Madrid, perquisizioni nella sede del Partito Socialista del premier Sanchez

A Madrid sono in corso perquisizioni dell’Unità Operativa Centrale della Guardia Civil nella sede centrale del Partito Socialista (Psoe), guidato dal primo ministro Pedro Sanchez, che è al momento a Roma per incontrare il papa Leone XIV. Gli agenti, secondo quanto filtra dalla Spagna, stanno cercando negli uffici di calle Ferraz prove su presunti finanziamenti illeciti al partito.

L’inchiesta sui pagamenti ricevuti dal Psoe tra il 2017 e il 2024

L’operazione della Guardia Civil è avvenuta nell’ambito di un’inchiesta sui pagamenti in contanti ricevuti dal Psoe tra il 2017 e il 2024 per spese sostenute dai suoi dirigenti, dipendenti e associati. Alcuni di questi versamenti, come quelli ricevuti dall’ex ministro dei Trasporti Josè Luis Abalos (ex braccio destro di Sanchez) e dal suo consigliere Koldo Garcia, potrebbero configurarsi come riciclaggio di denaro. I due, attualmente in carcere preventivo, sono sotto processo per presunte tangenti legate a forniture di materiale sanitario durante la pandemia di Covid 19: il procedimento ha portato più volte l’opposizione a chiedere le dimissioni dell’attuale governo.

A Vigevano la Lega corre ai ripari: Centinaio commissario provinciale

 L‘exploit dei vannacciani a Vigevano fa tremare la Lega. Il terzo posto conquistato dal candidato futur-nazionalista Furio Suvilla (14,33 per cento) e il sorpasso su quello leghista Riccardo Ghia, fermo all’11 per cento, ha fatto scattare l’allarme in via Bellerio e il commissariamento del partito a Pavia affidato dal segretario lombardo Massimiliano Romeo a Gian Marco Centinaio.

Revocata la nomina del segretario Vignati

Il capo dei senatori leghisti, si legge in una nota, ha revocato «con efficacia immediata» sia il segretario provinciale Jacopo Vignati che il consiglio direttivo provinciale i cui poteri di rappresentanza. I vertici locali sono accusati di aver fatto «scelte politiche in relazione alla composizione della lista elettorale del Comune di Vigevano» – il segretario cittadino Andrea Sala aveva messo in lista due candidati musulmani: il portavoce della comunità islamica locale Hussein Ibrahim e la studentessa Hagar Haggag – che «hanno prodotto effetti lesivi per l’immagine del movimento, arrecando un evidente danno politico all’azione della Lega, con ripercussioni non circoscritte al solo ambito locale, ma estese al livello regionale e nazionale». La lista elettorale, continua il j’accuse, è stata compilata «con imperizia, superficialità e in totale contrasto con la linea politica del movimento, ricordando che l’articolo 6 dello Statuto al comma 2 prevede che “Le cariche elettive relative al candidato sindaco e alla collegata lista riferita a Comuni e città non capoluogo di Provincia, vengono proposte dalle sezioni Comunali competenti, e approvate dalla relativa sezione provinciale». Ritenuto «evidente il danno politico causato dalla mancata vigilanza della segreteria provinciale sulle liste presentate e la necessità di ripristinare una linea del movimento chiara, in modo urgente, in vista dell’imminente secondo turno delle elezioni amministrative», Romeo ha provveduto a nominare Centinaio commissario provinciale.

A Vigevano la Lega corre ai ripari: Centinaio commissario provinciale
MassimilianoRomeo (Imagoeconomica).

Vannacci: «Noi alle centinaia preferiamo le Decime»

Dal canto suo Vannacci risponde a suo modo, su Instagram, alla nomina di Centinaio commissario provinciale. «La conseguenza del grande risultato ottenuto dal candidato Furio Suvilla, sostenuto da Futuro Nazionale, evidentemente ha lasciato il segno», ha commentato il generalissimo. «E per correre ai ripari scelgono proprio Centinaio, quello che diceva che “un generale toscano con l’ideale della Decima Mas non ha niente a che fare con il Nord” e che, pochi giorni fa, dichiarava “Vannacci? Mai stretto neanche la mano». E conclude: «Noi, invece, le idee le abbiamo chiare e alle centinaia preferiamo le Decime. Sempre».

