 ed entrata nel vivo nel 2022, che ha visto l’ex amministratore delegato Fabio Lazzerini opporsi all’arrivo di Lufthansa, che in quella fase partecipava all’operazione con Msc.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Fabio Lazzerini (foto Imagoeconomica).

Nonostante il governo Draghi si fosse dimostrato interessato a questa opzione, indicando di approfondirla, Lazzerini si fece portabandiera di una seconda proposta arrivata da un fondo del tutto sconosciuto, Certares, cercando di ostacolare con tutti i mezzi possibili l’accordo con Lufthansa.

Spiati dirigenti e anche organi di stampa, tra cui Lettera43

Ingaggiò addirittura una società di spionaggio aziendale, la Bit4law, che mise sotto controllo i computer di chi lavorava a questo dossier delicato, anche attraverso una serie di dipendenti d’accordo con lui, come la sua ex segretaria Emiliana Limosani, messa proprio da Lazzerini a capo di Volare, il collega interno del dipartimento IT Giulio Brantl e l’ex capo del personale Domenico Galasso.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Emiliana Limosani (foto Imagoeconomica).

Furono così monitorati non solo i vertici aziendali, ma anche i giornali e le agenzie di stampa che seguivano la privatizzazione e interloquivano con Ita. Il tutto per dirottare anche le comunicazioni pubbliche a favore di Lazzerini e della sua pista alternativa a Lufthansa. Ci sono state intercettazioni non autorizzate verso esponenti del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, di Milano Finanza, di LaPresse, e anche di Lettera43, tutte documentate presso la magistratura.

Le denunce dei manager e i ricorsi arrivati al Garante della Privacy

Nell’ottobre 2022 il caso è deflagrato dopo la chiusura della trattativa con Lufthansa e le denunce di tutti i dirigenti oggetto di intercettazioni illegali che Lazzerini aveva illecitamente allontanato dall’azienda. Durante i processi è emersa in modo evidente, come si evince dagli atti pubblici, l’attività di spionaggio, e davanti alla possibilità di perdere le cause – ma soprattutto la poltrona – è entrato in gioco il Garante della Privacy.

Davanti a questo scenario, Lazzerini, tramite il data protection officer della compagnia aerea Stefano Aterno, socio dello studio E-lex del componente del collegio del Garante, Guido Scorza, si è attivato per omaggiare le tessere Volare, nel loro livello massimo “Executive”, e lo ha fatto grazie a Emiliana Limosani.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Stefano Aterno in una foto del 2016 (Imagoeconomica).

Per la legge i regali agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro

Ogni tessera, come detto, ha un valore di 6 mila euro annui, ed è stata regalata a ciascuno dei quattro commissari da marzo 2023 a dicembre 2025 con la promessa di rinnovarla ulteriormente: quindi oltre 2 anni per più di 12 mila euro a testa. Un totale di circa 50 mila euro per il Garante della Privacy, spesa autorizzata da Lazzerini stesso fuori da tutti i processi aziendali. Tutto questo nonostante la legge stabilisca che gli omaggi agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro. Ma ai protagonisti di questa vicenda probabilmente non è importato. Eppure da un lato siamo di fronte a un amministratore delegato che lavorava per un’azienda di Stato, dall’altro ci sono quattro commissari esponenti delle istituzioni.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Le tessere Ita Volare Executive.

Il Garante aveva inizialmente archiviato il procedimento

In prima battuta questa mossa aveva prodotto gli effetti desiderati dall’ex ad; infatti, in maniera del tutto illogica e inaspettata, il Garante ha archiviato il procedimento, motivando la sua decisione con il fatto che per quella vicenda era già stata interessata l’autorità giudiziaria. Ma le cause del lavoro sono andate avanti e la compagnia le ha perse, visto che il giudice ha dichiarato l’illegittimità dei licenziamenti, ritenendo inutilizzabili le comunicazioni acquisite in violazione della normativa sulla privacy.

Il ribaltamento della decisione e la cacciata di Lazzerini

Contestualmente i dirigenti hanno fatto ricorso contro la decisione del Garante della Privacy e il tribunale di Roma ha dato loro ragione, ordinando al Garante di pronunciarsi sulla legittimità dell’acquisizione della corrispondenza. A quel punto il Garante è stato costretto a interessarsi nuovamente al caso. E questo è avvenuto esattamente quando Lazzerini è stato licenziato dal ministero dell’Economia a seguito di diverse spese e pratiche irregolari emerse dal 2021 al 2023 (vedi la vicenda dello strano e costoso accordo con una piccola società emiliana, la True Italian Experience). Il tutto si è intrecciato con l’arrivo di Lufthansa, che grazie al favore del governo Meloni ha acquistato il 49 per cento di Ita Airways.

Ita Airways e quelle super tessere regalate al Garante della Privacy: cosa c’è dietro
Paolo Quaini (foto Imagoeconomica).

Subito dopo sono arrivati i licenziamenti del direttore del personale Domenico Galasso e del responsabile legale, Paolo Quaini, oltre a una serie di provvedimenti che hanno coinvolto tutte le figure citate. Il resto è storia recente, con l’emersione di ciò che sta accadendo attorno alle accuse di spese pazze del Garante.

Olimpiadi Milano-Cortina, il piano Atm per metro, bus e tram con orari e linee potenziate

Milano si prepara ad accogliere le Olimpiadi invernali. Con la cerimonia di apertura allo stadio San Siro di venerdì 6 febbraio scatterà infatti la nuova edizione dei Giochi, che accoglieranno nella città lombarda migliaia di atleti e milioni di tifosi e appassionati da tutto il mondo. Per l’occasione, fino al 22 (ultimo giorno di gare) Atm ha programmato un servizio straordinario per tutti i mezzi pubblici, dai bus alle linee metropolitane, per permettere uno spostamento più comodo e libero fra le varie sedi delle discipline. Online sul sito ufficiale e in formato cartaceo in 30 mila copie sull’intera rete la guida ufficiale, realizzata in italiano e in inglese, per muoversi attraverso i principali snodi urbani.

Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, cosa sapere su bus, tram e metro

Olimpiadi Milano-Cortina, il piano Atm per metro, bus e tram con orari e linee potenziate
I simboli di Olimpiadi e Paralimpiadi (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda le cinque linee metropolitane, dal 5 al 21 febbraio gli ultimi treni partiranno dai capolinea alle 2 di notte e passeranno dal centro attorno alle 2.20. Faranno eccezione i rami Gobba-Cologno Nord e Gobba-Gessate sulla M2, che invece non registreranno cambiamenti. Previsto il potenziamento anche per le Paralimpiadi dal 7 al 14 marzo, quando le ultime corse scatteranno dai capolinea all’1 del mattino e passeranno dal centro circa 20 minuti dopo. Previsti inoltre dei servizi straordinari per raggiungere l’Arena Santagiulia o Ice Hockey Arena con shuttle che la collegheranno con la stazione di Rogoredo dalle 7 del mattino alle 2 di notte. La guida indica anche il potenziamento delle linee 12 (Roserio-Ungheria) e 27 (Duomo-Ungheria) dei tram oltre che dei bus 45 (Lambrate-San Donato) e 88 (Rogoredo-Linate) che manterranno il servizio fino alle 2 di notte.

Durante l’intera durata delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali, l’intera rete dei bus notturni farà servizio tutte le notti. In particolare, la linea NM1 fermerà anche alla stazione M5 di Portello, dove si troverà il Centro Media di Milano-Cortina 2026. Solo durante i Giochi olimpici, la linea farà anche servizio extraurbano fino a Rho Fiera (Ice Park). Per quanto riguarda invece la linea NM2, ci sarà servizio straordinario fino ad Assago Forum (Ice Skating Arena) sia durante le Olimpiadi sia per le Paralimpiadi successive: come si evince dalla guida, non fermerà tra Gobba, Cologno Monzese e Gessate. Cambieranno anche gli orari dei parcheggi, aperti fino a tarda notte. Quelli di Bisceglie, Molino Dorino, Lampugnano, Famagosta, San Donato, Cascina Gobba e Maciachini saranno aperti fino alle 3.10 del mattino durante le Olimpiadi e fino alle 2.10 durante le Paralimpiadi.

Olimpiadi Milano-Cortina, il piano Atm per metro, bus e tram con orari e linee potenziate
Un tram di Milano (Imagoeconomica).

Guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti, la sentenza della Consulta

Chi si mette alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti è punibile solo se crea un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. Lo ha stabilito una sentenza depositata il 29 gennaio dalla Corte costituzionale, in cui si legge che «la nuova formulazione dell’articolo 187 del codice della strada», risalente al 2024, «non è costituzionalmente illegittima, purché venga interpretata nel senso che possa essere punito solo chi si sia posto alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale». Prima della modifica, la norma puniva chi guidava «in stato di alterazione psico-fisica» dopo aver assunto stupefacenti. Nel 2024 è stato eliminato il requisito dell’alterazione (complicata da dimostrare nella prassi giudiziaria): da allora la norma ha sanzionato semplicemente la guida successiva all’assunzione di droga, senza però specificare tempistiche né condizioni, rischiando dunque di punire – per esempio – automobilisti con tracce residue di sostanze assunte giorni o settimane prima, ormai prive di qualsiasi effetto sulle capacità di stare al volante.

La Consulta ha imposto un’interpretazione restrittiva della norma

La Corte Costituzionale, senza accogliere le censure di illegittimità, ha pertanto imposto un’interpretazione restrittiva della norma basata sui principi di «proporzionalità e offensività». Secondo la Consulta, va dunque accertata la presenza nei liquidi corporei del conducente di stupefacenti «che per qualità e quantità, in relazione alle singole matrici biologiche in cui sono riscontrate, risultino generalmente idonee, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, a determinare in un assuntore medio un’alterazione delle condizioni psico-fisiche». Insomma, non basta la semplice traccia di sostanza nel sangue, ma serve una quantità potenzialmente capace di alterare le normali capacità di controllo del veicolo.

Bodycam per tutti gli operatori di Fs Security: da quando e come funziona

Entro l’estate tutti gli operatori di Fs Security saranno dotati di bodycam, le telecamere indossabili pensate per aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni. La decisione arriva dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e segue un accordo raggiunto da Fs Security con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti a disposizione degli addetti alla sicurezza, che spesso affiancano capitreno e controllori durante i viaggi più delicati.

Quando può essere attivata la bodycam

Bodycam per tutti gli operatori di Fs Security: da quando e come funziona
Treno Frecciarossa in stazione (Imagoeconomica).

La bodycam potrà essere attivata solo in situazioni di potenziale pericolo, a tutela dei passeggeri e del personale ferroviario, e sarà utilizzata nel rispetto delle regole sulla privacy. Le registrazioni non saranno continue, ma limitate ai casi in cui si presentino condizioni di rischio. La misura rappresenta l’estensione di una sperimentazione avviata nei mesi scorsi. A febbraio 2025 Fs Security aveva già introdotto le bodycam in cinque regioni – Liguria, Toscana, Piemonte e Puglia – dopo i primi test in Emilia-Romagna. I dati del 2025 mostrano oltre 316 mila azioni operative svolte, con controlli su 32,7 milioni di viaggiatori e 253 mila treni. Nello stesso periodo, le aggressioni denunciate sono diminuite del 24 per cento rispetto all’anno precedente. Il ministro Matteo Salvini ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, definendo le bodycam un passaggio importante per migliorare la sicurezza del trasporto ferroviario.

Dl Semplificazioni, cosa prevede: dalla carta d’identità all’Isee fino alla tessera elettorale

Il decreto Pnrr-Coesione, ribattezzato come “Dl Semplificazioni“, è in arrivo giovedì sul tavolo del Consiglio dei ministri e contiene un pacchetto di semplificazioni che incide direttamente su alcuni strumenti centrali nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Le novità riguardano l’Isee, la carta d’identità elettronica e la tessera elettorale, con l’obiettivo di ridurre adempimenti e rendere più lineare l’accesso a servizi e diritti.

Come cambia l’Isee: si calcolerà in modo automatico

Dl Semplificazioni, cosa prevede: dalla carta d’identità all’Isee fino alla tessera elettorale
La sede Inps di via dell’Amba Aradam a Roma (Ansafoto).

