Salone del Mobile 2026, Intesa Sanpaolo supporta il design e la filiera del Made in Italy

Intesa Sanpaolo, partner istituzionale del Salone del Mobile di Milano, rinnova il proprio impegno a fianco delle imprese del design e del sistema casa con un incontro in programma mercoledì 8 aprile 2026 alle ore 17.30 presso le Gallerie d’Italia. L’evento è intitolato Design e Made in Italy. Il supporto di Intesa Sanpaolo all’impresa italiana e alla visione creativa sulla scena globale e si inserisce nel percorso di supporto che la banca porta avanti da anni per il settore del design e più in generale per il Made in Italy, una filiera composta da migliaia di pmi che rappresentano un’eccellenza produttiva e creativa riconosciuta a livello internazionale.

Partnership e strumenti per la filiera

La collaborazione con il Salone del Mobile, avviata nel 2017, rappresenta uno strumento concreto a sostegno delle imprese della filiera del design e del sistema casa. Un impegno che vede Intesa Sanpaolo attiva anche attraverso il programma Sviluppo filiere, che coinvolge oggi oltre 240 filiere del Made in Italy, più di 32 mila addetti e quasi 7.700 fornitori, per un giro d’affari che supera i 32 miliardi di euro nei settori arredamento, abbigliamento, alimentare e automazione. Il programma, avviato dal Gruppo da 10 anni, è esteso a tutti i settori produttivi italiani e nel tempo ha permesso alle pmi di rafforzare l’accesso al credito e di sostenere con maggiore efficacia gli investimenti in innovazione, digitalizzazione, sostenibilità ed economia circolare, accompagnandole allo stesso tempo nei percorsi di crescita e sviluppo sui mercati internazionali. Dal 2020 Intesa Sanpaolo, attraverso l’attività della divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, ha sostenuto le pmi del Made in Italy con finanziamenti per 26 miliardi di euro destinati a internazionalizzazione, export e crescita dimensionale, confermando il proprio ruolo di partner strategico per lo sviluppo dell’industria italiana.

Focus su scenari macroeconomici e sfide del futuro

L’appuntamento alle Gallerie d’Italia è l’occasione per ripercorrere il valore economico e culturale del design italiano attraverso gli interventi dei rappresentanti della banca impegnati nella promozione culturale e nel sostegno allo sviluppo delle imprese, insieme a progettisti e testimonianze di eccellenze mondiali come Kartell. Nel corso dell’incontro sarà inoltre offerto dal Research department di Intesa Sanpaolo un aggiornamento sullo scenario macroeconomico, che si conferma incerto e complesso, anche alla luce delle recenti tensioni geopolitiche internazionali, con possibili effetti sia sul fronte internazionale sia sui consumi. In questo contesto, l’espansione sui mercati esteri rimane prioritaria per le imprese del mobile e del design Made in Italy, rendendo necessario un ulteriore rafforzamento nella diversificazione degli sbocchi commerciali. Questo percorso di crescita potrà contare sull’eccellenza qualitativa delle produzioni nazionali, radicata nelle competenze e nel know-how manifatturiero, unita alla forza del mondo del design dove l’Italia, con 6,2 miliardi di euro di fatturato, è leader a livello europeo.

Verrà anche presentato il volume Le fabbriche del design

L’incontro sarà, inoltre, l’occasione per presentare la riedizione del volume Le fabbriche del design, pubblicato dalla casa editrice Allemandi con il supporto di Intesa Sanpaolo e del Salone del Mobile. Il libro, considerato un classico dell’editoria di settore, offre una ricostruzione delle radici industriali e culturali del design italiano e contribuisce alla riflessione sul valore della visione creativa dell’impresa italiana da parte del Gruppo Intesa Sanpaolo. In chiusura, atteso il dialogo tra Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di Milano, e Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.

Niente Eni per De Gennaro: il governo proroga l’incarico in GdF per sei mesi

Per Andrea De Gennaro la giostra delle nomine finisce qui. Il comandante generale della Guardia di Finanza, dato in arrivo alla presidenza di Eni, rimarrà alla guida delle Fiamme Gialle fino al 31 dicembre 2026. Con un emendamento al decreto Sicurezza, il governo ha infatti prorogato di sei mesi il suo incarico. Una scelta dovuta, si legge nel testo, anche alle «esigenze connesse all’attuale straordinaria situazione geostrategica e di tensione internazionale». Nessuna promozione dunque né per Bruno Buratti, attuale vice di De Gennaro, né per Fabrizio Cuneo, comandante Interregionale dell’Italia Centrale della GdF, dati tra i favoriti alla successione, perché andranno entrambi in pensione prima di fine anno. Tornando alla presidenza Eni, viene smentita anche l’ipotesi, avanzata dal Foglio, del direttore dell’Aise Giovanni Caravelli.

Niente Eni per De Gennaro: il governo proroga l’incarico in GdF per sei mesi
Giovanni Caravelli (Imagoeconomica).

