La Russia sta costruendo basi per oltre 100 mila soldati ai confini Nato

Un’inchiesta condotta da giornalisti dell’emittente svedese SVT, di quella norvegese NRK, di quella danese DR e della testata online estone Delfi, basata su immagini satellitari, ha rivelato che la Russia sta costruendo o ampliando infrastrutture militari vicino ai suoi confini con i Paesi della Nato, che potrebbero consentire di far stazionare in quelle zone oltre 100 mila soldati.

Dove si trovano le basi in fase di costruzione o ampliamenti ai confini Nato

Le immagini analizzate dai giornalisti mostrano numerose nuove caserme destinate a migliaia di soldati, depositi di munizioni e aree per l’equipaggiamento e altri complessi infrastrutturali in diverse località russe prossime ai confini europei. Lavori di costruzione e accumuli di mezzi sono stati rilevati a Pečenga, nella penisola di Kola, a circa dieci chilometri dal confine con la Norvegia, e a Petrozavodsk, vicino alla Finlandia. Ma anche a Sapiernoye e Kirillovskoye, sempre nell’area del confine finlandese; a Luzh, nella regione di Pskov (vicino all’Estonia); a Baltiysk, nell’exclave di Kaliningrad; e Kandalaksha, che si affaccia sul Mar Bianco, dove è in fase di ampliamento una base già esistente.

Il trasferimento di soldati potrebbe avvenire dopo la fine della fase più calda della guerra in Ucraina

Secondo le stime, nel complesso le nuove strutture e quelle ampliate permetterebbero a Mosca di concentrare fino a 115 mila effettivi ai confini con l’Europa settentrionale e i Paesi baltici, a fronte dei 20 mila presenti al momento. Secondo le valutazioni raccolte dall’inchiesta, il trasferimento di forze verso queste basi potrebbe avvenire dopo la fine della fase più intensa della guerra contro l’Ucraina.

Sicurezza, cosa prevede il decreto sull’IA varato dal governo

Con l’obiettivo di «mettere a disposizione le funzionalità più avanzate, al fine di migliorare l’efficienza delle loro attività», come ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legge che disciplina per la prima volta l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle forze dell’ordine.

L’uso dell’intelligenza artificiale in modalità ex ante

Il decreto legge prevede una duplice modalità di utilizzo dell’IA per la sicurezza. «La prima è ex ante la commissione di reati: ovvero in caso di pericolo e minaccia legati a condizioni come terrorismo o per la ricerca di persone scomparse o vittime di tratta». In questi casi, ha sottolineato Piantedosi, «serve richiesta del questore e autorizzazione dell’autorità giudiziaria». Previsti meccanismi di valutazione di impatto sui diritti fondamentali e meccanismi di notifica al garante della privacy.

L’utilizzo dell’IA ex post rispetto al reato

C’è poi un utilizzo ex post rispetto al reato. L’uso dell’IA da parte della polizia, ha spiegato il titolare del Viminale, «fa riferimento soprattutto ad attività di videosorveglianza, di riconoscimento facciale e di utilizzo di dati biometrici per finalità legate all’accertamento dell’identità successivo alla commissione di reati». Anche in questo caso sono previste misure di garanzia. I dati biometrici verranno infatti conservati solo per sette giorni e poi cancellati automaticamente, mentre i log delle operazioni saranno conservati per cinque anni, al fine di evitare eventuali abusi. Inoltre, ha assicurato Piantedosi, sarà vietato «prendere decisioni su una persona basandosi esclusivamente sul risultato del riconoscimento facciale». Proibita poi «qualsiasi forma di identificazione biometrica generalizzata e non mirata, non collegata a un procedimento penale».

Piantedosi assicura: «Non sarà un Grande Fratello»

«Ogni utilizzo dell’Intelligenza artificiale per la sicurezza deve essere sottoposto a una revisione e sorveglianza umana qualificata. Inoltre, deve garantire la tutela dei dati personali e sensibili. L’IA costituisce uno strumento di supporto e non un poliziotto automatizzato: le decisioni finali rimangono sempre dell’essere umano», ha detto Piantedosi: «Non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di “Grande Fratello” generalizzato, con grandi banche biometriche».

Bettini agita il Pd: le repliche di Sensi, Quartapelle e dell’ex dem Picierno

Un’intervista rilasciata dal Corriere della Sera dallo storico dirigente del Partito democratico Goffredo Bettini sta agitando i dem. E pure chi ha da poco lasciato per approdare ad altri lidi. Tutto ruota attorno ad alcune affermazioni sulla leadership del campo largo, su cui Bettini di fatto ha invitato (senza citarla) Elly Schlein a non intestardirsi. E alle sue parole sull’adesione dell’Ucraina all’Ue, che sta creando spaccature nel centrosinistra.

