Droni ucraini contro un autobus russo: sette morti e 11 feriti

Un attacco di droni ucraini contro un autobus russo in viaggio da Mosca a Simferopol, in Crimea, ha causato sette morti e 11 feriti, secondo quanto riferito dalle autorità della regione di Donetsk, in Ucraina, controllata da Mosca, dove è avvenuto l’attacco. «A Yenakiyevo, un drone ha colpito un autobus che collegava Mosca a Simferopol. Secondo le prime informazioni, sette civili sono stati uccisi. Altre 11 persone hanno riportato ferite di varia gravità e stanno ricevendo le cure necessarie», ha scritto Denis Pushilin, capo dell’amministrazione locale istituita dalla Russia, su Telegram.

Diversi feriti in un attacco a San Pietroburgo

Droni ucraini hanno inoltre colpito nella notte Kronstadt e San Pietroburgo, nell’oblast russo di Leningrado, causando diversi feriti. Lo hanno riferito le autorità russe, parlando di generici attacchi a «infrastrutture». Secondo i media ucraini, è stato colpito il terminale petrolifero di San Pietroburgo dove è scoppiato un incendio. Il canale Telegram Astra ha confermato che nel complesso di raffinazione petrolifera, la JSC Petersburg Oil Terminal, sono divampate fiamme. Kronstadt, sede di un rilevante porto, ospita invece una fabbrica di droni.

Fondi difesa Ue SAFE, perché l’Italia per ora non ha aderito

A un giorno dalla scadenza del 30 maggio, cinque Paesi dell’Unione europea hanno già firmato gli accordi SAFE con la Commissione Ue per ottenere i prestiti destinati alla difesa comune: tra essi non c’è l’Italia.

Perché l’Italia per ora non ha aderito

Nonostante abbia a disposizione – in teoria – 14,9 miliardi di euro sotto forma di prestiti, a tassi più convenienti di quelli che deve pagare per finanziarsi da sola sui mercati obbligazionari, l’Italia non ha ancora sottoscritto l’intesa. Il motivo? I prestiti andrebbero a incidere sul debito pubblico, che è già molto elevato. Come hanno fatto capire Giorgia Meloni e Antonio Tajani, chiederà solo una parte dei prestiti a cui potrebbe accedere: l’intenzione è utilizzare solo tra i 4 e i 5 miliardi, cioè lo stretto necessario per coprire i progetti per i quali sono già stati firmati contratti.

I cinque Paesi che hanno firmato gli accordi

Come ha spiegato il portavoce della Commissione europea per la Difesa Thomas Regnier, i Paesi che hanno già aderito sono Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio. Il primo Stato, principale beneficiario dei finanziamenti SAFE e il primo Stato Ue a ricevere un pagamento nell’ambito di tale strumento, ha ricevuto una prima tranche di 6,6 miliardi di euro: si tratta del 15 per cento della sua assegnazione totale (43,7 miliardi).

Cosa è il piano Security Action for Europe

Considerato da uno dei pilastri del progetto ReArm Europe, il piano SAFE (acronimo di Security Action for Europe), è il nuovo strumento europeo di prestiti da 150 miliardi di euro, creato per rafforzare la difesa comune dell’Ue e finanziato tramite emissioni di debito da parte di Bruxelles sui mercati finanziari. Il programma, che prevede il rimborso a lungo termine da parte degli Stati beneficiari, ha come obiettivi il rafforzamento dell’industria europea della difesa, l’incentivazione di programmi comuni tra Stati e la riduzione della dipendenza dagli armamenti extraeuropei, tramite acquisti condivisi di armamenti, droni, missili, cybersicurezza e tecnologie militari provenienti dall’Ue.

L’allarme di Panetta: «Con la guerra nel Golfo rischio inflazione al 6 per cento»

«Negli scenari più sfavorevoli, un prolungamento del conflitto e ulteriori danni alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero sottrarre complessivamente 1 punto percentuale alla crescita nel biennio 2026-27» nell’Eurozona, «con l’inflazione che potrebbe raggiungere un picco superiore al 6 per cento e, se non contrastata, rimanere a lungo al di sopra dell’obiettivo, via via che lo shock energetico si trasmette a un numero crescente di settori». Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta in occasione della Relazione annuale. Tanti i temi affrontati: dall’AI al lavoro, fino al debito pubblico e alle già citate ripercussioni della crisi in Medio Oriente.

