È morta a 56 anni la fumettista e illustratrice franco-iraniana Marjane Satrapi, famosa in tutto il mondo per la graphic novel autobiografica Persepolis, con la quale aveva descritto la sua infanzia in Iran durante la Rivoluzione islamica e la successiva adolescenza in Europa. Il romanzo a fumetti in bianco e nero, uscito in Francia in quattro volumi tra il 2000 e il 2003, fu adattato in un film d’animazione di grande successo, scritto e diretto dalla stessa Satrapi e da Vincent Paronnaud: il lungometraggio, aspramente criticato dal regime di Teheran, si aggiudicò il Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2007 e fu inoltre candidato alla Palma d’Oro, all’Oscar e al Golden Globe.
Satrapi, si legge in una nota della famiglia diffusa da Agence France-Presse, «è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita». Il produttore, attore e sceneggiatore era morto l’8 aprile 2025.
Dopo aver effettuato verifiche sulla concessione della grazia a Nicole Minetti – chieste dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella – la Procura generale di Milano ha espresso un nuovo parere positivo in merito al provvedimento di clemenza ottenuto dall’ex consigliera regionale lombarda. È quanto si legge in un comunicato stampa emesso dai vertici della magistratura milanese. L’atto è stato trasmesso al ministero della Giustizia.
Il comunicato della Procura generale di Milano
«Dagli accertamenti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito e in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti», si legge nel comunicato della Procura generale di Milano. Come sottolinea la nota, «sono stati delegati accertamenti ai carabinieri e all’Interpol per controllare la verità del contenuto delle notizie di stampa apparse su un quotidiano (Il Fatto Quotidiano), nonché per verificare le ulteriori notizie successivamente pubblicate». Gli accertamenti hanno appurato (tra le altre cose) che «il decesso in circostanze non chiare» di uno degli avvocati coinvolti nella procedura di adozione di un bambino da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani «non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo», ma «si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole all’adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentanti dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore». La Procura generale ha inoltre confermato «il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre». E in generale non ci sono, si legge nella nota, «segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay e in Spagna» nei confronti di Minetti e Cipriani.
Possibili disagi per i passeggeri dei treni giovedì 11 giugno 2026 a causa di uno sciopero nazionale di otto ore, dalle 9 alle 17, del personale delle imprese ferroviarie e degli appalti ferroviari indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti. Al centro dell’agitazione una protesta contro il governo che «ha scelto di ignorare le nostre richieste sui rischi derivanti dalle future gare ferroviarie intercity dove è emersa la volontà del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di suddividere in tre lotti non equivalenti, anziché in un unico lotto». Si contesta dunque l’imminente pubblicazione del bando per la messa in gara del servizio Intercity che coinvolge circa 3 mila ferrovieri. Non sono previste fasce di garanzia, dato che le consuete (dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21) sono fuori dall’orario previsto per l’agitazione.
Il Mit al lavoro per evitare la mobilitazione
Le motivazioni sono state giudicate fondate dallo stesso ministero dei Trasporti, che ha annunciato di essere al lavoro per scongiurare la mobilitazione. «Alla luce dell’ennesimo sciopero, questa volta proclamato per l’11 giugno, si informa che i tecnici del Mit sono al lavoro già da tempo, su indicazione diretta del ministro Matteo Salvini, per risolvere il problema ed evitare la mobilitazione. Peraltro, va sottolineato che, in questo caso, la richiesta dei lavoratori è condivisibile».
«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza provocare danni alla collettività e venendo rapidamente zittite dagli altri avventori», diceva Umberto Eco nel 2015. In un decennio la situazione è drammaticamente peggiorata. Le legioni di imbecilli ora sono un esercito e il bar sport digitale, con il suo opinionismo dilagante e non moderato, è un oggettivo fattore di aumento della conflittualità e di indebolimento dei legami sociali. Compresi quei modelli di convivialità che hanno in un caffè o in uno Spritz occasioni di incontro con conoscenti e anche con sconosciuti. Legami sociali deboli, come quelli che si hanno con la cassiera del market, che però sono essenziali per la vita di relazione.
Umberto Eco (Ansa).
I bar e i caffè sono una fabbrica sociale
Bar sport di Stefano Benni resta un capolavoro satirico nella rappresentazione dell’umanità che si ritrova(va) seduta ai tavoli di un caffè a parlare di calcio o di donne e motori con la stessa serietà riservata alla politica o all’agricoltura. «È perfettamente inutile che un bar possieda un buon biliardo, se non ha un buon scemo da bar», sottolineava Benni. Ma al di là delle battute, dobbiamo seriamente considerare che bar e caffè sono una “fabbrica sociale”. Segnalando però che il bar sport digitale sta uccidendo il bar sport reale.
Solo incontrandosi e vedendosi di persona e facendo le cose assieme si accende la socialità. Da soli seduti davanti a uno schermo si attiva addirittura la funzione contraria. La discussione online genera contatto ma non relazioni. Accende e spegne le persone a seconda dei casi e dei temi, ma non attiva quel “noi” che si può manifestare solo attraverso la modalità dal vivo. In altre parole accentua l’isolamento delle persone, condannandole a un irreparabile individualismo.
Stefano Benni nel 2013 (Ansa).
Dove si chiudono i bar cresce l’estrema destra
In questa luce risulta particolarmente interessante la ricerca Quando i bar-tabacs chiudono: erosione del legame sociale e aumento del voto all’estrema destra che ha preso in considerazione la chiusura in Francia di circa 18 mila bar-tabac o bistrot tra il 2000 e il 2022. È emerso che le zone dove la percentuale di serrande abbassate è stata più alta, maggiore è risultato l’aumento del sostegno al partito di estrema destra Rassemblement National (RN), salito negli anni successivi tra l’1,3 e il 3,6 per cento circa. Una correlazione, questa, che non si è registrata con la chiusura di altre attività commerciali, come per esempio le panetterie. E che viene confermata dal dato che quando apre un nuovo bar-tabac, la percentuale di voti per l’estrema destra tende a diminuire nel tempo. «Gli effetti di questo processo sono tre volte più forti nelle comunità rurali, dove i bar sono rimasti l’ultimo luogo di socialità», sottolinea il curatore della ricerca Hugo Subtil dell’Università di Zurigo.
