Calenda: «Di Battista mi chiede 25 mila euro per non querelarmi»

«L’associazione di Di Battista mi chiede 25 mila euro per non querelarmi. Rispondo con una controproposta più equa: te li do nella tua valuta nazionale ovvero 25 mila rubli (che corrispondono a 270€). Un prezzo equo per levarsi dalle scatole un essere inutile». L’ha scritto Carlo Calenda sui social. La querelle tra i due riguarda le insinuazioni del leader di Azione sui presunti finanziamenti russi ricevuti dal collega. «Credo che occorra chiarire se Alessandro Di Battista – il cui ‘libro’ riprende il nome della campagna di propaganda del Cremlino in Occidente – sia legato in qualche modo a società di propaganda russe e aziende che fanno business in Russia. Considerato anche il fatto che è ospite fisso di numerose trasmissioni televisive e che in passato, come Salvini, ha firmato un accordo di collaborazione formale con Russia Unita a nome dei 5S. Ci sono, io credo, gli estremi per una verifica approfondita degli organi preposti alla sicurezza dello Stato», aveva scritto Calenda a dicembre 2025. Pronta la risposta: «Carletto quindi stai chiedendo agli organi preposti alla sicurezza dello Stato di verificare i miei legami con la Russia perché non ti piace il titolo del mio libro? Fantastico».

Usa e Iran verso colloqui indiretti in Qatar

Saltato l’incontro tra le rispettive delegazioni annunciato da Donald Trump (e smentito da Teheran), gli Stati Uniti e l’Iran terranno colloqui indiretti in Qatar domani, mercoledì primo luglio, alla presenza dei mediatori. Lo riporta Al Arabiya, citando fonti secondo cui i negoziati si concentreranno sullo stretto di Hormuz e sulla stabilità generale della regione. Durante un briefing con i media Majed Al Ansari, portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, ha confermato che gli alti inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner non terranno un incontro di alto livello con l’Iran, aggiungendo che questa settimana si terranno invece colloqui tecnici su questioni quali la sicurezza regionale, che potrebbero successivamente essere elevati a un livello superiore.

L’Iran dovrebbe ricevere presto tre miliardi di dollari di fondi congelati

Le stesse fonti di Al Arabiya affermano che l’Iran, nell’ambito del memorandum d’intesa siglato con gli Usa, dovrebbe ricevere entro la fine della settimana circa tre miliardi di dollari di fondi congelati. È inoltre previsto che entrambe le delegazioni incontrino a Doha il primo ministro qatariota Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e mediatori pakistani. Quanto a Hormuz, il New York Times riporta che l’Iran e l’Oman vogliono riscuotere il pagamento per il transito nello stretto.

Pizzaiolo ucciso: la Lega chiede la remigrazione del killer, ma è italiano

Dopo l’omicidio di Raffaele Stipa per una pizza gratis negata, alcuni esponenti emiliani della Lega si sono scagliati contro il presunto killer, indicato come straniero dalle prime informazioni raccolte, invocandone la remigrazione. Per poi fare retromarcia quando si è invece scoperto che la persona arrestata è al 100 per cento italiana, chiedendo di annullare i comunicati inviati.

L’attacco allo straniero di due esponenti del Carroccio

Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione Emilia-Romagna, aveva scritto di una tragedia «che impone una riflessione seria, senza ipocrisie», sottolineando che «non siamo davanti a un episodio di ordinaria criminalità, ma all’ennesima dimostrazione di una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere». Aggiungendo poi che «la remigrazione deve diventare uno strumento concreto di tutela della sicurezza». Così la deputata del Carroccio Laura Cavandoli, eletta nel collegio uninominale Emilia-Romagna – 02 (Parma): «Basta a persone che portano la violenza, efferata e ingiustificabile come in questo caso, nel nostro Paese».

L’identità dell’omicida e la richiesta dei due leghisti

Successivamente è giunta la notizia dell’arresto dell’autore del delitto: Andrea Pellati, 43enne pluripregiudicato con diversi precedenti per droga, nato a Reggio Emilia e italianissimo. E così Fiazza e Cavandoli si sono affrettai a inviare una successiva comunicazione, chiedendo di annullare le precedenti note «alla luce delle nuove informazioni diffuse dagli inquirenti, che modificano un elemento centrale della ricostruzione iniziale».

