Per la prima volta una donna conquista il primo posto tra i sindaci più apprezzati d’Italia. Sara Funaro, prima cittadina di Firenze, guida infatti la classifica Governance poll 2026, realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, davanti a Marco Fioravanti (Ascoli) e Gaetano Manfredi (Napoli). Tra i governatori, al vertice c’è Antonio Decaro (Puglia), seguito da Alberto Stefani (Veneto) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia-Giulia).
Dopo la querelle della foto «implorata» al G7, Donald Trump torna ad attaccare (e prendere in giro) Giorgia Meloni, sempre a modo suo. Il presidente degli Stati Uniti infatti ha pubblicato su Truth una sua foto con la premier italiana, accompagnata dalla scritta: «Serve un ordine restrittivo». Si tratta di un meme molto diffuso sui social, dove la formula viene usata in chiave ironica per raccontare cotte e fissazioni. Strumento cautelare che impone a una persona di mantenere una distanza minima da un’altra e di astenersi dal contattarla, il “restraining order” viene richiesto tipicamente dalle vittime di stalking. E Trump, appunto, aveva raccontato di essere stato “perseguitato” da Meloni a Evian (dove è stata scattata la foto in questione).
Il meme pubblicato da Donald Trump (Ansa).
Nessun commento da Palazzo Chigi
L’ultima provocazione di Trump nei confronti di Meloni, tra l’altro non fondata su una ragione specifica, è arrivata alla vigilia del vertice Nato in programma a Ankara il 7 e 8 luglio, dove i due dovrebbero incrociarsi di nuovo. Da Palazzo Chigi, dopo la massiccia presenza del governo alla festa per l’Independence Day a Villa Taverna, filtra un certo sconcerto. Ma nessun commento. E dovrebbe essere questa la linea che Roma manterrà.
C’è però chi, dall’opposizione, ha già risposto all’ennesima provocazione del tycoon. «Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla presidente del Consiglio», ha scritto su X Carlo Calenda, leader di Azione.
#Trump e’ un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla Presidente del Consiglio. https://t.co/XHgHyKPsfd
Ondate di missili e droni russi su Kyiv e la regione circostante nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 luglio 2026. Nella capitale ucraina il bilancio delle vittime è salito a 11, come annunciato dal sindaco Vitali Klitschko su Telegram: «Secondo i medici, al momento ci sono 11 vittime dell’attacco notturno nemico a Kyiv. Di queste, un uomo ferito è deceduto in ospedale stamattina. 46 persone sono rimaste ferite. 27 di loro sono state ricoverate in ospedale. Tra cui tre bambini». Registrati danni e distruzioni in quattro quartieri della città. Sotto la supervisione procedurale della procura della città di Kyiv, è stata avviata un‘indagine preliminare sul fatto che l’esercito russo abbia commesso un altro crimine di guerra che ha causato la morte di persone. La procura generale ha rilevato che l’epicentro degli impatti e della caduta di frammenti di armi russe si trovava nei distretti di Darnytskyi e Podilskyi di Kyiv, e che danni sono stati registrati anche nei distretti di Holosiivskyi e Obolonskyi. Nel quartiere di Podilskyi, gli appartamenti dal quinto al nono piano di uno degli edifici sono stati distrutti.
Citazione diretta a giudizio per Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo per la diffusione della registrazione della conversazione privata tra Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini. La Procura di Roma contesta ai due il reato di interferenze illecite nella vita privata, in quanto Boccia «si era procurata indebitamente» la registrazione «avendo imposto» all’allora ministro della Cultura «di tenere aperta la conversazione telefonica con lei mentre parlava con la moglie sotto la minaccia di recarsi a casa loro». L’audio, già reperibile in rete dopo Report, era stato poi pubblicato «sui canali social Facebook ed Instagram della testata giornalistica Anteprima 24 e sul sito online della stessa».
Gennaro Sangiuliano (Imagoeconomica).
L’udienza predibattimentale si terrà il 3 dicembre
Boccia e Tarallo dovranno comparire nell’udienza predibattimentale davanti al Tribunale di Roma il 3 dicembre. Prima ancora, per ottobre, è fissato l’inizio del processo che vede imputata Boccia per stalking aggravato, interferenze illecite nella vita privata, lesioni e diffamazione, oltre che per false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi. «Sarebbe ora che terminasse questo accanimento giudiziario. Ad ogni modo siamo certi che verrà dimostrata l’assoluta assenza di responsabilità in capo alla nostra assistita nel corso del processo», hanno dichiaratoi legali dell’imprenditrice.
