David di Donatello, “Le città di pianura” di Sossai fa incetta di candidature

Annunciate le candidature della 71esima edizione dei David di Donatello. Le città di pianura di Francesco Sossai domina la selezione grazie a un elevato numero di candidature nelle principali categorie, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura: ben 16.

Le città di pianura ha staccato La grazia di Paolo Sorrentino (14) e Le assaggiatrici di Silvio Soldini (13). Tutti e tre i film sono stati inseriti nella cinquina per il miglior film, assieme a Cinque secondi di Paolo Virzì e Fuori di Mario Martone.

I cinque registi in lizza per il David di Donatello

Per quanto riguarda la regia, la cinquina è composta da quattro dei cineasti già citati: Sossai, Sorrentino, Soldini e Martone, a cui si aggiunge Gabriele Mainetti per La città proibita.

I candidati come miglior attore protagonista

Per le interpretazioni, si contendono la statuetta di miglior attore protagonista Valerio Mastandrea (Cinque secondi), Claudio Santamaria (Il nibbio), Toni Servillo (La grazia), Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano (Le città di pianura).

Le candidate come miglior attrice protagonista

Come miglior attrice protagonista sono in lizza in sei: Valeria Bruni Tedeschi (Duse), Barbara Ronchi (Elisa), Valeria Golino (Fuori), Aurora Quattrocchi (Gioia mia), Anna Ferzetti (La grazia) e Tecla Insolia (Primavera).

La cinquina per il miglior film internazionale

Nella categoria internazionale, la cinquina comprende Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, Io sono ancora qui di Walter Salles, The brutalist di Brady Corbet, La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania e Un semplice incidente di Jafar Panahi.

Solo una candidatura per il film campione d’incassi

Curiosità: i due film che hanno incassato di più durante la stagione, cioè Buen Camino di Checco Zalone e Follemente di Paolo Genovese hanno ricevuto solo una candidatura: quella per la miglior canzone originale. La cerimonia di consegna dei David di Donatello andrà in onda mercoledì 6 maggio, in prima serata su Rai 1.

Il comitato condotta della Camera formalizza la sanzione a Delmastro

Il comitato consultivo sulla condotta dei deputati formalizzerà la sanzione nei confronti di Andrea Delmastro per la pubblicazione non tempestiva, nella dichiarazione patrimoniale, delle sue quote poi cedute della società Le 5 forchette. Quest’ultima è titolare del ristorante Bisteccheria d’Italia gestito da Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, accusato di essere un prestanome del clan Senese. La comunicazione tardiva con cui l’ex sottosegretario alla Giustizia ha integrato la documentazione non è quindi servita a evitare una dichiarazione di censura di tipo reputazionale, che verrà letta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana in aula.

Abodi sfiducia Gravina dopo la disfatta dell’Italia contro la Bosnia

Parlando a margine del premio Citta’ dei Giovani 2026’, all’indomani della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio il ministro dello Sport Andrea Abodi ha “sfiduciato” Gabriele Gravina, presidente della Figc di cui in tanti – nel mondo della politica e non solo – stanno chiedendo le dimissioni. «Penso che quando un’organizzazione nel suo complesso buca un Mondiale è chiaro che i vertici devono assumersi le responsabilità. Credo che prima ci sia la coscienza individuale e questo sembra non emergere minimamente, mi aspetto risposte più centrate dal presidente della Federcalcio».

LEGGI ANCHE: Italia fuori dai Mondiali: anatomia di un fallimento lungo vent’anni

Abodi: «C’è bisogno di rifondare il calcio italiano»

Quando uscimmo dal Mondiale in Brasile Giancarlo Abete si dimise, lo stesso fece Carlo Tavecchio nel 2018 con un commissariamento doppio anche della Lega di A», ha dichiarato poi Abodi. Che, a proposito del possibile commissariamento della Figc da parte del Coni, ha aggiunto: «Parlando con Luciano Buonfiglio (presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ndr) ho rinnovato a valutare tutte le forme tecniche compatibili, perché potrebbero esserci i presupposti». Inoltre: «Quando per tre edizioni non ci qualifichiamo sarebbe bene fare delle riflessioni e che ci sarebbe bisogno di rifondare il calcio italiano. Non è un giorno normale e non può soddisfare lo scaricabarile dicendo che aspettavamo di più dalle istituzioni. Bisogna avere un contegno e cercare la vittoria con pianificazioni e non per un fatto incidentale».

