Tra le parole dell’anno 2025 c’è anche Slop

L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il mondo e, di rimando, ne sta influenzando il linguaggio. Ne sono testimonianza le parole dell’anno scelte dalle grandi istituzioni internazionali per identificare mode, tendenze e argomenti virali del 2025. L’Oxford Dictionary ha scelto Ragebait, che ha definito «la sintesi perfetta per il caos degli ultimi mesi», con cui indicare i contenuti online creati appositamente per generare rabbia e indignazione. All’IA rimanda anche la decisione del Collins con Vibe Coding, espressione che descrive la programmazione supportata dall’intelligenza artificiale. Al filone si è unito ora anche il Merriam-Webster Dictionary, che per il 2025 ha scelto Slop, traducibile in italiano con «immondizia digitale» e strettamente legato al fenomeno del Brain Rot.

Cosa significa Slop, parola dell’anno 2025 per il Merriam-Dictionary

Il dizionario americano definisce Slop come «un contenuto digitale di scarsa qualità, solitamente generato in quantità tramite l’intelligenza artificiale». Insomma, tutta quella roba presente sui nostri schermi di smartphone e tablet che consumiamo quotidianamente, e molto spesso inconsciamente, quando scorriamo un feed sui social oppure navighiamo in Rete sui vari siti. Slop può essere qualsiasi cosa: video, fotografie, slogan pubblicitari, brevi testi, propaganda, ma anche interi libri generati da un utente solo tramite l’IA e ovviamente fake news volte a destabilizzare l’opinione pubblica. «È una parola davvero esemplificativa», ha spiegato Greg Barlow, presidente di Merriam-Webster, ad Ap. «Fa parte di una tecnologia trasformativa, l’intelligenza artificiale, ed è qualcosa che la gente trova affascinante, ma allo stesso tempo fastidiosa e un po’ ridicola».

«Come Slime, Sludge e Muck (termini britannici per indicare il fango, il letame o comunque qualcosa di sudicio, ndr.), anche Slop ha l’onomatopeico suono di qualcosa che non si vuole toccare», spiega ancora l’istituzione americana. Pur dedicata alla spazzatura digitale, l’espressione affonda le radici già nel XVIII secolo, quando era utilizzata per identificare il fango molle. Già nel XIX la si associava a uno scarto alimentare e, più in generale, all’immondizia o ai contenuti di scarso o nessun valore. Con l’avvento dell’IA, i sociologi hanno iniziato a parlare anche di Slop economy, tendenza in cui gli eccessi generati dall’intelligenza artificiale vengono sfruttati per ricavare denaro tramite le visualizzazioni o le interazioni sui social. Esempi ripresi dal Guardian includono, inoltre, palesi allucinazioni come gli articoli di viaggio che suggeriscono di visitare mense per i poveri come attrazioni, libri su Amazon con consigli pericolosi e meme tossici divenuti virali.

I dati sulla diffusione e i pericoli per l’informazione

L’AI Slop sta prendendo rapidamente piede grazie all’evoluzione e ai continui miglioramenti dei vari software presenti gratuitamente o a pagamento sul mercato. Sfruttando piattaforme come Sora di OpenAI oppure Veo o Nano Banana di Google Gemini, gli utenti hanno creato libri, podcast, canzoni, spot televisivi e persino film tramite l’intelligenza artificiale: il più delle volte senza badare alla loro qualità, ma solo per generare click, visualizzazioni e quindi denaro. Secondo un sondaggio di maggio 2025 della piattaforma di marketing Ahrefs, il 75 per cento di tutti i nuovi contenuti online di aprile aveva coinvolto un qualche tipo di IA.

Tra le parole dell’anno 2025 c’è anche Slop
Persone al telefono (Foto di John Lockwood via Unsplash).

Tanti, ovviamente, i rischi per la community, tra cui l’abbassamento della qualità dell’informazione e la sempre più alta probabilità di cadere in fallo e non essere più in grado di distinguere un prodotto reale da una fake. Avvantaggiando la disinformazione e cambiando l’opinione pubblica. È accaduto, per esempio, all’indomani dell’uragano Helene che nel 2024 si abbatté sulla Florida: per accusare l’amministrazione di Joe Biden di scarsa tempestività e cattiva gestione dell’emergenza, gli oppositori dell’allora presidente Usa pubblicarono online la foto fake di un bambino che abbraccia un cucciolo sotto la pioggia. Tanti anche i danni per i creator e gli artisti, in quanto agli occhi degli algoritmi non vi è alcuna differenza di peso fra un prodotto di qualità e uno scadente.

Concorso per 577 funzionari al ministero della Cultura: bando e domanda

Nella giornata del 15 dicembre 2025, il ministero della Cultura ha pubblicato il bando di concorso pubblico per reperire 577 funzionari non dirigenziali. Le assunzioni avverranno nell’area dei funzionari, famiglia professionale tecnico-specialistica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il rapporto di lavoro è regolato da contratto a tempo indeterminato e a orario pieno. Gli interessati possono presentare domanda per uno dei quattro profili previsti dal ministero che prevedono anche un fabbisogno differente di posti. Ecco, quindi, dove reperire il bando, quali sono i requisiti richiesti, come trasmettere la domanda e in cosa consistono le procedure di selezione in considerazione del fatto che si tratta di un concorso per soli esami.

Concorso funzionari ministero Cultura 2025, quanti sono i posti?

Concorso per 577 funzionari al ministero della Cultura: bando e domanda
Mibact – Ministero dei beni culturali e del turismo, ingresso sede (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 14 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al nuovo concorso del ministero della Cultura per 577 posti da funzionario. La figura ricercata appartiene alla famiglia professionale tecnica e specialistica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale secondo la seguente ripartizione:

  • 100 posti di funzionario architetto (Codice 01);
  • 300 posti di funzionario bibliotecario (Codice 02);
  • 167 posti di funzionario archivista (Codice 03);
  • 10 posti di funzionario archeologo (Codice 04).

Quale titolo di studio serve per il concorso per funzionari ministero Cultura 2025?

Per l’ammissione alle prove, l’articolo 2 del bando, reperibile facendo una ricerca sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (InPa), richiede lo specifico titolo di laurea (magistrale, specialistica o diploma di laurea), differente a seconda del codice di concorso per il quale ci si candidi. Inoltre, agli interessati si richiede anche il diploma di specializzazione, il dottorato di ricerca, il master universitario di II livello e, nel caso del profilo di funzionario architetto, anche l’abilitazione all’esercizio della professione.

Come inviare la domanda per candidarsi ai concorsi dei ministeri?

Concorso per 577 funzionari al ministero della Cultura: bando e domanda
Candidati a un concorso all’entrata nella sede per lo svolgimento della prova (Imagoeconomica).