Riunione d’urgenza a Palazzo Chigi dopo il furto di 80 fiale di fentanyl avvenuto nella farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma, con cui potrebbero essere confezionate – in teoria – fino a circa 20 mila dosi destinate al consumo illecito del farmaco ad alto potere analgesico, oggi una delle droghe più acquistate sul mercato clandestino. Presenti a Palazzo Chigi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il direttore della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, il direttore generale della direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze della Presidenza del Consiglio. Da Palazzo Chigi filtra forte allarme: attivati i Carabinieri del Nas per gli accertamenti del caso, mentre il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per verificare eventuali responsabilità e accertare il rispetto dei protocolli vigenti.
Sono stati presentati oggi ad Ancona i nuovi palinsesti Rai per la prossima stagione televisiva. Nessuno stravolgimento, ma comunque diverse la novità annunciate e persino qualche sorpresa. Su tutte il ritorno di Roberto Benigni con una prima serata evento dedicata a San Francesco, in occasione dell’ottavo centenario della morte del patrono d’Italia.
Alberto Angela (Imagoeconomica).
Alberto Angela si fa in cinque
Lo speciale su San Francesco, in onda domenica 4 ottobre alle 21:30 e trasmesso da Assisi, sarà condotto da Alberto Angela, che qualche giorno prima (il 27 settembre) sarà protagonista de Lo spettacolo della conoscenza, serata speciale dal Colosseo. La sera di Natale andrà poi in onda Stanotte a…, con Angela pronto a far scoprire agli italiani i musei, le strade, le piazze e le chiese di una nuova città. Confermati poi nei palinsesti Passaggio a Nord Ovest e Ulisse – Il piacere della scoperta.
Sal Da Vinci (Ansa).
Le serate-evento con Sal Da Vinci
L’offerta musicale non si fermerà al nuovo Festival di Sanremo targato Stefano De Martino. Il 20 e il 27 novembre, su Rai 1, andranno in onda le due puntate di Meravigliosamente, show con Sal Da Vinci che festeggia i 50 anni di carriera. Nel palinsesto anche lo speciale Roma, Baby. Cremonini Live Circo Massimo.
Le novità targate Gomez e Inciocchi
Sul fronte dell’informazione confermati Cinque Minuti con Bruno Vespa (dal 21 settembre, Rai 1) e Il Cavallo e la Torre con Marco Damilano (dal 7 settembre, Rai 3). Tra le principali novità Peter Gomez con L’elefante, in onda su Rai 3 il sabato alle 20:15. Dopo il trasloco di Milo Infante a Mediaset, Salvo Sottile prende il timone di Ore 14 e dello spin-off Ore 14 Sera, su Rai 2. Tra le vere novità di stagione spicca poi Patù, appuntamento di prima serata dedicato ai grandi temi politici, economici e sociali, condotto da Roberto Inciocchi ogni mercoledì su Rai 2 (dal 7 ottobre). Ufficializzato poi Antonino Monteleone alla conduzione delle nove puntate nella prima serata prevista per il martedì in autunno: sostanzialmente sostituirà FarWest di Sottile col suo Filorosso. Da segnalare poi i nuovi editoriali 2 di Picche con Tommaso Cerno, striscia quotidiana a cura della Direzione Approfondimento.
Roberta Bruzzone (Imagoeconomica).
I nuovi programma di Bruzzone e Brumotti
Novità nel prime time di Rai 2, con Dentro la Truffa, programma di Roberta Bruzzone dedicato ai principali meccanismi psicologici delle frodi contemporanee: sei le puntate previste. Si intitolerà poi Ultima chiamata il programma affidato a Vittorio Brumotti, approdato in Rai dopo una lunga militanza a Striscia la Notizia: un viaggio attraverso l’Italia, per raccontare storie di persone, comunità e associazioni che hanno saputo reagire a situazioni di disagio, emarginazione e difficoltà. Oltre a tornare al timone di Storie Italiane, Eleonora Daniele sbarcherà anche nella prima serata di Rai 3 con un nuovo programma: Le cose che non sai, dedicato alle vicende personali delle celebrità. Dal 21 dicembre (alle ore 19) Enzo Miccio condurrà su Rai 2 Il giorno più lungo, accompagnando le coppie che, ancora oggi, scelgono di suggellare il loro amore con un matrimonio. Lorella Boccia sarà poi il nuovo volto di Playlist, in onda su Rai 2 dal 17 ottobre. Confermato Chi l’ha visto?, ancora vuota però la casella della conduzione lasciata vuota da Federica Sciarelli.