Bettini agita il Pd: le repliche di Sensi, Quartapelle e dell’ex dem Picierno
ELENA ETHEL ELLY SCHLEIN SEGRETARIA PARTITO DEMOCRATICO GOFFREDO BETTINI POLITICO

Le parole di Bettini sulla leadership del campo largo e sull’Ucraina nelll’Ue

Sottolineando che «occorre togliere dalle nostre teste i destini e le ambizioni personali», Bettini ha detto che nell’opposizione tutti, a partire da Schlein e Giuseppe Conte, dovrebbero «fare insieme un passo in avanti, coscienti che hanno di fronte un destino comune», senza «caricare tutto sulla leadership», in quanto «anche nel centrosinistra ci vuole un attacco a più punte». Una discreta bordata nei confronti della segretaria dem.

Bettini agita il Pd: le repliche di Sensi, Quartapelle e dell’ex dem Picierno
ELLY SCHLEIN, SEGRETARIA PARTITO DEMOCRATICO, GIUSEPPE CONTE, PRESIDENTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Quanto all’Ucraina, Bettini ha invitato a frenare: «In prospettiva vedo questa possibilità con favore. Ma il processo sarà inevitabilmente lungo. Di anni. Sventolare la questione oggi per motivi propagandistici rischia di non aiutare l’esito positivo».

Quartapelle: «Sull’incompatibilità in politica estera parla di sé?»

«Quando dà patenti di incompatibilità sulla politica estera, Bettini parla di sé? Sembrerebbe di sì, visto che oggi il Pd presenta una risoluzione in cui ribadisce che l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue è una scelta strategica di fondo che non può essere rallentata», ha scritto sui social la deputata dem Lia Quartapelle.

Sensi: «Il Pd non può seguire un’agenda filorussa»

Così il senatore dem Filippo Sensi: «Penso l’opposto, ovviamente, delle parole di Bettini sull’Ucraina consegnate oggi al Corriere. L’opposto. E un Pd che seguisse questa agenda filorussa, che equivoca le stragi con Puskin, sarebbe una follia e un errore esiziale che non avverrà. Sul mio cadavere».

Picierno: «Per una volta devo dargli ragione»

Augurandosi di «mantenere il dialogo con gli amici e compagni che hanno lasciato il Pd», Bettini ha affermato che con Pina Picierno «l’incompatibilità era ormai evidente». Questo il commento della vicepresidente del Parlamento europeo, fresca di addio al Partito democratico: «Per una volta, devo dargli ragione. Era evidente, e ne ho dovuto prendere atto, la mia incompatibilità con un partito che sull’Ucraina e sull’imperialismo di Putin non si dissocia dalle posizioni di Bettini, che poi sono anche quelle di Conte, di Salvini e di Vannacci. Mi dispiace per gli amici che sono rimasti».

Ft, nel 2025 la Bce intervenne per limitare la crescita di Revolut in Europa

Nel 2025 la Bce è intervenuta per limitare temporaneamente l’espansione di Revolut in Europa, chiedendo alla fintech britannica di rafforzare i propri sistemi di controllo interno prima di procedere con il lancio di nuovi prodotti finanziari. Lo scrive il Financial times, secondo cui la Banca centrale europea ha imposto all’istituto una serie di restrizioni, preoccupata per la rapidità con cui questo introduceva nuovi servizi e per l’adeguatezza dei processi interni chiamati a valutarne rischi e conformità normativa. In particolare, Revolut avrebbe dovuto sospendere il lancio di alcuni nuovi prodotti nello spazio economico europeo fino alla correzione delle carenze individuate dai supervisori. La società conta oggi circa 75 milioni di clienti nel mondo e nel 2025 ha registrato un utile ante imposte di circa 1,7 miliardi di sterline, consolidando la propria posizione tra i maggiori operatori finanziari digitali europei.

La Bce preoccupata dell’ampia autonomia decisionale dei team della società

Al centro delle preoccupazioni dei regolatori vi sarebbe stato il modello organizzativo promosso dal fondatore e amministratore delegato di Revolut Nik Storonsky, con team dotati di ampia autonomia decisionale e capaci di sviluppare e lanciare prodotti con grande rapidità. Proprio questa velocità di esecuzione sarebbe entrata in tensione con le esigenze di controllo richieste a un gruppo bancario ormai di dimensioni sistemiche.

