È morto Ted Turner, fondatore della Cnn

Addio a Ted Turner, fondatore della Cnn, morto all’età di 87 anni. Lo riferisce l’emittente statunitense citando un comunicato della Turner Enterprises. Originario dell’Ohio, oltre che un imprenditore è stato un dirigente sportivo, un filantropo – ha fondato la Fondazione delle Nazioni unite -, un attivista e un ambientalista. Ha anche creato il cartone animato Captain Planet per educare i bambini al rispetto dell’ambiente. A renderlo famoso è stata la sua visione audace di fornire notizie da tutto il mondo in tempo reale, a tutte le ore. La Cnn è infatti stata il primo canale all news della storia. Nel 1991 fu nominato Uomo dell’anno dalla rivista Time per «aver influenzato la dinamica degli eventi e trasformato gli spettatori di 150 paesi in testimoni istantanei della storia».

Thompson: «Era e sarà sempre lo spirito che presiede la Cnn»

Mark Thompson, presidente e amministratore delegato della Cnn, ha dichiarato in una nota: «Ted era un leader intensamente coinvolto e impegnato, intrepido, impavido e sempre pronto a sostenere un’intuizione e a fidarsi del proprio giudizio. Era e sarà sempre lo spirito che presiede la Cnn. Ted è il gigante sulle cui spalle stiamo, e oggi ci prenderemo tutti un momento per riconoscere lui e il suo impatto sulle nostre vite e sul mondo». Poco più di un mese prima del suo ottantesimo compleanno nel 2018, Turner aveva rivelato di avere la Demenza a corpi di Lewy, un disturbo cerebrale progressivo. All’inizio del 2025, era stato ricoverato in ospedale per un lieve caso di polmonite prima di riprendersi in una struttura di riabilitazione. Lascia cinque figli, 14 nipoti e due pronipoti.

Hantavirus, la nave da crociera MV Hondius attraccherà a Tenerife

La nave da crociera MV Hondius con il focolaio di hantavirus attraccherà sabato 9 maggio sull’isola di Tenerife (nel porto di Granadilla) e i passeggeri stranieri saranno evacuati nei rispettivi Paesi d’origine. Lo ha annunciato la ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia, dopo la riunione interministeriale alla Moncloa sulla crisi sanitaria. I 14 spagnoli che viaggiano sulla nave saranno sottoposti a controlli alle Canarie e trasferiti poi in aereo a Madrid, dove trascorreranno un periodo di quarantena in un ospedale militare. L’imbarcazione al momento è ancorata al largo di Capo Verde.

Il presidente delle Isole Canarie è contrario alla decisione di Madrid

Termina così lo stallo sulla MV Hondius, la nave da crociera partita dall’Argentina su cui sono verificati alcuni casi di hantavirus, con tre decessi (e probabilmente una trasmissione da uomo a uomo). Fernando Clavijo, presidente del governo delle Isole Canarie, si era infatti opposto al piano del governo di Pedro Sanchez di consentire l’attracco della nave nell’arcipelago. «Se i passeggeri sono sani e salvi, non ha senso che debbano venire alle Isole Canarie per essere rimpatriati, potrebbero farlo dall’aeroporto internazionale di Capo Verde», aveva dichiarato.

L’Oms: «Basso il rischio complessivo per la salute pubblica»

Intanto, tre pazienti affetti da hantavirus sono stati appena evacuati dalla MV Hondius e sono in viaggio verso i Paesi Bassi per ricevere cure mediche. Lo ha reso noto Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, aggiungendo che l’organizzazione continua a collaborare con l’armatore della nave, oltre che con i governi di Capo Verde, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi. Sottolineando che «il rischio complessivo per la salute pubblica rimane basso», Ghebreyesus ha inoltre affermato che la situazione della nave da crociera colpita da hantavirus non è simile all’inizio della pandemia di Covid.