L’allarme di Panetta: «Con la guerra nel Golfo rischio inflazione al 6 per cento»
Un momento del discorso di Fabio Panetta (Imagoeconomica).

Parlando della situazione in Medio Oriente, Panetta ha spiegato che «è difficile stabilire quanto dureranno le ostilità e quanto sarà stabile l’assetto che seguirà». In ogni caso, ha detto il governatore di Bankitalia, «i danni alle infrastrutture energetiche continueranno a pesare sulle forniture», in quanto «i costi di trasporto e assicurazione per la navigazione nello stretto di Hormuz rimarranno alti a lungo». L’incertezza, ha aggiunto, «è destinata a restare elevata, ostacolando la pianificazione di famiglie e imprese e frenando i consumi e gli investimenti».

Panetta: «Sull’IA la rapidità di azione è cruciale»

Tra i temi affrontati, come detto, anche l’intelligenza artificiale: «In questo campo la rapidità di azione è cruciale. L’Unione europea ha definito regole per l’uso dei modelli e delle informazioni, una strategia per lo sviluppo del settore e programmi di investimento dedicati. Eppure i ritardi nell’attuazione delle iniziative già avviate rischiano di frenare i progressi e di ampliare il divario con le altre grandi economie». Lo sviluppo dell’IA, ha avvertito Panetta, «deve restare al servizio della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico». La rivoluzione dell’intelligenza artificiale «non produrrà spontaneamente benessere condiviso: deve essere governata».

Cosa ha detto Panetta sulla velocità delle misure Ue

Panetta nel suo discorso ha poi rilevato che l’instabilità internazionale «non lascia spazio a esitazioni o risposte parziali» e che «l’efficacia delle riforme dipenderà dalla capacità dell’Europa di superare gli ostacoli che troppo spesso ne rallentano l’attuazione: negoziati lunghi, compromessi al ribasso, applicazioni nazionali disomogenee, risorse annunciate ma non mobilitate». Le priorità «sono state individuate» e il compito, ha osservato il governatore della Banca d’Italia, «è trasformarle in decisioni tempestive, finanziamenti adeguati e risultati concreti».

Le parole sul problema dell’elevato debito pubblico

Panetta si è poi soffermato sull’annoso problema dell’elevato debito pubblico italiano, che supera i 3 mila miliardi di euro, chiedendo al Paese di imboccare «con decisione un sentiero che consenta di ridurre stabilmente il suo peso», in modo da «liberare risorse per la spesa sociale e per lo sviluppo». Secondo Panetta «occorre facilitare il salto tecnologico delle imprese, rafforzare il capitale umano, orientare il risparmio verso investimenti produttivi, accompagnare i lavoratori nei cambiamenti che la nuova economia richiederà».

Usa-Iran: intesa preliminare, attesa per il sì di Trump

Annunci e smentite sull’accordo tra Stati Uniti e Iran continuano a rincorrersi, ma (il condizionale è d’obbligo) i negoziatori di Washington e Teheran dovrebbero aver raggiunto un memorandum d’intesa preliminare di 60 giorni che estende l’attuale cessate il fuoco e avvia colloqui sul nucleare. Mancherebbe “solo” l’approvazione finale di Donald Trump.

Vance: «Difficile dire quando o se Trump firmerà»

Secondo Axios l’accordo per porre fine al conflitto, riaprire lo stretto di Hormuz e mettere fine al programma nucleare iraniano potrebbe essere annunciato domenica 31 maggio. Frena però JD Vance, che sta svolgendo un ruolo chiave nei negoziati: «È difficile dire esattamente quando o se il presidente Donald Trump firmerà il memorandum d’intesa. Stiamo discutendo su un paio di punti relativi alla formulazione». Vance, spiegando che gli iraniani stanno negoziando, «almeno finora, in buona fede», ha sottolineato che c’è ancora disaccordo sulle sorti delle scorte di uranio arricchito di Teheran.

