Nuovi guai per Bandecchi, accusato di corruzione e perquisito

Perquisizioni personali, informatiche e locali tra Terni, Roma e Orvieto a carico di Stefano Bandecchi, sindaco del capoluogo umbro e della relativa Provincia, dell’imprenditore Roberto Biagioli e di un funzionario provinciale. Ipotizzati i reati di corruzione propria e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: le perquisizioni avvengono nel contesto di un’indagine riguardante un appalto per la manutenzione stradale e la compravendita dell’Orvietana Calcio.

L’affidamento dei lavori e la vendita dell’Orvietana

Nello specifico, le perquisizioni di cui sono stati oggetto il fondatore di Alternativa Popolare e le altre due persone riguardano la procedura di affidamento dei lavori pubblici di messa in sicurezza e ripristino della strada provinciale n. 12-Bagnorese, che era stata interessata da una frana. I lavori sono stati concessi dalla Provincia di Terni in affidamento diretto al Gruppo Biagioli perché l’importo (150 mila euro) è inferiore alla soglia oltre la quale il codice degli appalti impone lo svolgimento di una gara.

Nuovi guai per Bandecchi, accusato di corruzione e perquisito
Stefano Bandecchi (Imagoeconomica).

A distanza di quattro giorni dall’affidamento dell’appalto, Biagioli ha ceduto l’Orvietana Calcio a Unicusano (dunque a Bandecchi). Una circostanza ritenuta sospetta, considerata anche la tempistica. L’ipotesi è che, in sostanza, la ditta di Biagioli abbia ottenuto i lavori in cambio della cessione della società calcistica a Bandecchi: l’Orvietana è stata poi fusa con Ternana Futsal per la creazione della Nuova Ternana 1925, club che chiederà alla Figc l’iscrizione al campionato di Serie D.

Bandecchi è già a processo per evasione fiscale

Nuovi guai quindi per Bandecchi, già a processo a Roma per evasione fiscale in quanto accusato di non avere pagato imposte per circa 20 milioni di euro come amministratore di fatto dell’università telematica Unicusano. Il mancato versamento risalirebbe al periodo 2018-2022. Sfruttando le tariffe agevolate riservate agli istituti didattici, avrebbero fatto acquisti non esattamente riconducibili all’attività universitaria, tra cui quelli di una Ferrari e una Rolls Royce, comprate per 550 mila euro.

Come la Russia ha sorvegliato con droni i siti nucleari e militari europei

Utilizzando droni lanciati da navi della cosiddetta flotta ombra, negli ultimi 18 mesi la Russia ha condotto una campagna di sorveglianza dei siti nucleari e militari di diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito e Francia. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’International Institute for Strategic Studies, che ha rilevato 144 episodi verificatisi a partire dalla fine del 2024.

La Russia ha agito con «sostanziale impunità»

Secondo i ricercatori del think tank, Mosca ha agito con «sostanziale impunità», cogliendo alla sprovvista e disorientando le autorità di tutta Europa. Droni russi sono stati ripetutamente avvistati droni sopra numerose basi militari del Vecchio Continente, tuttavia nessun velivolo a pilotaggio remoto è stato catturato o abbattuto dalle forze armate occidentali, rivelando una falla strategica nelle difese aeree della Nato.

Regno Unito, Francia e non solo: i principali episodi

Tra i siti che sono stati sorvegliati dai droni russi figurano la base britannica della Raf a Lakenheath, nel Suffolk (che si stava predisponendo per ospitare armi nucleari statunitensi), e la base francese per sottomarini nucleari di Île Longue, in Bretagna. Incursioni di droni si sono verificate poi nei mesi di novembre e dicembre 2025 sopra le basi aeree di Kleine-Brogel, in Belgio, e di Volkel, nei Paesi Bassi, dove sono stoccate armi nucleari Usa aviolanciabili. Altri incidenti includono una serie di avvistamenti di droni avvenuta in Danimarca nel settembre 2025, che hanno costretto alla chiusura dell’aeroporto di Copenaghen e di altri scali del Paese. A dicembre del 2025 quattro droni sono stati avvistati mentre sorvolavano una nave della Marina irlandese in direzione della costa del Paese, la sera successiva alla visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Numerosi gli incidenti registrati in Germania. Come sottolinea l’International Institute for Strategic Studies, gli avvistamenti sono diminuiti da quando, nel corso di quest’anno, le marine europee hanno iniziato a sequestrare le navi della flotta ombra di Mosca.