Sul fronte dell’Isee, il decreto introduce il modello automatico. Non sarà più il cittadino a dover presentare ogni volta la Dichiarazione sostitutiva unica: scuole, università, Comuni e altri enti che erogano bonus o agevolazioni dovranno acquisire direttamente dall’Inps, attraverso la piattaforma digitale nazionale, i dati necessari al calcolo dell’indicatore. La misura è pensata per alleggerire le procedure e per evitare i rallentamenti che si registrano ogni anno all’inizio.

Le novità sulla carta d’identità

Cambia anche la durata della carta d’identità elettronica per gli over 70. Le nuove Cie rilasciate a chi ha compiuto 70 anni avranno una validità di 50 anni e potranno essere utilizzate anche per l’espatrio. Le carte già rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto resteranno utilizzabili oltre la scadenza ordinaria, ma solo sul territorio nazionale. Chi raggiungerà i 70 anni entro la conversione in legge potrà chiedere una nuova Cie valida anche all’estero.

La tessera elettorale diventa digitale

Il decreto avvia infine la tessera elettorale digitale. Il documento sarà basato sui dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Un decreto attuativo, da adottare entro 12 mesi, definirà le modalità di utilizzo. La versione digitale servirà per il voto fuori dal proprio seggio, mentre nei seggi tradizionali resterà in vigore l’obbligo della tessera cartacea, per evitare il rischio di doppio voto.

Scuola: al via i corsi 2026 per l’abilitazione di 60 mila nuovi docenti

La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato due decreti decisivi per l’avvio dei corsi di abilitazione per gli insegnanti che devono acquisire i crediti formativi universitari (Cfu). Il primo provvedimento, il decreto numero 138 del 27 gennaio 2026, ripartisce i posti tra le istituzioni universitarie e quelle dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). I percorsi sono destinati agli aspiranti docenti di posto comune per le scuole secondarie di primo e secondo grado, inclusi gli insegnamenti tecnico-pratici. Contestualmente, il decreto numero 137 del 26 gennaio 2026 ha definito le riserve di posti per specifiche categorie di candidati. Le nuove procedure di abilitazione degli insegnanti si inseriscono nel quadro delle riforme del sistema di reclutamento che mirano a immettere nelle scuole figure professionali qualificate attraverso il conseguimento dei crediti formativi necessari. La partecipazione richiede il possesso di titoli di studio coerenti con le classi di concorso vigenti.

Corsi di abilitazione insegnanti 2026: requisiti e posti

Scuola: al via i corsi 2026 per l’abilitazione di 60 mila nuovi docenti
Le commissioni e i candidati pronti per la prova scritta di un concorso nella scuola (Ansafoto).

L’attivazione dei percorsi formativi per l’anno accademico 2025-2026 prevede una distribuzione capillare sul territorio nazionale per garantire la copertura di tutte le discipline richieste. Il decreto ministeriale dei 60 Cfu stabilisce che le università e le istituzioni Afam gestiscano le procedure di iscrizione in base alla propria capacità ricettiva. In sintesi, nell’assegnazione di corsi e posti, le università dovranno tener conto delle principali caratteristiche dell’offerta formativa, ovvero:

  • dell’autorizzazione di circa 60 mila posti totali;
  • della destinazione ai posti comuni delle medie e superiori;
  • dell’inclusione degli insegnanti tecnico-pratici (Itp);
  • dei percorsi differenziati da 60, 30 o 36 crediti formativi universitari.

Le istituzioni accademiche pubblicheranno, a breve, ogni singolo bando relativo al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento per consentire la presentazione delle domande degli interessati. Si ricorda che per l’infanzia e la primaria resta attiva la laurea in Scienze della formazione primaria.

Come accedere ai percorsi formativi?

Il decreto numero 137 di abilitazione dei docenti introduce una specifica riserva di posti per facilitare l’accesso a chi abbia già maturato anni di servizio nella scuola o possieda determinati requisiti. Il provvedimento bilancia l’ingresso di nuovi insegnanti con la valorizzazione del personale già operante. I criteri per beneficiare delle quote riservate riguardano:

  • i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque;
  • il servizio prestato per almeno un anno nella specifica classe di concorso;
  • i vincitori di concorsi straordinari ancora privi di abilitazione.

Per quanto concerne i costi, il ministero ha previsto dei tetti massimi per le tasse di iscrizione. La quota per l’abilitazione all’insegnamento di 60 Cfu non può superare i 2.500 euro, mentre per i corsi da 30 crediti il limite è fissato a 2.000 euro. Le prove finali di abilitazione hanno un costo fisso di 150 euro.

Come fare l’iscrizione alle università: procedure e scadenze

Scuola: al via i corsi 2026 per l’abilitazione di 60 mila nuovi docenti
La sede del ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere (Ansafoto).

In seguito alla firma di Anna Maria Bernini, gli atenei devono avviare le procedure amministrative per l’accoglimento dei candidati. Il sistema si basa sulla collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e del Merito e quello dell’Università. È dunque necessario verificare la coerenza del proprio piano di studi con i requisiti d’accesso. Tuttavia, la pubblicazione degli elenchi delle sedi disponibili e delle relative quote per classe di concorso permette agli aspiranti di pianificare la scelta dell’ateneo. La frequenza è obbligatoria per una percentuale definita delle ore di lezione, solitamente pari al 70 per cento per ogni attività formativa. Le lezioni possono essere svolte in modalità telematica solo per una quota minoritaria, fatta eccezione per specifiche disposizioni normative. L’ottenimento dell’abilitazione è subordinato al superamento di una prova finale composta da un esame scritto e una lezione simulata.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

Finalmente chi guarda di mattina il TgCom24 può tornare a divertirsi: è riapparso in conduzione Andrea Giambruno, nella fascia oraria occupata su La7 da Andrea Pancani, dopo mesi passati lontano dalle telecamere di Mediaset per via del famigerato caso dei fuorionda pubblicati da Striscia la notizia, che avevano fatto deragliare la sua relazione con Giorgia Meloni. Questo periodo di sospensione forzata è stato comunque riempito da paparazzate varie con la nuova fiamma, selfie comparsi e poi rimossi, un’ospitata a Belve bloccata dal Biscione e le parole di riconciliazione di Pier Silvio Berlusconi, la scorsa estate: «Penso che presto dovrà e potrà tornare in onda, magari alla conduzione di un tg. È un bravo giornalista». Detto, fatto: riecco il vispo Andrea gigioneggiare e lanciare i servizi dei colleghi dedicati alla premier e al referendum sulla giustizia. Il ciuffo è sempre verticale, il viso sbarbato. Tutto (o quasi) è perdonato.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
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Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