Trump ha detto che l’Iran ha chiesto un cessate il fuoco: la replica dei pasdaran

Donald Trump ha scritto su Truth che «il nuovo presidente del regime iraniano», ossia la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, «molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori», ha «appena chiesto agli Stati Uniti un cessate il fuoco». Il presidente americano ha poi affermato che lo stop agli attacchi potrà avvenire «quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sgombro». Fino ad allora, ha sottolineato, gli Usa continueranno «a bombardare l’Iran fino a ridurlo in polvere o, come si suol dire, a riportarlo all’età della pietra».

Trump aveva parlato di fine dei raid «entro tre settimane»

Poche ore prima, Trump aveva affermato che gli Stati Uniti potrebbero porre fine agli attacchi contro l’Iran «entro due o tre settimane», aggiungendo che Teheran non dovrà accettare un accordo come condizione per la fine della guerra: «È irrilevante. Quando riterremo che non saranno più in grado di sviluppare un’arma nucleare, allora ce ne andremo». Difficile capire dove voglia andare a parare il presidente Usa, sempre che abbia (più o meno) una strategia. Dalle ultime affermazioni sembra voler concedere altre 2-3 settimane all’Iran, prima di un’ondata di raid volti a cancellare il suo programma nucleare e riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz. Tra l’altro, la Casa Bianca ha annunciato che Trump terrà un discorso alla nazione alle 21 di mercoledì primo aprile (le 3 di giovedì in Italia) «per fornire un importante aggiornamento sull’Iran».

La replica dei pasdaran: «Da Trump ridicole messinscene»

Subito dopo le ultime affermazioni di Trump, i Guardiani della rivoluzione hanno ribadito che lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il commercio mondiale, resterà chiuso. «È saldamente e sotto il pieno controllo della Marina della Guardia Rivoluzionaria e non sarà aperto ai nemici di questa nazione per le ridicole messinscene del presidente degli Stati Uniti», si legge in una nota riportata dall’agenzia Fars. «Bisogna continuare a ricorrere alla leva strategica del blocco dello Stretto di Hormuz»: è quanto riporta un testo di Mojtaba Khamenei, riproposto sui canali social della Guida Suprema dopo le parole di Trump.

È morto il giornalista Roberto Arditti

È morto a causa di un infarto il giornalista Roberto Arditti. Aveva 60 anni. Da dicembre del 2008 a gennaio del 2010 era stato direttore de Il Tempo, continuando poi a collaborare con il quotidiano come editorialista. In precedenza, dal 1992 al 1997, era stato alla guida delle news di RTL 102.5. Aveva inoltre collaborato con Il Foglio e Linkiesta. Dal 2018 era direttore editoriale di Formiche.

Aveva iniziato la carriera nelle istituzioni

Prima di passare al giornalismo, Arditti – che era stato dirigente della Gioventù Repubblicana – aveva iniziato il suo percorso professionale nelle istituzioni, lavorando al Senato accanto a Giovanni Spadolini. Il ritorno alla comunicazione politica era avvenuto col governo Berlusconi II, insediatosi nel 2001, durante il quale era stato portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola. Nel corso della carriera Arditti era stato anche autore della trasmissione Porta a Porta. Tra i tanti incarichi ricoperti pure quello di direttore comunicazione e relazioni esterne di Expo 2015. Aveva inoltre fondato insieme con Swg la società di consulenza strategica Kratesis.

Il caso dell’incontro Conte-Zampolli e la replica dell’ex premier a Libero

«Oggi il direttore di Libero ed ex portavoce di Meloni Mario Sechi riempie la prima pagina del suo giornale, di proprietà di un deputato della maggioranza Meloni, con illazioni e fantasmagoriche teorie sul mio incontro, avvenuto in un luogo pubblico, pensate, con l‘inviato speciale del presidente Trump che me ne aveva fatto formale richiesta e, peraltro, nel corso di giornate in cui sta incontrando vari esponenti istituzionali in Italia». Così Giuseppe Conte ha risposto a un editoriale di Sechi sul suo incontro con l’imprenditore Paolo Zampolli, andato in scena in un ristorante di Roma. Ecco cosa è successo.

