Francia, il Consiglio costituzionale boccia il divieto di social network per gli under 15

Il Consiglio costituzionale francese ha bocciato la legge che puntava a introdurre il divieto dei social network ai minori di 15 anni, misura voluta fortemente dal presidente francese Emmanuel Macron. I giudici dell’equivalente transalpino della nostra Corte costituzionale hanno ritenuto che il provvedimento avrebbe rappresentato «una violazione sproporzionata della libertà di espressione e di comunicazione» dei minori.

Francia, il Consiglio costituzionale boccia il divieto di social network per gli under 15
Emmanuel Macron (Imagoeconomica).

Macron incarica Lecornu di riscrivere la legge

La massima istituzione giurisdizionale francese era stata chiamata in causa a fine luglio da un gruppo di deputati socialisti e de La France Insoumise sull’articolo 1 della legge. Pur riconoscendo «l’esigenza costituzionale della protezione dell’interesse superiore del minore», i giudici hanno dato parere negativo. Appresa la decisione di bocciare alcune parti della legge adottata dal parlamento, Macron ha incaricato il premier Sébastien Lecornu, di procedere a una nuova redazione del provvedimento per arrivare ad una soluzione «entro la primavera 2027». Lo ha reso noto l’Eliseo.

OpenAI, fatturato 2026 oltre i 40 miliardi in vista dell’Ipo

OpenAI potrebbe superare nel 2026 i 40 miliardi di fatturato, in base delle attuali prestazioni del gruppo, raddoppiando il tasso di crescita previsto a partire dalla fine del 2025 e rafforzando il piano per il debutto a Wall Street. Lo scrive Bloomberg citando fonti informate sulla questione. Il fatturato di OpenAI ha registrato un’accelerazione negli ultimi mesi, trainato dalla crescita del suo software di programmazione basato sull’Ia, dalle vendite degli abbonamenti e dalla recente attività pubblicitaria.

Attacco di Netanyahu alla «Repubblica islamica di Gran Bretagna»

Nel corso di un’intervista alla radio dell’Idf, Benjamin Netanyahu ha definito il Regno Unito «la Repubblica islamica di Gran Bretagna», descrivendo inoltre il Paese come la «prima repubblica islamica a dotarsi di armi nucleari». L’attacco frontale è arrivato mentre Bibi stava parlando del giornalista britannico Randolph Churchill (figlio di Winston a lungo premier), che coprì la Guerra dei sei giorni – avvenuta nel 1967 tra lo Stato ebraico e una coalizione di Paesi arabi – «in modo molto positivo» per Israele. «Provate a trovare oggi qualcosa di simile nel Regno Unito, che potremmo chiamare la Repubblica islamica di Gran Bretagna», ha affermato Netanyahu, riferendosi all’atteggiamento sempre più critico assunto negli ultimi anni da Londra nei confronti di Tel Aviv. E anche all’aumento delle comunità musulmane nel Paese. «È già così in tutta Europa, no?», gli ha chiesto a quel punto l’intervistatore. «Sì», ha risposto Netanyahu rincarando poi la dose: «La prima repubblica islamica nucleare sarà la Repubblica islamica di Gran Bretagna. Ci stiamo assicurando che non ce ne sia un’altra in Iran». “Piccolo” appunto alle parole di Bibi: il Pakistan è una potenza atomica dal 1998, anno in cui condusse i test sotterranei di Chagai in risposta a quelli dell’India. Quindi la sua battuta del premier israeliano, oltre che infelice, si basa anche su presupposti errati.

Le relazioni tra Regno Unito e Israele sono sempre più tese

Negli ultimi mesi le relazioni tra Regno Unito e Israele si sono fatte sempre più tese, in particolare da quando Andy Burnham è approdato a Downing Street al posto di Keir Starmer. Poco prima di assumere la carica di primo ministro, l’ex sindaco di Manchester si è scusato per l’appoggio iniziale del Labour all’azione militare israeliana a Gaza, affermando che il partito «ha sbagliato» e «dovrà fare meglio» sotto la sua guida, segnando così un cambiamento significativo nell’approccio del Regno Unito alla crisi in Medio Oriente.