La Corte Ue respinge il ricorso e conferma la maxi multa da 4,1 miliardi a Google

La Corte di giustizia dell’Ue (Curia) ha respinto l’impugnazione proposta da Google e dalla sua società madre Alphabet contro la maxi multa di circa 4,1 miliardi di euro per abuso di posizione dominante del motore di ricerca Google Search nell’ambito del sistema operativo Android.

Perché Google è stata multata

Nel 2018, la Commissione aveva adottato una decisione in cui aveva concluso che la società aveva imposto, segnatamente con accordi di preinstallazione e condizioni di licenza di talune applicazioni, la precedenza del suo motore di ricerca Google Search e del suo browser Chrome sui dispositivi mobili funzionanti con il sistema operativo Android, anch’esso proposto da Google. La società aveva quindi presentato ricorso, che ora la Curia ha respinto stabilendo che il tribunale che ha comminato l’ammenda non ha commesso alcun errore di diritto nel valutare gli effetti anti concorrenziali delle condizioni di preinstallazione previste dagli accordi Android.

Lefebvriani, il papa scomunica i quattro neo-vescovi e i consacranti

Il Vaticano ha scomunicato latae sententiae i quattro vescovi lefebvriani Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier e Alfonso de Galarreta, che li ha consacrati a Écône, in Svizzera, in assenza di mandato pontificio e «contro la volontà del Sommo Pontefice», così come Bernard Fellay, che ha partecipato direttamente alla celebrazione liturgica come co-consacrante.

La nota del Dicastero per la Dottrina della Fede

«Nonostante le ammonizioni rivolte al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il vescovo Alfonso de Galarreta, avendo compiuto un atto di natura scismatica mediante la consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice, è incorso ipso facto nelle pene previste dal can. 1387 e dal can. 1364 1 CIC 2021», si legge in una nota del Dicastero per la Dottrina della Fede, firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández. Fellay, avendo aderito pubblicamente all’atto scismatico, è incorso nella scomunica prevista dal can. 1364 1 CIC 2021. Il Vaticano poi avverte: «Per quanto concerne i fedeli laici, sono da ritenersi scismatici e scomunicati coloro che aderiscono formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X». Questo vale anche per i chierici. La nota sottolinea inoltre che i sacramenti amministrati «illecitamente», penitenza e matrimonio «sono invalidi». Nella comunicato si legge anche: «La Chiesa, come madre premurosa, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei diversi casi. Si esortano, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X».

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)

Oggi 2 luglio è il giorno del party per l’Independence Day a Villa Taverna. Dopo le recenti tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni, nel governo si era fatta strada l’ipotesi – poi accantonata – di disertare l’evento che si terrà (con due giorni di anticipo sulla festività Usa) nella residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, incarico attualmente ricoperto da Tilman J.Fertitta. La presidente del Consiglio non dovrebbe esserci, ma buona parte del suo governo sì, a partire dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha confermato la sua presenza «a testa alta e schiena dritta». Assente invece quasi tutta l’opposizione. Ecco chi ci sarà (e chi no).

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Antonio Tajani (Ansa).

A Villa Taverna ci sarà mezzo governo, ma non la premier Meloni

Al ricevimento di Villa Taverna sarà presente mezzo governo italiano. Oltre a Tajani sono attesi i ministri Matteo Salvini e Guido Crosetto, così come Giancarlo Giorgetti, Francesco Lollobrigida, Carlo Nordio e Giuseppe Valditara. Ci saranno anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e il presidente del Senato Ignazio La Russa, che prenderà la parola dal palco.

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Matteo Salvini intento a mangiare un hamburger a Villa Taverna durante una festa degli anni passati (Ansa).

Meloni nel pomeriggio sarà a Padova per il congresso della Uil: un buon pretesto per dare forfait. Ma comunque una Meloni a Villa Taverna ci sarà: la sorella Arianna, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia. Restando alla maggioranza, atteso anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati.