Raid di Israele su Gaza: ucciso Mohammed Odeh, capo militare di Hamas

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato con un post su X che Mohammed Odeh, nuovo capo militare di Hamas, è stato ucciso in un attacco lanciato ieri sera dall’IDF sulla città di Gaza.

«Il quarto comandante dell’ala militare dell’organizzazione terroristica Hamas a Gaza è stato eliminato ieri e mandato a raggiungere i suoi compagni nelle profondità dell’inferno», ha scritto Katz, congratulandosi anche a nome del premier Benjamin Netanyahu con l’IDF e lo Shin Bet «per la brillante operazione».

Odeh aveva assunto l’incarico da pochi giorni

Odeh aveva assunto l’incarico di capo militare di Hamas la scorsa settimana, a seguito dell’uccisione di Izz al-Din al-Haddad: era a capo dei servizi segreti di Hamas durante gli attacchi del 7 ottobre 2023. «Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato quel massacro, e così sarà: sono tutti condannati a morte, ovunque si trovino. Ci siamo impegnati affinché Hamas non governi Gaza né civilmente né militarmente, e così sarà», ha dichiarato Katz.

Meloni: «L’Ue faccia meno e meglio per difenderci dalla crisi»

Intervenuta all’Assemblea di Confindustria, Giorgia Meloni ha duramente criticato l’Unione europea, definita dalla presidente del Consiglio «un gigante burocratico» che si dimostra «miope quando deve far sentire la sua voce» e che «sacrifica la crescita sull’altare di approcci ideologici e tecnocratici». La premier ha poi detto: «Chiediamo all’Ue di fare meno e meglio per difenderci dalla crisi». Nel corso del suo intervento, Meloni ha poi proposto agli industriali «avviare subito un cantiere comune per arrivare ad una riforma comune della burocrazia in Italia». Le parole della presidente del Consiglio sono state duramente criticate da Elly Schlein: «Dimentica che da quattro anni è al potere in Italia e in Europa, con una larga maggioranza di governi di destra».

Israele espande le operazioni di terra nel sud del Libano oltre la linea gialla

L’esercito di Israele sta espandendo le operazioni di terra nel sud del Libano, oltre il fiume Litani e la Linea Gialla della tregua armata, con massicci bombardamenti che stanno causando diverse vittime. Sono 28 i morti accertati negli ultimi raid, tra cui due bambine. Almeno 104 i feriti. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese.

Undici morti a Mashghara, tra cui due bambine

Il bilancio più pesante è stato a Mashghara, nella Bekaa Occidentale, dove ci sono state 11 vittime, tra cui appunto i due bambini. Almeno 15 i feriti: i soccorritori stanno scavando sotto le macerie. Due paramedici dell’organizzazione Islamic Message sono rimasti uccisi a Srifa. Altre due persone sono morte a Zawtar al Sharqiyah, dove sono caduti almeno otto colpi di artiglieria. Un’altra vittima è stata colpita da un drone mentre viaggiava in auto nell’area di Khirbet Selm.

L’Idf vuole spingere i miliziani di Hezbollah verso nord

L’Idf, si legge su Ynet, ritiene che «più terroristi di Hezbollah vengono spinti verso nord, minore sarà la possibilità di lanciare droni esplosivi verso i residenti» lungo la linea di demarcazione fissata unilateralmente da Israele e che, in teoria, delimita la zona di sicurezza designata in alcune aree del Libano meridionale. Durante tutta la notte, secondo i militari di Tel Aviv, sono stati danneggiati oltre 190 depositi di armi appartenenti a Hezbollah.

Choc al Viminale: dipendente si suicida lanciandosi dal quarto piano

Tragedia al Viminale: questa mattina un dipendente che lavorava in una posizione amministrativa si è suicidato lanciandosi dal quarto piano del palazzo sede del Ministero dell’Interno. L’uomo, di circa 60 anni, era arrivato regolarmente in ufficio. Poi, per motivi ancora da accertare, attorno alle 9:30 si è buttato nel vuoto dalla rampa delle scale, davanti ad alcuni colleghi. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, ma non c’è stato nulla da fare. Il funzionario non ha lasciato messaggi o biglietti d’addio.

