Ex Ilva, al via le lettere di licenziamento per 2.500 lavoratori

L’Aigi, l’Associazione italiana giuristi di impresa, ha trasmesso ai sindacati le lettere relative alla procedura di licenziamento collettivo che coinvolgerà un numero di lavoratori superiore alle 2.500 unità di 28 aziende dell’indotto dell’ex Ilva. «Si tratta di un atto estremo e doloroso al quale non avremmo mai voluto fare ricorso», ha spiegato il presidente dell’Aigi Nicola Convertino in una lettera, parlando di «atto dovuto e inevitabile, diretta conseguenza dell’improvvisa scadenza fissata per la chiusura dell’area a caldo già nel mese di ottobre, per la quale non si ravvisa alcuna possibilità di riavvio». «Siamo giunti a questo punto a causa della totale assenza di una ragionevole programmazione che avrebbe potuto mettere in sicurezza le nostre aziende», ha aggiunto. Anche se il governo incontrerà, martedì 8 settembre, i sindacati dei metalmeccanici e i vertici di Confindustria e di altre associazioni datoriali, le imprese dell’indotto ritengono che manchi la volontà di dare loro un sostegno concreto e hanno proceduto con le lettere di licenziamento. Scettiche anche sull’esito dell’istanza presentata alla Corte d’appello di Milano che chiede la sospensione del decreto che impone la chiusura dell’area a caldo, che si discuterà il 9 settembre.

Bce, Schnabel potrebbe lasciare in anticipo per il Fmi

Isabel Schnabel potrebbe lasciare anticipatamente il comitato esecutivo della Bce per assumere un incarico al Fondo monetario internazionale. Lo riporta Handelsblatt citando fonti governative e finanziarie. La banchiera centrale tedesca sarebbe in trattative per assumere la guida del dipartimento dei mercati del Fmi, posizione rimasta vacante dal primo settembre dopo l’uscita di Tobias Adrian. Un portavoce del Fondo ha dichiarato che la procedura di selezione è in corso e che un annuncio sarà diffuso una volta conclusa.

Anche Lagarde potrebbe dimettersi prima della scadenza del mandato

Un’uscita anticipata di Schnabel, il cui mandato scade nel dicembre 2027, potrebbe inserirsi in un più ampio riassetto del vertice dell’Eurotower. Anche i mandati della presidente Christine Lagarde e del capo economista Philip Lane termineranno il prossimo anno, rendendo probabile una trattativa complessiva tra i leader europei sulle nomine. Da mesi si moltiplicano gli indizi che la stessa Lagarde potrebbe lasciare la Banca centrale prima della fine del suo mandato, nell’ottobre 2027, per trasferirsi al Forum economico mondiale di Davos. Di recente ha anche lasciato intendere che potrebbe svolgere un ruolo nelle elezioni presidenziali francesi per far sentire la voce dell’Europa.

Inchiesta su finanziamenti illeciti a Reform UK, Farage ancora nei guai

Due dirigenti di Reform UK si sono dimessi dopo un’inchiesta del gruppo Verbatim Investigations su presunti illeciti nei finanziamenti alla formazione di estrema destra guidata da Nigel Farage, andata in onda sulla rete pubblica Channel 4. A lasciare sono stati Dan Jukes, collaboratore di lunga data di Farage, e James Orr, responsabile delle politiche del partito. L’annuncio è arrivato a poche ore dall’inizio del congresso annuale di Reform UK, che si terrà a Birmingham.

Juke e Orr incastrati dalle immagini girate di nascosto

Le immagini diffuse da Channel 4 sono state girate con una telecamera nascosta da due giornalisti, che hanno finto di essere un facoltoso uomo d’affari statunitense e suo figlio, interessati a finanziare Reform UK aggirando le leggi britanniche. L’inchiesta è durata circa un anno e ha visto numerosi incontri: Farage ha partecipato solo all’ultimo, andato in scena a luglio nella sua città, Clacton-on-Sea, dove è stato di recente rieletto nelle suppletive dopo le dimissioni da deputato, arrivate a seguito dello scandalo dei cinque milioni in criptovalute versati dall’imprenditore Christopher Harborne. Le immagini mostrano Jukes che suggerisce un modo per assicurarsi una donazione di 500 mila sterline eludendo il divieto di ricevere fondi dall’estero (ossia tramite il figlio del finto magnate, residente nel Regno Unito) e Orr che propone di finanziare segretamente tre sondaggi da oltre 32 mila sterline complessivi, effettivamente poi pagati a un’azienda creata da Verbatim per l’occasione. E questo si configurerebbe come donazione illecita. Farage, come detto, ha partecipato solo all’ultimo incontro, in cui lo si vede ringraziare i finanziatori americani per il loro contributo.