Festa per l’Independence Day a Villa Taverna: chi ci sarà (e chi no)
Arianna Meloni (Ansa).

Assenti i leader del campo largo, Renzi invece non mancherà

Assenti tutti i leader del campo largo: la segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente del M5s Giuseppe Conte (sarà al Circolo Canottieri Napoli a presentare il suo libro), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs. I dem manderanno in rappresentanza Francesco Boccia, capogruppo al Senato, mentre Lorenzo Guerini sarà presente come presidente del Copasir. Restando all’opposizione, Carlo Calenda quest’anno non è stato nemmeno invitato. Assente pure il segretario di +Europa Riccardo Magi. Non ci sarà per un impegno familiare Pierferdinando Casini, ex presidente della Camera. Chi, invece, c’è sempre andato – da premier e senatore – è non mancherà neanche nel 2026 è Matteo Renzi. Assieme al leader di Italia Viva parteciperà alla festa la fedelissima Maria Elena Boschi. E Futuro Nazionale? Risultano invitati Roberto Vannacci e Laura Ravetto: l’ex generale sarà impegnato a Bruxelles, mentre l’ex leghista risponderà presente, come l’anno scorso.

Ft: «OpenAi valuta di cedere 5 per cento al governo Usa per avere sostegno»

OpenAI avrebbe proposto al governo degli Stati Uniti di cedere una quota del 5 per cento della società, secondo quanto riportato dal Financial Times. Una mossa che vorrebbe allentare le crescenti pressioni politiche di Washington. La partecipazione avrebbe un valore di circa 42,6 miliardi di dollari, dopo che la startup ha chiuso a marzo un round di finanziamento da record con una valutazione post-money di 852 miliardi di dollari. Il ceo Sam Altman ha sostenuto che dare al pubblico una partecipazione finanziaria nell’azienda sia il modo migliore per condividere i benefici dell’IA. Avrebbe suggerito una quota di tale entità nei primi colloqui con l’amministrazione Trump nell’ambito di un accordo più ampio in base al quale Washington potrebbe detenere il 5 per ceno in altre delle principali società di sviluppo di IA statunitensi tramite una società veicolo – ma non è chiaro se tali società sarebbero disposte a farlo.

Notte di attacchi russi su Kyiv, almeno 13 morti

Almeno 13 persone sono morte e 86 sono rimaste ferite in una serie di attacchi russi su Kyiv nella notte tra l’1 e il 2 luglio 2026. Lo ha comunicato il servizio statale di emergenza dell’Ucraina e lo riporta Ukrainska Pravda. Degli 86 feriti, 70 sono ricoverati in ospedale. La Russia ha lanciato decine di missili da crociera e balistici sulla capitale durante l’attacco, che ha visto anche massicci attacchi di droni in diverse regioni. Sono stati distrutti edifici residenziali e incendiati palazzi multipiano. È stato anche danneggiato un hotel nel centro della città.

Saltata l’aggregazione tra Ray Way e El Towers

Il memorandum sottoscritto da Rai con F2i e MFE – MediaForEurope per una possibile operazione di aggregazione tra Rai Way e EI Towers è scaduto senza il raggiungimento di «una base negoziale condivisa e idonea» e, pertanto, il matrimonio è saltato. Lo ha reso noto la Rai, spiegando che «le parti hanno svolto approfondite attività di analisi e confronto sui principali profili industriali, societari, finanziari, regolamentari e di governance dell’ipotizzata operazione». Come si legge in una nota, durante la riunione del cda l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha confermato l’impegno «a perseguire opzioni industriali caratterizzate da solidità, sostenibilità nel lungo periodo e creazione di valore nel rispetto della missione di servizio pubblico e degli interessi di tutti gli azionisti».

Rai Way e EI Towers: le società del “matrimonio” saltato

Rai Way è una società per azioni del gruppo Rai: possiede la rete di diffusione del segnale radiotelevisivo della Rai e ha il compito di gestirla e mantenerla. EI Towers, proprietaria dell’infrastruttura di rete necessaria alla trasmissione del segnale del Gruppo Mediaset, di cui faceva parte, è detenuta al 60 per cento da F2i (Fondi Italiani per le Infrastrutture, il maggiore gestore indipendente italiano di fondi infrastrutturali) e al 40 per cento da MFE – MediaForEurope, holding internazionale con attività di broadcast in Europa, controllata da Fininvest.

