Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II

È morto Fabio Mussi, ex ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi (2006-2008), in passato presidente di Sinistra Democratica e attualmente dirigente di Sinistra Italiana. Aveva 78 anni.

Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II
Morto Fabio Mussi, ministro dell’Università e della Ricerca nel governo Prodi II

Dal PCI a Sinistra Italiana: la carriera politica

Nato a Piombino in una famiglia operaia, aveva aderito giovanissimo al Partito Comunista Italiano, diventando nel 1979 è il più giovane affiliato a fare parte del Comitato centrale: per permettere il suo inserimento venne abbassata di tre anni l’età minima. Allo scioglimento del PCI era diventato dirigente del Partito Democratico della Sinistra (1991-98), poi confluito nei Democratici di Sinistra. Deputato fin dal 1992, è stato vicepresidente della Camera dal 2001 al 2006, anno in cui era stato nominato ministro dell’Università e della Ricerca nel secondo governo Prodi. Contrario alla fusione dei DS col nascente Partito Democratico, nel 2007 Mussi aveva partecipato alla fondazione di Sinistra Democratica, poi unitasi a Sinistra Ecologia e Libertà, partito a sua volta confluito in Sinistra Italiana, di cui era dirigente.

Il ricordo di Fratoianni: «Intellettuale raffinato»

«Fabio Mussi se n’è andato. Quando questa mattina ho aperto gli occhi e ho visto il messaggio di Valentina, sua figlia, non volevo crederci. Ho ancora nelle orecchie la sua voce squillante, la sua ironia tagliente e la passione travolgente con cui mi investiva ogni volta che mi telefonava», ha scritto su Facebook Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. «Prima del ciao o del come stai, fluivano come una raffica di mitraglia le sue parole che “sezionavano” letteralmente la questione di cui aveva premura di parlarmi. Mi telefonava per parlarmi dei problemi che vedeva crescere attorno a noi, per parlarmi di politica. Anzi di Politica con la P maiuscola. Perché Fabio non era solo uno straordinario dirigente politico, Fabio era un intellettuale raffinato, una persona coltissima, curioso e inquieto di quella inquietudine di cui abbiamo un disperato bisogno».

Vannacci apre a Meloni al Quirinale: «Sarebbe un ottimo capo di Stato»

Ospite di È sempre Cartabianca su Rete 4, Roberto Vannacci ha lanciato un segnale di avvicinamento al centrodestra e in particolare a Giorgia Meloni, definendo la premier una figura adatta al Quirinale. «Perché no? Penso che abbia dimostrato carisma, notevoli capacità, quindi potrebbe essere anche un ottimo Presidente della Repubblica», ha detto il fondatore di Futuro Nazionale. Sollecitato poi sul sostegno del suo partito alla candidatura di Meloni per il Colle nel 2029, l’ex generale ha risposto che si tratta di «una delle eventualità possibili». Le sue dichiarazioni di Vannacci seguono a stretto giro le recenti aperture del viceministro Edmondo Cirielli su una possibile alleanza tra Fratelli d’Italia e Futuro Nazionale in vista delle Politiche del 2027. L’ingresso dei vannacciani nella coalizione di centrodestra, però, è al momento osteggiata da Forza Italia e soprattutto dalla Lega, rimasta scottata dal contatto ravvicinato con l’ex generale, che di fatto è stato lanciato in politica da Matteo Salvini.

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Vannacci apre a Meloni al Quirinale: «Sarebbe un ottimo capo di Stato»
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

La replica di Vannacci al Financl Times

Vannacci ha teso la mano alla premier anche nella risposta via social data – in inglese – al Financial Times, che (citando l’European Council on Foreign Relations) in un articolo lo aveva definito «cavallo di Troia russo che mette alla prova Meloni» sfidando direttamente la politica estera italiana, favorevole all’Ucraina, «con argomenti sorprendentemente vicini a quelli di Mosca». Nel post, che accompagna una sua immagine con colbacco e bicchierino di vodka – Vannacci ha smentito di essere un candidato manciuriano, ovvero un individuo, che viene segretamente controllato o manipolato da una forza ostile o esterna per agire come una marionetta contro gli interessi del proprio Paese.