Per l’invio della domanda di candidatura al concorso per funzionari al ministero della Cultura è necessario compilare il form sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione. Più nel dettaglio, dopo essere entrati sul sito internet InPa e aver fatto la ricerca della pagina del bando, è necessario cliccare su uno dei quattro tasti in basso «Invia la tua candidatura», corrispondenti ai quattro codici di profilo professionale del concorso. Il sistema richiede l’accesso con Spid, Cie o Cns. Dopo aver compilato il form di domanda e allegato i documenti richiesti dal bando, occorre cliccare sul tasto «Conferma e invia» entro la scadenza delle ore 23.59 del 14 gennaio 2026. Si ricorda che il bando prevede la sola prova scritta, costituita da 40 quesiti, nelle rispettive materie elencate all’articolo 6. Si ricorda, infine, che nei giorni scorsi il ministero della Cultura ha pubblicato il bando di concorso per reperire 1.800 assistenti.

Concorso Agenzia Cybersicurezza 2025, bando per 17 posti: requisiti e domanda 

Nella giornata del 15 dicembre 2025, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato il bando di concorso pubblico per reperire 17 coordinatori. Le assunzioni avverranno con contratto a tempo pieno e indeterminato e riguarderanno gli iscritti negli elenchi delle categorie protette. Il bando prevede quattro profili di coordinatori, relativi all’orientamento giuridico-economico e tecnico-scientifico. Ecco, quindi, cosa c’è da sapere sul bando e dove reperirlo, quali sono le figure previste e i requisiti richiesti per essere ammessi alla procedura di selezione, come inviare la domanda di candidatura e in cosa consistono le prove considerando che il concorso è per soli esami.

Concorso Agenzia Cybersicurezza 2025, quali sono i posti da assegnare?

Concorso Agenzia Cybersicurezza 2025, bando per 17 posti: requisiti e domanda 
Svolgimento delle prove di un concorso pubblico (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 13 febbraio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per un totale di 17 posti riservati agli iscritti alle categorie protette. Nel dettaglio, la suddivisione dei posti riguarda:

  • nove coordinatori con orientamento giuridico-economico, riservato alle categorie protette di cui all’articolo 1, della legge numero 68 del 1999;
  • due coordinatori con orientamento giuridico-economico, riservato alle categorie di cui all’articolo 18 della legge numero 68 del 1999 e alle categorie equiparate;
  • cinque coordinatori con orientamento tecnico-scientifico, riservato alle categorie protette di cui all’articolo 1, della legge numero 68 del 1999;
  • un coordinatore con orientamento tecnico-scientifico, riservato alle categorie protette di cui all’articolo 18, della legge numero 68 del 1999 e alle categorie equiparate.

Come inviare la domanda di candidatura ai concorsi con Inpa

Tutti gli interessati possono verificare i requisiti richiesti per partecipare alle prove del concorso per 17 posti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. In particolare, all’articolo 2 del bando sono elencati i requisiti di partecipazione. Per tutti e quattro i profili, si richiede il titolo di studio della laurea triennale o altra laurea equipollente, equivalente o equiparata, ai sensi della normativa in vigore. Per presentare la domanda è necessario collegarsi al portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (InPa) e fare la ricerca della pagina del bando. Dopo aver fatto l’accesso con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns), è necessario compilare il form di domanda in tutte le sue parti e allegare i documenti richiesti. La trasmissione della pratica deve essere fatta con il tasto «Conferma e invia» entro la scadenza delle ore 23.59 del 13 febbraio 2026. Infine, le procedure di selezione prevedono lo svolgimento di una prova scritta e di una orale nelle materie elencate agli articoli 6 e 7 del bando.

Il presidente dell’AIA Antonio Zappi deferito

L’AIA ha annunciato che sia il presidente Antonio Zappi sia il componente del Comitato nazionale sono stati deferiti al Tribunale Federale Nazionale. La Procura della Federcalcio a novembre ha chiuso un’indagine disciplinare sul presidente, per presunte pressioni legate al cambio ai vertici degli organi tecnici della serie C e D. L’accusa a Zappi è di aver sollecitato gli ex designatori Ciampi e Pizzi a dimettersi per lasciare spazio ai nuovi responsabili, Daniele Orsato per la serie C e Stefano Braschi per la D.

La nota dell’AIA

In una nota ufficiale l’Aia ha spiegato: «Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, informa gli associati di aver ricevuto in data odierna, unitamente al componente del Comitato Nazionale Emanuele Marchesi, un deferimento da parte della Procura Federale in relazione a fatti e condotte rispetto ai quali ribadisce la propria totale estraneità e rivendica la piena legittimità del proprio operato. Nel pieno rispetto delle procedure e delle istituzioni della giustizia sportiva, sono state immediatamente avviate tutte le iniziative necessarie a fornire i chiarimenti richiesti e a mettere a disposizione la documentazione utile a dimostrare la correttezza dell’operato del Presidente e dell’Associazione Italiana Arbitri».

E ancora: «Il Presidente conferma la massima collaborazione con gli organi competenti e invita tutti gli associati a mantenere equilibrio, coesione e senso di responsabilità, evitando polemiche pubbliche che possano arrecare pregiudizio all’immagine, all’unità e alla credibilità dell’Associazione. Al fine di garantire la massima trasparenza, il Presidente ha formalmente richiesto che, nei limiti consentiti dalle norme vigenti, gli atti dell’indagine possano essere resi disponibili agli associati che ne facciano richiesta. Tale scelta è coerente con il mandato democratico conferito al Presidente e si fonda sui principi di trasparenza e condivisione, ritenuti essenziali per la tutela dell’immagine e dell’autonomia dell’AIA. Il Presidente ribadisce inoltre che il proprio operato è sempre stato orientato esclusivamente al bene comune dell’Associazione, nel pieno rispetto dell’autonomia tecnica e organizzativa dell’Aia, sancita dai principi informatori e dallo Statuto FIGC , e che ogni associato ha il diritto di formarsi una valutazione consapevole sulla base di elementi oggettivi».

Infine l’AIA ha spiegato: «In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli ultimi mesi dall’Associazione, con particolare riferimento all’impegno volto a contrastare con determinazione la recrudescenza degli episodi di violenza nei confronti dei giovani arbitri e a tutelare, senza esitazioni, l’autonomia tecnica dell’Aia da iniziative volte alla riduzione della stessa. Azioni intraprese sin dal 14 dicembre 2024 e condotte con fermezza, responsabilità e senso delle istituzioni, nell’esclusivo interesse dell’Associazione e dei suoi associati. L’AIA e il suo Presidente continueranno ad agire con rigore e determinazione, rivendicando in ogni sede la propria dignità istituzionale e tutelando la solidità dell’Associazione, proseguendo nello svolgimento del proprio ruolo con indipendenza e responsabilità. Resta ferma la volontà di portare avanti un progetto tecnico fondato sulla qualità, sulla crescita e sulla valorizzazione dell’intero movimento arbitrale, nel solco tracciato sin dall’inizio del mandato, nella convinzione che il rispetto delle regole e delle garanzie costituisca il fondamento di ogni valutazione equa e consapevole».