Leonardo Maria Del Vecchio ha disertato l’assemblea di Delfin

Leonardo Maria Del Vecchio non ha preso parte all’assemblea dei soci di Delfin convocata per oggi, 30 giugno. E non è intervenuto neanche attraverso un suo rappresentante. La decisione è stata comunicata con una lettera, in cui il quartogenito del fondatore di Luxottica ha ripercorso tutta la serie di «gravi criticità irrisolte», scrivendo di «board inerte» e sottolineando che «non c’erano i presupposti per un’assemblea produttiva». Nell’assemblea del 27 aprile, quando in sei (sette su un punto specifico) avevano votato a favore delle sue proposte di delibera, Del Vecchio riteneva di aver ottenuto conferma dell’appoggio di gran parte dei soci e di conseguenza di Delfin. Da allora, scrive nella lettera, «vari fattori sono cambiati». Tra le altre cose, Del Vecchio – intenzionato a salire al 37,5 per cento della holding di famiglia – si è lamentato di non aver mai ottenuto «accesso a documentazione aziendale indispensabile anche per le interlocuzioni con le banche finanziatrici», ricevuto solo risposte telefoniche e nessun riscontro scritto.

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Assemblea Delfin: l’ordine del giorno

All’ordine del giorno dell’assemblea dei soci Delfin, che si è tenuta in Lussemburgo, c’erano l’approvazione del bilancio (arrivata all’unanimità, utile intorno a 1,5 miliardi), l’innalzamento dei dividendi al 10 per cento, le richieste di uscita dei soci Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico, l’aumento degli emolumenti del cda e l’introduzione di un collegio di commissari dei conti che potrà accedere ai lavori del board. Ne sono stati approvati solo due, Lara Forte e Fabio Scoyni, mentre è stato bocciato l’altro candidato all’incarico, Marco Talarico, ex amministratore delegato di LMDV Capital, la società di Leonardo Maria Del Vecchio.

Chiude Wired Italia: la lettera d’addio della redazione

L’amministratore delegato di Condé Nast Roger Lynch aveva annunciato a metà aprile la chiusura di Wired Italia, magazine di tecnologia, cultura digitale e innovazioni nata nel 2009. Il 20 giugno è uscito l’ultimo numero della rivista cartacea, mentre da oggi – 30 giugno – il sito non verrà più aggiornato. Nel giorno della fine delle pubblicazioni, la redazione ha salutato i lettori con una lunga lettera-editoriale. Eccola.

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La lettera-editoriale della redazione di Wired Italia

Oggi Wired Italia chiude.
E questo messaggio è per te.
No, non ci conosciamo.
Perché tu arrivi sulla scena quando noi siamo andati via.
Noi abbiamo finito il trasloco, chiuso gli scatoloni, spento la luce, chiusa la porta a doppia mandata.
Poi arrivi tu. Chissà dopo quanto. Apri la porta. Accendi la luce. Spalanchi le finestre. E ti domandi cosa fosse questo posto, prima.
Questo è il nostro messaggio in bottiglia, affidato ai marosi del web. Non viaggia solo nello spazio, ma anche nel tempo. Così è arrivato tra le tue mani, le mani di chi non ha mai sfogliato Wired Italia prima d’ora, gli occhi di chi non ha mai letto un nostro articolo.

Chissà quanto suoneranno vecchie, o strane, certe parole alle tue orecchie. Sai, nel fare il nostro mestiere noi ci siamo sempre domandati cosa sarebbe successo dopo e per anni, diciassette anni per l’esattezza, qui in Italia abbiamo fatto di tutto per trovare le risposte attraverso cui comprendere meglio il futuro. Era il nostro lavoro: guardarsi intorno per captare quei segnali, spesso debolissimi, che tracciavano la rotta verso il domani. E quando quel domani si avverava, più o meno come noi lo avevamo raccontato attraverso approfondimenti, notizie, articoli, interviste, podcast e inchieste, ci lanciavamo in una nuova corsa.

Comprenderai che, avendo spento i motori il 30 giugno 2026, ci rimangono tante domande su cosa si sarebbe svelato dopo l’ennesima curva. Chissà se nel tempo in cui ci stai leggendo i robot sono diventati compagni quotidiani di vita e colleghi di lavoro. Chissà se il paesaggio fuori dalla finestra è tornato a colorarsi di un sano azzurro e di un verde brillante e siamo riusciti a impedire le peggiori catastrofi climatiche. Chissà se abbiamo messo radici sulla Luna. E se siamo riusciti a far passare il messaggio che non è vero che chi non ha nulla da nascondere non deve aver paura di essere controllato in ogni momento. Chissà se stiamo usando l’AI per il bene comune? E se siamo tornati a riporre la giusta fiducia nella scienza e nei suoi progressi? Dove viaggiamo, cosa mangiamo, in quali case abitiamo.

