Il Pd festeggia, ma dimentica che l’Italia non è una gigantesca Toscana

Il Pd toscano è giubilante – festa grande! – per la vittoria a Prato e Pistoia alle elezioni amministrative, in attesa dei ballottaggi di Arezzo e Viareggio. A Prato, la Gotham City del centro Italia, il Pd governava già, ma c’erano stati parecchi casini, compreso le dimissioni dell’ex sindaca Ilaria Bugetti accusata di corruzione. A Pistoia la destra aveva conquistato il Comune nel 2017 grazie ad Alessandro Tomasi, poi promosso in Regione. Sono due città in cui la sinistra ha sempre governato e ha anche perso, giusto lo spazio di una parentesi politica (Prato ha avuto un sindaco di centrodestra, Roberto Cenni, dal 2009 al 2014). Adesso i dirigenti locali del Pd spacciano formule proto-nazionali, l’unità che la vince, la solidità che la trionfa, il campo largo quale categoria dello spirito. Salvo dimenticare che l’Italia non è una gigantesca Toscana, ma leggermente più variegata.

Il Pd festeggia, ma dimentica che l’Italia non è una gigantesca Toscana
Matteo Biffoni con Ilaria Bugetti (Ansa).

A Prato vince Biffoni ma il Pd perde voti

A Prato vince anzitutto Matteo Biffoni, già mister 22 mila preferenze alle Regionali di qualche mese fa. Dopo pochissimi mesi in Consiglio regionale, Biffoni è tornato a Prato per salvare il Pd pur mettendoci parecchio del suo: la sua lista civica ha preso il 17,30 per cento (sette seggi); l’ultima volta, nel 2019, aveva preso l’8,67 per cento (quattro seggi). Il Pd è arrivato stavolta al 28,63 per cento (11 seggi) contro il 31,70 per cento del 2019 (14 seggi). Eppure Emiliano Fossi, il segretario del Pd toscano commissariato da Marco Furfaro, responsabile iniziative politiche del Pd nazionale, è lì che brinda.

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Matteo Biffoni (Ansa).

Pistoia conferma il problema di classe dirigente in FdI

Il colpo grosso semmai è Pistoia, dove Fratelli d’Italia dimostra (e non è la prima volta) che c’è un problema di classe dirigente a destra. Tomasi vinse nel 2017 e anche cinque anni dopo prendendo voti pure a sinistra. Poi però è stato eletto in Consiglio regionale, dopo aver sfidato Eugenio Giani e lasciando in anticipo l’incarico di sindaco. Da quel momento in poi la sconfitta del centrodestra era già assicurata, perché a Pistoia in 10 anni non è nato un nuovo Tomasi.

Il Pd festeggia, ma dimentica che l’Italia non è una gigantesca Toscana
Alessandro Tomasi (Instagram).

Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, dice che andava clonato e ammette che il centrodestra ha perso tempo a scegliere l’avversario del Pd, o meglio, l’avversaria, Anna Maria Celesti. A vincere a Pistoia dunque è stato il centrosinistra guidato da Giovanni Capecchi, anche se il Pd ha rischiato come al solito di farsi male. Ci sono state le primarie (benedette primarie!), vinte appunto da Capecchi, garbato professore di letteratura italiana all’Università per stranieri di Perugia, vicino ad Alleanza Verdi e Sinistra, sostenuto nelle suddette primarie da Furfaro, che se n’è infischiato delle direttive del Pd locale, schierato sulla candidata del Pd Stefania Nesi (futuro vicesindaco).

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Il neo sindaco di Pistoia, Giovanni Capecchi (Ansa).

Risultato: le primarie le ha vinte uno non del Pd, appoggiato da un pezzo grosso del Pd, contro il Pd locale. Sembra in fondo la parabola della segretaria Elly Schlein, che ha vinto puntando sul voto delle primarie aperte e poi ha costruito una segreteria a sua immagine e somiglianza con tutta gente che non faceva parte del Pd: da Furfaro a Igor Taruffi a Marta Bonafoni, eccetera eccetera.

Il Pd festeggia, ma dimentica che l’Italia non è una gigantesca Toscana
Elly Schlein (Imagoeconomica).