Alessandro Gisotti presidente del Radio and Audio News Group dell’EBU

Alessandro Gisotti, vicedirettore editoriale dei media vaticani, è stato eletto presidente del Radio and Audio News Group (RANG) dell’Unione europea di radiodiffusione (European Broadcasting Union-EBU), dove rappresenta Radio Vaticana. Succede alla giornalista tedesca Stephanie Pieper della Rundfunk Berlin-Brandenburg.

Chi è Alessandro Gisotti

Nato a Roma nel 1974, Gisotti ha iniziato a lavorare nell’emittente pontificia nell’anno 2000 e fa parte del RANG dal 2021. Nel corso della carriera ha ricoperto ruoli strategici all’interno del Dicastero per la Comunicazione della Curia romana, a cui fa capo Radio Vaticana. Dal 31 dicembre 2018 al 21 luglio 2019 è stato direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede. Nel suo nuovo ruolo sarà chiamato a guidare i lavori di un gruppo che raccoglie direttori, giornalisti e produttori delle principali emittenti radiofoniche d’Europa, concentrandosi sui temi editoriali ed etici più attuali.

Caldaie, addio controlli in casa dal 2026? Cosa sapere

Dal 2026 la gestione delle caldaie domestiche potrebbe cambiare per circa 20 milioni di famiglie italiane. Una bozza di decreto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ancora in fase di consultazione, prevede una revisione profonda del sistema di ispezione degli impianti termici sotto i 70 kilowatt, cioè la quasi totalità delle caldaie a gas installate nelle abitazioni. Il testo dovrebbe sostituire il Dor 74 del 2013 e ha come obiettivo dichiarato la semplificazione degli adempimenti. Se la bozza di decreto venisse confermata, sparirebbe l’obbligo delle ispezioni fisiche fatte dai tecnici ogni anno.

Cosa prevede il decreto sulle caldaie

Caldaie, addio controlli in casa dal 2026? Cosa sapere
Caldaia (Pixabay).

Per gli impianti sotto i 70 kilowatt, i controlli non avverrebbero più con la presenza dei tecnici, ma solo tramite verifiche documentali e telematiche, basate sui dati caricati nei sistemi informatici regionali. Resterebbe invece l’obbligo del controllo dell’efficienza energetica, fissato come standard nazionale ogni quattro anni, con la possibilità per le Regioni di prevedere verifiche più frequenti solo in presenza di motivazioni specifiche.

La proposta divide

Da un lato c’è chi sottolinea la riduzione di costi, burocrazia e appuntamenti per i cittadini. Dall’altro, tecnici e associazioni di categoria segnalano criticità rilevanti. Secondo l’Unione Artigiani, affidare la sicurezza delle abitazioni a controlli a distanza presuppone un sistema informativo che oggi non sarebbe pienamente funzionante: i catasti degli impianti non sono sempre aggiornati e le piattaforme regionali spesso non incrociano i dati con quelli delle forniture di gas o delle anagrafi. Il timore è che, senza verifiche sul campo, aumentino i malfunzionamenti non intercettati, i guasti improvvisi, i consumi più elevati e i rischi per la sicurezza. A questo si aggiunge il fatto che molte caldaie domestiche hanno oltre 15 anni di età. Il nodo politico resta l’equilibrio tra semplificazione amministrativa e tutela della sicurezza domestica: la bozza è ancora allo studio e il confronto tra governo, Regioni e addetti ai lavori è aperto.

Grave lutto per Raffaella Fico e il compagno Armando Izzo

«Prima che si creino false speculazioni, io e la mia compagna, Raffaella Fico, desideriamo comunicare che abbiamo avuto una grave perdita». Con queste parole in una breve storia su Instagram, il 33enne difensore del Monza Armando Izzo ha comunicato un tragico lutto: a poche settimane dall’annuncio ufficiale della sua gravidanza la showgirl 37enne, incinta di cinque mesi, ha perso il bambino che portava in grembo. «Ci ha lasciato troppo presto e resterà per sempre nei nostri cuori», prosegue il calciatore sui social. «In questo momento di immenso dolore chiediamo rispetto, silenzio e sensibilità, evitando qualsiasi forma di speculazione su una perdita così delicata. L’unica forza che ci permette di andare avanti in questo momento è il nostro amore. Grazie».

Grave lutto per Raffaella Fico e il compagno Armando Izzo
La storia di Armando Izzo e Raffaella Fico (da Instagram).

L’annuncio della gravidanza di Raffaella Fico a Verissimo

Già mamma di Pia, nata dalla relazione con Mario Balotelli, Raffaella Fico aveva annunciato di essere in dolce attesa poche settimane fa durante un’ospitata a Verissimo. «Sto vivendo tutto come se fosse nuovo, non ricordo più niente della prima gravidanza», aveva spiegato la showgirl nello studio di Silvia Toffanin. «Sto scoprendo un nuovo mondo e sono felicissima perché accanto a me ho il mio uomo, lo abbiamo voluto. Mia figlia Pia è felicissima, ha sempre avuto il desiderio di un fratellino o una sorellina e quando glielo abbiamo comunicato ha fatto i salti di gioia. Noi viviamo tutti insieme e Armando con Pia ha davvero un rapporto molto bello». Poco dopo, lei e Izzo avevano confermato sui social, con un fiocco celeste, di aspettare un maschietto.

Oggi è Giulia Cecchettin, ieri Giulia Tramontano: con le solite ricette e le promesse non si cambia

Ormai è diventato una specie di sacrificio rituale collettivo: ogni tot mesi la nazione tutta condivide trepidazione, commozione e sdegno per l’uccisione efferata di una giovane donna da parte di un uomo, in genere il compagno, mentre un assortimento di ierofanti da tastiera e da talk show recita formule sempre uguali («ci vuole una cultura del rispetto», «donne, dovete cogliere i segnali», «è colpa delle mamme», «è colpa dei padri», eccetera). Poi, stanchi ma infelici ma anche, in certo modo, saziati di lutto virtuale, ce ne torniamo alla nostra vita, finché la cronaca non ci propone un’altra vittima degna di mobilitare di nuovo tutto l’apparato. Che non si dispiega per tutti i femminicidi: non per quelli – tantissimi – di donne mature o anziane, madri o nonne uccise da mariti o ex mariti, e nemmeno per quelle troppo derelitte, o per le single ammazzate dall’ex partner di una storia breve.

