Cosa dirà Mattarella nel discorso di fine anno 2025: i temi, dai giovani al lavoro

«La speranza siamo noi, il nostro impegno, la nostra libertà, le nostre scelte». Così Sergio Mattarella chiuse il tradizionale discorso di fine anno appena 12 mesi fa, augurando un sereno 2025 a tutta la popolazione italiana. Sarà il concetto da cui il capo dello Stato partirà anche stasera, 31 dicembre, a reti unificate dallo studio alla Vetrata del Quirinale per accogliere il 2026. Lo si potrà dunque ascoltare su Rai 1, Rai 2 e Rai 3, ma anche Canale 5, Rete 4, La 7, SkyTg24 e Tv2000 oltre che sulle relative piattaforme streaming. Sul sito del governo ci sarà anche la trascrizione integrale dell’intero messaggio di auguri. Dalla pace alla coesione sociale, ecco quali saranno i temi portanti.

I temi principali di cui parlerà il discorso di fine anno 2025 di Mattarella

Cosa dirà Mattarella nel discorso di fine anno 2025: i temi, dai giovani al lavoro
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

L’undicesimo discorso di San Silvestro di Sergio Mattarella arriverà, come da tradizione, a precedere veglione e spumante per invitare tutta la popolazione alla riflessione collettiva e a volgere lo sguardo al futuro. Il capo dello Stato parlerà in piedi, con alle spalle il tricolore e le 12 stelle dorate dell’Unione europea. In circa 15 minuti, in linea con le versioni degli scorsi anni, il presidente della Repubblica si concentrerà si vari temi, spaziando dalla speranza di pace alla coesione sociale, pur senza entrare nei meriti dell’attualità della politica internazionale. Come anticipa l’Ansa, inoltre, Mattarella userà toni pacati e un lessico semplice, fornendo spunti su cui concentrarsi in vista del 2026 ormai alle porte. Un anno cruciale, in cui cadrà l’80esimo anniversario della Repubblica italiana, nata nel 1946.

Cosa dirà Mattarella nel discorso di fine anno 2025: i temi, dai giovani al lavoro
Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Obiettivo delle parole del presidente Mattarella saranno soprattutto i giovani, con cui cercherà di colmare il distacco sempre più marcato dalla politica che si manifesta in un astensionismo evidente durante le tornate elettorali. Il capo dello Stato parlerà della necessità di pace, in un periodo in cui il mondo – dall’Ucraina al Medio Oriente – è attraversato da numerosi conflitti che ne destabilizzano l’ordine. Ci sarà spazio anche per la coesione sociale, spronando le istituzioni a unire il Paese invece che dividerlo e i cittadini a fare la propria parte nella tenuta della società. Ricordando soprattutto i valori che sono il fondamento della nostra democrazia, dal lavoro all’equo salario, dal rispetto per i diritti umani alla dignità di ciascuno, passando per l’uguaglianza, l’accoglienza, la solidarietà, la tutela dei bisognosi e la sanità.

Cosa non ci sarà nel messaggio del capo dello Stato

Cosa dirà Mattarella nel discorso di fine anno 2025: i temi, dai giovani al lavoro
Sergio Mattarella (Imagoeconomica).

Il discorso del presidente Mattarella eviterà, com’è doveroso, giudizi e commenti diretti sulla politica interna, soprattutto in un periodo come quello attuale attraversato da forti tensioni sulla manovra economica e sul referendum sulla giustizia. Stasera 31 dicembre 2025, stando alle anticipazioni, si concentrerà su un altro referendum, quello del 2 giugno 1946 in cui il popolo sovrano si espresse sulla decisione tra monarchia e repubblica. L’occasione sarà l’80esimo anniversario, che cadrà proprio nel 2026.

Capodanno 2026, dove si festeggia prima: i Paesi che sono già nel nuovo anno

Mentre l’Italia attende la mezzanotte del 31 dicembre, in alcuni Paesi stanno già festeggiando l’anno nuovo. Il Capodanno, infatti, non scatta ovunque allo stesso momento: il calendario globale segue la linea del cambio di data, che attraversa l’oceano Pacifico e assegna ad alcuni Paesi il primato simbolico dell’ingresso nel nuovo anno.

I primi Paesi che festeggiano il Capodanno

Capodanno 2026, dove si festeggia prima: i Paesi che sono già nel nuovo anno
epa12618900 Fireworks light up the sky over Sydney Harbour during the 9 pm Calling Country display of the New Year’s Eve Celebrations at Mrs Macquaries Point in Sydney, Australia, December 31, 2025. EPA/DAN HIMBRECHTS NO ARCHIVING AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

Quando in Italia è ancora primo pomeriggio, il nuovo anno è già realtà in alcune isole dell’Oceania. Il primo Stato sovrano a salutare il 2026 è Kiribati, in particolare nelle Line Islands, che adottano il fuso UTC+14, il più avanzato al mondo: qui la mezzanotte scatta alle 12 italiane. Circa un’ora dopo, alle 13 italiane, il nuovo anno arriva anche in Samoa e Tonga, che condividono lo stesso fuso orario. Alle 14 italiane entra nel 2026 la Nuova Zelanda, spesso indicata come il primo Paese a festeggiare, anche se in realtà è preceduta di circa due ore dalle isole di Kiribati. Solo più tardi, tra le 15 e le 17 italiane a seconda delle aree e dei fusi, il Capodanno raggiunge anche l’Australia.

Gli ultimi a entrare nell’anno nuovo

All’estremo opposto della linea del cambio di data ci sono invece gli ultimi Paesi a entrare nel 2026. Si tratta delle isole del Pacifico centrale che adottano il fuso UTC-12, le più “indietro” al mondo. In particolare, Stati Uniti per quanto riguarda le Howland e Baker Islands, territori disabitati ma ufficialmente parte del Paese, saranno gli ultimi a salutare il nuovo anno: qui la mezzanotte scatterà alle 13:00 italiane del 1° gennaio. Poco prima, alle 12:00 italiane, entrerà nel 2026 anche Samoa Americane, che condividono lo stesso fuso orario. Questo significa che, mentre in Italia il nuovo anno sarà già iniziato da oltre mezza giornata, in alcune aree del Pacifico sarà ancora pieno 31 dicembre, chiudendo un ciclo globale che si estende complessivamente per 26 ore.

Concorso per 1.340 funzionari in varie amministrazioni: bando 2025, requisiti e domanda

Nella giornata del 30 dicembre 2025, varie amministrazioni pubbliche e ministeri hanno pubblicato il bando di concorso pubblico per 1.340 funzionari. Si tratta del reclutamento di unità di personale non dirigenziale, da assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Nel bando, reperibile sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), sono specificati i requisiti di ammissione, le modalità di presentazione della domanda e in cosa consistono le procedure di selezione dal momento che si tratta di un concorso per titoli ed esami.

Concorso per 1.340 funzionari, per quali posti ci si può candidare?

Concorso per 1.340 funzionari in varie amministrazioni: bando 2025, requisiti e domanda
Ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere, Roma (Ansafoto).

C’è tempo fino al 27 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico per complessivi 1.340 posti da funzionario in varie amministrazioni. Nel dettaglio, la suddivisione dei posti riguarda:

  • due unità da inquadrare nell’Area delle elevate professionalità appartenenti alla famiglia professionale tecnico-informatica dei ruoli dell’Agenzia per l’Italia digitale;
  • 697 funzionari amministrativi da inquadrare in varie amministrazioni secondo quanto indicato nell’allegato 1 del bando;
  • 219 funzionari economici per i posti indicati nell’Allegato 2;
  • 271 funzionari informatici per i posti indicati nell’Allegato 3;
  • 36 funzionari della comunicazione per i posti indicati nell’allegato 4;
  • 33 funzionari statistici per i posti indicati nell’Allegato 5;
  • due funzionari chimici per il ministero del lavoro e delle politiche sociali presso la sede di Roma;
  • otto funzionari assistenti sociali per i posti indicati nell’Allegato 6;
  • due funzionari bibliotecari per il ministero dell’interno presso la sede di Roma;
  • dieci funzionari per le attività economiche, commerciali e statistiche per il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale;
  • 50 funzionari tecnico-informatici e delle telecomunicazioni statistiche per il ministero degli Affari esteri;
  • dieci funzionari archivisti di Stato/di biblioteca statistiche per il ministero degli Affari esteri.

