L’Europa accelera sul piano per una Nato senza gli Stati Uniti

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che cita diverse fonti, in Europa si sono intensificate le discussioni su un piano informale per garantire la possibilità di difendersi utilizzando le strutture militari esistenti della Nato in caso di ritiro degli Stati Uniti dall’Alleanza atlantica, paventato a più riprese da Donald Trump. Il piano, sottolinea il Wsj, non punta a sostituire la Nato, ma a rafforzarla in chiave più europea.

L’Europa accelera sul piano per una Nato senza gli Stati Uniti
Simbolo della Nato (Ansa).

L’accelerata dopo il cambiamento di posizione della Germania

Il fattore chiave che ha innescato le discussioni è stato il cambiamento di posizione di Berlino. La Germania, contraria a un approccio unilaterale e all’idea, promossa dalla Francia, di una maggiore autonomia europea in materia di difesa, sotto la guida di Friedrich Merz ha iniziato a dubitare dell’affidabilità degli Stati Uniti come alleato. In particolare dopo certe affermazioni di Trump su Ucraina e Russia, in cui il tycoon sembrava confondere la vittima con l’aggressore.

Cosa prevederebbe il piano di riserva per la Nato senza gli Usa

I funzionari che stanno lavorando al piano di riserva, spiega il Wsj, mirano a coinvolgere un maggior numero di europei nei ruoli di comando e controllo della Nato e a integrare le risorse militari statunitensi con quelle del Vecchio Continente. Tra le questioni pratiche figurano la gestione dei sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato, i corridoi di trasporto delle forze verso la Polonia e i Paesi baltici, la logistica e le grandi esercitazioni regionali in caso di ritiro delle truppe Usa. I funzionari sono inoltre determinati a mantenere l’affidabilità dello scudo nucleare.

L’Europa accelera sul piano per una Nato senza gli Stati Uniti
Esercitazione Nato (Ansa).

L’attuazione sarà difficile: l’intera architettura Nato dipende dagli Usa

Preservando al contempo la deterrenza verso la Russia e la continuità operativa dell’alleanza. Questo l’obiettivo del piano “di riserva”: tra le misure in discussione ci sono anche il rafforzamento della produzione militare, lo sviluppo di nuove tecnologie e, per alcuni Paesi, il ritorno alla leva obbligatoria. Il Wall Street Journal osserva che l’attuazione del piano sarà difficile, visto che l’intera architettura Nato dipende dagli Usa. La carica di Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa, ad esempio, è tradizionalmente ricoperta da un rappresentante degli Stati Uniti. E Washington non ha alcuna intenzione di rinunciarvi.

Trump ancora contro il Papa: «Qualcuno gli dica che l’Iran ha ucciso 42 mila innocenti»

Nuovo attacco di Trump al Papa. Dopo averlo definito debole sul piano della politica estera, accusandolo di «ritenere accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare», il tycoon torna a tuonare contro Leone XIV: «Qualcuno può per favore dirgli che l’Iran ha ucciso almeno 42 mila manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l’attenzione. L’America è tornata», ha scritto in un post su Truth. Il pontefice non ha ancora replicato.

Trump ha detto che la guerra in Iran «è molto vicina alla fine»

Intervistato dalla conduttrice di Fox News Maria Bartiromo, Donald Trump ha detto che il conflitto con l’Iran è «molto vicino alla fine», anticipando la possibilità di un nuovo round di colloqui tra Washington e Teheran, con la mediazione del Pakistan, questa settimana o all’inizio della prossima. In tale ottica, il presidente Usa ha aggiunto che, in questo momento, non sta pensando a una proroga del cessate il fuoco con l’Iran, in scadenza il 21 aprile.

Trump: «Se attaccassimo ora ci metterebbero 20 anni a ricostruire»

Trump ha inoltre detto che un eventuale attacco diretto contro l’Iran avrebbe avuto conseguenze devastanti per la Repubblica Islamica: «Se partissimo in questo momento esatto, ci metterebbero 20 anni a ricostruire il loro Paese». Così sui nuovi colloqui che si dovrebbero tenere a Islamabad: «Potrebbe finire bene o male, ma penso che un accordo sia meglio perché poi potranno ricostruire». Teheran, ha aggiunto, adesso è «determinata a raggiungere un’intesa». Quanto agli attacchi già avvenuti, Trump ha dichiarato: «Ho dovuto cambiare direzione perché se non lo avessi fatto oggi avremmo un Iran con l’arma atomica e se l’avessero avuta oggi chiameremmo tutti in quel Paese ‘signori’ e non credo che lo vogliamo».

Trump ha detto che la guerra in Iran «è molto vicina alla fine»
JD Vance (Ansa).

Il vicepresidente Vance: «Trump vuole un grande accordo con l’Iran»

Dovrebbe essere di nuovo il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, a guidare la delegazione Usa se ci sarà un secondo round di colloqui con l’Iran dopo quelli dello scorso fine settimana a Islamabad. Lo anticipa la Cnn, citando fonti stando alle quali a un eventuale secondo incontro dovrebbero essere presenti anche l’inviato di Trump, Steve Witkoff, e Jared Kushner, genero del tycoon. «Il motivo per cui l’accordo non è stata ancora raggiunto sta nel fatto che il presidente vuole davvero un’intesa per cui l’Iran non abbia armi nucleari», ha dichiarato Vance. Trump, ha sottolineato, «non vuole con Teheran un “piccolo accordo”, ma “il grande accordo”».

Roma, 13 arresti per droga: c’è anche ex boss della Banda della Magliana

Le forze dell’ordine hanno eseguito 13 arresti a Roma per traffico di droga, porto abusivo di armi, ricettazione, tentato omicidio e lesioni. Tra i destinatari dell’ordinanza, che dispone la custodia cautelare per tutti, c’è anche Raffaele Pernasetti, storico esponente della Banda della Magliana, che torna in carcere. Per gli investigatori, grazie alla sua vicinanza con alcuni autorevoli componenti del clan Senese e di una cosca di ‘ndrangheta, avrebbe favorito l’approvvigionamento della droga che veniva poi venduta nelle piazze di spaccio del Trullo, Corviale, Magliana Nuova, Monteverde Nuovo e Garbatella di Roma. È anche accusato di aver picchiato e minacciato con una pistola alla testa un meccanico per un debito di droga. Avrebbe infatti tentato di farsi consegnare 8 mila euro come corrispettivo di una pregressa vendita di sostanze stupefacenti e, poiché le minacce non andavano a buon fine, avrebbe ordinato a un gruppo di tre persone di punire il debitore che, il 25 marzo 2024, è stato attinto da tre colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel quartiere Magliana.

Caso Almasri, via libera della Camera allo “scudo” per Bartolozzi

Via libera dell’Aula della Camera alla richiesta di sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato presso la Corte costituzionale nei confronti del Tribunale dei ministri e della Procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge Giusi Bartolozzi nel caso-Almasri, il torturatore libico rimpatriato dal governo nonostante il mandato di arresto della Corte penale internazionale. La proposta dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio è stata approvata a scrutinio palese con 47 voti di scarto. Respinta la richiesta di voto segreto avanzata dalle opposizioni.

Caso Almasri, via libera della Camera allo “scudo” per Bartolozzi
La Camera dei deputati (Ansa).

Bartolozzi è indagata per false dichiarazioni al pubblico ministero

Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio (si è dimessa dopo la sconfitta del centrodestra nel referendum del 22 e 23), è finita sotto inchiesta della procura di Roma per false dichiarazioni al pubblico ministero, reato previsto dall’articolo 371 bis del codice penale: l’iscrizione riguardava le deposizioni rese davanti al Tribunale dei Ministri, considerate non veritiere dagli inquirenti. La procura capitolina, che ha terminato le indagini a suo carico, pochi giorni fa ha chiesto il rinvio a giudizio per Bartolozzi.

Caso Almasri, via libera della Camera allo “scudo” per Bartolozzi
Matteo Piantedosi e Carlo Nordio (Ansa).

Chiesta l’immunità già concessa a Nordio, Piantedosi e Mantovano

Secondo la maggioranza, la questione relativa a Bartolozzi rientrerebbe nelle competenze della Giunta per le autorizzazioni della Camera, trattandosi di una vicenda analoga a quelle che avevano coinvolto i ministri Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano, per i quali Montecitorio (con i voti del centrodestra) aveva già negato l’autorizzazione a procedere e il Tribunale aveva poi disposto l’archiviazione. Bartolozzi, nel frattempo, ha chiesto il ricollocamento in ruolo in magistratura: la Terza Commissione del Csm si è espressa a favore del suo ritorno nella stessa posizione che ricopriva in precedenza presso la Corte di appello di Roma.

Russia alla Biennale di Venezia, ufficiale la revoca dei fondi Ue

La Commissione europea ha ufficializzato la revoca della sovvenzione da 2 milioni di euro destinata alla Biennale di Venezia, che era in forse da diversi giorni: alla base della decisione la partecipazione della Russia alla 61esima edizione, che è ormai alle porte. Lo ha reso noto Thomas Regnier, portavoce dell’esecutivo Ue. Sottolineando che la Commissione aveva «inviato una lettera al governo italiano nel mese di marzo», Regnier ha poi aggiunto: «Gli eventi culturali finanziati con il denaro dei contribuenti europei dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione, valori che non vengono rispettati nella Russia odierna». L’Unione europea attende adesso un parere del Ministero degli Esteri italiano, che ha confermato di essere al lavoro sul dossier. Dopo lo scontro tra Alessandro Giuli e Pietrangelo Buttafuoco, a metà marzo Fondazione Biennale ha inviato al governo tutti i documenti richiesti dal Ministero della Cultura per verificare se fossero state violate le sanzioni contro la Federazione russa.

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Deputati Fdi con le mascherine in Aula contro Conte, scintille alla Camera

Scintille alla Camera, dove i deputati di FdI hanno indossato delle mascherine come forma di protesta provocatoria contro il leader del M5s Giuseppe Conte, tirato in ballo per la gestione Covid dopo le ultime audizioni in commissione. La deputata Alice Buonguerrieri l’ha definito un «mentitore seriale inaffidabile e inattendibile». «Se Conte ha mentito su questo, su cosa dobbiamo attenderci che abbia mentito ancora? Di cosa ha paura?», ha affermato la parlamentare meloniana dopo aver chiesto un’informativa al ministro della Salute e la disamina di tutti i documenti emergenti e «di tutti i fatti gravi che continuano ad emergere sulla vicenda delle mascherine e sulle ipotesi di tangenti richieste dai colleghi di Conte».

Deputati Fdi con le mascherine in Aula contro Conte, scintille alla Camera
Deputati Fdi con le mascherine in Aula contro Conte, scintille alla Camera
Deputati Fdi con le mascherine in Aula contro Conte, scintille alla Camera

Trump rompe con Meloni: «Non vuole aiutarci nella guerra, mi sbagliavo su di lei»

«Non vuole aiutarci nella guerra, sono scioccato». Lo ha detto Donald Trump raggiunto telefonicamente dal Corriere della Sera, riferendosi a Giorgia Meloni. Che, dopo qualche tentennamento, ha condannato l’attacco rivolto dal presidente Usa a papa Leone XIV. Poi il tycoon ha rincarato la dose: «Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo».

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Trump rompe con Meloni: «Non vuole aiutarci nella guerra, mi sbagliavo su di lei»
Leone XIV e Giorgia Meloni (Imagoeconomica/Vatican Media).

Meloni ha definito «inaccettabili» le parole di Trump contro Leone XIV

«Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra», aveva detto Meloni stigmatizzando le affermazioni del tycoon, che aveva definito «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera» il pontefice, il quale gli aveva risposto a tono. Successivamente la premier ha aggiunto: «Quando non si è d’accordo con un alleato bisogna dirlo. Non mi sentirei a mio agio in una società dove i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Le parole di Trump sono inaccettabili, ho espresso la mia solidarietà al papa». Inoltre il governo italiano, come ha fatto sapere la presidente del Consiglio, «in considerazione della situazione attuale», ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele. Un’altra mossa che certo non deve essere piaciuta a The Donald.

Trump rompe con Meloni: «Non vuole aiutarci nella guerra, mi sbagliavo su di lei»
Giorgia Meloni (Ansa).

Sondaggi politici Swg 13 aprile 2026: Avs supera di nuovo la Lega

Secondo i sondaggi politici realizzati da Swg per il TgLa7 del 13 aprile 2026, Fratelli d’Italia si conferma saldamente la prima forza del Paese con il 29,3 per cento (-0,2). Lieve flessione per il Partito democratico, che registra il 21,9 (-0,1), e per il Movimento 5 stelle, dato al 12,2 per cento (-0,1). Meno due punti percentuali per Forza Italia, che scende al 7,7 per cento, mentre Alleanza verdi-sinistra torna sopra la Lega con il 6,6 per cento (=). Il Carroccio registra il calo maggiore e scivola al 6,3 per cento (-0,3). Crescono invece tutti i partiti minori, con Azione e Futuro nazionale al 3,5 per cento (il primo cresciuto dello 0,1, il secondo dello 0,2), seguiti da Italia Viva al 2,4 per cento (+0,1). Infine, Più Europa guadagna lo 0,2 e sale all’1,6 per cento mentre Noi moderati lo 0,1, registrando l’1,2 per cento.

Sondaggi politici Swg 13 aprile 2026: Avs supera di nuovo la Lega
Sondaggio Swg 13 aprile 2026 (X).
Sondaggi politici Swg 13 aprile 2026: Avs supera di nuovo la Lega
Sondaggio Swg 13 aprile 2026 (X).

Crans-Montana, i coniugi Moretti indagati a Roma

La procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Jacques Moretti e la moglie Jessica nell’ambito del procedimento legato alla strage di Capodanno a Crans-Montana. Nei confronti dei titolari de Le Constellation, il locale in cui si è consumata la tragedia che ha provocato 41 vittime, i pm capitolini contestano i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I due, secondo quanto si apprende, non saranno al momento interrogati nella Capitale. Parallelamente prosegue l’inchiesta degli inquirenti svizzeri. Lunedì 13 aprile, a Sion, è stato interrogato il sindaco di Crans Montana Nicolas Féruad mentre il venerdì precedente era stato sentito il responsabile della sicurezza del comune, Baptiste Cotter. Entrambi avrebbero “scaricato” le eventuali responsabilità legate alla mancate misure di sicurezza o sui loro sottoposti (nel caso del sindaco) o sui superiori (la tesi del responsabile della sicurezza).

Global Sumud Flotilla, la Procura di Roma contesta anche il reato di tortura

Nell’indagine avviata dopo gli esposti presentati dai 36 attivisti italiani che hanno preso parte alla Global Sumud Flottila, dopo aver ipotizzato i reati di sequestro di persona, rapina e danneggiamento con pericolo di naufragio, la Procura di Roma contesta adesso anche il reato di tortura. Il pm Stefano Opilio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, hanno aperto un fascicolo contro ignoti. L’Ansa riporta che gli inquirenti, dopo aver ascoltato i partecipanti alla missione umanitaria, sono pronti a inoltrare una richiesta di rogatoria a Israele.

Il Nord-Ovest valuta una candidatura unitaria per le Olimpiadi estive

Le Regioni Piemonte, Lombardia e Liguria, insieme alle Città di Torino, Milano e Genova hanno annunciato l’avvio di un percorso congiunto per valutare la possibilità di presentare una candidatura unitaria del Nord-Ovest italiano per ospitare una futura edizione delle Olimpiadi estive. Un primo orizzonte temporale sono i Giochi del 2036 o, in alternativa, quelli del 2040. Le istituzioni promotrici si sono riunite martedì 14 aprile 2026 per un primo incontro operativo, avviando formalmente il confronto.

L’idea di un modello olimpico diffuso innovativo e sostenibile

Un elemento centrale della possibile candidatura, spiega una nota, è «l’impegno a costruire un progetto fortemente orientato alla sostenibilità ambientale ed economica, in linea con le più recenti indicazioni del Comitato internazionale olimpico». Il tutto valorizzando in larga parte infrastrutture e impianti già esistenti, anche con il coinvolgimento delle imprese del territorio. «Un modello olimpico diffuso che riduca l’impatto ambientale, ottimizzi le risorse pubbliche e generi benefici concreti e duraturi per le comunità locali», si legge nel comunicato. Le istituzioni coinvolte intendono avviare una fase preliminare di confronto con Coni, governo, mondo dello sport, università e i principali stakeholder territoriali, per verificare la fattibilità di una candidatura. L’obiettivo è costruire una proposta credibile, sostenibile e innovativa che metta al centro lo sport, i giovani e la cooperazione tra territori, rafforzando al contempo la vocazione internazionale del Paese e la capacità di promuovere l’Italia nel mondo attraverso un grande progetto condiviso. «Il Nord-Ovest italiano possiede tutte le caratteristiche per diventare un grande palcoscenico olimpico diffuso capace di unire città, regioni e comunità attorno ai valori universali dello sport», concludono le istituzioni.

Forza Italia, Enrico Costa nuovo capogruppo alla Camera

Chiuso l’accordo sul nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera dopo le dimissioni di Paolo Barelli. A guidare i parlamentari azzurri a Montecitorio sarà Enrico Costa, mentre Barelli sarà viceministro ai Rapporti con il Parlamento, incarico ora ricoperto da Matilde Siracusano. L’effetto domino porterà quest’ultima ai Beni Culturali, dove siedeva l’attuale ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Il nuovo incarico, poiché senza portafoglio, permetterà a Barelli di mantenere la presidenza di Federnuoto, cosa che non sarebbe stata possibile in caso di suo dirottamento al Mimit. Valentino Valentini, attuale viceministro del dicastero di via Veneto, resterà quindi al suo posto.

Trump nomina Erin Browne sottosegretario al Tesoro per gli Affari internazionali

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nominato Erin Browne, dirigente senior di Pimco, come sottosegretario al Tesoro per gli Affari internazionali. Lo riporta il Financial Times. Browne guida le strategie di asset allocation di Pimco dal 2018. Se la sua nomina fosse confermata dal Congresso, sarebbe responsabile delle politiche economiche legate al G7 e al G20 – che quest’anno sarà ospitato dagli Stati Uniti – nonché di quelle sulla finanza internazionale, sul debito e sul commercio in generale. Il sottosegretario gestisce anche la partecipazione del Paese al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale. Pimco ha affermato in una nota interna visionata dal Financial Times che Browne «rimarrà pienamente impegnata e collaborerà sia con i clienti che con i colleghi fino al completamento del processo di conferma». Il chief investment officer Daniel Ivascyn e il ceo Manny Roman si sono detti «onorati che continui l’orgoglioso record di Pimco di vedere colleghi selezionati per ricoprire ruoli chiave in cariche pubbliche».

Trump ha respinto la proposta dell’Iran sullo stop all’arricchimento dell’uranio

Donald Trump ha respinto la proposta dell’Iran di una sospensione massima di cinque anni dei suoi piani di arricchimento dell’uranio, a fronte dei 20 anni richiesti dalla delegazione Usa nei negoziati che si sono tenuti in Pakistan nel fine settimana, definiti dal tycoon «un fallimento». Lo riporta il New York Times, citando due alti funzionari di Teheran e da uno di Washington.

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Trump ha respinto la proposta dell’Iran sullo stop all’arricchimento dell’uranio
La conferenza stampa di JD Vance sulla tv pachistana dopo i colloqui di Islamabad (Ansa).

JD Vance: «La palla è davvero nel loro campo»

Il funzionario americano ha spiegato che gli Stati Uniti hanno anche chiesto all’Iran di rimuovere dal Paese l’uranio altamente arricchito. Teheran, tuttavia, insiste affinché il materiale fissile resti nella Repubblica Islamica e ha controproposto di diluirlo in modo significativo in modo che non possa essere usato per la produzione di un’arma nucleare. Il vicepresidente Usa JD Vance, intervistato da Fox News, ha detto che «la palla è davvero nel loro campo» e che «la grande incognita, d’ora in avanti, è se gli iraniani dimostreranno sufficiente flessibilità».

Trump ha respinto la proposta dell’Iran sullo stop all’arricchimento dell’uranio
Donald Trump (Ansa).

Possibili nuovi colloqui in Pakistan prima della fine della tregua

Dopo il no di Trump alla proposta dell’Iran sullo stop all’arricchimento dell’uranio sono comunque iniziate discussioni sull’opportunità di tenere un nuovo ciclo di negoziati in presenza, sempre a Islamabad e prima della fine del cessate il fuoco, anche se non è ancora stato tracciato alcun piano definitivo. «Il Pakistan si è offerto di ospitare un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni», scrive Associated Press citando due funzionari di Islamabad. La proposta, hanno sottolineato, dipenderà dalla richiesta, da parte di Washington e Teheran, di una sede diversa.

Trump e l’attacco al Papa, dopo il silenzio arriva la condanna di Meloni

È arrivato nella tarda serata di lunedì 13 aprile il commento di Giorgia Meloni sull’attacco di Donald Trump a Papa Leone. «Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza», ha affermato la premier condannando e stigmatizzando le affermazioni del tycoon, che aveva definito il pontefice «debole» sulla politica estera. «Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra», ha sottolineato Meloni, ringraziando poi Leone, a nome suo e del governo, «per il buon esito del viaggio apostolico che lo condurrà per la prima volta in Africa e che lo porterà a toccare quattro nazioni, ovvero Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale». «Possa il ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace, interna e tra le nazioni, nel solco del percorso tracciato dai suoi predecessori, e dare sostegno e conforto alle comunità cristiane che avrà modo di incontrare durante il viaggio», ha aggiunto. «L’Italia continuerà a fare la propria parte per favorire la costruzione di un nuovo modello di cooperazione con il continente africano e per sostenere la pace, lo sviluppo e il benessere dei popoli».

Barelli si dimette da capogruppo di Forza Italia alla Camera

Paolo Barelli lascia l’incarico di presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Lo ha reso noto lo stesso esponente azzurro, spiegando di aver convocato l’assemblea del gruppo parlamentare forzista a Montecitorio per la serata di martedì 14 aprile: «In quella sede, considerando conclusa la mia esperienza di presidente, formulerò una proposta per la successione a questo incarico. È mia ferma intenzione continuare con la stessa intensità il mio impegno politico e il mio sostegno al governo guidato da Giorgia Meloni». Proprio oggi Barelli si era recato a Palazzo Chigi, ufficialmente per incontrare alcuni funzionari e discutere di provvedimenti legati alla sanità, smentendo con i cronisti all’esterno della sede del governo l’ipotesi di dimissioni. Per Forza Italia si tratta del cambio di capogruppo in Parlamento nel giro di poco tempo: Stefania Craxi aveva infatti già sostituito Maurizio Gasparri al Senato.

Stretto di Hormuz, la minaccia di Trump: «Le navi iraniane che violano blocco saranno eliminate»

Donald Trump è tornato a minacciare di affondare le navi iraniane che tentano di violare il blocco navale nello Stretto di Hormuz, imposto dagli Stati Uniti a partire dalle 16 del 13 aprile. «La Marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata: 158 navi. Non abbiamo colpito il loro piccolo numero di quelle che chiamano “navi d’attacco veloci”, perché non le consideravamo una grande minaccia», ha scritto il presidente americano su Truth. «Attenzione: se una qualsiasi di queste navi si avvicina al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, usando lo stesso sistema di sterminio che usiamo contro i narcotrafficanti sulle imbarcazioni in mare. È rapido e brutale». Poi il post scriptum: «Il 98,2 per cento del traffico di droga verso gli Stati Uniti via mare è stato fermato».

La Federazione mondiale di nuoto riammette gli atleti russi e bielorussi con bandiera e inno

Gli atleti russi e bielorussi «saranno autorizzati a competere negli eventi mondiali di nuoto allo stesso modo dei loro colleghi che rappresentano altre nazionalità sportive», ovvero «con le rispettive divise, bandiere e inni». È quanto si legge in un comunicato diffuso da World Aquatics, nota fino al 2022 come Federazione internazionale di nuoto, dopo la modifica delle linee guida sulla partecipazione degli atleti nei periodi di conflitto politico. «Negli ultimi tre anni, World Aquatics e Aquatics Integrity Unit hanno contribuito con successo a garantire che i conflitti rimangano al di fuori delle sedi delle competizioni sportive. Siamo determinati a garantire che piscine e acque libere restino luoghi in cui atleti di tutte le nazioni possano riunirsi in competizioni pacifiche», ha dichiarato il presidente Husain Al Musallam. La federnuoto mondiale aveva già aperto le porte a russi e bielorussi nelle gare juniores e ammesso molti senior, ma solo come atleti neutrali. Resta un unico paletto alla riammissione con bandiera e inno nazionale degli atleti di Russia e Bielorussia: come precisa World Aquatics, potranno gareggiare solo dopo aver superato almeno quattro controlli antidoping consecutivi.

Figc, scende in campo anche Abete oltre a Malagò

Giancarlo Abete lancia la sua candidatura alla presidenza della Figc attraverso la Lega nazionale dilettanti. L’ha annunciato lui stesso a margine del Premio Bearzot in corso al Coni. «Chiederò al Consiglio direttivo della Lega nazionale dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter – attraverso una condivisione della candidatura – presentarmi seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi». Già presidente della Figc dal 2007 al 2014, dal 2022 Abete è presidente della Lega Nazionale Dilettanti. È stato anche alla guida del settore tecnico, presidente dell’allora Serie C, commissario della Lega Serie A e vice presidente Uefa.