La commozione popolare si pasce dell’uccisione di vittime giovanissime e fiduciose per mano di esecutori piacioni o figli modello

In Italia la commozione popolare, come nei melodrammi di Verdi e Puccini, si pasce della mala morte di donne giovanissime, graziose, fiduciose come Giulia Tramontano, tradita e incinta, o Giulia Cecchettin, un tesoro di ragazza a due passi dalla laurea. Del resto i sacrifici di esseri viventi, umani o animali, richiedono vittime perfette e senza macchia, perché soltanto ciò che di più bello possiede la comunità è degno di essere sacrificato agli dei per esserne certi di ottenerne il favore o placarne l’ira. Solo che in questi casi a uccidere non è un apposito esecutore-sacerdote, ma un altro ragazzo, anche lui apparentemente perfetto e senza difetti, come il piacione Alessandro Impagnatiello o il “figlio modello” Filippo Turetta, uno con un buon lavoro in un ambiente figo, l’altro alle ultime battute di una laurea in ingegneria, il presunto magico talismano contro la disoccupazione. Bravi ragazzi che, messi alle strette, ammazzano brave ragazze, seguiti spasmodicamente dal pubblico dell’arena mediatica, come i tributi degli Hunger Games.

Oggi è Giulia Cecchettin, ieri Giulia Tramontano: con le solite ricette e le promesse non si cambia
Giulia Cecchettin (Ansa).

Ogni volta si ripetono le inutili ricette: dalle pene più severe alla promessa di prevenzione nelle scuole

Tanto è sinistro e inafferrabile il compiaciuto teatro dell’orrore che mettiamo su per questo tipo e solo per questo tipo di femminicidi, quanto sono ridicoli, nella loro inutilità e ripetitività, i tentativi di contrastare la violenza di genere con le solite ricette: le immancabili pene più severe e la promessa di prevenzione fin dalle scuole con corsi di educazione all’affettività. In un Paese governato da una signora che si è tenuta per anni un partner sessista e molestatore, e che all’opposizione vede un’altra signora che si è fidanzata con una donna (combinazione meno pericolosa per l’incolumità fisica), adulti infelici, poco pagati e spesso alle prese loro stessi con problemi relazionali, pretenderanno di insegnare agli adolescenti come costruire una relazione eterosessuale rispettosa. Platonica, naturalmente, visto che sono più di 40 anni che si chiede invano di fare educazione sessuale nelle scuole. Quarant’anni fa la ministra Roccella era ancora femminista e abortista e Pillon al collo portava solo il fiocco del grembiule, quindi non è proprio il caso di dare la colpa a loro.

Nemmeno la parità di genere riesce a contrastare la violenza sulle donne

Ma anche se l’educazione sessuale venisse finalmente introdotta nelle scuole, se i corsi di affettività non fossero una barzelletta, se (esageriamo) tutta la società italiana facesse passi da gigante sul piano delle pari opportunità, del pay-gap, dell’accesso delle donne a posizioni apicali, insomma, se l’Italia diventasse come la Finlandia, patria del modello scolastico ammirato in tutto il mondo, stroncheremmo la violenza contro le donne? I numeri dell’European Institute for Gender Equality dicono di no. L’uguaglianza di genere non contrasta la violenza di genere, o almeno non abbastanza. In Finlandia il 61 per cento degli omicidi con vittime donne sono perpetrati da partner o familiari, e il 47 per cento delle finlandesi afferma di avere subito molestie e violenze. La legge finlandese non contempla neppure il femminicidio o la violenza di genere come crimini specifici. Il luogo più pericoloso per le donne in Europa è l’Irlanda del Nord, che ha un tasso di violenza domestica triplo rispetto a Inghilterra e Galles. La sessista Italia è quartultima nella classifica europea dei femminicidi, dominata da Lituania e Lettonia, cui seguono Germania, Francia e Paesi Bassi. Che la civilissima Svezia sia penultima sorprende meno del fatto che il Paese europeo con meno femminicidi sia la Grecia, anche se negli ultimi anni si è registrato un clamoroso aumento. Non parliamo degli Stati Uniti, la terra del #MeToo e del politically correct, che marcia al ritmo di tre femminicidi al giorno, il triplo della Turchia di Erdogan.

Oggi è Giulia Cecchettin, ieri Giulia Tramontano: con le solite ricette e le promesse non si cambia
Scarpe rosse, simbolo della lotta alla violenza contro le donne, in Francia (Getty Images).

In Iran la violenza si fa scudo della religione, in Occidente dell’amore passionale: la stessa fetida minestra chiamata patriarcato

L’Occidente cristiano è pieno di cripto-ayatollah in versione domestica che se la loro partner rivendica libertà di uscire, di laurearsi, di viaggiare, e di vestirsi come le pare, o anche di lasciarli, le fanno quello che la polizia morale iraniana ha fatto a Mahsa Amini o ad Armita Geravand. In Iran la violenza di genere si fa scudo della religione, da noi dell’amore passionale, ma è la stessa fetida minestra secolare chiamata patriarcato. Allevati e allevate da millenni con questa minestra, ora dobbiamo inventarcene una nuova e abituarci tutti, e non è cosa né facile né breve. Nel frattempo l’unica soluzione ragionevole per limitare la strage di donne, più che insegnare l’affettività ai maschi (chi ha visto le reazioni degli adolescenti medi durante gli incontri scolastici sulla violenza di genere sa che la partita è difficile, se non persa in partenza) sembrerebbe insegnare l’anaffettività alle femmine.

Giocattoli per anziani, le versioni per combattere isolamento e demenza

Allenare la mente e combattere la solitudine. Negli Usa è boom di giocattoli per anziani, novità oppure versioni aggiornate di quelli già diffusi per bambini. Nonostante un calo nelle vendite dell’8 per cento, l’industria del settore ha registrato importanti valori negli acquisti dei nonni non soltanto per i nipoti, ma anche per sé stessi. Il 5 per cento dei prodotti è finito nelle mani degli adulti, in crescita rispetto al 2022. Per questo, le grandi aziende come Hasbro e Relish, hanno lanciato nuovi giocattoli pensati per chi ha più di 65 anni, molti dei quali acquistabili anche in Italia. Numerosi anche gli sconti durante la settimana del Black Friday.

Alleviando la solitudine e stimolando la memoria, alcuni giocattoli aiutano gli anziani a combattere l'età. I migliori prodotti.
La collezione Joy for All per anziani (Ageless Innovation, Instagram).

Da Scarabeo a Life, Hasbro reinventa i giocattoli con versioni per gli anziani

Fra le più attive nel settore dei giocattoli c’è Hasbro, che ha annunciato una partnership con Ageless Innovation, una global company che punta sul potere del gioco per invecchiare positivamente. Dalla loro collaborazione sono arrivate nuove versioni di tre classici giochi da tavolo, ossia Scarabeo, Trivial Pursuit e The Game of Life. Con l’intento di favorire l’utilizzo per gli Over 65, sono disponibili da giugno 2023 anche prodotti con pezzi da gioco più grandi e facili da afferrare, dimensioni dei caratteri maggiori nonché vari riferimenti che si rivolgono a tutte le età. Per esempio, come ricorda Associated Press, in base all’età del giocatore le risposte di Trivial Pursuit possono indicare la danza zumba o l’allenatore Jack LaLanne, il guru del fitness statunitense scomparso nel 2015.

