Generali vende a Zurich le attività Danni in Irlanda

Generali ha raggiunto un accordo per la cessione al Gruppo Zurich Insurance del business Danni in Irlanda e Irlanda del Nord, gestito attraverso le branch irlandese e britannica di Generali Spagna con il marchio RedClick. Il valore dell’operazione è pari a 337 milioni di euro per cassa. Generali Spagna manterrà 51 milioni di euro di capitale in eccesso attualmente allocato alle relative attività Danni irlandesi.

L’operazione è in linea con l’impegno del Gruppo a focalizzarsi sui mercati assicurativi core

La cessione è coerente con l’impegno di Generali a focalizzarsi sui mercati assicurativi core, dove il Gruppo detiene già una scala significativa e una presenza di primo piano, ed è pienamente allineata al piano strategico Lifetime partner 27: driving excellence. L’operazione genererà una plusvalenza che verrà comunicata solo in fase di closing, avrà un impatto trascurabile sull’Eps normalizzato e un impatto stimato di circa +1 punto percentuale sul Solvency II Ratio del Gruppo.

8 marzo, Poste italiane pioniera dell’emancipazione femminile

Nel 2026, a 80 anni dal referendum del 1946, l’8 marzo richiama una svolta storica, vale a dire il primo voto delle donne italiane, tappa fondamentale dell’emancipazione femminile. Un cammino al quale il Paese è giunto anche grazie a un sempre maggiore ruolo delle donne nel mondo del lavoro. E, in questa storia, le Poste italiane hanno avuto un ruolo significativo.

Le prime telegrafiste nel 1863

L’esordio del lavoro femminile nelle Poste risale al 1863, quando le donne iniziarono a operare come ausiliarie telegrafiste. Già dal 1865 furono impiegate negli uffici postali come portalettere e gerenti di ricevitorie, inizialmente nei piccoli centri rurali e poi anche nelle città, dove il mestiere della portalettere divenne quasi “alla moda”. L’ingresso delle donne nelle Poste rappresentò un fatto innovativo, uno dei primi accessi strutturati delle donne al lavoro statale. Non mancavano, tuttavia, le limitazioni imposte dalla cultura dell’epoca. Tra queste l’obbligo di nubilato, perché si riteneva che il ruolo di moglie e madre fosse incompatibile con un’attività lavorativa. Anche dopo l’abolizione di questo vincolo, alla fine dell’Ottocento, il lavoro della donna sposata restava subordinato all’autorizzazione del marito (come previsto dall’istituto dell’autorizzazione maritale presente nel primo Codice civile del Regno d’Italia del 1865). Eppure, la presenza femminile continuò a crescere, soprattutto nel ruolo di telegrafista, attività ritenuta più “consona” perché svolta in ambienti separati e sotto la direzione di altre donne. Tra il 1874 e il 1877 anche la scrittrice e giornalista Matilde Serao lavorò come telegrafista alle Poste centrali di Napoli, esperienza che ispirò la novella Telegrafi dello Stato – sezione femminile.

Le guerre e la svolta

Durante la Prima guerra mondiale, le donne furono chiamate a sostituire gli uomini partiti per il fronte, assumendo anche la responsabilità di uffici postali e telegrafici di rilievo. L’efficienza dimostrata contribuì a un cambiamento normativo importante, ovvero l’abolizione dell’autorizzazione maritale (1919). Un processo che si consolidò durante la Seconda guerra mondiale, quando le donne tornarono a ricoprire ruoli chiave nelle Poste, mantenendo spesso le loro posizioni anche dopo il rientro degli uomini dal fronte. Negli Anni 50 la presenza femminile aumentò ulteriormente, accompagnando la modernizzazione del Paese. Da lì in poi iniziarono a ricoprire ruoli sempre più importanti.

La presenza femminile oggi

Oggi la forte presenza femminile è uno dei tratti identitari di Poste Italiane. Il 53 per cento degli oltre 120 mila dipendenti è donna, così come il 46 per cento dei quadri e dirigenti e il 44,5 per cento dei componenti del consiglio d’amministrazione. È donna il 60 per cento dei direttori dei quasi 13 mila uffici postali presenti in Italia, la rete capillare su cui l’azienda ha costruito nel tempo la propria storia e la propria forza. Anche tra i neoassunti la presenza femminile è significativa, tanto che il 47 per cento dei nuovi ingressi è composto da donne. Per sostenere il lavoro femminile, Poste Italiane ha introdotto diverse policy tra cui la politica di sostegno alla genitorialità attiva, che offre anche percorsi di sostegno e sviluppo per il benessere individuale e organizzativo. Nell’ambito del welfare, il Gruppo garantisce misure avanzate per la genitorialità tra cui congedi più ampi di quelli previsti dalla legge, un’indennità pari al 100 per cento dello stipendio durante maternità e paternità e programmi di coaching dedicati alle neomamme. La politica sulla genitorialità mira anche a promuovere la genitorialità condivisa, coinvolgendo i padri e potenziando i meccanismi di conciliazione famiglia-lavoro.