Sai, te lo chiediamo perché i nostri sono tempi strani. Di invenzioni straordinarie e inutili stragi. Non sappiamo in che luogo o tempo tu ti trovi, ma noi ci sentiamo come se ti scrivessimo una lettera da quella fenomenale epoca di arte e cultura, scoperte geografiche e guerre che fu il Rinascimento.

Non staremo a raccontarti chi siamo stati noi. Ormai sei dentro, puoi scoprirlo da te vagando per queste stanze che chiamiamo articoli. Oppure facendo una ricerca in internet, se si usa ancora come facevamo noi. A noi interessa più sapere di te. Di te che ci scopri oggi che noi siamo storia. Che fai, cosa studi, dove vivi. Cosa ti ha portato fin qui, se il caso o una ben fondata ragione. Le persone e le loro storie sono sempre state il nostro pallino.

Magari le nostre strade si sono già incrociate, con altri nomi. Quello che stai percorrendo non è un mausoleo, uno spazio di echi e di silenzi. A suo modo, è un luogo ancora vivo, abitato dalla curiosità, dalla ricerca della verità, dal lavoro di tante persone. È un luogo dove per lungo tempo si usava spesso il tempo futuro. Oggi lo attraversi facendo ricorso al passato ma quel che trovi potrà aiutarti a capire come siamo arrivati al presente in cui tu vivi, a quale bivio la storia ha svoltato in una direzione e non in quella opposta. Per anni siamo stati uno strumento per comprendere e conoscere e tante persone ce lo hanno riconosciuto. Chissà che non potremo contribuire in qualche modo anche al tuo sapere.

Come si scrive una lettera a qualcuno che non ti leggerà mai? È un assegno in bianco, affidato alla buona fede di chi lo riceverà. Noi, però, per anni siamo stati guide ed esploratori e siamo stati abituati a prendere per mano chi si affidava per fare strada in terre incognite. Non avrebbe avuto senso mettere bussola, mappe e torce sotto teca. Le abbiamo lasciate qua, dove chi vorrà potrà beneficiarne ancora. È il nostro dono e il nostro contributo per costruire quel domani di cui siamo sempre stati innamorati.

Oggi Wired Italia chiude ma il viaggio nel futuro continua.

Le nuove nomine del Papa: suor Smerilli prefetto allo Sviluppo umano

Papa Leone ha nominato prefetto del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale la reverenda Alessandra Smerilli, finora segretario del medesimo dicastero, che diventa così la terza prefetta in Vaticano. La donna assumerà l’incarico il primo settembre 2026. Il Santo Padre ha altresì nominato pro-prefetto dello stesso dicastero, con incarico speciale per il Centro di alta formazione Laudato si’, il cardinale Fabio Baggio, finora sotto-segretario. Anch’egli entrerà in carica dal primo settembre 2026.

Le altre nomine di Papa Leone

Leone ha inoltre nominato:

  • monsignor Jozef Barlaš segretario del dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale;
  • monsignor Marco Mellino segretario del dicastero per i Testi legislativi;
  • monsignor Lucio Adrián Ruiz segretario del Dicastero per il Servizio della carità;
  • il laico Massimo Ralli sottosegretario del dicastero per il Servizio della carità.

Axel Springer perfeziona l’acquisizione del Telegraph

In seguito all’ottenimento delle autorizzazioni normative nel Regno Unito, in Irlanda e in Austria, Axel Springer ha perfezionato l’acquisizione del Telegraph per 575 milioni di sterline (oltre 667 milioni di euro). Il colosso tedesco aveva superato in extremis l’offerta dell’editore del Daily Mail, presentando una proposta superiore proprio all’ultimo momento. Il Telegraph entrerà così a far parte di un portafoglio che comprende le testate tedesche Bild (il quotidiano più venduto d’Europa) e Die Welt, oltre a Business Insider e Politico (finora l’acquisizione finanziariamente più importante, avvenuta nel 2021).

Axel Springer perfeziona l’acquisizione del Telegraph
La sede di Axel Springer a Berlino (Ansa).

Il gruppo Axel Springer ci aveva già provato nel 2004

Il closing pone fine a tre anni di incertezza sulla futura proprietà delle testate del gruppo britannico: il quotidiano The Daily Telegraph, Sunday Telegraph (cioè l’edizione domenicale) e la rivista The Chelsea Magazine Company. «Oggi è un giorno per il quale abbiamo lavorato a lungo e che ricorderemo per sempre», ha dichiarato Mathias Döpfner, amministratore delegato e azionista di riferimento di Axel Spinger, che aveva tentato di rilevare il quotidiano londinese già nel 2004: all’epoca era stato superato dai fratelli Barclay, che avevano offerto 665 milioni di sterline.