Per mesi Israele ha pianificato di uccidere il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ovvero i due principali negoziatori di Teheran: a evitare che ciò accadesse sono stati gli Stati Uniti, che hanno avvertito la Repubblica Islamica del pericolo tramite altri Paesi della regione. Lo riportano il New York Times e il Washington Post, citando funzionari statunitensi. Secondo le due prestigiose testate americane, in una circostanza un jet governativo iraniano sarebbe stato costretto a un atterraggio d’emergenza per il timore concreto di un raid da parte dell’IDF.
Israele non ha mai nascosto il malcontento per gli accordi Usa-Iran
Il New York Times e il Washington Post scrivono che la possibilità di raid mirati contro Araghchi e Ghalibaf, almeno secondo l’intelligence Usa, è aumentata durante i vari round di negoziati ospitati dal Pakistan a partire da aprile. Tel Aviv non ha mai nascosto il malcontento per gli accordi tra Washington e Teheran: lo Stato ebraico continua a essere preoccupato per il programma missilistico dell’Iran e per il sostegno fornito dai pasdaran ai proxy come Hezbollah.
L’atterraggio d’emergenza del jet che stava riportando Ghalibaf in Iran
I due giornali americani hanno poi ricostruito quanto successo a Ghalibaf durante un volo di ritorno da Islamabad, scortato all’aviazione pachistana fino al confine. A un certo punto, due caccia israeliani sono entrati nello spazio aereo iraniano, facendo scattare l’allarme: da qui la decisione di procedere con un atterraggio d’emergenza a Mashhad, appena oltre il confine con il Pakistan. Da lì i negoziatori hanno poi viaggiato via terra per oltre otto ore fino a Teheran.
Massimiliano Allegri è ufficialmente il nuovo allenatore del Napoli. Ad annunciarlo è stato il presidente azzurro Aurelio De Laurentiis che, con un tweet su X, ha salutato il nuovo tecnico: «Benvenuto Max!». L’ex allenatore del Milan ha firmato un contratto di tre anni fino al 30 giugno 2029.
Il comunicato del Napoli
Questo il comunicato del club azzurro: «La SSC Napoli dà il benvenuto a Massimiliano Allegri, che assume l’incarico di allenatore della prima squadra. Il tecnico ha firmato un contratto che lo legherà al Club fino al 30 giugno 2029. Dopo una lunga carriera da calciatore, in cui ha indossato anche la maglia del Napoli nel ’97/98, Max Allegri intraprende il percorso da allenatore a partire dalla stagione 2003/04. Nel 2007/08 conduce il Sassuolo alla prima storica promozione in Serie B, vincendo nella medesima annata anche la Supercoppa di Serie C1. Qualche mese più tardi fa il suo debutto in Serie A con il Cagliari, chiudendo il campionato al nono posto e vincendo la Panchina d’oro. Nel 2010 approda al Milan, riuscendo a vincere il diciottesimo scudetto e la sesta Supercoppa Italiana della storia rossonera. Dal 2014 al 2019 è il tecnico della Juventus, con cui conquista cinque scudetti consecutivi, quattro coppe Italia di seguito e due Supercoppe. Nello stesso periodo conduce per due volte i bianconeri alla finale della Champions League. Dopo due anni torna alla guida della Juventus vincendo la sua quinta Coppa Italia nel 2024. Nella scorsa stagione ha allenato nuovamente il Milan, terminando il campionato al quinto posto. Benvenuto, mister Allegri!».
Intervistata dal quotidiano Les Echos, la presidente della Bce Christine Lagarde non ha escluso la possibilità di lasciare Francoforte prima della scadenza del suo mandato, che terminerà a ottobre del 2027, facendo intendere di volersi candidare alle Presidenziali francesi, in programma nella primavera dello stesso anno.
Emmanuel Macron e Christine Lagarde (Imagoeconomica).