I riconoscimenti ottenuti

Negli ultimi anni, il Gruppo Poste Italiane ha ottenuto riconoscimenti che lo collocano ai vertici del panorama nazionale, dall’attestazione ISO 30415 sulla Diversity & inclusion all’Equal salary per l’equità retributiva fino alla UNI/PdR 125 per la parità di genere.

Unicredit rinnova l’accordo con Confcommercio per lo sviluppo delle pmi

Uncredit e Confcommercio hanno rinnovato l’intesa siglata nel 2024 con l’obiettivo di sostenere le imprese associate, affiancandole nella realizzazione dei loro investimenti e nei percorsi di crescita. In particolare, l’accordo prevede interventi volti a facilitare l’accesso al credito attraverso un’ampia gamma di strumenti di finanziamento pensati per rispondere alle esigenze operative delle aziende, tra cui prestiti a medio-lungo termine, finanziamenti per investimenti immobiliari o per l’acquisto di beni strumentali.

Soluzioni su misura per investimenti sostenibili

Per quanto riguarda la gestione dei flussi finanziari, l’accordo prevede soluzioni integrate per i pagamenti digitali e strumenti dedicati alla gestione dei flussi di cassa e delle transazioni finanziarie. Una particolare attenzione viene riservata ai temi Esg con soluzioni su misura per investimenti sostenibili per l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni di Co2, e servizi orientati a una transizione verso modelli di business più sostenibili. Unicredit, inoltre, attraverso la propria banking academy, metterà a disposizione corsi di formazione gratuiti che possono aiutare le imprese del terziario ad accrescere la cultura su tematiche bancarie e finanziarie e della sostenibilità.

Postacchini: «Così sosteniamo la competitività delle imprese»

Queste le dichiarazioni di Enrico Postacchini, componente di Giunta di Confcommercio con incarico per commercio e rigenerazione urbana: «Il rinnovo dell’accordo con Unicredit rappresenta un ulteriore passo nel percorso che portiamo avanti per affiancare le imprese associate con strumenti coerenti con l’evoluzione del mercato. L’intesa valorizza una collaborazione consolidata e amplia le opportunità a disposizione delle aziende del terziario, rafforzando il ruolo del sistema nel sostenere la competitività delle imprese e la vitalità economica delle città».

Areni: «Risposte concrete alle esigenze dei clienti»

Gli ha fatto eco Annalisa Areni, head of Client strategies di UniCredit Italia: «L’accordo con Confcommercio conferma quanto per noi sia strategico collaborare con le associazioni di categoria perché solo attraverso l’ascolto attento dei nostri clienti possiamo fornire risposte concrete alle loro esigenze. Vogliamo essere partner di fiducia per le imprese, offrendo loro un’ampia gamma di soluzioni dedicate a ogni tipo di necessità, in particolare sui sistemi di pagamento, agevolandole nella gestione quotidiana dei flussi di cassa e delle transazioni».

Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio vicino a rilevare le quote di due fratelli

Leonardo Maria Del Vecchio, intervistato dal Financial Times, ha affermato di essere vicino all’accordo per l’acquisto delle quote dei fratelli Luca e Paola nella holding di famiglia Delfin, che controlla EssilorLuxottica e ha un pacchetto di partecipazioni finanziarie in UniCredit, Generali e Mps. L’operazione metterebbe fine a una lunga disputa ereditaria, rafforzando la sua influenza nel capitalismo italiano, che è già notevole viste le numerose partecipazioni accumulate negli ultimi tre anni.

LEGGI ANCHE: Crisi The Italian Sea Group: milioni spariti, stipendi in ritardo e l’azzardo di Del Vecchio

Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio vicino a rilevare le quote di due fratelli
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).

Il capitale di Delfin è detenuto in quote uguali da otto persone

Dalla scomparsa del fondatore Leonardo Del Vecchio nel 2022, il capitale di Delfin è detenuto in quote uguali del 12,5 per cento da otto eredi: i sei figli dell’imprenditore (ai tre citati vanno aggiunti Claudio, Marisa e Clemente), la moglie Nicoletta Zampillo e il primo figlio di lei, Rocco Basilico.

LEGGI ANCHE: Del Vecchio dalla Gruber tra cringe, piani sull’editoria e quella domanda non fatta

Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio vicino a rilevare le quote di due fratelli
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).

Del Vecchio jr: «Voglio portare avanti la volontà di mio padre»

«Sono stato molto chiaro sul fatto che voglio rilevare le loro quote per diventare primo azionista di Delfin e portare avanti la volontà di mio padre. Siamo vicini a un accordo sul prezzo», ha detto Leonardo Maria Del Vecchio. Secondo il Ft, l’imprenditore sta negoziando per portare la sua quota al 37,5 per cento tramite un leveraged buyout sostenuto da un gruppo di banche. L’indebitamento verrebbe poi finanziato con i dividendi attesi dalla società: Del Vecchio jr ha indicato in oltre 7 miliardi di euro le riserve potenzialmente distribuibili, prevedendo inoltre una politica di dividendi superiore a un miliardo l’anno.

