L’Unità sospende le pubblicazioni: fallita la trattativa tra l’editore Romeo e il Pd

Nuova crisi per L’Unità. Alfredo Romeo, editore dello storico quotidiano della sinistra italiana, ha annunciato la sospensione delle pubblicazioni a partire da mercoledì 8 luglio 2026 a causa del fallimento di una trattativa col Partito democratico per l’acquisizione della testata. Romeo aveva rilevato l’Unità nel 2022 vincendo l’asta fallimentare del Tribunale di Roma. Secondo quanto riferito da Dagospia, a far saltare il tavolo è stata la pretesa dell’immobiliarista di restare nella società con una quota di minoranza. Nella sua storia, il giornale fondato nel 1924 da Antonio Gramsci è già stato chiuso e riaperto diverse volte, attraversando numerosi cambi di assetto e linea editoriale.

La nota dell’editore

«Tre anni fa Romeo Editore rilevò la testata de L’Unità, sottraendola a un fallimento che ne avrebbe segnato la fine definitiva. Fin dal primo giorno, l’impegno assunto è stato duplice: rimettere in ordine i conti, garantendo una gestione corretta e rigorosa del giornale e, al tempo stesso, custodirne la storia nella prospettiva — mai nascosta — di riportare la testata nella disponibilità della sua casa naturale, il Partito democratico». Così si legge in una nota dell’editore, che prosegue: «Su questa base si è sviluppato, negli ultimi mesi, un lungo e articolato dialogo con il Pd, nel corso del quale l’editore ha manifestato la disponibilità a cedere la testata a un prezzo puramente simbolico. Una scelta che testimonia come l’operazione non sia mai stata guidata da logiche di profitto, ma dalla volontà di restituire L’Unità alla comunità politica e culturale che l’ha generata». E ancora: «Il confronto sembrava avviato verso una conclusione positiva. Il Partito democratico ha tuttavia deciso di non dare seguito alla trattativa. Preso atto di questa decisione, venuta meno la prospettiva che aveva giustificato l’impegno di questi anni, e tenendo conto delle ulteriori perdite di esercizio accumulate nel frattempo, Romeo Editore si vede costretta a sospendere le pubblicazioni». «L’editore ringrazia la redazione, i collaboratori e i lettori che in questi tre anni hanno reso possibile la continuità di una testata che appartiene alla storia del Paese», conclude la nota.

Regno Unito, Farage si dimette da deputato e annuncia subito la ricandidatura

Mossa a sorpresa di Nigel Farage, leader del partito britannico di destra Reform UK. Dopo essere finito al centro di un’inchiesta su donazioni milionarie e redditi privati non pienamente dichiarati, il volto della Brexit ha annunciato sui social le dimissioni da deputato e, contestualmente, la ricandidatura alle elezioni suppletive (nel seggio di Clacton), chiedendo «un verdetto popolare» sulle accuse finanziarie che lo riguardano.

Le accuse a Farage e la difesa del leader di Reform UK

Al centro delle indagini da parte dell’organismo parlamentare che vigila sugli standard di comportamento dei deputati c’è una donazione da 5 milioni di sterline attribuita al miliardario investitore nel settore crypto Christopher Harborne, che secondo i media britannici non sarebbe stato registrato come beneficio economico. I parlamentari dell’opposizione, inoltre, hanno chiesto l’apertura di un’altra inchiesta su altre donazioni provenienti da George Cottrell, imprenditore attivo nei settori delle criptovalute e del gioco d’azzardo, che negli Stati Uniti ha scontato una pena detentiva per frode. «Non ho fatto nulla di sbagliato. Non ho infranto la legge in alcun modo. Non ho fatto un uso improprio del denaro pubblico», ha dichiarato Farage, sostenendo di essere vittima di un complotto da parte dell’establishment, incapace di batterlo alle urne. Il leader di Reform UK ha inoltre denunciato violazioni della privacy da parte dei media: in particolare ha accusato il Sunday Times di aver pubblicato la foto della casa in cui vive sua figlia, cosa che avrebbe provocato episodi di molestie.