Zelensky: «Mosca ha violato la tregua, agiremo di conseguenza»

Il presidente ucraino Zelensky ha dichiarato che la Russia ha violato il cessate il fuoco, con un «evidente disprezzo per la salvaguardia delle vite umane», aggiungendo che l’Ucraina, «sulla base dei rapporti serali delle nostre forze armate e dell’intelligence», deciderà come agire di conseguenza. Il cessate il fuoco unilateralmente dichiarato da Kyiv, in risposta a quello richiesto da Putin per le celebrazioni della Giornata della vittoria del 9 maggio, è scattato a mezzanotte. Stando alle accuse, sei ore dopo Mosca l’ha violato sferrando un nuovo attacco. Gli allarmi sono scattati in diverse regioni ucraine e le autorità di Zaporizhzhia hanno segnalato un raid aereo contro attrezzature industriali nella zona. «Questo dimostra che la Russia rifiuta la pace e che i suoi falsi appelli al cessate il fuoco del 9 maggio non hanno nulla a che fare con la diplomazia. A Putin interessano solo le parate militari, non le vite umane», ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga.

Buttafuoco: «Alla Biennale selezioniamo opere, non passaporti»

«Chiudere a qualcuno significa rendere più fragile l’apertura verso l’altro e se la Biennale selezionasse non le opere ma le appartenenze, non le visioni ma i passaporti smetterebbe di essere il luogo dove il mondo si incontro e si incontra a maggior ragione quando il mondo è lacerato». Lo ha detto il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco alla conferenza stampa di presentazione della 61esima edizione, affrontando il tema della presenza russa alla manifestazione.

Buttafuoco: «Qui un unico veto, all’esclusione preventiva»

Buttafuoco ha inoltre detto: «Questa è una Biennale che non vuole risolvere, ma mostrare, aprire alle domande. Qui l’unico veto è l’esclusione preventiva. Mi preoccupano la censura anticipata, le dichiarazioni che piovono da ogni dove costruendo un verdetto prima del confronto. La Biennale non è un tribunale. È un giardino di pace. Alle istituzioni chiediamo dialogo, non carte che girano. Proviamo insieme a guardare la luna».

I riferimenti alle parole di Mattarella e Meloni

Buttafuoco, nel suo discorso, ha anche citato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale «ha detto chiaramente ai David di Donatello qual è il mandato del lavoro artistico e culturale: libertà e audacia». Da qui la scelta di consentire la partecipazione alla Russia. Poi un commento alle parole di Giorgia Meloni: «A precisa domanda ha detto: “La Fondazione Biennale di Venezia è autonoma, non sono d’accordo ma…” ed è proprio quel ma, e la ringrazio, ha confermato sgargiante e definitiva la libertà e l’autonomia»

L’ambasciatore russo: «Inaccettabili diktat dell’Ue»

Inaugurando il padiglione della Russia alla Biennale, l’ambasciatore in Italia Alexey Paramonov ha detto che c’è «qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell’ossessione dell’Ue di perseguitare la cultura e l’arte» di Mosca «attraverso sanzioni e ogni sorta di restrizione». E poi la difesa di Buttafuoco: «È molto deplorevole che la leadership italiana, così come la Direzione della Biennale, siano diventate bersaglio di inaccettabili e brutali diktat e pressioni da parte dell’Ue i cui burocrati grigi e senza volto hanno fatto di tutto per abbassare la “cortina di ferro” e impedire qualsiasi scambio tra i Paesi Ue e la Russia». La Commissione europea ha inviato una seconda lettera alla Biennale per condannare la decisione di far partecipare la Federazione Russa.

Il blitz di Pussy Riot e Femen con lancio di fumogeni

Questa mattina ai Giardini della Biennale di Venezia c’è stato inoltre un blitz di Pussy Riot e Femen, che hanno lanciato fumogeni in segno di protesta contro l’apertura del padiglione russo. Assieme alle attiviste anti-Putin anche qualche centinaio di manifestanti aderenti a gruppi e movimenti vicini ai dissidenti russi.