Axel Springer perfeziona l’acquisizione del Telegraph
Mathias Döpfner, ceo di Axel Springer (Ansa).

Le tappe della cessione del Telegraph Media Group

Come detto, il closing mette fine a tre anni di incertezza sul destino di Telegraph Media Group, la cui vendita era stata avviata nel 2023, quando la famiglia Barclay ne aveva perso il controllo a causa di debiti non pagati per 1,16 miliardi di sterline nei confronti di Lloyds Bank. A rilevare il gruppo era stata la joint venture RedBird IMI – controllata al 75 per cento dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti e proprietario del Manchester City – che aveva concordato di saldare i debiti dei Barclay. Tuttavia, la joint venture è stata costretta a rimettere in vendita le testate dopo che il governo britannico ha approvato una legge che vieta a Stati esteri o a soggetti a essi collegati di detenere la proprietà di testate giornalistiche nel Regno Unito (attualmente è in vigore un limite del 15 per cento). Visto il semaforo rosso, era subentrato un consorzio guidato dalla RedBird Capital di Gerry Cardinale – partner di minoranza di RedBird IMI, nonché proprietario del Milan – con un’offerta da 500 milioni di sterline per le testate, ritirata però poco dopo, a novembre del 2025. A quel punto era stata la multinazionale Daily Mail and General Trust a concludere l’accordo acquisire il controllo delle testate del gruppo Telegraph, ottenendo anche il via libera dal governo britannico. In extremis era però arrivata la tedesca Axel Springer, con un’offerta superiore di 75 milioni di sterline rispetto a quella di DMGT: la proposta, unita a un iter normativo lineare, era stata accettata da RedBird IMI. Ora il closing.

Di Maio, missione per l’Ue a Doha mentre continua il giallo sull’incontro Usa-Iran

Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo, ha incontrato a Doha Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar. Il colloquio si inserisce nel quadro delle iniziative dell’Unione europea volte a sostenere gli sforzi di mediazione portati avanti dall’emirato tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare e assume “particolare rilievo” alla luce della presenza a Doha di una delegazione Usa composta da Jared Kushner e Steve Witkoff, attesa per colloqui con Al Thani nell’ambito del medesimo sforzo diplomatico.

Di Maio, missione per l’Ue a Doha mentre continua il giallo sull’incontro Usa-Iran
Luigi Di Maio e Mohammed bin Abdulrahman Al Thani nel 2021 (Imagoeconomica).

Teheran ha smentito Trump sull’incontro Usa-Iran

La “missione” di Di Maio in Qatar si svolge mentre continua ad aleggiare il mistero sull’incontro tra le delegazioni di Usa e Iran, annunciato da Donald Trump (secondo cui sarebbero stati i pasdaran a chiedere un faccia a faccia) ma di nuovo smentito da Teheran. Come detto, Kushner e Witkoff sono infatti attesi a Doha. E vedranno certamente Al Thani. Ma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, pur confermando che una delegazione di esperti si recherà a Doha questa settimana, ha escluso categoricamente un incontro con gli americani.

La lettera di 50 eurodeputati per sollecitare la Fifa a indagare su Infantino

Cinquanta membri del Parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione Etica della Fifa di indagare sul suo presidente, Gianni Infantino, in merito a presunte violazioni delle norme della stessa federazione calcistica internazionale sulla neutralità politica. Lo riporta Politico, spiegando che gli eurodeputati in una lettera hanno espresso sostegno a un esposto presentato dall’ong per i diritti umani FairSquare dopo la doppia decisione di Infantino di istituire un premio Fifa per la pace e di assegnarlo subito a Donald Trump.

La lettera di 50 eurodeputati per sollecitare la Fifa a indagare su Infantino
Gianni Infantino assegna a Donald Trump il premio Fifa per la pace (Ansa).

La Coppa del Mondo «dovrebbe unire il mondo», ha dichiarato l’eurodeputato irlandese Barry Andrews, spiegando che, «quando il capo della Fifa favorisce un presidente rispetto a un altro, ciò scredita l’organismo calcistico e l’intero torneo». Andrews ha poi aggiunto che la denuncia di FairSquare in materia di etica «rappresenta per la Fifa un’opportunità per dimostrare il proprio impegno a favore della neutralità politica, della trasparenza e della responsabilità».

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Infantino avrebbe violato lo statuto della Fifa

Trump ha ricevuto il premio il 5 dicembre 2025 e la denuncia iniziale di Fairsquare è stata depositata tre giorni dopo. Infantino non aveva nemmeno informato il Consiglio Fifa prima di istituirlo: i critici hanno interpretato il riconoscimento come un palese tentativo del capo del calcio mondiale di ingraziarsi il presidente statunitense. Gli eurodeputati firmatari della lettera sostengono che le dichiarazioni pubbliche di Infantino a favore del tycoon violano lo statuto della federazione, in base a cui «la Fifa rimane neutrale in materia di politica e religione».