Fabrizio Corona “scende in campo”? Suggestioni e fantapolitica

C’è la politica nel futuro di Fabrizio Corona? Pare una boutade, se non fosse che Mario Adinolfi la vedrebbe come una strada percorribile, anzi salvifica. Il fondatore del Popolo della Famiglia ha lanciato la proposta sui social: «Spero in un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona». In questa visione, Roberto Vannacci sarebbe l’utile patriota, mentre Fabrizio Corona «il campione della famiglia». Tradizionale e naturale, ça va sans dire. «Se la Trimurti assoluta in politica è Dio, Patria e Famiglia, secondo me un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona avrebbe la capacità di spaccare gli equilibri politici e poter ambire al governo del Paese», chiude Adinolfi. Un tridente che, a dirla tutta, per molti italiani assomiglia a un board of peace trumpiano, nemmeno in sedicesimi, piuttosto in diluizione omeopatica. Ma la suggestione di un Corona politico va ben oltre Adinolfi. I milioni di visualizzazioni che macina con Falsissimo su YouTube potrebbero fare gola a molti, soprattutto in tempi in cui l’astensione è il primo partito in Italia. In più ha costruito su di sé l’immagine di «uomo del popolo», di alfiere della «verità» (la sua, fino a prova contraria), di kamikaze contro il potere, il sistema, il circolino. Una narrazione che, al netto del personaggio, richiama molto quella del Vaffa grillino delle origini. Automatico dunque pensare che questa macchina possa essere messa a servizio, magari sottotraccia, di un partito o di un aspirante leader. Le picconate assestate da Corona a Mediaset e a Marina e Pier Silvio Berlusconi sono la ciliegina sulla torta della fantapolitica. Solo la primogenita di Silvio, infatti, potrebbe dare del filo da torcere a Giorgia Meloni e restituire un briciolo di autenticità allo slogan “Berlusconi presidente” che campeggia ancora sul simbolo di Forza Italia. Solo chiacchiere. C’è qualcuno però che racconta di un certo interessamento dell’orbita italofraterna. Fantapolitica appunto. Per ora. Anche perché Furbizio (copyright Dagospia) non è stato esattamente tenero con il figlio di Ignazio La Russa, ras della fiamma a Milano e in Lombardia. L’unica vera grana incassata dalla premier non è arrivata da Elly Schlein o Giuseppe Conte, né tantomeno dalla magistratura, ma da Striscia la Notizia, cioè il Biscione, con la diffusione dei fuorionda malandrini di Andrea Giambruno…

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Fabrizio Corona al Palazzo di Giustizia di Milano per l’interrogatorio, da lui richiesto, nell’inchiesta che lo vede indagato per revenge porn, sulla base della denuncia di Alfonso Signorini (foto Ansa).

Vespa gioca in difesa

Bruno Vespa, classe 1944, lavora senza sosta. Nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio alla Fondazione Roma va in scena il forum “Difesa e sicurezza in un mondo instabile”, che sembra ideato apposta per parlare di truppe Ice e Olimpiadi Milano-Cortina. Chi ci sarà? Ovviamente Guido Crosetto, ministro della Difesa, oltre a Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, Michele Valensise, presidente dell’Istituto Affari internazionali, Domitilla Benigni, ceo & coo Elt Group, Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, Lorenzo Mariani, ad e dg di Mbda Italia, Massimo Claudio Comparini, managing director Space Division di Leonardo, e molti altri ancora. Non c’è che dire, Vespa gioca in difesa.

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Guido Crosetto e Bruno Vespa (foto Imagoeconomica).

Vigilanza sui direttori Chiocci e Travaglio

Metti insieme Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, Giovanni Floris, conduttore di diMartedì su La7, Veronica Gentili de Le Iene su Italia 1, Giorgio Lauro di Un Giorno da Pecora, Radio 1, e poi Peter Gomez, Francesca Fialdini e Luisella Costamagna: non sono i protagonisti di un talk sul piccolo schermo, ma quelli dell’evento organizzato nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio e intitolato “Le sfide dell’informazione. Il futuro del giornalismo e della comunicazione: tv, stampa libera, digitale e inchieste”, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, su iniziativa della presidente della commissione Vigilanza sulla Rai, la pentastellata Daniela Floridia. Nell’elenco degli interventi in programma non appare il nome di Sigfrido Ranucci.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

È tornata Anna Maria Tarantola

Era stata vista numerose volte in Vaticano, dopo la dimenticabile esperienza in Rai (fu presidente dal 2012 al 2015): ora Anna Maria Tarantola, a 80 anni, è tornata sulla scena. A Roma ha partecipato da protagonista al “Forum nazionale sulla parità di genere nelle aziende”, promosso dal Winning Women Institute, società benefit che «accompagna le aziende nei percorsi di certificazione per la parità di genere e offre consulenza e formazione per diffondere la cultura dell’uguaglianza e dell’inclusione». Folla di parlamentari, alla riunione: Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, e poi Elena Bonetti, Chiara Gribaudo, Debora Serracchiani, Elena Murelli, Silvia Fregolent e Sandra Cioffi. Per la cronaca, Tarantola ha parlato in qualità di vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin.

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Anna Maria Tarantola, vicepresidente della fondazione Giulia Cecchettin (foto Imagoeconomica).

Bonaccini va in aceto

Di cosa si occupa Stefano Bonaccini al parlamento europeo? Di aceto. Manco fosse un Francesco Lollobrigida qualsiasi, l’esponente del Partito democratico, che voleva la poltrona di segretario poi “conquistata” da Elly Schlein, è stato il promotore di «un incontro dedicato al comparto degli aceti e alla necessità di introdurre una definizione europea unitaria per produzione, denominazioni ed etichettatura, colmando un vuoto normativo che incide su un settore in forte crescita». Questo perché, «attualmente, il diritto dell’Unione europea prevede una definizione armonizzata esclusivamente per l’aceto di vino, mentre tutte le altre tipologie di aceto restano disciplinate da normative nazionali eterogenee. Una frammentazione che, in un contesto di scambi internazionali sempre più intensi, genera distorsioni concorrenziali, incertezza per gli operatori e confusione per i consumatori». Nel corso del confronto, comunicano dall’europarlamento, «è stato ribadito anche il peso economico e internazionale dell’aceto balsamico di Modena, uno dei principali ambasciatori dell’agroalimentare italiano nel mondo».