Delmastro in Antimafia: «Finii nel locale dei Caroccia perché era carino»

Ascoltato in Antimafia in merito alla sua partecipazione nel ristorante Le Cinque Forchette assieme alla figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni e per aver agevolato il clan Senese, l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha dichiarato di essere finito per la prima volta nel locale perché «aveva una struttura simpatica». Precisando, inoltre, di essere stato all’oscuro delle vicissitudini giudiziarie di Caroccia.

Delmastro in Antimafia: «Finii nel locale dei Caroccia perché era carino»
Andrea Delmastro e Mauro Caroccia (TIKTOK/BISTECCHERIA DA BAFFO).

Delmastro: «Se avessi saputo non ci avrei fatto una società»

«Nessuno mi ha consigliato il locale. Non ricordo se consultando le app, ci siamo fermati lì ma era comunque pieno: aveva una struttura simpatica e così dopo qualche mese ci finii per la prima volta», ha detto Delmastro: «Ovviamente se avessi saputo non ci avrei fatto una società e non ci sarei andato mai più immediatamente». L’ex sottosegretario, in Antimafia, ha poi sottolineando che «la precipitosa fuga dalla società lo testimonia inequivocabilmente». Rispondendo all’obiezione che sarebbe stato sufficiente consultare un motore di ricerca su Internet per sapere chi fosse Mauro Caroccia, Delmastro ha inoltre detto: «Bastava digitare Google, è vero. Non farlo è stata una imperdonabile leggerezza politica e non giuridica, che ha portato alle mie dimissioni».

Lovati a processo: l’ex avvocato di Sempio è accusato di diffamazione

Il giudice della Terza sezione penale di Milano, a conclusione di una breve udienza predibattimentale, ha rinviato a giudizio Massimo Lovati. L’ex avvocato di Andrea Sempio, reduce dal flop elettorale a Vigevano, andrà a processo il 14 settembre a causa di «dichiarazioni gravemente diffamatorie» nei confronti dello Studio Giarda, che fino al 2018 si era occupato della difesa di Alberto Stasi. A costituirsi parte civile sono stati i due figli del professor Angelo Giarda (deceduto nel 2021), che hanno chiesto a Lovati un risarcimento da 116 mila euro per danni morali e di immagine.

Le dichiarazioni di Lovati del 13 marzo 2025

Il 13 marzo 2025, all’inizio della nuova indagine sul delitto di Garlasco, Lovati dichiarò – a favore di telecamere all’uscita dalla Caserma Montebello di Milano – che l’istruttoria del 2017 contro Sempio era stata «frutto di una manipolazione» organizzata dagli avvocati di Stasi, che avrebbero «clandestinamente prelevato il Dna» a quello che allora era il suo assistito.

Respinta la richiesta di sospensione del procedimento

Fabrizio Gallo, difensore di Lovati, aveva chiesto la sospensione del procedimento in attesa dell’esito del nuovo processo. La richiesta non è stata però accolta, al pari di quella di ricevere gli atti dell’inchiesta della procura di Pavia sull’omicidio. «Non patteggiando, non abbreviando, non chiedendo riti alternativi la sorte è questa. Ne riparliamo il 14 settembre. Più avanti svelerò qualcosa che riguarda la macchinazione del 2007. Alla fine del processo vedremo se c’è stata», ha dichiarato Lovati all’uscita dall’aula.

Flotilla terrestre, rientreranno in Italia gli attivisti sgomberati in Libia

Nella serata di ieri 25 maggio gli attivisti del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla sono stati sgomberati dal campo che avevano allestito nei pressi di Sirte, in Libia: i sette italiani potrebbero tornare già oggi in patria con voli di linea.

«Siamo stati attaccati dalle forze libiche dell’ovest nel nostro accampamento verso le 18:30. Eravamo in presidio ad attendere il rilascio delle compagne e dei compagni, quando abbiamo visto arrivare le camionette nere con a bordo i militari. Erano tutti a volto coperto. Prima due, poi quattro, poi altri ancora. Ci siamo radunati tutti nella moschea ma i militari hanno iniziato a intimarci violentemente di sgomberare l’area, di salire sui pullman e di andare via». Questo il racconto all’Adnkronos di Sara Suriano, attivista pugliese: il gruppo è stato scortato verso Misurata e ha avuto comunicazione dal console che presto verrà rimpatriato.

