Bonus contributivi per giovani, donne e Zes: ecco le novità in arrivo nel 2026
L’approvazione della legge 199 del 30 dicembre 2025 ha delineato il quadro normativo per i bonus contributivi del 2026, misura strategica per stimolare il mercato del lavoro nazionale. Il legislatore ha previsto uno stanziamento complessivo di 154 milioni di euro, che saliranno a 400 milioni di euro nel 2027. L’agevolazione consiste nell’esonero parziale dai versamenti previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con l’esclusione dei premi Inail, sulle assunzioni di personale non dirigenziale e sulle trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato di giovani, donne svantaggiate e lavoratori impiegati nelle Zone economiche speciali (Zes). Tuttavia, per l’effettiva spettanza del beneficio è necessario attendere l’emanazione del decreto della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, incaricati di definire i requisiti tecnici e le soglie economiche per l’operatività della misura dall’anno 2026.
Quando arrivano i bonus contributivi del 2026?

La definizione dei criteri per i bonus contributivi del 2026 richiede un propedeutico passaggio tecnico presso il ministero del Lavoro. Insieme con la Ragioneria generale dello Stato e l’Inps, infatti, è prevista l’elaborazione di un progetto di valutazione per analizzare l’impatto delle precedenti agevolazioni. Il monitoraggio serve a calibrare le risorse in modo da favorire l’occupazione stabile, specialmente nelle aree geografiche maggiormente svantaggiate. Secondo quanto stabilito dal comma 154 della legge di Bilancio 2026, il nuovo decreto terrà conto, dunque, dei risultati ottenuti dal decreto Coesione. Le aziende dovranno prestare attenzione alla distinzione tra i vecchi incentivi e i nuovi, poiché la natura del beneficio passerà da totale a parziale.
Requisiti per i bonus contributivi del 2026 e Zes
L’accesso ai bonus contributivi del 2026 per le imprese operanti nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno è vincolato alla creazione di nuovi posti di lavoro regolati da rapporti subordinati. Il progetto di valutazione, realizzato con il contributo del Cnel e dell’Inapp, punta a ridurre i divari territoriali cronici del Paese. Innanzitutto, i datori di lavoro devono verificare la regolarità contributiva per non perdere il diritto allo sgravio. In secondo luogo, è necessario che l’assunzione rappresenti un incremento occupazionale netto. Infine, tra i criteri che dovranno essere assicurati da datori di lavoro e aziende, figurano:
- il mantenimento del posto di lavoro per almeno 24 mesi;
- l’esclusione dal bonus contributivo del personale con qualifica dirigenziale;
- l’applicazione dei contratti collettivi nazionali;
- il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.




















