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).

Suigo a Engineering, Scrivo in Angelini Pharma

Dal 16 febbraio Michelangelo Suigo ricoprirà l’incarico di chief public affairs, corporate communication & sustainability officer del Gruppo Engineering, subentrando a Roberto Scrivo, che ha lasciato il primo gennaio. Suigo «definirà e implementerà le strategie di comunicazione, delle relazioni istituzionali e dell’agenda Esg del gruppo» a diretto riporto con il ceo, Aldo Bisio. Suigo lascia Inwit, dopo una carriera passata a Leonardo e Vodafone. Invece Scrivo dal Gruppo Engineering entra in Angelini Pharma, nel ruolo di chief external affairs, communication and sustainability officer, con la responsabilità di guidare le attività di relazioni istituzionali, comunicazione corporate e sostenibilità per l’azienda a livello globale a diretto riporto del ceo, Sergio Marullo di Condojanni. In precedenza, Scrivo ha lavorato in Sky Italia e al ministero della Salute.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

Concorsi, tutti i bandi in scadenza entro fine gennaio 2026

Il panorama dei concorsi del 2026 si apre con una significativa mobilitazione delle risorse umane per il rafforzamento della Pubblica amministrazione, prevedendo l’inserimento di oltre 14 mila unità di personale a tempo indeterminato. Le procedure selettive, coordinate in gran parte tramite il portale inPA, riguardano profili amministrativi, tecnici e informatici destinati a ministeri, enti locali e sanità. In questo contesto, assume una rilevanza centrale il rispetto dei termini per l’invio delle candidature, in particolare per i bandi di concorso in scadenza tra la fine di gennaio e le prime due settimane di febbraio 2026.

Quali sono i concorsi in scadenza a gennaio 2026?

Concorsi, tutti i bandi in scadenza entro fine gennaio 2026
La sede Inps in piazza della Vittoria a Genova (Ansafoto).

Per i candidati interessati a inserirsi nei ruoli dello Stato, risultano ancora aperti diversi termini per la presentazione delle domande. In particolare, si segnalano tre concorsi presso l’Inps con termine fissato dal 28 gennaio 2026 in poi:

  • 248 assistenti informatici per diplomati, scadenza il 28 gennaio 2026;
  • 88 funzionari esperti tecnologici per laureati Stem, scadenza il 29 gennaio 2026;
  • 49 dirigenti di seconda fascia, termine per l’invio delle domande il 30 gennaio 2026.

Si ricorda che la trasmissione della documentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica. Molte delle selezioni precedenti, legate a profili ministeriali e alla Banca d’Italia, hanno invece concluso la fase di ricezione delle candidature nella giornata del 27 gennaio 2026. Pertanto, i candidati devono monitorare con attenzione l’orario di chiusura dei portali per non incorrere in esclusioni.

Quali sono i prossimi concorsi pubblici in uscita nel 2026?

Oltre alle scadenze immediate, il piano delle politiche assunzionali prevede l’imminente pubblicazione di nuovi bandi già autorizzati da specifici decreti. Innanzitutto, è prevista l’apertura delle selezioni per 98 segretari comunali per il ministero dell’Interno. Successivamente, la programmazione prevede l’inserimento di 216 funzionari e 47 assistenti presso l’Automobile Club d’Italia. Il ministero dell’Istruzione e del Merito bandirà a breve un concorso unico per 136 funzionari, mentre il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ricercherà 35 segretari di legazione e 25 funzionari. Ulteriori posti saranno resi disponibili da agenzie nazionali come l’inail, che prevede l’assunzione di 98 funzionari amministrativi e 24 medici. Le procedure concorsuali si inseriscono in un quadro di costante aggiornamento delle dotazioni organiche degli enti centrali e periferici, garantendo una continuità nelle opportunità occupazionali per l’intero anno.

A quale bando presentare la domanda se si vuole lavorare nella Pubblica amministrazione?

La scelta del bando di concorso al quale candidarsi dipende strettamente dal titolo di studio e dalle competenze maturate. Innanzitutto, per chi possiede un diploma o una laurea magistrale in economia, rimane attivo il bando della Guardia di finanza per 69 allievi ufficiali, con scadenza il 16 febbraio 2026. A livello territoriale, la Regione Siciliana offre una delle opportunità più consistente. Ecco nel dettaglio i bandi di concorso e le date di scadenza per trasmettere la candidatura.

Questi concorsi rappresentano delle opportunità sia per gli specialisti tecnici che per le figure amministrative. Tuttavia, è necessario verificare il possesso dei requisiti specifici, come l’abilitazione professionale o i limiti di età per le carriere nelle Forze armate, prima di procedere con l’invio della domanda tramite la piattaforma dedicata.

Maturità 2026, dove usciranno le materie della seconda prova?

Manca sempre meno per scoprire quali saranno le materie della seconda prova della Maturità 2026. Nella giornata di mercoledì 28 gennaio il portale ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dedicato alle prove dell’esame di Stato, è entrato in una fase di aggiornamento, segnale che dunque qualcosa si sta muovendo dietro le quinte. Nel corso della giornata di erano diffuse alcune fake news, consultate e confermate come bufale da Skuola.net, riportanti presunte discipline oppure un orario certo per la pubblicazione. Non è chiaro ancora quando realmente gli studenti potranno conoscere le materie della Maturità 2026, ma considerando che lo scorso anno vennero comunicate online il 29 gennaio, è verosimile manchi davvero poco.

Maturità 2026, quali potrebbero essere le materie d’esame

Maturità 2026, dove usciranno le materie della seconda prova?
Una studentessa del classico durante la seconda prova di maturità (Imagoeconomica).

