L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over

L’Opas lanciata da Poste su Tim, che sancisce la fine della madre di tutte le privatizzazioni, ha colto di sorpresa un po’ tutti. Compresa la stessa ex monopolista dei telefoni. E in particolare il suo amministratore delegato Pietro Labriola. Il manager è stato tenuto all’oscuro fino alla fine su questa operazione con cui Poste punta a comprare il 100 per cento di Tim e delistarla dalla Borsa. Ma cosa succederà ora? Tra il management dell’ex Telecom si respira una certa preoccupazione.

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Pietro Labriola (foto Imagoeconomica).

Poste vuole puntare su dirigenti graditi e funzionali

L’obiettivo di Poste è creare un ramo del Gruppo sul modello di altri già esistenti, come Poste Vita o Banco Posta. Cioè società molto operative e snelle, con staff leggeri, per creare il massimo delle sinergie. Quindi sembra chiaro che non serva avere un ceo “pesante”, come Labriola. Che a questo punto si avvia alla fine della sua esperienza in Tim, insieme alla squadra manageriale che ha governato negli ultimi anni in modo assoluto (e le ultime nomine che hanno riempito le caselle con profili che portano il timbro dell’ad sono state parecchio chiacchierate). Ora la musica cambierà: Poste vuole avere un controllo totale su tutte le funzioni aziendali, andando quindi a scegliere dirigenti graditi e ideali per le sinergie con le altre società del Gruppo.

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane (foto Imagoeconomica).

Intanto i commenti che serpeggiano sull’Opas sono unanimi: «La stagione dei cosiddetti capitani coraggiosi è finita. Ora ci sono gli statalisti coraggiosi». A proposito: nel quartier generale di Poste, all’Eur, molti vedono un futuro “telefonico” per Giuseppe Lasco: è proprio l’attuale direttore generale del gruppo guidato da Matteo Del Fante uno dei papabili candidati a prendere il posto di Labriola. Chi vivrà vedrà…

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Giuseppe Lasco, dg di Poste Italiane (foto Imagoeconomica).

Simest, Filiere d’Impatto: siglati nove accordi con imprese champions

A poco più di un anno dall’avvio, Filiere d’Impatto, il progetto promosso da Simest sulla base degli indirizzi strategici del ministero degli Esteri per sostenere la crescita e la competitività delle imprese delle filiere dei champions nazionali, chiude il suo primo bilancio. Ad oggi sono nove gli accordi firmati con primari partner industriali a capo di filiere attive nei settori manifatturiero, navalmeccanico, agrifood, costruzioni, ingegneria, energia e servizi industriali, fra cui Fincantieri, Bonifiche ferraresi, Saipem, Maire, Renco, Fibercop, Enele MscCrociere.

Tra le imprese coinvolte, oltre 150 hanno già presentato domanda di finanziamento

L’attività di divulgazione e formazione realizzata nell’ambito del progetto ha portato all’organizzazione di 14 eventi dedicati e oltre 200 incontri B2B. Complessivamente sono state intercettate oltre 2 mila imprese, tra cui più di 1.400 individuate come target. Di queste, il 70 per cento sono pmi e il 10 per cento aziende del Mezzogiorno. Tra le imprese coinvolte, oltre 150 hanno già presentato domanda di finanziamento, per un valore complessivo superiore a 100 milioni di euro. Il progetto si inserisce anche nella cornice del Piano Mattei per l’Africa, in collaborazione con la struttura di missione per l’attuazione del Piano istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri, che individua tra le priorità la promozione delle esportazioni e degli investimenti. L’obiettivo è sostenere le imprese italiane di filiera – in particolare le pmi – interessate a operare in Africa, favorendo investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e rafforzamento della solidità patrimoniale, oltre alla formazione di manodopera qualificata proveniente dal continente africano.

Il ruolo di facilitatore di Simest

Per facilitare la conoscenza e l’accesso agli strumenti di finanza pubblica, soprattutto da parte delle micro e piccole imprese, Simest ha avviato una serie di accordi con le imprese capofila delle filiere (i cosiddetti “champions”) allo scopo di creare un circolo virtuoso capace di sostenere e trainare la crescita dell’intera catena produttiva. In questo contesto, la società del Gruppo Cdp svolge un ruolo di facilitatore. Attraverso una collaborazione costante con i champions e un dialogo congiunto con le pmi, individua i fabbisogni delle imprese e promuove percorsi di investimento mirati e sostenibili. Questo approccio contribuisce a rafforzare le competenze tecniche e manageriali, favorisce nuove collaborazioni e aiuta a costruire un ecosistema più consapevole, interconnesso e competitivo, in grado di affrontare le sfide dei mercati globali. Un contributo determinante al successo della prima annualità del progetto è arrivato dagli accordi siglati con alcune delle principali realtà industriali italiane, a partire da Fincantieri, primo gruppo ad aderire al programma Filiere d’impatto, e da Enel, tra gli accordi più recenti.