Milano, tre assoluzioni in uno dei processi sull’urbanistica

La Corte dei conti della Lombardia ha assolto Carla Barone, Francesco Rosata e Maurizio De Luca, tre funzionari del Comune di Milano imputati in uno dei processi sull’urbanistica. Impiegati allo sportello edilizia, erano accusati di danno all’erario per aver autorizzato la costruzione dei due grattacieli residenziali Park Towers tramite una procedura che qualificava l’intervento come il rifacimento di due magazzini preesistenti.

L’accusa aveva quantificato in 312 mila euro il danno erariale

Le Park Towers, tra i primi edifici a finire sotto inchiesta, sono due torri alte 81 e 59 metri: ospitano 113 appartamenti e, affacciati sul Parco Lambro, sorgono nel quartiere di Crescenzago, nordest della città. Il complesso, realizzato dalla società immobiliare Bluestone, comprende anche un terzo edificio più basso, di due piani. L’accusa sosteneva che il mancato utilizzo delle procedure previste in caso di nuove costruzioni avesse causato un danno erariale di 312 mila euro per la casse di Palazzo Marino, dovuto al mancato incasso degli oneri di urbanizzazione, ovvero i contributi economici che i costruttori devono pagare a ogni Comune per compensare l’impatto che i nuovi edifici hanno sul contesto urbano.

I tre funzionari rimangono impitati in un altro processo per le Park Towers

Barone, Rosata e De Luca restano rimangono imputati in un altro processo sempre riguardante le Park Towers, dove sono accusati di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso con l’imprenditore immobiliare Andrea Bezziccheri, il progettista Sergio Francesco Maria Asti e Roberto Verderio, rappresentante legale di una delle aziende coinvolte. A metà giugno il primo dei processi penali sull’urbanistica a Milano, riguardante un altro palazzo autorizzato con procedure simili, si è concluso con l’assoluzione in primo grado di tutti gli imputati.

Trump: «Ottimo incontro a Doha. La denuclearizzazione dell’Iran procede bene»

Donald Trump ha dichiarato che i colloqui tra Stati Uniti e Iran, ripresi – seppur in modo indiretto – in Qatar, «sono stati ottimi», aggiungendo poi che la denuclearizzazione della Repubblica Islamica «sta procedendo bene». Il presidente Usa ha anche dichiarato che l’Iran è stato «corretto» nel rispettare i termini del memorandum d’intesa siglato il 17 giugno. «Credo che abbiano fatto molta strada. Li abbiamo colpiti molto duramente la scorsa settimana. Penso che stiano facendo bene», ha detto il tycoon ai giornalisti, prima di partire per il North Dakota. Trump ha anche sottolineato che il prezzo del petrolio è più basso oggi rispetto all’inizio dell’operazione Epic Fury.

La versione di Teheran

Non è però chiaro a quali incontri si riferisca Trump. Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Garibabadi, in Qatar per negoziati tecnici indiretti con la delegazione Usa, ha dichiarato che Teheran e Washington hanno istituito gruppi di lavoro affrontare nel dettaglio i punti del memorandum d’intesa, sottolineando però che il lavoro degli esperti non è ancora iniziato. «Le consultazioni per fissare la data e il luogo delle trattative nell’ambito di questi gruppi di lavoro proseguono tramite i mediatori e, una volta soddisfatte le condizioni necessarie, i negoziati inizieranno formalmente», ha affermato Garibabadi.

Slitta l’approdo alla Camera della legge elettorale

Il seguito dell’esame della nuova legge elettorale alla Camera è slittato al 14 luglio. È quanto viene riferito al termine della conferenza dei capigruppo a Montecitorio. La riunione era stata convocata proprio sul timing del testo, approdato il 26 giugno in Aula per la discussione generale: in base al calendario della Camera era stato ipotizzato che le votazioni potessero nel vivo dalla prossima settimana. Il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale è fissato per lunedì 6 luglio.