Ha ammesso che un addio anticipato «è possibile»
«È possibile. Penso che nel dibattito presidenziale francese debba essere ascoltata una voce europea», ha detto Lagarde nel corso dell’intervista concessa al principale quotidiano economico-finanziario transalpino. «Se il dibattito dovesse presentare una visione riduttiva del ruolo della Francia in Europa, credo sarebbero necessarie spiegazioni», ha aggiunto la presidente della Bce, spiegando che c’è il rischio di un «percorso doloroso» per Paese e i suoi cittadini.
Lagarde finora aveva escluso di lasciare prima del 2027
A parlare per primo del possibile passo indietro di Lagarde era stato il Financial Times a febbraio: la diretta interessata aveva smentito, affermando che «il capitano della barca della Bce deve rimanere a bordo in questo periodo turbolento», caratterizzato da un’accelerazione dell’inflazione e dall’impennata del prezzo dell’energia a causa della crisi in Medio Oriente.
Christine Lagarde (Imagoeconomica).
È in sella dal 2019: prese il posto di Draghi
Già alla guida del Fondo Monetario Internazionale e prima ancora ministra in Francia sotto Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy, Lagarde è al timone della Banca Centrale Europea dal 2019, quando fu designata per succedere a Mario Draghi. La carica di presidente della Bce ha una durata di otto anni non rinnovabile.
L’attentatrice che ha piazzato una bomba nell’abitazione dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaevnel Principato di Monaco è stata identificata: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti si tratta di Anastasia Berezovska, ucraina di 39 anni, nota «per i suoi legami con la criminalità organizzata». L’Interpol spiega che ha i capelli castani ed è riconoscibile anche per un tatuaggio, «probabilmente raffigurante un serpente», sul braccio destro, che si estende dalla spalla fino al gomito. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto internazionale. In base alle indagini, inoltre, dopo l’azione compiuta a Monaco la donna (che si era camuffata in modo da sembrare un uomo) è fuggita in Italia. Come stabilito dagli inquirenti monegaschi e francesi, l’attentatrice ha raggiunto la Francia a piedi e, una volta varcato il confine, ha recuperato un’automobile a Beausoleil: al volante della vettura, immatricolata e noleggiata in Germania (dove risiede), si è successivamente diretta verso l’Italia. Si sospetta il coinvolgimento dei servizi segreti di Kyiv.
L’edificio dove è scoppiato l’ordigno nel Principato di Monaco (Ansa).
In vista dei funerali, che si terranno il 4 luglio, le bare contenenti i corpi della Guida Suprema Ali Khamenei – ucciso nelle fasi iniziali della guerra contro Stati Uniti e Israele – e di diversi membri della sua famiglia sono state esposte nella Grande Moschea di Teheran: quelle del genero Mesbah-ol-Hoda Bagheri, della figlia maggiore Seyyedeh Boshra Hosseini Khamenei, della nuora Zahra Haddad Adel e della nipote di appena 14 mesi, Zahra Mohammadi Golpaygani.
Un enorme ritratto di Ali Khamenei all’esterno della Grande Moschea di Teheran (Ansa).
Prevista la partecipazione di almeno 15 milioni di persone
Le autorità prevedono la partecipazione di almeno 15 milioni di persone di persone nella capitale iraniana per la tre giorni di tributo nazionale, che inizierà appunto domani. Il complesso della Grande Moschea rimarrà aperto giorno e notte fino a lunedì 6 luglio. Poi una processione con la salma di Khamenei sfilerà per le strade di Teheran, prima di raggiungere la città santa di Qom il 7 luglio.
Le bare di Ali Khamenei e dei suoi familiari (Ansa).
Le delegazioni straniere: per la Russia ci sarà Medvedev
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che «quasi 100 Paesi, tra delegazioni ufficiali e personalità di rilievo» parteciperanno ai funerali di Khamenei, tra cui alcuni dell’Europa orientale. Tra le personalità attese ci sono l’ex presidente russo Dmitry Medvedev e il primo ministro pakistano Shebaz Sharif. La Cina sarà rappresentata dall’alto funzionario parlamentare He Wei. La Turchia dal vicepresidente Cevdet Yilmaz. Irib, la tv pubblica iraniana, riporta che tra i primi a recarsi alla Grande Moschea figuravano personalità religiose provenienti dall’Afghanistan e dall’Indonesia. L’agenzia Isna racconta di «intellettuali provenienti da Malesia, Libano, Afghanistan, Norvegia, Pakistan, Russia, Tunisia, Senegal, India, alcuni paesi dell’America Latina, Argentina e Messico che stanno rendendo omaggio al leader martire della rivoluzione».