Caso Claudia Conte, Piantedosi querela Dagospia

L’avvocato Roberto De Vita, su mandato del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha presentato atto di denuncia e querela nei confronti di Roberto D’Agostino, direttore responsabile di Dagospia, per il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa. L’iniziativa, ha spiegato il legale, è stata presa «in relazione alla continuativa, massiva, seriale e persistente campagna diffamatoria, fatta di insistenza narrativa e amplificazione progressiva, attraverso oltre 50 unità comunicative nell’arco di poche settimane tra articoli, rilanci, flash, citazioni indirette, foto didascalie e post», che «con incessanti e infondate affermazioni, insinuazioni e allusioni» ha attribuito a Piantedosi di «aver fatto ottenere illegittimamente incarichi pubblici anche retribuiti ed altre munificenze pubbliche alla dottoressa Claudia Conte». Questo “tam tam” da parte di Dagospia, spiega De Vita, ha «ingenerato nell’opinione pubblica la convinzione» che il ministro dell’Interno abbia «asservito la propria funzione istituzionale a presunti interessi personali», cosa che ha leso «gravemente la reputazione e l’integrità personale, professionale ed istituzionale» del titolare del Viminale.

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Caso Claudia Conte, Piantedosi querela Dagospia
Roberto D’Agostino (Imagoeconomica).

La replica di Dagospia: «Fatto solo giornalismo»

Questa la replica di Dagospia: «Piantedosi non ha il coraggio di parlare della sua relazione con Claudia Conte, ma solo di querelare per diffamazione Dagospia, che ha fatto il suo mestiere, raccontando la sfavillante carriera della prezzemolona ciociara. Dovrebbe essere Piantedosi a chiarire il perimetro di una relazione extraconiugale mai smentita, per fugare dubbi e ombre visto il delicato incarico ricoperto di ministro della legalità. Chiedersi quale sia stato il ruolo giocato dalla liaison nella carriera di Claudia Conte non è “campagna diffamatoria”: è solo giornalismo!».

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Caso Claudia Conte, Piantedosi querela Dagospia
Claudia Conte (Imagoeconomica).

Le opposizioni chiedono di sbloccare la riforma Rai: «Non garantiamo lavori in commissione»

Le opposizioni hanno scritto al presidente della commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini, e a Claudio Fazzone, presidente della commissione competente per materia, per sbloccare l’iter del ddl di riforma della Rai. «Il 17 settembre 2025 il comitato ristretto della commissione Ambiente e Lavori pubblici ha adottato un nuovo testo, dopo di che non è accaduto più nulla», denunciano in una nota comune, ricordando che il nuovo testo del comitato ristretto «risulta tuttora fermo in attesa del parere della commissione Bilancio che, nonostante i ripetuti solleciti, non è stato ancora espresso». In assenza di risposte positive – si legge nella nota, le opposizioni «non garantiranno più un ordinato svolgimento dei lavori della commissione Bilancio».

Quasi pronto un memorandum Usa-Iran per la fine delle ostilità

Iran e Stati Uniti starebbero finalizzando la stesura di un memorandum per mettere fine alla guerra. Lo riporta Axios, citando funzionari anonimi a conoscenza del dossier. A condurre il negoziato sull’intesa, in 14 punti, sarebbero Steve Witkoff e Jared Kushner per parte americana e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che attraverso i mediatori. Fonti pakistane confermano i progressi. Il testo dichiarerebbe la fine del conflitto nella regione e l’inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati su un accordo dettagliato per aprire lo stretto di Hormuz, limitare il programma nucleare iraniano, revocare le sanzioni statunitensi e rilasciare gradualmente i fondi iraniani congelati.

Le reciproche restrizioni verrebbero revocate gradualmente durante i 30 giorni

Le nuove trattative potrebbero avvenire a Islamabad o Ginevra. Le restrizioni dell’Iran sul trasporto marittimo attraverso lo stretto e il blocco navale degli Stati Uniti verrebbero gradualmente revocate durante i 30 giorni. Se le trattative fallissero, le forze statunitensi potrebbero ripristinare il blocco o riprendere l’azione militare, ha spiegato una fonte Usa. A quanto si apprende, i mediatori americani si aspetterebbero una risposta iraniana entro 48 ore. Intanto Trump ha sospeso l’operazione Project Freedom per liberare le navi bloccate a Hormuz.