Intesa Sanpaolo, inaugurata l’Ala Formula del Collegio Einaudi a Torino grazie al sostegno della banca

È stata inaugurata la nuova Ala Formula nella sezione Valentino della Fondazione Collegio Universitario Einaudi, grazie al progetto Spazio al merito sostenuto da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Cesvi, che ha permesso di creare 12 nuovi posti letto per studentesse e studenti universitari meritevoli, dai 18 ai 25 anni, allievi degli Atenei torinesi, studenti internazionali e allievi di Scuole d’eccellenza convenzionate con il Collegio Einaudi. Il progetto, selezionato da Intesa Sanpaolo nell’ambito della divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, è stato sostenuto attraverso una raccolta fondi su For Funding, la piattaforma di crowdfunding della banca dedicata a sostenibilità ambientale, inclusione sociale e accesso al mercato del lavoro per persone in difficoltà. In quattro mesi, sono stati raccolti oltre 100 mila euro grazie alla generosità di cittadini, imprese e della banca stessa che ha partecipato attivamente contribuendo con 2 euro per molti dei prodotti acquistati dai clienti in modalità online.

Il progetto nasce per fornire una risposta alla carenza abitativa

A Torino, come in tante altre città italiane, trovare una camera a tariffe accessibili è una sfida quotidiana per migliaia di studenti universitari. Secondo uno studio di Ires Piemonte del 2021, a fronte di circa 2.200 posti letto disponibili, oltre 6 mila borsisti fuori sede ne avrebbero bisogno. Questo significa che più di 3.800 giovani che inseguono il proprio sogno universitario si trovano a fare i conti con una grave carenza abitativa. Il progetto di ampliamento della Sezione Valentino del Collegio Einaudi, nel cuore del quartiere San Salvario, nasce per fornire una risposta concreta al fabbisogno del territorio di accoglienza degli universitari, andando così a rafforzare l’impatto sociale e a investire nel futuro degli studenti che si impegnano per raggiungere grandi obiettivi.

Creati anche 40 nuovi posti di studio

Grazie al progetto di riqualificazione edilizia e di ridestinazione d’uso degli spazi, è stato possibile creare anche 40 nuovi posti di studio, contribuire allo sviluppo dell’offerta residenziale universitaria della Città di Torino a favore degli studenti meritevoli e valorizzare il patrimonio architettonico della città. Nel dettaglio, i fondi raccolti hanno permesso di sostenere i costi di realizzazione, non coperti dal finanziamento pubblico, della porzione del piano denominata Ala Formula, composta dalle camere da letto, di una sala condivisa per attività di gruppo e l’acquisto dell’arredamento.

Mfe-Mediaset diventa una media company, Berlusconi anche presidente

Mfe-MediaforEurope adotta una nuova organizzazione del top management, scelta che segna il passaggio da una holding di controllo finanziario a una media company operativa. Il cda del gruppo ha deliberato di attribuire al ceo Pier Silvio Berlusconi il ruolo di chairman e Group chief executive officer. Fedele Confalonieri, storico presidente di Mediaset prima e di Mfe dopo, rimane statutory chairperson. La nuova struttura, che prevede diverse nomine interne e la creazione di due nuove aree, nasce per «coordinare e indirizzare direttamente le proprie società in tutti i Paesi, valorizzando le migliori risorse e competenze interne al gruppo e rafforzando l’innovazione con nuovi presidi organizzativi e manageriali». Nella pratica, sotto la guida di Pier Silvio Berlusconi, la nuova struttura di vertice di Mfe prevede il passaggio da un’organizzazione verticale a una orizzontale per integrare tutte le funzioni di staff nell’ambito della holding. Nell’ambito della riorganizzazione, Marco Giordani, chief finance e international business officer, avrà la responsabilità della supervisione finanziaria e dello sviluppo internazionale del business. Simone Sole sarà nominato chief financial officer.

Exor, stretta finale con Kyriakou su Repubblica

La lunga trattativa per la cessione di Gedi (Exor) al gruppo greco della famiglia Kyriakou è alle battute finali, mancherebbero solo alcuni dettagli per finalizzare l’intesa. Lo si apprende dai protagonisti seduti al tavolo. In realtà l’esclusiva è scaduta a fine gennaio, ma fonti vicine alla trattativa spiegano come non sia stata rinnovata perché non ci sono più altri pretendenti alla porta (tra gli interessati in passato anche Leonardo Maria Del Vecchio). Le trattative proseguono ogni giorno e la finalizzazione sarebbe ormai vicina. Lo schema, al momento, prevede che Antenna rilevi l’intero perimetro di Gedi – quindi Repubblica, Stampa e le diverse radio -, per poi “girare” la testata torinese alla Sae di Alberto Leonardis, rispettando così l’impegno appena firmato tramite il preliminare.

