Autostrade, la Tangenziale di Napoli è la prima smart road d’Italia

La Tangenziale di Napoli è ufficialmente la prima smart road del Paese, avendo ottenuto la certificazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in conformità ai requisiti del decreto ministeriale 70/2018. Un riconoscimento che ne attesta l’adeguamento agli standard tecnologici necessari alla digitalizzazione del monitoraggio degli asset, alla gestione intelligente del traffico e al dialogo in tempo reale con i veicoli connessi e a guida autonoma. Il progetto, che coinvolge la Tangenziale di Napoli, società del Gruppo Autostrade per l’Italia, il Mit e il Centro nazionale per la mobilità sostenibile (Most), con il supporto tecnologico di Movyon, polo d’innovazione del Gruppo Aspi, ha trasformato una delle principali arterie urbane del Paese in un vero e proprio laboratorio di mobilità intelligente.

La definizione di smart road

Queste le tre caratteristiche che definiscono una smart road secondo la normativa:

  • monitoraggio del traffico, con sensori lungo tutta la rete che raccolgono dati sulla viabilità, utili all’operatore del centro di controllo per supportarlo nei processi decisionali relativi alla gestione attiva della mobilità;
  • monitoraggio meteo e idrogeologico, con molteplici sensori che rilevano dati meteorologici, condizioni della pavimentazione, livelli delle acque e in generale lo stato del territorio che circonda l’infrastruttura stradale, con l’obiettivo di tenere sotto controllo in tempo reale le condizioni che potrebbero causare a breve fenomeni come alluvioni, frane, etc. e allertare gli operatori al superamento di soglie prestabilite;
  • comunicazioni ai viaggiatori e mobilità connessa.

Così vengono migliorate sicurezza e qualità del viaggio

L’infrastruttura smart road si basa su una rete diffusa di telecamere intelligenti, sensori e antenne di comunicazione, in grado di raccogliere e analizzare dati in tempo reale su flussi di traffico, velocità, eventi critici e condizioni di esercizio. Lungo i 22 chilometri della Tangenziale sono in fase di installazione 217 telecamere, insieme a 15 portali di rilevamento, otto centraline metereologiche e 40 antenne con duplice tecnologia ITS-G5 e cellular V2X distribuiti sull’intero percorso. Dispositivi che permettono di raccogliere i dati di traffico e di inviarli alla piattaforma centrale C-ITS di Movyon, che li integra con ulteriori dati provenienti da fonti esterne e li elabora per garantire un controllo continuo della viabilità e una comunicazione costante tra infrastruttura e utenti. I sistemi rilevano infatti informazioni come posizione, direzione e velocità dei veicoli, restituendo agli automobilisti indicazioni aggiornate sulle condizioni della viabilità e contribuendo a migliorare sicurezza e qualità del viaggio.

Un salto verso la mobilità del futuro

Lungo la Tangenziale di Napoli sono operativi i servizi di comunicazione che segnalano in tempo reale alle auto connesse potenziali pericoli per i guidatori come cantieri, mezzi in avaria, eventi meteo o altre criticità. Viene inoltre suggerita la velocità ottimale per evitare la formazione di code. Uno dei risultati più significativi sulla rete è stata la sperimentazione realizzata per la prima volta in Italia nel tratto tra Vomero e Fuorigrotta. Durante i test un veicolo a guida autonoma ha adattato in tempo reale la sua velocità in funzione delle informazioni suggerite dall’infrastruttura. Un salto verso la mobilità del futuro, in cui infrastruttura e veicoli diventano insieme un sistema connesso. La certificazione come smart road non solo migliora la sicurezza e la gestione del traffico urbano ma, facendo della Tangenziale di Napoli la prima infrastruttura in Italia ufficialmente riconosciuta come tale, apre la strada alla diffusione su scala nazionale delle tecnologie per la mobilità connessa e cooperativa.

Antonio Di Rosa nuovo direttore de La Stampa

Inizia l’era Sae a La Stampa: sarà Antonio Di Rosa il nuovo direttore del quotidiano appena passato da Gedi al gruppo guidato da Alberto Leonardis. L’indicazione è arrivata dalla prima riunione del nuovo consiglio d’amministrazione. Ad affiancare il 75enne Di Rosa, che assumerà l’incarico dal primo luglio, ci saranno Luciano Tancredi, come vicedirettore vicario, e Alessandro De Angelis, in qualità di vicedirettore. Confermato Giuseppe Bottero, che mantiene la delega per lo sviluppo digitale della testata.