Quali sono gli enti e i ministeri del concorso per 1.340 funzionari?

All’interno del bando per i funzionari e degli allegati è riportata la suddivisione dei posti tra le amministrazioni pubbliche e i ministeri, nonché il codice del concorso da indicare nella domanda di candidatura. Si ricorda che la scelta deve avvenire sia per la famiglia professionale di funzionario che per l’amministrazione pubblica e la sistemazione territoriale. Tra gli enti presenti, si elencano:

  • Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
  • Agenzia per l’Italia Digitale;
  • Aran;
  • Aci;
  • Enac;
  • Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • Inail;
  • ministero dell’Università e della Ricerca;
  • ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
  • ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • ministero del Turismo;
  • ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste;
  • ministero dell’Interno;
  • ministero dell’Istruzione e del Merito;
  • ministero della Cultura;
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Come candidarsi ai concorsi per funzionario?

Concorso per 1.340 funzionari in varie amministrazioni: bando 2025, requisiti e domanda
Svolgimento delle prove di un concorso (Imagoeconomica).

Per candidarsi al concorso pubblico per 1.340 funzionari è necessario essere in possesso del titolo di studio della laurea nelle materie elencate dal bando per ciascun profilo professionale di interesse. Per alcune candidature, il bando richiede inoltre l’esperienza professionale documentata per un periodo di almeno due anni, anche non continuativi, in funzioni specialistiche e di responsabilità. La domanda di candidatura si invia dal portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), ricercando la pagina del bando dall’apposita funzione e compilando il form con i dati richiesti. La scadenza è fissata alle ore 18.00 del 27 gennaio 2026. Per quanto riguarda le procedure di selezione, si prevede una prova preselettiva, una scritta e un esame orale nelle materie elencate agli articoli 6, 7 e 8. Si ricorda, infine, che ci si può candidare anche per l’altro concorso riguardante enti e ministeri per la ricerca di 3.997 assistenti.

Quanto guadagna un infermiere nel 2025?

Quanto guadagna effettivamente un infermiere nel contesto odierno caratterizzato dai recenti rinnovi contrattuali e da una crescente domanda di professionisti? Il settore sanitario italiano sta vivendo una fase di profondo cambiamento economico, descritto dal nuovo rapporto Aran che delinea incrementi medi mensili vicini ai 172 euro lordi. Pertanto, la retribuzione di un infermiere comprende non solo la base tabellare, ma anche le numerose indennità che compongono la busta paga.

Quanto guadagna al mese un infermiere?

Quanto guadagna un infermiere nel 2025?
La busta paga di una lavoratrice dipendente (Ansafoto).

Determinare quanto guadagna un infermiere in Italia al netto richiede l’analisi di diverse variabili, come l’anzianità e i turni. In media, un professionista con esperienza guadagna tra i 1.700 e i 1.900 euro netti mensili. Se si guardano le prestazioni occasionali o la libera professione, si può stimare quanto guadagna un infermiere all’ora in una forbice che va dai 15 ai 25 euro. Esiste però una differenza sostanziale se non si lavora per il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) dal momento che, spesso, le retribuzioni iniziali nel privato partono da circa 1.250-1.400 euro netti, salvo per le cliniche convenzionate che seguono standard più elevati. La dinamicità del mercato attuale spinge molti a chiedersi quanto guadagna un infermiere per valutare il passaggio alla libera professione o all’estero.

Quanto guadagna un infermiere nell’ospedale pubblico?

Lo stipendio di un infermiere che lavori per un ospedale pubblico è regolato dal Ccnl Sanità, che nel 2025 beneficia degli aumenti previsti dal triennio 2022-2024. È interessante sapere quanto guadagna un infermiere inserito in un contesto critico, per esempio in sala operatoria: grazie alle indennità di rischio e reperibilità, la busta paga può superare i 2.000 euro netti. Salendo di livello, le responsabilità aumentano: un infermiere caposala percepisce retribuzioni che superano i 2.500 euro netti mensili, grazie alle indennità di coordinamento e di funzione previste dal contratto nazionale. Questi valori riflettono l’impegno professionale richiesto nelle strutture pubbliche, dove la turnazione notturna e festiva incide pesantemente sul calcolo finale del reddito annuo percepito.

Qual è la differenza di stipendio tra gli operatori socio sanitari e gli infermieri?

Quanto guadagna un infermiere nel 2025?
Calcolatrice, tabelle e soldi (Freepik).

Il rapporto Aran evidenzia un divario netto tra i profili professionali del settore della Sanità. Mentre per gli infermieri la media netta oscilla intorno ai 1.800 euro, gli operatori socio sanitari (Oss) percepiscono solitamente tra i 1.200 e i 1.500 euro netti. Questa differenza, pari a circa 400-500 euro mensili, è giustificata dal diverso percorso formativo e dalle responsabilità cliniche superiori degli infermieri. Per chi si domanda quanto guadagna un infermiere rispetto a un Oss, è necessario considerare che l’infermiere gode di indennità legate alla professione (come quella di specificità infermieristica) che non sono previste per il personale di supporto. Il divario riflette, pertanto, la complessità delle mansioni diagnostiche e terapeutiche svolte dai laureati in infermieristica, il cui valore economico è stato parzialmente rivalutato negli ultimi aggiornamenti semestrali.

Mara Venier operata all’occhio: il messaggio dall’ospedale

Maglione blu, espressione stanca e un occhio bendato. Con una story sul suo profilo Instagram, Mara Venier ha comunicato ai suoi follower di essersi sottoposta a un nuovo intervento chirurgico all’occhio. «Finiamo l’anno così», dice la storica conduttrice della Rai tra un accenno di risata e uno sguardo affaticato sotto il bendaggio trasparente. Poi i tradizionali auguri per le festività: «Speriamo che sia davvero la fine di quest’anno». La presentatrice 75enne soffre da tempo di maculopatia, una malattia che intacca la parte centrale della retina e può portare a una progressiva perdita della visione centrale. Non è la prima operazione cui si sottopone: solo lo scorso anno erano state cinque. L’ultima, il 9 novembre, quando era andata in onda poco prima di andare sotto i ferri. «Oggi è un po’ difficile», disse allora. «Finita Domenica In andrò a fare l’intervento».

Mara Venier operata all’occhio: il messaggio dall’ospedale
La story di Mara Venier (Instagram).

Mara Venier e la maculopatia di cui soffre la conduttrice

Nella sua story, Mara Venier non ha perso il sorriso e ha colto l’occasione per ringraziare il professor Andrea Cusumano che l’ha operata. La conduttrice di Domenica In si era aperta sulla maculopatia a gennaio 2025, in occasione dell’uscita al cinema di Diamanti di Ferzan Ozpetek. «Avevo da poco cominciato a girare quando ho avvertito un fastidio a un occhio», ha raccontato a Gente. «Vedevo male, annebbiato: una sera, davanti alla tv, mi sono accorta di vedere solo da una parte. Ho avuto un’emorragia alla retina causata da una patologia, la maculopatia essudativa». Subito si era reso necessario un intervento d’urgenza, cui ha fatto seguito un programma più dettagliato: «Dovrò fare altre operazioni. Il professor Cusumano aveva detto che non avrei più visto dall’occhio destro, invece ho recuperato un pochino. Dovrei stare calma e tranquilla ma mi sbatto come una pazza, lavoro tanto, non mi risparmio mai».