Villaggio palestinese assediato da coloni israeliani, evacuati cinque italiani

Ci sono anche cinque italiani nel villaggio palestinese di Qusra, a sud di Nablus, in Cisgiordania, assediato dai coloni israeliani. Lo scrivono Il Fatto Quotidiano e Repubblica e lo confermano fonti della Farnesina. Gli italiani si troverebbero adesso in una casa palestinese non assediata, secondo quanto si apprende da fonti informate. Le stesse hanno spiegato che i cinque sono usciti «tranquillamente» dall’abitazione assediata, «senza uso di forza o di violenza». Hanno età compresa tra i 20 e i 40 anni. Stando al Fatto si troverebbero insieme a Qusai Abu Rida, che ha la cittadinanza statunitense e il cui fratello ha denunciato l’assedio dagli Stati Uniti. La Farnesina, attraverso l’Unità di crisi e in collegamento con il consolato di Gerusalemme e l’ambasciata di Tel Aviv, sta seguendo la vicenda.

Ponte Morandi, Silvia Salis annuncia la richiesta di un maxi-risarcimento per Genova

Il Comune di Genova «chiederà un risarcimento molto, molto importante per i danni patrimoniali e di immagine che ha subito con il crollo del ponte Morandi». Lo ha annunciato la sindaca Silvia Salis nel suo intervento alla Radura della Memoria, durante l’ottavo anniversario della commemorazione delle 43 vittime del disastro, avvenuto il 14 agosto 2018: «Qualsiasi risorsa riusciremo a ottenere, verrà interamente dedicata a un programma di cura, manutenzione, decoro e messa in sicurezza della città. Lo dobbiamo alle persone che hanno perso la vita e lo dobbiamo alla nostra città». La cifra indicata dal Comune in sede di risarcimento civile potrebbe oscillare tra i 100 e i 150 milioni di euro.

Ponte Morandi, Silvia Salis annuncia la richiesta di un maxi-risarcimento per Genova
Il ponte Morandi dopo il crollo (Imagoeconomica).

Meno di un mese fa la sentenza di primo grado e le scuse di Autostrade per l’Italia

L’annuncio di Salis arriva a meno di un mese dalla sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Genova ha condannato la maggior parte degli imputati nel processo per il crollo del Ponte Morandi, accusati di omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, crollo doloso, omissione d’atti d’ufficio, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro. A Giovanni Castellucci, all’epoca amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e principale imputato, è stata inflitta una pena di 12 anni di carcere. Condannati anche altri ex vertici di Aspi e Spea: 11 anni per Michele Donferri Mitelli, 5 anni e mezzo per Paolo Berti e Antonino Galatà. Cinque anni per Mauro Coletta, ex direttore della vigilanza sulle concessioni autostradali del Ministero dei Trasporti. Alla vigilia della sentenza, Autostrade per l’Italia aveva rotto un silenzio lungo quasi otto anni, chiedendo scusa con una lettera in cui il ceo Arrigo Giana ha scritto di «ferite indelebili per le azioni e le scelte di alcuni».

Caccia italiani abbattono in Lettonia un drone probabilmente ucraino

Giovedì 13 agosto 2026 un drone sui cieli della Lettonia è stato abbattuto da un caccia italiano che partecipa alla missione di difesa aerea della Nato dei Paesi Baltici. A dare la notizia è stata la ministra degli Esteri di Riga Blaze in un post su X: «Siamo grati ai nostri alleati italiani per il loro contributo e per il mantenimento dell’integrità dello spazio aereo alleato. Un velivolo senza pilota straniero è stato abbattuto sopra la Lettonia orientale». Si è trattato probabilmente di un drone ucraino diretto in Russia che aveva deviato dalla sua rotta. Nelle stesse ore Kyiv ha infatti nuovamente attaccato il porto russo di Ust-Luga, vicino a San Pietroburgo, il cui percorso più breve passa per i confini orientali di Lettonia ed Estonia.

Trump impone dazi del 100 per cento sulle importazioni di droni

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato dazi doganali sui droni importati con lo scopo di tutelare la sicurezza nazionale e difendere l’industria domestica in questo settore. L’imposta sarà del 100 per cento sui droni con peso al decollo superiore ai 25 kg, per quelli dotati di telecamere termiche, per le stazioni di ricarica e per alcuni componenti. Il dazio scende al 25 per cento per i droni dimensioni inferiori. Tariffe più basse verranno applicate sui prodotti provenienti dall’Unione europea, dal Giappone, dal Liechtenstein, dalla Corea del Sud, dalla Svizzera e da Taiwan, mentre sui droni provenienti dal Regno Unito viene applicato un dazio del 10 per cento a condizione che tutto l’hardware, il software e la tecnologia provengano da questi paesi e dagli Stati Uniti. Le tariffe entreranno in vigore 21 giorni dopo la firma del decreto (quindi il 3 settembre), mentre per le componenti non ritenute sensibili dopo 180 giorni. L’obiettivo, ha detto Trump, è quello di incoraggiare la produzione di droni negli Stati Uniti e ridurre la dipendenza dai fornitori stranieri.