La lunga carriera e le tante direzioni di Di Rosa

Di Rosa – da tempo molto vicino a Leonardis – è già direttore editoriale del gruppo Sae, che negli ultimi anni ha messo insieme un sistema di quotidiani locali acquistati da Gedi. Era stato già a La Stampa dal 1984 al 1996, quando era stato chiamato da Paolo Mieli al Corriere della Sera come vicedirettore. Da via Solferino era poi passato a dirigere il Secolo XIX e poi la Gazzetta dello Sport. Successivamente è stato direttore dell’agenzia LaPresse e de La Nuova Sardegna, quotidiano rilevato nel 2023 da Sae.

Antonio Di Rosa nuovo direttore de La Stampa
Luciano Tancredi e Alessandro De Angelis (Imagoeconomica)

Chi sono Tancredi e De Angelis, che lo affiancheranno

Tancredi, per 25 anni al Messaggero e attuale direttore de La Nuova Sardegna, ha guidato anche Il Tirreno, La Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. È stato direttore editoriale del gruppo Sae. De Angelis, firma politica ed editorialista de La Stampa, ha contribuito alla nascita dell’edizione italiana di HuffPost, di cui è stato vicedirettore.

Nasce Mgi Italia, joint venture tra Italia e Regno Unito per la produzione di droni

Al via Mgi Italia, una società nata dalla joint venture tra un’azienda britannica, la Mgi Engineering Ltd, e una italiana, la Vigilar Group Spa, per la produzione di droni. La prima è una società di ingegneria con sede nell’Oxfordshire specializzata nell’ingegneria di sistemi ad alte prestazioni nei settori aerospaziale, della difesa e automobilistico. La seconda opera nei settori intelligence, sicurezza e servizi avanzati. «Crediamo che questa partnership rappresenti un passo importante verso la costruzione di un ecosistema di innovazione più forte e l’affermazione dell’Italia come hub strategico per il futuro sviluppo tecnologico e industriale», ha dichiarato Francesco Castro, ad di Vigilar Group. La sede della nuova società è a Modena. Il focus sarà quello di sviluppare soluzioni avanzate per la difesa, la sicurezza, l’aerospaziale e altri settori ad alto valore aggiunto.

Roma, Barbara Marinali alla presidenza di Atac

Il sindaco Roberto Gualtieri ha firmato l’ordinanza che nomina Barbara Marinali come membro del consiglio di amministrazione e presidente di Atac, l’azienda che gestisce in concessione buona parte del trasporto pubblico locale oltre che i parcheggi a pagamento e di interscambio di Roma. «Abbiamo scelto una figura autorevole e preparata, di cui ho imparato ad apprezzare competenze e professionalità già alla guida di Acea», ha dichiarato Gualtieri. Con Mariali, capace col suo curriculum di mettere d’accordo le varie anime della maggioranza capitolina, si completa così il valzer delle nomine in Campidoglio.

Roma, Barbara Marinali alla presidenza di Atac
Roberto Gualtieri e Barbara Marinali (Imagoeconomica).

Il curriculum di Marinali: dal 2023 era presidente di Acea

Marinali, che dal 2023 era a capo di Acea, ha di fatto scambiato il posto con Alessandro Rivera, il quale ha appena lasciato la presidenza di Atac per assumere la guida dell’azienda pubblica attiva nei settori idrico, ambientale ed energetico. Prima di Acea (di cui ora è diventata vicepresidente), Marinali è stata membro del cda di Webuild e presidente di Open Fiber, oltre che consigliera per sette anni consigliera dell’ART, l’autorità di regolazione dei trasporti. Prima ancora è stata direttore generale per le infrastrutture stradali presso il MIT. Attualmente è anche nel board di ATM – Azienda Trasporti Milanesi, nonché vicepresidente vicaria di Utilitalia e componente del Consiglio di indirizzo del Teatro dell’Opera di Roma.

Terna rafforza l’impegno per la tutela della biodiversità con Life PolliNetwork

Terna, il gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente rafforza il proprio impegno per la tutela della biodiversità partecipando al progetto Life PolliNetwork, coordinato da Wwf Italia e cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del programma Life Natura & Biodiversità, con il contributo del ministero dell’Ambiente e della Fondazione Cariplo.