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Sondaggi Swg 29 giugno 2026: Futuro nazionale supera la Lega

I sondaggi Swg per il Tg La7 del 29 giugno 2026 evidenziano una leggera flessione per la prima forza politica del Paese, Fratelli d’Italia, che cala al 27,3 per cento pur mantenendo saldamente la testa della classifica. Resta invece stabile il Partito democratico, fermo al 21,8 per cento rispetto alla settimana precedente. Tra le altre forze principali, si nota un segno positivo solo per il Movimento 5 stelle, che sale al 13,3 per cento. A seguire, Forza Italia mostra una lieve contrazione e scende al 7,2 per cento, così come Alleanza Verdi-Sinistra che si attesta al 6,4 per cento. Il maggior balzo in avanti viene registrato da Futuro nazionale, raggiunge il 5,6 per cento superando la Lega, stabile al 5,4. Nelle posizioni successive, si osserva un calo generale per le forze di centro, con Azione al 3,5 per cento, Italia viva al 2,4 per cento e +Europa all’1,5 per cento. Fa invece registrare un trend incrementale Noi Moderati, che sale all’1,2 per cento.

La Polonia si rifiuta di trasferire i suoi caccia MiG-29 all’Ucraina: cosa è successo

Le autorità polacche si sono rifiutate di trasferire i caccia MiG-29 all’Ucraina perché Kyiv non intende condividere con Varsavia la tecnologia dei suoi velivoli a pilotaggio remoto. Lo ha annunciato il ministro della Difesa polacco e vicepremier Władysław Kosiniak-Kamysh, durante il programma televisivo Gość Wydarzeń. Continuano le tensioni tra i due Paesi, scaturite da una decisione di Volodymyr Zelensky fortemente contestata dalla Polonia.

La Polonia si rifiuta di trasferire i suoi caccia MiG-29 all’Ucraina: cosa è successo
Władysław Kosiniak-Kamysh (Ansa).

Kosiniak-Kamysh punta il dito contro Kyiv

La Polonia e l’Ucraina avevano un accordo in base al quale Kyiv avrebbe condiviso con Varsavia la sua esperienza nell’uso dei droni sul campo di battaglia, ha spiegato Kosiniak-Kamysh, in cambio di nove aerei da combattimento dismessi dall’esercito. «Ho proposto, credo, un approccio molto collaborativo. Gli ucraini inizialmente hanno accettato la proposta, ma non l’hanno attuata. Quindi non avranno i MiG», ha detto il ministro polacco: «A differenza del governo precedente, non ci limitiamo a dire che forniremo sussidi, ma ci aspettiamo il principio di solidarietà: tu aiuti, ma se il tuo partner si rende conto di poterti supportare, di poterti mostrare nuove soluzioni, deve condividere queste informazioni».

La Polonia si rifiuta di trasferire i suoi caccia MiG-29 all’Ucraina: cosa è successo
Volodymyr Zelensky (Ansa).

Da cosa è nata la crisi diplomatica tra i due Paesi

Il no della Polonia arriva sullo sfondo della recente crisi diplomatica con l’Ucraina, nata dalla decisione di Zelensky di intitolare un’unità d’élite dell’esercito agli «eroi dell’Upa», ossia all’Esercito insurrezionale ucraino, organizzazione paramilitare che durante la Seconda guerra mondiale fu il braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (Oun-B) di Sepan Bandera. A tal proposito, Kosiniak-Kamysz nel corso dell’intervista in tv ha anche detto: «Non dobbiamo mettere nel pantheon coloro che distruggono la cooperazione europea. L’Ucraina non entrerà nell’Ue con Bandera. Nessuno ci dirà come votare per l’adesione di un determinato Paese».

I massacri di polacchi durante la Seconda guerra mondiale

Nel corso della Seconda guerra mondiale l’Upa raccolse l’eredità di quei gruppi paramilitari che all’inizio dell’Operazione Barbarossa accolsero come liberatori i nazisti. E, nelle regioni occupate dal Terzo Reich, operò spesso in accordo con le decisioni dei tedeschi e in funzione antisovietica. In Polonia l’Upa è considerato una forza genocidaria: nel biennio 1943-44 il gruppo uccise decine di migliaia di civili nelle regioni della Volinia, della Galizia orientale, in alcune parti della Polesia e nella regione di Lublino. Come rappresaglia, migliaia di ucraini furono poi uccisi dall’Armia Krajowa, il principale movimento armato polacco dell’epoca. Accusando Zelensky di aver «fornito alla propaganda russa ottimo materiale e molti spunti di riflessione», il presidente polacco Karol Nawrocki ha revocato al presidente ucraino la più alta onorificenza di Stato, l’Ordine dell’Aquila bianca, che gli era stata assegnata dal predecessore Andrzej Duda. In aperta polemica con Varsavia, Zelensky ha poi disertato l’ultima Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, che si è tenuta a Danzica.

