«La linea comunicativa del Partito Democratico che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente. Da fondatrice e militante del Pd sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista». Lo ha scritto Pina Picierno in un duro post su X contro l’ultimo passo falso del suo partito, avvenuto sui social.
La linea comunicativa del @pdnetwork che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente.
Da fondatrice e militante del PD sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e…
L’infelice accostamento tra chi voterà “Sì” e i neofascisti
L’amarezza di Picierno nasce dalla clip pubblicata sulla pagina Instagram del Partito democratico, con i saluti romani dei neofascisti ad Acca Larentia e il messaggio in sovrimpressione: «Loro votano sì. Ricordagli che la Costituzione è antifascista». E si legge anche: «CasaPound annuncia il sostegno alla riforma del governo Meloni. Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione: il 22 e il 23 marzo VOTA NO!».
Il messaggio di FdI: stessi toni (al contrario) di quello dem
La campagna del Pd ha ricalcato, al contrario, quella di Fratelli d’Italia, che ha pubblicato sui social un video degli scontri di Torino per Askatasuna, con il messaggio: «Noi non siamo come loro e voteremo sì».
Picierno: «Voterò sì, come molti elettori e militanti del Pd»
Chiedendo di non trasformare il referendum sulla riforma della giustizia «in una contesa politica sul governo in carica», perché «per quello ci saranno le elezioni politiche», Picierno ha poi scritto: «Io voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti. Basta con una campagna che sembra ricalcare, al contrario, i toni e lo stile di Fratelli d’Italia, anche loro impegnati in una penosa linea comunicativa per cui chi vota no è assimilabile ai violenti degli scontri di Torino». Poi: «So bene che esiste una linea maggioritaria nel mio partito, e sono sicura che esistono molti modi per argomentare sulle ragioni del “No”. In tutta onestà mi pare che quelle osservate e ascoltate fin qui non siano quelle più giuste e quelle più convincenti».
Il restauratore Bruno Valentinetti ha cancellato il volto di Giorgia Meloni sull’angelo (o vittoria alata) della chiesa di San Lorenzo in Lucina (Roma). «A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato», ha detto, confermando che è stata direttamente la Santa Sede ad avanzare la richiesta di ripristinare l’opera, realizzata nel 2000, nella sua forma originaria. Sul caso si è mossa anche la Sovrintendenza di Roma, che ha aperto un’indagine dei Beni Culturali e avviate ricerche d’archivio sull’affresco. Ospite di Fiorello a La Pennicanza, Valentinetti aveva scherzato: «Ero posseduto. Dormivo e mi è apparsa la Meloni in sogno, vestita di bianco. Sembrava la Madonna di Fatima! Mi diceva: “Bruno, dipingi l’angelo a mia immagine; mettigli la mia faccia”. La mano andava da sola!». Ecco i migliori meme sul caso dell’angelo-Meloni.
Live Nation ha firmato un accordo per l’acquisizione del Gruppo ForumNet, uno dei principali operatori di venue in Italia, da Bastogi Spa, rafforzando il proprio impegno a investire nel dinamico ecosistema dell’intrattenimento dal vivo italiano. Fulcro dell’operazione è l’Unipol Forum, una delle arene più iconiche del Paese per musica e sport che, dalla sua inaugurazione nel 1990, accoglie ogni anno circa 2 milioni di spettatori e ha ospitato superstar internazionali e grandi protagonisti della musica italiana come Vasco Rossi, Cesare Cremonini, Tiziano Ferro e Marco Mengoni. Oltre alla musica, l’Unipol Forum è la casa dell’Olimpia Milano di basket e ospiterà le competizioni di pattinaggio di figura e short track alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Previsti investimenti sull’Unipol Forum
Live Nation prevede un piano di investimenti significativi sull’Unipol Forum per migliorare ulteriormente la partecipazione del pubblico, potenziare le infrastrutture dedicate ad artisti e produzioni e introdurre interventi orientati alla sostenibilità, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbone. Gli interventi valorizzeranno il lascito olimpico della venue, assicurandone il ruolo di riferimento nel lungo periodo per l’intrattenimento di livello internazionale e lo sport d’élite. L’accordo include, inoltre, Teatro Repower e la gestione della venue open-air Carroponte.
L’operazione verrà completata entro aprile 2026
Nel loro insieme, queste venue svolgono un ruolo chiave nel settore dell’intrattenimento dal vivo in Italia, che nel 2024 ha generato un valore complessivo di 4,5 miliardi di euro a livello nazionale. L’attuale team ForumNet continuerà a gestire le venue, accogliendo tutti gli organizzatori di eventi. Live Nation proseguirà l’attività di promozione degli spettacoli su tutto il territorio italiano. Il completamento dell’operazione è subordinato alle consuete condizioni di closing ed è previsto entro aprile 2026.
Josh D’Amaro, responsabile della divisione Experiences (parchi a tema, crociere e prodotti), assumerà il ruolo di ceo Walt Disney dal 18 marzo 2026, giorno in cui è in programma l’assemblea annuale della società. Il manager, incoronato da un voto unanime del cda, prenderà il posto di Robert A. Iger, che resterà nel consiglio di amministrazione e come consulente senior fino a fine anno A capo del più grande segmento di attività dell’azienda, con un fatturato annuo di 36 miliardi di dollari nel 2025, D’Amaro è un veterano Disney, in cui ha lavorato negli ultimi 28 anni. La sua divisione ha generato, nell’ultimo anno fiscale, il 38 per cento dei ricavi e il 57 per cento dell’utile operativo. La nomina chiude una corsa interna che ha visto in lizza anche Dana Walden (co-presidente dell’intrattenimento), Alan Bergman e Jimmy Pitaro.
Soldi: parecchi. Tempo: almeno un anno e mezzo per organizzare il concorso. Tra riunioni, contro-riunioni e affanni vari dei commissari e dell’unica superstite della cattedra che aspetta rinforzi da troppi mesi. E alla fine? Tutto buttato via. Pare abbiano ragione le serpi: il capo dipartimento dell’Università di Brescia vorrebbe rinunciare all’assunzione di un docente associato in Malattie respiratorie.
Medici degli Spedali Civili di Brescia (Imagoeconomica).
Il motivo l’abbiamo già scritto: non ha vinto il candidato designato, cioè il plenipotenziario primario degli Spedali civili, che ha ottenuto oltre 50 punti in meno rispetto agli altri due aspiranti al posto. Sì, cinquanta punti: un abisso, visto che di solito queste dinamiche si giocano sullo zero virgola.