La Repubblica, accordo raggiunto per la cessione di Gedi al Gruppo Antenna

Accordo raggiunto fra Exor e il Gruppo Antenna per la cessione del 100 per cento del capitale di Gedi. Lo si legge in una comunicazione interna a firma di Paolo Ceretti, presidente di Gedi, intercettata dal Sole 24 Ore. «Cari Colleghi, care Colleghe oggi è stata perfezionata la cessione del 100 per cento del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna. Il cambio di proprietà, che è già efficace, segue un processo di lunga negoziazione», si legge nella nota che precede la riunione in assemblea dei cdr del gruppo.

È morto Leonid Radvinsky, proprietario di OnlyFans

È morto a soli 43 anni a causa di un tumore Leonid Radvinsky, proprietario del sito OnlyFans, piattaforma che negli ultimi anni ha rivoluzionato il mondo dell’intrattenimento per adulti. Imprenditore ucraino-americano, nel 2018 aveva acquisito Fenix International Limited, società madre di OnlyFans (fondato nel 2016 da Tim Stokely), ricoprendo da allora il ruolo di amministratore e azionista di maggioranza. Gestiva inoltre Leo, fondo di venture capital che aveva fondato nel 2009 e concentrato principalmente su investimenti in aziende tecnologiche. A gennaio Reuters ha riportato che OnlyFans stava valutando la vendita di una quota di maggioranza alla società di investimento Architect Capital, in un’operazione che valutava l’azienda circa 5,5 miliardi di dollari, inclusi i debiti.

Acea celebra l’acqua: una maratona quotidiana tra sostenibilità e innovazione

È come riempire una piscina olimpionica ogni due minuti. È la quantità di acqua potabile che Acea distribuisce ogni giorno attraverso le proprie reti – 1,64 miliardi di litri, pari a oltre 19 mila litri al secondo. Un flusso continuo che ogni giorno garantisce acqua di qualità a 11 milioni di cittadini, sostenendo la vita quotidiana delle città e dei territori in otto regioni italiane. Acea, primo operatore idrico in Italia e secondo in Europa, è pronta a celebrare domenica 22 marzo la Giornata mondiale dell’acqua, che quest’anno sarà in concomitanza della Acea run Rome the marathon, di cui l’azienda è title sponsor e che conta oltre 36 mila partecipanti, per sensibilizzare l’opinione pubblica e affrontare il tema dei cambiamenti climatici che sempre più hanno un forte impatto sulla crisi idrica globale.

I numeri di Acea

Con 65 mila km di rete idrica potabile e oltre 1.400 impianti di depurazione, Acea si impegna quotidianamente per garantire a tutti la disponibilità e l’accesso ad acqua pulita e impegnando 890,8 milioni di euro di investimenti. Sono 600 milioni i metri cubi di acqua potabile distribuiti ogni anno e 770 milioni i metri cubi di acqua trattati dai depuratori, grazie a oltre 1.500 controlli analitici sulla qualità. In linea con i valori della sostenibilità e del riuso, da anni Acea investe in infrastrutture idriche innovative ed efficienti, promuove l’adozione di pratiche di utilizzo responsabile dell’acqua ed è sempre vicino ai territori in cui opera per garantire la tutela e la conservazione delle risorse idriche naturali. Infatti, come si legge nel bilancio dei risultati 2025 appena approvato, ben 4,4 milioni di metri cubi di acqua è riciclata e riutilizzata registrando un aumento del 29 per cento rispetto al 2024 e coprendo il 90 per cento dei fabbisogni per usi industriali.

Acea celebra l’acqua: una maratona quotidiana tra sostenibilità e innovazione
Sede Acea (Acea).

La presenza dell’azienda all’estero

Non solo Italia. L’azienda è presente anche a livello internazionale, in particolare in America Latina – con una presenza consolidata in Peru, Honduras e Repubblica Dominicana, dove i servizi idrici integrati servono oltre 10 milioni di persone. Acea, unico operatore idrico italiano che partecipa alla cabina di regia del Piano Mattei, si è aggiudicata la gara in Congo per il progetto idrico Saep Djoué II, che punta a garantire acqua potabile a oltre un milione di cittadini a Brazzaville. L’azienda è poi impegnata in iniziative in Tunisia, Angola, Mozambico, Mauritania, Marocco e Kenya, coprendo l’intera catena del valore dell’acqua (approvvigionamento, trattamento e riuso delle acque reflue, desalinizzazione e fognature). Ha anche rafforzato il proprio ruolo internazionale partecipando per il terzo anno consecutivo al World economic forum annual meeting di Davos. Nel contesto europeo, Acea ha contribuito alla definizione della Water resilience strategy della Commissione europea e ha proposto una “regia unica” per la gestione dell’acqua.

La formazione a scuole, cittadini e dipendenti

Con oltre 226 mila ore di formazione nel 2025, Acea promuove una strategia articolata di formazione e sensibilizzazione rivolta a scuole, imprese e cittadini, con particolare attenzione ai giovani, anche attraverso iniziative con il ministero dell’Istruzione e del merito come Acea Scuola educazione idrica, rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia, e con percorsi avanzati come il master in Water management sviluppato con la 24 Ore Business School e Intesa Sanpaolo. Infine, attraverso l’Academy, Acea investe nello sviluppo delle competenze dei propri dipendenti per affrontare le sfide della transizione idrica e sostenibile.