Un modello innovativo di restauro della natura

Il declino degli insetti impollinatori rappresenta una minaccia concreta per la biodiversità, la resilienza degli ecosistemi e la sicurezza alimentare. Per rispondere a questa sfida, Life PolliNetwork propone un modello innovativo di restauro della natura, capace di integrare tutela ambientale, infrastrutture e partecipazione dei territori. All’interno del progetto, il Gruppo guidato da Pasqualino Monti mette a disposizione le proprie competenze e alcuni asset della rete di trasmissione nazionale come luoghi di sperimentazione ambientale. Anche le infrastrutture, infatti, possono contribuire attivamente alla conservazione del capitale naturale, se progettate e gestite secondo criteri di sostenibilità.

Le prime regioni coinvolte nel progetto saranno Piemonte, Lazio e Sicilia

La biodiversità rappresenta una componente essenziale del patrimonio naturale del Paese e Terna studia attivamente, in collaborazione con associazioni di settore e mondo scientifico, l’interazione tra elettrodotti e ambiente, con l’obiettivo di sviluppare e adottare soluzioni di mitigazione sempre più efficaci ed evolute. Nell’ambito del progetto Life PolliNetwork, le aree verdi di pertinenza delle stazioni elettriche e la base dei sostegni delle linee aeree si configurano come aree di connessione ecologica (stepping stones), spazi puntuali che possono favorire la presenza di api selvatiche, farfalle e sirfidi. Inoltre, nelle aree di progetto è prevista anche l’installazione di nidi artificiali per i diversi gruppi di insetti impollinatori trattati nel progetto, al fine di aumentare la disponibilità di siti idonei per il rifugio e la riproduzione. Le prime regioni coinvolte saranno Piemonte, Lazio e Sicilia. Particolare attenzione è dedicata anche al monitoraggio scientifico degli interventi e alla raccolta di dati, anche attraverso iniziative di citizen science che coinvolgono tecnici, studenti e cittadini, contribuendo a diffondere conoscenza e consapevolezza sul valore degli insetti impollinatori e della biodiversità

Così sicurezza ed efficienza del servizio elettrico si coniugano con la tutela dell’ambiente

Complessivamente, Life PolliNetwork prevede interventi di ripristino e gestione della vegetazione in 32 siti distribuiti in 10 regioni italiane, per una superficie complessiva di circa 88 ettari. Le azioni si concentrano su aree naturali, aree agricole e lungo le infrastrutture lineari – tra cui strade, ferrovie e linee elettriche – considerate elementi chiave per rafforzare la connettività ecologica. Per Terna, Life PolliNetwork rappresenta un esempio concreto di come la gestione delle infrastrutture possa evolvere, integrando la sicurezza e l’efficienza del servizio elettrico con la tutela della biodiversità e contribuendo alla resilienza dei territori.

Delfin, accordo tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico

Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico hanno trovato un accordo sul riassetto di Delfin – la cassaforte che oltre a essere il maggior azionista di EssilorLuxottica ha in mano le partecipazioni in Mps, Generali e Unicredit – e, di conseguenza, rinunciato alle azioni legali paventate negli ultimi giorni. Rocco Basilico – figlio del banchiere Paolo e di Nicoletta Zampillo, due volte moglie del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio – aveva impugnato l’ok di Delfin all’operazione che consentirà al fratellastro di salire al 37,5 per cento della holding di famiglia.

Delfin, accordo tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).

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Il via libera era arrivato durante l’ultima assemblea di Delfin

Attraverso Lmdv Fin, società costituita ad aprile e interamente controllata da Lmdv Capital, Del Vecchio intende salire dal 12,5 al 37,5 per cento di Delfin grazie al trasferimento di un quarto delle quote dai fratelli Luca e Paola, diventando il primo socio della holding. Il via libera era arrivato in occasione dell’ultima assemblea di Delfin, durante la quale i soci a maggioranza (sei su otto) hanno dato il via libera al trasferimento delle quote di Luca e Paola Del Vecchio nella LMDV di Leonardo Maria: un’operazione da 10 miliardi di euro, a cui Basilico aveva detto no. Quest’ultimo, nell’impugnazione davanti alla giustizia del Lussemburgo (dove ha sede Delfin), sosteneva che la delibera sarebbe stata approvata con una maggioranza insufficiente rispetto a quanto previsto dallo statuto. Poi però è arrivata l’intesa col fratellastro.

Delfin, accordo tra Leonardo Maria Del Vecchio e Rocco Basilico
Rocco Basilico, Nicoletta Zampillo e Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).