Milano, addio biglietto cartaceo Atm: cosa fare se se ne hanno ancora

Milano preme forte sull’acceleratore della digitalizzazione per il suo servizio di trasporto pubblico. Dal primo gennaio, sarà archiviato definitivamente il biglietto cartaceo per Atm: su metro, tram, bus e filobus si potrà infatti viaggiare solamente con RicaricaMi, il nuovo ticket elettronico, ricaricabile e contactless che simboleggia la transizione verso un sistema più sostenibile. I due ticket hanno infatti convissuto per un anno, ma ora il passaggio è definitivo. Ecco tutto quello che bisogna sapere per continuare a utilizzare liberamente i mezzi pubblici del capoluogo lombardo.

Milano, addio al biglietto cartaceo Atm: cos’è RicaricaMi

Milano, addio biglietto cartaceo Atm: cosa fare se se ne hanno ancora
Una stazione metro di Milano (Imagoeconomica).

Il nuovo biglietto RicaricaMi è elettronico e contactless, pertanto per poter validare il proprio viaggio e superare i tornelli in metropolitana è sufficiente avvicinare la tessera ai lettori ottici. Svaniranno dunque completamente le fessure finora necessarie per l’obliterazione, destinate a scomparire come i vecchi ticket. Su RicaricaMi sarà possibile caricare più viaggi su un unico supporto, senza alcun costo aggiuntivo: nello specifico, si potranno sommare fino a 30 biglietti ordinari della stessa tariffa oppure fino a cinque carnet con tariffa Mi1-Mi3. Si potranno caricare al massimo un biglietto giornaliero o un plurigiornaliero, purché si conservi sempre la stessa tipologia. Invariate le tariffe. La tessera potrà essere ritirata gratuitamente e ricaricata alle casse automatiche Atm, nelle stazioni metro e presso bar, edicole e tabaccai autorizzati. In alcune delle linee più recenti, tra cui la M4, si ricorda che i distributori accettano solo pagamenti elettronici.

Quali tratte si potranno effettuare e come utilizzare i biglietti cartacei rimasti

Milano, addio biglietto cartaceo Atm: cosa fare se se ne hanno ancora
Una metro di Milano (Imagoeconomica).

Il nuovo biglietto elettronico e contactless RicaricaMi sarà utilizzabile su tutte le zone del sistema tariffario integrato Stibm, ossia dalla linea Mi1 fino alla Mi9. I ticket caricati potranno essere anche convalidati sulle carrozze Trenord e sui mezzi extraurbani delle compagnie aderenti. Cosa fare con i biglietti cartacei rimasti oltre il 31 dicembre? Non li si potrà infatti più utilizzare sui mezzi pubblici, ma li si potrà convertire su RicaricaMi entro i sei mesi successivi e non oltre il 30 giugno 2026 presso tutti gli Atm Point principali, come per esempio quelli di Duomo, Cadorna e Centrale.

Autorità di Regolazione dei Trasporti, Alessio Quaranta nuovo segretario generale

Alessio Quaranta è stato nominato segretario generale dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), autorità amministrativa indipendente di regolazione e garanzia, con sede presso il Lingotto di Torino, competente appunto nel settore dei trasporti e dell’accesso alle relative infrastrutture. Già vicesegretario generale (era stato nominato il 7 gennaio 2025), Quaranta prende il posto di Guido Improta.

Chi è Alessio Quaranta

Figura di spicco della pubblica amministrazione italiana, Quaranta per molti anni ha ricoperto il ruolo di direttore generale in Enac. Diversi poi gli importanti incarichi a livello internazionale, tra cui la presidenza dell’Ecac (Conferenza Europea dell’Aviazione Civile) e dell’Eateo (Associazione europea delle organizzazioni di istruzione e formazione aeronautica), nonché la direzione dell’Easti (European aviation security training institute).

Concorso Università La Sapienza di Roma: bando 2025 per 75 posti di diplomati e laureati

Sono aperte le candidature al concorso pubblico del 2025 dell’Università di Roma “La Sapienza” per 75 posti da assegnare a candidati in possesso del diploma o della laurea. Le procedure riguardano il reclutamento di 33 unità di collaboratori e di 42 funzionari, tutti da assumere con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il bando di concorso si può reperire sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa). Ecco, quindi, come sono distribuiti i posti, quali sono i requisiti richiesti, in che modo inviare la domanda e in cosa consistono le procedure di selezione dal momento che si tratta di un concorso per soli esami.

Concorso Università La Sapienza 2025: per quali posti serve il diploma?

Concorso Università La Sapienza di Roma: bando 2025 per 75 posti di diplomati e laureati
Svolgimento delle prove di un concorso pubblico (Imagoeconomica).

L’Università di Roma “La Sapienza” ha pubblicato il bando di concorso per reclutare 75 candidati ai posti di funzionario e collaboratore. Nel dettaglio, per l’area dei collaboratori, servono 13 tecnici informatici, settore professionale tecnico, scientifico, tecnologico, informatico e dei servizi generali, con i seguenti profili:

  • sei sviluppatori It (codice concorso 01/IT);
  • tre unità per i servizi informatici (codice 01/INF);
  • tre sistemisti delle infrastrutture tecnologiche (codice 01/SIT);
  • un collaboratore addetto alla cybersecurity (codice 01/CYB);
  • 20 contabili – settore amministrativo (codice 02).

Funzionari al concorso Università La Sapienza 2025: requisiti per essere ammessi

Per quanto riguarda l’area dei funzionari del concorso dell’Università “La Sapienza”, il bando prevede l’assunzione di 30 unità di funzionari nel settore amministrativo e gestionale nei seguenti profili:

  • 15 posti da funzionario con competenze nell’approvvigionamento e nelle attività negoziali (codice concorso 03/AAN);
  • 15 posti da funzionario con competenze di risorse umane e organizzazioni.

Per questi ultimi 15 posti, si cercano, nel dettaglio dei profili professionali:

  • 9 esperti in ambito giuridico e amministrativo (codice 03/RUOG);
  • due esperti giuridico-amministrativo-performance e rapporti sindacali (codice 03/RUOP);
  • un esperto giuridico-amministrativo-pianificazione, sviluppo e valorizzazione del personale (codice 03/RUOV);
  • un esperto di attuazione policy/progetti-organizzazione (codice 03/RUOA);
  • due esperti di attuazione policy/progetti-formazione (codice 03/RUOAP).

Infine, il bando richiede altri 12 funzionari con competenze in ambito ingegneristico e architettonico, nel settore tecnico-informatico (codice 04).

Come inviare la domanda per partecipare ai concorsi universitari?

Concorso Università La Sapienza di Roma: bando 2025 per 75 posti di diplomati e laureati
Svolgimento della prova scritta di un concorso pubblico (Ansafoto).

I requisiti per l’ammissione al concorso per 75 posti all’università di Roma sono elencati all’articolo 2 del bando. In particolare, al punto h) sono elencati i titoli di studio richiesti ai candidati per i posti da collaboratore (diploma di scuola secondaria di secondo grado) o da funzionario (laurea magistrale, triennale o vecchio ordinamento). Gli indirizzi sono reperibili sul bando a seconda del profilo professionale per il quale ci si candidi. Per quanto riguarda le procedure di selezione, il bando prevede l’espletamento di una prova scritta, disciplinata all’articolo 6, e di un esame orale, descritto all’articolo 7. Per inviare la domanda di partecipazione è necessario cercare la pagina del bando sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), cliccare su uno dei 12 tasti «Invia la tua candidatura» corrispondente a ciascun profilo del concorso e trasmettere la candidatura entro le ore 18.00 del 27 gennaio 2026.