Perché l’Ucraina ha proposto alla Russia un cessate il fuoco nel Mar Nero

A causa delle preoccupazioni per la diminuzione delle scorte alimentari, l’Ucraina ha inviato alla Russia una proposta per la cessazione reciproca degli attacchi contro obiettivi civili nel Mar Nero. Lo riferisce la Reuters, citando due fonti a conoscenza della comunicazione: Kyiv ha presentato la sua proposta a Mosca tramite un intermediario, un Paese terzo, ed è ancora in attesa di una risposta.

Ucraina e Russia sono attori chiave del mercato agricolo globale

Nei giorni scorsi entrambi i Paesi (attori chiave del mercato agricolo mondiale) avevano avvertito che gli attacchi a navi e porti minacciavano le forniture alimentari globali. La Russia ha preso di mira i porti ucraini nel Mar Nero fin dall’inizio dell’invasione, così come le navi mercantili. Nelle ultime settimane, le forze di Mosca hanno regolarmente colpito i porti della regione di Odessa, da cui transita circa il 90 per cento delle esportazioni di cereali e girasole. L’Ucraina di recente ha preso di mira diverse infrastrutture portuali russe, nonché le navi nel Mar Nero e nel Mar d’Azov: oltre 200 le imbarcazioni colpite, tra petroliere e cargo che trasportavano cereali. Il 12 agosto, ad esempio, è finito nel mirino il porto di Novorossíjsk: tre importanti terminal per cereali hanno sospeso le operazioni. Mosca, in risposta, ha bombardato il più grande porto cerealicolo ucraino sul Danubio.

Eruzione dell’Etna, prolungata la chiusura dell’aeroporto di Catania

A causa dell’attività eruttiva dell’Etna, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore C1 e B3 dell’aeroporto di Catania, con conseguente sospensione degli arrivi e delle partenze fino alle ore 2 del 15 agosto. Lo comunica la Sac, la società che gestisce lo scalo di Fontanarossa. Continua dunque l’odissea dei viaggiatori che dovevano partire o arrivare nello scalo etneo (in questo periodo transitano dallo scalo almeno 40 mila passeggeri al giorno) e che adesso stanno tentando di riproteggersi con voli da Palermo, Comiso, Trapani o addirittura Lamezia Terme. All’interno dell’aeroporto sono presenti circa 300 persone in attesa di essere trasferite negli altri aeroporti.

Uk, Nigel Farage rieletto deputato: battuto il comico Mr. Spazzatura

Nigel Farage, leader del partito Reform Uk, ha vinto le elezioni suppletive a Clacton venendo rieletto membro del Parlamento. Il politico, che ha battuto il suo principale sfidante Count Binface (Mister Spazzatura, al secolo Jonathan Harvey), ha ottenuto il 62,82 per cento dei voti dopo essersi dimesso a luglio e aver indetto nuove elezioni suppletive con l’obiettivo di vincerle e dimostrare all’establishment che l’opinione pubblica è dalla sua parte. La vittoria è arrivata con 22.239 voti contro i 9.455 raccolti dal comico (26,7 per cento dei voti).

L’inchiesta che lo coinvolge

Farage si era dimesso per protestare contro un’indagine parlamentare sulle donazioni e altri finanziamenti ricevuti. Al centro degli accertamenti c’è un dono da 5 milioni di sterline ricevuto da un miliardario delle criptovalute con base in Thailandia. La questione è se il leader di Reform Uk avrebbe dovuto dichiararlo prima delle elezioni politiche del 2024. Le regole parlamentari impongono ai deputati di segnalare, entro un mese dall’insediamento, ogni donazione ricevuta nell’anno precedente al voto. Farage ha ammesso di aver incassato la somma senza dichiararla, sostenendo però di non aver commesso alcuna irregolarità perché si trattava di un dono personale. Se le autorità concludessero che ha violato le norme, il leader potrebbe essere sospeso dal Parlamento e costretto a un nuovo voto per mantenere il seggio.