Pulp, Benetton: «Azzeccata la scelta comunicativa della premier Meloni»

Quella della premier Giorgia Meloni di partecipare a Pulp Podcast, il format digitale condotto da Fedez e Mr. Marra, «è una scelta comunicativa coerente con i tempi». A dirlo è Alessandro Benetton, presidente di Edizione, che sui social ha commentato la partecipazione della premier al podcast, senza entrare nel merito politico dei contenuti, ma soffermandosi sul significato del mezzo utilizzato. In un reel pubblicato sul suo profilo Instagram, all’interno di una nuova rubrica, il manager osserva come il dibattito pubblico si sia concentrato sul contesto dell’intervista più che sul messaggio: «Ma davvero crediamo ancora che il mezzo cambi il messaggio? Che sedersi su un divano invece che dietro un leggio renda meno valide le parole?». Secondo l’imprenditore-innovatore, la comunicazione istituzionale sta vivendo una trasformazione profonda, legata al cambiamento delle abitudini del pubblico: «Per decenni abbiamo misurato la credibilità di un leader dal contesto in cui parlava, e nel frattempo le persone hanno smesso di guardare la televisione, hanno smesso di leggere i comunicati e hanno iniziato ad ascoltare chi sa parlare in modo diretto, senza filtri».

Da anni il manager porta avanti un dialogo diretto sui social

Alessandro Benetton è stato tra i primi in Italia ad aver avviato, già dal 2018, un dialogo diretto attraverso i social, utilizzando video e piattaforme digitali come strumento di confronto non mediato con il pubblico, contribuendo a diffondere tra i manager italiani un approccio più diretto e personale alla comunicazione. Negli anni ha costruito una presenza digitale tra le più rilevanti nel panorama imprenditoriale italiano, con oltre 111 mila follower su Instagram, circa 120 mila su LinkedIn, più di 32 mila iscritti al canale YouTube e una community in crescita anche su TikTok, numeri che lo hanno reso un punto di riferimento per molti colleghi che hanno successivamente scelto di utilizzare i new media in modo più strutturato. Proprio attraverso un video online, nel 2022, Alessandro annunciò il suo ingresso nelle attività di famiglia – dopo una lunga carriera indipendente – con la nomina a presidente di Edizione, segnando l’avvio del nuovo corso della holding dei Benetton, a conferma di un uso della comunicazione digitale non solo come strumento di visibilità, ma come leva strategica.

«La credibilità non si perde perché scegli un canale nuovo»

Nel reel pubblicato sull’argomento Meloni-Pulp, Benetton ha sottolineato come la scelta di canali non tradizionali, oggi, non indebolisca l’autorevolezza di chi parla, ma richieda maggiore trasparenza: «La credibilità non si perde perché scegli un canale nuovo, si perde quando hai qualcosa da nascondere». Il riferimento, conclude, non riguarda la politica in sé, ma un cambiamento più ampio che coinvolge istituzioni, imprese e leader. Oggi, spiega, l’impatto non dipende dal palcoscenico, ma dalla capacità di parlare alle persone nel modo più diretto e onesto possibile.

Intesa Sanpaolo, al via da Firenze Obiettivo Italia 2026

In uno scenario economico e geopolitico sempre più complesso e mutevole, ha preso il via da Firenze la terza edizione di Obiettivo Italia, il ciclo itinerante di incontri sul territorio italiano promosso dalla divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo, guidata da Mauro Micillo, che mette a confronto manager della banca, esperti, imprenditori e rappresentanti del settore pubblico per approfondire le principali sfide che attendono il sistema produttivo del Paese. Dopo l’ampio interesse suscitato nella precedente edizione, l’iniziativa torna nel 2026 con un programma rafforzato e capillare, che nel corso dell’anno toccherà otto città italiane. L’obiettivo è consolidare ulteriormente il dialogo diretto con le imprese sui temi che oggi incidono maggiormente sulle strategie aziendali, dalla volatilità degli scenari internazionali alla gestione dei rischi, fino al ruolo sempre più decisivo dell’innovazione come motore di trasformazione e crescita.

La prima tappa ha riunito 50 rappresentanti di imprese del territorio

Il calendario ha preso avvio da Firenze e proseguirà con tappe a Battaglia Terme (Padova), Lonato del Garda (Brescia), Torino, Milano, Napoli, Bologna e Roma, coinvolgendo alcune delle aree più dinamiche del tessuto economico nazionale. Gli incontri rappresentano un momento privilegiato di confronto tra imprese e specialisti della divisione IMI CIB su temi strategici come scenari macroeconomici, evoluzione geopolitica, gestione dei rischi, innovazione e trasformazione dei modelli di business. La prima tappa si è tenuta il 18 marzo riunendo circa 50 rappresentanti di importanti realtà imprenditoriali del territorio. L’incontro è stato aperto dall’intervento di Michele Sorrentino, responsabile Italian network della divisione IMI CIB, seguito da una sessione di approfondimento sugli scenari economici e geopolitici e sul loro impatto sui territori.