La seconda prova viene decisa ogni anno partendo dalle discipline caratterizzanti di ciascun indirizzo, ossia quelle più importanti che gli studenti affrontano durante il percorso di studi. Quanto al liceo scientifico si opta sempre per una fra matematica e fisica, mentre per il classico i maturandi avranno il compito di tradurre una versione dal latino oppure dal greco. Se per il primo si opta quasi sempre per i quesiti matematici, per il secondo vige una regola non scritta dell’alternanza. E così, dato che nel 2025 i ragazzi dovettero vedersela con il compito di latino, è verosimile che questa volta tocchi a un testo dal greco antico. Tra gli autori papabili Platone, che tuttavia uscì nel 2024, ma anche uno fra Aristotele e Luciano, che ricorrono con più regolarità.

Maturità 2026, dove usciranno le materie della seconda prova?
Un esame di maturità (Imagoeconomica).

Quest’anno il Ministero dell’Istruzione e del Merito comunicherà anche le quattro materie sulle quali si concentrerà il colloquio orale, non più incentrato sull’intero programma scolastico ma appunto solo su una ristretta cerchia di discipline. Gli studenti dovranno rispondere a quesiti materie che costituiranno il perimetro disciplinare dell’esame, definito a livello nazionale. Una sarà certamente l’italiano, in quanto la prima prova è obbligatoria per tutti e deve necessariamente essere coperta da un membro della commissione. Ogni studente dovrà dimostrare, oltre che le proprie conoscenze sugli argomenti, anche la capacità di collegarli tra i vari settori, argomentarli con un pensiero critico e dimostrare maturità personale

Il punto sull’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina: cosa farà e dove

Il governo italiano ha chiarito in modo formale cosa faranno – e soprattutto cosa non faranno – gli agenti statunitensi legati all’Immigration and Customs Enforcement (ICE) durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Dopo ore di polemiche, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha escluso qualsiasi attività operativa sul territorio nazionale. La presenza americana resterà infatti confinata a funzioni di supporto e coordinamento attraverso l’Homeland Security Investigations, il ramo investigativo dell’ICE.

Cosa farà l’ICE in Italia

Il punto sull’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina: cosa farà e dove
Matteo Piantedosi (Imagoeconomica).

Piantedosi ha spiegato che eventuali unità statunitensi non avranno compiti di ordine pubblico, immigrazione o sicurezza esterna, ambiti che restano di esclusiva competenza delle forze di polizia italiane. Anche nell’ipotesi dell’arrivo di personale di sicurezza al seguito delle delegazioni, gli agenti sarebbero impiegati «in modo funzionale e non operativo», senza possibilità di intervento diretto. Il perimetro dell’attività è stato chiarito martedì durante un incontro al Viminale tra Piantedosi e l’ambasciatore degli Stati Uniti Tilman J. Fertitta. In quell’occasione, il ministro ha indicato che il coordinamento riguarderà le sale operative, dove l’Homeland Security Investigations fornirà supporto informativo e cooperazione investigativa a tutela di atleti e delegazioni statunitensi. Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha escluso la presenza di agenti americani «in mezzo alla strada», ricordando che la collaborazione nelle sale operative è una prassi consolidata nei grandi eventi internazionali. Piantedosi ha infine annunciato un’informativa alla Camera fissata per mercoledì 4 febbraio alle 17.

Rottamazione 2026 per Imu, Tari e multe stradali: a chi conviene aderire?

La Rottamazione 2026 per Imu, Tari e multe stradali non pagati rappresenta una novità introdotta dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199, che concede ai Comuni la facoltà di disciplinare la definizione agevolata delle proprie entrate. Attraverso questa misura, le amministrazioni locali possono favorire la riscossione dei crediti di difficile esigibilità, offrendo ai contribuenti l’opportunità di regolarizzare la propria posizione. È indispensabile sottolineare che non si tratta di un automatismo statale, bensì di una scelta autonoma di ogni singolo ente, il quale deve approvare un apposito regolamento. La norma diventa immediatamente operativa per regioni, città metropolitane, province e comuni, decongestionando il carico amministrativo degli uffici.

Chi può scegliere la Rottamazione 2026 per Imu, Tari e multe?

Rottamazione 2026 per Imu, Tari e multe stradali: a chi conviene aderire?
Sede dell’Agenzia delle entrate – Rottamazione (Imagoeconomica).

La definizione agevolata prevista dalla normativa sulla Rottamazione 2026 permette l’abbattimento totale delle sanzioni e degli interessi di mora, rendendo il pagamento del solo tributo base più sostenibile per il cittadino. Tuttavia, per gli enti locali questa operazione non deve essere considerata ordinaria, ma un intervento straordinario finalizzato a stimolare l’incasso di somme altrimenti difficilmente recuperabili. In conformità con la nota pubblicata dalla Fondazione Ifel, l’adesione comporta benefici immediati, quali:

  • l’annullamento delle sanzioni amministrative;
  • l’esclusione degli interessi di mora e di rateizzazione;
  • la possibilità di dilazionare il pagamento in più rate;
  • la sospensione delle procedure esecutive in corso;
  • l’annullamento delle maggiorazioni previste per le sanzioni. I Comuni possono modulare la durata della rateizzazione e i termini di presentazione della domanda, garantendo flessibilità rispetto alla situazione del territorio. In questo modo, si persegue un equilibrio tra l’esigenza di cassa e il supporto ai debitori.

Quali cartelle rientrano nella Rottamazione 2026?

L’ambito di applicazione della norma è vasto, includendo sia le entrate tributarie sia quelle patrimoniali dell’ente locale. In particolare, rientrano nella definizione agevolata i debiti derivanti da atti di accertamento e ingiunzioni di pagamento notificati entro le scadenze stabilite dal Comune. Per quanto riguarda le diverse categorie, si può fare riferimento alla tabella predisposta di seguito.

Inoltre, la procedura è applicabile anche ai carichi già affidati a soggetti esterni per la riscossione coattiva. È importante precisare che la misura non riguarda solo le pendenze attuali, ma può estendersi anche a debiti oggetto di precedenti rateizzazioni ancora in corso. Tuttavia, l’ente deve definire criteri precisi per circoscrivere i periodi temporali interessati dalla misura.

Quando ci sarà la definizione agevolata delle multe?