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Il capitale di Delfin è detenuto in quote uguali da otto eredi

Dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, il capitale di Delfin era detenuto in parti uguali (12,5 per cento) da otto eredi: i sei figli dell’imprenditore (ai quattro già citati vanno aggiunti Marisa e Clemente), la moglie Nicoletta Zampillo e il primo figlio di lei, Basilico. Delfin detiene le quote di EssilorLuxottica, Mps (17,5 per cento), Generali (10 per cento) e Unicredit (2,7 per cento).

Alessandro Rivera nuovo presidente di Acea

L’assemblea di Acea ha approvato i conti 2025 e nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-28. Alessandro Rivera, ex direttore generale del Tesoro e presidente di Atac, è stato nominato nuovo presidente. È quanto si legge in una nota emessa dall’utility romana al termine dell’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio d’esercizio 2025 e preso atto del bilancio consolidato chiuso con 481 milioni di euro di utile netto. Approvata la distribuzione ai soci di 255 milioni di euro (di cui 23,38 milioni attinti da utili portati a nuovo), pari a un dividendo unitario di 1,20 euro per azione (0,25 euro straordinario) che sarà messo in pagamento il 24 giugno.

La composizione del nuovo cda

Rinnovato il board che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2028. Il nuovo cda è composto da Alessandro Rivera, Barbara Marinali, Angelo Piazza, Fabrizio Palermo, Luisa Melara, Elisabetta Maggini e Nathalie Tocci (presi dalla lista di Roma Capitale che ha ottenuto il voto favorevole dal 65,32 per cento delle azioni ammesse al voto), Ferruccio Resta e Patrizia Rutigliano (lista Suez International), Alessandro Caltagirone e Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso (lista Fincal), Antonino Cusimano e Susanna Maria Invernizzi espressi dalla lista presentata da un gruppo di società di gestione del risparmio e investitori istituzionali.

Disaronno group finalizza l’acquisizione di Amaro Averna e Zedda Piras

Disaronno group ha perfezionato il closing per l’acquisizione del 100 per cento di Amaro Averna e Zedda Piras, precedentemente appartenuti a Campari. L’operazione, il cui accordo era stato sottoscritto a dicembre 2025, si concretizza attraverso la costituzione della newco Meridia con sede a Sassari, la cui governance vede il passaggio da Campari Group a Disaronno Group. I dipendenti dei due stabilimenti rispettivamente in Sicilia e in Sardegna, 11 in totale, sono tutti stati assorbiti da parte di Meridia.

Ferrari: «Così arricchiamo il nostro portfolio a livello internazionale»

L’annuncio del closing arriva a pochi giorni della comunicazione da parte del Gruppo del proprio rebranding in Disaronno Group che segna un’evoluzione volta a rafforzare il posizionamento globale. «Questa operazione rappresenta un passo fondamentale nel nostro piano di crescita e ci consente di arricchire strategicamente il nostro portfolio a livello internazionale, rafforzando significativamente, grazie ad Amaro Averna, la nostra posizione in tre dei nostri mercati prioritari, Stati Uniti, Germania ed Italia», ha affermato Marco Ferrari, ceo di Disaronno Group. «In questo contesto, per Zedda Piras l’obiettivo è il consolidamento della presenza sul mercato italiano».

Il razzo di Blue Origin esplode durante i test sulla rampa di lancio a Cape Canaveral

Il razzo New Glenn di Blue Origin, società di Jeff Bezos, è esploso mentre si trovava sulla piattaforma di lancio a Cape Canaveral. «Abbiamo riscontrato un’anomalia durante il test di accensione», ha spiegato l’azienda in un breve comunicato pubblicato su X, aggiungendo che «tutto il personale è presente all’appello». In un video che mostra l’incidente si vede del fumo che fuoriesce da sotto il razzo New Glenn, seguito da una palla di fuoco.

Bezos: «Ricostruiremo e torneremo a volare»

«Tutto il personale si trova in salvo. È troppo presto per conoscere la causa principale, ma stiamo già lavorando per individuarla. Giornata molto difficile, ma ricostruiremo tutto ciò che necessita di essere ricostruito e torneremo a volare. Ne vale la pena», ha scritto Bezos su X.

Blue Origin, di proprietà del fondatore di Amazon Bezos, aveva dichiarato di puntare a collocare 48 satelliti nella orbita terrestre bassa per conto del colosso dell’e-commerce, tramite l’invio nello spazio del razzo New Glenn, nel tentativo di espandere le sue capacità di banda larga.

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico

Buonanotte al Sechi. Dopo voci di frizioni che si rincorrevano da tempo, il direttore di Libero Mario Sechi è stato cacciato dall’editore Antonio Angelucci. Lo ha annunciato lui stesso su X, con tono ovviamente polemico: «Angelucci mi ha licenziato. Lo ha fatto nel momento in cui sono finito sotto scorta, minacciato di morte dai terroristi anarco-insurrezionalisti».