Lollobrigida sponsor di un evento con Corona: come la prenderà Meloni?

Fabrizio Corona stasera sarà ospite del “Gran Premio Città di Corridonia”, che si terrà all’Ippodromo Martini nella località del Maceratese. Fin qui niente di strano: si tratta di un personaggio in grado di attirare molto pubblico. Come evidenzia Dagospia, però, la presenza di Corona stona con quella del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste tra gli sponsor dell’evento. La premier Giorgia Meloni, leader del partito del ministro Francesco Lollobrigida nonché sua ex cognata, è infatti al momento in causa proprio con Corona.

Lollobrigida sponsor di un evento con Corona: come la prenderà Meloni?
La locandina dell’evento.

Perché Meloni ha querelato Corona

Meloni sarà sentita il 28 settembre come persona offesa nel processo per diffamazione aggravata a carico di Corona: il procedimento è scaturito dalla querela che la premier e il deputato (ex Fratelli d’Italia) Manlio Messina hanno sporto contro Mr Falsissimo per un articolo pubblicato su Dillingernews.it il 20 ottobre 2023 dal titolo: “E se il cuore di Giorgia Meloni fosse già occupato? Dalla Sicilia ci raccontano che..”. Nel pezzo veniva ipotizzata una relazione tra i due dopo la rottura con Andrea Giambruno. Dopo tutto questo, sorge una domanda: la presidente del Consiglio sarà contenta dell’ospitata di Corona a Corridonia?

Lollobrigida sponsor di un evento con Corona: come la prenderà Meloni?
Francesco Lollobrigida e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Lavitola resta in carcere: il gip respinge la richiesta di arresti domiciliari

Valter Lavitola resta in carcere. Lo ha deciso il gip di Roma respingendo l’istanza del difensore, l’avvocato Sergio Cola, che al termine dell’interrogatorio di garanzia – durante il quale il suo assistito ha ammesso di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci – aveva chiesto gli arresti domiciliari. In attesa della pronuncia del gip, la Procura di Roma aveva già espresso parere negativo.

La confessione di Lavitola dopo l’arresto

Lavitola, in carcere da lunedì e al quale viene contestato il metodo mafioso, ha confessato spiegando di aver agito affinché fosse innalzare il livello di protezione per Ranucci, suo amico, «che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo». Nessun movente politico, nessun piano per far accrescere la popolarità di Ranucci per poi candidarlo in politica, ha assicurato. Nel corso dell’interrogatorio Lavitola ha anche affermato di aver chiesto agli esecutori materiali dell’attentato di sparare quattro o cinque colpi di pistola contro la villetta del giornalista e non di piazzare una bomba.

Colleferro, incendio e maxi-esplosione in una fabbrica di munizioni

Incendio e maxi-esplosione nello stabilimento di Colleferro (Roma) dell’ex Simmel Difesa oggi KNDS Ammo Italy, azienda che produce munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale, nonché combustibili solidi per vettori aerospaziali. L’incidente sarebbe partito dal reparto pressatura polveri e in particolare da un miscelatore utilizzato all’interno dello stabilimento. Diverse le squadre di vigili del fuoco giunte sul posto, ma i soccorritori hanno difficoltà a entrare nella fabbrica. Già il 9 ottobre 2007 si era verificata un’esplosione presso lo stabilimento di Colleferro: era morto un operaio e altri 13 lavoratori erano rimasti feriti.

Ancora ferma la “legge Bove” per il primo soccorso: mancano i soldi

Il ddl sul primo soccorso promosso dall’ex calciatore della Fiorentina (oggi al Watford) Edoardo Bove, colpito da arresto cardiaco in campo nel dicembre 2024, è fermo al palo: il provvedimento ha concluso il suo iter in commissione al Senato il 13 maggio, ma da allora il Ministero dell’Economia e delle Finanze non è ancora riuscito a reperire i cinque milioni di euro necessari per introdurre la formazione sul primo soccorso nelle scuole.

Ancora ferma la “legge Bove” per il primo soccorso: mancano i soldi
Edoardo Bove (Imagoeconomica).

L’amarezza di Bove: «Quanto vale una vita umana?»