Cosa prevede la legge elettorale britannica

La legge elettorale britannica vieta donazioni provenienti da entità o cittadini stranieri. Inoltre i versamenti leciti ma superiori a 11.180 sterline devono essere dichiarati alla Commissione Elettorale: per quelle al centro dell’inchiesta non è avvenuta alcuna dichiarazione. I giornalisti di Verbatim hanno dunque messo in evidenza una doppia infrazione da parte di Reform UK, che dopo la pubblicazione dell’inchiesta hanno messo alla porta Jukes e Orr.

Farage: «Si tratta chiaramente di una trappola»

«Il partito non ha violato alcuna legge. Non ha accettato denaro di provenienza dubbia né nulla del genere. Si tratta tuttavia chiaramente di una trappola: hanno lavorato a lungo a questo piano, riuscendo a indurre alcuni nostri collaboratori esterni a dire cose che forse non avrebbero dovuto dire», ha dichiarato Farage. Reform UK, sottolineando che il coinvolgimento dei finti statunitensi si è limitato ai sondaggi, ha negato qualsiasi illecito e liquidato l’inchiesta come «una messinscena da attivisti sul clima finanziati dall’estero», il Center for Climate Reporting, insistendo sul fatto che il partito dispone di «un solido processo di verifica per i potenziali donatori approvato dalla Commissione elettorale».

Trump sulla moneta da 1 dollaro, è il primo presidente Usa in carica

Donald Trump ha il suo volto sulla moneta da 1 dollaro, in quella che è la prima iniziativa a coinvolgere in forma esclusiva un presidente Usa in carica, a dispetto della tradizione e delle leggi sul divieto di raffigurare persone viventi sulla valuta Usa. Malgrado il segretario al Tesoro Scott Bessent abbia sostenuto che fosse accettabile in occasione del 250 anni della fondazione dell’America, gli esperti e i democratici al Congresso hanno contestato la mossa, sostenendo che la moneta è illegale in base a una legge del 1866 che vieta appunto la presenza di persone viventi sulla valuta americana. La Zecca l’ha però messa comunque in vendita perché la legge del 2020 che autorizza le emissioni celebrative vieta il ritratto di una persona vivente sul retro, ma non formula lo stesso divieto per il dritto, dove infatti compare Trump. Il Tesoro sostiene quindi che il conio sia legittimo. Le monete, con sul retro il sigillo presidenziale e il numero 250, sono state messe in vendita il 2 settembre in rotoli e sacchetti.

Con Trump la deportazione diventa un videogioco

La Casa Bianca ha lanciato Arcade, sala giochi online con cinque versioni a tema Maga di altrettanti videogiochi classici, in cui ci si può cimentare – tra le altre cose – nell’espellere migranti e costruire un muro di confine. «Non riusciamo a smettere di vincere. Costruisci il muro. Deporta. Riempi un Trump Account», recita il post pubblicato dalla White House sui social, in cui compare anche il logo Maga realizzato col font Sega.