Ancora a Bengasi gli altri due attivisti italiani

Nelle sue parole, Suriano ha fatto riferimento alla delegazione di 10 persone che si era diretta verso un checkpoint per negoziare il passaggio, ma successivamente fermata dalle autorità. Tra loro anche i due italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: gli attivisti in questione non sono stati ancora rilasciati. Secondo quanto emerso, sono stati trasferiti a Bengasi: trattati come possibili immigrati clandestini, potrebbero essere presto espulsi dalla Libia dopo un processo per direttissima.

Il convoglio era partito dalla Tripolitania occidentale

Del Global Sumud Land Convoy, partito dalla Tripolitania occidentale, facevano parte circa 250 persone, sette ambulanze e 10 camion di aiuti per la popolazione di Gaza. La missione terrestre, che puntava a raggiungere la Striscia dopo aver attraverso Libia ed Egitto, è stata fermata a Sirte, uno dei principali punti di transizione tra le aree occidentali, controllate dal Governo di unità nazionale di Tripoli, e la Cirenaica orientale sotto influenza dell’Esercito nazionale libico (Enl), guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar. Il convoglio era rimasto accampato per nove giorni proprio vicino alla stessa moschea citata da Suriano, senza che accadesse nulla.

Giffoni Film Festival, contestato danno erariale: sequestro da 478 mila euro

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, hanno notificato un invito a dedurre, con contestuale atto di messa in mora, nei confronti dell’ente autonomo Giffoni Experience, del direttore artistico e organizzativo e del Responsabile Unico del Procedimento in relazione ai contributi pubblici erogati dalla Regione, in quanto ritenuti responsabili di un danno erariale di 478.769 euro, riferito alle edizioni del Giffoni Film Festival dal 2016 al 2024.

Giffoni Film Festival, contestato danno erariale: sequestro da 478 mila euro
Claudio Gubitosi (Imagoeconomica).

I fondi pubblici “dirottati” dal 2016 al 2024

Parte dei fondi pubblici assegnati alla kermesse sarebbero stati “dirottati” dal 2016 al 2024 all’associazione presieduta dalla moglie del direttore artistico, Claudio Gubitosi, che avrebbe una sola dipendente, la figlia della coppia, sotto forma di servizi di inclusione e solidarietà sociale. Questo, peraltro, avrebbe determinato «una situazione di conflitto d’interessi tra i vertici dell’ente organizzatore e l’associazione destinataria degli affidamenti».

L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta

Contestualmente, su decreto del Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti, è stato anche eseguito un sequestro conservativo di conti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai destinatari del provvedimento, equivalente al danno erariale contestato, comprensivo di rivalutazione e interessi. L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta su sprechi legati all’utilizzo di bus per ospiti e giurati durante il festival, per il quale è pendente un giudizio davanti alla Corte dei conti.

Antitrust, istruttoria su easyJet per pratica commerciale scorretta

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, spiega l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, «avrebbe strutturato – sul proprio sito internet – la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato».

L’Antitrust: «Consumatore indotto in errore»

Il consumatore, si legge nella nota Antitrust, «sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del servizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)». Secondo l’Autorità, la condotta della compagnia aerea «potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo».

Negative all’ebola le due persone rientrate nel Comasco dall’Uganda

Sono risultati negativi all’ebola i due cooperanti residenti nel Comasco che, rientrati domenica 24 maggio dall’Uganda, avevano accusato sintomi riconducibili al virus. I due, un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso, erano stati prelevati dalle loro abitazioni e portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano, in attesa dei risultati dei test. I cooperanti sono stati sottoposti a tutte le analisi per malattie infettive potenzialmente responsabili dei loro sintomi: alla fine sono risultati positivi a un batterio responsabile di forme acute di gastroenterite.

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»

Gli Usa hanno condotto un raid nel sud dell’Iran «per autodifesa», colpendo nei pressi di Bandar Abbas, sede di una grande base navale vicina allo stretto di Hormuz. Nel mirino, secondo quanto affermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, alcune imbarcazioni che cercavano di collocare mine nel braccio di mare e anche postazioni per il lancio di missili.

«Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80 mila persone, tra cui più di 10 mila bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarla legittima difesa»: così la tv di Stato iraniana ha commentato la notizia dei nuovi raid americani.