Marine Le Pen e alle sue spalle Jordan Bardella (Ansa).
La mancanza di spazi terzi di socialità porta a una visione del mondo più angusta
Senza entrare nel merito di cosa si fa al bar, o meglio quanto le singole attività (dal gioco di carte alle scommesse, dal biliardo alle bevute in compagnia) influenzino la visione del mondo dei frequentanti, la cosa più importante è quel “cosa” che si fa assieme. «È l’aspetto condiviso, sociale, a fare la differenza», continua Subtil, definendo i bar-tabac «spazi terzi», rispetto alla casa e al posto di lavoro, dove persone di origini diverse si mescolano. Quando questi posti scompaiono, le persone socializzano in una cerchia più ristretta di amici e familiari che la pensano allo stesso modo. La visione e la prospettiva del mondo si restringono. L’altro, il diverso da sé, quasi scompare. «Questo, col tempo, erode il tessuto sociale e indebolisce i legami che si creano di persona».
In tutta Europa, i sondaggi e le ricerche suggeriscono che dove la fiducia interpersonale e la solidarietà locale sono più deboli, il sostegno ai partiti di destra radicale tende a essere più alto. L’infelicità insomma sembra avere molto a che fare con il populismoe il sovranismo.
Gli infelici sono attratti dagli estremi dello spettro politico
Naturalmente la discussione e un’eventuale confutazione è aperta. Sono però rilevanti le tre chiavi di lettura, che sono anche sintesi estrema della relazione che intercorre tra populismo e infelicità e che considerano anche le implicazioni politiche delle pratiche di cura e condivisione.
Il declino della felicità e della fiducia sociale in Europa e negli Stati Uniti spiega gran parte dell’aumento della polarizzazione politica e dei voti antisistema.
Atteggiamenti soggettivi come la soddisfazione di vita e la fiducia giocano un ruolo molto più importante nel plasmare i valori e il comportamento di voto rispetto alle ideologie tradizionali o alla lotta di classe.
Le persone infelici sono attratte dagli estremi dello spettro politico. Chi ha poca fiducia si trova più spesso all’estrema destra, mentre chi ha molta fiducia è più propenso a votare per l’estrema sinistra.
Il boom di serrande chiuse: dal Regno Unito all’Italia
Ma tornando allo stretto ambito della ricerca sui bar si deve segnalare che la situazione francese non è unica, perché il declino dei locali pubblici (bar, bistrot, osterie) riguarda l’Europa intera. Una vera e propria istituzione, qual è stata il caffè (come bevanda e come luogo), che dal Settecento in poi è venuto identificandosi con l’Illuminismo e la stessa democrazia, deve fare oggi i conti con una crisi che è deflagrata con la pandemia. Per effetto delle nuove abitudini post Covid, le persone bevono meno, escono con meno frequenza e passano più tempo a casa. Oltremanica, in Inghilterra e in Galles, l’anno scorso hanno chiuso o sono stati convertiti a nuovi usi 366 pub, uno al giorno. Nei Paesi Bassi, un caffè su cinque dal 2020 ha cessato l’attività. Ma anche in Italia negli ultimi anni il settore dei bar e dei caffè ha subito una profonda contrazione, con la chiusura di oltre 21 mila locali nell’arco di un decennio. Solo nel corso del 2024, a fronte di 3.937 nuove aperture, si sono contate ben 12.188 cessazioni di attività, per un saldo netto negativo di 8.251 imprese.
Una desertificazione che induce alla conclusione che la società incattivita nella quale ci troviamo e della quale la crisi della partecipazione politica e della democrazia tout court è espressione, sta seduta ai tavolini di bar che non ci sono più. Come i quattro a amici che «tra un bicchiere di coca e un caffè» volevano cambiare il mondo e ora fanno fatica perfino a uscire di casa.
Tira aria di repulisti nel mondo dei megafoni della destra. Carta stampata o televisione, fa poca differenza: le scosse di terremoto si avvertono su tutto l’impero mediatico. Prima la defenestrazione di Mario Sechi dalla direzione di Libero, accusato dall’editore (parlamentare leghista) Angelucci di essere troppo schiacciato su posizioni meloniane, in particolare sulla linea di Giovanbattista Fazzolari (anche se il sostituto, Alessandro Sallusti, non è certamente meno sintonizzato sulla lunghezza d’onda di Giorgia). Ora sembra muoversi qualcosa anche tra i conduttori tivù: Paolo Del Debbio ha infatti annunciato a sorpresa che dal primo giugno va in pensione, a 68 anni: oltre a Dritto e Rovescio, pure 4 di Sera chiude i battenti. Nella serata di giovedì 28 maggio Corrado Formigli col suo Piazzapulita (La7) l’ha superato in termini di ascolti, mentre addirittura nella fascia access prime time è stato doppiato da Otto e mezzo di Lilli Gruber. Ma in un settore in cui l’età non è certo uno scoglio per tenersi la poltrona (l’82enne Bruno Vespa sulla Rai non molla l’osso di un centimetro), l’accompagnamento forzato di Del Debbio ai parchetti assieme ai giocatori di bocce («Continuerò a lavorare», ha però giurato lui) sembra più una mossa figlia della strategia dei Berlusconi che vorrebbero una Mediaset più moderata e meno sdraiata sull’animo populista e destrorso di Meloni-Salvini. Vediamo cosa succederà anche con Mario Giordano…
"Dietro alla mia faccia c'è un gruppo validissimo di persone che fanno un lavoro straordinario"
Una mostra italiana. E il presidente arriva in… Audi
Al Maxxi una mostra celebra l’architettura italiana. Arriva il ministro della Cultura Alessandro Giuli con un’italica Alfa Romeo Stelvio. E poi ecco il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Con la tedeschissima Audi blindata. C’era una volta la Maserati presidenziale, ormai si è spezzato anche il tabù delle auto straniere al Quirinale…
Campa Cavallino: prima criticano la Ferrari e poi ne scrivono bene
Dopo aver visto la Ferrari Luce non si sente una voce a favore. Almeno nei bar e nei discorsi tra amici. Pure Fiorello ha detto la sua, da Rai Radio 2, massacrando la nuova vettura elettrica di Maranello e beccandosi gli strali di chi controlla la trasmissione dai “piani alti”. Però nessuno ne scrive male, compresi quelli che sono andati all’evento di presentazione, a Roma, alla Vela di Calatrava. Già, perché la stampa invitata a Tor Vergata, composta da quei “pochi eletti” che molti colleghi hanno invidiato, dopo aver maledetto gli organizzatori per la scelta della location sobbarcandosi il traffico del Grande raccordo anulare per arrivare in quella zona «lontana da Dio e dagli uomini» (resteranno indimenticabili le proteste della regina dei motori del Tg2, Maria Leitner, giunta con le scarpe munite di tacchi, come se fosse la prima del Teatro La Scala), guardando il modello ha sgranato gli occhi, emettendo commenti irriferibili. A bassa voce. In perfetta linea con quanto poi hanno ideato i geni dei social, con la Ferrari che evocava ogni tipo di oggetto ma non certo una supercar.