I prodotti di Hasbro hanno così arricchito la collezione Joy for All di Ageless Innovation che comprende una serie di giochi di carte simili a Memory. Richiede infatti di trovare il collegamento fra due oggetti relativi a differenti epoche del passato e del presente, tra cui per esempio un telefono fisso e uno smartphone. Sugli scudi anche gli animali robot, disponibili anche per l’Italia sul sito ufficiale e su Amazon. Si possono comprare un gatto o un cane, che replicanno fedelmente movimenti e comportamento di un esemplare reale, regalando un po’ di compagnia e affetto al proprietario. Il felino robotico, per esempio, miagola, fa le fusa e risponde alle coccole dell’utente avvicinandosi alle mani o alle gambe. Il prezzo per l’acquisto online è di 160 euro. Ne bastano invece 61 per un uccellino animatronic che cinguetta e rompe il silenzio in casa.

Giochi di carte, scacchi e cruciverba: come stimolare la mente divertendosi

Su Amazon è disponibile un vasto assortimento di giocattoli e giochi da tavolo adatti anche agli anziani. Un esempio è l’All About Us di Relish. Si tratta di una versione progettata per chi soffre di demenza, che però può riunire tutta la famiglia. Per partecipare è sufficiente lanciare un paio di dadi e scegliere una carta, che indica un decennio della storia recente. Tramite alcuni spunti, bisogna porre una domanda agli avversari e chiedere loro di raccontare un ricordo della loro esperienza. In Rete è possibile acquistare anche gli scacchi per allenare la memoria di Eachhaha in legno, disponibili in più versioni. Seppur pensati per i bambini, sono utilissimi anche per gli anziani aiutandoli a rallentare l’invecchiamento e a mantenere alta la coordinazione occhio-mano, divertendosi assieme ai nipoti. Online ci sono poi anche diversi cruciverba e puzzle di forme e contenuto differente.

La temperatura media globale ha superato di 2 gradi i livelli preindustriali

La temperatura media globale sta crescendo a ritmi sostenuti. Venerdì 17 novembre, per la prima volta, ha superato di 2 gradi i livelli preindustriali, risalenti al periodo fra il 1850 e l’inizio del XX secolo. Ad affermarlo è il nuovo rapporto del Copernicus Climate Change Service con sede in Europa, condiviso sulla piattaforma X dalla vicedirettrice Samantha Burgess. «Non significa aver violato l’Accordo di Parigi», ha poi aggiunto la dottoressa alla Cnn. «Evidenzia però che ci stiamo avvicinando ai limiti massimi con frequenza costante». L’allarme arriva a due settimane dall’inizio della Cop28, la conferenza delle Nazioni Unite in programma a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre. Urge un intervento immediato al fine di evitare ripercussioni forti e irreversibili sulla Terra. Occorre sottolineare però come i dati siano ancora preliminari e necessitino di altre conferme con studi e misurazioni previsti per il prossimo futuro.

LEGGI ANCHE: Clima Copernicus: «È stato l’ottobre più caldo di sempre»

Temperatura globale, l’Accordo di Parigi è ancora possibile

Nel suo post su X, Burgess ha confermato che la temperatura registrata venerdì 17 novembre è la più alta della storia. Un’analisi che conferma il precedente report di Copernicus che, a inizio novembre, aveva già identificato il 2023 come l’anno più caldo di sempre. «I valori sono stati, in media, 1,17 gradi superiori al periodo fra il 1990 e il 2020», ha sottolineato la vicepresidente Burgess. «Rispetto all’era preindustriale, prima che l’uomo iniziasse a bruciare combustibili fossili e alterare il clima naturale, parliamo di 2,06 gradi in più». Gli esperti hanno sottolineato come si tratti di un superamento temporaneo e non implica che si assisterà a un riscaldamento permanente dell’atmosfera. È tuttavia un indizio allarmante che conferma gli effetti della crisi climatica in corso sul pianeta.

Il 17 novembre la temperatura media globale ha superato di 2 gradi i valori preindustriali. Dati e previsioni del rapporto di Copernicus.
Una ragazza in Brasile cerca ristoro dal caldo torrido (Getty Images).

Il superamento di 2 gradi della temperatura rispetto all’epoca preindustriale mette dunque a repentaglio il rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima stipulato nel 2015. Allora, le superpotenze del mondo si imposero di limitare le emissioni di gas serra al fine di contenere il surriscaldamento globale sotto 1,5 gradi rispetto al periodo 1850-1900. «I nuovi dati non indicano una violazione», ha spiegato Burgess alla Cnn. «Tuttavia evidenziano un peggioramento. Possiamo infatti aspettarci una frequenza crescente di giorni con una simile temperatura media globale nei prossimi anni». Un timore condiviso anche dall’Organizzazione climatica mondiale, secondo cui il pianeta potrebbe superare costantemente la soglia massima già entro il 2027 per via di una combinazione fra il fenomeno del Niño e l’inquinamento. «C’è ancora tempo per intervenire, ma bisogna farlo al più presto».

Incendi e inondazioni, gli effetti del surriscaldamento nel 2023

L’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali sta causando una lunga serie di eventi meteorologici estremi. Gli incendi alle Hawaii e le tempeste sul Mediterraneo, senza dimenticare le inondazioni in Nord America, sono però solo la punta dell’iceberg. In aumento le possibilità di un collasso delle calotte polari, con relativo innalzamento dei livelli del mare ed estinzione di massa di tutte le barriere coralline. Difficile, in tal caso, anche l’adattamento per umani ed ecosistemi. «Il superamento dei 2 gradi era prevedibile», ha detto Richard Allan dell’Università di Reading. «Dobbiamo limitare i gas serra». Stando all’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, però, l’attuale impegno non è sufficiente. Per sperare di contenere il surriscaldamento globale, tutti gli Stati dovrebbero dimezzare le emissioni entro il 2030. Al ritmo attuale, però, anche se tutti rispettassero i propri impegni, l’inquinamento sarà il 9 per cento superiore al 2010.

Il 17 novembre la temperatura media globale ha superato di 2 gradi i valori preindustriali. Dati e previsioni del rapporto di Copernicus.
Un termometro segna 40 gradi a Roma a giugno (Getty Images).