Orsato nuovo designatore degli arbitri di Serie A e B

Dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi e l’interim di Dino Tommasi, gli arbitri hanno un nuovo designatore per Serie A e B: Daniele Orsato. L’ex fischietto è stato scelto dal nuovo direttore tecnico Domenico Messina (designatore dal 2014 al 2017) assieme al Comitato Nazionale: almeno inizialmente erano in lizza anche Nicola Rizzoli e Daniele Doveri, che però ha deciso di restare sul campo per un altro anno. Il mandato di Orsato sarà biennale.

Orsato nuovo designatore degli arbitri di Serie A e B
Daniele Orsato (Ansa).

Nel 2020 era stato eletto miglior arbitro al mondo

Orsato, 50 anni, come arbitro vanta ben 290 gare dirette in Serie A, distribuite in 18 stagioni calcistiche: più di lui solo Concetto Lo Bello, che dal 1954 al 1974 ne collezionò addirittura 328. Orsato è stato eletto inoltre miglior arbitro al mondo dall’IFFHS nel 2020, anno in cui ha diretto anche la finale di Champions League tra Paris Saint-Germain e Bayern Monaco. Ritiratosi da arbitro alla fine della stagione 2023/24, a gennaio del 2025 è stato scelto come commissario per lo sviluppo del talento arbitrale dell’AIA. Nel luglio successivo è stato poi nominato Responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie C.

Musk ribattezza xAI: ecco SpaceXAI

A cinque mesi dall’incorporazione in SpaceX, tramite un’operazione interamente in azioni che ha valutato la società combinata quasi 1,25 trilioni di dollari, l’azienda di intelligenza artificiale xAi cambia ufficialmente nome diventando SpaceXAI. Il cambio di brand, che era stato anticipato dal patron Elon Musk un paio di mesi fa, è stato annunciato tramite un post su X in cui è stato ha svelato anche il nuovo logo. Il rebranding segue l’offerta pubblica iniziale di SpaceX di giugno, la più grande mai registrata, che ha reso Musk per un breve periodo il primo trilionario della storia.

X rientrerà sotto il controllo del nuovo marchio

La nuova denominazione riflette l’integrazione sempre più stretta tra le attività di intelligenza artificiale e quelle spaziali di Musk. SpaceX, fondata nel 2002 dal magnate con l’obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi dell’accesso allo spazio e (chissà) permettere la colonizzazione di Marte, continuerà a mantenere un profilo separato dedicato alle attività aerospaziali, ai lanci e allo sviluppo dei veicoli. Sotto il controllo del nuovo marchio SpaceXAI rientrerà invece la piattaforma social X: l’ex Twitter era stata acquisita da xAI nel 2025.

Musk ribattezza xAI: ecco SpaceXAI
Elon Musk (Ansa).

Marine Le Pen dichiarata colpevole ma può candidarsi alle presidenziali del 2027

La Corte d’appello di Parigi ha confermato la colpevolezza per “fatti gravi” di Marine Le Pen, riducendo la sua pena in prima istanza da quattro a tre anni di carcere, di cui uno con il braccialetto elettronico. La leader del Rn potrà però candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027 perché l’ineleggibilità, in prima istanza di cinque anni, è stata ridotta a 15 mesi, già scontati visto che ha cominciato a decorrere dal marzo 2025. Sarà lei stessa, alle 20 di martedì 7 luglio 2026, ad annunciare se si candiderà oppure no (ndr in passato aveva dichiarato più volte di non voler fare campagna elettorale con l’obbligo del braccialetto elettronico). Un’ipotesi che si sta già facendo strada è quella, per Le Pen, di chiedere una riduzione o adattamento della pena, anche se il braccialetto elettronico – fanno notare gli esperti – è già in sP un adattamento di pena. Se l’obbligo di un anno venisse ridotto a sei mesi, Le Pen potrebbe fare campagna elettorale senza braccialetto elettronico a partire da gennaio

È morta Mity Simonetto, storica consulente di Silvio Berlusconi

È morta a 77 anni Matilde ‘Mity’ Simonetto, fino al 2010 responsabile dell’immagine e della comunicazione di Silvio Berlusconi. L’ha annunciato la famiglia in una nota, ricordando che Simonetto è stata tra le prime consulenti d’immagine in Italia e, per 20 anni, ha collaborato con l’ex premier. «Professionista di grande competenza, lo ha affiancato con passione, eleganza e discrezione nei suoi molteplici ruoli imprenditoriali, istituzionali e politici. Nel corso della sua attività si è distinta per serietà, energia, riservatezza e rigore professionale, conquistando la stima di colleghi e collaboratori». I funerali saranno celebrati mercoledì 8 luglio alle ore 15.00 presso la chiesa di San Camillo a Milano.