Belgio, incendio in un palazzo di Anversa: ci sono vittime

Almeno sei persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite – alcune in modo molto grave – in un incendio scoppiato all’ottavo piano di un condominio ad Anversa, in Belgio. L’edificio, che si trova nel quartiere di Linkeroever e dove vivono circa 200 persone, è stato completamente evacuato. Da accertare le cause del rogo, che si è poi esteso anche al nono e al decimo piano. Alcuni residenti hanno cercato di mettersi in salvo uscendo sui balconi o spostandosi verso appartamenti vicini, mentre altri sono stati soccorsi dai vigili del fuoco. A causa dell’intensa colonna di fumo, le autorità belghe hanno inviato un messaggio di allerta ai residenti della zona invitandoli a rimanere in casa, tenere chiuse porte e finestre e, se necessario, spegnere gli impianti di ventilazione.

Elezioni presidenziali ucraine, Zaluzhny lancia la sfida a Zelensky

Valeriy Zaluzhny, ex comandante in capo delle Forze armate ucraine e attuale ambasciatore ucraino nel Regno Unito, ha comunicato a Volodymyr Zelensky l’intenzione di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali, che potrebbero tenersi in autunno. Lo scrive Ukrayinska Pravda, riportando anche alcuni particolari dell’incontro tra i due, andato in scena a Kyiv.

Elezioni presidenziali ucraine, Zaluzhny lancia la sfida a Zelensky
Volodymyr Zelensky (Ansa).

L’incontro Zelensky-Zaluzhny a Kyiv

Secondo le fonti di Ukrayinska Pravda, Zelensky ha parlato con Zaluzhny della situazione al fronte, illustrando i recenti progressi sul campo di battaglia. Quanto alle elezioni, il capo della Bankova ha evidenziato l’importanza di gestire il voto in modo da evitare divisioni all’interno del Paese, spiegando che si è aperta l’opportunità di tenere le Presidenziali nel corso dell’autunno. Poi Zelensky ha chiesto direttamente a Zaluzhny se avesse intenzione di candidarsi, ottenendo una risposta positiva.

Elezioni presidenziali ucraine, Zaluzhny lancia la sfida a Zelensky
Kyrylo Budanov (Ansa).

Presidenziali ucraine: cosa dicono i sondaggi

Ukrayinska Pravda scrive che Zelensky era disposto a offrire a Zaluzhny praticamente qualsiasi incarico governativo, in caso di “no”. Ma, vista la risposta ottenuta, ha desistito. Secondo i media ucraini, il gradimento di Zaluzhny resta elevato, anche se da parte dei cittadini non sembra più esserci l’entusiasmo registrato subito dopo le sue dimissioni da comandante in capo delle Forze armate ucraine, arrivate a febbraio del 2024. Sono invece in aumento i consensi per un altro probabile candidato: il capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Budanov. Secondo gli ultimi sondaggi, Zelensky non dovrebbe avere problemi a superare il primo turno delle Presidenziali: al ballottaggio con Budanov è dato ampiamente come vincente, mentre contro Zaluzhny si prospetterebbe una sfida più tirata.

Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi

Si è consumato lo scisma tra la Chiesa cattolica e i lefebvriani, da decenni in rotta con la Santa Sede per il rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II. Nel corso di una cerimonia nella cittadina svizzera di Écône, presieduta da Alfonso de Galarreta – assistito da Bernard Fellay – sono stati infatti consacrati i primi quattro vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X: don Pascal Schreiber (Svizzera), don Michael Goldade (Stati Uniti), don Michel Poinsinet de Sivry e don Marc Hanappier (Francia). La cerimonia è stata trasmessa in diretta streaming. Papa Leone XIV aveva provato fino all’ultimo a evitare lo scisma, lanciando anche un accorato appello.

L’appello di papa Leone XIV, caduto nel vuoto

«Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione», aveva detto Leone XIV in una lettera a don Davide Pagliarani, Superiore Generale dei lefebvriani. Il 28 giugno il gruppo tradizionalista aveva ordinato cinque sacerdoti e quattro diaconi.

Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi
Lefebvriani, è scisma: consacrati i quattro vescovi

Chi sono i lefebvriani e i motivi della rottura col Vaticano

Con 800 chiese sparse in tutto il mondo la Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata nel 1970 dall’arcivescovo Marcel Lefebvre con l’obiettivo dichiarato di preservare la liturgia tradizionale, è (o meglio era) la più grande realtà del cattolicesimo tradizionalista non pienamente regolarizzata dal Vaticano. Nel 1988, nonostante un accordo con l’allora cardinale Joseph Ratzinger, Lefebvre ritenne insufficienti le garanzie ricevute per la sopravvivenza della Fraternità e, sempre a Écône, agì unilateralmente consacrando come oggi quattro nuovi vescovi. La Santa Sede a quel punto dichiarò la scomunica automatica dei protagonisti dell’ordinazione. Diventato papa come Benedetto XVI, Ratzinger nel 2009 revocò la scomunica di Giovanni Paolo II ai quattro vescovi consacrati da Lefebvre, senza però riconoscere automaticamente alla Fraternità San Pio X una piena posizione canonica nella Chiesa.

Egitto, Nessy Guerra portata in caserma e poi rilasciata: cosa è successo

Dopo l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore d’Italia Agostino Palese ha ottenuto il rilascio di Nessy Guerra, che è rientrata nella sua abitazione: la donna, costretta in Egitto con la figlia Aisha perché coinvolta in un caso giudiziario con l’ex marito egiziano, era stata prelevata nella notte dalle autorità del Paese africano e condotta in una stazione di polizia.

L’ex marito di guerra vuole vedere la figlia

Le autorità egiziane, senza fornire ulteriori elementi, hanno spiegato che la ragione del fermo di Guerra sarebbe stata un ordine esecutivo, in base al quale il padre di Aisha, Tamer Hamouda – a sua volta coinvolto anche in un altro caso giudiziario – avrebbe diritto di vedere la figlia. Questo nonostante il procedimento di affido sia in pieno corso e in primo grado sia stato deciso di lasciare la piccola alla 27enne di Sanremo, che vive in una località segreta insieme con i familiari cercando di nascondersi dal suo ex. «L’ordine della procura non può essere eseguito perché non c’è una sentenza che dispone l’affido o la custodia, né il diritto di visita. Quello che noi temiamo è che sia un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere», aveva detto a Sky TG24 l’avvocata Agata Armanetti, legale di Guerra, esprimendo apprensione per il pericolo che la sua assistita potesse essere trasferita in prigione.

Guerra, la condanna per adulterio e il ricorso

Come sottolinea una nota della Farnesina, l’affidamento della minore è il punto centrale di una lunga contesa di Guerra con Hamouda, che a sua volta è stato condannato in Italia per maltrattamenti nei confronti di un’altra donna e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per le minacce al console italiano a Hurghada, Orazio Gioacchini. Guerra era stata denunciata in Egitto per adulterio dall’ex marito, querela che ha portato a una condanna a sei mesi in primo e secondo grado: arrestata, la donna aveva passato tre giorni in cella. Proprio nei giorni scorsi è stato depositato il ricorso in Cassazione.

È morto Victor Willis, fondatore e frontman dei Village People

Victor Willis, fondatore dei Village People, è morto all’età di 74 anni. L’ha reso noto la band sui social: «Siamo profondamente addolorati nell’annunciare la scomparsa di Victor Willis, il cantante dei Village People. Victor è venuto a mancare lunedì 30 giugno 2026 a causa di una breve ma aggressiva malattia. Si richiede rispetto per la sua privacy». Willis è stato il cantante e coautore dei più grandi successi del gruppo, tra cui YMCA, Go West e In the Navy.

No di Coletta, si riapre la corsa per la conduzione di ‘Chi l’ha visto?’

Dopo una lunga riflessione, nel fine settimana Stefano Coletta ha declinato la proposta dei vertici Rai, che lo avrebbero voluto alla conduzione di Chi l’ha visto? dopo l’addio di Federica Sciarelli, che ha lasciato il programma dopo 22 anni. Il passaggio di testimone sembrava cosa fatta, ma l’attuale capo della Direzione distribuzione e coordinamento generi, che peraltro nel 2008 come responsabile del “nucleo produttivo di programmi di servizio sociale” aveva contribuito a innovare il format di Chi l’ha visto?, ha poi deciso di dire no.