Poco prima era stato più criptico, twittando semplicemente: «Libero». Ma il gioco di parole non è stato colto, e quindi ha dovuto spiegarlo in modo meno romantico.

Il timing della defenestrazione, in effetti, non è stato il massimo: Sechi aveva appena raccontato delle minacce ricevute e del suo sentirsi come uno che «vive prigioniero da uomo libero». Ricevendo la solidarietà bipartisan dal mondo della politica: Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Ignazio La Russa, Giuseppe Conte, fino al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Angelucci però non si è fatto intenerire. Con una battuta, si potrebbe dire che finire sotto scorta non porta granché bene, a livello lavorativo: capitò infatti praticamente la stessa cosa a Carlo Verdelli il 14 marzo 2020, messo sotto protezione per minacce di morte e intimidazioni di matrice nazifascista ma comunque sollevato dall’incarico di direttore di Repubblica neanche un mese dopo. Questa però è un’altra storia.

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
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Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico

Tra direttore ed editore c’erano stati mesi di tensioni. Un po’ come quelli registrati con il direttore editoriale Daniele Capezzone, che infatti avevano portato all’addio dell’ex Radicale. Sechi si sentiva forte del fatto di rappresentare la linea meloniana, ma Angelucci ha tirato dritto andando allo scontro frontale: l’imprenditore, editore dei quotidiani di centrodestra e ras delle cliniche private, è anche deputato leghista “a tempo perso” (nel senso che in parlamento non ci va mai, è re degli assenteisti), a dimostrazione dunque che nella maggioranza ormai siamo davvero alla resa dei conti tutti contro tutti.

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Antonio Angelucci (Imagoeconomica).

Per la sua successione si fa il nome di Sallusti, altro meloniano

E adesso chi al suo posto? Si fa il nome di Alessandro Sallusti, e sarebbe un cavallo di ritorno, visto che è già stato direttore di Libero in due mandati, dal 2007 al 2008 e dal 2021 al 2023, nel più classico dei rimpalli di carriera con il Giornale (stesso rimbalzo che hanno fatto Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro). Di certo Sallusti è un altro meloniano di ferro, e con la premier ha scritto anche un libro, La versione di Giorgia (Rizzoli, 2023).

Libero, Sechi cacciato da Angelucci: i motivi della rottura tra tensioni e scontro politico
Alessandro Sallusti (foto Imagoeconomica).

Sechi era stato addetto stampa “flash” di Giorgia Meloni, nel senso che durò pochissimo: tre mesi e 23 giorni, da marzo a giugno del 2023. Poi l’approdo alla guida di Libero, dove verrà ricordato per pagine memorabili di giornalismo, come l’aver incoronato la premier “uomo dell’anno”.

Il gruppo Sae completa l’acquisizione de La Stampa

Il gruppo Sapere Aude Editori (Sae), guidato da Alberto Leonardis, ha completato l’operazione di acquisizione del quotidiano La Stampa e dei rami d’azienda collegati da Gedi, gruppo da poco ceduto da Exor – società della famiglia Agnelli-Elkann – ai greci di Antenna. Per favorire l’operazione, il gruppo di Leonardis ha costituito una sub holding, Sae Piemonte – composta da Sae con il 51 per cento e Toto Holding con il 49 – finalizzata alla partecipazione di maggioranza nella società La Stampa Sae, che sarà proprietaria della testata.

LEGGI ANCHE: La vendita della Stampa e il necrologio del giornalismo tradizionale

La Stampa Sae: Briolini ceo, Ceretti presidente

«Porteremo La Stampa ancora più al centro del panorama mediatico, innovando e valorizzando i suoi talenti, la sua tradizione e la sua identità. Questo traguardo è stato possibile soprattutto grazie all’impegno e alla professionalità dei giornalisti del nostro gruppo. Conoscendo la qualità di chi compone la redazione, non possiamo che guardare al futuro con fiducia, certi che ci attendano successi ancora più grandi», ha dichiarato Leonardis, presidente e ceo di Sae. Il ruolo di amministratore delegato di La Stampa verrà affidato a Massimo Briolini, mentre la carica di presidente sarà assunta da Paolo Ceretti (che ricopriva lo stesso incarico in Gedi). La Stampa Sae, si legge in una nota, «oltre ai rilevanti investitori del territorio, su azionisti di primo piano, fra i quali: Fondazione di Sardegna, Carimonte Holding, Sportcast, Reale Mutua e Toto Holding».