Cannabis e adolescenti, il nuovo studio che suggerisce un possibile ruolo causale in psicosi e disturbo bipolare

L’Istituto europeo delle dipendenze (Ieud), centro di eccellenza nel trattamento delle dipendenze patologiche, richiama l’attenzione sui risultati di uno dei più ampi studi di coorte condotti finora sul tema recentemente pubblicato su Jama Health Forum, rivista internazionale edita dall’American medical association. La ricerca, che ha seguito oltre 463 mila adolescenti tra i 13 e i 17 anni, evidenzia una forte associazione tra il consumo di cannabis in età giovanile e l’insorgenza di gravi disturbi psichiatrici, suggerendo anche un possibile ruolo causale della sostanza.

Rischio raddoppiato di sviluppare disturbi psicotici e bipolari per chi assume cannabis

Secondo lo studio, l’uso di cannabis nell’ultimo anno tra gli adolescenti è associato a un aumento del rischio di oltre due volte di sviluppare disturbi psicotici (AHR 2.19) e disturbi bipolari (AHR 2.01) entro i 26 anni. Sono stati rilevati incrementi significativi anche per quanto riguarda i disturbi depressivi e d’ansia, sebbene con una forza dell’associazione che tende a diminuire con l’avanzare dell’età. Gli esperti dell’Ieud confermano come queste evidenze scientifiche riflettano osservazioni cliniche consolidate. La cannabis gioca un ruolo critico nello “slatentizzare” nuclei psicotici silenti, ovvero nel far emergere patologie psichiatriche in soggetti vulnerabili che altrimenti avrebbero potuto non manifestarsi. Sebbene la relazione possa essere bidirezionale, in quanto alcuni giovani potrebbero usare la cannabis per automedicare sintomi psichiatrici prodromici, la sequenza temporale osservata nello studio suggerisce un ruolo causale o contributivo della sostanza, che precede la diagnosi clinica mediamente di circa due anni. «È fondamentale considerare la vulnerabilità del cervello adolescente», ha commentato il professor Emanuele Bignamini, referente scientifico dell’Istituto europeo delle dipendenze. Durante questa fase di sviluppo, il THC può interferire con il sistema endocannabinoide, alterando aree cerebrali cruciali per l’elaborazione emotiva e motivazionale.

L’impegno dell’Istituto nella prevenzione e nella cura

In un contesto di crescente normalizzazione del consumo di cannabis, l’Ieud ribadisce la necessità di interventi educativi e di prevenzione precoce. Con oltre 10 anni di esperienza, l’Istituto offre un approccio multidisciplinare che vede coinvolti psichiatri, psicoterapeuti e tecnici della riabilitazione per affrontare la complessità delle dipendenze. L’obiettivo è fornire percorsi di cura personalizzati che mettano al centro la persona e il suo contesto familiare, garantendo la massima riservatezza e l’utilizzo di strumenti innovativi come l’app Closer, per il supporto costante del paziente.

HSBC valuta il taglio di 20 mila dipendenti da sostituire con l’IA

HSBC, uno dei più grandi gruppi bancari e finanziari al mondo, sta valutando drastici tagli del personale da effettuare nei prossimi anni. I cambiamenti potrebbero interessare fino a 20 mila dipendenti, ovvero il 10 per cento della forza lavoro. Lo riporta Bloomberg, spiegando che l’amministratore delegato Georges Elhedery intende puntare sull’intelligenza artificiale per ridurre i ruoli nei settori middle e back office, che non prevedono il contatto diretto con la clientela.

Generali, The human safety net presenta la nuova collab con Marinella Senatore

Un progetto artistico che parla di inclusione e resilienza, speranze e potenziale, che nasce non come gesto individuale, ma come esperienza condivisa. Si tratta di We rise by lifting others, la nuova mostra di Marinella Senatore realizzata per la Casa di The human safety net a Venezia, in dialogo con la mostra interattiva permanente A world of potential al terzo piano delle Procuratie di piazza San Marco, hub di cultura e inclusione sociale. L’esposizione aprirà al pubblico dal 7 maggio 2026 – fino al 22 marzo 2027 – in concomitanza con la vernice della 61esima Esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia.

Un movimento attivo in 25 Paesi al fianco di quasi 100 ong

The human safety net è un movimento di persone che aiutano persone, fondato da Generali, la cui missione è liberare il potenziale di coloro che vivono in condizioni di vulnerabilità, affinché possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e comunità. È attivo al fianco di 98 ong, in 25 Paesi, attraverso due programmi – uno per famiglie vulnerabili con bambini 0-6 e uno per l’integrazione dei rifugiati attraverso il lavoro e l’imprenditorialità. Marinella Senatore è un’artista multidisciplinare la cui pratica è caratterizzata da una forte dimensione collettiva e partecipativa sia nella metodologia che nei contenuti delle sue opere. Nel suo lavoro la ricerca estetica è al servizio del potere trasformativo dell’impegno sociale.