I cinque videogiochi Maga di Arcade

Il primo gioco è Flappy Bill, versione trumpiana di Flappy Bird in cui i giocatori devono guidare un’aquila calva che trasporta un disegno di legge attraverso una serie di ostacoli sul National Mall. Il secondo è Build the Wall, rivisitazione Maga del celebre Tetris: in questo caso i mattoncini servono a costruire un muro di confine per «proteggere il confine dall’orda in arrivo». Rio Run ricorda il popolare gioco per dispositivi mobili Snake: un mini-Tom Homan (lo “zar dei confini”) pattuglia un’area a griglia per «raccogliere tutti gli attraversatori presenti» senza ripercorrere il proprio tracciato. A ogni cattura se ne aggiunge uno al “serpente”. In caso di fallimento, appare una schermata con il numero dei deportati. C’è poi Supply Line, che ricorda Tapper: il cibo scorre lungo una catena di montaggio e i giocatori devono scartare i prodotti che non soddisfano gli standard di Make America Healthy Again. Il quinto videogame è Trump Savings Tycoon: in questo caso l’obiettivo è raccogliere denaro per il piano di risparmio dell’Amministrazione Usa che offre mille dollari a ogni bambino nato durante il mandato di The Donald. La Casa Bianca ha spiegato che Arcade rappresenta un modo divertente per mettere in risalto i successi di Trump nel suo secondo mandato: «Siamo fortemente concentrati su come innovare e raccontare i numerosi risultati raggiunti dal presidente, in modo che possano essere apprezzati da ogni americano», ha detto un funzionario a Fox News Digital.

Mps, via libera della Bce all’incorporazione di Mediobanca

Monte dei Paschi di Siena ha comunicato «di aver ricevuto da parte della Banca Centrale Europea le autorizzazioni in merito alla fusione per incorporazione di Mediobanca», di cui Rocca Salimbeni controlla l’86,3 per cento dopo l’opas da quasi 14 miliardi di euro. Via libera anche alle «altre operazioni di riorganizzazione societaria previste che saranno sottoposte all’assemblea degli azionisti» del 29 ottobre: ok della Bce all’ingresso nel cda di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, primi non eletti della lista di minoranza, destinati a subentrare nei posti rimasti vacanti nel board dopo le dimissioni di Fabrizio Palermo e la decadenza di Carlo Vivaldi. Il consiglio d’amministrazione tornerà quindi presto nella sua composizione a 15 membri. Contestualmente, si legge nella nota diffusa da Mps, «sono state autorizzate le conseguenti modifiche statutarie». L’assemblea degli azionisti di Siena sarà chiamata anche a esprimersi sulla duplice ops su Banco BPM e Banca Generali.

Mps, via libera della Bce all’incorporazione di Mediobanca
Mediobanca (Imagoeconomica).

Spunta l’ipotesi di un election day in primavera con politiche e amministrative insieme

Dopo il confronto sulla modifica della legge elettorale, tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein sarebbero iniziati i contatti sulla possibile data delle elezioni politiche 2027. Per ora prevale la riservatezza ma, secondo il Corriere, ci sarebbe una convergenza sull’ipotesi di anticipare il voto rispetto alla scadenza naturale della legislatura. Se gli alleati preferirebbero arrivare fino a ottobre, puntando sia su ragioni tecniche legate alle norme elettorali, sia sugli effetti della prossima finanziaria e sia sul possibile ridimensionamento del fenomeno vannacciano, la premier considera la primavera l’opzione più conveniente. Per questo starebbe meditando di accorpare le elezioni politiche con le amministrative in un unico election day da tenersi tra aprile e maggio. La mossa sarebbe delicata per il centrodestra – andranno al voto molte grandi città tra cui Roma, Milano, Napoli, Bologna e Firenze – e c’è il rischio di un effetto favorevole al Campo largo. Ma, secondo alcune fonti citate dal Corsera, sia nella Capitale sia nel capoluogo lombardo ci sarebbero «margini per vincere» e «Giorgia potrebbe fare da traino».

Sia Meloni sia Schlein sarebbero favorevoli all’election day

L’election day avrebbe inoltre un vantaggio sul piano istituzionale. La decisione sulla fine della legislatura spetta infatti al Quirinale e, secondo la prassi, la premier dovrebbe prima formalizzare la crisi in Parlamento e poi salire al Colle. Legare le dimissioni all’accorpamento delle elezioni renderebbe politicamente più comprensibile la scelta e, secondo esponenti dell’esecutivo, anche più favorevole a Meloni. La soluzione potrebbe incontrare il consenso dell’opposizione perché anche Schlein avrebbe interesse ad anticipare il voto, per evitare che un’attesa troppo lunga finisca per alimentare le tensioni interne e indebolire la sua leadership. Per ciò che riguarda le date, le amministrative devono essere indette tra il 15 aprile e il 15 giugno, quindi il 18 aprile sarebbe la prima domenica utile. Questo timing non consentirebbe però di varare i decreti attuativi delle norme che verranno approvate con la finanziaria. Per questo si valutano le domeniche successive, in particolare quelle del 23 e del 30 maggio, ultima data utile per applicare l’election day e consentire il ballottaggio delle Comunali entro il 15 giugno. In ogni caso, se ne riparlerà dopo l’approvazione definitiva della legge elettorale.