Trump: «Non ho fretta, devo fare ciò che è giusto»

Di fatto, Trump si è preso un paio di giorni prima di prendere ogni decisione. «C’è una finestra temporale molto ristretta per fare qualsiasi cosa che abbia a che fare con la guerra. Ma io non guardo a quella finestra. Io guardo al fatto che devo fare ciò che è giusto», ha detto il presidente Usa in un’intervista a Fox, spiegando che l’accordo verrà raggiunto «solo se sarà buono per gli Stati Uniti». Il tycoon ha poi rivendicato i successi delle forze Usa: «Abbiamo tutte le carte perché li abbiamo sconfitti militarmente. La loro Marina è completamente scomparsa, al 100 per cento. La loro Aeronautica è completamente scomparsa, al 100 per cento».

Il razzo di Blue Origin esplode durante i test sulla rampa di lancio a Cape Canaveral

Il razzo New Glenn di Blue Origin, società di Jeff Bezos, è esploso mentre si trovava sulla piattaforma di lancio a Cape Canaveral. «Abbiamo riscontrato un’anomalia durante il test di accensione», ha spiegato l’azienda in un breve comunicato pubblicato su X, aggiungendo che «tutto il personale è presente all’appello». In un video che mostra l’incidente si vede del fumo che fuoriesce da sotto il razzo New Glenn, seguito da una palla di fuoco.

Bezos: «Ricostruiremo e torneremo a volare»

«Tutto il personale si trova in salvo. È troppo presto per conoscere la causa principale, ma stiamo già lavorando per individuarla. Giornata molto difficile, ma ricostruiremo tutto ciò che necessita di essere ricostruito e torneremo a volare. Ne vale la pena», ha scritto Bezos su X.

Blue Origin, di proprietà del fondatore di Amazon Bezos, aveva dichiarato di puntare a collocare 48 satelliti nella orbita terrestre bassa per conto del colosso dell’e-commerce, tramite l’invio nello spazio del razzo New Glenn, nel tentativo di espandere le sue capacità di banda larga.

Romania: drone russo contro un palazzo a Galati, vicino al confine con l’Ucraina

Un drone russo è precipitato su un edificio residenziale nella città di Galați, in Romania, Paese membro della Nato. L’incidente, che ha provocato un incendio in un appartamento al decimo piano e il ferimento lieve di due persone, si è verificato durante un massiccio attacco con droni sferrato da Mosca nella regione di Odessa: Galati è vicina al confine con l’Ucraina (e la Moldavia).

Le reazioni di Bucarest, Ue e Nato

«Durante la notte tra il 28 e il 29 maggio, la Federazione Russa ha ripreso gli attacchi con droni su obiettivi civili e infrastrutturali in Ucraina, vicino al confine fluviale con la Romania», ha dichiarato il ministero della Difesa di Bucarest, definendo l’incursione – e dunque la violazione dello spazio aereo nazionale – «una grave e irresponsabile escalation».

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, annunciando un 21esimo pacchetto di sanzioni ha scritto su X: «La guerra di aggressione della Russia ha oltrepassato un altro limite. Un’incursione di droni russi ha colpito un’area densamente popolata in Romania, ferendo dei civili. Su territorio dell’Ue. Siamo pienamente solidali con la Romania e il suo popolo». Così la portavoce della Nato Allison Hart: «Condanniamo l’imprudenza della Russia e continueremo a rafforzare le nostre difese contro tutte le minacce, inclusi i droni».

Successivamente il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha reso noto di aver sentito con il presidente romeno Nicusor Dan: «Gli ho assicurato la piena solidarietà della Nato ed espresso vicinanza alle persone ferite nell’incidente. Ho ribadito che la Nato è pronta a difendere ogni centimetro del territorio alleato».

Meloni: «Atto gravissimo»

«Un atto gravissimo, che dimostra come questa guerra di aggressione non risparmi nessuno, continuando a colpire brutalmente civili innocenti, ignorando ogni limite e mettendo a rischio la sicurezza europea», ha dichiarato Giorgia Meloni: «La mia più profonda vicinanza e solidarietà va alle persone colpite, al Governo e a tutto il popolo romeno».

Netanyahu ordina all’IDF di prendere il controllo del 70 per cento di Gaza

In contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco con Hamas in vigore da ottobre, Benjamin Netanyahu ha ordinato alle forze armate di Israele di prendere controllo del 70 per cento della Striscia di Gaza. È stato lo stesso primo ministro israeliano ad annunciarlo, nel corso di una conferenza stampa da un insediamento nella Cisgiordania occupata: «Stiamo attualmente soffocando Hamas. Ora controlliamo il 60 per cento del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70 per cento».