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»
Un manifesto su Hormuz per le strade di Teheran (Ansa).

Teheran minaccia una «risposta durissima, anche fuori regione»

«Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione. L’obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione», ha dichiarato Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane. Nel suo messaggio per l’Hajj, cioè l’annuale pellegrinaggio islamico verso La Mecca, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha detto che «l’ago della lancetta del tempo non torna indietro e le nazioni e i territori della regione non saranno più uno scudo per le basi americane», aggiungendo: «L’America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l’installazione di basi militari nella regione».

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»
Donald Trump (Ansa).

Trump: «L’uranio arricchito verrà distrutto, in Iran o altrove»

L’attacco è avvenuto poco dopo un nuovo annuncio di Donald Trump sull’approssimarsi di un accordo con Teheran. «L’uranio arricchito (polvere nucleare!) sarà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l’Iran, distrutto in loco o in un’altra località accettabile», ha scritto su Truth il presidente Usa, che nel frattempo ha incassato il “no” di Islamabad alla sottoscrizione degli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele. «Non credo che dovremmo aderire ad alcuna intesa che contrasti con le nostre ideologie fondamentali», ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif.

Sospetti casi di ebola nel Comasco: test su due persone rientrate dall’Uganda

Due persone residenti in provincia di Como e da poco rientrate dall’Uganda sono in isolamento all’ospedale Sacco di Milano per sospetta ebola, virus che sta colpendo in modo grave alcuni Paesi dell’Africa: si tratta di un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso. Entrambi hanno accusato sintomi e, prelevati dalle loro abitazioni, sono stati portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano.

Sono rientrati da una zona non lontana da Congo e Ruanda

Come ha spiegato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Milano, i pazienti «appartengono a due nuclei familiari diversi di persone che lavorano come cooperanti in Uganda» e sono rientrati «da una zona non lontana da Congo e Ruanda, dove sono rimasti tre mesi». La notte scorsa i due hanno avuto sintomi che possono anche essere riconducibili all’ebola: da qui l’attivazione del protocollo. Dei due pazienti, quella in condizioni più serie è a donna: «I sintomi in realtà fanno pensare più alla malaria, che aveva avuto anche la figlia prima di rientrare in Italia. Attendiamo a breve l’esito dei primi test». L’uomo portato al Sacco ha invece febbre non elevata e sintomi gastrointestinali lievi. I familiari dei due pazienti sono in isolamento fiduciario nelle loro abitazioni.

Trump lega le trattative con l’Iran agli Accordi di Abramo

«I negoziati con la Repubblica Islamica dell’Iran stanno procedendo bene! O si raggiungerà un ottimo accordo per tutti, oppure non ci sarà alcun accordo: si tornerà al fronte, ma più forti e determinati che mai, e nessuno lo vuole!». Lo ha scritto Donald Trump su Truth, a stretto giro dalle affermazioni del segretario di Stato Marco Rubio, che ha fatto intendere di un accordo in dirittura di arrivo. Il presidente Usa, sempre sulla sua piattaforma social, ha legato le trattative con Teheran agli Accordi di Abramo a cui, ha spiegato, dovrebbero aderire anche Arabia Saudita, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto e Giordania.

Trump: «Arabia Saudita e Qatar dovrebbero firmare subito»

Trump, nel suo post, ha scritto di aver parlato con leader e ministri dei vari Stati citati, a cui ha spiegato che «dopo tutto il lavoro svolto dagli Stati Uniti per cercare di ricomporre questo puzzle molto complesso, dovrebbe essere obbligatorio per tutti questi Paesi, come minimo, firmare simultaneamente gli Accordi di Abramo». Il presidente Usa ha poi aggiunto: «Può darsi che uno o due abbiano una ragione per non farlo, e ciò sarà accettato, ma la maggior parte dovrebbe essere pronta, disposta e in grado di rendere questo accordo con l’Iran un evento di portata ben maggiore rispetto a quanto sarebbe altrimenti». Arabia Saudita e Qatar, ha sottolineato Trump, dovrebbero «firmare immediatamente» e «tutti gli altri dovrebbero fare altrettanto». E in futuro, ha aggiunto il tycoon, sarebbe auspicabile anche l’adesione dell’Iran.