Trump rivuole dall’Europa «i soldi delle armi date da Biden» per l’Ucraina

In un lungo post iniziato con un attacco alla «feccia traditrice che si rifiuta di riferire correttamente» sulla guerra intrapresa contro l’Iran, mettendo in giro false voci (secondo la Casa Bianca) sulla scarsità di missili dopo mesi di raid, Donald Trump ha avuto un pensiero anche per l’Europa, facendo sapere al Vecchio Continente che vuole indietro i soldi delle armi fornite dall’Amministrazione Biden per la difesa dell’Ucraina.

Trump rivuole dall’Europa «i soldi delle armi date da Biden» per l’Ucraina
Il post di Trump su Truth.

«L’Amministrazione Biden ha ceduto all’Ucraina – a costo zero per loro – molte più munizioni di quante ne abbiamo impiegate in Iran», ha scritto Trump. «Sono stati trasferiti gratuitamente all’Ucraina e alla Nato centinaia di miliardi di dollari che l’Europa avrebbe pagato, se solo glielo si fosse chiesto; tuttavia, chiederemo indietro quel denaro, seppur con un certo ritardo».

Indagine sui militari che hanno aderito a Futuro Nazionale

La Procura militare di Roma ha avviato «accertamenti preliminari» in relazione all’esposto presentato ieri dal Sindacato dei Militari in relazione alla presenza di membri delle Forze armate nei ranghi di Futuro Nazionale. Il sindacato, in particolare, aveva richiesto approfondimenti sul ruolo di un carabiniere e di un militare dell’Aeronautica, indicati come referenti di due comitati del movimento fondato dall’ex generale Roberto Vannacci.

Il Sindacato dei militari ha presentato due esposti

L’attività della Procura con le stellette, «è in ordine alla posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale», spiega in una nota il procuratore Marco De Paolis. L’obiettivo dei pm è verificare «l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare». La Procura, insomma, intende chiarire quali incarichi sono stati assegnati da Vannacci a militari in servizio, che poteri comportano e da quanto durano. L’esposto in questione aveva fatto seguito a quello del 28 agosto in cui è stata ipotizzata la ricostituzione del Partito fascista e dunque una violazione della legge Scelba.

Ponte sullo Stretto, entro settembre al via l’istruttoria per la delibera CIPESS

Entro settembre il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la società Stretto di Messina Spa avvieranno l’istruttoria per la delibera del CIPESS di approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. Lo ha reso noto il ministero guidato da Matteo Salvini. A novembre 2025 la Corte dei Conti aveva dichiarato illegittima la delibera CIPESS n. 41/2025 sul Ponte sullo Stretto di Messina a causa di una grave inadeguatezza dell’istruttoria e di vizi procedurali. Dopo le osservazioni della Corte dei Conti, la “macchina” del Ponte sullo Stretto è ripartita e, di recente, è arrivato il parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ottenuto il visto di legittimità, la delibera del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) diventerà efficace: questo dovrebbe consentire, entro la fine del 2026, di avviare la fase realizzativa con la progettazione esecutiva e l’inizio del Programma delle Opere anticipate. Il cronoprogramma prevede l’apertura al traffico nel 2034, dopo sette anni e mezzo di lavori.

Salvo Sottile insultato dagli inviati di Report in Rai

Mentre si sta ragionando sulla conduzione di Report dopo il passo indietro di Giulia Presutti il nuovo nome in pole è quello di Claudia Di Pasquale -, alcuni inviati del programma hanno insultato Salvo Sottile nel cortile della sede Rai di Via Teulada, dove il conduttore si era recato per la conferenza stampa di Ore 14 di cui sarà al timone. Secondo quanto ricostruito, Sottile ha incontrato Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni e ha chiesto loro come stessero, ricevendo come risposta insulti e offese tra cui «venduto» e «pezzo di merda». «Confermo quanto accaduto», ha poi spiegato a margine della conferenza stampa. «Sono volate parole grosse. Sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro, facciamo tutti parte della redazione Approfondimento. Immagino ci sia del nervosismo, ma è sempre spiacevole insultare un collega». Alla base della tensione ci sono i post su social che Sottile ha scritto sulla vicenda Ranucci. La Rai avvierà le verifiche del caso per capire se possano esserci i presupposti per provvedimenti disciplinari.