La Norvegia vuole gli infermieri italiani e offre contratti da 3.500 euro più bonus e voli

Nursing Up, il sindaco nazionale degli infermieri, ha lanciato un allarme: migliaia di giovani vengono reclutati dalla Norvegia con proposte allettanti, tanto in termini di ingaggio quanto di vivibilità. Secondo quanto spiegato dalla sigla sindacale, il Paese nordeuropeo ha lanciato decine di offerte verso l’Italia, attraverso un’agenzia di recruitment spagnola. Si parla di stipendi da 3.500 euro netti, premi esclusi. E in molti casi a professionisti e neo laureati vengono garantiti anche affitto e bollette, oltre ai voli pagati e contratti a tempo indeterminato. La Norvegia starebbe puntando anche agli studenti dell’ultimo anno.

Il sindacato: «Proposte difficili da rifiutare»

Il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma, ha spiegato: «Possiamo constatare, senza esagerazione alcuna, che negli ultimi tempi le proposte di lavoro dall’estero si stanno addirittura evolvendo, e per gli ambitissimi professionisti italiani si sono fatte decisamente “più aggressive” e soprattutto davvero difficili da rifiutare per un nostro giovane laureato in infermieristica. Siamo di fronte  ad una vera e propria caccia aperta agli infermieri di casa nostra che va avanti da alcuni anni, con una pericolosa emorragia di professionisti che le nostre istituzioni non riescono in alcun modo ad arginare attraverso piani alternativi di valorizzazione».

La Norvegia vuole gli infermieri italiani e offre contratti da 3.500 euro più bonus e voli
Due infermiere preparano alcune siringhe in ospedali (Getty Images).

De Palma: «Andati via 7mila infermieri»

Le offerte norvegesi, per De Palma, sono allettanti. Viene offerto uno stipendio dai 2.700 ai 3.500 euro al mese anche se il costo della vita, in città come Oslo o Bergen, spiega Repubblica, risulta elevato. A tentare i professionisti italiani sono soprattutto i contratti a tempo indeterminato, i bonus, i premi e le ore di lavoro, 37,5 a settimana di media. Il presidente del Nursing Up ha concluso: «Negli ultimi tre anni, ben 7mila infermieri italiani hanno lasciato il nostro Paese». Un messaggio forte che arriva a pochi giorni dalla protesta del prossimo 5 dicembre, quando i professionisti «stanchi e logorati come non mai, incroceranno le braccia in uno sciopero insieme ad alcuni sindacati dei medici».

Qualità della vita 2023, Bolzano al primo posto nella classifica

L’indagine sulla qualità della vita del 2023 realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, è giunta alla sua 25esima edizione e quest’anno il primo posto è toccato alla città di Bolzano (seconda nel 2022). Milano e Bologna conquistano il secondo e il terzo posto. Come accadde nel 2022, in fondo alla classifica c’è Crotone, insieme alle province siciliane di Messina e Caltanissetta.

Bolzano si conferma al primo posto per qualità della vita

Lo studio prende in considerazione nove settori: affari e lavoro, ambiente, reati e sicurezza, sicurezza sociale, istruzione e formazione, popolazione, sistema salute, tempo libero e turismo, reddito e ricchezza. Dai risultati della ricerca emerge una tendenza confermata: la disparità tra il Centro-Nord, più performante e resiliente, e l’Italia meridionale e insulare, caratterizzata da una persistente vulnerabilità. Quest’anno, la qualità della vita è stata valutata come buona o accettabile in 63 delle 107 province esaminate. Tradotto in termini di popolazione, ciò significa che 21 milioni e 909 mila residenti (pari al 37,2 per cento della popolazione italiana) vivono in territori con una qualità della vita scarsa o insufficiente, rispetto ai 21 milioni e 789 mila della passata edizione, equivalenti al 36,9 per cento della popolazione. Si registra quindi un lieve peggioramento rispetto al 2022. La provincia di Bolzano si conferma al primo posto per qualità della vita, dopo aver ottenuto la medaglia d’argento l’anno precedente.

Il sindaco della città: «L’impegno è tanto»

Ad Adnkronos, il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi ha così commentato la vittoria: «L’impegno è tanto. Abbiamo un bilancio con debiti zero per la città e una grande capacità di investimento. C’è una capacità di programmazione previsionale dei vari interventi e una capacità a spendere bene i soldi che, vorrei sfatare il luogo comune, non arrivano da Roma perché la provincia di Bolzano contribuisce con circa 400 milioni all’anno alla riduzione del debito nazionale».

Il caso della lettera di Osama bin Laden diventata virale su TikTok

Lunedì 13 novembre 2023 un utente di TikTok con 371 follower che utilizza il nome “_monix2” ha pubblicato un video in cui leggeva parti della “Lettera all’America” di Osama bin Laden, in cui il defunto leader terrorista affermava, tra le altre cose, che gli attacchi dell’11 settembre erano stati giustificati anche dal sostegno degli Stati Uniti all’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele. Giovedì pomeriggio, quando TikTok ha annunciato di aver bandito l’hashtag, i video taggati #lettertoamerica avevano ottenuto più di 15 milioni di visualizzazioni.

Perché la lettera è diventata virale 

Una parte rilevante della lettera, originariamente pubblicata nel 2002 dal Guardian, riguarda appunto Israele e la Palestina, uno degli argomenti forti della propaganda di bin Laden. Il leader di Al Qaida sosteneva che «il sangue che sgorga dalla Palestina deve essere vendicato in maniera proporzionale», e accusava l’Occidente di essersi «arreso agli ebrei», aggiungendo numerosi pregiudizi antisemiti. Alcuni utenti di TikTok, dopo aver letto la lettera di bin Laden, hanno commentato di aver «aperto gli occhi» sui crimini degli Stati Uniti e di Israele. La lettera è stata diffusa in momento di estrema polarizzazione emotiva legata al conflitto tra Israele e Hamas. Ma la diffusione della lettera riflette anche uno dei problemi principali legati ai social media, dove le persone– molte delle quali sono giovani nati dopo l’11 settembre e che tendono ad essere più critici dei propri genitori nei confronti dell’Occidente – condividono e ricevono informazioni su delle app progettate per rendere i video virali, spesso disincentivando l’approfondimento delle notizie e degli eventi storici.

TikTok e il Guardian hanno rimosso il contenuto dalle loro piattaforme

Quando nel 2002 il Guardian aveva pubblicato la “Lettera all’America”, l’aveva collegata a un articolo di spiegazione in cui forniva il contesto su chi era bin Laden e su quali erano gli intenti della lettera, cioè di giustificare gli attacchi terroristici del gruppo. Sui social network, invece, alcuni utenti hanno interpretato la lettera come un appello morale contro gli Stati Uniti. Il portavoce di TikTok, Alex Haurek, ha dichiarato che la società sta rimuovendo i video che diffondo la lettera per aver violato le regole dell’azienda sul «sostegno a qualsiasi forma di terrorismo» sulla piattaforma. Un portavoce del Guardian, invece, ha dichiarato in un comunicato che la lettera è stata rimossa dal sito della testata giornalistica inglese dopo essere stata «ampiamente condivisa sui social media senza il contesto completo».