La creazione come processo partecipativo e trasformativo

La mostra We rise by lifting others nasce da un processo partecipativo che ha coinvolto famiglie a rischio di esclusione sociale accompagnate da The human safety net e da alcune delle sue ong partner a Varsavia, Mestre e Palermo. Concepita prima di tutto come un’esperienza collettiva, l’esposizione si articola in una monumentale luminaria e in una serie di arazzi che intrecciano immagini e testi nati dall’esperienza dei laboratori con le famiglie, segnando insieme una nuova fase nella ricerca dell’artista e ampliandone il vocabolario formale nel dialogo tra luce, parola e tessile. Attraverso momenti di scrittura, racconto e movimento del corpo, Salvatore ha creato spazi di condivisione per immaginare nuove forme di relazione in piena libertà. I laboratori hanno offerto ai genitori un’esperienza profondamente trasformativa, nel segno dell’inclusione e dell’ascolto reciproco. Nel corso degli incontri, l’artista ha attivato il potenziale creativo dei partecipanti attraverso un percorso in cui l’arte diventa un dispositivo relazionale capace di attivare processi di autoconsapevolezza e far emergere risorse individuali e collettive. I laboratori hanno creato uno spazio di ascolto e di relazione in cui i genitori hanno potuto riflettere sulla propria esperienza e immaginare nuove forme di connessione con i figli. Le parole, i pensieri e le narrazioni emersi sono diventati la base creativa del progetto, dando forma ai testi e alle immagini che compongono le opere presentate in mostra.

Una mostra in dialogo con l’esposizione permanente A world of potential

Come accennato sopra, We rise by lifting others dialoga naturalmente con la mostra interattiva permanente A world of potential, curata da Orna Cohen e progettata dallo Studio Migliore+Servetto, che offre ai visitatori della Casa di The human safety net un viaggio di scoperta del proprio potenziale attraverso 16 installazioni multimediali che incarnano i valori della Fondazione e li connettono alla sua missione attraverso i racconti dei suoi protagonisti. La Casa di The human safety net è aperta tutti i giorni tranne il martedì dalle 10 alle 18 (orario invernale) e dalle 10 alle 19 (orario estivo). L’ingresso è libero.

Meta, accordo da 27 miliardi con Nebius sull’IA

Meta ha firmato un accordo da 27 miliardi di dollari con Nebius, piattaforma cloud con sede ad Amsterdam specializzata nell’addestramento e nell’esecuzione di modelli di AI avanzati. In base all’intesa, il colosso di Mark Zuckerberg investirà 12 miliardi di dollari in capacità di calcolo a partire dall’inizio del 2027 e si è impegnato ad acquistare ulteriore capacità per un valore di altri 15 miliardi di dollari (sempre distribuita su più siti) nei prossimi cinque anni. Nel complesso si tratta di uno dei più grandi contratti infrastrutturali mai sottoscritti da Meta.

Meta, accordo da 27 miliardi con Nebius sull’IA
Mark Zuckerberg (Imagoeconomica).

Meta di recente ha acquisito Manus, startup focalizzata sullo sviluppo di algoritmi di IA per l’automazione delle attività, e Moltbook, piattaforma Moltbook, una piattaforma simile a Reddit progettata per ospitare conversazioni tra agenti AI. L’accordo con Nebius rappresenta un’ulteriore accelerata sull’IA per la società di Zuckerberg, che ormai ha trasformato l’intelligenza artificiale nella sua priorità strategica, nel tentativo di ridurre il gap da rivali come OpenAI e Google. Tuttavia, secondo quanto riporta Reuters, l’azienda si starebbe preparando a quello che potrebbe essere uno dei suoi più grandi giri di licenziamenti, con un taglio del 20 per cento della forza lavoro globale: coinvolti quasi 16 mila dipendenti. A gennaio del 2025, Meta aveva licenziato circa il 5 per cento dei suoi lavoratori.

Unicredit, il 18 marzo a Frosinone il Forum sulle strategie di internazionalizzazione

Un incontro tra Unicredit e il sistema produttivo del territorio con l’obiettivo di supportare le imprese nel percorso di internazionalizzazione consapevole, aiutandole a valutare rischi e opportunità dei mercati esteri. Con quest’obiettivo avrà luogo il 18 marzo 2026 a Frosinone, nella sede di Unindustria (Via del Plebiscito 15), il Forum delle economie dedicato all’internazionalizzazione, organizzato dalla banca in collaborazione con Unindustria. L’incontro, il cui inizio dei lavori è previsto per le ore 16, verrà introdotto dagli interventi di Corrado Savoriti, presidente Unindustria Frosinone, e di Enrico Batini, responsabile Corporate business Centro Italia di Unicredit.

Il programma dell’evento

Il programma prevede successivamente una relazione di Tullia Bucco, senior economist Group investment strategy Unicredit, sul tema Scenario globale e mercati esteri: cosa sta cambiando. A seguire ci sarà una tavola rotonda sui fattori di competitività delle imprese nel percorso di internazionalizzazione alla quale interverranno Tommaso Perna, cfo Klopman International, e Francesco Marucci, cfo Ciem. Nella seconda parte del Forum sono previsti gli interventi di Danilo Di Vito, Corporate treasury sales Italy di Unicredit, e di Maria Gheorghiu, Payment solutions sales responsabile region Centro Italia di Unicredit, sul tema Strumenti di protezione dei margini: soluzioni e best practice. A seguire ci sarà uno spazio per le domande da rivolgere ai relatori e le conclusioni di Enrico Batini.

BBC, sarà Matt Brittin il nuovo direttore generale

Matt Brittin è vicino ad assumere il ruolo di direttore generale della BBC. Lo riporta il Guardian, citando fonti interne: prenderà il posto di Tim Davie, che a novembre aveva rassegnato le dimissioni (assieme alla responsabile della divisione news Deborah Turness) dopo le critiche rivolte all’emittente per un documentario su Donald Trump, nel quale il discorso tenuto dal presidente Usa il 6 gennaio 2021 era stato tagliato in modo da far sembrasse che il tycoon stesse incoraggiando l’assalto al Campidoglio.