Leonardo Maria Del Vecchio chiede ai revisori di Delfin un’indagine sul cda

Leonardo Maria Del Vecchio, che ha recentemente lasciato i ruoli ricoperti nel gruppo EssilorLuxottica, il 29 agosto ha inviato una lettera formale ai revisori legali di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiedendo di avviare un’indagine su una serie di criticità riscontrate nella gestione del board della holding di famiglia, con sede in Lussemburgo. Lo riporta Il Sole 24 Ore.

LEGGI ANCHE: Leonardo Maria Del Vecchio sbatte la porta ma il filo dei suoi debiti lo tiene Orcel

Le contestazioni sollevate da Leonardo Maria Del Vecchio

Nel mirino di Leonardo Maria Del Vecchio, in particolare, ci sono presunti conflitti di interessi di due consiglieri: Mario Notari (amministratore di Delfin) e Romolo Bardin (ceo), così come i legami con Brooks Brothers. Notari risulta coinvolto in cause legali contro eredi e legatari della famiglia, mentre Bardin ricoprirebbe ruoli sovrapposti tra Delfin e CDV Holdings, società di proprietà di Claudio Del Vecchio (primogenito di Leonardo, fondatore di Luxottica). C’è inoltre l’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti relativa a Brooks Brothers di cui il fondatore di LMDV Capital non sarebbe mai stato informato. Leonardo Maria Del Vecchio lamenta poi che le proprie richieste di documenti a Delfin siano state respinte nel corso del tempo. Si tratta di contestazioni già sollevate in passato: la novità è che adesso sono stati chiamati in causa i revisori.

Leonardo Maria Del Vecchio chiede ai revisori di Delfin un’indagine sul cda
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica).

Pochi giorni fa un giudice lussemburghese ha dato il via libera al trasferimento delle quote di Delfin detenute personalmente da Paola e Luca Del Vecchio (12,5 per cento ciascuno) in società veicolo di loro proprietà. Il semaforo verde era imprescindibile, in quanto lo statuto della holding stabilisce che i soci siano solo persone fisiche eredi del fondatore: l’operazione consentirà pertanto agli eredi di Leonardo Del Vecchio di aggirare il veto di dare in pegno le azioni Delfin, aprendo margini operativi maggiori e sbloccando di fatto il riassetto della holding. A marzo Leonardo Maria Del Vecchio aveva esercitato la prelazione sulle quote dei fratelli Paola e Luca, ma il suo piano è poi saltato perché il board di Delfin non ha fornita la lettera di patronage richiesta dalle banche per finanziare la maxioperazione.

Report, ipotesi conduzione a Claudia Di Pasquale

Dopo il passo indietro di Giulia Presutti, la co-conduzione di Report dovrebbe essere affidata a Claudia Di Pasquale, storica inviata della trasmissione la cui scelta soddisferebbe anche la redazione. Resta confermato Daniele Piervincenzi, come evidenziato dal direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini.

Corsini: «Scelgo io i conduttori, mi pagano per questo»

Durante la conferenza stampa convocata in via Teulada per presentare il nuovo Ore 14 guidato da Salvo Sottile, il dirigente ha spiegato che «quella di Giulia è stata una scelta personale, ma per la Rai lei è un’ottima professionista, una risorsa che verrà perciò valorizzata per quel che merita». A chi gli ha chiesto se Piervincenzi rimarrà alla conduzione, ha risposto «assolutamente sì», facendo sapere di star lavorando affinché la trasmissione possa ripartire come previsto l’8 novembre. Infine, Corsini non ha mancato di rivendicare la legittimità della designazione iniziale che aveva innescato la rivolta della redazione: «I conduttori li sceglie il direttore, mi pagano per questo».