Crédit Agricole Italia lancia il Mutuo Flexi

Crédit Agricole Italia ha annunciato il lancio di Mutuo CA Flexi, un’offerta innovativa concepita per rispondere alle esigenze in continua evoluzione dei mutuatari attraverso opzioni di flessibilità senza precedenti. Il nuovo prodotto, disponibile dal 23 febbraio, nasce per accompagnare i clienti lungo tutto il ciclo di vita del finanziamento, offrendo strumenti di autogestione semplici e immediati.

Quattro diverse soluzioni

La vera innovazione di Mutuo CA Flexi risiede nella capacità di adattarsi ai cambiamenti della vita familiare e professionale. I clienti possono scegliere tra diverse soluzioni attivabili direttamente tramite app o home banking:

  • VariaRata: consente di modificare l’importo della rata mensile, aumentandolo o diminuendolo, con una conseguente rimodulazione della durata del mutuo. L’opzione è gratuita in fase di stipula ed esercitabile dopo i primi 12 mesi.
  • SaltaRata: in alternativa a VariaRata, permette di saltare il pagamento di una rata ogni anno, posticipandola al termine del piano di rimborso per far fronte a spese impreviste.
  • IniziaConCalma: pensata per chi affronta le spese del trasloco o dell’arredamento, permette di rinviare il pagamento della prima rata fino a un massimo di 12 mesi dalla stipula.
  • CambiaTasso: offre la libertà di passare dal tasso fisso al variabile (o viceversa) fino a quattro volte nel corso del contratto, per adeguarsi alle condizioni di mercato.

Coerentemente con l’impegno del Gruppo verso la transizione energetica, Mutuo CA Flexi prevede tassi agevolati e l’azzeramento delle spese di istruttoria per l’acquisto di immobili in classe A e B. Sono inoltre previsti sconti sul tasso per chi riqualifica l’abitazione migliorandone la classe energetica di almeno due livelli. Per celebrare il lancio, Crédit Agricole Italia ha previsto una promozione con tassi fissi particolarmente vantaggiosi dedicata alle domande sottoscritte dal 23 febbraio al 15 maggio 2026, con stipule entro la fine di settembre dello stesso anno.

Ratto: «Risposta concreta alle nuove esigenze»

Queste le dichiarazioni di Vittorio Ratto, vice direttore generale di Crédit Agricole Italia: «Con il lancio di Mutuo CA Flexi, Crédit Agricole Italia conferma la propria volontà di essere partner dei progetti di vita dei propri clienti, non solo fornendo il capitale necessario all’acquisto della casa, ma offrendo una libertà di gestione finora inedita. Abbiamo studiato questo prodotto per dare una risposta concreta alle esigenze che cambiano, dalla gestione delle spese iniziali con IniziaConCalma alla possibilità di variare la rata in autonomia tramite app. La nostra priorità è offrire serenità e personalizzazione, premiando al contempo chi sceglie l’efficienza energetica, pilastro fondamentale della nostra strategia di crescita responsabile».

Ferrero cambia i vertici: Alessandro Nervegna nuovo ceo

Il gruppo Ferrero ha annunciato due cambi di leadership a partire dal 1 settembre 2026, con riporto diretto a Giovanni Ferrero, presidente di Ferrero International (holding del gruppo). In dettaglio, Alessandro Nervegna, attualmente chief Strategy & Innovation officer, assumerà il ruolo di ceo di Ferrero Core, con la responsabilità delle categorie core del gruppo, tra cui Confectionery, Biscotti e Prodotti da Forno, e il segmento Better-For-You. Lapo Civiletti, attuale ceo del gruppo, continuerà a ricoprire la carica di vicepresidente di Ferrero International, e assumerà il nuovo ruolo di presidente di Ferrero Ice Cream e Wk Kellogg.

Gedi ha venduto La Stampa a Sae

Gedi ha annunciato di aver sottoscritto con il Gruppo Sae un contratto preliminare per la cessione del quotidiano La Stampa: l’operazione, spiega una nota congiunta, «riguarda anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale dedicata alla raccolta pubblicitaria locale, oltre alle strutture di staff e ai servizi di supporto alla redazione». Il passaggio verrà formalizzato entro il primo semestre del 2026, dopo l’espletamento delle procedure sindacali e burocratiche.

Gedi ha venduto La Stampa a Sae
Protesta dei giornalisti de La Stampa contro la cessione del quotidiano (Imagoeconomica).

Previsto l’ingresso di investitori legati al Nord Ovest

Il quotidiano torinese si separa dunque dalla famiglia Agnelli e da Repubblica, che finirà nelle mani dei greci di Antenna. L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione controllato dal Gruppo Sae di Alberto Leonardis, che è già editore de Il Tirreno, La Gazzetta di Modena, La Provincia Pavese, La Nuova Ferrara, La Gazzetta di Reggio e la Nuova Sardegna. Previsto anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest: possibili gli ingressi di Fondazione Crt di Torino, Fondazione Cassa di risparmio di Biella e Fondazione Banca popolare di Novara.