BBC, sarà Matt Brittin il nuovo direttore generale
Matt Brittin (Ansa).

Chi è Matt Brittin

Brittin, 57 anni ed ex atleta olimpico nel canottaggio, per un decennio è stato presidente di Google per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa, prima di lasciare l’incarico all’inizio del 2025. Dopo l’addio a Google (dove era entrato nel 2007) è stato nominato nel consiglio di amministrazione di Guardian Media Group come direttore non esecutivo. Visto il suo curriculum, la nomina di Brittin rappresenta un ulteriore passo dell’influenza delle big tech nel mondo dell’informazione globale.

Intesa Sanpaolo, finanziamento al progetto solare Big Muddy negli Stati Uniti

La divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo, guidata da Mauro Micillo, ha coordinato e partecipato a un finanziamento di 183 milioni di dollari in favore di Arevon, sviluppatore e operatore energetico con sede negli Stati Uniti, per lo sviluppo di una delle iniziative più rilevanti dello Stato dell’Illinois in ambito fotovoltaico. L’operazione sosterrà la costruzione di Big Muddy, un impianto solare da 124 MWdc situato nella contea di Jackson. Una volta completato, il progetto contribuirà in modo significativo alla generazione di energia pulita nel Midwest, supportando gli obiettivi regionali di decarbonizzazione. Arevon è un operatore leader nel mercato energetico degli Stati Uniti, impegnato a fornire al Paese energia accessibile, affidabile e sicura. La società possiede e gestisce oltre 6 gigawatt di progetti solari e di storage in 18 Stati, per un valore di investimento superiore agli 11 miliardi di dollari, e attualmente sta costruendo più di 600 megawatt di nuova capacità.

IMI CIB protagonista nel project financing

Nell’ambito del finanziamento, la divisione IMI CIB ha agito in qualità di coordinating lead arranger, joint bookrunner e green loan coordinator, confermando il ruolo di Intesa Sanpaolo come partner di riferimento per operazioni di project financing, in particolare nel settore delle energie rinnovabili, dove la banca si distingue per una lunga esperienza, capacità di strutturazione e presidio dei mercati internazionali. L’iniziativa testimonia ulteriormente il ruolo di primo piano della banca nelle Americhe, un’area in cui la divisione IMI CIB continua a supportare progetti strategici e investimenti infrastrutturali ad alto impatto. Ne sono esempi le recenti operazioni a favore di Greenbacker per lo sviluppo di Cider, il più esteso parco solare dello stato di New York, e ancora il supporto per la realizzazione del progetto SunZia tra New Mexico e Arizona, la più grande infrastruttura per la produzione e il trasporto di energia pulita degli Stati Uniti d’America.

Micillo: «Contribuiamo concretamente alla transizione energetica globale»

Queste le dichiarazioni di Mauro Micillo, chief della divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo: «Il progetto Big Muddy rappresenta un importante tassello nel percorso di rafforzamento delle infrastrutture energetiche rinnovabili degli Stati Uniti, un mercato in cui siamo attivi da tempo con ruolo di primo piano. Sostenere Arevon in un’iniziativa di questa rilevanza conferma la nostra capacità di accompagnare partner di alto profilo nello sviluppo di investimenti strategici, contribuendo concretamente alla transizione energetica globale. Questo finanziamento riflette la solidità delle nostre competenze nel project financing, la qualità della nostra piattaforma internazionale e l’impegno costante nel promuovere progetti sostenibili ad alto impatto per le comunità e per l’economia».

Acea, i risultati del 2025: dividendo record e utile netto in crescita del 45 per cento

Il consiglio di amministrazione di Acea, riunitosi sotto la presidenza di Barbara Marinali, ha approvato i risultati del 2025. Numeri ai massimi storici grazie al percorso di trasformazione operativa e organizzativa intrapreso dal Gruppo, volto ad accrescere efficienza e competitività, e al consolidamento del ruolo di Acea come operatore infrastrutturale regolato. Un percorso sostenuto da una costante attenzione all’innovazione tecnologica, alle persone e dalla piena integrazione della sostenibilità nelle strategie aziendali, a supporto di una costante creazione di valore per tutti gli stakeholder. Da segnalare il dividendo proposto di 1,20 euro per azione (+26 per cento rispetto al 2024), di cui 0,95 euro a titolo di dividendo ordinario e 0,25 euro quale componente straordinaria.

Ricavi a quasi 3 miliardi, Ebitda a 1,42 miliardi

I ricavi consolidati pro-forma sono pari a 2,98 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 2,89 miliardi del 2024, guidati dalla performance dei business regolati e dal contributo della Produzione. Le attività regolate contribuiscono per l’88 per cento al totale dei ricavi e registrano nel periodo un incremento di circa il 7 per cento. L’Ebitda consolidato pro-forma raggiunge 1,42 miliardi di euro, in crescita del 6,8 per cento rispetto ai 1,33 miliardi del 2024. L’Ebit consolidato pro-forma cresce del 2,9 per cento a 593,2 milioni di euro. Tale incremento è riconducibile alla crescita dell’Ebitda, parzialmente compensata dall’aumento degli ammortamenti, delle svalutazioni e degli accantonamenti. Gli oneri finanziari netti pro-forma sono sostanzialmente stabili a 135,9 milioni di euro. Al 31 dicembre 2025, il costo globale medio del debito di Acea si attesta al 2,07 per cento rispetto al 2,16 per cento del 31 dicembre 2024.