Rizzo lancia un altro partito: nasce Italia Domani

Marco Rizzo ha fondato, di nuovo, un altro partito: l’ex PCI ha infatti annunciato la nascita di Italia Domani, progetto politico che ha preso forma dopo l’uscita da Democrazia Sovrana Popolare, da lui stesso creata assieme a Francesco Toscano. «L’Italia torni protagonista. Pace, lavoro, identità, sovranità»: questo lo slogan che si legge sulla pagina Facebook di Italia Domani, «movimento politico per cambiare per davvero» il Paese.

L’ombra di Vannacci, la rottura con Toscano e l’addio a Dsp

Rizzo, critico nei confronti del centrosinistra dai tempi dell’Ulivo, fa sapere che il nuovo partito è nato con l’ambizione di superare le tradizionali contrapposizioni tra gli schieramenti politici. «Con questa sinistra le cose sono totalmente chiuse. Con la destra dobbiamo vedere», ha dichiarato. Alla base della rottura con Toscano c’è stata soprattutto l’avvicinamento di Rizzo a Roberto Vannacci. La scissione si è consumata a fine luglio al congresso di Dsp, nel corso del quale è passata quasi all’unanimità la “mozione” di Toscano: niente alleanze, né con il centrodestra né tantomeno con Futuro Nazionale. Rizzo, che sapeva di essere finito in minoranza, non si era nemmeno presentato.

Vannacci cavallo di Troia della Russia, l’ironia della moglie che si improvvisa cabarettista

Camelia Mihailescu, la moglie rumena di Roberto Vannacci, risponde all’articolo del Financial times in cui suo marito viene definito un «cavallo di troia di Putin». In un video pubblicato su Instagram, la donna si improvvisa cabarettista indossando un foulard intorno al capo, bevendo vodka e brindando «ai miei amici russi, soprattutto a Vladimir e al cavallo di troia italiano». «Za zdorov’ye! (alla salute)». Il leader di Futuro nazionale aveva già risposto all’autore dell’articolo comparso sul quotidiano britannico: «Onestamente, mi aspettavo di più da lei. […] Tuttavia, grazie mille per aver amplificato – gratis, spero! – le mie posizioni».

Poche settimane prima il dito medio a una band che suonava Bella ciao

Nata a Bucarest da padre militare, laureata in Giurisprudenza e Pedagogia e madre di due figlie avute dall’ex generale, Lady Vannacci si era già distinta qualche settimana prima mostrando il dito medio a una band che suonava Bella ciao a Viareggio. Al passaggio suo e del marito, un complesso musicale aveva infatti intonato il canto partigiano a cui la donna aveva risposto con il gestaccio. Alcuni presenti l’avevano ripresa con i cellulari e il video era diventato virale.

Paolo Signorelli torna al fianco di Lollobrigida come capo della comunicazione

Francesco Lollobrigida ha fatto sapere di aver (di nuovo) assoldato Paolo Signorelli come capo della comunicazione del suo ufficio, incarico ricoperto da oltre due anni da Edoardo Garibaldi, il quale ha deciso di lasciare il posto al ministero dell’Agricoltura per un lavoro in Rai. Per Signorelli si tratta di un ritorno al passato: già portavoce di Lollobrigida, si era dimesso a giugno del 2024 dopo la pubblicazione di una serie di messaggi antisemiti e inneggianti al terrorismo neofascista scambiati qualche anno prima con Fabrizio Piscitelli, capo ultrà della Lazio noto come Diabolik, coinvolto in varie attività criminali e ucciso a Roma nel 2019.

Il contenuto delle chat scambiate con Diabolik

Tra le varie espressioni riportate anche: «Mortacci loro e degli ebrei. Che ha detto quel porco di Gad Lerner?». Nella chat su WhatsApp, Signorelli gioiva inoltre per l’assoluzione di Elvis Demce, un altro esponente della criminalità romana. Lollobrigida ha affermato che non esistono elementi «di impedimento» nel riassegnamento del ruolo: le chat erano sì confluite negli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Piscitelli, ma furono considerate penalmente irrilevanti e Signorelli è sempre risultato estraneo alle indagini. Dopo la diffusione della chat, Signorelli – nipote di un importante esponente di Ordine Nuovo suo omonimo, condannato per associazione sovversiva e banda armata – in un’intervista al Foglio aveva spiegato di essere «lontano anni luce dall’antisemitismo» e marito e padre di tre figli «che ogni anno va a Medjugorje». Quanto al contenuto dei messaggi scambiati con Piscitelli, aveva detto: «Era un’altra fase della mia vita, quello era un altro Paolo. Sono notizie che parlano di un tempo lontano a cui non faccio riferimento e in cui non mi riconosco in nessun modo».