«Io non voglio fare polemica, la politica non è il mio campo. Però mi chiedo: quanto vale una vita umana? Il primo soccorso è questione di attimi. Se non si interviene nei primi 20-60 secondi, la persona rischia di riportare danni cerebrali», ha detto Bove intervistato da Repubblica, sottolineando che «è frustrante pensare che si rischia di buttare tutto il lavoro fatto». Il ddl punta a rendere obbligatoria la formazione sul primo soccorso nelle ore dedicate alla sicurezza nel lavoro, e non nelle ore di materie scolastiche, per non tradire l’autonomia della scuola. Inoltre prevede la riduzione dell’Iva sui defibrillatori, da portare al 5 per cento.

Ancora ferma la “legge Bove” per il primo soccorso: mancano i soldi
Marco Lombardo (Imagoeconomica).

Lombardo (Azione): «Investire nella cultura del primo soccorso»

«Questo non è un problema di costi, ma di investimenti: bisogna investire nella cultura del primo soccorso», ha dichiarato il senatore Marco Lombardo (Azione), firmatario del disegno di legge, evidenziando che «la formazione servirebbe anche per evitare lo spreco di risorse pubbliche». Oggi in molti centri sportivi sono infatti presenti defibrillatori, ma pochissime persone li sanno usare. «Il ministro Abodi è molto disponibile sul tema, gli ho detto: avete trovato quattro milioni per un emendamento sulle piscine, dal fondo speciale, non mi potete dire che da quasi un anno non riuscite a trovarne cinque per questo». Come riporta Repubblica, Bove e Lombardo sono stati ricevuti dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha garantito risposte in tempi brevi.

Il Marocco minaccia di sospendere l’accordo di estradizione con la Spagna

La cooperazione giudiziaria tra Marocco e Spagna potrebbe subire una battuta d’arresto. Il ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi, ha dichiarato alla stampa che il suo ministero sta valutando la possibilità di sospendere l’accordo bilaterale di estradizione per le difficoltà del Marocco di arrivare effettivamente a ricevere condannati o sospetti di cui chiede alla Spagna l’estradizione. La minaccia arriva mentre si lavora per evitare una nuova ondata di migranti verso Ceuta e Melilla. Nelle dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa spagnola Efe, il ministro ha spiegato che la valutazione è legata in particolare ad alcune richieste di estradizione marocchine le cui procedure non sarebbero state completate dalla parte spagnola. Le estradizioni tra Marocco e Spagna sono disciplinate da una convenzione bilaterale firmata a Rabat il 24 giugno 2009 ed entrata in vigore l’1 settembre 2012. Secondo Ouahbi, il meccanismo si blocca in corso d’opera.

Come funziona l’accordo di estradizione e perché si blocca

Il ricercato viene arrestato in Spagna e la sua identità viene accertata. Viene quindi fissata una data per la sua consegna alle autorità marocchine. Ma quando Rabat invia agenti per prendere in consegna il ricercato, la procedura finisce per bloccarsi e la consegna alla fine non avviene. Di qui la valutazione di sospendere l’accordo, perché giudicato inutile. Il testo prevede, a determinate condizioni, la consegna reciproca di persone ricercate o condannate dai tribunali di uno dei due Paesi quando si trovino nel territorio dell’altro. La convenzione, tuttavia, esclude l’estradizione di cittadini di uno Stato verso l’altro. In Marocco vige la pena di morte, il codice penale la include e viene comminata ma non è più eseguita dal 1993, per una moratoria. In Spagna è stata abolita nel 1978. Anche solo il dubbio che il ricercato possa ricadere nei casi di condanna alla pena di morte blocca l’estradizione.

EasyJet, rating sotto osservazione per potenziale downgrade per operazione Apollo

S&P Global Ratings ha posto il rating BBB+ di EasyJet sotto osservazione con implicazioni negative a seguito dell’annuncio dell’acquisizione da parte di Apollo. L’inserimento in CreditWatch riflette l’elevata probabilità di un potenziale declassamento di più livelli qualora la transazione si concludesse come proposto. Il 6 agosto, la compagnia aerea ha raggiunto un accordo per essere acquisita dalla società di private equity statunitense in un’operazione che la valuta 5,7 miliardi di sterline. L’acquisizione, soggetta all’approvazione degli azionisti e delle autorità di regolamentazione, prevede una combinazione di capitale proprio da parte di Apollo e debito nell’ambito di linee di finanziamento provvisorie. Al completamento dell’operazione, S&P ritiene che la politica finanziaria di easyJet diventerà probabilmente più aggressiva e che i suoi parametri di credito si indeboliranno in modo significativo. Ciò contrasta con le precedenti previsioni, secondo le quali easyJet avrebbe mantenuto una posizione di cassa netta positiva.