Supermercati aperti 31 dicembre e 1 gennaio 2026: elenco dei negozi e orari

Tutto pronto per Capodanno 2026. Migliaia di famiglie in Italia si apprestano a dire addio al 2025 e accogliere il nuovo anno fra speranze, desideri e buoni propositi. In tanti festeggeranno con una cena nella serata del 31 dicembre, pronti a brindare allo scoccare della mezzanotte, oppure si riserveranno per un pranzo il primo gennaio assieme a parenti e amici. Può capitare tuttavia, proprio nel momento in cui ci si mette ai fornelli, di rendersi conto di aver dimenticato un ingrediente per il pasto oppure di non avere l’occorrente per ospitare tutti gli invitati. Per fortuna, diversi supermercati saranno aperti in almeno uno dei due giorni, seppur con orari ridotti per l’occasione. Ecco una guida per ciascuna catena, ricordando che è sempre opportuno controllare i siti ufficiali per avere tutte le informazioni in merito al punto vendita più vicino alla propria abitazione.

Capodanno 2026, i supermercati aperti 31 dicembre e 1 gennaio

Carrefour, Conad e Coop

Supermercati aperti 31 dicembre e 1 gennaio 2026: elenco dei negozi e orari
L’insegna di un supermercato Conad (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda i due giorni a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, Carrefour garantirà il servizio il 31 dicembre con alcune differenze. Mentre alcuni punti vendita, soprattutto quelli situati in grandi città o comunque posizioni strategiche per molti consumatori, si prevede facciano orario continuato per tutta la giornata, altri store con meno affluenza potrebbero chiudere per mezza giornata. Chiusura per quanto riguarda il primo gennaio. Discorso simile per quanto riguarda la catena di supermercati Conad, i cui orari di garanzia differiranno in base alla posizione sul territorio dei punti vendita. Come nel caso di Carrefour, prevista la chiusura per il primo giorno del 2026, sebbene alcuni store potrebbero alzare le serrande anche a Capodanno con orari tuttavia piuttosto ristretti. Sulla stessa linea anche Coop, che garantirà il servizio il 31 dicembre: per tutte e tre le catene si consiglia di verificare sui siti ufficiali.

Famila, Esselunga, Aldi e Bennet

Supermercati aperti 31 dicembre e 1 gennaio 2026: elenco dei negozi e orari
Un supermercato di Esselunga (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda Famila, dovrebbe essere confermato un modello ormai consolidato negli anni che prevede l’apertura il giorno di San Silvestro, quasi sempre con orari ridotti che faranno abbassare le serrande nel primo pomeriggio. Chiusura totale invece per il primo gennaio. Passando a Esselunga, i punti vendita della catena dovrebbero restare aperti tutta la mattina del 31 dicembre e presentare orario ridotto nel pomeriggio, garantendo così il servizio per tutte le necessità in vista di Capodanno. Chiusura, come per i casi precedentemente citati, il primo gennaio. Stesso discorso per Aldi: previste, come consultabile sul sito ufficiale, alcune aperture straordinarie l’ultimo giorno dell’anno – con orario ridotto – prima della chiusura per il giorno di Capodanno. Orari ad hoc per le feste anche nel caso di Bennet, i cui supermercati osserveranno un periodo di apertura ridotto il 31 dicembre prima di chiudere completamente nelle 24 ore successive.

Pam, MD, Iper e Lidl

Supermercati aperti 31 dicembre e 1 gennaio 2026: elenco dei negozi e orari
Un punto vendita Pam (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda invece la catena di negozi Lidl, il 31 dicembre sarà giorno di apertura standard, pertanto i consumatori troveranno i supermercati aperti come per il resto dell’anno. Tutto chiuso il primo gennaio 2026, con alcune eccezioni per le grandi città e i centri commerciali consultabili sulla piattaforma ufficiale. MD invece dovrebbe garantire il servizio solamente per metà giornata l’ultimo giorno del 2025, chiudendo la maggior parte dei propri punti vendita già nel primo pomeriggio. Per Capodanno, invece, serrande abbassate per tutto il giorno. Discorso simile anche per Pam, per cui si profilano poche ore di apertura il 31 dicembre e chiusura completa per il giorno successivo. Come già detto per le altre catene, prima di incamminarsi verso il punto vendita più vicino è opportuno un veloce sguardo sui siti ufficiali.

La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno

E ora i quadri da ritrovare, quelli del tesoro della famiglia Agnelli, sono 35. Dopo l’ultimo saluto a Maria Sole Agnelli, arriva la svolta della Procura di Roma: i pm Giovanni Conzo e Stefano Opilio ipotizzano reati di ricettazione ed esportazione illecita di opere d’arte. Indagine per ora senza indagati. Tra i quadri che sarebbero stati trasferiti all’estero (la lista è in parte stata secretata) ci sono anche tele di Monet, Picasso e De Chirico. Il sospetto è che siano stati portati in Svizzera senza darne conto, come prevede la legge, al ministero della Cultura. Tra l’altro non è facile inserire in una lista tutti gli acquisti di Gianni Agnelli, perché da amante dello shopping “compulsivo” era solito acquistare spesso capolavori visitando le gallerie: a Roma erano frequenti le sue incursioni, prima a via del Babuino e poi a piazza di Spagna, da Claudio Bruni Sakraischik, che trattava delle meravigliose opere di Igor Mitoraj. Altro gallerista amico di Agnelli era Pino Casagrande. Pochi lo sanno, ma l’Avvocato prendeva anche “a noleggio” le opere d’arte, un metodo che poi sarebbe stato mutuato da Flavio Briatore per i servizi fotografici dedicati alle sue residenze: in occasione dei consigli d’amministrazione, c’era un’esperta incaricata di arredare il salone con opere sceltissime che il giorno dopo tornavano ai legittimi proprietari. Quello che contava, per Agnelli, era “l’effetto wow”. E intanto passava l’immagine del “re di quadri”.

La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
Gianni Agnelli (Imagoeconomica).

Ai funerali di Maria Sole Agnelli mancava Lapo

Restando in casa Agnelli, a Palidoro, per l’ultimo saluto a Maria Sole – sorella di Gianni e Susanna – la famiglia era rappresentata ai massimi livelli. Mancava solo Lapo Elkann, che ha inviato una corona di fiori. Presenti, tra gli altri, Alain Elkann, John Elkann e Lavinia Borromeo, Ginevra Elkann e Giovanni Gaetani dell’Aquila d’Aragona. Avvistata anche Margherita, ben lontana dai figli con cui è ai ferri corti per le ben note questioni ereditarie. Al termine della cerimonia funebre, con tanto di stemma della Juventus, il feretro è stato portato dai pronipoti all’esterno della chiesa. Le autorità erano rappresentate dal sindaco di Fiumicino, Mario Baccini. La chiesa era piccola e per questo, all’esterno, erano state sistemate tante sedie bianche, forse troppe. Curiosità: la ditta di onoranze funebri era La Sfinge, la stessa che ha curato anche i funerali di Aldo Brachetti Peretti (alle esequie di Maria Sole era presente il figlio del Cavaliere, Ugo Maria Brachetti Peretti, presidenti di Api). Stessa auto per l’addio: una Maserati.

La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
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La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno
La caccia ai quadri di Agnelli e le altre pillole del giorno

Allo spaccio del Vaticano non si risparmia più

Avevano parlato di «straordinaria innovazione», e anche di «aria nuova in Vaticano». Fatto sta che il passaggio dello storico spaccio della Santa Sede, ovvero “il supermercato del Papa”, dall’Annona a un’azienda privata non ha soddisfatto la clientela, e le voci stanno arrivando a Papa Leone XIV. La Magazzini Gabrielli Spa, con sede ad Ascoli Piceno e con punti vendita nelle cinque regioni del centro Italia (Marche, Abruzzo, Molise, Umbria e Lazio) qualche mese fa è entrata in Vaticano con il marchio Tigre: all’interno della struttura, che occupa complessivamente una superficie totale di 1.321 metri quadrati, di cui 875 destinati alla vendita, con sei casse e 30 posti auto riservati, lavorano 34 addetti e si conta un assortimento di circa 11 mila prodotti. Qual è il problema dei clienti, specie quelli del sabato mattina, ovvero i vip “esterni” che vantano da sempre la tessera dell’Annona? «Non si risparmia più, qui dentro, tanto vale andare al supermercato Tigre di via Ferrari, vicino a piazza Mazzini, perché i prezzi sono gli stessi, esattamente uguali», sibilano. «Noi siamo sempre venuti qui perché si risparmiava, dato che in Vaticano non esiste l’Iva, si compravano casse di superalcolici senza le accise, c’erano pure le sigarette e i tabacchi, al costo. E allora la differenza di prezzo che c’era una volta, grazie all’assenza del fisco tra le sacre mura, ora che fine fa?».