Maria Leitner (foto Ansa).
Per non parlare di Taffo, quello delle pompe funebri, che ha immediatamente colto l’occasione per uno spot con claim spietato: «Abbiamo sentito Enzo rigirarsi nella tomba». Poi quel colore, che sembra quello dei fondali delle piscine pubbliche per dare l’effetto “acqua di mare”. Eppure, sui “giornaloni” sono apparsi articoli entusiastici, che si spiegano solo con le esigenze del “commerciale” dei gruppi editoriali, attentissimi agli incassi provenienti dalle pubblicità. Perché, se dalle bocche sono usciti giudizi negativi, le stesse persone quando hanno vergato i loro articoli hanno improvvisamente cambiato idea, trovando solo superlativi e positività: modello dottor Jekyll e mister Hyde, evidentemente. Tipici casi di sdoppiamento della personalità, ma di fronte agli investitori questo e altro…
John Grisham compra casa a Cortona
Chi non conosce i gialli giudiziari di John Grisham? Il socio, The Innocent Man, Il cliente sono solamente alcuni dei più famosi successi dell’autore e politico statunitense. Che ora, forse anche per tutte le polemiche che investono la giustizia in Italia, con casi come Garlasco, ha preso una decisione immobiliare, investendo in una magione italiana, in quel di Cortona, nella provincia di Arezzo. Sì, proprio il luogo caro a Jovanotti. «Una villa sul poggio», dicono nel comune toscano. Qualcuno sostiene che Grisham si occuperà dei notissimi delitti del mostro di Firenze: non resta che attendere.
John Grisham (foto Ansa).
Panetta come il papa, un dossier sull’IA
Fabio Panetta sulle orme di papa Leone XIV. A metà delle sue considerazioni, a Palazzo Koch, il governatore della Banca d’Italia ha annunciato che sta per uscire un dossier di Bankitalia sull’intelligenza artificiale. La mossa di Prevost di scrivere un’enciclica dedicata proprio a questo tema, con il titolo Magnifica Humanitas, ha causato un terremoto nelle istituzioni finanziarie: la rivelazione di Panetta non era prevista, ma si sa che andare sulla scia del Vaticano, nella città eterna, ha sempre il suo perché…
Fabio Panetta (Imagoeconomica).
Bankitalia, Letta accanto a Padoan
«Hai visto come vanno d’accordo Gianni Letta e Pier Carlo Padoan», dicono a Palazzo Koch i partecipanti al tradizionale incontro della Banca d’Italia, per ascoltare le considerazioni del governatore Panetta. Padoan, ex ministro del Tesoro, attuale presidente di UniCredit, sempre impegnato nelle battaglie in terra germanica per conto dell’ad Andrea Orcel. Età media, comunque, molto alta: da notare la prima fila conquistata da Renato Brunetta, presidente del Cnel. «Organo costituzionale», come viene sempre ripetuto nella sede di Villa Lubin, dai brunettiani di ferro, e gran pernacchia al referendum costituzionale renziano che lo voleva abolire nel 2016…
Comprendere il territorio attraverso l’analisi dei dati, orientare le scelte di rigenerazione urbana e supportare il riuso strategico del patrimonio edilizio dismesso. Sono questi gli obiettivi al centro del workshop PRAIM, tenutosi il 22 maggio 2026 presso l’Ex Carcere Borbonico di Avellino, nell’ambito di un percorso di ricerca dedicato ai piccoli centri delle aree interne irpine.
L’iniziativa, sviluppata dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università degli Studi di Salerno in collaborazione con la Provincia di Avellino, ha rappresentato un momento di confronto istituzionale, tecnico e operativo sul tema del riuso adattivo del patrimonio costruito dismesso dei piccoli centri delle aree interne. Il coordinamento scientifico dell’impostazione metodologica PRAIM è riconducibile al professor Pierfrancesco Fiore e agli architetti Attilio Ferraro e Emanuela D’Andria, nell’ambito delle attività di ricerca condotte presso l’Ateneo salernitano.
Il workshop ha coinvolto sei tavoli di lavoro, ciascuno dedicato al possibile riuso di un edificio dismesso localizzato in sei comuni dell’area irpina connessi alla storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio. L’obiettivo non è stato quello di assumere decisioni definitive, ma di costruire una base conoscitiva condivisa, raccogliere indicazioni qualificate dagli attori territoriali e far emergere priorità, criticità, vocazioni e opportunità di riuso.