No di Coletta, si riapre la corsa per la conduzione di ‘Chi l’ha visto?’
Federica Sciarelli (Imagoeconomica).

Chi torna in corsa dopo il no di Coletta

Il no è arrivato quando manca peraltro pochissimo alla presentazione dei palinsesti autunnali Rai, che si terrà ad Ancona il 3 luglio. Davvero difficile che il nome del nuovo conduttore di Chi l’ha visto? possa essere annunciato nel capoluogo marchigiano. Accantonato Coletta, tornano così in corsa Veronica Briganti o Chiara Cazzaniga, storiche inviate del programma e già indicate in passato da Sciarelli come possibili eredi. E resta in lizza anche Luisella Costamagna, che avrebbe buone chance. Sembra invece tramontata l’ipotesi Eleonora Daniele, mentre non è mai davvero decollata quella di Massimo Giletti.

No di Coletta, si riapre la corsa per la conduzione di ‘Chi l’ha visto?’
Luisella Costamagna (Imagoeconomica).

Le novità in arrivo nei palinsesti autunnali

A proposito dei già citati palinsesti, le novità non interesseranno solo Chi l’ha visto?. Sempre a Rai 3, Annalisa Bruchi prenderà il posto di Roberto Inciocchi al timone di Agorà. Antonino Monteleone, invece, erediterà il nuovo programma di informazione del martedì sera (non si chiamerà più FarWest) da Salvo Sottile, che traslocherà su Rai 2 per prendere il posto di Milo Infante – passato a Mediaset – a Ore 14.

Trump ha incassato oltre 1 miliardo dalle criptovalute nel 2025

Nel 2025 il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha guadagnato oltre un miliardo di dollari da investimenti nelle criptovalute. Lo si legge nella dichiarazione patrimoniale presentata all’Ufficio per l’etica governativa relativa alla sua situazione finanziaria. Nel primo anno del secondo mandato, i guadagni personali del tycoon hanno avuto un aumento senza precedenti per un presidente, a cui hanno contribuito anche accordi per sfruttare il marchio Trump, guadagni nel settore immobiliare e pagamenti ricevuti per accordi extragiudiziali.

Tutti i guadagni di Trump

La parte più importante dei guadagni di Trump arriva dal settore delle cripto, cosa che ha riacceso il dibattito sui conflitti di interesse dato che queste dipendono fortemente dalle regolamentazioni decise dalla sua amministrazione. In dettaglio, il presidente Usa ha guadagnato 635 milioni di dollari di royalties legate alla criptovaluta che ha creato e che porta il suo nome (un meme coin), mentre altri 500 milioni di dollari provengono dalla vendita di criptovalute e token attraverso la società World Liberty Financial, fondata espressamente per operare nel settore. Trump ha poi incassato 86,5 milioni di dollari da accordi extragiudiziali per chiudere processi – tra cui 24,5 milioni da Meta, 16 da Paramount e 16 da Disney. Ha inoltre avuto profitti da investimenti sul mercato finanziario, soprattutto con le azioni di Amazon, Meta, Nvidia e Tesla. Sono aumentate le entrate anche dalle proprietà immobiliari e soprattutto dai club di golf. Il resort di Mar-a-Lago in Florida ha incassato 77 milioni di dollari (contro 50 del 2024) e quello di National Doral, sempre in Florida, 122 (contro 110). Fra le altre entrate si segnalano accordi multimilionari per lo sfruttamento del marchio Trump in investimenti immobiliari in Romania, India e Medio Oriente, 4,7 milioni di dollari di ricavi dagli orologi a marchio Trump e quasi 2 milioni di royalties per il libro Save America.

Continua l’annus horribilis di Bastoni, indagato per prostituzione minorile

Non bastavano le critiche per la simulazione contro la Juventus e l’espulsione contro la Bosnia, con conseguente Mondiale svanito. Continua l’annus horribilis del difensore interista Alessandro Bastoni, indagato per prostituzione minorile nell’inchiesta sulle escort. Il calciatore della Nazionale ha ricevuto ieri l’avviso di garanzia e verrà interrogato a breve. Cosa sappiamo.