Saldi invernali 2026, quando iniziano: calendario e date regione per regione

Tutto pronto per i saldi invernali 2026. La nuova stagione degli sconti, che porterà nei negozi di tutta Italia e negli store online una ricca serie di offerte e promozioni su diversi prodotti, scatterà sabato 3 gennaio in quasi tutto il Paese. Due sole le eccezioni: Valle d’Aosta, dove scatteranno con 24 ore di anticipo, e Alto Adige, in cui inizieranno solamente giovedì 8 gennaio. Come da tradizione, tutti i negozianti saranno obbligati a esporre il prezzo originale del capo, la percentuale di sconto e il costo finale e dovranno accettare pagamenti anche con carte di credito. A discrezione dei commercianti la possibilità di cambiare (a meno che non presenti danni, in quel caso saranno costretti) oppure di provare in negozio un capo. Ecco il calendario dei saldi invernali del 2026 stilato da Confcommercio.

Saldi invernali 2026, il calendario completo per ciascuna regione

Saldi invernali 2026, quando iniziano: calendario e date regione per regione
La vetrina di un negozio durante i saldi (Imaoeconomica).
  • Abruzzo: 3 gennaio per 60 giorni
  • Basilicata: 3 gennaio – 1 marzo
  • Calabria: 3 gennaio per 60 giorni
  • Campania: 3 gennaio per 60 giorni
  • Emilia-Romagna: 3 gennaio per 60 giorni
  • Friuli Venezia Giulia: 3 gennaio – 31 marzo
  • Lazio: 3 gennaio per sei settimane
  • Liguria: 3 gennaio – 16 febbraio
  • Lombardia: 3 gennaio – 3 marzo
  • Marche: 3 gennaio – 1 marzo
  • Molise: 3 gennaio per 60 giorni
  • Piemonte: 3 gennaio per otto settimane
  • Puglia: 3 gennaio per 60 giorni
  • Sardegna: 3 gennaio per 60 giorni
  • Sicilia: 3 gennaio – 15 marzo
  • Toscana: 3 gennaio per 60 giorni
  • Umbria: 3 gennaio per 60 giorni
  • Valle d’Aosta: 2 gennaio – 31 marzo
  • Veneto: 3 gennaio – 28 febbraio
  • Trento e provincia: 60 giorni, con periodo a discrezione dei commercianti

L’eccezione dell’Alto Adige: tutte le date nei vari distretti

Saldi invernali 2026, quando iniziano: calendario e date regione per regione
La vetrina di un negozio durante i saldi (Imaoeconomica).

Come detto, oltre alla Valle d’Aosta che inizierà i saldi invernali il 2 gennaio 2026, fa eccezione anche l’Alto Adige. In gran parte dei territori gli sconti scatteranno infatti giovedì 8 gennaio per terminare, dopo circa un mese, all’inizio di febbraio. Ecco il calendario completo area per area:

  • Distretto di Bolzano, Oltradige e Bassa Atesina: 8 gennaio – 5 febbraio
  • Distretto di Merano e Burgraviato: 8 gennaio – 5 febbraio
  • Distretto Valle Isarco e Alta Valle Isarco: 8 gennaio – 5 febbraio
  • Distretto Val Pusteria: 8 gennaio – 5 febbraio
  • Distretto Val Venosta: 8 gennaio – 5 febbraio

I saldi invernali 2026 scatteranno invece il 7 marzo nei comuni di Tires, Castelrotto, Renon, Ortisei, Santa Cristina, Selva Gardena, Marebbe, San Martino in Badia, La Valle, Badia, Corvara, Stelvio, Maso Corto, Resia, San Valentino alla Muta. Gli sconti termineranno, dopo circa un mese, il 4 aprile.

Alfonso Signorini si autosospende da Mediaset

Alfonso Signorini ha deciso di autosospendersi da Mediaset a seguito delle accuse mosse da Fabrizio Corona nel suo format Falsissimo, dove si parlava di un presunto «sistema» per cui alcuni concorrenti del Grande Fratello avrebbero dovuto cedere alle avances del conduttore per ottenere l’accesso al reality. La notizia è stata resa nota dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, che hanno definito il loro assistito «vittima di gravi e continuate condotte criminose», aggiungendo che la sospensione «è già stata comunicata all’azienda». Nella puntata online del 15 novembre, intitolata Il prezzo del successo, Corona ha affermato che diversi ragazzi sarebbero stati ammessi nella Casa del Grande Fratello solo dopo aver avuto presunti rapporti sessuali o brevi relazioni con Signorini.

LEGGI ANCHE: Il caso Corona-Signorini e la frattura insanabile tra media tradizionali e social

Influenza, l’Italia verso il picco: colpa della variante K

L’Istituto superiore di sanità ha pubblicato il rapporto della sorveglianza RespiVirNet con i dati relativi alle infezioni respiratorie acute causate dal virus influenzale. Nella sola settimana dal 15 al 21 dicembre l’incidenza è stata pari a 17,1 casi per mille assistiti, in aumento rispetto al precedente bollettino in cui è stata di 14,7. Circa 950 mila italiani sono stati colpiti proprio in quei sette giorni, per un totale di quasi 5,8 milioni di casi dall’inizio della sorveglianza. L’incidenza più alta è stata registrata nella fascia d’età 0-4 anni con 50 casi per mille assistiti. Il tasso di positività è stato del 31,5 e del 46,2 per cento rispettivamente nella comunità e nel flusso ospedaliero. Le Regioni più colpite sono state il Veneto, le Marche, la Campania e la provincia autonoma di Bolzano. L’attenzione maggiore è stata sulla variante K del ceppo H3N2, molto insidiosa secondo i medici. Secondo quanto affermato da Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie infettive dell’Iss, l’Italia si sta «avvicinando al picco dei casi, che verrà toccato nelle prossime settimane».

Autostrade, da gennaio rincari dei pedaggi

Pedaggi autostradali in aumento da gennaio 2026 dopo la sentenza della Corte Costituzionale che, respingendo il ricorso del Mit, denuncia lo stesso dicastero, «ha vanificato lo sforzo del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e dello stesso governo di congelare le tariffe fino a definizione dei nuovi pef regolatori». A seguito del semaforo rosso della Consulta al ricorso del Mit per il blocco dei pedaggi, l’Autorità di regolazione dei trasporti (Art) ha poi determinato che l’adeguamento tariffario all’inflazione sarà del 1,5 per cento. «Ciò è quanto stabilito, a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale e di Art, sulle quali il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non può più intervenire», spiega il Mit, aggiungendo che «per le società Concessioni del Tirreno p.A. (Tronco A10 e A12), Ivrea-Torino-Piacenza p.A. (Tronco A5 e A21) e Strada dei Parchi p.A., in vigenza di periodo regolatorio, non sono previste variazioni tariffarie a carico dell’utenza, in linea con i rispettivi Atti convenzionali vigenti». Una variazione pari all’1,925 per cento «è riconosciuta alla concessionaria Salerno-Pompei-Napoli S.P.A.» Infine, verrà riconosciuto «un adeguamento tariffario pari all’1,46 per cento per la società Autostrada del Brennero p.A., con concessione scaduta, per la quale è in corso il riaffidamento della medesima».