Il ruolo di UrbanMIS, spin-off dell’Università di Salerno partecipato da Evolution Group
In questo quadro, UrbanMIS, spin-off dell’Università degli Studi di Salerno partecipato da Evolution Group, è stato coinvolto per fornire un supporto analitico alla lettura dei territori interessati. Lo spin-off ha contribuito alla predisposizione di mappe informative, infografiche e sintesi territoriali utili a guidare i partecipanti nella comprensione dei contesti locali, con particolare riferimento agli aspetti infrastrutturali, demografici, economici e insediativi.
Durante i lavori, UrbanMIS, rappresentata dal professor Giuseppe d’Aniello e dall’ingegnere Alessandro Polverino, ha illustrato il contributo dell’analisi dei dati territoriali a supporto dei processi decisionali pubblici. Tale attività si inserisce nel più ampio ambito di sviluppo di Janus Urbanis, piattaforma orientata all’analisi della situazione urbana e territoriale, con l’obiettivo di supportare enti pubblici e privati nella definizione di strategie fondate su dati, indicatori e rappresentazioni conoscitive integrate.
Verrà subito portata allo Spallanzani per la quarantena e per sottoporsi a test clinici una chirurga italiana di Medici senza frontiere in arrivo dalla Repubblica Democratica del Congo: nell’ambito della sua attività, nel centro di salute di Salamat (Bunia- Ituri), è entrato in contatto il 16 maggio con pazienti risultati poi positivi al virus ebola. Inoltre, il 18 maggio ha operato d’urgenza un bambino ferito dallo scoppio di una granata, poi risultato un caso sospetto di ebola (il risultato del test non è ancora arrivato). Come ha spiegato il ministero della Salute, la donna non ha sintomi e sta rientrando a Roma con un volo privato organizzato da Medici senza Frontiere. Il dicastero ricorda che «l’allarme è molto basso nel nostro Paese» e che «sta proseguendo il monitoraggio dell’evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali».
Luce, la prima Ferrari elettrica, non è praticamente piaciuta a nessuno. Nata tra Maranello e San Francisco e disegnata dall’ex Apple Jony Ive, la vettura rappresenta una rivoluzione per il Cavallino. Per molti, però, è un insulto alla storia del marchio. E non solo per l’alimentazione: si tratta di una berlina con cinque posti e un bagagliaio da station wagon.
Montezemolo: «Si rischia la distruzione di un mito»
Durissimo l’ex numero 1 di Maranello Luca Cordero di Montezemolo, che a margine dell’Assemblea di Confindustria ha dichiarato così: «Se dovessi dire quello che penso farei del male alla Ferrari. Si rischia la distruzione di un mito, mi dispiace moltissimo. Spero che almeno tolgano il Cavallino da quella macchina». Poi la battuta: «Questa sicuramente è una macchina che i cinesi non ci copieranno».
| Luca Cordero di Montezemolo on the new Ferrari Luce:
"If I said what I really think, I'd harm Ferrari. We're risking the destruction of a myth, I'm very sorry about that. I hope they at least remove the Prancing Horse from that car" pic.twitter.com/CdqD5mGFuN
— La Gazzetta Ferrari (@GazzettaFerrari) May 26, 2026
Briatore: «C’è un vantaggio: cinesi non la copieranno»
Della stessa opinione Flavo Briatore. L’ex team manager di Formula 1, in un video pubblicato su Instagram ha detto: «Tutti mi chiedono della nuova Ferrari. C’è un gran vantaggio secondo me. I cinesi non ce la copiano».
Flavio Briatore sobre el nuevo Ferrari Luce (100 % eléctrico):
« Todo el mundo me pregunta por el nuevo Ferrari… Tiene una gran ventaja: los chinos no lo copiarán. »
Anche alcuni politici hanno criticato la nuova Ferrari. Così Matteo Salvini: «Elettrica, costosissima (550 mila euro!) e, dal punto di vista estetico, si commenta da sola… Sembra tutto fuorché un’auto del Cavallino. E questa sarebbe “innovazione”? Chissà Enzo Ferrari cosa direbbe…».
L’ironia di Calenda: «Complimenti a Elkann…»
Questo il commento di Carlo Calenda: «La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a John Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile».
La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a #Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci… https://t.co/lAq8iEaeYm
A Piazza Affari il titolo Ferrari è sceso dell’8,37 per cento alla chiusura degli scambi, dopo che la giornata di contrattazioni si era aperta con una flessione attorno al 7 per cento. E al Nasdaq ha chiuso la giornata con un -5,26 per cento. Nel mirino degli investitori sarebbe finito soprattutto il prezzo salatissimo della prima Ferrari elettrica: 550 mila euro.
I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, hanno notificato un invito a dedurre, con contestuale atto di messa in mora, nei confronti dell’ente autonomo Giffoni Experience, del direttore artistico e organizzativo e del Responsabile Unico del Procedimento in relazione ai contributi pubblici erogati dalla Regione, in quanto ritenuti responsabili di un danno erariale di 478.769 euro, riferito alle edizioni del Giffoni Film Festival dal 2016 al 2024.
Claudio Gubitosi (Imagoeconomica).
I fondi pubblici “dirottati” dal 2016 al 2024
Parte dei fondi pubblici assegnati alla kermesse sarebbero stati “dirottati” dal 2016 al 2024 all’associazione presieduta dalla moglie del direttore artistico, Claudio Gubitosi, che avrebbe una sola dipendente, la figlia della coppia, sotto forma di servizi di inclusione e solidarietà sociale. Questo, peraltro, avrebbe determinato «una situazione di conflitto d’interessi tra i vertici dell’ente organizzatore e l’associazione destinataria degli affidamenti».
