Trasferire la residenza fiscale in Italia: a chi conviene e cos’è il regime opzionale
Dal 1° gennaio 2026, la scelta di trasferire la residenza fiscale in Italia rappresenta un’opzione strategica per i contribuenti che intendano beneficiare di un regime agevolato sui redditi prodotti all’estero. La nuova legge di Bilancio ha modificato la norma, elevando l’imposta sostitutiva forfettaria a 300 mila euro annui per chi sposta il proprio domicilio fiscale nel territorio dello Stato. La misura riguarda le persone fisiche che non risultino essere state residenti nel Paese per almeno nove dei dieci anni precedenti l’esercizio dell’opzione. L’Agenzia delle entrate, nell’aggiornamento di queste ultime ore, ha chiarito i criteri di accesso a questo regime della durata massima di 15 anni. L’adesione permette di stabilizzare il carico fiscale sui capitali prodotti oltre il confine italiano attraverso un unico versamento annuale, semplificando la gestione dei patrimoni internazionali.
Trasferire la residenza fiscale in Italia: chi può farlo e come

L’opzione per trasferire la residenza fiscale in Italia prevede la sostituzione dell’ordinaria tassazione Irpef con un’imposta fissa sui proventi esteri. Innanzitutto, il contribuente ha la facoltà di presentare un’istanza di interpello alla divisione contribuenti dell’Agenzia delle entrate per verificare la sussistenza dei requisiti. Nell’istanza occorre indicare:
- i dati anagrafici e l’eventuale codice fiscale;
- lo status di non residente nei nove periodi d’imposta precedenti;
- la giurisdizione in cui si è avuta l’ultima residenza fiscale;
- gli Stati esteri eventualmente esclulsi dall’applicazione dell’imposta sostitutiva.
Tuttavia, il regime si rinnova tacitamente ogni anno, a meno che non si verifichi una revoca o una decadenza, per esempio in caso di mancato pagamento. Il versamento deve avvenire in un’unica soluzione entro i termini previsti per il saldo delle imposte sui redditi. È fondamentale allegare una check list documentale per attestare la regolarità della propria posizione per l’intero periodo di validità.
Residenza fiscale in Italia per stranieri: calcolo dell’imposta
Il legislatore ha previsto che i benefici legati alla residenza fiscale in Italia per stranieri possano estendersi anche ai componenti del nucleo familiare. In questo caso, le novità introdotte per i trasferimenti decorrenti dal 1° gennaio 2026 prevedono un incremento dei costi anche per i parenti coinvolti.
Il versamento deve essere effettuato tramite il modello F24 utilizzando il codice tributo «NRPP». L’estensione della norma ai familiari richiede che anche questi ultimi abbiano mantenuto la residenza all’estero per il periodo minimo di nove anni. Per esempio, se un nucleo familiare decidesse di stabilirsi nel Paese, ogni membro aggiunto dovrebbe versare la propria quota autonomamente. Questa disciplina garantisce la copertura fiscale forfettaria per tutti i redditi prodotti fuori dai confini nazionali, incentivando lo spostamento di interi gruppi familiari nel territorio italiano.
Revoca residenze fiscali all’estero: indicazioni Agenzia entrate

Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, la revoca dell’opzione può essere esercitata in qualsiasi momento sia dal titolare principale, sia dai familiari. Tuttavia, se il contribuente principale rinuncia al regime, gli effetti della revoca si estendono automaticamente a tutto il nucleo coinvolto. In caso di versamenti già effettuati per l’anno di revoca, è possibile recuperare le somme tramite:
- una richiesta di rimborso all’amministrazione finanziaria;
- la compensazione tramite modello F24 con codice tributo NRRE.
Inoltre, la normativa non ammette il ravvedimento operoso. Infatti il mancato versamento, anche parziale, entro il termine previsto comporta la decadenza immediata dai benefici. Il regime cessa i suoi effetti naturali dopo 15 anni dal primo periodo di imposta di validità. Per concludere, l’aggiornamento dell’Agenzia delle entrate sottolinea l’importanza di monitorare il mantenimento dei requisiti soggettivi per evitare contestazioni legate al trasferimento della residenza in un altro Stato durante il periodo di vigenza dell’opzione.































(@chiaraferragni)


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