Ucraina, ucciso il contractor italiano Alex Pineschi

È morto in Ucraina il contractor italiano Alex Pineschi. Lo ha annunciato l’associazione Memorial: «Il nostro amato fratello italiano Alex Pineschi, che prestava servizio in Ucraina come volontario, ha perso la vita sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello». Originario di La Spezia, Pineschi ha prestato servizio nell’8° Reggimento Alpino dell’Esercito italiano e in seguito ha lavorato nel settore della sicurezza privata. Arrivato in Ucraina ad aprile, era entrato a far parte di un’unità droni chiamata “Team Green Badgers”: sarebbe stato ucciso assieme ai suoi compagni nella zona di Liman il 23 maggio 2026. Nel 2014 Pineschi si era recato nel Kurdistan iracheno di propria iniziativa, per aiutare a combattere l’Isis.

False fatture per il suo programma su Rete 4, indagata Michela Brambilla

Michela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati ed ex ministra del Turismo, è tra gli indagati di un’inchiesta della procura di Milano che ipotizza il reato di false fatturazioni per la realizzazione del programma televisivo Dalla parte degli animali, in onda dal 2017 su Rete 4. Perquisizioni della Guardia di Finanza a Roma, Torino e Roma: investigatori nella sede dell’Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) e di tre società di produzione televisiva.

False fatture per il suo programma su Rete 4, indagata Michela Brambilla
Michela Vittoria Brambilla (Imagoeconomica).

Il reato ipotizzato dalla Procura di Milano

La Procura di Milano ipotizza che tra il 2020 e il 2026 ci sia stato un giro di false fatture per sponsorizzazioni, per un valore totale di 1,5 milioni di euro, di cui il 90 per cento sarebbe finito a Brambilla come compenso per la conduzione e il 10 per cento alla produzione. Gli indagati sono almeno sei. Oltre a Brambilla sono stati iscritti nel fascicolo, Espedito Massimo Muto, presidente dell’Enci, e gli amministratori delle società di produzione del programma, che è stato ideato dalla stessa Brambilla assieme a Silvio Berlusconi.

Il gruppo Sae completa l’acquisizione de La Stampa

Il gruppo Sapere Aude Editori (Sae), guidato da Alberto Leonardis, ha completato l’operazione di acquisizione del quotidiano La Stampa e dei rami d’azienda collegati da Gedi, gruppo da poco ceduto da Exor – società della famiglia Agnelli-Elkann – ai greci di Antenna. Per favorire l’operazione, il gruppo di Leonardis ha costituito una sub holding, Sae Piemonte – composta da Sae con il 51 per cento e Toto Holding con il 49 – finalizzata alla partecipazione di maggioranza nella società La Stampa Sae, che sarà proprietaria della testata.

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La Stampa Sae: Briolini ceo, Ceretti presidente

«Porteremo La Stampa ancora più al centro del panorama mediatico, innovando e valorizzando i suoi talenti, la sua tradizione e la sua identità. Questo traguardo è stato possibile soprattutto grazie all’impegno e alla professionalità dei giornalisti del nostro gruppo. Conoscendo la qualità di chi compone la redazione, non possiamo che guardare al futuro con fiducia, certi che ci attendano successi ancora più grandi», ha dichiarato Leonardis, presidente e ceo di Sae. Il ruolo di amministratore delegato di La Stampa verrà affidato a Massimo Briolini, mentre la carica di presidente sarà assunta da Paolo Ceretti (che ricopriva lo stesso incarico in Gedi). La Stampa Sae, si legge in una nota, «oltre ai rilevanti investitori del territorio, su azionisti di primo piano, fra i quali: Fondazione di Sardegna, Carimonte Holding, Sportcast, Reale Mutua e Toto Holding».