Pershing Square mette sul piatto 9,4 miliardi di dollari per Universal Music

Il fondo speculativo americano Pershing Square ha messo sul piatto 9,4 miliardi di dollari per acquistare Universal Music Group tramite fusione. Secondo quanto riporta Bloomberg, l’offerta del fondo di Bill Ackman prevede 30,40 euro per azione: il 78 per cento in più rispetto all’ultima chiusura (a 17,10 euro) della Borsa di Amsterdam, dove è quotato il colosso del settore discografico, che secondo la società è sottovalutato dai mercati azionari. Gli azionisti che aderiranno all’offerta 5,05 euro per azione e 0,77 azioni della nuova società per ogni azione Umg posseduta. Il successo dell’operazione dipenderà in larga misura dalla decisione di Vincent Bolloré, che controlla il 18,5 per cento di Universal Music come azionista di maggioranza. Vivendi, a sua volta controllata dalla famiglia Bolloré, detiene un ulteriore 10 per cento. Ackman, che ha progressivamente ridotto la sua quota nell’etichetta, oggi ha in mano il 4,74 per cento. L’offerta, che non è vincolante, comporterebbe il trasferimento della quotazione di Universal da Amsterdam a New York.

Pershing Square mette sul piatto 9,4 miliardi di dollari per Universal Music
Bill Ackman (Ansa).

Intesa Sanpaolo, 110 milioni a Techbau per la costruzione di un polo logistico sostenibile

Intesa Sanpaolo sostiene lo sviluppo di Techbau mettendo a disposizione 110 milioni di euro per supportare i piani di crescita dell’azienda, general contractor attivo nello sviluppo di progetti nei diversi ambiti dell’ingegneria civile e delle infrastrutture, con particolare attenzione ai più elevati standard di sostenibilità, qualità e sicurezza. Il finanziamento è stato erogato attraverso la divisione Banca dei territori guidata da Stefano Barrese, in collaborazione con la struttura Corporate finance mid cap della divisione IMI CIB, per supportare la realizzazione di un ampio polo logistico nel Comune di Alessandria.

L’attenzione ai criteri Esg e alla valorizzazione del territorio

Il progetto prevede lo sviluppo di un’area di circa 187 mila metri quadrati, con la copertura degli edifici tramite impianto fotovoltaico, e punta al conseguimento della certificazione LEED Platinum, il più alto livello riconosciuto a livello internazionale in ambito di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici. Techbau è orientata allo sviluppo di piattaforme logistiche di nuova generazione progettate secondo avanzati criteri Esg e con particolare attenzione ai territori in cui i progetti vengono realizzati. Questo approccio è alla base dell’attività di sviluppo della società ed è già stato adottato in numerosi interventi realizzati negli ultimi anni. Nel 2025 tale attenzione si è tradotta anche in iniziative di qualificazione ambientale e paesaggistica, con la realizzazione di 462.981 mq di aree verdi e oltre 86 mila nuove piantumazioni tra alberi e arbusti nei contesti urbani interessati.

L’impegno di Intesa nel sostenere investimenti orientati alla transizione sostenibile

L’operazione si inserisce quindi nel più ampio impegno di Intesa Sanpaolo nel sostenere investimenti orientati alla transizione sostenibile, accompagnando le imprese nei percorsi di efficientamento energetico, riduzione delle emissioni e sviluppo di infrastrutture innovative. Attraverso soluzioni finanziarie dedicate e servizi di consulenza specialistica, la banca supporta i clienti nella realizzazione di progetti che coniugano crescita industriale, sostenibilità ambientale e competitività di lungo periodo.

Unicredit sostiene la 38esima Louis Vuitton America’s Cup

Dopo il successo della 37esima edizione a Barcellona nel 2024, Unicredit supporterà anche la 38esima edizione della Louis Vuitton America’s Cup a Napoli in qualità di global partner e global banking partner, rafforzando il proprio impegno di lungo periodo nei confronti della competizione e verso progetti internazionali complessi e di alto profilo. La collaborazione tra Unicredit e l’America’s Cup si basa su valori condivisi, con un focus chiaro su innovazione, sostenibilità e inclusione, offrendo al contempo un contesto concreto in cui competenze finanziarie, capacità di esecuzione e coordinamento tra più stakeholder risultano centrali per il successo dell’iniziativa.

Attenzione a innovazione, sostenibilità ed energie alternative

Nelle precedenti edizioni, l’America’s Cup ha saputo coniugare eccellenza sportiva e iniziative a supporto della blue economy, dello sviluppo delle comunità locali e dell’allineamento con gli obiettivi di sostenibilità definiti da World Sailing nell’ambito dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’evento ha inoltre rappresentato un banco di prova per l’innovazione tecnologica, promuovendo l’adozione progressiva di soluzioni a basso impatto ambientale, la sperimentazione di piattaforme di navigazione a zero emissioni e l’applicazione di tecnologie avanzate. Nell’ambito dell’attuale protocollo che regola la 38esima Louis Vuitton America’s Cup, il programma prevede anche l’utilizzo sistematico di un’imbarcazione dedicata alimentata a idrogeno, sottolineando l’importanza crescente delle energie alternative e della finanza sostenibile nell’ambito di progetti ad alta intensità di capitale.