L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta
Contestualmente, su decreto del Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti, è stato anche eseguito un sequestro conservativo di conti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai destinatari del provvedimento, equivalente al danno erariale contestato, comprensivo di rivalutazione e interessi. L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta su sprechi legati all’utilizzo di bus per ospiti e giurati durante il festival, per il quale è pendente un giudizio davanti alla Corte dei conti.
L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, spiega l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, «avrebbe strutturato – sul proprio sito internet – la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato».
L’Antitrust: «Consumatore indotto in errore»
Il consumatore, si legge nella nota Antitrust, «sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del servizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)». Secondo l’Autorità, la condotta della compagnia aerea «potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo».
Sono risultati negativi all’ebola i due cooperanti residenti nel Comasco che, rientrati domenica 24 maggio dall’Uganda, avevano accusato sintomi riconducibili al virus. I due, un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso, erano stati prelevati dalle loro abitazioni e portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano, in attesa dei risultati dei test. I cooperanti sono stati sottoposti a tutte le analisi per malattie infettive potenzialmente responsabili dei loro sintomi: alla fine sono risultati positivi a un batterio responsabile di forme acute di gastroenterite.
Due persone residenti in provincia di Como e da poco rientrate dall’Uganda sono in isolamento all’ospedale Sacco di Milano per sospetta ebola, virus che sta colpendo in modo grave alcuni Paesi dell’Africa: si tratta di un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso. Entrambi hanno accusato sintomi e, prelevati dalle loro abitazioni, sono stati portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano.
Sono rientrati da una zona non lontana da Congo e Ruanda
Come ha spiegato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Milano, i pazienti «appartengono a due nuclei familiari diversi di persone che lavorano come cooperanti in Uganda» e sono rientrati «da una zona non lontana da Congo e Ruanda, dove sono rimasti tre mesi». La notte scorsa i due hanno avuto sintomi che possono anche essere riconducibili all’ebola: da qui l’attivazione del protocollo. Dei due pazienti, quella in condizioni più serie è a donna: «I sintomi in realtà fanno pensare più alla malaria, che aveva avuto anche la figlia prima di rientrare in Italia. Attendiamo a breve l’esito dei primi test». L’uomo portato al Sacco ha invece febbre non elevata e sintomi gastrointestinali lievi. I familiari dei due pazienti sono in isolamento fiduciario nelle loro abitazioni.
Addio a Carlo Petrini, per tutti Carlin, morto all’età di 76 anni nella sua casa di Bra, nel Cuneese. L’ha reso noto Slow Food, il movimento da lui fondato nel 1986 per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutti. Ideatore di importanti manifestazioni come Cheese, il Salone del Gusto di Torino e la manifestazione biennale Terra Madre, nel 2008 il Guardian lo aveva posizionato tra le 50 persone che potrebbero salvare il pianeta. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione e unanime cordoglio nel mondo politico.
Lollobrigida: «Non da tutti lasciare un’impronta su Terra»
«Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini lo ha fatto. Lasciare una impronta sulla Terra che il tempo non cancelli non è cosa da tutti. Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti». L’ha scritto il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Bonelli: «Ha trasformato le sue idee in patrimonio collettivo»
«Addio a Carlin Petrini, innovatore e visionario che ha trasformato le sue idee in un patrimonio collettivo. Ha insegnato che il cibo, la natura, la qualità dell’alimentazione, la difesa del pianeta e i diritti dei contadini sono tutti profondamente legati tra loro», ha commentato Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.
Crosetto: «Il mondo ha perso un sognatore vero»
«Ho conosciuto Carlin quando ancora non era il Mito che poi è diventato negli anni, all’Osteria Boccon Divino a Bra», ha ricordato il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Nello scorrere del tempo diventammo amici e gli diedi una mano a costruire L’Università del Gusto, la Banca del Vino e ciò che ruota intorno a Pollenzo. Abbiamo ‘visitato’ insieme decine di ristoranti e cantine e, davanti a un piatto o un bicchiere, abbiamo spaziato con la mente in ogni pensiero ci venisse. Negli ultimi anni l’avevo perso di vista ma ci sentivamo ogni tanto per un saluto veloce e per lamentarci del tempo che passava e di come fossimo diventati prigionieri di traiettorie di vita che non ci lasciavano più spazio per la spensieratezza di un tempo. Questa notte mi sono tornati nitidi i ricordi di risate, discussioni, sogni. Tutti in rigoroso dialetto piemontese. Perchè quella è sempre stata la ‘lingua ufficiale’ dei nostri dialoghi. Il mondo ha perso un sognatore vero. Buon viaggio, Carlin».
Ho conosciuto Carlin quando ancora non era il Mito che poi è diventato negli anni, all’Osteria Boccon Divino a Bra. Nello scorrere del tempo diventammo amici e gli diedi una mano a costruire L’Università del Gusto, la Banca del Vino e ciò che ruota intorno a Pollenzo. Abbiamo… pic.twitter.com/z6xGs2gtk4
Martina: «Ciao Carlin, che fortuna averti conosciuto»
«Il cibo resta e resterà la migliore forma di diplomazia della pace tra i popoli. Ciao carlin, che fortuna averti conosciuto. Fai buon viaggio». Così Maurizio Martina, vice direttore generale della Fao.
“Il cibo resta e resterà la migliore forma di diplomazia della pace tra i popoli”
Urso: «Ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo»
«Con la scomparsa di Carlo Petrini perdiamo una figura straordinaria e visionaria che ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo italiano, trasformando un sapere antico in una coscienza moderna e universale. Con la sua capacità di guardare al futuro, ha insegnato che la tutela della terra, delle tradizioni e delle comunità rurali non riguarda soltanto l’ambiente, ma rappresenta un valore economico, sociale e culturale fondamentale. Un’eredità preziosa che ci ricorda come l’agroalimentare resti una colonna portante del nostro sistema produttivo e una delle cinque ‘a’ del made in italy, riconosciuta nel mondo per qualità, identità e innovazione». Sono le parole del ministro delle Imprese e del Made in italy Adolfo Urso.