Sondaggi politici, la Supermedia: coalizioni appaiate, balzo di Futuro Nazionale

La Supermedia Agi/Youtrend del 28 maggio, basata su nove sondaggi sulle intenzioni di voto condotti da sei diversi istituti, risulta coerente con i risultati della recente tornata elettorale delle Comunali. Stabile al 28,4 per cento Fratelli d’Italia. Sale al 22,2 per cento il Partito democratico (+0,2), mentre scende al 12,3 per cento il Movimento 5 stelle (-0,3). Ferma a 8,2 per cento Forza Italia, mentre la Lega cala al 7 per cento (-0,3). Alleanza Verdi e Sinistra è data al 6,5 per cento (+0,1). Il dato più significativo è la crescita di Futuro Nazionale, che sale al 4 per cento (+0,4). Stabili Azione al 3 per cento e Italia Viva al 2,5 per cento. +Europa scende all’1,4 per cento (-0,2). Poi Noi Moderati all1,3 per cento (+0,1).

Sondaggi politici, la Supermedia: coalizioni appaiate, balzo di Futuro Nazionale
Elly Schlein e alle sue spalle sul maxischermo Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Per quanto riguarda le coalizioni, l’ultima Supermedia Agi/Youtrend non vede stravolgimenti nei rapporti di forza: vede infatti ancora appaiati campo largo e centrodestra, dati rispettivamente al 44,9 e al 44,8 per cento. Leggerissimo calo per entrambe le coalizioni: -0,2 per cento.

Tajani prova a smorzare sull’Ucraina: «Governo favorevole all’adesione all’Ue»

«Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina all’Ue. Il problema è quello dei tempi, si sta studiando a livello europeo qual è la formula migliore. Ci sono tante proposte sul tavolo, però ripeto: bene l’Ucraina, noi li aiuteremo, ma è importante non mettere in un angolo l’adesione dei Balcani, che rappresentano per noi una priorità». Lo ha detto Antonio Tajani arrivando alla riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Cipro, smorzando le tensioni nella maggioranza.

L’accelerazione dopo la sconfitta di Orban in Ungheria

Negli ultimi giorni c’è stata un’accelerazione nel percorso di adesione dell’Ucraina (e della Moldavia) all’Ue. La proposta di aprire il primo gruppo di capitoli negoziali per i due Paesi dovrebbe essere presentata dalla Commissione al Consiglio Affari generali del 16 giugno. Poi si potrà esprimere il summit dei leader in programma il 18 e 19 dello stesso mese. La svolta, almeno per Kyiv, è arrivata dopo l’uscita di scena del filorusso Viktor Orban, sostituito come primo ministro ungherese da Peter Magyar, che nei prossimi giorni potrebbe incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il duro comunicato della Lega contro l’Ucraina nell’Ue

«La Lega è assolutamente contraria a ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kyiv nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni»: questa la posizione del Carroccio, espressa in un comunicato dai toni decisamente più duri del solito. La nota aveva provocato la reazione delle opposizioni, con il Pd che aveva esortato Giorgia Meloni: «Sconfessi immediatamente i suoi alleati della Lega che continuano a perseguire una agenda filorussa. L’Ucraina non solo può e deve, ma sarà nell’Ue».

Tajani: «Per noi la priorità sono i Balcani»

Dopo il comunicato della Lega, Tajani – parlando a nome di Forza Italia e in generale della maggioranza – aveva replicato che il governo italiano è favorevole «all’avvio di un percorso che porti l’Ucraina all’interno dell’Unione europea». Il titolare della Farnesina aveva aggiunto: «Non dobbiamo dimenticare che ci sono altri Paesi candidati. Per noi la priorità sono i Balcani, fermo restando che l’Ucraina e la Moldavia devono avviare un percorso, devono anche combattere la corruzione, rispettare le regole per far parte dell’Ue». Anche per Fratelli d’Italia la linea resta quella del sostegno al percorso europeo di Kyiv, fermo restando che deve andare di pari passo con quello avviato da tempo dai Paesi balcanici.

Tajani prova a smorzare sull’Ucraina: «Governo favorevole all’adesione all’Ue»
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Gli Stati Uniti ripristinano le sanzioni contro Francesca Albanese

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha ripristinato le sanzioni nei confronti della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi Francesca Albanese, che è stata di nuovo inserita nella blacklist Usa: per il momento non sono state rese note le eventuali nuove motivazioni.