Intanto mister preferenze guarda già al dopo Giani

Il riformista Biffoni – uno dei «riformisti radicali» come li chiama sprezzantemente Giani – ha salvato la faccia al Pd dopo che il Pd ha cercato di fare a meno di quelli che non si sono bonaccinianamente uniti al coro per la segretaria. Epperò quando ce n’è bisogno sono lì a prendere voti e a lanciare la sfida in vista delle prossime elezioni regionali. Biffoni è infatti sicuro di un fatto: anche da sindaco di Prato si può ambire a fare il grande salto e a fare il presidente della Regione. È quello che cercherà di fare al momento opportuno.

Israele espande le operazioni di terra nel sud del Libano oltre la linea gialla

L’esercito di Israele sta espandendo le operazioni di terra nel sud del Libano, oltre il fiume Litani e la Linea Gialla della tregua armata, con massicci bombardamenti che stanno causando diverse vittime. Sono 28 i morti accertati negli ultimi raid, tra cui due bambine. Almeno 104 i feriti. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese.

Undici morti a Mashghara, tra cui due bambine

Il bilancio più pesante è stato a Mashghara, nella Bekaa Occidentale, dove ci sono state 11 vittime, tra cui appunto i due bambini. Almeno 15 i feriti: i soccorritori stanno scavando sotto le macerie. Due paramedici dell’organizzazione Islamic Message sono rimasti uccisi a Srifa. Altre due persone sono morte a Zawtar al Sharqiyah, dove sono caduti almeno otto colpi di artiglieria. Un’altra vittima è stata colpita da un drone mentre viaggiava in auto nell’area di Khirbet Selm.

L’Idf vuole spingere i miliziani di Hezbollah verso nord

L’Idf, si legge su Ynet, ritiene che «più terroristi di Hezbollah vengono spinti verso nord, minore sarà la possibilità di lanciare droni esplosivi verso i residenti» lungo la linea di demarcazione fissata unilateralmente da Israele e che, in teoria, delimita la zona di sicurezza designata in alcune aree del Libano meridionale. Durante tutta la notte, secondo i militari di Tel Aviv, sono stati danneggiati oltre 190 depositi di armi appartenenti a Hezbollah.

Choc al Viminale: dipendente si suicida lanciandosi dal quarto piano

Tragedia al Viminale: questa mattina un dipendente che lavorava in una posizione amministrativa si è suicidato lanciandosi dal quarto piano del palazzo sede del Ministero dell’Interno. L’uomo, di circa 60 anni, era arrivato regolarmente in ufficio. Poi, per motivi ancora da accertare, attorno alle 9:30 si è buttato nel vuoto dalla rampa delle scale, davanti ad alcuni colleghi. Sul posto sono intervenuti immediatamente i sanitari del 118, ma non c’è stato nulla da fare. Il funzionario non ha lasciato messaggi o biglietti d’addio.

Pienone per lo scrittore Michele Emiliano e le altre pillole del giorno

Da ex presidente della Regione Puglia e magistrato, Michele Emiliano ha attirato molti amici lunedì sera alla presentazione romana del suo romanzo intitolato L’alba di San Nicola, edito da Solferino, alla Mondadori di Galleria Alberto Sordi. Accanto a lui c’era Gianrico Carofiglio, altro pugliese doc.

Pienone per lo scrittore Michele Emiliano e le altre pillole del giorno
Michele Emiliano con Gianrico Carofiglio durante la presentazione del libro L’alba di San Nicola (Ansa).

Tra i presenti anche Nunzia De Girolamo, moglie di Francesco Boccia. Era attesa anche la segretaria dem Elly Schlein che però ha dato forfait forse per la delusione delle Comunali. Quando ormai si era fatta una certa, si è palesato Angelo Chiorazzo, fondatore della Cooperativa Auxilium, vicepresidente vicario dell’Associazione Generale Cooperative Italiane, e soprattutto vicepresidente del Consiglio regionale lucano e leader di Basilicata Casa Comune. Emiliano, comunque, ancora una volta ha dimostrato di avere tanti amici.

Pienone per lo scrittore Michele Emiliano e le altre pillole del giorno
Michele Emiliano (Ansa).