Delegazione iraniana di alto livello a Doha per nuovi colloqui

Intanto, secondo quanto riferito all’Afp da una fonte, una delegazione iraniana di alto livello, comprendente il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca Centrale Abdolnaser Hemmati, è giunta a Doha, in Qatar, per discutere l’accordo di pace con gli Stati Uniti e lo sblocco dei fondi congelati, «contemplata nel Memorandum d’intesa come parte di un eventuale intesa finale».

Elezioni amministrative: i risultati

Si sono chiuse alle ore 15 le urne per le elezioni amministrative che hanno visto chiamati al voto oltre 6,6 milioni i cittadini chiamati in un totale di 895 Comuni, di cui 121 superiori a 15 mila abitanti e i 18 capoluogo: Venezia, Mantova, Lecco, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Salerno, Andria, Trani, Crotone, Reggio Calabria, Agrigento, Enna e Messina. Affluenza al 61 per cento, in calo di oltre 4 punti percentuali rispetto ai precedenti.

Venezia

A Venezia gli exit poll Opinio per Rai danno avanti Simone Venturini, candidato del centrodestra, con una forbice tra 47 e 51 per cento. Per il candidato del campo largo Andrea Martella la forbice va dal 40 al 44 per cento.

Elezioni amministrative: i risultati
Schede elettorali (Ansa).

Reggio Calabria

Il candidato del centrodestra, in questo caso Francesco Cannizzaro, è dato come vincitore – con ampio margine – anche a Reggio Calabria: forbice tra 64 e 68 per cento. Nettamente staccato Domenico Battaglia (21-25 per cento), nome del campo largo.

Elezioni amministrative: i risultati
Donna al voto per le elezioni amministrative (Ansa).

Gli altri capoluoghi

A Messina gli exit poll danno in testa il candidato civico Federico Basile (51-55 per cento) su Marcello Scurria del centrodestra (27-31 per cento). A Salerno gli exit poll vedono avanti l’ex governatore campano Vincenzo De Luca (56-60 per cento), nettamente dietro Gherardo Maria Marenghi del centrodestra: forbice del 14-18 per cento, la stessa di Franco Massimo Lanocita, sostenuto da M5s e Avs. A Prato ampiamente avanti l’ex sindaco Matteo Biffoni (centrosinistra) con una forbice tra 49,5 e 53,5 per cento, staccato Gianluca Banchelli (centrodestra) con una forbice tra 26 e 30 per cento. A Chieti econdo il primo exit poll Giovanni Legnini, candidato del centrosinistra, è in vantaggio nella corsa a sindaco con il 46-50 per cento, davanti ai due candidati di centrodestra Cristiano Sicari (22-26 per cento) e Mario Colantonio (17-21 per cento).

LEGGI ANCHE: Dalle Comunali alle Politiche, per la destra la parola d’ordine è pareggio

Lecco, bufera sulla leghista che ha augurato a Schlein di essere investita

È bufera su Debora Piazza, segretaria cittadina della Lega a Barzanò e responsabile lombarda del dipartimento tutela animali del partito. Nel mirino il suo commento sotto al video di un comizio di Elly Schlein in cui augura a quest’ultima di essere investita. «Non abbiamo qualcuno che guida con problemi di depressione disoccupato che offende i cristiani che passa di lì e ci fa un favore», ha scritto con riferimento ai fatti di Modena. A far esplodere il caso è stato il segretario provinciale del Pd lecchese, Manuel Tropenscovino, che ha salvato il post e lo ha denunciato pubblicamente. «Ci ha tenuto a fare sapere che si augurava che la segretaria nazionale del Pd venisse investita, come successo a Modena qualche giorno fa», ha scritto. «Mai augureremmo che qualcuno venga investito. Una vergogna, ancora peggiore perché scritta da chi ricopre ruoli politici e amministrativi».

La Lega prende le distanze e sospende Piazza

Nel giro di poche ore è arrivata la risposta della Lega che, si legge in una nota, «prende fermamente le distanze da qualsiasi frase o espressione che possa essere interpretata come un augurio di violenza, odio o danno nei confronti di persone, rappresentanti politici o cittadini». Di qui la decisione di sospendere Piazza da ogni incarico e attività riconducibile alla struttura provinciale del partito «in attesa delle opportune valutazioni interne».