Dal 1° luglio dazio di 3 euro sui mini pacchi da Cina e Paesi extra-Ue

Dal 1° luglio l’Unione europea introduce un dazio doganale forfettario di 3 euro per ogni pacco di valore inferiore a 150 euro proveniente da Paesi terzi. Due le motivazioni principali della misura, ovvero garantire parità di condizioni ma anche garantire alle autorità doganali strumenti necessari per affrontare, controllare ed eventualmente rimuovere dal mercato i prodotti pericolosi. Nel 2025 sono infatti entrati nell’Ue circa 5,9 miliardi di articoli da Paesi extra-Ue senza pagare dazi, oltre 16 milioni di pacchi al giorno, di cui oltre il 90 per cento provenienti dalla Cina. Oltre il 60 per cento non era conforme agli standard di sicurezza Ue, in particolare giocattoli, elettronica, cosmetici e integratori alimentari. Il prelievo non si applicherà per pacco ma per articolo – per esempio comprando una maglietta, un ombrello e un paio di scarpe si pagano tre dazi, per un totale di nove euro. A pagare il dazio è generalmente la piattaforma o il venditore, non il consumatore finale.

Quattro arresti per l’attentato dinamitardo contro Ranucci

Quattro persone sono state arrestate per l’attentato dinamitardo contro il giornalista Sigrfrido Ranucci, avvenuto la sera del 16 ottobre 2025 a Pomezia (Roma), quando un ordigno venne fatto deflagrare davanti al cancello dell’abitazione del conduttore di Report, provocando la distruzione delle sue due autovetture parcheggiate in strada e danneggiando il muro perimetrale.

Indagini in corso per individuare i mandanti

Tre le persone finite in carcere, mentre una ai domiciliari: sono gravemente indiziate, a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso. Il commando avrebbe agito su mandato di terze persone, allo stato non identificate, come “favore” e dietro compenso economico: le indagini proseguono per svelare l’identità dei mandanti.

Quattro arresti per l’attentato dinamitardo contro Ranucci
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

I mandanti, appunto, si sono adoperati per garantire supporto per tutelare gli esecutori materiali dell’attentato esecutori fornendo fondi, schede telefoniche, assistenza legale e pianificando una loro eventuale fuga all’estero. Gli indagati hanno tentato in più occasioni di ostacolare le indagini effettuando bonifiche per cercare microspie, distruggendo schede sim e concordando linee difensive omertose per dissimulare il loro coinvolgimento e coprire i mandanti.

Esplosione nel Principato di Monaco contro la famiglia di un oligarca ucraino: cosa sappiamo

Tre persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo grave, a causa di un’esplosione in un edificio residenziale nel Principato di Monaco. Un portavoce del governo ha parlato di «atto doloso». I feriti appartengono alla stessa famiglia, quella dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev – tra gli uomini più ricchi dell’Ucraina e soggetto a sanzioni dal dicembre 2023 come deciso dal presidente Volodymyr Zelensky. I fatti si sono verificati nella serata di lunedì 29 giugno 2026 in Rue du Révérend Père Louis Frolla, lungo il confine con la Francia. «È molto probabile che si tratti di un attentato», ha dichiarato all’Afp Christophe Mirmand, capo del governo. Ermolaev e la moglie sono in pericolo di vita, mentre il loro figlio 13enne ha riportato ferite meno gravi. Secondo il procuratore generale di Monaco Stéphane Thibault, qualcuno avrebbe lasciato una borsa o un pacco nell’atrio dell’edificio, poi esploso. È stata anche diffusa una foto del sospetto autore.

Il principe Alberto: «Crimine efferato»

Sulla vicenda è intervenuto anche il principe Alberto II di Monaco, parlando di «crimine efferato» e «shock per l’intera comunità monegasca». «Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e alla criminalità. La sicurezza della nostra comunità è sempre stata una priorità. Lo rimarrà più che mai, qualunque siano le minacce», ha aggiunto.