A Rainews24 Faustini con la foto di Mattarella

Rassegna stampa post voto martedì mattina a Rainews24. A commentare i risultati delle Comunali con Roberto Vicaretti c’era il noto giornalista Alberto Faustini. Curioso il set casalingo alle sue spalle: al muro, “impecettata”, con lo scotch perfettamente visibile, era in bella mostra una sua foto insieme presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla sua destra un pupazzo di Topolino, quindi appesa al muro una stampa con la coda di una balena. Un “pantheon” davvero particolare…

Pienone per lo scrittore Michele Emiliano e le altre pillole del giorno
Alberto Faustini in collegamento con Roberto Vicaretti.

Capezzone spin doctor di Marina?

Per caso Marina Berlusconi è in cerca di uno spin doctor? Nel caso c’è sempre Daniele Capezzone… Nel numero del Tempo in edicola martedì, il direttore verga un editoriale in cui individua tre possibili strade politiche per la primogenita del Cav in Forza Italia: la discesa in campo, una regia dietro le quinte e una terza via «probabilmente la più interessante e congeniale agli impegni imprenditoriali, oltre che la più naturale: quella di incarnare un punto di rappresentanza valoriale, la garante di alcuni princìpi, senza coinvolgimenti politici diretti o indiretti. Indicare obiettivi alti, segnalare temi, incoraggiare la discussione pubblica in quelle direzioni». Insomma un faro per tutti coloro che per decenni hanno venerato e votato Silvio. Tra gli azzurri c’è chi legge questa disamina come un’autocandidatura al ruolo di consigliere…

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L’editoriale di Daniele Capezzone sul Tempo.

Fiorello punzecchia Gualtieri

Fiorello alla Pennicanza è tornato a punzecchiare il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. «Quando ci siamo incontrati agli Internazionali di tennis quasi manco mi ha salutato e mi ha dato la mano, ma era moscia», ha raccontato lo showman in diretta su Radio2. Ma quale sarebbe il motivo di questo gelo? «Forse c’entra la questione del ticket per le auto elettriche», ha ipotizzato Fiorello. «Io me l’ero appena comprata. E tu mo’ mi metti il ticket? Ma allora io mi compro un trattore e vado in città con il trattore!». Il riferimento è alla decisione del Comune di Roma di introdurre dal primo luglio la ztl a pagamento anche per le e-car e le auto a idrogeno, su cui Fiorello aveva ironizzato lo scorso febbraio: «I soldi li prenderanno dalla Fontana di Trevi, dalle multe sulla Tangenziale e da quella cosa che per attraversare la strada devi pagare 50 centesimi che ho proposto. Non bastano?! Devono prenderli pure dalla mia macchina elettrica? Ma io voglio andare a Via del Corso gratis, voglio parcheggiare sulle strisce blu gratis!».

Delmastro in Antimafia: «Finii nel locale dei Caroccia perché era carino»

Ascoltato in Antimafia in merito alla sua partecipazione nel ristorante Le Cinque Forchette assieme alla figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni e per aver agevolato il clan Senese, l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha dichiarato di essere finito per la prima volta nel locale perché «aveva una struttura simpatica». Precisando, inoltre, di essere stato all’oscuro delle vicissitudini giudiziarie di Caroccia.

Delmastro in Antimafia: «Finii nel locale dei Caroccia perché era carino»
Andrea Delmastro e Mauro Caroccia (TIKTOK/BISTECCHERIA DA BAFFO).

Delmastro: «Se avessi saputo non ci avrei fatto una società»

«Nessuno mi ha consigliato il locale. Non ricordo se consultando le app, ci siamo fermati lì ma era comunque pieno: aveva una struttura simpatica e così dopo qualche mese ci finii per la prima volta», ha detto Delmastro: «Ovviamente se avessi saputo non ci avrei fatto una società e non ci sarei andato mai più immediatamente». L’ex sottosegretario, in Antimafia, ha poi sottolineando che «la precipitosa fuga dalla società lo testimonia inequivocabilmente». Rispondendo all’obiezione che sarebbe stato sufficiente consultare un motore di ricerca su Internet per sapere chi fosse Mauro Caroccia, Delmastro ha inoltre detto: «Bastava digitare Google, è vero. Non farlo è stata una imperdonabile leggerezza politica e non giuridica, che ha portato alle mie dimissioni».