Concorso pubblico per 3.997 unità di varie amministrazioni: bando, posti, requisiti e domanda

Varie amministrazioni pubbliche e ministeri hanno pubblicato il bando di concorso pubblico per la copertura di un totale di 3.997 posti. Si tratta delle assunzioni che saranno effettuate dall’Agenzia delle Entrate, dall’Agenzia per l’Italia Digitale, dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (Inps) e dai ministeri dell’Università e della Ricerca, del Turismo, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno, dell’Istruzione e del Merito, della Cultura e della Giustizia. I posti sono tutti a tempo indeterminato, da inquadrare nei ruoli delle differenti amministrazioni, nell’area degli assistenti. Ecco, quindi, dove reperire il bando, quali sono i requisiti richiesti per partecipare alle selezioni, come inviare la domanda di candidatura e in cosa consistono le prove considerando che il concorso è per titoli ed esami.

Concorso per 3.997 posti 2025: quali sono i profili ricercati?

Concorso pubblico per 3.997 unità di varie amministrazioni: bando, posti, requisiti e domanda
Svolgimento delle prove di un concorso (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 27 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico emanato negli scorsi giorni e riguardante le immissioni di 3.997 unità di personale per varie amministrazione. Gli interessati possono candidarsi, presso l’amministrazione pubblica e la sede regionale scelte, per i seguenti profili professionali:

  • assistente amministrativo (codice del concorso AMM);
  • assistente informatico (codice INF);
  • assistente economico (codice ECO);
  • assistente tecnico (codice TEC).

Come sono suddivisi i 3.997 posti del concorso 2025 per varie amministrazioni?

I posti del concorso pubblico per assistenti amministrativi, informatici, economici e tecnici sono distribuiti tra le seguenti amministrazioni:

  • 2.913 posti da assistente amministrativo, tra i quali 1.015 al ministero dell’Interno, 743 presso l’Inps, 343 all’Ispettorato nazionale del lavoro e 300 presso l’Agenzia delle entrate secondo la suddivisione, anche per ambiti regionali, effettuata all’allegato 1 del bando di concorso, reperibile sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa);
  • 498 posti da assistente economico, dei quali 305 al ministero dell’Interno e 124 al ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo la suddivisione visionabile all’allegato 2 del bando;
  • 583 posti da assistente informatico, dei quali 227 al ministero dell’Interno, 150 al ministero della Cultura, 132 all’Ispettorato del lavoro e 57 al ministero dell’Economia e delle Finanze in base alla suddivisione dell’allegato 3 del bando;
  • tre posti di assistente tecnico presso il ministero della Giustizia, Dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità, nelle sedi dell’Emilia Romagna, della Lombardia e della Toscana, secondo quanto descritto nell’allegato 4 del bando.

Come inviare la domanda ai concorsi in ministeri e agenzie fiscali

Concorso pubblico per 3.997 unità di varie amministrazioni: bando, posti, requisiti e domanda
Mibact ministero dei Beni culturali e del Turismo, ingresso della sede (Imagoeconomica).

Per quanto concerne i requisiti da possedere per candidarsi al concorso per 3.997 posti, il bando richiede al punto j) dell’articolo 2 il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado della durata di cinque anni. Il bando, inoltre, prevede l’espletamento di una prova scritta, in base alle indicazioni e alle materie da studiare elencate all’articolo 6, e la valutazione dei titoli, la cui tabella dei punteggi è riportata all’articolo 7. Per inviare la domanda di candidatura è necessario collegarsi al sito istituzionale Inpa e seguire i seguenti passaggi:

  • cercare la pagina del bando dall’apposita funzione;
  • cliccare su uno dei quattro tasti in basso «Invia la tua candidatura», corrispondenti alle figure professionali di assistente;
  • autenticarsi con Spid, Cie o Cns;
  • compilare il form di domanda e allegare i documenti richiesti dal bando;
  • cliccare sul tasto «Conferma e invia» per trasmettere la domanda entro la scadenza delle ore 18.00 del 27 gennaio 2026.

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025

Brigitte Bardot è morta all’età di 91 anni. Domenica 28 dicembre, il cinema francese e internazionale hanno detto addio a una delle icone più rappresentative del XX secolo. È solo l’ultima di numerose star che ci hanno lasciato negli ultimi 12 mesi tra celebrità dello spettacolo, simboli dell’alta moda e divi del cinema e della musica. Da Oliviero Toscani e David Lynch scomparsi a gennaio alla scrittrice Sophie Kinsella, deceduta per una grave malattia a metà dicembre, ecco un recap del 2025.

Tutte le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025

Gennaio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Il regista David Lynch (Ansa).

Nel primo mese dell’anno, la fotografia italiana salutava Oliviero Toscani, morto il 13 all’età di 82 anni dopo una breve malattia. Tre giorni dopo, un grave lutto ha colpito il cinema con la scomparsa a 78 anni del regista visionario David Lynch, autore di cult come Mudholland Drive e la serie Twin Peaks.

Febbraio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
L’attrice Michelle Trachtenberg (Ansa).

Il 26 febbraio, Gene Hackman è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Santa Fe assieme alla moglie Betsy Arakawa: secondo il medico legale, il celebre attore de Il braccio violento della legge e Gli spietati era deceduto probabilmente otto giorni prima. Sempre il 26 febbraio, il mondo ha detto addio anche a Michelle Trachtenberg, nota per aver vestito i panni di Georgina Sparks in Gossip Girl e Dawn Summers in Buffy l’ammazzavampiri.

  • 4 febbraio: Karim Aga Khan
  • 18 febbraio: Gene Hackman
  • 24 febbraio: Roberta Flack
  • 26 febbraio: Michelle Trachtenberg

Marzo

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Eleonora Giorgi in Borotalco.

Il 3 marzo si spegneva a 71 anni, dopo una lunga malattia, Eleonora Giorgi, affetta da un tumore al pancreas di cui aveva parlato pubblicamente. Due giorni dopo ci ha lasciato l’iconico telecronista della Nazionale italiana Bruno Pizzul, storica voce del calcio per la Rai e conduttore di Domenica Sprint e della Domenica Sportiva.

Aprile

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Papa Francesco (Imagoeconomica).

Il primo aprile un grave lutto ha colpito Hollywood. Si è spento a 65 anni infatti Val Kilmer, stella del cinema americano e volto di Jim Morrison in The Doors, di Bruce Wayne in Batman Forever e di Tom Kazansky in Top Gun. Il 21 aprile, giorno di Pasquetta, dal Vaticano una notizia ha scioccato il mondo intero: a 88 anni è morto Papa Francesco, 266esimo pontefice della Chiesa di Roma.

Maggio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Sebastiao Salgado (Ansa).

Il 23 maggio è morto all’età di 81 anni Sebastiao Salgado, uno dei massimi esponenti della fotografia documentarista del nostro tempo. Ex economista, durante la vita ha viaggiato attraverso 120 Paesi, raccontandone popolazioni, usanze e culture.

  • 20 maggio: Nino Benvenuti
  • 23 maggio: Sebastiao Salgado

Giugno

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Lea Massari nel 1977 (Ansa).

Il 22 giugno 2025 il mondo dell’arte ha detto addio ad Arnaldo Pomodoro, scomparso il giorno prima di compiere 99 anni: il celebre scultore delle iconiche sfere di bronzo ha fondato, assieme a Lucio Fontana, il gruppo Continuità. Il giorno dopo invece si è spenta Lea Massari, antidiva del cinema che ha lavorato per Michelangelo Antonioni e Sergio Leone e recitato con Jean Paul Belmondo. Appena 24 ore dopo, un altro lutto nel cinema: si è spento a 75 anni Alvaro Vitali, indimenticabile Pierino.

  • 9 giugno: Sly Stone
  • 11 giugno: Brian Wilson
  • 22 giugno: Arnaldo Pomodoro
  • 23 giugno: Lea Massari
  • 24 giugno: Alvaro Vitali

Luglio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Un murale dedicato a Ozzy Osbourne (Ansa).

