Ferrovie, Angel holding di Vito Pertosa cede a Siemens attività di Mermec

L’industriale pugliese Vito Pertosa, fondatore della Angelo holding, di Monopoli, ha firmato un accordo per la cessione a Siemens di un perimetro di Mermec che comprende il business della Diagnostica & Data analytics worldwide e del Wayside signaling in Italia. Mermec è leader nel mondo nell’high tech per il settore ferroviario. La parte coinvolta nell’operazione ha registrato nel 2025 ricavi per circa 430 milioni, con 1.700 collaboratori. «L’operazione mi aiuterà a investire nelle altre società della mia holding industriale», ha detto Pertosa, «oltre che sostenere le realtà del Mezzogiorno d’Italia che hanno bisogno di svilupparsi e dar vita a nuova occupazione di qualità». Le parti hanno concordato di non divulgare i termini finanziari dell’operazione, il cui closing è previsto entro la fine del 2026.

Accordo tra Ludoil e Goi Energy, la raffineria di Priolo Gargallo torna italiana

Il gruppo Ludoil della famiglia Ammaturo ha concluso un accordo con Goi Energy per l’acquisizione della partecipazione detenuta dal ramo energetico del fondo di private equity cipriota ARGUS New Energy nel capitale di Isab, la società proprietaria della raffineria di Priolo Gargallo (Siracusa) e delle infrastrutture industriali, logistiche ed energetiche ad essa afferenti. La russa Lukoil aveva ceduto la raffineria a Goi Energy a maggio del 2023. L’operazione prevede una struttura articolata in due fasi. La prima interessa il 51 per cento delle quote e sarà subordinata all’esito positivo del procedimento di notifica dinanzi al Governo italiano ai sensi della normativa sul golden power, nonché all’ottenimento delle autorizzazioni Antitrust e regolatorie applicabili.

L’attuale organico sarà integralmente preservato

L’impianto di Priolo Gargallo costituisce il più grande complesso di raffinazione in Italia, con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni di tonnellate. Sul piano occupazionale, l’attuale organico sarà integralmente preservato.

Pasqualino Monti nuovo amministratore delegato di Terna

Partito ufficialmente il nuovo corso in Terna: il consiglio di amministrazione appena eletto ha nominato all’unanimità Pasqualino Monti amministratore delegato e direttore generale della società responsabile della trasmissione, della gestione e del dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete italiana ad alta e altissima tensione. Monti, indicato da Cassa Depositi e Prestiti, a cui fa capo il 29,85 per cento di Terna, succede a Giuseppina Di Foggia che è stata eletta alla presidenza di Eni. Il cda ha inoltre confermato Stefano Cuzzilla nel ruolo del presidente.

Pasqualino Monti nuovo amministratore delegato di Terna
Pasqualino Monti (Imagoeconomica).

Chi è Pasqualino Monti

Nato a Ischia nel 1974 e dato in quota leghista, Monti da aprile del 2023 era amministratore delegato di Enav, società quotata in Borsa e leader nella gestione del traffico aereo e delle infrastrutture aeronautiche. Dal 2017 ha inoltre guidato per circa otto anni l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale (che comprende i porti di Palermo, Termini Imerese, Porto Empedocle, Gela e Trapani): il suo mandato si è concluso a metà 2025. In precedenza, tra il 2011 e il 2016, era stato a capo dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, dapprima come presidente e poi come commissario straordinario. Dal 2013 al 2017 è stato inoltre presidente di Assoporti.

Corte Ue, Meta dovrà pagare gli editori per i contenuti online

Sì della Corte di giustizia europea all’equo compenso agli editori per l’utilizzo online dei contenuti giornalistici. La pronuncia è arrivata nella causa avviata da Meta contro l’Italia e, in particolare, i criteri delineati dall’Agcom per la corresponsione di un equo compenso per l’utilizzo digitale di contenuti editoriali. Per Meta la normativa italiana violava il quadro europeo relativo ai diritti degli editori nel mercato unico digitale. La Corte Ue era dunque stata incaricata di verificare la compatibilità della disciplina italiana con il diritto comunitario e ha espresso parere positivo. Ha infatti dichiarato che il diritto a un’equa remunerazione per gli editori è compatibile con il diritto dell’Unione, a condizione che la remunerazione costituisca il corrispettivo economico dell’autorizzazione all’utilizzo online delle loro pubblicazioni. Agli editori deve inoltre essere permesso il rifiuto dell’autorizzazione o, al contrario, la sua concessione a titolo gratuito.

eBay respinge l’offerta di acquisizione da 56 miliardi dollari di GameStop

eBay ha respinto l’offerta di acquisizione da 56 miliardi di dollari da parte di GameStop, affermando che la proposta del ceo di GameStop Ryan Cohen «non è né credibile né attraente». eBay, i cui headquarters sono a San Jose, California, ha dichiarato che il consiglio di amministrazione e i consulenti indipendenti hanno esaminato attentamente la proposta di 125 dollari per azione e hanno deciso di respingerla, citando le prospettive di crescita dell’azienda di e-commerce come entità indipendente, l’incertezza relativa alla proposta di finanziamento di GameStop e la leva finanziaria, i rischi operativi e la struttura di leadership previsti per la nuova entità combinata. Analisti e investitori nutrivano dubbi sulla possibilità che l’offerta potesse andare a buon fine.

La famiglia Agnelli crea una fondazione per restare socio di minoranza de La Stampa

La famiglia Agnelli ha creato una fondazione senza scopo di lucro per restare socio di minoranza con una quota del 20 per cento del quotidiano La Stampa, recentemente ceduto al gruppo Sae. Il nome scelto è Fondazione 9 febbraio 1867: un riferimento alla data di pubblicazione del primo numero della Gazzetta Piemontese, poi diventata La Stampa il 31 marzo 1895.

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La famiglia Agnelli crea una fondazione per restare socio di minoranza de La Stampa
La sede del gruppo Gedi a Torino (Ansa).

La quota di minoranza non implica responsabilità di gestione

La decisione, scrive l’Ansa, è emersa in occasione dell’incontro tra il nuovo editore Alberto Leonardis, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il presidente di Gedi Paolo Ceretti e le organizzazioni sindacali. La quota di minoranza non implicherà responsabilità di gestione: la famiglia Agnelli parteciperà però al nuovo progetto editoriale con due obiettivi: garantire l’identità e il posizionamento della testata e consolidare il rapporto col territorio.

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La famiglia Agnelli crea una fondazione per restare socio di minoranza de La Stampa
Alberto Leonardis (Imagoeconomica).

Eni pubblica il report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A just transition”

Eni ha pubblicato Eni for 2025 – A just transition, il report volontario di sostenibilità che illustra i risultati raggiunti nel corso dell’anno e le azioni intraprese verso una transizione energetica giusta per le persone e i territori. Giunto alla ventesima edizione, il documento è pensato per accrescere la conoscenza da parte degli stakeholder della strategia e dell’impegno di Eni, rappresentando in modo trasparente il suo approccio integrato agli obiettivi di sostenibilità.

Diminuite del 31 per cento le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream

Eni for 2025 ripercorre i principali risultati conseguiti nel corso dell’anno secondo le cinque direttrici di integrazione della sostenibilità sociale ed ambientale nel modello di business, ovvero neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle nostre persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore. Per Eni il 2025 è stato l’anno in cui la coerenza della strategia e della sua esecuzione le hanno consentito di raggiungere gli obiettivi fissati nonostante il contesto volatile e la difficoltà dello scenario internazionale. In particolare, le emissioni nette di gas a effetto serra dell’Upstream sono diminuite del 31 per cento rispetto al 2024 e del 68 per cento rispetto alla baseline 2018, in linea con l’obiettivo di azzeramento delle emissioni nette Scope 1+2 dell’Upstream entro il 2030 e di Eni entro il 2035. Un risultato conseguito anche grazie al controllo costante delle emissioni di metano e al raggiungimento del target di zero routine flaring per le attività operate.

Eni pubblica il report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A just transition”
Impianto Eni (Eni).

I risultati di Plenitude ed Enilive

Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità rinnovabile installata, in crescita del +41 per cento sull’anno precedente, proseguendo verso il target di 15 GW al 2030, oltre ad aver avviato in Texas il suo più grande impianto di stoccaggio a batterie, con una capacità di 200 MW. Enilive ha continuato a espandere la capacità di bioraffinazione realizzando tre nuove bioraffinerie e due ulteriori progetti in Italia e all’estero, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 i 5 milioni di tonnellate di capacità di lavorazione, rispetto agli attuali 1,65 milioni, per la produzione di biocarburanti Hvo (Hydrogenated vegetable oil) e Saf (Sustainable aviation fuel). Nel 2025 è stata inoltre costituita, in joint venture con il fondo di private equity Gip, la società satellite della Carbon capture & storage (Ccs) che valorizzerà i progetti di cattura e stoccaggio del portafoglio Eni. Questi risultati confermano l’efficacia del modello satellitare di Eni come fattore strategico per attrarre capitali dedicati, valorizzare i singoli business e accelerarne la crescita raggiungendo gli obiettivi prefissati di transizione.

Sicurezza, diritti umani e inclusione al centro dell’impegno dell’azienda

Al centro del modello Eni restano le persone. L’azienda opera nel rispetto dei più elevati standard etici e dei principali framework internazionali, promuovendo sicurezza, diritti umani e inclusione. L’azienda si è classificata al primo posto nel Corporate human rights benchmark e ha ottenuto la certificazione per la parità di genere UNI PdR 125:2022. Nel corso dell’anno ha investito 81 milioni di euro in progetti di sviluppo locale per l’accesso all’energia, all’acqua e ai servizi sanitari, oltre che per la diversificazione economica, la formazione e salute delle comunità, raggiungendo circa 3 milioni di persone nei Paesi in cui opera tramite iniziative realizzate in partnership con gli stakeholder – partner, istituzioni, ong organizzazioni internazionali e comunità locali – per continuare a generare valore condiviso e duraturo.

Eni pubblica il report volontario di sostenibilità “Eni for 2025 – A just transition”
Lavoratori Eni (Eni).

Taste of Roma 2026, Fagianeria presenta Ègelato

Nel corso di Taste of Roma 2026, Fagianeria ha presentato il nuovo Ègelato firmato da Cirio Agricola di Andrea Benetton, nato per valorizzare autenticità della materia prima, controllo diretto della filiera e cultura del latte. La presentazione è avvenuta durante il festival internazionale dedicato all’alta cucina, conclusosi domenica 10 maggio 2026 al Gazometro di Roma dopo cinque giorni di degustazioni, incontri e nuove tendenze gastronomiche, confermandosi uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al mondo del food contemporaneo.

Il latte rappresenta il vero asse del progetto

Presentato durante il weekend della manifestazione, Ègelato nasce dall’approccio integrato della Filiera Bianca di Cirio Agricola, modello produttivo fondato sulla continuità naturale dei processi e sulla circolarità delle risorse. Un sistema che unisce coltivazioni sostenibili, allevamento di una mandria frisona secondo elevati standard di benessere animale e tecnologie 4.0, fino alla produzione del latte, materia viva che attraversa l’intera filiera. Il latte rappresenta infatti il vero asse del progetto. Insieme alla panna costituisce circa l’80 per cento della ricetta di Ègelato e proviene direttamente dalla filiera interna, riducendo al minimo i passaggi intermedi e preservando freschezza, caratteristiche organolettiche e identità del prodotto.

Il gelato non è solo un prodotto finale ma l’espressione autentica della cultura produttiva da cui nasce

«La qualità nasce dal controllo diretto della filiera. Conoscere ogni passaggio, dall’allevamento alla trasformazione, significa offrire un prodotto autentico, riconoscibile e coerente con il nostro territorio. Ègelato è la sintesi di questo approccio. Pochi ingredienti, origine certa, identità forte», ha spiegato Andrea Benetton.

Taste of Roma 2026, Fagianeria presenta Ègelato
Andrea Benetton.

Il debutto è avvenuto attraverso il gusto più identitario del progetto, Èlatte, un fior di latte puro e riconoscibile, pensato per raccontare senza mediazioni l’origine agricola del prodotto. Una scelta che mette al centro la materia prima e risponde alla crescente domanda di trasparenza, semplicità e qualità da parte dei consumatori. Con Ègelato, Fagianeria rafforza il proprio posizionamento su qualità, filiera corta e identità agricola, portando nel mondo del gelato un approccio in cui produzione, allevamento e trasformazione diventano parte di un unico ecosistema. Un progetto che interpreta il gelato non solo come prodotto finale, ma come espressione autentica dell’origine del latte e della cultura produttiva da cui nasce.

Fastweb chiede a Iliad di ritirare la pubblicità con Megan Gale

La nuova pubblicità di Iliad con Megan Gale, che gioca apertamente sul richiamo nostalgico agli storici spot Omnitel e Vodafone andati in onda dal 1999 al 2008, è finita al centro di uno scontro con Fastweb, che ha intimato «l’immediata cessazione della diffusione della campagna su qualsiasi mezzo» (sarà trasmessa in tv dal 10 maggio ma è già visibile sui social), chiedendo una risposta entro 24 ore e riservandosi, altrimenti, di agire «nelle sedi competenti».

Lo spot Iliad con Megan Gale per le vie di Milano

Come spiega la lettera di diffida inviata da Fastweb e diffusa da Benedetto Levi, ceo di Iliad Italia, la modella e attrice australiana «mentre cammina per le vie di Milano viene riconosciuta dalla gente come protagonista di un’altra pubblicità (“Megan, cosa ci fai in questo spot?”, le chiede un passante; “Ho deciso di cambiare”, risponde lei)», poi «inaspettatamente entra in un negozio Iliad (“Megan, anche tu qui!” esclama l’addetto) e sceglie Iliad, “perché è per sempre, quindi…”», inoltre «i commenti della gente non si fermano: “Ma hai visto chi è passata?” chiede un uomo alla donna che è con lui; “Eh sì, è passata in Iliad anche lei”, risponde la donna». Megan Gale, peraltro, è vestita di rosso, «il colore che identifica Vodafone fin dal suo uso nel mercato italiano a partire dal 2003».

Fastweb:«Effetti denigratori nei confronti di Vodafone»

Secondo Fastweb, licenziataria del marchio Vodafone, la campagna di Iliad «si pone con ogni evidenza in contrasto con numerose norme del codice di autodisciplina della comunicazione commerciale e del codice civile». Lo spot, si legge nella lettera, «realizza infatti un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone, oggi Fastweb S.p.A., con effetti denigratori nei confronti del marchio Vodafone, abbandonato persino dalla sua storica testimonial, ed effettua una comparazione meramente suggestiva fra Vodafone e Iliad a tutto vantaggio di quest’ultima».

Inoltre, prosegue Fastweb, «l’uso strumentale che viene fatto dello storico testimonial Vodafone contrasta inoltre con obbligo di correttezza codificato nell’art. 1 c.a.». Questo il commento di Levi: «Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace».

Poste italiane, i risultati del primo trimestre 2026: ricavi record a 3,5 miliardi

Poste italiane ha reso noti i risultati del primo trimestre del 2026. I ricavi del Gruppo guidato dall’ad Matteo Del Fante e dal dg Giuseppe Lasco si attestano a 3,5 miliardi di euro, in crescita dell’8 per cento anno su anno, mentre il risultato operativo (ebit) adjusted ha raggiunto un livello record pari a 905 milioni di euro, in crescita del 13,6 per cento anno su anno, come conseguenza di un’attenta razionalizzazione dei costi. L’utile netto risulta pari a 617 milioni di euro, in crescita del 3,3 per cento anno su anno. Le attività finanziarie investite dei clienti hanno raggiunto 606 miliardi di euro, in crescita di 5,3 miliardi da dicembre 2025. A seguito dei numeri raggiunti, Poste Italiane è in grado di annunciare la revisione al rialzo del risultato operativo di fine anno, che sale da 3,3 a 3,4 miliardi. Il nuovo piano industriale stand alone verrà presentato il prossimo 24 luglio. «È il quarto trimestre consecutivo concluso con risultati record», ha sottolineato Del Fante.

Unicredit finanzia lo sviluppo di un immobile residenziale a Roma

Unicredit ha concesso un finanziamento ipotecario bilaterale, di 32,5 milioni di euro, a Wonder Spv, veicolo di cartolarizzazione ai sensi dell’art.7.2 L.130/99, finalizzato a supportare l’acquisto e lo sviluppo residenziale di Pacifico Living, a Roma, nel prestigioso quartiere dell’Eur. In una prima fase del progetto saranno realizzati 120 appartamenti, di cui 35 volti a promuovere l’accesso alla casa quale generatore simbolico di coesione sociale, per poi procedere alla realizzazione di ulteriori 150 unità immobiliari. Un intervento che coniuga qualità architettonica ed estetica, con un progresso tecnologico volto al risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e una capacità di ospitare il verde non semplicemente come complemento estetico ma come frammento della natura. Unicredit Re Services, la società di intermediazione immobiliare del Gruppo, sarà partner commerciale dello sviluppo immobiliare mettendo a disposizione la propria piattaforma tecnologica di consulenza e promozione e il network nazionale di consulenti immobiliari per contribuire al successo dell’iniziativa.

Plafoni: «Sosteniamo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana»

Queste le dichiarazioni di Marianna Plafoni, Regional manager Centro Italia di Unicredit: «La banca finanzia attivamente lo sviluppo immobiliare attraverso una serie di soluzioni destinate sia alle imprese del settore delle costruzioni che ai clienti privati, sostenendo la ripresa del mercato e la rigenerazione urbana. Il nostro Gruppo offre supporto finanziario, leasing immobiliare e servizi di consulenza specialistica per operazioni di sviluppo, ristrutturazione e gestione del patrimonio».

Enel lancia la ricarica elettrica Plug&Charge: basta collegare il cavo per trasferire energia

La ricarica delle auto elettriche in Italia compie un ulteriore passo verso la semplicità e la velocità grazie a Enel. Con il sistema Plug&Charge disponibile sulle stazioni Fast abilitate della rete del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo, basterà collegare il cavo alla colonnina per avviare automaticamente il rifornimento di energia, senza utilizzare app, card Rfid o procedure manuali. Una soluzione pensata per rendere l’esperienza di ricarica ancora più facile, immediata e pratica per gli e-driver.

Il sistema elimina passaggi intermedi e rende il rifornimento di energia ancora più fluido

La funzionalità Plug&Charge consente infatti di automatizzare completamente il processo di autenticazione tra veicolo e infrastruttura. Una volta inserito il connettore, auto e stazione di ricarica comunicano direttamente tra loro e autorizzano l’operazione in pochi secondi. La colonnina riconosce immediatamente il veicolo compatibile e avvia la ricarica in modo sicuro grazie alla tecnologia basata sul protocollo internazionale ISO 15118. Il principale vantaggio è proprio la rapidità. Soprattutto durante le ricariche veloci, il sistema elimina passaggi intermedi e rende il rifornimento di energia ancora più fluido. Niente apertura di app, scansione di QR Code o utilizzo di tessere fisiche. Sarà necessario semplicemente collegare il cavo e la sessione parte automaticamente.

La configurazione avviene tramite l’app Enel On Your Way

Alla base del Plug&Charge c’è un certificato digitale installato sul veicolo, una sorta di carta d’identità elettronica che contiene tutte le informazioni necessarie per associare l’auto all’account di ricarica dell’utente. Nel caso del servizio Enel, la configurazione avviene tramite l’app Enel On Your Way, dove il proprietario deve inserire il proprio Pcid, ovvero il codice identificativo univoco del veicolo elettrico. Una volta completata la procedura, bisogna abilitare sul display dell’auto o sull’app del costruttore l’identificativo Enel on Your Way, riconoscibile dal codice che inizia con “It Elx”.

Il protocollo garantisce una comunicazione crittografata e sicura tra veicolo e colonnina

La compatibilità con il Plug&Charge è in costante crescita, è già utilizzata da Ewiva (sempre Gruppo Enel) e coinvolge già numerosi modelli elettrici oggi in commercio, anche grazie agli aggiornamenti software OTA introdotti da diverse case automobilistiche. Tra i veicoli compatibili figurano modelli Audi, Bmw, Polestar e Renault di ultima generazione. Anche le infrastrutture devono essere abilitate alla tecnologia. Le colonnine compatibili possono essere individuate direttamente sempre sull’app Enel On Your Way filtrando le stazioni che supportano il Plug&Charge, in particolare quelle fast e ultrafast. Dal punto di vista tecnico, il protocollo garantisce una comunicazione crittografata e sicura tra veicolo e colonnina, gestendo automaticamente autenticazione, avvio della sessione e pagamento. Il costo della ricarica viene infatti addebitato direttamente sul metodo di pagamento associato all’account dell’utente, senza ulteriori conferme.

Angelini Pharma acquista l’americana Catalyst per 4,1 miliardi

Angelini Pharma ha siglato un accordo per l’acquisto dell’americana Catalyst per 4,1 miliardi di dollari. L’azienda è focalizzata sull’in-licensing, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare e difficili da trattare. Il closing è previsto nel terzo trimestre dell’anno. L’operazione segna l’ingresso di Angelini nel mercato americano, rafforzando il suo impegno di lungo periodo nel brain health e confermando la vicinanza alle persone che convivono con malattie rare. In dettaglio, il Gruppo si è impegnato ad acquistare tutte le azioni di Catalyst per 31,50 dollari per azione, con un premio del 28 per cento rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi 30 giorni dell’azienda al 22 aprile 2026.

Angelini intende sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle malattie rare

L’operazione viene realizzata con la partecipazione di fondi gestiti da Blackstone e di selezionati partner internazionali, e sarà finanziata con il supporto di Bnp Paribas, che agisce in qualità di unico coordinatore globale e sottoscrittore del pacchetto di finanziamento. «La cura dei pazienti resta sempre al centro della nostra visione, e continuiamo a guardare avanti con determinazione forti di una strategia chiara e della volontà di continuare a crescere su scala globale. Siamo orgogliosi di una operazione che dimostra, ancora una volta, il dinamismo dell’industria farmaceutica italiana», si legge in una nota di Angelini. Fondata nel 2002 e quotata al Nasdaq dal 2006, Catalyst ha costruito un portafoglio di prodotti incentrati sul trattamento di malattie neuromuscolari e neurologiche rare. A seguito del completamento dell’acquisizione, Angelini ne intende integrare il portafoglio e l’infrastruttura commerciale con le proprie competenze e i propri prodotti in brain health per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle malattie rare.

Unicredit, accordo non vincolante per la cessione di parte delle proprie attività in Russia

Unicredit ha sottoscritto un accordo non vincolante per la cessione di una parte delle attività della propria controllata russa Ao Bank. L’acquirente è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti, con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e l’imprenditoriale locale, in relazione al quale Unicredit ha effettuato le previste verifiche di conformità. Le parti collaboreranno per finalizzare la struttura dell’operazione, gli accordi correlati e la comunicazione al mercato nei tempi opportuni.

Verranno create due banche distinte, una detenuta da Unicredit e una dall’acquirente

L’accordo accelera il processo di rifocalizzazione delle attività di Unicredit in Russia principalmente sui pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari Usa, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni. L’operazione è stata strutturata e sarà eseguita in modo da garantire continuità e stabilità per clienti e dipendenti. I clienti che utilizzano le soluzioni di pagamento di Unicredit da e verso la Russia manterranno l’accesso all’attuale gamma di operazioni durante tutto il processo. I dipendenti di Ao Bank beneficeranno di una transizione accelerata che porterà alla creazione di due banche distinte con strategie e obiettivi chiaramente definiti. L’operazione prevede infatti lo spin-off di una parte delle attività di Ao Bank in una nuova entità separata (New Bank), seguito dalla cessione di Ao Bank con le restanti attività (Remaining Bank) all’acquirente. Al completamento dell’operazione, Unicredit deterrà il 100 per cento della New Bank, mentre l’acquirente deterrà il 100 per cento della Remaining Bank.

Previsto un beneficio sul capitale di 35 punti base

Si prevede che l’operazione generi un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 punti base. Un impatto negativo al closing di circa 20-25 punti base sarà più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo a circa 30-40 punti base rispetto ai circa 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026 ed escludendo le soglie regolamentari. Si prevede inoltre che l’operazione comporti un impatto negativo cumulato a conto economico di circa 3,0-3,3 miliardi di euro, inclusi circa 1,6-1,8 miliardi di euro derivanti dall’effetto della riserva cambi (voce non monetaria senza impatto sul capitale) sul conto economico. Il perfezionamento dell’operazione è atteso nel primo semestre del 2027 ed è subordinato alla sottoscrizione degli accordi vincolanti, all’attuazione dello spin-off e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità regolamentari competenti. L’operazione non avrà impatti sulla distribuzione agli azionisti, in quanto i relativi effetti saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi.

SpaceX, Musk si prende poteri illimitati prima della quotazione in Borsa

SpaceX ha adottato politiche di governance aziendale che eroderanno in maniera sostanziale le tipiche tutele degli azionisti, conferendo al fondatore Elon Musk un’autorità esecutiva praticamente illimitata quando – entro la fine dell’anno – l’azienda produttrice di razzi verrà quotata in Borsa.

Le “precauzioni” adottate da Musk con SpaceX

Alcuni estratti del prospetto informativo per l’offerta pubblica iniziale di SpaceX, forniti alla Securities and Exchange Commission e esaminati da Reuters, mostrano che la società sta combinando azioni con diritto di voto plurimo, arbitrato obbligatorio, norme più severe sulle proposte degli azionisti e la legge societaria del Texas per conferire a Musk e altri dirigenti un ampio controllo. Allo stesso tempo, è prevista una drastica limitazione della facoltà degli investitori di contestare il management, intentare cause legali e imporre votazioni su questioni di governance. Insomma, l’unica persona che potrà licenziare Musk sarà Musk stesso, visto che manterrà il controllo della maggioranza.

SpaceX, Musk si prende poteri illimitati prima della quotazione in Borsa
Componenti di un razzo realizzato da SpaceX (Imagoeconomica).

Le limitazioni non scoraggeranno gli investimenti

Secondo gli esperti di corporate governance, Musk sta strutturando SpaceX in modo da proteggere l’azienda dalle critiche degli azionisti, come successo con Tesla. Gli investitori del marchio di veicoli elettrici hanno contestato Musk su diverse questioni, ad esempio per il suo pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari all’acquisizione della sua azienda di energia solare SolarCity. Per gli analisti, queste limitazioni non dovrebbero scoraggiare i potenziali investitori, disposti ad accettare di rinunciare ad alcuni dei loro diritti come il prezzo da pagare per partecipare a quella che si preannuncia come la più grande offerta pubblica iniziale della storia. SpaceX punta a incassare fino a 75 miliardi di dollari e raggiungere una capitalizzazione di 1.750 miliardi di dollari.

Esselunga, Claude Sarrailh nuovo ceo e dg

A partire dai primi di novembre Claude Sarrailh, attualmente ceo di Ahold Delhaize per Europa e Indonesia, assumerà il ruolo di amministratore delegato e direttore generale di Esselunga. Lo ha reso noto l’azienda in una nota. Nel primo incarico Sarrailh sostituirà Marina Caprotti, la più giovane delle figlie del fondatore Bernardo, mentre nel secondo prenderà il posto di Gabriele Villa, che lascerà in vista del pensionamento.

Esselunga, Claude Sarrailh nuovo ceo e dg
Un superstore Esselunga (Imagoeconomica).

Sarrailh dal 2014 al 2018 ha guidato Metro Italy

Sarrailh vanta oltre 30 anni di esperienza nel retail business, maturata in gruppi globali come Carrefour, Metro e, appunto, Ahold Delhaize. «Dopo quasi 10 anni dalla scomparsa di mio padre, si apre per Esselunga una nuova fase di evoluzione e rafforzamento della governance», ha dichiarato Caprotti (che resterà presidente esecutivo): «Siamo convinti che il contributo di Sarrailh porterà nuovo slancio allo sviluppo dell’azienda e al rafforzamento del nostro brand, in continuità con il nostro piano strategico e con i valori che da sempre ci contraddistinguono». Sarrailh conosce direttamente anche il mercato italiano: dal 2014 al 2018 ha infatti guidato Metro Italy, prima di assumere la responsabilità di Metro China fino al 2021.

Acea, Oddo Bhf assegna Outperform e target price di 27 euro per azione

Oddo Bhf, gruppo finanziario franco-tedesco con una forte presenza a livello europeo, ha pubblicato uno studio su Acea avviando la copertura sul titolo con la raccomandazione Outperform e il target price di 27 euro per azione (potenziale upside +21 per cento rispetto al prezzo del 30 aprile 2026). L’analista ritiene che Acea abbia completato con successo la trasformazione in operatore infrastrutturale quasi completamente regolato, con elevata visibilità sui flussi di cassa e un profilo di crescita in linea – se non superiore – a quello dei principali player regolati europei, a fronte di multipli ancora a sconto. Il broker evidenzia, in particolare, che con la cessione di Acea Energia, perfezionata ad aprile 2026, l’esposizione alle attività regolate è diventata quasi totale. Il 96 per cento dell’Ebitda deriva da attività regolate, disciplinate dai frameworks tariffari di Arera con un’elevata visibilità fino al 2029. L’elevato fabbisogno di investimenti – legato all’obsolescenza delle reti idriche e all’obiettivo di una maggiore elettrificazione – rappresenta un importante driver strutturale di crescita degli investimenti che sono riconosciuti in tariffa e sostengono l’aumento della Rab.

Economia circolare, Intesa Sanpaolo rinnova la partnership con Fondazione Ellen MacArthur

La partnership strategica tra Intesa Sanpaolo ed Ellen MacArthur Foundation, principale promotore a livello internazionale della transizione verso l’economia circolare, compie 10 anni e si rinnova con la firma di un nuovo contratto di collaborazione quadriennale. Intesa Sanpaolo Innovation center continuerà a coordinare la collaborazione in qualità di centro di competenza del Gruppo Intesa Sanpaolo sulla circular economy, leva strategica per orientare innovazione, investimenti e creazione di valore.

I modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese

Il modello economico-produttivo circolare slega lo sviluppo economico e sociale dallo sfruttamento delle risorse naturali esauribili ed è universalmente riconosciuto come fattore strategico di competitività industriale, sicurezza delle risorse e resilienza economica. La circular economy riduce la dipendenza da materie prime vergini e attenua l’esposizione agli shock dei prezzi delle commodity, un fattore che assume una rilevanza strategica in un contesto segnato da volatilità energetica e tensioni geopolitiche. Ricerche internazionali, tra cui quelle promosse da Intesa Sanpaolo Innovation center e dall’Università Bocconi, evidenziano come i modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese e al miglioramento del profilo rischio-rendimento degli investimenti. L’Unione europea ha riconosciuto l’economia circolare tra gli elementi chiave nelle politiche industriali e di sostenibilità e punta a diventare circular global leader entro il 2030.

Dal 2022 al 2025 Intesa ha erogato finanziamenti per 15,9 miliardi di euro a sostegno della circular economy

Intesa Sanpaolo è la prima banca al mondo a tradurre l’economia circolare in strumenti finanziari concreti. La collaborazione con Ellen MacArthur Foundation, di cui è il primo network financial services strategic partner dal 2016, ha contribuito alla definizione dei criteri di validazione nell’ambito delle linee di credito dedicate alla circular economy. Grazie a questi strumenti, nell’arco del Piano d’impresa 2022–2025, il Gruppo Intesa ha sostenuto la trasformazione dei modelli produttivi da lineari – basati sull’approccio take-make-waste (prendi-produci-spreca) – a circolari e quindi rigenerabili e rigenerativi del capitale naturale per definizione, erogando finanziamenti per 15,9 miliardi di euro, che si vanno ad aggiungere ai 7,7 miliardi di euro erogati nel Piano 2018-2021. Il nuovo Piano 2026-2029 conferma l’impegno sulla circular economy nel più ampio ambito del credito sostenibile, che sarà pari al 30 per cento delle nuove erogazioni a medio-lungo termine.

Il rinnovo dell’accordo rafforzerà il dialogo con regolatori e policy maker

La partnership con Ellen MacArthur Foundation ha consentito al Gruppo Intesa Sanpaolo di rafforzare relazioni strategiche con istituzioni europee e organizzazioni internazionali, contribuire al dibattito sulle politiche industriali e finanziarie nazionali ed europee e promuovere ecosistemi di innovazione e collaborazione tra imprese, startup, università e centri di ricerca per accelerare la transizione circolare. In 10 anni la collaborazione ha contribuito a integrare i principi della circular economy nel settore finanziario italiano ed internazionale. Il rinnovo dell’accordo coinvolgerà la banca in nuove iniziative a livello internazionale, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo con regolatori e policy maker italiani ed europei e contribuire al dibattito sull’attuazione del Circular economy act della Commissione europea e su altre iniziative normative. Intesa continuerà inoltre a promuovere attività di formazione e divulgazione sull’economia circolare a livello nazionale e internazionale, favorendo il dialogo e attivando iniziative concrete.

Telepass supera i 10 milioni di dispositivi

Telepass chiude il 2025 con risultati solidi e prospettive di ulteriore espansione, confermando la traiettoria di crescita delineata dal piano industriale. Il dato simbolo è il superamento dei 10 milioni di dispositivi di telepedaggio attivi (Obu, On board unit), per una rete complessiva servita di oltre 200 mila km in 19 Paesi, compresa la recente aggiunta dell’Olanda. Introdotti in Italia negli Anni 90, i dispositivi elettronici installati a bordo dei veicoli, che consentono il pagamento automatico del pedaggio senza fermarsi al casello, hanno progressivamente trasformato l’esperienza di viaggio, diventando uno standard di riferimento per milioni di automobilisti e operatori. Il traguardo dei 10 milioni di apparati attivi rafforza la leadership dell’azienda in un mercato dove la digitalizzazione è comunque ancora una sfida aperta. In Italia, infatti, circa il 70 per cento delle transazioni autostradali avviene tramite sistemi di telepedaggio, mentre il restante 30 per cento è ancora gestito con contanti e carte (15 per cento ciascuno). Una quota significativa che evidenzia un potenziale di sviluppo rilevante per operatori e concessionarie, in un contesto di evoluzione del settore sempre più orientato verso interoperabilità e pagamenti digitali.

Ricavi in crescita e dividendo di 115 milioni

Sul piano economico-finanziario, il 2025 si è chiuso con ricavi pari a 506 milioni di euro, in crescita del 16 per cento rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato l’incremento della redditività. L’Ebitda è aumentato del 45 per cento, raggiungendo un’incidenza sui ricavi del 51 per cento. L’utile netto si attesta a 89 milioni di euro, quasi triplicato rispetto al 2024, mentre il patrimonio netto sale a 147 milioni. La società prevede inoltre un dividendo di circa 115 milioni di euro, a conferma del percorso di rafforzamento intrapreso. La dinamica positiva prosegue anche nel 2026. Nel primo trimestre, i ricavi consolidati hanno segnato un +22 per cento su base annua, mentre l’Ebitda è cresciuto del 33 per cento. A trainare sono soprattutto l’aumento della base clienti, l’utilizzo dei servizi digitali in app e lo sviluppo del comparto assicurativo. In particolare, Telepass Assicura ha superato i 200 mila clienti a fine marzo 2026, con ricavi in crescita del 172 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Cresce l’espansione dei servizi nelle grandi città

Cresce anche la presenza nei servizi di mobilità urbana. Nel 2025 la piattaforma ha esteso la copertura a circa 100 città, tra parcheggi e strisce blu, all’interno di un network che raggiunge oltre 5.400 comuni. Un’espansione che coinvolge sempre più i grandi centri, con 44 città sopra i 150 mila abitanti già incluse nel perimetro dei servizi.

Unicredit, il 7 maggio a Porto Rotondo un incontro dedicato all’economia del mare

Si svolgerà il 7 maggio 2026 allo Yacht Club di Porto Rotondo, con inizio alle ore 18,30, l’incontro Navigare il futuro, organizzato da Unicredit con l’obiettivo di realizzare un dialogo con gli imprenditori dell’economia del mare. Il talk è inserito all’interno della Fiera nautica di Sardegna, in programma dal 7 al 10 maggio.

Un’occasione per rafforzare il dialogo tra la banca e le imprese

L’economia del mare in Sardegna è un asset economico strutturale e sostiene settori chiave come il turismo costiero, la logistica portuale, la cantieristica, la pesca e le nuove energie rinnovabili marine. I lavori saranno aperti da Corrado Fara, presidente del Circolo nautico Yacht club porto, e da Enrico Batini, responsabile Corporate business Centro Italia di Unicredit. A seguire si svolgerà un dialogo tra alcuni imprenditori della filiera nautica e Unicredit. In dettaglio interverranno Matteo Molinas, imprenditore Marina di Porto Rotondo, Paolo Manca, imprenditore e vicepresidente Federalberghi ed Enrico Gaia, commercialista e presidente Garanzia etica. Le conclusioni saranno effettuate da Batini, che ha così illustrati l’evento: «Sarà l’occasione per ascoltare gli imprenditori della filiera nautica del territorio e comprendere come la finanza può sostenere le esigenze connesse agli investimenti, alla transizione green e alla crescita dimensionale. La nostra banca pone una grande attenzione all’economia del mare e crede che questi incontri siano estremamente utili per rafforzare il dialogo tra imprese e banca e per far crescere la collaborazione reciproca».