Lovati a processo: l’ex avvocato di Sempio è accusato di diffamazione

Il giudice della Terza sezione penale di Milano, a conclusione di una breve udienza predibattimentale, ha rinviato a giudizio Massimo Lovati. L’ex avvocato di Andrea Sempio, reduce dal flop elettorale a Vigevano, andrà a processo il 14 settembre a causa di «dichiarazioni gravemente diffamatorie» nei confronti dello Studio Giarda, che fino al 2018 si era occupato della difesa di Alberto Stasi. A costituirsi parte civile sono stati i due figli del professor Angelo Giarda (deceduto nel 2021), che hanno chiesto a Lovati un risarcimento da 116 mila euro per danni morali e di immagine.

Le dichiarazioni di Lovati del 13 marzo 2025

Il 13 marzo 2025, all’inizio della nuova indagine sul delitto di Garlasco, Lovati dichiarò – a favore di telecamere all’uscita dalla Caserma Montebello di Milano – che l’istruttoria del 2017 contro Sempio era stata «frutto di una manipolazione» organizzata dagli avvocati di Stasi, che avrebbero «clandestinamente prelevato il Dna» a quello che allora era il suo assistito.

Respinta la richiesta di sospensione del procedimento

Fabrizio Gallo, difensore di Lovati, aveva chiesto la sospensione del procedimento in attesa dell’esito del nuovo processo. La richiesta non è stata però accolta, al pari di quella di ricevere gli atti dell’inchiesta della procura di Pavia sull’omicidio. «Non patteggiando, non abbreviando, non chiedendo riti alternativi la sorte è questa. Ne riparliamo il 14 settembre. Più avanti svelerò qualcosa che riguarda la macchinazione del 2007. Alla fine del processo vedremo se c’è stata», ha dichiarato Lovati all’uscita dall’aula.

Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella

A volte ritornano. Emanuela D’Alessandro, attuale ambasciatrice a Parigi, a 65 anni rientra al Quirinale dove ha già ricoperto fino a quattro anni fa il ruolo di consigliera diplomatica di Sergio Mattarella. Prima donna a esercitare questa funzione, una delle più prestigiose nella carriera diplomatica, D’Alessandro fu nominata, a ridosso del bis del capo dello Stato, ambasciatrice in una delle capitali cruciali per i rapporti internazionali dell’Italia.

Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella

Ottimo il rapporto tra Mattarella ed Emmanuel Macron, più conflittuale quello tra l’inquilino dell’Eliseo e Giorgia Meloni: D’Alessandro si è trovata a gestire mesi difficili, riuscendo a tenere sempre aperto il canale di dialogo tra Roma e Parigi. Negli anni al Colle aveva assecondato la “politica estera” del presidente, tra sostegno a Onu, Unione europea e Nato e apertura a Cina, Sud Est asiatico, Africa e Sud America.

Segnale di quanto sia importante per Mattarella il rapporto con la Francia

Ora rieccola al Quirinale. Un segnale di quanto sia importante per Mattarella il rapporto con la Francia che entra in un difficile anno elettorale (si vota nel 2027, così come in Italia). Tra le due consigliature di D’Alessandro, la feluca del Colle è stato l’ambasciatore Fabio Cassese, ora destinato a un’altra capitale fondamentale per Roma e per il futuro di Nato e Ue: Londra.

Da ambasciatrice a consigliera, un ritorno importante per Mattarella
Fabio Cassese (foto Imagoeconomica).

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma

Oltre alle grandi sfide di questa tornata di ComunaliVenezia, Reggio Calabria e Salerno su tutte – l’attenzione, per lo meno quella mediatica, era concentrata anche su corse chiamiamole vip che vedevano protagonisti big appannati, viceré, feudatari e nuove leve agguerrite.