La replica e le scuse: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno»

Alla fine sono arrivate anche le parole della diretta interessata, affidate a una dichiarazione riportata dalla Lega provinciale: «Non era mia intenzione augurare del male a nessuno né alimentare odio politico. Se le mie parole sono state interpretate in questo modo, me ne scuso sinceramente. Credo nel confronto democratico e nel rispetto delle persone, valori che devono sempre prevalere su qualsiasi tensione politica».

Flotilla, la procura di Roma valuta i reati di tortura e violenza sessuale

Circa una cinquanta di attivisti della Flotilla sono stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Lo si apprende da fonti della missione. Tra di loro risulta anche un italiano ricoverato, sulle cui condizioni di salute «stiamo cercando di avere notizie», come spiegato dalla portavoce italiana Maria Elena Delia. «Ci riferiscono che in tanti hanno riportato lesioni serie e alcuni sono sotto shock», ha aggiunto.

La procura analizzerà il video Ben-Gvir

Intanto la procura di Roma che indaga sull’abbordaggio della Flotilla, oltre al reato di sequestro di persona sta valutando anche altri reati, tra cui la tortura e la violenza sessuale. Secondo quanto si apprende i magistrati di piazzale Clodio, dopo aver acquisito il video diffuso dai canali social del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, in cui si vedono gli attivisti inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena, analizzeranno il filmato per verificare la presenza di italiani in quella situazione e valuteranno le parole di scherno rivolte dal ministro.

Reati prescritti, Vendola esce dal processo sull’ex Ilva

L’ex governatore della Regione Puglia Nichi Vendola esce dal processo Ambiente svenduto sul presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto. Lo ha deciso il collegio della Corte d’Assise del Tribunale di Potenza, presieduto da Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del processo in corso di svolgimento nel capoluogo lucano. Per Vendola e altri 14 è stato deciso il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione. All’ex presidente pugliese era contestato il reato di concussione.

Il 5 giugno la prossima udienza

La prossima udienza dibattimentale è stata fissata per il 5 giugno. Il processo è ricominciato dall’udienza preliminare a Potenza il 21 marzo 2025,dopo l’annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, della sentenza di primo grado che il 31 maggio del 2021 aveva portato a 26 condanne per 270 anni complessivi di carcere.

Lombardia confermata nel cda di Sviluppo Lavoro Italia

Simona Tironi, assessore di Regione Lombardia all’Istruzione, Formazione e Lavoro, è stata confermata all’unanimità dalle Regioni italiane come componente del consiglio di amministrazione di Sviluppo Lavoro Italia, la società che eredita storia, esperienza e rete territoriale di Anpal Servizi. La società opera come punto di raccordo tra ministero del Lavoro, Regioni e Province autonome ed è un ente strategico dedicato alla promozione e al coordinamento di iniziative finalizzate allo sviluppo occupazionale, alla formazione professionale e all’integrazione tra domanda e offerta di lavoro. La presenza di Regione Lombardia nel cda consentirà di portare a livello nazionale le migliori esperienze sviluppate sul territorio lombardo, valorizzando modelli innovativi legati alle politiche attive del lavoro, alla formazione e all’occupazione.

Tironi: «Lombardia continua a essere trainante»

«La Lombardia continua a essere la regione trainante dell’economia italiana, con un tessuto produttivo dinamico e innovativo. Stiamo vivendo una fase complessa, caratterizzata da vertenze occupazionali e difficoltà che coinvolgono molte realtà produttive, ma dobbiamo continuare a investire sulla qualità del lavoro, sulle competenze e sulla formazione», ha commentato Tironi. «L’obiettivo è favorire un’occupazione di qualità, capace di rispondere ai fabbisogni delle imprese e alle aspirazioni professionali delle persone. Credo profondamente nel valore della collaborazione istituzionale e sono davvero onorata della fiducia unanime che tutte le Regioni italiane hanno scelto di accordarmi», ha aggiunto, ringraziando «gli assessori regionali al Lavoro di tutta Italia per questa riconferma che accolgo con grande senso di responsabilità. Continuerò a lavorare con impegno per rappresentare al meglio la Lombardia e contribuire alla crescita occupazionale e alla competitività del nostro Paese».