Meloni in elicottero di Stato all’Argentario? La smentita di Palazzo Chigi

Botta e risposta su X tra il giornalista Paolo Ojetti e Fabrizio Alfano, capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, sul presunto uso privato di un elicottero di Stato da parte della premier Giorgia Meloni per raggiungere un locale di Porto Ercole, all’Argentario.

Il botta e risposta su X

«I fatti sono diversi. Giorgia Meloni non è arrivata in elicottero al Sottovento: si è recata in auto. Da giornalista, prima di spargere sciocchezze e insinuazioni sull’uso privato di mezzi dello Stato, dovrebbe verificare i fatti», ha scritto Alfano su X.

Ojetti aveva riferito del passaggio di un elicottero a bassa quota sui tetti dell’Argentario attorno alle 19 di sabato 28 giugno: «Sembrava stesse precipitando. Infatti si precipitava a mollare la Meloni al bar Sottovento di Porto Ercole affinché la premier gustasse l’aperitivo». E poi: «Chiedo umilmente: uso privato?».

Trump dovrà pagare 5 milioni di dollari per violenza sessuale e diffamazione

La Corte Suprema Usa ha respinto la richiesta di Donald Trump di annullare il verdetto con cui una giuria lo aveva ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni di E. Jean Carroll, che sarebbe avvenuta nel 1996 nei camerini di Bergdorf Goodman, grande magazzino newyorchese di lusso di fronte alla Trump Tower. L’attuale presidente Usa era stato anche riconosciuto colpevole di diffamazione nei confronti della donna.

Trump dovrà pagare 5 milioni di dollari per violenza sessuale e diffamazione
Jean E. Carroll (Ansa).

I legali di Trump contestavano, in particolare, il fatto che nel corso del processo sia stata data la possibilità di testimoniare ad altre due donne che hanno accusato il tycoon di abusi sessuali, che sarebbero avvenuti decenni fa. Trump, da parte sua, ha sempre respinto anche tali accuse. Ma la Corte Suprema gli ha dato torto: Carroll ha dunque diritto al risarcimento di 5 milioni di dollari sancito dalla giuria.

Le due cause intentate da Carroll contro Trump

Carroll ha fatto causa a Trump nel 2019 per diffamazione e lo ha poi citato nuovamente in giudizio nel 2022 per diffamazione e violenza sessuale, dopo che lo Stato di New York aveva approvato una legge che consentiva alle vittime di abusi sessuali di intentare cause civili per episodi avvenuti in passato. Il secondo procedimento è arrivato a processo per primo e la giuria ha riconosciuto a Carroll un risarcimento di 5 milioni di dollari. La causa del 2019 è arrivata a processo successivamente e si è conclusa con una sentenza che ha condannato Trump a pagare 83 milioni di dollari. Il tycoon ha impugnato la sentenza, che non è ancora arrivato davanti alla Corte Suprema. In caso di esito analogo, includendo gli interessi, Trump dovrebbe in tutto a Carroll oltre 100 milioni di dollari.

La Corte ha anche consentito a Cook di rimanere alla Fed

La Corte Suprema, con cinque voti favorevoli e quattro contrari, ha anche impedito a Trump di procedere nell’immediato al licenziamento della governatrice della Federal Reserve Lisa Cook, accusata di frode sui mutui. Inoltre, con un’altra sentenza, ha riconosciuto poi al presidente degli Stati Uniti ampi poteri per rimuovere, senza dover fornire motivazioni, i vertici di altre agenzie federali indipendenti. Le due decisioni rappresentano di fatto un verdetto contrastante sul tentativo di Trump di rafforzare il controllo dell’esecutivo sulle autorità indipendenti.

Comcast separerà le attività media e tecnologiche in due società quotate

Comcast Corporation ha annunciato l’intenzione di separarsi in due società quotate tramite lo spin-off esentasse di NBCUniversal e Sky dalle attività di connettività. L’operazione dovrebbe concludersi nell’arco di un anno. NBCUniversal, che si occuperà di contenuti e intrattenimento, includerà gli Universal Studios, la divisione parchi di intrattenimento, i network NBC e Telemundo, Sky e il servizio streaming Peacock. All’altra società, denominata Comcast, rimarranno le attività dedicate alla banda larga, alla tv via cavo e ai servizi della telefonia mobile.

Scelti i vertici delle due nuove società

Comcast prevede di mantenere una partecipazione fino al 19,9 per cento in NBCUniversal per un massimo di un anno post nascita dello scorporo. Brian Roberts, presidente e co-amministratore delegato di Comcast Corporation, continuerà a essere attivamente coinvolto nella leadership di Comcast e NBCUniversal, lavorando a stretto contatto con i nuovi vertici delle due società. Mike Cavanagh sarà il ceo di NBCUniversal, mentre Michael Angelakis, ex direttore finanziario di Comcast, diventerà l’amministratore delegato dell’omonima nuova azienda una volta completata la separazione. Al termine dell’operazione, gli azionisti di Comcast Corporation deterranno azioni sia di Comcast che di NBCUniversal.