«Onestamente, mi aspettavo di più da voi. Trovo ammirevole l’eleganza del complotto: invece di infiltrarsi nel quartier generale della Nato o manipolare le elezioni, l’Fsb (il servizio di sicurezza interna e controspionaggio della Federazione Russ, ndr) si sarebbe accontentato di far brontolare un generale italiano per le vacanze estive rovinate dal costo del carburante, una lamentela condivisa da ogni cittadino italiano, da Palermo a Bolzano, nessuno dei quali – che io sappia – risponde alla Lubjanka», ha scritto Vannacci. «Perdonatemi, ma fatico ancora ad accettare l’idea che dissentire dall’ortodossia di Bruxelles equivalga ormai, di fatto, a una mancanza di lealtà verso l’Occidente. Attendo con interesse il suo prossimo articolo sul complotto internazionale che si celerebbe dietro le lamentele per i prezzi dei supermercati». E poi: «A proposito: da quando chiedersi perché la benzina costi tanto richiede un nulla osta di sicurezza? Vi ringrazio comunque molto per aver dato risonanza – spero gratuitamente! – alle mie posizioni».

Wsj: «Pentagono estende dispiegamento truppe Usa in Medio Oriente fino al 2027»

Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha deciso di prorogare fino al 2027 il dispiegamento di truppe Usa in Medio Oriente. Lo riporta il Wall street journal citando alcune fonti, segnalando che la guerra potrebbe protrarsi fino al prossimo anno. Nella regione sono operative 19 navi della Marina statunitense, squadroni di caccia, unità di difesa aerea e paracadutisti. Il Wsj evidenzia che il prolungato dispiegamento sta mettendo a dura prova i militari e impedisce la corretta manutenzione delle attrezzature. I problemi logistici hanno anche fatto sì che i marinai ricevano lettere e pacchi dai propri cari con molta meno frequenza, mentre i rifornimenti sono diventati più difficili. Sempre secondo il quotidiano, il presidente Donald Trump appoggia privatamente l’idea di dichiarare la fine delle ostilità contro Teheran e ritiene che esercitare pressioni economiche sulla Repubblica islamica consentirebbe a Washington di raggiungere i propri obiettivi. Ciononostante, 50 mila soldati statunitensi rimangono in Medio Oriente.

Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione: la Rai cerca un compromesso

Giulia Presutti fa fatto un passo indietro. La co-conduttrice designata di Report, in coppia con Daniele Piervincenzi, nella serata di mercoledì ha inviato una mail al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini rinunciando all’incarico, «nella speranza», spiega, «di aiutare in questo modo la trasmissione che mi ha formata e alla quale ho avuto l’onore di contribuire. Una trasmissione così amata, che tanto ha dato al pubblico e alla nostra azienda, non può impantanarsi in discussioni e scambi così piccoli, né credo che il suo futuro possa essere legato a singoli nomi e singole personalità». La decisione è arrivata dopo l’incontro di Corsini con la redazione del programma, – riunione alla quale Presutti e Piervincenzi non hanno partecipato su consiglio del direttore degli Approfondimenti – che ha riaperto un canale di dialogo tra gli inviati e l’azienda.

Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione: la Rai cerca un compromesso
Danilo Procaccianti con i giornalisti di Report all’ingresso della sede Rai di via Teulada dopo l’assemblea (Ansa).

Torna in campo l’ipotesi di una conduzione a rotazione

Corsini si è preso un giorno per valutare il da farsi e per scongiurare lo slittamento della trasmissione il cui inizio è previsto l’8 novembre su Rai3. L’idea di nominare capi autore Bernardo Iovene e Giulio Valesini era stata rispedita al mittente dai diretti interessati e la squadra di Report, sia gli interni sia gli esterni, ha fatto muro. Ora la Rai spera di raggiungere un compromesso, magari su una conduzione a rotazione. Piervincenzi, in quel caso, potrebbe restare, ma alla guida di Report Lab

Report, Giulia Presutti rinuncia alla conduzione: la Rai cerca un compromesso
Daniele Piervincenzi esce dalla sede Rai di via Teulada (Ansa).

L’ultima stoccata di Ranucci a Presutti

Sempre mercoledì, Sigfrido Ranucci era tornato all’attacco di Presutti commentando la notizia pubblicata da Il Domani secondi cui la giornalista sarebbe stata autrice con Alessandro Perozzi, di uno servizio fake sulla strage di Cutro andato in onda su Agorà nel 2023. «Se confermato sarebbe gravissimo», ha scritto l’ex conduttore.

Sul piano legale, l’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita, ha dichiarato che «la Rai, dopo aver dichiarato formalmente l’esistenza di “continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità'”, ha comunicato che non intende esplicitare le ragioni di quel che ha scritto con il provvedimento» di rimozione del suo assistito. L’azienda ha fatto sapere, in realtà, di aver consegnato la documentazione richiesta, che è stata ritenuta, evidentemente, insufficiente. «Si tratta della insussistenza di motivazioni fattuali ovvero di ragioni esplicitabili», ha spiegato De Vita. «Grave che lo faccia un datore di lavoro, ancor più grave che lo faccia un’azienda pubblica».