I due avrebbero parlato della possibilità di un ritorno di Conte a Palazzo Chigi

L’incontro tra Conte e Zampolli, arrivato in un momento in cui il M5s è molto critico nei confronti della Casa Bianca, è avvenuto all’ora di pranzo del 31 marzo nel ristorante Sanlorenzo, in via dei Chiavari. Libero ha pubblicato anche due scatti che ritraggono i commensali, i quali sono rimasti assieme meno di due ore. Secondo il quotidiano, durante il colloquio si è parlato delle ambizioni di Conte sul Campo largo e sulla possibilità di un ritorno a Palazzo Chigi dopo le prossime elezioni – secondo un sondaggio, qualora dovessero esserci le primarie nel centrosinistra per designare il candidato premier, il leader pentastellato sarebbe favorito.

La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi

Intervistata da Money.it, confermando le indiscrezioni di Dagospia la giornalista, scrittrice, conduttrice e opinionista tv Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «È una cosa che non posso negare, però sono molto riservata nella mia vita privata». C’è però un problema: il titolare del Viminale è sposato con Paola Berardino, prefetto di Grosseto, da cui ha avuto due figlie.

La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi
La giornalista Claudia Conte ha ammesso di avere una relazione con Piantedosi

Da qualche tempo Conte è una presenza fissa a eventi pubblici e istituzionali

«Da sempre attenta ai diritti umani e impegnata nel contrasto alle mafie» e volto «volto e producer di grandi eventi in collaborazione con Ministeri, Ambasciate, Regioni e Comuni, Santa Sede ed Enti del Terzo Settore come Fondazione Bambino Gesù, Fondazione della Shoah, Unicef, Comunità di Sant’Egidio», come si legge sul suo sito web, la classe 1992 Conte negli ultimi tempi è diventata una presenza fissa a eventi pubblici e istituzionali, comparendo peraltro in numerose foto sui social assieme a importanti politici, come il 63enne Piantedosi.

Scuola, firmato il nuovo contratto: aumento di 143 euro per i docenti

L’Aran e i sindacati hanno firmato il rinnovo del contratto istruzione e ricerca per il 2025/27, che prevede ulteriori incrementi retributivi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 euro per gli ata oltre agli arretrati, pari a 855 euro per i docenti e 633 euro per gli ata. «Ci siamo definitivamente lasciati alle spalle la stagione dei blocchi e dei ritardi contrattuali. La nostra priorità è quella di migliorare sempre più le condizioni retributive e di welfare del personale della scuola», ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Il collega della Pubblica amministrazione, Paolo Zangillo, ha aggiunto il contratto è stato siglato da tutte le rappresentanze sindacali di categoria inclusa la Cgil.

Cosa prevede il nuovo contratto

L’accordo definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranche annuali – 1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026 e 1° gennaio 2027 – comprensive dell’anticipazione Ipca già corrisposta. A regime, dal 1° gennaio 2027, l’incremento medio per l’intero comparto è pari a 137 euro lordi per 13 mensilità. Per il personale docente della scuola, come anticipato, l’aumento medio sale a 143 euro lordi per 13 mensilità. Sommando gli incrementi dei tre contratti consecutivi – 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027 – il comparto registra aumenti strutturali pari a 395 euro per 13 mensilità come media di comparto e 412 euro per 13 mensilità per il personale docente. Poiché l’ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, il personale maturerà arretrati per la quota di incremento non ancora corrisposta. Calcolati al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 euro a circa 1.250 euro. L’intesa riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici che operano nelle istituzioni scolastiche ed educative, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam).

Trump afferma che la guerra in Iran «potrebbe finire in tre settimane» e rispolvera l’addio alla Nato

Donald Trump ha affermato dallo Studio Ovale che gli Stati Uniti porranno fine agli attacchi contro l’Iran «entro due o tre settimane», aggiungendo che Teheran non dovrà accettare un accordo come condizione per la fine della guerra. «È irrilevante. Quando riterremo che siano stati riportati indietro di molto, quasi all’età della pietra, e che non saranno più in grado di sviluppare un’arma nucleare, allora ce ne andremo», ha detto il presidente Usa, che in precedenza su Truth si era scagliato contro gli alleati europei «come il Regno Unito», che non possono rifornirsi di carburante per aerei a causa delle restrizioni imposte dallo Stretto di Hormuz: «Dovrebbero farsi coraggio, andare e prenderselo». La Casa Bianca ha poi annunciato che Trump terrà un discorso alla nazione alle 21 di mercoledì primo aprile (le 3 in Italia) «per fornire un importante aggiornamento sull’Iran», come ha spiegato la portavoce Karoline Leavitt.