Milano, Fedez in piazza Duomo con Avis va via quando parla l’assessore La Russa

Durante l’evento in piazza Duomo a Milano per sensibilizzare sulla donazione di sangue, Fedez ha polemizzato sulla presenza degli esponenti della Regione Lombardia, gli assessori Romano La Russa e Elena Lucchini. In particolare, quando ha preso la parola La Russa il rapper ha lasciato la zona dove si stavano tenendo i discorsi istituzionali per andare a visitare l’unità mobile per la donazione di sangue e i vari stand delle associazioni.

Fedez ai giornalisti: «La Regione non era coinvolta nell’evento Avis»

Ai giornalisti che gli hanno chiesto se fosse casuale il suo allontanamento proprio quando aveva preso la parola l’assessore regionale, Fedez ha spiegato: «No non è un caso, perché questa cosa l’abbiamo organizzata con la Fondazione Fedez, con Avis e il Comune di Milano. Io il signor La Russa non l’ho mai visto coinvolto e nemmeno la signora Lucchini che ha detto che stava pensando di organizzare un evento». «Quindi la Regione si è imbucata?», gli hanno chiesto i giornalisti. «Fate voi», ha concluso.

La replica dell’assessore La Russa: «Piccolo uomo»

Romano La Russa ha così replicato: «Io non l’ho neanche visto andare via, ma se è così confermo che è un piccolo uomo, molto piccolo. Il suo comportamento era scontato. Lui pensa di avere fatto un atto eroico, in realtà è stato un segno di maleducazione nei confronti dei presidenti e di tutte le associazioni». E ancora: «Lo ringrazio per l’opera di questa giornata, però non si è comportato bene. Lui ha scoperto solo oggi Avis perché ne ha avuto bisogno, c’è chi invece da sempre dedica la sua vita a questo. Non è un gesto d’amore verso i donatori».

Palazzo Chigi e Colosseo in rosso per i cristiani perseguitati

«In un mondo sempre più segnato dai conflitti, la progressiva erosione del diritto alla libertà religiosa rischia di passare inosservata». Lo sottolinea la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, protagonista di un’iniziativa che ogni anno promuove l’illuminazione di rosso dei luoghi di culto ed edifici civili in tutto il mondo. «Il colore rosso ricorda il sangue versato dai fedeli appartenenti alle diverse religioni, a cominciare da quella cristiana, i quali non possono professare pubblicamente la propria fede», spiega Acs. La Settimana Rossa comincia il 17 novembre e si estende fino al 26 dello stesso mese. In Italia troverà il suo culmine mercoledì 22 novembre 2023, il Red Wednesday.

Coinvolte anche le ambasciate presso la Santa Sede di diversi paesi

Su iniziativa di Acs Italia verranno illuminati di rosso il Colosseo, Palazzo Madama, Palazzo Montecitorio, Palazzo Chigi, la Farnesina e alcune parrocchie in varie zone d’Italia. Coinvolte nel progetto anche le ambasciate presso la Santa Sede di Burkina Faso, Camerun, Francia, Italia, Macedonia del Nord, Slovenia, Spagna e Ungheria, mentre hanno espresso sostegno all’iniziativa le Ambasciate presso la Santa Sede di Brasile e Israele. «Acs Italia manifesta gratitudine nei confronti dei Presidenti La Russa, Fontana e Meloni, e dei Ministri Tajani e Sangiuliano per aver aderito all’iniziativa, dimostrando così la sensibilità delle Istituzioni italiane al dramma della violazione della libertà religiosa» sottolinea la fondazione.

Napoli sarà la Capitale europea dello sport 2026

La città di Napoli è stata proclamata Capitale europea dello sport 2026. A stabilirlo è stata Aces Europe, Federazione delle capitali e città europee dello sport, che lo ha comunicato al Coni Campania, presieduto da Sergio Roncelli, informando che la città partenopea ha vinto il ballottaggio con Saragozza. Dopo Tbilisi, dunque, sarà il capoluogo campano a essere insignito dell’importante riconoscimento.

Roncelli: «Il premio di un lungo cammino»

Sul tema è intervenuto festante il presidente del Coni Campania Sergio Roncelli: «Questa investitura premia il lungo cammino fatto in stretta collaborazione fra il CONI Campania, il Comune di Napoli e l’USSI Campania. Un doveroso ringraziamento al sindaco Gaetano Manfredi e ad Emanuela Ferrante, assessore allo Sport del Comune di Napoli, che hanno sempre fermamente creduto nell’importanza di questa avventura proposta loro dal CONI Campania e dall’USSI Campania. È anche sicuramente un grande successo per lo sport campano che ha avuto un ruolo importantissimo nel condizionare la scelta. Basti pensare agli oltre 50 eventi di carattere nazionale ed internazionale ed ai numerosi eventi sociali e culturali organizzati». In quest’ultimo passaggio il riferimento è a quanto fatto dalla città nel 2023 a sostegno della propria candidatura a capitale europea dello sport.

Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il presidente del Coni Campania Sergio Roncelli
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il presidente del Coni Campania Sergio Roncelli (Facebook).

«Significa premiare, confermare e rilanciare la scelta di investire nello sport»

«Ancora una volta», ha aggiunto Sergio Roncelli, «il mondo sportivo campano ha evidenziato la sua compattezza e le sue grandi competenze e capacità organizzative. Dopo le Universiadi del 2019, Napoli si prepara a vivere un altro periodo di grande fermento sportivo in quanto il titolo di Capitale europea dello sport ha un significato molto profondo. Significa premiare, confermare e rilanciare la scelta di investire nello sport come fattore unificante del territorio per la sua crescita economica e sociale, per il rilanc/io dell’impiantistica sportiva e come potente antidoto al forte disagio giovanile che colpisce le giovani generazioni».

Cos’è l’Ambrogino d’oro e a chi viene assegnato

L’Ambrogino d’oro è uno dei premi più prestigiosi conferiti dalla città di Milano, una tradizione che risale al 1947. Il premio prende il nome da Sant’Ambrogio, patrono milanese, e viene assegnato annualmente il 7 dicembre in occasione della festa del santo. È considerato uno dei più alti onori concessi dalla città e viene assegnato a individui e organizzazioni che si sono distinti per il loro contributo eccezionale e positivo alla comunità.