Il capo dei pasdaran alla cerimonia funebre in forma ridotta
Tra le persone che hanno già reso omaggio a Khamenei c’è Ahmad Vahidi, ovvero il capo dei Guardiani della rivoluzione, che ha partecipato a una cerimonia funebre in forma ridotta per l’ayatollah, celebrata ieri sera vicino all’ex residenza della Guida Suprema. Si tratta della sua prima apparizione pubblica dall’inizio della guerra a febbraio: da allora, probabilmente per evitare di essere assassinato come il suo predecessore, non si era più fatto vedere, mantenendo un basso profilo.
La corte d’assise di Palermo ha condannato all’ergastolo Giovanni Barreca, muratore di Altavilla Milicia, Sabrina Fina e Massimo Carandente per la strage di AltavillaMilicia di febbraio 2024 costata la vita alla moglie di Barreca, Antonella Salamone, e ai figli Kevin di 16 anni ed Emanuel di cinque. Le vittime furono seviziate e uccise durante un folle rito di purificazione dal demonio. Coinvolta anche Miriam, la figlia 17enne della coppia, processata separatamente. Condannata in primo grado a 12 anni e otto mesi, è stata assolta in Appello perché giudicata incapace e costretta a partecipare al rito sotto la minaccia di morte. La corte ha anche riconosciuto un risarcimento di un milione di euro per i familiari delle vittime.
La dinamica dell’accaduto
L’orrore venne alla luce nella notte dell’11 febbraio 2024, quando Barreca stesso chiamò il 112 ammettendo: «Ho ucciso tutta la mia famiglia, venite a prendermi». I carabinieri scoprirono i corpi senza vita dei due ragazzini e trovarono Miriam in stato di shock. I resti parzialmente carbonizzati della madre furono trovati ore dopo in una buca in giardino. Secondo la sequenza del massacro delineata dalla figlia 17enne, la donna fu uccisa per prima, il 9 febbraio, e i figli vennero in seguito strangolati con delle catene.
Dopo il passo indietro della presidente Barbara Floridiae degli altri componenti provenienti dall’opposizione, si sono dimessi dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai anche i componenti di centrodestra. La senatrice del M5s ha parlato di un organo di garanzia «tenuto in ostaggio da chi governa»: ebbene, i membri provenienti dalla maggioranza denunciano qualcosa di analogo. Ma da parte del centrosinistra.
I componenti di centrodestra: «Commissione occupata dalla sinistra»
«Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare». È quanto hanno dichiarato i membri del centrodestra dimissionari, definendo «anomalo» che «il presidente della Rai dopo un certo numero di votazioni non possa essere eletto a maggioranza, eventualità che invece è prevista perfino per la carica di Presidente della Repubblica». L’opposizione, spiegano, ha «sfruttato in maniera vergognosa» questa legge, impedendo alla tv di Stato di avere un presidente nonostante sia stato designato già da tempo» dal suo cda.
«Siamo dinanzi a una vergognosa pantomima inscenata dalle opposizioni che hanno la smania di continuare a monopolizzare il Servizio pubblico, dopo aver perso il governo della Nazione per volontà degli italiani. E proprio l’avidità di poltrone della sinistra ha prodotto lo stallo in Commissione», affermano poi i componenti della maggioranza: «Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo Presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai e riprendere il ciclo di audizioni che le dimissioni della presidente Floridia e dei componenti delle opposizioni in Vigilanza hanno interrotto. Non sarà questa messa in scena ad impedire che la Rai possa tornare finalmente ad essere libera e pluralista».
Il prossimo round di negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran inizierà il 18 luglio. Lo riferisce l’emittente saudita Al-Hadath, citando una fonte di alto livello. Al momento non è stato indicato dove si terranno i nuovi colloqui. Ma è altamente probabile che la sede sia ancora Doha, in Qatar. In alternativa c’è il Pakistan, l’altro Paese mediatore. Come riferito dal portavoce del ministero degli Esteri qatariota, Majed al-Ansari, le discussioni indirette tra Usa e Iran, che proseguiranno dopo i funerali di Ali Khamenei, hanno permesso alle due parti di avanzare su alcune questioni relative al memorandum d’intesa di Islamabad, basandosi sui risultati del vertice del Lago di Lucerna.