La famiglia di Albanese aveva fatto causa all’Amministrazione Trump

A febbraio la famiglia di Albanese aveva presentato una causa contro l’amministrazione Usa per le sanzioni imposte all’esperta nel 2025 per la sua presunta «guerra economica e politica» contro gli Stati Uniti e Israele, sfruttando la cittadinanza americana di uno dei loro figli, benché ancora minorenne.

Cosa prevedono le sanzioni americane nei confronti di Albanese

Albanese accusa Israele di genocidio, posizione ribadita dall’esperta italiana nel corso di conferenze e incontri in giro per il mondo. In conseguenza delle sanzioni imposte ad Albanese, la relatrice Onu non può entrare nel territorio statunitense e non ha accesso nemmeno ai suoi conti bancari, dunque non ha facoltà di utilizzare le proprie carte di credito, potendosi affidare solo ai contanti.

Meloni: «Non possiamo dire agli italiani che ci sono soldi solo per la difesa»

«Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. E lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che Italia ed Europa facciano di più per difendersi». Lo ha affermato Giorgia Meloni ospite di Mattino Cinque, parlando della trattativa con la Commissione Ue per ottenere flessibilità per le misure contro il caro energia. «Quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa poi lo paghi. Se di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione. Bisogna cercare un equilibrio», ha aggiunto la premier.

Meloni: «Il costo del carburante è cresciuto meno che in Francia o Germania»

Meloni ha poi assicurato che i provvedimenti del governo in arrivo per scongiurare gli effetti della crisi energetica «saranno sempre puntuali», dicendo: «Ovviamente io comprendo la preoccupazione dei cittadini in questo periodo, è un po’ anche la mia preoccupazione, però voglio anche dire a quei cittadini che possono stare certi del fatto che il governo farà tutto quello che può e che deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che noi stiamo vivendo». Per quanto riguarda il taglio delle accise, la presidente del Consiglio ha spiegato che «è stato un modo per impedire che esplodesse l’aumento dei prezzi», forse «una magra consolazione, ma da noi il costo del carburante è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia o in Germania».

Meloni: «Non possiamo dire agli italiani che ci sono soldi solo per la difesa»
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Sull’immigrazione: «Questo governo ha realizzato un cambio di passo totale»

La premier ha inoltre affrontato il tema dei migranti. «Questo governo ha realizzato un cambio di passo totale rispetto al passato, di fatto interrompendo una volta per tutte l’incremento incontrollato dell’immigrazione illegale, al quale noi assistevamo da anni. Abbiamo invertito la tendenza in modo drastico», ha affermato Meloni, aggiungendo: «Potremmo anche fare ancora meglio da subito se tutte le componenti dello Stato remassero nella nostra stessa direzione».

Trovato il tesoro della droga di Messina Denaro: sequestri per 200 milioni di euro

Trovato il tesoro della droga del capomafia Matteo Messina Denaro, arrestato nel 2023 e poi morto per un tumore nello stesso anno. Un’operazione internazionale, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dai Finanzieri del comando provinciale del capoluogo siciliano, ha infatti consentito di ricostruire un enorme patrimonio frutto del reimpiego (anche attraverso società off shore), dei guadagni incassati dagli Anni 80 grazie al narcotraffico sotto l’egida di Messina Denaro. Sequestrati di beni, società e disponibilità finanziarie per oltre 200 milioni di euro e arrestate tre persone, accusate di impiego di denaro di provenienza illecita aggravato dall’agevolazione mafiosa.

Il denaro era stato “pulito” tramite investimenti in vari Paesi

Il denaro ricavato dal narcotraffico era stato “pulito” tramite investimenti in eolico, edilizia, grande distribuzione e turismo, in varie parti del mondo. Le operazioni, oltre che in Italia, si sono svolte infatti ad Andorra, Gibilterra, alle isole Cayman, in Lussemburgo, in Svizzera, in Libano, nel Principato di Monaco e in Spagna (a Malaga, Marbella, Benahavis e Puerto Banùs).

Attacco Usa in Iran, Teheran colpisce quattro navi a Hormuz e una base americana

Altro che accordo di pace tra Stati Uniti e Iran: nella notte italiana si sono verificati vari attacchi da parte delle forze americane, che hanno portato alla risposta dei pasdaran. L’esercito Usa, ha abbattuto quattro droni di Teheran e colpito un centro di controllo nella città meridionale di Bandar Abbas, da dove stava per essere lanciare un quinto velivolo a pilotaggio remoto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti, come accaduto in precedenza, ha descritto le azioni come «puramente difensive».