Quanto è probabile la cancellazione della cattedra?
Tuttavia, dopo l’auto-defenestrazione del vincitore – ha primeggiato anche all’Humanitas di Rozzano e preferisce quella destinazione -, il secondo classificato non avrebbe la minima idea di rassegnarsi a un’eventuale cancellazione della cattedra, nonostante l’ipotesi sia prevista dal regolamento della facoltà. Ed è pronto a spedire una lettera al dipartimento in cui dichiara la volontà di assumere l’incarico a Brescia. Un atto cortese e formale per ribadire la sua disponibilità, che sarà all’ordine del giorno della riunione di dipartimento di mercoledì 4 febbraio. Cosa succederà quindi? Non si sa, ma il secondo classificato spera in un intervento in suo favore da parte del magnifico rettore Francesco Castelli.
Francesco Castelli, rettore dell’Università degli studi di Brescia (foto Imagoeconomica).
L’altra grana: l’apertura di una seconda facoltà di Medicina
Le rogne per il concorso comunque non sono le uniche dell’università. C’è molta, moltissima, preoccupazione – praticamente disperazione – per una voce che gira da mesi: in città viene data ormai per certa l’apertura di una seconda facoltà di Medicina! Il punto esclamativo è più che lecito: come dicono i docenti della Statale, se dovesse succedere «saremmo spacciati».
Eh sì, perché la concorrenza arriverebbe nientemeno che dalla potentissima Fondazione Poliambulanza che, attualmente, ha già la facoltà di Infermieristica e che, nel caso, si appoggerebbe alla Cattolica. Sottraendo molti iscritti e altrettanti soldi all’Università di Brescia. La concorrenza sarebbe spietata e consentirebbe all’ospedale privato di non appoggiarsi, come sta facendo, ai medici del Civile.
Dietro questo disegno, secondo gli arcinemici, ci sarebbe l’ex rettore, ex responsabile della conferenza dei rettori delle università italiane, ex papabile candidato a sindaco di Brescia (lisciato dal Partito democratico), nonché commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana Maurizio Tira.
Maurizio Tira (foto Imagoeconomica).
Potenziali conflitti d’interessi? Non segnalati
Oltre a mantenere la cattedra di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Brescia, infatti, il nostro è nel consiglio di amministrazione della Poliambulanza. Il suo incarico triennale, retribuito con 30 mila euro, è stato autorizzato dal direttore di dipartimento che deve valutare anche potenziali conflitti d’interessi. Evidentemente non li ha intravisti. La domanda (lecita) che si fanno in facoltà è la seguente: «Da rettore, Tira ha elaborato il piano strategico della Statale e ora cosa fa? Approva la convenzione fra Poliambulanza e UniCattolica per aprire Medicina?». Lo scopriremo presto.
Il mese di febbraio 2026 sarà caratterizzato da una nuova ondata di scioperi che interesseranno diversi settori, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario e aereo. A livello nazionale il picco si avrà in tre date: 6, 16 e 28 febbraio. Di seguito l’elenco completo con le agitazioni giorno per giorno.
Tutti gli scioperi in programma a febbraio 2026
2 febbraio
Dalle 3 di lunedì 2 febbraio alle 2 di martedì 3 febbraio si ferma Trenord. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato Orsa e potrebbe impattare sulla circolazione dei treni in Lombardia. Le fasce orarie garantite vanno dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per la linea RE54 (da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1), e tra Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50.
6 febbraio
Per l’intera giornata di venerdì 6 febbraio è stato proclamato uno sciopero nazionale del settore marittimo e portuale indetto dal sindacato Usb Lavoro privato. Nella stessa giornata sono previste agitazioni che coinvolgeranno il trasporto pubblico locale. A Bari la società Amtab incrocerà le braccia per 4 ore, dalle 08.30 alle 12.30, mentre a Teramo la società Tua osserverà uno sciopero di 24 ore a livello provinciale.
13 febbraio
Disagi nel trasporto pubblico locale sono previsti anche venerdì 13 febbraio, dove in tre città sono stati programmati degli scioperi. A Termoli ci sarà una mobilitazione di 24 ore dei lavoratori della società Gtm, così come di coloro che lavorano presso la società Sasa di Bolzano. A Udine, invece, lo sciopero del personale della società Arriva sarà di nove ore, dalle 15 alle 24.
16 febbraio
Lunedì 16 febbraio sarà la volta del trasporto aereo. I lavoratori di Ita Airways e gli assistenti di volo di Vueling incroceranno le braccia per l’intera giornata. Sempre nella stessa giornata è previsto lo sciopero, indetto da Ost Cub Trasporti, del personale di terra di Airport Handling e Alha negli aeroporti milanesi di Linate e Malpensa. Nonostante la mobilitazione, restano tutelate le fasce di garanzia 7-10 e 18-21 e i voli internazionali in arrivo, così come i collegamenti con le isole già autorizzati dall’Enac.
28 febbraio
Possibili disagi su treni regionali, Frecce e Intercity per il 27 e il 28. A partire dalle 21 di venerdì 27 febbraio fino alle 20.59 di sabato 28 febbraio è previsto uno sciopero nazionale di 24 ore del personale di macchina e di bordo di Ferrovie dello Stato Italiane. Nella giornata di sabato le fasce di garanzia potrebbero subire variazioni o non essere garantite.
È morta Maria Rita Parsi, nota psicologa e psicoterapeuta, figura di riferimento in Italia e all’estero nel campo della tutela dell’infanzia. Aveva 78 anni. Componente dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e in passato membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo, nel corso della sua carriera Parsi ha pubblicato più di 100 libri di tipo scientifico, letterario e divulgativo, diventando un volto noto per le sue frequenti apparizioni televisive.
Nel 1992 creò l’odierna Fondazione Movimento Bambino Onlus
Nata a Roma il 5 agosto 1947, nel 1992 fondò l’Associazione Onlus “Movimento per, con e dei bambini”, che dal 2005 è diventata la Fondazione Movimento Bambino Onlus. Sotto la sua guida, l’organizzazione si è affermata come centro di riferimento nella diffusione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza, combattendo abusi e maltrattamenti e promuovendo la tutela giuridica e sociale dei bambini. Aveva inoltre fondato la Scuola Italiana di Psicoanimazione (Sipa).
Nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo
Per quanto riguarda gli incarichi istituzionali, Parsi dal 2021 era componente del Gruppo di lavoro del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali dedicato alla Child Guarantee, iniziativa europea per contrastare povertà ed esclusione sociale tra bambini e adolescenti. Dal 2020 era esperta nell’Osservatorio per l’infanzia e l’adolescenza presso il Dipartimento per le politiche della famiglia. A livello internazionale, nel 2012 era stata eletta al Comitato Onu per i Diritti del Fanciullo, organismo dele Nazioni Unite che vigila sull’adozione e il rispetto della Convenzione internazionale sui diritti dei minori.
Negli Anni 80 si era cimentata anche nella sceneggiatrice televisiva
Collaboratrice abituale di varie testate giornalistiche, come detto era diventato un volto noto grazie alle frequenti apparizioni in tivù. Curiosità: a metà degli Anni 80 Parsi si era cimentata anche nella sceneggiatura televisiva collaborando alla realizzazione di Professione vacanze, serie con protagonista Jerry Calà, che era stato in precedenza suo paziente.
Dalla Maturità 2026 cambia in modo sostanziale il colloquio orale, che viene riorganizzato attorno a un impianto più disciplinare e meno aleatorio. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha definito il nuovo modello insieme alle materie della seconda prova, fissando regole valide per tutti gli indirizzi, con l’obiettivo dichiarato di rendere l’esame più chiaro e valutabile.
Come cambia la maturità: l’orale su quattro discipline
Un esame di maturità (Imagoeconomica).
Il colloquio orale non partirà più da un documento da commentare. Al suo posto, l’esame si svolgerà su quattro discipline, individuate ogni anno dal Ministero entro gennaio, insieme alle materie della seconda prova ed eventualmente della terza prova scritta per alcuni indirizzi. La prova serve a verificare l’apprendimento in ciascuna materia, ma anche la capacità dello studente di collegare le conoscenze, argomentare in modo critico e dimostrare autonomia e maturità. Nel giudizio complessivo peseranno anche l’impegno scolastico, le attività extracurricolari coerenti con il percorso di studi e le azioni considerate particolarmente meritevoli. Per il Liceo classico le materie sono Italiano, Latino, Storia e Matematica; allo Scientifico Italiano, Matematica, Storia e Scienze naturali; al Linguistico Italiano, prima e seconda lingua straniera e Scienze naturali; alle Scienze umane Italiano, Scienze umane, lingua straniera e Storia dell’arte. Chi arriva allo scrutinio finale con sei in condotta deve discutere anche un elaborato su cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal Consiglio di classe. L’elenco completo delle materie dell’orale è stato pubblicato sul sito del Ministero dell’Istruzione.
La riforma interviene anche sulla commissione d’esame: una commissione ogni due classi, composta da cinque membri — un presidente esterno, due commissari esterni e due interni — con una formazione specifica prevista per i commissari. Cambiano anche le regole sul punteggio finale: per chi raggiunge almeno 90 punti, la commissione può assegnare un’integrazione fino a tre punti. I Pcto vengono inoltre ridenominati formazione scuola-lavoro, per sottolineare il legame tra scuola e mondo del lavoro.
Sono state pubblicate le materie della seconda prova scritta della Maturità 2026. L’esame prenderà il via giovedì 18 giugno, con la prima prova di Italiano comune a tutti gli indirizzi, e proseguirà venerdì 19 giugno con la seconda prova sulle discipline caratterizzanti. Le scelte sono contenute nel decreto n. 13 del 29 gennaio 2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che definisce nel dettaglio le materie per ciascun percorso di studio.
La seconda prova nei Licei
Una studentessa del classico durante la seconda prova di maturità (Imagoeconomica).
Al Liceo classico la seconda prova sarà di Latino. Al Liceo scientifico è confermata Matematica, valida anche per l’opzione Scienze applicate e per l’indirizzo sportivo. Per il Liceo linguistico la prova riguarderà Lingua e cultura straniera 1. Al Liceo delle Scienze umane la disciplina scelta è Scienze umane, mentre nell’opzione Economico-sociale la prova sarà su Diritto ed Economia politica. Per il Liceo artistico la seconda prova verterà sulle discipline progettuali proprie di ciascun indirizzo. Al Liceo musicale è prevista Teoria, analisi e composizione, mentre al Liceo coreutico la materia sarà Tecniche della danza.
Le materie negli Istituti tecnici e professionali
Negli Istituti tecnici, l’indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing affronterà Economia aziendale, comprese le articolazioni Relazioni internazionali per il marketing e Sistemi informativi aziendali. Per l’indirizzo Turismo la seconda prova sarà di Discipline turistiche e aziendali. Per l’indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio è prevista Progettazione, costruzioni e impianti. Nell’indirizzo Informatica e telecomunicazioni la prova sarà su Sistemi e reti, sia per Informatica sia per Telecomunicazioni. Negli Istituti agrari la materia sarà Produzioni vegetali, con Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione Viticoltura ed enologia.
È stato sospeso il conducente che in Cadore ha fatto scendere dal bus un bambino di 11 anni, che era sprovvisto del biglietto olimpico da 10 euro previsto in occasione dei Giochi di Milano-Cortina, costringendolo a camminare nella neve per sei chilometri fino a casa. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la famiglia del bambino ha sporto querela per abbandono di minore contro Dolomiti Bus e l’autista del mezzo, dipendente della società veneziana La Linea che esegue il servizio in subaffidamento: la madre ha spiegato che il figlio «è arrivato a casa con un’ipotermia, una temperatura di 35 gradi e in lacrime». I parenti sostengono che il conducente avrebbe potuto accettare come pagamento alternativo quattro titoli di viaggio dal carnet di biglietti da 2,50 euro che aveva il ragazzino. Evitando così di lasciarlo al freddo, privo tra l’altro di cellulare per contattare qualcuno e farsi venire a prendere.
Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump e oggi figura di riferimento dell’area Maga, attacca duramente l’Italia in un’intervista a Repubblica, accusandola di aver fatto entrare nel Paese «terroristi e criminali» e di rifiutare poi il supporto degli agenti dell’Ice per la sicurezza: «Bene, allora non mandiamo nessuno e ritiriamo pure la squadra americana dalle Olimpiadi». Nel colloquio non risparmia Giorgia Meloni: «Era fantastica, ora è diventata una globalista, nessuno la prende più sul serio». Nel corso dell’intervista, Bannon critica anche le esitazioni di Trump sulla gestione della crisi a Minneapolis. Secondo la sua ricostruzione, le autorità locali «sostengono gli antifa, designati come gruppo terroristico, che conducono un’insurrezione», inserita in un modello che accomunerebbe Stati Uniti e Italia: «importare in massa gli immigrati, dando sussidi pagati dai contribuenti, per cambiare società e cultura commettendo frodi elettorali».