Il 3 luglio è morto in un incidente stradale il centravanti del Liverpool e della Nazionale portoghese Diogo Jota: insieme al 28enne ha perso la vita anche il fratello André, più giovane di due anni. Quello stesso giorno il cinema ha pianto invece la scomparsa improvvisa di Michael Madsen, celebre per il suo lavoro in diversi film di Quentin Tarantino, dai due volumi di Kill Bill a The Hateful Eight. Musica in lutto il 22 per la morte del Principe delle tenebre Ozzy Osbourne, morto 17 giorni dopo aver dato addio alle scene con un concerto nella sua Birmingham.

Agosto

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Pippo Baudo (Imagoeconomica).

Oltre a Salgado, nel 2025 la fotografia ha perso anche uno dei giganti italiani. Il 6 agosto è morto a Genova Gianni Berengo Gardin, fra i massimi esponenti del Novecento nel nostro Paese. Appena 24 ore dopo si è spento negli States Jim Lovell, comandante della missione spaziale Apollo 13 e noto per aver pronunciato la famosa frase «Houston, abbiamo un problema». Spettacolo italiano in lutto il 16 agosto per la morte di Pippo Baudo, simbolo di Sanremo e della televisione nel nostro Paese.

  • 6 agosto: Gianni Berengo Gardin
  • 7 agosto: Jim Lovell
  • 16 agosto: Pippo Baudo

Settembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Giorgio Armani (Imagoeconomica).

Il mese di settembre si è aperto con la morte di Emilio Fede, storica guida del Tg4 per 20 anni, morto a 94 anni il 2. Due giorni dopo, moda internazionale in lutto per la scomparsa di “Re” Giorgio Armani, icona di stile non solo in Italia ma in tutto il mondo: simbolo di eleganza, ha vestito decine di celebrità tra cui Cate Blanchett e Lady Gaga. Il 16 e il 23 settembre, il cinema ha detto addio rispettivamente a Robert Redford e Claudia Cardinale, pilastri della recitazione nel XX secolo.

Ottobre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
L’etologa Jane Goodall (Ansa).

Il primo ottobre è morta a Los Angeles l’etologa e antropologa britannica Jane Goodall. La 91enne di Londra ha rivoluzionato la scienza moderna, documentando per prima alcuni comportamenti sociali degli animali fino ad allora attribuiti solo alla specie umana. Il 3 ottobre lo spettacolo italiano ha salutato per l’ultima volta Remo Girone, attore noto per aver interpretato Tano Cariddi ne La piovra. Otto giorni dopo, invece, si è spenta in California Diane Keaton, premio Oscar nel 1978 per il film Io e Annie di Woody Allen, con cui strinse un duraturo sodalizio.

Novembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Le gemelle Alice ed Ellen Kessler allo zoo di Roma nel 1965 (Ansa).

L’8 novembre ci ha lasciato un’altra icona del Festival di Sanremo. È morto a soli 69 anni infatti Beppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra al Teatro Ariston che nel corso della sua carriera ha lavorato con artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Zucchero e Mia Martini. Il 17 novembre altro addio nel mondo dello spettacolo: a 89 anni sono morte Alice ed Ellen Kessler, tra le coppie più famose della scena europea. Quattro giorni dopo invece si è spenta nella sua Milano Ornella Vanoni, tra le voci simbolo della musica italiana nel Novecento.

Dicembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Rob Reiner con la moglie Michele (Ansa).

Il mese di dicembre, in cui il cinema internazionale ha detto addio a Brigitte Bardot, si è aperto invece con un altro importante lutto in Italia: il primo è morto infatti Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis tricolore e due volte vincitore del Roland Garros nonché capitano dell’Italia in Coppa Davis nel trionfo in Cile del 1976. Il 10 dicembre è morta invece la scrittrice britannica Sophie Kinsella, famosa per la saga I Love Shopping. Quattro giorni dopo, il regista Rob Reiner è stato trovato assassinato assieme a sua moglie Michele Singer nella sua villa di Los Angeles.

  • 1 dicembre: Nicola Pietrangeli
  • 3 dicembre: Steve Cropper
  • 10 dicembre: Sophie Kinsella
  • 14 dicembre: Rob Reiner
  • 25 dicembre: Perry Bamonte
  • 28 dicembre: Brigitte Bardot

Pos, scontrini e pagamenti, novità dal 2026: cosa cambia

Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole sui pagamenti elettronici e sulla certificazione dei corrispettivi. Il cambiamento principale riguarda l’obbligo di collegare registratori di cassa telematici e strumenti di pagamento elettronico, come i Pos. La misura, prevista dalla legge di Bilancio e resa operativa da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate di fine ottobre 2025, punta a rendere più immediato il confronto tra scontrini emessi e incassi tracciati. Nello stesso pacchetto rientrano anche procedure accelerate per la liquidazione dell’Iva e per i pignoramenti presso terzi.

Come funziona il collegamento tra cassa e Pos

Pos, scontrini e pagamenti, novità dal 2026: cosa cambia
Pos (Imagoeconomica).

Dal 2026 gli esercenti dovranno registrare online l’abbinamento tra il registratore telematico e i Pos utilizzati. Non è previsto alcun collegamento fisico: l’operazione avviene nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate. L’esercente, anche tramite un intermediario, associa la matricola del registratore già censito in Anagrafe tributaria ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui è titolare.

Procedura e trasmissione dei dati

Per semplificare l’adempimento, la piattaforma mostrerà l’elenco dei Pos già comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. I pagamenti elettronici dovranno essere registrati al momento dell’operazione, indicando nel documento commerciale la modalità di pagamento e l’importo. I dati saranno poi trasmessi all’Agenzia in forma aggregata giornaliera, con le stesse modalità già previste per i corrispettivi telematici.

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Scadenze e fase transitoria

I Pos attivati o modificati dovranno essere registrati tra il sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione e l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Per gli strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 è previsto un termine di 45 giorni dalla messa a disposizione del servizio online.

Iva e pignoramenti “sprint”

Dal 2026 l’Agenzia potrà calcolare l’Iva dovuta in caso di dichiarazione omessa utilizzando fatture elettroniche e scontrini. Se il contribuente non risponde entro 60 giorni, l’imposta viene iscritta a ruolo con una sanzione del 120 per cento. La Manovra introduce anche pignoramenti più rapidi: grazie ai dati della fatturazione elettronica, la Riscossione potrà individuare i clienti delle imprese debitrici e bloccare i pagamenti in arrivo prima dell’accredito.

Perché Papa Leone XIV è il Personaggio dell’anno 2025 per la Treccani

Papa Leone XIV è il Personaggio dell’anno 2025 per la Treccani. L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana ha infatti nominato Robert Francis Prevost, salito al soglio pontificio lo scorso maggio, riconoscendone «una Chiesa povera per i poveri» in un periodo storico fortemente segnato da conflitti internazionali, polarizzazioni e leadership muscolari. Nel Libro dell’anno si ripercorrono 365 giorni di tensioni sia dal punto di vista sociale sia da quello economico, oltre a sorprendenti eventi storici e culturali: spazio per il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il terzo anno del Governo Meloni e l’assegnazione dei premi Nobel. Nel 2024, la scelta della Treccani ricadde su Sophia Loren.

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Leone XIV Personaggio dell’anno per la Treccani: la motivazione

La Treccani ha scelto per Leone XIV «per aver improntato il suo pontificato a valori fondamentali dell’esperienza cristiana come sobrietà, misura e ascolto», simbolo di una Chiesa povera che volge lo sguardo ai poveri. Uomo «parsimonioso di presenza e parole», il Papa «ha scelto di sfumare la propria figura, ridurne la rumorosità, bilanciare posizioni e udienze, sottraendosi con pazienza ai tentativi di collocarlo a destra o a sinistra, tanto sul piano politico quanto su quello teologico». Per la Treccani, «Leone XIV, primo papa statunitense, primo missionario in senso moderno e primo figlio dell’ordine cui appartenne Martin Lutero, sta applicando la capacità di governo maturata durante la lunga missione in Perù, e si trova ora, da pontefice, a operare in un mondo in cui potenze che ambiscono a tornare “nuovamente grandi” hanno bisogno che altri si rimpiccioliscano nella coscienza dei propri diritti».