Carburanti a prezzi record, nuova proroga dello sconto sul diesel

Il governo si appresta a confermare oltre il 5 settembre 2026 il taglio di 17 centesimi sulle accise per il diesel, riservandosi nelle prossime settimane di individuare misure più mirate e selettive per fare fronte all’aumento del costo dei carburanti. Giovedì 3 settembre il prezzo medio della benzina alla pompa ha toccato il livello più alto dall’8 luglio 2022 a 2,124 euro. Non va meglio il gasolio che, al netto dello sconto sull’accisa di 14 centesimi (17 centesimi Iva inclusa), ha superato il record di 2,229 euro del 17 marzo 2022, arrivando a 2,316 euro. Nell’immediato il governo prorogherà lo sconto generalizzato per tutti solo per il diesel, mentre in prospettiva l’obiettivo è mettere in campo un pacchetto di aiuti selettivi. Tra le ipotesi figurano bonus in busta paga per i lavoratori dipendenti e un credito da aggiungere alla social card.

Salvini chiede tutele anche per gli autonomi

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha chiesto «che vengano inseriti nelle tutele anche i camionisti, gli agricoltori, i pescatori e gli agenti di commercio». «Come Lega», ha aggiunto, «chiediamo che non siano agevolati solo i lavoratori dipendenti, perché escludere il lavoro autonomo e le partite Iva sarebbe un errore clamoroso».

Tensione Germania-Russia, Mosca chiude le sedi del Goethe-Institut

Tutte le sedi del Goethe-Institut in Russia verranno chiuse. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov durante una conferenza della società russa Znanie a margine dell’XI Forum Economico Orientale di Vladivostok. Si tratta di una risposta diretta del Cremlino alle chiusure del centro culturale Casa Russa a Berlino e del consolato russo a Bonn, decise dal governo tedesco a seguito delle indagini sul tentato attacco con droni esplosivi avvenuto all’aeroporto di Lipsia, che hanno evidenziato la mano di Mosca. «Hanno compiuto questo passo deliberatamente, non potevano non capirlo, e ciò significa la fine della loro presenza culturale in Russia, che era rimasta nonostante il peso delle vicissitudini ucraine nei nostri rapporti con l’Occidente», ha affermato Lavrov. Il capo della diplomazia russa ha poi aggiunto che Mosca potrebbe adottare ulteriori misure, tra cui la chiusura del consolato generale tedesco a San Pietroburgo.

Cos’è il Goethe-Institut e quante sedi ci sono in Russia

Il Goethe-Institut è l’istituto culturale ufficiale della Repubblica Federale Tedesca. Associazione senza scopo di lucro attiva a livello internazionale, ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza della lingua tedesca all’estero e incoraggiare la cooperazione culturale globale. Fondato nel 1951 a Monaco di Baviera, dove oggi si trova il quartier generale, Goethe-Institut ha oltre 150 sedi in più di 90 Paesi: quelle che verranno chiuse in Russia si trovano a Mosca, San Pietroburgo e Ekaterinburg.

Tensione Germania-Russia, Mosca chiude le sedi del Goethe-Institut
La Casa Russa di Berlino.

I sospetti sulla Russisches Haus di Berlino

La Russisches Haus di Berlino è invece un importante centro culturale affacciato sulla Friedrichstraße, nel quartiere Mitte. Colossale edificio di 29 mila metri quadri distribuiti su sette piani, è stata aperta nel 1984 come “Casa della Scienza e della Cultura Sovietica” all’epoca della Repubblica Democratica Tedesca, come simbolo dell’amicizia Urss-Ddr. In realtà, per l’intelligence occidentale invece la Russische Haus è sempre stata, più che un centro culturale, un covo di spie. Che avrebbero continuato il loro lavoro nell’ombra anche dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Di recente alcune testate tedesche hanno diffuso un documento del ministero dell’Interno francese, secondo cui la Russische Haus viene utilizzata «come copertura dai servizi segreti russi». Der Spiegel, in particolare, ha rilevato che l’edificio presenta consumi di elettricità insolitamente elevati, dato che ha contribuito ad alimentare sospetti sulla struttura.