Bannon: «Trump a Minneapolis avrebbe dovuto richiamare l’Insurrection Act da tempo»
L’ex consigliere invoca una risposta drastica dello Stato federale, sostenendo che alla prossima conferenza stampa dovrebbero presentarsi Giustizia, Fbi, Tesoro e Pentagono per lanciare un ultimatum: «avete 72 ore per collaborare e rispettare la legge federale, se non lo fate inizieremo ad arrestarvi». A suo avviso, governatore e sindaco dovrebbero finire in carcere «perché stanno violando la legge», mentre Trump avrebbe dovuto richiamare l’Insurrection Act «da settimane», fino a schierare reparti militari per «ripulire Minneapolis da tutti gli insorti professionisti». Sul fronte internazionale e olimpico, Bannon ribadisce la linea dura: «Non è solo l’Ice: gli Usa forniscono un massiccio aiuto per la sicurezza. Se non lo volete, lo togliamo, tanto siete scrocconi che vi approfittate di noi», arrivando a concludere con un attacco frontale all’Europa e all’Italia: «Citami letteralmente: fuck you. Questo è il motivo per cui gli americani sono stanchi della Nato».
Per capire bene questa storia bisogna partire dall’avvio della procedura di privatizzazione della compagnia di bandiera, iniziata nel 2021 ed entrata nel vivo nel 2022, che ha visto l’ex amministratore delegato Fabio Lazzerini opporsi all’arrivo di Lufthansa, che in quella fase partecipava all’operazione con Msc.
Fabio Lazzerini (foto Imagoeconomica).
Nonostante il governo Draghi si fosse dimostrato interessato a questa opzione, indicando di approfondirla, Lazzerini si fece portabandiera di una seconda proposta arrivata da un fondo del tutto sconosciuto, Certares, cercando di ostacolare con tutti i mezzi possibili l’accordo con Lufthansa.
Spiati dirigenti e anche organi di stampa, tra cui Lettera43
Ingaggiò addirittura una società di spionaggio aziendale, la Bit4law, che mise sotto controllo i computer di chi lavorava a questo dossier delicato, anche attraverso una serie di dipendenti d’accordo con lui, come la sua ex segretaria Emiliana Limosani, messa proprio da Lazzerini a capo di Volare, il collega interno del dipartimento IT Giulio Brantl e l’ex capo del personale Domenico Galasso.
Emiliana Limosani (foto Imagoeconomica).
Furono così monitorati non solo i vertici aziendali, ma anche i giornali e le agenzie di stampa che seguivano la privatizzazione e interloquivano con Ita. Il tutto per dirottare anche le comunicazioni pubbliche a favore di Lazzerini e della sua pista alternativa a Lufthansa. Ci sono state intercettazioni non autorizzate verso esponenti del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, di Milano Finanza, di LaPresse, e anche di Lettera43, tutte documentate presso la magistratura.
Le denunce dei manager e i ricorsi arrivati al Garante della Privacy
Nell’ottobre 2022 il caso è deflagrato dopo la chiusura della trattativa con Lufthansa e le denunce di tutti i dirigenti oggetto di intercettazioni illegali che Lazzerini aveva illecitamente allontanato dall’azienda. Durante i processi è emersa in modo evidente, come si evince dagli atti pubblici, l’attività di spionaggio, e davanti alla possibilità di perdere le cause – ma soprattutto la poltrona – è entrato in gioco il Garante della Privacy.
All’ente guidato da Stanzione sono arrivati infatti tutti i ricorsi, ben documentati, che dimostravano l’attività portata avanti dall’ex ad di Ita Airways. Con il conseguente rischio concreto di cospicui risarcimenti agli ex dipendenti, oltre che di una multa verso la compagnia.
Davanti a questo scenario, Lazzerini, tramite il data protection officer della compagnia aerea Stefano Aterno, socio dello studio E-lex del componente del collegio del Garante, Guido Scorza, si è attivato per omaggiare le tessere Volare, nel loro livello massimo “Executive”, e lo ha fatto grazie a Emiliana Limosani.
Stefano Aterno in una foto del 2016 (Imagoeconomica).
Per la legge i regali agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro
Ogni tessera, come detto, ha un valore di 6 mila euro annui, ed è stata regalata a ciascuno dei quattro commissari da marzo 2023 a dicembre 2025 con la promessa di rinnovarla ulteriormente: quindi oltre 2 anni per più di 12 mila euro a testa. Un totale di circa 50 mila euro per il Garante della Privacy, spesa autorizzata da Lazzerini stesso fuori da tutti i processi aziendali. Tutto questo nonostante la legge stabilisca che gli omaggi agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro. Ma ai protagonisti di questa vicenda probabilmente non è importato. Eppure da un lato siamo di fronte a un amministratore delegato che lavorava per un’azienda di Stato, dall’altro ci sono quattro commissari esponenti delle istituzioni.
Le tessere Ita Volare Executive.
Il Garante aveva inizialmente archiviato il procedimento
In prima battuta questa mossa aveva prodotto gli effetti desiderati dall’ex ad; infatti, in maniera del tutto illogica e inaspettata, il Garante ha archiviato il procedimento, motivando la sua decisione con il fatto che per quella vicenda era già stata interessata l’autorità giudiziaria. Ma le cause del lavoro sono andate avanti e la compagnia le ha perse, visto che il giudice ha dichiarato l’illegittimità dei licenziamenti, ritenendo inutilizzabili le comunicazioni acquisite in violazione della normativa sulla privacy.
Il ribaltamento della decisione e la cacciata di Lazzerini
Contestualmente i dirigenti hanno fatto ricorso contro la decisione del Garante della Privacy e il tribunale di Roma ha dato loro ragione, ordinando al Garante di pronunciarsi sulla legittimità dell’acquisizione della corrispondenza. A quel punto il Garante è stato costretto a interessarsi nuovamente al caso. E questo è avvenuto esattamente quando Lazzerini è stato licenziato dal ministero dell’Economia a seguito di diverse spese e pratiche irregolari emerse dal 2021 al 2023 (vedi la vicenda dello strano e costoso accordo con una piccola società emiliana, la True Italian Experience). Il tutto si è intrecciato con l’arrivo di Lufthansa, che grazie al favore del governo Meloni ha acquistato il 49 per cento di Ita Airways.
Paolo Quaini (foto Imagoeconomica).