L’ultima Supermedia Agi/Youtrend, realizzata sulla base di nove sondaggi sulle intenzioni di voto condotti dal 18 giugno al primo luglio da sei istituti, evidenzia un ulteriore balzo di Futuro Nazionale, che ha guadagnato un punto netto in due settimane, portandosi così al 5,9 per cento. Bene anche il Movimento 5 stelle, mentre perdono consensi Fratelli d’Italia e Partito democratico.
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).
Stavolta a perdere terreno è soprattutto Fratelli d’Italia
A differenza delle indagini precedenti, a fare le spese dell’ascesa di Roberto Vannacci non è principalmente la Lega, bensì FdI: il partito di Giorgia Meloni perde infatti lo 0,6 e scende a 27,6 per cento. Male anche il Pd, che cala al 21,3 per cento (-0,4). Buona la performance del M5s, che sale al 13,4 per cento (+0,7). Forza Italia è stabile al 7,9 per cento. Lieve calo (-0,1) per Alleanza Verdi e Sinistra, data al 6,3 per cento. Appena sotto la Lega (6,2 per cento, -0,3). Oltre a FI sono stabili anche Azione (3 per cento) e Italia Viva (2,3 per cento). Seguono +Europa all’1,5 per cento (+0,1) e Noi Moderati all’1,1 per cento (-0,1). Da prendere con le molle il dato del Partito Liberal Democratico, rilevato solo da due istituti sui sei e dato all’1,5 per cento.
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda le coalizioni, il centrodestra cala al 42,8 per cento (record negativo dall’insediamento del governo), mentre continua ad aumentare il vantaggio il campo largo, dato avanti di due punti (44,8 per cento).
Davanti ai fedeli che assiepavano la basilica gremita per la ricorrenza della festività della Madonna delle Grazie, patrona del Sannio, il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha annunciato di essere malato, chiedendo ai presenti a pregare per lui. «Spero di farcela», ha detto con la voce rotta per l’emozione. Dopo qualche attimo di silenzio è scoppiato un applauso di incoraggiamento per l’ex ministro.
L’ex ministro e sindaco di Benevento, Clemente Mastella, annuncia in lacrime: “A tutti chiedo di pregare per me. Anche io sono malato, spero di farcela”.@PolitikosItpic.twitter.com/vCdGbj3Ayr
Donald Trump torna ad attaccare la Nato. «Gli Stati Uniti spendono più di qualsiasi altro Paese, e con un ampio margine, per garantirne la protezione, senza trarne alcun vantaggio», ha affermato il presidente sul suo social Truth elencano le spese per gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi, fra cui l’Italia. «Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi, Francia 66,5 miliardi, Italia 48,8 miliardi, Polonia 44,3 miliardi. Le cifre degli altri Paesi, inclusa la Germania, sono molte più basse», ha evidenziato.
Tutti i componenti di opposizione, compresa la presidente Barbara Floridia, si sono dimessi dalla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai. «È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari», ha scritto su Facebook Floridia, senatrice del M5s.
«Ho lottato con tutte le mie forze per consentire a un organo di garanzia del Parlamento di svolgere le proprie funzioni. Ho tentato in ogni modo di difendere il diritto dei cittadini ad avere una Commissione che si occupasse davvero del servizio pubblico. Ho denunciato anche pubblicamente con molto ardore», ha aggiunto Floridia. «Ma è ormai evidente che a questa maggioranza mancano alcuni presupposti molto importanti: il rispetto delle prerogative della minoranza, il rispetto delle istituzioni più in generale e delle regole che disciplinano il funzionamento degli organi parlamentari».
Barbara Floridia (Imagoeconomica).
Floridia: «Vigilanza Rai ostaggio dal governo»
Nel suo lungo post, la senatrice pentastellata ha scritto anche di «boicottaggio sistematico» della commissione di vigilanza, «tenuta in ostaggio da chi governa» e «artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone». E poi: «La misura è colma. Manca un anno alle elezioni e servirebbe una Commissione attiva e vigile sul servizio pubblico, perché manca persino il pudore di nascondere ciò che sta accadendo. Io non sono disposta a trascorrere l’ultimo anno di questa legislatura assistendo impotente alle richieste di audizioni da parte delle opposizioni sistematicamente bocciate dalla maggioranza per impedire di fare domande, di pretendere risposte, di chiedere conto a chi sta gestendo la Rai».
La dichiarazione dei capigruppo di opposizione
«Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza». Lo dichiarano i capigruppo di opposizione nella Commissione di Vigilanza Rai Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Maria Elena Boschi (Iv), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs): «Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista».