Spionaggio per Mosca, due arresti a Roma: fermato un ex 007 italiano

Due persone sono state arrestate a Roma dai carabinieri del Ros per spionaggio e accesso abusivo a sistemi informatici, attività che sarebbero state condotte in cambio di soldi per un presunto agente dei servizi di intelligence russi, coperto da immunità diplomatica in Italia. Coinvolte altre cinque persone, effettuate decine di perquisizioni.

Chi è il principale indagato

Il principale indagato è un 59enne ex appartenente al comparto di intelligence italiano e già sottoufficiale dei Carabinieri. Secondo quanto emerso, l’uomo acquisiva informazioni attraverso sei fonti, tra cui quattro militari in servizio, indagati a vario titolo per procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico o militare, rivelazione di segreti di Stato, rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione. Tra gli episodi contestati ce n’è anche uno particolarmente delicato: gli indagati avrebbero rivelato l’identità di alcuni agenti impegnati nelle attività di controspionaggio italiano, esponendo personale operativo che lavorava su dossier sensibili.

Crosetto: «Conflitto ibrido quotidiano»

«Quello che emerge con l’evidenza dei fatti è un conflitto ibrido quotidiano, una guerra latente costante, per indebolire le nostre istituzioni, le nostre alleanze e la nostra sicurezza», ha scritto su X Guido Crosetto, ministro della Difesa. «È la punta di un iceberg gigantesco, la guerra ibrida, fatto di nemici esterni e traditori interni che sono pronti a vendere la loro Nazione per soldi o per potere o per interesse personale. Oggi lo Stato ne colpisce alcuni ma lo scontro è continuo ed incessante».

Juventus, Massara nuovo Chief Football Officer

Innesto nella dirigenza della Juventus. L’ex direttore sportivo di Milan e Roma Frederic Massara è stato scelto dall’amministratore delegato Giovanni Carnevali come Chief Football Officer. Come si legge in un comunicato, «Massara avrà la responsabilità di guidare la gestione e lo sviluppo dell’area sportiva maschile, contribuendo alla definizione e all’attuazione delle strategie e dei progetti sportivi del Club, in stretta sinergia con Marco Ottolini, Sporting Director».

Chi è Massara, ex dirigente di Milan e Roma

Massara riparte dalla Juventus a poco più di un mese dall’addio alla Roma. La sua terza esperienza in giallorosso, dopo quelle del 2016/17 e del 2018/19, è stata segnata da frizioni legate al mercato con l’allenatore Gian Piero Gasperini, che hanno portato anche all’addio di Claudio Ranieri, advisor della famiglia Friedkin. Dal 2019 al 2023 Massara aveva ricoperto l’incarico di direttore sportivo del Milan: durante la sua permanenza in rossonero, il club ha vinto lo scudetto nel 2022.

Juventus, Massara nuovo Chief Football Officer
Frederic Massara (Ansa).

Ottolini confermato, Chiellini cambia ruolo

Ottolini, come sottolinea la nota, resta in carica come direttore sportivo. È invece ai saluti il francese François Modesto, ormai ex direttore tecnico: era stato voluto dal connazionale Damien Comolli, che ha guidato come ceo la Juventus per appena un anno. Cambio di incarico poi per l’ex difensore bianconero Giorgio Chiellini, che da Director of Football Strategy diventa Chief Club Affairs Officer: avrà il compito di mantenere i rapporti con le istituzioni calcistiche in Italia e in Europa.

Juventus, Massara nuovo Chief Football Officer
Giorgio Chiellini (Ansa).

Le opposizioni non indicheranno i nuovi membri in Vigilanza Rai

Continua il caos in Vigilanza Rai. Le opposizioni, che si sono dimesse in blocco dalla commissione parlamentare in aperta polemica con la maggioranza, non indicheranno i nuovi componenti così come invece esplicitamente richiesto con una lettera di Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, presidenti di Senato e Camera, inviata rispettivamente ai capigruppo di Palazzo Madama e Montecitorio. Alla base della scelta un accordo tra i partiti del centrosinistra, compresa Italia Viva. I partiti dovranno indicare entro domani, mercoledì 8 luglio, i nuovi componenti della commissione: in caso di nomine dall’alto, le opposizioni hanno fatto sapere di essere pronte a nuove dimissioni.