Milo Infante lascia la Rai e passa a Mediaset

Il trasloco era nell’aria da settimane e adesso è ufficiale: Milo Infante lascia la Rai per passare a Mediaset. Ad annunciare il divorzio è stata l’emittente pubblica, con un comunicato in cui ha reso noto di aver ricevuto la lettera di dimissioni. A stretto giro è arrivata la nota del Biscione: «Giornalista, autore e conduttore tra i professionisti più autorevoli e apprezzati della televisione italiana, Infante sarà da subito al lavoro con il vertice aziendale per sviluppare nuovi progetti editoriali e televisivi. Il giornalista avrà inoltre un ruolo di vertice nell’area dell’informazione del Gruppo, contribuendo alla definizione delle strategie e allo sviluppo dell’offerta news di Mediaset».

Infante era vicedirettore dell’Approfondimento Rai

Infante, che ha condotto con buoni ascolti il programma Ore 14, era vicedirettore dell’Approfondimento Rai. Ad attenderlo in Mediaset una striscia quotidiana oppure una prima serata d’approfondimento. Forse entrambe le cose. Potrebbe pure co-dirigere Videonews, affiancando Siria Magri. Ancora non ci sono certezze al riguardo. Queste le sue parole dopo l’ufficialità del cambio di casacca: «Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una rearà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana. Affronto questa sfida con entusiasmo, curiosità e con la voglia di mettere la mia esperienza al servizio di nuovi progetti e nuove idee».

Trump: «L’Iran ci mette troppo a negoziare, vicino a ordinare nuovi attacchi»

Trump è vicino all’ordinare nuovi attacchi contro l’Iran. Lo ha detto lui stesso a Fox poche ore dopo che gli Stati Uniti hanno colpito basi militari e navali iraniane in risposta all’abbattimento, da parte di Teheran, di un elicottero Apache americano. Su Truth ha inoltre aggiunto che l’Iran sta impiegando «troppo tempo per negoziare un accordo» e «ora dovrà pagarne il prezzo». «L’esercito iraniano è un disastro totale e completo. Gran parte di esso, come la Marina e l’Aeronautica, non esiste nemmeno più, sono stati completamente sconfitti. L’Iran è tutto chiacchiere e niente fatti», ha aggiunto Trump.

Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps

L’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria lanciata da Intesa San Paolo sulle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena, com’era prevedibile, viene osservata con attenzione dalla stampa economico-finanziaria internazionale. Non solo perché viene visto come un passaggio destinato a incidere sugli equilibri del credito italiano, ma anche per le possibili implicazioni a livello europeo.

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Il Financial Times scrive di «ultimo colpo di scena»

Il Financial Times definisce la mossa di Intesa Sanpaolo su Mps «l’ultimo colpo di scena» della lunga stagione di consolidamento del credito italiano, accogliendola favorevolmente. Il quotidiano britannico, che evidenzia anche il valore strategico delle partecipazioni detenute da Siena attraverso Mediobanca e Generali, sottolinea inoltre che il gruppo guidato da Carlo Messina diventerebbe il secondo istituto dell’Eurozona per capitalizzazione di mercato. Dell’offerta da oltre 30 miliardi di euro di Ca’ de Sass si è occupato anche The Banker, testata di proprietà del Ft.

Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps
Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps
Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps
Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps
Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps
Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps
Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps

Reuters: «Mossa che ridisegna la mappa finanziaria italiana»

L’agenzia di stampa britannica Reuters presenta l’opas come una mossa destinata a «ridisegnare la mappa finanziaria italiana», soffermandosi anche sulla dimensione europea dell’operazione e sul consolidamento del sistema bancario italiano, ormai entrato in una fase molto competitiva. Reuters rimarca poi l’intreccio di finanza, politica e potere industriale dietro il deal che coinvolge Mps, la banca più antica del mondo.

Frankfurter Allgemeine Zeitung cita le parole dell’ad Messina

Il tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung richiama la prospettiva della nascita della seconda maggiore banca dell’Eurozona riportando le parole di Messina, ceo di Intesa Sanpaolo: «Vogliamo diventare la UBS d’Italia».

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Lo spagnolo El País si sofferma sul ruolo del governo Meloni

In Spagna, El País scrive di un’operazione che «scuote lo scacchiere bancario italiano», spiegando che la partita per Mps va ben oltre il perimetro bancario. Il controllo dell’istituto senese, infatti, offre un accesso indiretto a partecipazioni considerate strategiche. A corredo del pezzo una foto di Giorgia Meloni: El País evidenzia la volontà del governo italiano di mantenere una posizione neutrale.

Le reazioni internazionali all’opas di Intesa Sanpaolo su Mps
Una sede di Mps (Imagoconomica).

Le Monde: «La nuova stagione del settore bancario italiano parte in tromba»

«La nuova stagione di consolidamento del settore bancario italiano è partita in tromba», scrive Le Monde. Secondo il quotidiano francese il risiko bancario ripropone anche il tema del ruolo dello Stato e degli interessi nazionali nell’assetto del sistema finanziario d’Italia.