Subito dopo sono arrivati i licenziamenti del direttore del personale Domenico Galasso e del responsabile legale, Paolo Quaini, oltre a una serie di provvedimenti che hanno coinvolto tutte le figure citate. Il resto è storia recente, con l’emersione di ciò che sta accadendo attorno alle accuse di spese pazze del Garante.
Milano si prepara ad accogliere le Olimpiadi invernali. Con la cerimonia di apertura allo stadio San Siro di venerdì 6 febbraio scatterà infatti la nuova edizione dei Giochi, che accoglieranno nella città lombarda migliaia di atleti e milioni di tifosi e appassionati da tutto il mondo. Per l’occasione, fino al 22 (ultimo giorno di gare) Atm ha programmato un servizio straordinario per tutti i mezzi pubblici, dai bus alle linee metropolitane, per permettere uno spostamento più comodo e libero fra le varie sedi delle discipline. Online sul sito ufficiale e in formato cartaceo in 30 mila copie sull’intera rete la guida ufficiale, realizzata in italiano e in inglese, per muoversi attraverso i principali snodi urbani.
Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, cosa sapere su bus, tram e metro
I simboli di Olimpiadi e Paralimpiadi (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda le cinque linee metropolitane, dal 5 al 21 febbraio gli ultimi treni partiranno dai capolinea alle 2 di notte e passeranno dal centro attorno alle 2.20. Faranno eccezione i rami Gobba-Cologno Nord e Gobba-Gessate sulla M2, che invece non registreranno cambiamenti. Previsto il potenziamento anche per le Paralimpiadi dal 7 al 14 marzo, quando le ultime corse scatteranno dai capolinea all’1 del mattino e passeranno dal centro circa 20 minuti dopo. Previsti inoltre dei servizi straordinari per raggiungere l’Arena Santagiulia o Ice Hockey Arena con shuttle che la collegheranno con la stazione di Rogoredo dalle 7 del mattino alle 2 di notte. La guida indica anche il potenziamento delle linee 12 (Roserio-Ungheria) e 27 (Duomo-Ungheria) dei tram oltre che dei bus 45 (Lambrate-San Donato) e 88 (Rogoredo-Linate) che manterranno il servizio fino alle 2 di notte.
Durante l’intera durata delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali, l’intera rete dei bus notturni farà servizio tutte le notti. In particolare, la linea NM1 fermerà anche alla stazione M5 di Portello, dove si troverà il Centro Media di Milano-Cortina 2026. Solo durante i Giochi olimpici, la linea farà anche servizio extraurbano fino a Rho Fiera (Ice Park). Per quanto riguarda invece la linea NM2, ci sarà servizio straordinario fino ad Assago Forum (Ice Skating Arena) sia durante le Olimpiadi sia per le Paralimpiadi successive: come si evince dalla guida, non fermerà tra Gobba, Cologno Monzese e Gessate. Cambieranno anche gli orari dei parcheggi, aperti fino a tarda notte. Quelli di Bisceglie, Molino Dorino, Lampugnano, Famagosta, San Donato, Cascina Gobba e Maciachini saranno aperti fino alle 3.10 del mattino durante le Olimpiadi e fino alle 2.10 durante le Paralimpiadi.
Chi si mette alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti è punibile solo se crea un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. Lo ha stabilito una sentenza depositata il 29 gennaio dalla Corte costituzionale, in cui si legge che «la nuova formulazione dell’articolo 187 del codice della strada», risalente al 2024, «non è costituzionalmente illegittima, purché venga interpretata nel senso che possa essere punito solo chi si sia posto alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale». Prima della modifica, la norma puniva chi guidava «in stato di alterazione psico-fisica» dopo aver assunto stupefacenti. Nel 2024 è stato eliminato il requisito dell’alterazione (complicata da dimostrare nella prassi giudiziaria): da allora la norma ha sanzionato semplicemente la guida successiva all’assunzione di droga, senza però specificare tempistiche né condizioni, rischiando dunque di punire – per esempio – automobilisti con tracce residue di sostanze assunte giorni o settimane prima, ormai prive di qualsiasi effetto sulle capacità di stare al volante.
La Consulta ha imposto un’interpretazione restrittiva della norma
La Corte Costituzionale, senza accogliere le censure di illegittimità, ha pertanto imposto un’interpretazione restrittiva della norma basata sui principi di «proporzionalità e offensività». Secondo la Consulta, va dunque accertata la presenza nei liquidi corporei del conducente di stupefacenti «che per qualità e quantità, in relazione alle singole matrici biologiche in cui sono riscontrate, risultino generalmente idonee, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, a determinare in un assuntore medio un’alterazione delle condizioni psico-fisiche». Insomma, non basta la semplice traccia di sostanza nel sangue, ma serve una quantità potenzialmente capace di alterare le normali capacità di controllo del veicolo.
Entro l’estate tutti gli operatori di Fs Security saranno dotati di bodycam, le telecamere indossabili pensate per aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni. La decisione arriva dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e segue un accordo raggiunto da Fs Security con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti a disposizione degli addetti alla sicurezza, che spesso affiancano capitreno e controllori durante i viaggi più delicati.
Quando può essere attivata la bodycam
Treno Frecciarossa in stazione (Imagoeconomica).
La bodycam potrà essere attivata solo in situazioni di potenziale pericolo, a tutela dei passeggeri e del personale ferroviario, e sarà utilizzata nel rispetto delle regole sulla privacy. Le registrazioni non saranno continue, ma limitate ai casi in cui si presentino condizioni di rischio. La misura rappresenta l’estensione di una sperimentazione avviata nei mesi scorsi. A febbraio 2025 Fs Security aveva già introdotto le bodycam in cinque regioni – Liguria, Toscana, Piemonte e Puglia – dopo i primi test in Emilia-Romagna. I dati del 2025 mostrano oltre 316 mila azioni operative svolte, con controlli su 32,7 milioni di viaggiatori e 253 mila treni. Nello stesso periodo, le aggressioni denunciate sono diminuite del 24 per cento rispetto all’anno precedente. Il ministro Matteo Salvini ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, definendo le bodycam un passaggio importante per migliorare la sicurezza del trasporto ferroviario.
Il decreto Pnrr-Coesione, ribattezzato come “Dl Semplificazioni“, èin arrivo giovedì sul tavolo del Consiglio dei ministri e contiene un pacchetto di semplificazioni che incide direttamente su alcuni strumenti centrali nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Le novità riguardano l’Isee, la carta d’identità elettronica e la tessera elettorale, con l’obiettivo di ridurre adempimenti e rendere più lineare l’accesso a servizi e diritti.