Le opposizioni non indicheranno i nuovi membri in Vigilanza Rai
Barbara Floridia (Imagoeconomica).

Le dimissioni in blocco del 2 luglio

Il 2 luglio la Commissione di Vigilanza Rai è stata azzerata con le dimissioni dei componenti di opposizione e di maggioranza. Prima è arrivato il passo indietro della (ormai ex) presidente Barbara Floridia e di tutti i membri dell’opposizione. Nella lettera in cui ha annunciato le dimissioni, la senatrice del M5s ha parlato di un organo di garanzia «tenuto in ostaggio da chi governa». A stretto giro è poi arrivato il gesto analogo dei rappresentanti delle forze di governo, ma con motivazioni opposte: «Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra».

Esplosione a Damasco dove è in corso la visita di Macron

Un’esplosione è stata udita a Damasco, dove da lunedì 6 luglio è in visita il presidente francese Emmanuel Macron. Lo ha constatato un giornalista dell’agenzia Afp sul posto. Il capo dell’Eliseo si trova a colloquio con il presidente siriano, Ahmed al Sharaa, e ha lasciato nella mattinata del 7 luglio l’hotel Four Season di Damasco prima che si udissero le esplosioni nella zona. Fonti dell’Eliseo, intanto, hanno confermato che «il presidente è al sicuro» e che «il programma della visita continua». Le strade sono state bloccate e sono state attuate misure di sicurezza in seguito all’esplosione.

Trovata uccisa a Kyiv l’attentatrice di Monaco

Trovato in una zona periferica di Kyiv il cadavere di Anastasiia Berezovska, la donna braccata dall’Interpol in quanto esecutrice materiale dell’attentato avvenuto nel Principato di Monaco contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev. Lo riporta Ukrainska Pravda. Berezovska, che fuggendo dopo aver piazzato l’ordigno era anche passata in auto dall’Italia dirigendosi poi verso la Svizzera, è stata uccisa a colpi di arma da fuoco: già fermate due persone, un ufficiale in servizio della Direzione principale dell’intelligence militare ucraina (Gur) e un ex membro delle forze dell’ordine. Cittadina ucraina residente in Germania, Berezovska era ricercata con l’accusa di tentato omicidio, collocazione di un ordigno esplosivo in luogo pubblico e associazione a delinquere. Gli inquirenti ritengono che non abbia agito da sola. Nell’attentato, avvenuto il 29 giugno, sono rimasti feriti Ermolaev, la compagna e il figlio.

Chi è Valter Lavitola, sospettato di essere il mandante dell’attentato a Ranucci

Il faccendiere Valter Lavitola è indagato nel procedimento sull’attentato a Sigfrido Ranucci, per il quale nei giorni scorsi sono state eseguite misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna, ritenuti gli esecutori materiali. L’ipotesi è che Lavitola sia il mandante, in concorso con un’altra persona. Le prove a supporto al momento sono al vaglio e non sono state chieste misure cautelari. Lavitola è stato oggetto di una perquisizione da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati, nel corso della quale gli sono stati sequestrati smartphone e pc.

Chi è Valter Lavitola, sospettato di essere il mandante dell’attentato a Ranucci
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

Chi è il faccendiere Valter Lavitola

Nato a Salerno, Lavitola ha da poco compiuto 60 anni e ha un passato da editore e giornalista. Nel 1996 fondò il quotidiano L’Avanti!, sorta col sostegno politico di alcuni ex esponenti dell’allora Partito Socialista Italiano (in cui aveva militato) finiti nel centro-destra: nel 2010 il giornale pubblicò il documento sulla casa di Monte Carlo che fece scoppiare un caso su Gianfranco Fini, allora presidente della Camera. A proposito di politica, visti anche gli ottimi rapporti che aveva all’epoca con Silvio Berlusconi, si candidò alle Europee del 2004 con Forza Italia: ottenne 54 mila preferenze, senza essere però eletto. In passato Lavitola è stato coinvolto in varie indagini giudiziarie, accumulando diverse condanne e periodi di detenzione. Indagato dal 2011 per tentata estorsione ai danni di Berlusconi insieme con l’imprenditore Giampaolo Tarantini per il caso delle escort pugliesi e oggetto di un mandato di arresto, rientrò in Italia nel 2012 dopo otto mesi di latitanza all’estero, finendo in carcere.