La tempistica per la definizione agevolata delle sanzioni per le violazioni del Codice della strada dipende esclusivamente dall’adozione dell’atto deliberativo comunale. In queste ultime ore, Ifel ha pubblicato le linee guida operative per facilitare questo processo. Una volta approvato, il regolamento deve essere pubblicato sul sito istituzionale dell’ente e inviato al ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Per quanto riguarda le multe, la definizione agevolata comporta l’abbattimento degli interessi, comprese le maggiorazioni previste dalla legge, fermo restando il pagamento della sanzione originaria. Per esempio, il cittadino potrà richiedere l’adesione entro i termini fissati dall’amministrazione, che non possono essere inferiori a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto. Successivamente, l’ufficio comunale comunica l’importo dovuto, specificando le scadenze delle rate e le modalità di versamento. Quest’ultimo può avvenire sia in un’unica soluzione sia attraverso un piano dilazionato con interessi al tasso legale maggiorato del 2 per cento

L’Università di Brescia e quel concorso su misura non vinto dal predestinato

L’onnipotente primario di pneumologia ed endoscopia respiratoria, il collezionista di cariche e finanziamenti abituato a chiedere e ottenere sempre e subito, ha preso una cinquantina di punti in meno (53,2, per essere precisi) rispetto agli altri candidati. Eh quindi sì: nonostante le previsioni, il concorso dell’Università di Brescia – consorziato con gli Spedali Civili – per assumere un docente in Malattie respiratorie non è stato vinto dal predestinato. E adesso che si fa?

Il candidato non riusciva a condividere lo schermo del computer

Il bando, di cui Lettera43 aveva parlato nelle puntate precedenti di questa inchiesta sanitaria, sembrava fatto su misura per il primario. Sembrava, perché alla fine è arrivato terzo. Su tre. Il verbale della Commissione è molto interessante. Il primario, per esempio, ha chiesto e ottenuto di invertire l’ordine della prova didattica, però non è nemmeno riuscito a condividere lo schermo (ce l’ha fatta dopo 20 minuti di tempo supplementare gentilmente concesso dagli esaminatori).

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Punteggio finale 26,3, contro il 79,5 del primo

Il primo test è stato superato ma sono subentrati altri problemi, sostanzialmente gli stessi, nel secondo: anche qui il primario non è riuscito a condividere lo schermo del pc. Tra una seccatura e l’altra, al termine dei lavori il nostro ha ottenuto un punteggio di 26,3 (al vincitore ne sono stati assegnati 79,5).

L’Università di Brescia e quel concorso su misura non vinto dal predestinato
Il rettore dell’Università degli studi di Brescia Francesco Castelli (foto Imagoeconomica).

Rinuncia all’incarico da parte del vincitore

Finita qui? Figuriamoci. In ateneo, fino a qualche giorno fa, tra le vipere girava voce che il capo dipartimento fosse intenzionato a cestinare il verbale: non ha vinto il candidato designato, dunque la cattedra è inutile. E, nelle ultime ore, alla notizia presunta se ne è aggiunta una certa: il primo classificato ha presentato formale rinuncia all’incarico.

Massimo 45 giorni per deliberare la chiamata

In teoria, il posto spetterebbe di diritto al collega secondo classificato, che ha ricevuto 72,15 punti. In pratica, il punto uno dell’articolo 9 del regolamento dice che, dopo l’approvazione degli atti da parte del rettore, il Consiglio del dipartimento ha al massimo 45 giorni di tempo per deliberare la chiamata del vincitore. In caso di rinuncia, la Commissione viene riconvocata per dare l’incarico a un altro candidato, il più idoneo. E dunque il secondo classificato.

Se si annulla tutto, poi per due anni niente concorsi…

Nel caso il dipartimento rinunci alla cattedra, rendendo inutile tutto l’ambaradan, deve dare spiegazioni al rettore. E per i due anni successivi non può chiedere nessun concorso per la copertura di un posto da professore per la stessa fascia e per lo stesso gruppo e settore scientifico e disciplinare. Come finirà?

La classifica delle università migliori d’Europa: più italiane, ma peggiorano le posizioni

Con 65 atenei l’Italia è il quarto paese europeo più rappresentato nella classifica ‘Qs World University Rankings: Europa 2026‘, che comprende in tutto 958 università di 42 Paesi e territori. Ma le buone notizie finiscono qui o quasi. A fronte di un aumento della presenza, c’è infatti un peggioramento delle posizioni in classifica.

Quattro italiane in top 100: svetta ancora il Politecnico di Milano

Sono 14 le new entry, tra esse l’Università di Cagliari e l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale. Delle 51 università italiane precedentemente classificate, 14 hanno fatto passi in avanti e 35 invece indietro. Due quelle rimaste stabili nelle loro posizioni. Il Politecnico di Milano resta l’università italiana con il punteggio più alto nella classifica europea, ma scende di sette posizioni dal 38esimo al 45esimo posto. L’Alma Mater Studiorum di Bologna esce dalla top 50, passando dal 48esimo al 59esimo posto. La Sapienza di Roma passa dal 66esimo al 77esimo posto. Giù anche l’Università di Padova, ultima delle quattro italiane in top 100, sceda dall’87esimo al 92esimo posto. Scorrendo la classifica, tra la posizione 101 e 200 ci sono 10 atenei italiani, in generale calo: Statale di Milano, Politecnico Torino, Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma), Pisa, Tor Vergata (che fa un balzo di 17 posizioni fino alla 150esima), Federico II (Napoli), Torino, Firenze, Trento e Pavia.

Domina il Regno Unito sette università nelle prime dieci

Come detto, l’Italia è il quarto paese europeo più rappresentato. In testa c’è il Regno Unito, con ben 129 università, seguito da Turchia (107) e Germania (102). Ci sono ben sette università britanniche nelle prime dieci posizioni. Tra esse anche la “regina” Oxford, al terzo posto nel 2025: soffiato lo scettro al Politecnico federale di Zurigo (ETH), che scivola al secondo posto. Gradino più basso del podio – a pari merito – per l’Imperial College di Londra e lo University College London (rispettivamente secondo e quinto nel 2025). Chiude la top 5 Cambridge. Per quanto riguarda i singoli Paesi in classifica, dopo il Regno Unito ci sono Turchia (107) e Germania (102).