Con la scomparsa di Carlo #Petrini perdiamo una figura straordinaria e visionaria che ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo italiano, trasformando un sapere antico in una coscienza moderna e universale. Con la sua capacità di guardare al futuro, ha insegnato che la…
Tajani: «L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni»
«Con commozione apprendo della scomparsa di Carlo Petrini, uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli», ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Con Slow Food e Terra Madre ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel mondo un modello di sviluppo più umano, sostenibile e giusto. Attraverso l’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo ha inoltre formato generazioni di giovani provenienti da ogni parte del mondo, facendo della cultura gastronomica italiana uno strumento di dialogo internazionale, conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare. L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e di quel legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Slow Food rivolgo il mio più sincero cordoglio».
Con commozione apprendo della scomparsa di Carlo Petrini, uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli.
Con Slow Food e Terra Madre ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel…
Angelo Binaghi non si tiene. E ne ha ben donde. Gli Internazionali di Roma sono stati un successo e non solo per le vittorie di Sinner nel singolare – a 50 anni dal trionfo di Adriano Panatta – e di Bolelli e Vavassori nel doppio maschile. Domenica «è stata una giornata perfetta», ha commentato il presidente della Fitp a Radio Anch’io sport su Radio1. «All’inizio del torneo ci eravamo posti tre obiettivi: superare la soglia dei 400 mila spettatori paganti, superare il miliardo del valore dell’impatto economico del torneo sul territorio e provare a rivincere il singolare maschile dopo 50 anni. Ne abbiamo raggiunti quattro di obiettivi: siamo riusciti anche a vincere anche il doppio maschile, al quale non pensavamo. Più di così… ». Insomma: game, set, match. Binaghi, in versione baudesca («l’ho inventato io…») ha pure confessato di essere stato lui a convincere Sergio Mattarella a premiare Sinner.
Tra il capo dello Stato e il campione altoatesino, ha assicurato, non c’è «mai stato alcuno strappo. Sono stato io, senza che nulla fosse programmato, a riuscire a convincere il Capo dello Stato a venire in campo a fare la premiazione, nel minuto immediatamente successivo alla vittoria di Jannik. Tutti gli italiani avrebbero voluto che fosse lui a premiare Sinner. Gli ho detto che anche Jannik sarebbe stato molto emozionato di essere premiato da lui. Il presidente ci ha pensato un attimo, è venuto in campo e credo sia stato un enorme regalo per Jannik, per noi, per il pubblico e per tutti gli italiani». Tutto bene quel che finisce bene, dunque. Anche perché è stato lo stesso numero 1 al mondo in collegamento con Fabio Fazio, ad ammettere parlando dell’appuntamento mancato al Quirinale: «Non ero partito con il piede giusto un po’ di tempo fa…».
Prima di dare appuntamento al Roland Garros – «Noi, con il nostro squadrone e non solo con Jannik, andiamo a Parigi per vincere» – Binaghi è tornato sul pasticcio della sovrapposizione con il derby. «Spostare la finale avrebbe significato far perdere credibilità al torneo a livello internazionale», ha detto ricordando che gli Internazionali d’Italia sono «gestiti dall’ATP. I diritti televisivi non sono venduti da noi e decine e decine di Paesi erano programmati per quell’ora. Quindi sarebbe stato un danno enorme per la credibilità del torneo e del Paese». E già si guarda all’edizione 2028, quando sarà in funzione il nuovo Centrale da 12.500 posti (60 milioni arrivano da Sport e Salute), una struttura polifunzionale attiva tutto l’anno, con copertura semovibile a prova di maltempo. L’unica macchia di questo torneo.
Sergio Mattarella con Angelo Binaghi (Imagoeconomica).
Una riconferma per Bordoni
Davide Bordoni è stato per anni uno degli elementi di spicco dei berluscones a Roma. Consigliere comunale, era arrivato alla poltrona di assessore alle Attività produttive e al Lavoro al tempo della Giunta Alemanno. Uscito da Forza Italia nel 2019, nel 2020 è stato co-fondatore del gruppo consiliare Lega-Salvini premier. Dopo la mancata elezione a consigliere per soli 38 voti alle Amministrative del 2021, è in Campidoglio l’anno successivo al posto di Simonetta Matone, eletta in Parlamento. Già consigliere del ministro dei Trasporti, dal 2022 al 2023 ha assunto la carica di esperto per i rapporti con gli enti territoriali e pochi giorni fa è stato riconfermato amministratore unico di Ram Spa (Rete Autostrade Mediterranee, società in house del MIT) per il triennio 2026-2028. «La riconferma rappresenta per me motivo di orgoglio e uno stimolo a proseguire con impegno e responsabilità il lavoro al servizio del Paese e del sistema logistico e infrastrutturale nazionale. Desidero esprimere la mia gratitudine al Mef e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per la fiducia e l’attenzione dimostrate nei confronti del lavoro svolto e degli ottimi risultati raggiunti in questi anni da Ram», ha dichiarato Bordoni.
Davide Bordoni (Imagoeconomica).
Giachetti smuove la Vigilanza Rai
Il renziano Roberto Giachetti si è ammanettato alla Camera – con manette acquistate in un sexy shop come lui stesso ha raccontato («l’unico posto in cui si possono vendere…», ha detto a Un giorno da pecora) – per protestare contro l’eterno rinvio delle votazioni, a causa della mancanza del numero legale, per la presidenza della Rai.
Il deputato di Iv Roberto Giachetti ammanettato alla Canera (Ansa).