Antitrust, istruttoria nei confronti di società del gruppo Glovo e di Deliveroo

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società del gruppo Glovo (Glovoapp23, Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy) e una nei confronti di Deliveroo Italy per possibili condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio di prodotti alimentari. Le società avrebbero messo in evidenza, nelle proprie comunicazioni rivolte ai consumatori (come il codice etico e le sezioni “chi siamo” sui loro siti web), un’immagine aziendale fondata sul rispetto di standard etici e di responsabilità sociale che non corrisponderebbe al vero. In particolare, ciò è accaduto per quanto riguarda le condizioni di lavoro e il rispetto della legalità nella gestione dei rider, con riferimento anche al modello operativo e all’algoritmo utilizzato dalle due società. I funzionari dell’Autorità, con l’ausilio della Guardia di finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di Foodinho e Glovo Infrastructure Services Italy e nella sede di Deliveroo Italy.

Colpita una portacontainer francese in transito nello Stretto di Hormuz: ci sono feriti

La nave portacontainer francese San Antonio è stata colpita mentre transitava nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato in un comunicato CMA CGM, colosso francese delle spedizioni (è la terza compagnia al mondo), spiegando che alcuni membri dell’equipaggio sono rimasti feriti e che l’imbarcazione ha subito danni. I feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: si tratterebbe di cittadini filippini.

L’attacco nel giorno della sospensione del Project Freedom

La San Antonio è stata attaccata lo stesso giorno in cui Donald Trump ha sospeso in via temporanea il Project Freedom, cioà l’operazione lanciata il 3 maggio per facilitare l’uscita delle navi dallo Stretto di Hormuz. Il presidente Usa ha dichiarato di aver ordinato la sospensione per verificare se «per verificare se l’accordo con l’Iran possa essere finalizzato e sottoscritto».

Stretto di Hormuz, Trump sospende il Project Freedom

Donald Trump ha sospeso temporaneamente il Project Freedom, ovvero l’operazione lanciata per liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz duramente condannata dall’Iran, «al fine di verificare se l’accordo» con Teheran «possa essere finalizzato e sottoscritto». La decisione, ha spiegato Trump su Truth, è stata presa «su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l’Iran» e anche perché «sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani». Il blocco navale imposto dalla Marina Usa ai porti della Repubblica Islamica resterà in vigore, ha precisato il presidente Usa.

È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi

È morto a 69 anni Evaristo Beccalossi, ex calciatore ricordato soprattutto per la militanza nell’Inter e molto amato dai tifosi nerazzurri. Lottava da oltre un anno contro le conseguenze di un’emorragia cerebrale che lo aveva colpito a gennaio del 2025.

È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi
È morto l’ex calciatore Evaristo Beccalossi

La carriera di Evaristo Beccalossi, bandiera dell’Inter

Trequartista mancino molto dotato tecnicamente ma discontinuo nel rendimento, Beccalossi era cresciuto nel Brescia – squadra della sua città – per poi passare all’Inter nel 1978. In sei anni di permanenza a Milano collezionò 217 presenze in tutte le competizioni e mise a segno 37 reti, tra cui una doppietta nel derby con Milan vinto per 2-0 il 28 ottobre 1979. Vinse da protagonista lo scudetto nel 1980 e poi la Coppa Italia nel 1982.

Finita l’esperienza nerazzurra giocò una stagione alla Sampdoria (con cui vinse un’altra Coppa Italia) e poi una nel Monza, in B. Successivamente tornò a Brescia dove rimase per due stagioni, di cui la prima in Serie A ma conclusa con la retrocessione. Terminò la carriera da professionista al Barletta, in Serie B. Successivamente giocò nei dilettanti prima nel Pordenone e poi nel Breno. Nonostante il talento, Beccalossi non giocò mai in Nazionale maggiore, fermandosi a 3 presenze nell’under 21 e in 4 nell’Olimpica. Dopo il ritiro dal calcio, divenne molto popolare come commentatore in tivù.

Il monologo di Paolo Rossi sui due rigori sbagliati

Curiosità: nel 1992 l’attore e tifoso nerazzurro Paolo Rossi portò in scena il monologo intitolato Lode a Evaristo Beccalossi, nella quale ricordava la partita di Coppa delle Coppe del 1982 Inter-Slovan Bratislava, in cui il fantasista sbagliò due calci di rigore a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro.