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Anche il Wsj inserisce l’opas nel più ampio processo di consolidamento bancario

Come le altre testate straniere, anche il Wall Street Journal inserisce l’opas nel più ampio processo di consolidamento bancario in Italia e in Europa, ricordando che l’offerta di Intesa Sanpaolo è stata una replica alla proposta di aggregazione avanzata da Bpm.

Morto il docente che augurò di essere uccisa alla figlia di Meloni

È morto Stefano Addeo, il docente che a giugno del 2025 aveva augurato in un post social alla figlia di Giorgia Meloni di fare la stessa fine di Martina Carbonaro, uccisa pochi mesi prima ad Afragola dal fidanzato. Addeo, che insegnava in un istituto di Cicciano e aveva 66 anni, era ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale del Mare di Napoli dopo aver tentato il suicidio a maggio, lanciandosi da una finestra.

Era stato sospeso dall’insegnamento

Sospeso dall’insegnamento per il post contro Meloni e la figlia Ginevra, Addeo aveva già tentato il suicidio il 2 giugno 2025 ingerendo un mix di psicofarmaci, dopo essersi scusato per quanto scritto. In quel caso era stato salvato anche per aver inviato un messaggio alla preside del suo istituto. Ricoverato in ospedale, Addeo aveva spiegato di non aver retto a «tutto l’accanimento mediatico» che c’era stato nei suoi confronti e di essersi sentito «crocifisso» dall’opinione pubblica. A maggio il nuovo tentativo di suicidio, purtroppo (a distanza di mesi) riuscito.

Morta Patrizia Caselli, la conduttrice che lasciò la tv per seguire Craxi ad Hammamet

È morta Patrizia Caselli, volto noto della tv degli Anni 80 e 90 sia in Rai che sulle emittenti private. Aveva 66 anni ed era malata da tempo. Nel 1994 aveva lasciato la televisione per seguire Bettino Craxi ad Hammamet: i due furono legati sentimentalmente per nove anni, fino alla morte dell’ex presidente del Consiglio avvenuta nel 2000.

La carriera e l’addio alla tv per seguire Craxi

Nata a Udine, Caselli aveva iniziato la carriera giovanissima tra pubblicità e cinema, lavorando anche con Nanni Loy. Come conduttrice si era fatta strada nelle emittenti locali lombarde, da Antennatre a Telealtomilanese, dove incontrò Walter Chiari con cui ebbe, oltre che un sodalizio lavorativo, anche una lunga relazione sentimentale. Negli stessi anni si era cimentata come cantante, incidendo alcuni 45 giri, e come attrice teatrale. Il debutto in Rai nel 1987 con Bella d’estate su Rai2. Seguirono Chi tiriamo in ballo?, Master 88 e La rete. Condusse anche l’antesignano de La Vita in diretta, ovvero il programma Detto fra noi. Nel 1994 abbandonò la carriera televisiva per seguire Craxi nel suo esilio in Tunisia, restando fino all’ultimo al fianco dell’ex segretario Partito Socialista Italiano.

Fenice, Beatrice Venezi impugna la risoluzione del contratto

La direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ha formalmente impugnato il recesso dal rapporto di collaborazione con il Teatro La Fenice deciso dalla Fondazione che gestisce l’ente, contestando la decisione e ribadendo la volontà di proseguire regolarmente l’attività professionale prevista dal suo contratto decorrente dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030. A riportare la notizia è l’Adnkronos, che ha preso visione della lettera che la musicista ha inviato al teatro.

Provvedimento «nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio»

Secondo quanto si legge nella missiva, Venezi sarebbe venuta a conoscenza attraverso gli organi di stampa della comunicazione rilasciata il 26 aprile 2026 dal sovrintendente Nicola Colabianchi, relativa al’interruzione del rapporto di lavoro «per presunte e apodittiche dichiarazioni» da lei rese alla «stampa internazionale» che avrebbero «leso l’immagine della Fondazione». Nella comunicazione, i legali della direttrice d’orchestra hanno definito il provvedimento «nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio». La direttrice sostiene, inoltre, che le dichiarazioni contestate non siano state specificate e che le motivazioni addotte dalla Fondazione risultino generiche. Ha quindi manifestato la propria disponibilità a rispettare gli impegni contrattuali assunti, confermando l’intenzione di mettere a disposizione della Fondazione le proprie competenze artistiche e professionali e di svolgere tutte le attività preparatorie, organizzative e produttive necessarie all’esecuzione dell’incarico.