Una protesta che ha spinto la presidente della commissione di Vigilanza Barbara Floridia a intervenire: «Prendo atto della disponibilità della maggioranza a garantire il numero legale della Vigilanza Rai e convoco la commissione per il prossimo mercoledì 27 maggio. L’auspicio è che l’apertura della maggioranza a riaprire i lavori non sia limitato solo alla prossima seduta, ma che si possa ripartire con le attività ordinarie. È opportuno evidenziare che l’ordine del giorno non lo decide di certo Antonio Tajani. Dispiace molto che si sia dovuti arrivare al gesto estremo di Giachetti per avere una cosa normale come una seduta della commissione». Lo stallo sulla nomina è dovuto all’ostinazione di Simona Agnes che, nonostante il muro delle opposizioni, non ha ritirato la propria candidatura.
Possibili disagi lunedì 18 maggio 2026 a causa di uno sciopero generale che coinvolge i lavoratori di diverse categorie, dai trasporti alla sanità alla scuola. L’agitazione nazionale di 24 ore è stata indetta dall’Unione sindacale di base (Usb) per chiedere l’interruzione del coinvolgimento italiano nei conflitti e il blocco delle filiere economiche e industriali legate al riarmo, rivendicando risorse a «salari, servizi pubblici, pensioni, sicurezza nei luoghi di lavoro, diritto alla casa». «La guerra entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentano, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie», si legge nel comunicato sindacale.
Treni
Il Gruppo Fs ha avvertito che la protesta interessa il proprio personale dalle ore 21 di domenica alle ore 21 di lunedì. Trenitalia, tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio, invita i passeggeri a «informarsi prima di recarsi in stazione» consultando l’app, la sezione Infomobilità del sito e i canali social e web. Coinvolta anche l’Alta velocità, con alcune tratte garantite indicate qui. Stessi orari per Italo, che ha anch’esso pubblicato l’elenco delle corse garantite, e Trenord. Per il trasporto regionale le fasce di garanzia sono le consuete, dalle 6.00 alle 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00.
Bus, tram e metro
Lo stop riguarda anche il trasporto pubblico locale. A Roma Atac ha avvisato che «durante lo sciopero il servizio sarà garantito esclusivamente durante le fasce di legge, da inizio servizio alle ore 8.29 e dalle 17.00 alle 19.59». A Milano, invece, dopo l’agitazione del 15 maggio, la circolazione delle linee metropolitane e dei mezzi di superficie sarà regolare. Anche in questo caso, l’invito è quello di tenere monitorati i siti delle singole aziende.
Sanità, scuola e uffici pubblici
Lo sciopero coinvolge anche i lavoratori della sanità e della scuola. Nella giornata di lunedì, le visite specialistiche programmate, gli esami di laboratorio e gli interventi non urgenti potrebbero essere rimandati. Per quel che riguarda gli istituti scolastici, le eventuali chiusure dipenderanno dal tasso di adesione di insegnanti e personale Ata. Anche uffici comunali, sportelli Inps e Agenzia delle entrate potrebbero andare incontro a chiusure o riduzioni d’orario.
Casa dolce casa. Avercela però non è scontato. Anzi. In Europa nel 2024 si contavanoquasi 1,3 milioni di senzatetto. Negli Usa quasi 900 mila. In Italia, secondo gli ultimi dati, vivono circa 96 mila persone senza dimora, con una forte concentrazione nelle grandi città come Roma e Milano.
Alloggi popolari vuoti e immobili dormienti
Ma se consideriamo le situazioni di povertà abitativa i numeri crescono sensibilmente. Più di un italiano su quattro (il 27 per cento per cento della popolazione, dato Eurostat) vive in una condizione di rischio. Un milione di famiglie vive in affitto con canoni che assorbono buona parte del reddito disponibile. Eppure ci sono oltre 60 mila alloggi pubblici vuoti o non assegnati, a fronte di oltre 250 mila famiglie in lista d’attesa. Appartamenti che da anni si auspica possano contribuire ad alleviare l’emergenza. Ma è noto che di parole e promesse la politica italiana è piena. Mentre le case sfitte – cosiddette “dormienti” – sono 8 milioni e mezzo, il 25,7 per cento del totale delle abitazioni intestate a persone fisiche. Una percentuale che ci posiziona al primo posto in Europa per stock di case vuote. Un immenso patrimonio che si confronta con la scarsa offerta abitativa nelle città e la crescente paura dei proprietari di affittare a inquilini morosi.
Le case bianche di via Salomone, a Milano (Ansa).
Il governo Meloni approva l’ennesimo Piano Casa
Recentemente il governo Meloni ha approvato iI nuovo Piano Casa Italia, che mira a contrastare il fenomeno con oltre 10 miliardi di euro (970 milioni il primo anno nel Documento di finanza pubblica) per creare 100 mila alloggi in 10 anni, focalizzandosi su edilizia sociale, recupero e social housing a canoni calmierati. C’è da sperare che sia la volta buona per avviare politiche abitative concrete. Ma al momento si deve segnalare che si tratta dello stesso numero di abitazioni previste (in un arco di tempo però doppio) dal Piano Casa del governo Berlusconi nel 2009, del quale però si sono perse le tracce. «A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina», diceva spesso Giulio Andreotti. Io mi limiterò a ricordare che l’unico Piano Casa che ne ha data una a più di un milione di italiani è stato quello lanciato dal leader Dc Amintore Fanfani, che dal 1949 al 1963 ha creato 355 mila nuovi alloggi.
Giorgia Meloni (Ansa).