Polo strategico nazionale, l’ad Iannetti in bilico

Cambi in vista nell’organigramma del Polo strategico nazionale (PSN), la società cui fa capo l’infrastruttura cloud creata per dotare la Pubblica Amministrazione italiana di servizi digitali ad alta affidabilità, che vede nel suo azionariato la presenza di Tim, Leonardo, Cdp Equity (che però sta cedendo a Poste la sua quota) e Sogei. In ballo la possibile sostituzione dell’amministratore delegato Emanuele Iannetti fortemente voluto dal ministro Guido Crosetto e il cui nome è finito nell’inchiesta della Procura di Roma sugli appalti della Difesa. Il candidato più accreditato a prendere il suo posto è Serafino Sorrenti, attuale capo della segreteria tecnica del Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica, Alessio Butti.

Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione

Uscito Roberto Cingolani, e con lui buona parte della squadra di manager che aveva portato in azienda, il nuovo amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, sta costruendo il suo team. Per la comunicazione, che Cingolani aveva affidato con più di qualche mal di pancia interno all’ex giornalista di Sky Helga Cossu, si sta ragionando sull’ipotesi di dare l’incarico a Stefano Amoroso, che l’arrivo di Cossu aveva messo in ombra e che ora Mariani vorrebbe riportare alla direzione della comunicazione, soprattutto per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni sul posizionamento internazionale dell’azienda. Una curiosità: Amoroso, un passato in Dompé Farmaceutica ed Edison prima di trasferirsi nel 2021 in Leonardo, a dicembre 2025 ha giurato come ufficiale della Riserva selezionata dell’esercito.

Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Stefano Amoroso.
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
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Leonardo, il nome del manager in pole per la direzione della comunicazione
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Unicredit-Confcommercio, accordo per rafforzare innovazione e sicurezza al Sud

La digitalizzazione delle imprese italiane cresce, ma resta disomogenea e ancora poco strutturata. Nel 2025 quasi l’80 per cento delle imprese con almeno 10 addetti ha raggiunto un livello base di digitalizzazione, ma solo il 38,1 per cento presenta livelli avanzati. Il divario si amplia tra le pmi e nei territori del Mezzogiorno. Parallelamente, i pagamenti elettronici hanno superato i 518 miliardi di euro, raggiungendo il livello più alto mai registrato e confermando una trasformazione ormai strutturale dei sistemi di incasso. È in questo contesto – crescita del digitale e necessità di rafforzarne qualità e sicurezza – che si inserisce l’accordo tra Unicredit e Confcommercio distretto Salerno.

Innovazione e digitale ma anche protezione e gestione del rischio

L’iniziativa punta a sostenere la diffusione dei pagamenti elettronici e dei servizi digitali tra le imprese locali, affiancandoli a strumenti di protezione e gestione del rischio, in un quadro in cui la crescita tecnologica non è ancora accompagnata da un adeguato livello di sicurezza. Secondo l‘Istat, oltre il 70 per cento delle pmi è digitalizzato a livello base, ma solo una quota limitata dispone di strumenti evoluti, mentre le grandi imprese superano l’83 per cento di digitalizzazione avanzata. Le imprese a bassa digitalizzazione rappresentano inoltre oltre il 70 per cento di quelle attive esclusivamente sul mercato interno. Anche sul fronte tecnologico emergono ritardi. L’adozione di soluzioni di intelligenza artificiale si attesta all’8,2 per cento, ancora sotto la media europea del 13,5 per cento. A questo si aggiunge il tema della protezione. Secondo Ivass, nel Sud Italia la diffusione delle coperture assicurative resta inferiore rispetto al resto del Paese, soprattutto per i rischi operativi e digitali.

Confindustria entra nel capitale di Quantico, Regina nel cda

Quantico, piattaforma di investimento in club deal, ha annunciato l’ingresso di Confindustria nel proprio capitale sociale. In rappresentanza dell’associazione, Aurelio Regina entra nel consiglio di amministrazione della società. L’iniziativa, si legge in una nota, segna un passaggio strategico per Quantico, che rafforza il proprio posizionamento come realtà di riferimento nel private capital italiano, espressione diretta dell’imprenditoria del Paese e orientata a sostenere la crescita, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle mid-cap.