Philip Morris International lancia in Italia il nuovo Bonds by Iqos

Philip Morris Italia, affiliata italiana del gruppo Philip Morris International, ha annunciato il lancio in Italia di Bonds by Iqos, un nuovo dispositivo senza combustione pensato per adulti che altrimenti fumerebbero sigarette o utilizzerebbero altri prodotti contenenti nicotina. Si tratta di un prodotto per il riscaldamento elettronico del tabacco progettato per abbattere le barriere di accesso – in termini di gusto, rituale di utilizzo e prezzo – che amplia la scelta per i fumatori adulti. Semplice da usare e senza necessità di pulizia, il nuovo Bonds garantisce un’esperienza di cinque minuti senza limite di filtri, con fino a 25 utilizzi con una sola ricarica. È in alluminio, disponibile in tre colori (Ruby Red, Ocean Blue e Cosmic Black) e ha un prezzo suggerito di 19 euro. Si usa esclusivamente con i nuovi stick a marchio Blends, disponibili in diverse varianti. La tecnologia Roundheat, con la quale è progettato, riscalda dall’esterno gli stick che contengono tabacco finemente lavorato.

Philip Morris International lancia in Italia il nuovo Bonds by Iqos
Bonds by Iqos (Pmi).

L’ad Frega: «Il nostro obiettivo? Italia senza sigarette entro il 2035»

«A livello globale stiamo lavorando per rendere le sigarette un oggetto da museo nel più breve tempo possibile. In Italia, con un quadro normativo stabile e il supporto della società, potremmo raggiungere questo obiettivo già nel 2035», ha dichiarato Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, durante l’evento di presentazione tenutosi presso la Iqos Embassy di Foro Bonaparte a Milano. «Stiamo facendo progressi significativi in questa direzione, considerando che oltre il 50 per cento dei nostri ricavi netti in Italia deriva già dai prodotti senza combustione». Sono circa 13 milioni gli adulti italiani che utilizzano prodotti a base di nicotina, e oltre 4,5 milioni di questi ha già scelto di passare ad alternative senza combustione. Ma restano ancora milioni di fumatori esclusivi di sigarette, la cui transizione verso alternative prive di combustione rappresenta la sfida più grande dell’azienda in Italia entro il 2035.

Della Monica: «Un ulteriore passo verso i fumatori più resistenti»

«Le esigenze dei nostri consumatori adulti restano la nostra stella polare, e questi numeri dimostrano chiaramente che esiste un forte interesse verso le alternative per sostituire le sigarette, ma anche che è necessario compiere un ulteriore passo per andare incontro alle preferenze dei fumatori adulti più resistenti al cambiamento», ha aggiunto Daniela Della Monica, head of Smoke-free products category di Philip Morris Italia. «Sappiamo che i fumatori adulti e gli utilizzatori di nicotina hanno preferenze diverse. Per questo abbiamo sviluppato un ampio portafoglio multicategoria di prodotti alternativi senza combustione, che presentano tecnologie, modalità d’uso e fasce di prezzo differenti. Con Bonds by Iqos aggiungiamo un tassello importante a questo mosaico, avvicinandoci ancora di più ai nostri consumatori».

Martin Brandenburger nuovo ceo di Lidl Italia

Martin Brandenburger è il nuovo ceo di Lidl Italia. L’ha annunciato la società in una nota contestualmente ad altre nomine. In dettaglio, l’attuale cpo (chief people officer) Sebastiano Sacilotto diventa coo (chief operations officer), ruolo precedentemente ricoperto da Roberto Eretta che, in un’ottica di sviluppo professionale, andrà a svolgere la stessa funzione presso Lidl Gran Bretagna. L’incarico di cpo passa dunque a Marco Monego, che ricopriva la stessa carica in Lidl Germania. Infine, Maria Lovecchio è stata nominata cmo (chief merchandising officer).

A Brandenburger il compito di imprimere una forte accelerazione allo sviluppo dell’insegna

«Assumo la guida di Lidl Italia con grande determinazione e sguardo rivolto al futuro», ha dichiarato Brandenburger. «Questa azienda ha costruito una storia straordinaria, ma il nostro obiettivo oggi è scrivere un nuovo capitolo, ancora più ambizioso. Non ci limiteremo a gestire il presente, vogliamo accelerare il nostro percorso di innovazione per definire i nuovi standard della distribuzione in Italia. La nostra sfida sarà quella di evolvere il modello di business ponendo al centro le persone, la sostenibilità e la valorizzazione del Made in Italy, che porteremo con ancora più forza sui mercati internazionali». E ancora: «Insieme a una squadra di oltre 23 mila collaboratori, siamo pronti a cogliere le nuove opportunità del mercato con coraggio e visione strategica». Nel suo nuovo ruolo, Brandenburger avrà il compito di imprimere una forte accelerazione al percorso di sviluppo dell’insegna, che ha da poco festeggiato il traguardo degli 800 punti vendita, rafforzando il posizionamento di Lidl come motore innovativo per l’economia del Paese e per l’export del Made in Italy. Il manager è in Lidl da 18 anni, ha ricoperto diverse posizioni strategiche in vari Paesi europei e per quattro anni è stato ceo di Lidl Grecia e Lidl Cipro.