Trump: «Sto valutando seriamente l’uscita degli Usa dalla Nato»

Intervistato dal Telegraph, Trump ha inoltre affermato che in questo momento sta «valutando seriamente», definita l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato, definita «una tigre di carta», cosa che «sa anche Vladimir Putin». L’addio all’Alleanza atlantica, ha affermato, potrebbe arrivare dopo al fine della guerra in Medio Oriente. Evidenziando rapporti tesi con Keir Starmer, il tycoon ha poi detto che il Regno Unito non possiede una marina militare: «Siete troppo vecchi e avete portaerei che non funzionano», ha dichiarato riferendosi allo stato della flotta di navi da guerra britanniche.

Il legale dei Caroccia: «Delmastro l’unico che ha teso una mano»

L’avvocato difensore di Miriam Caroccia e Mauro Caroccia, indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni, ha dichiarato che «Andrea Delmastro andava alla Bisteccheria d’Italia (ndr il ristorante gestito dalla società Le 5 forchette di cui l’ex sottosegretario di Fdi era socio, sotto indagine perché sospettata di aver riciclato soldi del clan Senese) a mangiare con gli uomini della sua scorta, era un cliente ed è stato l’unico a tendere una mano a Mauro Caroccia a cui nel 2019 era stato bruciato il locale». «Nonostante abbia chiesto aiuto a tutti», ha aggiunto il legale, «è stato abbandonato e ha subito ulteriori aggressioni. Caroccia è vittima della criminalità organizzata».

L’avvocato: «I soldi sono stati messi da Delmastro»

Il difensore ha inoltre annunciato di voler chiedere ai magistrati «di dirci dove stanno i flussi di denaro della famiglia Senese perché, se ci fossero stati, credo che il mio assistito non sarebbe stato in questa condizione, lui non riusciva a portare da mangiare ai figli». E ancora: «L’apertura della società Le 5 forchette con la figlia Miriam è stata una scelta per sentirsi più tranquillo. Una parte della criminalità che lo vessava si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. Pensava di cambiare vita. Diremo ai magistrati che non c’è un centesimo della criminalità organizzata ne Le 5 forchette, non c’entra nulla la famiglia Caroccia, non c’entra nulla la famiglia Senese. I soldi sono stati messi da Delmastro, questo lo chiariremo perché è tutto tracciato».

Il taglio delle accise sui carburanti sarà prorogato fino al 30 aprile

Tommaso Foti, ministro degli Affari europei e il Pnrr, ha confermato che la proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 7 aprile, è imminente. «Lo faremo in settimana, tra pochi giorni», ha detto Foti a Sky Tg24, parlando della misura attesa con urgenza da milioni di cittadini e operatori economici, vista l’impennata dei prezzi causata dalla guerra contro l’Iran, che ha spinto al rialzo le quotazioni del petrolio.

Il nuovo decreto è atteso in Cdm il 3 aprile

La proroga della misura, introdotta con il Dl Carburanti varato dal governo il 18 marzo e valido per 20 giorni, avverrà tramite un decreto legge, che renderà effettivo dall’8 aprile lo sconto da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio. Troppo macchinosa l’ipotesi di un emendamento al dl Carburanti in esame in Senato, in quanto la modifica sarebbe stata soggetta ai tempi della conversione. Il nuovo decreto è atteso in Consiglio dei ministri venerdì 3 aprile ed è destinato ad allungare il taglio per altri 23 giorni, dunque fino al 30 aprile.

La disfatta dell’Italia diventa un caso politico

L’Italia non parteciperà per la terza volta di fila alla Coppa del Mondo di calcio. Un dramma sportivo, diventato però un’abitudine per gli Azzurri. Dopo Svezia e Macedonia del Nord, ieri sera siamo stati sbattuti fuori dai Mondiali dalla Bosnia, che ha prevalso ai rigori. A Zenica in panchina c’era Rino Gattuso, mentre milioni di allenatori hanno seguito la partita in tv: l’eliminazione dell’Italia è diventata rapidamente (anche) un caso politico.