Perché Papa Leone XIV è il Personaggio dell’anno 2025 per la Treccani
Papa Leone XIV durante la messa di Natale (Ansa).

«In questo scenario segnato da inedite e interconnesse sfide globali», ha proseguito la Treccani, «il nuovo Papa è chiamato a stabilire l’ordine delle priorità di un’agenda complessa, tra nodi da sciogliere o da tagliare, in un percorso fatto di scelte selettive, risposte misurate e rinvii ponderati, che non promette consenso facile né immediato a un pontificato impegnato a promuovere una pace disarmata e disarmante». Giunto alla 20esima edizione, il Libro dell’anno Treccani restituisce tutti i personaggi chiave degli ultimi 12 mesi in un racconto di 600 pagine e quasi 1.200 notizie. «Abbiamo tentato di raccontare con completezza e profondità di analisi un anno difficile», ha detto il direttore Marcello Sorgi. «Abbiamo individuato proprio nella Chiesa di Papa Leone XIV un nuovo importante protagonista della scena internazionale, da cui la scelta di nominarlo Personaggio dell’anno».

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Permessi retribuiti per malattie invalidanti e gravi: cosa cambia dal 1° gennaio 2026

Nelle ultime ore, l’Inps ha fornito chiarimenti in merito ai permessi retribuiti che possono essere richiesti da chi sia affetto da malattie invalidanti e gravi e su cosa cambia a partire dal 1° gennaio 2026. La norma di riferimento è l’articolo 2 della legge 106 del 2025, recante «Permessi di lavoro per visite, esami strumentali e cure mediche», che consente ai lavoratori dipendenti del settore privato e del pubblico impiego e ai figli minori, affetti da malattie che provochino un’invalidità di almeno il 74 per cento o da malattie oncologiche, di fruire di ulteriori permessi retribuiti per una durata massima di dieci ore all’anno rispetto a quanto si prevede già nei contratti collettivi di lavoro. Dalla disciplina, tuttavia, rimangono esclusi i lavoratori autonomi, i collaboratori iscritti alla Gestione Separata e i lavoratori dello spettacolo del fondo autonomi.

Permessi retribuiti malattie invalidanti e gravi 2026: cosa prevede la disciplina?

Permessi retribuiti per malattie invalidanti e gravi: cosa cambia dal 1° gennaio 2026
Visita medica (Freepik).

Con la circolare numero 152 del 19 dicembre 2025, recante «Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche», l’Inps fornisce indicazioni su come dovrà essere trattata la materia dal 1° gennaio 2026. Infatti, la circolare contiene chiarimenti sulle modalità di fruizione delle ore di permesso retribuite per «visite, esami strumentali e cure mediche» dei lavoratori dipendenti, nonché indicazioni per i datori di lavoro pubblici e privati nella compilazione delle denunce mensili.

Chi può richiedere i permessi retribuiti per malattie gravi nel 2026?

Nel dettaglio, I permessi retribuiti per la durata aggiuntiva di dieci ore rispetto a quanto già prevedono i contratti collettivi di lavoro, possono essere richiesti, a partire dal 1° gennaio 2026, secondo quanto prevede il comma 1, dell’articolo 2, della legge 106 del 2025, ovvero dal lavoratore:

  • al quale sia stato riconosciuto un grado di invalidità di almeno il 74 per cento;
  • affetto da malattia oncologica in fase attiva o in follow up precoce;
  • affetto da malattia invalidante o cronica, pure rara.

La stessa disciplina si prevede anche se l’invalidità o la malattia sia stata riconosciuta al figlio minorenne. In tal caso, a testimonianza dell’invalidità del 74 per cento, è sufficiente il verbale di accertamento dell’invalidità civile.

Come fare la richiesta?

Permessi retribuiti per malattie invalidanti e gravi: cosa cambia dal 1° gennaio 2026
Busta paga (Ansafoto).

L’agevolazione consiste nella possibilità di richiedere ulteriori 10 ore retribuite di permesso all’anno per effettuare visite mediche, esami strumentali, analisi cliniche e cure frequenti. A tal proposito, si richiede che il medico di medicina generale o lo specialista rilasci al paziente che fruisce dei permessi, l’apposita prescrizione delle visite e delle cure di cui necessiti. All’interno della circolare dell’Inps sono riportate le informazioni, passo passo, su come deve essere presentata la richiesta delle ore di permesso da parte dei lavoratori e su come il datore di lavoro deve calcolare la retribuzione corrispondente a queste ore. Ulteriori chiarimenti sono forniti per i datori di lavoro di operai agricoli a tempo determinato e per lavoratori domestici.

È morto Louis Gerstner, ex Ceo di IBM: salvò l’azienda dalla bancarotta

Louis Gerstner, Ceo e presidente di IBM dal 1993 al 2002, è morto all’età di 83 anni. Lo ha annunciato l’ad Arvind Krishna in una mail inviata ai dipendenti nella giornata di domenica 28 dicembre, senza tuttavia spiegare la causa del decesso: «Arrivò in IBM in un momento in cui il futuro dell’azienda era davvero incerto. La sua leadership in quel periodo rimodellò il marchio: non guardando indietro, ma concentrandosi incessantemente sulle future esigenze dei nostri clienti». Prevista, all’interno del colosso informatico, una celebrazione della sua eredità per riflettere sull’importanza del suo operato. Tanti gli omaggi dei colleghi sui social. «È stato un onore apprendere da lui all’inizio della mia carriera in IBM», ha scritto su X Lisa Su, Ceo di AMD. «Era incredibilmente curioso e perspicace».

È morto Louis Gerstner, ex Ceo di IBM: salvò l’azienda dalla bancarotta
La sede di IBM (Imagoeconomica).

Chi era Louis Gerstner, l’uomo che risollevò IBM dal baratro

Gerstner passò in IBM nell’aprile del 1993, dopo aver già ricoperto la carica di Ceo in RJR Nabisco, un conglomerato americano attivo nel commercio di tabacco e prodotti alimentari. In precedenza, aveva anche lavorato in American Express e nella società di consulenza McKinsey. Nel corso dei suoi nove anni alla guida di Big Blue, gli è stato ampiamente riconosciuto il merito di aver risollevato un marchio, un tempo leader nel settore, in profonda crisi finanziaria e ormai sull’orlo del fallimento, orientandone la produzione verso i servizi alle imprese. Cambiando radicalmente la cultura oltre che l’attenzione di IBM, riducendo le spese e vendendo asset, lasciò nel 2002 con il titolo azionario circa l’800 per cento più in su di quando lo aveva preso negli Anni 90.

«Lou aveva compreso che l’azienda aveva perso di vista una verità fondamentale del nostro business: comprendere il cliente e offrire ciò che il cliente apprezza realmente», ha proseguito Krishna nella mail ai dipendenti. «Questa intuizione ha portato a un vero cambiamento. Le riunioni sono diventate più dirette, le decisioni si sono basate più sui fatti e sull’impatto sul cliente che sulla gerarchia o sulla tradizione. Ciò che mi ha colpito è stata la sua intensità e la sua concentrazione. Aveva la capacità di tenere a mente contemporaneamente il breve e il lungo termine». Lasciato l’incarico di Ceo per IBM, Gerstner divenne presidente del Carlyle Group, società internazionale di asset management, fino al 2008, anno del suo pensionamento. Non riuscì comunque a evitare la vendita del comparto computer, a lungo core business di IBM. La società venne ceduta a Lenovo nel 2004.

È morto Louis Gerstner, ex Ceo di IBM: salvò l’azienda dalla bancarotta
Una sede di IBM (Imagoeconomica).