Chi è Valter Lavitola, sospettato di essere il mandante dell’attentato a Ranucci
Valter Lavitola nel 2012 al rientro in Italia dopo la latitanza (Imagoeconomica).

Successivamente fu condannato a 2 anni 8 mesi. A dicembre del 2013 un nuovo arresto, stavolta per tentata estorsione a Impregilo (oggi Webuild), tra le più importanti società italiane di costruzioni e ingegneria: al centro dell’inchiesta alcuni appalti per la costruzione di un ospedale a Panama. In questo caso Lavitola ricevette una pena di 3 anni. Nell’ambito della sua carriera da editore è stato inoltre condannato a tre anni e otto mesi di reclusione nel 2015 per l’appropriazione indebita di oltre 20 milioni di euro di finanziamenti pubblici. Nello stesso anno arrivò anche la condanna a 3 anni per concorso in corruzione in relazione alla cosiddetta “compravendita dei senatori“, in cui era accusato di aver favorito il passaggio di alcuni parlamentari da uno schieramento politico all’altro in cambio di denaro o altri benefici. Una volta uscito dal carcere, Lavitola si è rifatto una vita nel settore della ristorazione, aprendo un ristorante a Roma, nel quartiere Monteverde. E proprio qui, nel 2023, fu fotografato assieme a Ranucci.

Indagato anche un dipendente del ristorante

A Lavitola vengono contestati i reati di strage e associazione mafiosa. Assieme al faccendiere è indagato anche il cittadino camerunense Clesio Tavares Gomes, che avrebbe svolto la funzione di intermediario con i presunti esecutori materiali dell’attentato (Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone, Luca Amato, Marika De Filippis). L’uomo dal 2017 risulta dipendente della società di Lavitola che gestisce il ristorante ‘Cefalù Bistrò di Pesce’ e subito dopo l’attentato è tornato in Camerun, dove si trova tuttora. Non sono questi gli unici elementi indiziari: particolare rilievo assumono infatti anche le conversazioni intercettate tra Gomes e la compagna, dalle quali emergerebbe come l’eventuale rientro dell’uomo in Italia dipendesse da decisioni attribuite a Lavitola.

Chi è Valter Lavitola, sospettato di essere il mandante dell’attentato a Ranucci
Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola (Ansa).

La sorpresa di Ranucci: «È un amico»

«Ci conosciamo dal 2019, è un amico. Ci sentivamo spessissimo, se non tutti i giorni quasi, ma è ovvio che come sentiva me parlava anche con tanti altri giornalisti, pure più autorevoli. È una cosa risaputa, l’ho detto persino in commissione vigilanza Rai di fronte alle domande di Maurizio Gasparri che eravamo amici, quindi non c’è nessun tipo di mistero», ha dichiarato Ranucci, esprimendo sorpresa per le indagini a carico di Lavitola: «Sono sicuro che non mi avrebbe mai fatto del male. Ribadisco però che ho massimo rispetto del lavoro dei magistrati e dei carabinieri che hanno dimostrato un grande rigore morale a condurre questa inchiesta, oltre a grandi capacità, quindi mi affido a loro».

Indagati per bancarotta fraudolenta Aurelio e Luigi De Laurentiis

Perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi delle società calcistiche Bari e Napoli. Ipotizzati i reati di false comunicazioni sociali relative al bilancio 2024 del club pugliese e bancarotta fraudolenta, connessi alla richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale, presentata per l’insolvenza della medesima società sportiva. Risultano indagati Aurelio De Laurentiis, proprietario e presidente del Napoli, e il figlio Luigi, amministratore unico del Bari. Le indagini delle Fiamme Gialle si basano su una serie di approfondimenti tecnici approfonditi sui bilanci, sulle note integrative e sulle relazioni di gestione del Bari, da tempo in una situazione di perdita sistemica: tra il 2019 e il 2025, il club biancorosso aveva accumulato un buco di 30 milioni di euro. E la proprietà non avrebbe contrapposto un piano concreto per risanare i conti. Il Napoli e il Bari sono controllate dalla Filmauro, azienda della famiglia De Laurentiis.