Autostrade, aperto il nuovo viadotto Ribuio sulla A1

Domenica 1 marzo 2026, sulla A1 Milano-Napoli, nel tratto compreso tra Firenze Sud e Incisa, è stato aperto in anticipo rispetto al cronoprogramma il primo tratto del nuovo tracciato in direzione Firenze, dal km 311+500 al km 313+000, sul nuovo viadotto Ribuio nell’ambito del progetto di ampliamento dell’Autostrada del Sole. Le operazioni hanno visto impegnate 100 persone tra Autostrade per l’Italia, imprese ed enti di soccorso e oltre 40 mezzi tra macchine operatrici e mezzi speciali, operanti su turni h24. Al fine di minimizzare i disagi alla circolazione, durante l’intero periodo delle lavorazioni sono stati potenziati i servizi di monitoraggio del traffico e di assistenza agli utenti, con squadre di pattugliamento aggiuntive, presidi operativi h24 e mezzi di soccorso meccanico dedicati.

Domenica 8 marzo aprirà anche il traffico in direzione Roma

Durante il weekend successivo prenderà il via la seconda fase delle lavorazioni, che prevederà lo spostamento sul nuovo tracciato anche per il traffico diretto verso Roma. Nello specifico, le attività si svolgeranno dalle 20.00 di venerdì 6 marzo al primo pomeriggio di domenica 8 marzo. La chiusura totale del tratto Firenze Sud-Incisa sarà limitata alla sola notte tra sabato e domenica (22:00-6:00). Durante il giorno, invece, la circolazione sarà sempre garantita con una corsia per senso di marcia. A partire da domenica 8 marzo, il nuovo viadotto Ribuio ospiterà quindi entrambi i flussi veicolari su due corsie per senso di marcia.

Tutti i canali per seguire la situazione della viabilità

Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati tramite i collegamenti in onda su RTL102.5, RTL102.5 Traffic e su Rai Isoradio, su Canale 5 e La7, sull’app Autostrade per l’Italia, scaricabile gratuitamente dagli store Android e Apple, sul sito autostrade.it, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in area di servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center viabilità al numero 803.111 attivo 24 ore su 24.

Per Warner alla fine l’ha spuntata Paramount

Netflix ha annunciato la decisione di ritirarsi dall’acquisizione di Warner Bros. Discovery, dando di fatto via libera a Paramount Skydance che, in extremis, aveva fatto pervenire un’offerta da 111 miliardi di dollari. Ted Sarandos, ceo della piattaforma di streaming, aveva già fatto capire che la sua compagnia non avrebbe partecipato a un’asta, dopo aver siglato già a dicembre un accordo da 83 miliardi con Warner per rilevare buona parte del suo business, tra cui HBO e gli studi cinematografici. La proposta di Paramount riguarda invece l’intera società: l’operazione è destinata a creare un gruppo media capace di competere per dimensioni con The Walt Disney Company e NBCUniversal, controllata da Comcast.

Per Warner alla fine l’ha spuntata Paramount
Per Warner alla fine l’ha spuntata Paramount

La proposta di Paramount è stata sostenuta da Trump

Il cda di Warner Bros. Discovery ha comunicato di aver stabilito che l’offerta rappresenta una “superior proposal” rispetto al patto di fusione già esistente con Netflix, suggerendo ai soci di accettarla. Il pacchetto prevede una penale inversa da 7 miliardi di dollari nel caso in cui le autorità blocchino l’operazione. E il rilancio, che ha aumentato il prezzo d’acquisto a 31 dollari per azione, include peraltro anche il rimborso dei potenziali costi per annullare l’intesa raggiunta con Netflix. Che ha deciso di ritirarsi ben prima dei quattro giorni lavorativi concessi per decidere se rilanciare o uscire. La proposta di Paramount è stata sostenuta da Donald Trump: l’amministratore delegato della società, David Ellison, è figlio di quel Larry imprenditore e magnate della tecnologia, noto principalmente come cofondatore di Oracle e amico di vecchia data del presidente Usa.

Per Warner alla fine l’ha spuntata Paramount
La sede di Netflix (Ansa).

Byd lancia lo spot DM-i Super Hybrid: l’evoluzione dell’ibrido è già realtà

Byd, leader mondiale nella mobilità a nuova energia, ha presentato il nuovo spot dedicato alla tecnologia DM-i Super Hybrid. Una comunicazione diretta, distintiva e fuori dagli schemi, perfettamente in linea con il posizionamento del brand e con una visione orientata all’innovazione tecnologica. Lo spot nasce come una creatività tailor made, sviluppata in occasione della settimana di Sanremo. L’obiettivo è coinvolgere l’audience attraverso una storia che va oltre il mondo automotive, raccontando l’evoluzione della tecnologia attraverso lo sguardo di Byd.