Acea, i risultati del 2025: dividendo record e utile netto in crescita del 45 per cento
Fabrizio Palermo (Ansa).

Utile netto oltre 480 milioni, investimenti di 1,5 miliardi

L’utile netto consolidato è pari a 480,6 milioni di euro, in crescita del 44,9 per cento rispetto al 2024. Il risultato beneficia, tra le altre, dell’iscrizione della plusvalenza (111,3 milioni di euro) realizzata a seguito della cessione della rete in alta tensione a Terna. L’utile netto ricorrente aumenta di circa il 15 per cento a 376 milioni di euro, in coerenza con l’andamento operativo del periodo. Nel 2025, sono stati realizzati investimenti lordi pari a 1,53 miliardi, in crescita rispetto ai 1,44 miliardi dell’anno precedente (+6,4 per cento). Gli investimenti al netto dei contributi ammontano a circa 1,24 miliardi (1,18 miliardi nel 2024), concentrati principalmente nei business regolati che rappresentano l’89 per cento dei capex totali (94 per cento escludendo Acea Energia). L’indebitamento finanziario netto è sostanzialmente stabile, passando da 4,94 miliardi del 31 dicembre 2024 a 4,96 miliardi al 31 dicembre 2025.

L’ad Palermo: «Rafforziamo il nostro ruolo di operatore di riferimento»

Queste le dichiarazioni di Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea: «Il 2025 è stato un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali. Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell’anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti, destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale».

Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?

Non bastasse la bufera mediatica scatenata da Fabrizio Corona su Mediaset, ora ci si mette anche Mondadori ad agitare le acque in casa Fininvest e a preoccupare Marina Berlusconi, che considera la casa editrice di Segrate il suo gioiello personale (e la cui presidenza si tiene ben stretta).

Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

Le tensioni all’interno di palazzo Niemeyer

Dietro la futuristica facciata di palazzo Niemeyer, da tempo si consumerebbero scontri e tensioni. Si sussurra che l’amministratore delegato Antonio Porro sia ai ferri corti sia con Marina B, sia con Danilo Pellegrino, numero uno di Fininvest, che controlla Mondadori. Sempre le stesse voci riferiscono anche che Porro non parli da mesi con il direttore finanziario, Alessandro Franzosi, figura chiave dell’azienda. Porro era arrivato alla guida di Mondadori cinque anni fa, con un compito non facile: raccogliere la pesante eredità di Ernesto Mauri che aveva gestito la conquista della Rizzoli Libri, l’operazione più rilevante nel mondo dell’editoria italiana degli ultimi 20 anni. Nel 2021 però Mauri, fedelissimo di Marina, aveva lasciato Segrate per assumere la presidenza del Teatro Manzoni. 

Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?
Maretta in Mondadori: l’ad Porro verso l’uscita?

Sostituto di Porro cercasi…

Così sul tavolo di Marina B, impegnata a scrivere lettere a Repubblica (una mossa che ha fatto infuriare il fronte del Sì al referendum perché ritenuta suicida), ora c’è un fascicolo ingombrante: trovare un sostituto di Porro. Il nome su cui Fininvest potrebbe convergere è quello di Carmine Perna, attuale amministratore delegato di Mondadori Retail, la divisione che gestisce i negozi e i canali di vendita della casa editrice.

Generali si candida come partner di Mps al posto di Axa

Generali si potrebbe candidare come potenziale sostituto per le attività di bancassurance di Mps al posto di Axa, al termine della partnership tra Monte dei Paschi di Siena e il gruppo assicurativo francese, in scadenza nel 2027. «Sappiamo che scade questo accordo, saremmo un candidato per la sostituzione di questo risparmio e se potessimo rimpatriare questo risparmio degli italiani dalla Francia, saremmo felici di farlo», ha dichiarato l’amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet. Ha poi aggiunto: «Non è una decisione nostra, noi abbiamo la disponibilità di parlare con tutti quelli che ci possono aiutare a fare il nostro mestiere». Mps di recente ha acquistato Mediobanca, che a sua volta ha in pancia il 13 per cento di Generali.

Cos’è la bancassurance

La bancassurance (o bancassicurazione) è l’integrazione tra banche e compagnie assicurative, attraverso cui gli istituti bancari distribuiscono polizze vita, danni e previdenziali alla propria clientela. Prodotti, insomma, che coniugano caratteristiche di assicurazione e di investimento. Nato in Francia, questo modello strategico ha preso sempre più piede negli ultimi anni, grazie alla creazione di apposite joint venture tra banche e compagnie di assicurazione.