La rappresaglia dei pasdaran

Un funzionario americano ha spiegato che le ultime azioni militari hanno avuto l’obiettivo di «mantenere il cessate il fuoco». Per rappresaglia, i pasdaran hanno annunciato di aver colpito una base americana. Lo riferisce la televisione di Stato Irib. Non solo. Come riporta l’agenzia di stampa Tasnim, dopo gli attacchi statunitensi quattro imbarcazioni sono state intercettate dalle forze navali di Teheran mentre tentavano di attraversare lo stretto di Hormuz senza aver coordinato la manovra con le autorità. Le imbarcazioni hanno ricevuto e ignorato un avvertimento dalle forze navali iraniane, che poi hanno aperto il fuoco. Dopo gli spari, sono tornate indietro.

Chat antisemite di FdI a Trento, le opposizioni chiedono un’informativa di Meloni

Pd, M5s e Avs hanno chiesto alla Camera un’informativa di Giorgia Meloni dopo la pubblicazione da parte del Domani di alcuni screenshot di una chat di Whatsapp tra dirigenti trentini di Fratelli d’Italia (ex e attuali), in cui si leggono pesanti espressioni antisemite.

I messaggi incriminati scritti in chat

Come spiega il Domani, tutto è nato da una storia pubblicata su Instagram dal giornalista e militante di FdI Francesco Barone, in cui lo si vedeva assieme a David Parenzo, arrivato a Trento per il Festival dell’Economia. «Tra minchioni si intendono bene», scrive Daniele Demattè, consigliere comunale meloniano. Poco dopo il messaggio di dell’ex consigliere comunale Cristian Zanetti: «Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci». Una cosa sì, almeno per Antonio Manara, cioè «i leccaculo dei giudei». Via della Scrofa già ieri aveva preso le distanze dal contenuto della chat, spiegando che «qualsiasi forma di antisemitismo è incompatibile con Fratelli d’Italia» e annunciando, se necessario, provvedimenti.

Chat antisemite di FdI a Trento, le opposizioni chiedono un’informativa di Meloni
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Schlein: «Meloni prenda provvedimenti»

«I messaggi di odio antisemita emersi dall’inchiesta del Domani nelle chat territoriali di Fratelli d’Italia di Trento sono gravissimi e inquietanti», ha dichiarato Elly Schlein, segretaria del Pd: «Parliamo di dirigenti ed ex rappresentanti istituzionali del partito di Meloni: per questo è necessario e urgente che lei, in prima persona, condanni con fermezza questi fatti e prenda provvedimenti». E poi: «L’odio antisemita rivolto contro gli ebrei non può trovare alcuno spazio. Non può esserci neppure il minimo dubbio che posizioni come quelle emerse nelle chat possano essere tollerate o derubricate». Dura condanna anche da parte della deputata Debora Serracchiani: «Ci domandiamo come possa la presidente del Consiglio tollerare che possano essere presenti ancora e ricoprire dei ruoli istituzionali importanti ed essere presenti nel coordinamento di FdI alcune persone che hanno in una chat utilizzato dei termini che sono a dir poco antisemiti». Così Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato: «Chi guida FdI prenderà provvedimenti contro chi ha espresso questi giudizi? Oppure anche stavolta farà finta di nulla, mettendo come sempre la polvere sotto il tappeto?».

Gli attacchi di M5s e Avs alla premier

Per la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti «non è tollerabile che il partito di maggioranza di questo Paese e quello che esprime la presidente del Consiglio accolga tra le sue fila esponenti che si esprimono come abbiamo letto». Così Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5s alla Camera: «Scandalosa e schifosa ipocrisia, avete bollato per mesi tanti di noi come antisemiti e gli antisemiti ce l’avete nel vostro partito».

La procura di Roma chiede di acquisire tutte le chat tra Delmastro e Caroccia

Nell’ambito delle indagini sulla società Bisteccheria d’Italia, la procura di Roma ha chiesto alla giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati di poter acquisire le conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, il ristoratore condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni e per aver agevolato il clan Senese. Lo riporta il Corriere della Sera.