Indagati per bancarotta fraudolenta Aurelio e Luigi De Laurentiis
Aurelio e Luigi De Laurentiis (Imagoeconomica).

Sotto la lente d’ingrandimento la cessione di Caprile al Napoli

Sotto la lente d’ingrandimento c’è, in particolare, il trasferimento di un calciatore da una squadra all’altra: il portiere Elia Caprile, oggi al Cagliari. Nel 2022 il Bari aveva acquistato il calciatore dal Leeds, riconoscendo al club inglese premi connessi all’eventuale valore di rivendita. Nell’estate del 2023 Caprile era stato poi ceduto dal Bari al Napoli per 2,2 milioni di euro, trasferendo integralmente alla società campana il diritto a beneficiare della successiva rivalutazione economica del cartellino.

Indagati per bancarotta fraudolenta Aurelio e Luigi De Laurentiis
Elia Caprile (Ansa).

Due anni dopo, il portiere è stato poi ceduto al Cagliari per 8 milioni, somma interamente incassata dal Napoli con una plusvalenza di 7 milioni e di cui – secondo gli inquirenti – avrebbe dovuto beneficiare in parte anche il Bari, già in grave difficoltà finanziarie. Le perquisizioni della Finanza sono state estese anche a tre direttori sportivi delle due società – Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso per il Napoli, Ciro Polito per il Bari – e al procuratore di Caprile – Graziano Battistini – allo stato non indagati, intervenuti a vario titolo nella cessione del calciatore al Napoli.

Prossimo round negoziati Israele-Libano a Roma il 15-16 luglio

L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha annunciato durante un incontro con il Council on Foreign Relations a Washington che il prossimo round di colloqui tra Israele e Libano si terrà la prossima settimana, il 15 e 16 luglio, a Roma. L’incontro si svolgerà ancora a livello di ambasciatori. Leiter ha inoltre affermato che il presidente libanese Joseph Aoun incontrerà il presidente Donald Trump il 21 luglio.

Il bronzo olimpico Pizzolato condannato a 5 anni e 4 mesi per stupro

Antonino Pizzolato, vincitore di due medaglie di bronzo alle Olimpiadi (negli 81 kg a Tokyo 2020 e negli 89 kg a Parigi 2024), è stato condannato a 5 anni e 4 mesi per stupro di gruppo: era accusato di aver abusato sessualmente di una turista finlandese il 22 luglio 2022, in un residence a Trapani. Condannati alla stessa pena anche gli altri tre imputati: Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì. La Procura della città siciliana aveva chiesto 10 anni.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto ricostruito, Pizzolato e gli amici avevano conosciuto tre ragazze finlandesi in un locale sulla spiaggia. Due erano tornate in albergo a fine serata, mentre una aveva seguito il pesista nel residence dove alloggiava l’atleta, trovando però dentro l’appartamento anche il resto della comitiva. I quattro avrebbero a quel punto avuto con lei rapporti sessuali non consensuali: la violenza si sarebbe poi interrotta quando la giovane, in lacrime, aveva chiesto di tornare al suo albergo. Nel 2018 Pizzolato era stato squalificato per 10 mesi dalla Federazione italiana pesistica (Fipe) per comportamenti intimidatori verso giovani atleti nel centro dell’Acqua Acetosa a Roma.

La lettera di Conte: «Ditemi la data dell’audizione sul Covid»

Giuseppe Conte ha inviato una lettera al presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria Covid, il senatore meloniano Marco Lisei , e – per conoscenza – ai presidenti delle Camere in cui ha chiesto nuovamente di conoscere la data della sua audizione. «Ho chiesto ai Presidenti delle Camere di intercedere perché fosse concordata al più presto la data della mia audizione, anche per spazzare via le false e menzognere accuse che lei per primo, insieme agli altri componenti della Commissione del suo partito, mi state rivolgendo», si legge nella lettera scritta da Conte a Lisei. Parlando a Sky Tg 24, il presidente del Movimento 5 stelle ha dichiarato: «Sono due anni che ho dato la mia disponibilità e oggi ho scritto un’altra lettera formale per confrontare la data della mia audizione. È evidente che non hanno alcun interesse ad audirmi e hanno costruito un plotone di esecuzione».