Di cosa è accusato Bastoni

L’ipotesi di reato contestata a Bastoni riguarda un presunto incontro avvenuto a luglio del 2020 con una ragazza che, all’epoca dei fatti, aveva 17 anni e 8 mesi. Il calciatore è indagato in concorso con Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, i titolari dell’agenzia (da aprile ai domiciliari), e con Alessio Salomone, factotum dell’agenzia Ma.De che organizzava pacchetti “all inclusive” per la Milano dei vip.

Continua l’annus horribilis di Bastoni, indagato per prostituzione minorile
Alessandro Bastoni (Ansa).

La ricostruzione dei fatti

Secondo le ricostruzioni, la minorenne avrebbe trascorso a casa di Bastoni una notte di sesso a pagamento, organizzata appunto da Salomone. Stando a quanto emerso da una chat tra il calciatore e il tuttofare dell’agenzia delle escort, prima ci sarebbe stata una cena con altre persone a Cinisello Balsamo (dove aveva sede la Ma.De). Poi la serata sarebbe terminata nell’appartamento del calciatore. Il giorno successivo, Salamone avrebbe poi contattato Bastoni per chiedere come fosse andata. La risposta: «Tutto ok leone». In precedenza, sempre in chat, Salomone avrebbe comunicato al giocatore la disponibilità della ragazza a fare sesso, purché la riportasse a casa la mattina dopo. In un’altra conversazione, invece, i due parlando di una cena a base di sushi.

Chi ha già testimoniato e chi lo farà

Presto verranno sentiti – solo come testimoni – altri calciatori: Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. I nomi dei tre compaiono in numerose conversazioni, di cui bisognerà chiarire la natura. La ragazza coinvolta sarebbe già sentita come testimone e avrebbe ridimensionato i fatti, confermando di essere stata a casa di Bastoni, ma negando di aver avuto un rapporto sessuale con lui. Altre donne del giro hanno messo a verbale di essere andate con dei giocatori, ma non per soldi.

Continua l’annus horribilis di Bastoni, indagato per prostituzione minorile
Alessandro Bastoni (Ansa).

Quando sarà sentito Bastoni

Bastoni sarà sentito dagli inquirenti venerdì 3 luglio. «Non so se parleremo, è una convocazione al buio. Il mio assistito è molto scosso. Posso escludere che abbia mai avuto rapporti a pagamento, tantomeno con minorenni», ha dichiarato il legale del calciatore. Dal punto di vista sportivo Bastoni non rischia nulla, visto che i presunti fatti sarebbero stati compiuti in un contesto lontano dal calcio. Il procuratore federale Giuseppe Chinè chiederà comunque gli atti alla Procura di Milano.

Calenda: «Di Battista mi chiede 25 mila euro per non querelarmi»

«L’associazione di Di Battista mi chiede 25 mila euro per non querelarmi. Rispondo con una controproposta più equa: te li do nella tua valuta nazionale ovvero 25 mila rubli (che corrispondono a 270€). Un prezzo equo per levarsi dalle scatole un essere inutile». L’ha scritto Carlo Calenda sui social. La querelle tra i due riguarda le insinuazioni del leader di Azione sui presunti finanziamenti russi ricevuti dal collega. «Credo che occorra chiarire se Alessandro Di Battista – il cui ‘libro’ riprende il nome della campagna di propaganda del Cremlino in Occidente – sia legato in qualche modo a società di propaganda russe e aziende che fanno business in Russia. Considerato anche il fatto che è ospite fisso di numerose trasmissioni televisive e che in passato, come Salvini, ha firmato un accordo di collaborazione formale con Russia Unita a nome dei 5S. Ci sono, io credo, gli estremi per una verifica approfondita degli organi preposti alla sicurezza dello Stato», aveva scritto Calenda a dicembre 2025. Pronta la risposta: «Carletto quindi stai chiedendo agli organi preposti alla sicurezza dello Stato di verificare i miei legami con la Russia perché non ti piace il titolo del mio libro? Fantastico».