Casalino non è stato eletto, ma si prenota per le Politiche

Partiamo con Rocco Casalino. Ex factotum di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi e già deus ex machina della comunicazione cinque stelle, Casalino non solo da marzo 2026 dirige il sito La Sintesi, edito dalla TaTaTu di Andrea Iervolino, ma è tornato alla politica candidandosi a consigliere comunale nella “sua” Ceglie Massapica, località del Brindisino spesso scelta dalla premier Giorgia Meloni per le vacanze estive.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Rocco Casalino con Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Sfida persa per Casalino, ma solo a metà. Con 246 voti raccolti, l’ex portavoce è risultato il secondo più votato della lista “Uniti si cambia”, appoggiata anche dal M5s, al suo debutto in città e risultato primo partito del campo largo con il 10,67 per cento (il Pd si è fermato a un modestissimo 6 per cento). Vero, Ceglie Massapica resta convintamente di centrodestra – è stato eletto Angelo Palmisano (67 per cento) – ma forse Casalino non resterà fuori da un palazzo ancora per molto. Stando all’articolo 2 del Codice etico del Movimento 5 stelle, «per proporre la propria candidatura al parlamento italiano, al parlamento europeo e nelle Regioni, è necessario essere stati candidati in una lista comunale o di municipio/circoscrizione avendo conseguito un numero di preferenza non inferiore alla media delle preferenze raccolte dai candidati della lista». Quelle 246 preferenze sono così il pass per poter correre alle prossime Politiche. Vedremo.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Rocco Casalino (Imagoeconomica).

Vannacciani col botto a Vigevano

Un altro risultato che si riverbera sul palcoscenico nazionale è quello ottenuto da Furio Suvilla a Vigevano, comune di 60 mila abitanti nella provincia pavese. Suvilla, frontrunner di Roberto Vannacci, ha incassato un sorprendente 14,33 per cento, superando la Lega, con l’assessore uscente Riccardo Ghia fermo all’11 per cento.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Furio Surilla (da Fb).

Suvilla non andrà al ballottaggio, ma il suo tesoretto di preferenze potrebbe pesare parecchio l’8 e il 9 giugno. «Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche», ha commentato il generale che in Lombardia ha appena accolto due consiglieri regionali inaugurando così una sua componente al Pirellone. Restando a Vigevano, si segnala anche il flop di Massimo Lovati. L’ex avvocato di Andrea Sempio era appoggiato da Marco Rizzo: per lui un tombale 1 per cento.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Massimo Lovati (Ansa).

A Cene dopo 36 anni tramonta il regno leghista

Schiaffo simbolico per la Lega anche nella Bergamasca. A Cene, comune di 4 mila abitanti in Val Seriana, Gaia Anselmi ha dovuto cedere il passo al civico Roberto Radici che ha incassato il 61 per cento con 1.178 voti. Anselmi si è fermata a 752: fine dei 36 anni di potere leghista.

Santa Marinella non premia Mariarosaria Rossi

Difficilmente avrà un altro palcoscenico Mariarosaria Rossi. L’ex “badante” del Cav, un tempo zarina di Forza Italia, era in corsa con Noi Moderati, FI e due liste civiche, a Santa Marinella, a pochi chilometri da Roma, ma si è dovuta accontentare del 5,27 per cento. Al ballottaggio nella località costiera in cui il centrodestra si è presentato diviso, vanno Damiano Gasparri sostenuto da Fratelli d’Italia, Futura, Lega, Lista Civica Gasparri (32,58 per cento) e il civico Alessio Manuelli appoggiato da Noi con Manuelli sindaco, Orizzonti Comuni, Uniti per Manuelli sindaco, Onda Nuova Manuelli sindaco (27,77 per cento).

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Mariarosaria Rossi (dal profilo Fb).

Cateno De Luca in chiaroscuro

La tornata elettorale è stata caratterizzata anche per la conferma a Messina del regno di Cateno De Luca, ex primo cittadino e leader di Sud chiama Nord. Nella città dello Stretto ha vinto il suo fedelissimo Federico Basile. Male invece ad Agrigento, dove Luigi Gentile non è riuscito ad arrivare al ballottaggio, e pure a Milazzo, dove l’ex viceministra all’Economia Laura Castelli, già storica esponente del M5s e presidente di Sud chiama Nord, si è fermata al 15 per cento, molto più delle liste che la sostenevano (8 per cento) e superando di gran lunga il Pd.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Cateno De Luca (Imagoeconomica).

Festa per i Cuffaro, derby per i Fitto

Sempre in Sicilia, a Raffadali, nell’Agrigentino, il Comune resta in mano ai Cuffaro. Con una percentuale bulgara – 75,5 per cento – ha trionfato Ida Cuffaro, 27enne figlia del sindaco uscente Silvio Cuffaro, fratello dell’ex governatore Totò. Infine non poteva mancare un derby familiare.