Come cambia l’Isee: si calcolerà in modo automatico
La sede Inps di via dell’Amba Aradam a Roma (Ansafoto).
Sul fronte dell’Isee, il decreto introduce il modello automatico. Non sarà più il cittadino a dover presentare ogni volta la Dichiarazione sostitutiva unica: scuole, università, Comuni e altri enti che erogano bonus o agevolazioni dovranno acquisire direttamente dall’Inps, attraverso la piattaforma digitale nazionale, i dati necessari al calcolo dell’indicatore. La misura è pensata per alleggerire le procedure e per evitare i rallentamenti che si registrano ogni anno all’inizio.
Le novità sulla carta d’identità
Cambia anche la durata della carta d’identità elettronica per gli over 70. Le nuove Cie rilasciate a chi ha compiuto 70 anni avranno una validità di 50 anni e potranno essere utilizzate anche per l’espatrio. Le carte già rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto resteranno utilizzabili oltre la scadenza ordinaria, ma solo sul territorio nazionale. Chi raggiungerà i 70 anni entro la conversione in legge potrà chiedere una nuova Cie valida anche all’estero.
La tessera elettorale diventa digitale
Il decreto avvia infine la tessera elettorale digitale. Il documento sarà basato sui dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Un decreto attuativo, da adottare entro 12 mesi, definirà le modalità di utilizzo. La versione digitale servirà per il voto fuori dal proprio seggio, mentre nei seggi tradizionali resterà in vigore l’obbligo della tessera cartacea, per evitare il rischio di doppio voto.
La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato due decreti decisivi per l’avvio dei corsi di abilitazione per gli insegnanti che devono acquisire i crediti formativi universitari (Cfu). Il primo provvedimento, il decreto numero 138 del 27 gennaio 2026, ripartisce i posti tra le istituzioni universitarie e quelle dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). I percorsi sono destinati agli aspiranti docenti di posto comune per le scuole secondarie di primo e secondo grado, inclusi gli insegnamenti tecnico-pratici. Contestualmente, il decreto numero 137 del 26 gennaio 2026 ha definito le riserve di posti per specifiche categorie di candidati. Le nuove procedure di abilitazione degli insegnanti si inseriscono nel quadro delle riforme del sistema di reclutamento che mirano a immettere nelle scuole figure professionali qualificate attraverso il conseguimento dei crediti formativi necessari. La partecipazione richiede il possesso di titoli di studio coerenti con le classi di concorso vigenti.
Corsi di abilitazione insegnanti 2026: requisiti e posti
Le commissioni e i candidati pronti per la prova scritta di un concorso nella scuola (Ansafoto).
L’attivazione dei percorsi formativi per l’anno accademico 2025-2026 prevede una distribuzione capillare sul territorio nazionale per garantire la copertura di tutte le discipline richieste. Il decreto ministeriale dei 60 Cfu stabilisce che le università e le istituzioni Afam gestiscano le procedure di iscrizione in base alla propria capacità ricettiva. In sintesi, nell’assegnazione di corsi e posti, le università dovranno tener conto delle principali caratteristiche dell’offerta formativa, ovvero:
dell’autorizzazione di circa 60 mila posti totali;
della destinazione ai posti comuni delle medie e superiori;
dell’inclusione degli insegnanti tecnico-pratici (Itp);
dei percorsi differenziati da 60, 30 o 36 crediti formativi universitari.
Le istituzioni accademiche pubblicheranno, a breve, ogni singolo bando relativo al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento per consentire la presentazione delle domande degli interessati. Si ricorda che per l’infanzia e la primaria resta attiva la laurea in Scienze della formazione primaria.
Come accedere ai percorsi formativi?
Il decreto numero 137 di abilitazione dei docenti introduce una specifica riserva di posti per facilitare l’accesso a chi abbia già maturato anni di servizio nella scuola o possieda determinati requisiti. Il provvedimento bilancia l’ingresso di nuovi insegnanti con la valorizzazione del personale già operante. I criteri per beneficiare delle quote riservate riguardano:
i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque;
il servizio prestato per almeno un anno nella specifica classe di concorso;
i vincitori di concorsi straordinari ancora privi di abilitazione.
Per quanto concerne i costi, il ministero ha previsto dei tetti massimi per le tasse di iscrizione. La quota per l’abilitazione all’insegnamento di 60 Cfu non può superare i 2.500 euro, mentre per i corsi da 30 crediti il limite è fissato a 2.000 euro. Le prove finali di abilitazione hanno un costo fisso di 150 euro.
Come fare l’iscrizione alle università: procedure e scadenze
La sede del ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere (Ansafoto).
In seguito alla firma di Anna Maria Bernini, gli atenei devono avviare le procedure amministrative per l’accoglimento dei candidati. Il sistema si basa sulla collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e del Merito e quello dell’Università. È dunque necessario verificare la coerenza del proprio piano di studi con i requisiti d’accesso. Tuttavia, la pubblicazione degli elenchi delle sedi disponibili e delle relative quote per classe di concorso permette agli aspiranti di pianificare la scelta dell’ateneo. La frequenza è obbligatoria per una percentuale definita delle ore di lezione, solitamente pari al 70 per cento per ogni attività formativa. Le lezioni possono essere svolte in modalità telematica solo per una quota minoritaria, fatta eccezione per specifiche disposizioni normative. L’ottenimento dell’abilitazione è subordinato al superamento di una prova finale composta da un esame scritto e una lezione simulata.
Finalmente chi guarda di mattina il TgCom24 può tornare a divertirsi: è riapparso in conduzione Andrea Giambruno, nella fascia oraria occupata su La7 da Andrea Pancani, dopo mesi passati lontano dalle telecamere di Mediaset per via del famigerato caso dei fuorionda pubblicati da Striscia la notizia, che avevano fatto deragliare la sua relazione con Giorgia Meloni. Questo periodo di sospensione forzata è stato comunque riempito da paparazzate varie con la nuova fiamma, selfie comparsi e poi rimossi, un’ospitata a Belvebloccata dal Biscione e le parole di riconciliazione di Pier Silvio Berlusconi, la scorsa estate: «Penso che presto dovrà e potrà tornare in onda, magari alla conduzione di un tg. È un bravo giornalista». Detto, fatto: riecco il vispo Andrea gigioneggiare e lanciare i servizi dei colleghi dedicati alla premier e al referendum sulla giustizia. Il ciuffo è sempre verticale, il viso sbarbato. Tutto (o quasi) è perdonato.