LEGGI ANCHE: Italia fuori dai Mondiali: anatomia di un fallimento lungo vent’anni

Esposito sbaglia il rigore: la Russa se la prende col «presuntuoso» Bonucci

Questo il commento su X di Ignazio La Russa, presidente del Senato: «Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite». Da interista, insomma, La Russa condanna la scelta di affidare a Pio Esposito il primo tiro dal dischetto, “scagionando” l’attaccante nerazzurro (che lo ha sbagliato) e scagliandosi contro l’ex juventino Bonucci. Quel «ridire adesso come la pensiamo sarebbe inutile» lascia invece intravedere una critica all’eccessiva presenza di calciatori stranieri nelle squadre italiane, anche a livello giovanile.

Salvini parla di «vergogna inaccettabile» e invoca le dimissioni di Gravina

«Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina», ha scritto Matteo Salvini chiedendo un passo indietro da parte del presidente della Figc, che essendo in sella dal 2018 ha già due mancati Mondiali nel curriculum.

La Lega è allineata al pensiero del suo segretario: «Ancora eliminati. Niente Mondiale per l’Italia: è una vergogna inaccettabile. Il calcio italiano è da rifondare, partendo dalle dimissioni di Gabriele Gravina».

Mollicone (FdI): «Chiederò un’audizione a Gravina in Parlamento»

La Russa non ha chiesto le dimissioni di Gravina, ma altri esponenti di Fratelli d’Italia sì. Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura Istruzione e Sport della Camera, ha annunciato che, «dati i poteri di vigilanza del Parlamento», chiederà un’audizione del presidente della Figc «per capire i motivi di una simile disfatta». Così su X Galeazzo Bignami, capogruppo meloniano alla Camera: «Dopo l’ennesimo fallimento della nazionale di calcio italiana, il Presidente della Figc Gabriele Gravina deve semplicemente dimettersi. Il calcio italiano va rifondato e le sue dimissioni sono imprescindibili».

Ronzulli: «L’Italia del calcio merita di meglio rispetto a Gravina»

Tra i partiti di governo manca solo Forza Italia. Ecco il post social della senatrice azzurra Licia Ronzulli: «Per la terza volta l’Italia ESCLUSA dai Mondiali. Nonostante la grinta degli azzurri e un grande capitano come Gattuso. E così, in totale, saranno 16 gli anni fuori dal torneo più importante del mondo. Una vergogna nazionale senza precedenti. Il Sistema Calcio è da azzerare, i vertici della figc dovrebbero avere la decenza di farsi da parte. GRAVINA, DOPO QUESTO DISASTRO HAI SOLO UNA COSA DA FARE: DIMISSIONI IMMEDIATE! Basta. L’Italia del calcio merita di meglio».

Gli Emirati sarebbero pronti a scendere in campo per forzare Hormuz

Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Usa e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal citando alcuni funzionari arabi, i quali hanno riferito che il Paese ha avviato un’iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Stati ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario, esortando a formare una coalizione per forzare l’apertura dello stretto. La mossa renderebbe gli Emirati il primo Stato del Golfo persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Secondo il quotidiano americano, starebbe esercitando pressioni sul Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione.

Trump: «La guerra finirà in due-tre settimane»

Intanto Donald Trump è tornato a parlare della fine della guerra, dicendo di ritenere che l’operazione militare in Iran finirà «in due-tre settimane». «Finiremo il lavoro», ha detto il presidente americano che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data di fine del conflitto. «Quando lascerò l’Iran i prezzi della benzina caleranno. Lo farò molto presto. La benzina sale ma l’Iran non ha l’arma nucleare. L’Iran vuole l’accordo più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti». Le sue parole hanno fatto aprire le Borse europee in netto rialzo e fatto calare il prezzo del petrolio e del gas.

Decreto bollette, i deputati vannacciani votano contro il governo

A differenza di quanto fatto con il decreto sulle forniture di armi all’Ucraina, i tre deputati vannacciani, cioè Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo, hanno votato contro la fiducia al governo sul decreto Bollette e anche contro lo stesso provvedimento. La possibilità di scindere il voto è prevista alla Camera dei deputati, ma non al Senato. L’11 febbraio, al loro primo passaggio parlamentare, i deputati di Futuro Nazionale si erano detti contrari al dl sul sostegno militare a Kyiv, accordando però la fiducia all’esecutivo.