Conte aveva già scritto a La Russa e Fontana

A fine giugno Conte aveva già inviato una lettera inviata ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e per conoscenza anche a Lisei, ribadendo la volontà di voler essere audito in commissione: in quell’occasione aveva specificato di essere pronto a dimettersi da commissario uan volta fissata la data, salvo essere reintegrato conclusa l’audizione.

La protesta di aprile alla Camera

Ad aprile c’erano state scintille alla Camera, dove i deputati di Fratelli d’Italia avevano indossato delle mascherine come forma di protesta provocatoria contro Conte, tirato in ballo per la gestione Covid dopo le ultime audizioni in commissione.

Scandalo ai Mondiali: il caso della squalifica di Balogun sospesa grazie a Trump

Con la decisione di revocare la squalifica del calciatore statunitense Falorin Balogun, la Fifa «ha oltrepassato il limite». È quanto si legge in un duro comunicato della Uefa che parla di una decisione «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile». L’attaccante è stato graziato dopo – pare – una telefonata di Donald Trump a Gianni Infantino. «Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole che sono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte, le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, non è così», si legge nella nota dell’organo di governo del calcio europeo.

La revoca della squalifica con l’articolo 27

Balogun, espulso contro la Bosnia ed Erzegovina dopo una revisione al Var, avrebbe dovuto saltare il match dei quarti di finale Stati Uniti-Belgio. Partita in cui invece potrà scendere in campo, ha spiegato la Fifa, in virtù di quanto previsto dall’articolo 27 del Codice disciplinare, secondo cui il comitato disciplinare Fifa «può decidere di sospendere, in tutto o in parte, l’attuazione di un provvedimento disciplinare». Nell’articolo si legge anche: «Se la persona che beneficia di una sanzione sospesa commette un’altra infrazione di natura e gravità analoghe durante il periodo di prova, la sospensione sarà revocata dall’organo giudiziario e la sanzione sarà eseguita, fatto salvo ogni ulteriore sanzione inflitta per la nuova infrazione». Balogun, insomma, è stato squalificato con la condizionale.

Scandalo ai Mondiali: il caso della squalifica di Balogun sospesa grazie a Trump
Donald Trump e Gianni Infantino (Ansa).

Il ringraziamento di Trump alla Fifa

Come ha rivelato il New York Times, di mezzo ci sarebbe però una telefonata fatta dalla Casa Bianca direttamente a Infantino. «Grazie alla Fifa per aver posto rimedio a una grave ingiustizia!», ha scritto il tycoon sul suo social Truth dopo la grazia a Balogun. In precedenza era intervenuto anche il segretario di Stato statunitense Marco Rubio: «Siamo stati fregati con quel cartellino rosso. Dovrebbe esserci un ricorso», aveva detto. Secondo la Bild, la sospensione della squalifica di Balogun è arrivata dopo quattro giorni di pressing da parte di Andrew Giuliani, figlio di Rudy e capo della task force per la Coppa del Mondo alla Casa Bianca; del segretario al Commercio Howard Lutnick, di dirigenti della federazione calcistica Usa e di un team di avvocati.

Scandalo ai Mondiali: il caso della squalifica di Balogun sospesa grazie a Trump
Il post di Trump dopo la “grazia” a Balogun.

La Federcalcio belga fa ricorso

Il tutto questo, rischia di rimetterci il Belgio. Evidenziando che «l’articolo 66.4 dello stesso Codice Disciplinare della FIFA precisa che un cartellino rosso (espulsione) comporta automaticamente la squalifica per la partita successiva», la Federcalcio belga si è detta «sbalordita» per quanto accaduto, aggiungendo di star valutando «tutte le possibili opzioni». Uscendo rapidamente dal linguaggio dei comunicati, la Federcalcio di Bruxelles ha scelto di presentare un ricorso urgente contro la discussa decisione presa dalla Fifa. La partita tra Stati Uniti e Belgio è in programma nella notte italiana tra lunedì 6 e martedì 7 luglio, con calcio d’inizio alle ore 2.

Scandalo ai Mondiali: il caso della squalifica di Balogun sospesa grazie a Trump
Giovanni Malagò (Ansa).