Fabrizio Corona “scende in campo”? Suggestioni e fantapolitica
C’è la politica nel futuro di Fabrizio Corona? Pare una boutade, se non fosse che Mario Adinolfi la vedrebbe come una strada percorribile, anzi salvifica. Il fondatore del Popolo della Famiglia ha lanciato la proposta sui social: «Spero in un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona». In questa visione, Roberto Vannacci sarebbe l’utile patriota, mentre Fabrizio Corona «il campione della famiglia». Tradizionale e naturale, ça va sans dire. «Se la Trimurti assoluta in politica è Dio, Patria e Famiglia, secondo me un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona avrebbe la capacità di spaccare gli equilibri politici e poter ambire al governo del Paese», chiude Adinolfi. Un tridente che, a dirla tutta, per molti italiani assomiglia a un board of peace trumpiano, nemmeno in sedicesimi, piuttosto in diluizione omeopatica. Ma la suggestione di un Corona politico va ben oltre Adinolfi. I milioni di visualizzazioni che macina con Falsissimo su YouTube potrebbero fare gola a molti, soprattutto in tempi in cui l’astensione è il primo partito in Italia. In più ha costruito su di sé l’immagine di «uomo del popolo», di alfiere della «verità» (la sua, fino a prova contraria), di kamikaze contro il potere, il sistema, il circolino. Una narrazione che, al netto del personaggio, richiama molto quella del Vaffa grillino delle origini. Automatico dunque pensare che questa macchina possa essere messa a servizio, magari sottotraccia, di un partito o di un aspirante leader. Le picconate assestate da Corona a Mediaset e a Marina e Pier Silvio Berlusconi sono la ciliegina sulla torta della fantapolitica. Solo la primogenita di Silvio, infatti, potrebbe dare del filo da torcere a Giorgia Meloni e restituire un briciolo di autenticità allo slogan “Berlusconi presidente” che campeggia ancora sul simbolo di Forza Italia. Solo chiacchiere. C’è qualcuno però che racconta di un certo interessamento dell’orbita italofraterna. Fantapolitica appunto. Per ora. Anche perché Furbizio (copyright Dagospia) non è stato esattamente tenero con il figlio di Ignazio La Russa, ras della fiamma a Milano e in Lombardia. L’unica vera grana incassata dalla premier non è arrivata da Elly Schlein o Giuseppe Conte, né tantomeno dalla magistratura, ma da Striscia la Notizia, cioè il Biscione, con la diffusione dei fuorionda malandrini di Andrea Giambruno…
Fabrizio Corona al Palazzo di Giustizia di Milano per l’interrogatorio, da lui richiesto, nell’inchiesta che lo vede indagato per revenge porn, sulla base della denuncia di Alfonso Signorini (foto Ansa).
Vespa gioca in difesa
Bruno Vespa, classe 1944, lavora senza sosta. Nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio alla Fondazione Roma va in scena il forum “Difesa e sicurezza in un mondo instabile”, che sembra ideato apposta per parlare di truppe Ice e Olimpiadi Milano-Cortina. Chi ci sarà? Ovviamente Guido Crosetto, ministro della Difesa, oltre a Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, Michele Valensise, presidente dell’Istituto Affari internazionali, Domitilla Benigni, ceo & coo Elt Group, Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, Lorenzo Mariani, ad e dg di Mbda Italia, Massimo Claudio Comparini, managing director Space Division di Leonardo, e molti altri ancora. Non c’è che dire, Vespa gioca in difesa.
Guido Crosetto e Bruno Vespa (foto Imagoeconomica).
Vigilanza sui direttori Chiocci e Travaglio
Metti insieme Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, Giovanni Floris, conduttore di diMartedì su La7, Veronica Gentili de Le Iene su Italia 1, Giorgio Lauro di Un Giorno da Pecora, Radio 1, e poi Peter Gomez, Francesca Fialdini e Luisella Costamagna: non sono i protagonisti di un talk sul piccolo schermo, ma quelli dell’evento organizzato nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio e intitolato “Le sfide dell’informazione. Il futuro del giornalismo e della comunicazione: tv, stampa libera, digitale e inchieste”, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, su iniziativa della presidente della commissione Vigilanza sulla Rai, la pentastellata Daniela Floridia. Nell’elenco degli interventi in programma non appare il nome di Sigfrido Ranucci.
È tornata Anna Maria Tarantola
Era stata vista numerose volte in Vaticano, dopo la dimenticabile esperienza in Rai (fu presidente dal 2012 al 2015): ora Anna Maria Tarantola, a 80 anni, è tornata sulla scena. A Roma ha partecipato da protagonista al “Forum nazionale sulla parità di genere nelle aziende”, promosso dal Winning Women Institute, società benefit che «accompagna le aziende nei percorsi di certificazione per la parità di genere e offre consulenza e formazione per diffondere la cultura dell’uguaglianza e dell’inclusione». Folla di parlamentari, alla riunione: Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, e poi Elena Bonetti, Chiara Gribaudo, Debora Serracchiani, Elena Murelli, Silvia Fregolent e Sandra Cioffi. Per la cronaca, Tarantola ha parlato in qualità di vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin.
Anna Maria Tarantola, vicepresidente della fondazione Giulia Cecchettin (foto Imagoeconomica).
Bonaccini va in aceto
Di cosa si occupa Stefano Bonaccini al parlamento europeo? Di aceto. Manco fosse un Francesco Lollobrigida qualsiasi, l’esponente del Partito democratico, che voleva la poltrona di segretario poi “conquistata” da Elly Schlein, è stato il promotore di «un incontro dedicato al comparto degli aceti e alla necessità di introdurre una definizione europea unitaria per produzione, denominazioni ed etichettatura, colmando un vuoto normativo che incide su un settore in forte crescita». Questo perché, «attualmente, il diritto dell’Unione europea prevede una definizione armonizzata esclusivamente per l’aceto di vino, mentre tutte le altre tipologie di aceto restano disciplinate da normative nazionali eterogenee. Una frammentazione che, in un contesto di scambi internazionali sempre più intensi, genera distorsioni concorrenziali, incertezza per gli operatori e confusione per i consumatori». Nel corso del confronto, comunicano dall’europarlamento, «è stato ribadito anche il peso economico e internazionale dell’aceto balsamico di Modena, uno dei principali ambasciatori dell’agroalimentare italiano nel mondo».
Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).