L’operazione contribuisce a creare un ponte tra industria e capitali

«Questa operazione rappresenta un passo decisivo per facilitare l’incontro tra capitali privati e aziende di eccellenza italiane», ha commentato Antonio Da Ros, ceo di Quantico. «Sosteniamo questo progetto perché contribuisce a creare un ponte concreto tra industria e capitali, mettendo a disposizione delle imprese risorse finanziarie e competenze», ha aggiunto Aurelio Regina, delegato all’energia di Confindustria. Per Unicredit, promotore e partner di Quantico, l’operazione consolida il posizionamento della banca a supporto della crescita delle imprese italiane, in particolare nel segmento delle medie aziende, sempre più centrali per la competitività del sistema economico nazionale ed europeo.

Simest, 800 milioni per le imprese colpite dalla crisi nel Golfo

Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del Gruppo Cdp, lancia un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dagli effetti della crisi nell’area del Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, volatilità dei mercati e pressioni sulle catene di approvvigionamento, l’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno del Sistema Italia, guidato dal ministero degli Esteri, a sostegno della competitività del tessuto produttivo nazionale, accompagnandone la proiezione sui mercati globali. Le risorse – che provengono dal Fondo 394/81, gestito da Simest in convenzione con la Farnesina – sono destinate alle imprese esportatrici e a quelle fornitrici dirette di aziende italiane che esportano.

Cosa prevede l’iniziativa

La misura è destinata alle imprese che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10 per cento a seguito del conflitto e prevede:

  • contributo a fondo perduto fino al 30 per cento per le pmi (20 per cento per le altre imprese);
  • finanziamenti fino al 90 per cento per il rafforzamento patrimoniale;
  • possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate;
  • anticipo fino al 50 per cento;
  • durata dei finanziamenti fino a otto anni.

Potenziata anche la misura dedicata alle imprese energivore

Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, pilastro dell’intervento a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative volte a sostenere la continuità operativa e la capacità di investimento:

  • contributo a fondo perduto fino al 20 per cento;
  • esenzione dalla prestazione delle garanzie;
  • finanziamenti fino al 90 per cento per il rafforzamento patrimoniale;
  • incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota destinabile alla capitalizzazione delle controllate;
  • anticipo elevato fino al 50 per cento;
  • estensione della durata dei finanziamenti fino a otto anni.

Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026. Con questo intervento, Simest rafforza il proprio ruolo di operatore chiave per l’internazionalizzazione, contribuendo a sostenere la resilienza del sistema produttivo e a preservarne la competitività in uno scenario globale in rapido mutamento. L’obiettivo è accompagnare le imprese non solo nella gestione della fase emergenziale, ma anche nel rafforzamento strutturale necessario per competere con successo sui mercati internazionali.

Acea, i risultati del primo trimestre 2026: utile netto a 111 milioni

Il consiglio di amministrazione di Acea, riunitosi sotto la presidenza di Barbara Marinali, ha approvato i risultati del primo trimestre 2026. I ricavi consolidati pro-forma si attestano a 734,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (730,8 milioni di euro). I ricavi relativi alle aree Acqua Italia, Reti, Illuminazione pubblica e Ambiente sono pari a circa 0,6 miliardi di Euro. L’Ebitda consolidato pro-forma ha raggiunto 342,2 milioni di euro, in crescita dello 0,7 per cento rispetto al primo trimestre 2025, nonostante la variazione di perimetro legata alla cessione nel 2025 dell’Alta tensione e di alcuni asset fotovoltaici. L’Ebitda pro-forma ricorrente è aumentato del 4 per cento a 344 milioni, grazie principalmente alla crescita organica delle attività Acqua Italia, Reti e Illuminazione pubblica. L’utile netto consolidato è pari a 110,7 milioni di euro, in aumento del 13 per cento rispetto al primo trimestre 2025. L’utile netto ricorrente è salito di circa il 14 per cento a 82 milioni, grazie anche alla crescita dei risultati operativi nei business regolati.

Ebit consolidato a 164,3 milioni, aumentano gli investimenti

Tra gli altri parametri si segnalano l’Ebit consolidato pro-forma, aumentato del 2,8 per cento a 164,3 milioni di euro, gli oneri finanziari netti pro-forma, pari a 32,2 milioni di euro (31,0 milioni nello stesso periodo del 2025), gli investimenti lordi, pari a 301,9 milioni di euro (in crescita del 15,1 per cento rispetto ai 262,2 milioni dell’anno precedente) e gli investimenti al netto dei contributi, che ammontano a circa 286 milioni di euro, concentrati principalmente nei business regolati che rappresentano l’89 per cento dei capex totali. Infine, l’indebitamento finanziario netto passa da 4.962,9 milioni di euro del 31 dicembre 2025 a 5.076,4 milioni di euro al 31 marzo 2026, influenzato principalmente dall’andamento del capitale circolante e dalla dinamica degli investimenti realizzati.