Rifugiato sudanese accoltella un uomo a Belfast: violente proteste anti-immigrazione

Centinaia di manifestanti a volto coperto hanno incendiato case e automobili a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, dopo il brutale accoltellamento del 40enne Stephen Ogilvie compiuto da un rifugiato sudanese, ripreso in un video-choc che ha fatto il giro dei media e dei social. Polizia e autorità avevano lanciato ripetuti appelli alla calma, invano: numerosi i lanci di molotov e alcuni residenti sono stati persino evacuati da un edificio vicino al centro, che aveva preso fuoco durante i disordini. In alcune zone della città i manifestanti hanno ingaggiato scontri con la polizia e lanciato quello che è stato definito come un “pogrom” contro gli stranieri, prendendo di mira in particolare le famiglie di origine africana. Proteste anche in altre città nordirlandesi come Londonderry, Antrim, Newtownabbey, Ballymena e Bangor, sebbene in buona parte pacifiche.

L’accoltellamento in strada a Belfast: la vittima non è ancora fuori pericolo

L’accoltellamento è avvenuto verso le 22:30 di lunedì 8 maggio nella zona residenziale di Kinnaird Avenue, nella parte settentrionale di Belfast. Nel filmato si vede l’assalitore immobilizzare Ogilvie a terra per poi colpirlo ripetutamente con un coltello da cucina, in quello che il Daily Telegraph ha definito come un tentativo di decapitazione. Il rifugiato sudanese, per fortuna, è stato fermato da alcuni passanti: Ogilvie ha subito ferite in faccia e sulla schiena: versa ancora in gravissime condizioni e non è fuori pericolo. La polizia ha escludendo al momento il movente terroristico.

L’aggressore era arrivato in Irlanda del Nord all’inizio del 2023

L’aggressore, di cui non sono state rivelate le generalità né diffuse foto, ha 30 anni e non era noto alla polizia. Secondo quanto ricostruito, dalla Francia è arrivato (forse in aereo) in Irlanda e da Dublino ha preso un pullman diretto a Belfast, dove era arrivato il 10 febbraio 2023: al confine, in base a un accordo di lunga data tra i due Paesi, non ci sono stati controlli di documenti. Una volta arrivato in Irlanda del Nord (e dunque nel Regno Unito) aveva chiesto asilo, ottenendo lo status di rifugiato e un permesso di soggiorno valido fino al 2028. L’aggressore è stato incriminato per tentato omicidio, possesso in luogo pubblico di un oggetto con lama o punta e minacce di morte.

Farage accusa il governo: «Permessi di soggiorno come fossero caramelle»

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito «ripugnante» l’accoltellamento di Belfast, invocando la tolleranza zero per episodi di violenza come questi. Il segretario di Stato per l’Irlanda del Nord Hilary Benn ha chiesto di evitare disordini, che avrebbero ripercussioni negative sulle comunità locali. La premier nordirlandese Michelle O’Neill ha condannato di disordini, puntando il dito contro «teppisti» e «delinquenti». Ma il grave fatto di cronaca è stato cavalcato da Nigel Farage, leader del partito di destra Reform UK, che fin da subito ha invocato di rivelare l’identità e lo status migratorio dell’aggressore, arrivando a chiedere un bando all’ingresso per tutti i cittadini sudanesi senza distinzioni e accusando il governo di concedere permessi «come fossero caramelle».

Il Regno Unito è ancora scosso dall’omicidio del 18enne Henry Nowak

L’accoltellamento di Belfast arriva in un Regno Unito già scosso dal caso di Henry Nowak, 18enne accoltellato a morte il 3 dicembre a Southampton da un cittadino britannico di radici indiane sikh, Vickrum Digwa: il ragazzo, agonizzante, era stato ammanettato dai primi due agenti intervenuti sul posto, che si erano lasciati convincere dall’assassino di essere stato vittima di un’aggressione di stampo razzista.

Luca Parmitano nell’equipaggio di Artemis III

La Nasa ha annunciato i nomi dei quattro astronauti che parteciperanno alla missione Artemis III, che servirà a testare una serie di manovre per il ritorno degli umani sulla Luna previsto nel 2028. Tra loro c’è anche l’italiano Luca Parmitano, nel ruolo di pilota. Gli altri sono gli specialisti statunitensi Andre Douglas e Frank Rubio e il comandante Randy Bresnik. Artemis III non porterà gli astronauti sulla Luna ma sarà organizzata intorno alla Terra in vista delle missioni Artemis IV e Artemis V che eseguiranno i test per l’allunaggio. Dovrebbe partire intorno alla metà del 2027 e durare per circa due settimane.