Suigo a Engineering, Scrivo in Angelini Pharma
Dal 16 febbraio Michelangelo Suigo ricoprirà l’incarico di chief public affairs, corporate communication & sustainability officer del Gruppo Engineering, subentrando a Roberto Scrivo, che ha lasciato il primo gennaio. Suigo «definirà e implementerà le strategie di comunicazione, delle relazioni istituzionali e dell’agenda Esg del gruppo» a diretto riporto con il ceo, Aldo Bisio. Suigo lascia Inwit, dopo una carriera passata a Leonardo e Vodafone. Invece Scrivo dal Gruppo Engineering entra in Angelini Pharma, nel ruolo di chief external affairs, communication and sustainability officer, con la responsabilità di guidare le attività di relazioni istituzionali, comunicazione corporate e sostenibilità per l’azienda a livello globale a diretto riporto del ceo, Sergio Marullo di Condojanni. In precedenza, Scrivo ha lavorato in Sky Italia e al ministero della Salute.
Il panorama dei concorsi del 2026 si apre con una significativa mobilitazione delle risorse umane per il rafforzamento della Pubblica amministrazione, prevedendo l’inserimento di oltre 14 mila unità di personale a tempo indeterminato. Le procedure selettive, coordinate in gran parte tramite il portale inPA, riguardano profili amministrativi, tecnici e informatici destinati a ministeri, enti locali e sanità. In questo contesto, assume una rilevanza centrale il rispetto dei termini per l’invio delle candidature, in particolare per i bandi di concorso in scadenza tra la fine di gennaio e le prime due settimane di febbraio 2026.
Quali sono i concorsi in scadenza a gennaio 2026?
La sede Inps in piazza della Vittoria a Genova (Ansafoto).
Per i candidati interessati a inserirsi nei ruoli dello Stato, risultano ancora aperti diversi termini per la presentazione delle domande. In particolare, si segnalano tre concorsi presso l’Inps con termine fissato dal 28 gennaio 2026 in poi:
248 assistenti informatici per diplomati, scadenza il 28 gennaio 2026;
88 funzionari esperti tecnologici per laureati Stem, scadenza il 29 gennaio 2026;
49 dirigenti di seconda fascia, termine per l’invio delle domande il 30 gennaio 2026.
Si ricorda che la trasmissione della documentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica. Molte delle selezioni precedenti, legate a profili ministeriali e alla Banca d’Italia, hanno invece concluso la fase di ricezione delle candidature nella giornata del 27 gennaio 2026. Pertanto, i candidati devono monitorare con attenzione l’orario di chiusura dei portali per non incorrere in esclusioni.
Quali sono i prossimi concorsi pubblici in uscita nel 2026?
Oltre alle scadenze immediate, il piano delle politiche assunzionali prevede l’imminente pubblicazione di nuovi bandi già autorizzati da specifici decreti. Innanzitutto, è prevista l’apertura delle selezioni per 98 segretari comunali per il ministero dell’Interno. Successivamente, la programmazione prevede l’inserimento di 216 funzionari e 47 assistenti presso l’Automobile Club d’Italia. Il ministero dell’Istruzione e del Merito bandirà a breve un concorso unico per 136 funzionari, mentre il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ricercherà 35 segretari di legazione e 25 funzionari. Ulteriori posti saranno resi disponibili da agenzie nazionali come l’inail, che prevede l’assunzione di 98 funzionari amministrativi e 24 medici. Le procedure concorsuali si inseriscono in un quadro di costante aggiornamento delle dotazioni organiche degli enti centrali e periferici, garantendo una continuità nelle opportunità occupazionali per l’intero anno.
A quale bando presentare la domanda se si vuole lavorare nella Pubblica amministrazione?
La scelta del bando di concorso al quale candidarsi dipende strettamente dal titolo di studio e dalle competenze maturate. Innanzitutto, per chi possiede un diploma o una laurea magistrale in economia, rimane attivo il bando della Guardia di finanza per 69 allievi ufficiali, con scadenza il 16 febbraio 2026. A livello territoriale, la Regione Siciliana offre una delle opportunità più consistente. Ecco nel dettaglio i bandi di concorso e le date di scadenza per trasmettere la candidatura.
Questi concorsi rappresentano delle opportunità sia per gli specialisti tecnici che per le figure amministrative. Tuttavia, è necessario verificare il possesso dei requisiti specifici, come l’abilitazione professionale o i limiti di età per le carriere nelle Forze armate, prima di procedere con l’invio della domanda tramite la piattaforma dedicata.
Manca sempre meno per scoprire quali saranno le materie della seconda prova della Maturità 2026. Nella giornata di mercoledì 28 gennaio il portale ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, dedicato alle prove dell’esame di Stato, è entrato in una fase di aggiornamento, segnale che dunque qualcosa si sta muovendo dietro le quinte. Nel corso della giornata di erano diffuse alcune fake news, consultate e confermate come bufale da Skuola.net, riportanti presunte discipline oppure un orario certo per la pubblicazione. Non è chiaro ancora quando realmente gli studenti potranno conoscere le materie della Maturità 2026, ma considerando che lo scorso anno vennero comunicate online il 29 gennaio, è verosimile manchi davvero poco.
Maturità 2026, quali potrebbero essere le materie d’esame
Una studentessa del classico durante la seconda prova di maturità (Imagoeconomica).
La seconda prova viene decisa ogni anno partendo dalle discipline caratterizzanti di ciascun indirizzo, ossia quelle più importanti che gli studenti affrontano durante il percorso di studi. Quanto al liceo scientifico si opta sempre per una fra matematica e fisica, mentre per il classico i maturandi avranno il compito di tradurre una versione dal latino oppure dal greco. Se per il primo si opta quasi sempre per i quesiti matematici, per il secondo vige una regola non scritta dell’alternanza. E così, dato che nel 2025 i ragazzi dovettero vedersela con il compito di latino, è verosimile che questa volta tocchi a un testo dal greco antico. Tra gli autori papabili Platone, che tuttavia uscì nel 2024, ma anche uno fra Aristotele e Luciano, che ricorrono con più regolarità.
Un esame di maturità (Imagoeconomica).
Quest’anno il Ministero dell’Istruzione e del Merito comunicherà anche le quattro materie sulle quali si concentrerà il colloquio orale, non più incentrato sull’intero programma scolastico ma appunto solo su una ristretta cerchia di discipline. Gli studenti dovranno rispondere a quesiti materie che costituiranno il perimetro disciplinare dell’esame, definito a livello nazionale. Una sarà certamente l’italiano, in quanto la prima prova è obbligatoria per tutti e deve necessariamente essere coperta da un membro della commissione. Ogni studente dovrà dimostrare, oltre che le proprie conoscenze sugli argomenti, anche la capacità di collegarli tra i vari settori, argomentarli con un pensiero critico e dimostrare maturità personale