Ambrogino d’oro: cos’è e a chi viene assegnato

Il premio si articola in diverse categorie, ciascuna delle quali riflette settori specifici di contributo alla società. Le categorie possono includere cultura, sport, beneficenza, imprenditoria, scienza, giornalismo, e altri ambiti. I vincitori dell’Ambrogino d’oro sono selezionati da una commissione composta da esperti, rappresentanti della comunità e funzionari pubblici. La commissione valuta le candidature proposte dalla comunità o da altri organi competenti e decide i premiati in base ai loro straordinari contributi in determinati settori. Gli individui o le organizzazioni che ricevono l’Ambrogino d’oro sono riconosciuti per il loro impegno eccezionale e positivo nei confronti della città di Milano e della sua comunità. Possono essere elogiati per la loro dedizione al bene pubblico, la promozione della cultura, l’innovazione imprenditoriale, la generosità nei confronti di cause sociali e molto altro. Nel 2020, ad esempio, la coppia social formata da Chiara Ferragni e Fedez ha ricevuto questa prestigiosa onorificenza per le iniziative rivolte ai lavoratori e cittadini durante il Covid.

Le polemiche per l’Ambrogino ad Andrea Pucci 

Anche quest’anno sono uscite le liste dei personaggi che verranno insigniti dal sindaco di Milano Beppe Sala e, tra questi, è presente anche il comico Andrea Pucci. Inevitabilmente sui social è partita la polemica per alcuni scivoloni fatti dal comico contro le minoranze e chiunque non gli andasse troppo a genio, da Elly Schlein a Tommaso Zorzi fino ad arrivare alle tesi no vax durante la pandemia. Tra i diversi commenti spicca quello di Selvaggia Lucarelli, che sul suo account ha scritto: «Mi domando se Andrea Pucci sia stato premiato per i suoi raffinatissimi show o per i recenti meme sui suoi social con le foto più infelici di Elly Schlein. O ancora per le battute omofobe su Tommaso Zorzi». La giornalista ha ricordato anche che «il sindaco ha diritto di veto sui nomi dei premiati».

Antitrust, istruttoria su Instagram e influencer Asia Valente

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Meta-Instagram e dell’influencer Asia Valente. Lo si legge in una nota secondo cui, in particolare, Meta avrebbe omesso di adottare misure idonee a impedire la pubblicazione su Instagram di messaggi potenzialmente ingannevoli. Asia Valente pubblicherebbe sul canale social foto e video di ristoranti, di spa, di hotel e di altre strutture turistiche con le quali si ritiene possa intrattenere rapporti commerciali senza utilizzare alcuna dicitura che evidenzi la natura promozionale di questi contenuti.

Jovanotti ai fan: «Non so quanto ci vorrà per rimettersi in piedi»

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, ha voluto aggiornare i fan sulle sue condizioni di salute. A distanza di quattro mesi dall’incidente in bicicletta ai Caraibi, l’artista ha parlato della sua situazione attuale durante una diretta Facebook. Jovanotti ha spiegato: «Sono quattro mesi dal botto. Non cammino ancora senza stampelle ma conto per dicembre di cominciare. Adesso sto iniziando ad appoggiare il piede. I muscoli fanno male ma insomma procediamo».

Jovanotti: «Non so quanto mi ci vorrà»

Il cantante è alle prese con fratture di vario tipo tra la spalla e il femore. Quelle alle gambe sono le più gravi. Jovanotti ha proseguito: «Non so quanto ci vorrà per rimettermi in piedi. Forse sei mesi. Non lo so. Nessuno lo sa, nemmeno gli ortopedici. Mi fanno delle previsioni però poi io le smentisco. Tra poco dovrò operarmi di nuovo per togliermi la placca alla clavicola perché mi sta staccando. Rido per non piangere. Volevo fare un breve bollettino perché in tanti mi scrivete e mi chiedete come va. Va bene. Ci vuole tempo e pazienza ma va bene, va molto bene. Appena mi rimetto ci vediamo e festeggiamo. Nel frattempo prendo appunto, scrivo, leggo molto. Sto leggendo un sacco di libri belli, poi faccio la fisioterapia due volte al giorno e poi penso a quando ci rivedremo».

«Che casino ho combinato»

Poi ridendo ha raccontato: «Che casino che ho combinato. Ho combinato un gran casino. Chi se l’aspettava? Ma gli incidenti non te li aspetti mai. Sto ascoltando tantissima musica, mi sono rimesso ad ascoltare anche del jazz. Soprattutto del jazz elettrico. Mi sono rimesso a sentire musica, soprattutto quella che non ha forma di canzone tradizionale. Musica cosmica che mi apra spazi. Se ascolto canzoni, dopo mi metto a scrivere canzoni. Invece voglio stare senza gravità, visto che la forza di gravità in questo momento è il mio problema. Ci sono tre modi per evitarla: andare nello spazio, che per ora non è previsto, stare nell’acqua, che mi fa stare bene, e ascoltare musica».

Bologna, la torre Garisenda a rischio collasso: «Massima allerta»

La torre Garisenda, assieme a quella degli Asinelli, è una delle principali attrazioni di Bologna e rappresenta un simbolo per la città e per l’Italia intera. Mercoledì 15 novembre 2023, i membri del comitato presieduto dalla dirigente dei Lavori pubblici di Palazzo d’Accursio Manuela Faustini hanno siglato un report di 30 pagine per aggiornare sulle condizioni della struttura, il cui basamento è gravemente malmesso. Una relazione recapitata al primo cittadino Matteo Lepore e che gli dà quindi ragione sulla scelta di transennare l’area delle due torri e inibire il passaggio di pedoni, auto e bus.

Condizioni peggiorate dal 2018

Il deterioramento era già stato evidenziato in maniera significativa negli anni precedenti. La prima segnalazione risale al 2018 quando, a seguito dell’analisi dei dati del monitoraggio avviato da Comune e Università di Bologna nel 2011, emersero delle anomalie portate all’attenzione della giunta all’epoca guidata dal sindaco Virginio Merola. In risposta a questa situazione, all’inizio del 2019 venne istituito il primo comitato tecnico-scientifico il quale, alla fine dello stesso anno, consegnò una relazione conclusiva sottolineando la necessità di un piano di emergenza e sicurezza, in quanto superati i limiti di prudenza.

Bologna, la torre Garisenda a rischio collasso: «Massima allerta»
Vista della Torre degli Asinelli (Getty Images).

Gli scenari: caduta verso la chiesa o contro l’altra torre

Durante la riunione più ristretta del comitato del 4 ottobre 2023, è stato chiaramente indicato un livello di criticità «codice rosso». La relazione presentata il 15 novembre suggerisce soluzioni operative moderate, come la posa di barriere di protezione e interventi provvisori. Tuttavia, i professionisti presenti nel comitato hanno avanzato l’ipotesi che, dopo una prima fase di implosione, la Garisenda potrebbe rovesciarsi verso la chiesa di San Bartolomeo. Viene anche menzionata la possibilità di un crollo in direzioni diverse, compresa la torre degli Asinelli. La torsione a Sud della torre, emersa nelle scorse settimane, è un motivo di ulteriore preoccupazione nel comitato, che elogia la scelta precauzionale del sindaco di modificare la mobilità per il bene dei cittadini.