La fiducia ha ottenuto 2023 sì

La fiducia posta dal governo sul decreto bollette ha ottenuto il via libera della Camera con 203 sì, 117 no e 3 astenuti. Il voto finale sul provvedimento, nel testo identico a quello licenziato dalla commissione Attività produttive, è atteso tra stasera e domani mattina.

Decreto bollette, i deputati vannacciani votano contro il governo
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

Le parole di Sasso e Ziello

«Futuro Nazionale non voterà la fiducia al governo sia nel merito che come segnale politico, in passato abbiamo dato fiducia al governo ma questa fiducia non e stata contraccambiata, né nei modi né nei fatti», ha spiegato Sasso intervenendo nell’aula della Camera. «Giorgia Meloni ha scelto di non volere il generale Roberto Vannacci. Noi ne prendiamo atto con rammarico e, siccome la fiducia deve essere reciproca, non possiamo più votargliela. Questa posizione rimarrà tale finché continueranno ad esserci indifferenza e censura», ha detto Ziello. Vannacci, in conferenza stampa, aveva parlato di una riflessione in corso sul voto dei suoi alla Camera: «La fiducia è un sentimento reciproco. Quindi vedremo se potremo corrispondere o meno questa fiducia oppure no».

Madre e figlia morte a Campobasso, la svolta: non fu intossicazione ma avvelenamento

Svolta nel caso delle due donne, mamma e figlia, morte durante le vacanze di Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso dopo una sospetta intossicazione alimentare. Un nuovo fascicolo di indagine, al momento contro ignoti, ipotizza un duplice omicidio premeditato. Sara Di Vita, 15 anni, e sua mamma Antonella Di Jelsi, 50 anni, sarebbero state avvelenate nella loro casa di Pietracatella con la ricina. Tracce del veleno sono state trovate durante gli esami effettuati sul sangue, sia in Italia che all’estero.

Grillo ha avviato l’azione legale per riprendersi nome e simbolo del M5s

Beppe Grillo e l’associazione M5S di Genova hanno notificato al partito presieduto da Giuseppe Conte l’atto di citazione davanti al Tribunale di Roma per rivendicare la titolarità del nome e del simbolo “MoVimento 5 Stelle”. Lo riporta Open. L’udienza si dovrebbe tenere a luglio. Estromesso dalla formazione politica da lui stesso cofondata, Grillo aveva annunciato a giugno 2025 l’intenzione di fare causa per riappropriarsi di contrassegno e nome. «Vedere questo simbolo rappresentato da queste persone mi dà un senso di disagio», aveva detto in occasione della Costituente voluta da Conte.

Grillo ha avviato l’azione legale per riprendersi nome e simbolo del M5s
Giuseppe Conte e Beppe Grillo (Imagoeconomica).

Il lungo post dell’ex deputato Bella a supporto di Grillo

«In un mondo normale, se io Beppe Grillo concedo a te Giuseppe Conte di usare qualcosa che mi appartiene, non servirebbe alcuna azione legale affinché tu, Giuseppe Conte mi restituisca ciò che non è affatto tuo». Lo ha scritto sui social l’ex parlamentare pentastellato Marco Bella, molto vicino al comico. E poi: «In un mondo normale, se io Beppe Grillo ho messo tanto lavoro, tanti soldi miei e mi sono beccato una serie infinita di querele per permettere a te, Giuseppe Conte, di diventare da signor nessuno Presidente del Consiglio e di avere uno staff di decine di persone che si occupano della tua comunicazione, tu, Giuseppe Conte, dovresti essere almeno grato a me Beppe Grillo». Bella ha inoltre aggiunto: «La battaglia legale sarà difficile, lunga e complessa. E chi sarà in prima fila sarà purtroppo Beppe. Proprio la persona che il MoVimento lo ha fondato, costretto ancora una volta a metterci soldi suoi. Contro qualcuno che, invece, si è assicurato milioni di finanziamenti pubblici. La dignità, però, non ha prezzo. È una battaglia giusta e per quanto difficile va fatta».