Da Casalino al botto dei vannacciani: le Comunali che parlano a Roma
Il manifesto elettorale di Ida Cuffaro.

A Maglie, nel Leccese, è stato eletto sindaco l’uscente Ernesto Toma, con cui era candidato consigliere Felice Fitto, fratello di Raffaele, vicepresidente della commissione Ue. Toma ha avuto la meglio su Antonio Fitto, zio di Raffaele e Felice, già per tre volte sindaco di Maglie e sostenuto dalla Lega.

Flotilla terrestre, rientreranno in Italia gli attivisti sgomberati in Libia

Nella serata di ieri 25 maggio gli attivisti del convoglio di terra della Global Sumud Flotilla sono stati sgomberati dal campo che avevano allestito nei pressi di Sirte, in Libia: i sette italiani potrebbero tornare già oggi in patria con voli di linea.

«Siamo stati attaccati dalle forze libiche dell’ovest nel nostro accampamento verso le 18:30. Eravamo in presidio ad attendere il rilascio delle compagne e dei compagni, quando abbiamo visto arrivare le camionette nere con a bordo i militari. Erano tutti a volto coperto. Prima due, poi quattro, poi altri ancora. Ci siamo radunati tutti nella moschea ma i militari hanno iniziato a intimarci violentemente di sgomberare l’area, di salire sui pullman e di andare via». Questo il racconto all’Adnkronos di Sara Suriano, attivista pugliese: il gruppo è stato scortato verso Misurata e ha avuto comunicazione dal console che presto verrà rimpatriato.

Ancora a Bengasi gli altri due attivisti italiani

Nelle sue parole, Suriano ha fatto riferimento alla delegazione di 10 persone che si era diretta verso un checkpoint per negoziare il passaggio, ma successivamente fermata dalle autorità. Tra loro anche i due italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia: gli attivisti in questione non sono stati ancora rilasciati. Secondo quanto emerso, sono stati trasferiti a Bengasi: trattati come possibili immigrati clandestini, potrebbero essere presto espulsi dalla Libia dopo un processo per direttissima.

Il convoglio era partito dalla Tripolitania occidentale

Del Global Sumud Land Convoy, partito dalla Tripolitania occidentale, facevano parte circa 250 persone, sette ambulanze e 10 camion di aiuti per la popolazione di Gaza. La missione terrestre, che puntava a raggiungere la Striscia dopo aver attraverso Libia ed Egitto, è stata fermata a Sirte, uno dei principali punti di transizione tra le aree occidentali, controllate dal Governo di unità nazionale di Tripoli, e la Cirenaica orientale sotto influenza dell’Esercito nazionale libico (Enl), guidato dal feldmaresciallo Khalifa Haftar. Il convoglio era rimasto accampato per nove giorni proprio vicino alla stessa moschea citata da Suriano, senza che accadesse nulla.

Giffoni Film Festival, contestato danno erariale: sequestro da 478 mila euro

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, hanno notificato un invito a dedurre, con contestuale atto di messa in mora, nei confronti dell’ente autonomo Giffoni Experience, del direttore artistico e organizzativo e del Responsabile Unico del Procedimento in relazione ai contributi pubblici erogati dalla Regione, in quanto ritenuti responsabili di un danno erariale di 478.769 euro, riferito alle edizioni del Giffoni Film Festival dal 2016 al 2024.

Giffoni Film Festival, contestato danno erariale: sequestro da 478 mila euro
Claudio Gubitosi (Imagoeconomica).

I fondi pubblici “dirottati” dal 2016 al 2024

Parte dei fondi pubblici assegnati alla kermesse sarebbero stati “dirottati” dal 2016 al 2024 all’associazione presieduta dalla moglie del direttore artistico, Claudio Gubitosi, che avrebbe una sola dipendente, la figlia della coppia, sotto forma di servizi di inclusione e solidarietà sociale. Questo, peraltro, avrebbe determinato «una situazione di conflitto d’interessi tra i vertici dell’ente organizzatore e l’associazione destinataria degli affidamenti».