Il ruolo di Unicredit riflette la sua dimensione paneuropea

L’America’s Cup è la più antica competizione sportiva internazionale al mondo ed è tra gli eventi sportivi più seguiti a livello globale, con un’audience di centinaia di milioni di spettatori nelle edizioni più recenti. L’Europa rappresenta una presenza forte e in crescita, con un numero significativo di team anche nelle regate delle Youth e Women’s America’s Cup. In questo contesto, il ruolo di Unicredit come global partner riflette la dimensione paneuropea del Gruppo, il suo forte posizionamento in molteplici Paesi e l’ampia base di clienti a livello internazionale.

Nomine, si parte con Poste italiane: il Mef conferma i vertici

Il ministero dell’Economia e delle Finanze conferma i vertici di Poste Italiane in vista del rinnovo del mandato nell’assemblea del 27 aprile. In una nota, il Mef – titolare direttamente del 29,26 per cento e, attraverso Cdp, di un altro 35 per cento- ha comunicato di aver depositato la lista che risulta guidata dall’attuale presidente Silvia Rovere e dall’attuale amministratore delegato Matteo del Fante, candidati a essere confermati nei rispettivi ruoli. A completare la lista ci sono Wanda Ternau, Salvatore Muscarella, Francesco Scacchi e Olga Cuccurullo, candidati alla carica di consiglieri.

Nei prossimi giorni attese altre nomine

Sono 79 le società partecipate di cui si dovranno rinnovare i vertici entro maggio. Dopo il primo passo riguardante il settore dei servizi postali, l’attenzione si sposterà su Eni e Leonardo, per le quali il termine ultimo del deposito delle liste è fissato al 13 aprile. Pochi giorni dopo, il 17 aprile, scadrà il termine per Enel e Terna.

Poste Italiane, innovazione e sostenibilità con il progetto Smart building

Poste italiane si conferma un punto di riferimento nei processi di sostenibilità ambientale e di innovazione tecnologica grazie al programma strategico Smart building, avviato già da alcuni anni con l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale del patrimonio immobiliare del Gruppo, che è tra i più grandi tra le aziende del Paese con quasi 15 mila edifici tra sedi direzionali, grandi hub, centro di distribuzione e uffici postali.

Cosa prevede il progetto

Il progetto Smart building prevede l’implementazione diffusa di sensori evoluti, piattaforme di Building management system (Bms) e soluzioni di energy management integrato, in grado di raccogliere e analizzare in tempo reale i dati relativi ai consumi energetici e alle condizioni microclimatiche, sia interne sia esterne agli edifici. Tali sistemi consentono una regolazione automatica e dinamica degli impianti di illuminazione, climatizzazione invernale ed estiva e ventilazione, ottimizzandone le prestazioni in funzione dell’effettivo utilizzo degli spazi. A completamento dell’approccio tecnologico, il piano Smart building include interventi strutturali mirati, quali la sostituzione degli impianti obsoleti con soluzioni ad alta efficienza, la riqualificazione energetica degli immobili per il miglioramento delle prestazioni dell’involucro edilizio e la progressiva decarbonizzazione dei sistemi di climatizzazione. In particolare, sono previste la dismissione degli impianti alimentati a gasolio a favore del gas metano e l’adozione di pompe di calore elettriche, compatibili con l’integrazione di fonti energetiche rinnovabili. Questo insieme coordinato di interventi consente a Poste italiane di perseguire obiettivi concreti di riduzione dei consumi, delle emissioni climalteranti e dei costi operativi, in linea con le migliori pratiche europee in materia di smart infrastructure e transizione energetica.

Intesa Sanpaolo partecipa a un finanziamento per sistemi di accumulo energetico in Nevada

La divisione IMI Corporate & Investment banking di Intesa Sanpaolo, guidata da Mauro Micillo, ha partecipato, insieme a un pool di banche internazionali, a un finanziamento di circa 290 milioni di dollari a favore della realizzazione e gestione del progetto Roccasecca, un sistema di accumulo energetico a batteria da 127 MW / 506 MWh attualmente in costruzione a Boulder City, in Nevada. Secondo le previsioni, dovrebbe entrare in esercizio commerciale nel 2026 contribuendo a rafforzare l’efficienza e la flessibilità della rete elettrica nel mercato energetico del Sud-Ovest degli Stati Uniti.