«L’Italia è stata la mia base di lancio»

«La mia base di lancio è stata il mio paese, l’Italia, che mi ha dato l’istruzione necessaria per arrivare a questa missione. L’Esa è stata la torre di lancio, che mi ha permesso di costruire relazioni e di esprimere tutto il mio potenziale. La Nasa è stata il razzo», ha detto Parmitano. L’astronauta ha 49 anni e in tutto ha trascorso 366 giorni nello spazio. Ha iniziato la sua carriera come pilota collaudatore ed è poi diventato colonnello dell’Aeronautica militare italiana. Oggi fa parte dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

Omicidio di Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva

Louis Dassilva non è colpevole di avere ucciso Pierina Paganelli. È questo il verdetto arrivato nel cuore della notte, dopo oltre 16 ore di camera di consiglio della Corte di assise di Rimini: l’unico imputato per l’assassinio, che rischiava l’ergastolo e invece è stato assolto, è stato subito liberato dal carcere, dove si trovava da due anni.

Omicidio di Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva
Pierina Paganelli (Facebook).

L’omicidio e l’avvio delle indagini

Paganelli è stata uccisa il 3 ottobre 2023 con 29 accoltellate nell’androne del piano interrato tra il garage e le scale che portano negli appartamenti del condominio in via del Ciclamino 31 a Rimini. Il corpo di Paganelli fu rinvenuto dalla nuora Manuela Bianchi: nell’immediatezza si pensò all’ex marito, albergatore che però si trovava da mesi in Germania, e la pista venne subito abbandonata. La scena del crimine si presentava con il corpo di Paganelli adagiato su un giocattolo, i capelli bagnati e tirati indietro, la gonna sollevata e la biancheria tagliata: non sembrava una vittima a caso. Le indagini si concentrarono allora sui vicini di casa: il figlio Giuliano Saponi e la moglie (la già citata Bianchi), Dassilva e la moglie Valeria Bartolucci. Frequentava inoltre la casa della vittima anche Loris Bianchi, figlio di Pierina che con la madre non aveva mai avuto un buon rapporto.

Omicidio di Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva

La relazione tra Dassilva e la nuora della vittima

Le indagini avevano fissato alle 22:13 l’orario certo dell’omicidio e portato alla luce la relazione extraconiugale tra Dassilva e Bianchi, nuora della vittima, con incontri proprio nel garage dove Paganelli era stata uccisa. Secondo l’accusa, l’ormai ex imputato avrebbe ucciso Pierina per impedire che rivelasse la relazione di cui ere venuta accidentalmente a conoscenza. Interrogata per tre giorni, nel corso dell’inchiesta Bianchi aveva confessato tra le lacrime – è stata anche indagata per favoreggiamento – di aver incontrato Dassilva in garage prima di scoprire il corpo di Pierina, aggiungendo che fu Louis a dirle cosa fare e cosa dire alla polizia.

Omicidio di Pierina Paganelli, assolto Louis Dassilva
Manuela Bianchi.

La Procura aveva chiesto l’ergastolo per Dassilva

La Procura aveva chiesto la condanna all’ergastolo per Dassilva, contestando una serie di aggravanti tra cui la premeditazione, crudeltà e futili motivi. L’impianto accusatorio si basava prevalentemente su una serie di indizi e sulle dichiarazioni rese da Bianchi durante un incidente probatorio. La difesa aveva invece sottolineato le lacune degli accertamenti degli inquirenti, tra cui la mancanza di analisi di possibili tracce in casa Bianchi e del padre, e invece avanzato l’ipotesi di piste alternative non esplorate, arrivando a paragonare il caso di Rimini all’indagine sul delitto di Garlasco.

Nuovi attacchi Usa contro l’Iran in risposta all’abbattimento dell’elicottero americano

Gli Stati Uniti hanno condotto diverse ondate di attacchi aerei contro l’Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache americano da parte di Teheran. Gli Usa hanno colpito basi militari e navali, impianti radar e batterie di artiglieria in cinque località lungo la costa meridionale dell’Iran. In particolare, sono state colpite basi navali a Sirik e Jask, sistemi di difesa aerea a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.

Teheran: «Distrutti caccia F-35 e comando militare Usa in Giordania»

Intanto le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato una base statunitense in Giordania, in seguito ai raid aerei americani contro obiettivi iraniani lungo lo Stretto di Hormuz. L’esercito iraniano, si legge in una dichiarazione pubblicata dai media statali, «ha preso di mira e distrutto quattro obiettivi principali, tra cui gruppi di caccia F-35 in una base aerea e il centro di comando militare statunitense» ad Azraq in Giordania.