Come la tecnologia DM-i Super Hybrid ridefinisce il concetto di ibrido plug-in

Il concept creativo è chiaro: ogni specie ha la sua evoluzione. Lo spot si apre in un museo della tecnologia, dove oggetti che hanno segnato un’epoca – dal floppy disk all’autoradio estraibile, fino alla televisione a tubo catodico – sono esposti come reperti ormai superati. Tra questi compare anche il motore plug-in tradizionale, presentato come una tecnologia destinata a lasciare il passo alla nuova era Super Hybrid Dual Mode Intelligent di Byd. Il messaggio è netto: l’innovazione non si ferma e ciò che ieri rappresentava un progresso, oggi può essere superato.

Con il DM-i, Byd dichiara l’inizio di una nuova fase per l’elettrificazione. Protagonista è la tecnologia DM-i Super Hybrid, sistema proprietario che ridefinisce il concetto di ibrido plug-in. Non un semplice ibrido alla spina, ma un’architettura avanzata capace di garantire trazione elettrica costante e un’esperienza di guida molto vicina a quella di un veicolo 100 per cento elettrico. Diversamente dagli ibridi plug-in tradizionali, con la tecnologia Super Hybrid Dual Mode Intelligent la batteria non va mai a zero anche in assenza di ricarica tramite spina. Il motore termico interviene principalmente come generatore o in caso di richiesta di potenza elevata, consentendo nella quotidianità di viaggiare prevalentemente in elettrico, senza ansia da ricarica e con un’autonomia complessiva superiore ai 1.500 km nel caso di Seal 6 DM-i.

Il new entry Atto 2 DM-i

La tecnologia DM-i rappresenta di fatto “due auto in una”, dove i vantaggi della mobilità elettrica per l’utilizzo urbano e quotidiano si uniscono alla libertà e alla flessibilità del motore termico per le lunghe percorrenze. Un posizionamento che intercetta un pubblico ampio e trasversale, offrendo una soluzione concreta a chi desidera elettrificare la propria mobilità senza compromessi. La gamma DM-i di Byd in Italia si è recentemente ampliata con l’arrivo di Atto 2 DM-i, suv compatto che ha già registrato 8 mila ordini prima del lancio ufficiale. L’offerta include poi Seal U DM-i, che ha già superato il milione di unità vendute a livello globale, e Seal 6 DM-i. Quest’ultima, secondo modello Super Hybrid lanciato da Byd in Europa, rappresenta un benchmark per efficienza e autonomia.

Poste italiane porta il co-working del progetto Polis a Sanremo

Poste italiane sbarca a Sanremo, dove martedì 24 febbraio 2026 ha avuto inizio la 76esima edizione del Festival della canzone italiana. Il Gruppo ha aperto un’area per il co-working a disposizione di privati, professionisti e imprese nell’ambito del programma Spazi per l’Italia che mira ad ampliare le opportunità di lavoro condiviso sul territorio. Entro la fine dell’anno saranno 250 i siti di co-working di Poste attivi in tutto il Paese, di cui 80 in Comuni con meno di 15 mila abitanti. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto Polis volto a promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nei piccoli centri. In Liguria, oltre ai co-working già operativi a Sanremo, Genova e La Spezia, sono previste nuove aperture a Imperia, Savona, Alassio e Santa Margherita Ligure.

Unicredit lancia la seconda edizione di Skills for Transition

Unicredit ha annunciato la seconda edizione di Skills for transition, il programma sociale che fornisce formazione strategica ai giovani – inclusi studenti e persone che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione (Neet) – che si prevede saranno impattati dagli effetti della transizione verde. Il percorso dedicato agli studenti, sviluppato in collaborazione con Polimi Graduate school of management – la business school del Politecnico di Milano – offre agli studenti selezionati l’opportunità di partecipare a due percorsi formativi, ovvero un master per neolaureati e un bootcamp di quattro mesi aperto sia a diplomati che a studenti universitari.

Il percorso raddoppia la sua copertura geografica, passando da sei a 12 Paesi

Entrambi i percorsi mirano ad accrescere conoscenze e consapevolezza sulla transizione verde e sul framework Net zero, aiutando gli studenti ad acquisire competenze utili a migliorare le loro prospettive professionali future. I partecipanti avranno inoltre l’opportunità di fare esperienze pratiche con aziende maggiormente esposte alla transizione verde e affrontare i cambiamenti specifici che stanno trasformando settori come manifattura, energia e sviluppo urbano. A seguito del successo della prima edizione, questo percorso raddoppia la sua copertura geografica, passando da sei a 12 Paesi. Ora gli studenti potranno partecipare da Italia, Germania, Austria, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Ungheria. Il programma inizierà a settembre 2026 e le candidature sono già aperte.

Attività anche per i Neet in linea con gli obiettivi Ue

La seconda edizione di Skills for Transition includerà anche un percorso dedicato a persone che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione (Neet), in collaborazione con la cooperativa sociale Glocal Factory. Il lancio è previsto in primavera e l’iniziativa contribuirà al raggiungimento dell‘obiettivo Ue di ridurre il numero di Neet al di sotto del 9 per cento entro il 2030. Il percorso sarà aperto a giovani Neet in Italia, Germania, Austria, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia e Romania. L’iniziativa si inserisce pienamente nel costante impegno di Unicredit a favore di una transizione giusta ed equa e nel supporto all’educazione – un elemento chiave per il futuro dell’Europa.