Si rafforza la presenza di Intesa nel mercato energetico statunitense

Il finanziamento si inserisce nell’ambito della vendita del progetto Roccasecca da parte di Iown Energy, per conto del proprio cliente Eolus North America, a Desri, uno dei principali produttori indipendenti di energia. Nel finanziamento, la divisione IMI CIB, insieme ad altre banche internazionali, ha agito come coordinating lead arranger, confermando il ruolo di Intesa Sanpaolo come partner di riferimento in operazioni complesse di project finance, in particolare nel settore delle energie rinnovabili. L’iniziativa, inoltre, rafforza ulteriormente la presenza della banca negli Stati Uniti, un mercato strategico in cui la divisione IMI CIB continua a sostenere lo sviluppo di infrastrutture energetiche sostenibili e resilienti. Tra gli altri progetti che hanno visto Intesa a supporto di operazioni nell’ambito delle energie rinnovabili in tutto il Paese, si citano il finanziamento di Big Muddy in Illinois, uno dei più rilevanti impianti fotovoltaici del Midwest.

Una piattaforma consolidata nelle Americhe

Intesa Sanpaolo vanta una presenza consolidata negli Usa attraverso i propri uffici e filiali dedicate alle attività di corporate banking e alle operazioni cross-border. Nel corso degli anni, il Gruppo guidato dal ceo Carlo Messina ha supportato importanti clienti corporate e istituzioni finanziarie in operazioni strategiche nei settori infrastrutture, energia e industria. Attraverso operazioni come questa, Intesa continua a sostenere lo sviluppo di infrastrutture sostenibili nei principali mercati internazionali, rafforzando il proprio ruolo di partner finanziario nella transizione energetica globale.

Poste Italiane e logistica sostenibile, il modello di Viareggio

Poste italiane continua a distinguersi per il suo impegno nella logistica sostenibile, con una flotta green di circa 30 mila veicoli a basse emissioni di cui oltre 6,200 full green. In questo scenario, la città di Viareggio rappresenta un modello virtuoso. È qui che, grazie a mezzi elettrici e soluzioni innovative, il centro di recapito rappresenta un modello di area urbana completamente ecosostenibile. Un’evoluzione concreta che unisce l’efficienza del servizio di recapito con il rispetto per l’ambiente e il territorio, come spiega il portalettere Michele in un servizio del TgPoste.

Eni, tutta la flotta Itabus viaggia con il biocarburante diesel HVO di Enilive

Tutti i 100 mezzi della flotta di Itabus viaggiano con il diesel HVOlution di Enilive, un biocarburante al 100 per cento da materie prime rinnovabili (ai sensi della Direttiva europea sulle energie rinnovabili). Prodotto nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e Gela prevalentemente da scarti come gli oli esausti da cucina e grassi animali, e da residui provenienti dall’industria agrolimentare, HVOlution è un olio vegetale idrogenato che può essere utilizzato da tutte le motorizzazioni diesel validate e che è disponibile in oltre 1.550 stazioni di servizio Enilive in Italia. Contribuisce alla decarbonizzazione del settore dei trasporti, anche pesanti. La riduzione media delle emissioni di CO₂eq dell’HVO Enilive per uso trazione lungo l’intera filiera nel 2025 è stata del 79,5 per cento rispetto al mix fossile di riferimento.

L’impegno delle due realtà per una mobilità sempre più sostenibile

Prosegue così la collaborazione tra Itabus ed Enilive, iniziata nel 2021 in occasione del debutto sulle strade italiane di Itabus, e che si è sviluppata nel 2024 grazie alla sperimentazione e introduzione sui primi mezzi del diesel HVOlution. Nel 2025, i mezzi Itabus hanno percorso circa 20 milioni di chilometri utilizzando 5,7 milioni di litri di carburante Enilive, di cui 3 milioni di HVOlution. Una media di utilizzo del biocarburante diesel pari al 53 per cento, ma con un trend in crescita. Nel solo mese di dicembre dell’anno scorso, l’HVO è stato utilizzato per il 75 per cento dei rifornimenti della flotta di Itabus. Nel 2026 la media dei rifornimenti con biocarburante in purezza aumenterà ulteriormente, a conferma dell’impegno congiunto di Itabus e di Enilive per una mobilità progressivamente più sostenibile.

Giorgio Baglio direttore responsabile della nuova testata FPS News

Giorgio Baglio, finora vicedirettore di ItaliaOggi con delega alla transizione digitale, è stato nominato direttore responsabile di FPS News, nuova agenzia di stampa e piattaforma media lanciata da FutureProofSociety, società creata a novembre del 2024 da Alessandro Tommasi, uno dei fondatori di Will Media. FPS News si concentrerà principalmente su quattro temi: rivoluzione tecnologica, politiche energetiche, cambiamento demografico, nuovo ordine internazionale. Tutti i contenuti confluiranno in FPS Updates, piattaforma di policy intelligence già attiva e destinata a un pubblico di abbonati.

Giorgio Baglio direttore responsabile della nuova testata FPS News
Alessandro Tomasi (Imagoeconomica).

Tommasi nel 2022 ha venduto Will Media per più di 5 milioni di euro

Baglio, prima di approdare a ItaliaOggi, ha lavorato per diversi anni per Agi ed è anche stato già direttore e country manager di Upday, piattaforma news dell’editore tedesco Axel Springer. Tommasi, fondatore della società a cui fa capo FPS News, nel 2020 aveva creato Will Media, poi interamente rilevata a giugno del 2022 per 5,2 milioni di euro da Chora Media di Mario Calabresi, la maggiore società italiana di produzione di podcast. Nel 2024, dopo aver lanciato la «piattaforma abilitante» Nos, è stato candidato di Azione per le Europee nel collegio del Nord-ovest: non è però riuscito ad approdare a Strasburgo.