Delmastro è appena stato ascoltato in Antimafia

Ascoltato in Antimafia in merito alla sua partecipazione nel ristorante Le Cinque Forchette assieme alla figlia di Caroccia, , Delmastro ha dichiarato di essere finito per la prima volta nel locale perché «aveva una struttura simpatica». Precisando, inoltre, di essere stato all’oscuro delle vicissitudini giudiziarie di Caroccia e di essere entrato in società con la figlia senza aver fatto prima alcuna ricerca online. «Bastava cercare su Google. Non farlo è stata una imperdonabile leggerezza politica e non giuridica, che ha portato alle mie dimissioni», ha detto l’ex sottosegretario.

La procura di Roma chiede di acquisire tutte le chat tra Delmastro e Caroccia
Andrea Delmastro (Imagoeconomica).

Il legale di Caroccia “scagiona” Delmastro

«In base agli elementi a mia conoscenza in quelle chat sono presenti discorsi e frasi inopportune per il ruolo che all’epoca rivestiva Delmastro, ma che nulla hanno a che fare con la criminalità organizzata», ha dichiarato dopo la richiesta dei pm l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Caroccia.

Contatti con malati di ebola, in quarantena una dottoressa italiana in arrivo dal Congo

Verrà subito portata allo Spallanzani per la quarantena e per sottoporsi a test clinici una chirurga italiana di Medici senza frontiere in arrivo dalla Repubblica Democratica del Congo: nell’ambito della sua attività, nel centro di salute di Salamat (Bunia- Ituri), è entrato in contatto il 16 maggio con pazienti risultati poi positivi al virus ebola. Inoltre, il 18 maggio ha operato d’urgenza un bambino ferito dallo scoppio di una granata, poi risultato un caso sospetto di ebola (il risultato del test non è ancora arrivato). Come ha spiegato il ministero della Salute, la donna non ha sintomi e sta rientrando a Roma con un volo privato organizzato da Medici senza Frontiere. Il dicastero ricorda che «l’allarme è molto basso nel nostro Paese» e che «sta proseguendo il monitoraggio dell’evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali».

Il Board of Peace di Trump non ha ancora ricevuto alcuna donazione

Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita quattro fonti, nei quattro mesi trascorsi dalla sua creazione il Board of Peace di Donald Trump non ha ricevuto alcun finanziamento, nonostante promesse di donazioni per 17 miliardi di dollari: l’organizzazione è bloccata in una situazione di stallo e nessun fondo è stato al momento destinato per la ricostruzione di Gaza.

Le perplessità dei potenziali finanziatori del Board of Peace

Presentato come uno strumento centrale del piano in 20 punti per porre fine al conflitto a Gaza, il consiglio voluto dal tycoon si è di fatto impantanato. Il piano di Trump prevedeva tre obiettivi principali: il disarmo di Hamas, il ritirare delle truppe israeliane da Gaza e la ricostruzione della Striscia. Ma sono passati mesi e non ci sono stati progressi. Un rappresentante del consiglio ha spiegato che, anziché utilizzare un fondo finanziario gestito dalla Banca Mondiale, l’organizzazione riceve contributi (o meglio dovrebbe riceverli) direttamente tramite un conto bancario di JPMorgan. Una soluzione che non è stata apprezzata molto dai potenziali finanziatori, che «avrebbero preferito utilizzarne altre». Mentre la Banca Mondiale è tenuta a riferire sullo stato dei propri fondi finanziari ai donatori e ai membri del Board of Pace, tale obbligo non si applica al conto presso JPMorgan.

Il Board of Peace di Trump non ha ancora ricevuto alcuna donazione
Donald Trump e i vari leader che hanno aderito al Board of Peace (Ansa).

Nemmeno il Dipartimento di Stato Usa ha erogato fondi

Due fonti del Financial Times hanno tenuto a precisare che «nemmeno un dollaro americano» è stato stanziato per il Board of Peace. Il Dipartimento di Stato Usa prevede di riallocare circa 1,2 miliardi di dollari di aiuti a progetti legati al consiglio voluto da Trump. Tuttavia, tali fondi non sono ancora stati utilizzati. Sempre il Dipartimento di Stato prevede di stanziare circa 50 milioni di dollari direttamente al Board of Peace per le spese operative, ma anche questi fondi non sono ancora stati erogati.