Clooney a Venezia attacca Trump: «Usa guidati da persone incapaci»

George Clooney attacca Trump (pur senza mai citarlo) e il governo americano dal Lido di Venezia, dov’è arrivato per ricevere il Leone d’oro alla carriera in occasione della serata inaugurale della Mostra del cinema. «Non è facile vivere in un Paese che è guidato dalle persone meno capaci di farlo. A novembre ci sono le elezioni di midterm che saranno sicuramente un momento per tirare le somme e, se va tutto bene, torneremo ad una situazione di maggiore normalità», ha detto l’attore. «L’idea poi che la crudeltà sia alla base e faccia parte del divertimento del mondo, e che un segretario alla Difesa, Pete Heghset, abbia twittato una foto sulle donne delle forze armate canadesi ridendoci su, è davvero una cosa assurda. Questa è kakistocrazia (il governo dei peggiori, ndr)», ha aggiunto. «Dov’è finito il senso della decenza? Supereremo anche questo e ne emergeremo migliori», ha chiosato.

Droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia, identificati due sospetti: cosa sappiamo

Gli investigatori tedeschi hanno identificato due persone sospettate di aver partecipato al tentato attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia/Halle, per cui la Germania ha ufficialmente accusato la Russia, innescando un botta e risposta che ha coinvolto anche l’Ue e la Nato. Come riportano i media tedeschi, una delle persone identificate è un bielorusso con passaporto russo: il suo Dna è stato rinvenuto sul luogo dell’incidente del drone. L’altro, di origine russa con passaporto lettone, è sospettato di aver contribuito all’organizzazione dell’attacco. Uno dei sospettati, è emerso, aveva il visto turistico italiano. Secondo le autorità, i due hanno agito per conto di agenzie statali russe.

Droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia, identificati due sospetti: cosa sappiamo
Johann Wadephul e Alexander Dobrindt (Ansa).

L’annuncio delle autorità tedesche e la replica di Mosca

Dopo settimane di indagini, ieri la Germania ha accusato la Russia per gli attacchi con i droni-bomba avvenuti (senza conseguenze) nella zona dell’aeroporto di Lipsia. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e il collega degli Esteri, Johann Wadephul, hanno parlato di un Paese «bersaglio della guerra ibrida» orchestrata da Mosca. Di seguito sono arrivate la chiusura del consolato generale a Bonn (dal 18 settembre) e la risoluzione del contratto con la Casa russa di Berlino. La Russia, da parte sua, ha minacciato di reagire «a tutte le decisioni antirusse della Germania» con «risposte devastanti». Dura la reazione dell’Ue e della Nato dopo gli ultimi sviluppi su Lipsia: «Voglio essere molto chiara, questo è stato un attacco con materiale militare portato avanti da un’operazione della Russia in territorio europeo. Non lo tolleriamo. Quest’intimidazione non funzionerà, l’Ue e la Nato sono uniti. Non solo manterremo alta la pressione sulla Russia, ma la alzeremo», ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, affiancata dal segretario generale della Nato Mark Rutte, prima del loro incontro a Bruxelles. Successivamente, l’incaricato d’affari della Germania a Mosca è stato convocato al ministero degli Esteri.

Droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia, identificati due sospetti: cosa sappiamo
Mark Rutte e Ursula con der Leyen (Ansa).

Inter-Ausilio, è addio

Piero Ausilio è vicinissimo a lasciare il ruolo di direttore sportivo dell’Inter. Il dirigente, in scadenza nel 2027 e da 29 anni in nerazzurro, non ha trovato l’accordo con Oaktree per il rinnovo (l’offerta era per un altro anno) e ha comunicato alla società che non ci sono le condizioni per proseguire. L’addio è a questo punto inevitabile e, stando a quanto filtra da Milano, potrebbe arrivare in anticipo: le parti sono infatti al lavoro per una risoluzione consensuale. Ausilio è entrato nei quadri nerazzurri nel 1997 e da segretario delle giovanili è arrivato a ricoprire l’incarico di direttore sportivo della prima squadra, assunto nel 2014: da allora l’Inter ha vinto tre campionati, tre Coppe Italia e altrettante Supercoppe italiane

Ex Ilva, l’8 settembre un nuovo tavolo con i sindacati a Palazzo Chigi

È stato convocato un nuovo incontro a Palazzo Chigi con i sindacati sul futuro dell’ex Ilva. L’appuntamento è per martedì 8 settembre 2026, alle 17.30, nella Sala verde. L’hanno riferito fonti sindacali. Si discuterà della vendita di Acciaierie d’Italia, del destino dell’area a caldo, dell’offerta della cordata italiana, di quella di Jindal Steel International e, soprattutto, del futuro occupazionale di migliaia di lavoratori. L’incontro si terrà alla vigilia dell’esame in Corte d’Appello di Milano sullo spegnimento dell’area a caldo. Il 9 settembre sarà infatti esaminata l’istanza con cui Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, ha chiesto di sospendere l’esecutività del decreto che dispone il fermo dell’area produttiva. Sul fronte della vendita, i commissari straordinari stanno esaminando due proposte, ovvero l’offerta vincolante presentata da Jindal e la manifestazione d’interesse della cordata italiana, che dovrà essere trasformata in un’offerta vera e propria.

Futuro Nazionale, Luca Bellotti lascia Vannacci

C’è chi entra, sperando magari in una ricandidatura altrove impossibile, ma anche chi lascia, nonostante il vento propizio dei sondaggi che danno Futuro Nazionale al 7,5 per cento, ormai seconda forza politica del centrodestra. Eppure anche tra i vannacciani si comincia a registrare qualche addio.

«Su Islam e immigrazione posizioni inaccettabili»

L’ultimo è quello di Luca Bellotti. Con alle spalle una lunga militanza nel centrodestra, da An a FdI passando per Pdl e Fli, e già sottosegretario al Lavoro nel Berlusconi IV, Bellotti aveva aderito a Futuro Nazionale lo scorso aprile insieme con l’ex meloniano Joe Formaggio (già consigliere regionale veneto e organizzatore dello “squadrismo summer fest” a Vedelago, giusto per inquadrare il personaggio) e l’ex leghista altoatesino Massimo Bessone. Ora però considera l’esperienza in FN conclusa. «Sono un uomo di destra, coerente e fedele alla mia storia», scrive in una lettera aperta indirizzata a Roberto Vannacci. Ma «su Islam e immigrazione» le posizioni sono «inaccettabili».

Futuro Nazionale, Luca Bellotti lascia Vannacci
Roberto Vannacci (Imagoeconomica).

«Quando ho aderito», ricorda l’ormai ex futurista, «l’ho fatto con convinzione, mettendo a disposizione la mia esperienza e contribuendo, nella mia provincia, all’adesione di oltre 500 persone. Credevo di poter contribuire alla costruzione di una destra rigorosa sui temi dell’immigrazione, della sicurezza, della legalità e del merito, ma anche capace di mettere al centro umanità e rispetto verso le persone dí qualunque credo o colore. Purtroppo avevo visto male». L’ex meloniano dice di non riconoscersi più in una linea politica troppo spesso caratterizzata «dalla provocazione e dalla spregiudicatezza». «Ho chiesto più volte un confronto diretto con te, per discutere nel merito, senza mai riuscire a ottenerlo», continua la lettera. «Questo ha contribuito alla mia decisione, ma il motivo principale è politico: non mi sento più rappresentato dalla direzione intrapresa da Futuro Nazionale». Quella di Bellotti non è la prima retromarcia. Lo scorso giugno passò come una meteora in FN la consigliera comunale di Brindisi Maria Ciaccia. Giusto pochi giorni e tornò nelle fila di Forza Italia, ringraziando il segretario regionale azzurro Mauro D’Attis per la fiducia. Qualche defezione si è registrata anche in Puglia a causa della nomina di Rossano Sasso a responsabile regionale.

Salvini allontana il ritorno della Lega Nord: «Non c’è bisogno di partiti paralleli»

«Non c’è bisogno di partiti paralleli. Il nord – come il centro e il sud – non ha voglia di alchimie politiche, ha voglia di risposte concrete». Lo ha detto Matteo Salvini, in visita al comando di Stazione dei Carabinieri di Roma-Alessandrina, commentando la mossa degli ex parlamentari e segretari provinciali che hanno creato il ‘Comitato per il Congresso federale’ con l’obiettivo di riprendere il controllo della ‘vecchia’ Lega Nord, rottamata a fine 2017 e sostituita dalla Lega Salvini premier, ma tenuta in vita saldare il debito di 49 milioni di euro con lo Stato per le irregolarità commesse dal tesoriere Francesco Belsito nella rendicontazione dei rimborsi elettorali. «Di Lega ce n’è una. È forte e governa 14 Regioni su 20», ha aggiunto il segretario del Carroccio. Poi la stoccata ai promotori del comitato che chiede il congresso del partito fondato da Umberto Bossi: «Ci sono alcuni ex parlamentari che vorrebbero tornare a fare i parlamentari. Siccome la Lega sono i militanti, 500 sindaci, decine di migliaia di iscritti e volontari. Non è qualche ex parlamentare che cerca un altro posto. Mi tocca meno che zero».

L’allarme di Tajani: «Possibili tentativi di influenze russe sul voto in Italia»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani teme possibili ingerenze della Russia alle prossime elezioni italiane. «È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione europea, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni dei Paesi dove si vota. Sono convinto che possa accadere, per questo bisogna intervenire in anticipo», ha detto parlando da Gymnich, in Irlanda. «Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell’Unione europea, interferendo sulle libere elezioni democratiche che si svolgono nei nostri Paesi, cercando di condizionare con questa attività deprecabile la volontà popolare», ha aggiunto. E ancora: «Noi continueremo a vigilare, non è un caso che ci sia stata una riforma del ministero degli Esteri. Dal primo di gennaio c’è una direzione generale che si occupa della sicurezza, sia da un punto di vista politico sia da un punto di vista operativo, e non è un caso che ci sia una sala operativa che opera 24 ore su 24, proprio per respingere gli attacchi cibernetici, molti dei quali arrivano da hacker russi, contro le nostre sedi diplomatiche, contro il ministero».

Salvini: «Italiani non hanno mai votato per influenze russe»

Sulle parole di Tajani è intervenuto a stretto giro il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini: «Non so se Tajani ha degli elementi in più rispetto a quelli che ho io, ma non voglio mancare d’intelligenza rispetto alla libertà di scelta degli italiani che non hanno mai votato né penso voteranno per influenze russe, cinesi, americane, israeliane o palestinesi. Non parlo di Tajani, ma mi sembra che ci sia un’ansia anti russa che mi preoccupa. La Russia ha invaso e ha scatenato una guerra e non c’era necessità, ma ho come l’idea che qualche cancelleria europea non voglia metter fine a questa guerra e cerchi qualche pretesto magari per vendere altre armi. Non ho l’ansia che i russi invadano Torre Maura o Tor Bella Monaca».

Vannacci «invitato in pompa magna» a Cernobbio, Calenda dà forfait

Dalle spiagge della Versilia alle sponde del Lago di Como: ci sarà anche Roberto Vannacci tra i relatori della prossima edizione del Forum Ambrosetti di Cernobbio, in programma a Villa d’Este dal 4 al 6 settembre. Sulla presenza del fondatore di Futuro Nazionale, indiscusso protagonista dell’estate politica italiana, si è espresso il leader di Azione Carlo Calenda. Che, criticando il trattamento di favore riservato all’ex generale, ha annullato la sua partecipazione.

Calenda: «Peggiore tradizione del lobbismo italico»

«Al Forum Ambrosetti hanno invitato in pompa magna Vannacci. Il segretario di Futuro Nazionale non dovrà confrontarsi nel panel con tutte le altre opposizioni ma godrà di un trattamento preferenziale in un panel a lui dedicato», ha scritto Calenda sui social, aggiungendo che «secondo la peggiore tradizione del lobbismo italico si corre a genuflettersi davanti all’ultimo populista, in questo caso un neofascista, razzista e pro-russo». E poi: «Credo che questa dovrebbe essere una buona ragione per considerare seriamente la partecipazione al Forum da parte di imprenditori e leader politici. Per quanto mi concerne ne starò alla larga». Calenda avrebbe dovuto partecipare domenica alla sessione dell’Agenda per l’Italia dedicata alle opposizioni insieme con Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, Angelo Bonelli, portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, e Matteo Renzi, leader di Italia Viva.

Vannacci «invitato in pompa magna» a Cernobbio, Calenda dà forfait
ROBERTO VANNACCI FUTURO NAZIONALE

Chi sarà invece presente alla kermesse di Cernobbio

Se Calenda nel weekend starà alla larga da Cernobbio, in tanti hanno invece risposto presente. D’altra parte si tratta di un prestigioso incontro internazionale, che accoglie da sempre un parterre di relatori provenienti da tutto il mondo. Oltre ai già citati esponenti dell’opposizione ci sarà infatti mezzo governo Meloni, tra cui l’odiato (da Calenda) Matteo Salvini, ospite fisso del Forum Ambrosetti. Tra i relatori anche Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della Difesa. Sul Lago di Como arriveranno poi il primo ministro albanese Edi Rama, il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella e il sottosegretario Usa per gli Affari economici Jacob Helberg.

Vannacci «invitato in pompa magna» a Cernobbio, Calenda dà forfait
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Valter Lavitola aggredito in carcere a Rebibbia

Valter Lavitola è stato aggredito nel carcere di Rebibbia, dove si trova dopo essere stato arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Subito soccorso e visitato, «non corre pericolo» secondo quanto hanno riferito fonti della polizia penitenziaria. Il pestaggio è ora oggetto di un’indagine, i cui interrogativi dovranno essere sciolti dalla procura. Interrogato sulla vicenda, il suo legale Sergio Cola ha spiegato: «Al momento non ho alcuna informazione di eventuali aggressioni a Valter Lavitola, che ieri abbiamo sentito alle 17. Poi, contattato intorno alle 20 da fonti dei media, mi era stato riferito informalmente che potrebbe essere stato aggredito. In ogni caso se si fosse trattato di qualcosa di grave saremmo stati sicuramente informati».

Come la Russia sta aiutando l’Iran a sviluppare missili da crociera supersonici

Secondo quanto riportato dal Financial Times, nell’ambito di un programma segreto denominato C430L la Russia dal 2023 sta aiutando l’Iran a sviluppare missili da crociera con motore a statoreattore, dunque capaci di mantenere il volo a velocità di gran lunga superiori a quella del suono. Secondo gli esperti, le tecnologie in fase di sviluppo sono destinate a missili antinave e d’attacco terrestre, in vista di possibili futuri attacchi contro obiettivi statunitensi in Medio Oriente.

Il programma C430L non si è fermato con gli attacchi statunitensi e israeliani

L’inchiesta del Ft si basa su documenti russi che sarebbero dovuti rimanere top secret, dati di viaggio e analisi di brevetti militari. La testata britannica spiega che il programma C430L, andato avanti anche dopo l’inizio degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, è stato organizzato dall’ente statale russo per l’esportazione di armamenti, Rosoboronexport, in coordinamento con la NPO Mashinostroyenia, società di progettazione di razzi con sede a Reutov, soggetta a sanzioni Usa. A partire dal 2023, spiega il Financial Times, funzionari russi responsabili dell’esportazione di armamenti e ingegneri di alto livello della NPO Mashinostroyenia si sono recati più volte in Iran.

Come la Russia sta aiutando l’Iran a sviluppare missili da crociera supersonici
Masoud Pezeshkian e Vladimir Putin (EPA/KRISTINA SOLOVYOVA/SPUTNIK/KREMLIN POOL).

Il legame tra Iran e Russia è sempre più solido: le parole di Pezeshkian

Il primo settembre, a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai che si è tenuto in Kirghizistan, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato Vladimir Putin per la posizione assunta dalla Russia riguardo alla guerra in Medio Oriente, affermando che i due Paesi possono opporsi insieme a quello che ha definito «unilateralismo» statunitense. Proprio Putin, poco più di due anni fa, dichiarò che in risposta agli attacchi condotti da Kyiv con armi occidentali in Russia, Mosca avrebbe sostenuto militarmente i Paesi intenzionati ad attaccare gli alleati dell’Ucraina. Secondo il Wall Street Journal e Politico, nel corso della sua visita a sorpresa a Mosca il capo della Cia John Ratcliffe, oltre a mettere in guardia Putin da eventuali attacchi alla Nato, ha anche chiesto allo zar di interrompere il sostegno militare ed economico all’Iran.

Lottomatica, accordo per la fusione con la spagnola Cirsa

Lottomatica, gruppo quotato su Euronext Milan, e Cirsa Enterprises, società spagnola attiva nel settore dei giochi, hanno raggiunto un accordo sulla struttura e i principali termini di una possibile fusione interamente basata su scambio azionario. La proposed combination sarà implementata mediante fusione transfrontaliera per incorporazione di Cirsa in Lottomatica, in forza della quale Cirsa cesserà di esistere come entità giuridica distinta, e Lottomatica proseguirà quale società risultante dalla fusione. L’operazione darà vita al secondo operatore quotato in borsa a livello globale nel settore del gaming e delle scommesse sportive, con un adjusted Ebitda pro forma di circa 2 miliardi di euro. Sono previste 115 milioni di euro annui di sinergie di cassa pre-imposte, chiaramente identificabili, derivanti da risparmi sui costi operativi e sugli oneri finanziari, il cui conseguimento è atteso entro il terzo esercizio completo successivo al perfezionamento dell’operazione. Stimata una crescita complessiva e distribuzioni agli azionisti in linea rispetto allo scenario standalone di Lottomatica, con una remunerazione per gli azionisti fino a 4 miliardi di euro nei tre anni successivi al perfezionamento, oltre a un flottante pro forma più ampio e ad una maggiore liquidità del titolo.

Gli azionisti di Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione di Cirsa detenuta

La combined company manterrà l’attuale denominazione sociale di Lottomatica, con sede legale, sede centrale e domicilio fiscale a Roma, in Italia, e sede secondaria per Cirsa nella provincia di Barcellona, in Spagna. Le azioni Lottomatica, comprese quelle di nuova emissione che saranno assegnate agli azionisti di Cirsa nell’ambito dell’operazione, rimarranno quotate su Euronext Milan e, al perfezionamento, saranno ammesse alla negoziazione anche sulle Borse spagnole. Gli azionisti di Cirsa riceveranno 0,668 nuove azioni Lottomatica per ogni azione di Cirsa detenuta. Il perfezionamento della proposed combination è previsto per il secondo trimestre del 2027.

Prima della fusione, Cirsa distribuirà ai propri azionisti un dividendo straordinario

Immediatamente prima dell’efficacia della fusione, Cirsa distribuirà ai propri azionisti un dividendo straordinario pari a 262 milioni di euro (1,56 euro per azione Cirsa). Inoltre, una volta espletate tutte le formalità societarie e/o normative del caso, il cda di Lottomatica sottoporrà all’approvazione degli azionisti della combined company una distribuzione di capitale pari a 744 milioni di euro, da attuare tramite la distribuzione di un dividendo straordinario, un’offerta pubblica di acquisto volontaria parziale su azioni proprie, o una combinazione di entrambe le alternative, come verrà stabilito al momento opportuno. A seguito del perfezionamento dell’operazione, si prevede che gli attuali azionisti di Lottomatica detengano circa il 67,5 per cento del capitale sociale della combined company, mentre gli attuali azionisti di Cirsa deterranno la quota restante, pari a circa il 32,5 per cento. Blackstone, il maggiore azionista di Cirsa, diventerà il maggiore azionista della combined company con circa il 24 per cento del capitale sociale.

Angelozzi presidente e ad della combined company

Il cda della combined company sarà composto da 13 membri – gli attuali 11 amministratori di Lottomatica e due nuovi amministratori nominati su designazione di Blackstone. È attualmente previsto che Guglielmo Angelozzi ricopra la carica di presidente e amministratore delegato della combined company. Antonio Hostench ricoprirà invece la carica di amministratore delegato di Cirsa.

Di Battista tornerà in Italia il 4 settembre con un’aeroambulanza

Alessandro Di Battista non farà ritorno in Italia domani, bensì venerdì 4 novembre. È stato lo stesso ex deputato del M5s a renderlo noto con un post sui profili social. «Oggi mi sento meglio. Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto», ha scritto “Dibba”, ricoverato all’Avana dopo un grave malore che lo ha colpito mentre si trovava a Cuba per un reportage per il Fatto Quotidiano.

Di Battista farà rientro in Italia con un’aeroambulanza

«Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali», ha aggiunto Di Battista, che per il rientro in Italia ha detto no al volo di Stato che era stato messo a disposizione dal governo: «Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza». Nel frattempo, sul quadro clinico di Di Battista – che è stato sottoposto ad accertamenti anche alla presenza dei due medici del Policlinico Gemelli di Roma – viene mantenuto il massimo riserbo.

Il post scriptum sui medici e infermieri palestinesi

Poi il post scriptum: «Da anni ho deciso di “sfruttare” gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui. Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato».

Esplosione alla stazione centrale di Augusta, due feriti

Un’esplosione si è verificata intorno alle 5 di mercoledì 2 settembre 2026 alla stazione centrale di Augusta, in Germania. Lo riporta la Bild, secondo cui un oggetto non identificato è esploso in un passaggio interno di un edificio. Due persone hanno riportato lievi ferite da shock acustico, secondo quanto riferito. Anche i vetri delle finestre sarebbero stati danneggiati dall’esplosione. La causa è ancora sconosciuta. Gli artificieri dell’Ufficio criminale regionale della Baviera sono sul posto. A causa dell’intervento in corso, le strade nella zona della stazione centrale sono state chiuse al traffico. Anche il trasporto pubblico locale di Augusta è interessato dal disservizio. Un portavoce della polizia ha riferito inoltre alla Bild che l’edificio della stazione e il binario 1 sono attualmente chiusi. Ripercussioni anche sul traffico ferroviario.

Il Venezuela cede a una compagnia Usa giacimenti finora gestiti da Russia e Cina

La società statunitense North American Blue Energy Partners (Nabep) acquisirà il controllo di 14 giacimenti petroliferi in Venezuela, precedentemente gestiti da diverse aziende cinesi e da una russa. Lo hanno riferito a Reuters due funzionari americani, spiegando che il governo di Washington otterrà una partecipazione del 35 per cento Nabep, oltre a un «accesso preferenziale» a un quinto del petrolio prodotto al prezzo di costo.

Trump ha annunciato il «più grande accordo petrolifero» di sempre con Caracas

La scorsa settimana Donald Trump ha annunciato in pompa magna il «più grande accordo petrolifero della storia» tra Washington e Caracas. In base all’intesa, gli Stati Uniti otterranno il controllo di giacimenti petroliferi venezuelani per un totale di 65 miliardi di barili. Ciò dovrebbe consentire al Venezuela di attrarre circa 100 miliardi di dollari di investimenti privati, che contribuiranno alla ripresa economica del Paese sudamericano.

Futuro Nazionale parteciperà al raduno neonazi in Trentino

Dopo l’organizzazione del piccolo “Squadrismo Summer Fest” in Veneto, anche la partecipazione al raduno neonazi “Ritorno a Camelot 2026”, che messo in piedi da Veneto Fronte Skinheads richiamerà dal 3 al 6 settembre a Pietramurata, frazione di Dro (Trento), il “meglio” – ossia il peggio – dell’ultradestra europea. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, in costante ascesa nei sondaggi, non sembra aver alcuna intenzione di discostarsi dall’estremismo nero. Al raduno, dove sono attesi anche militanti di Blood & Honour, organizzazione sottoposte a sanzioni dal governo britannico nell’ambito della normativa antiterrorismo, parteciperanno infatti anche tesserati vannacciani. Lo ha annunciato Emilio Giuliana, responsabile di FN per la Provincia di Trento, in un’intervista all’Adige.

Pietramurata sarà blindata: impiegati almeno 120 agenti

Il raduno, ospitato negli spazi dell’Hotel Ciclamino di Pietramurata, dovrebbe richiamare tra le 300 e le 400 persone. E si terrà, nonostante le polemiche. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito oggi a Trento, stabilendo un massiccio dispositivo di sicurezza: verranno impiegati almeno 120 agenti della polizia di Stato, oltre a carabinieri e Guardia di finanza. Questo perché nella frazione di Dro è attesa una manifestazione di protesta contro il raduno neonazi.

Futuro Nazionale parteciperà al raduno neonazi in Trentino
Emilio Giuliana (Facebook).

Le parole della sindaca e la richiesta di Bonelli al Viminale

Tra chi si è detto contrario all’evento c’è anche Ginetta Santoni, sindaca di Dro: «Non condividiamo lo spirito della manifestazione e spiace che Pietramurata debba diventare luogo di ritrovo di estremisti ed essere blindata». Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che già aveva annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendogli di impedirne lo svolgimento, è tornato alla carica col Viminale dopo l’intervista a Giuliana: «Ha detto che il fatto che Blood & Honour sia classificata come organizzazione terroristica dal governo britannico per lui non sarebbe un problema. È una dichiarazione gravissima, che certifica come un partito che siede o ambisce a sedere in Parlamento europeo consideri irrilevante il fatto di muoversi nell’orbita di una rete neonazista sanzionata per terrorismo da un governo estero». Bonelli, che ha invocato l’applicazione della legge Mancino che punisce chi fa propaganda di idee basate sulla superiorità razziale o sull’odio etnico e religioso, ha poi sottolineato la presenza di riferimenti alla Gioventù hitleriana nel materiale legato al raduno e nei testi delle canzoni delle band che si esibiranno, una decina.

Massimiliano Carli nuovo ceo di Smart Italia

Massimiliano Carli è stato nominato nuovo ceo di Smart Italia. Nel nuovo incarico sarà responsabile della guida del business italiano, con l’obiettivo di sostenere la crescita strategica del brand e rafforzarne ulteriormente il posizionamento sul mercato. Carli opera nel settore automotive dal 1997 e vanta una profonda conoscenza del mondo Smart e Mercedes-Benz. Dal 2007 al 2017 ha ricoperto il ruolo di direttore Vendite Smart a Roma, per poi assumere la responsabilità di direttore Vendite Mercedes-Benz passenger cars, incarico ricoperto fino al 2024. Negli ultimi due anni e mezzo ha inoltre ricoperto il ruolo di head of Branch Roma Salaria di Autotorino.
Contestualmente alla nomina di Massimiliano Carli, Smart Italia ha ringraziato Lucio Tropea per il lavoro svolto e per il contributo offerto alla crescita e al consolidamento del brand sul mercato italiano nel corso degli ultimi anni, augurandogli il meglio per il prosieguo del suo percorso professionale.