Autostrade per l’Italia tra le aziende top nella rendicontazione climatica 2025

Anche nel 2025 Autostrade per l’Italia è nella A List di Cdp, posizione che aveva raggiunto già nel 2024. Un traguardo che la pone nel top 4 per cento tra le oltre 22 mila aziende partecipanti, e che riconosce la strategia ambiziosa sviluppata da Aspi sulla mitigazione e sull’adattamento climatico. Cdp è una non profit internazionale che fornisce a imprese, autorità locali, governi e investitori un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale.

L’impegno di Aspi per la decarbonizzazione e la transizione climatica

Per il Gruppo alcune delle principali tappe di questo percorso, riconosciuto negli anni da Cp, includono la certificazione da parte dell’ente Sbti (Science based targets) degli obiettivi di decarbonizzazione volti al raggiungimento dello status Net Zero al 2050, e la pubblicazione nel 2024 del Climate transition plan, un documento strategico che delinea la strategia del Gruppo sul tema della gestione del rischio climatico, definendo strategie, obiettivi e azioni concrete per ridurre le emissioni climalteranti e adattare le infrastrutture ai fenomeni climatici estremi.

A Parigi riunite 300 realtà che si sono distinte nella trasparenza ambientale

Nell’ambito delle celebrazioni per il 25esimo anniversario dell’organizzazione, si è tenuta a Parigi la cerimonia per i Cdp Europe Awards, uno degli eventi di riferimento in Europa sulla disclosure ambientale, che ha riunito circa 300 rappresentanti di aziende, città e decisori pubblici che si sono distinti nella trasparenza ambientale e nella qualità e completezza nella rendicontazione. Duplice l’obiettivo: riconoscere le organizzazioni più avanzate nella rendicontazione ambientale, e stimolare un miglioramento degli standard di trasparenza e azione climatica tra imprese e amministrazioni pubbliche.

Botteon: «Premiata la coerenza e la determinazione del Gruppo»

«Essere presenti nella A-List di Cdp dimostra come la gestione dei rischi climatici e la rendicontazione ambientale rispondano ai più alti standard globali», ha detto Elena Botteon, head of Sustainability di Autostrade per l’Italia, intervenuta sul palco a ritirare il premio di Cdp. «È un risultato che premia la coerenza e la determinazione con cui il Gruppo Autostrade ha integrato la sostenibilità nel proprio modello di business. Partecipare a un evento di questo rilievo, confrontandoci con le più avanzate realtà europee, è per noi un’opportunità di scambio estremamente utile. Continueremo a lavorare con responsabilità e trasparenza per essere parte del cambiamento, consapevoli che la crisi climatica esige azioni immediate e misurabili».

Mundys, Alessandro Benetton nuovo presidente

Nomine in dirittura d’arrivo in Mundys. Alessandro Benetton sale al vertice e diventa presidente della società attiva nel settore delle infrastrutture autostradali e aeroportuali. Andrea Mangoni verrà invece riconfermato amministratore delegato. È quanto filtra da fonti vicine all’azienda (precedentemente Atlantia e già Autostrade) in vista dell’assemblea del 30 marzo. Il presidente uscente Giampiero Massolo “scalerà” a vicepresidente, restando dunque nel team di Mundys.

Mundys, Alessandro Benetton nuovo presidente
Andrea Mangoni (Imagoeconomica).

Finora era vicepresidente

Benetton, che nel board uscente ha ricoperto il ruolo di vicepresidente, sarà presidente di Mundys per il prossimo triennio nell’ambito di una riorganizzazione complessiva del gruppo «allo scopo di accelerarne la realizzazione dei piani di crescita e sviluppo», come riporta Ansa. Il nuovo incarico sarà affiancato a quello di numero uno di Edizione, la holding di famiglia che controlla appunto Mundys.

Mundys, Alessandro Benetton nuovo presidente
Giampiero Massolo e Alessandro Benetton (Imagoeconomica).

I nomi indicati per il nuovo cda

Sempre sulla base delle designazioni di Edizione, il cda che guiderà Mundys sarà composto da Enrico Laghi (ceo), Ermanno Boffa (membro del board), Christian Coco (chief investment officer), Stefania Dotto (investment director). Blackstone ha indicato i nomi di Peter Joseph Guarraia (senior managing director), Adam Neil Kuhnley (senior managing director) e Scott Schultz (managing director). Fondazione Crt ha indicato l’economista Carlo Cottarelli.