L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta

Contestualmente, su decreto del Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti, è stato anche eseguito un sequestro conservativo di conti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai destinatari del provvedimento, equivalente al danno erariale contestato, comprensivo di rivalutazione e interessi. L’indagine è lo sviluppo di una precedente inchiesta su sprechi legati all’utilizzo di bus per ospiti e giurati durante il festival, per il quale è pendente un giudizio davanti alla Corte dei conti.

Antitrust, istruttoria su easyJet per pratica commerciale scorretta

L’Antitrust ha avviato un’istruttoria nei confronti di easyJet Airline Company Limited per una pratica commerciale scorretta. La società, spiega l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, «avrebbe strutturato – sul proprio sito internet – la procedura di acquisto online del servizio accessorio di trasporto in stiva di bagagli e/o attrezzatura sportiva, per viaggi di andata e ritorno, pubblicizzando solo il prezzo medio del servizio e proponendo come opzione di default l’acquisto cumulativo del servizio per entrambe le tratte, anche quando non effettivamente interessato».

L’Antitrust: «Consumatore indotto in errore»

Il consumatore, si legge nella nota Antitrust, «sarebbe così indotto in errore sull’effettivo prezzo del servizio per ciascuna tratta di viaggio e, nel caso voglia acquistare il servizio accessorio per una sola delle tratte, dovrebbe attivarsi per superare la scelta di default operata da easyJet, interrompendo la procedura di prenotazione online (tramite sito o app)». Secondo l’Autorità, la condotta della compagnia aerea «potrebbe costituire una pratica commerciale ingannevole e aggressiva, ai sensi degli articoli 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo».

Negative all’ebola le due persone rientrate nel Comasco dall’Uganda

Sono risultati negativi all’ebola i due cooperanti residenti nel Comasco che, rientrati domenica 24 maggio dall’Uganda, avevano accusato sintomi riconducibili al virus. I due, un 30enne di Lurate Caccivio e di una 31enne di Bulgarograsso, erano stati prelevati dalle loro abitazioni e portati in isolamento all’ospedale Sacco di Milano, in attesa dei risultati dei test. I cooperanti sono stati sottoposti a tutte le analisi per malattie infettive potenzialmente responsabili dei loro sintomi: alla fine sono risultati positivi a un batterio responsabile di forme acute di gastroenterite.

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»

Gli Usa hanno condotto un raid nel sud dell’Iran «per autodifesa», colpendo nei pressi di Bandar Abbas, sede di una grande base navale vicina allo stretto di Hormuz. Nel mirino, secondo quanto affermato dal Comando Centrale degli Stati Uniti, alcune imbarcazioni che cercavano di collocare mine nel braccio di mare e anche postazioni per il lancio di missili.

«Abbiamo appena scoperto che è possibile uccidere 80 mila persone, tra cui più di 10 mila bambini, sfollare 2 milioni di persone e chiamarla legittima difesa»: così la tv di Stato iraniana ha commentato la notizia dei nuovi raid americani.

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»
Un manifesto su Hormuz per le strade di Teheran (Ansa).

Teheran minaccia una «risposta durissima, anche fuori regione»

«Se verremo attaccati, i nostri attacchi saranno più duri, più intensi e più potenti. La nostra risposta andrà oltre la regione. L’obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione», ha dichiarato Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane. Nel suo messaggio per l’Hajj, cioè l’annuale pellegrinaggio islamico verso La Mecca, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha detto che «l’ago della lancetta del tempo non torna indietro e le nazioni e i territori della regione non saranno più uno scudo per le basi americane», aggiungendo: «L’America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l’installazione di basi militari nella regione».

Nuovo attacco americano nel sud dell’Iran: «Autodifesa»
Donald Trump (Ansa).

Trump: «L’uranio arricchito verrà distrutto, in Iran o altrove»

L’attacco è avvenuto poco dopo un nuovo annuncio di Donald Trump sull’approssimarsi di un accordo con Teheran. «L’uranio arricchito (polvere nucleare!) sarà immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere portato qui e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l’Iran, distrutto in loco o in un’altra località accettabile», ha scritto su Truth il presidente Usa, che nel frattempo ha incassato il “no” di Islamabad alla sottoscrizione degli Accordi di Abramo, che normalizzano le relazioni con Israele. «Non credo che dovremmo aderire ad alcuna intesa che contrasti con le nostre ideologie fondamentali», ha dichiarato il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif.