L’Italia proroga di 15 giorni la sospensione di Schengen con la Spagna

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha prorogato di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, allungando così ulteriormente la sospensione temporanea del trattato di Schengen, decisa il primo agosto a seguito della crisi migratoria di Ceuta. La proroga è stata comunicata alla Commissione europea e agli omologhi ministri dell’Ue. Lo rende noto il Viminale, spiegando che «il provvedimento è stato ritenuto necessario dopo le verifiche condotte dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, riunitosi in mattinata», in quanto «permangono elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche».

L’Italia proroga di 15 giorni la sospensione di Schengen con la Spagna
Passeggeri in partenza per la Spagna (Ansa).

La replica della Spagna: proroga fino al 7 ottobre

Poco dopo è arrivata la replica della Spagna, che ha notificato all’Unione europea la decisione di prorogare di altri 15 giorni i controlli alle frontiere, negli aeroporti e nei porti marittimi, per i collegamenti diretti con l’Italia. Visto che la sospensione finora in vigore sarebbe terminata il 23 settembre, la proroga durerà fino al 7 ottobre. Madrid ha adottato il blocco di Schengen con l’Italia l’8 agosto.

Via libera del Parlamento europeo a Comporti presidente del’Esma

Con 527 voti a favore, 52 contrari e 86 astenuti, la plenaria del Parlamento europeo ha confermato in via definitiva la nomina dell’italiano Carlo Comporti alla presidenza dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (Esma), che ha sede a Parigi. «Una competenza italiana al vertice della vigilanza sui mercati finanziari europei, una dei più importanti organismi dell’Ue. L’Italia torna protagonista dove si decide, per merito. Buon lavoro, presidente», ha scritto la premier Giorgia Meloni sui social. Comporti entrerà in carica il primo novembre, subentrando alla tedesca Verena Ross. Il suo mandato durerà cinque anni e sarà rinnovabile una sola volta.

Via libera del Parlamento europeo a Comporti presidente del’Esma
Carlo Comporti (Imagoeconomica).

Manca solo la decisione del Consiglio Ue

La nomina era stata già approvata – con 43 voti a favore, uno contrario e tre astensioni – dalla commissione Affari economici e monetari (Econ) dell’Eurocamera il 2 settembre, dopo che Comporti era stato indicato il 22 luglio dai 27 ambasciatori dei Paesi membri: in quel caso – con 17 voti a favore e 10 contrari – aveva avuto la meglio sulla danese Karen Dortea Abelskov, come lui membro del board dell’Esma, la “Consob europea”. La nomina di Comporti ha superato quasi tutte le fasi previste: manca solo la pronuncia finale del Consiglio Ue, che però è una formalità.

Via libera del Parlamento europeo a Comporti presidente del’Esma
Carlo Comporti (Imagoeconomica).

Dalla Bce alla ‘Consob europea’: chi è Carlo Comporti

Nato a Siena nel 1966, Comporti ha iniziato la sua carriera all’autorità di vigilanza dei mercati finanziari come funzionario. Nel 2001 è stato distaccato presso la Bce a Francoforte e nel 2002 presso la Commissione europea a Bruxelles. Dal 2003 al 2010 ha lavorato al Comitato europeo dei regolatori degli strumenti finanziari (Cesr), predecessore dell’Esma: di entrambi ha ricoperto a lungo la carica di segretario generale. Comporti, che dal 2022 è inoltre commissario Consob, dal 1999 al 2007 è stato docente a contratto per il corso annuale di diritto commerciale alla Facoltà di Economia dell’Università di Siena.

I cicchetti di Lollo, Zingaretti a Formello: le pillole del giorno

A Roma, nello spazio della Nuvola all’Eur, sono le 18 di un lunedì sera e improvvisamente arriva il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. D’altronde c’è il Roma Bar Show, alla prima giornata, e se la mattina il protagonista è stato il presidente dell’Ice (Italian Trade & Investment Agency) Matteo Zoppas, Lollo giunge sulla scena molto dopo: prima tappa allo stand della Regione Calabria e poi via tra degustazioni, cicchetti vari e superalcolici. Nel giro viene “scortato” da Micaela Pallini, Cavaliere del lavoro con un grande spazio nella Nuvola per i suoi prodotti: e così via tra amari, aniciati, liquori, sciroppi e altri prodotti ad alto grado alcolico. Non mancano aceti balsamici e gin, ma Lollo “tiene botta” e continua a visitare la fiera. L’angolo dell’olio (vi ricordate quando sosteneva fosse normale pagare una bottiglia di extravergine 30 euro?) diventa un momento di relax. Certo, la vita da ministro dell’Agricoltura è durissima, ci vuole un fisico bestiale.

I cicchetti di Lollo, Zingaretti a Formello: le pillole del giorno
I cicchetti di Lollo, Zingaretti a Formello: le pillole del giorno
I cicchetti di Lollo, Zingaretti a Formello: le pillole del giorno
I cicchetti di Lollo, Zingaretti a Formello: le pillole del giorno

Zingaretti gira lontano da Lotito

Luca Zingaretti sta girando a Formello per Paramount+ la nuova serie originale Il metodo Paraldi, che lo vede protagonista. La direzione è affidata a Giuseppe Gagliardi, produzione di Simona Ercolani per Stand by Me. Un “crime drama originale” in cui il giallo si mescola al piacere del buon bere e del buon mangiare. Marco Paraldi, interpretato da Zingaretti, è un ex giornalista diventato vinaio: la serie è liberamente tratta dai romanzi del “corrierista” Fabrizio Roncone. Zingaretti custodisce un segreto: dato che deve presentarsi ogni giorno a Formello, luogo delle riprese, gli toccherebbe passare davanti al centro sportivo della Lazio di Claudio Lotito (sulla quale tra l’altro si è appena aperto un nuovo filone giudiziario). Pare invece che Zingaretti, tifosissimo della Roma e fratello di Nicola, europarlamentare del Pd, compia un lungo percorso per evitare di avere sotto gli occhi il quartier generale biancoceleste del parlamentare di Forza Italia, contestatissimo dai tifosi che disertano lo stadio Olimpico. Certo, così si aumenta di qualche chilometro la strada da fare, ma questo tour permette di arrivare alla meta, sul set, senza dover fare un pellegrinaggio quotidiano a casa dei rivali…

I cicchetti di Lollo, Zingaretti a Formello: le pillole del giorno
Luca Zingaretti (foto Imagoeconomica).

Microsoft pubblica un codice di condotta per l’intelligenza artificiale

La divisione IA di Microsoft ha pubblicato un codice di condotta che disciplina il comportamento dei propri modelli di intelligenza artificiale, in un clima di crescente preoccupazione per i rischi legati a questa tecnologia. Il documento si fonda sul concetto di Humanist AI, sistemi progettati per rimanere saldamente sotto il controllo umano anziché agire in autonomia. Il principio guida, ha dichiarato l’azienda, è che «le persone contano più dell’IA». Microsoft ha collegato questa iniziativa anche a timori per la sicurezza, citando recenti campagne di hacking coordinate e su larga scala – condotte con l’ausilio di agenti IA – come segnale che il settore non può permettersi ritardi. L’azienda non ha fatto riferimento esplicito a un episodio molto discusso avvenuto a luglio, in cui due modelli di OpenAI erano riusciti a uscire dall’ambiente di test protetto (sandbox), accedendo a Internet e violando la piattaforma Hugging Face – utilizzata dagli sviluppatori per archiviare e condividere codice – al fine di aggirare una valutazione di sicurezza informatica.

La pubblicazione dopo l’appello di Amodei

Il codice di Microsoft è stato pubblicato pochi giorni dopo l’appello di Dario Amodei, ceo di Anthropic, che ha esortato le aziende del settore a rallentare deliberatamente il ritmo di potenziamento delle capacità dei modelli. Un appello subito sostenuto sui social media da Sam Altman (ceo di OpenAI) ed Elon Musk.

Corona lancia il Movimento per la verità: ma con chi?

«Io sono il nuovo Berlusconi, più bello, più giovane, meno inciucione, più pulito, più trasgressivo». Fabrizio Corona ha presentato il suo progetto politico: Movimento per la verità, evocando il Cav. Nessuna sorpresa, vista la clip di lancio in cui, con tanto di libreria alle spalle, aveva scimiottato la celebre discesa in campo del 1994.

Il Manifesto politico, se così si può definire, è un mix confuso tra liberalismo e Dio Patria e Famiglia (slogan a suo dire tradito dall’attuale governo). Ha parlato di immigrazione, di legalizzazione di tutte le droghe, di sanità, di scuola, di giovani e di over 50, di intelligenza artificiale, di Rai politicizzata. E ha dichiarato guerra alle famigerate Big Tech, il tutto dal pulpito di YouTube. Già che c’era ha pure annunciato la nascita della ‘sua’ piattaforma – King TV – e di un social dedicato (un po’ come Truth di Donald Trump) dove è convinto di poter dire e pubblicare tutto ciò che vuole. La promessa di fondo è ingenua quanto elementare: «In che cosa sono bravo io? A fare i soldi. Quindi sono qui per far fare i soldi al nostro Paese». Magari potrebbe cominciare saldando il debito che da anni ha con l’Agenzia delle Entrare e che al 2026 ammonta a oltre 15 milioni di euro. Il video si conclude con una guasconata delle sue: se i sondaggi lo daranno al 3 per cento allora «sono cazzi amari per tutti». Per ora deve “accontentarsi”, si fa per dire, di oltre 434 mila visualizzazioni in meno di 20 ore.

Corona lancia il Movimento per la verità: ma con chi?
Fabrizio Corona (Imagoeconomica).

Il fallimentare progetto catanese

Va però ricordato che potrà pure guidare il neonato Movimento ma non candidarsi vista l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Un “dettaglio” che gli impedì di entrare nella lista del Movimento Popolare catanese di Giuseppe Lipera alle Comunali del 2023. «Purtroppo non ci siamo resi conto che era ancora in piedi la limitazione della pena accessoria», spiegò l’ex re dei paparazzi a La Sicilia. «Il fatto che io non possa scendere in campo in prima persona non vuol dire non continuare a lavorare a sostegno di Peppino Lipera. Lo farò dall’esterno dando un contributo alla lista e ai candidati». L’avvocato Lipera, noto penalista, puntava molto su Corona che, in caso di vittoria, avrebbe visto bene all’assessorato ai Servizi sociali. Anche Mr Falsissimo aveva preso sul serio la faccenda. «Ho sempre detto che sarei diventato prima dei 58 anni presidente del Consiglio», disse commentando la sfida elettorale. «Ora è un po’ presto, ne ho compiuti 49. Però avrei accolto la proposta di fare qualcosa di giusto, di concreto, qualcosa che sarebbe potuto servire alla città nella quale sono nato e se posso essere d’aiuto nel sostenere una persona per bene a fare delle belle cose, sono a disposizione e ci metto impegno sacrificio e serietà». Progetti e belle intenzioni che si frantumarono anche contro l’1,95 per cento (2.529 voti) del Mpc di Lipera.

Corona lancia il Movimento per la verità: ma con chi?
Fabrizio Corona con Giuseppe Lipera a Catania (Ansa).

La fascinazione per il Vaffa grillino

Archiviata l’avventura sicula, nel 2025 Corona tornò alla carica galvanizzato dai numeri del suo canale YouTube. Come disse a margine della presentazione del libro La grande menzogna alla Mondadori di Piazza Duomo, poteva «essere antesignano di un partito politico che, come hanno fatto i 5 stelle, vinca le elezioni». Non fu una boutade isolata. A inizio febbraio 2026, intercettato durante un tour nelle Marche, ribadì il concetto: «Sto pensando seriamente di fondare un movimento politico e di candidarmi alle elezioni del 2027. Come lo chiamerò? Falsissimo», disse tra il serio e il faceto mentre pasteggiava al ristorante Harena di San Benedetto con l’avvocato maceratese Gabriele Cofanelli. «Sono convinto che prenderò una valanga di voti», aggiunse o tra un selfie e l’altro prima di proseguire la serata al Miami Club di Monsano alla presenza del sindaco di Filottrano Luca Paolorossi. Ma torniamo alla fascinazione per il Movimento 5 stelle delle origini, quello del Vaffa. Lo scorso giugno, durante una puntata del podcast Radici, beyond the name, Corona non nascose la sua ammirazione per l’Elevato. «Se dovessi fare il mio ingresso in politica, il mio modello sarebbe Beppe Grillo», ammise. Frenando però subito gli entusiasmi: per un progetto del genere servirebbe tempo ed estrema serietà.

Corona lancia il Movimento per la verità: ma con chi?
Fabrizio Corona con la maschera di Trump ospite del podcast Radici (da YouTube).

Il logo “Prima i giovani” e l’annuncio su Falsissimo

Qualcosa da allora deve essere cambiato. A luglio Corona ha rotto gli indugi snocciolando una road map precisa: entro dicembre avrebbe fondato un nuovo partito, un movimento in grado di dar voce ai giovani, agli anti-sistema e ai delusi dalla politica. Sì, ma con chi, visto che lui non potrà candidarsi, e soprattutto con quali fondi? L’interessato aveva accennato solo a improbabili finanziamenti da parte di Trump, riportano le cronache di una serata trascorsa in discoteca a Gallipoli.

E così arriviamo a oggi e a quel logo ‘Prima i giovani’ inquadrato furbescamente in qualche video di Falsissimo e postato sui social. Seguito dalla rivelazione a orologeria: «Vannacci mi voleva». Il futurista in costante crescita nei sondaggi, secondo la ricostruzione, lo avrebbe contattato per una possibile collaborazione, ma non se ne fece nulla perché lui, Fabrizio, voleva creare qualcosa di suo, di originale. Davanti a cotanta rivelazione, l’ex generale è stato costretto a intervenire pubblicamente smentendo ogni virgola. L’unica occasione di incontro, ha messo in chiaro, risalirebbe a un anno fa quando Corona lo contattò per invitarlo come ospite a una sua trasmissione. 

Corona lancia il Movimento per la verità: ma con chi?
dal profilo X di Fabrizio Corona.

La rete di contatti e finanziatori

Non sarà Vannacci, ma a quanto risulta a Lettera43.it, Corona si starebbe muovendo per creare una rete di contatti e appoggi. Alcune fonti lo hanno intercettato con un paio di membri del suo staff davanti alla sede di una società di Padova guidata da un noto imprenditore con trascorsi in politica. Non è chiara la natura del faccia a faccia. L43 ha provato a contattare il diretto interessato senza però ottenere al momento alcuna risposta. Vedremo.

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, l’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato l’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2026. Alla presentazione hanno preso parte Gian Maria Gros-Pietro (presidente di Intesa Sanpaolo), Gregorio De Felice (chief economist della banca), Giuseppe Russo e Stefano Firpo (rispettivamente direttore e membro del comitato direttivo del Centro Einaudi). La ricerca, condotta su un campione di 1.800 capifamiglia titolari di un conto corrente, analizza le dinamiche degli investimenti finanziari delle famiglie italiane e ne mette in luce i comportamenti e le opinioni.

Risparmi, rischi e investimenti

Più della metà degli intervistati (56 per cento) risparmia, con una propensione media dell’11,9 per cento del reddito. Il risparmio è ritenuto indispensabile dal 28 per cento degli intervistati, ai massimi della serie storica. Tra le motivazioni dichiarate prevale la prevenzione (40 per cento) ma cresce, pur con piccoli numeri, anche il risparmio destinato a investire (6 per cento). Volatilità, scenari tariffari, inflazione inattesa e tensioni geopolitiche hanno inciso sul livello di allerta dei risparmiatori. Il ratio di avversione al rischio ha infatti raggiunto nel 2026 il record di 33,6 (era 20,5 nel 2025 e 8,1 nel 2017). I più restii sono i giovani tra i 18 e i 24 anni (84,0), per le cicatrici degli shock vissuti negli anni della formazione. Nonostante la volatilità, nel 2026 gli intervistati che dichiarano di aver acquistato obbligazioni, azioni e fondi negli ultimi 12 mesi superano i venditori. Il risparmio gestito registra la soddisfazione più alta tra le asset class.

Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, l’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026
Presentazione dell’Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani 2026 (Intesa Sanpaolo).

Casa, previdenza e assicurazione

La casa rimane il fulcro della ricchezza familiare – pesa due terzi del patrimonio medio, stimato in circa 320 mila euro. Il 79 per cento degli intervistati vive in abitazioni di proprietà. La previdenza complementare resta ferma al 22 per cento del campione. L’assicurazione è la «gamba più corta» della protezione familiare, con coperture sanitarie al 16,9 e long-term care al 13,9 per cento.

Ok del Senato alla legge elettorale: dal 28 settembre torna alla Camera

Il Senato ha approvato con voto palese la nuova legge elettorale targata centrodestra: il via libera è arrivato con 113 sì, 71 no e 2 astensioni. Le opposizioni hanno protestato protestano prima del voto: «No alla legge truffa». La riforma tornerà alla Camera dei deputati il 28 settembre, per la terza e ultima lettura: il voto finale di Montecitorio è atteso non più tardi di metà ottobre.

Le principali novità introdotte dalla riforma

Le principali novità introdotte dalla riforma della legge elettorale (ribattezzata “Melonellum” dalle opposizioni, mentre per la maggioranza è “Stabilicum”) sono il proporzionale con premio di maggioranza alla lista o coalizione che incassa almeno il 42 per cento dei voti e l’addio ai collegi uninominali previsti dal “Rosatellum”, oltre all’introduzione delle preferenze, sebbene non pure. Il premio di maggioranza, pari a 70 deputati e 35 senatori, è previsto solo se la quota del 42 per cento viene toccata in entrambi i due rami del Parlamento: altrimenti la ripartizione dei seggi avviene col proporzionale puro. Per quanto riguarda le preferenze, l’elettore si troverà sulla scheda un capolista bloccato e sotto una lista di sei nomi prestampati stabiliti dai partiti: ne potrà indicare tre. Non ci sarà obbligo di parità di genere per i capilista: l’alternanza uomo/donna è infatti prevista solo dal secondo candidato in poi.

Le altre novità della legge elettorale

Tra le alte novità c’è l’obbligo per le forze politiche di indicare il candidato presidente del Consiglio che intendono proporre, che comunque non comparirà sulla scheda elettorale. Le liste che si presenteranno in coalizione dovranno esprimere lo stesso nome. Sempre durante l’esame al Senato, è stata aumentato il numero delle firme da raccogliere per i partiti non presenti in Parlamento: il numero di sottoscrizioni sale da 1.500 a 6 mila per collegio, per un totale di 300 mila. Aumentata anche la soglia di sbarramento: per entrare in Parlamento servirà almeno il 3 per cento. Ma c’è la clausola del “miglior perdente”: in ogni coalizione che supera il 10 per cento verrà ammessa al riparto dei seggi anche la lista più votata tra quelle rimaste sotto la soglia. Ridotte poi le circoscrizioni Estero, che finora erano quattro sia alla Camera che al Senato: a Montecitorio diventano due (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide), mentre a Palazzo Madama ne resta solo una. Istituito inoltre l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel Comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Durante l’esame al Senato il voto per i fuori sede è stato esteso anche ai caregiver familiari.

Ranucci ha fatto ricorso contro la rimozione dalla conduzione di Report

Sigfrido Ranucci ha presentato ricorso al Tribunale del Lavoro di Roma contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione di Report. La tutela, si legge in una nota firmata dall’avvocato Roberto De Vita, «è stata richiesta in via d’urgenza anche in considerazione di due scadenze ormai imminenti»: il 27 settembre, termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle tre diverse posizioni professionali proposte dalla Rai, e l’8 novembre, data prevista per l’avvio della nuova stagione di Report.

La tesi sostenuta da Ranucci nel ricorso contro la Rai

La difesa di Ranucci contesta radicalmente le ragioni indicate dalla Rai a fondamento della decisione. Espressioni quali «obiettiva situazione di incompatibilità» e «continue pressioni», oppure «percezioni di opacità, commistione e interferenze», spiega la nota, «non sono state accompagnate dall’indicazione di alcun fatto concreto e riferibile al giornalista, né dall’indicazione del nesso che renderebbe necessaria proprio la sua rimozione». Il ricorso, che richiama i principi costituzionali ed europei posti a tutela della libertà di informazione, gli obblighi derivanti dal contratto di servizio RAI e dal Codice Etico aziendale, nonché le garanzie introdotte dall’European Media Freedom Act, ricostruisce il contesto nel quale è maturata la decisione della Rai. Le «numerose e pubbliche prese di posizione di esponenti politici e istituzionali che, nelle settimane immediatamente precedenti, avevano chiesto la rimozione di Ranucci dalla conduzione di Report», assieme alla «genericità» delle motivazioni fornite dalla Rai, spiega De Vita, «delineano un quadro indiziario grave, preciso e convergente, idoneo a configurare il carattere discriminatorio della decisione per ragioni politiche e per convinzioni personali, nonché la sussistenza di un motivo illecito determinante».

Ranucci ha fatto ricorso contro la rimozione dalla conduzione di Report
Sigfrido Ranucci (Imagoeconomica).

La rimozione da Report e le tre soluzioni proposte dalla Rai

Ranucci, che conduceva Report dal 2017, è stato rimosso a fine agosto dalla conduzione di Report: al suo posto Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale (dopo la rinuncia di Giulia Presutti https://www.lettera43.it/report-giulia-presutti-rinuncia-alla-conduzione-rai-cerca-compromesso/). Tre le diverse soluzioni per la ricollocazione proposte dall’azienda: un ritorno a Rainews, un approdo alla redazione Tg3, un incarico come responsabile di un ufficio di corrispondenza internazionale (in particolare al Cairo).

Qn, continua la campagna acquisti di Lmdv

Continua la campagna acquisti di Leonardo Maria Del Vecchio. Sbarca a QN anche Andrea Montanari che torna al giornalismo dopo quasi cinque anni alle Media Relations di Cdp. Con Montanari, che ha alle spalle anche 16 anni a Milano Finanza, si arricchisce la squadra di Mario Orfeo e Agnese Pini. Il calcio mercato delle penne si era aperto con due big: Guido Boffo, ex direttore del Messaggero e ora vice di Qn, e Mattia Feltri che ha lasciato la direzione dell’Huffington Post. Mentre il primo ottobre prenderanno servizio Alessandro Da Rold, in arrivo dalla Verità, e Mattia Ferraresi da Domani. Ma la lista di nomi è ancora lunga.

Sondaggi Swg 14 settembre 2026, Vannacci vicino all’8 per cento

Futuro nazionale di Roberto Vannacci sembra essersi consolidato come quarta forza politica d’Italia. È quanto emerge dai sondaggi Swg del 14 settembre 2026. L’ex generale raccoglie il 7,9 per cento dei voti, con una crescita dello 0,2 per cento rispetto alla settimana precedente. Al vertice resta sempre Fratelli d’Italia, che ottiene il 27 per cento dei consensi (+0,2) seguito dal Partito democratico al 20,9 (+0,3) e dal Movimento 5 stelle stabile al 12,6 per cento. Forza Italia continua a rimanere sotto il 7 per cento (6,9) senza variazioni mentre la Lega di Matteo Salvini segna un -0,2 per cento e raggiunge il 5,5 per cento.

Al centrodestra serve Vannacci in coalizione per vincere con lo Stabilicum

Una simulazione realizzata da Youtrend per Sky Tg24 mostra che, con percentuali simili, l’esito delle elezioni dipenderebbe dalla collocazione di Futuro nazionale (se alleato con il centrodestra o in corsa autonoma). Con Vannacci in coalizione, il centrodestra otterrebbe 226 seggi alla Camera su 400 e 117 al Senato su 205, superando le soglie della maggioranza assoluta (rispettivamente 201 e 103). Il campo largo, composto da Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa, si fermerebbe a 157 deputati e 74 senatori. Se invece Futuro nazionale corresse da solo, al contrario, sarebbe il campo largo ad aggiudicarsi il premio di maggioranza, con 221 deputati e 110 senatori, mentre il centrodestra si fermerebbe a 139 e 69. Vannacci conquisterebbe 25 seggi a Montecitorio e 12 a Palazzo Madama. In entrambi gli scenari Azione, che nella simulazione corre fuori dalle due coalizioni, resterebbe determinante solo sulla carta: 14 deputati e 6 senatori nel primo caso, 12 e 6 nel secondo.

Chi è Ugo Rossi, il vannacciano chiamato per le elezioni in Russia

Roberto Vannacci non sarà il cavallo di Troia della Russia, ma un legame tra Futuro Nazionale e il Cremlino c’è, ed è innegabile: tra gli italiani chiamati a far parte del pool di esperti stranieri che dovrà certificare la legittimità del voto per il rinnovo della Duma (la camera bassa russa del parlamento russo) c’è infatti anche consigliere comunale triestino Ugo Rossi, esponente appunto di FN e grande ammiratore di Vladimir Putin.

A presidere il pool c’è un altro italiano: Vito Grittani

Per smentire le accuse di brogli e censura, in vista del voto per il rinnovo della Duma di Stato, che si terrà dal 18 al 20 settembre, la Russia ha annunciato la costituzione di una «associazione internazionale di esperti politici ed elettorali», che avrà l’appoggio del ministero degli Esteri, dell’Amministrazione presidenziale e della Commissione elettorale centrale. A presiedere il pool di esperti è un altro italiano: Vito Grittani, conosciuto come ambasciatore della Repubblica di Abkhazia (territorio della Georgia riconosciuto come indipendente da Mosca) e per aver accompagnato nel 2022 nell’Ucraina occupata una delegazione di 13 connazionali, chiamata a certificare – la storia si ripete – la correttezza dei referendum farsa per l’annessione alla Russia.

No vax, ex M5s e filoputiniano: chi è Ugo Rossi

Ma torniamo a Rossi. Nato nel 1991 e di professione ingegnere, ha aderito a Futuro Nazionale a marzo nella speranza – ha spiegato – che Vannacci possa «fare per l’Italia quello che Putin ha fatto per la Russia: risollevarla dalle ceneri». Il suo esordio in politica era avvenuto col Movimento 5 stelle, da cui è poi fuoriuscito in tempo di pandemia per aderire al Movimento 3V, che aveva posizioni no-vax: con questo partito si era candidato a sindaco di Trieste nel 2021, senza raggiungere l’obiettivo ma ottenendo abbastanza voti per un seggio in consiglio comunale, dove siede ancora. In tempo di Covid è stato arrestato e condannato a 5 mesi per aver aggredito due carabinieri che lo avevano trovato in un ufficio postale triestino dove difendeva una no vax che non voleva indossare la mascherina. E in un’altra occasione è stato portato via dalla polizia locale quando, dopo essere entrato in uno stabile del Comune senza green pass, aveva provato a barricarsi al suo interno. Prima di aderire a FN si era dimostrato piuttosto critico nei confronti di Vannacci, che ha però abbracciato dopo un passaggio in Insieme Liberi. Come detto è decisamente filorusso: «Putin è un grande leader, forse il migliore al mondo», ha dichiarato. Rossi è in Russia dal 10 settembre per partecipare al Festival dei Giovani a Ekaterinburg, dove – ha spiegato – sta anche «facendo un corso di aggiornamento come esperto elettorale».

Elezioni di midterm, la Corte Suprema boccia le restrizioni di Trump sul voto per posta

Sconfitta per Donald Trump in tribunale: la Corte suprema Usa ha bocciato le restrizioni che il presidente americano voleva imporre al voto per corrispondenza in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. La Casa Bianca voleva imporre agli Stati di compilare un elenco di tutti gli elettori che devono ricevere la scheda per posta: una misura, era stato spiegato, che aveva l’obiettivo di rafforzare i controlli e prevenire possibili frodi. Stati, gruppi per i diritti di voto e amministratori elettorali avevano però denunciato il rischio di gravi disservizi e di una possibile privazione del diritto di voto su larga scala.

Perché la Corte Suprema Usa ha bocciato la proposta

La proposta dell’Amministrazione Trump avrebbe attribuito al servizio postale statunitense nuovi poteri nella gestione delle schede elettorali inviate per il voto per corrispondenza, compresa la possibilità di trattenere interi lotti di corrispondenza in presenza di irregolarità nei dati o nei codici di tracciamento. «Applicare questa norma alle elezioni del 2026 sarebbe arbitrario», ha sottolineato il giudice conservatore Brett Kavanaugh, in quanto «i funzionari elettorali statali e locali non dispongono di tempo sufficiente per attuarla». Solo due giudici conservatori, Samuel Alito e Clarence Thomas, hanno espresso parere contrario.

Elezioni di midterm, la Corte Suprema boccia le restrizioni di Trump sul voto per posta
Donald Trump (Imagoeconomica).

Stop anche alla norma per limitare la durata di alcuni visti

Trump ha poi ricevuto un altro schiaffo in tribunale, per un’altra questione: un giudice federale di Boston ha infatti bloccato una nuova norma introdotta dalla Casa Bianca che avrebbe limitato la durata della permanenza negli Stati Uniti per studenti e giornalisti stranieri. In base alla norma introdotta a giugno da Trump, i visti F per studenti internazionali e i visti J – che permettono ai partecipanti a programmi di scambio culturale di lavorare negli States – avrebbero dovuto avere una durata massima di quattro anni, mentre i visti I per giornalisti sarebbero stati limitati a 240 giorni, in pratica otto mesi.

Aggiotaggio su quote della Lazio, perquisiti presidente e ad della Banca del Fucino

I carabinieri del nucleo investigativo di Roma, coordinati dai pm della Dda, stanno effettuando perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi e dell’ad Francesco Maiolini nell’ambito di una indagine in cui si ipotizza il reato di aggiotaggio su quote societarie della Lazio. L’attività riguarda anche Luigi Bisignani, collaboratore del quotidiano Il Tempo. L’obiettivo, scrive Repubblica, è capire se dietro la lunga offensiva contro il patron biancoceleste Claudio Lotito — dalle false notizie sulla vendita del club fino alla pressione esercitata attraverso social e mezzi di informazione — ci sia stata una «regia unitaria» e individuare gli eventuali «mandanti».

L’indagine sulle notizie false per allontanare Lotito dalla Lazio

L’ipotesi della procura è che da giugno 2024 sia stata alimentata una campagna basata sulla diffusione di notizie false, da Lotito pronto a cedere il pacchetto di controllo della Lazio, alle sue società in stato di decozione, fino all’accusa di voler deliberatamente portare la squadra in una serie inferiore per incassare il cosiddetto paracadute da 35 milioni di euro. La Lazio è però una società quotata in Borsa e, per i magistrati, quelle informazioni false erano concretamente idonee a provocare «una sensibile alterazione del prezzo delle azioni». Da qui l’ipotesi di manipolazione del mercato contestata in concorso agli indagati. Secondo il decreto, alcune delle «attività di denigrazione e di diffusione attraverso social network» sarebbero state «in tutto o in parte finanziate» da Maiolini. In un articolo di Bisignani sul Tempo, in cui si parla di una fantomatica offerta di JP Morgan da 450 milioni di euro per acquistare la Lazio (notizia che la procura considera falsa), viene per esempio suggerito di rivolgersi a uomini della finanza per aprire un nuovo corso nella gestione della società tra i quali «Masi e Maiolini della Banca del Fucino». Incrociando le pubblicazioni con i tabulati telefonici, sono emersi contatti «non occasionali» negli ultimi due anni tra Maiolini e Bisignani, alcuni contatti tra Masi e lo stesso Bisignani e una serie di telefonate e «insistiti tentativi di chiamata» tra Maiolini e Bisignani proprio a ridosso della preparazione e della pubblicazione degli articoli.

Caccia italiani abbattono un drone russo nello spazio aereo lituano

Nuove tensioni tra Russia e Nato: un drone che ha violato nella notte lo spazio aereo della Lituania, entrando dalla Bielorussia, «è stato rapidamente abbattuto» da caccia dell’Alleanza atlantica. Lo ha reso noto il presidente lituano Gitanas Nauseda, aggiungendo: «Mentre la Russia intensifica la sua aggressione contro l’Ucraina, una tale preparazione è vitale per la nostra regione. Insieme ai nostri alleati della Nato, la Lituania difenderà il proprio spazio aereo». L’operazione è stata compiuta da due caccia Eurofighter F-2000 della Task Force Air “Baltic Thunder III” dell’Aeronautica Militare italiana.

Si tratta del secondo drone russo abbattuto nei cieli baltici

Il drone è precipitato in una zona rurale vicino al lago di Kaunas, nella parte centrale del Paese baltico. Le ex repubbliche sovietiche registrano regolarmente intrusioni di droni stranieri nei propri territori. Ma questo è solo il secondo abbattimento nei cieli baltici dall’invasione russa dell’Ucraina del 2022: il primo si è verificato il 19 maggio di quest’anno, quanto la polizia aerea Nato ha intercettato un velivolo senza pilota nello spazio aereo estone.

Fregata russa lancia razzi contro un elicottero danese

Poco dopo, è arrivata anche la notizia di una fregata russa che ha lanciato due razzi di segnalazione verso un elicottero militare danese in acque internazionali, al largo della costa della Danimarca, mancando di poco il velivolo. Lo ha reso noto in un comunicato l’esercito del Paese nordico, membro della Nato, spiegando che l’elicottero stava svolgendo una missione di routine per fotografare la nave russa. Copenaghen convocherà l’ambasciatore di Mosca per discutere dell’incidente, ha annunciato il ministro della Difesa Jeppe Bruus.

Siae, al via la nuova edizione di Per chi crea: pubblicati i bandi

Riparte Per chi crea, il programma promosso dal ministero della Cultura e gestito da Siae che ogni anno investe il 10 per cento dei compensi derivanti dalla copia privata per sostenere la creatività e la crescita professionale delle nuove generazioni. Per l’edizione 2026 sono stati pubblicati i nuovi bandi, che mettono a disposizione oltre 13 milioni di euro a favore di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori under 35, residenti in Italia o cittadini italiani residenti all’estero. Negli ultimi anni l’iniziativa si è affermata come uno dei più significativi strumenti di sostegno alla produzione culturale giovanile nel nostro Paese. Nell’edizione precedente sono stati assegnati 331 contributi per altrettanti progetti nei settori delle arti visive, cinema, danza, libro e lettura, musica e teatro, contribuendo alla nascita di nuove opere, percorsi formativi e occasioni di promozione in Italia e all’estero.

Quattro bandi per altrettante linee di intervento

Per il 2026 le risorse saranno destinate a quattro linee di intervento:

  • Nuove opere: il bando finanzia progetti di produzione artistica volti alla realizzazione e promozione di opere inedite di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana;
  • Formazione e promozione culturale nelle scuole: il bando finanzia progetti volti al rafforzamento della formazione e della promozione culturale nelle scuole italiane statali e paritarie, eventualmente in collaborazione con altri soggetti specializzati e con le scuole di musica, d’arte, di danza, di scrittura. Un’attenzione particolare verrà riservata alle scuole situate nelle “periferie urbane” per portare l’arte e la cultura tra i banchi;
  • Professionalizzazione degli artisti: il bando finanzia progetti di professionalizzazione artistica (ad es. masterclass, residenze artistiche, corsi di formazione, seminari) volti al rafforzamento delle conoscenze e delle capacità creative di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana;
  • Live e promozione nazionale e internazionale: il bando finanzia progetti finalizzati alla realizzazione di iniziative (tour/circuitazioni, festival/rassegne) di esecuzione live o promozione in ambito nazionale e internazionale – anche mediante l’eventuale traduzione delle opere in altre lingue – di opere di giovani autori, artisti, interpreti ed esecutori di età non superiore ai 35 anni residenti in Italia o residenti all’estero ma con cittadinanza italiana.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 14.00 del 29 ottobre 2026. Bandi, regolamenti e tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito Per chi crea.

La Serie A trema sui diritti tivù: quanto intascherà nel quinquennio 2029-2034?

Nel 2027 verrà aggiudicato il bando per i diritti tivù della Serie A di calcio del quinquennio 2029-2034. E la grande preoccupazione dei club italiani è di non riuscire a confermare i 900 milioni all’anno del quinquennio 2024-2029 assicurati da Dazn (700) e Sky (200). Diritti aggiudicati nell’ottobre 2023, con un’Inter fresca finalista della Champions League persa di misura contro il Manchester City di Pep Guardiola. Ora, invece, sembrano davvero lontane le prospettive di squadre italiane nelle fasi finali della massima competizione europea per club.

La Serie A trema sui diritti tivù: quanto intascherà nel quinquennio 2029-2034?
Romelu Lukaku, Danilo D’Ambrosio e Rodri, autore del gol decisivo, durante la finale di Champions del 2023 tra Inter e Manchester City (foto Ansa).

Parlando con operatori vicini alle trattative, pare di capire che a questo giro la cifra massima che Dazn e Sky saranno disposti a versare non supererà i 700 milioni complessivi all’anno. Vediamo se il bando riuscirà a proporre tante soluzioni esclusive, in grado di massimizzare gli incassi, con per esempio una partita su Prime Video, una su Netflix, una in chiaro, alcune a Dazn, altre a Sky. Facendo però impazzire i tifosi, costretti a una miriade di abbonamenti.

In Francia i grandi broadcaster si sono tirati indietro

Ma il dramma vero sarebbe invece se, come già accaduto in Francia, i grandi broadcaster rinunciassero a fare offerte o addirittura si ritirassero dai contratti in essere, costringendo la Lega Serie A ad attuare la minaccia fantasma balenata da decenni, ossia il fantomatico canale della Lega, con esiti simili alla Francia: una Ligue 1 passata in pochi anni dai 750 milioni ai 184 milioni di euro annui della stagione 2025-26.

Non è solo questione di scarsa competizione nel campionato

Un tracollo del genere del prezzo di mercato dei diritti televisivi del calcio non si può attribuire solo al fenomeno francese, tirando in ballo il fatto che in Ligue 1 esista un’unica squadra di calcio, il Paris Saint-Germain, con pochissima competizione (12 degli ultimi 14 campionati vinti dal club di Parigi): perché, appunto, il dominio del Psg dura da 14 anni, mentre il flop francese nei ricavi dei diritti tivù è recente, e avvenuto, peraltro, in concomitanza col trionfo europeo della squadra allenata da Luis Enrique (vittoria delle ultime due edizioni della Champions) e con l’esplosione di tantissimi talenti francesi sparsi in molti club continentali.

La Serie A trema sui diritti tivù: quanto intascherà nel quinquennio 2029-2034?
L’allenatore del Psg Luis Enrique solleva al cielo la Champions League: ne ha vinte due di fila, nel 2025 e nel 2026 (foto Ansa).

Insomma, il calcio transalpino è cool, è zeppo di campioni, eppure nessuno vuole pagare più di tanto per vederlo. E allora perché, di grazia, uno dovrebbe invece spendere 40-50 euro al mese per lo spettacolo assicurato dalla Serie A italiana? Certo, la competitività è maggiore, e dal 2019-20 nessuna squadra bissa il successo in campionato (si sono succeduti Inter, Milan e Napoli, alternandosi). Ma la qualità della Serie A è crollata: ed è sufficiente dare un’occhiata ai 30 finalisti del Pallone d’oro per averne un’idea.

La penuria di calciatori di alto livello internazionale in Serie A

Nel 2026 c’è un solo calciatore italiano o che gioca nel campionato italiano: Lautaro Martinez. Non era mai successo in tempi recenti, e nell’ultimo decennio la media era stata di quattro-cinque calciatori, con l’eccezione del 2021 con addirittura nove tra italiani e calciatori che giocavano nel nostro campionato in Top 30, soprattutto grazie all’Europeo vinto dalla Nazionale di Roberto Mancini.

La Serie A trema sui diritti tivù: quanto intascherà nel quinquennio 2029-2034?
L’attaccante dell’Inter Lautaro Martinez (foto Ansa).

Ora, la classifica del Pallone d’oro non è tutto, ma è sicuramente un buon indicatore: la Francia, nella Top 30 del 2026, ha 14 calciatori francesi o che giocano in Ligue 1, e ne poteva contare 11 nel 2025 (l’anno in cui il Psg travolse in finale di Champions l’Inter 5-0). Se la Ligue 1 e i francesi, con tutta questa qualità in campo, valgono 184 milioni di euro all’anno, quanto può valere, quindi, la Serie A dove scorrazza ancora da protagonista il 41enne Luka Modric?

La Serie A trema sui diritti tivù: quanto intascherà nel quinquennio 2029-2034?
Luka Modric in azione contro la Juventus (foto Ansa).

I club italiani stanno già accendendo candele in chiesa, tenuto conto che neppure i vari over-the-top alla Amazon o Netflix sembrano interessati a svenarsi per la competizione tricolore. E anche i progetti che parlano di 500 milioni di euro all’anno dai diritti internazionali della Serie A sembrano più che altro auspici di buona sorte. Chi mai potrebbe essere interessato, oltre confine, alle partite del campionato italiano nelle quali non gioca praticamente nessuna stella mondiale?

La nuova linea Orsato se non altro ha ravvivato lo spettacolo

L’unica possibile via di salvezza sembra essere la svolta impressa dal designatore degli arbitri Daniele Orsato, che grazie alle nuove regole ha diminuito le interruzioni per il Var e fatto aumentare il tempo effettivo delle partite, rendendole più avvincenti e soggette a piogge di gol e ribaltoni di risultato, soprattutto nei minuti finali. Basterà però per recuperare appeal?

La Serie A trema sui diritti tivù: quanto intascherà nel quinquennio 2029-2034?
Daniele Orsato, nuovo designatore degli arbitri (foto Ansa).

Piccola chiosa finale: dal 2016 al 2026 solo quattro calciatori italiani sono entrati due volte nella Top 30 del Pallone d’oro: Gianluigi Buffon (2016 e 2017), Leonardo Bonucci (2017 e 2021), Nicolò Barella (2021 e 2023) e Gigio Donnarumma (2021 e 2025). Una volta, invece, Giorgio Chiellini e Jorginho, nel 2021. Stop.

Oasis a Roma nel 2027: le date

Dopo giorni di indizi e spoiler, gli Oasis hanno annunciato ufficialmente i concerti del tour Live ‘27, che inizierà e terminerà nel Regno Unito, e che prevede tappe in Germania, Paesi Bassi, Francia, Italia, Stati Uniti e Irlanda. Come da previsioni, la band di Noel e Liam Gallagher si esibirà allo Stadio Olimpico di Roma in due serate: le date da segnare sul calendario sono il 29 e 30 luglio.

Come acquistare i biglietti

Per avere la possibilità di acquistare i biglietti servirà una registrazione da fare entro il 17 settembre sul sito ufficiale degli Oasis, scegliendo fino a tre città, in ordine di preferenza. A quel punto gli utenti potranno riceve un codice per accedere alla vendita di una sola delle tappe scelte: ogni persona potrà comprare fino a quattro biglietti. I ticket saranno in vendita nell’arco di tre giorni: dal 25 al 27 settembre.

Tutte le date del tour

Queste tutte le date del tour: 21, 23, 25, 28 e 29 maggio a Glasgow; 4, 6, 8, 11, 12, 15, 18, 19, 22, 25 e 26 giugno a Manchester; 2 e 3 luglio a Monaco di Baviera; 10 e 11 luglio a Barcellona; 16 e 17 luglio ad Amsterdam; 23 e 24 luglio a Parigi; 29 e 30 luglio a Roma; 10, 13 e 14 agosto a Boston; 20, 21 e 24 agosto a Las Vegas; 4 e 5 settembre a Slane Castle (Irlanda); 11, 12, 18 e 19 settembre a Knewborth (Inghilterra).

Poste italiane, Del Fante: «Mercato ha capito e ci darà ampio controllo su Tim»

Poste italiane sta valorizzando Tim in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un’intervista al Tg Poste l’amministratore delegato Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’opas, conclusa con Poste al 66,6 per cento del Gruppo di telecomunicazioni. «Se siamo arrivati a questo numero è perché il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire. Gli investitori hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori». E ancora: «C’è stata una presa di coscienza, i mercati la chiamano Fomo. Fear of missing out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa Fomo ci sarà anche dal 21 al 25 settembre». Al termine dell’opas, ha concluso Del Fante, «ci troveremo a una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende».

Lasco: «Su Tim un’operazione storica per il Paese»

Anche Giuseppe Lasco, direttore generale di Poste italiane, ha commentato al Tg Poste la chiusura della prima fase dell’offerta su Tim, ritenendola un’operazione storica per il nostro Paese. «Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale». Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo: «Poste italiane e Tim saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. Anche se l’IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni». «Proviamo orgoglio», ha concluso, «perché daremo un futuro alle nuove generazioni».

I timori per un’IA fuori controllo mettono d’accordo tutti, tranne Trump

Un addetto ai lavori del settore, il politico più popolare del movimento progressista Usa e una ex voce di spicco del movimento MAGA. Tutti insieme, dopo gli allarmi lanciati negli ultimi giorni, per parlare dei pericoli legati a un’intelligenza artificiale fuori controllo, che se non altro ha il merito di aver messo d’accordo tutti. O quasi, vedasi Donald Trump. Succederà a San Francisco domani, martedì 15 settembre, all’evento Pro-Human Assembly promosso dal Future of Life Institute, organizzazione senza scopo di lucro che dal 2014 si batte contro i rischi su larga scala derivanti dalla tecnologia, con particolare attenzione a quello esistenziale rappresentato appunto dall’intelligenza artificiale.

I timori per un’IA fuori controllo mettono d’accordo tutti, tranne Trump
Bernie Sanders (Ansa).

I protagonisti più attesi dell’evento di San Francesco

L’addetto ai lavori è il ricercatore Jacob Coxon, che di recente si è dimesso da Anthropic (e aveva anche lavorato per OpenAI) avvertendo che l’intelligenza artificiale potrebbe distruggere l’umanità nel corso di un decennio. Il politico progressista è il veterano Bernie Sanders, senatore indipendente del Vermont ma da sempre dem. Poi ci sarà Steve Bannon, ex ideologo di Trump, che negli anni ha voltato le spalle all’attuale presidente Usa. «Gli oligarchi sono finalmente costretti ad ammettere di aver mentito fin dall’inizio sui pericoli di un’accelerazione priva di qualsiasi salvaguardia: hanno messo a repentaglio la nazione e l’umanità», ha dichiarato ad Axios.

I timori per un’IA fuori controllo mettono d’accordo tutti, tranne Trump
Steve Bannon (Ansa).

Assieme a Coxon, Sanders e Bannon parleranno delle potenziali ripercussioni dell’IA – come gli sconvolgimenti nel mondo del lavoro, gli impatti ambientali e le vulnerabilità per la sicurezza nazionale – pure la senatrice Marsha Blackburn (repubblicana del Tennessee), il presidente del Congressional Progressive Caucus Greg Casar (democratico del Texas) e il membro dell’Assemblea di New York Alex Bores. Ma anche gli attori Ashley Judd e Joseph Gordon-Levitt, oltre all’arcivescovo di San Francisco Salvatore Cordileone e Walter Kim, della National Association of Evangelicals.

L’avvertimento dell’Onu sui pericoli legati all’IA

Proprio oggi, in una lettera inviata agli Stati e alle aziende leader a livello mondiale nel campo dell’IA, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha scritto che «l’attuale corsa verso un’intelligenza artificiale sempre più potente rappresenta un salto verso maggiori rischi esistenziali per ogni aspetto delle nostre vite». Türk, nella lettera, ha avvertito che l’IA potrebbe «paralizzare i servizi essenziali, frammentare le comunicazioni, destabilizzare le infrastrutture critiche e colpire al cuore stesso delle istituzioni democratiche».

I timori per un’IA fuori controllo mettono d’accordo tutti, tranne Trump
Donald Trump (Imagoeconomica).

Trump parla di «forze negative», Pechino di «allarmismo»

E sempre oggi, liquidando l’ultimo allarme di Dario Amodei di Anthropic secondo cui l’IA potrebbe presto essere in grado di guidare uno sciame di agenti capaci di prendere il controllo dell’intero Internet, ha parlato di una cospirazione da parte di «forze negative» e di una sola necessità, ovvero «avere un presidente forte» come lui. Trump, difendendo la corsa all’intelligenza artificiale, ha poi detto che «l’unico Paese a rallegrarsi» di una frenata è la Cina. La proposta di rallentare ha trovato l’immediato sostegno di due protagonisti indiscussi in America del settore, ovvero Elon Musk (SpaceX che controlla xAI) e Sam Altman di OpenAI. Poco dopo, tramite il portavoce del ministero degli Esteri, Pechino ha dichiarato che «allarmismo, confronto e competizione non faranno altro che ostacolare il processo di governance globale dell’IA».

Roggero resta in carcere, no al differimento della pena

Il Tribunale di Sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta di detenzione domiciliare presentata dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour detenuto a Bollate dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo. La richiesta era stata avanzata dal suo avvocato Stefano Marcolini in attesa di una decisione sulla domanda di grazia presentata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La difesa aveva chiesto in via principale il differimento dell’esecuzione della pena e, in subordine, la possibilità per il 72enne di scontarla ai domiciliari.

Le motivazioni del Tribunale

Il Tribunale di Sorveglianza torinese ha però evidenziato che il differimento della pena previsto quando è stata presentata una domanda di grazia è «un’ipotesi residuale con pochissimi precedenti giurisprudenziali» e che l’intervento della magistratura risulterebbe una «quasi irrispettosa intrusione» in un ambito che costituisce «prerogativa esclusiva del capo dello Stato». Inoltre, il differimento della pena potrebbe risultare “pregiudizievole” per lo stesso Roggero qualora Mattarella decidesse di concedere una grazia solo parziale. Il periodo di pena sospeso non verrebbe infatti sottratto all’ammontare complessivo della pena, posticipando i requisiti temporali per accedere ai benefici penitenziari.

Salvini: «A Pontida un gazebo per le spese legali»

Sulla decisione è già intervenuto Matteo Salvini, annunciando che a Pontida ci sarà un gazebo a sostegno del gioielliere. «Nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura continuiamo a ritenere che la sua permanenza in carcere non sia necessaria. L’auspicio è che possa tornare in libertà il prima possibile. La Lega continuerà a essere concretamente al suo fianco. Domenica a Pontida sarà presente anche un gazebo per raccogliere fondi a sostegno delle spese legali che Roggero sta affrontando», ha affermato.