Perché OpenAI ha deciso di chiudere improvvisamente l’app Sora

OpenAI ha comunicato la chiusura della sua app di generazione di video per i social media Sora, che era diventata virale nel corso dell’autunno. Alla base della decisione la proliferazione di immagini non consensuali e deepfake realistici realizzati con l’intelligenza artificiale, che ha destato forte preoccupazione a Hollywood e non solo. «Stiamo dicendo addio a Sora. A tutti coloro che hanno creato con Sora, l’hanno condivisa e hanno costruito una community attorno ad essa: grazie. Ciò che avete realizzato con Sora è stato importante e sappiamo che questa notizia è deludente», si legge in un post pubblicato sul profilo X di Sora. Parlando con la BBC, la società guidata da Sam Altman ha spiegato di voler concentrare le proprie attività su altri settori, tra cui la robotica, in vista della quotazione in Borsa prevista per la fine del 2026.

Salta l’accordo miliardario con Disney

L’azienda a cui fa capo ChatGPT aveva lanciato Sora a settembre, nel tentativo di attirare gli introiti pubblicitari generati dalle piattaforme di video brevi su TikTok, YouTube o Instagram e Facebook. Pochi mesi fa era stato annunciato un accordo triennale da un miliardo di dollari – che avrebbe consentito a Sora di generare video a partire da oltre 200 personaggi del catalogo Disney, Marvel, Pixar e Star Wars. Dopo la decisione di OpenAI di chiudere Sora, l’intesa con The Walt Disney Company è di conseguenza saltata. Il colosso dell’animazione, in un comunicato, ha dichiarato di rispettare «la decisione di OpenAI di uscire dal business della generazione di video e di spostare le proprie priorità altrove». OpenAI ha precisato che le funzionalità di ChatGPT per la generazione di immagini non saranno interessate dalla chiusura di Sora.

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over

L’Opas lanciata da Poste su Tim, che sancisce la fine della madre di tutte le privatizzazioni, ha colto di sorpresa un po’ tutti. Compresa la stessa ex monopolista dei telefoni. E in particolare il suo amministratore delegato Pietro Labriola. Il manager è stato tenuto all’oscuro fino alla fine su questa operazione con cui Poste punta a comprare il 100 per cento di Tim e delistarla dalla Borsa. Ma cosa succederà ora? Tra il management dell’ex Telecom si respira una certa preoccupazione.

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Pietro Labriola (foto Imagoeconomica).

Poste vuole puntare su dirigenti graditi e funzionali

L’obiettivo di Poste è creare un ramo del Gruppo sul modello di altri già esistenti, come Poste Vita o Banco Posta. Cioè società molto operative e snelle, con staff leggeri, per creare il massimo delle sinergie. Quindi sembra chiaro che non serva avere un ceo “pesante”, come Labriola. Che a questo punto si avvia alla fine della sua esperienza in Tim, insieme alla squadra manageriale che ha governato negli ultimi anni in modo assoluto (e le ultime nomine che hanno riempito le caselle con profili che portano il timbro dell’ad sono state parecchio chiacchierate). Ora la musica cambierà: Poste vuole avere un controllo totale su tutte le funzioni aziendali, andando quindi a scegliere dirigenti graditi e ideali per le sinergie con le altre società del Gruppo.

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane (foto Imagoeconomica).

Intanto i commenti che serpeggiano sull’Opas sono unanimi: «La stagione dei cosiddetti capitani coraggiosi è finita. Ora ci sono gli statalisti coraggiosi». A proposito: nel quartier generale di Poste, all’Eur, molti vedono un futuro “telefonico” per Giuseppe Lasco: è proprio l’attuale direttore generale del gruppo guidato da Matteo Del Fante uno dei papabili candidati a prendere il posto di Labriola. Chi vivrà vedrà…

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Giuseppe Lasco, dg di Poste Italiane (foto Imagoeconomica).

Simest, Filiere d’Impatto: siglati nove accordi con imprese champions

A poco più di un anno dall’avvio, Filiere d’Impatto, il progetto promosso da Simest sulla base degli indirizzi strategici del ministero degli Esteri per sostenere la crescita e la competitività delle imprese delle filiere dei champions nazionali, chiude il suo primo bilancio. Ad oggi sono nove gli accordi firmati con primari partner industriali a capo di filiere attive nei settori manifatturiero, navalmeccanico, agrifood, costruzioni, ingegneria, energia e servizi industriali, fra cui Fincantieri, Bonifiche ferraresi, Saipem, Maire, Renco, Fibercop, Enele MscCrociere.

Tra le imprese coinvolte, oltre 150 hanno già presentato domanda di finanziamento

L’attività di divulgazione e formazione realizzata nell’ambito del progetto ha portato all’organizzazione di 14 eventi dedicati e oltre 200 incontri B2B. Complessivamente sono state intercettate oltre 2 mila imprese, tra cui più di 1.400 individuate come target. Di queste, il 70 per cento sono pmi e il 10 per cento aziende del Mezzogiorno. Tra le imprese coinvolte, oltre 150 hanno già presentato domanda di finanziamento, per un valore complessivo superiore a 100 milioni di euro. Il progetto si inserisce anche nella cornice del Piano Mattei per l’Africa, in collaborazione con la struttura di missione per l’attuazione del Piano istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri, che individua tra le priorità la promozione delle esportazioni e degli investimenti. L’obiettivo è sostenere le imprese italiane di filiera – in particolare le pmi – interessate a operare in Africa, favorendo investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e rafforzamento della solidità patrimoniale, oltre alla formazione di manodopera qualificata proveniente dal continente africano.