Il campione paralimpico Matteo Bonacina arrestato per abusi e stalking

L’atleta paralimpico Matteo Bonacina, arciere della Nazionale azzurra, è stato arrestato per abusi sessuali e stalking. Lo riporta Repubblica, spiegando che la procura di Roma ha aperto un’indagine su di lui partendo dalle denunce delle presunte vittime. Secondo le accuse, tra il 2019 e il 2024 avrebbe molestato cinque atlete e un’allenatrice. In occasione delle Paralimpiadi del 2024, avrebbe tentato di violentare una giovane azzurra dopo essersi introdotto nella sua camera. «Si è buttato verso di me con il fisico. Io gli chiedevo cosa stesse facendo e lui mi diceva “Sul pulmino eri così bella, mi ecciti”», ha raccontato lei. Negli anni precedenti avrebbe inviato foto intime corredate da messaggi a sfondo sessuale e preteso da una collega Nazionale un perizoma rosso come portafortuna. Bonacina, 41 anni e campione di tiro con l’arco, è stato posto agli arresti domiciliari.

Meloni e l’immagine in lingerie generata dall’IA: «I deepfake colpiscono tutti»

«Girano in questi giorni diverse mie foto false, generate con l’intelligenza artificiale e spacciate per vere da qualche solerte oppositore. Devo riconoscere che chi le ha realizzate, almeno nel caso in allegato, mi ha anche migliorata parecchio. Ma resta il fatto che, pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa». Lo ha scritto Giorgia Meloni sui social pubblicando un’immagine che la ritrae in lingerie, rintracciata online e generata con l’IA, precedentemente condivisa e criticata da un utente di Facebook, che l’aveva ritenuta reale. La premier ha poi aggiunto: «Il punto, però, va anche oltre me. I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no. Per questo una regola dovrebbe valere sempre: verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque».

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta

Il Partito democratico ha chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di ex membri della Cia negli Election Operations Center di Meta, struttura attivata dall’azienda di Mark Zuckerberg in occasione delle varie tornate elettorali per monitorare contenuti, campagne e flussi informativi.

Meta ha attivato questo ufficio in occasione delle Europee del 2024

Meta, ad esempio, ha attivato questa struttura in occasione delle Europee del 2024, anche in Italia. Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti, annunciando un’interrogazione al Parlamento europeo, hanno chiesto: «È accettabile che i flussi informativi durante le elezioni europee possano essere influenzati da strutture opache gestite da piattaforme private, nelle quali operano figure con un passato nei servizi di intelligence di Paesi terzi?». Già nel corso del 2022 era emerso il massiccio impiego da parte di Meta di ex membri della Cia, della National Security Agency, dell’Fbi e di altre agenzie governative americane, tutti assunti dal colosso di Menlo Park con l’obiettivo di controllare le policy di gestione dei contenuti e garantire formalmente scrutini di sicurezza più elevati.

Il caso degli ex agenti della Cia nell’ufficio elettorale di Meta
Palazzo Berlaymont (Ansa).

I nomi degli ex agenti dell’intellicence negli Election Operations Center

Sono peraltro usciti i nomi di alcune figure con esperienze in ambiti di intelligence Usa, coinvolti negli Election Operations Center: Aaron Berman, Hagan Barnett, Bryan Weisbard e Mike Bradow. Il primo, in Meta dal 2019 dove guida il team globale che definisce le policy sulle elezioni, in passato ha lavorato per 15 anni nella Cia occupandosi di influenza e analisi delle campagne informative in grado di incidere sui processi politici. Barnett, che in Meta opera nell’area legata all’IA, è un ex contractor della Cia, con un passato anche al Dipartimento del Tesoro nel settore del controterrorismo. Anche Weisbard, che fino a poco tempo fa in Meta guidava la strategia sulla privacy e sull’uso dei dati, è stato nell’intelligence Usa, oltre che nel Dipartimento di Stato. Bradow, che in Meta si occupa di fact-checking, viene invece da Usaid, ovvero l’agenzia americana che fornisce assistenza allo sviluppo economico, aiuto umanitario e sostiene il settore dell’informazione in molti Paesi.