Sospeso lo sciopero del settore ferroviario dell’11 giugno

I sindacati confederali di settore ferroviario hanno sospeso lo sciopero di 8 ore (dalle 9 alle 17) previsto l’11 giugno. La decisione è arrivata al termine del tavolo convocato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presieduto dal viceministro Edoardo Rixi. Al centro dell’agitazione annunciata e poi sospesa il bando per la messa in gara del servizio Intercity, che coinvolge circa 3 mila ferrovieri e che il Mit ha deciso di dividere in tre lotti. Resta invece confermato lo sciopero dalle 3 di giovedì 11 giugno alle 2 di venerdì 12 giugno, indetto dalle sigle Cub Trasporti e Sgb (Sindacato Generale di Base) «a sostegno della piattaforma per un Cccnl che tuteli adeguatamente diritti, sicurezza, salute e salario di tutti i ferrovieri». Così il Ministero dei Trasporti: «Il Mit ha ascoltato e raccolto le richieste dei sindacati dei ferrovieri, tutelando una giornata di lavoro per milioni di lavoratori e pendolari. La sospensione dello sciopero dell’11 giugno dimostra che il confronto serio e concreto porta risultati».

Firmato l’accordo per il contratto degli statali, aumento medio di 162 euro

L’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni e i sindacati rappresentativi del comparto Funzioni centrali (con la sola esclusione di Usb) hanno firmato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl 2025-2027 di circa 205 mila dipendenti statali di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. La struttura retributiva, articolata in tre scatti progressivi con decorrenza dal primo gennaio di ciascun anno del triennio, prevede un incremento medio complessivo a regime – dal primo gennaio 2027 – di circa 162 euro mensili lordi per 13 mensilità, con un massimo di 221 euro per l’area delle Elevate professionalità.

Le novità introdotte dal nuovo contratto

l contratto introduce per la prima volta nella contrattazione collettiva delle Funzioni centrali, un titolo interamente dedicato all’intelligenza artificiale, con alcuni paletti all’uso dell’IA. Tra le altre innovazioni ci sono la regolamentazione contrattuale della figura del social media e digital manager; la soppressione del regime differenziato delle ferie per i neoassunti, l’introduzione del “patentino delle competenze” per rafforzare il sistema della formazione; il potenziamento delle tutele per le categorie più vulnerabili nel lavoro agile e da remoto. Il nuovo contratto include anche dei permessi per gli screening oncologici previsti dal Sistema sanitario nazionale per chi ha più di 50 anni.

Puglia, indagata per concussione l’assessora regionale al Turismo

Graziamaria Starace, assessora al Turismo della Regione Puglia, è indagata a causa di una presunta concussione che avrebbe messo in atto col sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti (che è anche presidente della provincia di Foggia), e a Vincenzo Ragno, dirigente dell’ufficio tecnico comunale della cittadina garganica.

Puglia, indagata per concussione l’assessora regionale al Turismo
Giuseppe Nobiletti (Imagoeconomica).

La denuncia dell’ex marito di Starace: cosa sarebbe successo

I fatti risalirebbero al periodo in cui Starace faceva parte della giunta di Nobiletti a Vieste, prima di essere chiamata da Antonio Decaro, attuale governatore della Puglia, a far parte della sua squadra. Il reato ipotizzato dalla procura di Foggia sarebbe stato commesso nel 2025 ai danni di Alessandro Corso, ex marito dell’attuale assessora regionale, il quale ha denunciato presunte pressioni per far revocare la concessione balneare a uno stabilimento di cui era tornato in possesso dopo la messa in regola e i relativi controlli eseguiti nell’ambito di una ricognizione disposta dagli uffici comunali sugli stabilimenti balneari. A quanto sembra le pressioni sarebbero state messe in atto per ritorsione rispetto ai mancati pagamenti degli alimenti all’ex moglie.

Puglia, indagata per concussione l’assessora regionale al Turismo
Graziamaria Starace (Imagoeconomica).

A dare notizia dell’iscrizione nel registro è stato Nobiletti, che si è detto sereno e fiducioso riguardo all’esito delle indagini: «La vicenda trae origine da un’ordinaria attività di controllo svolta nei confronti di un operatore economico condotta con gli stessi criteri e con la medesima uniformità applicati a tutti gli altri operatori, e conclusasi con la sola richiesta di adeguamento degli impianti alla normativa comunale. Si tratta di soggetto legato da uno stretto rapporto ad un assessore della mia giunta. Da quel controllo, privo di qualsiasi intento persecutorio e anzi rispettoso della parità di trattamento, è scaturita la denuncia dalla quale è derivato il procedimento». Nobiletti ha anche spiegato di aver revocato la delega assessorile all’assessore ai grandi eventi Gaetano Paglialonga, dopo aver appreso dagli atti giudiziari che quest’ultimo ha registrato di nascosto le loro conversazioni e quelle avute con esponenti della maggioranza.