Piano Mattei, Acea vince la gara per un importante progetto idrico in Congo

Acea ha vinto la gara per il progetto Saep Djoué volto a potenziare l’infrastruttura idrica della capitale congolese Brazzaville, a fronte della crescente domanda di acqua nelle aree urbane della città. L’aggiudicazione da parte della United nations development programme (Undp) va all’associazione temporanea di imprese guidata da Acea Infrastructure.

L’iniziativa nell’ambito del programma Pista

L’iniziativa, volta a raggiungere oltre un milione di cittadini con l’acqua potabile, nasce nell’ambito del programma del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) sviluppato con l’Undp e denominato Pista (Piattaforma per gli investimenti e l’assistenza tecnica), per supportare i Paesi target di cooperazione ambientale ed energetica dell’Italia mediante assistenza ingegneristica avanzata. L’intervento si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal Piano Mattei per l’Africa. Si tratta di un importante affidamento nell’ambito di tale programma a una compagine italiana, traducendo l’indirizzo strategico del governo in un avanzamento operativo concreto. Per la realizzazione del progetto, Acea ha messo a sistema le proprie competenze tecniche, ingegneristiche ed economico-finanziarie, con particolare riferimento alla governance di progetto, alla sostenibilità e alla strategia di procurement.

L’ad Palermo: «Un risultato che consolida la nostra leadership nel settore idrico»

Queste le dichiarazioni di Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea: «L’aggiudicazione del progetto Saep Djoué a Brazzaville raggiunge un traguardo importante per la nostra azienda e sancisce l’approdo di Acea nel continente africano. Siamo orgogliosi di essere parte di questo progetto, reso possibile dalla sinergia con le istituzioni nazionali e internazionali. Una sfida e un impegno che consolidano la nostra leadership internazionale in ambito idrico e dimostrano la capacità del know-how italiano di esportare un modello industriale efficace ed efficiente all’insegna dello sviluppo sostenibile».

Poste italiane, numeri da record per l’app P

La nuova app P di Poste Italiane continua a superare record. Con 16 milioni di utenti attivi e più di 4 milioni di utenti giornalieri, è diventata ormai la prima app italiana. Un fatto sottolineato anche dall’amministratore delegato Matteo del Fante durante la presentazione dei risultati del 2025. «Con l’ultimo trimestre del 2025 abbiamo finito la migrazione di tutte le nostre app sulla nostra super app, sulla nostra app unica», ha spiegato. «La somma degli utenti delle app che avevamo prima è inferiore agli utenti che abbiamo oggi sulla nostra super app, quindi vuol dire che, nella migrazione, non solo non abbiamo perso utenti, ma ne abbiamo guadagnati. Questo ci fa molto piacere e oggi siamo di gran lunga l’app italiana di un’azienda italiana più utilizzata nel Paese, con oltre 4 milioni di utenti giornalieri. Per darvi un’idea, la seconda app di un’azienda italiana ne ha circa la metà».

L’app permette anche di ottimizzare il lavoro degli uffici postali

Un risultato che conferma la solidità del progetto che dall’anno scorso ha riunito tutta l’offerta di Poste italiane in un’unica piattaforma, dando vita a un unico punto di accesso digitale per i prodotti del Gruppo. Uno strumento che, come ha ricordato Del Fante, affianca il lavoro degli uffici postali, in linea con la strategia omnicanale di Poste. «La cosa che sta funzionando benissimo della nostra app», ha continuato Del Fante, «è che ci sta aiutando a far lavorare meglio gli uffici postali. Ci serve a prendere gli appuntamenti in ufficio, ma anche a dare delle informazioni base ai clienti che poi vengono in ufficio a chiudere il contratto. Quindi stiamo arrivando a delle percentuali di clienti che noi chiamiamo “scaldati” dall’app molto significative. Il 30/40 per cento di quello che noi chiudiamo nell’ufficio postale viene preparato dall’app, e questo vuol dire aver supportato l’ufficio postale attraverso la tecnologia». Con un voto medio di 4.7 su 5 e oltre 500 mila recensioni, l’app P è stata tra le tre applicazioni più scaricate per iPhone sull’app store nel 2025. Oggi conta 16 milioni di utenti, di cui più di 300 mila con più di 80 anni, a conferma del ruolo giocato da Poste italiane nell’innovazione del Paese e nella chiusura del divario digitale.

Bayer Italia, Arianna Gregis nuova amministratrice delegata

Arianna Gregis è la nuova amministratrice delegata di Bayer Italia e presidente del consiglio di amministrazione di Bayer Healthcare Manufacturing, cui fa capo lo stabilimento di Garbagnate Milanese. La nomina, effettiva da gennaio 2026, rafforza il percorso di rinnovamento dell’azienda e consolida la presenza di Bayer nei principali ambiti delle Life Science. Con oltre 20 anni di esperienza nel settore farmaceutico, Gregis vanta un percorso professionale di respiro internazionale, iniziato negli Stati Uniti in ambito finanziario. Fa parte del Gruppo dal 2006 e manterrà la direzione della divisione Pharmaceuticals di Bayer Italia, incarico che ricopre da gennaio 2023. «Abbiamo competenze, persone e risorse per svolgere un ruolo di primo piano nel Paese. Il mio impegno è valorizzare questo patrimonio, mettendo al centro innovazione, qualità industriale e alleanze strategiche», ha dichiarato.