Hantavirus, sulla nave da crociera «possibile trasmissione da uomo a uomo»

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sospetta che sulla nave da crociera MV Hondius ci sia stata una trasmissione da uomo a uomo dell’hantavirus. L’imbarcazione, sulla quale si sono verificati tre decessi, batte bandiera dei Paesi Bassi e al momento è ancorata al largo delle coste di Capo Verde con a bordo circa 150 persone. Non è ancora chiaro quando e dove verrà fatta approdare.

Ci sarebbe stata una trasmissione interumana sulla nave

Considerata la durata del periodo di incubazione (che può variare da una a sei settimane), per l’Oms l’ipotesi più plausibile è che le infezioni che hanno dato origine al focolaio di hantavirus si siano verificate all’esterno della nave, durante il viaggio in Sud America dei primi due croceristi deceduti. Successivamente ci sarebbe stata una trasmissione interumana del patogeno all’interno della imbarcazione. Tutto questo dovrà essere confermato dalle indagini in corso. «Al 4 maggio 2026 sono stati identificati sette casi: due casi di Hantavirus confermati in laboratorio e cinque casi sospetti. Tra i sette casi ci sono tre decessi, un paziente in condizioni critiche e tre persone che hanno riportato sintomi lievi», si legge in una nota dell’Oms.

Cos’è l’hantavirus e come si trasmette: le cose da sapere

«Sebbene raro, l’hantavirus può essere trasmesso da persona a persona e causare gravi malattie respiratorie. Richiede un attento monitoraggio dei pazienti, un supporto adeguato e una gestione appropriata», spiega l’Oms. Si trasmette all’uomo attraverso roditori selvatici infetti, come topi o ratti, che eliminano il virus con la saliva, l’urina e le feci. Un morso, il contatto con questi roditori o con i loro escrementi, così come l’inalazione di polvere contaminata, possono causare l’infezione.

Biennale, l’Ue invia una seconda lettera contro la partecipazione della Russia

Continuano le polemiche intorno al padiglione russo alla Biennale di Venezia. A pochi giorni dall’apertura dell’esposizione – prevista il 9 maggio -, la Commissione europea ha inviato una seconda lettera alla Fondazione per condannare la decisione di far partecipare Mosca. L’ha confermato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, finlandese del Ppe, durante un punto stampa. «Posso confermare», ha detto, «che abbiamo inviato una seconda lettera alla Biennale di Venezia, sulla base di ulteriori prove». «Sono stata molto chiara nel condannare fermamente la decisione della Biennale di permettere alla Russia di partecipare alla mostra d’arte. Oltretutto apre ufficialmente sabato che, ironia della sorte, è la Giornata dell’Europa. E la Giornata dell’Europa dovrebbe essere un giorno per celebrare la pace, non un giorno in cui la Russia può brillare alla Biennale», ha aggiunto. «Se la violazione della sovvenzione da 2 milioni di euro verrà confermata, non esiteremo a sospenderla o revocarla, perché il denaro dei contribuenti europei dovrebbe salvaguardare i valori democratici e la diversità. E sappiamo bene che questi valori non sono rispettati nella Russia di oggi», ha concluso.

L’Ue chiede più dettagli per verificare il rispetto delle sanzioni

Nelle settimane precedenti, la Commissione Ue aveva avvisato il governo italiano dell’intenzione di bloccare i 2 milioni di euro che l’Europa dovrebbe erogare alla Biennale entro il 2028. In particolare, vuole sapere che tipo di controlli stiano facendo gli italiani per verificare il rispetto delle sanzioni internazionali contro la Russia. L’esecutivo aveva risposto che «allo stato attuale non appaiono emergere violazioni della normativa vigente» e «non si ravvisano elementi che possano consentire (…) di bloccare la partecipazione» di Mosca. Ma all’Ue non è bastato, motivo per cui ha inviato una seconda missiva per sollecitare più dettagli e capire che misure siano state prese. L’Italia ha una settimana per replicare. Prima ancora, l’11 maggio, scadrà invece il tempo a disposizione della Biennale per inviare in Europa la propria difesa e non perdere i 2 milioni di sovvenzioni.