Il 14 aprile esce il nuovo libro di Conte: Una nuova primavera

Intanto, il 14 aprile uscirà il nuovo libro di Conte, intitolato Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia. «Di fronte alle ingiustizie del nostro tempo dobbiamo sentire il dovere di reagire, mettendo in campo competenze, passione, coraggio per difendere i diritti di coloro che hanno perso ogni tutela, per riaffermare i valori che ci tengono insieme», scrive nel volume l’ex premier. «Il leader alla testa di tante battaglie per la prima volta si racconta, senza censure e senza sconti. Mette ordine tra le vicende del passato, pubblico e privato, e ricostruisce gli snodi della sua ascesa professionale e politica, le riforme più osteggiate, la rottura con Grillo e l’arrivo alla guida del Movimento 5 Stelle», si legge nella scheda della casa editrice Marsilio.

Trump agli alleati: «Dovrete imparare a combattere da soli»

Donald Trump di nuovo contro gli alleati. «A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell’Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo», ha scritto in un post su Truth. «Dovrete imparare a combattere da soli, gli Stati Uniti non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi. L’Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Andate a procurarvi il vostro petrolio!», ha aggiunto. Presa di mira, oltre al Regno Unito, anche la Francia: «Non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il territorio francese. È stata molto inutile con noi nei confronti del “Macellaio dell’Iran”, che è stato eliminato con successo! Gli Stati Uniti non dimenticheranno!».

Il 10 aprile Meloni riferirà alla Camera sui provvedimenti del governo

«Per chiarire una volta per tutte che il governo continua a lavorare anche dopo il referendum, Giorgia Meloni ha dato la disponibilità a riferire la prossima settimana in Parlamento, illustrando i provvedimenti su cui l’esecutivo è quotidianamente impegnato e su cui continua a lavorare». È quanto hanno fatto sapere all’Ansa fonti di Palazzo Chigi. A seguito di contatti con il presidente Lorenzo Fontana, l’informativa in Aula alla Camera dei deputati è stata fissata per venerdì 10 aprile, alle ore 9. A confermare la presenza della premier in Aula è stato anche Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento. La maggioranza viene da una settimana post-referendum molto complicata. Nel giro di pochissimo tempo si sono infatti dimessi – anche a causa dell’esito negativo della consultazione – Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro del Guardasigilli Carlo Nordio, e Daniela Santanchè, ministra del Turismo.

LEGGI ANCHE: La mano dietro le dimissioni di Santanchè e la guerra tra bande in FdI

Sigonella, la nota di Palazzo Chigi: «Solidi rapporti con gli Usa, rispettiamo i trattati»

Dopo le indiscrezioni del Corriere riguardo il divieto, da parte dell’Italia agli Stati Uniti, di utilizzare la base di Sigonella per l’atterraggio di alcuni bombardieri americani, Palazzo Chigi è intervenuto con una nota ribadendo che il nostro Paese «agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere». «Ogni richiesta viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato», spiega l’esecutivo. «Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione». Il governo, pertanto, «continuerà a operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà dell’esecutivo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale».

Crosetto: «Decisioni in continuità rispetto al passato»

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto: «Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato. Il governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento e alla linea ribadita anche in Consiglio supremo di Difesa, in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur. In ultimo voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi».

Sondaggi politici Swg 30 marzo 2026: salgono Pd e M5s

Secondo i sondaggi politici realizzati da Swg per il TgLa7 del 30 marzo 2026, Fratelli d’Italia si conferma saldamente la prima forza del Paese restando ancorata al 29,5 per cento, mentre il Partito democratico registra la crescita più significativa della settimana portandosi al 22 per cento (+0,5). Salgono anche il Movimento 5 stelle al 12,3 per cento (+0,1) e Forza Italia al 7,9 per cento (+0,1), mentre la Lega cede lo 0,2 e scivola al 6,6 per cento – lo stesso valore registrato da Alleanza verdi-sinistra, stabile. Tra i partiti minori, Azione e Futuro nazionale mantengono le proprie posizioni invariate, rispettivamente al 3,4 e al 3,3 per cento, mentre Italia Viva perde lo 0,2 calando al 2,3 per cento. Infine, Più Europa resta stabile all’1,4 per cento mentre Noi moderati registra l’1,1 per cento (-0,1).

Sondaggi politici Swg 30 marzo 2026: salgono Pd e M5s
Sondaggio Swg (X).
Sondaggi politici Swg 30 marzo 2026: salgono Pd e M5s
Sondaggio Swg (X).