Lavitola, la procura di Roma darà parere negativo alla richiesta dei domiciliari

La procura di Roma darà parere negativo alla richiesta di arresti domiciliari per Valter Lavitola, avanzata dopo l’interrogatorio di garanzia dall’avvocato difensore Sergio Cola alla luce dell’ammissione del suo assistito di essere stato il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Secondo il legale non sussistono i pericoli di fuga, mancata collaborazione e inquinamento probatorio. L’ultima parola sulla decisione spetterà al gip. Lavitola, in carcere da lunedì e al quale viene contestato il metodo mafioso, ha confessato ieri di essere il mandante dell’attentato al conduttore di Report, spiegando di aver agito affinché fosse innalzare il livello di protezione per Ranucci, suo amico, «che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggredirlo». Nessun movente politico, nessun piano per far accrescere la popolarità di Ranucci per poi candidarlo in politica, ha assicurato.

Assedio dei coloni israeliani alle case dei palestinesi: la condanna degli Usa

L’assedio dei coloni israeliani alle case di due famiglie palestinesi a Qusra è un «orribile atto di terrorismo» e «un’azione ripugnante». Lo ha scritto su X l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, evidenziando uno strappo tra Washington e Tel Aviv per quanto sta accadendo nel piccolo villaggio vicino a Nablus, in Cisgiordania. «Non ci sono scuse per un comportamento così violento», ha aggiunto il diplomatico, mosso anche mosso dal fatto che tra le abitazioni nel mirino ce n’è anche una di proprietà di un cittadino statunitense.

L’assedio iniziato domenica e l’ordine di evacuazione

Da domenica un gruppo di coloni israeliani sta di fatto assediando le abitazioni di due famiglie palestinesi, gli Hassan e gli Abu Ridi, a Qusra: si sono accampati all’esterno delle case, bloccando tutti gli accessi e staccando la corrente e l’allaccio dell’acqua. L’esercito di Tel Aviv finora ha fatto poco o nulla per risolvere la situazione: alcuni soldati, addirittura, sono stati filmati mentre fraternizzavano con i coloni violenti.

Assedio dei coloni israeliani alle case dei palestinesi: la condanna degli Usa
Alcuni dei coloni israeliani che stanno assediando le case dei palestinesi a Qusra (Ansa).

Secondo la tv pubblica israeliana Kan, l’Idf ha però adesso emesso un ordine di evacuazione per gli abitanti delle case sotto assedio e i residenti della zona, in vista di un’operazione militare destinata a durare diversi giorni. «Anche se dovessimo diventare martiri, chiediamo di essere sepolti nella nostra casa, affinché rimanga a testimonianza dei crimini commessi dai coloni contro di noi e contro il popolo palestinese», ha detto Aisha Abu Ridi.

L’Idf: «Smantellati 151 avamposti illegali da inizio anno»

L’esercito israeliano ha reso noto di aver inviato ieri sul posto il 51mo battaglione della brigata Golani. Il sindaco di Qusra ha spiegato ad Al Jazeera che l’Idf ha completamente chiuso l’area, imposto il coprifuoco e dispiegato centinaia di soldati per smantellare l’avamposto degli ultraortodossi. E proprio per smentire il mancato impegno contro le azioni dei coloni violenti contro i palestinesi, l’Idf ha reso noto di aver smantellato 151 avamposti illegali di israeliani in Cisgiordania dall’inizio del 2026. La radio militare dell’Idf ha sottolineato che diversi avamposti smantellati erano gli stessi che i coloni hanno ristabilito più volte dopo ogni operazione dell’esercito.

Ft, Anthropic potrebbe essere Ipo più grande della storia a oltre 2 mila miliardi di dollari

Gli investitori di Anthropic prevedono che l’azienda si quoti in borsa a ottobre con una valutazione che potrebbe essere pari o superiore a 2 mila miliardi di dollari. Se così fosse, verrebbe surclassata anche l’Ipo storica di SpaceX e sarebbe di fatto la più grande offerta pubblica iniziale di sempre. Lo scrive il Financial times, specificando che una simile valutazione rappresenterebbe un raddoppio, nel giro di pochi mesi, rispetto a quella attuale, e sarebbe giustificata dalla crescita vertiginosa dei ricavi dell’azienda. Gli investitori prevedono che, grazie ai suoi modelli, Anthropic possa arrivare a 100-120 miliardi di dollari di ricavi annualizati entro la fine del 2026. Il Ft precisa che diversi investitori hanno rivelato che i vertici della società non hanno ancora fissato un target di valutazione per l’Ipo, dunque la cifra mosntre è basata sulle loro valutazioni. Quella reale dovrà tenere conto di diversi fattori contro, come la concorrenza cinese e le pressioni sulla regolamentazione dei modelli più avanzati, ma anche le preoccupazioni dell’opinione pubblica dopo che alcuni di essi sono stati coinvolti in incidenti informatici durante i test.