Trump attacca ancora il papa: «Sta mettendo in pericolo molti cattolici»

Durante un’intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo Salem News Channel, Donald Trump è tornato a criticare duramente papa Leone XIV. «Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare», ha affermato il tycoon con un tempismo non proprio perfetto: il segretario di Stato Usa Marco Rubio sarà a Roma dal 6 all’8 maggio per un viaggio che ha tra gli obiettivi (non dichiarati) quello di ricucire i rapporti con la Santa Sede dopo lo scontro dialettico che si era verificato a Pasqua.

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Le tappe dello scontro tra The Donald e il pontefice

Indispettito dalla parole di Prevost contro la guerra all’Iran, Trump lo aveva definito «debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera», aggiungendo che non sarebbe in Vaticano senza di lui alla Casa Bianca. Il pontefice aveva replicato di non aver paura dell’Amministrazione Trump, aggiungendo che avrebbe continuato a «parlare del Vangelo e quindi ad alta voce contro la guerra». Il presidente Usa a quel punto aveva rincarato la dose: «Qualcuno può per favore dire a papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42 mila manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile?». Al fianco del capo della Casa Bianca si era schierato il vicepresidente JD Vance, cattolico convertito (e pure ricevuto dal papa in Vaticano), il quale era arrivato a dire che «il papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia», aggiungendo poi: «Come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada? Non era forse dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento?». Successivamente, durante il suo viaggio apostolico in Africa, Leone XIV ha lanciato (senza citarlo) una frecciata a Trump: «Guai a coloro che manipolano la religione nel nome stesso di Dio per il loro guadagno militare, economico o politico, trascinando ciò che è sacro nell’oscurità e nella sporcizia».

Trump attacca ancora il papa: «Sta mettendo in pericolo molti cattolici»
Papa Leone XIV (Imagoeconomica).

L’ambasciatore Usa: «Tra il papa e Rubio incontro franco»

«Le nazioni hanno dei disaccordi, e credo che uno dei modi per superarli sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico. Credo che il Segretario venga qui con questo spirito. Per avere una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo». Lo ha detto a Reuters Brian Burch, ambasciatore americano presso la Santa Sede.

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Ipotesi di danno erariale: indagini sull’Arena Santa Giulia, costruita per le Olimpiadi invernali

La Procura regionale della Corte dei Conti della Lombardia sta indagando con un’istruttoria per ipotesi di danno erariale sull’Arena Santa Giulia, impianto sportivo polivalente di Milano che – inaugurato a gennaio – ha ospitato i tornei maschile e femminile di hockey su ghiaccio ai Giochi olimpici invernali e quello di hockey su slittino ai successivi Giochi paralimpici invernali. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti gli extra costi per la realizzazione dell’impianto, coperti da finanziamenti pubblici: il nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza si è presentato negli uffici del Comune di Milano per acquisire le carte.

Ipotesi di danno erariale: indagini sull’Arena Santa Giulia, costruita per le Olimpiadi invernali
Il cantiere dell’Arena Santa Giulia (Imagoeconomica).

Eventim ha quantificato in 134 milioni di euro gli extra costi rispetto al budget iniziale

Eventim, la multinazionale proprietaria dell’arena (al momento ribattezzata Unipol Dome), aveva chiesto 134 milioni di euro di costi extra rispetto a quanto preventivato. Alla base del massiccio sforamento del budget il rincaro dei materiali da costruzione, l’aumento dei costi energetici e l’accelerazione per rispettare i tempi. Successivamente, un’analisi tecnica di MM e Amat aveva ridimensionato la cifra, quantificando in 53 milioni gli extra costi.