Il ruolo di facilitatore di Simest

Per facilitare la conoscenza e l’accesso agli strumenti di finanza pubblica, soprattutto da parte delle micro e piccole imprese, Simest ha avviato una serie di accordi con le imprese capofila delle filiere (i cosiddetti “champions”) allo scopo di creare un circolo virtuoso capace di sostenere e trainare la crescita dell’intera catena produttiva. In questo contesto, la società del Gruppo Cdp svolge un ruolo di facilitatore. Attraverso una collaborazione costante con i champions e un dialogo congiunto con le pmi, individua i fabbisogni delle imprese e promuove percorsi di investimento mirati e sostenibili. Questo approccio contribuisce a rafforzare le competenze tecniche e manageriali, favorisce nuove collaborazioni e aiuta a costruire un ecosistema più consapevole, interconnesso e competitivo, in grado di affrontare le sfide dei mercati globali. Un contributo determinante al successo della prima annualità del progetto è arrivato dagli accordi siglati con alcune delle principali realtà industriali italiane, a partire da Fincantieri, primo gruppo ad aderire al programma Filiere d’impatto, e da Enel, tra gli accordi più recenti.

La Repubblica, accordo raggiunto per la cessione di Gedi al Gruppo Antenna

Accordo raggiunto fra Exor e il Gruppo Antenna per la cessione del 100 per cento del capitale di Gedi. Lo si legge in una comunicazione interna a firma di Paolo Ceretti, presidente di Gedi, intercettata dal Sole 24 Ore. «Cari Colleghi, care Colleghe oggi è stata perfezionata la cessione del 100 per cento del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna. Il cambio di proprietà, che è già efficace, segue un processo di lunga negoziazione», si legge nella nota che precede la riunione in assemblea dei cdr del gruppo.

È morto Leonid Radvinsky, proprietario di OnlyFans

È morto a soli 43 anni a causa di un tumore Leonid Radvinsky, proprietario del sito OnlyFans, piattaforma che negli ultimi anni ha rivoluzionato il mondo dell’intrattenimento per adulti. Imprenditore ucraino-americano, nel 2018 aveva acquisito Fenix International Limited, società madre di OnlyFans (fondato nel 2016 da Tim Stokely), ricoprendo da allora il ruolo di amministratore e azionista di maggioranza. Gestiva inoltre Leo, fondo di venture capital che aveva fondato nel 2009 e concentrato principalmente su investimenti in aziende tecnologiche. A gennaio Reuters ha riportato che OnlyFans stava valutando la vendita di una quota di maggioranza alla società di investimento Architect Capital, in un’operazione che valutava l’azienda circa 5,5 miliardi di dollari, inclusi i debiti.

Acea celebra l’acqua: una maratona quotidiana tra sostenibilità e innovazione

È come riempire una piscina olimpionica ogni due minuti. È la quantità di acqua potabile che Acea distribuisce ogni giorno attraverso le proprie reti – 1,64 miliardi di litri, pari a oltre 19 mila litri al secondo. Un flusso continuo che ogni giorno garantisce acqua di qualità a 11 milioni di cittadini, sostenendo la vita quotidiana delle città e dei territori in otto regioni italiane. Acea, primo operatore idrico in Italia e secondo in Europa, è pronta a celebrare domenica 22 marzo la Giornata mondiale dell’acqua, che quest’anno sarà in concomitanza della Acea run Rome the marathon, di cui l’azienda è title sponsor e che conta oltre 36 mila partecipanti, per sensibilizzare l’opinione pubblica e affrontare il tema dei cambiamenti climatici che sempre più hanno un forte impatto sulla crisi idrica globale.

I numeri di Acea

Con 65 mila km di rete idrica potabile e oltre 1.400 impianti di depurazione, Acea si impegna quotidianamente per garantire a tutti la disponibilità e l’accesso ad acqua pulita e impegnando 890,8 milioni di euro di investimenti. Sono 600 milioni i metri cubi di acqua potabile distribuiti ogni anno e 770 milioni i metri cubi di acqua trattati dai depuratori, grazie a oltre 1.500 controlli analitici sulla qualità. In linea con i valori della sostenibilità e del riuso, da anni Acea investe in infrastrutture idriche innovative ed efficienti, promuove l’adozione di pratiche di utilizzo responsabile dell’acqua ed è sempre vicino ai territori in cui opera per garantire la tutela e la conservazione delle risorse idriche naturali. Infatti, come si legge nel bilancio dei risultati 2025 appena approvato, ben 4,4 milioni di metri cubi di acqua è riciclata e riutilizzata registrando un aumento del 29 per cento rispetto al 2024 e coprendo il 90 per cento dei fabbisogni per usi industriali.