Vivendi acquisisce la maggioranza di Lucky Red

Tramite la controllata StudioCanal, il conglomerato francese Vivendi ha acquistato il 51 per cento delle quote della società di distribuzione e produzione italiana Lucky Red, fondata nel 1987 da Andrea Occhipinti e da Kermit Smith, scomparso nel 2001.

Occhipinti manterrà la posizione operativa all’interno di Lucky Red

StudioCanal, nel dettaglio, ha acquisito per 26,6 milioni di euro un 40 per cento che finora apparteneva a Occhipinti e l’11 per cento che era in mano ai due soci di minoranza Valerio Scarinci e Stefano Massenzi, i quali escono così di scena. Occhipinti, che resta col il 49 per cento delle azioni, manterrà la propria posizione operativa all’interno di Lucky Red, che nel 2025 ha raggiunto quasi 24 milioni di euro di ricavi dalla distribuzione di film, principalmente d’autore. Vivendi, che in Italia possiede già una partecipazione in Mediaset e Telecom, sottolinea che l’operazione non influirà sulle attività di Lucky Red.

Paramount ha presentato una nuova offerta per Warner Bros. Discovery

Nuovo colpo di scena nella sfida tra Netflix e Paramount Skydance per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery. Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 febbraio è scaduto il periodo di una settimana concesso da Netflix a Warner per interloquire con Paramount e ricevere un’ultima offerta dopo l’accordo vincolante da 82,7 miliardi di dollari siglato col gigante dello streaming. La nuova offerta di Paramount è infatti arrivata, esattamente allo scadere del periodo concesso e, anche se non è state rese note cifre, si tratta di una proposta superiore a quella di Netflix.

La proposta di Paramount supera quella di Netflix

WBD non ha reso noto il valore della nuova proposta, ma secondo quanto riportato da Reuters l’ultima offerta di Paramount è superiore alla precedente da 30 dollari per azione in contanti, per un totale di 108,4 miliardi di dollari incluso il debito per l’intera Warner Bros. La proposta di Netflix prevede 27,75 dollari per azione e lo scorporo delle attività via cavo prima dell’acquisizione, mentre Paramount (che aveva portato l’accordo in tribunale) punta invece a rilevare l’intero gruppo.

Il comunicato di Warner Bros. Discovery

«Aggiorneremo i nostri azionisti in seguito alla revisione del cda. L’accordo di fusione di Netflix rimane in vigore e il board continua a raccomandarsi a favore della transazione Netflix. Si consiglia agli azionisti di WBD di non intraprendere alcuna azione in questo momento rispetto all’offerta pubblica modificata di PSKY», si legge in un comunicato di Warner Bros. Discovery. Secondo la prassi di questo tipo di operazioni, Netflix avrà quattro giorni di tempo per pareggiare l’offerta rivale o rilanciare.

Sondaggi, Maim investe in Only Numbers ed Euromedia Research

Maim, società di consulenza per le relazioni istituzionali e con i media, investe nel capitale di Only Numbers, società proprietaria del brand di sondaggi, ricerche di mercato e analisti demoscopiche Euromedia Research, fondato da Alessandra Ghisleri. La nota sondaggista assumerà la carica di presidente e amministratore delegato della società, nel cui consiglio di amministrazione entreranno Fabio Perugia e Daniel Funaro di Maim. «Questa operazione ci permetterà di rafforzare la struttura aziendale e accelerare il nostro processo di innovazione, ponendo al centro l’indipendenza scientifica e la qualità delle nostre analisi. Grazie a questa partnership, Euromedia Research potrà ampliare la gamma dei servizi offerti e investire ulteriormente in metodologie avanzate, tecnologie digitali e nuovi ambiti di ricerca», ha dichiarato Ghisleri.

Perugia: «Ghisleri e la sua squadra valore aggiunto per il nostro team»

«Maim si proietta verso la nascita di un operatore integrato nei segmenti della comunicazione, relazioni istituzionali, data analysis, ricerca di mercato e sondaggi di opinione, sviluppo di prodotti e soluzioni digitali per l’analisi dei dati», ha dichiarato Fabio Perugia. «Abbiamo fortemente voluto questo investimento in una delle più importanti realtà nel mercato della ricerca e dell’analisi. Alessandra Ghisleri e il suo team di ricercatori saranno un valore aggiunto per tutto il nostro gruppo di lavoro».

Funaro: «Così rafforziamo il nostro posizionamento competitivo»

Gli ha fatto eco Daniel Funaro: «L’integrazione tra le competenze di ricerca e analisi e l’esperienza di Maim nelle media relations e nei public affairs consente di rafforzare il posizionamento competitivo della società in un mercato caratterizzato da una crescente domanda di analisi quantitative e qualitative a supporto delle decisioni strategiche di imprese e istituzioni».