È morta Cassandra Wilson, regina del jazz

Addio a Cassandra Wilson, cantante jazz americana tra le più note degli Anni 90 e 2000, morta all’età di 70 anni. Nel corso della sua carriera aveva vinto due Grammy, i più importanti premi dell’industria discografica statunitense, per Miglior performance vocale jazz con l’album New moon daughter e per Miglior album di jazz vocale con Loverly. La rivista Time l’aveva definita «la miglior cantante d’America».

Dal jazz al blues

Wilson iniziò a suonare piano e chitarra sin da giovane, diventando negli Anni 80 la voce ufficiale del M-Base Collective. Dopo qualche anno abbandonò il gruppo e nel 1985 registrò il suo primo album da solista con l’etichetta discografica tedesca JMT. Affermatasi come cantante jazz, cambiò improvvisamente direzione firmando per l’etichetta Blue Note una serie di album dalla forte vena blues, tra cui Blue Light ‘Till Dawn. Nel 2010 cantò My love And I di Johnny Mercer e David Raksin dal film L’ultimo Apache nell’album Sophisticated ladies con i Charlie Haden Quartet West per la Emarcy.

Barilla acquista Goodles, il marchio americano dei maccheroni al formaggio

Barilla, colosso italiano della pasta, ha raggiunto un accordo per l’acquisizione di Goodles, marchio statunitense di maccheroni al formaggio in scatola ad alta densità nutrizionale. I termini dell’intesa non sono stati resi noti. Goodles era stata valutata 88 milioni di dollari dopo un round di finanziamento del 2023, secondo dati PitchBook. Fondata nell’ottobre 2020 come Gooder Foods e con sede a Santa Cruz, in California, il brand è nato dall’idea che il comfort food preferito da tutti, i maccheroni al formaggio, potesse essere più nutriente. I suoi prodotti sono distribuiti negli Stati Uniti presso i principali rivenditori e catene di distribuzione indipendenti. L’accordo prevede che Goodles mantenga la propria sede centrale a Santa Cruz e continui a operare in modo indipendente come marchio autonomo, libero di prendere le proprie decisioni in merito a prodotto, ricette, qualità, ingredienti, fornitori, marketing e altro ancora. L’intero team verrà mantenuto senza modifiche gerarchiche e la cofondatrice e ceo Jen Zeszut continuerà a guidare il team.

Zeszut: «L’accordo può aiutarci a crescere a livello internazionale»

«Abbiamo scelto il Gruppo Barilla perché ci può aiutare a innovare e crescere a livello internazionale, permettendoci al contempo di prendere decisioni migliori e di mantenere la nostra qualità», ha dichiarato Zeszut. «Ho capito che il Gruppo Barilla era il partner perfetto quando, scherzando, ho offerto al presidente un adesivo Goodles per la sua nuova auto con la scritta “Io e i miei amici adoriamo i maccheroni” e lui l’ha accettato davvero. Sono entusiasta di vedere come i nostri due mondi continueranno a incontrarsi».

Barilla: «Colpiti dalla qualità dei prodotti e dalla visione lungimirante di Goodles»

«Oggi è un giorno importante per il nostro Gruppo», le ha fatto eco Guido Barilla, presidente del Gruppo Barilla. Seguivamo Goodles da tempo e siamo rimasti sempre più colpiti dalla forza del marchio, dalla qualità dei suoi prodotti e dalla dinamica della sua crescita. Conoscendo il team dirigenziale, guidato da Jen Zeszut, siamo rimasti altrettanto colpiti dalla solidità dell’organizzazione, dalla sua unità e dalla sua visione lungimirante. Insieme, queste qualità ci hanno convinto che Goodles fosse la scelta giusta e rappresenti un’entusiasmante opportunità per il futuro».