Per il Fmi il caro energia peserà fino a 2.270 euro sulle famiglie italiane

Con i prezzi attuali, la famiglia media dell’Ue perderebbe circa 375 euro nel 2026, pari allo 0,7 per cento del consumo medio, a causa di tutti gli aumenti di prezzo. È quanto rilevato da Oya Celasun, vicedirettore per l’Europa del Fondo monetario internazionale. «L’impatto varia notevolmente, da 620 euro in Slovacchia a 134 euro in Svezia. Secondo lo scenario ”grave” del Weo del Fmi di aprile 2026, la perdita media salirebbe a 1.750 euro». Il grafico dell’intervento include anche le stime sull’Italia, che vedono un impatto di 450 euro nello scenario base e 2.270 euro in quello grave.

Eurozona, aumentano i rischi di recessione

Secondo lo scenario di base, la crescita nell’Eurozona dovrebbe rallentare all’1,1 per cento nel 2026 e all’1,2 per cento nel 2027, con un’inflazione in aumento di 0,7 punti percentuali al 2,6 per cento nel 2026 e in calo al 2,2 per cento nel 2027. «Nello scenario grave al ribasso di aprile, l’area euro potrebbe avvicinarsi alla recessione», scrive ancora l’Fmi nel suo outlook sull’Ue e il caro energia, riportando le stime già diffuse ad aprile e sottolineando che «i mercati stanno diventando più pessimisti sui prezzi dell’energia», avvicinandosi allo «scenario avverso».

Al via l’ops di UniCredit su Commerzbank: resterà aperta fino al 16 giugno

Prende il via oggi 5 maggio l’offerta pubblica di sottoscrizione di UniCredit su Commerzbank. L’operazione resterà aperta fino al 16 giugno e prevede un rapporto di scambio pari a 0,485 azioni UniCredit per ogni titolo Commerzbank conferito. Lo ha comunicato l’amministratore delegato Andrea Orcel nel corso della conference call con gli analisti sui risultati trimestrali.

Al via l’ops di UniCredit su Commerzbank: resterà aperta fino al 16 giugno
Andrea Orcel, ceo di UniCredit (Imagoeconomica).

Cosa prevede l’offerta pubblica di sottoscrizione lanciata da UniCredit

Il via libera di UniCredit all’aumento di capitale fino a 6,7 miliardi di euro a servizio dell’offerta su Commerzbank è stato approvato il 4 maggio dall’assemblea straordinaria dei soci, che si è tenuta a Milano. L’operazione, a cui ha dato semaforo verde il 99,55 per cento del capitale e avente diritto di voto, prevede l’emissione di un massimo di 470 milioni di nuove azioni ordinarie UniCredit, con godimento regolare e le stesse caratteristiche di quelle già in circolazione. L’istituto guidato da Orcel è aperto a raccogliere la totalità delle quote ordinarie della banca tedesca non già detenute direttamente, pari a circa il 30 per cento.

Al via l’ops di UniCredit su Commerzbank: resterà aperta fino al 16 giugno
Torre Unicredit a Milano (Imagoeconomica).

Il management di Commerzbank e Berlino continuano a opporsi all’operazione

«Ciò che UniCredit ha messo sul tavolo dopo 18 mesi e numerosi incontri è un piano che smantella la banca così come funziona oggi per i suoi clienti e non paga alcun premio ai nostri azionisti», ha dichiarato al Frankfurter Allgemeine Zeitung il vicepresidente del consiglio di amministrazione di Commerzbank, Michael Kotzbauer. Unicredit, entrata in Commerzbank a settembre 2024, è già ora il maggiore azionista dell’istituto, davanti allo Stato tedesco. A marzo il governo federale di Berlino, che detiene una partecipazione del 12 per cento, tramite il portavoce del ministero delle Finanze Maximilian Kall aveva espresso la sua opposizione all’ops, definita «inaccettabile» in quanto la seconda banca privata tedesca per dimensioni «è di importanza sistemica». Orcel, presentando un piano di ristrutturazione in caso di acquisizione, aveva criticato la rete estera di Commerzbank definendola «sovradimensionata» e «inefficiente». Pier Carlo Padoan, presidente di UniCredit, nel corso dell’assemblea straordinaria ha rassicurato i tedeschi parlando di «interesse chiaro affinché la banca esprima pienamente il proprio potenziale» e di «opinione condivisa, sia dal consiglio di amministrazione sia dal management, che ciò non stia attualmente accadendo nella misura in cui sarebbe possibile e opportuno».