Malagò: «Precedente pericolosissimo»

Parlando di «assurdità», sulla questione si è espresso anche il neopresidente della Figc, Giovanni Malagò: «Sono andato anche a guardare questo articolo 27 che consente o consentirebbe alla Fifa e solo alla Fifa, per cui non è replicabile nei vari campionati nazionali e dico meno male perché sarebbe veramente l’Armageddon. È inutile che ce la raccontiamo, questa scelta ha un evidente sapore politico, lo ha scritto anche il New York Times». E poi: «Oggettivamente è un precedente pericolosissimo».

Vannacci lancia il triathlon futurista: appuntamento a Sanremo

Con un post social, Roberto Vannacci ha lanciato la «tre giorni degli arditi futuristi», che inizierà a Sanremo dal 10 giugno, in uno stabilimento balneare della località ligure. «Lo sport è vita e chi è in salute pesa di meno sul Servizio Sanitario. La politica è leadership ed esempio. I politici, quindi, dovrebbero dare l’esempio anche nello sport… invece di ballare sui carri del Gay Pride», ha scritto l’ex generale: «Ci vediamo venerdì per temprarci. Prove fisiche per tutti i politici. D’altra parte, anche per fare politica ci vuole un fisico bestiale».

Il programma della tre giorni «senza compromessi» dei vannacciano prevede una prova di nuoto, perché «la mente domina l’acqua», una di corsa campestre, che vedrà «la determinazione oltre l’ostacolo della distanza, come il cuore futurista», e infine una di ciclismo: «Pedalando controvento riuniamo una Nazione». L’ex generale, assicurando la sua presenza a Sanremo, ha anche ricordato ai suoi “arditi” di portare il costume.

Salvini affida la comunicazione digitale della Lega al braccio destro italiano di Musk

Secondo i sondaggi, la Lega continua a perdere voti, al punto da essere stata superata da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che proprio il segretario del Carroccio Matteo Salvini aveva – improvvidamente – lanciato in politica. In vista delle elezioni politiche del 2027 (che potrebbero tenersi in primavera), il vicepremier e ministro dei Trasporti ha detto di puntare al 10 per cento: un risultato al momento più vicino a un sogno che a una reale possibilità. Come riporta Domani, per tentare di centrare l’obiettivo Salvini intende puntare su Andrea Stroppa, informatico esperto di cybersecurity e braccio destro italiano di Elon Musk, affidandogli la comunicazione digitale della Lega.

Salvini affida la comunicazione digitale della Lega al braccio destro italiano di Musk
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Con Stroppa, Salvini punta a portare dalla sua parte Musk

Salvini, spiega Domani, vuole capitalizzare al massimo le competenze in materia di intelligenza artificiale di Stroppa, che già – seppur informalmente – forniva consulenza al Carroccio. Il dialogo col referente italiano di Musk, che collabora attivamente con le aziende del magnate e ne cura i rapporti istituzionali e la comunicazione in Italia, è stato avviato: le esatte modalità di collaborazione verranno decise più avanti. Assoldando Stroppa, Salvini punta a portare dalla sua parte Musk – caduto in disgrazia dal punto di vista dell’opinione pubblica – e la potenza di fuoco mediatica di Mr. Tesla.

«Da Neuralink per aiutare le persone con malattie neurodegenerative, a Starlink messo a disposizione dei Paesi colpiti da catastrofi naturali, ai razzi riutilizzabili impiegati per la ricerca scientifica. E ancora il suo impegno per l’Occidente, per la natalità e per la libertà di espressione, la sua amicizia per l’Italia», ha scritto Salvini su X il 28 giugno, in occasione del 55esimo compleanno di Musk, ricevendo in cambio un cuore. Il messaggio social è stato poi condiviso da Stroppa che, scrive Domani, si sarebbe già messo al lavoro per il Carroccio “studiando” la crescita del partito di Vannacci.

Salvini affida la comunicazione digitale della Lega al braccio destro italiano di Musk
Andrea Stroppa e, sul maxischermo, l’immagine di Elon Musk (Imagoeconomica).

La classifica dei sindaci e governatori più apprezzati nel 2026

Per la prima volta una donna conquista il primo posto tra i sindaci più apprezzati d’Italia. Sara Funaro, prima cittadina di Firenze, guida infatti la classifica Governance poll 2026, realizzata da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, davanti a Marco Fioravanti (Ascoli) e Gaetano Manfredi (Napoli). Tra i governatori, al vertice c’è Antonio Decaro (Puglia), seguito da Alberto Stefani (Veneto) e Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia-Giulia).