Cosa prevede il 21esimo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia

Ursula von der Leyen ha presentato a Bruxelles il 21esimo pacchetto di sanzioni Ue nei confronti della Russia per l’invasione dell’Ucraina. Nel mirino dell’Unione europea servizi finanziari, cripto, commercio e pesca, oltre alla circolazione nell’Ue dei combattenti russi sul fronte ucraino. La Commissione Ue, ha spiegato inoltre Von der Leyen, è pronta ad aprire il primo cluster negoziale per l’adesione di Kyiv.

Si allunga l’elenco delle banche sottoposte a sanzioni

Il nuovo pacchetto di sanzioni Ue aggiungerà 31 banche russe all’elenco esistente delle istituzioni finanziarie colpite: verranno soggette a tutte le misure già previste per le altre, compreso il congelamento dei beni, il divieto di viaggio e di effettuare transazioni. Il nuovo pacchetto include poi restrizioni sui servizi in criptovalute.

Nel mirino anche i metalli per aerospaziale e difesa

Ulteriori misure riguarderanno i metalli e le leghe utilizzati nei settori aerospaziale e della difesa, ha aggiunto Von der Leyen. Le sanzioni interesseranno anche i droni, con nuovi divieti all’esportazione di attrezzature di supporto a terra e di sistemi di disturbo (jamming) e di lancio. L’Ue introdurrà poi divieti sulle importazioni di componenti per auto.

Cosa prevede il 21esimo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia
Ursula von der Leyen (Ansa).

Le limitazioni per i prodotti ittici (e la Bielorussia)

Il pacchetto varato da Bruxelles include anche limiti sostanziali alle importazioni di alcuni prodotti ittici dalla Russia. Il merluzzo, ad esempio, sarà del tutto vietato. L’Ue, ha spiegato Von der Leyen, allineerà le restrizioni commerciali per la Bielorussia, in modo che il Paese guidato da Alexander Lukashenko (fidato alleato di Vladimir Putin) non possa fungere da porta d’accesso alternativa per il commercio russo.

Il nuovo pacchetto amplierà anche le restrizioni marittime

Il 21esimo pacchetto amplierà anche le restrizioni marittime, aggiungendo 30 navi all’elenco delle 632 imbarcazioni già sottoposte a sanzioni. Le nuove misure prenderanno di mira in modo specifico le navi che supportano le operazioni della flotta ombra di Mosca.

Vietato l’ingresso nell’Ue a chi ha combattuto in Ucraina

Infine, l’Ue non consentirà più l’ingresso sul suo territorio a chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate russe dall’inizio della guerra in Ucraina. «L’Europa resterà off-limits per chiunque abbia partecipato all’invasione dell’Ucraina, semplice e chiaro», ha affermato Von der Leyen.

Arrestato l’ex marito di Nessy Guerra, l’italiana condannata in Egitto per adulterio

È stato arrestato in Egitto Tamer Hamouda, ex marito di Nessy Guerra, la donna italiana condannata per adulterio da un tribunale del Cairo e bloccata nel Paese con la bimba di tre anni e mezzo. L’uomo, che da mesi la minaccia e la intimidisce, è stato condannato dalla magistratura italiana per reati compiuti in Italia, ma di recente è stato denunciato alla polizia egiziana dal console onorario d’Italia ad Hurgada per minacce e tentativo di aggressione. Secondo quanto si apprende, l’arresto sarebbe legato proprio a questo gesto. «Dovete darmi i soldi e dovete smetterla di comportarvi così. Datemi i soldi sennò ti faccio sparare alle gambe, finisci su una sedie a rotelle». Sarebbero queste le parole da lui pronunciate al viceconsolato onorario d’Italia a Hurghada, dove si era presentato insieme alla madre

Nessy condannata per aver violato l’esclusività sessuale del marito

Nessy Guerra è stata condannata in primo e secondo grado a sei mesi di carcere per aver violato «il diritto del marito all’esclusività sessuale sulla moglie» e aver «commesso adulterio con un uomo estraneo, intrattenendo con lui rapporti assimilabili a quelli coniugali e rapporti sessuali con il proprio consenso, durante la sussistenza del vincolo matrimoniale». Per i giudici e la legge egiziana diventa secondario che lei abbia sempre negato ogni relazione con il presunto amante.

Ponte sullo Stretto, la procura di Roma indaga per corruzione

La procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Disposte perquisizioni a carico di tre persone tra cui un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti, un avvocato già consigliere di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un imprenditore. Il fascicolo, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, ruota intorno al sospetto che gli indagati abbiano tentato di influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto del Ponte. I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

L’ipotesi della procura

Come riporta una nota diffusa dall’ufficio giudiziario, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento in cambio del condizionamento del citato esame della Corte. I due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato. Quest’ultimo, dal canto suo, avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa. Inoltre, il magistrato contabile avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse della Stretto di Messina Spa, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l’interesse a diventare presidente dell’Antitrust o di una società partecipata.