I prezzi corrono in tutta Europa
Trovare casa è un’impresa. Perché i prezzi per l’acquisto o per l’affitto sono cresciuti e continuano a crescere molto più degli stipendi. Tra il 2015 e il 2024, in Europa l’aumento è stato del 53 per cento e si stima una carenza di circa 2,25 milioni di abitazioni adeguate. Solo a Milano, che fra le metropoli europee spicca per rendimenti e sicurezza degli investimenti nel mattone, il costo delle abitazioni è cresciuto tra il 40 e il 50 per cento negli ultimi 10 anni. Lo scorso marzo, il Parlamento Ue ha approvato una risoluzione per una strategia organica contro la crisi abitativa e la creazione del primo Piano Europeo per alloggi a prezzi accessibili. Ma anche qui il rischio è che gli interventi legislativi siano troppo lenti rispetto a un mercato che corre, seguendo le dinamiche economiche, geografiche e demografiche. Che dicono ad esempio che gli stipendi soprattutto dei giovani sono troppo bassi, che la popolazione tende a concentrarsi nelle città, che sono sempre più numerose le famiglie di un solo componente. E qui si evidenzia un altro paradosso: la sottoccupazione degli alloggi, che nel Vecchio Continente è in costante aumento: oggi un europeo su tre (dal 18 ai 64 anni) vive in una casa troppo grande, percentuale che sale al 45 per cento tra gli over 65.
Convegno ‘Emergenza casa. Verso un piano europeo’, a Milano (Ansa).
Il finto affare delle case a un euro
La forza del mercato e della rendita immobiliare favorisce inoltre la concentrazione e lo sviluppo urbano a scapito dei luoghi periferici e ancor più delle zone marginali. Borghi disabitati quando non abbandonati completamente sono un fenomeno in aumento in tutta Europa e nell’Italia intera. La vendita delle case a un euro, ovvero al prezzo di un caffè, è stato un fenomeno in grande auge gli anni passati e ancor oggi c’è qualche Comune che lancia l’offerta e qualche pollo che ci casca. Ma si tratta quasi sempre di case abbandonate da tempo o addirittura di ruderi, in zone spopolate. Così il presunto affare arriva a costare decine di migliaia di euro e alla fine del recupero si spendono cifre che superano il reale prezzo di mercato.
Per lunedì 18 maggio 2026 è stato indetto uno sciopero generale che riguarda treni, trasporto pubblico locale, scuola, sanità e pubblica amministrazione. Per quanto concerne le ferrovie, si rischiano disagi, ritardi e cancellazioni sia per l’alta velocità Frecciarossa e Italo sia per i convogli regionali. Le fasce di garanzia per questi ultimi vanno dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Per quanto riguarda l’AV, sui siti delle rispettive compagnie è possibile trovare l’elenco dei treni garantiti in caso di sciopero. Il Gruppo Fs ha annunciato che il proprio personale sarà interessato all’agitazione e che l’eventuale interruzione del servizio è programmata dalle ore 21 di domenica 17 maggio alle ore 21 di domenica 18.
Sciopero anche per il trasporto pubblico locale
Come anticipato, la mobilitazione coinvolgerà anche il trasporto pubblico locale. A Roma, dove è previsto il derby di Serie A tra Roma e Lazio, riguarderà Atac e Cotral. Per entrambe, saranno rispettate le fasce di garanzia stabilite per legge, ovvero da inizio servizio alle ore 8.29 e dalle ore 17 alle ore 19.59. Anche Atm a Milano ha segnalato possibili interruzioni di servizio così come Stp a Bari.
La Corte di Giustizia Ue ha stabilito che il sistema italiano di assunzione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) negli istituti di istruzione pubblica viola il diritto dell’Unione europea. In particolare, «è incompatibile con la normativa dell’Unione in materia di contratti a tempo determinato, che prevede limitazioni al loro ricorso e favorisce le procedure di assunzione a tempo indeterminato». La Corte osserva che il quadro normativo italiano non fissa alcun limite alla durata massima, né al numero massimo dei contratti temporanei del personale Ata. In secondo luogo, per quanto riguarda i concorsi organizzati per l’assunzione a tempo indeterminato del personale Ata, la Corte osserva che il requisito di almeno due anni di servizio con contratto a tempo determinato favorisce il ricorso a tali contratti, anche nei casi in cui, invece, ci sono esigenze di contratti a lungo termine.
Sono risultati negativi al test per l’hantavirus il turista inglese in quarantena all’ospedale Sacco di Milano e l’accompagnatore che viaggiava con lui in Italia. Come ha spiegato il ministero della Salute, il turista britannico viene considerato un contatto a rischio perché era sul volo Sant’Elena-Johannesburg su cui si trovava la moglie della prima vittima, poi morta nella città sudafricana. Le due persone decedute, di nazionalità olandese, erano passeggeri della MV Hondius. Il turista si trova al Sacco perché a Milano alloggiava in un B&B e, pertanto, non disponeva di una sistemazione privata idonea in cui trascorrere il periodo di isolamento.
Negativa anche una turista argentina ricoverata a Messina
Il ministero della Salute ha inoltre reso noto che «sono altresì negativi i test effettuati sul giovane calabrese che si trova in isolamento fiduciario e sulla turista che è stata ricoverata a Messina per polmonite e che proviene da una zona endemica dell’Argentina». Gli accertamenti per la donna erano stati richiesti dalle autorità sanitarie locali. Il ministero sottolinea che «il rischio connesso al virus resta molto basso in Europa e, dunque, anche in Italia».
È Simone Pillon il nuovo avvocato di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della famiglia nel bosco. L’ex senatore della Lega, esperto di diritto di famiglia e in passato tra gli organizzatori del Family Day, prende il posto di Marco Femminella e Danila Solinas, che oggi hanno annunciato di aver rinunciato al mandato.
Simone Pillon (Imagoeconomica).
Femminella e Solinas erano a loro volta subentrati al primo legale della coppia
Femminella e Solinas hanno rinunciato al mandato di rappresentanti legali della famiglia del bosco perché «non c’era una visione comune». I due avvocati erano a loro volta subentrati, a novembre, al primo legale ad aver seguito la coppia anglo-australiana, Giovanni Angelucci. Quest’ultimo aveva lasciato a causa dell’atteggiamento di Trevallion e Birmingham. «Ritengo doveroso e necessario rinunciare al mandato difensivo non potendo in tutta coscienza e nel rispetto della deontologia professionale impostare una difesa monca e non aderente alla linea difensiva che io avevo indicato e concordato già da tempo con i miei assistiti», aveva spiegato.