Perquisizioni personali, informatiche e locali tra Terni, Roma e Orvieto a carico di Stefano Bandecchi, sindaco del capoluogo umbro e della relativa Provincia, dell’imprenditore Roberto Biagioli e di un funzionario provinciale. Ipotizzati i reati di corruzione propria e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: le perquisizioni avvengono nel contesto di un’indagine riguardante un appalto per la manutenzione stradale e la compravendita dell’Orvietana Calcio.
L’affidamento dei lavori e la vendita dell’Orvietana
Nello specifico, le perquisizioni di cui sono stati oggetto il fondatore di Alternativa Popolare e le altre due persone riguardano la procedura di affidamento dei lavori pubblici di messa in sicurezza e ripristino della strada provinciale n. 12-Bagnorese, che era stata interessata da una frana. I lavori sono stati concessi dalla Provincia di Terni in affidamento diretto al Gruppo Biagioli perché l’importo (150 mila euro) è inferiore alla soglia oltre la quale il codice degli appalti impone lo svolgimento di una gara.
Stefano Bandecchi (Imagoeconomica).
A distanza di quattro giorni dall’affidamento dell’appalto, Biagioli ha ceduto l’Orvietana Calcio a Unicusano (dunque a Bandecchi). Una circostanza ritenuta sospetta, considerata anche la tempistica. L’ipotesi è che, in sostanza, la ditta di Biagioli abbia ottenuto i lavori in cambio della cessione della società calcistica a Bandecchi: l’Orvietana è stata poi fusa con Ternana Futsal per la creazione della Nuova Ternana 1925, club che chiederà alla Figc l’iscrizione al campionato di Serie D.
Bandecchi è già a processo per evasione fiscale
Nuovi guai quindi per Bandecchi, già a processo a Roma per evasione fiscale in quanto accusato di non avere pagato imposte per circa 20 milioni di euro come amministratore di fatto dell’università telematica Unicusano. Il mancato versamento risalirebbe al periodo 2018-2022. Sfruttando le tariffe agevolate riservate agli istituti didattici, avrebbero fatto acquisti non esattamente riconducibili all’attività universitaria, tra cui quelli di una Ferrari e una Rolls Royce, comprate per 550 mila euro.
Utilizzando droni lanciati da navi della cosiddetta flotta ombra, negli ultimi 18 mesi la Russia ha condotto una campagna di sorveglianza dei siti nucleari e militari di diversi Paesi europei, tra cui Regno Unito e Francia. È quanto emerge da un’analisi condotta dall’International Institute for Strategic Studies, che ha rilevato 144 episodi verificatisi a partire dalla fine del 2024.
La Russia ha agito con «sostanziale impunità»
Secondo i ricercatori del think tank, Mosca ha agito con «sostanziale impunità», cogliendo alla sprovvista e disorientando le autorità di tutta Europa. Droni russi sono stati ripetutamente avvistati droni sopra numerose basi militari del Vecchio Continente, tuttavia nessun velivolo a pilotaggio remoto è stato catturato o abbattuto dalle forze armate occidentali, rivelando una falla strategica nelle difese aeree della Nato.
Regno Unito, Francia e non solo: i principali episodi
Tra i siti che sono stati sorvegliati dai droni russi figurano la base britannica della Raf a Lakenheath, nel Suffolk (che si stava predisponendo per ospitare armi nucleari statunitensi), e la base francese per sottomarini nucleari di Île Longue, in Bretagna. Incursioni di droni si sono verificate poi nei mesi di novembre e dicembre 2025 sopra le basi aeree di Kleine-Brogel, in Belgio, e di Volkel, nei Paesi Bassi, dove sono stoccate armi nucleari Usa aviolanciabili. Altri incidenti includono una serie di avvistamenti di droni avvenuta in Danimarca nel settembre 2025, che hanno costretto alla chiusura dell’aeroporto di Copenaghen e di altri scali del Paese. A dicembre del 2025 quattro droni sono stati avvistati mentre sorvolavano una nave della Marina irlandese in direzione della costa del Paese, la sera successiva alla visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Numerosi gli incidenti registrati in Germania. Come sottolinea l’International Institute for Strategic Studies, gli avvistamenti sono diminuiti da quando, nel corso di quest’anno, le marine europee hanno iniziato a sequestrare le navi della flotta ombra di Mosca.