Nuove frontiere del vannaccismo: il candidato Burgio che vuole i rastrellamenti a Milano

Da un ex generale all’altro: Carmelo Burgio, che ha ricoperto tale l’incarico nell’Arma dei Carabinieri, sarà il candidato sindaco di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci alle elezioni amministrative che si terranno a Milano nel 2027. Annunciando l’investitura dal palco della Versiliana, Vannacci ha definito un «uomo delle istituzioni», che ha «dedicato la sua vita all’Italia, alla sicurezza e alla patria». Con Burgio a Palazzo Marino, ha promesso il fondatore di Futuro Nazionale, Milano verrà «rivoltata come un calzino» e potrà tornare a essere «la città della Madonnina e non dei maranza». Fin qui – più o meno – tutto bene. Poi il patatrac, quando Vannacci ha sottolineato che Burgio «saprebbe come rastrellare Rogoredo».

Burgio: «Fare rastrellamenti non è solo mettersi una bella svastica sul braccio»

L’infelice affermazione di Vannacci ha scatenato le proteste della vicesindaca Anna Scavuzzo e del presidente dell’Anpi provinciale Primo Minelli, così come dell’ex deputato dem Emanuele Fiano, di fede ebraica. Ma, intervistato da Fanpage, Burgio ha difeso le parole di Vannacci, almeno nella sostanza. Spiegando che sarebbero state più adatte espressioni come «impiego a massa oppure di servizi ad alto impatto», Burgio ha detto: «Ho lavorato in Sardegna nel periodo dei sequestri di persona. Quando cercavamo i latitanti, lo facevamo con operazioni di search in massa. Erano rastrellamenti. Quando a Caserta sono intervenuto in una certa zona per arrestare un killer di camorra come Giuseppe Setola, che aveva fatto 20-26 omicidi in sei mesi, ho fatto dei rastrellamenti». Insomma, «fare rastrellamenti non è solo mettersi una bella svastica sul braccio o una coppia di fascette sul bavero della camicia e mettere insieme tutti gli ebrei del ghetto, ma è un’attività a massa che serve per contrastare una situazione di sicurezza pubblica particolarmente critica». Un conto è però setacciare la Barbagia alla ricerca dei nascondigli dell’Anonima sequestri o andare casa per casa per arrestare uno dei più pericolosi latitanti della camorra, un altro avere in mente «servizi ad alto impatto» nel boschetto d Rogoredo. Ma tant’è.

Nuove frontiere del vannaccismo: il candidato Burgio che vuole i rastrellamenti a Milano
Carmelo Burgio nel 2003 (Ansa).

La carriera di Burgio, dai parà a Livorno alla promozione a generale dei Carabinieri

Oltre alla passione per i rastrellamenti (o come Burgio preferisce chiamarli), cosa sappiamo poi del candidato vannacciano per Palazzo Marino? Originario di Anzio, nella città metropolitana di Roma, Burgio ha 69 anni ed è generale dei Carabinieri in pensione. Il suo primo incarico è stato presso il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti “Tuscania” a Livorno. Nel 1982 ha partecipato alla missione Libano 2 a Beirut e successivamente ha fatto parte del Gis, fino a diventarne vicecomandante. Impegnato nei servizi di scorta al Presidente della Repubblica ai tempi di Francesco Cossiga, nel corso della carriera ha partecipato a numerose missioni all’estero che ha gestito in qualità di comandante: nel 2003, dopo l’attentato di Nassiriya, assunse la guida del reggimento Multinational Specialized Unit in Iraq. Inoltre ha lavorato pure alla Direzione investigativa antimafia. Promosso Generale di Divisione nel 2017, il suo ultimo incarico risale al 2021, quando si è insediato come nuovo Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora” di Roma, ruolo ricoperto fino al compimento del 65esimo anno di età e, dunque, alla pensione. Adesso il “reclutamento” da parte di Vannacci.