Terremoto in Venezuela, forte scossa di assestamento a Caracas

Una forte scossa di assestamento di magnitudo 5.1 è stata registrata in Venezuela. Il sisma – tra i più intensi delle scosse di assestamento dal devastante terremoto del 24 giugno – ha avuto epicentro in mare vicino a La Guaira, lo Stato più colpito, dove i soccorritori hanno interrotto le operazioni per motivi di sicurezza. La scossa è stata avvertita distintamente anche nella capitale Caracas, dove sono oltre 700 gli edifici crollati completamente o parzialmente.

Terremoto in Venezuela, forte scossa di assestamento a Caracas
Ansa, un soccorritore tra le macerie (Ansa).

Più di 1.400 morti accertati, enorme il numero dei dispersi

Col passare delle ore si riduce sempre più la speranza di ritrovare persone ancora in vita e, di contro, continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Sono salite a 1.450 i morti accertati e ci sono più di 3 mila i feriti, mentre i dispersi superano quota 50 mila.

Terremoto in Venezuela, forte scossa di assestamento a Caracas
Edificio gravemente danneggiato dal terremoto in Venezuela (Ansa).

L’Ue fornisce subito 5 milioni di euro al Venezuela

L’Unione europea fornirà 5 milioni di euro in aiuti umanitari per fornire assistenza immediata alle comunità più colpite del Venezuela. Come spiega la Commissione Ue, questo finanziamento di emergenza si concentrerà sulla fornitura di alloggi e assistenza sanitaria alle persone colpite dal disastro. Inoltre, Bruxelles sta anche organizzando un ponte aereo umanitario per trasportare beni di prima necessità nelle zone colpite: in primo volo è previsto in partenza da Copenaghen all’inizio di questa settimana, con circa 50 tonnellate di materiale per la costruzione di alloggi, attrezzature per l’acqua e i servizi igienico-sanitari. Questo nuovo aiuto si aggiunge ai 52 milioni di euro già stanziati nel corso del 2026 per far fronte alle conseguenze umanitarie della crisi socio-economica nel Paese.

Germania, sparatoria vicino a un centro per minori a Stade: cinque morti

Paura in Germania, dove cinque persone sono morte a causa di una sparatoria vicino a un centro per minori a Stade, in Bassa Sassonia. Il numero di morti, tutti adulti, è stato confermato dalla polizia che ha schierato una grande quantità di agenti nell’area e invitato la popolazione a non avvicinarsi. «Secondo lo stato attuale delle indagini, in una struttura di assistenza ai minori in Dankersstrasse si è verificato un omicidio con diverse vittime. Allo stato attuale, cinque persone sono state uccise, mentre altre hanno riportato ferite», ha riferito in un aggiornamento. «Nel corso delle operazioni di ricerca e di intervento avviate immediatamente, sono state arrestate due persone sospettate di essere coinvolte nell’accaduto, tra cui il presunto autore degli spari», ha aggiunto, specificando che «le indagini sui retroscena e sull’esatta dinamica dei fatti sono ancora in corso». Le autorità non hanno al momento fornito indicazioni sul movente o sul contesto della sparatoria.

Pozzolo, patente sospesa per un anno dopo l’incidente in auto

La prefettura di Biella ha sospeso per un anno la patente al parlamentare vannacciano Emanuele Pozzolo, che il 3 giugno è finito fuori strada col suo suv lungo la superstrada che collega il capoluogo piemontese a Vigliano. Sottoposto all’etilometro, al deputato di Futuro Nazionale era stato rilevato un tasso alcolemico doppio rispetto a quello consentito dalla legge. Pozzolo era rimasto illeso e nessun altro era stato coinvolto nell’incidente. «Reputo ci siano molte cose da chiarire, come qualsiasi cittadino italiano farò ricorso», ha dichiarato a Adnkronos.

Dovrà anche sottoporsi a un controllo della commissione medica

Pozzolo aveva spiegato di essersi messo alla guida dopo un pranzo e che era stato un nubifragio a provocare l’uscita di strada: la prefettura di Biella ha deciso comunque di raddoppiare la sospensione minima prevista di sei mesi. Il deputato, che a ottobre del 2025 è stato condannato in primo grado a un anno e tre mesi per porto abusivo di armi per la vicenda dello sparo di Capodanno 2024, dovrà inoltre sottoporsi a un controllo da parte della commissione medica.