L’ad Palermo: «Risultati solidi, confermata guidance per il 2026»

Queste le dichiarazioni dell’amministratore delegato Fabrizio Palermo: «I risultati raggiunti nel trimestre rafforzano la traiettoria di crescita delineata dal piano industriale. La solidità della struttura finanziaria e il consolidamento nei business regolati ci consentono di confermare la guidance per il 2026. L’impegno dell’azienda prosegue nel segno dell’efficienza operativa e dello sviluppo sostenibile con l’obiettivo di generare valore concreto per i territori e per tutti i nostri stakeholder anche grazie all’incremento degli investimenti sulle infrastrutture».

Ferrovie, Angel holding di Vito Pertosa cede a Siemens attività di Mermec

L’industriale pugliese Vito Pertosa, fondatore della Angelo holding, di Monopoli, ha firmato un accordo per la cessione a Siemens di un perimetro di Mermec che comprende il business della Diagnostica & Data analytics worldwide e del Wayside signaling in Italia. Mermec è leader nel mondo nell’high tech per il settore ferroviario. La parte coinvolta nell’operazione ha registrato nel 2025 ricavi per circa 430 milioni, con 1.700 collaboratori. «L’operazione mi aiuterà a investire nelle altre società della mia holding industriale», ha detto Pertosa, «oltre che sostenere le realtà del Mezzogiorno d’Italia che hanno bisogno di svilupparsi e dar vita a nuova occupazione di qualità». Le parti hanno concordato di non divulgare i termini finanziari dell’operazione, il cui closing è previsto entro la fine del 2026.

Accordo tra Ludoil e Goi Energy, la raffineria di Priolo Gargallo torna italiana

Il gruppo Ludoil della famiglia Ammaturo ha concluso un accordo con Goi Energy per l’acquisizione della partecipazione detenuta dal ramo energetico del fondo di private equity cipriota ARGUS New Energy nel capitale di Isab, la società proprietaria della raffineria di Priolo Gargallo (Siracusa) e delle infrastrutture industriali, logistiche ed energetiche ad essa afferenti. La russa Lukoil aveva ceduto la raffineria a Goi Energy a maggio del 2023. L’operazione prevede una struttura articolata in due fasi. La prima interessa il 51 per cento delle quote e sarà subordinata all’esito positivo del procedimento di notifica dinanzi al Governo italiano ai sensi della normativa sul golden power, nonché all’ottenimento delle autorizzazioni Antitrust e regolatorie applicabili.

L’attuale organico sarà integralmente preservato

L’impianto di Priolo Gargallo costituisce il più grande complesso di raffinazione in Italia, con una capacità autorizzata di 20 milioni di tonnellate annue e una capacità bilanciata di 15 milioni di tonnellate. Sul piano occupazionale, l’attuale organico sarà integralmente preservato.

Pasqualino Monti nuovo amministratore delegato di Terna

Partito ufficialmente il nuovo corso in Terna: il consiglio di amministrazione appena eletto ha nominato all’unanimità Pasqualino Monti amministratore delegato e direttore generale della società responsabile della trasmissione, della gestione e del dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete italiana ad alta e altissima tensione. Monti, indicato da Cassa Depositi e Prestiti, a cui fa capo il 29,85 per cento di Terna, succede a Giuseppina Di Foggia che è stata eletta alla presidenza di Eni. Il cda ha inoltre confermato Stefano Cuzzilla nel ruolo del presidente.

Pasqualino Monti nuovo amministratore delegato di Terna
Pasqualino Monti (Imagoeconomica).

Chi è Pasqualino Monti

Nato a Ischia nel 1974 e dato in quota leghista, Monti da aprile del 2023 era amministratore delegato di Enav, società quotata in Borsa e leader nella gestione del traffico aereo e delle infrastrutture aeronautiche. Dal 2017 ha inoltre guidato per circa otto anni l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale (che comprende i porti di Palermo, Termini Imerese, Porto Empedocle, Gela e Trapani): il suo mandato si è concluso a metà 2025. In precedenza, tra il 2011 e il 2016, era stato a capo dell’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, dapprima come presidente e poi come commissario straordinario. Dal 2013 al 2017 è stato inoltre presidente di Assoporti.