Acea celebra l’acqua: una maratona quotidiana tra sostenibilità e innovazione
Sede Acea (Acea).

La presenza dell’azienda all’estero

Non solo Italia. L’azienda è presente anche a livello internazionale, in particolare in America Latina – con una presenza consolidata in Peru, Honduras e Repubblica Dominicana, dove i servizi idrici integrati servono oltre 10 milioni di persone. Acea, unico operatore idrico italiano che partecipa alla cabina di regia del Piano Mattei, si è aggiudicata la gara in Congo per il progetto idrico Saep Djoué II, che punta a garantire acqua potabile a oltre un milione di cittadini a Brazzaville. L’azienda è poi impegnata in iniziative in Tunisia, Angola, Mozambico, Mauritania, Marocco e Kenya, coprendo l’intera catena del valore dell’acqua (approvvigionamento, trattamento e riuso delle acque reflue, desalinizzazione e fognature). Ha anche rafforzato il proprio ruolo internazionale partecipando per il terzo anno consecutivo al World economic forum annual meeting di Davos. Nel contesto europeo, Acea ha contribuito alla definizione della Water resilience strategy della Commissione europea e ha proposto una “regia unica” per la gestione dell’acqua.

La formazione a scuole, cittadini e dipendenti

Con oltre 226 mila ore di formazione nel 2025, Acea promuove una strategia articolata di formazione e sensibilizzazione rivolta a scuole, imprese e cittadini, con particolare attenzione ai giovani, anche attraverso iniziative con il ministero dell’Istruzione e del merito come Acea Scuola educazione idrica, rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia, e con percorsi avanzati come il master in Water management sviluppato con la 24 Ore Business School e Intesa Sanpaolo. Infine, attraverso l’Academy, Acea investe nello sviluppo delle competenze dei propri dipendenti per affrontare le sfide della transizione idrica e sostenibile.

Pulp, Benetton: «Azzeccata la scelta comunicativa della premier Meloni»

Quella della premier Giorgia Meloni di partecipare a Pulp Podcast, il format digitale condotto da Fedez e Mr. Marra, «è una scelta comunicativa coerente con i tempi». A dirlo è Alessandro Benetton, presidente di Edizione, che sui social ha commentato la partecipazione della premier al podcast, senza entrare nel merito politico dei contenuti, ma soffermandosi sul significato del mezzo utilizzato. In un reel pubblicato sul suo profilo Instagram, all’interno di una nuova rubrica, il manager osserva come il dibattito pubblico si sia concentrato sul contesto dell’intervista più che sul messaggio: «Ma davvero crediamo ancora che il mezzo cambi il messaggio? Che sedersi su un divano invece che dietro un leggio renda meno valide le parole?». Secondo l’imprenditore-innovatore, la comunicazione istituzionale sta vivendo una trasformazione profonda, legata al cambiamento delle abitudini del pubblico: «Per decenni abbiamo misurato la credibilità di un leader dal contesto in cui parlava, e nel frattempo le persone hanno smesso di guardare la televisione, hanno smesso di leggere i comunicati e hanno iniziato ad ascoltare chi sa parlare in modo diretto, senza filtri».

Da anni il manager porta avanti un dialogo diretto sui social

Alessandro Benetton è stato tra i primi in Italia ad aver avviato, già dal 2018, un dialogo diretto attraverso i social, utilizzando video e piattaforme digitali come strumento di confronto non mediato con il pubblico, contribuendo a diffondere tra i manager italiani un approccio più diretto e personale alla comunicazione. Negli anni ha costruito una presenza digitale tra le più rilevanti nel panorama imprenditoriale italiano, con oltre 111 mila follower su Instagram, circa 120 mila su LinkedIn, più di 32 mila iscritti al canale YouTube e una community in crescita anche su TikTok, numeri che lo hanno reso un punto di riferimento per molti colleghi che hanno successivamente scelto di utilizzare i new media in modo più strutturato. Proprio attraverso un video online, nel 2022, Alessandro annunciò il suo ingresso nelle attività di famiglia – dopo una lunga carriera indipendente – con la nomina a presidente di Edizione, segnando l’avvio del nuovo corso della holding dei Benetton, a conferma di un uso della comunicazione digitale non solo come strumento di visibilità, ma come leva strategica.

«La credibilità non si perde perché scegli un canale nuovo»

Nel reel pubblicato sull’argomento Meloni-Pulp, Benetton ha sottolineato come la scelta di canali non tradizionali, oggi, non indebolisca l’autorevolezza di chi parla, ma richieda maggiore trasparenza: «La credibilità non si perde perché scegli un canale nuovo, si perde quando hai qualcosa da nascondere». Il riferimento, conclude, non riguarda la politica in sé, ma un cambiamento più ampio che coinvolge istituzioni, imprese e leader. Oggi, spiega, l’impatto non dipende dal palcoscenico, ma dalla capacità di parlare alle persone nel modo più diretto e onesto possibile.