Meloni a Niscemi, sorvolo in elicottero e riunione operativa in Comune

Giorgia Meloni è a Niscemi per partecipare alla riunione operativa per fare il punto della situazione sulla frana che ha colpito il Comune in provincia di Caltanissetta. Prima di arrivare in municipio, la presidente del Consiglio ha anche eseguito, con un sorvolo in elicottero assieme Fabio Ciciliano, capo della Protezione civile nazionale, un sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo in Sicilia. Presenti in municipio il sindaco Massimiliano Conti, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno, il prefetto di Caltanissetta Donatella Licia Messina e il deputato di Avs Angelo Bonelli.

Meloni a Niscemi, sorvolo in elicottero e riunione operativa in Comune
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Schifani: «A Niscemi situazione senza precedenti»

«A Niscemi c’è una situazione senza precedenti: ho visto di persona un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. Bisogna rimboccarsi le maniche, cosa che stiamo facendo. Studieremo un piano urbanistico di ricostruzione parziale di quella struttura, lontana dalla frana». Lo ha detto a Sky Tg24 Renato Schifani, presidente della Regione Sicilia, spiegando che stata istituita opportunamente una zona rossa a 150 metri di distanza dalla frana. Per quanto riguarda gli sfollati, è stata messa a disposizione una palestra, ma «soltanto 20 persone hanno deciso di andarci perché in questo momento si sono riallineate altrove», trovando posto da amici o parenti.

Meloni a Niscemi, sorvolo in elicottero e riunione operativa in Comune
Niscemi dopo la frana (Ansa).

Il ciclone Harry ha fatto due miliardi di danni in Sicilia

«Questa mattina mi è stato prospettato un documento da cui si evince che l’entità dei danni del ciclone Harry in Sicilia, come segnalato dagli amministratori, ammonta a circa due miliardi. È una situazione che si evolve sempre con maggiore gravità», ha aggiunto Schifani: «In questo momento, come Regione, abbiamo stanziato subito 90 milioni di euro. Li abbiamo messi a disposizione proprio per un decreto che viene adottato oggi e che consente l’erogazione, quasi immediata, di 5 mila euro a famiglia e altre somme verranno erogate per le attività commerciali».

Renzi: «Meloni si è svegliata dopo giorni di menefreghismo»

«Meloni stamani si è finalmente svegliata ed è andata in Sicilia. È arrivata dopo Elly Schlein, è arrivata dopo la mia uscita, è arrivata dopo giorni di menefreghismo. Ma è arrivata. Meglio tardi che mai. Ora vediamo se tira fuori gli stivali e soprattutto i soldi», ha scritto Matteo Renzi su X. Per far fronte ai danni, la segretaria del Pd ha proposto di «dirottare immediatamente un miliardo di euro che era stato messo sul progetto del ponte di Messina per il 2026, che chiaramente non potrà essere usato per effetto dello stop della Corte dei conti».

L’Orologio dell’Apocalisse mai così vicino a mezzanotte: le cause e cosa significa

All’alba dell’era nucleare, un team di scienziati creò l’Orologio dell’Apocalisse come rappresentazione simbolica di quanto l’umanità sia vicina alla distruzione del pianeta. Martedì 28 gennaio, a quasi 80 anni di distanza, le lancette sono state spostate a 85 secondi dalla mezzanotte, l’ora di un ipotetico annientamento globale. Lo ha annunciato il Bulletin of the Atomic Scientists, fondato nel 1945 da ex fisici del progetto Manhattan, e che dal 1947 scandisce il tempo che manca alla fine del mondo: con quattro secondi in meno rispetto al 2025, è il margine più ristretto nella storia dell’orologio. «È una metafora delle minacce che mettono in pericolo l’umanità», ha spiegato la presidente del Bulletin Alexandra Bell. «È anche un simbolo positivo, una chiamata all’azione, un invito a lavorare assieme. Il tempo sta scadendo».

L’Orologio dell’Apocalisse si avvicina alla mezzanotte: cosa significa e perché

Attivo a partire dal 1947, durante gli anni della Guerra Fredda che scandirono il secondo Dopoguerra, l’Orologio dell’Apocalisse è un timer simbolico con l’obiettivo di misurare la distanza da un’ipotetica fine del mondo, stabilita alla mezzanotte e in origine identificata come una guerra nucleare. Con il tempo la catastrofe ha assunto altri aspetti, tra cui un mondo reso inabitabile dalla crisi climatica e dalle conseguenze dell’operato, spesso irresponsabile, dell’uomo. Inizialmente il countdown era scandito in minuti: la decisione di passare ai secondi risale al 2017, anno della crescita dei nazionalismi spinta dalle dichiarazioni dell’allora neo-presidente americano Donald Trump sulle armi nucleari. L’unità di tempo è puramente simbolica, tanto che non esiste una corrispondenza con il tempo reale. Ogni secondo è un’unità di rischio che intende alzare il livello di allerta.

A spostare in avanti le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse a inizio 2026 sono più fattori. Gli esperti del Bulletin of the Atomic Scientists hanno citato il comportamento di Russia, Cina e Stati Uniti sul nucleare, con l’indebolimento sul controllo delle armi atomiche: l’ultimo trattato rimasto in vigore tra Washington e Mosca, il New START, scadrà infatti il 5 febbraio. Tra le cause anche i conflitti in corso sia in Medio Oriente sia in Ucraina, oltre alle tensioni nella penisola coreana, gli scontri tra India e Pakistan lungo il confine e i recenti eventi in Iran. Non mancano poi le preoccupazioni dovute allo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica con livelli record di emissioni di anidride carbonica, e l’aumento della disinformazione.

Chi sposta le lancette e quando sono state più lontane dalla mezzanotte

A decidere costantemente sull’andamento delle lancette dell’Orologio dell’Apocalisse è il comitato della Scienza e della Sicurezza del Bulletin, in accordo con alcuni esperti esterni tra cui diversi premi Nobel. L’anno della sua creazione, nel 1947, segnava sette minuti alla mezzanotte ma negli anni si è avvicinato o allontanato più volte a seconda degli eventi più significativi su scala globale. Il momento più lontano? Nel 1991, dopo la fine della Guerra Fredda, la caduta del Muro di Berlino e la firma del Trattato di Riduzione di Armi Strategiche, gli scienziati spostarono le lancette a 17 minuti. Oggi, dopo 35 anni, è stato raggiunto il record negativo con 85 secondi dalla mezzanotte.